Home GiornaleRivoluzione americana, come farne rivivere lo spirito?

Rivoluzione americana, come farne rivivere lo spirito?

La dichiarazione d’indipendenza del 4 luglio si spiega alla luce della grande cesura (nord-americana) nella storia dell’umanità.

Luglio 1990: in occasione della prova orale del mio esame di maturità, rivolgendomi in particolare al presidente di Commissione, il compianto filosofo Pasquale Salvucci, notai che nei lustri precedenti si era sottolineato il rilievo, per l’affermarsi della modernità, delle rivoluzioni inglesi e di quella americana rispetto alla francese.

Ecco, oggi ben si fa a ricordare il 4 luglio di 250 anni fa, quando i congressisti americani delle “Tredici sorelle” dichiaravano l’indipendenza dalla Corona britannica. Attenzione, però: si trattava solo di un atto, pur cruciale, del più lungo e articolato evento, appunto, della rivoluzione americana. Nord-americana, s’intende.

Una delle grandi cesure nella storia dell’umanità.

Non mancano coloro per i quali, ormai, quel lontano evento di libertà abbia esaurito il suo potenziale. Non credo. Ne siamo piuttosto eredi, accanto ad altri. Lo stesso vescovo di Roma se ne sente erede.

La questione, dunque, diventa un’altra: come farne oggi rivivere lo spirito, al tempo di una complessa post-globalizzazione e di una guerra mondiale a pezzi?