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venerdì, 23 Gennaio, 2026
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Da Chicco a Chicco porta 80 quintali di riso in Toscana

Firenze, 16 dic. (askanews) – arrivato anche in Toscana il riso che nasce da “Da Chicco a Chicco”, il progetto Nespresso che dal 2011 trasforma le capsule esauste in un modello di economia circolare e solidariet. Le capsule in alluminio, altrimenti destinate alla raccolta indifferenziata, possono essere riconsegnate nelle isole ecologiche partner e nelle Boutique Nespresso, quindi trattate in un impianto dove alluminio e caff sono separati: il primo torna a nuova vita, il secondo pu diventare compost per una risaia italiana. Il riso cos prodotto viene poi riacquistato da Nespresso e donato a Banco Alimentare e, dal 2024, anche a Fondazione Progetto Arca.

“Il rapporto con i sei banchi regionali e con Fondazione Progetto Arca bellissimo, prosegue da tanti anni. Questo progetto ci consente di unire economia circolare e solidariet, ma anche la partecipazione di tantissimi altri attori: i cittadini, le istituzioni, i consorzi, le imprese, le aziende di gestione della raccolta, per creare un progetto virtuoso, che in realt parte da un gesto molto piccolo, cio riciclare una capsula di caff”, sottolinea Viviana Marino, Responsabile Corporate Communication Nespresso Italiana.

Solo in Toscana, quest’anno, sono stati consegnati 80 quintali di riso, pari a quasi 90.000 piatti destinati a chi ne ha bisogno.

“Per Banco Alimentare un motivo veramente di gioia perch, alle porte con il Natale e delle festivit, riusciamo a fare un pacco ancora pi grazioso e pi importante per tante famiglie che non si possano permettere di andare a comprare beni di prima necessit come appunto il riso”, afferma Irene Cappella, Direttrice del Banco Alimentare della Toscana. Porta la sua testimonianza anche Alessandra Poggi, volontaria Regina della Pace – Caritas: “Noi, con questi generi che riceviamo, prepariamo dei pacchi distribuiti in quattro mercoled del mese”.

Elon Musk è il più ricco del mondo per Forbes, con 508 mld dollari

Roma, 16 dic. (askanews) – Con un patrimonio stimato a 508,1 miliardi di dollari, Elon Musk viene catalogato primo al mondo come ricchezza da Forbes. Il fondatore di space X e Tesla viene seguito a distanza da Larry Page, cofondatore di Google con 253,3 miliardi, e da Larry Alison, di Oracle, al terzo posto con 235,4 miliardi.

Fuori dal “podio”, secondo Forbes si piazzano Jeff Bezos con 235,2 miliardi, Sergey Brin con 233,8 miliardi, Mark Zuckerberg con 222,1 miliardi, Bernard Arnault (e famiglia) con 189,4 miliardi, Jensen Huang (l’Ad di Nvidia) con 153,2 miliardi, Warren Buffet con 149,7 miliardi e Steve Ballmer con 145,1 miliardi.

Il primo tra gli italiani messi in graduatoria dalla testata Usa è Giovanni Ferreno, con un patrimonio stimato a 41,3 miliardi di dollari il 61enne risulta 44esimo.

Tornano pioggia e neve sull’Italia

Roma, 16 dic. (askanews) – L’alta pressione che ha inglobato l’Italia sta per lasciare spazio a correnti umide di origine atlantica e tornerà anche la neve, attenzione, non solo in montagna. Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che una perturbazione sta per fare il suo ingresso sul nostro Paese. Aspettiamoci quindi il ritorno delle piogge e anche di copiose nevicate fino a quote basse.

Fin dalle primissime ore di martedì 16 dicembre i flussi umidi di Scirocco porteranno piogge diffuse su buona parte d’Italia. I fenomeni più forti sono attesi lungo le aree tirreniche e al Nord-Ovest, specie tra Liguria, alta Toscana, Sardegna orientale e, localmente, in Sicilia. Si prevedono i massimi accumuli, superiori ai 100-120 millimetri, tra il Levante Ligure e le aree interne dell’alta Toscana, oltre che nell’entroterra sardo.

Il sistema perturbato riporterà anche abbondanti nevicate sulle Alpi Occidentali, un fenomeno atteso con ansia visto l’avvicinarsi delle vacanze natalizie e lo scarso innevamento attuale. Gli accumuli potranno toccare i 50 centimetri oltre i 1500 metri, rendendo il paesaggio decisamente invernale. Si prevedono tra i 20 e i 30 centimetri di neve fresca anche a quote intermedie, tra i 1000 e i 1500 metri.

A causa dell’intensità delle precipitazioni, si assisterà al fenomeno del “rovesciamento termico”. Questo porterà i fiocchi a imbiancare le quote collinari del Cuneese e Astigiano. La neve potrà raggiungere i 200-300 metri spingendosi fino ai confini delle aree interne del Centro-ponente Ligure.

In cosa consiste la neve da rovesciamento? Se le precipitazioni nevose sono molto intense, il freddo in quota viene letteralmente trasferito fino al suolo proprio dai fiocchi in caduta. Il processo di fusione assorbe calore dall’aria, raffreddandola rapidamente fino a 0°C lungo tutta la colonna atmosferica. Dopo un periodo più statico, questa intensa ondata di maltempo segna un vero e proprio sblocco per la stagione. L’Italia torna sotto l’influenza di perturbazioni atlantiche, un segnale importante per il proseguimento dell’inverno. Ci si attende un cambio di passo più dinamico nelle condizioni meteorologiche. Lo scenario che si sta delineando per martedì non sarà un evento isolato, ma l’inizio di una fase più movimentata. Un simile impulso perturbato, con maltempo diffuso e nevicate abbondanti, sarà possibile anche all’inizio della prossima settimana.

Wp: il piano di riorganizzazione del Pentagono ritira forze da Europa e M.O.

Roma, 16 dic. (askanews) – Il Pentagono sta mettendo a punto un piano che prevede di declassare diversi dei principali quartieri generali dell’esercito americano, andando così “a integrare altri sforzi dell’amministrazione per spostare risorse dal Medio Oriente e dall’Europa e concentrarsi principalmente sull’espansione delle operazioni militari nell’emisfero occidentale”. Lo riporta oggi il Washington Post, citando fonti al corrente di quella che è stata definita “un’importante operazione di accorpamento voluta dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth”.

Se adottato, infatti, il piano prevede che i quartieri generali dello U.S. Central Command (Centcom), dello U.S. European Command (Eucom) e dello U.S. Africa Command (Africom) finiscano tutti sotto il controllo di una nuova organizzazione nota come U.S. International Command.

Il piano prevede anche il riallineamento del Comando Sud e del Comando Nord degli Stati Uniti sotto un nuovo quartier generale denominato Comando America degli Stati Uniti, o Americom.

Queste misure porterebbero da 11 a otto il numero dei quartier generali militari, riducendo allo stesso tempo il numero di generali e ammiragli a quattro stelle che rispondono direttamente a Hegseth. Gli altri comandi combattenti rimanenti sarebbero l’Indo-Pacific Command, il Cyber Command, il Comando per le Operazioni Speciali, il Comando Spaziale, il Comando Strategico e il Comando dei Trasporti.

Secondo il Wp, il Capo degli Stati Maggiori Congiunti, Dan Caine, dovrebbe illustrare la proposta nei prossimi giorni.

Contemporaneamente, al Congresso Usa è in dirittura di arrivo la legge sulla politica di difesa da 900 miliardi di dollari che codifica gran parte dell’agenda di sicurezza nazionale del Presidente Trump ma frena i piani di disimpegno, imponendo al Pentagono di mantenere almeno 76.000 truppe in Europa per periodi prolungati e limitando la capacità presidenziale di procedere a ritiri senza consultare la NATO o senza riferire al Congresso. La Camera ha già approvato la norma.

Trump fa causa alla Bbc, chiesti 10 miliardi di dollari di risarcimento

Roma, 16 dic. (askanews) – Il presidente statunitense Donald Trump ha fatto causa alla BBC per diffamazione, in quanto l’emittente britannica ha montato alcune clip modificate di un suo discorso che mostravano Trump ordinare ai suoi sostenitori di assaltare il Campidoglio degli Stati Uniti.

La causa intentata da Trump sostiene che la BBC lo abbia diffamato e violato una legge della Florida che vieta pratiche commerciali ingannevoli e sleali. Il presidente statunitense chiede un risarcimento danni di 5 miliardi di dollari per ciascuno dei due capi d’accusa. Trump ha accusato l’emittente pubblica britannica di averlo diffamato, unendo parti di un discorso del 6 gennaio 2021, tra cui una sezione in cui invitava i sostenitori a marciare sul Campidoglio e un’altra in cui diceva “combattete come matti”, omettendo il passaggio in cui invitava a una protesta pacifica.

L’offerta Usa di garanzie di sicurezza all’Ucraina "non durerà in eterno"

Roma, 16 dic. (askanews) – Nel corso dei negoziati di Berlino, gli Stati Uniti hanno offerto all’Ucraina garanzie di sicurezza simili a quelle che riceverebbe se facesse parte della NATO, riferisce il media statunitense Politico.

Questa offerta, che rappresenta la promessa di sicurezza più forte ed esplicita che l’amministrazione Trump abbia mai avanzato per l’Ucraina, è stata accompagnata però da un ultimatum implicito: accettare subito questa offerta o non ne arriverà un’altra altrettanto vantaggiosa.

“La base di quell’accordo è fondamentalmente quella di avere garanzie davvero, davvero forti, simili all’Articolo 5”, ha affermato un alto funzionario statunitense a Politico. “Queste garanzie non rimarranno sul tavolo per sempre. Sono sul tavolo fin da ora, se si giungerà a una conclusione positiva”. Nel frattempo, il leader ucraino Volodymyr Zelensky, come riporta questa mattina l’agenzia ucraina Interfax, ha affermato che l’Ucraina non ha intenzione di rinunciare al controllo sul Donbass.

“Né de jure né de facto riconosceremo il Donbass come russo, la parte temporaneamente occupata. Ma, ciononostante, discuteremo la questione territoriale. Sapete che è una delle questioni chiave, non abbiamo ancora raggiunto un consenso su questo tema”, ha dichiarato Zelensky.

Il premier australiano: "Ideologia Isis" dietro la strage di Bondi Beach

Roma, 16 dic. (askanews) – La sparatoria a Bondi Beach è stata motivata dall'”ideologia dello Stato Islamico” che “esiste da oltre un decennio e che ha portato a questa ideologia d’odio e, in questo caso, a prepararsi a commettere omicidi di massa”. Lo ha detto oggi il premier australiano, Anthony Albanese, all’Australian Broadcasting Corporation (Abc).

Albanese ha quindi confermato che uno dei responsabili, Naveed Akram, 24 anni, era stato segnalato ai servizi segreti australiani nel 2019, ma non venne allora considerato una minaccia tale da metterlo sono controllo. “Se si sia radicalizzato ulteriormente in seguito, quali siano le circostanze, è oggetto di ulteriori indagini”, ha aggiunto.

La disuguaglianza favorisce i populismi

I rapporti del 2025 evidenziano una forte concentrazione della ricchezza a livello globale. Tra quelli più significativi si possono citare quelli di Oxfam, il World Inequality Report, ASviS e il Rapporto mondiale sui salari dell’ILO. I dati contenuti in questi studi mostrano che la ricchezza dei miliardari nel mondo è cresciuta di circa 2 mila miliardi di dollari nel 2024, con un ritmo tre volte superiore rispetto all’anno precedente, e che entro il 2025 lo 0,001% della popolazione mondiale sarà più ricco della metà più povera dell’umanità.

LItalia e il primato negativo europeo

Se ci focalizziamo sull’Italia, possiamo osservare come il Paese si collochi al terz’ultimo posto in Europa per quanto riguarda il contrasto alle disuguaglianze economiche e sociali. Il 5% delle famiglie italiane possiede infatti circa la metà della ricchezza nazionale, mentre il rapporto tra il reddito disponibile del 20% più ricco della popolazione e quello del 20% più povero è salito a 5,5 nel 2023, rispetto al 5,3 del 2022.

L’indice di Gini, che misura la disuguaglianza nella distribuzione del reddito — dove 0 rappresenta la perfetta uguaglianza e 1 la massima disuguaglianza — si attesta in Italia a 0,323 nel 2023, in peggioramento rispetto all’anno precedente.

Salari reali e inflazione: un arretramento strutturale

A ciò si aggiunge l’effetto dell’inflazione che, nonostante una ripresa nominale dei consumi e dei salari contrattuali nel 2025, mostra come la crescita non sia stata sufficiente a recuperare il potere d’acquisto: dal 2008 i salari reali nel Paese sono diminuiti di circa l’8,7%.

La povertà economica, tuttavia, non è l’unico fattore che influenza la nostra società. A essa si affianca il cosiddetto digital divide che, secondo il rapporto Eurispes 2025, colpisce oltre 7 milioni di italiani, con solo il 45,8% della popolazione in possesso di competenze digitali almeno di base (fonte ISTAT).

La terza, e forse più rilevante, tipologia di povertà nel nostro Paese è quella energetica, generatasi soprattutto a seguito delle tensioni geopolitiche conseguenti all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Tale fenomeno ha comportato un aumento del costo delle bollette per le famiglie meno abbienti, che si somma al calo dei redditi e al depauperamento dei risparmi accumulati negli anni precedenti.

Ricostruire il ceto medio

Dal punto di vista economico, il permanere di questa situazione non può che produrre un declino lento ma inesorabile, qualora non vengano adottate misure efficaci di contrasto volte a ricostruire quello che viene comunemente definito il ceto medio, che ha rappresentato la spina dorsale dello sviluppo del Paese.

Dal punto di vista politico, un governo che intenda rendere la società non solo più equa, ma anche più dinamica dal punto di vista produttivo in un mondo in rapido cambiamento, non può prescindere dall’elaborazione di un piano complessivo. Un piano che, partendo dalla fiscalità generale, miri non solo a riequilibrare le disuguaglianze, ma anche a incentivare gli investimenti, senza scoraggiare l’innovazione.

Disuguaglianza e democrazia a rischio

A ciò dovrebbe affiancarsi un massiccio intervento sull’istruzione permanente, aperta a tutti, per favorire l’acquisizione di competenze digitali. Analogamente, in ambito energetico, al di là degli interventi tampone (riduzione dell’IVA, bonus alle famiglie, ecc.), sarebbe necessario dare un forte impulso alla ricerca e all’innovazione nel campo delle fonti energetiche alternative.

In assenza di tali interventi, una società impoverita e poco istruita diventa facile preda della propaganda e dell’influenza esercitata dalle élite che detengono sia i mezzi finanziari sia quelli tecnologici, con gravi conseguenze per la tenuta della democrazia liberale, che ci ha garantito pace e prosperità per circa un secolo.

La Natività, non una semplice storiella per bambini

Nel tempo di Avvento si attende la nascita del Figlio di Dio. La liturgia rammenta a quanti di fede cristiana l’episodio dell’Annunciazione, il “fiat” di Maria e lo svolgersi della storia per come la conosciamo. Sembrerebbe che almeno da principio, a parte la scarsità di mezzi, per la Santa Famiglia le cose siano andate bene senza affanni particolari. Sono poi occorsi trentatré anni per vedere Gesù morire in croce per la salvezza dell’umanità. Eppure sin da principio le difficoltà non sono mancate.

Il Divino” irrompe nella vita di una giovanetta

L’apparizione di un angelo non è cosa di tutti i giorni, è qualcosa che lascia un sicuro turbamento. La creatura celeste non si è limitata a raccontare una qualche profezia. Ha detto ad una giovanetta che diventerà madre del Figlio di Dio, non un fatto da dimenticare il giorno seguente. La vita di chiunque ne resterebbe sconvolta.

È lecito immaginare che a Maria sia accaduto tutto questo, il piano della sua vita è travolto. Prima del suo assenso, avrà dovuto confrontarsi con Giuseppe, a sua volta espropriato di una esclusiva paternità, ed ottenerne la complicità. Avrà dovuto accettare la scelta di Dio su di lei ed insieme anche la sorte che è prevista per il suo Gesù inchiodato ad un legno. Difficile credere che l’angelo possa averle sottaciuto un esito di tal genere. Il Dio di Abramo ama e non inganna.

Un assenso pieno di tormenti

Avrà passato giorni e notti nell’angoscia per chiarirsi le idee. Accettare di convivere una maternità con il Creatore non le sarà stato agevole. Dall’inizio della sua predicazione quel figlio si è distaccato da lei per obbedire ad una missione prioritaria a tutto. L’allontanamento, anche parziale, della prole è qualcosa che è nel destino di ogni genitore ma resta doloroso.

Sul fondo, sempre l’incubo per quella fine atroce e ineluttabile. Gesù morendo le darà un’altra impresa da sopportare: essere madre della Chiesa con tutti i suoi peccati. Con la risurrezione e l’ascensione in cielo Gesù se ne andrà per la seconda volta lasciandola nuovamente sola.

La Pietà di Michelangelo

Nella Pietà michelangiolesca, oltre alla pena, potrebbe esserci azzardatamente anche un’altra chiave di lettura. La morte diventa uno strumento finalmente per il ricongiungimento della Madre con il Figlio. Non soltanto perché ora la crudeltà degli uomini di quel corpo non sa più che farsene e lo ha restituito alla Madonna.

Ora il suo Gesù ha smesso di peregrinare per offrire la Parola al mondo. Ha smesso di anteporre la sua missione agli affetti domestici. Ora le carni e le spoglie tra le sue braccia sono esclusivamente sue, ora le appartiene pienamente e la loro relazione riprende la totale ampiezza, compromessa dall’inizio della vita pubblica del Figlio di Dio.

A breve, Lei sa che ci sarà la risurrezione e si aprirà un altro inedito capitolo della sua unione a Gesù. Nostra Signora è consapevole di tutto questo e lo strazio della morte concede anche una totalità di rapporto che non può essere interferita da nessun altro, forse neanche da Dio Padre.

Il marmo è una pietra che ferma una situazione, che gela il dolore in modo che non possa più vibrare i suoi effetti. Il suo bianco è un anticipo di luce e di gloria. Lo scultore non ha usato il marmo nero Marquinia ma quello splendente di Carrara. Ora Gesù si abbandona finalmente alla madre, quasi si ristora, prendendo il suo tempo di riposo prima dell’ultima impegnativa prova della Risurrezione.

L’anticipo dell’eternità

La Pietà non è soltanto la rappresentazione di una tragedia ma l’anticipo più prezioso dell’eternità indissolubile dell’amore tra madre e figlio.

Tutto questo segue all’Annunciazione, molto e di più di quanto sbrigativamente ci raccontiamo con il presepe, come fosse una favola priva di effetti inauditi, forse fuori dalla nostra portata ma non abbastanza per non provare a sperimentarli intimamente da qui a Pasqua.

La semplicità come forza è il lascito spirituale di Francesco secondo Cazzullo

Francesco d’Assisi Patrono d’Italia: questa è la consacrazione storica, culturale e religiosa di una primazia che ha molteplici aspetti, che lo rendono il più autentico rappresentante dell’italianità nel mondo, lo si consideri sotto il profilo temporale, morale o spirituale. Piace questa definizione ad Aldo Cazzullo che l’ha inventata “assumendosene la responsabilità” fino ad emozionarsi per questa scelta.

Francesco è primo perché la sua figura è fondativa della nostra identità nazionale: primo a scrivere quella meravigliosa poesia che è il Cantico delle Creature e a inventare il presepe vivente; primo nell’ispirare i più grandi italiani della Storia, nell’arte, nella letteratura e persino in politica; primo a incarnare i valori di dignità e uguaglianza di tutti gli uomini enunciati dal Vangelo; primo a trattare le donne da pari a pari, a prendersi cura dei fragili, dei deboli, dei bambini, degli emarginati; primo precursore dell’Umanesimo, che rappresenta un grande contributo di civiltà che l’Italia – più che originato altrove – ha coltivato e donato al mondo; primo ad amare la natura e a rispettarla fino a renderla “sorella” e ad esservi rappresentato in tutte le iconografie che lo descrivono; primo a considerare la povertà non una rinuncia o una imposizione, ma un valore, come recentemente il Santo Padre Francesco ha ricordato e valorizzato fino ad assumerla come stile di vita, fino alla sepoltura.

Uno ogni mille anni”

“Di uomini così ne nasce uno ogni mille anni”: prima Buddha, poi Gesù e nel millennio successivo San Francesco. Così l’incipit della narrazione di Cazzullo, vice direttore ed editorialista del Corriere della Sera, autore di oltre trenta libri, alcuni tradotti in molte lingue, profondo cultore e conoscitore della Storia e della presenza dell’uomo in tutte le sue rappresentazioni, le epoche, i contesti antropologici.

Tenace assertore della ricerca e dell’approfondimento dei fatti e dei personaggi che hanno caratterizzato vicende anche lontane nel tempo, Cazzullo non dimentica – anzi ci ricorda – che tutto è sviluppo, concatenazione, sequenza, dove ogni evento è spiegato da tutto ciò che lo ha preceduto.

Un santo per il nostro disorientamento

Il fascino che Francesco di Assisi ha esercitato su di lui è abbagliante e questa folgorazione rende attuale ed esemplare la vita del “santo poverello”, in un mondo soggiogato dalle derive opposte: il dio denaro, l’egoismo, la violenza, il sopruso, la sopraffazione, la disonestà, il rancore, l’invidia.

Guardando a lui ci rendiamo conto dello spaesamento valoriale, assiologico e ontologico contemporaneo: una società fragile, liquida, globalizzata, senza vincoli etici, con soggettività abbandonate all’indifferenza e alla solitudine, in un mondo in cui non ci si parla più con autenticità e onestà intellettuale e morale. San Tommaso ci ricorda che il mondo va avanti, progredisce, se gli uomini si dicono reciprocamente la verità; e sembra invece che oggi prevalgano doppiezza e mistificazione.

Il gusto” di amare

In questo vuoto si staglia una lezione essenziale. “Il ‘gusto’ di amare – mi aveva spiegato il Cardinale Tonini – è una sensazione ineguagliabile di pienezza della condizione umana, il modo più autentico dell’essere e dell’esserci: è l’amore per il prossimo, il rispetto del Creato, l’esempio più concreto e spendibile che possiamo attingere dalla vita di Francesco d’Assisi”.

La sua figura evoca una bellissima descrizione di cui ci fa dono Sant’Agostino:

“Questi uomini, questi santi sono come le montagne, perché le montagne sono le prime a indicare l’apparire, il sorgere del sole”.

Essere prima che apparire

È un’immagine carica di una potenza espressiva straordinaria: cogliere per primi la luce, il calore. Ciò che intimamente esprimeva, in modo spontaneo e naturale, San Francesco. Non c’era alcuna forzatura nel suo essere e nel suo fare, ma solo la consapevolezza della necessità di operare il bene.

In un mondo di conflitti e insicurezze egli ci insegna la lezione impareggiabile della semplicità, che sembra invece espunta dagli orizzonti morali e comportamentali del nostro tempo. Non apparire ma essere, nella reciprocità del donare il meglio di sé.

Leggere la vita di Francesco ci aiuta a ritrovare la serenità perduta, a dare il giusto peso alle cose, in un mondo insofferente che spesso fa rima con indifferente.

Antisemitismo, una patologia della modernità

L’attentato gravissimo di Sydney ha segnato ufficialmente, e tragicamente, il ritorno dell’antisemitismo su scala mondiale. Un virus che, purtroppo, ha iniziato ad attecchire concretamente e culturalmente in molti angoli del mondo dopo il violento e spietato conflitto israelo-palestinese. Un conflitto che è stato usato e strumentalizzato da molte forze politiche, da alcune formazioni terroristiche, da molti gruppi estremisti e anche da confessioni religiose in vari Paesi e che, a un certo punto, è scoppiato puntualmente in forma violenta e sanguinaria.

Dalla propaganda allodio armato

Una deriva che, purtroppo, è destinata a radicalizzarsi e a trasformarsi in terrorismo. Anche perché, ed è persino inutile negarlo, la criminalizzazione costante, permanente e strutturale del “nemico ebreo” è destinata ad armare la mano di sbandati e di fanatici che sfociano, come da copione, in tragedie come quella australiana.

Un fiume carsico nelle nostre società

Ora, per fermarsi al pericolo e alla minaccia antisemita, non possiamo negare che questa subcultura è ritornata a correre come un fiume carsico nel sottosuolo della nostra civiltà. A livello nazionale come a livello europeo e internazionale. Ma, per fermarsi sul versante nazionale ed europeo, è sintomatico registrare ed evidenziare – seppur nel rispetto di tutte le opinioni – che l’antisemitismo è ben presente nell’humus popolare e nel comune sentire.

Al di là delle chiacchiere, dei proclami e della propaganda di chi finge di non vedere il pericolo antisemita, questa deriva circola abbondantemente nei mille gangli della società italiana ed europea.

La paura quotidiana delle comunità ebraiche

Del resto, oltre alla paura concreta e manifesta del popolo ebraico – addirittura nell’esercizio dei singoli movimenti quotidiani e fisiologici all’interno delle loro rispettive comunità – siamo di fronte al sintomo di un rischio che ormai è palese. Una paura che può sfociare, ed è già sfociata, in atti violenti e di aggressione terroristica. E la tragedia australiana non è che la conferma più grave e dirompente.

Politica, responsabilità e verità scomode

Ecco perché non si possono banalizzare le recenti iniziative politiche e legislative italiane che hanno come obiettivo prioritario la denuncia e la lotta contro l’antisemitismo. È inutile fingere di negare una realtà che è sotto gli occhi di tutti e né, tantomeno, si può liquidarla sostenendo che “siamo tutti con il popolo ebraico”.

Non è così. Ed è appena sufficiente ascoltare gli slogan violenti e offensivi durante le manifestazioni di piazza a difesa del popolo palestinese, o prendere atto delle parole d’ordine delle “icone” di cui di volta in volta si innamora il variegato popolo di sinistra e progressista, per arrivare alla conclusione che l’antisemitismo è ritornato protagonista nelle vicende politiche, culturali e di costume delle nostre opinioni pubbliche.

Una mobilitazione necessaria

Solo attraverso una massiccia mobilitazione popolare, culturale e anche – e soprattutto – politica e legislativa sarà possibile, forse, affrontare e, se possibile, estirpare quella malapianta che scorrazza orizzontalmente nel tessuto delle nostre società occidentali da svariati decenni.

Una presenza purtroppo ben radicata anche nel nostro Paese, apparentemente civile, democratico, tollerante e liberale.

Von der Leyen: a Berlino progressi concreti, ucraini coraggiosi

Roma, 16 dic. (askanews) – “Ottimo incontro stasera a Berlino. Stiamo assistendo a progressi concreti grazie all’allineamento tra Ucraina, Europa e Stati Uniti. Gli ucraini difendono coraggiosamente la loro indipendenza ogni giorno. Meritano una pace degna del loro coraggio”. Lo scrive su X la presidente della commissione europa Ursula von der Leyen. “Ho avuto un’ottima conversazione con i leader europei sulla guerra in Ucraina, le cose sembra stiano andando meglio anche se lo abbiamo detto per diverso tempo”, tuttavia “penso che siamo più vicini adesso di quanto non lo siamo mai stati”. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump in conferenza stampa dallo studio ovale.

Risultati serie A, Roma a -3 dalla vetta

Roma, 15 dic. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Roma-Como 1-0:

Quindicesima giornata: Lecce-Pisa 1-0, Torino-Cremonese 1-0, Parma-Lazio 0-1, Atalanta-Cagliari 2-1, Milan-Sassuolo 2-2, Fiorentina-Verona 1-2, Udinese-Napoli 1-0, Genoa-Inter 1-2, Bologna-Juventus 1-2, Roma-Como 1-0.

Classifica: Inter 33, Milan 32, Napoli 31, Roma 30, Juventus 26 Bologna 25, Como 24, Lazio 22, Sassuolo, Udinese 21, Cremonese 20, Atalanta 19, Torino 17, Lecce 16, Cagliari, Genoa, Parma 14, Verona 12, Pisa 10, Fiorentina 6.

Sedicesima giornata: sabato 20 dicembre ore 18 Lazio-Cremonese, ore 20.45 Juventus-Roma, domenica 21 dicembre ore 12.30 Cagliari-Pisa, ore 15 Sassuolo-Torino, ore 18 Fiorentina-Udinese, ore 20.45 Genoa-Atalanta, mercoledì 14 gennaio ore 18.30 Napoli-Parma, ore 20.45 Inter-Lecce, giovedì 15 gennaio ore 18.30 Verona-Bologna, ore 20.45 Como-Milan.

Exclusive Padel Cup, festa a Milano per ultima tappa del circuito

Roma, 15 dic. (askanews) – La quinta edizione della Exclusive Padel Cup, circuito amatoriale organizzato da MSP Italia, ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni, e da Exclusive, la carta di credito del Gruppo Intesa Sanpaolo, si è chiusa con grandi numeri. Il sold out al Padel Palace di Milano, club di proprietà di diversi personaggi del mondo dello spettacolo quali Diletta Leotta, Alessandro Borghese, Junior Cally, Gabriele Corsi, Max Giusti e il manager Umberto Chiaramonte, ha portato il totale delle coppie iscritte a superare quota 200 tra Palermo, Roma, Treviso e, appunto, Milano. La tappa conclusiva, ricorda una nota, ha visto anche la partita esibizione degli ex calciatori Dario Marcolin e Cristian Brocchi, contro l’ex mezzofondista Gennaro Di Napoli e il telecronista di Sky Sport Gianluigi Bagnulo.

Nelle finali delle tre categorie del torneo di Milano si sono imposte le coppie formate da Pietro Maria Chiaramonte e Nicolò Scardani nel tabellone maschile, Viviana Damiano e Valentina Guarnieri nel torneo femminile ed Elisa Ferrario e Aaron Raffa nel misto.

“Anche questa quinta edizione è stata davvero entusiasmante, replicando il successo delle precedenti – ha sottolineato Claudio Briganti, responsabile nazionale padel di MSP Italia -. Siamo stati felici di aver inaugurato due nuove località come Palermo e Treviso tra le città che hanno ospitato la manifestazione, diventata ormai un appuntamento fisso e un’eccellenza nel calendario dei tornei amatoriali più apprezzati a livello nazionale, per lo spirito competitivo ma soprattutto per quello aggregativo. Un aspetto, questo, che nella pratica del padel è assolutamente prioritario e che rende questa disciplina sempre più popolare”.

Ucraina, leader europei: ora spetta a Russia dimostrare volontà pace

Milano, 15 dic. (askanews) – “Ora spetta alla Russia dimostrare la propria volontà di lavorare per una pace duratura accettando il piano di pace del Presidente Trump e dimostrare il proprio impegno a porre fine ai combattimenti accettando un cessate il fuoco”. Lo affermano in una dichiarazione i leader europei riuniti a Berlino per il summit sull’Ucraina. I leader “hanno concordato di continuare a esercitare maggiore pressione sulla Russia affinché quest’ultima accetti di negoziare seriamente”.

A questo fine “si sono tutti impegnati a lavorare per ottenere ulteriori rapidi progressi nei prossimi giorni e settimane, al fine di concludere e approvare congiuntamente un accordo per una pace duratura. Hanno ribadito il loro fermo sostegno al Presidente Zelensky e al popolo ucraino nella lotta contro l’invasione illegale della Russia e nel raggiungimento di una pace giusta e duratura”.

Ucraina, leader europei: sostegno a Zelensky, anche se consulta ucraini

Milano, 15 dic. (askanews) – I leader europei riuniti a Berlino “hanno espresso il loro sostegno al Presidente Zelensky e hanno concordato di sostenere qualsiasi decisione da lui presa su specifiche questioni ucraine”, anche nel caso in cui decidesse di “consultare il suo popolo, se necessario”.

Nella dichiarazione congiunta, i leader “hanno ribadito che i confini internazionali non devono essere modificati con la forza. Le decisioni sul territorio spettano al popolo ucraino, una volta che saranno effettivamente in vigore solide garanzie di sicurezza. Hanno concordato che alcune questioni dovranno essere risolte nelle fasi finali dei negoziati. Hanno sottolineato che avrebbero sostenuto il Presidente Zelensky nel consultare il suo popolo, se necessario”.

I leader “sono stati chiari sul fatto che, come in qualsiasi accordo, nulla è concordato finché tutto non è concordato e che tutte le parti devono lavorare intensamente per una soluzione che possa garantire una fine duratura dei combattimenti”.

Ucraina, leader europei: bene progressi per pace duratura

Milano, 15 dic. (askanews) – I leader riuniti a Berlino “hanno accolto con favore i significativi progressi negli sforzi del presidente Trump per garantire una pace giusta e duratura in Ucraina. Hanno inoltre accolto con favore la stretta collaborazione tra i team del presidente Zelensky e del presidente Trump, nonché con i team europei, negli ultimi giorni e settimane. Hanno concordato di collaborare con il presidente Trump e il presidente Zelensky per raggiungere una pace duratura che preservi la sovranità ucraina e la sicurezza europea. I leader hanno apprezzato la forte convergenza tra Stati Uniti, Ucraina ed Europa”. È quanto si legge in una dichiarazione congiunta firmata da Merz, Frederiksen, Stubb, Macron, Meloni, Schoof, Støre, Tusk, Kristersson, Starmer, Costa e von der Leyen, riuniti a Berlino.

I leader hanno convenuto che “garantire la sicurezza, la sovranità e la prosperità dell’Ucraina è fondamentale per la più ampia sicurezza euro-atlantica. Hanno affermato con chiarezza che l’Ucraina e il suo popolo meritano un futuro prospero, indipendente e sovrano, libero dal timore di una futura aggressione russa”.

Nella dichiarazione si sottolinea che “sia i leader statunitensi che quelli europei si sono impegnati a collaborare per fornire solide garanzie di sicurezza e misure di sostegno alla ripresa economica dell’Ucraina nel contesto di un accordo per porre fine alla guerra”.

Manovra, Schlein: da governo risorse ponte a coprire pasticci

Roma, 15 dic. (askanews) – “Avevamo chiesto con dei nostri emendamenti di rimodulare le folli risorse messe su un progetto dannoso e sbagliato come quello del ponte sullo Stretto di Messina che è stato anche bloccato dalla Corte dei Conti. Ma avevamo chiesto di mettere quelle risorse sulle infrastrutture necessarie per i siciliani e i calabresi. Invece, un’altra volta, pare che il governo sposti quelle risorse davanti al fallimento del ponte, ma le vada a mettere su altre priorità, magari quelle dovute ai pasticci che hanno fatto su Transizione 5.0. Noi chiediamo invece che quelle risorse siano messe a disposizione delle infrastrutture che i siciliani e i calabresi aspettano”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, alla festa regionale del partito a Catania.

M.O., Meloni su imam: giudici annullano iniziative per sicurezza

Milano, 15 dic. (askanews) – “Qualcuno mi può spiegare come facciamo a difendere la sicurezza degli italiani se ogni iniziativa che va in questo senso viene sistematicamente annullata da alcuni giudici?”. In un post sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni commenta così decisione della Corte d’Appello di Torino che “ha disposto la cessazione del trattenimento dell’imam Mohamed Shahin, destinatario di un decreto di espulsione firmato dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Parliamo di una persona che ha definito l’attacco del 7 ottobre un atto di ‘resistenza’, negandone la violenza. Che, dalle mie parti – afferma Meloni – significa giustificare, se non istigare, il terrorismo”.

Per l’uccisione di Rob Reiner e della moglie arrestato il figlio Nick

New York, 15 dic. (askanews) – Nick Reiner, 32 anni, figlio del regista di Hollywood Rob Reiner e della moglie Michele Singer, è stato arrestato e condotto in una prigione nella contea di Los Angeles, secondo quanto riportano i registri carcerari consultabili online. Negli stessi file si legge che la cauzione per il rilascio è stata fissata a 4 milioni di dollari. Nick, noto per le sue dipendenze da droghe, potrebbe essere l’autore dell’assassinio della coppia, colpita a morte con un coltello. Nessuna dichiarazione ufficiale è ancora arrivata dalla polizia di Los Angeles.

Moda, Urso: su ultra-fast fashion "un’invasione di cavallette"

Roma, 15 dic. (askanews) – “Un’invasione di cavallette senza precedenti, una minaccia diretta alla sicurezza, alla salute e ai diritti dei consumatori, che ha assunto dimensioni insostenibili anche come conseguenza indiretta dei dazi americani”. E’ il monito lanciato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso di un incontro al ministero, in cui ha richiamato l’attenzione sui rischi per i consumatori legati al fenomeno.

Secondo quanto riposta un comunicato, si è avuto un ampio consenso al Tavolo sulle misure di contrasto all’invasione di prodotti cinesi legata all’ultra-fast fashion.

Urso ha quindi illustrato le misure adottate o di prossima adozione, a livello europeo e nazionale, per contrastare il fenomeno: “Oltre al dazio di 3 euro sui pacchi di valore inferiore ai 150 euro, che abbiamo ottenuto dalla Commissione europea, sono stati presentati emendamenti alla Legge di bilancio per introdurre, in via temporanea, una ulteriore tassazione di 2 euro sui pacchi di basso valore provenienti da paesi extra-Ue”.

Il ministro, si legge, ha infine ricordato le misure contenute nel recente decreto sui cosiddetti ‘green claims’, già approvato dal Cdm, che rafforza gli strumenti di contrasto alle pratiche commerciali scorrette legate alla sostenibilità ambientale e sociale dei prodotti, a tutela del Made in Italy sostenibile.

La Casa Bianca contro Netanyahu: "Ha violato il cessate il fuoco"

New York, 15 dic. (askanews) – La Casa Bianca ha inviato un severo messaggio privato al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, sottolineando che l’uccisione, avvenuta nel fine settimana, di Raed Saad, vice comandante dell’ala militare di Hamas e uno dei presunti architetti degli attacchi del 7 ottobre, ha costituito una violazione dell’accordo di cessate il fuoco mediato dal presidente Trump. A riferire dell’aspro scontro è il sito di notizie Axios che ha sentito funzionari americani.

Il messaggio arriva in un contesto di crescenti tensioni tra l’amministrazione Trump e il governo Netanyahu riguardo alla prossima fase dell’accordo per porre fine alla guerra a Gaza e lavorare sugli accordi nella regione. Il segretario di Stato Marco Rubio, l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e il consigliere e genero di Trump, Jared Kushner, sarebbero molto frustrati con Netanyahu a seguito dell’attacco, poichè non sono stati informati preventivamente.

“Il messaggio della Casa Bianca a Netanyahu è stato: ‘Se vuoi rovinare la tua reputazione e dimostrare di non rispettare gli accordi, fai pure, ma non ti permetteremo di rovinare la reputazione del Presidente Trump dopo che ha mediato l’accordo a Gaza’”, ha dichiarato un alto funzionario statunitense ad Axios, nonostante invece la controparte israliana abbia voluto minimizzare lo scontro e il messaggio arrivato dai vertici dell’amministrazione Trump.

Il premier israeliano dovrebbe incontrare il presidente americano a Mar-a-Lago il 29 dicembre prossimo.

Moretta nuovo console onorario Repubblica di Slovacchia a Napoli

Roma, 15 dic. (askanews) – “I rapporti tra Slovacchia e Italia sono ottimi. Lo testimoniano anche le diverse visite ufficiali negli ultimi anni del nostro Presidente e del Primo Ministro. A gennaio 2026 prevista anche quella del Presidente del Parlamento. Riteniamo la cooperazione con le regioni altrettanto fondamentale e sono davvero lieta di essere oggi qui a Napoli per l’apertura del Consolato onorario guidato da Vincenzo Moretta”. Sono le parole di Karla Wursterov, ambasciatrice della Repubblica Slovacca in Italia, intervenuta alla cerimonia del taglio del nastro degli ambienti della sede consolare, che inizier ufficialmente a svolgere attivit di assistenza ai cittadini slovacchi e di promozione delle relazioni bilaterali nel Mezzogiorno, insieme a Marek Estok, Segretario di Stato del Ministero degli Affari Esteri e degli Affari Europei della Repubblica Slovacca. Presso il Circolo dell’Unione di Napoli si poi svolto un incontro alla presenza delle massime istituzioni civili, militari, accademiche ed economiche del territorio tra i quali il Prefetto di Napoli Michele Di Bari e gli assessori comunali Chiara Marciani e Antonio De Iesu.

“Le competenze del Consolato onorario della Repubblica di Slovacchia avr competenze in Campania, Calabria e Basilicata – ha dichiarato il neoconsole onorario Vincenzo Moretta – ed un onore grandissimo per me poter mettere insieme relazioni tra due Paesi che da tempo mostrano reciproca simpatia e collaborazione in tante attivit economiche, culturali, artistiche e, soprattutto, nell’assistenza dei cittadini. Sono sicuro che insieme faremo un grande lavoro che consentir di riprendere rapporti economici e commerciali che costituiscono un’opportunit importante per le realt del Mezzogiorno”.

Salvini: nè con Putin nè con Zelensky, sono per la pace e l’Italia

Milano, 15 dic. (askanews) – “Io sono filo-italiano. Mi hanno accusato di essere putiniano, orbaniano, trumpiano… Non faccio il tifoso tra Putin o Zelensky, sono per la pace e sono per l’Italia”. Lo ha detto il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, in una intervista a Quarta Repubblica che andrà in onda stasera su Retequattro.

“Semplicemente rimarco – ha proseguito Salvini nel giorno in cui Giorgia Meloni sarà a Berlino con i ‘volenterosi’ – che non siamo in guerra con la Russia e faccio notare che dopo 4 anni di guerra i 19 pacchetti di sanzioni che dovevano mettere in ginocchio Putin hanno messo in ginocchio le economie occidentali e le bollette degli italiani, non Putin. A dicembre del 2025 dico prudenza prima di parlare di altre armi, di riarmo, dell’esercito europeo. Perchè se non ci sono riusciti Hitler e Napoleone a mettere in ginocchio Mosca, difficilmente ci riusciranno Kallas e Macron con Starmer e Merz. Ritengo che l’emergenza per l’Italia sono i migliaia di clandestini da Sud e il fanatismo islamico, non un’improbabile invasione dei carri armati sovietici”.

Manovra, in arrivo modifiche del governo per 3,5 miliardi di euro

Roma, 15 dic. (askanews) – Sono in arrivo modifiche del governo alla manovra per 3,5 miliardi di euro. Lo hanno riferito componenti di maggioranza ed opposizione della Commissione bilancio del Senato dopo l’Ufficio di presidenza cui ha preso parte il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti.

Le modifiche riguarderanno Zes, finanziamento di Transizione 5.0, silenzio-assenso per l’adesione alla previdenza complementare e riprogrammazione temporale dei finanziamenti del Ponte sullo Stretto. Tra le modifiche in arrivo dal governo anche una norma sul caro materiali.

Il relatore della manovra, Guido Liris(FdI), ha riferito che il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti ha spiegato che il pacchetto di misure “poteva anche essere gestito e trattato fuori dalla V Commissione, magari attraverso un Dpcm ma, essendo urgente ed importante l’intervento, ha preferito collocarlo all’interno della legge di bilancio per rendere protagonista il Parlamento. Credo che sia una bellissima pagina perché dà al Parlamento la possibilità di gestire una manovra più complessa e con gli aiuti richiesti”.

Liris ha aggiunto che tra le misure contenute nell’emendamento del governo ci saranno delle “riprogrammazioni” delle risorse del Ponte sullo Stretto “per il fatto che per un anno non se ne è neanche potuto parlare per ovvi motivi legati all’ambito giudiziario”, in particolare delle risorse “del prossimo anno”.

Tutto il pacchetto di modifiche del governo “è stato quantificato orientativamente in 3,5 miliardi di euro” ha proseguito, annunciando che domani sera ci saranno i tempi per i subemendamenti e stasera ci saranno gli incontri bilaterali con i gruppi che erano previsti ieri e “capiamo se ci sono le condizioni per votare tutto quello che può essere votato a prescindere da queste modifiche stasera o domani mattina”.

Mattarella: Ue aggredita, inammissibile rivedere i confini con la forza

Roma, 15 dic. (askanews) – E’ in atto una aggressione contro l’Unione europea, e in generale contro l’occidente per metterne in discussione i valori di democrazia e libertà. E’ un discorso duro quello che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha pronunciato oggi alla conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori riuniti alla Farnesina dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il capo dello Stato non ha usato giri di parole, stavolta, per denunciare “l’aberrante intendimento” della federazione russa “di infrangere il principio del rifiuto di ridefinire con la forza gli equilibri e i confini in Europa. Azione ritenuta irresponsabile e inammissibile già oltre cinquanta anni addietro nella Conferenza di Helsinki sulla Cooperazione e Sicurezza nel continente”.

Il ragionamento di Mattarella è rivolto agli ambasciatori ai quali ha ricordato quanto sia “deciviso” il loro lavoro in un momento storico difficile attraversato da conflitti vicini ma anche lontani. La diplomazia, ha ricordato, la ricerca di collaborazione e il rispetto del diritto internazionale sono la nostra cifra, i fondamenti della nostra Repubblica e occorre esserne consapevoli e continuare a lavorarci per risolvere i conflitti. Mattarella lancia un avvertimento anche contro le minacce più sottili che cercano di minare la credibilità dell’Europa: “pericolose attività di disinformazione tendono ad accreditare una presunta vulnerabilità delle opinioni pubbliche dei Paesi democratici” guidate da “inediti ma opachi centri di potere dotati di vaste capacità di influenza sui cittadini e, con esse, sulle scelte politiche”.

Il Presidente è convinto quindi che “nel contesto attuale” caratterizzato da crisi molteplici “è possibile essere protagonisti puntando su due ambiti, quello multilaterale e quello degli organismi sovranazionali, come l’Unione Europea, che possono consentire di raggiungere la massa critica necessaria per evitare di ricadere in ambizioni velleitarie”. Parla dell’Ucraina ma anche del Medioriente sollecitando un sostegno convinto della comunità internazionale al cessate il fuoco. E poi il lungo elenco delle crisi in corso: Sahel, Corno d’Africa, Asia orientale, America Latina. Mattarella teme che “la tentazione della frammentazione si insinui nelle relazioni internazionali – e persino nel mondo occidentale – con la ripresa di un metodo di ostilità che misura i rapporti internazionali su uno schema a somma zero: se qualcuno ci guadagna significa che qualcun altro ci perde”.

A questo disegno si collega la “disordinata e ingiustificata aggressione nei confronti della Unione Europea, alterando la verità e presentandola anziché come una delle esperienze storiche di successo per la democrazia e per i diritti, sviluppatasi anche con la condivisione e con l’apprezzamento dell’intero Occidente, come una organizzazione oppressiva, se non addirittura nemica della libertà”. Il Presidente parla senza citarli esplicitamente dei giudici della Corte penale internazionale (tra i quali anche un italiano, Salvatore Aitala) che sono stati condannati dal tribunale di Mosca: “Assistiamo oggi alla pretesa di imporre punizioni contro giudici delle Corti internazionali per le loro funzioni di istruire denunce contro crimini di guerra, a difesa dei diritti umani, in definitiva a difesa dei popoli del mondo: sono pretese di un mondo volto pericolosamente indietro, al peggiore passato. Un mondo che si presenta rovesciato e contraddittorio con condanne alla carcerazione di componenti le Corti internazionali ad opera di un Paese promotore, e con suoi giudici protagonisti, del processo di Norimberga”.

Ripercorre quindi tutti i passaggi che a partire dalla seconda guerra mondiale il continente ha fatto per instaurare un sistema basato sulla cooperazione: “la ricerca della pace nella sicurezza” dice citando Aldo Moro. “Di fronte alla nuova complessità la diplomazia appare a volte in ripiego o che si ritenga che si trovi a gestire la mera certificazione notarile di situazioni regolate con la forza. Non è così! – scandisce il capo dello Stato – Alcuni dei risultati raggiunti nel dopoguerra dalla diplomazia, tanto quella multilaterale quanto quella bilaterale, sono stati straordinari”.

“Se ci si propone di perseguire obiettivi di progresso – dice -la strada è soltanto quella del rafforzamento della collaborazione. L’alternativa porta ad avvolgersi nella spirale dell’instabilità”. Ma ormai “è evidente che è in atto un’operazione, diretta contro il campo occidentale, che vorrebbe allontanare le democrazie dai propri valori, separando i destini delle diverse nazioni. Non è possibile distrarsi e non sono consentiti errori” è il preoccupato avvertimento del Presidente che rilancia a proposito proprio il ruolo che può e deve giocare la diplomazia. “L’epoca di transizione in cui ci troviamo presenta pericoli che dobbiamo saper tempestivamente riconoscere – insiste -: a stagliarsi all’orizzonte c’è il rischio di un generale arretramento della civiltà”.

Oss. Bullismo e Disagio Giovanile, Claudia Conte portavoce

Roma, 15 dic. (askanews) – L’Osservatorio Nazionale Bullismo e Disagio Giovanile ha annunciato la nomina di Claudia Conte quale Portavoce Ufficiale dell’Ente, un incarico che valorizza la sua riconosciuta esperienza nel mondo della comunicazione, del giornalismo e delle relazioni istituzionali.

Professionista attenta e profondamente sensibile ai temi sociali, Claudia Conte porta con s un impegno sincero nella promozione dei valori del rispetto, della solidariet e della legalit, principi che rappresentano la base dell’azione educativa e culturale dell’Osservatorio e che guidano da sempre il suo percorso umano e professionale.

“La scelta di Claudia nasce da una profonda stima personale e professionale – dichiara Luca Massaccesi, Presidente dell’Osservatorio. – La sua capacit di dialogare con il mondo dei media, delle istituzioni e della cultura rappresenta un valore straordinario per la nostra missione nazionale. Sono certo che sapr dare voce ai nostri progetti con sensibilit, autorevolezza e grande umanit, contribuendo a diffondere un messaggio di rispetto che oggi pi necessario che mai.” Nel suo nuovo ruolo, Claudia Conte curer i rapporti con la stampa e i media nazionali, presenter le principali iniziative pubbliche dell’Osservatorio – tra cui la Maratona Bullismo, le Olimpiadi del Rispetto, il Tour educativo nazionale e i progetti dedicati al mondo scolastico – e supporter lo sviluppo della strategia comunicativa e delle partnership culturali. “Accolgo questo incarico con profonda gratitudine – dichiara Claudia Conte. – I valori del rispetto, della solidariet e della legalit fanno parte della mia identit e guidano da sempre il mio impegno personale e professionale. Mettere la mia voce al servizio dell’Osservatorio significa contribuire a diffondere questi principi fondamentali e a sostenere i giovani in un percorso di crescita consapevole. una responsabilit importante e un privilegio che assumo con entusiasmo.”

La nomina rientra nel percorso di consolidamento nazionale dell’Osservatorio, che nel 2026 intensificher le proprie attivit nelle scuole, nelle comunit territoriali e nelle istituzioni attraverso programmi formativi, campagne di sensibilizzazione e progetti innovativi dedicati alla prevenzione del bullismo, del cyberbullismo e del disagio giovanile. La nomina rientra nel percorso di consolidamento nazionale dell’Osservatorio

Mattarella: Ue aggredita, inammissibile rivedere i confini con la forza

Roma, 15 dic. (askanews) – E’ in atto una aggressione contro l’Unione europea, e in generale contro l’occidente per metterne in discussione i valori di democrazia e libertà. E’ un discorso duro quello che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha pronunciato oggi alla conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori riuniti alla Farnesina dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il capo dello Stato non ha usato giri di parole, stavolta, per denunciare “l’aberrante intendimento” della federazione russa “di infrangere il principio del rifiuto di ridefinire con la forza gli equilibri e i confini in Europa. Azione ritenuta irresponsabile e inammissibile già oltre cinquanta anni addietro nella Conferenza di Helsinki sulla Cooperazione e Sicurezza nel continente”.

Il ragionamento di Mattarella è rivolto agli ambasciatori ai quali ha ricordato quanto sia “deciviso” il loro lavoro in un momento storico difficile attraversato da conflitti vicini ma anche lontani. La diplomazia, ha ricordato, la ricerca di collaborazione e il rispetto del diritto internazionale sono la nostra cifra, i fondamenti della nostra Repubblica e occorre esserne consapevoli e continuare a lavorarci per risolvere i conflitti. Mattarella lancia un avvertimento anche contro le minacce più sottili che cercano di minare la credibilità dell’Europa: “pericolose attività di disinformazione tendono ad accreditare una presunta vulnerabilità delle opinioni pubbliche dei Paesi democratici” guidate da “inediti ma opachi centri di potere dotati di vaste capacità di influenza sui cittadini e, con esse, sulle scelte politiche”.

Il Presidente è convinto quindi che “nel contesto attuale” caratterizzato da crisi molteplici “è possibile essere protagonisti puntando su due ambiti, quello multilaterale e quello degli organismi sovranazionali, come l’Unione Europea, che possono consentire di raggiungere la massa critica necessaria per evitare di ricadere in ambizioni velleitarie”. Parla dell’Ucraina ma anche del Medioriente sollecitando un sostegno convinto della comunità internazionale al cessate il fuoco. E poi il lungo elenco delle crisi in corso: Sahel, Corno d’Africa, Asia orientale, America Latina. Mattarella teme che “la tentazione della frammentazione si insinui nelle relazioni internazionali – e persino nel mondo occidentale – con la ripresa di un metodo di ostilità che misura i rapporti internazionali su uno schema a somma zero: se qualcuno ci guadagna significa che qualcun altro ci perde”.

A questo disegno si collega la “disordinata e ingiustificata aggressione nei confronti della Unione Europea, alterando la verità e presentandola anziché come una delle esperienze storiche di successo per la democrazia e per i diritti, sviluppatasi anche con la condivisione e con l’apprezzamento dell’intero Occidente, come una organizzazione oppressiva, se non addirittura nemica della libertà”. Il Presidente parla senza citarli esplicitamente dei giudici della Corte penale internazionale (tra i quali anche un italiano, Salvatore Aitala) che sono stati condannati dal tribunale di Mosca: “Assistiamo oggi alla pretesa di imporre punizioni contro giudici delle Corti internazionali per le loro funzioni di istruire denunce contro crimini di guerra, a difesa dei diritti umani, in definitiva a difesa dei popoli del mondo: sono pretese di un mondo volto pericolosamente indietro, al peggiore passato. Un mondo che si presenta rovesciato e contraddittorio con condanne alla carcerazione di componenti le Corti internazionali ad opera di un Paese promotore, e con suoi giudici protagonisti, del processo di Norimberga”.

Ripercorre quindi tutti i passaggi che a partire dalla seconda guerra mondiale il continente ha fatto per instaurare un sistema basato sulla cooperazione: “la ricerca della pace nella sicurezza” dice citando Aldo Moro. “Di fronte alla nuova complessità la diplomazia appare a volte in ripiego o che si ritenga che si trovi a gestire la mera certificazione notarile di situazioni regolate con la forza. Non è così! – scandisce il capo dello Stato – Alcuni dei risultati raggiunti nel dopoguerra dalla diplomazia, tanto quella multilaterale quanto quella bilaterale, sono stati straordinari”.

“Se ci si propone di perseguire obiettivi di progresso – dice -la strada è soltanto quella del rafforzamento della collaborazione. L’alternativa porta ad avvolgersi nella spirale dell’instabilità”. Ma ormai “è evidente che è in atto un’operazione, diretta contro il campo occidentale, che vorrebbe allontanare le democrazie dai propri valori, separando i destini delle diverse nazioni. Non è possibile distrarsi e non sono consentiti errori” è il preoccupato avvertimento del Presidente che rilancia a proposito proprio il ruolo che può e deve giocare la diplomazia. “L’epoca di transizione in cui ci troviamo presenta pericoli che dobbiamo saper tempestivamente riconoscere – insiste -: a stagliarsi all’orizzonte c’è il rischio di un generale arretramento della civiltà”.

Lavrov: l’Europa sfrutta la crisi ucraina per tramare contro gli Usa

Roma, 15 dic. (askanews) – L’Europa sta sfruttando la crisi ucraina per tramare controgli Stati Uniti e altri attori in cerca di una soluzione equa. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov.

“Purtroppo, l’Europa sta adesso cercando di nuovo di dettare a tutti i propri termini e desideri, che sembrano essere legati alla crisi ucraina. L’Europa la sta usando per affermarsi, per mettere i bastoni tra le ruote e tramare contro gli Stati Uniti e tutti coloro che cercano una soluzione giusta”, ha detto Lavrov in un’intervista a Irib.

Trump: Rob Reiner paranoico e ossessionato da me

New York, 15 dic. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha usato Truth social per offrire la sua visione della morte del regista e produttore Rob Reiner e della moglie Michel, deceduti a causa di armi da taglio. Nel post Trump ha scritto che Reiner era “un regista e attore comico un tempo di grande talento, ma tormentato e in preda a gravi difficoltà” e ha sostenuto, senza prove, che il decesso, sia legato alla “rabbia che aveva suscitato negli altri a causa della sua grave, irremovibile e incurabile afflizione, nota come Sindrome da Delirio di Trump (Trump Derangement Syndrome, TDS)”.

Il presidente ha poi aggiunto che il regista “era noto per aver fatto impazzire le persone con la sua ossessione sfrenata per il Presidente Donald J. Trump, e la sua evidente paranoia aveva raggiunto livelli inauditi”, legati ai risultati raggiunti dall’amministrazione, “che stanno inaugurando un’Età dell’Oro per l’America, forse senza precedenti”. Reiner era da sempre un aperto critico del presidente e lo scorso anno aveva prodotto il documentario God+Country per presentare l’uso della fede da parte del nazionalismo bianco sostenitore di Trump.

Nuove sanzioni Ue contro i ‘megafoni’ della propaganda russa

Roma, 15 dic. (askanews) – Il Consiglio d’Europa ha adottato sanzioni contro dodici persone e due società accusate di partecipare alle “attività ibride russe” di manipolazione dell’informazione, interferenza o cyberattività.

Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, ha accolto con favore su X queste sanzioni, adottate su iniziativa della Francia contro “i canali della propaganda del Cremlino e gli artefici delle ingerenze digitali straniere”.

Tra le entità prese di mira figurano in particolare compagnie marittime che lavorano con le società petrolifere russe Lukoil e Rosneft e che contribuiscono all’elusione delle sanzioni attraverso la “flotta fantasma” russa. Inoltre, sono colpiti anche propagandisti come l’ex militare Xavier Moreau, cittadino franco-russo con ‘base’ in Russia e diffusore della propaganda del Cremlino in Europa, o John Mark Dougan, responsabile di ingerenze digitali in Europa. Con queste nuove sanzioni, in totale 59 persone e 17 entità sono ora oggetto di misure restrittive dell’Ue. Queste prevedono il congelamento dei beni, il divieto di viaggio o di transito sul territorio europeo, nonché restrizioni finanziarie.

La premio Nobel per la pace Mohammadi ricoverata 2 volte dopo l’arresto violento

Roma, 15 dic. (askanews) – C’è preoccupazione per le condizioni di salute di Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace 2023, arrestata venerdì in Iran. Il suo comitato di sostegno – secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa France Presse – ha riferito che la dissidente appare “sofferente” e che è stata trasportata due volte in ospedale dopo un arresto definito “violento”.

Secondo quanto comunicato dal comitato su X, Mohammadi ha potuto parlare brevemente con la famiglia domenica, raccontando di aver subito “ripetuti e violenti colpi di manganello alla testa e al collo” al momento dell’arresto. “Il suo stato fisico al momento della telefonata non era buono e sembrava soffrire”, ha riferito il comitato.

Un collettivo di attivisti iraniani, tra cui i registi Jafar Panahi e Mohammad Rassoulof, ha chiesto oggi la sua liberazione “immediata e incondizionata”. Secondo il comitato di sostegno, Mohammadi avrebbe riferito che i colpi ricevuti erano di “una violenza inaudita” e che è stata condotta due volte al pronto soccorso, aggiungendo di non sapere quale servizio di sicurezza la stia attualmente detenendo. La notizia è stata confermata anche da uno dei fratelli, Hamid Mohammadi, residente in Norvegia, che all’Afp ha dichiarato: “Narges ha telefonato brevemente a mio fratello in Iran. È stata colpita violentemente alla testa e al volto ed è stata portata da un medico per una visita. Non è ricoverata, ma è ancora in detenzione”.

La militante per i diritti umani, 53 anni, è stata arrestata venerdì a Mashad, nell’est del Paese, dopo aver preso la parola a una cerimonia in memoria dell’avvocato Khosrow Alikordi, morto all’inizio di dicembre. Secondo il procuratore di Mashad, Hassan Hemmatifar, durante la cerimonia sono state arrestate 38 persone, tra cui Mohammadi e un’altra attivista nota, Sepideh Gholian. Il fratello dell’avvocato, Javad Alikordi, sarebbe stato arrestato più tardi nella giornata.

Narges Mohammadi, arrestata per l’ultima volta nel novembre 2021, ha trascorso molti anni in carcere. Nel dicembre 2024 aveva ottenuto una temporanea liberazione per motivi di salute.

Ucraina, Zelensky vede il team Usa a Berlino: lo scoglio dei territori

Roma, 15 dic. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incontrato gli inviati statunitensi a Berlino, per proseguire i negoziati su un piano per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina.

L’incontro ha rappresentato la prosecuzione dei colloqui che Zelensky aveva avuto il giorno precedente con l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, genero e consigliere del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. I colloqui si sono conclusi dopo circa un’ora e mezzo, senza ulteriori negoziati tra Ucraina e Stati Uniti previsti per la giornata. Al momento non sono stati divulgati dettagli.

Le due parti non hanno raggiunto un accordo sulle questioni territoriali, visto che gli Stati Uniti continuano a spingere Kiev a cedere alla Russia l’intero oblast’ di Donetsk e quella di Lugansk, ha dichiarato una fonte ufficiale che ha chiesto di restare anonima.

Tuttavia, il primo vice ministro degli Esteri ucraino, Sergiy Kyslytsya, ha messo in guardia dal “caratterizzare in modo errato” l’approccio di Washington e ha affermato che gli Stati Uniti “restano pienamente impegnati nel processo di pace”.

“Ogni delegazione ascolta attentamente l’altra. La posizione ucraina è molto chiara. Le fonti anonime non sono corrette”, ha dichiarato il funzionario, senza specificare esplicitamente a quale affermazione si riferisse. Dopo l’incontro con gli inviati statunitensi, Zelensky è stato ricevuto dal presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier presso la residenza presidenziale del palazzo di Bellevue, ha riferito Suspilne.

Sebbene Witkoff abbia affermato che durante i colloqui iniziali di ieri siano stati compiuti “molti progressi”, una fonte anonima del Wall Street Journal ha descritto l’incontro di cinque ore di domenica come difficile, con Washington apparentemente poco disposta a scendere a compromessi sulla propria proposta di pace, mentre spinge per un accordo entro la fine dell’anno. I negoziati fanno parte di rinnovati sforzi diplomatici seguiti al sostegno di Washington a un piano di pace in 28 punti, che imporrebbe condizioni molto dure all’Ucraina. La proposta è stata successivamente ridotta a 20 punti dopo consultazioni con rappresentanti ucraini ed europei.

Parlando prima dell’incontro di Berlino, Zelensky ha respinto un’idea sostenuta dagli Stati Uniti secondo cui le truppe ucraine dovrebbero ritirarsi da una proposta “zona demilitarizzata” nella regione del Donbass parzialmente occupata dalla Russia.

Di fronte alle pressioni statunitensi affinché siano fatte concessioni territoriali nelle regioni orientali, Zelensky ha affermato che tali questioni dovrebbero essere decise dal popolo ucraino, eventualmente tramite un referendum. Zelensky ha inoltre sottolineato che qualsiasi accordo di pace deve essere fondato su garanzie di sicurezza ferree, simili a quelle previste dall’Articolo 5 della Nato, anche se gli Stati Uniti e altri alleati si oppongono alla piena adesione dell’Ucraina all’alleanza atlantica.

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che il divieto di ingresso dell’Ucraina nella Nato resta una “pietra angolare” delle richieste russe in un potenziale accordo di pace.

Cinema, "Oi Vita Mia" miglior incasso italiano della stagione

Roma, 15 dic. (askanews) – Dopo l’ottimo esordio al botteghino, “Oi Vita Mia”, il nuovo film diretto e interpretato da Pio e Amedeo, continua a registrare numeri da record: al terzo weekend di programmazione il film ha incassato 1.138.691 di euro e raggiunto un incasso complessivo di 7.103.609 euro, con 946.148 presenze (dati Cinetel), affermandosi come il film italiano campione di incassi di questa stagione cinematografica.

“Oi Vita Mia” si conferma un fenomeno di pubblico, capace di conquistare le sale di tutta Italia. Il film, uscito in sala dal 27 novembre, è interpretato, oltre che diretto, da Pio e Amedeo con la partecipazione straordinaria di Lino Banfi, con Ester Pantano, Cristina Marino, Marina Lupo, Adriana De Meo ed Emanuele La Torre.

La sceneggiatura è di Pio D’Antini, Amedeo Grieco, Emanuele Licitra; prodotto da Lorenzo Mieli, Mario Gianani e Valentina Avenia; prodotto da Massimiliano Orfei, Luisa Borella e Davide Novelli. È una produzione da Our Films (una società del gruppo Mediawan), PiperFilm, in collaborazione con Netflix ed è distribuito da PiperFilm.

In “Oi vita mia” Pio gestisce una comunità di recupero per ragazzi, Amedeo una casa di riposo per anziani. Uno ha una relazione in crisi, l’altro una figlia adolescente irrequieta. Costretti dalle circostanze a vivere sotto lo stesso tetto tra anziani smemorati e giovani casinisti che si fanno la guerra, i due finiranno per scambiarsi consigli non richiesti, infilarsi in situazioni assurde e, tra bollette arretrate e partite a padel, trovare finalmente il coraggio di mettere ordine alle loro vite e scoprire così un nuovo modo di stare assieme.

SGUARDI. Francesco Murano, l’architetto delle luci

Roma, 15 dic. (askanews) – Le interviste di SGUARDI ci portano da Francesco Murano, light designer che ha illuminato oltre duecento mostre, inclusa quella spettacolare sui Tesori dei Faraoni adesso alle Scuderie del Quirinale. Dal Perseo di Canova alla Tempesta di Giorgione, da Vittorio Sgarbi a quanto costa montare una mostra: ricordi, imprevisti, bellezza ma anche gli usi dell’intelligenza artificiale. SGUARDI è la rubrica di approfondimento di Askanews curata da Alessandra Quattrocchi.

“La luce nell’arte ha due aspetti. La prima è la luce delle opere e l’altra è la luce sulle opere. La luce in una mostra può danneggiare molto più di quello che può fare e può fare molto più male che bene. Perché sei una mostra illuminata male veramente si perde il gusto di vedere un’opera. Purtroppo non sempre non sempre questo viene compreso”, dice Murano. “Ma questo non lo dico perché per me, ma in generale, se una mostra illuminata male vuol dire che qualcuno non ha chiamato la persona giusta”.

Sulla mostra “I tesori dei Faraoni” spiega, “ha dei reperti d’oro di infinita bellezza; ha come caratteristica principale quella di voler richiamare l’attenzione sulle varie dinastie che si sono succedute in epoca egizia e quindi di far vedere come questo passaggio ha significato la produzione di opere meravigliose. L’oro fa parte di quei materiali che si chiamano fototropici cioè che si nutrono di luce. In generale tutti i metalli si nutrono di luce, quindi vivono di luce e non solo, ma come tutti i materiali riflettenti, l’oro deve essere illuminato in modo che crei riflessi al contrario dei dipinti. Quindi in questo caso è stato particolare cura mia e di Domenico Arnaldi che è il mio assistente, evitare che l’oro non venga illuminato e in più illuminare soltanto l’oro lasciando per contrasto i fondi perché in questo caso diventava l’oro stesso fonte di luce”.

Murano poi racconta delle complessità e dei costi dell’organizzazione di una mostra; delle sfide che comporta una simile operazione culturale: della Tempesta di Giorgione e di Vittorio Sgarbi; dei suoi brevetti per l’intelligenza artificiale nell’illuminazione delle mostre: e conclude, “un quadro lo vedi meglio su un catalogo se la riproduzione è bella. Le persone vanno a vedere una mostra per entrare in relazione con l’artista. E quindi anch’io sono in qualche modo in relazione con l’artista. Mi ricordo una mostra di Monet a Milano in cui quando sono uscito, c’era una gigantografia di Monet e guardava – non è che guardava me, ma io l’ho guardato. Ho detto, speriamo gli sia piaciuta…”.

Giorgetti: presentata una riformulazione sulla proprietà dell’oro di Bankitalia

Roma, 15 dic. (askanews) – “Siamo a posto. Nella riformulazione che ho presentato a nome del governo riteniamo che la questione si possa ritenere chiusa”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, lasciando i lavori della Commissione bilancio del Senato sulla manovra.

“Ho voluto chiarire al Parlamento la vicenda dell’oro – ha aggiunto – perché ne hanno letto solo sui giornali come è andata e riferire in prima persona la vicenda mi sembrava corretto”.

Gli aspirapolvere Roomba dichiarano bancarotta: iRobot passa a cinese Picea

Milano, 15 dic. (askanews) – Il produttore dei robot-aspirapolvere Roomba, iRobot, ha avviato, insieme ad alcune filiali, la procedura per l’istanza di fallimento volontaria facendo ricorso al Chapter 11. Un passaggio storico per il produttore che portò il primo Roomba sul mercato nel 2002 e che ora 23 anni dopo, passa in capo a una società cinese, dopo il fallimento dell’acquisizione da parte di Amazon e stretto nella morsa della concorrenza cinese.

Il ricorso al Chapter 11 rientra in un accordo di ristrutturazione raggiunto con il suo principale fornitore, la cinese Shenzhen Picea Icea Robotics e la controllata Santrum Hong Kong, per consentire a Picea di acquisire iRobot attraverso una procedura sottoposta a controllo giudiziario.

iRobot, che prevede di completare la procedura per l’istanza di fallimento entro febbraio 2026, continuerà a operare normalmente senza alcuna interruzione.

In base all’accordo, Picea, che ha centri di ricerca e sviluppo e stabilimenti produttivi in Cina e Vietnam e conta oltre 7.000 dipendenti in tutto il mondo, riceverà il 100% delle azioni iRobot, il che comporterà una riduzione del debito nel bilancio della società e consentirà a iRobot di continuare a operare, perseguire la propria roadmap di sviluppo prodotti e mantenere la propria presenza globale.

Il ruolo di sicurezza e transizione energetica per futuro Paese

Roma, 15 dic. (askanews) – In un periodo storico caratterizzato da fenomeni riconducibili al cambiamento climatico e dall’instabilit dei mercati energetici fossili, la transizione e la sicurezza energetica rivestono un ruolo sempre pi strategico per il Paese. In questo scenario la rete di impianti Iberdrola in Italia garantisce la produzione annuale di oltre 90GWh di energia rinnovabile, con un approccio che unisce sostenibilit, tutela dell’ambiente e coinvolgimento attivo delle comunit locali.

Valerio Faccenda, Country Manager Iberdrola Italia, ha dichiarato: “Iberdrola uno dei principali gruppi energetici al mondo, un’azienda leader nelle rinnovabili e nelle reti di trasporto e di distribuzione, con i suoi 1,3 milioni di chilometri di reti e i suoi 52.000 MW di potenza installata. Iberdrola oggi la prima utility europea in termini di capitale in borsa e la seconda al mondo, avendo raggiunto a met novembre una capitalizzazione record di 120 miliardi. Oltre alla potenza rinnovabile attualmente in esercizio, abbiamo una pipeline di 145 progetti, per un totale di 6,8 GW, che ci porteranno al 2028 ad una potenza installata di 700 MW”.

Per il secondo anno consecutivo, inoltre, Iberdrola stata certificata come azienda leader nel mercato europeo dei contratti di acquisto di energia PPA (Power Purchase Agreement) con 1.251 MW nel 2024.

“Il nostro posizionamento sulle energie rinnovabili, che stiamo portando avanti in maniera sempre pi decisa, ci serve per aumentare la nostra produzione energetica verde e ci serve per accompagnare le nostre industrie in un percorso che non solo di decarbonizzazione, un percorso appunto di competitivit” – prosegue Valerio Faccenda – “I PPA sono uno strumento molto potente per le industrie e consente loro di approvvigionare l’energia elettrica a un prezzo competitivo e fisso a lungo termine”.

I progetti di Iberdrola si integrano con le economie agricole locali, preservando l’identit storica e culturale delle aree interessate, attraverso anche eventi di sensibilizzazione e cura per i territori.

“Portiamo avanti iniziative culturali. Ad esempio abbiamo installato dei pannelli sulle scuole pubbliche permettendo loro di fare dei risparmi e quindi di liberare le poche risorse che hanno sull’operativit. Abbiamo svolto delle lezioni di sostenibilit per sensibilizzare i giovani del nostro Paese circa l’importanza delle rinnovabili, per la sicurezza e la competitivit dell’Italia”, ha infine concluso Valerio Faccenda.

Guardare alle fonti d’energia rinnovabile significa, quindi, indipendenza energetica, ma anche valorizzazione delle risorse naturali del Paese per immaginare un futuro pi sostenibile e sicuro.

Italian Doc Screenings, assegnati i Doc/IT Professional Award

Roma, 15 dic. (askanews) – Grande successo per la diciannovesima edizione di IDS – Italian Doc Screenings, ideato e organizzato da Doc/it – Associazione Documentaristi Italiani, in partnership con Confartigianato e con il prezioso supporto del Ministero della Cultura, Apulia Film Commission e Regione Puglia che ha riunito a Bari dal 10 al 15 dicembre, la comunità dei documentaristi.

Si sono tenute, nell’ambito IDS – Italian Doc Screenings, le cerimonie di premiazione del DWA e dei DPA 2025. DWA – Doc/it Woman Award, istituito da Doc/it in collaborazione con Women in Film, Television & Media Italia (WIFTMI) è dedicato alle produttrici italiane per il miglior percorso di sviluppo di un progetto di documentario o serie documentaria per sostenere e valorizzare la leadership femminile nell’audiovisivo.

La giuria composta da Donatella Palermo (Produttrice cinematografica – Presidente di giuria), Domizia De Rosa (Presidente WIFTMI), Anna Negri (Regista e Sceneggiatrice), Luca Pelusi (Senior buyer per Sky Italia) Beppe Sbrocchi (Regista e sceneggiatore) ha assegnato il premio DWA – Doc/it Women Award 2025 in ex aequo alla produttrice Cosetta Lagani per il progetto Non potrò più sposarmi – La brutta storia di Palmina Martinelli – Salice Production e alla produttrice Camilla Gazzola per il progetto Reborn – Amartia Film SRL.

Non potrò più sposarmi – La brutta storia di Palmina Martinelli è ancora oggi una ferita aperta per la comunità che l’ha vissuta. Una femminicidio brutale che ha rivelato una cultura di prevaricazione maschile, sottomissione dovuta, strumentalizzazione e commercializzazione del corpo femminile trasversale a classe sociale e genere. Ma soprattutto di una giustizia volontariamente cieca, che calpesta le evidenze e che ammutolisce la voce stessa della vittima più e più volte.

Reborn ci introduce al fenomeno poco conosciuto delle bambole reborn, che raffigurano neonate e neonati dalle espressioni e caratteristiche più varie. Le storie delle protagoniste, donne di tutte le età e provenienze, ci parlano di bisogni e desideri profondi, visceralmente connessi a volontà di maternità alternative e desiderio di cura.

Un ex-aequo che deriva dall’urgenza sociale ed etica diversa, ma simile dei due progetti di lungometraggio che hanno meritato pienamente il premio. Il Doc/it Professional Award (DPA), giunto all’undicesima edizione, celebra e sostiene l’innovazione narrativa, la sperimentazione produttiva, l’internalizzazione e la sostenibilità, premiando le opere che meglio sanno raccontare il presente con autenticità e visione.

La giuria composta da Enrica Capra ( Produttrice Graffiti Film), Guido Casali (Vice Presidente Milano Film Fest), Alessandro Del Re (Senior Programming Manager per MUBI), Anastasia Plazzotta (Wanted Cinema), Angela Prudenzi (Sceneggiatrice e Produttrice) ha assegnato i seguenti premi: Doc/it Professional Award al Miglior Documentario Italiano 2025 del valore di 3000 euro, quale premio alla migliore opera che abbia adottato un approccio evoluto in termini di innovazione creativa e/o che si distingua per l’alto livello qualitativo nel panorama del documentario italiano contemporaneo indipendente a Agnus Dei di Massimiliano Camaiti, Produzione Cinemaundici.

Doc/it Professional Award Premio della Critica del valore di 1000 euro, quale premio all’opera documentaria che si distingua per approccio e linguaggio innovativi e un livello di ricerca e sperimentazione di particolare interesse a Fiume o Morte! di Igor Bezinovic, Produzione Videomante, Restart, Nosorogi. Il Presidente di Doc/it Francesco Virga e il Presidente di Confartigianato Cinema e Audiovisivo, esprimono massima soddisfazione per il gran numero di adesioni e presenze e per l’importante confronto tra i principali protagonisti indipendenti ed istituzionali della comunità produttiva e creativa del documentario italiano dalla forte proiezione internazionale.

Sparatoria alla Brown University, è stato rilasciato il sospettato

Roma, 15 dic. (askanews) – Proseguono le indagini sulla sparatoria avvenuta nel fine settimana all’interno dell’edificio di ingegneria e fisica della Brown university, a Providence (Usa), che ha causato la morte di due studenti e il ferimento di altri nove. Le autorità hanno reso noto che una persona inizialmente considerata di interesse è stata rilasciata nella tarda serata di domenica, dopo che nuovi elementi investigativi hanno indirizzato l’inchiesta in un’altra direzione. Lo riferisce il Washington Post.

Secondo quanto riferito dagli investigatori, la ricerca dell’autore o degli autori dell’attacco è ancora in corso. Le forze dell’ordine non hanno fornito ulteriori dettagli sull’identità del sospetto o sulla possibile matrice dell’azione.

La presidente della Brown University, Christina Paxson, ha confermato che tutte le vittime sono studenti dell’ateneo. Le autorità hanno precisato che non verranno diffuse informazioni identificative fino a quando tutte le famiglie non saranno formalmente informate.

Per quanto riguarda i feriti, il Rhode Island Hospital di Providence ha comunicato che, dei nove pazienti colpiti da arma da fuoco, sei si trovano in condizioni critiche ma stabili, uno è in condizioni critiche, uno è stabile e uno è già stato dimesso.

In risposta all’attacco, la Brown University ha deciso di cancellare tutte le lezioni per il resto del semestre, autorizzando gli studenti a rientrare anticipatamente a casa. Il sindaco di Providence, Brett Smiley, ha dichiarato che le autorità stanno rafforzando la presenza delle forze dell’ordine sia all’interno del campus sia nel resto della città, nel tentativo di garantire la sicurezza e rassicurare la comunità accademica e i residenti.

La presidente della Brown University, Christina Paxson, ha confermato che tutte le vittime sono studenti dell’ateneo. Le autorità hanno precisato che non verranno diffuse informazioni identificative fino a quando tutte le famiglie non saranno formalmente informate.

Per quanto riguarda i feriti, il Rhode Island Hospital di Providence ha comunicato che, dei nove pazienti colpiti da arma da fuoco, sei si trovano in condizioni critiche ma stabili, uno è in condizioni critiche, uno è stabile e uno è già stato dimesso.

In risposta all’attacco, la Brown University ha deciso di cancellare tutte le lezioni per il resto del semestre, autorizzando gli studenti a rientrare anticipatamente a casa. Il sindaco di Providence, Brett Smiley, ha dichiarato che le autorità stanno rafforzando la presenza delle forze dell’ordine sia all’interno del campus sia nel resto della città, nel tentativo di garantire la sicurezza e rassicurare la comunità accademica e i residenti.

Mattarella: situazione internazionale disorienta ma non ineluttabile

Roma, 15 dic. (askanews) – “La situazione internazionale imprevedibile – e, per qualche aspetto, sorprendente – provoca disorientamento. L’inquietudine del pessimismo che ne deriva non deve indurre a ritenere ineluttabile il processo che vede l’ordine geopolitico che avevamo contribuito a costruire mostrare crepe sempre più estese e profonde, con conflitti che credevamo consegnati per sempre alla storia riacutizzati, lambendo regioni a noi vicine”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo alla VIII Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia in corso alla Farnesina.

Farnesina, Mattarella: in tempi difficili la diplomazia è preziosa

Roma, 15 dic. (askanews) – “Dicono che quelli attuali non siano tempi facili e dunque inadatti per la diplomazia: sono in errore. E’ esattamente in tempi difficili che la diplomazia si trova a dispiegare una delle sue caratteristiche più preziose: la ricerca di percorsi per uscirne e di spazi di dialogo”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo alla VIII Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia in corso alla Farnesina.

“Appunto per questo nessuno immagina i diplomatici come meri portatori di ordini ma sperimentati professionisti capaci di elaborare soluzioni alternative sulla base delle scelte delle nostre libere istituzioni”, ha aggiunto.

Farnesina, Mattarella: in tempi difficili la diplomazia è preziosa

Roma, 15 dic. (askanews) – “Dicono che quelli attuali non siano tempi facili e dunque inadatti per la diplomazia: sono in errore. E’ esattamente in tempi difficili che la diplomazia si trova a dispiegare una delle sue caratteristiche più preziose: la ricerca di percorsi per uscirne e di spazi di dialogo”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo alla VIII Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia in corso alla Farnesina. “Appunto per questo nessuno immagina i diplomatici come meri portatori di ordini ma sperimentati professionisti capaci di elaborare soluzioni alternative sulla base delle scelte delle nostre libere istituzioni”, ha aggiunto.

“La situazione internazionale imprevedibile – e, per qualche aspetto, sorprendente – provoca disorientamento. L’inquietudine del pessimismo che ne deriva non deve indurre a ritenere ineluttabile il processo che vede l’ordine geopolitico che avevamo contribuito a costruire mostrare crepe sempre più estese e profonde, con conflitti che credevamo consegnati per sempre alla storia riacutizzati, lambendo regioni a noi vicine”, ha anche detto il presidente.

Che ha aggiunto: “Appare, a dir poco, singolare che, mentre si affacciano, in ambito internazionale, esperienze dirette a unire Stati e a coordinarne le aspirazioni e le attività, si assista a una disordinata e ingiustificata aggressione nei confronti della Unione Europea, alterando la verità e presentandola anziché come una delle esperienze storiche di successo per la democrazia e i diritti, sviluppatasi anche con la condivisione e l’apprezzamento dell’intero Occidente, come una organizzazione oppressiva se non addirittura nemica della libertà”.

In Cile c’è un presidente di estrema destra

Roma, 15 dic. (askanews) – Il candidato dell’ultradestra José Antonio Kast, leader del Partido Republicano, è stato eletto nuovo presidente del Cile, conquistando una vittoria ormai considerata irreversibile sulla candidata del centrosinistra Jeannette Jara, sostenuta dalla coalizione Unidad por Chile. Lo indicano i risultati preliminari diffusi dal Servizio elettorale cileno (Servel).

I seggi elettorali in Cile hanno chiuso alle 18:00 ora locale, le 22:00 italiane di ieri, al termine del ballottaggio presidenziale che ha visto contrapposti Kast e Jara in una consultazione segnata da una forte polarizzazione politica.

José Antonio Kast entrerà ufficialmente in carica l’11 marzo 2026 e guiderà il Paese per un mandato di quattro anni.

Spazio, Urso: grande sfida per il nostro Paese, ruolo chiave su Esa

Roma, 15 dic. (askanews) – “L’Italia è sempre stata una grande potenza dello spazio e da sempre ha indicato all’umanità la strada del futuro” e il suo coinvolgimento primario nell’Agenzia spaziale europea “è una grande sfida per il nostro Paese, perché ha assunto l’onere e l’onore di guidare la ministeriale dell’Agenzia per i prossimi tre anni”. Lo ha rilevato il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso intervenendo ad una conferenza sullo spazio alla Camera dei deputati.

“Sono stati raggiunti tutti gli obiettivi che ci proponevano e ci consentono di avere ricadute importanti e significative nel nostro tessuto industriale, che tra l’altro – ha rivendicato – è tra i migliori come capacità di utilizzo delle risorse in Europa dell’Agenzia spaziale europea”.

“Non solo c’è stata affidata la presidenza della ministeriale per i prossimi tre anni, tra cui il compito di stabilire una conferenza ministeriale unitaria per cui dovremo scegliere una sede particolarmente significativa per l’industria spaziale. Ma nel contempo – ha rilevato Urso – la conferenza ministeriale si è conclusa con l’annuncio da parte del direttore generale” che nei prossimi programmi Artemis (per la Luna) “ci saranno tre astronauti europei, un tedesco, un francese e un italiano”.

Quindi “un astronauta italiano andrà sulla luna per iniziare con altri la colonizzazione dello spazio che noi speriamo serva a tutti, speriamo che serva all’umanità. Speriamo che la colonizzazione dello spazio serva alla crescita civile, evitando tentazioni di qualcuno di farne un luogo di conflitto”. Perché esiste il rischio di “conflitto nello spazio” ed è anche “possibile il conflitto dallo spazio sulla terra purtroppo”, ha rilevato il ministro.

Bankitalia: a ottobre nuovo record debito pubblico a 3.131,7 mld

Roma, 15 dic. (askanews) – Con un aumento da 50,7 miliardi rispetto al mese precedente, a ottobre il debito delle Amministrazioni pubbliche in Italia ha toccato un nuovo primato storico a 3.131,7 miliardi. Lo riporta la Banca d’Italia con la statistica “Finanza pubblica: fabbisogno e debito”.

Sempre ad ottobre le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 43,4 miliardi, in aumento del 2,5 per cento (1 miliardo) rispetto allo stesso mese del 2024. Nei primi dieci mesi del 2025 le entrate tributarie sono state pari a 462,2 miliardi,in aumento del 2,1 per cento (9,7 miliardi).

L’incremento di ottobre, precisa Bankitalia, riflette la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro, il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (18,8 miliardi) e l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (0,1 miliardi). La vita media residua del debito si è limata a 7,8 anni.

La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia ha continuato a diminuire, collocandosi al 18,8 per cento (dal 19,1 del mese precedente), mentre a settembre (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quella detenuta dai non residenti era aumentata al 33,9 per cento, dal 33,7 per cento del mese precedente. La quota di debito detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) era diminuita al 14,2 per cento (dal 14,4 per cento).

Uccisi in casa Rob Reiner (regista di Harry ti presento Sally) e la moglie, sospetti sul figlio

Roma, 15 dic. (askanews) – Il regista e attore hollywoodiano Rob Reiner e la moglie, Michele Singer Reiner, sono stati trovati morti nella loro abitazione di Los Angeles. Lo riferisce la rivista People, citando diverse fonti vicine alle indagini.

Nella serata di domenica, i vigili del fuoco di Los Angeles hanno comunicato di essere intervenuti nella casa di Reiner dopo una richiesta di assistenza medica, dove hanno rinvenuto i corpi senza vita di due persone. Le autorità hanno classificato i decessi come un omicidio. Secondo quanto riportato dal portale TMZ, entrambe le vittime presentavano ferite da taglio compatibili con coltellate.

Fonti citate da People indicano che il principale sospettato dell’uccisione sarebbe il figlio della coppia, Nick Reiner, che avrebbe alle spalle una lunga storia di abuso di droghe. Al momento, le forze dell’ordine non hanno fornito conferme ufficiali sull’evoluzione dell’inchiesta né su eventuali arresti.

Rob Reiner ha iniziato la sua carriera da regista negli anni Sessanta ed è stato autore di film di grande successo, tra cui “Codice d’onore” del 1992, “Non è mai troppo tardi” del 2007 e “Harry ti presento Sally”. Nel 2013 ha inoltre recitato nel ruolo del padre del protagonista in The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese.

Kallas: dopo il Donbass Putin vorrà l’intera Ucraina

Roma, 15 dic. (askanews) – La conquista del Donbass non sarebbe il punto di arrivo delle ambizioni russe in Ucraina, ma solo una tappa intermedia. A lanciare l’allarme è l’Alta rappresentante dell’Unione europea per la politica estera, Kaja Kallas, che ha parlatop a Bruxelles arrivando al Consiglio Affari esteri.

“Dobbiamo capire che se Putin ottiene il Donbass, allora la fortezza è abbattuta”, ha affermato Kallas, mettendo in guardia da una lettura riduttiva del conflitto.

Secondo l’ex premier estone, il controllo delle regioni orientali di Donetsk e Luhansk aprirebbe la strada a obiettivi ben più ampi: “A quel punto si andrà sicuramente avanti per prendere tutta l’Ucraina”.

Kallas ha insistito sul fatto che la posta in gioco non riguarda soltanto Kiev. “Se cade l’Ucraina, allora anche altre regioni sono in pericolo”, ha avvertito, sottolineando le ricadute dirette sulla sicurezza europea.

Mattarella: il servizio civile è cittadinanza attiva, estendere l’accesso

Roma, 15 dic. (askanews) – “I volontari che partecipano al Servizio civile universale rappresentano un positivo esempio di cittadinanza attiva e l’accesso a esso merita di essere esteso”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata nazionale del servizio civile universale.

“La loro dedizione è una preziosa risorsa che concorre alla difesa non armata della Patria, alla promozione della pace, al rafforzamento della cooperazione tra popoli e nazioni e all’attuazione dei principi fondamentali della Costituzione, mediante attività volte alla realizzazione del bene comune – ha sottolineato il presidente -. Il Servizio civile è occasione preziosa di arricchimento morale e crescita personale che impatta positivamente sulla collettività, contribuendo al consolidamento del senso civico, presupposto essenziale per la costruzione di una società più coesa ed equa”.

“Nella Giornata nazionale del servizio civile universale, la Repubblica esprime gratitudine ai giovani che scelgono di mettere la loro opera a disposizione della comunità e apprezzamento per gli enti la cui attività rende possibile l’attuazione dei progetti”, ha concluso.

Strage a Bondi Beach, trovate bandiere dell’Isis nell’auto degli attentatori

Roma, 15 dic. (askanews) – Due bandiere dell’Isis sono state trovate nel veicolo di uno degli attentatori nei pressi del luogo della strage di Bondi Beach, a Sidney, un elemento che rafforza in modo significativo l’ipotesi di una matrice jihadista dell’attacco. A riferirlo è ABC Australia, citando fonti della sicurezza. Secondo l’emittente, uno degli aggressori era già noto ai servizi di sicurezza australiani, che lo avevano monitorato nel 2019 per i suoi legami con ambienti riconducibili allo Stato islamico.