Home GiornaleIl 2 giugno, gli animali e l’eterna tentazione del potere

Il 2 giugno, gli animali e l’eterna tentazione del potere

Tra cavalli imbizzarriti, invasioni aliene e feste degenerative, una riflessione amara sulla politica italiana e sull’attualità senza tempo de La fattoria degli animali.

Migranti senza confini

C’è qualcosa che agita il nostro Paese e poi di sponda forse anche la politica. Sarà colpa del caldo di questi giorni o dei cambiamenti climatici ma si legge della invasione di un gambero alieno nelle acque al largo della Sicilia, si pensi anche alla presenza del Pesce Palla Maculato detto anche in modo più allarmante Lagochepalus sceleratus.

 

Aria di festa intorno a me

Di scelleratezza potrebbe anche dirsi dell’episodio ormai sulla bocca di tutti per cui,durante le prove della parata del 2 giugno, lungo le strade della Capitale si sono imbizzarriti i cavalli di Polizia e Carabinieri ed hanno preso la via di fuga disarcionando i loro cavalieri con tutte le conseguenze del caso. Tutto è accaduto a causa di un petardo esploso per gioco da un “pizzardone”, fuochi di artificio che hanno messo in moto una sorta di fuga verso nessuna vittoria.Il responsabile si è detto dispiaciuto chiedendo scusa ma evidentemente il clima di festa rischia sempre di portare qualche conseguenza di troppo.

Nell’occasione non si è sussurrato ai cavalli di comportarsi da damerini ma con un botto di rispetto gli si è dato un segnale di partenza alla stregua di un eventuale Palio di Roma.

 

Il sale della violenza

Gli uomini sanno fare assai di peggio degli animali. A Parigi l’anticipo dei festeggiamenti per la vittoria del PSG per la conquista della Champion League ha registrato appena un morto e 480 arresti, bazzecole stile rivoluzione francese. Spesso episodi di allegria finiscono in malomodo. Lo insegna Ernest Hemingway quando in Fiesta descrive i suoi protagonisti tutti impegnati in un tempo brado per chiamarsi fuori da un’esistenza tesa alla ricerca di una stentata sopravvivenza. Il sole sorgerà ancora per i personaggi del romanzo e così sarà anche dopo le celebrazioni degli 80 anni della nostra Repubblica.

 

Limprevisto sempre in agguato

Tornando agli animali in quel di Reggio Emilia, dalle parti di Calerno, un camion che trasportava innocenti maiali è sbandato fino a rovesciarsi. Le povere bestie sono rotolate per strada scappando tutto intorno al paese e sono poi state recuperate per una sorte meno felice di quella dei cavalli più blasonati. Le bestie tra di loro si saranno lamentate e forse anche direttamente con l’autista richiamando la vecchia barzelletta di Gigi Proietti per cui descrivendo la stessa scena un suino dopo l’incidente diceva all’innocente “Ma tu come c…guidi?”.

Ci sta che gli animali viaggino senza permesso da una parte all’altra del mondo, lì dove possanotrovare condizioni ambientali accoglienti o che cerchino la salvezza in presenza di un possibile pericolo o che ancora anche imprevedibilmente scappino da una triste fine. Non c’è chi non cerchi benessere e la libertà. Occorre però sapersi guardare dalle voci delle seducenti sirene della politica, di chi promette gioia per tutti senza indicare con quali mezzi sostenere i sogni proposti in certezza.

 

Il popolo a scuola dagli animali

Dalla morte della Prima Repubblica la nostra storia è piena di capi popolo che hanno prospettato maggiore democrazia, benessere sociale, onestà e rispetto della legge per arrivare a“l’uno vale uno”, oggi inclementemente smentito dalla sostanza dei fatti. Siamo stati pieni di eroi del momento appassiti dopo qualche stagione per lasciare posto ad altri ma che hanno tentato di primeggiare finalmente per affacciarsi smaniosi e avidi alla ribalta del potere.

Sarebbe utile dare nuovamente una occhiata a “La fattoria degli animali di Orwell” dove gli animali protagonisti della rivoluzione per la libertà, spodestando il vecchio padrone Mr. Jones,prendono il potere. La storia finisce con i capi delle gesta che impongono ai loro seguacicreduloni la stessa dittatura da cui ci si era liberati. E’ il vecchio ritornello del “levati tu, che mi metto io” in obbedienza ai comandamenti, forse ispirati alle 7 leggi noachide, cheinizialmente il nuovo governo si era dato, poi sfociati nell’ultima legge per cui ”tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”. Del resto, a caval “domato” non si guarda in bocca.