Cosa serve ai cattolici? “Uno spartito più che un partito”.

“Altrimenti non si sa quale musica suonare”. Lo ha detto Mons. Luigi Renna, presidente del comitato organizzatore della Settimana sociale dei cattolici, in occasione della visita al Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.

Più che un nuovo partito dei cattolici italiani, serve uno spartito”. È questo il messaggio lanciato da monsignor Luigi Renna, vescovo di Catania e presidente del comitato organizzatore della Settimana sociale dei cattolici, nel corso dell’incontro organizzato dal vicepresidente del Consiglio regionale, Francesco Russo, assieme ai consiglieri Carlo Bolzonello e Carlo Grilli, e ospitato oggi nell’aula del Consiglio regionale.

A Renna, in rappresentanza degli organizzatori dell’evento che in questi giorni anima piazze e strade di Trieste e che si concluderà domenica con la visita di Papa Francesco, il vicepresidente Russo ha consegnato il sigillo del Consiglio regionale portandogli i saluti del presidente Mauro Bordin, impossibilitato a partecipare in quanto impegnato in un concomitante incontro sul territorio.

Gli scranni normalmente occupati dai consiglieri dei vari gruppi politici sono stati occupati per quasi due ore dagli amministratori locali ai quali è stato affidato il ruolo di delegati nell’ambito della Settimana sociale. Si tratta di sindaci, assessori, consiglieri regionali e comunali, dirigenti dell’associazionismo cattolico provenienti da ogni angolo del Paese, molti dei quali sono intervenuti, esprimendo tutti l’auspicio di creare una rete di confronto e dialogo stabile nel tempo.

È stato il vescovo Renna, nella sua introduzione, a proporre una prima riflessione, sulla scia del tema della democrazia posto al centro della Settimana sociale. “Il presidente Mattarella – ha detto – ci mostra che le istituzioni possono essere abitate dai cattolici, anche se su tanti temi oggi i cattolici sembrano divisi e a volte ostaggio delle ideologie. Ma bisogna costruire uno spartito comune più che un partito, altrimenti non si sa quale musica suonare. In questi giorni – ha aggiunto Renna – Trieste è diventato un luogo di crocevia e di dialogo, e a chi ci rimprovera chiedendo dove siano i cattolici abbiamo dimostrato, con una narrazione al positivo, che i laici sono presenti. La Settimana sociale è al servizio del bene comune e di tutto il Paese, e lo stile dev’essere sempre il primato della carità”.

Temi ripresi dal vicepresidente Russo nel suo intervento. Dopo aver osservato che “a Trieste in questi giorni si respira una bella aria di democrazia che diventa contagiosa”, il consigliere ha auspicato che “le diverse appartenenze politiche non diventino un ostacolo insormontabile in vista di un dialogo che riteniamo utile e necessario”. Russo ha poi ricordato “le diverse stagioni del cattolicesimo sociale e politico, da don Sturzo a De Gasperi a Moro”, convinto che “si debba tornare a dirsi orgogliosi di questa eredità”. Ha quindi messo l’accento sugli auspici portati al meeting triestino dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e dal cardinale Matteo Zuppi rispetto alla necessità “di uno spirito costituente nelle grandi riforme che si prospettano a livello nazionale”.

Un invito che è stato messo nero su bianco nel documento finale, preparato e letto da Russo al termine dell’incontro e incaricato di sintetizzare il confronto. Nel testo si esprime anche l’obiettivo di “riavvicinare i cittadini al voto consapevole” e si prendono tre impegni: quello alla condivisione di esperienze in vista di un nuovo incontro nazionale ad autunno, quello di declinare i principi emersi nella Settimana sociale nella propria esperienza amministrativa e, infine, quello “a fare del magistero sociale di Papa Francesco l’elemento unificante per l’impegno dei cattolici in politica”.

Nel suo intervento, Carlo Grilli ha voluto porre l’accento “sulle persone fragili, quelle che ci stanno più a cuore e alle quali vogliamo dire che sono necessarie, perché ciascuno di noi porta con sé un valore. I cattolici in politica – ha aggiunto il consigliere regionale – a volte sono silenziosi, ma hanno il comune denominatore di provare a migliorare la nostra comunità, con garbo ed educazione. Io e Russo siamo in schieramenti diversi, ma abbiamo sempre guardato alle cose che ci univano”.

Carlo Bolzonello ha invece parlato della sua esperienza personale con la fede, raccontando alcuni spezzoni della sua vita “in cui ogni dieci anni è cambiato qualcosa di importante. Sono passato dai lupetti agli scout, poi per un certo periodo volevo fare il rivoluzionario, quindi ho fatto un’esperienza di cooperazione in Bolivia e mi sono ritrovato a vivere nella foresta amazzonica assieme a sette sacerdoti. E mai avrei pensato di arrivare in Consiglio regionale”. “Noi dobbiamo confrontarci col quotidiano – ha aggiunto Bolzonello – perché essere cattolici significa fare le piccole cose, quella è la politica vera. La vera sfida è dare un senso a quello che fai, che tu sia di destra o di sinistra non c’entra”.

Elena Granata, vicepresidente del comitato organizzatore della Settimana, ha riassunto l’incontro con una considerazione: “In un’ora e tre quarti ci avete fatto esclamare: se il Paese fosse questo perché è questo il Paese che sogniamo”.