Home GiornaleIl dovere di un “campo degasperiano” nella nuova stagione della Repubblica

Il dovere di un “campo degasperiano” nella nuova stagione della Repubblica

I cattolici democratici e popolari sono chiamati a ricostruire un centro autonomo, alternativo ai due poli, difendendo il pluralismo e gli equilibri della democrazia costituzionale.

Le radici popolari e il rischio dellapprodo a destra

Seguo con sofferenza le scelte di alcuni amici, i quali da molto tempo, pur di sopravvivere a livello parlamentare, hanno deciso di avvicinarsi e/o aderire ai partiti del vincitore di turno che, dopo l’esperienza berlusconiana, sono ancora quelli di Forza Italia o dello stesso partito della Meloni. Amici già collegati alla storia della sinistra sociale democratico cristiana come la corrente di Forze Nuove ( Donat Cattin e Gerardo Bianco), ridotti al ruolo di cavalieri serventi del partito di Berlusconi o di Fratelli d’Italia. Tralascio il caso più emblematico di Gianfranco Rotondi che ho sempre considerato “ il miglior fico del bigoncio” dell’ultima generazione DC, il quale è impegnato a trasformare il partito degli eredi almirantiani in una sorta di rinnovata e improbabile nuova Democrazia Cristiana, assumendo così più il ruolo di un neo conservatore lontano mille miglia dalla tradizione popolare e democratico cristiana.

Più emblematico il caso dell’amico Giorgio Merlo, custode intelligente della storia della sinistra sociale DC e dei suoi leader più autorevoli, come Carlo Donat Cattin, Guido Bodrato, Sandro Fontana e Franco Marini, il quale da un pò di tempo, accanto alla pubblicazione eccellente dei suoi libri, è impegnato a tessere la tela al centro della destra, con l’idea che quella dovrebbe essere la destinazione più opportuna di ciò che rimane per gli ex DC e Popolari.

 

La questione del centro e la legge elettorale

Da molto tempo scrivo che per ricomporre il centro nuovo della politica italiana ampio e plurale, capace di mettere insieme quanto rimane delle tradizioni popolari, democratico cristiana, liberale e riformista socialista, alternativo alla destra e alla sinistra, servirebbe una legge elettorale di tipo proporzionale, con l’abbandono della quale si accelerò la fine della DC.

Il governo di centro destra al quale Merlo sembra offrire, come Rotondi, il suo sostegno, sta, invece, marciando a passo svelto verso una legge elettorale che non a caso ho definito “super truffa”, considerando che la “legge truffa” così connotata dai comunisti nel 1953 contro De Gasperi, stabiliva un premio di maggioranza alla lista che avesse ottenuto almeno il 51% del consenso elettorale, mentre nella versione del “melonellum”, il premio viene assegnato alla lista che ottenga il 42% ( nella prima stesura il 40%) dei voti. Si aggiunga il venir meno dei collegi uninominali del Sud, per cui questa legge super truffa assumerebbe il carattere di una sorta di Legge Acerbo 2.0, potendo garantire a una minoranza il totale controllo di tutte le cariche istituzionali repubblicane: maggioranza parlamentare, capo del governo, Presidente del consiglio, Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale……

 

Preferenze, rappresentanza e critica ai nominati

Come Cavazzoni al tempo del PPI di Sturzo, questi due amici finiscono con l’assumere così il ruolo di palafrenieri della destra post almirantiana, con totale disconoscimento delle loro radici democratico cristiane.

Anche l’ultima sortita di Merlo a difesa delle tesi di Forza Italia e della Lega contro le preferenze, se, da un lato, esprime la preoccupazione legittima verso la degenerazione corruttiva del denaro nel favorire la scelta degli eletti, dall’altra, sembra misconoscere l’alternativa attuale di liste di “nominati”, tra i quali probabilmente gli amici aspirano di essere inclusi, ossia la realtà di scelte politiche fatte dai vertici dei partiti senza alcuna autonomia per il voto degli elettori, ridotti a scegliere tra liste di nominati predeterminati.

 

Lappello per unalternativa degasperiana

Da parte mia continuo a ritenere essenziale per l’area cattolico democratica, liberale e cristiano sociale, scegliere di far parte di “un campo degasperiano” alternativo alla destra nazionalista e sovranista e distinto e distante dalla sinistra ancora alla ricerca della propria identità. In questo momento, tuttavia, è dovere primario prepararci a sostenere l’iniziativa di amici già pronti ad attivare le procedure di legge per adire alla Corte costituzionale, non appena la “legge super truffa” venisse approvata, considerando quest’ultima un autentico colpo contro il sistema democratico e costituzionale italiano.