La decisione coraggiosa dell’onorevole Picierno di uscire dal PD in coerenza con le proprie idee europeiste e democratiche apre un nuovo orizzonte per tutti noi centristi orfani di una casa politica.
La vicepresidente del Parlamento Europeo ha pronunciato forti critiche contro il campo largo su temi dirimenti per l’azione politica: esteri, giustizia, economia. Essere al fianco dell’Ucraina, non adottare politiche giustizialiste, evitare la patrimoniale e la logica della decrescita felice, sono tutti temi non nuovi, che già in precedenza molti commentatori avevano fatto emergere.
Ora, si spalancano le porte di un nuovo Spazio Pubblico che per idee e proposte non è differente da ciò che dice il Manifesto centrista pubblicato su questa testata, né si discosta dalle posizioni di Azione o dalle proposte elaborate dai gruppi liberaldemocratici che esistono al di fuori della destra e della sinistra.
Bisogna prendere atto che, al di fuori dei due poli e al centro, esistono forze di piccole dimensioni ma molto numerose con personalità di esperienza e di esempio di buon governo, esponenti della miglior cultura popolare, liberale, socialdemocratica e riformista. Poiché non esiste una forza egemone o un leader più rispettato in grado di guidare un processo costituente, con umiltà tutti questi soggetti si dovrebbero ritrovare per parlare tra loro con uguale dignità e per scrivere insieme delle proposte in grado di riformare il Paese.
Ne cito alcuni. In tema economico, la cancellazione dei numerosi bonus e incentivi infruttiferi per abbassare le tasse sul lavoro. Investire i soldi degli italiani in due filoni: scuola e sanità. L’introduzione di rappresentati dei lavoratori nei CdA e l’incentivazione dei dipendenti con forme limitate di condivisione degli utili. Liberalizzazioni a tappetto in più settori: taxi, balneari, banche, per esempio affrontando il tema delle riduzioni dei costi di commissione invece che parlare di tasse sugli extraprofitti.
In tema di politica estera, dire con forza che siamo europei e che vogliamo un Unione che vada avanti senza il veto dei singoli Paesi. Ribadire con forza che la battaglia per la libertà dell’Ucraina è la nostra battaglia e che quella guerra può finire in un secondo, basta che Putin ritiri i suoi carri armati dal territorio ucraino. Riportare il dibattitto medio orientale sulla soluzione dei due Stati: lo stato israeliano e lo stato palestinese devono esistere, l’uno accanto all’altro, in pace.
In tema di giustizia, andare oltre una legge scritta male, come quella affrontata con il referendum, e risolvere i numerosi problemi della malagiustizia. Spingere per una riforma delle istituzioni che adotti il modello tedesco di legge elettorale proporzionale, cancellierato e sfiducia costruttiva, salvaguardando l’unica figura istituzionale che da trent’anni dimostra di funzionare e meritare la fiducia degli italiani: la Presidenza della Repubblica.
In tema di welfare, incentivare lo smart working come politica di rispetto dell’ambiente e per aiutare le famiglie a lottare contro il declino demografico. Creare nuovi asili nido. Costruire l’indipendenza energetica del futuro, con nuovi impianti rinnovabili (al contrario di quanto fa il campo largo in Sardegna) e investire nella ricerca del nucleare di nuovissima generazione.
Oggi si tratta di mettere da parte i personalismi e creare una casa per tutti i “liberi e forti” orfani di un qualunque tetto. Una casa, non una tenda appoggiata sul territorio di proprietà altrui, perché quando sarai scomodo ti verrà detto di andare via o di accettare tutto in silenzio. Una casa, lontana dai populismi di destra e sinistra, perché alla nostra Patria serve coraggio e responsabilità, per ribadire ancora oggi che Democrazia è Libertà.
