In queste ore di angoscia e di attesa desidero esprimere la mia vicinanza più sincera alla ministra Eugenia Roccella, ai suoi familiari e a quanti stanno vivendo con lei questa prova così dolorosa.
Quando una persona cara viene sottratta improvvisamente allo sguardo, la prima parola non può che essere il silenzio. Un silenzio abitato dalla preghiera, dalla speranza, dalla discrezione e dal rispetto per un dolore che nessuna parola può davvero contenere.
Penso a Luigi Cavallari, alla sua famiglia, ai soccorritori impegnati senza sosta nelle ricerche, e chiedo al Signore di sostenere Eugenia in queste ore sospese, nelle quali la fede non cancella l’angoscia, ma aiuta a non restare soli dentro l’angoscia.
In momenti come questi cadono le distanze, le appartenenze, le differenze politiche. Resta soltanto l’umano: la fragilità della vita, il legame degli affetti, il bisogno di sentirsi custoditi dalla vicinanza degli altri e dalla misericordia di Dio.
A Eugenia giunga il mio abbraccio fraterno, insieme alla preghiera perché, anche dentro questa notte, possa sentirsi accompagnata da una comunità che le vuole bene e che condivide la sua attesa.
Giuseppe Fioroni
Vicepresidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori
