Home GiornaleI dubbi del “campo largo” nella stagione populista

I dubbi del “campo largo” nella stagione populista

La sfida tra Schlein e Conte va oltre la scelta del candidato premier. In gioco c’è la capacità del centrosinistra di chiarire il proprio rapporto con l’eredità del populismo grillino.

La scelta del candidato premier del “campo largo” (o “alleanza progressista” che dir si voglia) racconterà qualcosa di più del centrosinistra che si appresta a sfidare la destra meloniana in vista delle prossime elezioni. Qualcosa, ma non tutto. E forse non abbastanza.

È chiaro che, se la leadership toccherà a Schlein, è un conto, se toccherà a Conte tutto un altro. Non solo per il destino delle persone, ovviamente. Il fatto è che però dietro quella sfida si intravede una domanda molto più importante. E cioè quale sia stato l’esito della sfida che ha giustapposto due idee così diverse del centrosinistra.

Da un lato l’idea che trae origine dal partito più partito, il Pd, erede delle nostre tradizioni politiche più antiche. E dall’altro l’idea che nasce nella fabbrica del populismo grillino, riconvertita ora ad esiti meno barricadieri e forse meno distruttivi.

Schlein ha avuto modo di mettere le cose un po’ diversamente, non avendo sulle spalle troppo passato. E Conte a sua volta ha cercato di archiviare quel suo passato, più breve ma non certo più coerente.

Eppure la questione resta aperta, apertissima. Poiché il centrosinistra, per tornare a governare (se mai ci riuscirà) dovrà inesorabilmente venire a capo di una questione così dirimente. E cioè chiarire una volta per tutte se la stagione populista è diventata a questo punto parte del suo retaggio, sia pure filtrata dalle buone maniere dei giorni più recenti.

O se invece sono stati davvero fatti saltare tutti i ponti che collegano a quel pezzo di storia politica. Di cui si può essere i continuatori sotto mentite spoglie oppure i premurosi addetti alla pietosa sepoltura. Ma non le due cose insieme.

 

Fonte: La Voce del Popolo – 25 giugno 2026

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]