La politica ridotta alla ricerca del capo
Uno dei temi di fondo della politica contemporanea, o meglio della politica della cosiddetta Seconda Repubblica, è sempre quello di sapere chi è il capo o il leader di quel determinato partito o coalizione.
Di norma, il progetto politico e gli stessi programmi politici sono del tutto subalterni e marginali rispetto alla domanda centrale, prioritaria e principale, se non addirittura esclusiva. E cioè, in sostanza, la domanda è sempre la stessa: “Ma chi è il capo di quel partito? Chi è il capo di quella coalizione?”. Il resto è drasticamente irrilevante, se non indifferente, secondario. Cioè i contenuti, i valori, il progetto politico, per non parlare, appunto, del programma di governo.
La lezione ancora attuale di Guido Bodrato
Ora, se c’è un progetto politico che in questa particolare stagione storica può invertire questa prassi, peraltro fortemente diseducativa se non addirittura antipolitica, è proprio quello di ricostruire un Centro autonomo, democratico, riformista e di governo. Al riguardo, ripenso ad una vecchia, ma sempre efficace riflessione dell’ultimo “maestro” del cattolicesimo democratico italiano, Guido Bodrato, che sosteneva che “quando il progetto politico è credibile un leader lo trovi per strada”.
Certo, era una riflessione, quella del leader della sinistra Dc, particolarmente calzante per la lunga stagione della Prima Repubblica, ma che conserva una straordinaria attualità e modernità anche nell’attuale fase politica. E questo per la semplice ragione che, oggi, e di fronte alla progressiva e crescente radicalizzazione del conflitto politico e della conseguente ed inevitabile polarizzazione ideologica dei due schieramenti maggioritari – cioè la destra sovranista, radicale e populista e la sinistra altrettanto radicale, estremista e populista – il progetto di un Centro autonomo, riformista, democratico e di governo può realisticamente decollare in vista delle elezioni del 2027 anche senza avere un capo assoluto, indiscusso ed indiscutibile.
La forza del progetto oltre i partiti personali
Come avviene puntualmente nei partiti personali e del capo, dove tutto si può fare tranne che contestare o mettere in discussione il capo.
Certo, tutti sappiamo che gli attuali leader di questo campo centrista sono Pina Picierno e Carlo Calenda. Ma le adesioni, i sostegni e le condivisioni che stanno provenendo da tutta Italia e dal mondo variegato, composito e fortemente plurale della galassia centrista confermano che il segreto di questa scommessa, oggi, è la qualità e lo spessore del progetto politico e non la sacralità e l’intoccabilità del capo.
Un Centro riformista per restituire prestigio alla politica
Ecco perché, proprio attraverso la costruzione di un vero ed autentico progetto centrista e riformista, oggi è anche possibile ridare lustro e prestigio alla politica e alle sue regole tradizionali e soprattutto di valenza costituzionale.
Una politica, cioè, che non si riduca solo e soltanto all’esaltazione di una spietata personalizzazione ma consapevole, al contrario, che senza il pieno recupero della progettualità anche il capo più moderno, più populista e più propagandista non può che continuare ad indebolire ulteriormente e forse irreversibilmente l’intera politica italiana. Ed è anche per questo che oggi il rilancio e la declinazione di una nuova e rinnovata politica passa anche e soprattutto attraverso il progetto di un Centro autonomo, riformista e di governo.
