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Dazi, Draghi: ordine multilaterale minato, difficilmente reversibile

Coimbra, 14 mag. (askanews) – “L’ampio ricorso ad azioni unilaterali per risolvere le controversie commerciali e la definitiva esclusione dell’WTO hanno minato l’ordine multilaterale in modo difficilmente reversibile”. Lo ha detto l’ex premier Mario Draghi intervenendo al summit Cotec sulle prospettive dell’Unione europea alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

E’ un “periodo di profondi cambiamenti nel commercio e nelle relazioni internazionali – ha osservato -. Questi cambiamenti sono in atto da diversi anni e la situazione stava peggiorando anche prima dei recenti sconvolgimenti tariffari. Finora, la frammentazione politica interna e la crescita lenta hanno ostacolato una risposta europea efficace. Ma gli eventi recenti rappresentano un punto di rottura”.

Gaza,Avs denuncia: Polizia fa rimuovere bandiera Palestina a passaggio Giro Italia

Roma, 14 mag. (askanews) – “Siamo in tanti e tante, di fronte alla tragedia di Gaza, a sentire il bisogno morale di fare qualcosa. Ognuno fa quel che può per esprimere il proprio sdegno e manifestare la propria solidarietà. Ieri da Putignano, in provincia di Bari, ieri è passato il Giro d’Italia. Un’occasione per far inquadrare alle telecamere della Rai simboli e messaggi a cui teniamo. Ieri Sofia ha esposto dal balcone di casa una bandiera della Palestina, in solidarietà con le sofferenze patite dal popolo palestinese, massacrato dal governo di estrema destra di Benjamin Netanyahu. Sofia e la sua famiglia si sono visti suonare alla porta un funzionario della Polizia, che ha chiesto loro di rimuovere la bandiera prima del passaggio della Carovana rosa.Un episodio inquietante e di enorme gravità, su cui presenteremo un’interrogazione parlamentare”. Lo denuncia la deputata Avs Elisabetta Piccolottui.

“Non è la prima volta: il 25 aprile ad Ascoli – prosegue la parlamentare rossoverde eletta in Puglia – uno striscione antifascista era stato fatto rimuovere alla fornaia che lo aveva esposto e questo episodio aveva fatto parlare non poco. Ci risiamo dunque: è possibile che in questo Paese non sia più consentito esporre una bandiera dal balcone se non è gradita al Governo? he la svolta autoritaria fosse arrivata, lo avevamo capito dal Decreto Sicurezza. Che fossimo già a questo punto, non lo avremmo creduto neanche noi”.

“Un clima – conclude Piccolotti- che fa diventare eroici anche gesti normali come quelli di Sofia e della sua famiglia che ringraziamo per aver esposto la bandiera e aver acconsentito a rendere pubblica questa storia allucinante. La speranza per il futuro sono loro”.

Papa, incontro con Sinner. "Vuole gocare?", "Qui meglio di no"

Città del Vaticano, 14 mag. (askanews) – Incontro e scambio di battute nel corso dell’incontro stamane in Vaticano tra Jannik Sinner, accompagnato dai genitori e dal suo entourage e Papa Leone XIV. Sinner, tra l’altro ha chiesto al Papa con una battuta se volesse giocare un po’, dopo avergli regalato la sua recchetta, una pallina da tennis e la sua tessera della Federazione italiana tennis. Tra le risate dei presenti Papa Prevost, guardando al bell’arredamento della stanza, dientro all’Aula Nervi, dove è avvenuto l’incontro” ha risposto prontamente: “Qui è meglio di no…”.

Poi il pontefice ha chiesto al tennista: “Ieri sera ha vinto…” e poi: “A Roma come si vede?”. Sinner ha, quindi risposto: “All’inizio del torneo era un po’ difficile ma ora con tre vittorie siamo in gioco…”.

Papa, incontro con Sinner. "Vuole gocare?", "Qui meglio di no"

Città del Vaticano, 14 mag. (askanews) – Incontro e scambio di battute nel corso dell’incontro stamane in Vaticano tra Jannik Sinner, accompagnato dai genitori e dal suo entourage e Papa Leone XIV. Sinner, tra l’altro ha chiesto al Papa con una battuta se volesse giocare un po’, dopo avergli regalato la sua recchetta, una pallina da tennis e la sua tessera della Federazione italiana tennis. Tra le risate dei presenti Papa Prevost, guardando al bell’arredamento della stanza, dientro all’Aula Nervi, dove è avvenuto l’incontro” ha risposto prontamente: “Qui è meglio di no…”.

Poi il pontefice ha chiesto al tennista: “Ieri sera ha vinto…” e poi: “A Roma come si vede?”. Sinner ha, quindi risposto: “All’inizio del torneo era un po’ difficile ma ora con tre vittorie siamo in gioco…”.

24esima Triennale, dal PoliMI progetto su discriminazioni di genere

Milano, 14 mag. (askanews) – “In questa installazione abbiamo voluto raccontare come l’intelligenza artificiale possa essere uno strumento di discriminazione oppure possa offrire la possibilit di un utilizzo responsabile ed etico e quindi l’obiettivo era mostrare in questo caso come si possa utilizzare l’intelligenza artificiale sia a favore che contro la parit di genere, o comunque discriminando in questo caso il genere femminile”. Cos la rettrice dl Politecnico di Milano, Donatella Sciuto, ha presentato ad askanews il progetto che l’ateneo ha presentato alla 24esima Triennale internazionale: “Not for Her – L’intelligenza artificiale che svela l’invisibile”.

L’esperienza si articola in due momenti complementari: un trittico multimediale che stimola una riflessione collettiva sulle discriminazioni di genere e un’installazione interattiva che sfida le nostre convinzioni pi radicate, con un vero e proprio colloquio di lavoro tenuto da entit digitali che mostrano molti aspetti delle discriminazioni di genere. Ogni dettaglio progettato per stimolare il pensiero critico, la creativit e la consapevolezza individuale. Tenendo presente che l’intelligenza artificiale non un dogma n una minaccia, ma uno strumento da adottare con consapevolezza a supporto del cambiamento.

“Abbiamo voluto far vedere questi problemi per far s che la gente capisca che esistono e che bisogna riconoscerli per poterli poi superare”.

In Sardegna nasce “AI Archeo-Hub”

Roma, 14 mag. – Le tecnologie di intelligenza artificiale al servizio del patrimonio nuragico, con nuovi modelli per la classificazione automatica dei manufatti, ricostruzioni virtuali dettagliate di strutture architettoniche e predizioni di nuovi siti archeologici ancora da scoprire. Anche la catalogazione dei siti nuragici esistenti si potr avvalere di classificazione automatiche basate su telerilevamento e “machine learning”.

Il primo Polo internazionale dell’intelligenza artificiale in archeologia, AI Archeo-HUB, un innovativo centro internazionale dedicato all’applicazione dell’intelligenza artificiale nell’archeologia digitale, trova casa in Sardegna, regione che con i suoi 8mila nuraghi, uno ogni 3 km quadrati, rappresenta un unicum a livello mondiale.

La collaborazione internazionale promossa dal progetto punta a diffondere i risultati scientifici al grande pubblico e a rafforzare il turismo culturale, con significative ricadute positive per l’economia locale. Una nuova e inedita conoscenza del territorio porta infatti non solo curiosit culturale ma nuove prospettive economiche e di investimento fra musei, siti, percorsi e valorizzazione del paesaggio.

In collaborazione con La Sardegna verso l’Unesco

For a Smile Onlus e il progetto umanitario”BASTA UNA ZAMPA”

Roma, 14 mag. – In questi ultimi 8 anni For a Smile Onlus ETS con la Dog-Pet Therapy ha donato il progetto “Basta Una Zampa” incontrando pi di 62.000 Bambini e Ragazzi in 10 eccellenze Ospedaliere Pediatriche, nei Pronto Soccorsi e nelle Scuole. Il progetto di Dog-Pet Therapy partito negli Ospedali Pediatrici nel 2017 per portare un sorriso ai Bambini ricoverati ,in cura, e con disabilit psicofisiche (anche gravi). Un sostegno prezioso quello della Dog-Pet Therapy, in un momento delicato, durante il quale si genera spesso uno stato di forte insicurezza e ansia, per il Bambino e la sua Famiglia.

La ricerca scientifica all’Universit Dental School – Ospedale di Torino in Odontoiatria Pediatrica sui benefici della Dog-Pet Therapy . For a Smile Onlus con il progetto “Basta Una Zampa” tre volte al mese portai cani accompagnati dai loro Coadiutori Professionisti Certificati IAA ad incontrare i Bambini e i Ragazzi nella sala d’attesa accompagnandoli alla poltrona del dentista. Un’attivit fortemente voluta dalla Dental School, nella gestione della seduta di odontoiatria, per i piccoli pazienti affetti da problemi psico-fisici e disabilit, anche gravi.

Prof. Nicola Scotti, Direttore Responsabile della Dental School: “La paura del dentista tocca molto i bambini, soprattutto se disabili, e la Dog Therapy pu essere un modo per portare al piccolo paziente una serenit pre-trattamento necessaria per effettuare le terapie. Come centro universitario ed ospedaliero di eccellenza stiamo portando avanti studi clinici, con risultati preliminari molto interessanti, che valutano quanto la Dog Therapy impatti significativamente sulla sfera emotica del paziente pediatrico. Presso la Dental School attivo da 8 anni il supporto della dog-therapy di For a Smile Onlus nel trattamento odontoiatrico di pazienti pediatrici con fragilit. Il riscontro clinico decisamente positivo, facilitando l’approccio del paziente a sottoporsi ad alcune terapie. Tuttavia, essendo la Dental School un Centro di Ricerca oltre che un Polo Clinico, in fase di attivazione uno studio clinico caso-controllo che mira a valutare i livelli di cortisolo e di alcune proteine specifiche dello stress nella saliva di pazienti pediatrici con e senza disabilit che non hanno usufruito della dog-pet therapy versus pazienti che ne hanno avuto il beneficio prima di essere sottoposti a cure odontoiatriche. La riduzione di questi indicatori dello stress in pazienti che sono stati preparati prima alle cure odontoiatriche con la dog-pet therapy ne proverebbero scientificamente i benefici.

Prof. Giovanni Berta Universit di Torino Dipartimento di Scienze Cliniche eBiologiche: “I principali marcatori nelle salive sono il cortisolo e l’alfa amilasi che sono direttamente correlabili con il livello di stress del paziente . Per entrambi questi marcatori, abbiamo registrato una netta riduzione nel gruppo di pazienti che svolgono l’attivit con i cani prima della seduta odontoiatrica.”

Lo scopo di questo studio di dimostrare l’efficacia delle Attivit Assistite con Animali sulla compliance e sul miglioramento delle manovre di igiene orale in pazienti diversamente abili odontoiatrici. In seguito all’elaborazione dei dati dello studio, si sta constatando come gli interventi di motivazione ed istruzione all’igiene orale siano pi efficaci quando affiancati dalle Attivit Assistite con Animali. Il 90% pensa che l’ Attivit IAA abbia in qualche modo contribuito al corretto svolgimento delle prestazioni. L’animale costituisce una sorta di svago per il paziente, che viene cos distratto dall’ambiente circostante e si focalizza su di lui. Il pet si pone quindi come ponte tra l’operatore e il paziente, favorendo la comunicazione e agevolando lo svolgimento della seduta odontoiatrica. Per il 70% questa esperienza risultata efficace, in quanto ha contribuito a migliorare la collaborazione del paziente in poltrona. Il 70% degli intervistati pensa che le I.A.A. svolte in Dental School possano portare, almeno in parte, benefici al paziente.

Il progetto nazionale “Basta una Zampa” di Dog-Pet Therapy partito nel 2017 prima negli ospedali e successivamente nelle scuole, donando gli incontri con i nostri amici a 4 zampe a pi di 62.000 bambini raggiungendo 2 goals relativi all’Agenda 2030 dalle Nazioni Unite.

L’obiettivo del progetto di For a Smile Onlus ETS punta al miglioramento della qualit della vita e all’incremento del benessere dei bambini, attivando e sostenendo le loro risorse di crescita e progettualit individuale. Attraverso l’interazione sociale con un animale formato appositamente, i percorsi di Dog-Pet Therapy puntano al miglioramento dell’esperienza sotto diversi punti di vista.

Ludovica Vanni, Presidente e Socio fondatore di For a Smile Onlus ETS:

“I benefici della Dog-Pet Therapy sono evidenti, sia per i bambini che per le loro famiglie, che grazie alle attivit proposte dai coadiutori I.A.A. possono vivere momenti di leggerezza e di stacco, permettendo allo staf medico-ospedaliero di operare in una situazione di minore tensione. L’attivit con i cagnolini, infatti, regala ai bambini senso di protezione in una fase dominata dall’incertezza, distoglie l’attenzione dall’ambiente ospedaliero, rafforza la complicit, aumenta la fiducia verso gli operatori sanitari, aiuta ad elaborare un linguaggio verbale e non verbale nella comunicazione e costituisce una indiscutibile valvola di sfogo nell’attesa. un grande onore per noi prendere parte alla ricerca proposta dalla Dental School, per dimostrare i benefici della compagnia dei cani per i pazienti. Accade sempre qualcosa di speciale quando un bambino incontra un amico a quattro zampe: l For a Smile Onlus ETS c’ con il suo Sorriso”.

For a Smile Onlus ETS nei suoi anni di attivit ha collaborato, donando, con alcune tra le pi rilevanti eccellenze Ospedaliere Pediatriche italiane.

In collaborazione con For a Smile Onlus ETS

Trappole del noleggio auto: arriva il manuale per turisti

Roma, 14 Mag. – In un contesto in cui le truffe legate al noleggio auto sono all’ordine del giorno, l’iniziativa di Autonoleggio D’Urso si presenta come un faro di speranza per i turisti. Con un danno stimato di quasi 700 milioni di euro per le truffe nell’assicurazione Rc auto e moto in Italia, e oltre 2,3 milioni di italiani vittime di truffe in questo settore, la necessit di una guida affidabile pi che mai evidente. Rosario Zuccaro, figura di spicco dietro questa iniziativa, ha dichiarato: “Abbiamo scritto due libri, uno dei quali una guida antitruffa per gli autonoleggi, per aiutare i turisti a non cadere nelle trappole comuni”. Questo manuale non si limita a fornire consigli generici, ma si propone come un vero e proprio strumento di difesa per chiunque voglia noleggiare un’auto senza incorrere in spiacevoli sorprese.

“Il nostro obiettivo educare i clienti su cosa firmare e con chi firmare”, continua Zuccaro, sottolineando l’importanza di comprendere a fondo i contratti di noleggio. Le truffe nel settore del noleggio auto non sono una novit. Tra il 2014 e il 2016, oltre 23.000 persone sono state coinvolte in una truffa piramidale legata all’autonoleggio, nota come il caso Dexcar in cui l’ Autorit Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha condannato l’ azienda tedesca attiva nel settore di noleggio di autoveicoli, ad una sanzione di Euro 400.000 per pratiche commerciali scorrette.

Inoltre, un’indagine recente ha portato ad indagare su altre 14 persone e al sequestro di beni per un valore di 500.000 euro.

Zuccaro spiega che uno dei problemi principali la preautorizzazione della carta di credito, che spesso nasconde costi aggiuntivi non dichiarati. “Se ti preautorizzano la carta, il tuo primo alert dovrebbe essere che qualcosa non va”, afferma. La guida di Autonoleggio D’Urso offre consigli pratici su come evitare queste trappole, come verificare l’affidabilit del noleggiatore e leggere attentamente le recensioni.

L’impatto positivo di questa iniziativa sulla societ significativo. Non solo aiuta i turisti a risparmiare denaro, ma contribuisce anche a migliorare la reputazione del settore del noleggio auto, spesso macchiata da pratiche poco trasparenti. “Abbiamo creato un contratto semplice, senza sorprese, per garantire una vacanza serena ai nostri clienti”, aggiunge Zuccaro.

Guardando al futuro, l’espansione di Autonoleggio D’Urso in altre citt italiane potrebbe portare a un aumento delle opportunit lavorative nel settore. “Stiamo lavorando per espanderci e portare il nostro modello di trasparenza in tutta Italia”, conclude Zuccaro. Con l’aumento della consapevolezza tra i consumatori e l’adozione di pratiche pi etiche, il mercato del noleggio auto potrebbe vedere una trasformazione positiva nei prossimi anni.

Governo, Conte: Meloni ponte Usa-Ue? No, fra Tajani e Salvini

Roma, 14 mag. (askanews) – Giorgia Meloni “ha la sindrome di Calimero, si deve legittimare e si genuflette dappertutto”: lo ha detto il presidente del M5S, Giuseppe Conte, nel corso di una conferenza stampa nella sede del Movimento. Rispondendo a una domanda sulle parole attribuite su alcuni organi di stampa al vicepremier Antonio Tajani a proposito della necessità di “più coraggio” da parte del Governo, Conte ha commentato: “Meloni che doveva essere il ponte tra stati Uniti e Unione europea è ridotta invece a fare da ponte tra Tajani e Salvini”.

Secondo Conte “si è tentato di ricostruire l’immagine della premier sul piano internazionale, vista la situazione interna, ma è solo un modo per montare la panna. Se non hai idee chiare, se poi balbetti, non tocchi palla a livello internazionale. Meloni non va a Londra, non va a Kiev, rimaniamo fuori da tutto”.

“Smetti di grattare via il tuo futuro, torna a vivere”

Roma, 14 mag. (askanews) – L’Associazione Nazionale Educatori Professionali (ANEP) presenta la nuova campagna di sensibilizzazione “Smetti di grattare via il tuo futuro, torna a vivere”, per portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni una delle forme pi insidiose e sottovalutate di dipendenza da gioco: quella da Gratta e Vinci, seconda solo al gioco d’azzardo online per crescita negli ultimi anni.

Secondo i dati disponibili, la spesa degli italiani in Gratta e Vinci e in gioco online triplicata tra il 2019 e il 2022. Una crescita esponenziale che evidenzia quanto queste modalit di gioco stiano diventando pervasive, normalizzate e pericolosamente accessibili, oltre che difficili da identificare. Il gioco del Gratta e Vinci rappresenta oggi una vera emergenza sociale, non solo per la sua capacit di creare dipendenza, ma soprattutto per il contesto in cui si diffonde: ovunque, a ogni ora, senza alcun filtro o barriera. A differenza dei casin o delle sale scommesse – dove sono previste restrizioni come distanze da luoghi sensibili e orari d’apertura, vi sono telecamere agli accessi, personale e limiti di spesa – chiunque pu acquistare un Gratta e Vinci in tabaccheria, al supermercato, in edicola o addirittura ai distributori automatici. Cos come il gioco online, disponibile 24 ore su 24 da qualsiasi dispositivo, con sistemi di auto-esclusione facilmente aggirabili.

Il pericolo nella facilit, nella solitudine e nella discrezione con cui si pu giocare, soprattutto da parte delle fasce pi fragili della popolazione: anziani, giovani, persone economicamente in difficolt. I Gratta e Vinci, in particolare, vengono percepiti come innocui, ma nascondono un meccanismo psicologico estremamente potente: premi piccoli e frequenti che inducono a riprovare subito, stimolando comportamenti compulsivi. Il tutto, accompagnato da grafiche accattivanti, nomi che promettono fortuna e messaggi che alimentano l’illusione della vincita facile.

La campagna ANEP punta a sfatare il mito del gioco “innocente”, mettendo in evidenza come la dipendenza possa nascere da gesti quotidiani e apparentemente banali. I dati e l’esperienza degli educatori e delle educatrici professionali che lavorano nelle equipe multidisciplinari dei Servizi per le Dipendenze, dimostrano che sempre pi persone sviluppano forme gravi di dipendenza da gioco e in crescita quella da Gratta e Vinci, arrivando a spendere somme importanti in modo incontrollato, spesso senza che familiari e amici se ne accorgano.

A rendere tutto pi pericoloso l’assenza di una regolamentazione adeguata. Mentre lo Stato introduce restrizioni su altri tipi di gioco, Gratta e Vinci e piattaforme online rimangono ampiamente disponibili e scarsamente controllate, contribuendo a un paradosso inquietante: lo Stato guadagna dalle perdite dei cittadini, promuovendo l’azzardo e normalizzandolo.

Con “Smetti di grattare via il tuo futuro, torna a vivere”, ANEP vuole lanciare un messaggio forte: riconoscere il problema il primo passo per affrontarlo e tornare a una vita senza dipendenza. La campagna si rivolge a tutta la cittadinanza ma anche alle istituzioni, affinch si investa ancora di pi in educazione, prevenzione e regolamentazione, e si riconosca la figura dell’educatore professionale come risorsa chiave nei percorsi di contrasto, recupero e supporto. I Gratta e Vinci non sono un gioco da tavolo, ma gioco d’azzardo e seppur legali sono un pericolo reale e crescente. tempo di fermarsi, riflettere e agire tutti insieme.

In collaborazione con ANEP

I Boomdabash e Loredana Bertè tornano con "Una stupida scusa"

Milano, 14 mag. (askanews) – I Boomdabash e Loredana Bertè tornano con “Una stupida scusa”, il nuovo singolo in uscita su tutte le piattaforme digitali e in radio da venerdì 16 maggio via EMI Records Italy (Universal Music Italia). Una delle band più apprezzate nella scena contemporanea e la regina della musica italiana di nuovo insieme in un brano dal sapore squisitamente reggae che però viaggia quasi controcorrente rispetto al classico singolo estivo. Si tratta della seconda collaborazione della band salentina con Loredana dopo il successo del precedente singolo “Non ti dico no”, certificato doppio Disco di Platino e diventato il brano più trasmesso dalle radio nel 2018.

“Questo pezzo è un ritorno dei Boomdabash alle sonorità reggae che ci hanno da sempre caratterizzato. Mi piace definire questo singolo come una lover hit che racconta l’amore tra gli opposti, le diversità che si uniscono fino a fondersi in un’unica entità. È pervaso quasi di malinconia e catapulta l’ascoltatore non più su una spiaggia bruciata dal sole di agosto ma in una notte d’estate dove la luna si riflette sullo specchio del mare. Se si parla di Luna e di reggae non poteva esserci compagna di viaggio migliore di Loredana, con cui collaboriamo per la seconda volta.” – racconta Biggie.

“Nelle notti d’estate in cui Giove bacia Venere lasciatevi sedurre da questa canzone in cui la mia voce ritrova il sound dei miei amici Boomdabash e del mio amato reggae. Un mix ancora una volta vincente che si muove tra malinconia e desiderio, con un’immagine particolare e intensa della luna che balla riflessa sulle onde del mare” – racconta Loredana Bertè.

“Una stupida scusa” è un brano che non vuole solo far ballare, ma anche e soprattutto emozionare, arrivando al cuore degli ascoltatori.

Al Festival Internazionale del Cinema di Pompei Risi, Amelio, Ward

Roma, 14 mag. (askanews) – Pompei si prepara ad accogliere il suo primo Festival Internazionale del Cinema, in programma da martedì 3 a sabato 8 giugno, sotto la direzione artistica di Enrico Vanzina e la presidenza e produzione di Annarita Borelli. Un evento che nasce dalla volontà di portare nel cuore della storia un racconto nuovo del mondo, attraverso il linguaggio potente e democratico del cinema. Il Festival vuole celebrare le identità culturali globali nel luogo che più di ogni altro incarna la memoria e la rinascita: Pompei. Un appuntamento che unisce cinema, arti visive, turismo, moda e comunicazione in un progetto internazionale che affonda le radici nel territorio ma guarda al mondo.

Otto i lungometraggi in concorso, provenienti da quattro continenti; una selezione che affronta i grandi temi della contemporaneità – memoria, giustizia sociale, conflitto generazionale, emancipazione femminile – con linguaggi e sensibilità differenti: “Nawi: dear future me” (Kenya/Germania): un’intensa storia di emancipazione femminile, candidata all’Oscar per il Kenya; “Petites mains / Striking at the Palace” (Francia): lotte sindacali al femminile in un hotel di lusso, tra realismo e ironia; “In the Nguyen Kitchen” (Francia): commedia musicale che racconta le identità migranti attraverso il rapporto madre-figlia; “La vida es otra cosa” (Messico): un road movie poetico tra madre e figlio nei paesaggi dello Yucatán; “Let’s meet at Angie’s bar” (Giappone): una favola surreale e magica sull’identità e l’inclusione; “Confidente” (Turchia): un thriller potente, tutto al femminile, ambientato in un sexy-call center durante un terremoto; “Sally’s Memory” (Cina): una riflessione sulla perdita e il ricordo in tre momenti della stessa famiglia; “Da cosa nasce cosa” (Italia): una commedia identitaria che ironizza sulle diversità culturali tra Nord e Sud Italia.

Tredici i cortometraggi italiani in concorso che raccontano invece il Paese attraverso lo sguardo di autori emergenti: un omaggio alle radici locali e alle trasformazioni della società contemporanea. Accanto a queste opere, una selezione fuori concorso di film d’autore – come “Stabat Mater” di Nazareno Nicoletti – aggiunge profondità e pluralità all’offerta cinematografica.

Ogni giornata del Festival sarà arricchita da un incontro con grandi protagonisti del cinema italiano, in un ciclo esclusivo di “dialoghi d’autore” che porterà il pubblico dentro la macchina creativa del cinema: il 4 giugno: “Fortapàsc” con Marco Risi, per riflettere sul giornalismo e la memoria civile; il 5 giugno: “La vita è una cosa meravigliosa” con Enrico Vanzina, per esplorare la tradizione della commedia all’italiana; il 6 giugno: “Hammamet” con Gianni Amelio e il DOP Luan Amelio Ujkaj, per analizzare la politica come racconto visivo; il 7 giugno: “Fantozzi” con Neri Parenti, per scoprire la costruzione di un personaggio cult della comicità italiana.

Il Festival si propone anche come laboratorio di idee, grazie a quattro panel tematici che metteranno in relazione il cinema con altri ambiti della società: cinema e territorio: uno spazio per analizzare come il cinema possa essere strumento di narrazione identitaria per le comunità locali, in un dialogo tra pubblico, enti e produttori indipendenti; cinema e linguaggio: con la partecipazione di studiosi dell’Accademia della Crusca, linguisti e semiologi, per discutere l’evoluzione della lingua italiana attraverso il grande schermo; cinema e costume: un confronto sul rapporto tra cinema, moda e società, con la partecipazione di stilisti, critici e designer italiani; cinema e turismo: in collaborazione con enti ministeriali, istituzioni regionali e università, per riflettere sul ruolo delle produzioni audiovisive nella promozione territoriale e nel marketing culturale.

Le proiezioni e gli incontri si terranno presso il nuovo complesso MaxiMall Pompeii, situato nel comune di Torre Annunziata. Si tratta di una struttura all’avanguardia, recentemente inaugurata, che rappresenta il centro esperienziale più innovativo del Sud Italia. Il cuore dell’offerta culturale e cinematografica è il Nexus MaxiMall Entertainment, dotato di sei sale cinematografiche con le più avanzate tecnologie audiovisive e un auditorium da 364 posti.

Il gran finale dell’8 giugno si svolgerà in un luogo simbolico e suggestivo: il Teatro del Parco Archeologico di Pompei, cornice ideale per concludere il Festival nel segno della bellezza e della memoria. La serata sarà condotta da Sergio Assisi, affiancato dal direttore artistico Enrico Vanzina e dalla presidente del Festival Annarita Borelli, in un intreccio di cinema, parole e musica. Durante la cerimonia verranno premiate le opere vincitrici delle sezioni lungometraggi e cortometraggi, selezionate per la loro capacità di interpretare il tema dell’identità culturale in maniera originale e profonda. I Premi alla Carriera celebreranno figure emblematiche del panorama artistico italiano: andranno a Neri Parenti, maestro della commedia cinematografica, e Luca Ward, celebre attore e doppiatore dalla voce inconfondibile.

Ad arricchire la serata, performance musicali e artistiche: l’Orchestra della Banda dell’Esercito Italiano, il mezzosoprano Lucia Rubedo, mentre lo scultore Domenico Sepe, autore anche dei premi ispirati alla rinascita della memoria che saranno assegnati durante la serata, si esibirà in dialogo dal vivo con il violino di Marta Pignataro, unendo gesto, suono e materia in una forma unica di arte vivente.

Annarita Borelli, presidente e produttrice del Festival ha spiegato: “Questo Festival è nato da una visione: raccontare il mondo da Pompei, attraverso il cinema. Un progetto necessario, che vuole diventare punto di riferimento culturale, ma anche economico e sociale. Insieme ad Enrico Vanzina abbiamo costruito un programma che è specchio del presente e finestra sul futuro. Il nostro desiderio è che Pompei diventi, ancora una volta, un crocevia internazionale. Che il cinema riporti qui il mondo”.

Enrico Vanzina ha aggiunto: “Camminando a Pompei ho provato un’emozione sconvolgente. Questo Festival nasce dal bisogno di proteggere e valorizzare l’identità culturale in un mondo dove tutto tende all’omologazione. Il cinema è una delle ultime forme artistiche capaci di difendere la diversità e raccontare il mondo con punti di vista unici. È proprio attraverso film provenienti da ogni parte del Pianeta che vogliamo contrastare l’appiattimento culturale e stimolare una riflessione profonda sulla nostra epoca”.

Salvini: in maggioranza nessuno vuole infilare testa in cappio Mes

Roma, 14 mag. (askanews) – “Ho letto le dichiarazioni di Fdi e Forza Italia, nessuno ha intenzione infilare la testa nel cappio del Mes. Fa piacere che l’intera maggioranza abbia stabilito che il Mes non è la priorità e non ci interessa”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, nel corso di una conferenza stampa alla Camera.

“Dal 2014 abbiamo 14 miliardi in una scatola vuota che nessuno utilizzerà mai”, “non si tratta di essere sovranisti” ma “non ha senso lasciare lì 14 miliardi con cui potremmo fare tante cose. La posizione della Lega non è contro Von der Leyen, ognuno faccia quello che vuole, ma sarebbe nostra convenienza riprenderci i nostri miliardi”.

Tennis, Sinner e i genitori da Papa Leone XIV

Roma, 14 mag. (askanews) – Jannik Sinner e una delegazione della Federazione Italiana Tennis e Padel, stanno per essere ricevuti da Papa Leone XIV. Ad accompagnare Sinner dal Papa anche i genitori di Jannik, il papà Hanspeter e la madre Siglinde.

Nei giorni scorsi, al termine di un incontro con i giornalisti, Papa Leone XIV -grande appassionato di tennis- aveva risposto così a chi gli chiedeva di organizzare una partita di beneficenza: “Certo va bene”, aveva detto il Pontefice. “Io porto Agassi”, era stata la replica scherzosa di una giornalista. E a quel punto, il Papa aveva chiuso il discorso dicendo “basta che non porti Sinner”, giocando su un doppio senso: perché Jannik è il numero uno del mondo e perché in inglese il cognome di Sinner significa “peccatore” Da Sinner in conferenza stampa un commento: “Giocare col Papa? Perché mi dovete mettere in difficoltà”.

Corte Ue: violate norme di trasparenza per Sms von der Leyen-Bourla

Bruxelles, 14 mag. (askanews) – Il Tribunale di primo grado della Corte europea di Giustizia ha annullato, con una sentenza emessa oggi a Lussemburgo, la decisione con cui la Commissione ha negato a una giornalista del New York Times l’accesso ai messaggi Sms scambiati tra la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e l’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, tra il primo gennaio 2021 e l’11 maggio 2022, riguardo ai vaccini anti-Covid.

Con una domanda fondata sul regolamento Ue relativo all’accesso ai documenti, la giornalista americana, Matina Stevi, aveva chiesto di avere accesso a tutti i messaggi Sms, ma la Commissione aveva respinto la domanda affermando di non essere in possesso dei documenti. La signora Stevi e il New York Times avevano quindi fatto ricorso al Tribunale dell’Unione europea chiedendo di annullare la decisione della Commissione. Nella sua sentenza, il Tribunale accoglie il ricorso.

Il Tribunale ricorda che il regolamento relativo all’accesso ai documenti mira a dare la massima attuazione al diritto di accesso del pubblico ai documenti in possesso dalle istituzioni. In linea di principio, tutti i documenti delle istituzioni dovrebbero quindi essere accessibili al pubblico.

In questo caso, il Tribunale ha osservato che le risposte fornite dalla Commissione nel corso dell’intero procedimento in merito ai messaggi di testo richiesti “si basano o su ipotesi, oppure su informazioni mutevoli o imprecise”. Per contro, la signora Stevi e il New York Times hanno presentato “elementi pertinenti e concordanti che descrivono l’esistenza di scambi, in particolare sotto forma di messaggi di testo, tra la presidente della Commissione e l’amministratore delegato di Pfizer nell’ambito dell’acquisto, da parte della Commissione, di vaccini presso tale società durante la pandemia di Covid-19”.

Per il Tribunale, quindi, i ricorrenti “sono riusciti a superare la presunzione di inesistenza e di non possesso dei documenti richiesti”. In una situazione del genere, “la Commissione non può limitarsi ad affermare di non essere in possesso dei documenti richiesti, ma deve fornire spiegazioni credibili che consentano al pubblico e al Tribunale di comprendere perché tali documenti siano irreperibili”.

Inoltre, il Tribunale nota che la Commissione non ha spiegato in dettaglio quale tipo di ricerche avrebbe effettuato per trovare i documenti in questione, né dove si sarebbero svolte, “non ha fornito spiegazioni plausibili per giustificare il non possesso dei documenti richiesti”, e non ha sufficientemente chiarito se i messaggi di testo richiesti fossero stati eliminati e, in tal caso, se l’eliminazione fosse stata effettuata volontariamente o automaticamente o se il telefono cellulare della presidente della Commissione fosse stato nel frattempo sostituito.

Infine, la Commissione non ha neppure spiegato in modo plausibile perché ha ritenuto che i messaggi di testo scambiati nell’ambito dell’acquisto di vaccini contro il Covid-19 non contenessero “informazioni sostanziali o che richiedessero un monitoraggio”, ovvero le condizioni previste perché sia garantita la conservazione dei documenti.

Nato, Cavo Dragone: deterrenza è "vaccino" per mantenere la pace

Bruxelles, 14 mag. (askanews) – La deterrenza è un “vaccino” e se non lo facciamo “ci esponiamo a un rischio maggiore di instabilità e ci rendiamo inutilmente vulnerabili alle minacce. Investire di più, e non solo spendere di più, è fondamentale per mantenere la nostra pace ora e in futuro”. Lo ha detto il Presidente del Comitato Militare (CMC), ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, aprendo la riunione del Comitato Militare con la partecipazione dei 32 Alleati, insieme con il Comandante Supremo Alleato in Europa (SACEUR) il generale Christopher G. Cavoli e con il Comandante Supremo Alleato per la Trasformazione (SACT) l’ammiraglio Pierre Vandier.

Cavo Dragone nel suo discorso ha citato Papa Francesco – “Il vero soldato non è chi ama la guerra, ma chi ama la pace a tal punto da essere disposto a combattere per essa” – e il padre dell’immunologia: Edward Jenner. “Riflettendo sulla data odierna, 14 maggio, – ha aggiunto – ci viene in mente un momento cruciale nella storia dell’umanità: in questo giorno del 1796, il medico e scienziato britannico Edward Jenner somministrò con successo il primo vaccino contro il vaiolo, ponendo le basi dell’immunologia moderna. Il suo successo sottolinea il profondo impatto di lungimiranza, preparazione e innovazione, principi che risuonano profondamente con la nostra missione di salvaguardare la pace e la sicurezza; prepararsi alla guerra è il nostro vaccino per il mantenimento della pace. Mentre guardiamo con ansia al prossimo Vertice dell’Aia”.

L’ammiraglio – riunendo la massima autorità militare della Nato – non ha mancato di ricordare chi è morto o è rimasto ferito difendendo la pace e i valori condivisi. Oltre a dare il benvenuto ufficiale in consiglio al generale Kaspars Pudans, Capo di Stato Maggiore della Difesa della Repubblica di Lettonia e Dan Caine, generale dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti d’America e presidente dello Stato maggiore congiunto dall’11 aprile 2025. Ieri Cavo Dragone ha incontrato Caine, postando una foto su X e definendo in prospettiva quella di oggi “giornata impegnativa”.

Uno dei focus è ancora una volta è l’aumento della spesa per la difesa: tema complesso ma urgente. “La pace e la stabilità non possono essere date per scontate e hanno un prezzo” e “tutto ciò richiede investimenti di tempo e risorse”, ha dichiarato Cavo Dragone. “Apprezziamo i numerosi alleati che sono intervenuti e i diversi che stanno seriamente considerando di aumentare il loro bilancio per la difesa. Incoraggiamo tutti a investire di più in capacità che ci consentano di affrontare le minacce attuali ed essere pienamente preparati per il futuro” ha dichiarato nelle osservazioni di apertura.

Poi pensando al summit dell’Aia che si terrà dal 24 al 26 giugno, l’ammiraglio ha detto: “dobbiamo concentrarci su ciò che conta veramente: rafforzare le nostre capacità di deterrenza e difesa, potenziare il nostro impegno con i partner e garantire la sicurezza dei nostri cittadini e dei nostri figli”, ha dichiarato nelle osservazioni di apertura.

Mark Rutte non ha preso parte all’avvio della riunione. “Come tutti sapete, i nostri Ministri degli Esteri sono riuniti oggi e domani ad Antalya, in Turchia” ha spiegato. “L’obiettivo dell’incontro – ha proseguito – è riflettere sulla nostra alleanza e sul nostro approccio globale per affrontare le sfide globali attraverso l’unità e la collaborazione. Pertanto, Mark Rutte, nostro Segretario Generale, insieme con il Vice Segretario Generale, Radmila Shekerinska non può essere presente. Il Segretario Generale mi ha chiesto di esprimervi il suo pieno sostegno, in attesa dell’esito della nostra discussione”.

Dazi, Urso: con rappresaglie Ue "ci saremmo fatti male da soli"

Roma, 14 mag. (askanews) – Il governo italiano ha fatto bene ad adoperarsi per evitare reazioni “di pancia” o “ideologiche” ai dazi commerciali degli Stati Uniti, perché come dimostrano le analisi di Bce e altre organizzazioni, se l’Europa si fosse affrettata a varare rappresaglie alle misure di Trump “ci saremmo fatti male da soli, innescando una escalation difficile da fermare”. Lo ha rivendicato il ministro di imprese e made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo su queste tematiche durante una audizione all’aula del Senato.

“Ribadiamo anche oggi che non servono fughe in avanti, né esibizioni muscolari. Servono cautela, coesione e Unione di intenti – ha detto – di dimostrare che anche in questa vicenda l’Europa c’è”.

Secondo Urso in questa vicenda bisogna lavorare per “unire e non dividere l’Atlantico. Abbiamo sostenuto che era necessario agire e non reagire, che bisognava evitare reazioni di pancia, reazioni ideologiche, mentre qualcuno perfino ipotizzava il boicottaggio per rompere con gli Stati Uniti e saldare un’alleanza con la Cina. Un grave irrimediabile errore per la nostra Europa – ha avvertito -. Abbiamo con coerenza e pervicacia affermato in questa aula e nelle sedi europee, in tutte le sedi e nelle relazioni bilaterali che occorreva evitare di innescare una spirale di ritorsioni che avrebbe alimentato una guerra commerciale dannosa per tutti e forse irreversibile”.

“Le contromisure già annunciate dalla Commissione Ue avrebbero aggravato l’impatto negativo”. Urso ha citato alcuni studi, tra cui quelli della Bce in termini di ricadute negative sulla crescita economica. “Ci saremmo fatti male da soli se avessimo seguito chi voleva da subito reagire con misure ritorsive, innescando una escalation un po’ difficile da fermare”.

“Incisiva è stata la missione bilaterale (del presidente del Consiglio Giorgia) Meloni a Washington, come tutti le hanno riconosciuto. Ora siamo nella fase negoziale nella quale è necessario fornire il massimo supporto alla Commissione Ue, in uno spirito propositivo e coeso, con la convinzione che dobbiamo perseguire un risultato positivo come quello appena raggiunto, per esempio, dalla Gran Bretagna”. Alla fine, per quanto difficile, secondo il ministro “l’obiettivo deve essere zero dazi tra Europa e America”.

Siria, Trump ha chiesto ad Al-Sharaa di aderire agli Accordi di Abramo

Roma, 14 mag. (askanews) – Nel corso dell’incontro avuto oggi a Riad, in Arabia Saudita, il presidente americano Donald Trump ha detto al leader siriano Ahmed Al-Sharaa “che ha una straordinaria opportunità di fare qualcosa di storico nel suo paese”, invitandolo a “firmare gli Accordi di Abramo con Israele”, a “chiedere a tutti i tutti i terroristi stranieri di lasciare la Siria”, a “espellere i terroristi palestinesi”, a collaborare con gli Stati Uniti per scongiutare “la rinascita dell’Isis” e ad “assumersi la responsabilità dei centri di detenzione dell’Isis nel nord-est della Siria”. E’ quanto ha riferito su X la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.

Biennale Architettura, il suono del Padiglione Lussemburgo

Venezia 14 mag. (askanews) – Nel Padiglione del Lussemburgo, Sonic investigations un invito immersivo, gioioso e radicale a muovere l’attenzione dal visuale al sonoro. Nella societ contemporanea, saturata di immagini, la vista spesso eclissa gli altri sensi che sono essenziali per comprendere le dinamiche non visibili attraverso la nostra relazione sensoriale con l’ambiente. Ispirato dalla silent song 4’33”1 di John Cage, Sonic Investigations ci invita a chiudere gli occhi e ad ascoltare attivamente.

Con la curatela di Valentin Bansac, Mike Fritsch, Alice Loumeau, una traccia sonora si trova al centro del padiglione all’Arsenale nella Sala d’Arme al primo piano. Investigando i territori attraverso il suono, il progetto cerca di costruire nuove narrative che reimmaginino il Lussemburgo al di l delle prospettive antropocentriche. Una molteplicit di voci sono presenti nella traccia sonora, dal ronzio dei data center al silenzio della perdita della biodiversit, che ritraggono, tra le altre realt, le foreste come spazi di scambio, infrastrutture di produzione energetica ed architetture della tecnologia digitale. Esplorando la coesistenza di reti complesse, questa composizione annulla i confini tra l’umano e il non-umano, il naturale e l’artificiale, il locale e il globale, dando voce alle entit ridotte al silenzio e ai sistemi dimenticati.

Sviluppata dall’artista sonoro e field recorder Ludwig Berger, la composizione intreccia una serie di registrazioni provenienti da varie localit del Lussemburgo, invitando gli ascoltatori a esplorare lo spazio attraverso una nuova prospettiva auditiva. Le ricerche sul campo scaturiscono da incontri e visite con specialisti locali, includendo un ampio spettro di discipline, tra cui ecologia, scienze sociali, ingegneria, storia e data science.

Concentrandosi sui field recordings multiprospettici, la traccia sonora esamina criticamente le dinamiche del territorio lussemburghese, indagando il modo in cui la costruzione di progetti legati alla produzione di energia rinnovabile e di nuovi data center, ne stiano disegnando il paesaggio.

Il concetto di Ecotone – uno spazio di transizione tra due ecosistemi – guida il processo di field recordings, servendosi di spazi liminali per esplorare l’impatto dell’intervento umano sull’ambiente.

Il Papa: in Medio Oriente, Ucraina e Caucaso Chiese "martiriali"

Città del Vaticano, 14 mag. (askanews) – “Perché questa pace si diffonda, io impiegherò ogni sforzo. La Santa Sede è a disposizione perché i nemici si incontrino e si guardino negli occhi, perché ai popoli sia restituita una speranza e sia ridata la dignità che meritano, la dignità della pace”. A dirlo Papa Leone incontrando oggi in Vaticano i partecipanti al Giubileo delle Chiese orientali.

“I popoli vogliono la pace e io, col cuore in mano, dico ai responsabili dei popoli: incontriamoci, dialoghiamo, negoziamo!”, ha detto il pontefice, ribadendo che “la guerra non è mai inevitabile, le armi possono e devono tacere, perché non risolvono i problemi ma li aumentano; perché passerà alla storia chi seminerà pace, non chi mieterà vittime; perché gli altri non sono anzitutto nemici, ma esseri umani: non cattivi da odiare, ma persone con cui parlare. Rifuggiamo le visioni manichee – ha quindi detto – tipiche delle narrazioni violente, che dividono il mondo in buoni e cattivi”.

I cristiani d’Oriente, in questo specifico tempo storico in particolare, possono “cantare parole di speranza nell’abisso della violenza. Chi più di voi, che conoscete da vicino gli orrori della guerra, tanto che Papa Francesco chiamò le vostre Chiese ‘martiriali’?” A citare esplicitamente paesi come la Terra Santa l’Ucraina, il Libano, la Siria, dal Medio Oriente al Tigray e al Caucaso, è stato stamane Papa Leone che ha notato, incontrando i partecipanti al Giubileo delle Chiese Orientali, notando: “quanta violenza!”.

“E su tutto questo orrore, sui massacri di tante giovani vite, che dovrebbero provocare sdegno, perché, in nome della conquista militare, a morire sono le persone, si staglia un appello: non tanto quello del Papa, ma di Cristo, che ripete: ‘Pace a voi!'”, ha ripetuto Papa Prevost.

Proprio il Cristo, ha poi detto: “specifica: ‘Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi’. La pace di Cristo non è il silenzio tombale dopo il conflitto, non è il risultato della sopraffazione, ma è un dono che guarda alle persone e ne riattiva la vita. Preghiamo per questa pace, che è riconciliazione, perdono, coraggio di voltare pagina e ricominciare”.

Dazi, Urso: finora no effetti negativi su export Italia verso Usa

Roma, 14 mag. (askanews) – “In questo contesto ancora in movimento, dobbiamo prendere atto che l’annuncio dei dazi al momento non ha avuto effetti negativi sull’export italiano negli Stati Uniti, che anzi è significativamente aumentato nei primi tre mesi dell’anno”. Lo ha affermato il ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso durante una audizione al Senato. “Nel primo trimestre del 2025, infatti, le nostre esportazioni hanno segnato più 11,8% in base ai dati Istat, rispetto a un anno prima. Non è avvenuto altrettanto per altri paesi europei”.

“Questo è probabilmente dovuto sia al fenomeno naturale di accumulo di scorte, che aziende e consumatori americani hanno fatto nel timore appunto dei dazi, ma anche verosimilmente alla forza intrinseca specifica in alcuni settori, davvero unica, del Made in Italy – ha proseguito – a cui i cittadini americani non vogliono rinunciare. Peraltro, in alcuni casi i nostri prodotti sono ormai parte integrante di uno stile di vita acquisito in ampia aree degli States e in ampie fasce della popolazione, per le quali in alcuni settori, come quelli dell’alimentazione, della moda e tanto più del lusso e dell’alta gamma, il differenziale di prezzo, ove ci fosse, non sarebbe così determinante a scoraggiarne l’acquisto”.

La Ue ha approvato il 17esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia

Roma, 14 mag. (askanews) – Gli ambasciatori dei 27 stati membri dell’Unione Europea hanno approvato un 17esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, che prende di mira le nuove petroliere “fantasma” utilizzate per aggirare le sanzioni esistenti volte a limitare le esportazioni di petrolio russo. Lo hanno affermato fonti diplomatiche citate dalla France presse. Queste nuove sanzioni sono indipendenti da quelle “massicce” previste nel caso in cui Mosca si rifiuti di negoziare e accettare un cessate-il-fuoco di 30 giorni già accettato da Kiev e richiesto dai suoi alleati occidentali.

Oltre 56 uccisi in attacchi israeliani nella Striscia di Gaza

Roma, 14 mag. (askanews) – Sono complessivamente 56 le persone uccise negli attacchi israeliani nel nord e nel sud della Striscia di Gaza. Lo ha riportato la tv satellitare araba al Jazeera, citando fonti sanitarie.

Mentre Israele continua a colpire la città di Khan Yunis, nella Striscia di Gaza meridionale, almeno 50 delle vittime sono avvenute nella parte settentrionale della regione, ha riferito l’emittente.

Oggi i media palestinesi hanno riferito che almeno 36 persone sono state uccise negli attacchi israeliani contro la città di Jabalia e il campo profughi di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza. Da quando Israele ha ripreso i bombardamenti il 18 marzo, più di 2.700 persone sono state uccise nella Striscia di Gaza, mentre oltre 7.600 sono rimaste ferite, secondo le statistiche del ministero della Salute di Gaza.

Il 18 marzo Israele ha ripreso gli attacchi sulla Striscia di Gaza, citando il rifiuto di Hamas di accettare il piano degli Stati Uniti di estendere il cessate-il-fuoco, scaduto il 1 marzo. A inizio marzo Israele ha interrotto la fornitura di elettricità a un impianto di desalinizzazione nella Striscia di Gaza e ha vietato l’ingresso ai tir che trasportavano aiuti umanitari.

Biennale Architettura, l’Idrocene del Padiglione Uruguay

Venezia 14 mag. (askanews) – Si chiama 53,86% Uruguay, pais agua il progetto del Padiglione Uruguay che dal 10 maggio al 23 novembre 2025 rappresenta ai Giardini il Paese alla 19. Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia. La Direzione Nazionale della Cultura del Ministero dell’Istruzione e della Cultura ha scelto la proposta presentata da Sei Fong, Estudio de Arte, Arquitectura y Diseno, a cura di Katia Sei Fong, Ken Sei Fong e Luis Sei Fong. Lo racconta ad Askanews Alicia Cano del Ministero della Cultura dell’Uruguay: “Quest’anno l’Uruguay ha portato l’acqua al centro del dibattito pubblico e internazionale. Il padiglione quest’anno si intitola 53.86% Uruguay Paese d’Acqua. In questo padiglione troviamo da un lato l’acqua fisica, poi anche l’acqua cristallizzata, la pittura, i suoni ed una mostra immersiva a 360 gradi dove ci sono anche delle proiezioni nelle pareti. Un padiglione fisico, questo che si trova qua, ma anche in carta attraverso il nostro catalogo dove ognuno pu disegnare e pu mandare il disegno sul nostro sito perch abbiamo anche un padiglione digitale quindi ogni persona quando viene pu relazionarsi a suo modo con l’acqua e creare questo dialogo su un elemento cos essenziale per la nostra vita, il nostro futuro e anche per la nostra storia”.

L’acqua al centro dell’identit uruguaiana. Il nome stesso del Paese proviene dal fiume che lo attraversa e lo collega all’Argentina e al Brasile: il fiume Uruguay, “fiume degli uccelli dipinti” nella lingua guaran. Una nazione definita e abbracciata dal suo corso d’acqua. In un tempo segnato da crisi climatica e conflitti globali, l’acqua diventa arte. La sua presenza al centro del padiglione un richiamo alla memoria e un invito all’azione: un omaggio alla sua importanza storica e un’esortazione a proteggerla. Con questo progetto, gli autori ci accompagnano nell’Idrocene, una nuova era basata sull’acqua, la sua presenza, la sua assenza e i suoi utilizzi, mettendoci di fronte alla relazione profonda, sensibile e conflittuale che la societ umana ha con questo elemento. Ci invitano a riconoscere la storia contenuta nell’acqua e l’acqua come contenitore di storia: un elemento intimo e personale per ognuno, ma anche collettivo e universale, una materia viva dai molteplici stati.

Inutile retorica sul centro, serve una cultura di governo

L’Italia attraversa un periodo di profonda disillusione politica. L’astensionismo alle elezioni è in crescita costante, sintomo di una società che ha smesso di credere nella capacità dei suoi rappresentanti di affrontare e risolvere i problemi reali del Paese. Il populismo inconcludente ha generato un ciclo di promesse mai mantenute, mentre il leaderismo senza partiti contendibili ha svuotato la politica della sua vera funzione: formare una classe dirigente capace di governare. Troppe forze politiche oggi si basano esclusivamente sulla figura del leader, senza un impianto ideologico solido né una visione di lungo termine. La politica è diventata una perenne campagna elettorale, dove si susseguono slogan e promesse, ma i problemi della società restano irrisolti.

Siamo di fronte a un’epoca di cambiamenti radicali, di “cose nuove”, come evidenzia il nuovo Papa: Ho pensato di prendere il nome di Leone XIV. Diverse sono le ragioni, però principalmente perché il Papa Leone XIII, infatti, con la storica Enciclica Rerum Novarum, affrontò la questione sociale nel contesto della prima grande rivoluzione industriale; e oggi la Chiesa offre a tutti il suo patrimonio di dottrina sociale per rispondere a unaltra rivoluzione industriale e agli sviluppi dellintelligenza artificiale, che comportano nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro”.

Mai come ora è necessario recuperare quella visione sociale e politica capace di affrontare il presente con realismo e coraggio. Il Centro deve assumersi la responsabilità di essere un riferimento concreto, non più un’area vaga e indefinita, ma un progetto solido che raccolga le energie dei Popolari, dei liberali, dei riformisti e di tutti coloro che credono nella democrazia liberale.

I “saggi democristiani” hanno il dovere di colmare il vuoto formativo delle nuove generazioni. Troppi giovani crescono senza strumenti adeguati per comprendere la politica, senza modelli di riferimento che li guidino verso un impegno concreto. La forza Popolare non può più restare silente, deve trovare nuove forme di collaborazione tra diversi gruppi per dare voce a chi oggi si sente abbandonato.

Il populismo ha sottratto alla politica la sua responsabilità di governare con serietà e competenza, ma il Centro può essere la risposta. È tempo di ricostruire una classe dirigente capace, di educare le nuove generazioni alla partecipazione e di restituire alla politica il suo vero significato: servire il bene comune.

Non è troppo tardi, ma è urgente. Il futuro del Paese dipende da chi ha il coraggio di agire.

Giustizia sociale e intelligenza artificiale: l’agenda di Leone XIV

Un Papa, due mondi

Quando gli amici de Il Domani d’Italia mi hanno chiesto un contributo sulla figura di Leone XIV, ho avvertito un certo senso di inadeguatezza: se commentare un Papa è sempre un esercizio azzardato, farlo a pochi giorni dall’inizio del pontificato è davvero spericolato.

E tuttavia, ci sono già indizi utili per immaginare cosa potremmo ragionevolmente aspettarci da Papa Prevost. Il nome dell’allora Prefetto del Dicastero per i Vescovi era, fino a poche settimane fa, poco noto anche agli osservatori più attenti. Lo hanno notato in molti, colti di sorpresa in piazza San Pietro al momento della proclamazione. Ma appena le notizie hanno cominciato a circolare, è stato il dato della nazionalità a stupire maggiormente: per la prima volta un cittadino degli Stati Uniti è divenuto Vescovo di Roma.

 

Una scelta sorprendente, ma coerente

La sorpresa si è trasformata in curiosità quando Leone XIV ha deciso di affiancare all’italiano non l’inglese, come ci si sarebbe potuti aspettare, ma lo spagnolo, rivolgendosi ai cattolici di Chiclayo. Pochi sapevano, infatti, che Prevost è stato missionario e poi vescovo in Perù. Una biografia che lo rende, in un certo senso, un Papa “doppio”: cittadino americano, profondamente legato al Sudamerica. Un ponte vivente tra Nord e Sud del mondo.

Anche il suo servizio ecclesiale è duplice: pastore e amministratore. È stato priore degli agostiniani per dodici anni, vescovo di una vasta diocesi, e infine prefetto del dicastero che seleziona i vescovi per tutto il mondo. Questo doppio registro – spirituale e organizzativo – suggerisce una guida equilibrata e competente.

 

Il nome come programma

Ma la prima vera dichiarazione programmatica di un Papa è sempre la scelta del nome. In molti, da tempo, fantasticavano sull’arrivo di un nuovo Leone. Il riferimento era chiaro: porre nuovamente al centro della vita della Chiesa le cose nuove del nostro tempo.

Nel suo primo incontro con il Collegio cardinalizio, Papa Prevost ha spiegato così la scelta:

 

Proprio sentendomi chiamato a proseguire in questa scia, ho pensato di prendere il nome di Leone XIV. Diverse sono le ragioni, però principalmente perché Papa Leone XIII, con la storica enciclica Rerum novarum, affrontò la questione sociale nel contesto della prima rivoluzione industriale. Oggi la Chiesa offre a tutti il suo patrimonio di dottrina sociale per rispondere a unaltra rivoluzione industriale e agli sviluppi dellintelligenza artificiale, che comportano nuove sfide per la dignità umana, la giustizia e il lavoro.”

È tornato sul punto anche durante l’incontro con la stampa:

La comunicazione non è solo trasmissione di informazioni, ma creazione di una cultura, di ambienti umani e digitali che diventino spazi di dialogo e confronto. Lintelligenza artificiale ha un potenziale immenso, ma richiede responsabilità e discernimento per orientare gli strumenti al bene di tutti”.

 

Verso una nuova dottrina sociale?

Arrivato dalla patria dell’high tech, Leone XIV si inserisce nel solco tracciato a gennaio con la nota Antiqua et nova e con il lavoro di padre Benanti. Vuole riaffermare l’attualità della dottrina sociale e il contributo che la tradizione cristiana può offrire all’uomo contemporaneo.

Ora resta da capire come i laici, e in particolare quelli italiani, vorranno raccogliere e tradurre questo annuncio nella società e nella politica.

 

Lagenda del futuro

Pochi elementi, certo, ma già sufficienti per abbozzare una prima idea del pontificato che ci attende. Un momento importante sarà l’incontro con il corpo diplomatico previsto per venerdì 16 maggio: lì potremmo intuire la visione del nuovo Papa sull’ordine internazionale e sulla pace autentica, giusta e duratura, auspicata nel suo primo Angelus.

La Pira, il lavoro e la democrazia: attualità di una visione sociale

1945, un anno fondativo: tra Resistenza, Dottrina sociale e Costituzione

Il 1945 è un anno chiave per comprendere l’attualità del pensiero di Giorgio La Pira. Segna la nascita delle Acli fiorentine, di cui fu primo presidente, e la pubblicazione di due testi fondamentali: La nostra vocazione sociale, dello stesso La Pira, e il Codice di Camaldoli. Ricordare il 25 aprile non è dunque un esercizio retorico, ma un atto di cultura civile e politica, capace di parlare alle generazioni. La Pira visse la Liberazione e gli eventi immediatamente successivi con intensità straordinaria, interpretandoli come il preludio di un nuovo assetto democratico per l’Italia.

 

La Pira e la vocazione sociale” dei cristiani

Nel marzo 1945, pubblicando La nostra vocazione sociale, La Pira esortava i cattolici a superare la logica dell’“orto chiuso dell’orazione” per assumersi precise responsabilità civili: Eseguiremo realmente il nostro dovere di cristiani solo quando avremo contribuito a dare alla società una veste adeguata al comandamento della carità”.

Per lui, il cristiano è chiamato a costruire una società giusta, fondata sulla dignità della persona, sulla solidarietà e sulla condivisione.

 

Il Codice di Camaldoli e la centralità del lavoro

Nello stesso periodo, l’Ave pubblica il Codice di Camaldoli, frutto di un’elaborazione collettiva iniziata nel luglio 1943. Il documento affronta il tema del lavoro in ben 15 enunciati, inserendosi nel solco delle encicliche Rerum Novarum (Leone XIII) e Quadragesimo Anno (Pio XI), ponendo le basi per una nuova riflessione su giustizia sociale, salario dignitoso, diritto al lavoro e partecipazione.

Va riscoperto, in proposito, l’enorme contributo di Pio XII, che nei suoi radiomessaggi tornò più e più volte sul lavoro, rendendolo uno dei temi più ricorrenti del suo magistero sociale.

 

Dalla dottrina sociale alla Costituzione: la visione politica di La Pira

Nel settembre 1945, con l’appoggio di Pio XII, si riaprono le Settimane Sociali. A Firenze, La Pira interviene sul tema della Costituzione, proponendo una via intermedia tra liberalismo borghese e totalitarismo marxista. L’obiettivo: una “Costituzione cristianamente ispirata”, fondata sulla dignità della persona e sul pluralismo sociale. “L’urgenza è quella di creare una Costituzione che metta al centro il lavoro, non come strumento di reddito, ma come titolo di partecipazione politica”.

Per La Pira, il lavoro non è subordinazione all’impresa, ma espressione di corresponsabilità e democrazia sostanziale.

 

Lalternativa al conflitto: partecipazione e corresponsabilità

Nel suo intervento alla Settimana Sociale, egli sottolinea come la partecipazione dei lavoratori all’impresa rappresenti l’alternativa alla logica del conflitto di classe. La condivisione degli obiettivi e degli strumenti dell’economia è, per lui, la strada per una crescita autenticamente umana. Questa visione anticipa il contenuto degli articoli 1, 2 e 4 della Costituzione, che La Pira contribuirà a redigere.

 

Il lavoro come fondamento della democrazia

È utile riportare un passaggio interessante dell’articolo pubblicato da La Pira nel febbraio 1945 su Gioventù: “Fratello operaio, le responsabilità sociali graveranno domani anche sulle tue spalle. Tu sarai chiamato a portare nella società nuova il peso della tua riflessione, resa matura dalla fatica e dall’esperienza”.

Il lavoro diventa così titolo di cittadinanza politica e strumento di realizzazione della democrazia.

Un aneddoto lega La Pira ad Alcide De Gasperi: “Per gli italiani – diceva il futuro sindaco di Firenze – ci vuole per tutti un lavoro e per tutti una cravatta”. Un’immagine semplice ma eloquente, che coniuga dignità e decoro. E dunque, in segno d’amicizia, De Gasperi gli regalò per l’onomastico una scatola di cravatte.

 

Uneredità da attualizzare

La riflessione finale interroga il presente. Viviamo in una società dove il consumo tende a prescindere dal lavoro, riducendolo a variabile provvisoria. Ma senza lavoro, la democrazia resta incompiuta.

Ecco perché l’eredità di La Pira, con la sua forza profetica, merita oggi di essere riscoperta. Per costruire una società fondata su pace, giustizia e partecipazione.

 

Patrizia Giunti

Presidente della Fondazione Giorgio La Pira – Firenze

 

Nota: il testo non è stato rivisto dallautrice.

Il ritorno del cattolicesimo sociale: la sfida del pontificato di Leone XIV

Papa Leone XIV. È bastato ascoltare il nome papale di Leone per far ritornare in mente, e con un legame immediato ed istintivo, la dottrina sociale della Chiesa, la questione sociale e la pesante ingiustizia sociale del mondo contemporaneo. E questo per la semplice ragione la Rerum Novarum, l’enciclica scritta da Leone XIII nel 1891, ha segnato concretamente l’ingresso di tutto ciò che è riconducibile alla categoria del “sociale” nel dibattito della e nella Chiesa cattolica.

Certo, i tempi sono profondamente cambiati e non è possibile tracciare confronti impropri e anche fuori luogo. Ma è indubbio che i temi sociali, ieri come oggi, risuonano nella predicazione della chiesa e richiamano l’attenzione di tutti attorno ad una questione che, purtroppo, è ancora pesantemente irrisolta nella società contemporanea creando forti disuguaglianze, fratture generazionali, emarginazione crescente e tangibile e anche, e soprattutto, povertà sempre più diffusa e strisciante. Ed è proprio alla luce di questa situazione, concreta e non banalmente aggirabile, che il nome di Leone XIV assume una importanza straordinaria e che sarà carica di novità e di significati. Religiosi, culturali, sociali e antropologici che non potranno non avere una ricaduta anche nel dibattito politico.

Su questo versante è altrettanto vero che lo storico filone di pensiero del cattolicesimo sociale è destinato, bene o male, a ritornare ad essere al centro del dibattito. E non solo nel mondo cattolico italiano. Ma anche, forse, nella concreta dialettica politica italiana ed auspicabilmente europea. Del resto, e per fermarsi alla sola vicenda italiana, il cattolicesimo sociale a cominciare dalla fine dell’800 e per tutto il ‘900 ha giocato un ruolo non indifferente nelle dinamiche dell’impegno concreto dei cattolici nella vita politica nazionale. Già sin dai primi del ‘900 e sino all’irruzione del fascismo per poi riprendere la sua normale navigazione dal secondo dopoguerra in poi, il pensiero cattolico sociale ha, comunque sia, contribuito a condizionare l’evoluzione stessa della politica italiana. Prima all’interno del Partito Popolare italiano di don Sturzo e poi, e a maggior ragione e in modo più significativo, con l’avvento della Democrazia Cristiana e sia in alcuni partiti che sono succeduti alla stessa Dc. Seppur con minor vigore ed incisività.

Ma, comunque sia, anche il ritorno simbolico ed emotivo del nome papale di Leone ha immediatamente innescato nell’area cattolica italiana, ma non solo italiana, quasi un risveglio di una tradizione e di una corrente di pensiero che proprio oggi ritorna di grande attualità di fronte alle dinamiche che caratterizzano la nostra società.

Si tratta di capire, d’ora in poi – e in attesa dell’azione e dei messaggi del nuovo Pontefice – se nel laicato cattolico organizzato del nostro paese i valori e il progetto di un nuovo e rinnovato cattolicesimo sociale torneranno ad essere decisivi e determinanti nella costruzione di un progetto politico e di governo. Laicamente, ma con la consapevolezza che una cultura politica, quella cultura politica, può ancora una volta essere un valore aggiunto per affrontare nodi e problemi che sono drammaticamente sul tappeto della nostra società.

Al di là del trionfalismo sui risultati raggiunti da parte dell’attuale Governo e della denuncia strumentale e del tutto propagandistica alimentata dalla sinistra radicale e populista. Ancora una volta, dunque, proprio dal pensiero e dalla tradizione del cattolicesimo sociale sociale può arrivare una risposta, ed un contributo, ad un dramma che attraversa pericolosamente il nostro vivere quotidiano.

Le Pastorelle e la missione della Chiesa in uscita

Lo scorso sabato 10 maggio, alle ore 18:00 la Società San Paolo ha celebrato la Messa per la festa delle Suore di Gesù Buon Pastore (le “Pastorelle”) all’interno della Famiglia Paolina, fondata dal Beato Don Giacomo Alberione il 7 ottobre 1938, il cui specifico carisma è la partecipazione alla missione pastorale di Cristo, espressa nella collaborazione con chi si dedica alla cura religiosa delle comunità e in comunione con i pastori della Chiesa. Dunque, edificare comunità cristiane tramite l’apostolato, nel solco del più ampio carisma Paolino impresso dal fondatore Don Giacomo Alberione: trasmettere a tutti Cristo, Via Verità e Vita, con i mezzi di comunicazione che i tempi offrono.

La Messa, solennemente officiata da più sacerdoti e partecipata da una folta assemblea di religiosi e fedeli laici, è stata presieduta da Don Roberto Ponti, superiore Paolino per la Provincia Italia.

Don Roberto ha focalizzato l’omelia sulla persona di Gesù che si propone vero Buon Pastore, perché conosce e chiama per nome le sue pecore una ad una, per portare sulle spalle quella ferita e condurre il gregge a pascoli erbosi: allegoria che ricorda l’esortazione di Papa Francesco ad avere addosso “l’odore delle pecore”, a stare in mezzo alla gente per curare e aiutare.

Don Roberto ha ricordato come Gesù denunci i falsi profeti, riconoscibili dall’esercizio del dominio, non del servizio al gregge; mentre Gesù viene a “spezzare quei recinti” […]  in particolare “degli algoritmi che decidono al posto nostro cosa vedere, cosa desiderare, cosa pensare, imprigionandoci in bolle che soffocano la libertà. È il recinto della paura del futuro, che paralizza soprattutto i giovani, rendendo difficile ogni scelta duratura. È il recinto della vocazione dimenticata, della vita vissuta nel frattempo, senza slancio, senza dono”.

Don Roberto, ancora, invita ad accogliere Papa Leone XIV per il richiamo alla pace e all’edificazione di ponti come base della nuova missione della Chiesa, a fare della propria vita un dono alla stregua di quanto insegnava Papa Francesco. Il quale ci sollecitava, infatti, ad operare “come Don Giacomo Alberione, nostro padre e maestro, che ha guidato la Famiglia Paolina non nei recinti, ma sulle strade del mondo” alla sequela di Cristo, così da essere  responsabili alla Sua chiamata pastorale, “lungo i sentieri della verità e della vita, con amore e sacrificio” (Don Giacomo Alberione).

A conclusione dell’omelia, c’è stato l’affidamento a Maria Regina degli Apostoli, la cui intercessione materna può aiutare i discepoli di oggi a rinnovare il cammino proprio e della Chiesa stessa.

 

Vincenzo Martorana

(Centro Culturale della Società San Paolo)

NEST Connect 2025, a Roma l’evento promosso da Fondazione NEST

Roma, 13 mag. (askanews) – Si tenuto a Roma “NEST Connect 2025 – L’energia che cambia il futuro”, l’evento promosso da Fondazione NEST, il primo e unico partenariato esteso in Italia dedicato alla ricerca e allo sviluppo di tecnologie energetiche sostenibili. Creata su impulso del Ministero dell’Universit e della Ricerca nell’ambito del Next Generation EU e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la Fondazione NEST finanzia progetti di ricerca di base per rafforzare le filiere tecnologiche italiane, promuovendone il posizionamento nelle catene di valore strategiche in Europa e nel mondo. Abbiamo parlato con Francesco Cupertino – Presidente Fondazione NEST e Rettore Politecnico di Bari:

“NEST l’unico partenariato esteso finanziato dal PNRR, focalizzato sulle energie verdi del futuro. Un grande progetto che unisce 25, tra universit, centro di ricerca e imprese, oltre 350 ricercatori e ricercatrici coinvolti, 15 milioni di euro in bandi a cascata che hanno allargato ulteriormente il partenariato. Per fare cosa? Per accompagnare quella che la transizione energetica. Servono soluzioni sostenibili per garantire lo sviluppo a un mondo che sta cambiando. C’ la demografia che ci dice che il continente africano avr oltre 4 miliardi e mezzo di persone tra poche decine di anni. Non possiamo competere sui numeri demografici, non possiamo competere sulle risorse naturali, possiamo solo competere nella capacit di fare innovazione, a partire dall’universit dei centri di ricerca fino al trasferimento tecnologico. Questo vuole essere NEST nei prossimi anni. Il modo italiano per interpretare la capacit di assicurare a tutti uno sviluppo sostenibile”.

NEST Connect 2025 stata un’importante occasione di confronto e networking, che ha riunito stakeholder istituzionali, rappresentanti del mondo imprenditoriale e accademico, start-up innovative e protagonisti della transizione energetica. poi intervenuto Piero Salatino Membro CdA Fondazione NEST:

“La transizione energetica gi una corsa in atto. Da molto tempo si sviluppata, fino ad ora essenzialmente, su degli indirizzi verticali, sviluppare singole fonti energetiche, l’eolico, il solare, la transizione all’elettrico. Ora la grande sfida creare un sistema interconnesso, affrontare la complessit del sistema energetico complessivo e questa rappresenta la missione principale della fondazione NEST che tende a mettere insieme vocazioni industriali diverse, competenze scientifiche diverse proprio per affrontare questo problema che un problema di una complessit formidabile come il recente episodio della crisi elettrica in Spagna ha chiaramente dimostrato”.

E, poi, l’idrogeno con il suo impiego e sviluppo nel futuro puntando a far diventare l’Italia un polo energico. Infine intervenuta Loredana Magistri Leader Spoke 4 – Fondazione NEST:

“L’Unione Europea e il PNRR hanno indicato l’idrogeno come un elemento chiave del futuro sistema energetico. La fondazione NEST, attraverso la collaborazione di universit, centri di ricerca e aziende, sviluppa tecnologie per l’utilizzo e la produzione di idrogeno contribuendo alla realizzazione di un’infrastruttura nazionale dell’idrogeno verde ossia di un sistema per poter accumulare l’energia proveniente da fonte rinnovabile e utilizzarla quando questa non disponibile ma invece necessaria”.

Fondazione NEST ambisce a favorire una visione condivisa e concreta del futuro energetico del Paese perch investire oggi nella ricerca e nell’innovazione significa garantire domani un’energia pi sostenibile, competitiva e sicura per tutti.

Ue, Mattarella rivendica valori Europa:"non ammettono compromessi morali"

Coimbra, 13 mag. (askanews) – Nella storica università di Coimbra dove nei secoli si sono alimentate la cultura e la civiltà europee il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella rivendica i valori europei che ancora oggi accomunano i paesi dell’Unione e che, scandisce, “non ammettono compromessi morali”.

In un mondo sempre più in conflitto dove perfino le alleanze storiche vengono messe in discussione il capo dello Stato sottolinea l’importanza dei luoghi di formazione come questa università che abituano alla “conoscenza e al confronto. Sono convinto – dice – che ne discendano dialogo costruttivo, senso del bene comune, etica deontologica, così come disposizione a innovare e a contribuire all’accumulazione di capitale sociale produttivo – sostiene Mattarella -. Sono questi dei presupposti indispensabili alla crescita economica in Stati di diritto avanzati, come lo sono i nostri. Sono anche, a mio avviso, manifestazioni di quei valori fondamentali da noi condivisi e che hanno forgiato l’identità europea e non ammettono compromessi morali”.

Mattarella è a Coimbra in Portogallo per partecipare all’annuale summit Cotec, l’associazione che unisce Italia, Spagna e Portogallo, e insieme al re di Spagna Felipe VI ha ricevuto oggi il dottorato honoris causa in economia, un evento che a suo avviso richiama “la vicinanza tra i nostri Paesi e i nostri popoli, idealmente riuniti in questo luogo votato agli scambi di cultura e conoscenza”. Negli ultimi decenni solo un piccolo numero di capi di Stato è stato insignito del titolo di Dottore honoris causa dall’universita di Coimbra: il brasiliano Josè Sarney nel 1986, Juan Carlos I nel 1989, e più di recente nel 2001 l’argentino Fernando de la Rua e il greco Prokopis Pavlopoulos nel 2017. L’ultimo italiano a ricevere l’onorificenza è stato Angelo Fiori professore emerito di medicina legale dell’università cattolica del Sacro Cuore di Roma, nel 2009.

Il legame tra Italia, Spagna e Portogallo spiega Mattarella deriva dalla vicinanza geografica, dalla cultura di origine latina ma anche dalla “consapevolezza dell’importanza anche economica di ecosistemi protetti, inclusi quelli marini, e della necessità di salvaguardare tutte le risorse della natura a vantaggio delle generazioni presenti e future, promovendone un uso sostenibile, grazie anche alle nuove tecnologie”.

La storia è un altro fattore che accomuna Italia e Portogallo: “Abbiamo affrontato battaglie simili affinché prevalessero nelle nostre società gli ideali di democrazia, libertà, rispetto dei diritti dei cittadini e pluralismo politico, ripudiando regimi autoritari e oscurantisti – ricorda il capo dello Stato -. Ho sempre trovato particolarmente evocativo che le rispettive ricorrenze del 25 aprile accomunino il popolo portoghese e quello italiano, celebrandone il percorso democratico sostenuto dal coraggio delle rispettive genti”.

Oggi nell’ambito dell’Unione europea “questa prestigiosa Università” sta formando futuri leader e Mattarella sceglie di citare, forse non a caso, la nuova Mediatrice europea, Teresa Anjinho, “Alumna” della Facoltà di Giurisprudenza presso questo Ateneo, e formatasi anche in Italia, prima all’Università di Roma e poi a Padova. Le spetta un compito fondamentale – avverte -: rafforzare la fiducia tra l’Unione e i suoi cittadini, sostenendo i più elevati standard di integrità nelle istituzioni comunitarie”.

Al summit Cotec dedicato alla sfida della competitività Ue a cui a Coimbra interviene Mattarella è atteso l’intervento anche di Mario Draghi. L’ex premier è arrivato a Coimbra insieme al capo dello Stato e ha preso parte alla cerimonia all’università.

A Roma nasce REC – Raccontiamo Eventi Contemporanei

Roma, 13 mag. (askanews) – Un viaggio nel cuore della creatività, della cultura e della progettazione: nasce a Roma REC – Raccontiamo Eventi Contemporanei, un nuovo format firmato Waldo Event Network (già ideatori del Pigneto Film Festival e Roofbook), da un’idea di Simone Vesco, co-prodotto da Scai Comunicazione. Tre giorni di workshop, conferenze e talk con esperti del settore, creativi e innovatori per esplorare le sfide e le opportunità del mondo dell’entertainment contemporaneo.

Patrocinato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma e dalla Regione Lazio il festival prenderà il via mercoledì 15 maggio al Liceo Visconti con Sara Schietroma Sferrazza di Storie nel Mondo che racconterà come “nasce” un ufficio stampa. A seguire il live delle Primo.

Giovedì 16 maggio sarà il momento di MATTANZA, il podcast de Il Fatto Quotidiano ideato dal giornalista d’inchiesta Giuseppe Pipitone e dallo sceneggiatore Marco Colombo. Nella stessa giornata, gli studenti incontreranno il PM antimafia Antonino di Matteo: un incontro sulla memoria a 33 anni dalle stragi di Falcone e Borsellino.

Allo Spazio Europa di via IV Novembre due appuntamenti imperdibili. il 15 maggio si parlerà di Intelligenza Artificiale con Alfredo Accatino e Adriano Martella creativi di FilmmasterGroup che hanno firmato alcune delle cerimonie sportive più importanti al mondo e si potrà toccare con mano il lavoro di Daniele Di Veroli noto Creativo Tecnologico creatore di contenuti interattivi.

Sempre a Spazio Europa il 16 maggio un workshop sull’opportunità che si possono avere nell’ambito della cultura e degli eventi grazie ai bandi dell’ Unione europea; tra gli ospiti della la conferenza Francesca Ciaralli (Marte Found) tra gli organizzatori della Biennale MARteLive, che insieme al Professor Vanni Resta del master di Europrogettazione della Sapienza e Marta Romano (Melting Pro) ci racconteranno i segreti per creare un budget e un progetto a prova d’Europa.

Il Pomeriggio del 15 maggio presso Europa Experience David Sassoli a Piazza Venezia sarà il momento delle special guest MammadiMerda che insieme a Sabrina Santoro di Rock in Roma, Sara Dagati di Bla studio ideatrice di Roma Diffusa e Francesca Ciaralli di Martelive affronteranno il tema della maternità, per tutte quelle mamme che cercano di conciliare carriera lavorativa e vita familiare; i momenti più significativi saranno immortalati live dalla Fumettista Sara Pavan.

A seguire sempre il 15 maggio al Caffè delle esposizioni i gotha degli eventi culturali romani incontreranno il pubblico per raccontare come sono nati alcuni dei festival più seguiti di Roma. Ospiti Massimiliano Smeriglio, assessore alla cultura del comune di Roma, Massimiliano Padovan di Benedetto (Roma Art Week), Maddalena Salerno (Bla Studio Roma diffusa), Giuseppe Casa (Marte Live), Guido Pietro Airoldi (Videocittà), Michele Franzese (Roma Future Week) e Jacopo Marzano del festival della diplomazia. Un talk su come un’idea diventa un evento culturale di successo, tra intuizioni, fallimenti e traguardi.

Il 16 maggio nel pomeriggio due eventi dedicati al cinema e alla musica: alle 17:00 presso Europa Experience un talk con i protagonisti i creatori e direttori artistici di alcuni dei festival cinematografici romani più importanti. Ospiti: Fabia Bettini (Alice nella Città), Andrea Lanfredi (Pigneto Film Festival), Tania Innamorati (48h Film Project) Valerio Ferrara (Pianeta Mare Film Festival), Nina Baratta (Moscerine Film Festival). Modera l’attrice e attivista Chiara Vinci. A seguire le proiezioni di Cinque Giorni di Juan Diego Puerta Lopez e Anastóm?sis di Alessandro Lattanzi.

Dalle 19:00 al Caffè delle Esposizioni un confronto tra i maggiori organizzatori di festival musicali: organizzare un festival musicale e come non farsi travolgere dal caos. Tra gli ospiti Massimo Bonelli (iCompany), Davide Dose (Spaghetti Unplugged), Federica Fempe Rotondi (Villa Ada), Brando Giannoni (Spring Attitude), Francesco Tromba (Super Aurora).

REC si chiude sabato 17 maggio; la mattina, un appuntamento presso Europa Experience organizzato dalla Roma Future Week dal titolo “Hackerami ‘sto evento! Smonta e rimonta gli eventi a modo tuo”. Dirige Michele Franzese di Scai Comunicazione, accompagnato dal team che ha costruito Rome Future Week. Sarà un workshop per entrare nei meccanismi di un evento, dall’ideazione alla realizzazione e passando per la necessità di innovazione continua.

Il pomeriggio al Teatro delle Bellezze i partecipanti avranno l’occasione di incontrare rappresentanti di alcune tra le principali agenzie di eventi italiane: Federico Maturo (Triumph Group), Cristiano Sammarco (Italia Camp), Valerio Zanetti (Impronta Group), Sara Cocchi (ENI).

La serata si chiuderà sempre al Teatro delle Bellezze con “Se vedemo (se Dio vuole)”, il party ufficiale del festival, realizzato in collaborazione con We Love Radio.

Internazionali Tennis, Musetti ai quarti di Roma: Medvedev battuto 7-5, 6-4

Roma, 13 mag. (askanews) – Lorenzo Musetti ai quarti di finale a Roma per la prima volta in carriera. Il n°9 del mondo supera Daniil Medvedev con i parziali di 7-5, 6-4 in un’ora e 40′ di gioco, che non comprende la lunghissima interruzione di quasi tre ore per pioggia arrivata proprio sul suo match-point. Entra per la terza volta consecutiva tra i migliori 8 in un 1000 sul rosso dopo Monte-Carlo e Madrid (primo italiano a riuscirci) con un’altra prestazione solida, fatta di concretezza al servizio, pennellate magiche e difesa super. Mercoledì affronterà il vincente di Zverev-Fils per un posto in semifinale.

Mattarella: i valori europei non ammettono compromessi morali

Coimbra, 13 mag. (askanews) – “Dialogo costruttivo, senso del bene comune, etica deontologica, così come disposizione a innovare e a costruire e accumulare capitale sociale produttivo. Sono i presupposti indispensabili alla crescita economica in Stati di diritto avanzati, come lo sono i nostri. Sono anche, a mio avviso, manifestazioni di quei valori fondamentali da noi condivisi e che hanno forgiato l’identità europea e non ammettono compromessi morali”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella orazione in occasione del dottorato honoris causa ricevuto dall’Università di Coimbra.

Nuovo no al Mes e rinvio Pnrr, la partita (forse incrociata) di Meloni in Ue

Roma, 13 mag. (askanews) – L’Italia ribadisce che non c’è una maggioranza parlamentare per ratificare il Mes. Allo stesso tempo torna a chiedere la proroga dell’attuazione del Pnrr oltre il 2026. Due dossier tecnicamente slegati ma che nella pratica potrebbero avere un collegamento.

Sul Mes, per l’ennesima volta, ieri nel corso dell’Eurogruppo è stato chiesto al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti se e quando l’Italia (unico Stato che ancora non l’ha fatto) approverà la riforma del Meccanismo europeo di stabilità. Altrimenti, ha avvertito il presidente dell’Eurogruppo Paschal Donohoe, “i fondi che abbiamo a disposizione per aiutarci a gestire le difficoltà bancarie non possono essere incrementati dai prestiti concessi dal Mes”. Tutto vero, ma non ci sono i numeri, ha replicato il titolare del Mef. E questo è stato del resto già certificato con il voto della Camera del 21 dicembre 2023 con cui fu respinta la ratifica del trattato. Da allora le posizioni non sono cambiate. Oggi per la Lega, addirittura, l’Italia dovrebbe chiedere indietro la quota versata al fondo. “Visto che si insiste a proporre questa modifica che la Lega non ratificherà mai – tuona Matteo Salvini – rispondiamo proponendo di liquidare la quota italiana per riprenderci i nostri quindici miliardi con cui potremmo abbassare le tasse, fare investimenti e aumentare le pensioni, lasciando liberi gli altri di fare quello che vogliono”.

Anche Fratelli d’Italia – con Marco Osnato – dice no alla ratifica di uno strumento “inadeguato” sia “come ‘assicurazione’ per gli stati membri in caso di crisi bancarie e ancor di più come strumento di sviluppo economico”. Per Forza Italia invece, spiega Antonio Tajani (un po’ a disagio per una posizione italiana ben diversa da quella del Ppe) la ratifica non è “una priorità” ma “non siamo contrari per principio” se vengono risolti i “dubbi sulla carenza di controlli”.

In questa situazione della maggioranza, Giorgia Meloni non spinge certo per l’approvazione del Meccanismo. Anzi. Più volte ha detto di ritenere lo strumento “inadeguato”, assicurando che l’Italia “non vi accederà mai finchè sarò al governo”. Del resto può contare sul fatto che nessuno può costringere l’Italia a ‘firmare’: il Mes è uno strumento intergovernativo che richiede l’unanimità e dunque la pressione su Roma può limitarsi alla moral suasion, al limite paventando un danno reputazionale o qualche conseguenza su altre partite. Al contrario, tenere aperta la questione potrebbe servire per usare il Mes come mezzo di pressione o moneta di ‘scambio’. Ad esempio – ipotizzano alcune fonti – per una proroga oltre il 2026 per l’attuazione del Pnrr, su cui l’Italia è in ritardo. Bisogna ricordare che proprio utilizzando l’argomento della logica “a pacchetto”, a fine 2023, Meloni aveva usato il Mes come leva nella trattativa per il nuovo Patto di stabilità. Poi, in realtà, approvato il Patto, non era arrivato il via libera al Meccanismo di stabilità. In qualche modo quella strategia potrebbe essere replicata.

Proprio oggi, il commissario Raffele Fitto ha ammesso che per l’attuazione dei Pnrr nazionali “resta ancora molto da fare nel tempo che ci rimane”. Poco dopo Giorgetti ha detto di accogliere “con favore” la proposta Safe della Commissione per il rafforzamento dell’industria europea della difesa chiedendo di valutare però, invece dell’attivazione di prestiti, “l’esplorazione di ulteriori opzioni, tra cui l’utilizzo di fondi del settore privato e la possibilità di estendere il dispositivo per la ripresa e la resilienza oltre il 2026, per aumentare il margine di bilancio a disposizione degli Stati membri per rispondere all’esigenza di aumentare la spesa per la difesa”. Una richiesta, quella della proroga, non nuova e che finora non ha trovato sponde. Ma il governo, alle prese con i conti, non demorde.

Governo avanti tutta sui centri per migranti in Albania, Meloni chiede la fiducia alla Camera

Roma, 13 mag. (askanews) – Governo avanti tutta sui centri per migranti nel paese delle Aquile, sotto la giurisdizione italiana. Domani l’aula della Camera vota la fiducia sul dl Albania che modifica il protocollo, firmato tra la premier Giorgia Meloni e l’omologo Edi Rama ormai un anno e mezzo fa, estendendone la platea agli stranieri, già in Italia, colpiti da provvedimenti di trattenimento e trasformando le strutture in Centri per il rimpatrio non solo per extracomunitari richiedenti asilo intercettati in acque internazionali.

Venerdì la premier Giorgia Meloni sarà a Tirana al vertice della Comunità Politica Europea (EPC) e non è escluso che possa visitare le strutture di Schengjin e Gjader che per la Meloni sono un “modello innovativo” che raccoglie “sempre più consenso” in Europa. Ma che sinora non hanno funzionato, come le opposizioni hanno continuato ad evidenziare, con costi ingenti, una ‘spola’ nella acque dell’Adriatico che ha messo in imbarazzo l’esecutivo e uno scontro con i magistrati senza precedenti.

L’andirivieni di questi mesi, di navi militari con a bordo extracomunitari “a seguito di operazioni di soccorso”, in seguito alla mancata convalida da parte dei giudici dei trattenimenti nonostante il decreto legge con cui il governo ha stilato per legge la lista dei paesi considerati sicuri (su cui è atteso entro l’estate il verdetto della Corte di giustizia europea), ha convinto il governo ad ampliare la sfera d’azione del protocollo. D’altronde era stata la stessa premier a dicembre del 2024 ad affermare alla kermesse di Fratelli d’Italia dal palco di Atreju: “i centri funzioneranno, funzioneranno. Dovessi passarci ogni notte da qui alla fine del governo italiano, funzioneranno”.

In sede di esame degli emendamenti in commissione Affari costituzionali, sono state approvate alcune proposte presentate dalla relatrice Sara Kelany (Fdi) che vanno ulteriormente in questa direzione. Se il migrante, trasferito nei centri in Albania, dovesse presentare domanda di protezione, cambiando quindi il suo status giuridico, non sarà riportato in Italia se vi siano “fondati motivi per ritenere che la domanda di protezione internazionale sia stata presentata al solo scopo di ritardare o impedire l’esecuzione del respingimento o dell’espulsione”. Una norma di cui la stessa relatrice ha spiegato la ratio: “Da quando il governo ha deciso di aprire il Cpr di Gjader anche ai migranti già destinatari in Italia di un provvedimento di espulsione sono giunte alcune sentenze, dal sapore ancora una volta ideologico, che fino ad oggi hanno avuto l’effetto di rimettere a piede libero ben 14 soggetti pericolosi trattenuti nel centro in Albania in attesa di rimpatrio”.

Tra le novità introdotte nell’iter parlamentare anche la proroga al 31 dicembre 2026 delle deroghe ad alcune disposizioni di legge per l’individuazione, l’acquisizione o l’ampliamento dei Cpr e la cessione a Tirana a titolo gratuito “due motovedette della classe 400 Cavallari in dotazione al corpo delle capitanerie di porto-Guardia Costiera”.

Domani, dunque, ci sarà il voto di fiducia sul dl Albania, provvedimento su cui il centrodestra ha sempre mostrato la sua compattezza, senza tentennamenti come su tutti i provvedimenti in materia di immigrazione. Il testo passerà quindi all’esame del Senato per il via libera definitivo. Poi, sarà la cronaca a dire se i centri “funzioneranno” e come funzioneranno anche sul fronte del rispetto dei diritti umani dei migranti.

Mfe: su Prosieben progetto non cambia, obiettivo rafforzare posizione

Milano, 13 mag. (askanews) – Il progetto industriale di Mfe su Prosieben non cambia. Al termine del cda odierno di Mediaset all’indomani della mossa di PPF sul gruppo tedesco, di cui il Biscione è primo azionista con il 30% circa, viene confermata la volontà di rafforzare la posizione di socio di maggioranza per garantire maggiore flessibilità d’azione tenendo conto dell’evoluzione dello scenario. La linea dunque non cambia, Mfe non intende scalare Prosieben ma avere maggiore flessibilità. E’ quanto spiegano fonti finanziarie.

Si sarebbe trattato di un incontro a carattere informativo senza deliberazioni formali ma, secondo quanto trapela, l’amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi, insieme al suo management, avrebbe condiviso con il cda la linea che intende mantenere. Una posizione che avrebbe ottenuto il sostegno unanime dei consiglieri. Massimo riserbo su come tutto questo possa concretizzarsi alla luce del blitz del gruppo ceco, che ieri ha ha lanciato un’Opa parziale per salire fino al 29,99% in Prosieben. E’ ancora presto per scoprire le carte, se proseguire o meno con l’Opa partita l’8 maggio. Le prossime settimane potrebbero riservare nuovi colpi di scena.

Intanto, il titolo Prosieben oggi a Francoforte ha consolidato i maxi guadagni di ieri, chiudendo a 7,28 euro (+2,8%). A Piazza Affari, poco mosse le azioni Mfe (+0,06% a 3,326% a euro), in rialzo invece dell’1,4% le Mfe B a 4,404 euro. PPF, gruppo controllato dagli eredi del miliardario Petr Kellner, mette sul piatto 7 euro per azione interamente in contanti contro il corrispettivo misto offerto dall’Opa lanciata da Mfe (4,48 euro cash e 0,4 azioni Mfe A) per complessivi 5,74 euro, il minimo previsto per legge.

Mes, Tajani: per Fi non è priorità ma non siamo contrari

Roma, 13 mag. (askanews) – Il Mes non è una priorità, ma Forza Italia non è contraria per principio. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani a margine di un convegno sul futuro dell’Europa organizzato dalla fondazione De Gasperi e dalla fondazione Schuman.

“Sul Mes – ha spiegato Tajani – abbiamo sempre avuto, per quanto riguarda Forza Italia, delle perplessità. Due forze di governo sono contrarie, noi abbiamo una perplessità perché abbiamo una visione più europeista, la perplessità è il controllo democratico del fondo. Il presidente della Banca centrale europea è chiamato a rispondere davanti al Parlamento europeo mentre chi guida il Mes non è chiamato a rispondere davanti all’Europarlamento. Questa è l’obiezione di fondo che come Forza Italia abbiamo fatto, quindi” questo intendiamo con “il controllo democratico del Mes: questo è il nostro tema, che è diverso da quello di Fratelli d’Italia e della Lega. Noi non siamo contrari per principio al Mes, però abbiamo forti dubbi sulla carenza di controlli, cioè, Lagarde va a riferire al Parlamento e non capisco perché il responsabile del Mes non deve andarci”.

In ogni caso, ha proseguito Tajani, “non mi pare che sia una priorità, priorità è ricostruire la pace, poi capisco le richieste ma non è una priorità”.

Secondo Tajani, sulle possibilità di recuperare la quota messa dall’Italia, “tutto si può fare però non è facile e, al di là delle cose che si dicono, poi bisogna farle. Noi saremmo pronti come Forza Italia a votare il Mes se ci fosse il controllo democratico. Avevamo detto che bisognava usarlo per la sanità, non siamo stati ascoltati. Vedremo cosa succederà. Però – ha ribadito Tajani – ci sono altre priorità”.

Salvini: per la pace la partita a tre fra Ucraina, Russia e Usa

Milano, 13 mag. (askanews) – Sulla guerra in Ucraina “la partita a tre: Ucraina, Russia e Stati Uniti. Spero che in qualche palazzo europeo non ci sia qualcuno che vuole boicottare questo difficile e necessario percorso che avvicina alla pace”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini a margine dell’inaugurazione della rigenerazione del terminal 3 all’aeroporto di Fiumicino. “Quando ancora oggi qualcuno parla di riarmo, esercito e missili europei non fa un buon servizio alla pace. Dovranno trovare l’accordo Zelensky e Putin ognuno tutelando i propri interessi. Se si siedono intorno a una tavolo le delegazioni bisogna ringraziare l’amministrazione Trump. Macron? Macron si agita, ma non sempre quelli che si agitano ottengono successi, quindi lasciamo lavorare altri”, ha concluso Salvini.

Salvini: il Mes? Un salvadanaio che nessuno usa

Milano, 13 mag. (askanews) – “Chiediamo all’Europa di non soffocare le nostre imprese con burocrazia, regole e intralci. Il Mes non serve, nessuno lo usa, anzi ci abbiamo messo 15 miliardi degli italiani in questo salvadanaio che nessuno usa, se ce li riprendiamo indietro aiutiamo tante famiglie e imprese”. Lo ha sottolineato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, a margine della inaugurazione del nuovo terminal 3 all’aeroporto di Fiumicino, rispondendo in merito alla richiesta arrivata dal Comitato di risoluzione unico, l’Autorit per la ristrutturazione e la liquidazione delle banche in difficolt, perch tutti i paesi europei ratifichino il Mes che l’Italia non ha mai ratificato.

Campagna benefica, Leo Messi sceglie gol preferito sua carriera

Roma, 13 mag. (askanews) – Leo Messi ha segnato oltre 800 gol nel corso della sua straordinaria carriera, l’ultimo dei quali alcuni giorni fa contro il Minnesota nella MLS. Molti di questi gol – sottolinea una nota – hanno segnato momenti leggendari e conquistato titoli importanti; alcuni sono ricordati per la loro bellezza, altri per la loro importanza. Alcuni sono stati segnati con la maglia dell’Argentina; altri con quelle di FC Barcelona, Paris Saint-Germain o Inter Miami CF. Ognuno occupa un posto speciale nel cuore dei tifosi di tutto il mondo.

Per anni, tifosi ed esperti hanno dibattuto su quale di questi gol si distinguesse in modo particolare: per significato o per perfezione estetica. Ma ora, per la prima volta in assoluto, sarà Messi stesso a scegliere il suo preferito, dando vita a una fusione inedita tra arte e calcio.

Il gol scelto sarà svelato a livello globale sui canali social ufficiali dell’Inter Miami CF Foundation il 22 maggio alle 11.00 ET e sarà immortalato attraverso una collaborazione rivoluzionaria con Refik Anadol, figura chiave dell’arte del XXI secolo con le sue creazioni basate sui dati che hanno ridefinito i confini dell’arte e della tecnologia.

Il ricavato di questa storica iniziativa, che si prevede supererà ogni record di raccolta fondi, sarà devoluto a progetti di beneficenza. Tra questi, una partnership incentrata sull’istruzione tra Inter Miami CF Foundation (IMCFF) e UNICEF, che sostiene l’accesso a programmi di istruzione di qualità per i bambini di cinque Paesi dell’America Latina e dei Caraibi. L’opera finale, che verrà ufficialmente svelata a New York dalla casa d’aste leader mondiale Christie’s l’11 giugno, porterà la firma di entrambi gli artisti e sarà composta da due elementi interconnessi: la rappresentazione visiva più pura del gol scelto da Messi e l’interpretazione artistica di Anadol, generata dai milioni di dati relativi a quel momento.

“Scegliere un solo gol tra tutti è molto difficile: ognuno è speciale a modo suo, e alcuni sono davvero importanti o evocano ricordi incredibili. Ma vale la pena selezionarne uno come preferito per la prima volta, per rendere possibile questo progetto unico. C’è un obiettivo molto forte dietro, e sono davvero felice di farne parte”, ha dichiarato Leo Messi. Refik Anadol ha aggiunto: “È uno straordinario onore unire le forze con Leo Messi, uno dei più grandi atleti dei nostri tempi, per un progetto che sostiene organizzazioni no-profit, tra cui l’UNICEF, e che unisce l’eredità emotiva dello sport al futuro dell’arte. Noi del Refik Anadol Studio abbiamo sempre creduto nel potere dei dati per raccontare storie profondamente umane. Utilizzare l’intelligenza artificiale per visualizzare il ricordo del gol preferito di Messi è un’impresa creativa ed etica: celebrare l’emozione, la memoria e l’eccellenza”. “L’istruzione è il carburante dei sogni. Ecco perché l’Inter Miami si impegna a sostenere programmi che garantiscono l’accesso all’istruzione a tutti”, ha dichiarato Jorge Mas, Managing Owner dell’Inter Miami CF. “Non vediamo l ‘ora di ammirare la bellezza del gol preferito di Leo attraverso la lente artistica di Refik. Questa innovativa collaborazione unisce il più grande calciatore del mondo e un rinomato artista per creare un’opera unica nel suo genere a beneficio delle nostre iniziative educative. Sarà davvero un’opera d’arte senza pari”.

Guidato dalla Inter Miami CF Foundation, il progetto “A Goal in Life” – a cui la Fondazione ha invitato Leo Messi e Refik Anadol a partecipare – è sotto la direzione creativa di Xavier Roca, con la curatela artistica dell’acclamata esperta d’arte Ximena Caminos. L’asta si chiuderà il 25 luglio da Christie’s a New York.

Senhit torna all’Eurovision Song Contest come Ambassador San Marino

Roma, 13 mag. (askanews) – Senhit torna all’Eurovision Song Contest 2025, questa volta come Ambassador di San Marino e Spokesperson per la finale di sabato 17 maggio. L’edizione di quest’anno si terrà a Basilea e vedrà ancora una volta protagonista l’artista che ha rappresentato San Marino nelle edizioni precedenti del 2011 e del 2021.

Intanto, continuano le esibizioni di Senhit nell’Area Hospitality, uno degli spazi più esclusivi della settimana eurovisiva, frequentato da delegazioni e artisti legati alla storia dell’Eurovision. Le sue esibizioni prevedono ogni giorno un momento musicale, con alcuni brani tra i più leggendari dell’Eurovision.

E prosegue anche il suo format originale “Under the Umbrella”, in cui Senhit intervista i protagonisti dell’Eurovision. La notte del 15 maggio, l’artista sarà invece ospite speciale dell’EuroClub, dove si esibirà con un set esclusivo che includerà brani del suo repertorio e cover di celebri canzoni eurovisive.

Il suo impegno si concluderà sabato 17 maggio quando ricoprirà il ruolo di Spokesperson durante la serata finale dell’Eurovision.

M.O.,giovedì parte la seconda Carovana italiana solidale per Gaza

Roma, 13 mag. (askanews) – Una seconda carovana per squarciare il velo di indifferenza su quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza. A un anno dalla Carovana Solidale ‘Gaza oltre il confine’, le associazioni Aoi, Arci, Assopace Palestina, 14 parlamentari di Pd, M5s e Avs, tre eurodeputati, 13 giornalisti e diversi accademici torneranno dal 15 al 19 maggio al valico di Rafah per raccontare la situazione disperata in cui versano i palestinesi, rinchiusi dal 2 marzo scorso dall’esercito israeliano nella martoriata Striscia di Gaza.

“Già un anno fa il quadro che ci venne restituito era apocalittico. Oggi, le previsioni più catastrofiche si sono tragicamente avverate”, ha spiegato Alfio Nicotra di AOI in una conferenza stampa nella sede della Fnsi. “La tregua annunciata il 19 gennaio 2025 non ha prodotto alcun passo avanti concreto: né verso un cessate il fuoco permanente, né per garantire la protezione della popolazione civile. Al contrario, dal 18 marzo la ripresa dei bombardamenti e la nuova offensiva di terra da parte dell’esercito israeliano hanno aggravato ulteriormente la crisi, segnando una pericolosa deriva verso un progetto di pulizia etnica apertamente sostenuto da esponenti dell’amministrazione Trump e da una larga parte della coalizione di governo di Netanyahu”.

“Andiamo lì – ha sottolineato Marco Grimaldi, deputato di Avs – per far vedere questi 580 giorni di crimini contro l’umanità, dopo le bombe oggi c’è la fame e la sete come strumento e come arma di guerra”.

Saranno 60 i componenti della delegazione, che stazionerà al confine con l’Egitto. Ma l’obiettivo è più ambizioso, ha rivelato la deputata dem Laura Boldrini: “Noi vogliamo andare direttamente a Gaza perché riteniamo che quello che sta accadendo nel silenzio diffuso è qualcosa di non più sostenibile, di non più sopportabile. E’ in corso lo sterminio del popolo palestinese e gran parte delle istituzioni europee non reagisce, balbetta, tentenna”.

Sotto accusa anche il nostro esecutivo: “Il governo italiano – ha sottolineato Boldrini – fino a oggi non è riuscito a dire parole chiare, Giorgia Meloni, che si dichiara madre e cristiana, di fronte all’uccisione di 16mila bambini, uccisi da bombe, dalla fame, dalla sete e dalle malattie non è riuscita a dire una parola di cordoglio verso quello che sta accadendo e tantomeno di condanna per queste azioni criminali del governo Netanyahu”.

Stefania Ascari, deputata M5s, è durissima nel condannare Israele e non si fa remore a usare la parola genocidio: “Assolutamente e lo dico da subito: quello che sta avvenendo è un genocidio, parliamo di oltre 52mila esseri umani, donne, uomini e bambini. Ventimila bambini che non ci sono più e questo è inaccettabile perché questa volontà genocidiaria l’abbiamo già toccata un anno fa quando siamo stati al valico, abbiamo visto oltre 1500 camion bloccati deliberatamente da Israele per provocare sofferenza, per provocare dolore. Cibo e acqua utilizzati come armi di guerra e questo è inaccettabile, tutto questo è disumano”.

A conclusione della conferenza, è intervenuta in videocollegamento l’europarlamentare del Pd Cecilia Strada: “Sotto le macerie di Gaza sta morendo anche l’Europa. I governi e le istituzioni europee che non fanno nulla per fermare Netanyahu rivelano tutta la loro ipocrisia. Così facendo, ci stanno consegnando ai libri di storia come complici di un genocidio”.

Questi i 17 tra parlamentari ed europarlamentari che prenderanno parte alla Carovana: Stefania Ascari, Carmela Auriemma, Dario Carotenuto, Carmela Di Lauro, Arnaldo Lomuti, Valentina Barzotti, Danilo Della Valle, Laura Boldrini, Arturo Scotto, Rachele Scarpa, Sara Ferrari, Ouidad Bakkali, Valentina Ghio, Nicola Stumpo, Cecilia Strada, Marco Grimaldi, Benedetta Scuderi.

Privacy, arriva DATA!The Game, gioco sul valore dei dati

Roma, 13 mag. – Viviamo nell’era dei dati. Ogni giorno ne produciamo, ne cediamo, li subiamo, lasciamo tracce: nomi, indirizzi, preferenze, abitudini, luoghi. Dati che ci definiscono, che raccontano chi siamo, cosa facciamo, dove andiamo, di che cure abbiamo bisogno. Ma siamo davvero consapevoli del valore di queste informazioni? In un mondo in cui tutto misurabile, la vera emergenza l’ignoranza digitale. Pochi sanno davvero cosa pu accadere quando si cede un’informazione, quando si accetta un consenso, quando si mette la spunta o si clicca un “S. in questo contesto che l’avvocato Luca Bolognini, esperto di privacy, inventa “DATA! The Game”. Un nuovo gioco per comprendere e apprendere il valore dei dati, ma anche i rischi legali e di cybersecurity a cui fare attenzione. Non un noioso quiz, ma un gioco dinamico e spassoso.

“L’idea era creare qualcosa che fosse al contempo divertente e utile per far capire il valore dei dati digitali anche a bambini dagli otto anni in su. E per fare questo doveva essere un gioco di puro divertimento che ne facesse capire l’importanza semplicemente giocando, divertendosi”, spiega Bolognini.

stato un avvocato a idearlo, dunque. Abituato a muoversi tra codici e norme, tra interpretazioni e adattamenti. Un professionista del diritto che ha trasformato la sua esperienza in uno strumento di gioco e di consapevolezza. “Chi fa questo mestiere maneggia le regole. E un gioco fatto di regole, appunto. Mi sono trovato a mio agio nell’immaginare il regolamento e il gioco. interessante, proprio come accade agli avvocati, vedere come cambiano le regole e come possono essere aggiustate, interpretate”, sottolinea ancora Bolognini.

Si presenta sia in versione cartacea, come gioco da tavolo da due ai sei giocatori, sia come videogame in cui si sfida l’intelligenza artificiale. Le partite durano 40-50 minuti ed pensato per famiglie, scuole, ma anche aziende. Lo scopo del gioco raccogliere pi carte Dataset possibili, per realizzare il proprio Data-Tesoro, stando attendi alle multe, ai reclami, agli attacchi informatici e alle sanzioni, e facendosi aiutare dalle carte speciali come quella “Avvocato”.

“L’alfabetizzazione – ricorda l’avv. Bolognini – un obiettivo previsto espressamente dal Data Act, la legge europea sui dati. Ovviamente, in Europa possiamo contare anche sul GDPR, il regolamento privacy sulla protezione dei dati personali, su tutta la strategia europea dei dati e sui regolamenti e le normative in materia di cyber security. Quello che manca molto spesso la consapevolezza in ciascuno di noi, consumatori, lavoratori, utenti, di quanto i dati contino, di quanto valgano”.

“DATA! The Game” pensato per non avere confini: si gioca in italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco. Del resto, si tratta di un fenomeno globale: solo nel 2024, infatti, nel Vecchio Continente, sono state registrate in media 363 notifiche di violazioni dei dati personali al giorno, segnalando una crescente vulnerabilit delle nostre informazioni pi personali.

Tennis, Paolini in semifinale a Roma

Roma, 13 mag. (askanews) – Jasmine Paolini batte Shnaider dopo quasi due ore e mezza di partita e conquista la sua prima semifinale al Wta 1000 di Roma. L’azzurra cede il primo set 6-7, ma poi in rimonta vince sia il secondo che il terzo parziale (6-4, 6-2) e ora attende la vincente di Stearns-Svitolina. “Ero nervosissima, meno male che ha piovuto 5 minuti – le parole dell’azzurra – Mi sono un attimo rilassata, ho detto proviamoci. Lei mi ha dato qualche istruzione tattica e ha funzionato, ma tutto il team mi ha aiutato, piano piano ho ritrovato la lucidità. Cosa non andava? Un calo di attenzione, un po’ di dubbi man mano che andava avanti. Ero partita bene, con le idee chiare, poi un po’ di confusione, ma sono rimasta lì, lucida e ho portato la partita a casa”.

Ucraina, Conte: Usa chiamano alleati ma l’Italia è fuori da tutto

Roma, 13 mag. (askanews) – “L’Italia di nuovo in panchina! Leggiamo da una nota ufficiale che il segretario di Stato degli Stati Uniti ha chiamato i ministri di Ucraina, Regno Unito, Francia, Germania e Polonia, oltre all’alto rappresentante dell’Ue, per discutere il percorso verso un accordo di pace in Ucraina. Meloni e soci di governo sono ancora impegnati al telefono coi comici russi? Sono a fare rafting?” Lo ha scritto sui suoi canali social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.

“Siamo fuori da tutto: dopo aver preso i baci in testa per inviare armi a oltranza, aver fallito la strategia e aver fatto pagare il prezzo ai cittadini, a partire dal carobollette, siamo anche – aggiunge l’ex premier – seduti in panchina, ai margini dei vertici”.

“Non abbiamo né un ruolo, né una voce”, ha concluso Conte.

Zelensky il 15 maggio sarà a Istanbul e si aspetta di vedere Putin: solo io posso trattare con lui

Roma, 13 mag. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito “una narrazione russa” le discussioni sulla legge che vieterebbe negoziati diretti con Vladimir Putin. “Nessuno, tranne me, può negoziare su sovranità, integrità territoriale e orientamento dell’Ucraina. Nessuno, tranne me, può condurre trattative con il leader della Russia o di altri Paesi”, ha dichiarato. Zelensky ha inoltre confermato un incontro con il presidente turco Erdogan il 15 maggio in Turchia, aggiungendo di aspettarsi di vedere lì anche Putin.

Zelensky il 15 maggio sarà a Istanbul e si aspetta di vedere Putin: solo io posso trattare con lui

Roma, 13 mag. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito “una narrazione russa” le discussioni sulla legge che vieterebbe negoziati diretti con Vladimir Putin. “Nessuno, tranne me, può negoziare su sovranità, integrità territoriale e orientamento dell’Ucraina. Nessuno, tranne me, può condurre trattative con il leader della Russia o di altri Paesi”, ha dichiarato. Zelensky ha inoltre confermato un incontro con il presidente turco Erdogan il 15 maggio in Turchia, aggiungendo di aspettarsi di vedere lì anche Putin.

Roma, nel mondo di Dolce e Gabbana che omaggia la cultura italiana

Roma, 13 mag. (askanews) – Dopo il debutto a Milano al Palazzo Reale e la presentazione a Parigi al Grand Palais, arriva a Roma al Palazzo delle Esposizioni “Dal Cuore Alle Mani: Dolce&Gabbana” (dal 14 maggio al 13 agosto 2025).

La mostra – promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo, con il patrocinio di Roma Capitale, prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo con IMG – curata da Florence Muller, un’immersione nel mondo e nelle creazioni dei due stilisti con un nuovo allestimento pensato per dialogare con il grande spazio espositivo che fa da scenografia alle oltre duecento creazioni, tra abiti, gioielli, accessori d’alta moda e alta sartoria, celebrando sempre l’artigianalit italiana, le suggestioni e le influenze, dall’arte, all’architettura, dal teatro, alla musica.

Nigel Hurst, direttore mostre IMG ha spiegato: “La vera attrattiva di questa mostra che una lettera d’amore aperta alla cultura italiana attraverso l’obiettivo di Dolce&Gabbana. un atto di generosit perch impariamo molto sull’artigianato italiano, sull’arte attraverso i secoli. E credo che Dolce&Gabbana siano unici nel loro genere, hanno assorbito e abbracciato ogni tipo di cultura italiana attraverso l’intero spettro e hanno usato la loro maestria artigianale per tradurla attraverso il proprio design e stile”.

La mostra pensata come un viaggio sensoriale, lungo sale immersive, come set cinematografici, con musiche, suoni, specchi, scenografie particolari, come fosse una grande passerella di moda aperta al pubblico. Si possono cos ammirare, nella sezione “Fatto a Mano”, creazioni ispirate alle tecniche artigiane delle varie regioni italiane, facendo respirare le atmosfere di Capri, Portofino, Napoli, della “Dolce Vita”. O spostarsi a Venezia, con la famosa lavorazione del vetro di Murano, che si ritrova nei preziosi abiti, nei gioielli, nei materiali con superfici specchianti che rievocano lo splendore dei lampadari, per poi passare nella sala de “Il Gattopardo” di Visconti.

La mostra celebra il folkore e le tradizioni siciliane, sarde, il barocco bianco dall’arte di Giacomo Serpotta, rivisitato nei tessuti che sembrano scolpiti in marmo; ci sono poi i sontuosi modelli ispirati all’opera e al balletto, le creazioni che omaggiano i maestri dell’arte, da Botticelli a Leonardo da Vinci, da Raffaello a Caravaggio; e ancora un tuffo negli atelier dove si creano le collezioni, tra pizzi e ornamenti, per chiudere con un omaggio a Milano, citt dove nascono e si realizzano le loro creazioni, con un abito in pizzo macram

dorato che ricorda la statua della Madonnina sopra al Duomo.

Tradizione e artigianato insieme alla modernit. Sono stati selezionati alcuni artisti visivi che dialogano con la creativit di Dolce&Gabbana, come Vittorio Bonapace che ha realizzato “Deus Ex Machina” che accoglie i visitatori all’ingresso. Un set di 10 opere in cui la figura androide si mescola all’umanit, trovando un equilibrio tra passato e futuro. L’artista digital ha affermato: “C’ una lunga ricerca e l’utilizzo di diversi software, dalla creazione da zero, modellando tridimensionalmente, arrivando a creare un’illuminazione fotografica con una luce un po’ religiosa e rinascimentale che un po’ un ponte che collega Dolce e Gabbana in termini di realizzazione artigianale, c’ una grande ricerca e cura del dettaglio, non c’ l’IA, un vecchio modo di fare il 3D e di creare arte digitale”.

Savana Funk festeggiano 10 anni a concerto con ospiti "People’s bash"

Roma, 13 mag. (askanews) – I Savana funk annunciano “People’s bash”, una giornata di musica e condivisione per festeggiare i 10 anni dal loro primo concerto.

Era infatti la primavera del 2015 quando Aldo, Blake e Youssef salivano per la prima volta sul palco come Savana Funk: dieci anni dopo, scelgono proprio Bologna — la città dove tutto è cominciato — per celebrare una decade di groove, libertà e sperimentazione insieme alla loro community, sempre più ampia e affezionata: dalle 16 fino a notte fonda, negli spazi del DumBO, concerti, ospiti speciali, dj set, laboratori per bambini, food truck e molto altro, tutto a ingresso gratuito.

I Savana Funk sono una band che combina funk, rock, blues e sonorità africane, creando atmosfere di pura energia. Si sono affermati come una delle realtà più innovative della scena musicale italiana. Cinque album all’attivo, un EP e centinaia di concerti in tutta Italia: il trio ha fatto del live la sua cifra distintiva, al punto da essere invitato da Jovanotti sul palco del Jova Beach Party tra il 2019 e il 2022 e da aprire il concerto dei Red Hot Chili Peppers al Firenze Rocks nel 2022. Tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024, i Savana Funk si sono dedicati al progetto Savana Sound System, un club tour in jam session con DJ e producer internazionali come Gaudi, Rocca, Zingabeat e Loopus in Fabula. L’ultimo lavoro discografico, l’EP “Raha” del 2024, firmato Savana Funk & Gaudi, è stato trasmesso da emittenti come la BBC, Radio FIP France e KCRW negli Stati Uniti.

Nel 2024 i Savana Funk hanno pubblicato il singolo “Samsara”, mixato da Tommaso Colliva, che ha inaugurato il nuovo corso della band, seguito dal singolo “Wa Zina” feat. Willie Peyote e dal Samsara Tour, un fitto calendario di concerti in tutta Italia.

Il 28 febbraio 2025 è uscito “The Invisible Man”, l’ultimo singolo: una versione inedita del brano tratto dall’album “Tindouf” del 2021, caratterizzata da un’anima volutamente old style che omaggia i grandi classici del soul.