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Quali novità politiche ed elettorali nel 2027?

Il voto del prossimo anno potrebbe essere segnato da due fenomeni opposti ma complementari: l’ascesa del movimento guidato dal generale Vannacci e il possibile ritorno di un Centro riformista, plurale e di governo.

La politica italiana e la ricerca permanente della novità

Diciamoci la verità senza ipocrisia ed infingimenti. Dall’inizio della cosiddetta seconda repubblica – cioè dalle elezioni politiche del 1994 in poi – ogni consultazione elettorale è stata segnata nel nostro paese da una novità. Politica, mediatica e soprattutto, e di conseguenza, elettorale. I nomi e i cognomi li conosciamo tutti: Berlusconi, Bossi, Grillo, Salvini, Renzi, Meloni, solo per ricordare i principali.

Nomi e cognomi che hanno, va riconosciuto perchè è un fatto oggettivo, condizionato l’evoluzione della politica attraverso la composizione dei governi e la costruzione di nuovi equilibri politici. Certo, si tratta di quel fenomeno che va sotto il nome di personalizzazione della politica ma, soprattutto, di spettacolarizzazione della politica.

E questo perchè si è sempre alla ricerca di una novità che, puntualmente, si consuma nell’arco dei 5 anni e, altrettanto puntualmente, si è già di nuovo alla ricerca della nuova ed ennesima novità.

 

Lattesa per il voto del 2027

Ora, e per tornare all’oggi, siamo in attesa della – o delle – novità in vista delle elezioni politiche della primavera del 2027.

Bene, senza avere intuizioni o pretese profetiche e senza inseguire fanciullescamente ciò che può capitare, è abbastanza evidente che probabilmente saranno potenzialmente due le novità che potrebbero caratterizzare il nuovo quadro politico. Molto diverse, anzi diversissime tra di loro.

 

Il possibile boom del movimento di Vannacci…

Da un lato, e qui la certezza si staglia già all’orizzonte, il boom elettorale che potrebbe avere il partito/movimento del generale Vannacci.

Non si tratta di ingigantire ciò che vediamo tutti i giorni. Nei social e in alcuni giornali e – come da copione – quasi mai in Tv. È appena sufficiente osservare, e registrare, l’oggettiva mobilitazione popolare in tutto il paese che accompagna il “verbo” di un personaggio che si è affacciato quasi per caso nella cittadella politica italiana per rendersi conto che gli stessi sondaggi d’opinione – che, come ben sappiamo, sono sempre orientati e piegati a chi li commissiona… – non sono credibili al riguardo.

Perchè quando c’è una mobilitazione popolare spontanea in tutto il territorio nazionale e senza essere telecomandata o pianificata ad uso e consumo dei media, la conclusione è abbastanza evidente. E cioè, da quelle parti ci sarà un consenso elettorale massiccio.

Ad oggi nessuno lo può pronosticare. Ma se il passato ci insegna qualcosa – almeno dal 1994 in poi – il partito/movimento del generale Vannacci sarà indubbiamente un forte protagonista politico ed elettorale nella primavera del 2027.

 

…e la possibile riedizione di un Centro riformista

E poi c’è un possibile e del tutto potenziale secondo protagonista in vista del prossimo voto politico. Non solo diverso ma quasi antropologicamente alternativo rispetto al partito del generale Vannacci. Lontano politicamente ma, dobbiamo pur dirlo, anche elettoralmente.

E questa seconda novità potrebbe essere la riedizione di un Centro politico, riformista e di governo.

Certo, questo può capitare se ci saranno alcune condizioni di fondo. E cioè, un Centro che deve essere unito, autenticamente plurale, rigorosamente riformista e credibilmente espressione di una cultura di governo.

Un Centro che, va pur detto, dovrebbe anche essere mediaticamente rappresentato da una figura credibile e possibilmente seria ed affidabile. E non mancano, al riguardo, alcune figure già presenti nell’attuale dibattito politico italiano.

Certo, come ovvio ed evidente, non può essere un Centro diviso in mille rivoli che ha come unico obiettivo quello di superare la soglia del quorum fissato dalla legge elettorale o che sia rappresentato da personaggi squalificati o detestati dalla pubblica opinione.

 

Personalizzazione, spettacolo e nuovi equilibri

Morale della favola. Non ci saranno – ad oggi, ovviamente – altre significative novità nell’attuale scenario politico italiano.

Salvo, per fare un altro esempio concreto, e sempre dettato dalla logica della coppia personalizzazione/spettacolarizzazione, la “discesa in campo” di un esponente della famiglia Berlusconi.

E questo perchè tanto nell’attuale centro destra e, men che meno, nella speculare alleanza di sinistra, non esistono figure politiche che potranno essere dirompenti nell’impatto con la pubblica opinione.

Piaccia o non piaccia, queste sono le regole che ormai da molto tempo disciplinano le consultazioni elettorali. E, nello specifico, queste sono le novità reali, e non virtuali, che possono caratterizzare il risultato delle prossime elezioni politiche. Al di là e al di fuori della stessa legge elettorale.