Il nuovo che irrompe sulla scena
Ai parvenu della politica occorre sempre una idea di quelle che fanno notizia per farsi largo in mezzo alla fossa dei leoni già presenti sulla piazza. Tornare all’antico garantisce sempre il consenso di “quelli che” secondo Iannacci potrebbero simpatizzare con una operazione nostalgia. Fuori dai confini italici la questione emigranti si presta alla grande per suonare la carica del popolo di “noi solo noi” già decantate dal nostro Pupo nazionale. All’interno dello stivale occorre qualcosa di più centrato e più familiare per far colpo e bella figura. Anche mostrare ai suoi simpatizzanti di saper maneggiare la cultura può essere una buona mossa, lo rende uguale e diverso a loro, traduce in bella quello che il suo popolo ha nel cuore ma che non sa dire in italiano corretto.
Nostalgia canaglia
Ed ecco l’intuizione straordinaria del ritorno ad un “patriarcato mediterraneo”, una mossa vincente per ottenere qualche percentuale di consenso in più. In un consistente articolo su Famiglia Cristiana, la teologa Rosanna Virgili ha messo in chiaro la lezione della Chiesa e ciò che dice la storia sul tema. Forse Vannacci avrebbe fatto bene a consultarla prima di sbilanciarsi su un punto che non ammette imprecisioni.
La studiosa segnala che il gruppo familiare dove il padre teneva in mano i cordoni della borsa era già sparito negli anni ’60 mentre in alcune altre zone d’Italia, a causa di emigrazione, erano le donne rimaste nel casolare domestico a gestire l’economia e la prole.
Un patriarcato tra responsabilità e predominio
Sottolinea poi che sul Mediterraneo si è sviluppata non solo la cultura greca, romana e cristiana ma anche, ad esempio, quella propria della popolazione araba, mussulmana, palestinese, marocchina. Così, secondo il ragionamento di Vannacci, per obbedire ad un profilo di coerenza ed omogeneità, si dovrebbe uniformare anche al modello patriarcale anche di questa altra parte di mare nostrum, compresa la poligamia, il velo e matrimoni mussulmani a corredo. Ciò striderebbe con il progetto di remigrazione di quanti sono di quelle terre e per adesso dimorano sul nostro suolo e che il generale e compari guardano con il fumo negli occhi.
Il patriarcato antico, nato come una azione di responsabilità degli uomini verso la cura dei figli a sostegno della figura materna si trasformò poi solo in un esercizio di supremazia e di potere. La donna adulta, ad esempio, era passibile di lapidazione e ci volle Gesù per un ripensamento circa la giustizia di quella legge. Certamente al tempo del patriarcato non vi era pressoché traccia di femminicidi ma non perché mancassero atti di violenza contro le donne che erano invece legittimati e il femminicidio si declinava in diritto d’onore.
Un po’ di studio non guasta
La riflessione della Virgili va letta per intero e merita ogni attenzione, quella che è mancata allo spin doctor di Vannacci, semmai ne abbia uno, quando si affrontano certi temi bollenti con cui si corre il rischio di ustionarsi. Meglio per lui che rimanga con un profilo basso, quello che per adesso gli abbia reso fortuna. In politica tutto è ammesso ma non vaneggiare.
