Home GiornaleMinacce da Russia Today a Calenda: la solidarietà della Cisl

Minacce da Russia Today a Calenda: la solidarietà della Cisl

Le intimidazioni riaccendono il confronto sull’influenza della propaganda del Cremlino. La solidarietà espressa dalla Cisl rappresenta un richiamo netto alla tutela del pluralismo democratico e della libertà di espressione.

Le minacce e il caso Russia Today

Le minacce rivolte al leader di Azione, Carlo Calenda, attraverso il canale Telegram di Russia Today hanno provocato una reazione politica trasversale, riportando al centro del dibattito il tema della propaganda del Cremlino e delle sue possibili ramificazioni nello spazio pubblico europeo. Calenda ha denunciato la presenza di messaggi intimidatori nei suoi confronti, ribadendo di non sentirsi intimorito e ricordando di aver più volte denunciato l’attività di reti che, a suo giudizio, operano in Italia per diffondere la narrazione favorevole a Mosca. Nei giorni scorsi lo stesso senatore aveva inoltre richiamato un video nel quale responsabili del progetto documentaristico di RT illustravano al presidente Vladimir Putin le iniziative promosse anche in Italia, definite un tassello della strategia comunicativa russa.

La risposta politica e il ruolo della Cisl

Le reazioni non si sono fatte attendere. Il vicesegretario di Azione, Ettore Rosato, ha parlato di una Russia che, dopo l’invasione dell’Ucraina, conduce anche una guerra ibrida contro l’Europa, denunciando gli attacchi informatici e la propaganda come strumenti di pressione politica. Sulla stessa linea la presidente di Azione, Elena Bonetti, che ha chiesto di isolare quanti mantengono rapporti politici o culturali con il sistema di influenza del Cremlino.

Tra gli interventi, assume un rilievo particolare quello della segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola. La leader del sindacato ha espresso «piena solidarietà» a Calenda, definendo «inaccettabile» che un organo riconducibile alla propaganda russa prenda di mira chi esercita liberamente il diritto di manifestare le proprie opinioni. Ancora più significativo è il richiamo al principio secondo cui ogni tentativo di delegittimare o intimidire rappresentanti politici e istituzionali deve essere respinto «con fermezza e senza ambiguità». Si tratta di una presa di posizione che supera le appartenenze partitiche e riafferma il valore della libertà di espressione quale patrimonio comune della democrazia. 

Oltre la polemica politica

L’episodio pone una questione destinata ad andare oltre la cronaca. Le campagne di propaganda, la disinformazione e le intimidazioni online rappresentano ormai uno degli strumenti attraverso cui si sviluppa il confronto geopolitico. Per questo la risposta non può limitarsi allo scontro tra partiti, ma richiede la difesa condivisa delle istituzioni democratiche e del libero confronto delle idee.

In questa prospettiva, la solidarietà espressa dalla Cisl assume un significato che va oltre il caso specifico. Il sindacato richiama infatti il valore della responsabilità civile: difendere il diritto di ciascuno a esprimere le proprie opinioni senza essere esposto a campagne di intimidazione, qualunque sia il colore politico dell’interlocutore. È un principio che appartiene alla cultura democratica europea e che, proprio nei momenti di maggiore tensione internazionale, merita di essere riaffermato con chiarezza.