Home GiornaleSanta Marinella, il civismo che supera gli schieramenti

Santa Marinella, il civismo che supera gli schieramenti

L’elezione di Alessio Manuelli segna la vittoria di una coalizione civica trasversale. Gino Vinaccia spiega le ragioni del successo e le sfide della nuova amministrazione.

Il recente responso scaturito dalle urne elettorali di Santa Marinella dovrebbe soddisfare soprattutto coloro (e purtroppo sono sempre meno, come dimostrerebbe l’ormai cronico alto tasso di astensionismo) che ancora considerano la politica una nobile attività volta a migliorare la vita del cittadino attraverso una ragionata sintesi dei crescenti molteplici orientamenti etici esistenti nella società, al di fuori di ogni logica dettata unicamente dal vetero messianico voto politico.

Infatti, nella ridente rivierasca cittadina laziale ha finito per prevalere nettamente un messaggio formulato da gruppi compositi, ma omogenei fra loro nelle idee di fecondo rinnovamento a lungo coltivate, fermamente decisi a contrapporre alle ritrite e stantie litanie dei simboli partitici la volontà di realizzare quanto per anni alla popolazione le precedenti amministrazioni avevano soltanto permesso di vagheggiare, leggendo i rispettivi programmi.

In estrema sintesi, si è proposto l’accantonamento delle “ideologie tout court” per sostituirlo, “sic et simpliciter”, con l’entusiasmo nella realizzazione di vecchi progetti, rimasti troppo a lungo allo stadio di concepimento, e nel varo di nuove iniziative, suggerite da precedenti esperienze amministrative accompagnate da una profonda e appassionata conoscenza del territorio.

Uno dei simboli più significativi della riuscita di questo esperimento è forse rappresentato dall’età e formazione (professionale e politica) del nuovo sindaco, Alessio Manuelli. Giovane medico, molto apprezzato, ha sicuramente contribuito a convincere la maggioranza degli elettori (sicuramente i più giovani) circa la proposta, mettendo a garanzia il prestigio di cui ha sempre goduto e il senso civico dimostrato nell’espletamento della carica di consigliere comunale nella precedente amministrazione.

Accanto a lui (e, per molti aspetti, preziosa guida) Gino Vinaccia, politico di matrice democristiana, navigato ed attento alle trasformazioni dell’oggi, ha saputo coniugare l’utilità del “vissuto” con il pregiato valore della “novità”, pilotando vittoriosamente il “vascello civico”, dai molteplici orientamenti presenti a bordo, attraverso le perigliose acque di una campagna politica caratterizzata da divisioni, lusinghe e veti incrociati.

Ora si deve passare dalle parole ai fatti. Il nuovo gruppo dirigente del Comune dovrà trasformare in pratica virtuosa quanto prospettato alla cittadinanza durante la campagna elettorale. Per capire come, ho incontrato Gino Vinaccia (eletto ieri sera all’unanimità Presidente del Consiglio comunale, ndr) al quale ho sottoposto alcune domande.

Innanzi tutto, facendo un’analisi della vittoria, quale messaggio utile avete mandato in campagna elettorale?

Santa Marinella negli ultimi venticinque anni è rimasta bloccata da un’alternanza di potere destra-sinistra che ha diviso la città in opposte tifoserie, lacerando sempre di più il corpo sociale e lasciando fuori dal sistema politico dei partiti tradizionali le energie migliori di una parte e dell’altra.

Un sistema autoreferenziale e autocelebrativo che ha fatto perdere piano piano, ad entrambi gli schieramenti, il contatto con la realtà cittadina e ha impedito, di fatto, il rinnovamento della classe dirigente.

Il messaggio che abbiamo voluto dare agli elettori è stato, appunto, che bisognava uscire da questo schema e tornare a parlare con la città, riportando al centro della discussione i bisogni reali e le esigenze dei cittadini.

Quali criteri vi hanno guidato per formare una coalizione, per certi versi, eterogenea, ma alla prova dei fatti risultata vincente?

In tal senso il criterio che ci ha guidato nella formazione della coalizione è stato essenzialmente quello di mettere attorno ad un tavolo le energie migliori della città, al di là delle appartenenze, delle storie personali di ognuno, superando diffidenze e barriere ideologiche, per concentrare l’attenzione sui problemi reali (castello, passeggiata, piano regolatore 167, ecc…). Su questi principi si è cementata l’alleanza che ha vinto l’elezione e che ha chiuso, almeno a Santa Marinella, la stagione dell’autoreferenzialità.

La città ha compreso il messaggio perché era stanca di una classe politica sempre più preoccupata del perpetuare il proprio potere e sempre meno sintonizzata con la società civile, coi suoi problemi e con le sue necessità.

Ritieni che l’esperimento politico che avete assunto a Santa Marinella possa, in una certa misura, costituire un esempio anche sul terreno della politica nazionale?

Sono sempre più evidenti, in Italia, i segnali della disaffezione verso la politica e verso il sistema dei partiti che, dalla fine della così detta Prima Repubblica, ha conosciuto un lento ma costante declino. Ne è prova il disinteresse degli italiani al voto cui si cerca di porre riparo con operazioni di “ingegneria elettorale” che, a mio parere, non risolveranno il problema. Di contro, il così detto “civismo”, laddove può esprimersi, offre maggiori garanzie agli elettori per quanto attiene alle possibilità di cambiamento e innovazione.

Quali sono stati i criteri guida per l’assegnazione dei vari incarichi all’interno della coalizione per non creare “malumori” o riserve?

Innanzitutto la competenza, l’impegno che ognuno dovrà mettere in campo per non deludere le aspettative.

Aggiungo la consapevolezza (propria di chi è chiamato a svolgere nella pubblica amministrazione un ruolo da riaffermare in ogni azione e/o iniziativa) che la politica è servizio alla comunità.

Ascolto, condivisione, trasparenza e imparzialità nelle scelte politiche e amministrative sono state le parole d’ordine della nostra campagna elettorale: queste, oltre che parole, devono restare per tutti principi inderogabili.

Quali progetti prioritari saranno realizzati per valorizzare le risorse di ogni tipo esistenti?

Abbiamo deciso di partire dall’ordinario per rendere subito la città più accogliente, più pulita e soprattutto più vivibile per ogni tipologia di cittadino (anziani, diversamente abili, giovani), specialmente nel periodo estivo quando la massa di visitatori sfiora le 90.000 presenze e molti servizi vanno in sofferenza.

Questo richiede grande sforzo e grande impegno politico, amministrativo e soprattutto economico.

Quale politica turistica e culturale intendete attuare per attirare maggiori visitatori?

Santa Marinella continua ad avere delle potenzialità enormi: mare, clima, paesaggio interno, storia, archeologia e soprattutto una posizione strategica che la colloca tra il porto croceristico più importante d’Europa e l’aeroporto internazionale di Fiumicino.

Il tutto all’interno di un’area geografica ampia e ricca di tradizioni, storia, cultura, archeologia, natura, enogastronomia e tanto altro.

Si tratta di mettere in campo, con i comuni vicini, una strategia volta a valorizzare la potenzialità di questo territorio per intercettare una parte sempre più consistente del flusso turistico di valore che gravita su quest’area.

 

Quindi…buon lavoro alla lista civica Manuelli, che ha superato centro-destra e centro-sinistra, sebbene al loro interno figurassero candidati apprezzati e di valore, a dimostrazione che gli elettori sembrano sempre più spesso inclini a premiare la forza audace ed onirica dell’immaginazione creativa piuttosto che adagiarsi sulla pratica settaria, sempre più intrisa di “naftalina scaduta”..