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Manovra, Uil: cambiare su fisco, sanità e pensioni. A gennaio confronto sul welfare

Roma, 29 nov. (askanews) – La Uil riconosce al Governo di aver accolto la proposta di detassare gli aumenti contrattuali. “Prendiamo atto di questo risultato e lo portiamo a casa”, dice il segretario generale Pierpaolo Bombardieri che, però, chiede di aumentare il tetto a 40mila euro e fare di più su fisco, sanità e pensioni.

A sostegno di queste richieste la confederazione sindacale ha riunito, a Roma, duemila delegati per suggerire modifiche e miglioramenti alla manovra durante l’iter parlamentare. Bombardieri ha anche lanciato l’idea di un confronto sul welfare, a partire da gennaio, con istituzioni e parti sociali. “Dobbiamo affrontare una discussione bipartisan che coinvolga tutti, senza che a pagare il prezzo delle scelte siano sempre i lavoratori – ha detto il numero uno della Uil – aprire una discussione per analizzare che cos’è lo stato sociale oggi e quale sarà la condizione del welfare domani”.

Pur affermando che “il pluralismo sindacale è una ricchezza”, Bombardieri ha invitato Cgil e Cisl a “ricostruire un percorso unitario. Dimentichiamo le difficoltà e le diversità di vedute. Misuriamoci sui temi di questo Paese e proviamo a farlo insieme”. Intanto, sulla manovra le tre confederazioni hanno fatto scelte contrapposte: oggi l’iniziativa della Uil, venerdì 12 dicembre lo sciopero generale proclamato dalla Cgil e il giorno successivo la manifestazione della Cisl in piazza Santi Apostoli, a Roma, per un patto sociale su lavoro, crescita e partecipazione.

“La detassazione degli aumenti contrattuali dà una risposta a 4 milioni di lavoratori poveri – spiegato Bombardieri – e apre una discussione più ampia su qual è il ruolo della contrattazione, ci permettiamo di dire su come applicare l’articolo 39 della Costituzione. La contrattazione risente di tanti problemi per i contratti in dumping, per associazioni datoriali inesistenti e organizzazioni sindacali che non esistono. E’ arrivato il momento di discutere di questi temi”.

Ci sono tuttavia “altri problemi che non sono stati risolti dalla legge di bilancio – ha aggiunto – riguardano il fisco perché si continua ad avere l’idea che chi paga le tasse è un fesso e noi questo non lo possiamo accettare; la sanità con 6 milioni di persone che non si curano più; le pensioni e noi continuiamo a insistere per riavere Opzione donna nella formulazione originale e una pensione di garanzia per i giovani”.

Il segretario generale della Uil ha infine sollecitato un’assunzione di responsabilità da parte di esecutivo, comune di Taranto e Regione Puglia sulla vertenza dell’ex Ilva. “E’ sostanzialmente chiusa – ha concluso – bisognerebbe avere il coraggio di dire che l’Ilva è chiusa, dire che per salvaguardare 12.000 posti di lavoro bisogna guardare al futuro. Le scelte fatte dal ministro Urso ci consegnano una fabbrica chiusa. Ognuno si assuma la sua responsabilità. Comune di Taranto e Regione Puglia hanno un grande pezzo di responsabilità”.

Schlein con i ‘suoi’ a Montepulciano: "si riparte da noi" per alternativa

Montepulciano (Si), 29 nov. (askanews) – “Si riparte da noi”. Può essere questo lo slogan della tre giorni a Montepulciano (Si) organizzata da Dems di Andrea Orlando, AreaDem di Dario Franceschini ed ex Articolo 1 di Roberto Speranza, in un momento di snodo, con la tornata delle regionali appena conclusa e lo sguardo alle Politiche del 2027.

Le componenti del Pd che hanno sostenuto al congresso la mozione della segretaria Elly Schlein ‘Parte da noi’, hanno deciso di confrontarsi tra “chi crede nel cambiamento” del partito, riaffermando la leadership della segretaria e mettendo sul tavolo le questioni più urgenti, dal ‘disordine mondiale’ (“per indicare finalmente il posizionamento giusto del Pd sulle questioni internazionali”) al referendum sulla giustizia, dal lavoro alle diseguaglianze, i temi di un programma da costruire che peserà sulle future alleanze.

A Montepulciano è arrivato anche chi aveva ‘puntato’ su Stefano Bonaccini durante le primarie e che poi si è spostato verso Schlein: Dario Nardella (oggi Area Dem) e i neo-ulivisti di Crea, come Anna Ascani e Marco Meloni. Anche Gianni Cuperlo che aveva sostenuto Schlein in seconda battuta, dopo essersi ritirato. Diversi i parlamentari presenti: Provenzano, Misiani, Sarracino e Rossomando (Dems), Sereni e Di Biase (Area Dem), Fornaro, Scotto, Guerra e Stumpo (ex Art.1) e poi Serracchiani, Boldrini.

Nella tensostruttura allestita ai giardini di Poggiofanti si sono registrate oltre 1.200 persone in vista delle conclusioni della tre giorni che terrà la segretaria, domani alle ore 12,30.

“Sentivamo tanto il bisogno di stare insieme, di poterci confrontare, di immaginare un Paese differente e offrire un tetto a chi ha creduto e a chi crede nel cambiamento del Pd, a chi ha scelto di cambiare con noi questo Paese. A Montepulciano si rafforza la costruzione di una alternativa plurale, credibile, alla peggiore destra della storia del Paese”, ha detto nel suo intervento il deputato e membro della segreteria nazionale Pd, Marco Sarracino, il quale ha affermato: “Da qui ribadiamo che non arretreremo sui grandi passi in avanti fatti sulla linea politica dal Partito democratico e dal suo gruppo dirigente in questi due anni”.

Mps-Mediobanca, Schlein: ruolo opaco di governo e Mef

Roma, 29 nov. (askanews) – “Il quadro che emerge dall’inchiesta in corso sulla operazione di MPS su Mediobanca conferma le gravi preoccupazioni che abbiamo espresso nei mesi scorsi, in particolare per il ruolo opaco del governo e del MEF. L’unico interventismo in economia lo ha dimostrato favorendo scalate di cordate considerate amiche, anziché far rispettare il corretto funzionamento delle regole di mercato. La magistratura farà il suo lavoro, ma Giorgetti venga subito a riferire in Aula per chiarire al Paese tutti gli aspetti di questa vicenda”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein.

Ucraina, Zelensky nomina Umerov capo negoziatore

Roma, 29 nov. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha nominato il Segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Difesa (NSDC) Rustem Umerov, al posto dell’ex capo del suo ufficio Andriy Yermak, a capo della delegazione per partecipare ai colloqui con gli Stati Uniti, i suoi alleati e la Russia, secondo un decreto pubblicato oggi sul sito web di Zelensky.

“Umerov Rustem Enverovich, Segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Difesa dell’Ucraina, è a capo della delegazione”,per la partecipazione ai negoziati con gli Stati Uniti e altri partner internazionali dell’Ucraina, nonché con i rappresentanti della Russia, per raggiungere una pace giusta e duratura si legge nel decreto.

La delegazione comprende anche il consigliere del capo dell’ufficio presidenziale Oleksandr Bevz, il capo dell’intelligence della difesa Kyrylo Budanov, il capo di Stato maggiore Andrii Hnatov, il capo dei Servizi segreti esteri Oleh Ivashchenko, il viceministro degli Esteri Sergiy Kyslytsya, il vicesegretario del NSDC Yevhen Ostryansky e il vicepresidente dei Servizi di sicurezza dell’Ucraina Oleksandr Poklad.

Il vicecapo della Direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino, Vadym Skibitskyi, è stato aggiunto alla delegazione.

Lista stupri in un liceo, Valditara: fatto grave, va sanzionato duramente

Roma, 29 nov. (askanews) – “Quanto successo al liceo Giulio Cesare con pesanti offese sessiste rivolte ad alcune studentesse è un fatto grave che va indagato e sanzionato duramente. Con le nuove norme la scuola ha tutti gli elementi per procedere”, così in una nota il ministro dell’istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, dopo che in un liceo della capitale, sui muri dei bagni, è apparsa una scritta “lista stupri” con i nomi di alcune ragazze. “Verificheremo anche – ha proseguito il ministro – come stanno andando all’interno del liceo i corsi di educazione al rispetto della donna e di educazione alle relazioni previsti per la prima volta obbligatoriamente dalle nuove Linee guida sulla educazione civica e che lo scorso anno hanno dato risultati molto importanti nella gran parte delle scuole superiori italiane. Il rispetto è un valore imprescindibile. Nella scuola italiana non vi è spazio per la violenza e la discriminazione”.

Oltre 1.200 bambini e ragazzi a "Cartoons on the Bay – Winter Edition"

Roma, 29 nov. (askanews) – Oltre 40 appuntamenti tra masterclass, laboratori, jam session a cui hanno preso parte più di 1.200 studenti, incontri esclusivi con il doppiatore Fabrizio Vidale, voce di Eddie Murphy e Jack Black, con Alessandro Rack, regista e sceneggiatore di film d’animazione come “Gatta Cenerentola”, Stefano Bessoni, maestro della stop-motion, con Stefano Argentero, regista specializzato in animazioni con la plastilina: è stata una Winter Edition dai grandi numeri, sempre promossa da Rai e realizzata da Rai Com in collaborazione con la Regione Abruzzo e il Comune dell’Aquila, con la direzione artistica di Adriano Monti Buzzetti. La manifestazione ha portato a L’Aquila anche 40 opere dell’illustratore Tony Wolf. Nella giornata di chiusura è arrivato anche l’Amministratore Delegato di Rai Com Sergio Santo.

A Palazzo dell’Emiciclo, nei primi giorni della manifestazione, il via è stato con il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, l’assessore all’Istruzione e alla Cultura della Regione Roberto Santangelo. La forza dell’animazione, dell’immaginazione e della creatività digitale sono state una chiave per parlare con il sorriso a bambini e ragazzi, del loro presente e del loro futuro, nelle masterclass sulle professioni dell’animazione come negli incontri a cura di UNICEF e Moige. Preso d’assalto il laboratorio Roblox Jam Session su game design e creatività digitale, gran festa per i 50 anni dell’Ape Maia. Protagonisti della parata finale, presa d’assalto dai bambini aquilani, le mascotte di Lampo e Milady dei 44 Gatti (Rainbow), Ape Maia e Milo (DeAPlaneta), Lampadino e Caramella (Animundi). Insieme a loro i cosplayer di Buzz Lightyear, Capitan Uncino, Geppetto, Piton, Sailor Moon, Biancaneve, Mercoledì, Morticia, Deadpool & Wolverine, Zoro & Rufy (One Piece), Barbie, Spiderman, McGrannit & Piton e Mary Poppins.

Ad attendere i bambini in Piazza dell’Emiciclo il Truccabimbi a tema Mortina (Cartobaleno Animation Studio). A L’Aquila anche Rai Pubblica Utilità, al lavoro per rendere accessibili attraverso la Lingua dei segni italiana gli incontri con bambini e ragazzi. Cartoons on the Bay – Winter Edition 2025 rimane disponibile su RaiPlay con una serie di contenuti speciali disponibili al link raiplay.it/cartoonsonthebay-winter.

“Siamo molto soddisfatti del successo della Winter Edition di Cartoons on the Bay, un evento che ha visto protagonisti L’Aquila e l’intera regione – dichiara Sergio Santo, Amministratore Delegato di Rai Com – la manifestazione è stata accolta sempre con entusiasmo e partecipazione. La Regione Abruzzo ha dimostrato ancora una volta grande attenzione verso la cultura, l’innovazione e l’educazione dei giovani, permettendo a Cartoons on the Bay di crescere e di continuare a essere un punto di riferimento per il settore. Siamo particolarmente felici di aver visto i ragazzi delle scuole della città rispondere a questo format innovativo. Un grazie alla Regione, al Comune e tutte le istituzioni che hanno reso possibile questa edizione”.

“Siamo molto contenti della risposta dell’Aquila che ci ha dato una prova d’affetto straordinaria in questa centralissima location, Palazzo dell’Emiciclo, che la Regione Abruzzo ci ha messo a disposizione – afferma Adriano Monti Buzzetti, Direttore Artistico di Cartoons on the Bay – a stupirci e a entusiasmarci è stata soprattutto la risposta delle scuole, bambini delle elementari, ragazzi del liceo coinvolti allo stesso modo da una proposta didattica originale che ha cercato di combinare momenti spettacolari e di approfondimento su temi sociali, a una vetrina dei mestieri della nuova creatività digitale. Una bellissima prova che speriamo potrà crescere ancora nel prossimo futuro”.

Il successo della manifestazione si è reso possibile grazie alla collaborazione del Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, del Presidente del Consiglio Regionale d’Abruzzo Lorenzo Sospiri, dell’assessore all’Istruzione e alla Cultura della Regione Abruzzo Roberto Santangelo, del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale Massimiliano Nardocci.

Cresce l’uso dei FANS per la febbre in adulti e bambini

Arezzo, 29 nov. (askanews) – In Italia l’uso degli antinfiammatori non steroidei (FANS) per il trattamento del dolore acuto aumentato significativamente negli ultimi anni: vengono utilizzati nel 68% dei casi, contro il 44% della media europea. Lo ha rilevato Clicon in un’analisi osservazionale su un campione di 12 milioni di assistibili nel periodo 2019-23. Ne ha parlato Roberto Nasorri, Referente Arezzo FIMMG: “Il dolore rappresenta una delle problematiche sociali che coinvolgono il 70/80% dei pazienti con dolore lieve-moderato, che rappresentano a loro volta il 30/40% della popolazione generale. Cosa significa questo? Un impatto quotidiano negli ambulatori dei medici di medicina generale, un impatto quotidiano con gli specialisti del dolore, algologi, palliativisti, anestesisti che si dedicano alla riduzione della sintomatologia dolorosa con un intervento multidisciplinare, che pu rappresentare ora, oggi, sempre di pi l’obiettivo a cui noi dobbiamo anelare”.

Eppure un trattamento non adeguato del dolore acuto limita autonomia, vita sociale e capacit lavorativa. Per questo importante un approccio multidisciplinare che integri medico di famiglia, specialisti e supporto riabilitativo, riducendo cos l’impatto su persone e sistema sanitario. Discorso ancor pi valido in ambito pediatrico. A conferma le parole del Dottor Antonio D’Alvino, Presidente FIMP: “La febbre e il dolore sono due condizioni molto frequenti in et pediatrica ed fondamentale che il pediatra di famiglia le approcci nella maniera pi corretta da un punto di vista di evidenze scientifiche. Non necessariamente la febbre va trattata con un antipiretico, ma va gestita soltanto nel caso in cui comporti un’alterazione delle abitudini quotidiane del bambino. Diversamente, per la condizione del dolore necessario sempre trattarla. Il paracetamolo il farmaco di prima scelta, ed quello che d, nella stragrande maggioranza dei casi, usato a dosaggi

corretti, ottime risposte terapeutiche”.

Troppo spesso la consultazione fai-da-te online pu influenzare negativamente le decisioni dei pazienti compromettendo l’appropriatezza terapeutica, in questo senso l’alfabetizzazione digitale dei pazienti gioca un ruolo centrale. Ne ha parlato Gian Luca Comandini, Fondatore You&Web: “Al giorno d’oggi, pi del 60% delle persone su questo pianeta, sono nate dopo il 1990, generazione X, generazione Z e cos via. Dal 2005 in poi, la maggior parte di loro pensa “Prima googlo e poi decido”. Questo un problema per il proliferare delle fake news, che si stima possano viaggiare e diffondersi pi velocemente del 70% rispetto a fonti autorizzate, fonti originali e fonti ufficiali, ed un problema per il fenomeno dell’autodiagnosi, o per meglio dire la cosiddetta “cybercondria”, cio la paura che le nuove generazioni hanno che il medico si stia sbagliando e che fanno meglio ad autodiagnosticarsi il problema che hanno”.

Software a rischio radiazioni solari, richiamati seimila Airbus A320. Voli cancellati in tutto il mondo

Roma, 29 nov. (askanews) – Le compagnie aeree di tutto il mondo hanno cancellato e ritardato i voli in vista del fine settimana, dopo che Airbus ha annunciato ieri di aver ordinato riparazioni immediate a 6.000 jet della sua famiglia A320, in un richiamo che ha interessato oltre metà della flotta globale dopo un incidente, avvenuto il 30 ottobre, al volo da Cancun a Newark, dell’americana Jet Blue, costretto ad un atterraggio di emergenza in Florida, che ha rivelato che l’intensa radiazione solare può compromettere i dati essenziali per il funzionamento dei comandi di volo.

L’Agenzia dell’Unione Europea per la Sicurezza Aerea (EASA), principale autorità di certificazione per gli aeromobili A320, ha emesso l’istruzione ieri sera come “azione precauzionale”. La correzione prevede principalmente il ripristino del software precedente ed è relativamente semplice, ma deve essere eseguita prima che gli aerei possano tornare a volare, secondo il bollettino alle compagnie aeree visionato da Reuters.

La battuta d’arresto sembra essere tra i più grandi richiami che hanno colpito Airbus nei suoi 55 anni di storia e arriva poche settimane dopo che l’A320 ha superato il Boeing 737 come modello più consegnato. Al momento in cui Airbus ha emesso il suo bollettino agli oltre 350 operatori dell’aereo, erano in volo circa 3.000 jet della famiglia A320.

A Milano, la quarta edizione di “Come corre la bike economy”

Milano, 29 nov. (askanews) – La bicicletta stata la protagonista indiscussa della quarta edizione di “Come corre la Bike Economy” l’evento promosso da Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi. Un’occasione per fare il punto su un settore in crescita, che nelle tre province conta 231 imprese, oltre il 40% della filiera lombarda, con pi di 600 addetti.

Sergio Rossi, Direttore Generale di Formaper, Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, ha dichiarato: ” il quarto evento dedicato alla bike economy. La Camera di Commercio di Milano crede molto in questo progetto e pedala per far correre sempre di pi la bicicletta. All’evento hanno partecipato gli esponenti nazionali ed internazionali pi importanti per la bike economy”.

La Camera di commercio punta con decisione sulla filiera delle due ruote: dal 2023 investe in formazione, innovazione e servizi mirati per creare entro il 2027 un hub di riferimento sul territorio per l’intero ecosistema della bici.

“La formazione rappresenta un ruolo importante per tutti gli attori del sistema. Abbiamo iniziato quest’attivit tre anni fa su esplicita richiesta degli operatori. La formazione stata svolta con oltre 300 allievi e oltre il 50% delle persone formate ha trovato occupazione nel settore o ha aperto una propria azienda nel campo”, ha infine concluso Sergio Rossi, Direttore Generale di Formaper, Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi.

Un impegno che sottolinea lo scopo della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi: sostenere le imprese e far crescere un’economia delle due ruote sempre pi forte e competitiva.

La "lista stupri" in un liceo di Roma, l’opposizione rilancia l’educazione affettiva a scuola

Roma, 29 nov. (askanews) – Una “Lista stupri”, una scritta affiancata da un elenco di nomi di ragazze è stata trovata incisa sui muri dei bagni del liceo Giulio Cesare di Roma. “La comparsa nei bagni di una ‘lista stupri’ con i nomi di studentesse al liceo Giulio Cesare è un fatto di una gravità intollerabile. Non è una bravata: è l’ennesima manifestazione di una cultura patriarcale che considera i corpi delle donne oggetti da insultare, intimidire, controllare. È un atto di violenza pura. Siamo vicine alle ragazze coinvolte, al collettivo Zero Alibi e alla dirigente scolastica che hanno denunciato con coraggio quanto accaduto. Cancellare una scritta non basta. Serve un lavoro culturale profondo, e questo lavoro si chiama educazione affettiva e al rispetto: un percorso strutturale nelle scuole italiane, unico strumento capace di prevenire violenza, stereotipi e sopraffazioni”. Lo dichiarano Irene Manzi e Cecilia D’Elia, capogruppo del Pd in commissione istruzione a Camera e Senato “Auspichiamo che i responsabili vengano individuati e che la scuola sia sostenuta nelle iniziative di tutela e sensibilizzazione. Ma soprattutto, aggiungono, chiediamo che le istituzioni assumano finalmente la responsabilità di introdurre percorsi seri di educazione sessuo-affettiva in ogni grado di scuola: perché la prevenzione si costruisce ogni giorno, non solo nelle ricorrenze o di fronte a episodi inqualificabili come questo. Siamo al fianco della comunità del Giulio Cesare e continueremo a batterci perché ogni scuola sia un luogo sicuro, libero da violenza e discriminazioni. La dignità delle ragazze non si tocca. Mai”, concludono “Una ‘lista stupri’ sui muri di una scuola fa male, ferisce. È il segnale di una cultura degradata e degradante che non possiamo ignorare. Chi fa finta di niente, chi minimizza, si rende parte del problema”. Lo dichiara Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Italia Viva, in merito alle scritte apparse nei bagni del Liceo Giulio Cesare di Roma.

“Nel Governo c’è ancora chi sostiene che la scuola non debba occuparsi di educazione sessuale e affettiva. È un errore blu. Parlare di consenso, rispetto, relazioni sane, aiuta a capire i limiti, le responsabilità, le parole che fanno male, per non ritrovarci con altri muri sporchi di violenza. L’educazione è prevenzione, è sicurezza. Invece oggi il ministro Valditara parla di sanzioni e indagini, ma non basta punire dopo, serve agire prima. E per farlo servono esattamente quei percorsi educativi che il Governo continua a ostacolare o a svuotare”.

“La violenza contro le donne nasce da una cultura che condona, giustifica, normalizza. E per cambiarla è necessario insegnare il consenso come fondamento di ogni relazione. Chi si oppone – conclude – se ne assuma la responsabilità”.

A Riccione il XVI Congresso Nazionale IG-IBD

Riccione, 29 nov. (askanews) – Con oltre mille specialisti presenti, il XVI Congresso Nazionale IG-IBD segna un cambio di passo nella presa in carico delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali. Si apre una nuova fase della ricerca che mira a trasformare radicalmente gli esiti a lungo termine di queste patologie ad elevato impatto sociale.

Prof. Claudio Fantini, Professore Ordinario di Gastroenterologia dell’Universit degli Studi di Cagliari e Segretario Generale IG IBD, ha dichiarato: “Il congresso rappresenta l’occasione per affrontare diversi temi, dall’innovazione terapeutica fino alla gestione dell’innovazione tecnologica relativa al monitoraggio delle MICI”.

Nel corso dei tanti tavoli di confronto, i medici hanno tracciato il quadro di un settore in rapido cambiamento, illustrando come stiano evolvendo sia gli strumenti terapeutici sia il modo di accompagnare i pazienti nel loro percorso di cura.

Cristina Bezzio, Medico Gastroenterologo presso IBD Unit Gastroenterologia Humanitas Rozzano, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un’evoluzione nella gestione delle MICI grazie anche all’approvazione di diversi nuovi farmaci che vantano diversi meccanismi d’azione. Accanto a questa evoluzione, cambiato anche il nostro approccio verso la gestione dei pazienti ed un diverso monitoraggio”.

Il Congresso ha posto inoltre al centro il valore della multidisciplinariet: la complessit delle MICI richiede un confronto strutturato tra gastroenterologi, radiologi, chirurghi, immunologi e oncologi. Modelli organizzativi integrati permettono di rispondere in modo pi efficace e personalizzato ai bisogni clinici e assistenziali.

“Abbiamo affrontato diverse tematiche che vanno dalla terapia alla gestione multidisciplinare delle patologie”, ha affermato Angela Variola, Responsabile UOS Centro Malattie Rettointestinali IRCCS Sacro Cuore Don Calabria.

La spinta verso il cambiamento arriva anche dalle nuove generazioni: per l’edizione del ventennale, IG-IBD ha scelto di dar voce a un ampio panel di esperti under 50, protagonisti delle sessioni pi avanzate. Il futuro della cura si costruisce oggi, i giovani clinici portano tecnologie innovative, nuovi approcci e una visione orientata agli esiti nel lungo periodo.

Le dimissioni di Yermak, l’ex capo di gabinetto ucraino: non voglio creare problemi a Zelensky, vado al fronte

Roma, 29 nov. (askanews) – Il New York Post riporta di aver ricevuto ieri notte un messaggio di testo da Andriy Yermak, ex capo dello staff di Volodymyr Zelensky, dimessosi di recente a seguito di uno scandalo di corruzione, in cui ha affermato di prepararsi a combattere i Russia.

“Andrò in prima linea e sono pronto ad affrontare qualsiasi ritorsione”, ha scritto Yermak, secondo il New York Post, in un messaggio che il giornale descrive come “appassionato”. “Sono una persona onesta e rispettabile”, ha aggiunto l’ormai ex capo dell’amministrazione presidenziale.

Il New York Post riferisce inoltre che Yermak ha scritto di essere “disgustato dalle vili osservazioni” di cui è bersaglio e “ancora più disgustato dalla mancanza di sostegno da parte di coloro che conoscono la verità”. Ricordando di essere stato al fianco del presidente ucraino fin dal primo giorno dell’invasione russa, il 24 febbraio 2022, Yermak ha affermato, secondo il New York Post, di non voler “creare problemi a Zelensky” e quindi di voler andare “in prima linea”. Andriy Yermak non ha specificato quando intende andarsene né a quale unità desidera unirsi. Il capo dell’amministrazione presidenziale ucraina, Andriy Yermak, dimessosi ieri, avrebbe dovuto recarsi negli Stati Uniti per negoziare un “accordo di pace”, hanno dichiarato due responsabili ucraini al media americano Axios. Secondo queste fonti, Yermak si sarebbe dovuto recare a Miami per colloqui con Jared Kushner e Steve Witkoff. L’obiettivo era finalizzare un accordo di principio tra Washington e Kiev prima che Witkoff e Kushner si recassero a Mosca per incontrare il presidente russo Vladimir Putin.

Una delle fonti ha aggiunto che le dimissioni del braccio destro del presidente Volodymyr Zelensky, “hanno interrotto i negoziati”, sottolineando al contempo che non avrebbero cambiato la posizione dell’Ucraina su come porre fine alla guerra. Volodymyr Zelensky ha annunciato venerdì, nel suo discorso quotidiano alla nazione sui social, che il suo capo di gabinetto, Andriy Yermak, si era dimesso dopo che la sua abitazione è stata perquisita dagli investigatori dell’agenzia anticorruzione. “Il capo di gabinetto Andriy Yermak ha presentato le sue dimissioni. Sono grato ad Andriy per il fatto che la posizione ucraina nei negoziati sia sempre stata rappresentata da lui esattamente come avrebbe dovuto essere. È sempre stata una posizione patriottica. Ma voglio che non ci siano voci o speculazioni”, ha detto ancora Zelensky. “Per quanto riguarda il nuovo capo dell’ufficio, domani mi consulterò con coloro che potrebbero guidare questa istituzione”, ha concluso il presidente.

Yermak era considerato da molti il secondo uomo più influente in Ucraina, dopo Zelensky.

A seguito delle dimissioni del suo braccio destro Andriy Yermak, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha spiegato che l’Ucraina sarà rappresentata ai colloqui di pace da Andriy Hnatov, capo di Stato maggiore delle Forze armate ucraine, Rustem Umerov, segretario del Consiglio per la Sicurezza e la Difesa nazionale, e da rappresentanti del ministero degli Esteri e dei servizi segreti. Il presidente ha aggiunto che gli incontri con la parte americana avranno luogo a breve.

Assalto alla redazione della Stampa, solidarietà da Mattarella e Meloni

Roma, 29 nov. (askanews) – Assalto alla redazione de La Stampa a Torino durante le manifestazioni per lo sciopero generale di ieri. Numerosi contestatori “Pro Pal” si sono allontanati dal corteo e si sono diretti alla sede del quotidiano.

Immediata e unanime la solidarietà espressa dalle istituzioni, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha fatto pervenire al direttore Andrea Malaguti e alla redazione la sua solidarietà, unita alla “ferma condanna” per l’accaduto.

Anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha telefonato al direttore per esprimere vicinanza a tutta la comunità del giornale. Nel corso della conversazione, Meloni ha definito l’irruzione dei manifestanti “un fatto gravissimo che merita la più assoluta condanna”, auspicando “una risposta unanime” contro ogni forma di intimidazione nei confronti della stampa. “La libertà di informazione è un bene prezioso da difendere ogni giorno”, ha detto la premier. Un messaggio di vicinanza è arrivato anche dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, dalla segretaria del Pd Elly Schlein e dal leader M5s Giuseppe Conte, come pure dal presidente della regione Alberto Cirio e dal sindaco Stefano Lo Russo.

Johnatan Peled, l’ambasciatore israeliano in Italia ha scritto sui social: “Condanno l’attacco e la vandalizzazione della sede de La Stampa a Torino, da parte di attivisti pro-palestinesi. Si tratta ancora una volta di un attacco alla democrazia, alla legge e all’ordine pubblico italiani. Esprimo la mia solidarietà a La Stampa e al suo direttore”.

Il fatto è accaduto ieri pomeriggio: un centinaio di manifestanti, passando da un bar, ha fatto irruzione nella sede di via Lugaro del quotidiano La Stampa, redazione che in quel momento era vuota poiché i giornalisti avevano aderito allo sciopero, rovesciando documenti e materiale sulle scrivanie e imbrattato i muri con scritte in rosso: ‘Fuck Stampa’ e in verde ‘Free Shahin’, in riferimento all’imam della moschea di San Salvario trattenuto da giorni nel Cpr di Caltanissetta.

(in foto, frame del video dell’assalto diffuso da La Stampa sui social)

Venezia, tornano a San Marco i lampadari artistici di Murano

Venezia, 29 nov. (askanews) – I portici di Piazza San Marco a Venezia si trasformano anche quest’anno in una galleria d’arte per ospitare i lampadari dell’iniziativa “Murano illumina il Mondo”: dodici opere che resteranno installate sotto le Procuratie fino a marzo 2026.

“Per la terza volta – ha spiegato ad askanews Matteo Silverio, coordinatore del progetto Murano illumina il Mondo – i maestri muranesi si sono messi in gioco e insieme a dodici artisti internazionali hanno realizzato dodici opere, dodici sculture di vetro associando quella che la loro maestria, la loro bravura con la creativit e l’estro di designer e artisti di fame internazionale”.

Gli esiti sono affascinanti, ci sono forme classiche e altre pi ardite, rimandi alle morfologie viventi e composizioni perfettamente geometriche. Ma soprattutto c’ il tema della luce. “Il lampadario – ha aggiunto il coordinatore – un oggetto molto difficile, molto complesso, perch c’ il vetro, c’ una struttura e c’ anche l’illuminazione. In questo sono stati molto bravi e soprattutto hanno sperimentato tanto, mettendosi in gioco e realizzando letteralmente dei capolavori sempre diversi”.

L’esposizione in Piazza San Marco anche un modo per riportare al centro dell’attenzione il comparto del vetro, che a Murano ha la sua anima storica pi antica. “Questa un’occasione importantissima – ha concluso Matteo Silverio – questo il salotto di Venezia dove tutti i giorni sotto cui le Procuratie passano migliaia di persone e la maggior parte sono stranieri. Quindi un’ottima vetrina, un ottimo modo anche per mostrare la vitalit di un comparto che ormai a quasi mille anni di storia continua a sorprendere il mondo”.

Museo Correr, una mostra tra la calligrafia e la tipografia

Venezia, 29 nov. (askanews) – Una mostra che ragiona sulla relazione tra calligrafia e tipografia, unendo culture diverse, nell’ambito della rassegna annuale “East West Calligraphy” , che propone masterclass, incontri e conferenze dedicati alla calligrafia. Nella Sala delle Quattro Porte del Museo Correr di Venezia ospitata l’esposizione “Caratteri”.

“Noi ci concentriamo ogni anno sul mettere in dialogo scritture diverse di culture calligrafiche diverse, normalmente Oriente e Occidente – ha spiegato ad askanews Monica Viero, responsabile degli archivi e delle biblioteche della Fondazione Musei Civici di Venezia, co curatrice della mostra con Monica Dengo -. Quest’anno la mostra propone infatti un dialogo tra scrittura occidentale, presentando due artisti statunitensi, e scrittura orientale: presentiamo quest’anno due artisti coreani. La mostra si concentra sull’alfabeto quindi sugli alfabeti fonetici e sul sistema di scrittura molto comprensibile. opere che sono esposte in mostra sono tutte opere che veicolano anche un significato oltre che un segno”.

Gli artisti in mostra sono i coreani Kim Doo Kyung e Kang Byung-In e gli statunitensi Thomas Ingmire e Amos Paul Kennedy Jr. Le loro opere sono poi accompagnate da documenti storici conservati al Correr. Ed interessante seguire anche l’aspetto pi filosofico che distingue le culture calligrafiche.

“Mentre in Oriente la calligrafia rimane un punto fermo fondamentale della formazione della persona, dell’individuo, della sua ricerca anche personale, anche interiore, anche filosofica – ha aggiunto Monica Viero – in Occidente questo invece viene via via nel corso del tempo a perdersi, per rimanere invece uno strumento, uno strumento che veicola significati ed quello che noi proponiamo esponendo delle opere che non sono pi manoscritte, ma sono stampate”.

“Caratteri” comunque invita a riflettere sul valore universale della scrittura come traccia dell’umano, luogo di incontro tra mente, corpo e cultura, e strumento di dialogo tra tradizione e contemporaneit.

Assalto a redazione La Stampa, solidarietà da Mattarella e Meloni

Roma, 29 nov. (askanews) – Assalto alla redazione de La Stampa a Torino durante le manifestazioni per lo sciopero generale di ieri. Numerosi contestatori “Pro Pal” si sono allontanati dal corteo e si sono diretti alla sede del quotidiano. Immediata e unanime la solidarietà espressa dalle istituzioni, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha fatto pervenire al direttore Andrea Malaguti e alla redazione la sua solidarietà, unita alla “ferma condanna” per l’accaduto.

Anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha telefonato al direttore per esprimere vicinanza a tutta la comunità del giornale. Nel corso della conversazione, Meloni ha definito l’irruzione dei manifestanti “un fatto gravissimo che merita la più assoluta condanna”, auspicando “una risposta unanime” contro ogni forma di intimidazione nei confronti della stampa. “La libertà di informazione è un bene prezioso da difendere ogni giorno”, ha detto la premier. Un messaggio di vicinanza è arrivato anche dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, dalla segretaria del Pd Elly Schlein e dal leader M5s Giuseppe Conte, come pure dal presidente della regione Alberto Cirio e dal sindaco Stefano Lo Russo.

Johnatan Peled, l’ambasciatore israeliano in Italia ha scritto sui social: “Condanno l’attacco e la vandalizzazione della sede de La Stampa a Torino, da parte di attivisti pro-palestinesi. Si tratta ancora una volta di un attacco alla democrazia, alla legge e all’ordine pubblico italiani. Esprimo la mia solidarietà a La Stampa e al suo direttore”.

Il fatto è accaduto ieri pomeriggio: un centinaio di manifestanti ha fatto irruzione nella sede di via Lugaro del quotidiano La Stampa, redazione che in quel momento era vuota poiché i giornalisti avevano aderito allo sciopero, rovesciando documenti e materiale sulle scrivanie e imbrattato i muri con scritte in rosso: ‘Fuck Stampa’ e in verde ‘Free Shahin’, in riferimento all’imam della moschea di San Salvario trattenuto da giorni nel Cpr di Caltanissetta.

Touchpoint, premio speciale per Ital Communications e Mosaico Studio

Milano, 29 nov. (askanews) – Ital Communications e Mosaico Studio si sono aggiudicate il Premio Speciale “Impact ADV: la Comunicazione che ispira”, assegnato nell’edizione 2025 dei Touchpoint Awards Strategy. Il riconoscimento, promosso da Oltre La Media Group, celebra ogni anno il brand positioning e le strategie di comunicazione pi innovative ed efficaci.

“L’evento – ha detto ad askanews Andrea Crocioni, direttore editoriale di Oltre La Media Group e direttore di Touchpoint – dedicato alle migliori strategie di marca, quindi sfileranno sul palco le pi importanti campagne realizzate dalle agenzie italiane e internazionali. L’obiettivo quello di far vedere il meglio dei progetti che sono realizzati nell’ultimo anno. Progetti che ispirano, progetti che sono in grado di guidare i prossimi passi di questa industry”.

l Premio “Impact ADV: la Comunicazione che ispira” stato assegnato per le attivit di comunicazione e advertising realizzate in occasione del World Meeting on Human Fraternity 2025, un evento internazionale di grande rilievo, capace di distinguersi per l’impatto globale e per la forza con cui ha promosso valori universali come la fraternit, il dialogo e l’inclusione.

“Noi – ha detto Domenico Colotta, founder di Ital Communications – ci ispiriamo nel nostro lavoro ai principi dell’etica del lavoro e rispecchiano i principi della Santa Sede, quindi la trasparenza nella comunicazione, il rispetto della persona, della dignit umana. Teniamo conto del controllo delle fonti di informazione e quando divulghiamo le informazioni lo facciamo con spirito critico che poi lo stesso spirito di chi si informa, che deve sempre interrogarsi sulla veridicit delle fonti”.

Nel corso della serata sono stati assegnati anche altri riconoscimenti: il progetto “Memor.IA”, realizzato da GB22 per Pulsee Luce e Gas, si aggiudicato il Grand Award 2025. “Per noi – ha concluso Gianpaolo Rossi, founder di Oltre La Media Group e Fabbrica di lampadine – questo premio fondamentale e importante, perch da un lato premiamo l’eccellenza in Italia della comunicazione, ma dall’altra parte anche un momento in cui in una volta sola abbiamo tutti i migliori progetti da visionare e mettendoli insieme unendo i puntini possiamo capire dove sta andando la comunicazione in Italia. Diciamo che la caratteristica che abbiamo in confronto ad altri premi che noi abbiamo una giuria che fatta da 50 % della mondo delle agenzie, degli operatori della comunicazione, e 50 % dal mondo delle aziende proprio per riuscire ad avere una valutazione che sia completa”.

Nel complesso dal premio emerso anche che il mondo della comunicazione in continua evoluzione e che, dopo il periodo, per cos dire, di riflusso del post pandemia, oggi la creativit viva e si torna a osare.

Nicea, la forma della fede tra memoria e discernimento

Il viaggio di papa Leone in Libano e in Turchia, lo sappiamo, ha un notevole significato pastorale e un valore simbolico formidabile. Proprio a Nicea, nel 325, il cristianesimo prendeva una forma più precisa. Prender forma vuol dire anche definire, definirsi e, dunque, porre dei confini, magari provvisori. Il compianto pastore metodista Sergio Aquilante, grazie a cui mi sono accostato alla Bibbia, parlava a volte, anche per rispondere alle domande che gli rivolgevo copiose, del Concilio di Nicea-Costantinopoli. Sì, perché il Concilio ecumenico di Costantinopoli (381) completava il precedente. Non a caso, ci si riferisce al Credo niceno-costantinopolitano.

A esso fanno riferimento le principali tradizioni cristiane, d’Oriente e d’Occidente, pur con una varietà di letture e di sensibilità; e pur ponendo esso dilemmi che avrebbero conosciuto una lunga, millenaria gestazione.

Dogma: confine o custodia dell’essenziale?

La mentalità contemporanea tende a guardare con diffidenza al concetto stesso di dogma, inteso come l’unica opinione vera e valida. Proprio quello che il filosofo Salvatore Veca definiva lo spazio pubblico cacofonico odierno, con le sue mille e mille voci e i suoi miliardi di cinguettii telematici, tuttavia, ci aiuta a comprendere l’importanza di porre dei punti fermi.

Fin dai primi secoli della nostra era fiorirono interpretazioni differenti e non di rado radicalmente contrastanti delle Scritture e della tradizione stessa. Come non disperdere alcuni “nuclei di verità”, alcune strutture portanti, alcuni passaggi essenziali della fede? Il rischio che si smarrissero in mille rivoli era fortissimo; il rischio, dunque, della perdita e della dissipazione.

Pluralità e identità: la sfida della continuità

Quei “dogmi”, cioè, non andrebbero intesi come monoliti; il pericolo non è nella diversità o nella pluralità in sé, costitutive, al contrario, del messaggio cristiano (si guardi, tra l’altro, all’Antico e al Nuovo Testamento o ai quattro Vangeli), bensì, appunto, nel perder l’essenziale e, di conseguenza, nel perdersi.

Si pensi, al giorno d’oggi, al bisogno di discernere fra le notizie e le fake news. Ecco, anche i secoli e i millenni che ci hanno preceduto conoscevano le loro fake news, i loro rumors, le maldicenze e tanti altri motivi di confusione. Da quella Babele di stimoli e controstimoli alcuni elementi andavano preservati, protetti, magari semplicemente rispetto al fluire del tempo e all’oblio. Senza con ciò impedire o ingessare il dibattito e il confronto, sale e lievito della fede e della nostra comune umanità.

O si riparte dal basso o non si riparte

È dal 2012 che, con diversi amici, ci impegniamo per la ricomposizione politica dell’area cattolica: democratica, liberale e cristiano-sociale. Tanto sul versante della rifondazione democratico-cristiana – dopo la sentenza della Cassazione che aveva stabilito la mai intervenuta fine giuridica del partito storico – quanto su quello di una più ampia ricomposizione al centro, questi tentativi sono sin qui falliti. Tutte le operazioni per ricomporre i diversi frammenti della diaspora democristiana si sono infrante tra quanti puntano a collegarsi con l’area della destra (Rotondi e Merlo) e coloro che guardano a sinistra, come gli amici del Centro Democratico di Tabacci e altri collegati all’esperienza di Tempi Nuovi.

Perché occorre prima ricostruire le casematte

Personalmente continuo a ritenere, con gli amici di Iniziativa Popolare, che sarebbe più opportuno procedere prima alla ricomposizione delle diverse “casematte”, utilizzando l’opportunità di sostenere la raccolta firme per le due Leggi di Iniziativa Popolare (LIP): la prima per il ritorno alla legge elettorale proporzionale con preferenze (strumento funzionale alla rinascita di un centro politico nuovo, ampio e plurale, distinto e distante da destra e sinistra), e la seconda per l’introduzione del cancellierato sul modello tedesco. Si tratta di un tentativo per contrastare la deriva autoritaria del progetto di premierato della destra, che intende sovvertire l’equilibrio costituzionale dei poteri con un premio di maggioranza che ricorda la famigerata legge Acerbo, quella che permise a Mussolini la conquista “legale” del potere assoluto nel Parlamento italiano.

Avevamo sperato che le elezioni regionali – in cui vige la legge proporzionale, seppur con sbarramento – fossero l’occasione per favorire il progetto. Nel Veneto ci avevamo provato con la lista dei Popolari per il Veneto, il cui esito si è rivelato fallimentare: 9.000 voti al candidato Bui alla presidenza e 6.000 alla lista. Troppo pochi per ambire a riportare, dopo trent’anni, un candidato di area democristiana e popolare in Consiglio regionale.

Il tripolarismo e gli interessi particolari

Se a livello centrale scontiamo le difficoltà della ricomposizione – per il prevalere degli interessi “particulari” di capi e capetti impegnati a garantirsi qualche posizione sicura a destra o a sinistra – anche a livello regionale si è riscontrato, nonostante la proporzionale, il prevalere della tendenza tripolare dell’elettorato: tra l’astensione (oltre il 51%) e la preferenza per le coalizioni di destra o di sinistra.

Credo che, fatte queste verifiche, sia indispensabile tornare alla fondamentale esperienza sturziana della ripartenza dalla base. Finito il tempo dei grandi partiti portatori degli interessi e dei valori presenti nella realtà sociale, serve ricostruire momenti di partecipazione democratica, favorendo la nascita di comitati civico-popolari nei quali discutere, con elettrici ed elettori, di temi locali e globali.

Programma, valori e nuova classe dirigente

Noi cattolici democratici, liberali e cristiano-sociali dovremmo essere portatori di valori ispirati alla dottrina sociale cristiana e alla volontà di difendere e realizzare compiutamente quelli della Costituzione repubblicana, favorendo l’emergere di programmi locali e globali fondati sull’equilibrio tra ceti medi e classi popolari.

Quanto ai valori, siamo sostenuti dagli insegnamenti delle encicliche sociali della Chiesa cattolica, madre e maestra anche – e soprattutto – in questa fase di crisi drammatica dopo la fine della globalizzazione e l’emergere di nuovi autoritarismi che, superando il tempo dello Stato di diritto, stanno imponendo la legge del più forte a Oriente come a Occidente. Quanto alla mediazione degli interessi, ci soccorre la Costituzione dei padri fondatori, a partire dagli articoli 3 e 53.

Dall’incontro democratico dei comitati civico-popolari potranno emergere proposte amministrative condivise e, insieme, nuove classi dirigenti espressione diretta di quelle realtà. È un processo totalmente rovesciato rispetto al passato: deve nascere dalla base, non dalla sommatoria impossibile degli interessi contrapposti dei consumati interpreti della politica nazionale.

Non basta esserci: il Centro deve scegliere la rotta

L’agenda politica come leva di potere

Come tutti ben sappiamo, e da sempre, in politica conta chi detta l’agenda politica. E programmatica.

Al di là e al di fuori della stessa forza numerica ed elettorale. Basti pensare ad alcune correnti, come ad esempio alla sinistra sociale di Carlo Donat-Cattin nella Dc dove, malgrado la sua percentuale largamente minoritaria all’interno del partito, riusciva a condizionare la costruzione del progetto complessivo del partito. O all’esperienza del Ppi di Franco Marini e altri dirigenti Popolari dell’epoca che parteciparono attivamente all’elaborazione del progetto della coalizione di centro sinistra al di là, appunto, della forza numerica del partito.

E gli esempi si potrebbero, come ovvio, moltiplicare. Perchè nella politica, come quasi sempre capita anche se viviamo in un contesto post ideologico e a volte, purtroppo, anche post politico, il “potere delle idee”, come lo chiamava sarcasticamente Sandro Fontana, continua ad essere non una variabile indipendente ai fini della credibilità e della levatura della classe dirigente. Politica d amministrativa. A livello locale come a livello nazionale.

Oggi: dove può incidere il Centro?

Ora, e per venire all’oggi, c’è un aspetto che non possiamo non evidenziare. E cioè, dov’è possibile per chi crede nel progetto di un Centro riformista e di governo, plurale e autenticamente democratico e soprattutto per chi vuole praticare una credibile “politica di centro”, riuscire a dettare l’agenda politica? Pur non essendoci più quel ”potere delle idee” che ha caratterizzato larga parte delle classi dirigenti dei partiti della prima repubblica.

Tuttavia, al netto del cambiamento profondo della geografia politica italiana, è indubbio che si tratta di un’impresa quasi impossibile nel campo dell’attuale sinistra italiana. Per ragioni obiettive se non addirittura oggettive, come è ovvio per chiunque non sia accecato dall’ipocrisia o dalla propaganda. E questo perchè gli azionisti di maggioranza di quel campo sono semplicemente riconducibili alle diverse espressioni della sinistra italiana: da quella radicale a quella massimalista, da quella populista a quella estremista, da quella ideologica a quella classista e pan sindacale.

Per il resto, come si suol dire, c’è posto solo in tribuna per osservare la partita.

Nel centro destra l’agenda è chiusa

Nel campo avverso del centro destra, l’indubbia ed altrettanto oggettiva leadership politica, carismatica e di governo di Giorgia Meloni è talmente forte e palese che gli altri contributi politici e culturali sono certamente importanti ma drasticamente ininfluenti ai fini della concreta possibilità di condizionare il progetto politico complessivo della coalizione alternativa alla sinistra. Chi sostiene il contrario sa di dire una cosa non vera e neanche oggettiva.

Rileggere il “Patto per l’Italia”

Forse, e sempre restando sull’importanza di dettare l’agenda politica per quanto riguarda il progetto di un Centro riformista e di governo, forse è arrivato il momento di rileggere e riscoprire l’iniziativa di quel “Patto per l’Italia” elaborato nel lontano 1994 da Franco Marini, Mino Martinazzoli, Mario Segni e molti altri leader politici dell’epoca che ebbero il coraggio e l’intelligenza di costruire un autentico “polo di centro” che poi fu decisivo nelle elezioni successive.

Un “Patto” culturalmente plurale, politicamente riformista e socialmente avanzato che oggi dovrebbe avere anche il compito di mettere in discussione quel bipolarismo selvaggio e quella radicalizzazione del conflitto politico che sono all’origine della crisi della politica contemporanea e, forse, anche di un sempre più inquietante astensionismo elettorale.

Ecco perché il progetto di Carlo Calenda se adeguatamente costruito e radicato nei territori potrebbe essere una ghiotta occasione per far sì che il Centro riformista e di governo ritorni a dettare l’agenda politica.

Barone, dalla Calabria a San Marino: il filo umano dell’innovazione

Raccontare l’innovazione partendo dalla fede non è un esercizio retorico. Il 3 dicembre, alla Sala Marconi di Radio Vaticana, a Roma, studiosi, religiosi e giornalisti proveranno ad affrontare la domanda più difficile: come si conciliano competenza tecnologica e vita spirituale? L’occasione è la presentazione del volume Una vita da presidente, scritto dall’ing. Nicola Barone con Santo Strati. È un libro che abbiamo già segnalato, richiamando la biografia intensa e a tratti sorprendente di un uomo che ha fatto della visione un metodo.

Una fede che guida le scelte

Barone, attuale presidente di TIM San Marino, non si definisce un “tecnocrate”. Nella sua esperienza personale, l’impronta salesiana è stata decisiva: «sono nato analogico, oggi sono al 100% digitale», confessa. L’immagine non è solo ironica: indica un percorso formativo in cui l’ingegneria non è mai stata disgiunta dall’attenzione alle persone. San Giovanni Bosco — il santo dell’educazione concreta, dei laboratori e dei giovani — non è un riferimento ornamentale: è la matrice che segna l’idea di servizio. Così nascono scelte aziendali attente ai borghi remoti, agli “analfabeti digitali” e a quella fetta di popolazione che il progresso rischia di lasciare ai margini.

Dal Sud ai modelli europei

Già negli anni Ottanta, da presidente del Consorzio Telcal, Barone intuì che la Calabria potesse diventare un laboratorio di sperimentazione. Nessun miraggio industrialista, ma un’idea: portare la banda dove sembrava impensabile. Quelle prove, considerate “eccentriche”, avrebbero anticipato molte delle soluzioni che oggi chiamiamo smart cities. Un caso emblematico è Trento: il rimpiazzo del doppino con la fibra ha trasformato la città in un sistema urbano efficiente, competitivo, ben connesso alla vita economica. San Marino, poi, è l’altro tassello: piccola Repubblica, ma laboratorio europeo di innovazione, guidato da un approccio che non sacrifica la persona sull’altare della tecnologia.

Tra IA e responsabilità

Non stupisce che l’intelligenza artificiale trovi spazio nel dibattito. Qui non c’è entusiasmo acritico: Pino Nano mostrerà opportunità e rischi dell’IA applicata all’informazione, mentre Barone rifletterà sugli scenari a venire, senza timori né ingenuità. Con lui dialogheranno Giulia Fortunato, presidente della Fondazione Marconi, il gen. Gdf a.r. Luciano Carta, già presidente di Leonardo, mons. Donato Oliverio, Vescovo ed Eparca di Lungro, e Santo Strati, coautore del volume.

L’appuntamento del 3 dicembre rilancia dunque l’attenzione su Una vita da presidente. Non solo un libro di testimonianza, ma il punto d’incontro tra fede e innovazione: una lezione per chi crede che il futuro, se non include gli ultimi, non è progresso ma alibi.

Giornalisti in sciopero, il comunicato della Fnsi

Roma, 28 nov. (askanews) – “Le giornaliste e i giornalisti italiani sono in sciopero. Scioperiamo perché il nostro contratto di lavoro è scaduto da 10 anni e soprattutto perché riteniamo che il giornalismo, presidio fondamentale per la vita democratica del Paese, non abbia avuto la necessaria attenzione da parte degli editori della Fieg: molti tagli e pochi investimenti, nonostante le milionarie sovvenzioni pubbliche”. E’ quanto comunica la Federazione nazionale della stampa italiana.

“In oltre 10 anni – si ricorda nella nota – la riduzione degli organici delle redazioni e la riduzione delle retribuzioni dei giornalisti attraverso stati di crisi, licenziamenti, prepensionamenti e il blocco del contratto hanno avuto fortissime ripercussioni sul pluralismo e sul diritto dei cittadini ad essere informati. In questi 10 anni i giornalisti dipendenti sono diminuiti, ma è aumentato a dismisura lo sfruttamento di collaboratori e precari: pagati pochi euro a notizia, senza alcun diritto e senza futuro. In questi 10 anni il potere di acquisto degli stipendi dei giornalisti è stato eroso dall’inflazione, quasi del 20% secondo Istat: per questo chiediamo un aumento che sia in linea con quelli degli altri contratti collettivi”.

A fronte di questa situazione, prosegue Fnsi, “gli editori hanno proposto un aumento irrisorio e chiesto di tagliare ulteriormente il salario dei neo assunti, aggravando così in modo irricevibile la divisione generazionale nelle redazioni. Non ne facciamo una battaglia corporativa. Pensiamo che un’informazione davvero libera e plurale, che sia controllo democratico, abbia bisogno di giornalisti autorevoli e indipendenti, che non siano economicamente ricattabili. Chiediamo un contratto nuovo, che tuteli i diritti e che guardi all’informazione con le nuove professioni digitali, regolando l’uso dell’Intelligenza Artificiale e ottenendo l’equo compenso per i contenuti ceduti al web. Vogliamo spingere gli editori a guardare al futuro senza continuare a tagliare il presente. Se davvero la Fieg tiene all’informazione professionale deve investire sulla tecnologia e sui giovani che non possono diventare manovalanza intellettuale a basso costo”.

“Lo deve a noi giornalisti, ma soprattutto lo deve ai cittadini tutelati dall’articolo 21 della Costituzione”, conclude Fnsi.

Nulla di buono con la maggioranza assenteista

Il balletto di Napoli e la questione di credibilità

Quel balletto così poco “istituzionale” (abbondiamo negli eufemismi) di Meloni e dei suoi cari sul palco di Napoli non ha portato fortuna alle truppe governative e ai suoi leader. Che in Campania avrebbero perso comunque, era chiaro.

Ma verranno ora rincorsi dal ridicolo di quella loro danza e dalla pochezza di quella parola d’ordine (“chi non salta comunista è”) che pure delizia la vociante platea dei loro tifosi più estremi. Il tema, sia chiaro, non riguarda la poca eleganza. Riguarda la minore credibilità.

La premier tra diplomazia e piazza

Infatti una premier che un giorno calca la scena diplomatica planetaria – anche con un certo talento, va detto – e che il giorno dopo scambia il palco di un comizio con la pedana di una discoteca rischia di perdere qualcosa di più di una tornata elettorale locale.

Quasi che la sua immagine a quel punto si sdoppiasse e, nell’ansia di piacere a tutti, finisse per perdere quel minimo decoro che è tanta parte di qualunque leadership si voglia cercare di costruire.

Regionali: il dato che conta è l’astensione

Ora, le elezioni regionali sono andate come si sapeva, e non c’è molto più da dire a questo riguardo. Salvo il fatto che ogni volta sempre meno gente va a votare e che ormai si sta consolidando una maggioranza assenteista che non promette niente di buono né agli uni né agli altri.

Ma per l’appunto se di questo si tratta non sarà con le trovate ad effetto che la politica potrà risalire quella china. Tanto più quando l’effetto appare così privo di buongusto. E privo anche, diciamolo, di una solida fiducia nelle proprie stesse argomentazioni.

 

Fonte: La Voce del Popolo – Giovedì 27 novembre 2025

Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia

Il Rapporto Giovani 2025 nelle mani del Santo Padre

Un gesto simbolico per la Chiesa e per il Paese

Nell’udienza generale di mercoledì 19 novembre, Giuseppe Fioroni – vicepresidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo – ha consegnato a Papa Leone XIV il Rapporto Giovani 2025. Il momento, immortalato in un incontro cordiale e raccolto, è stato l’occasione per rappresentare al Santo Padre il senso di un lavoro che, appena pubblicato, era già stato illustrato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Due consegne, due vertici istituzionali, un’unica domanda: quale futuro percepiscono i giovani italiani?

I risultati: tra aspirazioni e costi psicologici della modernità

L’indagine fotografa un quadro nitido. Cresce il desiderio di stabilità professionale, ancora più che di successo economico. Il lavoro è sentito come dignità e non come pura prestazione. Le generazioni nate dopo il Duemila mostrano una sensibilità intensa verso la qualità delle relazioni e il tempo libero “protetto”, quasi come forma di difesa da un mondo competitivo e instabile.

Accanto alle aspirazioni, emergono le ombre: ansia da prestazione, fatica emotiva, percezione di esclusione. La retorica della “libertà totale” si infrange spesso contro un mercato del lavoro che resta segmentato, incerto, e che spinge molti giovani a rimandare scelte di vita fondamentali, dal matrimonio alla genitorialità.

Dal Quirinale al Vaticano: un messaggio di responsabilità

La presentazione a Mattarella ha posto l’accento sulla dimensione civile: il Rapporto non è un esercizio statistico, ma una bussola per le politiche pubbliche in tema di istruzione, transizione lavorativa, partecipazione sociale.

La consegna a Papa Leone XIV ha completato l’orizzonte: la Chiesa, come il Toniolo ricorda da un secolo, accompagna i giovani non come target, ma come soggetti con vocazione, speranza e dignità. Fioroni ha potuto spiegare al Santo Padre come le nuove generazioni vivano la fede come ricerca identitaria, non come appartenenza automatica: una fede fragile, ma non assente, che chiede luoghi di ascolto reale.

Oltre i numeri: una sfida culturale

Il Rapporto Giovani 2025 invita a cambiare paradigma: investire sui giovani non è beneficenza sociale, ma l’unica via per restituire coesione a un Paese che perde capitale umano e fiducia collettiva.

La politica è chiamata a generare percorsi di accompagnamento, la scuola a tornare comunità educante, la Chiesa a riconoscere che la pastorale non è un servizio di manutenzione della tradizione, ma un salto di responsabilità verso il domani.

La consegna del Rapporto al Santo Padre, sulla Piazza di San Pietro, non è quindi un gesto formale, ma un impegno affinché il tema delle nuove generazioni susciti l’interesse che merita: il Paese adulto deve tornare a guardare i giovani non dall’alto, ma nel profondo, come protagonisti del suo destino.

Crisi Cina–Giappone: Taiwan è il principale punto critico del pianeta

Trump, Xi e l’allarme a Taipei

A Taipei, quando Donald Trump ha scritto su Truth di aver concordato con Xi Jinping una sua visita a Pechino il prossimo aprile lodando al contempo le relazioni “estremamente forti” esistenti fra i due paesi, deve essere scattato l’allarme rosso, o quantomeno quello arancione.

Visti i precedenti con Putin, e considerato l’atteggiamento più generale che l’America MAGA sta tenendo con i propri alleati storici come gli europei, c’è da giurare che un brivido freddo sia corso lungo la schiena dei dirigenti politici taiwanesi.

Tokyo avverte Pechino, Xi reagisce

Le preoccupazioni sono aumentate, probabilmente, anche dopo che la neo-premier giapponese Sanae Takaichi ha reso nota la cordiale telefonata avuta col presidente statunitense, che gli ha espresso la sua amicizia e la sua disponibilità a sentirla in qualsiasi momento ma non ha fatto alcun cenno alla preoccupante crisi apertasi con la Cina dopo che da Tokyo era stato fatto sapere a Pechino (lo scorso 7 novembre) che un eventuale attacco mandarino a Taiwan comporterebbe un inevitabile dispiegamento delle Forze di Autodifesa giapponesi.

Un’affermazione che Xi ha preso molto sul serio, considerandola una inaccettabile intromissione nelle questioni interne cinesi se non addirittura una minaccia di natura militare. Come è noto, Taiwan è ritenuta essere parte integrante del territorio della Repubblica Popolare di Cina e un suo ritorno alla “Madre Patria” è ritenuto indifferibile dal governo e dal partito comunista.

Navi militari e sanzioni: l’arsenale di Xi

Xi ha pertanto informato della questione l’omologo americano, preavvertendolo che nessuna ingerenza giapponese sarà consentita. E immediatamente dopo ha inviato navi militari nelle acque contese col Giappone, nei pressi delle isole Senkaku (un arcipelago disabitato fatto di scogli che i cinesi rivendicano e chiamano Diaoyu).

Ha poi imposto limitazioni commerciali molto nocive per il paese del Sol Levante: sull’importazione ittica e soprattutto sul flusso turistico, una voce assai consistente nel bilancio di Tokyo (stiamo parlando di numeri importanti, sono oltre sei milioni i cinesi che hanno visitato il Giappone nell’anno in corso).

La Borsa di Tokyo col suo contestuale calo ha testimoniato in tempo reale la portata economica di queste misure e, conseguentemente, la gravità della crisi diplomatica.

Tokyo mette alla prova l’alleanza con Washington

Ma la posizione giapponese è netta, ed è quasi un test voluto per verificare la tenuta della sin qui solidissima alleanza con gli USA. Un test che interessa però anche alla Cina, ingolosita dall’altalenante atteggiamento tenuto da Trump nei confronti dell’Ucraina.

La questione è molto seria, e probabilmente è la più grave e minacciosa per la pace fra le tante che già travagliano il pianeta in questa nuova fase della Storia.

Taiwan come detonatore strategico

La Cina intende annettersi Taiwan entro un arco temporale ormai ristretto: lo ha dichiarato e da anni, rafforzando il proprio apparato militare e in particolare quello navale, sta attrezzandosi in tal senso.

L’isola che un tempo veniva chiamata Formosa per parte sua ha sviluppato un sistema di difesa detta “a porcospino” che rende una possibile invasione assai complicata per il nemico. Ma, essenzialmente, alla fine dipende dalla protezione garantita dagli Stati Uniti, che non per niente sin dall’inizio del nuovo secolo hanno spostato il baricentro delle proprie attenzioni geopolitiche dall’Atlantico al Pacifico.

Ora però “America first” e imprevedibilità trumpiana gettano un’ombra su questa certezza, indiscutibile sino a un anno fa.

Il messaggio di Tokyo: non solo per Pechino

La netta presa di posizione giapponese è stata accolta con grande favore, pertanto, a Taipei. Una posizione rafforzata dalla non casuale visita che il Ministro della Difesa Shinjiro Koizumi ha effettuato all’isola di Yonagumi, lontano poco più di cento chilometri da Taiwan: un segnale inequivocabile dell’importanza che Tokyo assegna all’indipendenza di Taipei.

Ma è Washington, oltre che Pechino, il vero destinatario del messaggio. Si attende risposta.

Louvre: quando la cultura diventa frontiera

Una dogana culturale

Il Louvre non introduce un semplice rincaro: disegna una linea di confine. I visitatori extra-UE pagheranno fino al 45% in più. Non per qualità del servizio, ma per provenienza. La cultura, nata come bene universale e democratico nel cuore della modernità europea, si trasforma in un bene condizionato: “tu sì, tu no”, a seconda del passaporto. È l’esatto contrario dell’intuizione rivoluzionaria che trasformò i palazzi reali in luoghi del popolo.

Il museo giustifica la scelta con ragioni tecniche: afflusso eccessivo, costi di sicurezza, restauri costosi. Problemi reali, che però chiamano risposte lunghe, cooperative e strutturali. Invece si preferisce la risposta più rapida: monetizzare, colpendo chi viene da fuori. Il turista argentino, lo studente coreano, la famiglia marocchina che ha risparmiato mesi per entrare al Louvre: tutti diventano “estranei da cui attingere”.

Il confronto europeo

Non è in discussione il diritto dei musei a sopravvivere. Il British Museum ha da anni un modello misto: accesso gratuito alle collezioni permanenti, ticket per mostre temporanee. Non umilia il visitatore, gli chiede una scelta. Il Prado gioca sugli orari di ingresso: fascia gratuita per cittadini e residenti, ma il turista non viene marchiato. Gli Uffizi adottano un pricing stagionale: non importa da dove vieni, importa quando arrivi.

Sono politiche perfettibili, talvolta discutibili, ma conservano un principio: non trasformano l’origine geografica in criterio morale. A Parigi, invece, la carta d’identità diventa variabile economica. Chi appartiene alla “comunità europea” paga meno perché “è dei nostri”. Chi no, contribuisce di più. Ed è qui che il discorso cambia: non parliamo più di gestione, ma di simboli.

Una frattura…di civiltà

Se i musei europei assumono la forma di bastioni territoriali, l’idea stessa di Europa si incrina. La cultura non serve a premiare o punire: serve a creare ponti. Gli extra-europei non sono un pubblico periferico, sono il pubblico naturale dei grandi musei. L’arte occidentale non vive senza il desiderio di chi viene da lontano, perché è proprio quello sguardo esterno a verificarne l’universalità.

Il Louvre — tempio di libertà creativa, di incontri fra civiltà, di contaminazioni — manda oggi un messaggio regressivo: la bellezza è a portata di mano, ma solo di chi appartiene alla nostra cerchia politico-istituzionale. 

Resa strategica

È una resa strategica. Invece di investire in educazione, cooperazione museale, politiche di contenimento intelligenti, si imbocca la scorciatoia della tariffa-profilo. A breve termine porta incassi. A lungo termine genera rancore, distanza, e una geografia culturale che assomiglia più a un checkpoint che a un ideale europeo.

Non è solo un museo che cambia. È la grammatica della cultura europea che si deforma. E, quando la bellezza smette di unire, la barbarie del mercato inizia a prenderne il posto.

Fip Silver Como, venerdì esordio per azzurre Sussarello e Parmigiani

Roma, 27 nov. (askanews) – Dopo la prima giornata di gare, il FIP Silver Mediolanum Padel Cup di Como si prepara al debutto di venerdì delle azzurre plurimedagliate agli Europei e Mondiali. Punto di riferimento della Nazionale, ricorda una nota, è Giulia Sussarello, l’atleta di casa: la numero 6 italiana – vicecampionessa europea nel 2024 con l’Italpadel, bronzo agli Europei di quest’anno e bronzo in carica anche ai Mondiali – scenderà in campo alle 17, insieme alla bresciana e collega in azzurro Martina Parmigiani, contro la coppia Jurkovic/Uriarte. “Giocare in casa è sempre qualcosa di speciale, una sensazione incredibile – racconta Sussarello a poche ore dal suo ritorno in campo – Avere vicino la famiglia, gli amici, tutte le persone che vengono per sostenermi, è una spinta enorme”.

Nel programma di venerdì è previsto l’esordio alle 14 di Emily Stellato, altra colonna della Nazionale e numero 4 del ranking italiano, insieme a Carolina Petrelli: per loro, il derby contro Campigotto/Cascapera. In primo piano anche Clarissa Aima e Caterina Baldi, quinta in Italia e top 100 mondiale, reduci dal successo nel FIP Bronze in Svezia. In evidenza le numero uno del seeding: la 18enne Claudia Escacena, già vicina alla top 100 mondiale e vincitrice di due tornei del circuito nel 2025, giocherà con la compagna Monica Gomez. La prima giornata al The Padel Resort ha fatto registrare una sorpresa nel tabellone maschile: Santino Giuliani e Fabian Oviedo hanno superato in due set l’azzurro Lorenzo Di Giovanni e Samuel Rivas. Avanzano invece agli ottavi gli italiani Simone Vaccari e Federico Galli, avanti dopo il doppio 6-3 su Berta/Jimenez.

A Como, intanto, si conferma l’impennata del padel: Secondo i dati della Federazione Internazionale Padel, dal 2021 i campi in provincia sono cresciuti del 621%, passando da 14 agli attuali 100; i club registrano un incremento pari al 271%. Como rientra così tra le prime cinque province lombarde per numero di campi dopo Milano, Brescia, Varese e Bergamo.

Atreju, Schlein: Meloni scappa ancora dal confronto

Roma, 27 nov. (askanews) – Giorgia Meloni “è scappata un’altra volta dal confronto, questa è la verità”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein a ‘Piazzapulita’.

“Mi dispiace che Giorgia Meloni abbia rifiutato di fare il confronto con me, tanto più che l’anno scorso prima delle europee aveva accettato. Forse oggi faccio più paura, visti i risultati elettorali. Vuole fare il confronto anche con Giuseppe Conte? Benissimo portasse anche Matteo Salvini. Vuole fare il confronto di coalizione? Benissimo, portasse anche Tajani e noi portiamo anche Fratoianni e Bonelli. Facciamo un confronto di coalizione però”, ha concluso.

A Riccione il XVI Congresso Nazionale IG-IBD

Riccione, 27 nov. (askanews) – Con oltre mille specialisti presenti, il XVI Congresso Nazionale IG-IBD segna un cambio di passo nella presa in carico delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali. Si apre una nuova fase della ricerca che mira a trasformare radicalmente gli esiti a lungo termine di queste patologie ad elevato impatto sociale.

Prof. Claudio Fantini, Professore Ordinario di Gastroenterologia dell’Universit degli Studi di Cagliari e Segretario Generale IG IBD, ha dichiarato: “Il congresso rappresenta l’occasione per affrontare diversi temi, dall’innovazione terapeutica fino alla gestione dell’innovazione tecnologica relativa al monitoraggio delle MICI”.

Nel corso dei tanti tavoli di confronto, i medici hanno tracciato il quadro di un settore in rapido cambiamento, illustrando come stiano evolvendo sia gli strumenti terapeutici sia il modo di accompagnare i pazienti nel loro percorso di cura.

Cristina Bezzio, Medico Gastroenterologo presso IBD Unit Gastroenterologia Humanitas Rozzano, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un’evoluzione nella gestione delle MICI grazie anche all’approvazione di diversi nuovi farmaci che vantano diversi meccanismi d’azione. Accanto a questa evoluzione, cambiato anche il nostro approccio verso la gestione dei pazienti ed un diverso monitoraggio”.

Il Congresso ha posto inoltre al centro il valore della multidisciplinariet: la complessit delle MICI richiede un confronto strutturato tra gastroenterologi, radiologi, chirurghi, immunologi e oncologi. Modelli organizzativi integrati permettono di rispondere in modo pi efficace e personalizzato ai bisogni clinici e assistenziali.

“Abbiamo affrontato diverse tematiche che vanno dalla terapia alla gestione multidisciplinare delle patologie”, ha affermato Angela Variola, Responsabile UOS Centro Malattie Rettointestinali IRCCS Sacro Cuore Don Calabria.

La spinta verso il cambiamento arriva anche dalle nuove generazioni: per l’edizione del ventennale, IG-IBD ha scelto di dar voce a un ampio panel di esperti under 50, protagonisti delle sessioni pi avanzate. Il futuro della cura si costruisce oggi, i giovani clinici portano tecnologie innovative, nuovi approcci e una visione orientata agli esiti nel lungo periodo.

"Matilda il Musical", al Teatro Sistina a Roma per le feste di Natale

Roma, 27 nov. (askanews) – Dopo il grande successo di pubblico e critica delle scorse stagioni, torna a grande richiesta al Teatro Sistina a Roma, nella nuova edizione, “Matilda il Musical”, firmato Massimo Romeo Piparo, che si arricchisce della presenza di due grandi interpreti, Sebastiano Somma e Roberta Lanfranchi.

L’attore, al suo debutto nel genere musical, vestirà i panni en travesti della Signorina Trinciabue (il ruolo interpretato da Emma Thompson nel film del 2022), la terribile preside della scuola frequentata da Matilda, una donna arcigna e cattiva che terrorizza studenti e insegnanti. Al suo fianco, un attesissimo ritorno: Roberta Lanfranchi nel ruolo dell’indimenticabile maestra Dolcemiele. Con loro, l’irresistibile Gianmarco Pozzoli, che darà vita al cinico e goffo papà di Matilda e, nel ruolo del titolo, Giulia Chiovelli, figlia d’arte e bimba prodigio, perfezionatasi all’Accademia del Sistina, che ha già incantato il pubblico nelle precedenti Stagioni.

Un cast di 30 artisti, tra gli altri, Elena Mancuso, Matteo Guma, Ilaria Fioravanti, Giovanni Papagni, oltre a straordinari giovani talenti. Musica dal vivo con direzione Musicale del Maestro Emanuele Friello e l’orchestra diretta da Federico Zylka.

In scena per le feste di Natale, da giovedì 4 dicembre al 4 gennaio 2026, lo spettacolo è basato sull’omonimo romanzo di Roald Dahl, uno dei libri più amati da tre generazioni, divenuto esilarante film grazie a Danny De Vito e consacrato su Netflix nella versione musical.

“Per molto tempo mi sono interrogato circa il grandissimo successo di ‘Matilda il Musical’ nel West end londinese, fin quando scelsi nel 2015 di vederlo pur con qualche riserva”, dichiara Massimo Romeo Piparo. “Ebbene da quella sera ho eletto Matilda uno dei miei musical preferiti, tornando a rivederlo altre tre volte. Una storia universale (tant’è che potrebbe essere ambientato ovunque da Londra a Roma, Da Tokyo a Sidney) che ha come eroine due figure femminili tanto attuali al giorno d’oggi: una bambina e una maestra. E contemporaneamente altre due donne anti-eroine, due figure negative come una madre ‘sbagliata’ e una Preside che stravolge il proprio ruolo di educatrice trasformandosi in aguzzino di giovani adolescenti. Con al centro un’unica figura maschile – quella del padre cinico e sprezzante di Matilda- che diventa zimbello in mezzo a tanta malvagità femminile. Ecco, in questo racconto, grazie allo sguardo attento e pungente di Roald Dahl, ci si ritrova buona parte delle grandi carenze contemporanee: l’educazione scolastica, il rapporto familiare, le dinamiche maschili, il potere disumanizzante della televisione. Matilda il Musical andrebbe fatto vedere in tutte le scuole di ogni grado, bisognerebbe portarci tutti i genitori di oggi ma anche quelli futuri convincendoli a trascorrere due ore immersi in questo racconto musicale che ‘rende migliori’. E proprio questo è l’auspicio mio personale: far cogliere la possibilità- forse l’ultima- di ripensare seriamente il ruolo di educatrici e educatori di chi si ritrova protagonista di quelli che restano sempre i due pilastri fondamentali della formazione dell’individuo: la Scuola e la famiglia”.

Lo spettacolo, con il libretto di Dennis Kelly e musiche e testi di Tim Minchin, è stato messo in scena in Gran Bretagna per la prima volta nel 2010, e da allora continua a girare il mondo, da Londra a New York, vincendo più di 55 premi – tra cui ben sette Olivier Awards (record nella storia degli “oscar” del West End), e cinque “Tony Awards”.

Meloni: pronta a confronto a tre con Schlein e Conte ad Atreju

Roma, 27 nov. (askanews) – “Leggo che Elly Schlein avrebbe finalmente accettato l’invito di Fratelli d’Italia a partecipare ad Atreju, ma solo in caso di un confronto diretto con me. Atreju è sempre stata una casa aperta al dialogo, anche con chi la pensa diversamente. Sono quindi pronta a confrontarmi con l’opposizione. Ma ritengo che al confronto debba partecipare anche Giuseppe Conte”. Lo scrive su Facebook la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Per due ragioni: la prima è che Giuseppe Conte, a differenza di Elly Schlein, anche negli anni passati è venuto ad Atreju senza imporre alcun vincolo. Lo ha fatto anche da Presidente del Consiglio. La seconda è che non spetta a me stabilire chi debba essere il leader dell’opposizione, quando il campo avverso non ne ha ancora scelto uno. Da parte mia, quindi, sono disponibile a un confronto unico con entrambi”, conclude.

Schlein: organizzazioni neofasciste vanno sciolte

Roma, 27 nov. (askanews) – “Non mi stupisce che abbiano cercato di fermare la pubblicazione del libro di Berizzi… Non dovremmo aver bisogno di altre prove la Costituzione parla chiaro: le organizzazioni neofasciste vanno sciolte. Sono state troppo a lungo sottovalutate, anche dalla nostra parte. Io l’ho sempre chiesto e le notizie che sono raccolte nel libro di Berizzi chiamano in causa anche la legge Anselmi: i finanziatori occulti. Io sono molto preoccupata perché il libro fa emergere come la violenza interna sia prassi in queste organizzazioni” che sono anche “maschiliste e maschiocentriche”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, durante la presentazione del libro di Paolo Berizzi, ‘Il libro segreto di Casapound’.

“E c’è anche il tentativo di riscrivere la storia e noi non lo consentiremo. La riflessione che mi fa fare il libro di Berizzi è quello della battaglia politica e culturale. C’è stata una saldatura tra queste destre estreme e le big tech” basta pensare a Elon Musk.

Forum Risk Management, le cure renali diventano green

Arezzo, 27 nov. (askanews) – Portare la sostenibilit ambientale nella pratica clinica: questo l’obiettivo della Green Nephrology o Green Dialysis, un approccio che unisce responsabilit ambientale, sicurezza dei pazienti e qualit delle cure nel trattamento della malattia renale cronica. Un tema al centro del dibattito alla ventesima edizione del Forum Risk Management, congresso di riferimento per tutti gli attori della Sanit italiana, in corso ad Arezzo.

Carlo Maria Alfieri, Professore Associato di Nefrologia presso l’Universit degli Studi di Milano, ha dichiarato: “Per ogni paziente, ad oggi vengono consumati 35.000 litri di acqua all’anno. La dialisi sta passando da una visione paziente-centrica ad un’ottica sostenibile. Si tratta di ottenere gli stessi risultati, potenzialmente anche migliori, a fronte di una sostenibilit ambientale migliore”.

La dialisi, terapia salvavita che sostituisce la funzione renale quando questa compromessa, riguarda circa 50.000 italiani e rappresenta una delle pratiche cliniche pi energivore e ad alto consumo di acqua. Per ogni paziente dializzato vengono impiegati in media pi di 35.000 litri di acqua all’anno e viene prodotta un’ingente quantit di rifiuti in plastica.

Alessandro Pellegrino, Ambulatory & Renal Channel Director di B. Braun in Italia, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “La sostenibilit un tema economico, ma anche umano e ambientale. Per la dialisi il nostro desiderio quello di contribuire a ridurre il consumo di acqua e di energia per una maggior sostenibilit dell’azienda e dell’intero sistema sanitario”.

Marco Pelle a Carnegie Hall apre celebrazioni 80esima Assemblea Onu

Roma, 27 nov. (askanews) – Per celebrare l’80esima Sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 5 dicembre alla Carnegie Hall di New York, il ballerino e coreografo Marco Pelle aprirà l’evento “Better together” danzando Safe from Sleep, accompagnato dal vivo dal pianista cinese Byron Wei-Xin Zhou.

L’iniziativa è presentata dall’Istituto delle Nazioni Unite per la Formazione e la Ricerca (UNITAR), dall’Ufficio del Presidente dell’80esima Sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (PGA80) e dall’Accademia Internazionale per gli Studi Artistici e Culturali (IAA).

Safe from Sleep è una nota creazione di Pelle, entrata nel repertorio di tanti danzatori internazionali e ora danzata dal coreografo vicentino. È il racconto biografico di una storia d’amore interrottasi alla promessa di matrimonio. Commissionata nel 2023 dal Lake Tahoe Dance Collective in California, come apertura del festival, la coreografia è stata interpretata da Stephen Hanna, ex primo ballerino del New York City Ballet e performer a Broadway. Nel 2024, per le celebrazioni del duecentesimo anniversario del Museo Egizio di Torino, l’assolo è diventato un dialogo tra due interpreti articolato in tre parti – Bliss (Felicità), Loss (Perdita), Journey (Viaggio). Ora, grazie all’invito delle Nazioni Unite, si apre un nuovo capitolo: Safe from Sleep/Journey sarà eseguita dal suo creatore, primo italiano nella storia a danzare allo Stern Auditorium, il palco principale della Carnegie Hall.

“Ballare ‘Safe From Sleep’ in uno dei teatri più importanti al mondo, aprendo il galà annuale delle Nazioni Unite per l’80esimo anniversario della prima Assemblea Generale, è un onore immenso”, ha spiegato il coreografo residente del New York Theatre Ballet e Academic Fellow Bocconi. “Questo lavoro, nato come racconto personale e trasformato in danza, oggi rappresenta per me non un ritorno ma una partenza. Dopo molti anni lontano dalla scena, ho ritrovato il mio corpo e una nuova verità artistica: riparto dalla danza a cinquant’anni, con lo stesso sogno che mi incendiava da bambino e la consapevolezza di un viaggio che mi ha attraversato – da Vicenza all’Accademia di Montecarlo, fino a Merce Cunningham e ai grandi ballerini con cui ho il privilegio di lavorare. Questa occasione speciale è il momento giusto per iniziare un nuovo volo, senza barriere e senza paure, danzando la mia storia con gratitudine, autenticità e la magia che l’ha generata”.

Conte: Crosetto vuole mandare i nostri giovani in guerra

Roma, 27 nov. (askanews) – “Ai nostri giovani offriremo stipendi sicuri solo nell’esercito? Crosetto ha detto che porterà in Parlamento una proposta per riformare la leva militare. Stiamo arrivando a quello: mandiamo i nostri giovani in guerra”. Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte in una intervista a ‘Dritto e rovescio’ che andrà in onda questa sera su Rete 4.

“Sono stato un profeta, mio malgrado: da tempo dico ‘guardate che se si programma un piano di riarmo, di buttare centinaia di miliardi nelle spese militari, poi vedrete che si porrà il problema di rafforzare il nostro esercito'”, ha aggiunto.

Migranti, Mattarella: mi chiedo cosa perdiamo con tanti morti?

Roma, 27 nov. (askanews) – “Guardo spesso quella fotografia e ogni volta mi chiedo chi sarebbe diventato quel ragazzino e cosa abbiamo perduto con la sua morte e quella di tanti altri”. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prendendo parte alla inaugurazione dell’anno accademico della Pontificia facoltà teologica dell’Italia meridionale ha parlato del ragazzo del Mali annegato insieme a tanti altri migranti 10 anni fa nel mar Mediterraneo.

Quel “ragazzino 14enne del Mali, portava la pagella cucita nei vestiti e non un passaporto o un altro documento di identità – ha detto il capo dello Stato – quel ragazzino voleva dimostrare di essere bravo e di venire in Europa per studiare”.

Domani sciopero dei giornalisti, Fnsi:editori tagliano presente, non guardano futuro

Roma, 27 nov. (askanews) – Domani “le giornaliste e i giornalisti italiani sono in sciopero. Scioperiamo perché il nostro contratto di lavoro è scaduto da 10 anni e soprattutto perché riteniamo che il giornalismo, presidio fondamentale per la vita democratica del Paese, non abbia avuto la necessaria attenzione da parte degli editori della Fieg: molti tagli e pochi investimenti, nonostante le milionarie sovvenzioni pubbliche”. E’ quanto comunica la Federazione nazionale della stampa italiana.

“In oltre 10 anni – si ricorda nella nota – la riduzione degli organici delle redazioni e la riduzione delle retribuzioni dei giornalisti attraverso stati di crisi, licenziamenti, prepensionamenti e il blocco del contratto hanno avuto fortissime ripercussioni sul pluralismo e sul diritto dei cittadini ad essere informati. In questi 10 anni i giornalisti dipendenti sono diminuiti, ma è aumentato a dismisura lo sfruttamento di collaboratori e precari: pagati pochi euro a notizia, senza alcun diritto e senza futuro. In questi 10 anni il potere di acquisto degli stipendi dei giornalisti è stato eroso dall’inflazione, quasi del 20% secondo Istat: per questo chiediamo un aumento che sia in linea con quelli degli altri contratti collettivi”.

A fronte di questa situazione, prosegue Fnsi, “gli editori hanno proposto un aumento irrisorio e chiesto di tagliare ulteriormente il salario dei neo assunti, aggravando così in modo irricevibile la divisione generazionale nelle redazioni. Non ne facciamo una battaglia corporativa. Pensiamo che un’informazione davvero libera e plurale, che sia controllo democratico, abbia bisogno di giornalisti autorevoli e indipendenti, che non siano economicamente ricattabili. Chiediamo un contratto nuovo, che tuteli i diritti e che guardi all’informazione con le nuove professioni digitali, regolando l’uso dell’Intelligenza Artificiale e ottenendo l’equo compenso per i contenuti ceduti al web. Vogliamo spingere gli editori a guardare al futuro senza continuare a tagliare il presente. Se davvero la Fieg tiene all’informazione professionale deve investire sulla tecnologia e sui giovani che non possono diventare manovalanza intellettuale a basso costo”.

“Lo deve a noi giornalisti, ma soprattutto lo deve ai cittadini tutelati dall’articolo 21 della Costituzione”, conclude Fnsi.

Unesco, i Nuraghi parlano al mondo

Roma, 27 nov. (askanews) – Ha preso il via a Cagliari la settimana nuragica organizzata dall’Associazione la Sardegna verso l’Unesco. Quattro giorni di mostre, incontri ed eventi racchiusi in un programma articolato, pensato per celebrare la potenza narrativa della civilt nuragica che adeguatamente raccontata al mondo pu trasmettere una nuova immagine di Sardegna. Da qui il titolo dell’iniziativa: “I nuraghi parlano al mondo”.

Cuore della settimana nuragica, gioved 27 novembre, stata la Conferenza internazionale, giunta alla sua terza edizione, nel corso della quale stato presentato il progetto strategico di valorizzazione della civilt nuragica della Regione Sardegna.

“Si trattato di una settimana importante non solo per La Sardegna verso l’Unesco, ma per tutta la comunit sarda” racconta Pierpaolo Vargiu, presidente dell’associazione La Sardegna verso l’Unesco “perch abbiamo raccontato in una settimana di incontri, conferenze, dibattiti con le scuole, visite guidate, l’attivit di Sardegna verso l’Unesco e il grande progetto istituzionale che la Regione Sardegna ha messo in campo per garantire la conservazione, la tutela e la valorizzazione dei monumenti della civilt nuragica. Monumenti che rendono la Sardegna unica al mondo e che possono dare una vera carta di identit alla Sardegna nell’immaginario collettivo mondiale”.

Centrale all’interno della settimana nuragica l’avvio del progetto dell’Atlante della Sardegna nuragica, una grande opera di mappatura degli antichi monumenti della civilt nuragica che prevede il coinvolgimento della comunit scientifica ma anche della popolazione sarda.

“Quando raccontiamo la Sardegna, i nuraghi e la sua antica civilt al mondo” continua Vargiu “la prima domanda che ci fanno : ma quanti sono questi monumenti nuragici? Bene, difficile raccontare quanti siano perch neanche noi sardi lo sappiamo con precisione. Sono forse pi di diecimila ed questo il motivo per cui con le istituzioni, con gli archeologi, con il controllo quindi dei referenti istituzionali, stiamo cercando di raccogliere tutte le segnalazioni presenti tra il web e i cataloghi cartacei che ci consentano di raccontare al mondo una straordinaria forza della nostra Sardegna: quella della sua antica civilt. Dalle radici della nostra storia nascono le chiome del nostro futuro albero”.

Start up, Gevi vince la seconda edizione dell’Innovation Cup

Firenze, 27 nov. (askanews) – GEVI si aggiudica la seconda edizione della Energy Innovation Cup, iniziativa promossa da Enegan e IAG per individuare le soluzioni più innovative nel settore dell’energia pulita. La startup di Pontedera ha convinto la giuria con le sue turbine eoliche verticali di nuova generazione, dotate di intelligenza artificiale autoapprendente, capaci di adattarsi a diverse condizioni di vento anche in contesti urbani. Questa edizione segna un’importante apertura internazionale, come spiega Walter Bucelli, direttore generale Enegan: “la grande novità è che abbiamo selezionato startup da tutto il mondo, abbiamo ricevuto 358 dossier per capire dove si fa davvero innovazione nel nostro settore e quali sono i progetti più valoriali da accompagnare”. A confermare il ruolo strategico della competizione è Carlo Tassi, Presidente di IAG: “la nostra missione è creare connessioni tra realtà innovative e aziende affermate, trasformando le idee in opportunità concrete e progetti di valore”. Sulla stessa linea Andrea Guarducci, presidente di Enegan: “siamo davvero orgogliosi di aver dato continuità al progetto Innovation Cup, grazie al quale abbiamo modo di unire competenze e sviluppare sinergie che consentono di valorizzare le idee vincenti per il futuro”. GEVI potrà ora avviare con Enegan un percorso di collaborazione volto a trasformare la propria tecnologia in applicazioni concrete per il mercato della green economy.

Salone Studente, professioni economiche protagoniste futuro

Roma, 27 nov. (askanews) – “La Legge di Bilancio 2026 introduce novit rilevanti per il mondo professionale, soprattutto sul fronte della fiscalit: dalle nuove misure per le imprese ai sostegni per il ceto medio, fino alla riforma dell’accesso alle professioni. fondamentale che i giovani comprendano come si sta evolvendo il sistema e quali opportunit si aprono per chi decide di intraprendere un percorso nell’ambito economico e contabile” – ha dichiarato Andrea Benetti, direttore dell’Isnec (Istituto Nazionale Esperti Contabili), aprendo la tappa romana del Salone dello Studente, in programma presso la Nuova Fiera di Roma. L’evento, che coinvolge migliaia di studenti delle scuole superiori, un punto di riferimento nazionale per l’orientamento universitario, professionale e post-diploma. In un momento in cui il mercato del lavoro richiede nuove competenze tecniche, digitali e gestionali, diventa strategico far conoscere ai giovani le professioni regolamentate e le opportunit offerte dalla formazione economica. “Agli studenti non basta conoscere solo l’indirizzo universitario: serve un orientamento concreto sulle professioni, sulle competenze richieste e sui percorsi abilitanti. La Cnpr lavora ogni giorno per costruire un ponte tra il mondo della formazione e quello del lavoro, promuovendo le soft skills e la consapevolezza del ruolo sociale delle professioni contabili” – ha affermato Anna Maria Belforte, responsabile dei progetti di orientamento della Cassa Nazionale di Previdenza dei Ragionieri e degli Esperti Contabili (CNPR), presente al Salone con uno stand informativo e attivit interattive. Durante i workshop e gli incontri con gli esperti, sono stati affrontati i principali temi che interessano i futuri professionisti: evoluzione del mercato del lavoro e competenze richieste; nuove opportunit nella consulenza aziendale e fiscale; strumenti digitali e intelligenza artificiale negli studi professionali; funzionamento della previdenza dei liberi professionisti; novit della Legge di Bilancio 2026 su lavoro, imprese e professioni. Particolare interesse stato rivolto alla figura dell’Esperto Contabile, una professione spesso poco conosciuta ma strategica per la gestione delle imprese, la consulenza fiscale e l’analisi economica. L’Isnec e la Cnpr hanno illustrato il percorso di accesso alla professione e il ruolo crescente che il consulente economico avr nei processi di innovazione e sostenibilit aziendale. La tappa romana si conferma un laboratorio nazionale di orientamento e consapevolezza, dove istituzioni, professionisti e studenti dialogano sulle sfide del futuro. In un momento storico in cui molti giovani scelgono di emigrare, investire sull’informazione e sulle competenze diventa cruciale. Il messaggio centrale emerso dall’iniziativa chiaro: formarsi bene oggi significa essere protagonisti domani, non solo nel mondo del lavoro ma nella crescita economica e sociale del Paese.

Italian Hydrogen Summit, urgente tavolo ministeriale su idrogeno

Roma, 27 nov. (askanews) – Avviare un tavolo di lavoro interministeriale sull’idrogeno per affrontare lo sviluppo della filiera industriale, superare le attuali criticit esistenti e creare strumenti efficaci. la richiesta emersa nel corso dell’Italian Hydrogen Summit, l’appuntamento annuale promosso da H2IT, Associazione Italiana Idrogeno. Presso la Sala della Regina alla Camera dei Deputati si sono riuniti rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo, esperti e stakeholder del settore, per approfondire il ruolo dell’idrogeno nel panorama delle energie rinnovabili e il suo valore strategico per rafforzare la sicurezza energetica. A un anno dalla pubblicazione della Strategia Nazionale Idrogeno, le imprese chiedono una visione di lungo periodo e strumenti per pianificare investimenti strutturali, anche a seguito del rallentamento nell’attuazione del Decreto Tariffe e del mancato recepimento della Direttiva (UE) 2023/2413 (RED III).

Alberto Dossi, Presidente di H2IT, ha dichiarato: “Noi cerchiamo, anche nei momenti di difficolt, di esserci e di svolgere la nostra parte. L’idrogeno in sviluppo in tutto il mondo, in Italia abbiamo qualche problema con il recepimento della Direttiva (UE) 2023/2413 (RED III). Da Bruxelles aspettiamo il Decreto Tariffe che, in particolare, conceder all’idrogeno la possibilit di essere competitivo con i combustibili fossili”.

L’idrogeno per il Governo italiano rappresenta un pilastro fondamentale nella transizione energetica.

Tommaso Foti, Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “L’idrogeno un tema fondamentale perch guarda al futuro circa la possibilit di offrire un contributo determinante al processo di riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera. Siamo in una fase importante a livello scientifico e di attuazione pratica, penso che stiamo vivendo un momento di crescita importante per la politica dell’idrogeno”.

A un anno dalla pubblicazione della strategia idrogeno servono strumenti chiari e un cambio culturale per supportare lo sviluppo del settore e la nascita di un mercato nazionale dell’idrogeno in un confronto aperto e costruttivo tra pubblico e privato.

Reintroduzione della leva, Crosetto: "L’idea è di portare il ddl in Parlamento"

Roma, 27 nov. (askanews) – Sul tema della leva e dell’aumento del numero delle forze armate, “la mia idea è di portare un disegno di legge in ‘discorso parlamentare’ e farlo discutere al Parlamento”. Lo ha detto, nel corso della sua missione in Francia, il ministro della Difesa Guido Crosetto, commentando l’introduzione della leva volontaria nel Paese transalpino annunciata dal presidente Emmanuel Macron.

“È uno schema che in qualche modo non è molto diverso da quello tedesco perché prevede una volontarietà: quello tedesco ha un automatismo che scatta, quello francese da quanto leggo no, è totalmente volontario”, ha detto Crosetto parlando con i cronisti, “Io penso che se la visione che noi abbiamo del futuro è una visione nella quale c’è minore sicurezza, va fatta una riflessione sul numero delle forze armate, sulla riserva che potremmo mettere in campo in caso di situazioni di crisi. Noi abbiamo costruito modelli – in Italia, come in Germania, come in Francia – negli anni scorsi che riducevano il numero dei militari. In questa nuova situazione tutte le nazioni, non soltanto le nazioni europee, mettono in discussione quei modelli che avevamo costruito 10-15 anni fa e tutti stanno pensando di aumentare il numero delle forze armate. Ognuno ha un suo approccio diverso, alcuni hanno addirittura ripristinato la leva. Sapete che in alcuni Paesi come la Svizzera la parte della riserva in qualche modo comprende tutti i cittadini fino a oltre 50 anni. Lo stesso sistema di Israele, ma la Svizzera è da 500 anni che non ha una guerra”.

“Anche noi in Italia dovremmo porci il tema di una riflessione che in qualche modo archivi le scelte fatte di riduzione dello strumento militare e in qualche modo porti a un suo aumento: ci sono motivi di sicurezza che secondo me rendono importante farlo”, ha sottolineato Crosetto, “La mia idea è di portare un disegno di legge in ‘discorso parlamentare’ e farlo discutere al Parlamento”. “Le regole in questo settore, nel settore della difesa, devono essere più condivise possibili e nascere proprio nel luogo di rappresentazione del popolo”, la tesi di Crosetto, “Per cui più che a un decreto legge, più che a un disegno di legge governativo da imporre al Parlamento, io penso a una traccia che il ministero della Difesa – se lo concorderà il Consiglio dei ministri – porterà in Parlamento perché venga discussa, aumentata, integrata e in qualche modo costruisca uno strumento di difesa per il futuro. Che ha bisogno non soltanto di più uomini, ma anche di regole diverse”.

“Faccio un esempio”, ha concluso Crosetto su questo tema, “In Italia per fare un bunker ci vogliono le stesse autorizzazioni e la stessa tempistica che servono per aprire una fabbrica di gelati. Ecco non penso che questi siano i tempi in cui si possa avere lo stesso trattamento per cose così diversamente importanti per il Paese”.

Sostenibilit a 4 zampe con “Pet Carpet: Un riciclo da Oscar”

Roma, 27 nov. (askanews) – Quante ciotole, cucce, trasportini dimenticati ci sono in casa? Sono perfetti, ma non li utilizziamo pi perch magari i nostri cuccioli sono diventati adulti, oppure perch i nostri animali del cuore, purtroppo, sono volati sul Ponte dell’Arcobaleno. In questo caso, il dolore pu trasformarsi in un gesto d’amore. Ci sono, infatti, cani e gatti che non hanno mai ricevuto il calore di una famiglia e vivono nei rifugi circondati dalle cure e dall’affetto dei volontari, che hanno necessit di aiuto e sostegno dalle piccole alle grandi cose. E allora anche per queste festivit di Natale rimetti in circolo l’amore e partecipa alla campagna ecosolidale pet – friendly: “Pet Carpet: Un riciclo da Oscar”, con il patrocinio dell’Arma dei Carabinieri, della Fnovi e in collaborazione con la Polizia di Stato. L’iniziativa, giunta alla sua IV edizione e attiva dal 1 dicembre 2025 al 10 gennaio 2026, sar presentata con uno spettacolo speciale, ricco di momenti musicali, proiezioni, testimonianze, il 29 novembre 2025 presso il Circolo Canottieri Roma (Lungotevere Flaminio) alle ore 17.30, con ingresso gratuito e sotto la regia dell’attore Vittorio Rombol. Riciclare e riusare gli accessori pet permette di trasformare il superfluo in essenziale, ridurre gli sprechi e moltiplicare l’amore. La campagna, ideata dall’associazione Pet Carpet e dalla sua fondatrice la giornalista Federica Rinaudo, si rende possibile grazie alle aziende amiche leader del settore come Giulius l’amico degli animali e la Monge, ma sostenuta anche da Automobile Club Roma, pronto a sottolineare il suo impegno nel ricordare, non solo nelle festivit natalizie ma sempre, che nei veicoli bambini e animali vanno sempre trasportati in sicurezza nel rispetto del Codice della Strada. Cosa donare? Trasportini, cucce, ciotole, giochi in buone condizioni e chi vuole pu acquistare anche cibo. Per i punti raccolta ci si pu recare presso: Il Circolo Canottieri Roma, gli store Giulius, mentre l’Automobile Club Roma mette a disposizione alcune sue delegazioni. Per info www.petcarptefestival.it o petcarpetfestival@gmail.com

Al Teatro Olimpico "Canto Libero" omaggio a Battisti e Mogol

Roma, 27 nov. (askanews) – Il 1°, il 2 e il 3 dicembre, alle ore 20.30, torna il grande tributo alle canzoni Di Battisti e Mogol, portato sul palco del Teatro Olimpico di Roma dal “Canto Libero”: non un semplice concerto ma di un grande spettacolo che ha debuttato nel 2015 con lo scopo di omaggiare il periodo d’oro della storica coppia Mogol/Battisti e che da 10 anni riempie i teatri, palazzetti e piazze facendo registrare numeri da capogiro e continui sold out.

Sul palco un ensemble di musicisti affiatati e già rodati nel corso di lunghe carriere che portano avanti questo progetto con grande determinazione e ispirazione, ma soprattutto con grande divertimento. Lo show che viene proposto va ben oltre alla semplice esecuzione di cover dei grandi classici del repertorio, ma rilegge i brani originali mantenendo una certa aderenza e cercando di non risultare mera copia, inserendo la propria personalità e sensibilità musicale e facendo emergere tutta l’anima blues e rock che Lucio Battisti aveva molto forte dentro di sé.

Dopo aver riempito piazze e teatri in giro per l’Italia e all’estero, un grande riconoscimento del loro valore artistico arriva a fine 2015 con uno spettacolo sold out al Teatro Rossetti di Trieste che vede anche la partecipazione straordinaria di Mogol in persona, che dà la benedizione ufficiale al Canto Libero. L’esperienza si ripete ad aprile 2017, quando Mogol torna sul palco con la band nella data udinese per l’ennesimo sold out al Giovanni da Udine. Nel settembre 2018 Mogol è di nuovo con Canto Libero al Teatro Romano di Verona per il concerto del ventennale dalla scomparsa di Lucio. In quell’occasione non ha paura di esagerare dichiarando che la band la prossima volta dovrebbe suonare all’Arena!

“Mogol dopo un concerto ci ha detto: avete suonato esattamente come avrebbe voluto Battisti – racconta il frontman di Canto Libero -. È stato uno dei più bei complimenti. Ha apprezzato gli arrangiamenti, ha capito che abbiamo lavorato tanto e siamo riusciti a tirare fuori tutta la musica che Lucio aveva dentro: il blues, il rock, il soul”.

Uno spettacolo con alle spalle già diversi tour in teatri di prestigio come il Del Monaco di Treviso, Il Dal Verme di Milano, il Celebrazioni di Bologna, il Filarmonico di Verona, Il Ponchielli di Cremona, il Toniolo di Mestre, il Nuovo di Ferrara, il Nuovo di Torino, il Politeama Genovese, il Goldoni di Livorno e tanti altri, registrando quasi sempre il sold out come accaduto anche al Teatro Romano di Ostia antica nel 2020 – in occasione del festival Anthology – e lo scorso anno, proprio al Teatro Olimpico.

“Annunciare le date teatrali – dichiara la band – è per noi sempre una grande emozione e gioia, perché pur avendo alle spalle più di qualche tour, quando saliamo sul palco e vi troviamo di fronte a noi c’è sempre qualcosa di magico… inoltre siamo felicissimi di poter arrivare in posti per noi nuovi, dove siamo sicuri che l’amore per Lucio sarà fortissimo come in tutte le altre città che finora abbiamo toccato in tutti questi anni!”.

Il tour è prodotto dalla Good Vibrations Entertainment e le date di Roma al Teatro Olimpico sono in co-produzione con Menti Associate. Canto Libero nasce da Fabio “Red” Rosso “L’idea era partita da me – commenta il cantante – avevo il desiderio di omaggiare il più grande artista della musica italiana. Canto Libero non è una mera copia dell’originale, non ci sono travestimenti per emulare e il pubblico apprezza”, con la direzione musicale di Giovanni Vianelli. La band propone uno spettacolo che omaggia sì Battisti e Mogol, ma che va ben oltre alla semplice esecuzione di cover dei brani dei classici del repertorio dei due: Canto Libero, infatti, rilegge gli originali mantenendo una certa aderenza ma cercando di non risultare semplice copia, mettendoci la propria personalità e sensibilità musicale e facendo emergere anche tutta l’anima blues e rock che Battisti aveva.

Spiega il frontman della band: “Dopo aver studiato molto la sua musica, Battisti mi ha sorpreso ancor di più. Secondo me, è stato il più grande artista che abbia mai attraversato il panorama musicale italiano, per quantità e qualità di brani. “Un genio della melodia” come l’ha definito David Bowie. E poi, io amo anche la sua voce. Quando sono sul palco, ho grande rispetto per quel che faccio, intendo nei suoi confronti, e spero sempre di farlo al meglio. Di certo ci metto tutto me stesso. E spero di trasmetterlo al pubblico. È uno spettacolo studiato nei minimi dettagli, nulla è lasciato al caso, arrangiamenti curatissimi, dinamiche e scenografie. Insomma, ci abbiamo messo il cuore”.

Giovanni Vianelli aggiunge: “Da parte mia non c’è nessuna intenzione di rendere “attuale” il sound delle canzoni di Lucio Battisti. Noi cerchiamo solo il sound giusto nei limiti delle nostre possibilità, e non lo facciamo in modo attuale, ma in modo volutamente classico: non usiamo click se non come riferimento iniziale, nessuna sequenza, ci sincronizziamo spontaneamente con i filmati, suoniamo con la strumentazione del buon vecchio rock, saliamo in dieci sul palco fregandocene delle attuali esigenze del mercato. Queste sono cose che il nostro pubblico apprezza, e io sono totalmente d’accordo con loro! Ogni grande band apprende dalle altre ma deve andare alla ricerca del proprio sound, altrimenti non sarà che una brutta copia, è inevitabile. Nella nostra band ogni musicista ha il suo stile ed è amato per il suo stile. Io mi preoccupo di incanalarlo nella canzone”.

Pnrr, Meloni: ok a revisione conferma nostro lavoro solido e credibile

Roma, 27 nov. (askanews) – “L’approvazione definitiva da parte del Consiglio europeo della revisione del PNRR italiano conferma ancora una volta il lavoro solido e credibile del Governo nell’attuazione del Piano. La revisione mantiene invariata la dotazione finanziaria di 194,4 miliardi di euro, sottolineando l’impegno a proseguire con concretezza le riforme e gli investimenti strategici. Questo risultato rafforza la posizione dell’Italia in Europa e dimostra come l’Italia sappia tradurre le ambizioni in risultati concreti, garantendo il pieno utilizzo delle risorse europee a beneficio dei cittadini e dell’economia”. Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo l’approvazione definitiva della revisione del PNRR italiano, predisposta in linea con gli indirizzi della Commissione contenuti nella Comunicazione del 4 giugno 2025 ‘NextGenEU: the road to 2026’, che invita gli Stati membri ad aggiornare i propri Piani in vista della scadenza del 31 agosto 2026 per il conseguimento di tutti gli obiettivi e traguardi previsti.

Mps-Mediobanca, indagati Caltagirone, Milleri e Lovaglio

Milano, 27 nov. (askanews) – L’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, il numero uno di Delfin, Francesco Milleri, e l’AD di Mps, Luigi Lovaglio, sarebbero indagati dalla Procura di Milano per le ipotesi di reato di “aggiotaggio” e di “ostacolo alle Autorità di vigilanza” per aver – secondo gli inquirenti – concordato l’Ops con la quale il Monte ha conquistato il controllo di Mediobanca. Lo scrive il Corriere della Sera nell’edizione online.

Anche il gruppo Caltagirone e la holding della famiglia Del Vecchio, come persone giuridiche, sarebbero indagate sulla responsabilità amministrativa degli enti per reati commessi dai vertici nell’interesse aziendale. L’accordo (non dichiarato al mercato in violazione delle regole) per la scalata a Mediobanca, scrive il Corriere.it, sarebbe stato celato anche ai controllori Consob, Bce e Ivass, e avrebbe comportato il coordinamento, oltre che degli acquisti nel 2024 di una quota di azioni Mps cedute a fine 2024 dal Mef, anche degli acquisti di azioni di Mediobanca, fino a violare l’obbligo normativo di lanciare sull’istituto una Opa, una volta raggiunta e superata congiuntamente la quota del 25% di Piazzetta Cuccia.

ARSIAL, a Farfa l’undicesima tappa de ‘Le vie del Giubileo’

Roma, 27 set. (askanews) – Si svolta a Farfa l’undicesima tappa del progetto ‘Le Vie del Giubileo’, promosso dalla Regione Lazio e curato da ARSIAL (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio). L’evento ha rappresentato l’opportunit per riscoprire, nella fase conclusiva dell’anno giubilare, uno dei borghi pi suggestivi del territorio laziale fortemente radicato nella tradizione cristiana.

Eleonora Berni, Consigliere Regione Lazio, ha dichiarato: “Il Giubileo un percorso spirituale, ma anche fisico nei territori. Attraverso l’idea di rappresentare al meglio la tradizione cattolica, si pensato di far attraversare i territori anche tramite i sapori che caratterizzano i nostri luoghi. La Regione Lazio, anche tramite l’ARSIAL, sta facendo uno sforzo economico ed organizzativo per dare l’occasione a tutte le aziende sul territorio di crescere supportandole anche sotto il punto di vista tecnico”.

La tappa de ‘Le Vie del Giubileo’ svoltasi a Farfa ha dunque condotto la comunit locale, i visitatori ed i turisti presenti in un percorso fatto di spiritualit, ma anche di sapori locali che sono stati valorizzati all’interno della mostra-mercato agroalimentare della Sabina che ha riunito produttori locali della filiera laziale.

"Sentire" è il nuovo singolo di Venerus con Angelina Mango

Roma, 27 nov. (askanews) – “Sentire” è il nuovo singolo di Venerus, in collaborazione con Angelina Mango, in uscita venerdì 28 novembre su tutte le piattaforme digitali per Emi Records / Universal Music Italia.

Una traccia sospesa e delicata, che si inserisce nel mosaico sonoro del nuovo album “Speriamo”, ampliandone l’immaginario e unendo due tra le penne più innovative ed emotive della scena italiana contemporanea.

Con “Sentire”, Venerus torna ad abitare quello spazio fragile in cui la musica diventa domanda, apertura, movimento interiore. Il brano racchiude molte delle riflessioni che attraversano “Speriamo”, un disco nato dopo due anni e mezzo di ricerche, tentativi, trasformazioni, mesi in cui versi scomposti venivano costantemente rimessi al loro posto per trovare una nuova forma.

Nel dialogo tra Venerus e Angelina Mango, “Sentire” diventa un piccolo rito condiviso: una meditazione a due voci, un’intuizione che ritorna, un filo invisibile che lega chi ascolta al centro emotivo del nuovo viaggio musicale di Venerus.

“Con Angelina, Filippo Cimatti e Cleopatria abbiamo scritto questa canzone che parla dell’esperienza più primitiva dell’essere umano: la sensazione di vuoto di fronte all’esistenza. “Sentire” nasce dal silenzio: dall’ascolto del fruscio del tempo che scorre sotto i piedi, da quella sensazione di trovarsi su un tappeto che ci trascina avanti mentre tutto cambia. La storia procede, forse si ripete, e le domande sembrano moltiplicarsi senza trovare risposte. La solitudine cresce insieme all’universo. E noi siamo ancora qui, in bilico, di fronte all’enigma dell’esistenza”, afferma Venerus.

La traccia fa parte di “Speriamo”, il nuovo album di Venerus, pubblicato venerdì 7 novembre 2025 che prende il titolo da una parola semplice e potentissima, l’espressione che meglio racconta il tempo in cui viviamo: basta ascoltare le conversazioni per strada, la voce dei commentatori in radio o il linguaggio quotidiano per riconoscere dentro a questo termine un profondo desiderio collettivo di fiducia e abbandono al destino. Il progetto nasce il giorno dopo la consegna de Il Segreto e si conclude appena poche settimane fa, al termine di un percorso che ha attraversato paesaggi emotivi e creativi diversi, tenuti insieme dal metodo del produttore e co-compositore Filippo Cimatti, dalla sensibilità lirica e artistica di Andrea Cleopatria, che ha scritto parte dei testi e realizzato il quadro a olio della copertina e da una profonda fede nella musica e nell’arte.

Speriamo è un disco che ha vissuto innumerevoli trasformazioni prima di trovare la sua forma definitiva. Figlio delle esperienze passate ma proiettato verso nuove profondità, rappresenta per Venerus la volontà di spingersi oltre i confini di genere, scalando tutte le sfumature della propria identità artistica.

Mancano pochi giorni al debutto di “Speriamo – Lo Spettacolo”, un evento teatrale che porta sul palco il mondo del nuovo album Speriamo. Non un concerto tradizionale ma un’esperienza immersiva che unisce musica, narrazione e performance per raccontare il processo creativo e l’anima del disco, invitando il pubblico ad andare oltre le parole e i suoni.

Lo spettacolo farà tappa in sei città italiane:

27 novembre – Lumiere, Pisa; 29 novembre – Auditorium San Fedele, Milano; 30 novembre – Teatro Bolivar, Napoli; 01 dicembre – Angelo Mai, Roma; 04 dicembre – Teatro San Marco, Trento; 05 dicembre – Teatro Verdi, Genova.

Ucraina, Putin: la delegazione Usa è attesa a Mosca la prossima settimana

Roma, 27 nov. (askanews) – La delegazione americana incaricata di discutere il piano di pace per l’Ucraina arriverà a Mosca la prossima settimana. Lo ha dichiarato oggi il presidente russo, Vladimir Putin, sottolineando che “deve essere discusso ogni punto del piano americano”. Stando a quanto riportato dalle agenzie di stampa russe, Putin ha ribadito oggi che il piano Usa “può fungere da base per accordi futuri” e che la “Russia è pronta per negoziati seri sul piano Usa per una risoluzione in Ucraina”.

Festival Italy On Screen, New York celebra il meglio del cinema italiano

Roma, 29 nov. (askanews) – Italy On Screen Today New York festeggia dieci anni di rassegna cinematografica e lo fa aprendo questa edizione speciale con l’ultimo capolavoro del premio Oscar Paolo Sorrentino: La Grazia. Presentato al Robin Williams Theater della SAG-AFTRA Foundation e accompagnato dalla straordinaria presenza di Toni Servillo, il film, vincitore del Premio Pasinetti assegnato dai giornalisti cinematografici italiani come miglior film italiano all’ultima Mostra D’Arte cinematografica di Venezia, ha inaugurato la serie di eventi dedicata alla Campagna per gli Academy Awards. Sotto la direzione artistica di Loredana Commonara, il progetto promuove il cinema italiano contemporaneo, consolidando l’esperienza maturata negli anni nel supporto alle Campagne Oscar, con proiezioni dedicate ai membri dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences (AMPAS), ai Golden Globe Voters e a un pubblico selezionato.

La serie di appuntamenti per promuovere e supportare la candidatura agli Academy Awards prosegue con altre due eccellenze italiane. Familia, opera seconda del talentuoso regista Francesco Costabile, candidato nella categoria International Feature Film. La proiezione avverrà presso il Bryant Park Hotel. Il giorno successivo al Quad Cinema sarà la volta di Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi, il film insignito del Premio Speciale della Giuria al Festival del cinema di Venezia 2025 e in corsa nella categoria Documentary Feature. Entrambi i film saranno seguiti da sessioni di Q&A con i registi Francesco Costabile e Gianfranco Rosi.

Due successi italiani seguiti da altri due grandi eventi che arricchiranno il programma della rassegna cinematografica (5-9 dicembre): Tre Ciotole, il film diretto da Isabel Coixet e tratto dall’omonimo romanzo di Michela Murgia, che sta registrando in Italia uno clamoroso successo. La proiezione si terrà al Film at Lincoln Center e sarà seguita da una conversazione con la regista Coixet, con l’attrice Sarita Choudhury, con il Curatore dell’eredità di Michela Murgia Alessandro Giammei della Yale University e il docente universitario Stefano Albertini della New York University.

Il Festival presenterà inoltre altri titoli attesi, tra cui Le assaggiatrici di Silvio Soldini, e si conferma il primo e l’unico festival a New York a includere le serie TV nella propria programmazione. Tra i titoli in arrivo, L’arte della gioia di Valeria Golino e Il Conte di Montecristo di Billie August, due produzioni che stanno attirando l’attenzione internazionale. A completare il programma della decima edizione, un appuntamento di grande valore artistico e civile: la celebrazione dei 25 anni de I cento passi di Marco Tullio Giordana,film che ha segnato in modo indelebile il panorama del cinema italiano e la coscienza civile di più generazioni. Un momento iconico sarà l’incontro al termine della proiezione presso la Casa italiana Zerilli Marimò della New York University, con l’attore Luigi Lo Cascio che offrirà al pubblico newyorchese l’opportunità di condividere questo importante anniversario, celebrando l’eredità dell’opera e la sua intensa e indimenticabile interpretazione nel ruolo di Peppino Impastato.

“Celebrare dieci anni di Italy On Screen Today a New York con una selezione così ricca e autorevole è per noi motivo di grande orgoglio. Questa edizione speciale riunisce alcuni dei talenti più significativi del cinema italiano contemporaneo, confermando il nostro impegno nel promuovere opere di valore presso i membri dell’Academy e il pubblico internazionale. Continuiamo a credere nel potere del cinema come strumento culturale capace di raccontare, emozionare e creare ponti duraturi tra l’Italia e gli Stati Uniti”, dichiara Loredana Commonara.

Italy on Screen Today New York – Film & TV Series Fest è reso possibile grazie al contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, con il supporto del Consolato Generale d’Italia a New York, della Casa Italiana Zerilli Marimò – New York University, con il Patrocinio dell’ Istituto italiano di Cultura a New York.