Questa estate fa un gran caldo, le temperature sono impazzite, del tutto fuori norma. Il sangue si scioglie disabituato a scorrere con una velocità che lo intimorisce, c’è il rischio di portarlo fuori rotta. Globuli rossi e bianchi tirano fuori i denti e come rampini si aggrappano alle pareti per rallentare il precipizio, nello sforzo stracciano i confini e rossi dalla paura prendono ad andarsene in giro per ogni dove. Fuori dalle vene trovano la casa dei loro sogni ed allora i Mostri si danno un allarme e aprono un paracadute che conoscono a memoria e che garantisce loro la sopravvivenza.
Sono allenati a questo, hanno sempre un piano di riserva che si ripetono ogni giorno nella mente, incombe la speranza che accada un incidente per poterlo finalmente metterlo in pratica. Ci ha pensato il Sole a scatenare una strategia di salvezza e dare la libera uscita ad un sogno che tengono in un cassetto senza chiave di sicurezza. L’umidità ristora i loro progetti dissetandoli del sudore che ci vorrà per mettersi in azione, l’afa non provoca in loro alcun affanno, tutt’altro. Accende in loro una miccia sempre più corta che farà esplodere il desiderio in realtà.
Non occorre fantasia per tutto questo, anzi è la nemica che ostacola il dare carne al progetto studiato in ogni dettaglio da un tempo che non conosce inizio perché lo limiterebbe. È la banalità della azione la loro forza, non occorrono guizzi di genio, trovate mai inventate. Basta ripetere ciò che altri hanno già fatto magistralmente e che purtroppo hanno avuto però il torto di fregarli sul tempo. Avrebbero piuttosto essere loro i primi sulle cronache dei giornali.
Delitto in piena notte, suona male, ci vuole la luce del giorno per esibirsi con l’arte di cui sono capaci. Sanno di avere dei complici, dei compagni di cordata che gli tributeranno un applauso e che presto li prenderanno ad esempio per una replica degna comunque di applausi. È ora di darsi da fare, le giornate già si stanno accorciando e potrebbero perdere il biglietto della lotteria insieme al coltello, alla pietra o alla pistola o all’acido che hanno in tasca.
Le loro donne li hanno traditi. Sono delle gran presuntuose, convinte, come sono, che da sole possono cavarsela nella vita. Non sanno che hanno bisogno della loro protezione per scansare il pericolo che la vita dispensa a tutti sulla terra. Senza di loro non potrebbero farcela. Per queste le insultano quando azzardano a dire la propria, a tirar fuori uno straccio di pensiero in libertà. È bene che siano sottomesse ad un padrone che sappia riportarle ogni giorno all’ovile, evitando che si smarriscano.
Sono delle ingrate, il loro egoismo è inconcepibile e brucia più dei raggi cocenti di questi giorni. Costringono i Mostri ha fissare il pensiero su di loro, così i Mostri diventano vittime di una indipendenza che gli è stata rubata da quelle donne in gonnella. È giunta l’ora di rimettere le cose a posto, di riassaporare strade diverse da quelle a cui sono stati costretti a percorrere.
Sarà la strada a fare giustizia di questo delitto a pezzi che subiscono ogni giorno. Per questo i Mostri si riprendono il sentiero che gli spetta e fanno fuori le spose e compagne ed alla tortura che hanno imposto ai loro sposi e compagni. Con questo caldo il sangue che cola a terra frigge sul cemento e sui pavimenti, si raggruma in breve senza più sviarsi. Ora i Mostri sono in carcere, hanno ripreso in mano la vita finalmente tornata in loro dominio, a disposizione di un futuro che, non sanno, gli si ribellerà.
