È già alle spalle una polemica che ha per qualche giorno minato il corpo della politica fino a far venire il latte alle ginocchia. Un parlamentare della libera associazione di cittadini, poi movimento e poi Partito dei 5 stelle ha detto che la Meloni dovrebbe smettere di essere supina davanti a Trump ed altri potenti della terra.
Atti di devozione e stretching, una possibile intesa
Ha poi aggiunto che la Giorgia nazionale non si è messa con la schiena dritta di fronte al mondo che conta ma ha fatto ricorso piuttosto alle ginocchiere per mettersi più comoda durante la sua sottomessa postura. Se si è compreso bene l’accusa sarebbe quella di essere soggetti di un “POS”, di un punto di vendita della propria dignità di fronte ai potenti che oggi dettano legge.
È una questione di postura di come ci si pone con il tratto che occorre per sopravvivere ai tempi in corso e ci voleva il buon Silvestri ha ricordarcelo. Forse si è involontariamente ispirato a Silvestro gatto maldestro o gli è venuto male un pensiero che ha detto non voler essere sessista. Con questo commento si è fatta più pubblicità del Pino Silvestri Vidal e del resto la sua critica alla Presidente del Consiglio è di uomo che è uscito dalla selva da una anonima macchia di arbusti politici per dire invece la sua.
Il dovere di una specifica
Gli si potrebbe poi chiedere di essere più preciso. Può darsi alludesse ad un atto di genuflessione che comporta piegare solo un ginocchio fino a terra, in genere il destro, per combinazione proprio dell’area di governo. O altrimenti intendeva rimandare ad entrambe le ginocchia, un gesto, ben oltre alla prostrazione, che rimanda per qualche impertinente ad una delle possibilità del kamasutra.
Ciò dichiarato è partita l’accusa di sessismo con le smentite di chi si è accodato alla faccenda pur di dire la propria e farsi un po’ di immagine. Vannacci ha pensato di illuminare il popolo con la profondità della sua riflessione sul fatto che il femminicidio non è un reato diverso dagli altri omicidi. Si avvertiva l’estrema urgenza di una decisiva opinione atta a dare conforto, per carenza di maestri del diritto, in vista delle prossime questioni di giustizia in materia da oggi in poi. Un contributo fondamentale a cui gli uomini possono guardare finalmente con fiducia e pieno affidamento.
I simpatizzanti di Silvestri pensano presumibilmente che, tempestivamente, abbia voluto lanciare un monito per impedire che Giorgia possa andare in sollucchero pensando a Trump nel mentre ascolta “Ritornerò in ginocchio da te”.
Omissis e dimenticanze
Sul campo resta il chiassoso silenzio delle donne di sinistra che forse potrebbero pretendere una forma diversa per esprimere il disappunto verso una Meloni troppo fiacca verso chi ha lo scettro del comando in mano. In questo caso si è commentato che potrebbe rimproverarsi loro di un silenzio colpevole, una complicità inammissibile malgrado lo strale sia diretto verso una avversaria.
“Silenzio parla Agnesi” era una celebre frase pubblicitaria che si muoveva sul paradosso di Wittgenstein per cui il linguaggio incontra fatalmente il limite del dicibile e così solo il silenzio, a compensazione, può esprimere compiutamente ciò che manca alla forza della parola.
Talvolta le cose vanno prese con filosofia, unica salvezza. Talvolta farci scegliere i nostri rappresentati al Parlamento non sarebbe una cattiva idea.
