Home GiornaleTexas, il democratico dall’afflato religioso che parla all’America profonda

Texas, il democratico dall’afflato religioso che parla all’America profonda

James Talarico, giovane democratico texano, ha vinto le primarie per il Senato degli Stati Uniti con un messaggio aggressivo contro oligarchie e miliardari. E adesso il Texas non appare più così scontato per i Repubblicani.

Per anni i Democratici americani sono sembrati incapaci di parlare al popolo. Troppo urbani, troppo universitari, troppo legati alla retorica delle élite culturali. In Texas, però, qualcosa si sta muovendo. E il nome della possibile sorpresa è James Talarico (il cognome rimanda a radici italiane della famiglia).

Trentasei anni, ex insegnante, credente praticante, volto pulito e linguaggio diretto: Talarico ha appena vinto le primarie democratiche per il Senato federale, battendo Jasmine Crockett, una delle figure più mediatiche e aggressive del progressismo americano.

Ora correrà alle elezioni del 3 novembre 2026 per uno dei seggi più importanti e simbolici degli Stati Uniti: quello del Texas, storica roccaforte repubblicana.

 

Un populismo di sinistra, ma texano

La frase che lo ha reso un personaggio virale — “la vera divisione non è tra destra e sinistra ma tra l’alto e il basso” — non è una semplice provocazione social. È il cuore della sua proposta politica.

Talarico prova infatti a costruire un populismo democratico contro il potere economico e contro la concentrazione della ricchezza. Nel mirino ci sono miliardari, grandi corporation, lobby finanziarie e oligarchie tecnologiche.

Ma la novità è un’altra: questo messaggio viene proposto non con il lessico radicale della sinistra universitaria, bensì con toni religiosi, patriottici e popolari. Talarico parla spesso di Vangelo, giustizia sociale, dignità del lavoro, solidarietà e comunità. Un linguaggio che rompe il monopolio culturale della destra evangelica americana.

È questo il punto che inquieta i Repubblicani: Talarico non assomiglia al democratico stereotipato che il trumpismo ha imparato a demonizzare.

 

I Repubblicani divisi gli aprono uno spazio

La situazione politica texana, inoltre, sta diventando più complicata per il GOP. I Repubblicani sono infatti spaccati tra il senatore uscente John Cornyn, espressione dell’establishment conservatore, e il procuratore generale Ken Paxton, icona dell’ala trumpiana più radicale. Nessuno dei due ha ottenuto la maggioranza alle primarie e il partito dovrà affrontare un durissimo ballottaggio interno il 26 maggio.

Nel frattempo Talarico raccoglie fondi record e beneficia di una crescente attenzione nazionale. Secondo alcune rilevazioni circolate negli ultimi giorni, il democratico sarebbe addirittura competitivo contro entrambi i possibili candidati repubblicani.

Va detto con chiarezza: il Texas resta ancora uno Stato tendenzialmente conservatore. Dal 1994 i Democratici non vincono una grande elezione statale. Ma il punto politico è un altro.

 

Il laboratorio politico che Washington osserva

Quello che si sta sperimentando in Texas potrebbe anticipare una trasformazione più ampia del Partito democratico americano.

Non più soltanto liberalismo progressista delle coste, diritti civili e tecnocrazia. Ma recupero del conflitto sociale, critica delle disuguaglianze e linguaggio popolare.

In sostanza: meno élite e più popolo. Ed è precisamente questo che rende James Talarico una figura osservata ormai ben oltre i confini texani. Perché, in un’America attraversata dalla rabbia sociale, un democratico capace di parlare insieme di Dio, salari e oligarchie potrebbe diventare molto più pericoloso di quanto il trumpismo immagini.