Home GiornaleRoggero, la politica d’estate e tutti in gita al Colosseo

Roggero, la politica d’estate e tutti in gita al Colosseo

La proposta della Lega sulla legittima difesa riapre il confronto sul significato di “immediatezza”, sui limiti della reazione all’aggressione e sul rischio di una normativa destinata ad alimentare nuove controversie.

Un disegno di legge con colori da stabilire

Purtroppo non poteva andare a finire se non per come sta andando. Il caldo dà alla testa e non abbassa la pressione del fervore di chi vuole una volta per tutte stendere una linea netta di confine tra ciò che si fa e ciò che non è ammesso. Sul caso Roggero la Lega ha scelto politicamente di tracciare una linea di confine netta tra ciò che si può fare e ciò che invece non è ammissibile.

Se si fosse adeguatamente compreso, si tratta di un disegno di legge che prevede come “in caso di aggressione a mano armata all’interno del proprio domicilio” o del luogo di lavoro “qualsiasi reazione posta in essere nell’immediatezza del fatto da chi subisce l’aggressione è non punibile, indipendentemente dalla sproporzionalità dei mezzi usati”.

Saremmo di fronte ad una modifica dell’art. 52 del codice penale che fa riflettere. Ora, senza la pretesa di essere giuristi, si gioca una partita a carte scoperte, al bando ogni sfumatura, e necessariamente si è dovuto ricorrere ad un sostantivo che segna un discrimine di posizioni.

C’è sempre un prima, durante e dopo?

Senza scomodare Heidegger ed il suo “Essere e tempo”, ragionando solo sulla prima parte della modifica normativa proposta, secondo la Treccani “l’immediatezza” si traduce in un subito, senza indugiare. Qui parte il roviglio delle interpretazioni dalla quale nessuna norma può sfuggire ed essere esente. Immediatezza e simultaneità sono perfettamente sinonimi o c’è invece un tempo pure minimo che differenzia i due termini? Che si sia dentro casa o per strada chiunque sia vittima di un’aggressione è legittimo muova una azione a propria difesa. E’ quindi una iniziativa contestuale all’evento criminoso, un “nel mentre” che giustifica il diritto dovere di proteggere se stessi. Non si è potuto meditare sul proprio agire perché il fatto ti ha portato direttamente al centro della scena.

Immedesimarsi nella immediatezza, un problema impossibile

Sembra di comprendere nel caso Roggero che invece la vicenda abbia avuto due momenti distinti, conseguenziali e non esattamente coincidenti. Ad una aggressione ha fatto poi seguito la rincorsa dei criminali con l’esito noto alle cronache. Questo parrebbe essere, a meno che non si intenda per immediatezza il complesso dell’evento senza distinguerne le fasi temporali. Solo in questa ultima ipotesi Roggero troverebbe un motivo di sorriso.

Cosa sarà?

“Cosa sarà… che ti porta a cercare il giusto, dove giustizia non c’è”, cantava l’impareggiabile Lucio Dalla. Immediata è stata nel bene o nel male il tentativo della politica di dire la propria sul tema, eppure si rischia per eccesso di slancio di trovarsi in un pantano dalla quale non si esce con la stessa tempestività con cui ci si è tuffati.

Siamo solo all’inizio di un dibattito che coinvolgerà anche la possibilità di essere sproporzionati, per cui si può sparare con un cannone ad una zanzara che potrebbe avere potenzialmente un pungiglione letale, oltre al tema del risarcimento che pure scatenerà polemiche all’infinito.

Il futuro, ferma la difficoltà di una regola che giustizi ogni confusione di pensiero in materia, stempererà le attuali tensioni e si resterà senza certezze, se non quella di augurarsi di non essere mai vittime della violenza altrui.

Per l’intanto ci pensa Vannacci a giocare al Colosseo trascurando che quello è tutt’oggi un luogo sacro e non un circo. Lì il sangue dei martiri non si cancella con l’AI. Non a caso Santa Teresina di Lisieux, entrandovi, non mancò di inginocchiarsi in silenziosa preghiera.