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Il Papa americano tra Rerum Novarum e intelligenza artificiale

Ogni Papa cerca di dare continuità e cerca di segnare anche tratti di novità se non di discontinuità al suo magistero.

Il nuovo Papa ha una eredità complessa da portare avanti perché Francesco ha rappresentato indubbiamente per la Chiesa uno scossone che ha smosso ha sollecitato le coscienze trovando spesso nel mondo cattolico sostanziali freni e contraddittori ascolti proprio laddove la dottrina del pontefice ha riportato ai temi essenziali del messaggio evangelico (attenzione per gli ultimi e per gli immigrati, amore incondizionato per il prossimo, la questione ecologica come questione sociale e teologica, la pace, la Chiesa povera).

Ma tornare indietro non é possibile ed ecco la scelta di Papa Prevost e le sue prime parole. Finora ha detto le cose che doveva dire, aspettiamo le prime parole ufficiali …

Ma mi sembrano incoraggianti due prime cose.

In primis la scelta del nome. Tutti hanno sottolineato il richiamo al Papa della Rerum Novarum e della questione sociale. aggiungerei del Papa che getta le basi della dottrina sociale della Chiesa e della filosofia politica cattolica costruita sulla base del principio di sussidiarietà che ha nella Rerum Novarum una prima parziale formulazione (che troverà compiutezza con la Quadragesimo anno di Pio XI del 1931). Ma Leone XIII é una figura ancora più complessa, se pur contraddittoria (ma non é possibile approfondire), perché col suo magistero si apre una fondamentale battaglia (ancora in corso) per aprire il cristianesimo alla modernità contro la rigidità dottrinale dei pontefici precedenti. Aver scelto questo nome é quindi un indizio interessante e bene augurante.

L’altro punto importante mi sembra il richiamo alla intelligenza artificiale che, come l’aspetto oggi più eclatante della Tecnica, rappresenta indubbiamente la sfida teoreticamente e praticamente decisiva per il nostro mondo e per i cattolici in particolare. Perché nella Tecnica si nasconde la radice degli esiti post umanistici del pensiero contemporaneo che parte dalla negazione di Dio e quindi della sua funzione di limite al potere distruttivo dell’uomo. Nel momento in cui, infatti, il pensiero filosofico ha ritenuto e ritiene di poter fare a meno di Dio il potere della tecnica non incontra ostacoli al suo progetto autoreferenziale dell’accrescimento del suo apparato che potrebbe portare, come autorevoli studiosi di intelligenza artificiale hanno sostenuto, alla estinzione dell’essere umano in quanto ritenuto inutile e ostacolo a un mondo dominato dalle macchine.

Il realismo filosofico cristiano col suo richiamo alla centralità della persona é l’unico antidoto alla deriva nichilistica e distruttiva della Tecnica e aver messo questo tema al centro del suo magistero é un segno di speranza che Leone XIV dovrà far germogliare.

Papa Prevost, un leone in chiesa

Si fa un gran parlare del Papa, insistendo su alcuni segni che non sembrano decisivi. Che porti scarpe nere o rosse, dove stabilisca di dormire e con quale automobile muoversi non è poi così determinante per i cristiani del mondo. È stato giustamente detto che anche la banalità ha pur sempre bisogno di un pensiero per essere un pensiero.

In questi anni si è data troppa attenzione al personaggio del Pontefice, e meno alla sua figura di Padre dei fedeli. Anche il Papa è rimasto vittima, suo malgrado, di un “guardonismo” che richiede una revisione di approccio alla sua persona.

 

 

 

Disciplina e passione per la conoscenza

Leone XIV non avrà difficoltà a far cambiare linea d’orizzonte a chi vorrà commentarne le gesta, o – meglio sarebbe dire – le azioni. Dagli studi matematici avrà tratto la razionalità e l’arte della disciplina a cui ispirarsi e da insegnare al prossimo. Dalla filosofia, la passione per la conoscenza da trasferire agli uomini della terra.

Il nome stesso, Leone, evoca coraggio, forza e maestosità. Si è visto fin dalle prime parole pronunciate al momento della sua elezione: non un raglio d’asino, ma la voce di un uomo capace di lasciare traccia nel cuore del suo popolo.

 

Un leone che guida, non che comanda

Lo scrittore americano Shaw scrisse Young boys per raccontare una gioventù ruspante e rampante, ossessionata dal successo. Papa Prevost è un americano diverso. Farà da guida, difendendo il suo branco fino allo stremo. Sa bene che anche il leone più indomito, alla fine, perderà le forze, e potrebbe essere dimenticato dai suoi fedeli in attesa che nuove energie tornino a condurli. È il destino di tutti i Papi, anche dei più grandi e persino dei santi.

Papa Prevost si muoverà con determinazione, ma anche con senso di condivisione. Dai primi passi, è chiaro che non sarà come il leone della favola di Esopo, che – malgrado gli accordi iniziali – lasciò a bocca asciutta l’asino selvatico con cui aveva stretto un’intesa.

 

Il Papa come ago della bilancia

Nella Bibbia, non sarà un caso, il leone è citato tra i quattro esseri che “hanno eleganza nel camminare”; e ancora, “il Signore ruggisce come un leone da Sion”. Il Papa ha subito voluto sottolineare la sua appartenenza agli Agostiniani. Non c’è dubbio che saprà essere ago della bilancia tra tutte le istanze e le componenti della Chiesa che ne costituiscono la ricchezza.

L’ago è uno strumento acuto: sa pungere o rammendare dove occorre, e ha forma affilata per centrare in pieno l’obiettivo o la riflessione necessaria al momento concreto. È stato osservato che l’ago richiami anche l’agire: sospingere, sollecitare i cristiani a riscoprire l’entusiasmo per la Buona Novella. Non è il “duco”, il comandare del capo, ma il compito più profondo di scuotere il gregge, e di mandarlo avanti nel cammino della salvezza.

 

Pace, ponti, e una campana che richiama

All’esordio da Piazza San Pietro, Papa Prevost ha subito parlato di pace, con un tono che è sembrato di novità, come se mai Francesco e i suoi predecessori l’avessero nominata. Eppure, la pace è una pattuizione, un accordo tra le parti per smettere di infliggersi il male, fino a legarle in un’intesa che ripudia l’uso delle armi.

Il Santo Padre ha parlato anche della necessità di costruire ponti tra gli uomini, e non poteva essere altrimenti. Suona strano che oggi questo sembri così difficile, quando – entrando, ad esempio, nella Basilica di Santa Maria Maggiore – si resta ammirati da quanto seppero fare Papa Liberio, Papa Sisto III, e gli artisti che seguirono.

All’epoca non si disponeva di tecnologie particolari, eppure hanno lasciato capolavori di bellezza perenne. Gli uomini di oggi, invece, non è chiaro quale opera lasceranno per stupire coloro che abiteranno la terra nei secoli a venire. Sono andati sulla Luna, ma hanno perso le traveggole: gli è sfuggita di mano la verità, e forse anche il futuro.

Nel campanile della Basilica, domina – tra le altre – una campana detta “La Sperduta”, che suona la sera, secondo la tradizione, per richiamare una pastorella smarrita o una pellegrina disorientata. Oggi tocca ai cristiani ritrovare il sentiero, con una forza da leoni, per dire al mondo che sono in sintonia con il loro Papa, e che non importa come si vestirà o quali protocolli deciderà di innovare.

Sta di nuovo ai cristiani costruire nuove basiliche di amore nell’universo e sostenere il Papa nel suo impegno. Non c’è leone che non abbia bisogno della sua famiglia.

La folla, il bisogno, la luce: a San Pietro il respiro della fiducia

C’è stato un momento in cui il tempo sembrava essersi fermato in Piazza San Pietro. Era il primo discorso di Papa Leone XIV, il suo primo vero incontro con il popolo di Dio dopo l’elezione al soglio pontificio.

 

Il tempo sospeso in Piazza San Pietro

Ieri non c’era solo l’attesa per il nuovo Papa. C’erano anche le paure di un tempo incerto, i volti segnati dalla fatica, gli sguardi pieni di domande. Erano in 150 mila ad alzare gli occhi verso quel balcone, ma ognuno con dentro qualcosa di diverso: chi teme per il lavoro che non c’è, chi vive la solitudine, chi cerca un senso in mezzo al rumore del mondo.

 

Un inizio fatto di ascolto e umanità

Il nuovo Papa è apparso come una figura semplice, ma salda nelle sue convinzioni: presente, capace di ascoltare anche senza parlare troppo. Nel suo primo discorso, rigoroso ma carico di umanità, ha riconosciuto questo bisogno profondo: quello di essere visti, accolti, non lasciati soli. E non è poco, in un tempo che spesso ci fa sentire invisibili.

Un inizio che promette vicinanza, autenticità e, soprattutto, speranza. È chiaro che si prepara a essere un Pontefice che farà della questione sociale la sua bussola, il suo punto di partenza. È questo, forse, il segno più forte del suo esordio: la consapevolezza che ogni vero cambiamento parte dal basso, da chi vive nell’ombra, da chi aspetta giustizia, ascolto, dignità.

 

La paura, il bisogno, la speranza

Oggi la gente ha paura. Paura del futuro, delle guerre vicine e lontane, della distanza crescente tra chi ha tanto e chi non ha più nulla. Ma quella piazza, gremita come poche volte, dice anche altro: che nonostante tutto, c’è ancora chi spera. Chi aspetta un segno, una parola giusta, qualcuno che non parli solo “a” loro, ma “con” loro.

Perché in quel momento qualcosa è passato, più forte delle parole: il bisogno profondo di sentirsi parte, di non essere lasciati soli.

 

Una spiritualità che accompagna

E in mezzo a tutto questo dolore, la spiritualità resta un bisogno essenziale. Non una risposta semplice, ma un respiro. Un luogo interiore in cui cercare senso, direzione, conforto. La presenza del Papa non è dunque solo simbolica o politica: è spirituale. Parla a quell’intimo che spesso nascondiamo, a quella sete che non si disseta solo con soluzioni materiali.

Perché la fame dell’anima, oggi, è forse più forte che mai. La spiritualità non è un rifugio dal mondo, ma uno sguardo nuovo su di esso. È sentirsi parte di qualcosa che ci supera ma non ci schiaccia. È ritrovare parole come compassione, misericordia, giustizia, speranza.

 

Il potere misterioso di una presenza

Il Papa, nel suo primo discorso, ha sfiorato queste corde. Senza retorica, ma con una presenza vera. È questo, in fondo, il potere misterioso della spiritualità: non cambia il mondo in un attimo, ma cambia lo sguardo con cui lo attraversiamo.

Ed è questo, forse, il compito più grande che attende il nuovo Papa: non solo guidare, ma accompagnare. Camminare accanto a un mondo ferito, senza ricette facili, ma con verità, fermezza e compassione. Oggi, in mezzo a tutte quelle paure, si è accesa una luce di fiducia e speranza.

Da custodire. E questo, per molti, è già una preghiera.

M.O., verso rilascio ostaggio israelo-americano, segnale Hamas per Trump

Roma, 11 mag. (askanews) – I colloqui avviati tra gli Stati Uniti e Hamas hanno portato alla decisione di Hamas di rilasciare l’ostaggio americano-israeliano Edan Alexander, l’unico ostaggio americano ancora in vita a Gaza.

Il rilascio incondizionato sarebbe una dimostrazione di buona volontà nei confronti del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che si sta per recare nella Regione. L’inviato statunitense per il Medio Oriente STeve Witkoff arriverà in Israele domani in vista proprio del rilascio dell’ostaggio israelo-americano Edan Alexander che potrebbe avvenire nella stessa giornata.

Zelensky: giovedì aspetterò Putin in Turchia, non trovino scuse

Milano, 11 mag. (askanews) – “Ci aspettiamo un cessate il fuoco a partire da domani, completo e duraturo, che fornisca la base necessaria per la diplomazia. Non ha senso prolungare gli omicidi. E giovedì aspetterò Putin in Turchia. Personalmente. Spero che questa volta i russi non cercheranno scuse per non riuscirci”. Lo ha scritto sul suo canale Telegram il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

“Ci aspettiamo un cessate il fuoco a partire da domani: questa proposta è sul tavolo. Un cessate il fuoco completo e incondizionato, sufficientemente duraturo da fornire la base necessaria per la diplomazia, potrebbe avvicinare molto di più la pace”, scrive ancora sul suo canale Telegram Volodymyr Zelensky il quale ribadisce di attendere “una risposta chiara dalla Russia. La guerra contro la Russia dovrà comunque concludersi. Le uccisioni devono finire. Le forze ucraine saranno pronte a rispondere in modo speculare, per rendere la situazione equa”.

“Noi non abbiamo problemi a negoziare: siamo pronti per qualsiasi formato – ha ribadito – Sarò in Turchia giovedì, 15 maggio, e aspetto Putin in Turchia, personalmente. E spero che questa volta Putin non cercherà scuse per non fare qualcosa. Siamo pronti a parlare per porre fine alla guerra. Giovedì, in Turchia”.

Ucraina, Trump: Kiev accetti immediatamente richiesta incontro Putin

Roma, 11 mag. (askanews) – “Putin non vuole un accordo di cessate il fuoco con l’Ucraina, ma piuttosto vuole incontrarsi giovedì in Turchia per negoziare una possibile fine al BAGNO DI SANGUE. L’Ucraina dovrebbe accettare IMMEDIATAMENTE”. Così sul suo social Truth, il presidente Usa Donald Trump.

“Almeno saranno in grado di determinare se un accordo è possibile o meno, e se non lo è, i leader europei e gli Stati Uniti sapranno a che punto è la situazione e potranno procedere di conseguenza! Inizio a dubitare che l’Ucraina raggiungerà un accordo con Putin, troppo impegnato a celebrare la vittoria nella Seconda Guerra Mondiale, che non avrebbe potuto essere vinta (nemmeno lontanamente!) senza gli Stati Uniti d’America. INCONTRO, ORA!!!”.

Calcio, classifica serie A, l’Inter aggancia il Napoli

Roma, 12 mag. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Torino-Inter 0-2

Giornata 36 Milan-Bologna 3-1; Como-Cagliari 3-1, Lazio-Juventus 1-1, Empoli-Parma 2-1, Udinese-Monza 1-2, Hellas Verona-Lecce 1-1, Torino-Inter 0-2, ore 20.45 Napoli-Genoa, Lunedì ore 18.30 Venezia-Fiorentina, ore 20.45 Atalanta-Roma

Classifica: Napoli, Inter 77, Atalanta 68, Lazio, Juventus 64 Roma 63, Bologna 62, Milan 60, Fiorentina 59, Como 48, Torino, Udinese 44, Genoa 39, Cagliari, Verona 33, Parma 32, Empoli, Lecce 28, Venezia 26, Monza 18.

37esima giornata (domenica 18 maggio) Cagliari – Venezia, Fiorentina – Bologna, Genoa – Atalanta, Hellas Verona – Como, Inter – Lazio, Juventus – Udinese, Lecce – Torino, Monza – Empoli, Parma – Napoli, Roma – Milan

Geolier soprende e annuncia il tour negli stadi 2026

Milano, 11 mag. (askanews) – 24 anni, classifiche dominate a ogni sua uscita, milioni di fan conquistati in tutta Italia e un nome che ha rivoluzionato l’urban nazionale. Geolier non è solo un artista, è un fenomeno puro, tra i più real dei nostri tempi, ed è destinato a rimanere nel tempo. Dopo aver lasciato il segno l’anno scorso con i tre sold-out consecutivi allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli e aver iniziato il 2025 con un tour nei palazzetti tutto esaurito, è pronto a coronare un altro importante traguardo per la sua carriera.

Anticipato da un indizio sui suoi social, che lasciava intendere l’arrivo di un annuncio importante, oggi arriva la conferma (https://www.instagram.com/p/DJhCLaTCGsz/): “GEOLIER STADI 2026” sarà un tour che porterà la potenza della sua musica da nord a sud Italia, segnando una nuova ed entusiasmante fase della sua carriera.

Queste le date, prodotte e organizzate da Magellano Concerti: 13 Giugno 2026 Milano – stadio san siro 19 giugno 2026 Roma – stadio olimpico 23 giugno 2026 Messina – stadio franco scoglio Le prevendite saranno disponibili su Ticketone.it e nei punti vendita abituali dalle ore 14 di domani, lunedì 12 maggio. Info biglietti su: https://www.magellanoconcerti.it/.

Con la sua nuova stagione di concerti, l’artista continua a rappresentare il massimo splendore del rap italiano. Nell’attesa di vederlo il prossimo anno negli stadi, quest’estate sarà in tour in giro per la Penisola, a partire dal 28 giugno al Trento Live Fest per poi esibirsi due volte di seguito sul palco dell’Ippodromo di Agnano il 25 e 26 luglio. L’estate live 2025 continuerà il 31 luglio all’Oversound Music Festival di Lecce, il 2 agosto al Campobasso Summer Festival, il 4 (sold out) e il 5 agosto a Catania per il Sotto il Vulcano Fest. La tournée si concluderà in grande stile il 27 settembre nella suggestiva e storica Arena di Verona, già sold out.

Questi concerti saranno l’occasione per ascoltare dal vivo tutta la potenza della sua discografia e dell’ATTO II di DIO LO SA (https://geolierofficial.lnk.to/diolosa_attoll; Warner Music Italy), l’album che ha dominato la scena nel 2024 e che, a quasi un anno dalla sua release continua a restare stabile in Top 10 FIMI.

Geolier ha, infatti, rilasciato lo scorso novembre il secondo capitolo del suo ultimo album, già certificato quinto platino da FIMI/GfK Italia, che ad una settimana dal debutto ha raggiunto la #1 della Classifica Fimi Top Album, Il nuovo traguardo segue il successo delle prime 24 ore, che ha visto tutti gli otto brani del disco entrare in TOP 20 su Spotify Italia, conquistando il primo posto con “TU ED IO” feat. Rose Villain (oro) e il secondo con “MAI PER SEMPRE”. Il 4 dicembre Spotify ha dichiarato Geolier l’artista più ascoltato in Italia nel 2024, al primo posto anche nella classifica dei brani con “I P’ ME, TU P’ TE”, certificato quadruplo platino, e degli album più ascoltati con “DIO LO SA”, che è anche tra i cinque dischi più ascoltati in Europa sulla piattaforma.



Milano, il femminicida evaso è morto lanciandosi dal Duomo: trovato il cadavere della collega

Milano, 11 mag. (askanews) – Il cadavere di Chamila Wijesuriya, la 50nne barista originaria dello Sri Lanka, della quale si erano perse le tracce da venerdì scorso, è stato rinvenuto poco dopo le 16 di domenica al Parco Nord di Milano. Intorno alle 15 i vigili del fuoco di Milano con i nuclei sommozzatori, Saf e due mezzi di Sesto San Giovanni e Monza avevano iniziato a perlustrare, su richiesta dei carabinieri di Sesto San Giovanni, alcuni punti del Parco Nord alla ricerca di tracce che potessero ricondurre alla 50nne scomparsa dopo l’evasione dal carcere di Bollate del 35enne Emanuele De Maria.

Il cadavere, spiegano i vigili del fuoco di Milano, sarebbe stato avvistato da un passante all’interno del Parco nord a un chilometro circa dall’ultimo avvistamento. Le ricerche si erano concentrate, poi, dalle parti di un laghetto alle spalle dell’Ospedale Bassini, dove poi è stato ritrovato il corpo senza vita della 50enne.

La donna lavorava come barista all’Hotel Berna, lo stesso per cui lavorava De Maria, in carcere per omicidio ma in possesso di un permesso di uscita dal penitenziario di Bollate per lavorare. De Maria, poche ore prima del ritrovamento del cadavere della donna, si era suicidato lanciandosi dal Duomo di Milano.

A quanto si apprende, infatti, intorno alle 13.30 l’uomo, in regolare possesso di un biglietto per salire sulle guglie della cattedrale milanese, si è lanciato dal lato di fronte alla Galleria Vittorio Emanuele. Il killer, che ieri mattina aveva accoltellato un altro collega all’Hotel Berna prima di darsi alla fuga, non aveva documenti con sè ma è stato riconosciuto dai numerosi tatuaggi. Era in carcere a Bollate per un femminicidio commesso nel 2016 nel Casertano.

Ciclismo, Pedersen tappa e maglia al Giro, da martedì in Italia

Roma, 11 mag. (askanews) – Mads Pedersen non trema sulla salita di Qafa e Llogarasë, sfrutta ancora il lavoro della sua Lidl Trek e premia la squadra con un’altra volata imperiale in quel di Valona, terza tappa del Giro d’Italia. Il danese sfila la maglia rosa a Primoz Roglic e porta in Italia il simbolo del primato.Il campione del mondo 2019 piazza la squadra a fare il ritmo sulla tosta salita di Qafa e Llogarasë, non si scompone di fronte agli attacchi di Lorenzo Fortunato e Pello Bilbao e dopo il ricongiungimento in pianura battezza tutti con un’altra volta regale in quel di Valona. Il suo secondo successo in questo Giro d’Italia dopo aver stappato la corsa a Tirana, in terzo in assoluto alla corsa rosa dopo la perla di Napoli nel 2023. Domani riposo. Martedì la carovana arriva in Italia con la quarta tappa: Alberobello-Lecce (189 km) Tappa pianeggiante con un solo breve strappo a Putignano. Si connettono le principali città della zona tramite strade ampie e sostanzialmente rettilinee. A Lecce si entra nel circuito finale appena dopo l’arrivo. Si percorrerà quindi quasi l’intero circuito di circa 12 km prima di transitare sull’arrivo e affrontare un giro completo. Ultimi 3 km pianeggianti con una sola curva significativa a circa 1200 metri dall’arrivo.

Calcio, Verona-Lecce 1-1, a Krstovic risponde Coppola

Roma, 11 mag. (askanews) – Finisce 1-1 tra Verona e Lecce la gara delle 15 della 36esima giornata di serie A. Gara intensa al Bentegodi. Il Lecce si fa preferire nella prima frazione. Krstovic sblocca il risultato e poi esulta mostrando la maglia dedicata a Graziano, il fisio scomparso qualche settimana fa. Prima del break Coppola trova il colpo di testa dell’1-1. Nella ripresa ci prova più la squadra di Zanetti ma l’occasione migliore è per il Lecce che con Banda non trova il gol del 2-1. Verona a 33, Lecce a 28 con l’Empoli

Calcio, classifica serie A, Verona passetto salvezza

Roma, 12 mag. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Hellas Verona-Lecce 1-1

Giornata 36 Milan-Bologna 3-1; Como-Cagliari 3-1, Lazio-Juventus 1-1, Empoli-Parma 2-1, Udinese-Monza 1-2, Hellas Verona-Lecce 1-1, ore 18.00 Torino-Inter, ore 20.45 Napoli-Genoa, Lunedì ore 18.30 Venezia-Fiorentina, ore 20.45 Atalanta-Roma

Classifica: Napoli 77, Inter 74, Atalanta 68, Lazio, Juventus 64 Roma 63, Bologna 62, Milan 60, Fiorentina 59, Como 48, Torino, Udinese 44, Genoa 39, Cagliari, Verona 33, Parma 32, Empoli, Lecce 28, Venezia 26, Monza 18.

37esima giornata (domenica 18 maggio) Cagliari – Venezia, Fiorentina – Bologna, Genoa – Atalanta, Hellas Verona – Como, Inter – Lazio, Juventus – Udinese, Lecce – Torino, Monza – Empoli, Parma – Napoli, Roma – Milan

La svolta pop di Damiano David: affornta le sue paure e si racconta

Roma, 11 mag. (askanews) – Il primo album solista di Damiano David, Funny little fears, tutto in inglese, segna la direzione che il frontman dei Maneskin ha voluto dare alla sua carriera. Un lavoro importante dalle sonorità pop e un po’ retrò con cui Damiano affronta le sue paure e si racconta in un diario emotivo fatto di diversi passaggio.

“Il titolo è arrivato in dopo che ho finito di scrivere l’album ed è stato un po’ riconoscere quello che era la fonte sia dei testi ma anche di quello che io provavo prima di iniziare questo percorso. Io ho voluto fare questo album per mostrarmi in una maniera diversa e anche parlare di cose che fino a quel momento non avevo affrontato per paura del giudizio, per paura di espormi. Ho sempre sentito un forte senso di protezione che la musica mi dava e ho voluto un po’ distruggerlo perché sono cresciuto, sono maturato, sono un po’ più sicuro di me stesso e questo album è stato proprio un percorso per conoscermi. Le paure sono qualcosa che sono state un grosso blocco nella mia vita e anche qualcosa di cui mi sono vergognato per lungo tempo ed era una cosa che mi portava a isolarmi, questo album mi ha dato l’opportunità di invece rendere queste paure una cosa bella, di creare musica e mi permetterà poi, una volta uscito, di connettermi con le persone”.

L’album esce il 16 maggio, contemporaneamente uscirà il nuovo singolo “Zombie Lady”, un progetto a cui tiene moltissimo, tanto che dopo due anni che non incontrava la stampa italiana ha parlato incontrando i giornalisti a Roma. Ripete più volte che la storia con i Maneskin non è chiusa, ma guarda con passione al suo nuovo progetto che è una sorta di terapia contro la paura e il senso di solitudine: “L’album è nato dalla necessità di farlo, avevo la sensazione di sentirmi sbagliato, la musica mi permette di buttare dei pensieri su un foglio senza avere veramente coscienza di quello che sto dicendo e poi una volta che rileggo ciò che ho scritto è come se fossi una terza persona che si rende conto di qual è il problema”.

Quattrordici tracce che raccontano un anno e mezzo di vissuto di Damiano, dalla fine di un amore, che lo ha fatto soffrire moltissimo, ma non è quello che tutti pensate, racconta il cantante romano, all’incontro con una nuova persona, fino all’innamoramento. “Le relazioni specialmente la mia relazione sentimentale ma le relazioni in generale hanno un ruolo fondamentale che mi sono reso conto adesso che sono anche un po’ più adulto e che sono ovviamente tutto il 90% della mia felicità. Voglio essere molto sincero la rottura con la band per me è partita proprio, dalla fine di una relazione che ha proprio spezzato un meccanismo dentro di me, minando la fiducia che io avevo in me stesso. Ho dovuto proprio riconnettermi con me stesso e l’arrivo di una nuova relazione che ha un peso così forte nella mia vita è stata fondalmentale, lei è tuttora per me è la persona che mi aiuta e spinge di più”.

Damiano si divide tra Roma e Los Angeles, sulla presidenza Trump non risponde, ma precisa che la canzone Mars è nata proprio sentendo parlare del progetto di Musk di andare su Marte:

“Sentivo parlare di razzi e cose così e ho pensato che se anche ci fosse l’opportunità di andare sul pianeta rosso non ci voglio andare. Non mi piace l’idea di essere l’Adamo della nuova civiltà. Sto bene qua, se ne andassero sarebbe figo rimanere gli ultimi due sulla terra a godersi le ultime due settimane con gli animali che tornano al mare, tanto poi si muore lo stesso”.

Damiano David si prepara anche ad affrontare il suo tour mondiale, con 30 date in Europa, Astralia, Nord e Sud America, ma anche Asia. Sarà a Milano il 7 ottobre al Forum e l’11 e 12 ottobre a Roma al Palazzo dello sport. Una grande emozione per Damiano che è cresciuto suonando per le vie di Roma, che da X Factor ha spiccato il volo vincendo Sanremo e anche Eurovision, diventando con i Maneskin un artista planetario.

“La nostra traiettoria è sempre un po’ impensabile, poi capisci quello che realmente sta succedendo ed è abbastanza folle il fatto di essere un artista italiano con tour mondiale. Bisogna ogni tanto fermarsi a pensare proprio alla gente che si sveglia va sul sito compre il biglietto, prende l’aereo, vola, per venire a vederti: è una cosa pazzesca”.

Calcio, classifica serie A, il Monza torna al successo

Roma, 12 mag. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Udinese-Monza 1-2

Giornata 36 Milan-Bologna 3-1; Como-Cagliari 3-1, Lazio-Juventus 1-1, Empoli-Parma 2-1, Udinese-Monza 1-2, ore 15.00 Hellas Verona-Lecce, ore 18.00 Torino-Inter, ore 20.45 Napoli-Genoa, Lunedì ore 18.30 Venezia-Fiorentina, ore 20.45 Atalanta-Roma

Classifica: Napoli 77, Inter 74, Atalanta 68, Lazio, Juventus 64 Roma 63, Bologna 62, Milan 60, Fiorentina 59, Como 48, Torino, Udinese 44, Genoa 39, Cagliari 33, Verona, Parma 32, Empoli 28, Lecce 27, Venezia 26, Monza 18.

37esima giornata (domenica 18 maggio) Cagliari – Venezia, Fiorentina – Bologna, Genoa – Atalanta, Hellas Verona – Como, Inter – Lazio, Juventus – Udinese, Lecce – Torino, Monza – Empoli, Parma – Napoli, Roma – Milan

Tennis, Musetti agli ottavi a Roma, ora Medvedev

Roma, 11 mag. (askanews) – Lorenzo Musetti torna agli ottavi di finale agli Internazionali d’Italia: il carrarino, 8^ testa di serie del seeding, ha superato lo statunitense Brandon Nakashima, 28 del tabellone, con i parziali di 6-4, 6-3. Martedì se la vedrà con Daniil Medvedev.

“È stata una partita ben giocata, l’abbiamo preparata bene – ha spiegato Musetti a Sky Sport – Conoscevo il mio avversario e sapevo come dargli fastidio, ho usato bene le variazioni e sono stato aggressivo con il dritto. Lui ha servito molto bene, ma ha avuto due game a inizio primo set e altrettanti a inizio secondo set in cui mi ha concesso di più e sono stato bravo a prendermi i break. Medvedev? Non so se parto favorito, è una partita equilibrata. Daniil è un avversario ostico e i precedenti sono datati e in altre superfici, da quel momento tante cose sono cambiate. Entrare in campo con una consapevolezza diversa mi aiuterà con certi avversari. La finale con Sinner è il sogno di tutta Italia. Per quello che stiamo facendo vedere, il torneo lo meriterebbe. Se non è questa edizione, magari nei prossimi anni qualche italiano riuscirà a trionfare”.

MotoGp, Gp pazzo a Le Mans, vince Zarco su Marc Marquez

Roma, 11 mag. (askanews) – Sorpresa a Le Mans: Johann Zarco si impone nel GP di Francia. Il pilota Lcr Honda, squadra guidata da Lucio Cecchinello, vince la gara di casa dopo numerose sorprese. Marc Marquez, secondo, allunga prepotentemente nel Mondiale, sfruttando le cadute dei rivali. Ora ha 22 punti sul fratello Alex e 51 nei confronti di Bagnaia. Fermin Aldeguer (Gresini) si prende il terzo posto a Le Mans.

Meteo protagonista. La pioggia torna appena prima del via. I piloti arrivano sullo schieramento con le moto dotate di gomme slick, ma lo scroscio si fa insistente e, al termine del giro di ricognizione, tutti rientrano ai box per passare all’assetto da bagnato. La partenza viene così rimandata di 10 minuti e gara accorciata, passando da 27 a 26 tornate. Nel corso del secondo giro di allineamento i fratelli Marquez, Di Giannantonio, Morbidelli, Quartararo, Binder, Acosta e Aldeguer rientrano ai box per passare nuovamente alle slick. Tutti questi piloti, però scontano un doppio long lap penalty in virtù del nuovo regolamento che sanziona eventuali cambi di moto prima del via.

Migranti, a Lampedusa arrivati 3 morti: due sono bambini

Roma, 11 mag. (askanews) – Le salme di due bambini, di circa due anni, e un uomo adulto sono arrivate oggi a Lampedusa insieme a uno sbarco che complessivamente ha visto giungere sull’isola 63 persone migranti di origine sub-sahariana. Per 6 di loro sono stati necessari i controlli sanitari del caso presso l’ambulatorio di Lampedusa, prima dell’ingresso nell’hotspot di Contrada Imbriacola. L’imbarcazione sulla quale viaggiavano, partita dalla Libia, pare sia stata intercetta a circa 60 miglia da Lampedusa, in acque internazionali. “È sempre difficile, davanti a notizie come queste, trovare parole adeguate. Tre vite sono state spezzate in un viaggio che avrebbe dovuto dare loro la speranza di un futuro migliore, lontano da pericoli e difficoltà. Questa vicenda ci tocca tutti e ci spinge ancora di più a donare noi stessi, tutto ciò di cui siamo capaci, per dare Umanità a chi, invece, quel viaggio è riuscito a portarlo a termine, non senza difficoltà. È con questa Umanità che a Lampedusa Volontarie e Volontari, Operatrici e Operatori della CRI si stanno dedicando alle 63 persone arrivate sulle nostre coste e accolte oggi all’interno dell’hotspot”. Così Rosario Valastro, Presidente della Croce Rossa Italiana. Attualmente sono presenti nel centro gestito dalla Croce Rossa Italiana 305 ospiti, a seguito del trasferimento di stamattina di 166 persone a Porto Empedocle.

Salvini in piazza San Pietro con Le Pen per Regina Caeli: qui da cattolico

Milano, 11 mag. (askanews) – Il leader della Lega, Matteo Salvini, e Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, hanno assistito questa mattina al Regina Coeli di Papa Leone XIV, prima che entrambi si recassero a Palazzo Rospigliosi a Roma per la seconda giornata della Scuola di formazione politica della Lega. “Con Marine siamo stati con emozione in Piazza San Pietro. Ringrazio Marine per l’amicizia e la presenza”, ha commentato il vicepremier, spiegando che era in piazza San Pietro “Non da segretario della Lega ma da cattolico”. “Il nuovo Papa si è rivolto a tutta la popolazione con parole di speranza e ha messo al centro il tema della pace. Sono parole che non possiamo far altro che sottoscrivere”. Lo ha detto Marine Le Pen

Referendum, Schlein: il Governo sta boicottando il voto

Roma, 11 mag. (askanews) – “La Russa non è un militante qualsiasi, è il presidente del Senato. Ed è davvero grave che la seconda carica dello Stato inviti a disertare le urne: così tradisce un principio costituzionale che fissa il voto non solo come diritto, ma anche come dovere civico. Però sappiamo che dei principi e dei diritti l’estrema destra che sta al governo non se ne cura affatto. Per questo mi auguro che l’ondata di partecipazione sia la più grande possibile: sarebbe la miglior risposta a tanta arroganza”. Così ha detto Elly Schlein in un’intervista al quotidiano Repubblica. La segretaria Pd quindi ha aggiunto: “La linea del partito è chiara ed è stata approvata in direzione nazionale: noi sosteniamo il sì a tutti e cinque i quesiti referendari”. Elly Schlein in una intervista a Repubblica ha spiegato che “il governo Meloni” sta “boicottando” i referendum. “Tant’è che anche la Rai, ridotta ormai a megafono di Palazzo Chigi, nega uno spazio adeguato all’importanza di questo voto. Stanno usando tutte le leve in loro possesso per reprimere il sacrosanto diritto a una informazione libera e completa”.

Insomma, secondo Schlein, “è una battaglia giusta da fare, anche se siamo un Paese in cui alle ultime elezioni ha votato meno del 50% degli elettori. Ma io credo che l’Italia ci saprà stupire. Ce la possiamo fare, invece. La precarietà è la peggiore nemica dello sviluppo e del benessere della società, ruba il futuro ai giovani e alle donne, specie al Sud”.

Ucraina, Merz: la proposta di Putin è un buon segno, ma insufficiente

Roma, 11 mag. (askanews) – La proposta del presidente russo Vladimir Putin di negoziati diretti con l’Ucraina il 15 maggio in Turchia è “un buon segno” ma insufficiente: prima ci deve essere il cessate il fuoco. L’ha affermato oggi il cancelliere tedesco Friedrich Merz, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa France Presse.

“Ci aspettiamo che Mosca accetti un cessate il fuoco che permetta vere discussioni. Le armi devono prima tacere, poi i colloqui potranno iniziare”, ha affermato il leader conservatore.

Merz era ieri a Kiev con altri leader della Coalizione dei Volenterosi, che hanno proposto un cessate il fuoco da domani per 30 giorni. Se Mosca non lo accetterà, i Volenterosi minaccia un inasprimento delle sanzioni.

Gaza, durante il suo viaggio in M.O. Trump potrebbe annunciare un nuovo piano

Roma, 11 mag. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump potrebbe sfruttare la sua visita in Medio Oriente per svelare un quadro statunitense volto a porre fine alla guerra di 18 mesi a Gaza. Lo hanno detto fonti, secondo quanto riportano Axios e Haaretz.

Il piano potrebbe prevedere la creazione di un governo di transizione e nuovi accordi di sicurezza per la Gaza post-bellica, rimodellando potenzialmente la diplomazia regionale e aprendo la porta a futuri colloqui di normalizzazione, hanno detto le fonti. Trump ha incontrato privatamente giovedì il ministro israeliano per gli Affari strategici Ron Dermer per discutere della guerra e dei negoziati sul nucleare con l’Iran, ha riportato Axios.

E’ indicativo che Trump non abbia ancora annunciato una visita in Israele durante il suo tour nella regione. Due diplomatici hanno osservato che il presidente degli Usa si è recentemente astenuto dal parlare del suo piano “Riviera di Gaza”, che aveva suscitato l’ira del mondo arabo con il suggerimento di reinsediare l’intera popolazione e di mettere la Striscia sotto controllo statunitense.

Piazza San Pietro gremita per il primo Regina Caeli di Leone XIV

Roma, 11 mag. (askanews) – Piazza San Pietro gremita per il primo Regina Caeli di Leone XIV. Decine di migliaia, tra fedeli e turisti, hanno riempito la piazza ma anche l’attigua via della Conciliazione, con lunghe file ai metal detector che fanno da filtro per l’ingresso nella piazza.

Ucraina, Erdogan disponibile a ospitare negoziati diretti

Roma, 11 mag. (askanews) – Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha espresso al leader russo Vladimir Putin la disponibilità a ospitare negoziati diretti per la pace in Ucraina, come proposto dal capo del Cremlino nella notte. Lo ha comunicato – secondo l’agenzia russa Ria Novosti – l’ufficio della presidenza di Ankara.

“Il presidente Erdogan ha dichiarato che è stato raggiunto un punto di svolta storico per porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia. Ha affermato che questa opportunità va colta. La Turchia è pronta a dare qualsiasi contributo necessario per arrivare a un cessate il fuoco e a una pace duratura. Ankara è pronta a ospitare i negoziati”, ha detto l’ufficio di Erdogan.

India-Pakistan, la tregua tiene nonostante presunte violazioni

Roma, 11 mag. (askanews) – Il cessate il fuoco tra India e Pakistan raggiunto ieri sembra tenere, nonostante le reciproche accuse tra Nuova Delhi e Islamabad di “violazioni”.

Dopo o raid militari transfrontalieri che hanno segnato oil peggiore conflitto tra le due potenze nucleari rilvali rivali da decenni a questa parte, la tregua mediata dagli Stati uniti e annunciata ieri dal presidente Usa Donald Trump sembra aver tenuto nella notte scorsa fino a oggi.

Trump ha elogiato i leader dei due paesi, promettendo un rafforzamento dei commerci tra Usa e i due paesi.

Tuttavia, in Kashmir indiano sono stati denunciati attacchi pachistani che hanno interessato le città di Srinagar e Jammu. Il segretario agli Esteri indiano Vinay Mohan Kwatra ha accusato il Pakistan di “ripetute violazioni” dell’accordo, avvertendo che le forze armate indiane daranno “una risposta adeguata”.

Dal canto suo, un portavoce del ministero degli Esteri pakistano ha ribadito l’impegno di Islamabad a rispettare l’intesa “nonostante le violazioni perpetrate dall’India in alcune zone”, esortando le truppe su entrambi i fronti a “esercitare moderazione”.

Italia-Francia, Le Pen: Meloni ha ottenuto risultati importanti

Roma, 11 mag. (askanews) – La presidente Giorgia Meloni “ha incontestabilmente un ruolo diplomatico importante. E del resto, possiamo dire che non è una sorpresa per nessuno. Con la signora Meloni abbiamo delle divergenze, in particolare sul suo sostegno all’elezione di Ursula von der Leyen. Ma posso constatare che è riuscita a ottenere risultati importanti sia sul piano esterno che sull’economia italiana”. Lo ha detto in una intervista al Corriere della sera, Marine Le Pen, a Roma per assistere stamane, con Matteo Salvini, alla preghiera di Papa Leone XIV e poi partecipare ai lavori della scuola di formazione politica della Lega.

I rapporti tra la Francia e l’Italia? “Penso di poter dire che la visione di Giorgia Meloni e del suo governo sia assai lontana da quella di Macron. Ma Francia e Italia sono i due Paesi più simili, hanno radici nella stessa cultura. Io sono favorevole alla rinascita, anzi al Rinascimento dei rapporti tra Italia e Francia”, ha risposto Le Pen. Con il leader della Lega, Matteo Salvini, “siamo sempre stati vicini, anche all’inizio quando i sondaggi lo mettevano in difficoltà. E LE sue idee politiche, sono praticamente le stesse che ho io. E voglio aggiungere che è un uomo coraggioso, fedele e dalla grande forza di volontà. È davvero un amico”.

L’appello di Papa Leone XIV: cessino le guerre ovunque

Città del Vaticano, 11 mag. (askanews) – “Mai più la guerra”. Questo l’appello di Papa Leone ai grandi del mondo. “L’immane tragedia della
Seconda Guerra mondiale terminava ottanta anni fa, l’8 maggio. Dopo aver causato 60 milioni di vittime. Nell’odierno scenario drammatico di una terza guerra mondiale a pezzi, come più volte ha affermato Papa Francesco, mi rivolgo anch’io ai grandi del mondo ripetendo l’appello sempre attuale: mai più la guerra”.

“Porto nel mio cuore le sofferenze dell’amato popolo ucraino. Si faccia il possibile per giungere al più presto ad una pace autentica, giusta e duratura” ha continuato.

“Siano liberati tutti i prigionieri e i bambini possano tornare alle proprie famiglie” ha, quindi aggiunto.

Il pontefice ha poi fatto un appello per le popolazioni di Gaza, per la liberazione degli ostaggi e per le fine del conflitto. “Buona festa a tutte le mamme” ha poi detto Papa Leone al termine del Regina Coeli dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro.

Il Papa: un dono per me iniziare il mio servizio nella domenica del Buon Pastore

Città del Vaticano, 11 mag. (askanews) – “Considero un dono di Dio il fatto che la prima domenica del mio servizio come Vescovo di Roma sia quella del Buon Pastore, la quarta del tempo di Pasqua”. Lo ha detto Papa Leone XIV nel corso del Regina Caeli, il primo dalla sua elezione, pronunciato dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro.

“In questa domenica sempre – ha ricordato Papa Prevost ai tanti fedeli radunati in piazza San Pietro – si proclama nella Messa il Vangelo di Giovanni al capitolo decimo, in cui Gesù si rivela come il Pastore vero, che conosce e ama le sue pecore e per loro dà la vita”.

“Oggi, fratelli e sorelle, ho la gioia di pregare con voi e con tutto il Popolo di Dio per le vocazioni, specialmente per quelle al sacerdozio e alla vita religiosa. La Chiesa ne ha tanto bisogno! Ed è importante che i giovani e le giovani trovino, nelle nostre comunità, accoglienza, ascolto, incoraggiamento nel loro cammino vocazionale, e che possano contare su modelli credibili di dedizione generosa a Dio e ai fratelli”. “Ai giovani dico: non abbiate paura di accettate l’invito della Chiesa e di Cristo Signore”

Albania al voto, Edi Rama cerca il quarto mandato

Roma, 11 mag. (askanews) – Gli albanesi hanno iniziato oggi a votare alle elezioni parlamentari, con il primo ministro Edi Rama che cerca il suo quarto mandato consecutivo, un risultato che, se si concretizzasse, sarebbe senza precedenti dopo una campagna dominata dalle promesse di aderire all’Unione europea e accuse di corruzione diffusa.

Le urne sono state aperte alle 7 di stamani e si chiuderanno alle 19. I seggi in palio in Parlamento sono 140 e a contenderseli saranno 26 formazioni politiche, tra cui tre in coalizione mentre otto correranno da sole.

La legislatura in Albania dura quattro anni. Quelle di oggi sono le decime elezioni parlamentari dalla caduta del comunismo nel 1991.

Alle precedenti elezioni, ad aprile 2021, il Partito socialista (Ps) guidato da Rama a ottenuto il terzo mandato con 74 seggi, sconfiggendo la coalizione di centrodestra guidata dal Partito Democratico (Pd) di Lulzim Basha, che ne aveva conquistati 59.

Oggi il Pd è di nuovo guidato dall’ex primo ministro Sali Berisha, che ne era stato espulso nel 2021 dopo uno scontro con Basha. Il partito d’opposizione è inserito nella coalizione Alleanza per una grande Albania.

Sono presenti anche diverse forze nuove, che si presentano per la prima volta. Tra queste: Mundesia (L’Opportunità), incentrata su lotta alla corruzione e politiche pro-europee; Shqiperia Behet (L’Albania che Può Diventare), che chiede riforme di sistema; e Levizja Bashke (Movimento Insieme), che promuove politiche progressiste opponendosi all’oligarchia.

Hanno diritto di voto 3,7 milioni di cittadini albanesi. Per la prima volta, potranno votare anche i cittadini della diaspora, quasi 250mila dei quali si sono registrati per il voto.

I sondaggi danno di nuovo in vantaggio il Partito socialista di Rama.

Ucraina: Putin propone negoziati; Zelensky: prima cessate-il-fuoco

Roma, 11 mag. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin ha proposto nella notte negoziati diretti e senza condizioni preliminari in Turchia con l’Ucraina. Un’idea accolta con prudenza dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, mentre secondo il presidente Usa Donald Trump apre a una prospettiva “potenzialmente grandiosa”.

“Proponiamo alle autorità di Kiev di riprendere i negoziati, interrotti da loro alla fine del 2022. Riprendere il dialogo diretto, e farlo senza alcuna condizione”, ha detto il capo del Cremlino. E iniziare senza indugio, già giovedì prossimo, 15 maggio, a Istanbul: là dove i colloqui si sono svolti in precedenza e là dove sono stati interrotti”

Putin ha poi chiesto esplicitamente il sostegno diplomatico di Ankara: “Vorrei chiedere al presidente turco che conceda la possibilità di tenere questi colloqui in Turchia. Spero che confermi la sua volontà di contribuire alla ricerca della pace in Ucraina. Domani abbiamo in programma una conversazione con il signor Erdogan”.

Un’idea che appare essere stata accolta con entusiasmo da Trump. “Questa è una giornata potenzialmente grandiosa per la Russia e per l’Ucraina”, ha scritto sul suo social network Truth il leader americano. “Pensate alle centinaia di migliaia di vite che saranno salvate se questo interminabile bagno di sangue finirà, come si spera”, ha continuato, auspicando un “mondo completamente nuovo e molto migliore”. Quindi ha promesso: “Continuerò a lavorare con entrambe le parti per assicurarmi che ciò accada”.

La proposta del presidente russo viene dopo la riunione ibrida a Kiev dei leader della cosiddetta Coalizione dei Volenterosi, da cui è emersa una proposta alla Russia di un cessate-il-fuoco senza condizioni a partire da domani per 30 giorni onde favorire i colloqui. Mosca ha respinto la proposta, a meno che non vi sia uno stop al flusso di armi verso l’Ucraina. Per Kiev e per i suoi alleati europei, invece, è ancora sul tavolo e appare essere una condizione per dare via libera ai negoziati in Turchia.

Zelensky, commentando la proposta di Putin, ha parlato di un “segnale positivo” perché segnala come “i russi abbiano finalmente iniziato a prendere in considerazione la fine della guerra”. Tuttavia, per lui, “il primissimo passo per porre realmente fine a qualsiasi guerra è un cessate il fuoco”, perché – ha proseguito – “non ha senso continuare ad uccidere neppure per un solo giorno”. In tal senso, Kiev s’aspetta che “la Russia accetti un cessate il fuoco – totale, duraturo e affidabile – a partire da domani, 12 maggio, e l’Ucraina è pronta a incontrarsi”.

Una posizione condivisa dal presidente francese Emmanuel Macron, uno dei capofila dei paesi volenterosi: “Non possono esserci negoziati mentre le armi parlano. Non può esserci dialogo se, allo stesso tempo, i civili vengono bombardati. E’ necessario un cessate il fuoco ora, affinché possano iniziare i colloqui. Per la pace”

Biennale Architettura, Padiglione Italia e l’intelligenza del mare

Venezia, 11 mag. (askanews) – Un padiglione dedicato al mare, alla relazione tra le acque e la terra, al modo in cui si pensa questo spazio ibrido e suo modo di confine, ma che nel nostro Paese estesissimo e significante. Per la Biennale Architettura l’Italia ha presentato nel nostro padiglione nazionale il progetto collettivo “Terrae Aquae – L’Italia e l’intelligenza del mare”, curato da Guendalina Salimei.

“Terrae Aquae – ha spiegato la curatrice ad askanews – era questa idea di un confine, una zona di limite tra la terra e l’acqua che un’area un po’ difficile nel nostro Paese perch stata un po abusata, un po’ distrutta quindi, ma anche poco considerata: perci l’idea era di rivoltare il punto di vista, di non mettere un punto di vista sempre di un retro, dalla terra, ma dire vediamolo dal mare, in questo senso era l’intelligenza del mare come elemento naturale, anche perch dal mare noi potevamo in qualche modo vedere le nostre coste che sono lunghissime”.

Il progetto si sviluppato come una “call for visioni” intorno al tema del guardare l’Italia dal mare, con un cambio di prospettiva e una polifonia di voci e interpretazioni che nel padiglione in Arsenale diventano una manifestazione esplicita di intelligenza collettiva e di diversit: dei linguaggi, dei mezzi espressivi, delle idee per creare una nuova attenzione alla dimensione costiera. Con il chiaro intento di analizzare quella che e rester una delle soglie pi significative per il nostro Paese. ” un’idea di limite, questo limite che per varia – ha aggiunto Salimei – quindi un confine che cambia nella terra e l’acqua. Mi sembrava una parola, limite, che in qualche modo desse un po’ questo rapporto di area di difficolt”.

In mostra, in entrambe le tese di Padiglione Italia, oltre 600 progetti di singoli e gruppi, sia affermati sia emergenti, che puntano su un confronto intergenerazionale, interculturale e senza distinzioni di genere, in cui passato e presente vengono accomunati dall’intento di ripensare il rapporto tra terra e mare e che si trovano in dialogo anche con opere d’arte, sempre concepite in relazione alla dimensione di scambio tra la terraferma e le acque.

Biennale Architettura, Padiglione Italia e l’intelligenza del mare

Venezia, 11 mag. (askanews) – Un padiglione dedicato al mare, alla relazione tra le acque e la terra, al modo in cui si pensa questo spazio ibrido e suo modo di confine, ma che nel nostro Paese è estesissimo e significante. Per la Biennale Architettura l’Italia ha presentato nel nostro padiglione nazionale il progetto collettivo “Terrae Aquae – L’Italia e l’intelligenza del mare”, curato da Guendalina Salimei.

“Terrae Aquae – ha spiegato la curatrice ad askanews – era questa idea di un confine, una zona di limite tra la terra e l’acqua che è un’area un po’ difficile nel nostro Paese perché è stata un po abusata, un po’ distrutta quindi, ma anche poco considerata: perciò l’idea era di rivoltare il punto di vista, di non mettere un punto di vista sempre di un retro, dalla terra, ma dire vediamolo dal mare, in questo senso era l’intelligenza del mare come elemento naturale, anche perché dal mare noi potevamo in qualche modo vedere le nostre coste che sono lunghissime”.

Il progetto si è sviluppato come una “call for vision” intorno al tema del guardare l’Italia dal mare, con un cambio di prospettiva e una polifonia di voci e interpretazioni che nel padiglione in Arsenale diventano una manifestazione esplicita di intelligenza collettiva e di diversità: dei linguaggi, dei mezzi espressivi, delle idee per creare una nuova attenzione alla dimensione costiera. Con il chiaro intento di analizzare quella che è e resterà una delle soglie più significative per il nostro Paese. “È un’idea di limite, questo limite che però varia – ha aggiunto Salimei – quindi è un confine che cambia nella terra e l’acqua. Mi sembrava una parola, limite, che in qualche modo desse un po’ questo rapporto di area di difficoltà”.

In mostra, in entrambe le tese di Padiglione Italia, oltre 600 progetti di singoli e gruppi, sia affermati sia emergenti, che puntano su un confronto intergenerazionale, interculturale e senza distinzioni di genere, in cui passato e presente vengono accomunati dall’intento di ripensare il rapporto tra terra e mare e che si trovano in dialogo anche con opere d’arte, sempre concepite in relazione alla dimensione di scambio tra la terraferma e le acque.

Calcio, classifica serie A, Oggi gli scontri scudetto

Roma, 12 mag. (askanews) – Tre punti e la speranza salvezza che continua. L’Empoli ottiene la seconda vittoria in casa battendo il Parma 2-1 grazie a un gran gol di Anjorin nel finale. La squadra di D’Aversa parte bene, la sblocca con Fazzini e trova anche il vantaggio numerico per il doppio giallo a Valenti. Il Parma non si scompone e nella ripresa trova il pari con il neo entrato Djuric. Ma è un altro neo entrato a deciderla, Anjorin regala una vittoria preziosa.

Questa sera alle 18 Torino-Inter, alle 20.45 Napoli-Genoa

Giornata 36 Milan-Bologna 3-1; Como-Cagliari 3-1, Lazio-Juventus 1-1, Empoli-Parma 2-1, Domenica 11 maggio ore 12.30 Udinese-Monza, ore 15.00 Hellas Verona-Lecce, ore 18.00 Torino-Inter, ore 20.45 Napoli-Genoa, Lunedì ore 18.30 Venezia-Fiorentina, ore 20.45 Atalanta-Roma

Classifica: Napoli 77, Inter 74, Atalanta 68, Lazio, Juventus 64 Roma 63, Bologna 62, Milan 60, Fiorentina 59, Como 48, Torino, Udinese 44, Genoa 39, Cagliari 33, Verona, Parma 32, Empoli 28, Lecce 27, Venezia 26, Monza 15.

37esima giornata (domenica 18 maggio) Cagliari – Venezia, Fiorentina – Bologna, Genoa – Atalanta, Hellas Verona – Como, Inter – Lazio, Juventus – Udinese, Lecce – Torino, Monza – Empoli, Parma – Napoli, Roma – Milan

Da Papa Francesco a Papa Leone XIV: un’unica grande emozione planetaria

Due enormi emozioni planetarie si sono succedute. In due date ravvicinate. Il 21 aprile la morte di Papa Francesco e l’8 maggio l’elezione di Papa Leone XIV. Due eventi che hanno coinvolto l’umanità con grandi numeri. Esorbitante ovunque l’attenzione siaa Roma, sia nel resto del mondo per la successione al vertice di una Chiesa che raccoglie un miliardo e quattrocento milioni di persone. In un mondo oggi non in pace, ma travolto da tanti conflitti che Papa Francesco definì icasticamente “una guerra mondiale a pezzi”. Morte e distruzioni tra Russia e Ucraina, in Medio Oriente (a Gaza, Israele, Libano, Siria e Yemen), tra India e Pakistan e in Sudan e forniture di armi un po’ ovunque e sempre col timore di quelle nucleari. Eppure nell’arco breve di diciassette giorni qualcosa è profondamente cambiato. Non distruzioni e morti, ma qualcosa che tocca l’uomo più da vicino e cioè nella sua dimensione religiosa. Nonostante o forse anche per l’enorme deriva mediatica che ci ha accompagnato in queste poco più di due settimane, la fine di un pontificato e l’inizio di uno nuovo hanno sollecitato tanti uomini e donne ad una comprensione della fede religiosa; sia in chi ce l’ha, sia in chi non ce l’ha. Tutti però si sono sentiti coinvolti e interrogati tanto sulla fede personale, quanto sul sentirsi partecipi di una comunità, come dal sentirsene esclusi.

La Chiesa è questa misteriosa e pervasiva communio spirituale e sacramentale a volte visibile e più spesso racchiusa nel cuore di ciascuno senza segni esteriori. In queste due settimane è stato difficile per i credenti ed anche per i tanti che non lo sono, non prestare attenzione al significato della presenza cristiana nel mondo. Con la sua storia soprattutto spirituale prima ancora che rituale e dogmatica, ovvero con la presenza dei cristiani sulla scena del mondo. Del vecchio mondo trapassato nel tempo e in quello attuale diviso dai conflitti, dalle ingiustizie, dalle ricchezze di pochi magnati e le estremità di moltitudini di poveri diffusi ovunque nelle nazioni della terra.

In questi giorni tante volte pensando al Papa defunto e a quello che gli sarebbe succeduto i tanti opinionisti hanno sostenuto la necessità di una continuità nel magistero del suo successore. Sia riferendosi allo scenario drammatico del mondo, sia rilanciando le questioni ancora irrisolte come il sacerdozio femminile e degli uomini sposati, l’ammissione dei divorziati risposati e delle coppie omosessuali trascurando il fatto che Francesco su queste materie, pur avendo fatto intravedere qualche possibilità di apertura, in realtà ha mantenuto lo status quo ante. Insomma per tornare al presente, abbiamo assistito in alcuni casi ai media che dettavano l’agenda del futuro Papa in nome probabilmente di una concezione del pontificato ineluttabilmente destinato ad assecondare le esigenze di una società intesa nel suo sviluppo a senso unico. E c’è da chiedersi allora quale sarebbe adesso la continuità con Papa Francesco.

Ma tanti – forse per questo – hanno anche riflettuto sulla storia del papato antico e moderno; cioè a quell’intreccio tra vecchio e nuovo che si è sempre ripresentato e che però non ha mai intaccato la vera continuità del papato che non si misura sull’agenda delle contingenze del momento, ma in altro modo e cioè nella forza della successione apostolica ininterrotta da duemila anni. In altre parole sulla forza dello Spirito che sempre soffia sulla storia. Insomma c’è una continuità concepita dagli uomini ed una continuità che risponde ad un criterio trascendente le nostre intelligenze e le nostre attese. In definitiva una continuità che provvidenzialmente si perpetua anche nell’imprevedibilità dei disegni divini. Ad esempio ci fu continuità tra Pio XII e Giovanni XXIII da tutti amatissimo più del primo? La risposta immediata è no, eppure l’autorità apostolica si trasmise intatta dall’uno all’altro. Così come avvenne tra papa Roncalli e Paolo VI che agli occhi dei contemporanei – sicuramente per la diversità del carattere – apparve come il Papa che volle frenare gli entusiasmi conciliari e che, invece, è stato il Papa che più di qualunque altro ha riformato la Chiesa anche dovendo subire il “dissenso” di alcuni gruppi e associazioni, ma soprattutto gli effetti di una secolarizzazione indifferente alle sue riforme.

E del resto l’avvento di Wojtyla non fu visto, soprattutto dall’intellighentia cattolica, come una clamorosa discontinuità non solo dai predecessori, ma anche con lo stesso Concilio Vaticano II? Eppure i maggiori quotidiani e gli opinionisti più ascoltati dopo la caduta dei regimi comunisti dell’Est non esitarono a chiamarlo il nuovo Mosè. Per arrivare infine a Francesco che, pur sostenendo di essere in continuità con i predecessori, in realtà ha inaugurato una stagione affatto nuova della Chiesa da lui definita “in uscita” con la missione propria di costruire “ponti” ed “abbattere i muri”. Discontinuità? Certo. Eppure il suo pontificato e la sua morte hanno avuto sempre quei caratteri dell’apostolicità segno di una continuità che ha sede non nelle contingenze del mondo, ma nella dimensione trascendente della Spirito e della sua libertà per noi spesso inconoscibile, ma non oscura.

L’elezione di Leone XIV è in questa logica per noi difficile da decrittare. Tutti si aspettavano Francesco II e, invece, è arrivato Robert Prevost con un nome che ha punteggiato per molti secoli la storia della Chiesa. Ma questo non basta a chi vuole condizionare la libertà del nuovo eletto di confermare nella fede i fratelli e leggere la storia nella quale sono immersi. Comunque come gli altri Papi anche Leone sarà insieme in discontinuità e il suo contrario nell’intreccio tra mondano e spirituale che è il terreno che da due millenni accoglie l’opzione cristiana sul mondo in quella dimensione di libertà che lo Spirito dimostra sempre di avere.

Ed è la seconda e per adesso ultima emozione che in questi giorni la Chiesa ha offerto all’umanità.

Ponti, non confini: l’Europa che vogliamo

Che cosa resta dell’Europa, oggi, nel cuore di chi la abita? È ancora il sogno dei suoi padri fondatori o si è ridotta a una macchina fredda e impaurita, incapace di riconoscere sé stessa. In un tempo in cui alziamo muri più velocemente di quanto costruiamo scuole, in cui la voce della guerra sovrasta quella del dialogo, abbiamo il dovere, non la possibilità, di tornare a riflettere sul senso profondo dell’incontro tra popoli. Perché l’Europa, se vuole avere un futuro, deve riscoprire il coraggio di essere ponte e non confine, luogo di sintesi e non di separazione.

Noi, sostenitori di un’Europa equa, multilaterale e solidale, non possiamo permetterci di diventare un polo fra i poli, una potenza tra le potenze. La nostra vocazione non è quella della competizione, ma della cooperazione. Per questo dobbiamo strutturare con forza e coerenza la più totale difesa del principio di autodeterminazione dei popoli, indipendentemente dalle condizioni economiche, geopolitiche o culturali in cui essi si trovano. Come disse Papa Francesco, In un mondo lacerato, “disarmare le parole”, diventa il primo passo per disarmare i fatti.

Allo stesso modo, il nuovo pontefice Leone XIV ha ribadito il valore e l’urgenza di aspirare a una pace disarmata e disarmante, fondata sull’umiltà e sulla perseveranza. Egli ha dichiarato, cito testualmente: “Aiutateci anche voi, poi, gli uni gli altri, a costruire i ponti con il dialogo, con l’incontro, per essere un solo popolo, sempre in pace”.

E proprio oggi, nel guardare agli scenari futuri, non possiamo ignorare la più pressante delle tensioni: quella tra pace e guerra. L’ordine internazionale appare investito da una crisi profonda, attraversato da conflitti bellici, guerre economiche, polarizzazioni ideologiche e il preoccupante declino delle democrazie. Di fronte a tutto questo, la costruzione della pace non può più essere rimandata, né affidata a formule vuote o a tregue provvisorie. Non possiamo accontentarci di una pace fragile, ma dobbiamo ambire a una pace positiva, duratura e fondata sull’unità.

È bene chiedersi: siamo davvero giunti a un punto di non ritorno nella storia mondiale? Le crisi attuali stanno definitivamente prendendo il sopravvento? Le risposte non sono univoche, ma una certezza resta: la guerra è un sistema perverso. Contamina tutto ciò che tocca, semina divisioni, non solo tra le nazioni, ma anche all’interno delle comunità, delle associazioni, dei gruppi e persino tra coloro che condividono ideali comuni.

Ed è proprio qui che la cultura dell’incontro rivela tutto il suo valore. La storia d’Europa è, da sempre, una storia di incroci, ibridazioni, contaminazioni: una ricchezza che nasce dall’intreccio e non dall’uniformità. È attraverso il dialogo, lo scambio, la conoscenza reciproca che le società si sono elevate, superando paure e stereotipi, aprendosi a nuove prospettive.

Questa verità attraversa tanto la storia quanto la letteratura. Nel mondo greco del VI e V secolo a.C., ad esempio, si riflette chiaramente la tensione tra identità e alterità. In Erodoto, il “padre della storiografia”, troviamo un’attitudine che potremmo definire protocosmopolita: nelle Storie egli racconta non solo guerre, ma anche religioni, usi e costumi dei popoli stranieri, come quelli egiziani o persiani, con uno spirito di rispetto e apertura.

Anche il teatro greco ci offre esempi emblematici: nelle Supplici di Eschilo le Danaidi cercano asilo e giustizia. È un grido di aiuto che chiede accoglienza, ed è un monito sulla responsabilità morale che ogni comunità ha nei confronti dello straniero. Il mondo greco, pur geloso della propria identità, seppe dunque esprimere un’apertura profonda verso l’altro, comprendendo che l’incontro tra popoli è sempre occasione di crescita.

Lo stesso spirito anima la Dichiarazione Schumann. Nel 1950, in un’Europa ferita da due guerre mondiali, Francia e Germania – nemici giurati – scelgono di incontrarsi, di cooperare, di condividere. La proposta di mettere in comune la produzione di carbone e acciaio fu un gesto politico, sì, ma prima ancora un atto simbolico di riconciliazione. Fu il seme di una nuova Europa: non più costruita sul dominio, ma sulla solidarietà.


Oggi più che mai, quell’eredità deve tornare a essere guida. L’Europa non può e non deve tornare a logiche di chiusura. Deve restare uno spazio aperto, un laboratorio di ponti tra popoli, culture e visioni del mondo.

In questo contesto, il cosmopolitismo si impone come il naturale prodotto della cultura dell’incontro. Esso non significa cancellazione delle differenze, ma riconoscimento della loro dignità. L’obiettivo non è la fusione, ma la composizione armonica: mettere in comune le diversità

in vista di un bene più grande.

L’Europa, in questa prospettiva, deve riscoprire sé stessa come soggetto universalista. È una vocazione che le appartiene da sempre: pensiamo al vecchio Socrate, che si definiva “cittadino del mondo”, o al più moderno Kant, che sognava una pace perpetua tra le nazioni. Il cittadino europeo è colui che affonda le radici in una cultura locale, ma alza lo sguardo verso l’universale. Libertà, dignità, diritti: non privilegi per pochi, ma valori per tutti.


E allora, che Europa vogliamo essere? Un continente che si rinchiude per paura o uno che si apre per coraggio? La scelta ci interpella ora, non domani. Se vogliamo davvero onorare la profezia della Dichiarazione Schumann, se crediamo che la pace e l’incontro siano ancora possibili, dobbiamo smettere di pensare in termini di confini e iniziare a pensare in termini di ponti. Perché la vera grandezza dell’Europa non sarà misurata dalla sua forza economica o militare, ma dalla sua capacità di farsi spazio d’incontro, di umanità, di visione. E questo, oggi più che mai, è il nostro compito.

L’articolo 18 tra memoria e propaganda: la lezione dimenticata di Donat-Cattin

Quando si parla di lavoro, di politiche del lavoro e dell’articolo 18 nel nostro Paese, il pensiero corre immediatamente all’approvazione dell’ormai storico Statuto dei lavoratori. Una legge approvata ben 55 anni fa, il 20 maggio del 1970.k

«Abbiamo portato la Costituzione nelle fabbriche»: questo fu il passaggio più significativo dell’intervento del Ministro del Lavoro Carlo Donat-Cattin – “o dei lavoratori”, come si definì al momento del suo giuramento al Quirinale –, leader della sinistra sociale della DC dell’epoca. Una legge, comunque sia, che ha segnato concretamente il cammino della cultura riformista del nostro Paese.

Un riformismo che richiamava, anche e soprattutto, il contributo decisivo e determinante di quel cattolicesimo sociale che era, e resta, un pilastro essenziale della qualità della nostra democrazia e della sua capacità di difendere le ragioni concrete dei lavoratori e delle condizioni di vita dei ceti popolari.

Ora, è di tutta evidenza che non possiamo tracciare confronti impropri tra ieri e oggi, né tantomeno pensare che ogni referendum sia uguale a quello precedente. Quelli che sono in calendario il prossimo 8-9 giugno rispondono a una precisa finalità politica, teorizzata e ribadita – del resto – quotidianamente dagli stessi promotori. E, nello specifico, dal capo del sindacato rosso della CGIL, Landini, che non perde occasione per dire solennemente che l’unico obiettivo di questa consultazione referendaria è quello di dare un colpo decisivo all’attuale maggioranza di governo.

Obiettivo radicalmente condiviso e avallato dai capi degli altri tre partiti della sinistra. Obiettivo, sia chiaro, del tutto legittimo, ma radicalmente estraneo – esterno – rispetto ai quesiti specifici dei vari referendum, in particolare di quelli riconducibili alla normativa sul lavoro.

Per queste ragioni, semplici ma anche oggettive, è del tutto fuori luogo paragonare la grande stagione democratica, riformista e costituzionale che ha prodotto il varo dello Statuto dei lavoratori con la propaganda politica contemporanea dei vari Landini, Schlein e Fratoianni/Bonelli. Cinquant’anni fa si trattava di difendere finalmente e a tutti gli effetti i diritti dei lavoratori, di far entrare i valori costituzionali nei luoghi di lavoro – come, appunto, sosteneva il Ministro del Lavoro Donat-Cattin – e, in ultimo ma non per ordine di importanza, di unire e coinvolgere il sindacato in una vera e propria azione riformatrice.

Altra cosa, tutt’altra cosa invece, è teorizzare e praticare una mera operazione politica che spacca il sindacato – come sta concretamente capitando –, che non individua una chiara normativa che regolamenti il mondo del lavoro e che, soprattutto, non migliora le condizioni dei lavoratori ma rischia, paradossalmente, di acuire ed aggravare il rapporto tra l’impresa e il lavoro.

Ecco perché, quando si costruisce una piattaforma politica veramente democratica, autenticamente riformista e chiaramente di governo, occorre essere chiari e trasparenti sin dall’inizio. Come lo fu, infatti, Donat-Cattin con lo Statuto dei lavoratori e la coalizione che, ben 55 anni fa, diedero forma e sostanza alla più grande operazione riformista del nostro Paese.

Demografia, la scienza dei destini collettivi

Un secolo fa la popolazione mondiale era di circa 1,9 miliardi di persone. Oggi tutte le fonti di rilevazione statistica dei dati -a cominciare dall’Onu- stimano come tale cifra abbia ampiamente superato gli 8 miliardi, con una crescita vertiginosa, pari a + 106% nel solo ultimo mezzo secolo.

Basterebbero questi dati significativi per accreditare la demografia come scienza al servizio dell’uomo e come studio delle coordinate spazio-temporali dei flussi stanziali e migratori anche nella dimensione analitica e di approfondimento dei fattori di sostenibilità generazionale, considerando tre fondamentali fenomeni dell’esistenza: la natalità, la mortalità e la mobilità, quest’ultima intesa sia in termini territoriali che di status sociale (cambiamento di professione, stato civile, cittadinanza, di religione e livello di istruzione). Gian Carlo Blangiardo – illustre demografo e professore emerito nonché Presidente dell’ISTAT dal 2019 al 2023, ci consegna – edito da Il Mulino- un compendio aggiornato (‘Elementi di demografia’) su questi temi, utile sia per la formazione a livello universitario che come strumento prezioso per quanti sono chiamati ad affrontare – in campi diversi – le principali questioni demografiche di cogente attualità. Competenza professionale e rigore scientifico sono alla base di questa pubblicazione che considera i pregressi storici, la dimensione analitica del presente e quelle di tipo deterministico e probabilistico delle previsioni demografiche: un valore aggiunto che la politica e la ricerca sociale dovrebbero perseguire, sottraendo dalle proprie valutazioni ricorrenti le tentazioni demagogiche e strumentali che troppo spesso condizionano gli orientamenti e le opinioni dell’immaginario collettivo.

Affermava Blangiardo in una intervista che mi aveva concesso nel 2020: Se si vuole definire un nuovo ordine mondiale è chiaro che non si deve prescindere da conoscenze demografiche. Le persone, i popoli sono i protagonisti e i destinatari del cambiamento. Oggi sappiamo quali sono le tendenze più probabili e le problematiche che si portano dietro, ma non disponiamo ancora di una proposta convincente sul piano dei nuovi equilibri che dovrebbero dare benessere, equità e rispetto. Serve una visione che ha come riferimento precisi obiettivi di investimento al fine ultimo di eliminare – o almeno ridurre ai minimi termini – le diseguaglianze”.

Quanto sia utile e dirimente l’analisi demografica – anche in una proiezione futura – lo si riscontra ad esempio nello studio statistico e sociologico dei dati relativi alla fecondità e alle nascite in Italia dal secondo dopoguerra ai giorni nostri, evidenziando come le macro tendenze siano inevitabilmente legate alla considerazione dei dati economici temporalmente tendenziali: dagli anni del baby-boom a quelli dell’inverno demografico nel libro di Blangiardo sono infatti ricorrenti i temi della de-natalità e delle cd. “culle vuote” da tempo oggetto di rilevazioni dell’ISTAT ma anche della retorica fantasiosa degli opinionisti, deprivata da elementi scientifici ed oggettivi. Il bilancio demografico del 2024 ha evidenziato – per il dodicesimo anno consecutivo – un nuovo superamento al ribasso del record di nascite mai registrato in oltre 160 anni di unità nazionale, con una riduzione nell’ultimo decennio di circa un terzo dei nati. Eppure – scrive Blangiardo- la deriva numericamente negativa in atto non sembra sufficiente a suffragare l’ipotesi che si sia radicato nel tempo – e poi accentuato nel presente – un fenomeno di disaffezione alla genitorialità. Il basso livello di fecondità non dipende soltanto dalle scelte di chi non ha avuto figli: l’ISTAT ha infatti stimato che siano oltre 2milioni e 600 mila le persone con figli che ne vorrebbero altri. Si tratta dell’11.6% della popolazione tra i 18 e i 49 anni, percentuale che sale al 22.8% infra 30-34 anni e si riposiziona al 18.3% tra i 35-39enni.

Altro fenomeno rilevante e attuale è quello delle migrazioni, inteso come cambiamento di dimora e visto nella duplice dimensione della distanza/direzione dei flussi e della struttura della popolazione migrante secondo caratteristiche biodemografiche, socioeconomiche e culturali. Si tratta di una deriva in atto con un potenziale incrementale largamente previsto che introdurrà mutamenti significativi nei contesti territoriali e antropici di partenza e di destinazione.

Già nella citata intervista del 2020 il Prof. Blangiardo affermava: La demografia di paesi emergenti come Cina e India è segnata da dinamiche espansive partite anni fa, ma destinate ad esaurire gli effetti di crescita, specie per la Cina. Questultima dovrebbe fermarsi attorno a 1,4 miliardi già dai prossimi anni, mentre lIndia dovrebbe assestarsi attorno a 1,6 miliardi attorno alla metà del secolo. Quanto alla Nigeria, gli attuali 200 milioni di abitanti saliranno a 300 milioni tra meno di ventanni e a 400 milioni alla metà del secolo. Daltra parte negli scenari mondiali la vera incognita resta lAfrica, in particolare quella sub sahariana, dove i segnali di rallentamento della fecondità e della crescita sono ancora modesti. È evidente che tutto ciò impone una revisione di alcuni equilibri sul piano della produzione, del consumo e della distribuzione delle risorse e delle persone nel panorama mondiale.

Penso che i flussi migratori siano un contributo per la società ospite e un vantaggio per i migranti solo se si realizzano forme di convivenza rispettose di regole e valori. Perché ciò accada è importante che vi sia chiarezza sulle norme e che siano altresì condivisi i principi che definiscono diritti e doveri del vivere sociale. Il percorso di integrazione deve essere reso possibile a tutti gli immigrati, ma questo naturalmente richiede un dispendio di risorse che difficilmente sono compatibili con flussi di entità particolarmente rilevante. I numeri, ancora una volta, hanno una grande importanza. Mi piacerebbe che il dibattito, qualunque sia la posizione assunta, partisse da una base di conoscenze oggettive che spesso non vedo”.

Il vulnus più marcato oggi, tra enfasi possibiliste e previsioni nefaste, sembra proprio questo.

Tennis, Sinner rientro trionfale agli Internazionali d’Italia

Roma, 10 mag. (askanews) – Il re è tornato. Esordio vincente per Jannik Sinner agli Internazionali d’Italia, tornato alle gare dopo tre mesi di squalifica per il caso clostebol. L’altoatesino, numero uno al mondo, ha battuto l’argentino Mariano Navone per 6-3, 6-4 in 1h39′ di gioco con qualche apprensione nel secondo set.

Centrato e solido, con qualche naturale sbavatura (poche prime e qualche errore col rovescio): così Jannik Sinner al suo ritorno in campo vince il 1° set contro Mariano Navone. Finisce 6-3 in 43′ per l’azzurro, che dopo aver salvato palla break nel 3° game ha strappato il servizio all’argentino e chiuso i conti tra i cori del Centrale più caldo dello stadio Olimpico. Secondo set in avvio più equilibrato. Al quarto gioco Sinner si trova 30-30, una grande risposta porta Navone a palla break. Il Centrale incoraggia l’azzurro, che salva la palla break: poi Sinner sale di livello e si porta in parità (2-2). Il settimo gioco è infinito. Navone annulla tre balle break. Non la quarta. Sinner opera il break e va 4-3 in suo favore. Dura un amen per il controbreak del 4-4. Di forza e chirurgica precisione Sinner piazza i colpi per riprendersi il break e siamo 5-4. Questa volta Sinner non sbaglia piu e chiude il set 6-4. Ora negli ottavi affronterà Jesper De Jong, che ha sconfitto a sorpresa Davidovich Fokina.

Calcio, Lazio-Juventus 1-1, bianconeri raggiunti al 96’

Roma, 10 mag. (askanews) – Finisce pari (1-1) lo scontro diretto Champions dell’Olimpico tra Lazio e Juventus. Dopo un primo tempo senza emozioni, ci pensa Kolo Muani a sbloccare la partita a inizio ripresa. La Juve resta in dieci al 60′ dopo il rosso diretto per Kalulu: il pareggio della Lazio arriva con Vecino al 96′. Tudor e Baroni restano appaiati a quota 64 punti, con la Roma (che deve ancora giocare) a -1. Zaccagni ammonito nel finale: salterà la prossima gara contro l’Inter a Milano.

Calcio, classifica serie A, pari nello scontro Champions

Roma, 10 mag. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Lazio-Juventus 1-1

Giornata 36 Milan-Bologna 3-1; Como-Cagliari 3-1, Lazio-Juventus 1-1, ore 20.45 Empoli-Parma, Domenica 11 maggio ore 12.30 Udinese-Monza, ore 15.00 Hellas Verona-Lecce, ore 18.00 Torino-Inter, ore 20.45 Napoli-Genoa, Lunedì ore 18.30 Venezia-Fiorentina, ore 20.45 Atalanta-Roma

Classifica: Napoli 77, Inter 74, Atalanta 68, Lazio, Juventus 64 Roma 63, Bologna 62, Milan 60, Fiorentina 59, Como 48, Torino, Udinese 44, Genoa 39, Cagliari 33, Verona, Parma 32, Lecce 27, Venezia 26, Empoli 25, Monza 15.

37esima giornata (domenica 18 maggio) Cagliari – Venezia, Fiorentina – Bologna, Genoa – Atalanta, Hellas Verona – Como, Inter – Lazio, Juventus – Udinese, Lecce – Torino, Monza – Empoli, Parma – Napoli, Roma – Milan

Cittadinanza, Conte: da M5s libertà voto, io a referendum voterò sì

Roma, 10 mag. (askanews) – “Il M5s ha dato libertà di coscienza” al referendum sulla cittadinanza “perché riteniamo che la strada migliore per affrontare questa problemi sia lo ius scholae e infatti abbiamo una proposta di legge che prevede l’acquisto della cittadinanza con il compimento di un ciclo scolastico”. Così il presidente dei Cinque Stelle Giuseppe Conte, a margine dell’assemblea romana del Movimento, in corso alla Città dell’altra economia, annunciando che lui comunque voterà a favore del quesito sulla cittadinanza.

Non è “la nostra strada preferita” perché non garantisce “nessun percorso di integrazione a differenza di un ciclo scolastico. Detto , ciascuno voterà in libertà, io personalmente voterò sì”, ha precisato.

ARSIAL protagonista agli Internazionali di tennis a Roma

Roma, 10 mag. (askanews) – Il ritorno in campo di Jannik Sinner ha alimentato l’euforia tra le vie di Roma ed, in particolare, all’interno del Foro Italico durante l’82esima edizione degli Internazionali di tennis. Come ogni anno, le strutture che ospitano il Masters 1000 italiano offrono numerose occasioni per i visitatori tra i vari stand che alimentano queste settimane di tennis. Nel corso di quest’ultima rassegna, i tifosi avranno la possibilit di scoprire le eccellenze laziali della filiera vitivinicola e agroalimentare grazie alla presenza dello stand Regione Lazio e ARSIAL, l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio, posizionata a pochi passi dal Campo Centrale del Foro Italico.

Massimiliano Raffa, Commissario Straordinario ARSIAL, ha dichiarato: “Questa amministrazione sta investendo risorse straordinarie come mai fatto prima sia in termini quantitativi che qualitativi. Gli Internazionali di tennis sono veramente il punto massimo di importanza dal punto di vista di comunicazione, di evento e quindi siamo estremamente onorati di esserci e vogliamo anche provare a migliorarci. Il prossimo anno gi possiamo dire che ci saremo perch ne stiamo gi parlando con Sport e Salute”.

Giancarlo Righini, Assessore Bilancio, Programmazione Economica, Agricoltura e Sovranit Alimentare della Regione Lazio, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Il contesto in cui ci troviamo e questo bellissimo padiglione dimostra l’attenzione che vogliamo rivolgere al tema della promozione delle eccellenze agroalimentari; si tratta anche di un eccellente biglietto da visita con cui presentiamo la nostra regione ed il nostro territorio all’attenzione dei tanti visitatori, delle decine di migliaia di turisti, anche stranieri, che visiteranno gli Internazionali di tennis che, inoltre, quest’anno hanno stabilito anche il record di durata della manifestazione”.

La presenza dello stand di ARSIAL e Regione Lazio agli Internazionali di tennis di Roma contribuisce alla valorizzazione dei prodotti vitivinicoli e agroalimentari provenienti dalla Regione Lazio.

“ARSIAL ci sta accompagnando un po’ ovunque” – afferma Francesco Rocca, Presidente della Regione Lazio – ” un lavoro diplomatico della filiera agroalimentare della nostra regione, dei prodotti tipici, ci aiuta a valorizzarli anche con una particolare qualit. Siamo partiti da questa riscossa che abbiamo registrato al Vinitaly e poi in tantissime altre occasioni; oggi con uno stand bello mi sembra un’altra bella occasione per festeggiare e per ringraziare tutto lo staff di ARSIAL”.

All’inaugurazione dello stand ARSIAL e Regione Lazio agli IBI 2025 hanno partecipato anche due ospiti d’eccezione, l’ex rugbista Andrea Lo Cicero e l’ex nuotatrice Alessia Filippi.

In collaborazione con Arsial

Il Papa a sorpresa a Genazzano al santuario Madonna Buon Consiglio

Città del Vaticano, 10 mag. (askanews) – Visita a sorpresa di Papa Leone XIV, al santuario della Madonna del Buon Consiglio a Genazzano, nei pressi di Roma. Ad accoglierlo, al santuario degli agostiniani, oltre al vescovo, anche il sindaco della cittadina laziale.

Papa Leone XIV è arrivato a Genazzano poco dopo le 16, riferisce una nota diffusa dalla Sala Stampa della Santa Sede, precisando che si è trattato “di una visita in forma privata”. Il santuario della Madre del Buon Consiglio, retto dai religiosi dell`Ordine di Sant`Agostino, si è specificato, “custodisce un`antica immagine della Vergine, cara all`Ordine e alla memoria di Leone XIII”.

Referendum, Schlein: 5 sì per dignità del lavoro e cittadinanza

Roma, 10 mag. (askanews) – “L’8 e il 9 giugno tutte le cittadine e i cittadini possono votare contro la precarietà, per la cittadinanza, per la sicurezza del lavoro, per la dignità del lavoro, perché l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro: lo dice la nostra splendida Costituzione. Ma non può essere fondata sul lavoro povero e sfruttato, sui salari bassi, sul lavoro poco sicuro. Per questi motivi noi invitiamo tutte e tutti, i cittadini e le cittadine, ad andare a votare al referendum”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, a margine dell’inagurazione di una nuova sede del Pd a Terni.

“Le cittadine e i cittadini possono decidere se cambiare delle leggi e riuscire a migliorare la condizione di vita e di lavoro delle persone, ma anche di vita perché il quinto referendum è quello sulla cittadinanza e noi lo sosteniamo con grande convinzione perché pensiamo che chi nasce e cresce in Italia sia italiano e che quella legge vada modificata perché è ingiusta”, ha aggiunto Schlein. “Queste sono le ragioni per cui il Partito Democratico sostiene il referendum”.

MotoGP: Marquez vince la Sprint a Le Mans, cade Bagnaia

Roma, 10 mag. (askanews) – Marc Marquez scatenato tra la pole mattutina e il tifo di casa sulla pista di Le Mans, nel Gp di Francia, terza prova del motomondiale. Persino un Fabio Quartararo al top si è dovuto arrendere nella Sprint del Mondiale MotoGP. Lo spagnolo della Ducati ufficiale ha passato il pilota Yamaha – fino a quel momento al comando – al quinto dei tredici giri e da lì non c’è stato più nulla da fare per gli avversari: sesta vittoria su sei nelle Sprint stagionali. Secondo Alex Marquez, che ha attaccato a sua volta Quartararo (alla fine quarto al traguardo) a quattro giri dalla bandiera a scacchi trovando lo spunto decisivo. Sul podio anche Fermin Aldeguer, sempre più veloce, maturo e solido con l’altra Ducati Gresini. Ancora uno zero per Pecco Bagnaia, che dopo una qualifica mediocre è incappato in una caduta dopo pochi giri dal via. In classifica Marc mantiene un vantaggio minimo sul fratello Alex mentre si allunga il vantaggio su Bagnaia.

Marcegaglia: il costo dell’energia non pi sostenibile

Firenze, 10 mag. (askanews) – “Il tema del costo dell’energia di strategia industriale e di lungo periodo. Questo costo dell’energia, se lo paragoniamo con quanto pagano i nostri competitor in Spagna, Francia, Germania o in Svezia, non sostenibile”. Lo ha detto, a margine del Forum, Piccola Industria a Firenze, Emma Marcegaglia, presidente e Ad di Marcegaglia Holding.

“Non riusciamo pi a competere con costi dell’energia di questo tipo. Dobbiamo ragionare con una logica di breve periodo e di lungo periodo Dobbiamo intervenire col disaccoppiamento, Energy release, gas release, nel breve periodo, che possono dare energia alle imprese a costo competitivo e poi bisogna lavorare nel lungo periodo sul tema del nucleare. Questo -ha detto ancora Marcegaglia- il tema pi importante e pi sentito”.

“Il 108 di cui si parla un costo di 156 euro in bolletta con gli oneri aggiuntivi”, ha ricordato Marcegaglia, riferendosi al costo in megawattora.

Biennale Architettura, menzione speciale al Padiglione Santa Sede

Venezia 10 mag. (askanews) – Una menzione speciale come Partecipazione Nazionale alla 19esima Biennale Architettura stata assegnata alla Santa Sede: richiamando il libro Operanaperta di Umberto Eco del 1962, il Padiglione Opera aperta invita il visitatore a partecipare alla produzione di significato. Questa menzione speciale riconosce la creazione di uno spazio di scambio, negoziazione e riparazione. Opera aperta ridar vita a una chiesa sconsacrata esistente, con un processo di restauro che avverr su diversi livelli e coinvolger un’ampia gamma di competenze e mestieri. Come lo definisce il team, “una pratica vivente di cura responsabile e cura collettiva”. Opera aperta crea uno spazio per lo scambio culturale.

La co-curatrice Giovanna Zabotti ha ritirato il riconoscimento.

Biennale Architettura, Leone d’Oro della Mostra a Canal Caf

Venezia 10 mag. (askanews) – Il Leone d’Oro per la miglior partecipazione alla Mostra internazionale della 19esima Biennale Architettura stato assegnato al progetto Canal Caf – Diller Scofidio + Renfro, Natural Systems Utilities, SODAI, Aaron Betsky, Davide Oldani. La motivazione del premio: Canal Caf una dimostrazione di come la citt di Venezia possa fungere da laboratorio per immaginare nuovi modi di vivere sull’acqua, offrendo al contempo un contributo concreto allo spazio pubblico veneziano. Il progetto invita inoltre a future riflessioni speculative sulla laguna e su altre lagune. Rappresenta anche una traiettoria parallela significativa nella pratica di DS+R sin dagli inizi una traiettoria ricca di sperimentazione transdisciplinare. Riconosciamo inoltre l’eccezionale perseveranza del progetto Canal Caf, iniziato quasi vent’anni fa. un esempio di come La Biennale possa dare vita a progetti di lunga durata, andando ben oltre il tempo dell’evento.

Trump l’annuncia e il Pakistan conferma il cessate il fuoco con l’India

Roma, 10 mag. (askanews) – Il ministro degli Esteri pachistano Ishaq Dar ha confermato oggi la notizia data dal presidente Usa Donald Trump secondo la quale India e Pakistan hanno concordato un cessate il fuoco con effetto immediato. “Pakistan e India hanno concordato un cessate il fuoco con effetto immediato. Il Pakistan ha sempre lottato per la pace e la sicurezza nella regione, senza compromettere la propria sovranità e integrità territoriale!” ha scritto su X il capo della diplomazia pachistana. L’India a stretto giro  ha confermato con un breve comunicato del ministero degli Esteri il raggiungimento del
cessate il fuoco.

Il presidente Usa Donald Trump ha sostenuto oggi che, grazie alla mediazione Usa, india e Pakistan hanno concordato un “pieno e immediato cessate il fuoco”. Il presidente Usa lo ha scritto su Truth Social. “Dopo una lunga notte di colloqui mediati dagli Stati uniti, sono lieto di annunciare he India e Pakistan hanno concordato un PIENO E IMMEDIATO CESSATE IL FUOCO”, ha scritto Trump. “Congratulazioni – ha aggiunto – a entrambi i paesi per l’uso del buon senso e di grande intelligenza. Grazie per la vostra attenzione a questo tema!”.

Biennale Architettura, Leone d’Oro speciale a memoria a Italo Rota

Venezia 10 mag. (askanews) – Il Leone d’Oro speciale alla memoria delle 19esima Biennale di Architettura a Italo Rota stato consegnato dal presidente Pietrangelo Buttafuoco a Carlo Ratti come ideale erede del lavoro dell’architetto, progettista e designer.