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Il Premio Elba-Raffaello Brignetti 2025 verso la serata finale

Roma, 2 set. (askanews) – Sarà l’Area Archeologica della Linguella a Portoferraio ad ospitare la serata finale del Premio Letterario Internazionale Elba-Raffaello Brignetti 2025 in programma sabato 6 settembre alle 21.30.

I tre vincitori finalisti sono pronti a contendersi il titolo di “supervincitore”: Vittorio Lingiardi con il romanzo “Corpo, umano” (Einaudi), Sandra Petrignani con “Autobiografia dei miei cani” (Gramma Feltrinelli) e Sandro Veronesi con “Settembre nero” (La Nave di Teseo).

La serata, condotta da Attilio Romita e Monica Giandotti, con la partecipazione straordinaria dell’attrice Veronica Pivetti, sarà un’occasione per celebrare la cultura e la letteratura, con la partecipazione di ospiti illustri.

Le due giurie, quella letteraria e quella popolare, hanno il compito di scegliere l’opera che meglio rappresenta l’eccellenza letteraria contemporanea.

Il Premio Letterario Internazionale Elba-Raffaello Brignetti, giunto alla sua 53esima edizione, si riconferma un punto di riferimento nel panorama culturale italiano, premiando l’eccellenza letteraria e promuovendo il dialogo tra autori, critici e lettori. Riconoscendo e valorizzando opere letterarie di alto valore culturale e artistico, con particolare attenzione a lavori che si distinguono per originalità e profondità, oltre a rappresentare un momento di riflessione sulla cultura e la letteratura contemporanea, contribuendo a promuovere la lettura e la diffusione di opere di alta qualità.

“Non posso che esprimere soddisfazione per questa 53esima Edizione. Abbiamo tre grandi opere in gara per il titolo di supervincitore, selezionato da una giuria letteraria e da una giuria popolare, ci sono tre autori di rilievo, le cui opere intrecciano riflessioni intime e racconti universali. Tre autori, dunque, tre sguardi – che si confrontano sotto il duplice sguardo delle due giurie: cultura esperta e opinione pubblica, in una serata che promette scintille tra sensibilità diverse – ha dichiarato Roberto Marini, presidente del Comitato Promotore del premio – Questo premio, radicato in un patrimonio culturale di oltre mezzo secolo, vive tra mare, storia e scrittura. L’Isola d’Elba, verde e azzurra, diventa cornice viva di un’eredità che unisce letteratura e memoria: qui, tra i segni lasciati dagli Etruschi, dai Romani, l’attrazione dei Medici e il soggiorno napoleonico, il libro si fa custode delle identità e del sapere. Il libro, in questo contesto, si eleva a strumento di resistenza della memoria e futuro dell’idea, proprio come sapeva Napoleone, grande estimatore del sapere”.

F1, Calderoli: Gp mantenuto in calendario mondiale è successo Lega

Roma, 2 set. (askanews) – “Il Gran Premio di Formula 1, che si disputerà domenica a Monza, dove sono attesi più di 300mila spettatori, genererà un indotto da 200 milioni di euro secondo le stime del centro Studi di Confcommercio Milano, Lodi e Monza e Brianza, con 63 milioni spesi per gli alloggi, 58 per lo shopping, 31 per la ristorazione, 29 per i biglietti e 11,6 per i trasporti. Uno straordinario flusso di denaro che ricadrà sul territorio monzese e lombardo, coinvolgendo diversi settori, dal commercio ai servizi al turismo”. Lo dichiara in una nota il ministro degli Affari regionali e delle Autonomie, Roberto Calderoli (Lega).

“Ritengo – aggiunge – sia doveroso ricordare che abbiamo la possibilità di continuare ospitare questo grande evento sportivo grazie soprattutto al lavoro costante, quotidiano, della Lega al Governo nazionale e regionale, grazie all’impegno e alla spinta politica nel corso di questi anni del ministro Matteo Salvini, degli altri ministri della Lega, e dei governatori leghisti, prima di Roberto Maroni e poi di Attilio Fontana. Ricordo tra l’altro che appena un anno fa è stato prolungato l’accordo con l’organizzazione del Mondiale di Formula 1 per ospitare il gran premio a Monza fino al 2031, un altro grande risultato ottenuto grazie al lavoro in sinergia delle istituzioni nazionali e locali”.

“Dal Governo alla Regione Lombardia fino al territorio tutti hanno lavorato per mantenere Monza nel calendario del Mondiale di F1, facendo squadra con l’Aci e la Sias, per raggiungere questo straordinario risultato. W il GP di Monza!”, conclude Calderoli.

Teatro 7Off ospita la quarta edizione di "Teatroincontra"

Roma, 2 set. (askanews) – Dal 7 al 14 settembre 2025 il palco del Teatro 7Off ospiterà una ricca rassegna di spettacoli e incontri. Si comincia domenica 7 settembre alle ore 19 con Uno studio su “Illusioni” di Ivan Vyrypaev, nella traduzione di Teodoro Bonci Del Bene, interpretato e diretto da Vinicio Marchioni.

La sera successiva, l’8 settembre alle ore 21, sarà la volta di La tovaglia di Trilussa, scritto da Ariele Vincenti e Manfredi Rutelli, con lo stesso Ariele Vincenti in scena, accompagnato dalle musiche dal vivo del maestro Pino Cangialosi e con la supervisione artistica di Nicola Pistoia. Il 9 settembre alle ore 21 il pubblico potrà immergersi nelle atmosfere di Pianeta Baleari, con il duo musicale BEABALEARI (Diana Tejera e Beatrice Tomassetti) e la voce di Valentina Martino Ghiglia.

Il programma prosegue mercoledì 10 settembre alle ore 21 con Io che amo solo te, testo di Alessandro Di Marco e Lucilla Lupaioli, diretto da Di Marco e interpretato da Riccardo D’Alessandro, Andrea Lintozzi e lo stesso Alessandro Di Marco. L’11 settembre alle ore 21 il palcoscenico si accenderà con l’energia di Big Soul Mama, mentre la sera seguente, 12 settembre sempre alle ore 21, sarà protagonista Michela Andreozzi con Cavallucci di battaglia, spettacolo scritto e interpretato da lei stessa.

Il 13 settembre alle ore 21 andrà in scena 1223 – Ultima fermata mattatoio, di Elisa Di Eusanio ed Emiliano Merlin, per la regia di Elisa Di Eusanio e Andrea Lolli. In scena i due autori, arricchiti dal contributo visuale di Josh Heisenberg. Gran finale domenica 14 settembre: alle ore 18 debutta Eravamo io, Michelangelo, Giulio Cesare, Andersen e Oscar Wilde, scritto da Costanza Di Quattro e interpretato da Pino Strabioli, accompagnato alla fisarmonica da Marcello Fiorini con le musiche di Mario Incudine. A seguire, un evento speciale dedicato ai 50 anni senza Pasolini, con Pino Strabioli.

Alla rassegna di spettacoli si aggiungono anche appuntamenti laboratoriali: l’11 settembre alle ore 16 al Teatro 7Off si terrà Riciclo Magia.

TEDxTursi al Museo Essenza Lucano: la Basilicata della Rinascenza

Roma, 1 sett. (askanews) – In un periodo storico in cui l’indice di Corporate Reputation resta stabile a 7,0 punti ma la fiducia nei confronti di brand e istituzioni continua a incrinarsi, un evento in Basilicata ha mostrato che la comunicazione autentica pu superare i modelli tradizionali. Domenica 31 agosto, il borgo di Tursi ha ospitato il TEDxTursi all’interno del prestigioso Museo Essenza Lucano, portando in scena un’esperienza internazionale capace di dimostrare che anche i piccoli centri possono imporsi nel dibattito globale.

Il filo conduttore della giornata stato la “Rinascenza”, intesa come incontro tra crescita personale e avanzamento tecnologico. Sul palco si sono alternati alcuni tra i pi noti imprenditori e comunicatori italiani, chiamati a rispondere a una domanda cruciale: come mantenere credibilit in una societ dominata dall’intelligenza artificiale? La crescita del mercato AI in Italia – 674 milioni di euro nel 2023, con un incremento del 55% rispetto all’anno precedente – rende ancora pi urgente questo equilibrio tra innovazione e dimensione umana.

In un mondo guidato dall’AI e dalla comunicazione immediata, la vera forza non sta nella semplice visibilit, ma nella reputazione , ha affermato Gio Talente, esperto di comunicazione e tra i relatori pi apprezzati. Il suo talk, dal titolo “Reputazione: l’algoritmo della credibilit”, ha evidenziato come la fiducia sia diventata il nuovo capitale invisibile dell’era digitale.

La scelta di Tursi come cornice non stata casuale. Secondo l’organizzatore Giandomenico Santamaria, il borgo incarna perfettamente la filosofia della Rinascenza: luoghi che sanno rigenerarsi restando fedeli alla propria identit. La rinascita non un episodio fortuito – ha sottolineato – ma un percorso costante che nasce dall’impegno quotidiano .

Oltre al forte messaggio simbolico, l’evento ha offerto spunti concreti. In un contesto dove il 69% dei consumatori lascia recensioni online se stimolato dai brand, il TEDxTursi ha dimostrato come i contenuti autentici possano costruire fiducia meglio delle strategie di marketing tradizionali.

Tra i momenti pi apprezzati, un panel sull’ingegneria relazionale e sul potere degli “incontri dispari”, ovvero il valore generato dalle differenze tra individui. Una prospettiva che si oppone all’omologazione digitale e invita a usare la tecnologia per favorire connessioni autentiche.

Non sono mancati riferimenti al mondo della cultura e della musica. La riflessione sulla cosiddetta “Candy Music”, definita effimera e condizionata dagli algoritmi, ha aperto un dibattito pi ampio sulla necessit di recuperare autenticit anche nelle arti contemporanee.

Guardando al futuro, gli organizzatori hanno parlato di una nuova Rinascenza, capace di restituire all’arte e alla comunicazione il coraggio dell’imperfezione. Con un mercato AI destinato a raggiungere i 909 milioni di euro nei prossimi anni, la vera sfida sar salvaguardare il ruolo centrale del fattore umano nello sviluppo tecnologico.

Il successo del TEDxTursi rappresenta cos un caso di studio: dimostra come anche da una piccola realt territoriale possano nascere messaggi globali, purch fondati su contenuti credibili e sulla forza della reputazione. In un’epoca segnata dalla crisi di fiducia, l’evento lucano ha insegnato che la vera innovazione nasce dal dialogo tra tradizione e futuro, tra visibilit e sostanza.

Xi e Putin a Pechino, la sfida sino-russa agli Usa e all’Occidente

Roma, 2 set. (askanews) – E’ stato un incontro denso, quello di oggi tra il presidente cinese Xi Jinping e il leader russo Vladimir Putin a Pechino nel terzo giorno della visita “senza precedenti” – come l’ha definita il Cremlino – del numero uno di Mosca in Cina per prendere parte prima al vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) a Tianjin, che si è concluso ieri, e poi alla grande Parata della Vittoria prevista per domani a piazza Tiananmen. I due leader hanno approfittato dell’incontro per mettere sul tavolo la loro visione alternativa a quella unilateralista rappresentata dal presidente Usa Donald Trump, mai citato nel resoconto ufficiale del summit.

Xi e Putin si sono visti presso la Grande Sala del Popolo a Pechino. Il padrone di casa ha sottolineato che le relazioni tra Cina e Russia “hanno resistito alle turbolenze della scena internazionale, diventando un modello di rapporti tra grandi potenze basato sulla buona vicinanza permanente, la cooperazione strategica globale e il mutuo vantaggio”. La Cina – ha detto ancora – è “pronta a rafforzare gli scambi di alto livello con la Russia, a sostenere reciprocamente i rispettivi percorsi di sviluppo e rinascita, a coordinare tempestivamente le posizioni sulle questioni che riguardano gli interessi fondamentali e le principali preoccupazioni dei due Paesi, promuovendo un’ulteriore crescita delle relazioni bilaterali”. E ha sottolineato la necessità di promuovere “grandi progetti che fungano da guida”, per “favorire una più profonda integrazione degli interessi reciproci”, rafforzando “la resilienza e la sintonia della cooperazione, consolidando e salvaguardando congiuntamente il quadro generale dei rapporti bilaterali”.

Il leader cinese ha inoltre evidenziato la reciproca partecipazione alle celebrazioni dei due paesi per la vittoria nella Seconda guerra mondiale, segnalando la “responsabilità delle due grandi potenze, in quanto principali Paesi vincitori e membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, nonché la determinazione a difendere i risultati della vittoria e a sostenere una corretta visione storica della guerra”. In questo senso, il presidente cinese ha ricordato la sua proposta avanzata ieri al vertice Sco per un’Iniziativa sulla governance globale, la quale – ha spiegato – “mira proprio a collaborare con tutti i Paesi affini per difendere con fermezza gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni unite e costruire un sistema di governance globale più giusto ed equo”, che ponga l’accento sulla “sovrana uguaglianza, sul primato del diritto internazionale e sul multilateralismo”. In tal senso, ha detto ancora, va “rafforzata la cooperazione in seno a Onu, Sco, BRICS, G20 e altre piattaforme multilaterali, lavorando insieme per costruire una comunità dal futuro condiviso per l’umanità”.

Putin, dal canto suo, ha affermato che “le relazioni russo-cinesi hanno raggiunto il più alto livello storico e dimostrano un alto carattere strategico”. Ha ricordato la visita di Stato di Xi Jinping in Russia lo scorso maggio e la sua partecipazione alle celebrazioni per l’80mo anniversario della vittoria nella Seconda guerra mondiale, sottolineando che la sua presenza a Pechino per l’80mo anniversario della vittoria della guerra contro i giapponesi rappresenta “la volontà comune di Cina e Russia di mostrare al mondo il sostegno reciproco e la lotta fianco a fianco nella Seconda guerra mondiale, evidenziando il ruolo decisivo svolto tanto sul fronte europeo quanto su quello orientale”. Questo, ha aggiunto, “dimostra la ferma posizione dei due Paesi nella difesa della verità storica e dei risultati della vittoria”, costituendo “oggi una solida base per lo sviluppo delle relazioni bilaterali nella nuova era”.

Il presidente russo ha inoltre definito l’Iniziativa per la governance globale proposta da Xi Jinping “molto tempestiva e necessaria, in grado di colmare il deficit di governance a livello internazionale”. La Russia – ha detto ancora – “è pronta a mantenere la cooperazione strategica con la Cina, ad approfondire i contatti ad alto livello, a rafforzare la cooperazione pratica in tutti i settori e a promuovere lo sviluppo continuo delle relazioni bilaterali ad alto livello”.

I due leader, secondo il resoconto ufficiale, hanno anche scambiato opinioni approfondite su questioni internazionali e regionali di comune interesse. Non è stato specificato, tuttavia, il contenuto di queste opinioni, né se si sia parlato della guerra russo-ucraina e del vertice di ferragosto in Alaska tra lo stesso Putin e Trump.

Xi e Putin si sono anche intrattenuti un incontro informale per il tè, seguito da un pranzo ufficiale.

In occasione del vertice, le due parti hanno firmato oltre 20 documenti di cooperazione bilaterale nei settori dell’energia, dell’aerospazio, dell’intelligenza artificiale, dell’agricoltura, dell’ispezione e quarantena, della sanità, della ricerca scientifica, dell’istruzione e dei media.

A margine del vertice Xi-Putin, l’amministratore delegato di Gazprom, Alexey Miller, ha annunciato la firma di “un memorandum giuridicamente vincolante” sulla costruzione del gasdotto Power of Siberia 2 e del gasdotto di transito attraverso la Mongolia, Soyuz Vostok.

La firma è avvenuta in occasione del trilaterale a Pechino dei leader di Russia, Cina e Mongolia, nel corso del quale Putin ha espresso la volontà di favorire “lo sviluppo multilaterale di relazioni reciprocamente vantaggiose, paritarie e multiformi sia con la Repubblica Popolare Cinese che con la Mongolia”.

Venezia 82, la magia di Winx Club alla Mostra aspettando nuova serie

Roma, 2 set. (askanews) – Il magico mondo di Winx Club ha conquistato Venezia, portando alla 82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica lo stile e i valori del fenomeno made in Italy.

In occasione dell’uscita della nuova serie animata “Winx Club – The Magic is Back” – disponibile dal 2 ottobre su Netflix in tutto il mondo, e in autunno su Rai in Italia – le iconiche fatine nate 21 anni fa dal genio di Iginio Straffi sono tornate sotto i riflettori. Il 30 agosto, le Winx sono state protagoniste della Mostra trasformando Venezia in un palcoscenico di magia e animando alcuni degli spazi simbolo della kermesse. In serata poi, con il party esclusivo “Winx Club: The Magic is Back” al Bluemoon Beach Club del Lido, la spiaggia si è trasformata nel magico mondo di Alfea, tra installazioni immersive ispirate al mondo Winx, spettacolari allestimenti in balloon design e cocktail ispirati a Bloom, Stella, Flora, Musa, Tecna e Aisha.

Iginio Straffi, fondatore del gruppo Rainbow, è stato inoltre protagonista del panel “La Creatività Italiana che Parla al Mondo”, organizzato dal settimo ITTV International Forum, fondato da Valentina Martelli (CEO) e Cristina Scognamillo, evento globale che promuove relazioni transfrontaliere nel settore televisivo e cinematografico con eventi a Los Angeles, Venezia e collaborazioni negli Emirati. Straffi ha ricevuto il “Filming Italy Award”, assegnato dal festival diretto da Tiziana Rocca, per celebrare il traguardo dei 30 anni di Rainbow: un omaggio ad un’eccellenza tutta italiana, capace di trasformare creatività e visione in grandi successi globali.

“È un immenso piacere prendere parte alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia per festeggiare 30 anni di traguardi Rainbow e celebrare insieme ai fan il lancio imminente della nuova serie ‘Winx Club: The Magic is Back’, un nuovo capitolo della nostra saga più iconica che andrà in onda in da ottobre per portare ancora una volta storie magiche, avvincenti e ricche di valori positivi al pubblico di tutto il mondo” ha commentato Straffi.

Ue, ad agosto tasso inflazione annuale nell’Eurozona sale al 2,1%

Roma, 2 set. (askanews) – Ad agosto l’inflazione annua nell’area dell’euro dovrebbe attestarsi al 2,1% in aumento rispetto al 2% di luglio. E’ quanto stima l’Eurostat, l’ufficio statistico dell’Ue. In Italia è stabile all’1,7%.

Considerando le principali componenti dell’inflazione nell’area dell’euro si prevede che ad agosto il settore alimentare, alcol e tabacco registrerà il tasso annuo più elevato (3,2% rispetto al 3,3% di luglio), seguito dai servizi (3,1% rispetto al 3,2% di luglio), dai beni industriali non energetici (0,8% stabile rispetto a luglio) e dall’energia (-1,9%, rispetto al -2,4% di luglio).

A Gaza si continua a morire anche per malnutrizione

Roma, 2 set. (askanews) – Gli ospedali della Striscia di Gaza hanno registrato nelle ultime 24 ore il decesso per malnutrizione di altre 13 persone, tra cui tre bambini. Lo ha riferito il ministero della Sanità, precisando che sale così a 361 il numero dei morti, tra cui 130 bambini. Nel solo mese di agosto, ha aggiunto il ministero, gli ospedali dell’enclave palestinese hanno registrato 185 decessi per malnutrizione. E dal 22 agosto, quando l’Integrated Food Security Phase Classification (Ipc) ha dichiarato la carestia nella zona nord della Striscia di Gaza, sono stati 83 i decessi, tra cui quelli di 15 bambini.

Italia-Francia, Renzi: Bayrou ha sbagliato, non c’è dumping fiscale

Roma, 2 set. (askanews) – “Bayrou ha sbagliato ad attaccare l’Italia. Questa legge, come pure quella sul rientro dei cervelli, porta soldi nelle casse dell’Erario e riporta giovani talenti in Italia. Concorrenza sleale la fanno i paradisi fiscali a noi, francesi e italiani. Suggerimento non richiesto al mio amico Bayrou: occupati dei tuoi problemi veri, che non sono l’Italia e gli italiani”. Lo ha detto il leader di Italia viva, Matteo Renzi, intervistato dal Messaggero, ricordando che “quelle leggi le ho volute io. E funzionano. Salvini non c’entra nulla. Io sono all’opposizione di Giorgia Meloni ma non sarò mai all’opposizione del mio Paese”.

A giudizio dell’ex presidente del Consiglio, “nel clima rovente internazionale Italia e Francia hanno gli stessi problemi: i dazi di Trump, l’incertezza geopolitica, le guerre, il calo demografico. Il mio è un suggerimento che vale per entrambi i governi: la smettano di farsi i dispetti. E lavorino insieme – ha concluso – per un’Europa più forte”.

M.O., Bonelli: da Trump e Netanyahu parole genocide, Ue non può tacere

Roma, 2 set. (askanews) – “Le parole di Donald Trump e Benjamin Netanyahu sono di una gravità inaudita. Trump arriva a dire che la guerra a Gaza è un problema di ‘pubbliche relazioni’, come se la morte di oltre 60 mila civili palestinesi – di cui quasi 20mila bambini – fosse solo questione di immagine. Netanyahu, invece, ordina l’arruolamento di 60mila riservisti per conquistare Gaza City e annuncia che gli attivisti della Flotilla saranno arrestati e trattati da terroristi”. È quanto dichiara in una nota Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde.

“Ridurre una carneficina a un problema di comunicazione – accusa l’esponente di AVS – è vergognoso: è il linguaggio del negazionismo e della propaganda di guerra, lo stesso metodo descritto da Goebbels, secondo cui una bugia ripetuta mille volte diventa verità”.

“L’Europa – dice ancora il parlamentare ambientalista – non può restare in silenzio. Meloni, Tajani e il governo italiano dicano da che parte stanno: con chi massacra i palestinesi o con chi difende il diritto internazionale e la dignità umana. L’Italia deve interrompere immediatamente ogni cooperazione militare con Israele e sostenere l’imposizione di sanzioni. Il Belgio ha annunciato che riconoscerà lo Stato di Palestina all’Onu: l’Italia deve avere lo stesso coraggio. Fermiamo la barbarie, fermiamo il genocidio”, conclude Bonelli.

Alfa, al suo brano "A me mi piace" il premio "Power Hits Estate 2025″

Roma, 2 set. (askanews) – È “A me mi piace” (ft. Manu Chao) di Alfa il brano vincitore di “RTL 102.5 Power Hits Estate 2025” di RTL 102.5. La prima radiovisione d’Italia ha incoronato il brano che per ben dieci settimane è stato in testa alla classifica delle canzoni più ascoltate e votate. Con la vittoria di Alfa, Artist First diventa la prima e unica etichetta indipendente ad aggiudicarsi il Power Hits Estate.

“Sono davvero felicissimo ed emozinato di ricevere questo premio: questa è senza dubbio l’estate più bella della mia vita. Ringrazio RTL 102.5 e tutti i miei fan per il supporto incredibile. E ringrazio Manu Chao per aver creduto in me. È bellissimo sapere che siano stati proprio gli ascoltatori a scegliere questo brano come canzone dell’estate. Questo premio mi dà la carica e l’ispirazione per scrivere nuove canzoni che spero possano arrivare a così tante persone… e soprattutto spero che nessun ragazzino scriva ‘a me mi’ in un tema d’italiano per colpa mia”.

Oltre al premio RTL 102.5 Power Hits Estate 2025, durante la serata sono stati assegnati anche i seguenti riconoscimenti, direttamente dalle associazioni FIMI, PMI e SIAE:

Premio RTL 102.5 Power Hits Estate 2025 – FIMI, al singolo italiano più venduto nel periodo dal 20 giugno 2025 al 28 agosto 2025 (dati Gfk) – assegnato a Anna per “Désolée”; Premio RTL 102.5 Power Hits Estate 2025 – PMI, al singolo indipendente più suonato dalle radio nel periodo 23 giugno 2025 – 29 agosto 2025 – assegnato ad ALFA per “A me mi piace” (ft. Manu Chao); Premio RTL 102.5 Power Hits Estate 2025 – SIAE, al brano più suonato in tutti gli eventi musicali in Italia dal 23 giugno 2025 al 29 agosto 2025 – assegnato a Domenico Modugno per “Nel blu dipinto di blu”; Premio RTL 102.5 Power Hits Top Album 2025, all’album più venduto nel periodo agosto 2024 – agosto 2025 (dal 30 agosto 2024 al 28 agosto 2025) (dati Gfk) – assegnato a Lazza per “Locura”.

Inoltre, RTL 102.5 ha assegnato a Patty Pravo il premio RTL 102.5 Power Hits Platino, per rendere omaggio a un pilastro della musica italiana.

Effetto Trump: India più lontana dagli USA e più vicina alla Cina

Sono molteplici le contraddizioni e notevoli le divisioni, anche politiche, fra i membri di quello che ora viene chiamato Global South e che si è articolato – a grandi linee (chiedo scusa per la voluta semplificazione) – in due format (BRICS+ e SCO) non perfettamente sovrapponibili ma sostanzialmente uniti nella critica severa all’Occidente con l’intendimento di prenderne il posto nelle gerarchie del potere mondiale. E ciò sulla base, anche, di oggettivi riscontri quantitativi, a cominciare da quello più semplice di tutti, la popolazione. Quella attuale e, ancor più, quella futura.

LAmerica insopportabile di Trump

Contraddizioni e divisioni, anche assai rilevanti e importanti, che la vulcanica azione di Donald Trump – arrogante, aggressiva, sgarbata – sta attenuando, perché un’America così è insopportabile anche per chi le è stato amico e alleato, figurarsi per chi non lo è mai stato.

Trump sta distruggendo il soft power americano: esempio più clamoroso in tal senso è stato il taglio radicale, praticamente la chiusura, del programma USAid: ha messo in forte difficoltà molti paesi africani, e pure asiatici e dell’America Latina, lasciando così un vuoto nel quale soprattutto la Cina potrà infilarsi ancor più di quanto già non abbia fatto sinora. La campagna sui dazi, anche solo per i toni con i quali è stata lanciata e condotta, invero offensivi, ha evidentemente irritato le classi politiche e le popolazioni di tutti i paesi, che individuano così, ora, negli USA un nemico ostile.

La Cina approfitta del vuoto

Questo iper-nazionalismo yankee sta isolando gli Stati Uniti e sta aprendo varchi insperati alla Cina. Un paradosso per chi non solo annuncia ogni giorno di essere l’unico a poter rendere “più grande” l’America ma altresì dichiara di voler tenere la Cina al suo posto, certamente dietro agli Stati Uniti.

Il vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shangai (SCO) di Tianjin è stata la dimostrazione di quanto gli errori anche di comunicazione di questa supponente Amministrazione americana siano capaci di creare danni agli Stati Uniti, e all’Occidente in generale.

Non solo per il ruolo che vi ha potuto giocare Putin. E neppure solo per quello da anfitrione e prossimo uomo più potente al mondo (così è come lo immaginano, ormai, molti dei convenuti a Tianjin) che Xi Jinping ha svolto con abilità. Ma soprattutto per aver fatto avvicinare alla Cina paesi sino ad oggi più vicini agli USA, dalla Turchia membro della NATO al Vietnam.

LIndia di Modi e lavvertimento a Washington

E poi c’è l’India. Primo paese per popolazione al mondo, con potenzialità di crescita enormi, democrazia consolidata nonostante le tentazioni autocratiche (che ormai pullulano ovunque, pare) del suo leader Narendra Modi. Trump l’ha punita con dazi monstre al 50% per punire i suoi acquisti di petrolio dalla Russia. Ma, ecco il punto, lo ha fatto con quel suo tono minaccioso e indisponente, da boss che premia o punisce a sua discrezione quasi fosse ancora il boss di The Apprentice. Qui però non siamo in un reality show. Qui siamo nel mondo reale della politica e della geopolitica. Contano i modi (e del resto lo sa anche lui, visto come ha accolto Putin in Alaska volendo mostrargli amicizia e comprensione) e contano i contesti: quei dazi imposti all’India sono invece solo stati minacciati alla Cina ma non adottati. Un affronto, per Modi, essendo l’India un partner degli Stati Uniti nel forum strategico di dialogo e cooperazione QUAD nell’indo-pacifico (con Giappone e Australia), ideato proprio per contenere le ambizioni cinesi nell’area.

Ma perché – si sarà domandato Modi – questa disparità di trattamento, posto che il primo acquirente di petrolio russo è proprio la Cina? E la risposta è giunta facile: perché Pechino ha il quasi monopolio delle terre rare, indispensabili per lo sviluppo futuro dell’industria tecnologica, campo nel quale gli USA sopravanzano chiunque. E Xi questo lo sa far pesare.

E quindi Modi andando in Cina fa sapere a Trump che, volendo, può costruirsi un’alternativa alle buone relazioni, militari incluse, con gli Stati Uniti. Anche perché se il XXI° secolo è il secolo asiatico così come il XX° è stato quello americano (e di questo in Asia sono tutti convinti) New Dehli ricorda a Washington di esserne una delle locomotive trainanti e lo sarà sempre più. Al tempo stesso non vuole affatto che il secolo divenga “cinese” invece che asiatico. Sarebbe bene, dunque, è il sottinteso, che alla Casa Bianca comprendano l’avvertimento e si comportino di conseguenza.

Cattolici, non ci sono quelli di serie A e di serie B

Diciamocelo con franchezza. Dopo l’intervento del Presidente del Consiglio al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, abbiamo assistito ad un dibattito leggermente surreale all’interno di alcuni segmenti dell’area cattolica italiana. Un dibattito che mi ha riportato indietro nel tempo quando all’interno della Dc c’era sempre qualcuno – anche se parliamo di “giganti” rispetto alla classe dirigente contemporanea – che si riteneva, a suo giudizio, più cattolico degli altri perché, forse, più coerente con le ragioni del cattolicesimo politico. Seppur nella sua versione democratica, popolare e sociale.

I precedenti nella Dc

Certo, e come al solito, c’era chi bollava questi personaggi con maggior sarcasmo come, ad esempio, Carlo Donat-Cattin quando li chiamava semplicemente “sepolcri imbiancati”. Il riferimento, neanche tanto mascherato, era rivolto ad un altro grande leader democristiano, Oscar Luigi Scalfaro. Eppure anche in quel contesto, dove c’era un partito votato dalla stragrande maggioranza dei cattolici e che aveva una cultura comune, c’era chi pensava di avere più titolarità e più autorevolezza nel rappresentarli. Una deriva che non solo non si è interrotta ma addirittura si è affinata e perfezionata nel corso degli anni.

Lattualità del vizio

Al punto che oggi, per venire all’attualità, c’è chi, pensando di essere originale, distribuisce patenti di coerenza, di lungimiranza e di serietà morale nel rappresentare con più dignità i cattolici nella cittadella politica italiana. È un vizio che, spiace dirlo ma è così da sempre purtroppo, arriva prevalentemente da sinistra, dove si sostiene che chi non vota quello schieramento è considerato come una sorta di traditore permanente. O meglio, un cattolico che sbaglia semplicemente perché non capisce il suo errore politico, culturale, programmatico e anche etico.

Pluralismo e libertà

Ora, e senza infierire ulteriormente e anche senza fare l’elenco di chi stende quotidianamente la lista degli erranti, sull’argomento vale una sola regola. E cioè, e persino scolasticamente, non ci sono cattolici di serie A e di serie B. Ognuno vota liberamente non solo perché da tempo il pluralismo politico dei cattolici è un dato largamente acquisito e ormai consolidato, ma anche perché – ed è questa la ragione principale – nessuno può intestarsi una maggiore coerenza rispetto al patrimonio culturale, politico, programmatico ed etico del cattolicesimo politico rispetto a chicchessia.

Sia di sinistra, di destra, di centro sinistra o di centro destra. E la presunzione di essere i più coerenti, frutto e conseguenza di una maldestra e singolare superiorità morale, è solo il prodotto di un’arroganza culturale mai sopita. Forse è anche arrivato il momento per chiudere definitivamente ed irreversibilmente questa pagina squallida e sempre più impresentabile che caratterizza alcuni settori dell’area cattolica italiana. Anche perché più si accampa questa presunta superiorità morale e questa ridicola altezzosità culturale ed etica, e più si spingono i cattolici verso altri lidi rispetto a quelli che si vorrebbero esclusivi ed autoreferenziali. In gergo si chiama eterogenesi dei fini.

Metaversismo e umanesimo sociale: una nuova sintesi di pensiero

Metaversismo e umanesimo sociale: una nuova sintesi di pensiero

Una riflessione sul rapporto tra tecnologie immersive, cittadinanza aumentata e tradizione dellumanesimo sociale. Verso un nuovo paradigma culturale, politico ed etico capace di coniugare innovazione e solidarietà.

Antonio Derinaldis

Nel contesto delle trasformazioni socio-tecnologiche attuali, emerge l’esigenza di ridefinire il rapporto tra tecnologia, umanesimo ed impegno sociale. L’idea di “metaversismo” si propone come chiave interpretativa ed operativa per comprendere il presente: non solo come immersione nelle tecnologie immersive, ma come visione di cittadinanza aumentata, in cui realtà fisica e realtà digitale coesistono in modo interattivo e trasformativo.

Il metaversismo non è un’ideologia, bensì una postura culturale, aperta alla sperimentazione di nuove forme di partecipazione, relazione e costruzione del bene comune, nell’ecosistema delle reti neurali e delle piattaforme virtuali. È psicologia sociale del profondo “cyber” che interroga gli abissi dei “labirinti dell’anima”.

Il digitale non è – non può essere – solo infrastruttura tecnica

Questa prospettiva può intrecciarsi con l’umanesimo sociale, inteso come matrice culturale che unisce il cattolicesimo sociale e il riformismo progressista. In tale sintesi si riconosce il valore della persona, la centralità della comunità e la funzione pubblica della solidarietà.

Nel metaversismo ad impronta sociale, il digitale non è solo infrastruttura tecnica, ma ambiente relazionale e sociale, quindi “politico”. Si afferma così una nuova grammatica della partecipazione: intergenerazionale, ibrida, inclusiva. Ne deriva una necessità: quella di formare nuove comunità “human tech”, persone consapevoli, critiche e corresponsabili. Realtà sociali pronte a farsi promotrici di questa transizione, inaugurando percorsi di educazione civica aumentata, valutazione di impatto trasformativo e pratiche di innovazione responsiva.

Una realtà potenziata dalletica della cura

In questa prospettiva, il metaversismo sociale non è fuga nel virtuale, ma ritorno riflessivo alla realtà, potenziata dall’immaginazione sociale e dall’etica della cura. Nel tempo della rivoluzione digitale e dell’intelligenza artificiale, è urgente ripensare le categorie culturali e sociali che hanno guidato il Novecento.

Oggi, di fronte alla pervasività del virtuale, può nascere un nuovo approccio: una sintesi tra le potenzialità immersive delle tecnologie emergenti e l’eredità valoriale del cattolicesimo sociale, del socialismo riformista e di tutto quel filone di pensiero che ha posto la persona al centro e non il profitto. Il metaversismo, inteso non come evasione, ma come spazio aumentato della realtà, può diventare terreno fertile per la costruzione di nuove forme di partecipazione, inclusione e giustizia sociale.

 

Innovazione, welfare immersivo e meta-umanesimo

L’umanesimo sociale, con la sua attenzione alla dignità della persona, al lavoro, alla comunità, può guidare lo sviluppo etico di tecnologie che rischiano altrimenti di diventare strumenti di esclusione o manipolazione. In questo scenario, l’innovazione diventa non solo tecnica, ma politica e culturale: si apre lo spazio per un “welfare immersivo di prossimità”, per la coprogettazione sociale digitale, per una nuova educazione civica algoritmica.

È la sfida dell’umanesimo aumentato, di quel “meta-umanesimo” che unisce empatia e dati, spiritualità e algoritmi, comunità e reti. Un pensiero post-ideologico, capace di parlare alle nuove generazioni ma anche di connettere le diverse età della vita, può trovare qui una nuova ispirazione. È il tempo di un “innovismo sociale”, capace di guardare al futuro senza rinunciare al radicamento umano.

La bussola del bene comune

Viviamo in un’epoca segnata da contraddizioni profonde: progresso tecnologico senza precedenti e smarrimento esistenziale, connessioni digitali globali e solitudini urbane, crescita delle ricchezze aggregate e ampliamento delle disuguaglianze.

In questo scenario, il Simposio “Bene Comune e Futuro: verso una società umanizzata” (Campidoglio, Sala Laudato Si’, 24 novembre 2025) intende essere un faro: un tempo di ascolto e di confronto, per riportare al centro la persona, la comunità e la pace.

Il filo conduttore sarà la lectio magistralis “Bene Comune, Pace e Tensione verso l’Assoluto”, che offrirà un’occasione di meditazione sulla dignità umana e sulla necessità di guardare oltre l’immediato per recuperare speranza e orizzonti condivisi. 

La bussola del bene comune

Il bene comune non è un concetto nuovo, ma un principio che attraversa secoli di pensiero: dalla filosofia antica alla scolastica di Tommaso d’Aquino, fino a diventare cardine costituzionale. Non si tratta della semplice somma dei beni individuali, ma di quella qualità relazionale che consente a ciascuno di realizzarsi insieme agli altri.

È una visione che rifiuta tanto l’individualismo esasperato quanto l’omologazione collettivistica, e invita a costruire comunità fondate su giustizia, solidarietà e responsabilità reciproca. Proprio da questa ispirazione nasce l’esperienza di FareRete InnovAzione BeneComune APS, che intende fare della rete non un fine, ma un metodo per generare bene comune.

Un nuovo umanesimo civile

Ma che senso ha parlare oggi di bene comune in tempi segnati da guerre, crisi ambientali, pandemie e nuove disuguaglianze? La risposta non è evasione, ma tensione verso l’Assoluto: una condizione necessaria per riscoprire la dignità e la sacralità della vita. Non c’è bene comune senza pace: essa è diritto inalienabile e insieme dovere collettivo, costruzione quotidiana che richiede istituzioni giuste e rapporti equi.

La crisi attuale nasce anche dallo smarrimento culturale che ha spezzato l’equilibrio tra individuo e comunità. L’umanesimo civile del Rinascimento aveva posto la libertà personale al servizio della città; oggi la logica del consumo e del profitto riduce il cittadino a spettatore, la persona a cliente, la comunità a mercato. Da qui l’alienazione e le nuove fragilità sociali.

Occorre rigenerare un umanesimo civile 5.0, capace di integrare libertà, solidarietà, responsabilità e partecipazione. Le tecnologie vanno ripensate non come strumenti di dominio, ma come alleati per costruire inclusione e benessere.

Salute e innovazione al servizio della persona

La salute rappresenta uno dei terreni più concreti su cui si misura il bene comune. Non è mera assenza di malattia, ma benessere integrale, fisico, psichico e sociale. Non può essere trattata come merce, ma deve essere garantita a tutti.

La prevenzione, l’educazione alla salute e la telemedicina – come ha sottolineato Giuseppe Assogna – possono liberare risorse e rendere più sostenibile il Servizio Sanitario Nazionale. Ma nessuna innovazione sostituisce l’incontro umano, fondato sull’empatia e sulla fiducia. La dignità del paziente resta la misura di ogni buona pratica.

Radici antiche, orizzonti nuovi

Ogni epoca ha bisogno di un’idea capace di orientare il cammino. Oggi quell’idea non può che essere un cambio di modello di sviluppo: non semplici correttivi, ma una svolta che metta la vita e la comunità al centro. È un orizzonte che affonda le radici nella saggezza delle comunità e nella tradizione cristiana dei primi secoli, e che possiamo esprimere con parole nuove: vita che genera vita.

Il Simposio coincide con il Decennale di FareRete InnovAzione BeneComune APS e con la seconda edizione del Premio “Michele Corsaro”, dedicato al tema “Benessere, Prevenzione, Salute”. È un segno concreto che il bene comune non è utopia, ma azione: valorizzare progetti che innovano con etica, che rafforzano reti sociali e che migliorano la vita delle persone.

Tessere speranza

Parlare di bene comune significa parlare delle nostre vite intrecciate, della possibilità di costruire comunità più giuste, della speranza che i tempi bui non abbiano l’ultima parola.

Il 24 novembre non sarà soltanto un evento, ma un appello: a rimettere la persona al centro della politica, dell’economia e della sanità; a coniugare innovazione e umanità, scienza e coscienza, tecnologia e compassione.

In fondo, la vita fiorisce solo se condivisa, e la comunità cresce solo se non lascia indietro nessuno.

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Tennis, Musetti batte Munar e vola ai quarti negli Us Open

Roma, 1 set. (askanews) – Lorenzo Musetti conquista per la prima volta in carriera i quarti di finale degli US Open! Dopo Roland Garros e Wimbledon, arriva anche la firma sulla superficie meno preferita, il cemento. Battuto, anzi, annientato agli ottavi Jaume Munar, 44 del mondo, con i parziali di 6-3, 6-0, 6-1 in poco più di un’ora e mezza di gioco. Un’autentica lezione di tennis (81% di punti vinti con la prima, 7 break, 26 vincenti a 6) e le solite magie che ormai lo contraddistinguono. Lorenzo, virtualmente n°9 del mondo, attende ora il vincente di Sinner-Bublik.

Tennis, Musetti: "Che emozione, ora vorrei sfidare Jannik"

Roma, 1 set. (askanews) – “Non ho parole per descrivere le emozioni. Arrivavo da qualche settimana difficile, avevo perso tre partite pur avendo tante occasioni. Ma questo è il tennis”. Così Lorenzo Musetti dopo il successo che vale i quarti di finale agli Us Open. “Sono contento di come ho reagito. Ho giocato uno dei migliori set della carriera. Ho lavorato tanto al servizio, ho cambiato qualcosa perché non funzionava molto. Sono contento di questi miglioramenti. Ora devo guardare alla prossima partita. Grazie a tutti gli italiani presenti, speriamo di giocare contro Jannik il derby azzurro. Non vedo l’ora. Forza Italia”.

Il Pd prova ad accelerare su Decaro, si cerca intesa in settimana

Roma, 1 set. (askanews) – Per settimane la parola d’ordine è stata “un passo alla volta”, ma adesso il Pd non intende tirare ancora per le lunghe la discussione sulle candidature per le regionali. I democratici vogliono definire la squadra anche in Puglia e Campania, dove ancora non c’è l’ufficialità sui nomi che dovranno correre per la poltrona di presidente sostenuti dal “campo largo”. Elly Schlein si è mossa con prudenza per non compromettere quella che ritiene una priorità, tenere insieme tutte le forze di opposizione in ciascuna delle regioni al voto. Operazione sostanzialmente riuscita, salvo lo smarcamento di Carlo Calenda in Toscana e Campania, ma che va ora completata con l’ufficializzazione di Antonio Decaro come ‘front-runner’ in Puglia e Roberto Fico in Campania. Un passaggio che, spiega più di un parlamentare dem, la segretaria a questo punto non vorrebbe rinviare ulteriormente.

In Puglia la Schlein arriverà tra pochi giorni per una iniziativa pubblica e anche per questo oggi Francesco Boccia, uno degli uomini che da mesi lavorano per comporre il quadro, ha avvertito: “L’accordo unitario nel centrosinistra sarà confermato e sono convinto che con Elly Schlein alla festa dell’unità regionale di Bisceglie, ci sarà una schiarita”. Non è solo ottimismo, in queste ore si sta provando a creare le condizioni per la “schiarita”.

L’ex sindaco di Bari ha detto chiaramente che non intende fare il presidente sotto tutela, con i due ‘past president’ Michele Emiliano e Nichi Vendola in consiglio regionale. Uno dei parlamentari Pd che seguono la trattativa assicura che il braccio di ferro tra con il presidente uscente non sarebbe insuperabile, “Michele troverà il modo di agire per il bene della sua comunità”, assicura. Di fatto, si confida che Emiliano possa alla fine fare un passo di lato, magari ottenendo un ruolo nazionale nel Pd che gli garantisca visibilità in attesa della candidatura in Parlamento alle prossime politiche.

Più complessa però è la questione Vendola. Sia l’ex leader di Sel che Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli hanno ripetuto più volte che non accettando interferenze sulla propria lista. Il no di Decaro è considerato irricevibile e nelle prossime ore si capirà se è solo una posizione negoziale per ottenere magari poi una candidatura in qualche città importante, come ipotizza qualcuno nel Pd, o se davvero su Vendola non si tratta. Secondo fonti democratiche un incontro con Avs era previsto oggi, ma sarebbe stato rinviato, forse a domani.

Di certo, appunto, il tempo ormai è poco e il discorso vale anche per la Campania. Qui praticamente nessuno dubita che il candidato sarà Fico, tanto più dopo che al presidente uscente è stato dato l’ok alla candidatura del figlio Piero alla guida del Pd regionale. Candidatura unica, niente sfidanti. Non mancano i mugugni nel partito, come dimostra anche l’intervista di oggi di Sandro Ruotolo al Corriere della sera, ma la Schlein ha ormai siglato l’intesa su De Luca Jr che già mercoledì dovrebbe essere ufficializzata.

Schlein: costruire l’alternativa a Meloni è responsabilità immane

Ravenna, 1 set. (askanews) – “Noi abbiamo una responsabilità immane che è quella di costruire un’alternativa” al governo Meloni, “un’alternativa che accanto ad ogni critica mette una proposta concreta”. Così segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, concludendo il suo comizio alla Festa dell’Unità di Ravenna.

“Questa è la nostra cultura di governo, è quello che questa terra, l’Emilia-Romagna, a cui tutti siamo debitori ci ha insegnato”, ha spiegato la leader dem, definendosi “una figlia adottiva di questa terra”. Schlein ha tracciato un parallelo storico: “Nei momenti più difficili e faticosi, quando siamo caduti dopo la guerra con la povertà, con le alluvioni, con il terremoto, ogni volta siamo riusciti a rialzarci per un motivo molto semplice: il primo che si rialzava non correva via, ma si girava a tendere una mano a quello che faceva più fatica a rialzarsi”.

“Questo è quell’insegnamento che noi porteremo al governo del paese – ha aggiunto Schlein -. Lo faremo uniti e compatti, perché uniti si vince”. Lo faremo portando nel futuro i valori che ci hanno insegnato i partigiani, le resistenti, le staffette, perché la nostra Costituzione è ancora quella che ci guida ed è una costituzione come Ravenna, come tutti noi, antifascista”.

Francesca Michielin, fuori nuova versione "Quello che ancora non c’è"

Roma, 1 set. (askanews) – Quello che ancora non c’è (Im)perfetta Version è la nuova versione del brano di Francesca Michielin fuori su tutte le piattaforme digitali (Columbia Records/Sony Music Italy).

Il brano, riarrangiato e prodotto per l’occasione da Francesca in una versione cinematografica, è il tema musicale del cortometraggio (Im)perfetta presentato il primo settembre come Evento Speciale all’82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e disponibile su RaiPlay in contemporanea con la première internazionale.

In questa ballad emozionale, Francesca racconta di come ha imparato a non avere fretta, capendo che ogni consapevolezza arriva da sé al momento giusto così come Elena, la protagonista diciannovenne del racconto, riuscirà a riconnettersi con sé stessa dopo un episodio spiacevole vissuto sui social. Il brano regala profondità emotiva al cortometraggio prodotto da One More Pictures, con Rai Cinema e contribuisce a rafforzare il messaggio che promuove una riflessione collettiva su un futuro sempre più digitale, ma anche più umano.

Il 4 ottobre Francesca sarà protagonista di uno speciale concerto che segnerà il suo debutto all’Arena di Verona in compagnia di Bruno Belissimo, Carmen Consoli, Carl Brave, Coma_Cose, Dardust, Emma, Fedez, Fiorella Mannoia, Fudasca, Gaia, Giorgio Poi, Irama, Levante, Margherita Vicario, Maria Antonietta, Max Gazzé, Mecna, Tommaso Paradiso, Tredici Pietro e Vasco Brondi. Un vero e proprio diario live che Francesca condividerà con il pubblico per ripercorrere i momenti più significativi dei suoi primi 30 anni di vita, metà dei quali vissuti sul palcoscenico.

I biglietti di michielin30 – tutto in una notte sono disponibili su www.vivoconcerti.com e nei punti vendita autorizzati.

Maratona musicale "A Nome Loro" per vittime di mafia si fa a Mondello

Roma, 1 set. (askanews) – La III edizione di A Nome Loro – Musiche e voci per le vittime di mafia, la maratona artistico – musicale ideata da Sade Mangiaracina che dal 2023 chiama a raccolta nello straordinario scenario i protagonisti della musica italiana ma anche giornalisti impegnati sul fronte della lotta alla criminalità organizzata, attivisti anti-mafia e familiari delle vittime – si terrà sabato 6 e domenica 7 settembre 2025 sul lungomare di Mondello, ospite della manifestazione “Ciavuri e Sapuri” organizzata da CNA Palermo (Artigiani e Imprenditori d’Italia) e Innova Service Palermo S.r.l.

La scelta di spostare la terza edizione di A Nome Loro dal Parco Archeologico di Selinunte – location delle prime due edizioni – al Lungomare di Mondello, scelta non programmata e resa possibile grazie alla disponibilità di CNA Palermo, si è dimostrata necessaria a causa dei mancati contributi da parte della Regione Siciliana.

“La tenacia e l’impegno pagano sempre- dichiara Sade Mangiaracina, ideatrice di A Nome Loro- Musiche e voci per le vittime di mafia, e Presidente dell’Associazione che organizza l’evento – Abbiamo voluto caparbiamente mantenere la terza edizione, consapevoli che sia necessario tenere alta l’asticella della legalità, rendere onore ai cittadini che credono nel valore dell’onestà e valorizzare le eccellenze del nostro territorio. E tra le eccellenze abbiamo avuto la fortuna, grazie ai nostri Partner Cooperativa Sociale Incontro, Utopia e Sinergie Group, di incontrare CNA Palermo, a cui va la mia personale gratitudine e di tutta l’Associazione di cui sono presidente per aver accolto a braccia aperte A nome Loro. Voglio inoltre ringraziare i tantissimi artisti che hanno accolto il nostro appello con gioia, i nostri Partner- a partire dalla Siae, Nuovo Imaie, CGIL CISL UIL, Comune di Castelvetrano, e soprattutto un ringraziamento va ai tantissimi che hanno espresso vicinanza, affetto e solidarietà ad A Nome Loro, il vostro enorme abbraccio ci fa ben sperare. Andiamo avanti!”.

“Come CNA di Palermo ci siamo messi subito a disposizione dell’associazione ‘A nome loro’ ospitandoli a Mondello e mettendo il palco al loro servizio – dichiara Mimmo Provenzano, presidente di CNA Palermo – Come imprenditore che ha subito pressioni mafiose e mai ceduto a nessuna richiesta, ritengo sia doveroso stare al fianco di chi a voce chiara denuncia la mafia coinvolgendo quanta più gente possibile dalla parte giusta della storia. Siamo felici di aprire la nostra manifestazione a tutti i cantanti che vogliano lottare insieme a tutti noi per non lasciare mai più solo nessuno, come Libero Grassi, un imprenditore palermitano con la schiena dritta assassinato dalla mafia perché non voleva pagare il pizzo. A lui e a tutte le vittime di mafia dedichiamo questa edizione di Ciavuri e Sapuri”.

Tantissimi gli artisti, che nonostante il cambio di date e location, hanno voluto mantenere l’impegno di presenziare- in nome del progetto A Nome Loro- alla manifestazione.

Sabato 6 settembre a partire dalle 18 sul palco arriveranno: Ditonellapiaga, Giulia Mei, Dario Aita, Roberto Lipari, Davide Shorty, Giovanni Gulino – ex Marta sui Tubi & Fabrizio Mocata & Mato Francesco Sciacca, Giuseppe Anastasi, Ottoni Animati, Cico Messina, Ermes Russo, Nóe, La Ragione Giusta, Vito, Sasha DLT, Calandra&Calandra, PopShock, Pietro Grasso, Giovanni Impastato, Salvo Ruvolo – Musica e Cultura, Silvia Buzzone – Addio Pizzo, Nino Morana.

Domenica 7 settembre a partire dalle 18 saranno ospiti: Dimartino, Neri per caso, Almamegretta, Shakalab , Giuseppe Anastasi, Ernesto Marciante, Cico Messina, Ermes Russo, Gavdio, Federica Marinari, Lorenzo Lepore, Antonio Panzica, Taligalè, Luisa Impastato, Libera Sicilia, Dario Riccobono – Must 23, Brizio Montinaro, Antonio Vassallo.

Nata nel 2023 qualche settimana dopo la cattura del superlatitante Messina Denaro – che proprio in quel territorio è nato e per decenni ne ha asfissiato il tessuto politico, economico e sociale attraverso il suo dominio criminale – la prima edizione della manifestazione è stata organizzata nel febbraio 2023 in modo estemporaneo, sull’onda emotiva del successo riportato dalle forze dell’ordine. Nel corso delle due prime edizioni ha radunato un pubblico di oltre 16.000 persone, è stata seguita da oltre un milione e duecentomila spettatori tra dirette video e radio su Ansa e Rai Radio 2; e ha portato sul palco artisti come Levante, La Rappresentante di Lista, Malika Ayane, Raiz, Daniele Silvestri, Paolo Fresu, Arisa, Simona Molinari, Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, Gianluca Petrella, Anna Castiglia, Davide Shorty, Modena City Ramblers, Mauro Ermanno Giovanardi dei La Crus, Andrea Satta dei Têtes de Bois, Angelo Sicurella, Bonnot, Giuseppe Anastasi, Silvia Mezzanotte, Mario Lavezzi, Dajana Roncione, Donatella Finocchiaro, Luigi Lo Cascio, Paolo Briguglia, Fabrizio Ferracane e moltissimi altri.

Tutto questo con l’esigenza di tenere alta la guardia rispetto al fenomeno mafioso e mantenere vivo il ricordo delle vittime di mafia attraverso la vitalità della musica e la bellezza di un luogo dall’immenso patrimonio archeologico. E con l’obiettivo di valorizzare l’enorme ricchezza artistico-culturale di una terra per troppo tempo identificata esclusivamente con le attività del crimine organizzato, grazie anche alla costruzione di una relazione fra la produzione culturale locale e quella nazionale e internazionale.

L’associazione A Nome Loro è composta dalla compositrice e pianista jazz Sade Magiaracina, la cantautrice pop-jazz Simona Molinari, Dario Mangiaracina, musicista e co-fondatore di La Rappresentante di Lista, Franco D’Aniello musicista e co-fondatore dei Modena City Ramblers, il cantautore Giuseppe Anastasi, la manager musicale di Pannonica Stefania Conte e l’operatore culturale Turi Benintende.

Calcio, Gattuso: "Israele? Sono uomo di pace, dobbiamo giocare"

Roma, 1 set. (askanews) – “Italia-Israele non si dovrebbe giocare? È una considerazione del sindaco di Udine, che rispetto. Io sono un uomo di pace e mi auguro che in tutto il mondo ci sia la pace. Fa male al cuore vedere civili e bambini che ci lasciano la vita, dopo però noi facciamo un altro mestiere”. Queste le parole del ct della nazionale Rino Gattuso, nella sua prima conferenza stampa dal ritiro di Coverciano in vista degli impegni contro Estonia e Israele validi per la qualificazione al Mondiale 2026. “Israele è nel nostro girone, ci dobbiamo giocare”, ha aggiunto.

Mantova, apre il 29 novembre il museo della Sonnabend Collection

Milano, 1 set. (askanews) – Apre sabato 29 novembre nel rinnovato Palazzo della Ragione la Sonnabend Collection Mantova, l’importante raccolta della gallerista Ileana Sonnabend, che ha influenzato la scena artistica internazionale unendo America ed Europa. Il nuovo museo d’arte contemporanea raccoglie una delle collezioni private più rilevanti del secolo scorso che verrà esposta nel cuore della città.

La Sonnabend Collection, sviluppata grazie alla visione della mercante d’arte Ileana Sonnabend (1914-2007), di suo marito Michael Sonnabend (1900-2001) e del loro figlio adottivo Antonio Homem, rappresenta una delle più significative testimonianze di movimenti artistici fondamentali della seconda metà del Novecento. Attraverso le loro gallerie di Parigi e New York, i Sonnabend sono stati protagonisti nel presentare e diffondere l’arte americana in Europa e gli artisti europei in America.

Il progetto nasce dal Comune di Mantova in partnership con la Sonnabend Collection Foundation e Marsilio Arte. “Portare nella città del Rinascimento, di Giulio Romano, Mantegna e Leon Battista Alberti, una delle principali collezioni private di arte contemporanea al mondo, celebrando la figura visionaria di Ileana Sonnabend – ha detto il sindaco di Mantova Mattia Palazzi – è l’inizio di un nuovo capitolo per la nostra città. Abbiamo lavorato a lungo, insieme alla Sonnabend Collection Foundation guidata da Antonio Homem, al direttore artistico Mario Codognato e a Marsilio Arte, per dare vita a un progetto che per noi è strategico. Con questo museo, Mantova entra a pieno titolo nel mondo dell’arte contemporanea e si posiziona sulla mappa del Grand Tour culturale europeo. Quello che inaugureremo il 29 novembre non è solo un museo, ma un tassello fondamentale per il futuro di Mantova. Vogliamo che l’intera città e tutti gli amanti dell’arte diventino protagonisti di questo percorso”.

“Durante tutta la mia vita e durante tutto il mio lungo ed eccezionale tragitto con Ileana e Michael – ha aggiunto Antonio Homem, presidente e cofondatore assieme a Nina Sundell della Sonnabend Collection Foundation – abbiamo sempre condiviso con gli altri la nostra passione, il nostro entusiasmo e la nostra fiducia nell’arte e nell’impegno e nella lungimiranza degli artisti. Per questa ragione sono felice di poter condividere tutto ciò, come una grande biografia visiva, in questa magnifica città, che è essa stessa una meravigliosa opera d’arte”. Il percorso espositivo, sviluppato in undici ambienti, ricostruisce il tragitto visionario e gli interessi di Ileana Sonnabend coltivati col suo impegno e sostegno nei confronti dell’attività degli artisti e dei movimenti che hanno caratterizzato la cultura visiva attraverso i grandi cambiamenti storici e geopolitici del nostro tempo. Iconici capolavori dell’arte americana, come Figure 8 di Jasper Johns (1958), Little Aloha di Roy Lichtenstein (1962), Campbell’s Soup di Andy Warhol (1962), Kite di Robert Rauschenberg che vinse il Leone d’Oro alla Biennale del 1964, vengono esposti accanto a opere seminali della Pop Art con artisti come Jim Dine, James Rosenquist e Tom Wesselmann e la ricerca coeva in Italia di artisti come Michelangelo Pistoletto e Mario Schifano. Questo straordinario percorso continua con opere cardinali dei movimenti fondamentali dell’arte degli anni Sessanta e Settanta come il Minimalismo con Donald Judd e Robert Morris e i loro rivoluzionari sviluppi nel campo della scultura con Bruce Nauman e Richard Serra, nonché con l’Arte Povera, che Sonnabend ha esposto per prima a New York, con artisti di assoluto spessore come Giovanni Anselmo, Jannis Kounellis, Mario Merz, Giulio Paolini e Gilberto Zorio. Il grande interesse da parte di Sonnabend per gli sviluppi della fotografia e della performance sono testimoniati dalla collaborazione con artisti di generazioni diverse, da Bernd & Hilla Becher a Luigi Ontani, da Vito Acconci a Gilbert & George, da Candida Hoefer a Matthias Schaller. La pittura tedesca degli anni Ottanta con Jorg Immendorff, Anselm Kiefer e A.R. Penck, nonché la coeva ricerca americana con Jeff Koons e Haim Steinbach suggellano questo eccezionale itinerario.

“Michael e Ileana Sonnabend – ha detto il direttore artistico della Sonnabend Collection Mantova Mario Codognato – hanno sempre avuto un legame profondo con l’Italia, che conoscevano e amavano con uno sguardo unico e sorprendente. Per questo motivo è particolarmente significativo che la straordinaria collezione da loro costruita trovi oggi casa proprio nel nostro Paese, a Mantova. Michael aveva una conoscenza e una passione per Dante davvero fuori dal comune, e il fatto che questa raccolta sia ospitata in un edificio del XIII secolo sembra quasi un destino scritto. Ileana, invece, è stata una figura decisiva per molti artisti italiani del dopoguerra, contribuendo a farli conoscere e apprezzare negli Stati Uniti: questo omaggio alla sua figura e alla sua opera rappresenta quindi un capitolo naturale della sua stessa storia”.

“Siamo orgogliosi di annunciare l’apertura della Sonnabend Collection Mantova – ha concluso Luca De Michelis, CEO di Marsilio Arte e Marsilio Editori – un progetto di straordinaria rilevanza culturale portato avanti con impegno e lungimiranza insieme al Comune di Mantova. Per la prima volta, la collezione Sonnabend verrà presentata all’interno di una sede dedicata, offrendo al pubblico l’opportunità unica di ammirare un patrimonio artistico di eccezionale valore, in un contesto storico e prestigioso che rispecchia la tradizione e l’identità della città. Si tratta di un traguardo significativo anche per Marsilio Arte, che con questa iniziativa ribadisce il proprio impegno nella valorizzazione dell’arte contemporanea nazionale e internazionale, consolidando relazioni tra istituzioni, artisti e pubblico. Con l’avvio di questo progetto, Mantova diventa una tappa imprescindibile per chi desidera approfondire e conoscere da vicino i grandi protagonisti della Pop Art e gli artisti più influenti del XX secolo”.

Le mascotte ufficiali di Skifidol Italian Brainrot invadono MagicLand

Roma, 1 set. (askanews) – Dal 13 settembre e per tutti i weekend del mese, a MagicLand, parco divertimenti a Valmontone, alle porte di Roma, anteprima assoluta italiana di Skifidol Italian Brainrot, il fenomeno virale che ha conquistato milioni di ragazzi. Per la prima volta in Italia, i personaggi ufficiali di Skifidol Italian Brainrot prenderanno vita, animati e interattivi, pronti a uscire dal web per incontrare i loro fan. Vere mascotte da toccare, abbracciare e con cui scattare una foto: un’occasione per stringere la mano ai personaggi cult che hanno invaso la rete e le edicole così da immergersi in una “Allucinazione Cosmica” senza precedenti.

Oltre a questo, sono in programma spettacoli live e i meet and greet dedicati, che permetteranno a ogni visitatore di vivere momenti a contatto con i protagonisti di Skifidol Italian Brainrot.

Per tutti gli under 15 l’ingresso al parco sarà gratuito (a fronte di un adulto pagante) tramite un coupon scaricabile dal sito ufficiale di MagicLand.

Grazie alla collaborazione con Officina Comunicazione e Panini, ogni under 15 riceverà in omaggio un poster esclusivo con un personaggio inedito Skifidol Italian Brainrot, in uscita a settembre. All’interno del parco sarà inoltre allestita un’area speciale dedicata allo scambio di figurine Panini Skifidol Italian Brainrot, insieme a spettacolari figurine giganti pensate come photo opportunity per selfie e ricordi a tema.

Anche la mascotte storica del parco, Gattobaleno, sarà coinvolta nella festa trasformandosi in un Brainrot originale “Gattobaleno Cosmico”, perfettamente in linea con l'”Universo Psichedelico” Brainrot.

L’evento è reso possibile grazie a MagicLand, il parco divertimenti più grande del Centro-Sud Italia, e Skifidol, titolare della licenza ufficiale Italian Brainrot nel nostro Paese.

Sabato e domenica – 13/14, 20/21, 27/28 settembre 2025 Tutte le informazioni e il regolamento per scaricare il coupon sono disponibili su www.magicland.it

Dopo le tappe a MagicLand, le mascotte ufficiali Skifidol Italian Brainrot saranno ad Aquaworld, il parco acquatico al chiuso di proprietà di Pillarstone, nei weekend 4/5 e 11/12 ottobre 2026.

Venezia 82, a Jane Campion il Nations Award Taormina per la carriera

Roma, 1 set. (askanews) – La regista neozelandese Jane Campion riceverà il Premio Nations Award 2025 alla carriera, in occasione dell’evento promosso nell’ambito della 82esima Mostra del Cinema di Venezia, mercoledì 3 settembre nella cornice dell’Hotel Ca’ Sagredo, storica dimora del Doge Nicolò Sagredo, sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e della Regione Siciliana.

Il riconoscimento cinematografico, fondato negli anni ’70 in seno alla Rassegna cinematografica internazionale di Messina e Taormina, è stato già assegnato ad acclamate icone del cinema mondiale come Gina Lollobrigida, Woody Allen, Claudia Cardinale, F. Murray Abraham, Gérard Depardieu, Ferzan Özpetek, Daniel Brühl, Christopher Lambert, Nicola Piovani, Paolo Conte, Abel Ferrara, Vittorio Storaro, Kevin Spacey, Giancarlo Giannini e, nell’ultima edizione, Luc Besson, Emir Kusturica e Terry Gilliam. Ogni anno a Venezia lo “spin-off” del Premio – durante la Mostra del Cinema – che giunto alla 19esima edizione, ogni anno si svolge al Teatro Antico di Taormina a fine giugno.

L’evento è organizzato dall’associazione Nations Award, guidata dal presidente del Premio Michel Curatoloin collaborazione con l’Associazione Albergatori Venezia – AVA e il Centro Studi AVA, con il sostegno e patrocinio dell’Assessorato regionale ai Beni Culturali – Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e il patrocinio del Messina Tourism Bureau e di Anas, il sostegno di Italferr – Gruppo Ferrovie dello Stato e Bottega. Saranno presenti la madrina e ambasciatrice del Premio, Madalina Ghenea e il direttore artistico Marco Fallanca.

Jane Campion, nata a Wellington, in Nuova Zelanda, nel 1954, è una regista, sceneggiatrice e produttrice cinematografica, nota per la sua poetica coerente e l’attenzione ai temi femminili. È la prima donna ad aver vinto la Palma d’Oro a Cannes con Lezioni di Piano (1993) e ha vinto un Oscar per la migliore sceneggiatura originale con lo stesso film. Tra i suoi lavori più celebri figurano anche Un angelo alla mia tavola (1990), che le valse un Leone d’Argento a Venezia, e il più recente Il potere del cane (2021), per cui ha vinto l’Oscar alla miglior regia nel 2022.

Jane Campion viene premiata anche per il suo impegno nell’ambito del progetto “A Wave in the Ocean”, la scuola di cinema ideata nel 2022 e diretta a Wellington. Alla Mostra di Venezia infatti sono in corso le proiezioni di sette cortometraggi di altrettanti giovani allievi. Il corto Lion Rock (16′) di Nick Mayow e Prisca Bouchet, realizzato nell’ambito di A Wave in the Ocean, sarà in concorso nella sezione Orizzonti Corti. Nell’appuntamento veneziano dei Nations Award saranno premiati anche il produttore, il regista e la protagonista del film “6:06”, un lungometraggio che sarà presentato venerdì 5 settembre, alle Notti veneziane, sezione realizzata dalle Giornate degli Autori in accordo con Isola Edipo: Lorenzo Lello Carvelli, Tekla Taidelli e la protagonista George Li (…già interprete di Mare Fuori); il film prodotto da Argo Film, Traky Film e Filmesdamente; produzioni associate Film Algarve e Film Aim sarà distribuito al cinema da LSPG Popcorn.

Prima della serata di premiazione, a partire dalle ore 17.30, nell’ambito dei Nations Award- a margine dell’evento- si terranno i consueti incontri del salotto talk show “Thinkingreen” su tematiche relative alla sostenibilità, infrastrutture e beni culturali alla presenza di rappresentanti istituzionali e illustri relatori e il convegno “Beni e attività culturali: modelli organizzativi e soluzioni istituzionali a confronto tra Sicilia e Veneto”. Seguirà un talk sulla sostenibilità ambientale su “Reti viarie e ferroviarie a supporto di un turismo sostenibile”, prodotti a cura dell”associazione culturale Creazioni.

Infine, saranno consegnati alcuni riconoscimenti speciali a Claudio Scarpa, presidente Centro studi AVA, il giornalista de “Il Gazzettino” Davide Scalzotto, all’attrice e influencer Ibiza Altea e al pittore Pierluigi Tolomio, che esporrà alcune sue opere in una mostra dedicata alla manifestazione.

’Medjugorje: il verdetto del Papa’, il nuovo libro di Marco Paganelli

Roma, 1 set. (askanews) -Medjugorje a un anno dal Nulla Osta del Vaticano nei confronti dei frutti derivanti dalle apparizioni della Madonna definite come “presunte”. Il giornalista Marco Paganelli tratta la tematica nel nuovo libro intitolato: “Medjugorje: il verdetto del Papa”. Sottotitolo: “La Chiesa entra nei dieci segreti” (Edizioni Segno).

Il libro contiene un’intervista al direttore del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, Andrea Tornielli, che aiuta a comprendere l’importanza della scelta attuata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nel 2024. Sono presenti nel testo anche alcune rivelazioni, di un’alta fonte d’Oltretevere, sugli interventi del Successore di Pietro dopo il pronunciamento positivo, della Commissione di Inchiesta internazionale presieduta dal Cardinale Camillo Ruini dal 2010 al 2014, rispetto alle mariofanie dei primi giorni testimoniate dal 24 giugno 1981.

Il Pontefice è riuscito a bloccare così quanti volevano lo stop ai pellegrinaggi a causa di una non meglio specificata origine diabolica del fenomeno smentita, in realtà, sin dagli inizi dello stesso dalle istituzioni ecclesiali competenti.

L’opera aiuta a comprendere anche quali saranno le prospettive future di quanto sta avvenendo nel noto santuario balcanico, in vista di un possibile riconoscimento, da parte del Papa, della soprannaturalità delle apparizioni della Gospa, magari durante la manifestazione dei dieci segreti spiegati dalla Vergine ai veggenti.

"Love Game, il gioco dell’amore", in arrivo due nuove puntate su Rai2

Roma, 1 set. (askanews) – Terza e quarta puntata in arrivo per “Love Game – Il gioco dell’amore”, il format che mescola il genere dating-show con il game, il cui esordio della terza stagione ha conquistato il 5% di share mantenendo incollati 180mila telespettatori nella seconda serata di Rai2. Martedì 2 settembre andrà in onda il terzo appuntamento, intorno alle 23.55, subito dopo lo speciale “Battiato – Le vie del sacro”. L’indomani, invece, alle 00.25, dopo “Storie di donne al bivio mercoledì”, sarà trasmesso l’episodio conclusivo. Alla conduzione: Barbara Politi, Claudio Guerrini e Reyson Grumelli. Special guest, l’attore Antonio Buonocunto.

Al centro della terza stagione di “Love Game – Il gioco dell’amore”, quattro concorrenti, tutti single… ma solo in apparenza. In realtà tra loro si cela una coppia rigorosamente in incognito. I quattro protagonisti socializzeranno e misureranno le loro affinità. Se i due single si riconosceranno e si sceglieranno reciprocamente, saranno loro a vincere un viaggio. Se invece la coppia sarà brava a fingere e a ingannare gli altri, sarà lei ad aggiudicarsi il premio finale.

I tre conduttori, all’interno del programma, hanno un ruolo differente. Barbara Politi, new-entry nel cast, veste i panni di padrona di casa e, dopo aver accolto ogni concorrente, cerca di indagare per scoprire la loro reale situazione sentimentale. Claudio Guerrini, che nel curriculum vanta sempre più numerose esperienze legate alla TV di Stato, ha il compito di scuotere gli animi dei concorrenti con domande scomode che mettono alla prova la loro sincerità. Reyson Grumelli, con il suo irresistibile test, cerca invece di tirare fuori il lato più romantico dei partecipanti. Non solo: Grumelli canta anche la sigla del programma, intitolata “Mille cose”.

“Love Game – Il gioco dell’amore” è un programma della Direzione Intrattenimento Prime Time RAI realizzato in collaborazione con la casa di produzione Imagine The Stars. Scritto da Tommaso Martinelli, Luigi Miliucci e Sacha Lunatici, la regia è di Ciro Tomaiuoli.

Preparatevi a un mix esplosivo di emozioni, perché a “Love Game” l’amore… gioca sul serio!

Venezia 82, svelate nomination XV edizione del Premio Sorriso Diverso

Roma, 1 set. (askanews) – Venerdì 5 settembre 2025, alle ore 16.00, lo Spazio Incontri del Venice Production Bridge, presso l’Hotel Excelsior del Lido di Venezia, ospiterà la XV edizione del Premio Sorriso Diverso Venezia Award, premio collaterale ufficiale della 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.

La cerimonia – che ogni anno richiama l’attenzione su quelle opere capaci di raccontare la diversità e le fragilità sociali con lo sguardo universale del cinema – avrà come madrina l’attrice Eleonora Ivone e come Testimonial della resilienza sociale la cantante e conduttrice Silvia Salemi.

Al loro fianco, come da tradizione, porteranno il proprio saluto il Direttore della Mostra Alberto Barbera e il Presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco, confermando il prestigio di un riconoscimento che è ormai diventato parte integrante della Mostra del Cinema. Sarà presente anche il Presidente della Municipalità di Lido Pellestrina, Emilio Guberti, che da anni sostiene con entusiasmo il Sorriso Diverso Venezia Award, confermandone il legame con il territorio e la comunità locale.

Quest’anno la selezione ha messo in evidenza titoli provenienti da cinematografie diverse, unite dal comune denominatore dell’impegno civile e della forza narrativa. Nella sezione In Concorsofigurano The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, film che ripercorre l’uccisione a Gaza di Hind Rajab; Elisa di Leonardo Di Costanzo, liberamente ispirato agli studi e alle conversazioni dei criminologi Adolfo Ceretti e Lorenzo Natali nel saggio “Io volevo ucciderla”; Nühai (Girl) di Shu Qi, toccante storia di formazione ambientata in una città costiera; À Pied d’Œuvre (At Work) di Valérie Donzelli, basato sull’omonimo romanzo di Franck Courtès.

Per le opere Fuori concorso, l’Italia è rappresentata da L’isola di Andrea di Antonio Capuano, intenso legal drama con Teresa Saponangelo e Vinicio Marchioni. Per la sezione Orizzonticandidati: Hiedra di Ana Cristina Barragán con Simone Bucio e Francis Eddú Llumiquinga; Il rapimento di Arabella, seconda opera di Carolina Cavalli; Harà Watan (Lost Land) di Akio Fujimoto, che racconta la storia di due fratelli in fuga da un campo profughi Rohingya in Bangladesh; Otec (Father) di Tereza Nvotová, con protagonista un padre affetto dalla sindrome del bambino dimenticato; Un anno di scuola di Laura Samani, liberamente ispirato al libro omonimo di Giani Stuparich e ambientato nella Trieste del 2007; Human Resource di Nawapol Thamrongrattanarit, che racconta la storia di una donna che riflette se mettere al mondo un figlio in un’azienda e società oppressive.

A completare il quadro, per le Giornate degli Autori, è stato selezionato Come ti muovi sbagli di Gianni Di Gregorio: un professore in pensione vede la sua vita tranquilla stravolta dal ritorno della figlia e dei nipoti.

“Ci apprestiamo a riportare al centro della cultura internazionale la narrazione cinematografica di Venezia – afferma il presidente Diego Righini – Le opere premiate raccontano, come ogni anno, le storie di persone che non smettono di lottare e di sperare in una vita migliore. Attraverso i loro percorsi ci invitano ad aprire gli occhi su ciò che pensano e su come vivono coloro che li circondano: in fondo, tutti noi, la società civile del mondo.”

“Il Sorriso Diverso Venezia Award è molto più di un premio: è un messaggio – sottolinea la direttrice artistica Paola Tassone – È la conferma che il cinema può abbattere barriere, costruire ponti e dare voce a chi spesso non viene ascoltato. Sono orgogliosa di questa 15ª edizione, in cui dodici film straordinari concorrono per i due riconoscimenti (Miglior Straniero e Miglior Italiano), simbolo di inclusione, diversità e cambiamento sociale. Venezia è il palcoscenico ideale per raccontare storie che parlano al cuore e alla coscienza di tutti noi”.

Come di consueto, le pellicole in nomination per il titolo di Miglior film italiano e Miglior film straniero dell’edizione 2025, verrano giudicate, in accordo con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dalla giuria di esperti presieduta dal critico cinematografico Catello Masullo e composta da Paola Dei, Massimo Nardin, Rossella Pozza, Paola Dalla Torre, Franco Mariotti, Alessandro Occhipinti, Antonio Castaldo, Armando Lostaglio e Alberto Pierini.

Il Premio Sorriso Diverso Venezia Award è promosso dall’Università Cerca Lavoro (che firma anche il Festival Internazionale della Cinematografia Sociale Tulipani di Seta Nera) e realizzato in collaborazione con Dream On. È presieduto da Diego Righini con la direzione artistica di Paola Tassone.

Il premio gode del contributo del Ministero della Cultura e del patrocinio di Rai per la Sostenibilità ESG, con Rai Pubblica Utilità come media partner. Frecciarossa conferma il suo ruolo di Treno Ufficiale.

Al Festival di Todi "Benvenuti a Casa Morandi", il 5 settembre

Roma, 1 set. (askanews) – Va in scena il 5 settembre, al Festival di Todi (Teatro Comunale), “Benvenuti a Casa Morandi”, di Marianna Morandi, Marco Morandi, Elisabetta Tulli, Pino Quartullo, con Marco e Marianna Morandi, e con Marcello Sindici, per la regia di Pino Quartullo.

Marianna e Marco sono due figli d’arte e nell’arte crescono tra canzoni famose, film di successo, rotocalchi, e ospitate in TV. Benvenuti a casa Morandi è la loro versione dei fatti, è la loro memoria ricca di aneddoti e ricordi esilaranti condivisi con papà Gianni, sempre troppo pignolo, mamma Laura alquanto eccentrica e la Tata Marta.

In scena fratello e sorella si ritrovano a svuotare la casa della loro tata (per 50 anni a casa Morandi) che è passata a miglior vita e scoprono che questa donna li ha talmente amati da aver conservato giocattoli, ricordi, quaderni e addirittura ricostruito la loro cameretta. Nostalgia, sorprese e risate si alternano nel cercare in casa qualcosa di molto importante. A tutto questo si aggiunge un traslocatore, ex ballerino, che si invaghisce di Marianna e che sarà difficile da contenere.

Una commedia divertente e romantica che parla in maniera ironica della loro vita: un viaggio nel loro passato ma anche in un presente pieno di domande, dubbi, (in)certezze e incursioni telefoniche di papa’, mamma e figli sempre pieni di richieste.

Marianna dopo tanto tempo passato a fare la madre torna a recitare sollecitata amorevolmente, sia nella realtà che nella finzione, dal fratello Marco che da anni alterna la sua attività di cantante e attore a quella di padre. Benvenuti a casa Morandi è una commedia sincera, farcita di musica ed episodi divertenti. Un atto unico in cui ridere e riconoscersi.

Commenta il regista Pino Quartullo: “La commedia mi ha divertito ed intenerito molto, perchè Marianna e Marco riescono a mettersi a nudo come raramente succede di vedere”.

La sesta edizione di Afrobrix torna a Brescia dal 5 al 7 settembre

Roma, 1 set. (askanews) – In programma dal 5 al 7 settembre al Centro Comboni di Brescia la sesta edizione di Afrobrix, il primo festival italiano dedicato all’afrodiscendenza. Musica, cultura, arte, moda e cinema come strumento per valorizzare le realtà afrodiscendenti e afroeuropee partendo dal contesto socio-culturale locale.

Obiettivo del festival promuovere la multiculturalità e l’inclusione tra comunità 2G e cittadinanza bresciana, evidenziando l’afrodiscendenza come tratto sociale eterogeneo e trasformativo per la cultura e la società. A dare il via agli appuntamenti sarà Babacar Faye, in arte Gotha, giovane rapper di Brescia di origini senegalesi, i cui testi, diretti e crudi, raccontano le difficoltà di identità e integrazione dei ragazzi immigrati. A seguire Cassé Soulja, combattente interiore, la cui musica spazia dalla trap alla drill inglese fino alle vibrazioni West Coast. In chiusura della prima serata l’ensemble gospel Onesound, capace di fondere reggae, jazz e highlife cantando in più lingue tra cui Twi.

Sabato sarà la volta di Sidy Casse, afro-italiano classe 1998, con un linguaggio tra indie, pop, folk e urban, accompagnato da testi introspettivi. Poi Sina Tekle & Gojardi, con la prima artista che fonde afrobeat e R&B, mentre il secondo è orientato verso trap e generi eterogenei. Kevin Kalvin, rapper veronese, presenterà testi autobiografici e una crescita personale che traspare nei featuring con artisti italiani. In chiusura serata l’ensemble Adeye, originaria del Ghana, che propone gospel africano con highlife, offrendo conforto e speranza al pubblico.

La domenica proseguirà con Roda da Saideira, gruppo italo-brasiliano legato alla samba e al pagode, per uno spettacolo ritmico e coinvolgente. Seguirà Nasser, noto come Mimmo, cantautore italo-egiziano che canta in arabo e italiano affrontando temi di migrazione e integrazione in chiave pop melodica. Il gran finale è firmato dal ritorno di Tommy Kuti, rapper afroitaliano, che presenterà l’EP Community tra afrobeats, rap e amapiano, esplorando i temi del riscatto e appartenenza di una generazione multietnica.

Per la prima volta al festival arriva anche la moda: una sfilata di Maracatu e AC che unisce tessuti africani e tagli europei in una proposta senza confini, con capi vivaci e pellicce ecologiche. Le esibizioni saranno accompagnate dai DJ set di Malaika e Lion, che proporranno reggae, electro, afrobeat e hip-hop. Non mancheranno stand enogastronomici con le tipiche cucine dall’Eritrea, Etiopia, Costa d’Avorio, Burkina Faso, Nigeria e Marocco, oltre a articoli di artigianato, wax e prodotti naturali.

L’evento è organizzato dal Centro Afrobrix (Missionari Comboniani) con Fondazione Nigrizia e in collaborazione con Associazione Centro Migranti – Diocesi di Brescia, Collettivo UNO, Associazione Gli Altree, ADL a Zavidovici, K-Pax con la collaborazione del Comune di Brescia, con il sostegno di Fondazione ASM, Fondazione Cariplo, Associazione Centro Migranti e Associazione Cuore Amico Fraternità ETS. Il festival annuncia inoltre Afrobrix Film Festival, in programma dal 14 al 16 novembre al cinema Nuovo Eden, con proiezioni, incontri, letteratura e arte, per estendere il racconto e la presenza culturale oltre il palco.

Marramao e Bonetti a International Horizon su "Coscienza e comunità"

Roma, 1 set. (askanews) – L’Associazione culturale International Horizon ha organizzato una tavola rotonda dal titolo: “Coscienza e comunità: l’io e la sacralità del prossimo”.

L’incontro si terrà l’11 settembre alle 18 esclusivamente da remoto sulla piattaforma Zoom vedrà ospiti la professoressa ed ex ministra per la Famiglia e le Pari Opportuità, Elena Bonetti (attuale deputata e presidente di Azione), che parlerà di “Politica, diritti e comunità: il ruolo delle istituzioni nel custodire l’umano”; Ginevra Cerrina Feroni (vice presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali) che interverrà su “Dignità e protezione dell’identità personale nell’era digitale”; il sacerdote e docente presso la Pontificia Università della Santa Croce Davide Cito sul tema “La sacralità dell’altro tra fede, compassione e giustizia” e il filosofo e Professore emerito dell’Università degli Studi di Roma Tre, Giacomo Marramao che parlerà di “Coscienza individuale e responsabilità collettiva: l’io nella società contemporanea”.

Introdurrà e modererà il dibattito: Luciano Versace, presidente di International Horizon.

In un tempo segnato da guerre, sopraffazioni e crescenti fratture sociali, si sente l’urgenza di tornare al cuore del vivere civile: il riconoscimento dell’altro come portatore di dignità inviolabile. Con la tavola rotonda “Coscienza e comunità: io e la sacralità del prossimo” l’associazione intende creare uno spazio di riflessione profonda, in cui voci diverse si interroghino sul senso della responsabilità individuale e collettiva, sulla tutela dei diritti fondamentali e sul valore della persona nell’epoca della complessità e del conflitto. Un invito a non cedere all’indifferenza, ma a riscoprire la coscienza come fondamento del legame umano.

La partecipazione è gratuita al link: www.internationalhorizon.it/#iniziative.

L’aereo di von der Leyen colpito da presunto attacco informatico russo, atterraggio con mappe cartacee

Roma, 1 set. (askanews) – L’aereo della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sarebbe stato colpito da un presunto attacco informatico da parte russa durante le fasi di atterraggio in Bulgaria, secondo quanto riferisce il Financial Times.

Il FT ha riportato le dichiarazioni di un funzionario che ha dichiarato che “il GPS dell’intera area aeroportuale si è spento”, spingendo il pilota a sorvolare l’aeroporto di Plovdiv per un’ora e infine ad atterrare utilizzando mappe cartacee.

Donnarumma in Premier League: giocherà con il City

Roma, 1 set. (askanews) – Gianluigi Donnarumma sbarca in Premier League. Dopo la decisione del PSG di scaricarlo a favore di Lucas Chevalier, visto manche il contratto in scadenza e i problemi irrisolvibili in sede di rinnovo, il portiere della Nazionale italiana si accasa al Manchester City per una cifra vicina ai 30 milioni di euro. Una soluzione certamente gradita al giocatore, che intendeva restare ai massimi livelli dopo la straordinaria stagione disputata lo scorso anno, durante la quale è stato assoluto protagonista soprattutto nel percorso che ha portato alla prima storica conquista della Champions League.

Donnarumma svolgerà le visite mediche in giornata in Italia e raggiungerà Manchester soltanto dopo la sosta per le nazionali. La trattativa, definita ormai da settimane, si è sbloccata con la cessione di Ederson al Fenerbahce per circa 13 milioni: il brasiliano ha firmato un triennale da otto milioni netti a stagione con il club di Istanbul, che ha aperto per porte a Donnarumma, il nuovo estremo difensore di Pep Guardiola.

In Cina i leader del Sud Globale, Xi ruba la scena a Trump

Roma, 1 set. (askanews) – Dopo molti mesi di protagonismo trumpiano, la Cina si riprende nella prima metà di questa settimana il palcoscenico della diplomazia globale. Xi Jinping ospita una trentina di capi di Stato e di governo – tra i quali il presidente russo Vladimir Putin, il primo ministro indiano Narendra Modi, il leader nordcoreano Kim Jong Un – per un doppio appuntamento, il summit annuale dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) e le commemorazioni della Vittoria 80 anni fa nella seconda guerra mondiale sul Giappone, che punta ad accreditare Pechino come il campione del cosiddetto Sud globale e come potenza benigna orientata alla protezione della pace e della stabilità.

Quella del presidente cinese è una carta già giocata nel primo mandato di Donald Trump alla Casa bianca: mentre il leader americano sferzava allora e sferza ora il mondo a colpi di dazi e protezionismo come leva per allineare all’egemonia americana partner e avversari recalcitranti, Pechino si pone come roccaforte della stabilità globale, del multilateralismo e, paradossalmente per un paese che si professa comunista, della libertà del mercato.

IL SUMMIT SCO

Il vertice della Sco, che si è concluso oggi a Tianjin, ha posto in effetti proprio le basi di un’agenda alternativa a quella imposta all’Occidente da Trump. L’organizzazione – nata nel 2001 per volontà di Mosca, ma oggi di fatto divenuta uno strumento della politica estera cinese – ha un Dna euroasiatico molto pronunciato e, su questo, Xi punta per alleggerire la pressione Usa che verte sul Pacifico.

Xi nel suo intervento è stato chiaro. ‘La vasta terra dell’Asia e dell’Europa, culla delle antiche civiltà e luogo dei primi scambi tra Oriente e Occidente, è stata una forza trainante del progresso umano. Sin dall’antichità, i popoli di diversi Paesi hanno praticato il baratto e il commercio per reciproco vantaggio, imparando gli uni dagli altri. Gli Stati membri della SCO devono rafforzare la comprensione reciproca e l’amicizia attraverso gli scambi tra i popoli, sostenersi con fermezza nella cooperazione economica e coltivare insieme un giardino di civiltà in cui tutte le culture possano prosperare e convivere in armonia attraverso l’arricchimento reciproco’, ha detto nel suo intervento il leader cinese. Dietro le formule auliche, un segnale preciso: la Cina chiede di non aderire alla pressione protezionistica americana, facendo affidamento sulle vaste aree di crescita economico, commerciale e culturale euroasiatica. E’ di fatto l’idea della Nuova Via della Seta rivisitata.

Stesso approccio per quanto riguarda la diplomazia: ‘Dobbiamo promuovere una corretta visione storica della Seconda guerra mondiale e opporci alla mentalità da Guerra fredda, al confronto tra blocchi e agli atti di prepotenza. Dobbiamo salvaguardare il sistema internazionale con al centro le Nazioni unite e sostenere il sistema commerciale multilaterale con al centro l’Omc. Dobbiamo sostenere un mondo multipolare equo e ordinato, una globalizzazione economica universale, inclusiva e vantaggiosa per tutti, e rendere il sistema di governance globale più giusto ed equo’. Questo in un momento in cui il sistema Onu è sotto attacco degli Usa e di un alleato come Israele, impegnato nella guerra a Gaza. Non a caso, alla vigilia dell’apertura del summit, ieri, Xi ha incontrato il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, al quale ha detto che la Cina è una “fonte di stabilità e certezza” in mezzo ai cambiamenti globali e che “la storia insegna che il multilateralismo, la solidarietà e la cooperazione sono la via giusta per affrontare le sfide globali”. Xi ha inoltre invocato sforzi congiunti per “rivitalizzare l’autorità e la vitalità” delle Nazioni Unite affinché diventino la piattaforma centrale per affrontare gli affari globali. Infine, a margine del vertice, ha proposto la costituzione di un’iniziativa Sco per la governance mondiale della Sco.

LA VISITA ‘SENZA PRECEDENTI’ DI VLADIMIR PUTIN

Uno dei punti forti di questa offensiva diplomatica è la visita – definita dal Cremlino ‘senza precedenti’ – di Putin per ben quattro giorni: dal summit Sco alla parata militare di mercoledì a Pechino. E’ un fatto importante, non solo perché Russia e Cina hanno coltivato un rapporto speciale in termini politici ed economici soprattutto dopo l’invasione russa dell’Ucraina, ma anche perché andando in Cina il leader russo mostra di essere integrato in un sistema di relazioni globali che interessano grandi potenze, tra le più popolose al mondo.

‘La Sco dà un sostegno tangibile al rafforzamento dell’atmosfera di cooperazione e fiducia reciproca in tutto il continente eurasiatico, contribuendo così a creare i presupposti politici, sociali ed economici per la formazione di un nuovo sistema di stabilità, sicurezza e sviluppo pacifico in Eurasia, un sistema che andrà a sostituire i modelli eurocentrici ed euro-atlantici ormai superati’, ha affermato Putin, durante la riunione del Consiglio dei Capi di Stato della SCO. La visione da Mosca della Sco, insomma, appare essere quella di un raggruppamento alternativo a quello incentrato dagli Usa con la Nato.

Ma, al di là della cornice internazionale, probabilmente il nocciolo più importante della lunga visita di Putin va ricercato nei colloqui bilaterali. Un primo assaggio si è avuto già ieri, quando il leader russo ha avuto un abboccamento con Xi, per informarlo dei dettagli del summit di Ferragosto avuto in Alaska con Trump. Il rapporto di simpatia tra Putin e il presidente americano, in effetti, è noto e fonte di qualche preoccupazione a Pechino. Oggi, nel suo discorso, Putin ha circoscritto il senso del vertice in Alaska alla soluzione del conflitto ucraino. ‘Apprezziamo profondamente gli sforzi e le proposte di Cina, India e degli altri nostri partner strategici, volti a facilitare la risoluzione della crisi ucraina’, ha affermato. ‘Vorrei sottolineare – ha aggiunto – che le intese raggiunte al recente vertice russo-americano in Alaska, spero, si stiano muovendo anche in questa direzione (cioè verso la risoluzione della crisi ucraina, ndr.), aprendo la strada alla pace in Ucraina’. Il grosso dei colloqui Putin-Xi, comunque deve ancora arrivare.

KIM JONG UN IN TRENO VERSO PECHINO

Un altro grande protagonista di questi giorni è il leader nordcoreano Kim Jong Un, il quale dovrebbe essere partito oggi alla volta di Pechino sul suo treno verde blindato. Dovrebbe arrivare nella capitale cinese dopo 20-24 ore di viaggio.

E’ la seconda volta che un capo nordcoreano presenzia a una parata a piazza Tiananmen. L’ultima volta era accaduto nel 1959, ai tempi di Mao Zedong in Cina: il nonno dell’attuale leader e fondatore della Repubblica democratica popolare di Corea, Kim Il Sung andò in Cina per rendere onore al fratello maggiore cinese. E, tuttavia, nel contempo, il primo della dinastia al potere a Pyongyang continuava a giocare su due tavoli con l’Unione sovietica in una partita che puntava a ottenere da un paese ‘fratello’ quello che l’altro non dava.

La situazione, volendo, non è troppo cambiata. Kim il giovane – grandissimo ammiratore del nonno, che usa spesso come modello anche fisicamente – ha un rapporto piuttosto ambivalente con Xi, che come è noto, non lo ama particolarmente. Per di più, Kim ha dato vita recentemente a uno spericolato avvicinamento a Putin, con la firma di un accordo di partenariato strategico globale, in base al quale ha inviato persino truppe nordcoreane in Russia per combattere contro le forze ucraine. Ciò non è stato gradito a Pechino e le relazioni già labili con il paese, da cui peraltro la Nordcorea dipende ampiamente da un punto di vista economico, sono diventate vieppiù fredde.

La visita in Cina, considerata anche la nota ritrosia del dittatore nordcoreano a lasciare il paese, punta a rinverdire le relazioni con la Cina. Secondo fonti del Cremlino, citate dalle agenzie russe, Kim siederà durante la parata a sinistra di Xi, mentre Putin sarà alla destra del presidente cinese. E’ possibile anche che si tenga un vertice a tre tra Xi, Putin e Kim.

La decisione del leader nordcoreano di presenziare alla parata militare in Cina è stata annunciata pochi giorni dopo che sia il presidente sudcoreano Lee Jae-myung sia il presidente statunitense Donald Trump hanno espresso la loro disponibilità a riprendere la diplomazia con la Corea del Nord nel corso del loro vertice a Washington. La presenza di Kim alla parata militare di questa settimana a Pechino, al fianco di Putin e Xi, potrebbe rappresentare un segnale che il leader nordcoreano non ha alcun interesse a impegnarsi in colloqui diplomatici con la Corea del Sud o con gli Stati Uniti. Nello stesso tempo, in una riconfigurazione degli equilibri globali, indicare per la Corea del Nord una via d’uscita dal semi-isolamento che ha caratterizzato la sua storia in decenni, con un allineamento a un fronte alternativo all’occidente, oggi in sofferenza anche per l’assertività americana. In un discorso del 2023, Kim fece riferimento a una ‘nuova Guerra fredda’ in ascesa e sottolineò l’intento del Paese di promuovere una ‘solidarietà anti-statunitense’, lasciando intendere sforzi diplomatici per bilanciare contro gli Stati uniti e i loro alleati. Tuttavia, ci sono anche analisti i quali sostengono che questo sfoggio di allineamento con Pechino e Mosca abbia anche lo scopo di consolidare la posizione nordcoreana in vista di future trattative con gli Stati uniti.

MODI, QUANDO IL NEMICO DEL TUO NEMICO E’ UN PO’ NEMICO UN PO’ AMICO

Diverso il senso della presenza in Cina del primo ministro indiano Narendra Modi, che ha preso parte al summit Sco, di cui l’India è membro a pieno titolo. A differenza della gran parte degli altri leader volati in Cina, il leader indiano non parteciperà invece alla parata di mercoledì. Questo in virtù delle relazioni ambivalenti tra Nuova Delhi e Pechino, ma anche della relazione positiva tra India e Giappone, paese quest’ultimo che in occasione delle celbrazioni dell’80mo viene ricordato come invasore. Non a caso, Modi prima di volare a Tianjin è andato a Tokyo dove ha visto il primo ministro Shigeru Ishiba.

‘Siamo i due Paesi più popolosi del mondo e parte del Sud Globale. E’ fondamentale essere amici, buoni vicini, e che il ‘drago’ e l”elefante’ si uniscano’, ha detto Xi ieri incontrando Modi. ‘Siamo impegnati a portare avanti le nostre relazioni sulla base della fiducia reciproca, del rispetto e della sensibilità’, gli ha risposto Modi. ‘Dopo il disimpegno al confine, si è creato un clima di pace e stabilità’, ha aggiunto il capo del doverno di Nuova Delhi.

In effetti, le relazioni sono ambivalenti. I due giganti dell’Asia sono in conflitto per quanto riguarda l’indefinito confine himalayano e Nuova Delhi non ha apprezzato le forniture di armi da parte di Pechino al Pakistan in occasione della recente, breve guerra. Nello stesso tempo, le relazioni commerciali sono importanti e a portarle vicino è oggi soprattutto la politica di Trump. L’India, infatti, è stata fatta oggetto di pesanti dazi al 50% da parte degli Usa a causa degli acquisti di petrolio dalla Russia a prezzo ribassato. Ciò spinge Nuova Delhi – che da sempre ha una politica estera neutrale – ad avere un rapporto più stretto con la Cina e soprattutto con la Russia. Nel suo incontro di oggi con Putin, Modi ha ribadito che ‘India e Russia hanno sempre camminato fianco a fianco’. (di Antonio Moscatello)

M.O., Conte: Israele minaccia attivisti Flotilla, Meloni lascerà fare?

Roma, 1 set. (askanews) – “‘Saranno trattati come terroristi’. Sarebbe questo il piano di Israele contro gli attivisti salpati anche dai porti italiani con le barche della Global Sumud Flotilla per portare aiuti, sostegno, rompere l’assedio e l’ignavia sul genocidio e la carestia dei palestinesi a Gaza. Siamo oltre l’assurdo: un criminale come Netanyahu agisce impunito dopo aver trucidato oltre 60mila palestinesi, di cui 20mila bambini; chi porta aiuti umanitari con una grande spinta popolare anche dall’Italia rischia di essere trattato come un terrorista e vessato”. Lo ha scritto sui suoi canali social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.

“Meloni – ha aggiunto l’ex premier – intende lasciare da parte i selfie col cappellino per schierarsi dalla parte di chi sceglie di impegnarsi per fermare questo orrore o lascia fare, come sempre, il suo amico Netanyahu? Dirà e farà qualcosa a difesa dei suoi connazionali impegnati in questa operazione e dei tanti cittadini che l’hanno sostenuta? A quando le sanzioni e l’embargo sulle armi? La premier ha perso le parole e il patriottismo”.

“Oltre al sostegno economico dato alle realtà italiane impegnate a portare aiuti al popolo palestinese, il M5S terrà altissima l’attenzione e si farà sentire in tutte le Istituzioni contro l’ignavia di chi ci governa. Il silenzio e l’immobilismo sono degli ignavi e dei complici”, ha concluso Conte.

Terza edizione di Iliadship, progetto formativo per universitari

Milano, 1 set.. (Askanews) – Il 1 settembre Iliad lancia la terza edizione di “Iliadship”, il progetto a sostegno delle competenze dei giovani universitari, che guarda al mondo della formazione accademica con l’obiettivo di contribuire a creare un futuro pi inclusivo nella quale le nuove generazioni possano sviluppare al meglio il proprio potenziale e contribuire alla crescita del Paese.

Nel 2023 Iliad ha avviato la prima edizione del progetto, impegnandosi a investire 2 milioni di euro per i successivi 10 anni e a selezionare ogni anno 10 studenti tra neolaureati triennali e iscritti ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico che intendono proseguire gli studi negli ambiti STEM, Scienze sociali e Arts & Literature. A questi studenti “Iliadship” offre una borsa di studio da 15mila euro e un percorso di formazione con il supporto di un tutor scelto tra i dipendenti Iliad e di un mentor dell’Advisory Board dell’azienda. Sono previsti workshop, esperienze formative e la possibilit di attivare un tirocinio extracurricolare in Iliad Italia o in imprese del network. Il progetto infine prevede di dare vita a una Community Iliad con la costituzione di un network di studenti che ogni anno si riunisce nelle Reunion ufficiali per condividere competenze ed esperienze.

Ogni classe di “iliadship” composta da dieci studenti e porta avanti un programma biennale corrispondente agli ultimi due anni della formazione universitaria. Le prime due edizioni del progetto, che rientra negli impegni del gruppo in abito sociale e di diffusione di competenze, hanno avuto rilevanza nazionale con centinaia di domande di partecipazione da tutto il Paese.

Sisma in Afghanistan di magnitudo 6, centinaia di morti

Roma, 1 set. (askanews) – È di oltre 600 morti il bilancio preliminare di un devastante terremoto, di magnitudo 6 sulla scala Richter, che ha colpito Kunar e Nangarhar, le province orientali dell’Afghanistan. Lo ha riferito un portavoce del ministero degli Interni di Kabul, che ha indicato che almeno 610 persone hanno perso la vita a Kunar e 12 a Nangarhar.

La scossa è stata di magnitudo 6 è stata registrata intorno alla mezzanotte di ieri- le 21.30 italiane – a una profondità di circa 8 chilometri. Sharafat Zaman, portavoce del Ministero della Salute, ha affermato che sono in corso operazioni di soccorso e che diversi villaggi sono stati distrutti. I mentre i soccorritori scavano tra le macerie delle case alla ricerca di sopravvissuti. “Il numero di vittime e feriti è elevato, ma visto che l’area è di difficile accesso, le nostre squadre sono ancora sul posto”, ha dichiarato il portavoce del ministero della Salute afgano, Sharafat Zaman.

Il Ministero della Difesa afgano ha inviato 30 medici e 800 chili di medicinali a Kunar per supportare gli ospedali, che faticano a gestire l’afflusso dei feriti.

“Le Nazioni Unite in Afghanistan sono profondamente addolorate per il devastante terremoto che ha colpito la regione orientale, causando centinaia di vittime e ferendone molte altre”, ha affermato l’ufficio in un post condiviso sui social media.

Lavoro, Meloni: dati Istat confermano efficacia misure governo

Milano, 1 set. (askanews) – Quelli diffusi dall’Istat sul tasso di occupazione sono “numeri incoraggianti, che confermano l’efficacia delle misure messe in campo e ci spingono a proseguire con determinazione su questa strada: più opportunità, più lavoro, più crescita per l’Italia”. Lo rivendica la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un post sui social in cui riassume i dati diffusi oggi: “Secondo l’ultima rilevazione Istat, anche a luglio arrivano segnali positivi dal mondo del lavoro: il tasso di occupazione sale al 62,8% e quello di disoccupazione scende al 6%. Rispetto a luglio 2024 si registrano 218mila occupati in più, con una crescita trainata soprattutto dai contratti a tempo indeterminato”.

Gaza, il ministro israeliano Ben Gvir: considereremo terroristi gli attivisti della Sumud Flotilla

Roma, 1 set. (askanews) – Il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, figura dell’estrema destra dello stato ebraico, ha presentato un piano per fermare la Global Sumud Flotilla, la più grande flottiglia mai organizzata a Gaza, composta da 50 navi e attivisti provenienti da 44 Paesi.

Ben-Gvir non ha nascosto di voler considerare gli attivisti come dei “terroristi”, rinchiuderli in carceri (come Ketziot e Damon) riservate ai palestinesi accusati di “terrorismo” e privarli dei diritti fondamentali. “Devono capire che aiutare il terrorismo ha un prezzo”, ha sottolineato. Agli attivisti saranno negati tv, radio e cibo specifico: “Non permetteremo a chi sostiene il terrorismo di vivere nell’agiatezza”, ha aggiunto il leader del partito di estrema destra Potere ebraico, citato dal Jerusalem Post.

Il ministro ha minacciare di confiscare le navi e di metterle al servizio delle forze dell’ordine dello stato ebraico. Il sequestro, secondo l’esponente dell’estrema destra, sarebbe del tutto legale poiché il governo ritiene che la flottiglia sia un atto politico e un tentativo di aggirare il blocco al di fuori della cornice della legalità.

Ucraina, Modi a Putin: è necessario trovare il modo di porre fine al conflitto il prima possibile

Roma, 1 set. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro indiano Narendra Modi hanno avuto un colloquio faccia a faccia prima dell’avvio dei negoziati bilaterali con la partecipazione delle rispettive delegazioni, a margine del summit dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) che ha avuto luogo a Tianjin. Lo ha dichiarato oggi il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Il numero uno del governo indiano ha espresso apprezzamento per l’avvio di una sforzo volto a ristabilire la pace in Ucraina.

Secondo Peskov, i due leader “hanno parlato in auto durante il tragitto, hanno continuato a dialogare lungo la strada e ora, prima di raggiungere la delegazione, proseguono tali negoziati”.

Putin e Modi hanno conversato a tu per tu per circa 50 minuti nell’auto del leader russo, un’Aurus. I due hanno viaggiato insieme dal luogo del vertice della Sco fino alla sede del bilaterale, al Ritz-Carlton Hotel di Tianjin. La scorta e i membri delle delegazioni sono entrati nell’hotel, mentre i due leader hanno continuato a discutere faccia a faccia rimanendo in macchina.

Secondo i media russi, Modi ha detto che l’India accoglie “con favore tutti i recenti sforzi per stabilire la pace (in Ucraina) e speriamo che tutte le parti affrontino la questione in modo costruttivo. E’ necessario trovare il modo di porre fine al conflitto il prima possibile”.

Xi Jinping ai leader della Sco: assieme ci dobbiamo opporre alle prepotenze

Roma, 1 set. (askanews) – Il presidente cinese Xi Jinping ha esortato oggi i leader dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) a “opporsi alla prepotenza”, rafforzando la cooperazione in materia di sicurezza ed economia, nel suo discorso alla riunione plenaria del forum internazionale. Durante le dichiarazioni, erano presenti anche il presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro indiano Narendra Modi.

Xi – secondo il testo pubblicato oggi da Pechino – ha affermato che i membri devono “opporsi alla mentalità da Guerra fredda, al confronto tra blocchi e alla prepotenza”. Ha inoltre invitato a “sostenere il sistema commerciale multilaterale con l’Organizzazione mondiale del commercio al suo centro” e a promuovere “un mondo multipolare eguale e ordinato”.

Il presidente cinese ha assicurato che Pechino intende sviluppare la SCO in modo “pragmatico”. Ha annunciato l’intenzione di fornire entro l’anno 2 miliardi di yuan (280 milioni di dollari) in aiuti a fondo perduto agli Stati membri; di concedere prestiti aggiuntivi per 10 miliardi di yuan (1,4 miliardi di dollari) alle banche appartenenti al Consorzio interbancario della SCO nei prossimi tre anni; e di raddoppiare, a partire dal prossimo anno, il numero delle borse di studio speciali della SCO. Xi ha inoltre sollecitato la rapida istituzione di un centro per affrontare le minacce alla sicurezza e di un centro antidroga.

La Cina esercita un’influenza molto forte nella SCO, un raggruppamento di 10 membri in prevalenza eurasiatici. Il vertice di quest’anno ha portato oltre 20 leader stranieri nella città di Tianjin, vicino a Pechino, rendendolo l’evento più grande di sempre per il gruppo, secondo i media statali cinesi.

Genova per la Palestina: quarantamila in piazza per la Sumud Flotilla

Genova, 1 set. (askanews) – L’impressionante manifestazione a Genova sabato sera per la Sumud Flotilla: quarantamila persone in strada per le imbarcazioni in partenza per la Sicilia dove si uniranno a quelle partite da Barcellona per dirigersi verso le coste di Gaza. A Genova c’era anche la sindaca Silvia Salis, che dal Porto Antico dopo la fiaccolata ha detto “Chiedo al Governo di aiutarci, deve seguire questa spedizione, deve fare in modo che raggiunga l’obiettivo e che tornino qua sani e salvi. Lo chiedo al nostro ministro degli Esteri, alla Farnesina, perch le persone che si imbarcano con la Global Sumud Flotilla sono i veri patrioti, quelli che si ricordano che questo Paese ha un’anima solidale, che questo Paese si rende orgoglioso andando a unire e non a dividere, perch non esistono dei figli che vengono prima dei nostri figli o dopo i nostri figli. Dove c’ un bambino che ha fame e non c’ nessuno che sa rispondere, l non c’ nessun patriottismo: nascondersi dietro queste parole per non riconoscere la dignit degli altri una vergogna”.

La fiaccolata ha accompagnato l’iniziativa lanciata da Music for peace e Collettivo autonomo lavoratori portuali (Calp). Proprio i portuali, cosiddetti “camalli” genovesi, hanno lanciato un avvertimento: “Se anche solo per 20 minuti perdiamo il contatto con le nostre barche, noi blocchiamo tutta l’Europa, dal Porto di Genova non uscir pi nulla. Devono tornare indietro le nostre ragazze e i nostri ragazzi senza un graffio, e tutta la nostra merce, che del popolo, fino all’ultimo cartone, deve arrivare dove deve arrivare. Da questa regione escono 13-14mila container all’anno per Israele. Non faremo uscire pi nemmeno un chiodo. Lanceremo lo sciopero internazionale, bloccheremo le strade. Bloccheremo tutto”.

L’obiettivo della Global Sumud Flotilla, idealmente guidata dall’attivista svedese Greta Thunberg, rompere il blocco navale di Israele per portare aiuti umanitari e aiutare una popolazione stremata: 200 tonnellate di alimenti sono quelli in partenza da Genova, ma si parla di navi in partenza da ben 44 Paesi, quelle italiane partiranno dalla Sicilia il 4 settembre dopo essersi radunate.

Omicidio dell’ex presidente del parlamento ucraino, Zelensky: c’è un arrestato

Roma, 1 set. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato l’arresto di una persona in seguito all’omicidio dell’ex presidente del parlamento, Andri Parubiy. “Il sospettato ha rilasciato una dichiarazione preliminare”, ha scritto Zelensky sui social media, senza specificare se si trattasse di una confessione. “È in corso un’indagine approfondita per stabilire tutte le circostanze di questo omicidio”, ha continuato, elogiando il lavoro coordinato e rapido degli investigatori.

“Tutte le forze dell’ordine e i pubblici ministeri stanno lavorando instancabilmente. Ringrazio tutti i soggetti coinvolti: la Polizia Nazionale, il ministero degli Interni, i Servizi di Sicurezza dell’Ucraina e la Procura”, ha proseguito il presidente ucraino.

Festival della Mente, chiusa 22esima edizione sul tema l’invisibile

Sarzana, 1 set. (askanews) – Tre giorni di incontri e appuntamenti sul tema dell’invisibile: a Sarzana la 22esima edizione del Festival della Mente ha fatto registrare grande affluenza di pubblico e tanto interesse per le tematiche e gli ospiti presenti.

“È andata molto bene – ha detto ad askanews Benedetta Marietti, direttrice del Festival della Mente – perché abbiamo avuto il tutto esaurito, le piazze piene di gente, i tendoni pieni, un pubblico entusiasta, relatori che hanno apprezzato il tema dell’invisibile, che è stato l’argomento di questa 22esima edizione, e lo hanno declinato in molti modi diversi. Il Festival della Mente è un festival multidisciplinare, quindi ha un’anima scientifica e un’anima più umanistica e storici, filosofi, scienziati, letterati, artisti hanno parlato di invisibile, ciascuno dal proprio punto di vista”.

Dai microbi alla mitologia classica, passando per la natura e le guerre digitali: a Sarzana si è parlato di argomenti molto distanti, ma uniti da un tentativo di raccontare noi stessi nel presente, anche con la voce di grandi personaggi dello spettacolo come Lorenzo Jovanotti. E, come spesso accade nei tanti festival culturali italiani, la risposta del pubblico è sorprendente. “È la dimostrazione – ha aggiunto la direttrice – che le persone hanno voglia di approfondire, il pubblico entra nei tendoni spesso addirittura con i taccuini, prende appunti, è desideroso di sapere, di conoscere e quindi questa è un’ottima notizia”.

Ancora non ci sono anticipazioni sul tema del prossimo anno, ma sono state comunicate le date del 23esimo Festival della Mente. “Sarà dal 4 al 6 settembre – ha concluso Benedetta Marietti – venerdì, sabato e domenica: tre giorni di incontri e laboratori spettacoli”.

Documento. La crisi della politica e l’urgenza di nuove vie

La politica è in crisi e il marcato astensionismo ne è la prova più evidente: ormai c’è un cinquanta per cento dell’elettorato che non vota, determinando un grave vulnus al nostro sistema democratico. A questo si aggiunge il dato che anche tra i votanti sono pochi quelli che partecipano al dibattito politico.

Un Parlamento di nominati

Gli attuali partiti non costituiscono più quel canale di partecipazione popolare prefigurato dalla nostra Costituzione. La rappresentanza politica è ormai meramente virtuale: i territori non sono più rappresentati in Parlamento e molti deputati e senatori non hanno alcun rapporto con i rispettivi collegi elettorali.

La designazione dei candidati da parte dei leaders dei diversi partiti ha fatto parlare di un Parlamento di “nominati” che non rappresentano né i territori né gruppi di interessi, sono solo numeri destinati a votare secondo le direttive di capigruppo. Questa situazione ha svilito il dibattito parlamentare e lo stesso ruolo del Parlamento.

Il moltiplicarsi di partitini impedisce quel dialogo che poteva svolgersi all’interno di grandi partiti popolari. C’è insomma un vuoto di democrazia, manca un’offerta politica che possa dare all’elettorato concrete possibilità di scelta.

Astensionismo e insufficienza dellofferta politica

Da più parti, in Italia, si sente proporre l’ipotesi di una ricostituzione di un partito di ispirazione cristiana capace di collocarsi al centro dello schieramento politico. Le ragioni di un tale intento risiedono innanzitutto nella constatazione dell’astensionismo elettorale, che non può non porre il problema di una attuale insufficienza dell’offerta politica.

È probabile che molti elettori si astengano non sapendo a favore di chi poter esprimere né un voto di adesione né un voto di protesta. Il dibattito politico, radicalizzato tra maggioranza e opposizione, si è ormai ridotto a un confronto rissoso, dove i ragionamenti sono sopraffatti dagli slogan e la faziosità delle argomentazioni non consente a tanti potenziali elettori di poter effettuare una scelta consapevole e condivisa.

 

Coalizioni e ali estreme

C’è da chiedersi se il tendenziale e mai raggiunto bipartitismo, con la consequenziale logica dell’alternanza, possa garantire nel nostro Paese i risultati dei sistemi democratici di matrice britannica.

La tradizione inglese, e sino a qualche anno fa anche quella americana, si basava su un elettorato moderato intermedio che garantiva l’alternanza al governo. Questo sistema assicurava il “congelamento” delle ali estreme, sicché per ottenere il successo elettorale i partiti dovevano intercettare l’elettorato moderato, presentando i candidati più vicini a questo settore intermedio.

Nel nostro Paese, questo utile risultato non si è verificato: le coalizioni di destra e di sinistra determinano una logica inversa. Lungi dal “congelare” le ali estreme, finiscono per esaltarle, perché i partiti al loro interno competono tra loro, con i più moderati che temono di essere scavalcati rispettivamente a destra o a sinistra. In tal modo, le ali estreme, ininfluenti nel sistema inglese, da noi risultano determinanti.

Incide anche il sistema elettorale: la democrazia dell’alternanza di tipo britannico si basa su collegi uninominali dove i candidati più moderati attraggono l’elettorato intermedio. In Italia, invece, tutti i rappresentanti dei partiti della coalizione, quindi anche quelli più estremisti, hanno titolo ad essere proporzionalmente rappresentati.

Un nuovo partito d’ispirazione cristiana

Abbandonata l’ipotesi di un bipartitismo italiano e valutata la carenza di offerta politica delle coalizioni, potrebbe riproporsi la costituzione di un solido partito di ispirazione cristiana. Un soggetto capace di avviare un dibattito interno che rifugga dalle sclerotizzazioni sloganistiche, oggi dominante nella politica.

Anche all’interno dei partiti attuali non sembra esserci un confronto democratico, essendo la nuova logica partitica incentrata su leaders padroni dei rispettivi partiti. Anche le coalizioni non alimentano un dibattito costruttivo: il confronto rimane finalizzato a un immediato vantaggio elettorale più che al miglior governo del Paese.

In questa fase storica è fondamentale affrontare i tanti problemi che emergono in un mondo travagliato con un dibattito costruttivo tra quanti condividono fondamentali valori etici e sociali, dove non contino più destra e sinistra, ma la ricerca di soluzioni ragionevoli.

Si può pensare a una convention di tutti i partiti e movimenti di ispirazione cristiana per giungere a un soggetto politico unitario capace di rivolgersi anche a quell’elettorato che oggi si astiene, disorientato da proposte spesso demagogiche e orientate più a combattere l’avversario che a costruire futuro.

Qui di seguito allego una sintesi delle analisi e delle proposte di un gruppo di lavoro (del quale anch’io faccio parte), coordinato da Mons. Vincenzo Paglia, che è giunto alla conclusione che i problemi della politica italiana non possono più essere affrontati soltanto nella dimensione nazionale: c’è la necessità di impegnarsi a livello europeo, affrontando anche il tema della crisi che attraversa l’Unione Europea.

* Giulio Prosperetti, giudice emerito della Corte costituzionale

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Sco, una sigla da memorizzare: l’Eurasia tra scommessa e minaccia

L’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (acronimo inglese: Sco) il cui XXV vertice annuale si conclude oggi a Tianjin, nel nord della Cina, va ormai annoverata tra i nuovi soggetti che contribuiscono alla governance globale di un mondo non più unipolare, ma ancora alla ricerca di un assetto multilaterale e cooperativo.

Dalla Shanghai Five alla grande organizzazione euroasiatica

Sì può dire che gran parte della crescita di importanza del ruolo della Sco, è stata resa possibile dagli errori delle strategie occidentali verso l’Asia in questo secolo.

Infatti, la Sco, nasce nel 2001 per iniziativa di Cina, Russia e stati dell’Asia centrale, come risposta a nuovi rischi di destabilizzazione nell’Eurasia (segnatamente quelli causati dalla situazione venutasi a creare in quello stesso anno in Afghanistan), per coordinare le politiche su sicurezza regionale, cooperazione economica e lotta al terrorismo.

Tale è stata negli anni la percezione di sfiducia verso l’azione di soggetti esterni al continente asiatico (sul piano finanziario, con i ciclici salassi delle borse orientali, sul piano della gestione dei conflitti, con l’emergere simultaneo di svariate sfumature di gruppi terroristici non endogeni) che nel corso degli anni ai Paesi fondatori (il nucleo storico già operante dalla fine degli anni novanta, detto Shanghai Five, Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, e l’Uzbekistan) si sono aggiunti altri quattro Paesi a pieno titolo: nel 2017 India e Pakistan, nel 2023 Iran, nel 2024 Bielorussia.

Questi 10 Paesi membri fanno della Sco la più vasta e popolosa organizzazione regionale al mondo. A questi si aggiungono altri 16 Paesi con lo status di osservatori (2) e di partner di dialogo (14). Fra questi ultimi figurano i vicini Egitto e Turchia, e alcune petromonarchie come Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.

Unalleanza senza clausole militari

Un dettaglio che depone per la natura non offensiva dell’alleanza della Sco è che essa non prevede clausole di difesa collettiva e si concentra invece sulla cooperazione politica, economica e di sicurezza, proponendosi come piattaforma di dialogo per la risoluzione dei vari conflitti fra i Paesi membri.

Le suddette coordinate aiutano a capire la rilevanza per la politica mondiale del vertice Sco di Tianjin, nel quale i capi dei tre giganti dell’Eurasia, Xi Jinping, Modi e Putin si sono incontrati per coordinarsi su come agire per ridurre la turbolenza regionale e globale, per rispondere alla politica americana dei dazi e per trovare una soluzione diplomatica per i numerosi conflitti in corso nel mondo.

Un aspetto da non sottovalutare è quello delle possibili sinergie fra Sco e Brics. Come i vertici Brics, anche questo summit Sco si è chiuso con una ambiziosa e nel contempo  prudente dichiarazione finale che contempla anche misure concrete riguardo a questioni come la gestione delle numerose domande di adesione (che giungono anche da Paesi mediterranei come l’Algeria), la crescita del commercio e degli investimenti, il rafforzamento della cooperazione nel continente asiatico in materia di difesa, di lotta alla fame alla povertà e alle disuguaglianze, e di sviluppo sostenibile.

Su questo crescente coordinamento fra i maggiori stati euroasiatici pesano certo le incertezze e i timori generati da Trump sui dazi ma anche un quarto di secolo di illusione da parte occidentale che per via militare si potesse arrestare o perlomeno controllare l’ascesa dell’Asia. Si pensi solo, a titolo di esempio, a che tipo di legame potrebbe esservi oggi fra l’Aghanistan e l’Occidente se solo le ingenti risorse dilapidate per l’invasione e la lunga e cruenta occupazione di quel Paese fossero state spese per la cooperazione e lo sviluppo, come sta facendo la Cina, per proprio interesse, verso il confinante Pakistan.

Le lezioni per lItalia e lOccidente

Ormai a cose fatte, si deve saper trarre qualche insegnamento dalla storia. Ad esempio il ruolo che riveste la Turchia, Paese Nato, nella Sco, quello di partner di dialogo, ci può essere di stimolo. Non nel senso che l’Italia debba imitare la Turchia, ma nel senso che il nostro Paese, proprio perché parte costituente insostituibile dell’Occidente, è quello che più ne interpreta la vocazione al dialogo e alla cooperazione con i soggetti emergenti del resto del mondo.

Capirlo è un preciso dovere della classe politica, specie di quella che si fregia dell’eredità politica di statisti democristiani che questo ruolo dell’Italia nel mondo, e segnatamente verso l’Oriente europeo e asiatico, e l’Indopacifico, lo avevano compreso e praticato, precorrendo i tempi e dimostrando esemplarmente che atlantismo e apertura al nuovo mondo multilaterale – evitando di passare nuovamente dalla tragedia di un conflitto mondiale – sono possibili e urgenti più di ogni altra cosa.

Equilibri instabili. Chi si prepara ad occupare lo spazio che decide?

Dopo la Coldiretti, dopo la Cisl, dopo Comunione e Liberazione, dopo settori significativi del mondo bancario e dopo altre realtà professionali e categoriali, è abbastanza evidente che alcuni organi di informazione – cioè i pochi rimasti che non vivono di pregiudiziali ideologiche o di pura faziosità da curva sud – si pongono un problema. E cioè, come dice ad esempio il direttore del Foglio Claudio Cerasa, ma non è che questa rappresentanza centrista, moderata, riformista e di governo finisca per essere rappresentata – nel bene come nel male – dalla Premier?

Il dibattito, a dire il vero, si è un po’ allargato ad una singolare ed anacronistica riedizione dell’ennesima versione della Democrazia Cristiana. Ora, per non fare confusione e, soprattutto, per non fare di tutta l’erba un fascio, credo sia importante avanzare almeno due riflessioni quando si affrontano questi temi. Che, comunque sia, sono e restano al centro del dibattito politico del nostro paese. Soprattutto con l’avvicinarsi delle elezioni politiche.

La Dc non è replicabile

Innanzitutto nessun partito può essere confuso e apparentato con la storia, la cultura, l’esperienza e la classe dirigente della Democrazia Cristiana. Men che meno il partito della Presidente del Consiglio. Per una molteplicità di ragioni. Ma, nello specifico, perché la Dc non è replicabile politicamente, culturalmente, sociologicamente e anche sul terreno organizzativo.

Per il suo modello, appunto, dove – per dirla con Guido Bodrato – “la storia della Dc è la storia delle sue correnti”. È inutile, pertanto, proseguire con una riflessione stantia, anacronistica e del tutto superata.

 

Il peso dellarea centrista

In secondo luogo, ed è questa la riflessione principale, la rappresentanza di un’area politica, culturale e sociale che nel nostro paese era, è e resta decisiva, non può essere rubricata ad un fatto ordinario o secondario. Parlo, come ovvio, dell’area centrale e centrista che per cinquant’anni è stata rappresentata organicamente e strutturalmente dalla Dc, poi da Forza Italia e – in misura molto più ridotta – dal Pd delle origini.

Successivamente si è tentato di riprodurre quell’esperienza con partiti che, però, non hanno saputo esprimere organicamente un mondo e un’area politica e culturale che continua a essere determinante negli equilibri politici del nostro paese. È in questo contesto che si inserisce, oggi, il dibattito innescato dal Foglio e da molti altri opinionisti non settari e non faziosi.

La Meloni e la sfida del Centro

Preso atto che il “campo largo” è il luogo politico per eccellenza delle sinistre italiane e che le altre componenti politiche o culturali – il sedicente Centro immaginato dal duo Bettini/Renzi con la goliardica “tenda” – hanno posto solo sugli spalti, per dirla in termini calcistici, è sul fronte politico alternativo che si colloca la proposta della Premier.

Più che non del suo partito, si tratta della candidatura personale della Presidente del Consiglio a rappresentare un mondo composito, variegato, plurale ma vivo e vitale. Questo dopo la difficoltà di altri partiti della coalizione a rappresentare realmente quel segmento sempre più consistente della pubblica opinione italiana.

Resta, su questo versante, l’iniziativa coraggiosa ed arrembante di Carlo Calenda con il suo partito, Azione, che persegue con coerenza e determinazione un progetto alternativo sia alla sinistra radicale, massimalista e populista, sia a un centrodestra che contempla al suo interno la presenza della Lega di Salvini, luogo politico sovranista e populista.

Battere un colpo

Ecco perché, al di là delle pregiudiziali ideologiche, dei pregiudizi personali, delle faziosità e dei settarismi, è arrivato il momento che chi ambisce a rappresentare l’area politica tendenzialmente centrista batta un colpo.

Serio, realista e pragmatico però, e non solo testimoniale o virtuale. Perché, come tutti sappiamo, in politica il vuoto non esiste. Mai. C’è sempre qualcuno che lo occupa, piaccia o non piaccia anche ai cultori storici delle varie e multiformi sfumature centriste.

Le radici dell’umano

Ci sono momenti, nella storia come nella coscienza collettiva, in cui non è più possibile andare avanti come se nulla fosse. Momenti in cui il rumore del mondo diventa assordante, e proprio in quel frastuono si apre uno spazio di silenzio diverso, quello delle domande fondamentali.

Quelle che non si possono più ignorare. Quelle che chiedono ascolto, coraggio, profondità. Viviamo in un tempo che accelera senza sosta, dove il valore delle cose si misura in termini di rendimento, utilità, visibilità. È per questo che oggi sentiamo il bisogno – anzi, l’urgenza – di fermarci. Non per disinteresse né per stanchezza, ma per riflettere, per comprendere, per domandarci che cosa significa essere umani.

Politica, economia e società in affanno

Oggi l’efficienza è diventata una regola assoluta, ma nel perseguirla stiamo smarrendo il significato profondo di ciò che facciamo. In questo clima, la politica rincorre le emergenze, dimenticando le radici; l’economia produce numeri, ma dimentica i volti; le società, pur essendo sempre più connesse, diventano anche più fragili, più divise e meno capaci di costruire futuro.

Ed è proprio in mezzo a tutta questa confusione che sento il bisogno di tornare a ciò che conta davvero. Di ritrovare, anche nelle difficoltà, una possibilità per ricominciare e dare nuovo senso alla nostra umanità.

 

Le ferite del nostro tempo

In particolare non si può non constatare che le guerre non distruggono solo i territori, ma straziano le coscienze. Di conseguenza le solitudini aumentano, anche nei luoghi più affollati, e le nuove povertà educative, relazionali e valoriali si diffondono in modo silenzioso ma profondo, penetrando nel tessuto delle nostre comunità.

In questo scenario diventa urgente ritrovare il senso dell’umano e riscoprire l’essenza profonda dell’essere persona con una forza silenziosa ma pervasiva. Non esiste tecnologia, innovazione, ideologia che possa sostituire ciò che ci rende autenticamente umani.

La radice dellumano è la responsabilità

La vera radice è la responsabilità verso l’altro, silenziosa ma essenziale. Ma oggi è sotto attacco: minacciata dal bisogno costante dell’individualismo, della distrazione, del profitto e del culto della prestazione. Viviamo in un tempo in cui essere connessi conta più che essere vicini, dove si punta alla quantità invece che alla qualità.

Eppure, l’umano resiste. Resiste ogni volta che qualcuno si ferma ad ascoltare. Ogni volta che sceglie il rispetto invece della prevaricazione, la cura invece del giudizio, il dialogo invece del disprezzo.

Mettere la persona al centro

Essere umani, in senso politico e civile, significa affermare che ogni individuo ha valore. Che la dignità non è una concessione, ma un diritto inalienabile. Significa rimettere la persona al centro, come misura concreta delle politiche sociali, educative, ambientali, economiche.

Non possiamo più permetterci una visione della società che riduca l’essere umano a ingranaggio produttivo o a soggetto da governare. La democrazia vive solo dove l’umano è riconosciuto, ascoltato, valorizzato. Dove le istituzioni sono al servizio della persona, e non il contrario. Dove le fragilità non sono scarti, ma priorità.

 

Una nuova coscienza politica

La linea tra umano e disumano è sottile. E spesso la si oltrepassa in silenzio, con uno sguardo evitato, una parola taciuta, una legge frettolosa. È proprio per questo che oggi serve, più che mai, una nuova coscienza politica. Un pensiero lucido, capace di guardare oltre l’emergenza e l’immediato, e di affrontare con coraggio le sfide di lungo termine.

Di scelte coraggiose che guardino non ai sondaggi, ma al futuro. Serve visione. Per questo scelgo di tornare alle radici dell’umano. Non per nostalgia, ma per costruire un vero nuovo inizio.

Solo partendo da lì possiamo ritrovare un orizzonte condiviso e un patto civile che rimetta al centro ciò che conta davvero: la vita concreta delle persone. Solo così potremo costruire una società più giusta, una politica più alta, un’economia più equa. Solo così potremo restituire alla parola “progresso” il suo vero significato. Non un avanzamento cieco, ma una crescita condivisa.

E allora sì, torniamo ad essere profondamente umani. Perché, come ha scritto Papa Leone “l’umanità sarà grande solo quando sarà profondamente umana”.

Bayrou attacca Italia: dumping fiscale. P.Chigi replica: parole infondate

Milano, 31 ago. (askanews) – Ancora tensioni tra Italia e Francia, stavolta sul tema fiscale. Ad attaccare è il primo ministro francese Francois Bayrou, che in una intervista alle televisioni transalpine accusa l’Italia di fare “una politica di dumping fiscale”, riferendosi ai provvedimenti per invogliare “i più ricchi” a stabilire la residenza fiscale in Italia. La replica arriva con una nota di palazzo Chigi, che definisce “infondate” le accuse di Bayrou, esprimendo “stupore”.

Bayrou ha denunciato “il nomadismo fiscale” delle persone più facoltose, ovvero il fenomeno per cui “ci si trasferisce dove è più conveniente” dal punto di vista fiscale, citando l’Italia tra i Paesi che attuano politiche per invogliare questo tipo di trasferimenti.

Affermazioni “totalmente infondate” e che “stupiscono”, ribatte una nota di palazzo Chigi. In cui al contrario si rivendica: “L’economia italiana è attrattiva e va meglio di altre grazie alla stabilità e credibilità della nostra Nazione”. Ancora: “L’Italia non applica politiche di immotivato favore fiscale per attrarre aziende europee e, con questo Governo, ha addirittura raddoppiato l’onere fiscale forfettario in vigore dal 2016 a carico delle persone fisiche che trasferiscono la residenza in Italia”.

Al contrario, prosegue la nota di palazzo Chigi, “l’Italia è piuttosto, da molti anni, penalizzata dai cosiddetti ‘paradisi fiscali europei’, che sottraggono alle nostre casse pubbliche ingenti risorse”. Da qui la richiesta alla Francia: “Confidiamo che, dopo queste affermazioni del suo primo ministro, la Francia voglia finalmente unirsi all’Italia per intervenire in sede di Unione Europea contro quegli Stati membri che applicano da sempre un sistematico dumping fiscale, con la compiacenza di alcuni Stati europei”.

Anche la Lega – da tempo in polemica con Emmanuel Macron e con il governo francese – interviene sulla questione: “Grave e inaccettabile attacco all’Italia, ai suoi imprenditori e ai suoi lavoratori, da parte di un governo francese ormai in piena crisi. Lasciamo a loro nervosismo e polemiche, noi preferiamo lavorare”.

Formula1, Piastri domina in Olanda. Ritirate entrambe le Ferrari

Roma, 31 ago. (askanews) – Oscar Piastri firma un capolavoro a Zandvoort e vince il Gran Premio d’Olanda 2025 centrando il primo Grand Chelem della sua carriera: pole position, giro veloce e gara condotta dall’inizio alla fine. Una prestazione perfetta che rilancia con forza la sua candidatura al titolo mondiale, confermando la stagione da assoluto protagonista che l’australiano della McLaren sta costruendo.

La corsa, caratterizzata da incidenti e safety car, vede Max Verstappen chiudere secondo davanti al sorprendente Isack Hadjar, al suo primo podio in Formula 1 con la Racing Bulls. Giornata nera invece per Lewis Hamilton e Charles Leclerc, entrambi costretti al ritiro dopo contatti che hanno interrotto le loro ambizioni.

Al via, Piastri scatta bene dalla pole e mantiene la leadership davanti a Verstappen, sostenuto dal pubblico di casa, e a un gruppetto compatto che comprende Hadjar, Russell e Norris. Il ritmo della McLaren numero 81 è subito impressionante: giro dopo giro l’australiano prende margine, gestendo senza mai dare l’impressione di poter essere attaccato.

Le prime tornate scorrono con diversi sorpassi a centro gruppo, ma già al decimo giro emerge la sensazione che la vittoria sia un affare privato di Piastri, mentre Verstappen si limita a difendere la seconda posizione. La gara prende una piega inattesa poco dopo la prima metà. Lewis Hamilton, in lotta per la zona punti, finisce contro le barriere in curva 3 dopo un contatto con un avversario. La direzione gara fa entrare la safety car, congelando le posizioni e permettendo ai team di rivedere le strategie di sosta.

Alla ripartenza, un altro colpo di scena: Charles Leclerc viene coinvolto in un incidente con Esteban Ocon e danneggia irreparabilmente la sua Ferrari. Il monegasco è costretto al ritiro, mentre la squadra di Maranello perde un’occasione importante per consolidare il terzo posto nel Mondiale. Sfortuna anche per Lando Norris, compagno di squadra di Piastri: l’inglese accusa problemi meccanici ed è costretto a parcheggiare la sua McLaren nelle vie di fuga, lasciando campo libero al leader della gara.

Dopo l’uscita della seconda safety car, la corsa riprende con Piastri di nuovo in fuga. La McLaren gestisce alla perfezione la strategia ai box, senza sbavature nei pit-stop. Verstappen prova a restare in scia ma non ha mai realmente il passo per impensierire l’australiano.

Alle loro spalle emerge con forza Isack Hadjar, che approfitta dei ritiri eccellenti e di una guida senza errori per mantenere stabilmente la terza posizione. Il francese della Racing Bulls corre una gara matura, resiste alla pressione di Russell e conquista un podio storico, il primo della sua giovanissima carriera.

Gli ultimi giri scorrono senza intoppi: Piastri continua a martellare su tempi insostenibili per gli avversari e sigla anche il giro più veloce della gara. Al traguardo festeggia il primo Grand Chelem della carriera: un risultato che alla McLaren mancava dal 1991.

Dietro di lui, Verstappen si accontenta del secondo posto davanti a migliaia di tifosi olandesi che lo sostengono fino all’ultimo. Hadjar completa il podio e viene accolto dal team come un vincitore.

La top-10 si chiude con George Russell quarto davanti a Alex Albon, Ollie Bearman, Sergio Pérez, Fernando Alonso, Yuki Tsunoda e Pierre Gasly.

Con la vittoria in Olanda, Piastri consolida la leadership del campionato con 309 punti davanti a Lando Norris con 275. La Formula 1 non si ferma: il prossimo weekend è in programma il Gran Premio d’Italia 2025. Dal 4 al 7 settembre, l’Autodromo Nazionale di Monza ospiterà la sedicesima tappa del Mondiale, una delle più attese della stagione per il fascino del circuito e per il calore del pubblico italiano.