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Governo chiede procedure rapide top secret per spese difesa, pronta la norma



Roma, 6 lug. (askanews) – Niente controllo preventivo di Corte dei Conti e Ragioneria Generale dello Stato, iter preferenziale accelerato in deroga a regole e procedure d’appalto per gli acquisti della P.A. per quelle spese militari logistiche infrastrutturali che siano riconosciute urgenti per finalità di difesa e sicurezza nazionale da una commissione di magistrati della Corte dei Conti nominata dal ministro deella Difesa a composizione segreta. In pratica, compravendita di armi e altri contratti sensibili che la commissione di nomina governativa certificasse stipulati per ragioni di difesa e sicurezza nazionale potranno godere del massimo livello di segretezza (qualificati top secret) e di procedure spedite e protette.

Lo prevede una norma messa a punto dal ministero della Difesa e avallata da palazzo Chigi a seguito del vertice Nato di due settimane fa che ha stabilito per tutti i Paesi l’aumento al 5% del Pil delle spese militari e di sicurezza nazionale che viene giustificato con la necessità di “garantire alle Forze armate la piena operatività nell’attuale scenario internazionale, in compiuta aderenza agli standard richiesti in ambito Nato». Anticipazioni del testo della norma confermata da fonti di palazzo Chigi viene pubblicato oggi da diversi quotidiani.

Governo e maggioranza devono ora decidere, realisticamente entro la giornata di oggi, se depositare il testo già domani a Montecitorio sotto forma di emendamento al dl Infrastrutture che la Camera approverà questa settimana: fra domani e martedì in commissione, da mercoledì in aula.

Sul dl Infrastrutture, già sotto i riflettori fra l’altro per l’emendamento poi ritirato sull’aumento in piena stagione estiva di vacanze dei pedaggi autostradali, per le disposizioni per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina qualificato “opera strategica nazionale” e per gli interventi sulla disciplina dei controlli sugli appalti pubblici, il governo ha preannunciato la volontà di chiedere nella giornata di mercoledì il voto di fiducia dell’aula della Camera.

Il voto di fiducia è previsto per giovedì all’ora di pranzo. Al termine del quale inizierà una maratona a Montecitorio su ordini del giorno e per l’approvazione nel merito articolo per articolo della nuova legge. Se l’approvazione finale non dovesse arrivare entro la serata o la notte di giovedì, è prevista seduta in più per i deputati anche venerdì. Il decreto infatti per essere definitivamente convertito in legge dovrà ottenere entro il 21 luglio il sì del Senato, dopo quello atteso in settimana alla Camera. Pena la sua decadenza

Fine vita, l’equilibrio tra rispetto della dignità e argine alla sofferenza intollerabile

Il dibattito sul fine vita, indirizzato dalla presa di posizione della Suprema Corte di Cassazione, è tra i più delicati che la nostra società si trovi ad affrontare. Il Parlamento è spinto a fare in fretta, con ciò allentando la tensione sulle possibili ricadute negative di una “soluzione radicale”. Al centro resta l’uomo o la misurazione – e quindi l’efficacia – della cura? E qualora la cura non sia risolutiva, lasciamo l’uomo al suo abbandono di solitudine o disperazione? La questione tocca le corde più profonde dell’esistenza umana, chiama in causa il senso della sofferenza individuale, interroga sull’apertura e l’accoglienza della comunità alle persone in difficoltà, specie nella fase declinante della loro vita. In questo scenario a più facce, ognuna meritevole di attenzione, questa mia riflessione vuole essere un invito ragionevole alla prudenza, rifuggendo da ogni deriva ideologica (con margini più o meno grandi di cinismo).

L’unicità irripetibile della persona: oltre l’efficienza e la standardizzazione

Ogni essere umano è un universo a sé, unico e irripetibile. Questa verità, semplice nella sua enunciazione, diviene fondamento imprescindibile quando ci confrontiamo sulla conclusione della vita. Capisco lo sforzo di voler legiferare con onestà su una materia tanto sensibile, ma avverto l’obbligo morale di una cautela incancellabile. Il rischio concreto è che, nel tentativo di regolamentare ogni sfaccettatura, si finisca per intervenire con l’illusione che quanto più la norma diventa minuziosa tanto più risulta adeguata e accettabile. La vita e la morte, tuttavia, non si piegano a rigidi protocolli omnicomprensivi. È necessario un approccio che riconosca l’unicità irripetibile di ogni persona, anche quando manifesta la sua estrema vulnerabilità.

Il rapporto medico-paziente e famiglia: il cuore della cura che la legge non può indebolire

È cruciale che la legge non indebolisca la relazione di cura tra medico, paziente e famiglia. Occuparsi del malato, e non solo della malattia, significa abbracciare la complessità di ogni situazione, la sua specificità e le sue sfumature. C’è una sensibiita che non deve mai venire meno. Se il legislatore dovesse appannare, senza volerlo, la distinzione tra eutanasia e accanimento terapeutico, si correrebbe il grave pericolo di ridurre il rispetto per la persona a una mera osservanza di procedure, sotto la vigilanza di comitati etici. Tale deriva ci condurrebbe a considerare la vita e la morte come scelte puramente private, slegate da ogni riferimento a quella dignità umana che ci unisce e ci definisce come comunità. E domani, una volta affievolito un principio e rimosso un vincolo morale, nulla ci salverebbe da un rapido passaggio verso pratiche di eutanasia.

Non incrinare i valori fondanti: la deriva dell’eccezione che diventa regola

Dobbiamo valutare bene cosa ci attende. Quando si deroga a un valore fondativo come il rispetto assoluto per la vita, si apre una crepa. Forse inizialmente impercettibile, ma capace, col tempo, di minare l’intera diga dei nostri principi etici. Si inizia con una norma apparentemente ragionevole, spinta dalla preoccupazione che altrimenti prevarrebbe l’interventismo delle Regioni, e si finisce con il delegare la decisione alla logica del momento, all’idea che ogni individuo possa disporre della propria esistenza in base al proprio stato d’animo o alla propria condizione personale. In gioco, non c’è solo un impianto legislativo, ma la visione stessa di una società che vogliamo preservare dall’insidia di precetti rispondenti al freddo rigore ddl transumanesimo. Una prospettiva, questa, profondamente aliena dai valori di solidarietà sui quali credenti e non credenti possono comunque ritrovarsi.

Cure palliative, la risposta necessaria alla fragilità e alla sofferenza

Esiste una risposta che si radica nell’etica della cura e dell’accompagnamento: quella dell’accesso universale alle cure palliative. È uno scandalo che ancora, a questo riguardo, si registrino difficoltà per mancanza di farmaci e tecniche opportune. Non ci sono le risorse? Dobbiamo trovarle.  Una legge veramente giusta e umana è quella che non si esalta nel disciplinare lo svolgimento di atti ultimativi, ma che obbliga a garantire la qualità della vita fino all’ultimo respiro, che riconosce a tutti il diritto inalienabile di essere accompagnati, sostenuti e assistiti con dignità nel momento culminante della vita terrena.

Troppi, tra coloro che oggi contemplano l’idea di porre fine alla propria vita, non lo farebbero se non si sentissero abbandonati, vittime di una “cultura dello scarto” che, per varie ragioni, li isola. È per questo che si rende urgente una vera e propria rivoluzione culturale e sanitaria nella cura. Non l’escamotage che “strappa” l’addio alla vita dal servizio sanitario, immaginando che se ne preservi così la funzione pubblica, mentre invece se ne intacca alla radice la credibilità. Offrire dignità, vicinanza, sollievo dalla sofferenza e accompagnamento amorevole è il modo più umano e civile di affrontare la complessa questione del fine vita.

L’umiliazione della Tenda dei riformisti

Un filo rosso che attraversa il tempo

Ci sono vari modi nella politica italiana per ridicolizzare una cultura, un pensiero, una tradizione o un partito. Ma c’è un filo rosso che si ripete negli anni a prescindere dallo scorrere del tempo, dal cambiamento delle fasi storiche, dal tramonto dei partiti e dall’avvento di nuovi soggetti politici.

E questo elemento è la voluta e pervicace volontà di estromettere dalla cabina di comando – di un partito o, meglio ancora, di una coalizione – una cultura politica. È il caso, nello specifico, della famosa “tenda” progettata dal duo Bettini-Renzi per rafforzare l’alleanza di sinistra e progressista.

Il diritto di tribuna, moneta di scambio

Tenda o rifugio o accampamento poco cambia perché l’epilogo è sempre lo stesso. E cioè: in un’alleanza c’è chi detta l’agenda politica, culturale e programmatica, e chi, al contrario, deve semplicemente adeguarsi in cambio di una manciata di seggi parlamentari come premio di consolazione o, per dirla in termini più corretti, come garanzia del “diritto di tribuna”.

Ora, che questo disegno venga perseguito da Renzi non ci stupisce. Come tutti i partiti personali deve garantire una piccola pattuglia di parlamentari per sé e per i “propri cari” e quindi, di conseguenza, non solo è comprensibile ma è anche legittimo.

La pretesa di egemonia culturale non va mai in crisi

Quello che stupisce, ma fino a un certo punto, è la tenacia e la coerenza di alcuni storici esponenti della sinistra con cui si ripropone sempre lo stesso approccio e sempre lo stesso metodo nella costruzione dei processi politici.

Che poi, detto con parole semplici, è figlio di quella cultura dell’egemonia di gramsciana memoria che ha caratterizzato in profondità l’intera storia del comunismo italiano dal secondo dopoguerra in poi.

Approccio e metodo che sono rimasti immutati, al di là e al di fuori delle vuote chiacchiere sul superamento delle vecchie etichette del passato e del cambiamento intervenuto.

Il Centro accettato ma solo in posizione subalterna

Nel caso odierno, si nota la radicale sottovalutazione del Centro e di tutto ciò che lo caratterizza e lo contraddistingue. E la metafora della “tenda” o “dell’accampamento” è persino perfetta nella sua descrizione più scientifica.

E cioè: ci sono delle forze politiche, culturali, sociali e forse anche etiche che devono farsi carico di guidare una coalizione e poi, ma soltanto poi, ci sono anche dei frammenti da aggiungere per spiegare agli incolti che la suddetta coalizione è plurale perché tiene conto di tutti. E quindi anche dei centristi.

Purché, coerentemente, continuino a soggiornare nella “tenda” o nel rifugio o nell’accampamento.

Riscoprire la forza di un popolarismo autonomo

Una tesi e una costruzione politica perfettamente coerente con l’antica vocazione egemonica gramsciano comunista che può andare in crisi solo quando la cultura politica di centro, riformista e di governo viene interpretata da personalità forti, carismatiche e autenticamente rappresentative – per fare un solo esempio concreto, da un Franco Marini di turno – ma che poi, puntualmente, è destinata a riprendere il boccino in mano, come si suol dire.

Ecco perché chi continua ancora a perseguire un progetto politico di un Centro dinamico e riformista, seppur plurale e articolato al suo interno, non può accettare supinamente e irresponsabilmente questa mortificazione politica, culturale, programmatica e anche organizzativa.

La concezione della “tenda”, secondo la visione del duo Bettini-Renzi, per dirla con parole ancora più semplici, è la negazione radicale del ruolo del Centro, della politica di centro e di un Centro dinamico. Oltreché, e di conseguenza, della funzione e della stessa mission dei Popolari e del popolarismo di ispirazione cristiana.

La fantasia al potere? Ecco la pace ministerializzata

Una cultura della pace dimenticata

Giusto sostenere sempre e comunque le ragioni della promozione della pace nella coscienza pubblica di un Paese — se si preferisce: di un popolo — tant’è che si parla spesso di una “cultura della pace”, ma purtroppo, nel nostro Paese, questa è da tempo relegata nel dimenticatoio. Considerata tra i valori acquisiti, la si dà per scontata, come se la sua linfa vitale bastasse a se stessa. Ma così non è.

La pace è un valore universale e, come tale, viaggia insieme all’umanità. Quando il corso dell’umanità vacilla, a causa dei molti conflitti in essere — non tutti necessariamente guerre militari — allora anche il valore della pace comincia a vacillare, e sorgono azioni a sostegno.

Dalla promozione alla propaganda

Queste azioni, pur legittime, talvolta travalicano il senso stesso dell’universalità del valore. Se un Paese ritiene necessario istituzionalizzare la promozione della pace entro i confini di una struttura statale, deve ammettere che non si tratta più di un valore universalmente riconosciuto, ma di un bene da custodire, quasi da proteggere. Peggio ancora, si potrebbe scivolare verso l’idea di una “propaganda” della pace, evocando — sia pure involontariamente — modelli dittatoriali in cui esisteva un ministero della propaganda incaricato di promuovere valori di regime. La pace, in quanto valore universale, non avrebbe bisogno di essere propagandata.

Il nodo delle risorse

Anche qualora la coscienza pubblica accettasse l’istituzione di un Ministero della “propaganda della pace”, ci si scontrerebbe subito con il problema delle risorse. In un Paese in cui sei milioni di cittadini faticano ad accedere alle cure sanitarie, ai beni primari, alla scuola e al lavoro — e in cui oltre due milioni hanno smesso perfino di cercare un sostentamento — le risorse pubbliche sono esigue e destinate, giustamente, a queste priorità.

Chi vive queste condizioni non rinuncia alla pace, tutt’altro. Ma non può destinare nemmeno una piccola parte delle proprie risorse alla sua promozione. Sono proprio queste persone che dovrebbero essere messe al centro di ogni riflessione sui nuovi assetti istituzionali, e finora di questa attenzione non v’è traccia. Viene in mente, con sottile amarezza, la riflessione di Tolstoj: prima risolvere i problemi fondamentali della sopravvivenza, poi occuparsi degli altri aspetti della vita sociale o politica.

Ruoli già assegnati

Si può certo ipotizzare una figura rappresentativa, snella e senza portafoglio, con funzioni di promotore di azioni “di pace” presso le istituzioni e la cittadinanza. Ma questo ruolo è già coperto: la Difesa, nel rispetto dell’articolo 11 della Costituzione, è attiva in missioni di peace-keeping e peace-enforcement (la prima in Libano, nel 1982); gli Affari Esteri, con la cooperazione internazionale, hanno tra i loro compiti proprio la promozione della pace.

Se non lo fanno loro, si dovrebbe concludere che esista una “cooperazione non pacifica”, il che è una contraddizione in termini. Inoltre, la pace ha bisogno di ingenti risorse finanziarie: chi conosce il funzionamento delle istituzioni sa che entra in gioco inevitabilmente il Ministero dell’Economia. Perché non allocare lì, accanto alla “cassa”, anche la pace?

E infine c’è il Presidente della Repubblica, capo delle Forze Armate e garante della Costituzione, che ha il compito di vigilare sul rispetto dell’articolo 11: promozione attiva della pace attraverso il ripudio della guerra, la cooperazione internazionale e l’adesione ad organismi che mirano a garantire pace e giustizia.

La pace ha già una casa

In questo quadro, i cittadini hanno un ruolo attivo nella costruzione di un mondo più pacifico. Lo disse anche Papa Paolo VI: “La pace è un dovere, prima che un diritto”. La pace, insomma, ha già la sua sede naturale: la Presidenza della Repubblica. I Padri costituenti, reduci da una guerra mondiale, l’avevano ben previsto. Se avessero temuto un futuro pericoloso per la pace, avrebbero previsto un ministero ad hoc. Non lo fecero.

A meno che, tirando le somme, non si debba concludere che il progetto, in gestazione da otto anni, stia perdendo forza. Un tempo lungo abbastanza perché un’idea fresca diventi una vecchia soluzione. Esaurita la spinta emotiva, con una cittadinanza stanca e sempre meno partecipe delle consultazioni pubbliche, la soluzione istituzionale rischia di ridursi a un espediente: uno strumento per togliere d’impaccio tutti, con buona pace — è il caso di dirlo — di ciascuno.

Autonomia non è privilegio: la sanità deve essere uguale per tutti

Foto LucasD (Wikimedia Commons)

Quando la residenza diventa ostacolo

Sul quotidiano Alto Adige è stata pubblicata una notizia che suggerisce ulteriori approfondimenti: due genitori hanno segnalato che alla figlia minorenne affetta da una patologia diabetica di tipo 1 è stato negato il cosiddetto “bonus diabetico” in quanto il nucleo familiare non risiede in provincia di Bolzano da almeno 5 anni.

Il requisito della residenza sta diventando escludente su molti aspetti del vivere in regione: la casa e la salute in primis. Ricordo che la Corte Costituzionale, con sentenza del 3 gennaio 2025, ha dichiarato illegittima la norma che richiede in Trentino il requisito dei dieci anni per accedere all’edilizia pubblica. Se l’autonomia diventa privilegio, può generare discriminazioni.

Il monito del Presidente e larticolo 3 della Costituzione

In tema di sanità – peraltro qui davvero eccellente – ricordo ancora che il Presidente della Repubblica ha recentemente raccomandato uniformità di erogazione dei servizi e di trattamento sull’intero territorio nazionale. L’articolo 3 della Costituzione richiama solennemente questo prevalente principio di uguaglianza e invita la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che ne impediscono l’attuazione. Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, in diritti e doveri.

Inclusione: parola o realtà?

Peraltro – venendo qui da anni – noto che spesso viene usato il termine “inclusione” come valore aggiunto e dirimente della cultura locale. All’atto pratico, però, questa parola si riduce sovente a un mero flatus vocis. Segnalo a questo proposito il caso di una cittadina italiana che risiede in Alto Adige da nove anni: suo padre è sepolto nel cimitero locale, ma non riesce a far venire con sé la madre invalida al 100% che vive in Germania su una sedia a rotelle. Non viene accettata in una casa di cura perché non residente, anche se ciò impedisce paradossalmente la riunione del nucleo familiare, un valore affettivo incommensurabile e da tutelare oltre la mera burocrazia.

Lei dove è residente?

La domanda che sovente viene posta a chi si rivolge ad ambulatori per cure e prestazioni è: “Lei dove è residente?”. A volte è imbarazzante, altre umiliante: dipende dal tono con cui viene posta, come se dovessi giustificarmi della mia “italianità”. Come se la provincia di Bolzano non facesse parte della Repubblica Italiana.

Dal trattato Gruber-De Gasperi questo tema è all’ordine del giorno: alcune questioni sono sfumature, altre sono cardini di civiltà giuridica. Sarebbe ora che qualcuno chiarisse che la residenza è un diritto elettivo che discende da interessi personali prevalenti e, soprattutto, che i principi costituzionalmente garantiti non sono negoziabili per razza, censo, religione, cittadinanza. E neanche per territorialità.

Come diceva quel mugnaio di Potsdam: ci sarà pure un giudice a Berlino… ma sicuramente ce n’è uno anche a Roma.

Padel, Treviso si tinge d’azzurro: semifinale per Abbate-Montiel

Roma, 5 lug. (askanews) – Flavio Abbate approda in semifinale al FIP Silver Mediolanum Padel Cup di Treviso. Il 20enne siracusano, miglior talento italiano, in coppia con l’italo-argentino Alvaro Montiel ha superato i quarti di finale battendo gli spagnoli Gerard Arnaldos e Miguel Gonzalez con il punteggio di 6-1 7-6. Una settimana fa – si legge in una nota – Abbate si era fermato ai quarti nella tappa di Palermo dopo una sfida di altissimo livello contro Maxi Sanchez, ex numero uno del mondo, e Alex Ruiz, campione europeo in carica.

“Un traguardo importantissimo – ha commentato Abbate -. Gerard e Miguel sono partiti più lenti, poi hanno alzato il ritmo. Siamo stati bravi a restare calmi e lucidi nel tie break. Siamo felici di rappresentare l’Italia nella fase decisiva del torneo”. La coppia Abbate-Montiel, vincitrice in stagione dei titoli FIP di Bristol e Cipro, sfiderà domenica mattina nella semifinale un’altra coppia spagnola composta da Arnau Candelo e Marc Lupon. Le semifinali sono in programma alle 10, mentre la finale maschile è in programma in serata, non prima delle 19.

Non è bastato invece un match point nel tie break decisivo al duo formato da Simone Iacovino e Lorenzo Di Giovanni: gli azzurri sono stati sconfitti da Sintes-Marques per 6-4, 1-6, 7-6 con un tiratissimo 13-11 nel set decisivo. Eliminata anche Giorgia Marchetti, vicecampionessa d’Europa e bronzo mondiale, che insieme alla spagnola Merino si è arresa per 6-2, 6-4 contro Borrero-Perez. Protagoniste della giornata anche Chiara Pappacena e Martina Parmigiani, che hanno dominato il loro quarto di finale e poi la semifinale superando prima Dubins-Fernandes e successivamente Letizia Dell’Agnese e Silvia Trassinelli per 6-2 6-2. “La maglia azzurra mi dà forza – ha dichiarato Pappacena -. È come una pozione magica che mi carica di energia mentale. Ora penso solo al prossimo Europeo”.

Gaza, Meloni ha intensificato dialogo con leader internazionali su cessate il fuoco

Roma, 5 lug. (askanews) – Nel quadro dei contatti avviati sin dal Vertice G7 di Kananaskis a sostegno di un cessate il fuoco a Gaza, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha intensificato il dialogo con diversi leader internazionali. Dopo aver avuto ieri un colloquio con il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il Presidente Meloni ha avuto conversazioni telefoniche con l’Emiro del Qatar, Tamim bin Hamad al Thani, e con il Primo Ministro dello Stato d’Israele, Benjamin Netanyahu. In tutti i colloqui il Presidente Meloni ha richiamato l’urgenza di giungere a un cessate il fuoco a Gaza che permetta il rilascio degli ostaggi ancora in vita e l’accesso pieno e senza ostacoli della popolazione civile all’assistenza umanitaria. E’ quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi.

Calcio, la Tor Tre Teste diventa Juventus Academy a Roma

Roma, 5 lug. (askanews) – Dal 1° luglio 2025 ha preso il via una collaborazione tra la società G.S.D. Nuova Tor Tre Teste e la Juventus Football Club, grazie alla quale la società romana è entrata a far parte delle Juventus Academy in Italia. Nasce così un’importante sinergia tra la più scudettata società professionistica d’Italia e la Tor Tre Teste.

Le Juventus Academy rappresentano un numero ristretto di centri di eccellenza e di riferimento sul territorio nazionale, selezionate in base a una serie di parametri sportivi e valoriali, dove viene trasmesso il Metodo Juventus attraverso la condivisione delle metodologie, la formazione dei tecnici e le visite effettuate dallo staff Juventus durante il corso della stagione sportiva, con l’obiettivo di portare la professionalità dei metodi e delle programmazioni Juventus direttamente presso le Società presenti sul territorio italiano.

Formula1, a Silverstone pole Verstappen davanti le McLaren

Roma, 5 lug. (askanews) – Pole position incredibile per Max Verstappen a Silverstone. Il campione del mondo, al centro delle notizie di mercato negli ultimi giorni, chiude con il miglior tempo e si mette alle spalle le McLaren di Oscar Piastri, secondo, e Lando Norris, terzo. Quarto George Russell, che chiude davanti alle Ferrari di Lewis Hamilton (quinto) e Charles Leclerc (sesto). Delusione per le rosse, che erano state parecchio competitive durante le prove libere. Settimo tempo per Kimi Antonelli, che sarà però penalizzato di tre posizioni a causa della penalità ricevuta per l’incidente con Verstappen in Austria. Penalizzato anche Oliver Bearman (a causa di un’infrazione del regime di bandiera rossa nelle FP3), che ha ottenuto l’ottavo crono. A partire in settima posizione sarà dunque Fernando Alonso, seguito da Pierre Gasly.

Ciclismo, al Tour tappa e maglia per Jasper Philipsen

Roma, 5 lug. (askanews) – Prima tappa scoppiettante quella del Tour de France 2025. Nella Lille-Lille (184,9 km) si susseguono i colpi di scena e alla fine l’uomo più felice di giornata è il belga Jasper Philipsen, strepitoso nel coronare lo sprint perfettamente costruito dalla sua Alpecin-Deceuninck e dunque prima maglia gialla di questa edizione. Ai -17 km la Visma attacca con Jonas Vingegard in prima persona in un tratto esposto al vento e fa esplodere il gruppo. Nella rete finiscono anche Remco Evenepoel, Primoz Roglic e Jonathan Milan, che arrivano a 40 secondi dal vincitore. Per i primi due è già una discreta batosta in classifica. Sul podio di giornata Biniam Girmay e Søren Waerenskjold, Matteo Trentin chiude quinto. La corsa perde subito per strada un pezzo da novanta: Filippo Ganna. Il verbanese cade a inizio tappa, prova a continuare ma deve alzare bandiera bianca. (Foto Le Tour – X)

Alluvioni in Texas, il bilancio delle vittime sale ad almeno 27 morti

Roma, 5 lug. (askanews) – Il bilancio delle catastrofiche alluvioni in Texas è cresciuto ad almeno 27 morti, tra cui nove bambini. Lo afferma oggi Abcnews.

Le autorità sono ancora impegnate nelle ricerche di 24 ragazze scomparse dal Camp Mystic, un campo tutto al femminile situato lungo il fiume Guadalupe, ha dichiarato Dalton Rice, sindaco della città di Kerrville, durante una conferenza stampa.

Pur proseguendo le operazioni di soccorso, i funzionari hanno spiegato di non disporre di un conteggio preciso delle persone disperse e hanno rifiutato di fornire stime.

Tennis, Cobolli agli ottavi di Wimbledon

Roma, 5 lug. (askanews) – Prima volta agli ottavi di finale di uno Slam per Flavio Cobolli. Il romano è alla seconda settimana di Wimbledon grazie alla vittoria in tre set sul n. 17 al mondo Jakub Mensik: 6-2, 6-4, 6-2 in meno di due ore di gioco, intervallate da una pausa altrettanto lunga per pioggia. Un match impeccabile di Cobolli, dominante dall’inizio alla fine contro un Mensik disastroso. L’azzurro non si è fatto distrarre dalla sospensione per pioggia, è rimasto concentrato, attento e ha espresso un tennis di alto livello. Cobolli tornerà in campo lunedì e lo farà contro uno tra Marin Cilic e Jaume Munar. Intanto è virtualmente entrato in top 20: nella classifica live è n. 20 davanti a un altro tennista ceco, Tomas Machac.

Tennis, Sinner: "Settimana impeccabile, dobbiamo spingere ancora"

Roma, 5 lug. (askanews) – “Ovviamente sono molto felice, ma abbiamo visto tutti che Pedro aveva problemi alla spalla”. Così Jannik Sinner dopo la vittoria che gli vale gli ottavi di finale a Wimbledon. “Non riusciva a servire bene – continua – Soprattutto su questa superficie, quando non servi bene, non è facile giocare. Massimo rispetto per lui per essere venuto qui a competere. Non è stato facile per lui. Dal mio lato ho cercato di rimanere solido da fondo campo. Abbiamo avuto alcuni scambi davvero belli. È un grande onore giocare davanti a voi. Grazie a tutti per il supporto. Grazie a tutti gli sportivi che sono venuti. È fantastico. Ogni volta che entri nella seconda settimana di uno Slam è un’occasione molto speciale. Ancora più speciale qui a Wimbledon. Sono molto felice di essere nella seconda settimana. Cerchiamo di continuare così. Di spingere ancora. La prima settimana non poteva andare meglio. Vediamo cosa ci aspetta”.

Tennis, Sinner agli ottavi di Wimbledon, solo 5 giochi a Martinez

Roma, 5 lug. (askanews) – Jannik Sinner è alla seconda settimana di Wimbledon per il quarto anno consecutivo. L’azzurro si è qualificato per gli ottavi di finale grazie alla vittoria sullo spagnolo Pedro Martinez, n. 52 al mondo, con il punteggio di 6-1, 6-3, 6-1 in meno di due ore di gioco. Un’altra partita in totale controllo per il n. 1 al mondo, mai in difficoltà contro un giocatore che ha avuto problemi al servizio per un problema alla spalla destra. Sinner, però, è stato impeccabile nel primo e nel terzo set, centrando così la 77esima vittoria in carriera a livello Slam. Jannik tornerà in campo lunedì contro Grigor Dimitrov o Sebastian Ofner

Alluvione Texas, Mattarella a Trump: sincero cordoglio per questo grave lutto

Roma, 5 lug. (askanews) – “Signor Presidente, desidero esprimere a nome del popolo italiano e mio personale, profonda vicinanza al Suo Paese per le vittime ed i dispersi causati dalle alluvioni che hanno colpito il Texas e in particolare la Contea di Kerr, fra cui figurano anche tanti bambini. Nell’augurare massimo successo alle squadre impegnate nelle complesse operazioni di soccorso, il nostro pensiero va alle famiglie delle vittime e di quanti attendono di conoscere il destino dei loro cari dispersi. In un momento di così grave lutto per l’amico popolo statunitense, desidero farLe pervenire, Signor Presidente, i sentimenti del mio più sincero cordoglio e di quello della Repubblica Italiana”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald J. Trump, dopo la drammatica inondazione in Texas.

Dazi, Trump ha firmato lettere "prendere o lasciare" per 12 paesi

Roma, 5 lug. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato di aver firmato lettere indirizzate a 12 Paesi, in cui vengono indicate le diverse aliquote tariffarie che dovranno applicare alle merci esportate verso gli Stati uniti, con le offerte “prendere o lasciare” che verranno inviate lunedì.

Trump, parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One durante il volo per il New Jersey, si è rifiutato di nominare i Paesi coinvolti, affermando che verranno resi pubblici lunedì.

“Ho firmato alcune lettere e verranno inviate lunedì, probabilmente dodici,” ha detto Trump, interrogato sui suoi piani in materia di dazi. “Importi diversi, aliquote diverse”.

Eplosione a Roma, 2 feriti gravi sedati e intubati: "Condizioni stabili"

Roma, 5 lug. (askanews) – I pazienti ricoverati nella UOC Grandi Ustionati dell’Ospedale Sant’Eugenio dopo l’esplosione di ieri a Roma restano ricoverati “in condizioni gravi, entrambi sedati e sottoposti a ventilazione meccanica assistita. Le loro condizioni permangono stazionarie nella gravità del quadro clinico, ed il monitoraggio da parte dell’equipe multidisciplinare prosegue senza interruzioni”. Lo rende noto la Asl Roma 2.

In particolare, si spiega in una nota, “su uno dei due pazienti – che presenta ustioni di terzo grado estese al 55% della superficie corporea – è stato eseguito un primo trattamento di escarolisi enzimatica, procedura mirata alla rimozione iniziale del tessuto necrotico mediante l’impiego di enzimi selettivi. L’intervento rappresenta un primo passo nel complesso percorso terapeutico previsto per i grandi ustionati. La prognosi rimane riservata”.

Nel corso delle ultime ore, si è aggiunto in reparto un terzo paziente di sesso maschile, trasferito dall’Ospedale San Giovanni. Le sue condizioni, fa sapere la Asl, “sono complessivamente buone: il paziente è cosciente, vigile e non necessita di supporto ventilatorio. Presenta ustioni di terzo grado localizzate ad un arto superiore, con un interessamento pari a circa il 10% del corpo. È in corso una valutazione specialistica per definire il trattamento più appropriato, con l’obiettivo di garantire il miglior decorso possibile”.

“La situazione clinica dei pazienti viene costantemente valutata e gestita da personale altamente qualificato. Nuovi aggiornamenti verranno diramati esclusivamente in presenza di variazioni rilevanti dello stato di salute dei degenti”, conclude la Asl.

Eplosione a Roma, 2 feriti gravi sedati e intubati: "Condizioni stabili"

Roma, 5 lug. (askanews) – I pazienti ricoverati nella UOC Grandi Ustionati dell’Ospedale Sant’Eugenio dopo l’esplosione di ieri a Roma restano ricoverati “in condizioni gravi, entrambi sedati e sottoposti a ventilazione meccanica assistita. Le loro condizioni permangono stazionarie nella gravità del quadro clinico, ed il monitoraggio da parte dell’equipe multidisciplinare prosegue senza interruzioni”. Lo rende noto la Asl Roma 2.

In particolare, si spiega in una nota, “su uno dei due pazienti – che presenta ustioni di terzo grado estese al 55% della superficie corporea – è stato eseguito un primo trattamento di escarolisi enzimatica, procedura mirata alla rimozione iniziale del tessuto necrotico mediante l’impiego di enzimi selettivi. L’intervento rappresenta un primo passo nel complesso percorso terapeutico previsto per i grandi ustionati. La prognosi rimane riservata”.

Nel corso delle ultime ore, si è aggiunto in reparto un terzo paziente di sesso maschile, trasferito dall’Ospedale San Giovanni. Le sue condizioni, fa sapere la Asl, “sono complessivamente buone: il paziente è cosciente, vigile e non necessita di supporto ventilatorio. Presenta ustioni di terzo grado localizzate ad un arto superiore, con un interessamento pari a circa il 10% del corpo. È in corso una valutazione specialistica per definire il trattamento più appropriato, con l’obiettivo di garantire il miglior decorso possibile”.

“La situazione clinica dei pazienti viene costantemente valutata e gestita da personale altamente qualificato. Nuovi aggiornamenti verranno diramati esclusivamente in presenza di variazioni rilevanti dello stato di salute dei degenti”, conclude la Asl.

Centrosinistra, Renzi: si vince o si perde su sfida quotidianità

Roma, 5 lug. (askanews) – “Il punto” centrale “è la quotidianità, noi abbiamo una situazione nel Paese in cui chi sta meglio sta sempre meglio e chi sta peggio sta sempre peggio, si allarga la forbice e in questo allargamento della forbice” dei redditi “si gioca tutto il futuro del riformismo in questo Paese, perché se aumenta il carrello della spesa e non aumentano sufficientemente gli scatti salariali o noi siamo in condizione come centrosinistra unitario di andare su questo tema a dimostrare che siamo un’altra cosa, oppure sul tema dei diritti, dello Ius Scholae, di Paragon, di Almasri, io lo so per primo che siamo un’altra cosa. E’ la sfida della quotidianità, quella su cui si vince o si perde”. Lo ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi nel suo intervento di apertura all’Assemblea nazionale del partito in corso a Genova.

Dal weekend meno caldo, rischio violenti temporali con grandine

Roma, 5 lug. (askanews) – Il caldo africano estremo che in questi giorni ha infuocato l’Italia ha i giorni contati. Un fronte freddo sta per portare una boccata d’ossigeno sul nostro Paese, prepariamoci però a violenti temporali. Federico Brescia, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma l’imminente cambio di scenario meteo, ma avvisa anche della possibilità di forti temporali.

Oggi sabato 5 luglio è prevista una giornata ancora in prevalenza molto calda e soleggiata su buona parte d’Italia. Disagio fisico elevato specialmente al Centro-Sud. Unica nota instabile, la possibile formazione di qualche temporale sulla Lombardia al mattino e sui rilievi montuosi al pomeriggio. Sarà però l’ultima parentesi bollente per qualcuno, da domenica 6 infatti è atteso uno stravolgimento delle condizioni meteo.

L’arrivo di un fronte temporalesco in discesa dal Nord Europa che andrà ad interagire con il caldo umido preesistente, scatenerà temporali violenti sul Nord Italia nella giornata di domenica 6 luglio. E’ lecito aspettarsi potenti celle temporalesche in grado di provocare nubifragi e grandinate anche di grandi dimensioni. Sempre sul settore settentrionale è atteso anche un calo delle temperature; sul resto del paese l’alta pressione persisterà, garantendo tempo stabile, tanto sole e caldo intenso. Per un’evoluzione più diffusa della situazione meteorologica, dovremo aspettare l’inizio della prossima settimana, quando la perturbazione si estenderà anche al Centro e a parte del Sud.

La prossima settimana sarà caratterizzata da un caldo moderato, piacevole. Sembrerà quasi fresco, ma le temperature torneranno semplicemente su valori consoni alla media del periodo e non al di sotto.

Calcio, Portogallo in lutto per funerali Diogo Jota e André Silva

Roma, 5 lug. (askanews) – Un’ondata di commozione e dolore ha travolto Gondomar oggi, mentre la città portoghese si è stretta attorno alla famiglia di Diogo Jota, 28 anni, attaccante del Liverpool, e di suo fratello André Silva, 26 anni, anch’egli calciatore nella Serie B portoghese. I due fratelli hanno perso la vita due giorni fa in un tragico incidente stradale nella provincia di Zamora, in Spagna. La giornata è iniziata con il corteo funebre che ha lasciato la Cappella della Resurrezione dirigendosi verso la chiesa parrocchiale di Gondomar. Le bare di Diogo Jota e André Silva sono state trasportate. Ruben Neves ha contribuito al trasporto di una bara, mentre quella di André Silva è stata portata dai giocatori del Penafiel. Una folla si è radunata dentro e fuori la chiesa, dove sono stati posizionati altoparlanti esterni per consentire a tutti di seguire la messa. La funzione è stata celebrata dal vescovo di Porto, Manuel Linda. Al termine della messa, le bare sono state trasportate fuori dalla chiesa e quindi verso il cimitero di Gondomar. Alla cerimonia hanno partecipato figure istituzionali e sportive. Hanno manifestato vicinanza il Presidente della Repubblica Marcelo Rebelo de Sousa e il Primo Ministro Luis Montenegro. Presenti il presidente della Federcalcio portoghese, Pedro Proença, e il presidente dell’FC Porto, André Villas-Boas. Una delegazione del Liverpool, guidata dall’allenatore Arne Slot e dal capitano Virgil Van Dijk, ha partecipato alle esequie. Van Dijk e Robertson hanno deposto due corone di fiori a forma di maglia, con i numeri 20 e 30, in omaggio a Diogo Jota e André Silva. Presente anche il commissario tecnico del Portogallo, Roberto Martinez. Tra i calciatori, hanno presenziato i compagni di nazionale di Diogo Jota, come Bernardo Silva e Bruno Fernandes, e Diogo Dalot del Manchester United. L’agente Jorge Mendes, rappresentante di entrambi i fratelli, aveva già reso omaggio ieri alla veglia funebre nella cappella di Sao Cosme. In segno di rispetto, il Liverpool ha rinviato a lunedì la ripresa degli allenamenti. Il quotidiano sportivo portoghese ‘Record’ ha inoltre riportato la decisione del Liverpool di pagare i restanti due anni di contratto di Diogo Jota alla sua famiglia.

Centrosinistra, Renzi: senza tenda riformista si perde

Roma, 5 lug. (askanews) – “Senza di noi, anche solo per un fatto diciamo matematico, si perde. Quindi forse qualcuno sta cambiando idea. Ma non conta questo. Il punto politico è che senza un cantiere, che io chiamo tenda riformista nell’area moderata, riformista, centrista della coalizione, le elezioni si perdono”. Lo ha detto il leader di Italia Viva nel suo intervento di apertura all’Assemblea nazionale del partito in corso a Genova.

“Perché? Perché il Pd di Elly Schlein, lo dico senza alcuna polemica – ha spiegato Renzi -, ha un approccio che non è del Partito Democratico che avevamo noi”, “Elli sta spostando l’impianto originale del Partito Democratico su una piattaforma che io rispetto ma che più a sinistra”. In questo quadro, ha proseguito, “si crea politicamente uno spazio che se non viene colmato da una proposta riformista, se quello spazio non lo occupiamo noi, non è soltanto che lo occupa qualcun altro, sai, passi e tira paralla. No, si perdono le elezioni”.

“Questo – secondo Renzi – è il ragionamento politico che sta alla base della cosiddetta tenda riformista. Poi il tema di chi la interpreta è sì un tema, ma che arriva in un secondo momento”.

Ucraina, Trump deluso della telefonata con Putin

Roma, 5 lug. (askanews) – La telefonata con Vladimir Putin di due giorni fa non è andata bene, il presidente russo vuole continuare la guerra in Ucraina ed è riuscito “a gestire” bene le sanzioni. La situazione che il presidente Usa ha restituito parlando a bordo dell’Air Force One, è “molto difficile”, insomma.

“E’ una situazione molto difficile. Vi avevo detto che ero molto scontento della mia telefonata con il presidente Putin. Vuole andare fino in fondo, continuare a uccidere persone, non va bene”, ha detto Trump ai giornalisti. “Non credo che abbiano alcuna intenzione reale di fermarsi”, ha affermato.

Trump, nelle trattative con Putin per porre termine alla guerra ucraina, vede nero. Anche perché gli strumenti messi in campo dagli occidentali – cioè le sanzioni – non sono riuscite a indebolire la Russia. Putin – ha affermato Trump – “è riuscito a gestire le sanzioni”. La questione è stata parte della conversazione, durata circa un’ora e mezzo. Il presidente russo, ovviamente, non ne è contento, ma sa come spuntare quest’arma. Con Putin, ha detto Trump, “parliamo molto di sanzioni, sì. Direi che non ne è entusiasta, capisce che potrebbero arrivar(ne altre), però è un professionista”.

Il presidente americano ha anche respinto l’idea che la sua amministrazione abbia un approccio troppo morbido con Mosca. Ha, invece, dichiarato di ritenere di essere più duro con la Russia che non con l’Iran e con qualsiasi altro Paese.

Il Papa: abbiamo le orecchie invase da input digitali e non ascoltiamo il cuore

Roma, 5 lug. (askanews) – “Dio ha creato ognuno di voi con uno scopo e una missione in questa vita. Approfittate di questa occasione per ascoltare, per pregare, affinché possiate sentire più chiaramente la voce di Dio che vi chiama nel profondo dei vostri cuori. Vorrei aggiungere che oggi, così spesso, perdiamo la capacità di ascoltare, di ascoltare davvero. Ascoltiamo la musica, abbiamo le orecchie costantemente invase da ogni tipo di input digitale, ma a volte dimentichiamo di ascoltare il nostro cuore ed è nel nostro cuore che Dio ci parla, che Dio ci chiama e ci invita a conoscerlo meglio e a vivere nel suo amore. E attraverso questo ascolto potreste essere aperti a permettere alla grazia di Dio di rafforzare la vostra fede in Gesù, in modo da poter condividere più facilmente questo dono con gli altri”. Così Papa Leone XIV nell’udienza a insegnanti di scuole cattoliche in Irlanda, Inghilterra, Galles e Scozia e a giovani della Diocesi di Copenhagen, svolta oggi nella Sala Clementina in Vaticano.

E rivolgendosi agli insegnanti presenti, il Papa ha continuato: “Ciò che ho appena detto ai giovani vale anche per voi, soprattutto per il vostro importante ruolo nella formazione dei giovani di oggi: bambini, adolescenti, giovani adulti. Essi infatti guarderanno a voi come a dei modelli: modelli di vita, modelli di fede. Guarderanno a voi soprattutto per come insegnate e per come vivete. Vi auguro di coltivare ogni giorno il vostro rapporto con Cristo, che ci dà il modello di ogni autentico insegnamento, affinché possiate a vostra volta guidare e incoraggiare coloro che vi sono affidati a seguire Cristo nella loro vita”.

Ucraina, Trump: Putin non si ferma, vuole continuare a uccidere

Roma, 5 lug. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump si è detto molto deluso per l’ultimo colloquio telefonico con Vladimir Putin, affermando di non vedere alcun segnale da parte della Russia che possa indicare un progresso verso la fine della guerra in Ucraina.

“È una situazione molto difficile. Vi avevo detto che ero molto scontento della mia telefonata con il presidente Putin. Vuole andare fino in fondo, continuare a uccidere persone, non va bene”, ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One. “Non credo che abbiano alcuna intenzione reale di fermarsi”, ha affermato.

Al MAXXI la mostra del Canon Young People Programme – Bastogi

Roma, 5 lug. (askanews) – Al MAXXI di Roma stata inaugurata la mostra che rappresenta l’evento conclusivo del progetto Canon Young People Programme – Bastogi, un’iniziativa che ha trasformato la fotografia in uno strumento di espressione, crescita e inclusione per i bambini di uno dei quartieri pi complessi e spesso dimenticati della capitale.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Canon Italia, l’associazione Amici dei Bimbi ETS e la fotografa di moda Erica Fava: insieme hanno dato vita a un laboratorio fotografico durato otto mesi, che ha coinvolto oltre venti bambini e adolescenti dai 4 ai 18 anni residenti nell’ex residence Bastogi, nella periferia nord-ovest di Roma.

E i ragazzi sono arrivati al MAXXI per vedere la mostra frutto del loro lavoro, della loro creativit e resa possibile dal Canon Young People Programme. “E’ un progetto che ormai ha quasi 10 anni di vita, ha raccolto immagini da oltre 6000 giovani e ha il pregio di includere, di avvicinare al potere dell’immagine. – ha spiegato Paolo Tedeschi, Head of Corporate, Marketing & Sustainability Communication di Canon Italia – Conosciamo molto bene cosa significhi la disparit di genere, sappiamo molto bene cosa significhi per noi avere la responsabilit sociale di sostenere un futuro migliore e possibile per i giovani in tutta EMEA”.

Le fotografie esposte raccontano Bastogi attraverso lo sguardo diretto e potente dei suoi giovani abitanti, offrendo una narrazione alternativa, personale e profondamente umana. Erica Fava, fotografa di moda e insegnante del progetto, ha raccontato: “I lavori che sono stati fatti in questi mesi, una volta a settimana, due ore a settimana, devo dire che hanno dato veramente i loro frutti, i ragazzi sono riusciti a esprimersi in maniera molto diversa, come vedete ci sono degli scatti molto molto diversi fra loro, e questo mi d grande gioia”.

La mostra approder poi nel cuore del comprensorio edilizio Bastogi, in cui Amici dei bimbi ETS da 5 anni sviluppa laboratori, incontri con artisti e attivit ludico-ricreative per la popolazione residente, come ha spiegato il Presidente Stefano Santini: “L’obiettivo era quello di aiutare i ragazzi ad uscire dalla loro quotidianit, perch il problema che Bastogi oggi troppo chiusa in s stessa e noi abbiamo bisogno invece di farli spaziare un pochino. Abbiamo avuto il piacere di vedere che si pu veramente far crescere questi bambini, questi ragazzi, anche in un mondo completamente diverso dal loro”.

E ora la prossima edizione del Canon Young People Programme avr come tematica la tutela dei mari e degli oceani.

Confcommercio: Puglia e Trentino Alto Adige mete preferite dell’estate 2025

Milano, 5 lug. (askanews) – In vetta alle preferenze degli italiani per le vacanze estive, se si escludono gli short break in Toscana, Campania, Liguria, Lazio e Veneto, quest’anno troviamo Puglia e Trentino Alto Adige. Mare e montagna dunque, che gli italiani prediligono tanto per le vacanze brevi – da 3 a 5 pernottamenti – quanto per quelle più lunghe. Ma in testa alla classifica dei viaggi da 7 giorni e oltre, dopo parecchio tempo, si ritrova la Sardegna. E’ quanto emerge dal focus sulle vacanze estive degli italiani dell’Osservatorio turismo di Confcommercio, in collaborazione con Swg.

A primeggiare, anche quest’estate, è ovviamente il mare, scelto dal 24% degli italiani per almeno una delle vacanze in programma tra giugno e settembre. Quasi appaiate, racchiuse in un intervallo tra il 10% e il 12%, abbiamo poi, in ordine decrescente, città d’arte, località montane e piccoli borghi. Seguono un po’ distaccate, col 6% delle preferenze, le località di campagna.

Spostandoci all’estero, il panorama risulta più omogeneo. Spagna, Grecia e Francia costituiscono il terzetto di gran lunga al comando della classifica per tutta l’estate, seguite, alla distanza, da Portogallo e Austria.

Ammonta, invece, a 1.170 euro a testa la spesa complessivamente messa a budget per tutto il quadrimestre – in linea con quella dello scorso anno – ma con significative differenze tra mese e mese: a giugno la spesa pro capite per le vacanze è più modesta (650 euro), perché si tratta principalmente di short break, mentre a luglio, la spesa sale a 820 euro. Ovviamente agosto batte gli altri mesi registrando 930 euro pro capite, sia per i prezzi mediamente più alti ma, soprattutto, per la scelta estremamente focalizzata sulle vacanze di 7 giorni o più – 6 casi su 10 – che sono anche le più costose. A settembre, infine, con oltre 10 milioni di italiani che programmano almeno un viaggio – nella metà dei casi con solo 1 o 2 pernottamenti a destinazione – la spesa è pari a 750 euro a testa.

Sul fronte alloggi, nel complesso, i pernottamenti saranno in albergo, con il 21% delle preferenze, seguiti dai b&b, con il 17% dei casi. Le case in affitto a breve termine si attestano al 13%, mentre 14% sono coloro che sceglieranno di pernottare in una seconda casa di proprietà o ospiti da amici o parenti. Seguono, nell’ordine, agriturismi, campeggi, villaggi vacanze e resort.

Estate, Confcommercio: 30,5 mln di italiani in viaggio, spesa oltre 35 mld

Milano, 5 lug. (askanews) – Saranno 30,5 milioni gli italiani che sceglieranno di concedersi almeno una vacanza nei mesi estivi, con un incremento di 1,5 milioni rispetto allo scorso anno. La spesa complessiva prevista supera i 35 miliardi di euro, a testimonianza della rinnovata fiducia e della voglia di ripartire degli italiani. E’ quanto emerge dal focus sulle vacanze estive degli italiani dell’Osservatorio turismo di Confcommercio, in collaborazione con Swg, che parla di una partenza per l’estate 2025 “con buoni segnali per il turismo”.

Dopo anni segnati da cautela e incertezza, soprattutto nella domanda interna, il turismo domestico torna a giocare il suo ruolo fondamentale, dopo mesi e mesi di forte ritardo rispetto alla ripresa del turismo internazionale, spiega Confcommercio. Il 91% degli italiani programmerà viaggi in Italia, mentre il 9% farà vacanze esclusivamente all’estero. Comunque, tra vacanze lunghe, brevi e short break, ciascuno partirà due volte nel corso del quadrimestre, e agosto si conferma in testa alle preferenze per viaggi di sette giorni o più – 11,2 milioni di partenze. Da notare però che il mese di luglio è quello che fa registrare il maggiore incremento delle partenze per vacanze lunghe rispetto allo scorso anno: 800 mila in più. Gli italiani, dunque, riescono sempre più ad organizzarsi per inserire una lunga pausa del lavoro e dagli impegni familiari anche nel mese più caldo, non solo ad agosto.

“L’aumento dei turisti italiani e delle loro partenze e un mese di Luglio che cresce nelle preferenze delle famiglie, sono nuove opportunità da cogliere per gli operatori del settore, che continua a trainare il pil e il saldo della bilancia dei pagamenti – commenta Manfred Pinzger, vicepresidente di Confcommercio, incaricato per le politiche attrattività e turismo – Nuovi supporti per la riqualificazione dell’offerta turistica, lungo tutta la filiera, e ulteriori provvedimenti per risolvere il problema dell’housing dei lavoratori stagionali rappresentano, dunque, interventi necessari dal ritorno sicuro”.

I matrimoni imperfetti di Emi Fontana al PAC di Milano

Milano, 5 lug. (askanews) – Nella Project Room del PAC di Milano fino al 14 settembre la mostra Matrimoni imperfetti. Storie e immagini dall’Archivio della Galleria Emi Fontana (1992-2009). Il titolo riprende quello utilizzato dalla stessa Emi Fontana in occasione della mostra per il decimo anniversario della galleria, esprimendo il legame intimo e complesso tra artista e gallerista: una relazione quasi familiare, a tratti complicata, ma imprescindibile per il processo creativo. Un matrimonio imperfetto che diventa anche metafora del suo rapporto con la citt di Milano, luogo di vita e lavoro, terreno fertile per la sperimentazione artistica non privo di sfide e ostacoli.

La curatrice Giulia Zompa ha raccontata l’esposizione ad Askanews: “La mostra un omaggio a una galleria milanese divenuta storica, fondata da Emi Fontana nel 1992 in viale Bligny 42, una galleria che nel giro di pochi anni diventata un punto di riferimento imprescindibile nel panorama artistico italiano. Ho cercato di restituire la visione di Emi Fontana di quegli anni e l’identit della galleria: gli artisti sono l’identit della galleria e troviamo un display che si muove in una costellazione di artisti con delle cronologie non rigide.

C’ come un ponte tra delle istanze e delle tematiche su cui Eri Fontana si concentrata tra gli anni Novanta e Duemila che risuonano con gran forza ancora oggi, una programmazione molto attenta alle artiste donne e infatti il primo anno di attivit interamente dedicato ad artiste donne, anche ad artiste che, insomma, sposavano e riversavano nel loro lavoro delle questioni legate al femminismo. Si tratta di un’attenzione che ritroviamo anche nel corso del tempo: con quasi dieci anni di scarto trovano spazio all’interno della galleria Alessandra Sfranzi e Monica Bonvicini; quindi un forte supporto alle artiste donne, e del resto Emi Fontana era una gallerista donna giovane negli anni Novanta in un contesto ancora molto maschile.

Ci sono poi delle tematiche legate all’ecologismo: Olafur Eliasson fa la sua prima mostra italiana da Emi Fontana, siamo nel 1996. Ci sono poi molti temi sociali: il lavoro di Lovett e Codagnone che poi anche la ragione per cui questa mostra nasce in concomitanza con il main show del Padiglione d’Arte Contemporanea e ancora Ren Green, Adrian Piper, Sam Duran, Mike Kelly, figure per cui i temi sociali sono stati centrali.

La volont stata quella proprio anche di comune accordo con la stessa Emi Fontana di presentare una mostra che fosse una mostra di documentazione storica, senza opere, quindi l’intero racconto della galleria delegato ai materiali d’archivio. Incontriamo i poster che appunto dagli anni Duemila vengono piegati e spediti per invitare i visitatori, le persone a vedere le mostre. Quattro video a corredo della mostra documentano l’attivit, le performance, le azioni che si sono svolte in galleria. Troviamo le mostre ma raccontate dai comunicati stampa dell’epoca, dalle riviste dell’epoca e quindi da critici, curatori, figure che hanno frequentato la galleria: questo anche nella volont di mostrare una rete di relazioni, una comunit che frequentava lo spazio della Galleria Emi Fontana”.

La mostra della Project Room dialoga con la prima mostra antologica dedicata al duo di artisti John Lovett e Alessandro Codagnone, I Only Want You to Love Me, presente in contemporanea nelle altre sale del PAC di Milano.

Inondazione in Texas, 24 morti e 25 bambine disperse

Roma, 5 lug. (askanews) – Un’enorme inondazione provocata dallo straripamento del fiume Guadalupe, in Texas, Usa, ha ucciso almeno 24 persone e causato la scomparsa di numerose ragazze da un campo estivo. Un’importante operazione di ricerca e soccorso, è tutt’ora in corso per individuare i dispersi.

Il preavviso – spiega la Bbc – è stato scarso: il livello del fiume Guadalupe è salito di 7,9 metri in meno di un’ora e le inondazioni che ne sono seguite hanno travolto case mobili, veicoli e bungalow dove le persone trascorrevano il fine settimana del 4 luglio.

Le squadre di soccorso stanno ancora cercando fino a 25 bambine, tra le 750 ragazze che frequentavano il Camp Mystic, appena fuori dalla città di Kerrville, 104 km a nord-ovest di San Antonio.

È stato dichiarato lo stato di emergenza in diverse contee, dove diverse strade sono allagate e le linee telefoniche interrotte.

La nuova sanità dei laburisti

Unoccasione di confronto

A Londra per motivi familiari, ho avuto la fortuna di assistere “in diretta” alla presentazione della riforma del Servizio Sanitario inglese (NHS) voluta dal nuovo governo laburista. Un piano ambizioso, articolato su tre grandi transizioni – decentralizzazione, digitalizzazione, prevenzione – che vuole restituire efficienza, equità e sostenibilità al servizio sanitario britannico.

Ne ho seguito anche l’impatto mediatico, con le reazioni più immediate. C’è chi plaude al coraggio di una visione lunga e sistemica, chi invece chiede realismo sull’attuazione concreta, soprattutto considerando i limiti finanziari e la fragilità delle infrastrutture digitali. Ma su una cosa sembrano concordare tutti: non si può più aspettare, serve agire ora.

Riforma inglese: i punti principali

Il progetto prevede la nascita di centinaia di centri sanitari di comunità, l’assunzione di migliaia di medici di base e operatori della salute mentale, la digitalizzazione completa del sistema e una forte spinta in direzione della prevenzione dell’obesità e delle malattie croniche. In più, saranno introdotti meccanismi di responsabilità finanziaria e incentivi legati alla soddisfazione dei pazienti.

Si tratta, in fondo, di un tentativo – per ora ben accolto ma non privo di incognite – di riformulare il rapporto tra territorio, ospedale e cittadino in chiave moderna e sostenibile.

In Italia abbiamo più di quanto pensiamo

Di fronte a questo, emerge con chiarezza quanto il nostro Servizio Sanitario Nazionale, pur tra mille fatiche, rappresenti un patrimonio prezioso. Le Case della Salute e gli ospedali di comunità in Italia ci sono già. I medici di base sono molti: vanno valorizzati, aggiornati, coinvolti di più, ma sono lì, pronti a fare la differenza.

Anche sulla digitalizzazione siamo in cammino: il fascicolo sanitario elettronico avanza, serve solo vincere le resistenze culturali e burocratiche che ne frenano la piena attuazione.

Infine la prevenzione: l’obesità, le malattie metaboliche, la salute mentale sono sfide che dobbiamo affrontare con coraggio. Investire oggi, anche con nuovi farmaci e tecnologie, significa risparmiare domani, riducendo il peso delle cronicità e migliorando la qualità della vita.

Non tutto funziona, è vero, e molto va migliorato. Ma possiamo e dobbiamo credere nel nostro Servizio sanitario, un sistema integrato con erogatori pubblici e privati accreditati che altri – come il Regno Unito – cercano oggi di imitare. A noi spetta custodirlo, innovarlo, difenderlo. Senza polemiche ideologiche, che sulla salute sono solo dannose.

Giuseppe Fioroni

ex Ministro della Pubblica Istruzione, vice presidente della Fondazione Gemelli

L’invenzione dello spazio al centro: non tutto è destra o sinistra

Gentile Direttore,

ricordo che l’estate scorsa, insieme al caldo, si sentiva un gran vociare di operazioni centriste in vista delle elezioni europee. È passato un anno, alle europee nessuna lista centrista ha superato lo sbarramento, e noi, poveri elettori, continuiamo a navigare spaesati in cerca di una casa che nessuno sembra avere il coraggio e la pazienza di costruire. Nel mentre è tornato il caldo e, come se fosse una chiacchiera da ombrellone, ricominciano a circolare voci su aggregazioni neo-centristi.

Le illusioni estive del centro

Tutto questo gran parlare ha un grosso difetto: come ogni chiacchiera da ombrellone, tornati in città si dimentica velocemente. A noi, poveri elettori in cerca di un tetto, rimane solo la speranza che prima o poi qualcuno ci vorrà dare una casa.

Ad oggi le opzioni più quotate sembrano essere due, distinte e apparentemente inconciliabili. Entrambe sono accomunate da una sola cosa: rischiano di essere sbagliate e distruttive. Per semplicità, non me ne voglia nessuno, le identificherò come alternativa Renzi e alternativa Calenda, sfruttando il cognome dei leader che le spingono e che hanno maggiore rilievo mediatico.

 

L’alternativa renziana all’interno del campo largo

L’alternativa Renzi è la costruzione di una tenda riformista che abiti, a prescindere da programma e leader, nella coalizione del centrosinistra. In questo scenario si muove, ovviamente, Italia Viva, Più Europa, la rete civica dell’assessore Onorato e anche Demos (sebbene il loro programma sembri essere più vicino a realtà come AvS rispetto a Renew Europe). Curiosamente questo progetto sembra essere spinto anche da personalità al di fuori di questo ambito culturale e politico, come Goffredo Bettini.

Questa opzione ha un gran vantaggio: inserirsi nel centrosinistra consentirà di beneficiare della ripartizione dei collegi uninominali (sempre che non cambi la legge elettorale) e garantire che un cospicuo numero di deputati e senatori di queste liste siano eletti nella prossima legislatura. Non solo: se addirittura il centrosinistra dovesse vincere le elezioni – scenario a cui io non credo, ma perché porre limiti alla fantasia – alcuni centristi potrebbero anche partecipare alla compagine governativa.

Finora qualcuno potrebbe dire: perfetto, no? Invece il tranello si nasconde proprio qui. I futuri deputati e senatori, gli improbabili ministri e sottosegretari, quale programma porterebbero avanti? Quello centrista o quello della sinistra? Perché oggi appare chiaro – lo è ancora di più dopo il referendum e le piazze dello scorso giugno – che il programma del campo largo è stato già scritto da PD-M5S e AvS, e non sembrano essere disponibili a trattative per cambiarlo.

Gli esponenti di queste liste centriste allora cosa farebbero nel caso in cui il futuro ministro del Lavoro dovesse proporre l’abolizione del Jobs Act? Oppure quale posizione adotterebbero se il futuro ministro degli Esteri dovesse presentarsi in Parlamento dicendo di essere a favore di una Palestina che va dalla terra al mare? E se il ministro della Difesa dovesse negare il sostegno alla martoriata popolazione ucraina o la presenza dell’Italia nell’alleanza atlantica, cosa voterebbero i rappresentanti eletti nella tenda riformista? Approverebbero tutto, persino la proposta di una nuova patrimoniale o nuove aberranti leggi giustizialiste?

Credo che ora sia chiaro qual è l’errore dell’opzione Renzi. Ben venga costruire una tenda riformista, ma questo progetto non può accettare a priori di far parte del centrosinistra senza negoziare un programma di governo serio e con paletti invalicabili, altrimenti si rischia di effettuare un’operazione di “center-washing” del campo largo massimalista. Non solo: forse alcuni sostenitori potrebbero anche cadere nel tranello, ma la maggioranza degli elettori centristi, annusata l’aria, farebbe mancare il proprio voto a questa tenda riformista, rendendo anche inutile l’operazione per i soci dello stesso campo largo.

L’alternativa fuori dagli schieramenti: la “solitudine” di Calenda

L’alternativa Calenda, invece, è identitaria: costruire una forza terza, autonoma senza se e senza ma da entrambi gli schieramenti. Questo filone è perseguito da Azione, dal Partito Liberal Democratico e credo anche dagli amici popolari di Tempi Nuovi. È l’opzione che salva la coscienza, che impedisce di fare accordi con il diavolo, l’alternativa centrista dura e pura. Non ci saranno bocconi amari da assorbire, né voti con il naso turato da apporre in Parlamento, sempre se ci si arriva in Parlamento (le europee insegnano).

Questa operazione sarebbe perfetta se la legge elettorale fosse un proporzionale puro, con soglia di sbarramento relativamente bassa e senza premio di maggioranza. Ma non possiamo leggere il mondo con gli occhiali che vorremmo avere. Oggi non è questa la legge elettorale presente in Italia, e i rumors di questi giorni non indicano il ritorno al proporzionale semplice, quanto piuttosto un proporzionale con premio di maggioranza e sbarramento in linea con le elezioni europee.

Annusata ancora una volta l’aria, l’elettore centrista potrebbe decidere di evitare di gettare il proprio voto, come alle scorse europee, e, impaurito dal programma del campo largo enunciato prima, rifugiarsi o nell’astensione o addirittura nel voto a Forza Italia, per provare a rafforzare l’animo moderato della coalizione che con molta probabilità vincerà nuovamente le elezioni.

Lunica via: una federazione autonoma

Se allora entrambe le alternative nascondono tranelli, qual è la soluzione? La costruzione di una vera tenda centrista: una federazione dove tutti i centristi all’opposizione della destra possano trovare il loro spazio e la loro dignità, che non ponga veti all’alleanza con la sinistra ma che non sia obbligata a partecipare a una coalizione di governo se non ne condivide il programma. Il campo largo non vorrà modificare il proprio programma? Pazienza, ce ne faremo una ragione e rappresenteremo da soli – senza campi larghi – in autonomia, le istanze di tutti gli elettori riformisti.

Una forza del genere, che potrebbe oscillare tra l’8 e il 10%, sarebbe decisiva per le attuali opposizioni per poter vincere e battere il centrodestra.

Per questo motivo, una vera e forte tenda centrista (non divisa tra Renzi e Calenda e mille altre sigle) avrebbe tutte le carte in regola per non subire un programma inadeguato ma per negoziare un’alleanza rispettosa delle istanze democristiane, liberali, socialdemocratiche e repubblicane. Insomma, una vera forza centrista sarebbe in grado di obbligare il centrosinistra a dismettere i panni di una coalizione massimalista, per maturare ed essere una vera alleanza di riformisti.

Forma e sostanza: il Papa tra cerimonia e immediatezza

La tentazione di contrapporre

Ci sono parole condannate a essere pronunciate quasi sempre con il proprio opposto. Se dici “forma”, c’è chi subito ti contrappone “sostanza”, perché l’una sarebbe zoppa senza l’altra. La forma è l’aspetto esteriore di un oggetto, ma occorre anche saper rispettare certe forme in presenza di determinate circostanze. La forma prevede in alcuni casi formule stabilite, come accade ad esempio nei sacramenti religiosi.

La forma è ciò che colpisce al primo impatto. La sostanza, al contrario, richiede più tempo per svelarsi: sta sotto all’aspetto visivo o sonoro e impone uno sforzo maggiore per rivelarsi. A volte persino smentisce l’impressione istintiva dell’inizio.

Gli occhi sulla liturgia

In molti si chiedono, con una punta di eccessiva curiosità, se il nuovo Papa muova in controtendenza circa lo smantellamento di alcune forme liturgiche, o se insisterà sulla via di Francesco.

Tutti con gli occhi incollati allo schermo per capire la scelta di Leone XIV, come se soprattutto la forma indicasse un progetto di guida della Chiesa. Il Papa è consapevole di questo, eppure non sembra affatto preoccuparsene, curando piuttosto di fare il Papa e di spostare l’attenzione su altro.

C’è da mettere in opera il Concilio Vaticano II, e non sarà un pallio in più o in meno a cambiare l’idea dei credenti, che dovrebbero piuttosto concentrare la propria meticolosa attenzione su Dio e non su altro.

Forse si dovrebbe badare a non compiacersi eccessivamente, perdendosi nell’apprezzamento delle cerimonie o, al contrario, a non digerirle. Il compito dovrebbe essere mirare dritto verso la parola di Dio, di cui troppo poco si conosce il suono e il contenuto. Conta certamente la liturgia – cioè il servizio che si rende al Dio in cui si crede – ma ancor più conta conoscerlo. Altrimenti si resta nell’inutile astrattezza.

Un biscotto e unomelia

Si legge che il Papa ha indossato il pallio il 29 giugno, durante la Santa Messa per i Santi Pietro e Paolo, imponendolo a 54 nuovi arcivescovi metropoliti. Tutto è accaduto con una cerimonia solenne, o perlomeno non scarna quanto alla forma.

Solenne è un rito che si ripete nel tempo con ordine e regolarità. Comporta necessariamente un fasto che può suscitare perplessità in chi ama una Chiesa povera e per i poveri.

Leone XIV è lo stesso che, a bordo della Papamobile, ha mangiato subito un biscotto porgergli da una bambina presa in braccio dagli uomini della gendarmeria. Non ci ha pensato: ne ha gustato all’istante il sapore.

Un gesto semplice, che dice della sua immediata umanità. E che non intende “fare un biscotto” a chi lo guarda con la speranza che la Chiesa continui la sua missione di salvezza. Questo Papa, se occorre, cuoce due volte forma e sostanza, forse per rappresentare che tutto serve alla sua azione. Sarà per questo che, nella sua magistrale omelia del giorno dei Santi Pietro e Paolo, ha detto:

“Nell’esperienza del discepolato, infatti, c’è sempre il rischio di cadere nell’abitudine, nel ritualismo, in schemi pastorali che si ripetono senza rinnovarsi e senza cogliere le sfide del presente. Nella storia dei due Apostoli, invece, ci ispira la loro volontà di aprirsi ai cambiamenti, di lasciarsi interrogare dagli avvenimenti, dagli incontri e dalle situazioni concrete delle comunità, di cercare strade nuove per l’evangelizzazione a partire dai problemi e dalle domande posti dai fratelli e dalle sorelle nella fede.”

Questo Papa non è cerchiobottista. È un conciliatore, non mette multe a nessuno. Indica semplicemente che forma e sostanza possono camminare sotto braccio. E sprona i cristiani a riscoprire la freschezza e il piacere della propria fede, oltre che…dei biscotti.

Malesia e Sud-Est Asiatico guardano al modello italiano

L’incontro dell’altro ieri a Palazzo Chigi fra il primo ministro della Malesia e quello italiano ha avuto scarso rilievo sui media. Eppure la visita del premier della Malesia Anwar bin Ibrahim in Italia appare particolarmente significativa. Infatti, il capo del governo di Kuala Lumpur in viaggio alla volta di Rio de Janeiro per il vertice Brics che si apre domenica prossima, ha fatto solo due tappe intermedie in Europa: Roma e Parigi.

Si tratta quindi di un riconoscimento importante per il nostro Paese per diverse ragioni.

Negli ultimi decenni la proiezione internazionale dell’Italia si è progressivamente estesa verso l’indo-pacifico e le relazioni con la Malesia risultano molto promettenti. Il rafforzamento della cooperazione fra i due Paesi comprende ambiti strategici, come energia, difesa, terre rare, insieme naturalmente alla cultura e a un comune interesse allo sviluppo economico del Sud-est Asiatico.

A rafforzare il rilievo internazionale dell’incontro dei due capi di governo, ha contribuito anche il fatto che la Malesia è attualmente presidente di turno dell’Asean, l’associazione regionale dei Paesi del Sud-Est Asiatico, nonché Paese partner dei Brics. A pochi giorni dal vertice Brics di Rio de Janeiro l’incontro tra Anwar bin Ibrahim e Giorgia Meloni ha costituito un’occasione per uno scambio di vedute sui principali dossier globali, valorizzando la vocazione  dell’Italia a un dialogo incentrato sul multilateralismo, oltre la logica di anacronistici blocchi.

A dimostrazione di quanto il modello italiano susciti l’attenzione dei Paesi Asean, di quelli Brics e in generale del Sud del Mondo, si può ricordare anche il grande piano di edilizia popolare, coordinato dallo stato, predisposto dall’Indonesia, il principale Paese dell’Asean e, dallo scorso gennaio, membro a pieno titolo del Coordinamento Brics. Il suddetto piano, illustrato dall’agenzia indonesiana Antara, ricorda sotto molti aspetti, il piano Fanfani., con lo stato che fa da motore dell’edilizia popolare, rilanciando l’economia e livellando verso l’alto la riduzione delle disuguaglianze sociali. Il governo di Jakarta prevede di costruire nel 2026, 500.000 alloggi sovvenzionati e di ristrutturare circa due milioni di abitazioni con il sostegno statale. Misure propedeutiche all’allargamento della classe media e al rafforzamento della domanda interna.

A ben vedere questa politica keynesiana e solidarista in voga tra i Paesi Asean è la medesima adottata dal loro grande vicino, la Cina, ormai divenuta, grazie  a queste politiche, un Paese guida per l’economia e per l’innovazione, ed anche quella che fece grande economicamente l’Italia negli anni della ricostruzione e del boom economico.

Come Paese e come eredi di una cultura politica e di una politica economica che ha fatto scuola nel mondo, credo che non possiamo non avvertire il fatto che il tempo per un siffatto genere di politiche economiche sta tornando, e l’Italia può ambire ad esserne un laboratorio di rilievo globale.

Alle Cinque Terre dal 10 Luglio la nona edizione di "Un mare di libri"

Roma, 4 lug. (askanews) – Torna anche quest’anno ‘Cinque Terre: un mare di libri’, la rassegna letteraria che porta grandi voci della narrativa, del giornalismo e della cultura nelle piazze sul mare delle Cinque Terre. Per la nona edizione, il festival si espande: non solo Monterosso, ma anche Vernazza e Corniglia ospiteranno serate tra libri, parole, musica. Il calendario dell’estate 2025 è stato presentato nella sede della Provincia della Spezia dal presidente del Parco nazionale Cinque Terre Lorenzo Viviani, dai rappresentanti dei Comune di Monterosso e Vernazza e dal curatore della rassegna Marco Ferrari.

L’iniziativa è organizzata dai comuni di Monterosso e Vernazza, dal Parco Nazionale delle Cinque Terre, dal Consorzio Turistico Cinque Terre in collaborazione con le Pro Loco di Monterosso, Vernazza e Corniglia e il contributo di Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana e Sanlorenzo Yachts Spa. Fra gli ospiti in programma: Maurizio Mannoni, Carlo Cottarelli, Gad Lerner, Agnese Pini, Marco Buticchi, Giorgio Ornano, Gino Castaldo, Barbara Nappini, Bruno Morchio, Giampaolo Simi e altri. Serate speciali sono previste per due omaggi a liguri illustri: Fabrizio De André ed Eugenio Montale, nel 50esimo anniversario della assegnazione del Nobel per la letteratura e ad un secolo esatto dalla prima pubblicazione di ‘Ossi di Seppia’. Con presentazione in anteprima del volume “Artisti alle Cinque Terre” di Emanuela Cavallo e Marco Ferrari, promosso dal Parco per celebrare le due ricorrenze.

Un mese di incontri, spettacoli, letture e riflessioni nei borghi verticali delle Cinque Terre.Un invito ad ascoltare, scoprire e lasciarsi ispirare.La rassegna, della durata di un mese, sarà inaugurata giovedì 10 luglio alle ore 21,30 al Molo dei Pescatori di Monterosso da Maurizio Mannoni che presenta il libro “Quella notte a Saxa Rubra” edito dalla Nave di Teseo. Il giornalista spezzino, storico conduttore di TG3 Linea Notte, affronta qui una serrata e coinvolgente indagine letteraria, il cui protagonista, un giornalista coraggioso e ostinato, non si arrende alle ombre che si allungano dietro le telecamere, quando si spengono le luci della diretta. ‘Penso – ha dichiarato il Presidente del Parco delle Cinque Terre Lorenzo Viviani- che si parli ancora troppo poco delle Cinque Terre in maniera profonda, autentica. Il nostro è un territorio che ha ancora tantissimo da raccontare: viticoltura e natura, cultura marinaresca, cammini e percorsi di devozione. Tutti elementi che non solo definiscono l’identità del Parco, ma che diventano anche materia letteraria e fonte d’ispirazione per artisti e scrittori. Le Cinque Terre sono un vero e proprio teatro naturale, un luogo unico dove l’unicità del paesaggio si intreccia con le storie, i ricordi, le suggestioni. È nostro compito custodire l’equilibrio ambientale e insieme valorizzare il patrimonio immateriale: la memoria, la cultura, le emozioni che questo territorio continua a generare.Eventi come ‘Cinque Terre, un mare di libri’ offrono ai visitatori l’occasione di diventare esploratori dell’anima del territorio, non semplici turisti di passaggio. Incontrano autori, scoprono nuove letture, si aprono a connessioni profonde con il luogo’.

‘Ma questo lavoro culturale – ha affermato ancora il presidente del Parco delle Cinque Terre- è importante anche per chi alle Cinque Terre ci vive: per contattare nuovi punti di vista, riscoprire le proprie radici, ritrovare storie familiari, riattivare un legame quotidiano e consapevole con la propria comunità e con l’ambiente che la circonda.Nel 2025, come Parco Letterario Eugenio Montale, celebriamo due anniversari fondamentali: i 100 anni dalla pubblicazione di Ossi di seppia e i 50 anni dal conferimento del Premio Nobel a Montale. Un’occasione per raccontare, attraverso arte e poesia, il profondo legame tra paesaggio e ispirazione. In questo contesto si inserisce il prezioso lavoro realizzato da Cavallo e Ferrari, che ricostruisce per la prima volta in modo organico la relazione tra arte e territorio: da Eugenio Montale a Telemaco Signorini, da Michelangelo Pistoletto, passando per Boetti, Birolli, Harloff e molti altri, artisti che hanno saputo rendere universale questo straordinario lembo di Liguria. Un patrimonio che il Parco ha il dovere di valorizzare e trasmettere.” Venerdì 11 luglio alle ore 21,30 alla Calata Gente di Mare di Vernazza Marco Buticchipresenta “Il figlio della Tempesta” edito da Longanesi, ennesimo capitolo delle avventure a cui ci ha abituato lo scrittore lericino. Interviene Patrizia Spora.

Mercoledì 16 luglio alle ore 21,30 si torna al Molo dei Pescatori di Monterosso dove Carlo Cottarelli che presenterà “Senza giri di parole. La verità sulle sfide economiche e sociali del nostro futuro” edito da Mondadori, intervistato da Filippo Paganini.

La sera successiva, giovedì 17 luglio alle ore 21,30 si torna a Vernazza, alla Calata Gente di Mare, con il giornalista Gino Castaldo che presenta “Il Ragazzo Del Secolo O Della Rivoluzione Perduta” edito da HarperCollins. Il noto critico musicale ci accompagna, anche con immagini e filmati, dentro le vicende del secondo novecento e inizio nuovo secolo incontrando personaggi straordinari, da Andrea Pazienza a Freak Antoni, da Paolo Pietrangeli a Rino Gaetano.

Venerdì 18 luglio alle ore 21,30 al Molo dei Pescatori di Monterosso Giorgio Orano presenta “Little Boy” (la Bussola editore), romanzo ambientato a Monterosso con un chiaro riferimento in copertina al Gigante di Fegina. Il libro è stato selezionato per il Premio Letterario Giuridico IusArteLibri “Il Ponte della Legalità”.

Serata speciale giovedì 31 luglio alle ore 21,30 al Molo dei Pescatori di Monterosso con la presidente Slow Food Italia, Barbara Nappini, che parlerà del suo libro “La natura bella delle cose” edito da Slow Food. Intervengono Sandra Ansaldo ed Emanuela Cavallo. Seguirà degustazione vini delle Cinque Terre.

Ecco, quindi, la seconda parte della rassegna che si apre venerdì 1agosto alle ore 21,30 alla Calata Gente di Mare di Vernazza con ‘atteso incontro con Gad Lerner che presenta “Gaza. Odio e amore per Israele” edito da Feltrinelli. Interviene Filippo Paganini. ‘Si può vivere in paradiso sapendo di avere l’inferno accanto?” si domanda il famoso giornalista nel suo pamphlet così attuale sulla situazione in Medio Oriente.

Domenica 3 agosto alle ore 21,30 esordio della rassegna al Fosso di Corniglia con una rilettura del celebre capolavoro “Robinson Crusoe” di Daniel Defoe, pubblicato il 25 aprile 1719, la storia di un naufrago che trascorre 28 anni della sua vita su una deserta isola tropicale, vicina alle coste del Venezuela e di Tobago, dove incontra cannibali, prigionieri e ammutinati prima di essere salvato. La voce narrante è quella di Roberto Alinghieri accompagnato da Davide Sinigaglia, al vibrafono e alle percussioni.

Lunedì 4 agosto alle ore 21,30 al Molo dei Pescatori di Monterosso la direttrice di QN Agnese Pini presenterà la sua nuova fatica letteraria, “La verità è un fuoco” edita Garzanti. Interviene Chiara Tenca.

Mercoledì 6 agosto sempre alle ore 21,30 a Monterosso, Molo dei Pescatori, Omaggio a Eugenio Montale, nel cinquantennale dell’assegnazione del premio Nobel e nel centenario della pubblicazione di “Ossi di seppia”. Intervengono Lorenzo Viviani, Presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre, Francesco Sassarini, sindaco di Monterosso e Cristina Currarini del Parco Letterario Eugenio Montale. Verrà presentato in anteprima il libro “Artisti alle Cinque Terre” di Emanuela Cavallo e Marco Ferrari edito da Laterza e promosso dal Parco Nazionale delle Cinque Terre.

Venerdì 8 agosto a Vernazza, ore 21,30 Calata Gente di Mare, Omaggio a Fabrizio De André, frequentatore della nota località della Cinque Terre. Fabrizio Calzia presenta “La Genova di Fabrizio De André” edito da Newton Compton Editori. A seguire l’Associazione Corale Four Steps Choirpresenta lo spettacolo “A forza di essere vento”.

Sabato 9 agosto alle ore 21,30 a Corniglia, località il Fosso, conclusione della rassegna con due firme di prestigio per La notte in giallo: Bruno Morchio con “La morte non paga doppio” edito da Rizzoli e Giampaolo Simi con “Tra lei e me” pubblicato da Sellerio. Conduce la serata Gabriella Tartarini.

Scuola Sant’Anna: i 30 anni del Master “Geca” sull’ambiente

Pisa, 4 lug. (askanews) – Coinvolgere anche le piccole e medie imprese nei percorsi di transizione, porsi in un’ottica rigenerativa e investire nella sostenibilit per far fronte ai cambiamenti climatici. Sono questi gli obiettivi futuri delle politiche ambientali, emersi durante l’evento della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa “30 in sostenibilit”. L’iniziativa ha celebrato i tre decenni del Master di II livello in Gestione e Controllo dell’Ambiente “Geca” dell’ateneo pisano: il corso post-laurea pi longevo d’Italia sul tema della sostenibilit ambientale, con oltre il 90% di tasso di occupazione per i partecipanti. Tra uno sguardo al passato e uno al futuro Marco Frey, direttore del master Geca, ha ripercorso i tre decenni di evoluzione del corso.

“Negli anni Novanta volevamo sviluppare l’auditor ambientale, figura che all’interno delle aziende si occupa di gestione e controllo ambientale. Nel nuovo millennio ha portato alla ribalta nuove sfide e il focus si concentrato sulla gestione di rifiuti, energie e acqua e, dopo il 2010, sull’economia circolare. Le sfide del futuro sono sostanzialmente tre: gestire i tempi e modi delle transizioni, unendo competitivit alla prospettiva della valorizzazione e conservazione delle risorse per i posteri; la seconda sfida riuscire a coinvolgere le piccole e medie imprese nel processo di transizione energetica; la terza e ultima sfida la possibilit di mettere in pista processi rigenerativi all’interno dell’economia, soprattutto per quanto riguarda la rigenerazione del capitale naturale”.

Tra i temi affrontati l’importanza di investire oggi nella sostenibilit ambientale per far fronte ai cambiamenti climatici. Fabio Iraldo, docente del master e prorettore alla valorizzazione dei risultati della ricerca scientifica della Scuola Sant’Anna, ha tracciato la linea da seguire.

“I cambiamenti climatici sono uno choc che si ripercuote ogni anno. Per risolverli servono investimenti che vanno mantenuti nel tempo, ed ora che i privati facciano la loro parte per affrontare questo problema, prevenirlo, mitigarlo o adattarsi. Le aziende potranno mantenere la propria competitivit perch i consumatori sono sempre pi sensibili all’impatto ambientale, le istituzioni garantirannno la gestione delle politiche pubbliche e le universit come la Sant’Anna che potranno concentrare i loro studi su tematiche economiche che rispettino le questioni ambientali”.

L’incontro stato anche l’occasione per ritrovare e ascoltare ex allievi, docenti, esperti del settore, rappresentanti del mondo istituzionale, accademico e aziendale, in un dialogo sul valore della formazione ambientale contro le sfide del domani.

Formula1, Leclerc e Hamilton: "Ottime sensazioni"

Roma, 4 lug. (askanews) – “Oggi è andata piuttosto bene perché le sensazioni in abitacolo sono state buone, anche se c’è ancora un po’ di lavoro da fare sulla macchina”. Così Charles Leclerc racconta la sua seconda posizione nelle libere di Silverstone. “In configurazione da qualifica – continua – sembra che non siamo ancora a posto, mentre direi che siamo più a nostro agio sul passo gara. Nel complesso però oggi mi sono divertito molto a guidare e non vedo l’ora di tornare in pista domani”. Soddisfatto anche Lewis Hamilton, terzo nelle libere: “È stata una giornata entusiasmante: è stato fantastico scendere in pista a Silverstone in una Ferrari per la prima volta. In macchina, inoltre, mi sono sentito a mio agio in entrambe le sessioni, anche se ho trovato un po’ di traffico nel mio giro più veloce in FP2, e quindi c’è sicuramente del margine. Tornare qui è sempre speciale: questo è il circuito più bello del mondo e senza dubbio il mio preferito. È stato fantastico vedere già così tante persone di venerdì. L’atmosfera è semplicemente incredibile”.

Formula1, Norris veloce nelle seconde libere, bene le Ferrari

Roma, 4 lug. (askanews) – È Lando Norris a prendersi la prima posizione nelle Prove Libere due del GP di Gran Bretagna. L’inglese si esalta sul circuito di casa, chiudendo la sessione in 1’32″213 dopo aver risolto le difficoltà della mattinata. Ma a Silverstone c’è anche un’ottima Ferrari: Leclerc è secondo, a poco più di due decimi dalla McLaren e Hamilton segue a ruota, terzo staccato di tre decimi. In quarta posizione il leader della classifica piloti Oscar Piastri, distante quasi mezzo secondo dal compagno di squadra Norris. Seguono Verstappen, quinto e piuttosto in difficoltà nel giro secco, e le due Mercedes, sesta e ottava con Antonelli davanti a Russell.

Padel: al FIP Silver Treviso, Sinicropi-Graziotti agli ottavi

Roma, 4 lug. (askanews) – Un remake dei quarti di finale degli Europei 2024 e un possibile “trailer” della prossima edizione continentale. Al Fip Silver Mediolanum Padel Cup di Treviso – torneo della Federazione Internazionale Padel in corso al Padel Club X4 di Villorba – la sfida tra Italia e Svezia, si legge in una nota, ha premiato ancora una volta gli azzurri Riccardo Sinicropi e Giulio Graziotti, protagonisti di un match di altissimo livello chiuso al tie-break del terzo set dopo tre ore di gioco. Opposti ai due italiani, Daniel Appelgren e il giovane talento Douglas Rutgersson, esponenti di una delle scuole europee più in crescita. La partita si è chiusa con il punteggio di 6-5 5-7 7-6, con Sinicropi e Graziotti che passano agli ottavi dove affronteranno la coppia spagnola Arnaldos Serrano-Gonzalez, testa di serie numero 6. In evidenza anche altri componenti del gruppo vicecampione d’Europa, con Lorenzo Di Giovanni in campo al fianco di Simone Iacovino. Passa il turno pure Alessandro Tinti (campione italiano 2019 e argento europeo 2021) insieme a Federico Galli.

Nel tabellone femminile, in attesa dell’esordio delle big previsto domani, arrivano le prime conferme italiane. Clarissa Aima insieme a Giorgia Rosi ha superato senza difficoltà la spagnola Silvan e la venezuelana Palma (6-3 6-2). Successo anche per la sedicenne Matilde Minelli, già bronzo mondiale juniores e argento europeo Under 18, che in coppia con Patricia Roman ha battuto Anna Peres e la padovana Beatrice Varini in tre set (6-4 3-6 6-1). Minelli e Roman torneranno in campo domani contro Carlotta Casali e la spagnola Gallardo, tra le favorite del torneo. Chiara Pappacena e Martina Parmigiani affronteranno la statunitense Dubins e la portoghese Fernandes. Giorgia Marchetti (in coppia con la spagnola Merino) troverà Aurora Tasca e Giulia Bortolin. Nella parte bassa del tabellone occhi puntati su Giulia Dal Pozzo – vincitrice la scorsa settimana a Palermo – e Xenia Clasca: in caso di successo potrebbero incontrare le teste di serie numero 2, la spagnola Arruabarrena e l’argentina Bidahorria. Le numero uno del seeding, le spagnole Guinart-Iglesias, semifinaliste nel Major di Roma di giugno, affronteranno Letizia Dell’Agnese e Silvia Trassinelli.

L. Elettorale, Meloni: no iniziativa governo, per me ok proporzionale

Roma, 4 lug. (askanews) – “Le leggi elettorali sono di competenza parlamentare. Non c’è nessuna iniziativa del governo. Personalmente penso che sarebbe positiva una legge elettorale che vada bene anche quando venisse approvata la riforma del premierato e personalmente penso che la legge giusta sarebbe il proporzionale con premio di maggioranza e indicazione del candidato premier di ogni coalizione”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo in collegamento al Forum in Masseria di Bruno Vespa.

Ius scholae, Meloni: non è nel programma di governo

Roma, 4 lug. (askanews) – “Il centrodestra è composto da forze politiche diverse, con sensibilità diverse. C’è un programma di governo che delinea le azioni da compiere. Io penso che sarebbe utile per tutti concentrarci sulle priorità indicate nel programma, la riforma della cittadinanza non è tra queste. Poi io penso che non sia corretto concedere la cittadinanza a un minore quando i genitori sono ancora stranieri e dopo 10 anni si ha la cittadinanza con l’attuale legge. Poi ci si può occupare delle rigidità amministrative, si potrebbe lavorare sulle complicazioni. Ma sarebbe un bene concentrarsi sulle priorità del programma”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo in collegamento al Forum in Masseria di Bruno Vespa.

Zelensky: colloquio molto importante con Trump, lavoreremo insieme per rafforzare protezione nostri cieli

Roma, 4 lug. (askanews) – Sul proprio canale X, il presidente dell’Ucraina, Volodomyr Zelensky ha rappresentato la telefonata intercorsa con il presidente americano Trump: “Oggi abbiamo discusso della situazione attuale, inclusi gli attacchi aerei russi e gli sviluppi più ampi sul fronte. Il presidente Trump è molto ben informato e lo ringrazio per la sua attenzione all’Ucraina. Abbiamo parlato delle opportunità nella difesa aerea e abbiamo concordato di lavorare insieme per rafforzare la protezione dei nostri cieli. Abbiamo anche concordato un incontro tra i nostri team”.

“Siamo pronti per progetti diretti con gli Stati Uniti e crediamo che questo sia di fondamentale importanza per la sicurezza, soprattutto quando si tratta di droni e tecnologie correlate”, ha aggiunto il presidente ucraino.

"Italian Rugby Day": a Johannesburg il secondo evento del 2025

Roma, 4 lug. (askanews) – Prosegue il percorso di promozione del Made in Italy attraverso il rugby azzurro, ambasciatore del brand Italia e della candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale UNESCO nel mondo. Mercoledì 2 luglio, presso il quartier generale della Nazionale Italiana Maschile a Johannesburg, sede del raduno in vista del secondo Test Match del Tour Estivo contro il Sudafrica, si è svolto il secondo appuntamento del 2025 con l'”Italian Rugby Day”.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane – la Federazione Italiana Rugby e l’Ambasciata d’Italia in Sudafrica, si inserisce nel più ampio programma di valorizzazione del sistema Paese, con l’obiettivo di coniugare sport, impresa e diplomazia culturale. Dopo il positivo debutto dello scorso febbraio a Londra, alla vigilia della sfida contro l’Inghilterra valida per il Guinness Sei Nazioni, il format si conferma una vetrina internazionale per il brand Italia, con gli Azzurri nel ruolo di ambasciatori dei valori identitari del rugby e della qualità italiana nel mondo.

A fare da cornice all’evento, un momento di confronto moderato dal giornalista Neil Andrews, che ha visto la partecipazione di Ross Vintcent, terza linea azzurra con radici sudafricane, accanto a numerose personalità istituzionali: l’Ambasciatore d’Italia in Sudafrica Alberto Vecchi, il Direttore di ICE Johannesburg Giovanni Luca Atena, il Ministro dello Sport, delle Arti e della Cultura della Repubblica del Sudafrica Gayton McKenzie, il CEO di Macron Gianluca Pavanello e la leggenda del rugby sudafricano Naas Botha.

“La giornata odierna, oltre a consolidare la partnership pluriennale con ICE, rappresenta un’importante occasione di promozione per il nostro movimento e per le aziende italiane che ci affiancano – ha dichiarato Carlo Checchinato, Direttore Commerciale della Federazione Italiana Rugby -. Il rugby, con i suoi valori e il suo linguaggio universale, si conferma un efficace strumento di visibilità per il Sistema Italia, contribuendo a rafforzare il posizionamento del nostro Paese anche fuori dal campo”.

“La presenza della Nazionale Italiana Rugby in Sudafrica rappresenta un’opportunità eccellente per promuovere il Made in Italy e rafforzare i legami tra i nostri due Paesi. Il rugby è uno sport che unisce le persone e crea legami duraturi, e sono felice di vedere come la nostra Nazionale stia contribuendo a diffondere la passione per lo sport e la cultura italiana in Sudafrica” ha dichiarato Alberto Vecchi, Ambasciatore d’Italia in Sudafrica.

“La presenza della Nazionale Italiana di Rugby in Sudafrica è un’opportunità ideale per promuovere il Made in Italy. La cucina italiana, in particolare, è un ambasciatore eccellente del nostro Paese, e sono sicuro che gli appassionati di rugby sudafricani apprezzeranno la nostra gastronomia tanto quanto il nostro sport” ha dichiarato Giovanni Luca Atena, direttore di ICE Johannesburg.

Schlein: pedaggi più cari da agosto, da Meloni tasse e propaganda

Roma, 4 lug. (askanews) – “Tasse e propaganda, nient’altro. Anche oggi Giorgia Meloni prova a mettere una tassa in più, stavolta sugli italiani che vanno in vacanza. Vuole aumentare i pedaggi autostradali da agosto, per colpire quando c’è più traffico per le ferie. E lo fa con un emendamento presentato all’ultimo su un decreto, perché in fondo l’unica necessità e urgenza dei decreti del governo è quella di mettere le mani nelle tasche degli italiani. Abbiamo già presentato un sub-emendamento per fermarli. Sono tre anni che governano bloccando il salario minimo e non facendo nulla sul caro vita e le bollette più care d’Europa, almeno abbiano la decenza di smetterla di aumentare le tasse generalizzate su tutti mentre sfornano un condono al mese per i furbi”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein, in una nota.

Nuoto, 34 azzurri convocati per i mondiali di Singapore. Chi sono

Roma, 4 lug. (askanews) – La città-stato di Singapore è pronta per ospitare i Mondiali di nuoto. La 22ª edizione della rassegna iridata è in programma dal 27 luglio al 3 agosto alla World Aquatics Championships Arena: per l’appuntamento più importante della stagione il direttore tecnico Cesare Butini ha convocato 34 azzurri, di cui 18 uomini e 16 donne.

Nelle gare maschili scenderanno in vasca Federico Burdisso, il campione olimpico dei 100 dorso Thomas Ceccon, Simone Cerasuolo, Carlos D’Ambrosio, Luca De Tullio, Marco De Tullio, Leonardo Deplano, Stefano Di Cola, Christian Bacico, Manuel Frigo, Christian Mantegazza, il campione olimpico dei 100 rana Nicolò Martinenghi, Massimiliano Matteazzi, Filippo Megli, Alberto Razzetti, Ludovico Blu Art Viberti, Lorenzo Zazzeri e il capitano Gregorio Paltrinieri, che dal 16 al 20 luglio sarà impegnato anche nelle gare di nuoto in acque libere.

Al femminile spazio a Lisa Angiolini, Matilde Biagiotti, Anita Bottazzo, Costanza Cocconcelli, Sara Curtis, la più esperta del gruppo con i suoi 32 anni Silvia Di Pietro, Francesca Fangio, Sara Franceschi, Anita Gastaldi, Anna Chiara Mascolo, Emma Virginia Menicucci, Sofia Morini, la più giovane atleta azzurra con i suoi 17 anni Bianca Nannucci, Benedetta Pilato, Chiara Tarantino e la detentrice del titolo negli 800 e nei 1.500 stile libero Simona Quadarella.

“La direzione tecnica della squadra nazionale ha mantenuto l’impegno, più volte ribadito, di favorire il ricambio generazionale attraverso la partecipazione ad un evento mondiale – sottolinea il direttore tecnico Cesare Butini -. Riteniamo che sia indispensabile per i più giovani acquisire esperienza internazionale di alto livello e aiutarli ad inserirsi in un gruppo eterogeneo formato da campioni e da valori medi importanti. Sono sicuro che gli atleti più esperti ne favoriranno l’integrazione. Anche per questo motivo abbiamo iscritto tutte le staffette”.

Butini sottolinea poi come la rassegna iridata di Singapore sia il primo grande evento del percorso di avvicinamento ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028: “I Mondiali saranno difficili perché aprono un nuovo quadriennio, quindi i paragoni con il passato sarebbero fuorvianti. Insieme ai tecnici delle società, seguendo l’indirizzo federale, cerchiamo di lavorare per formare atleti forti che assicurino ciclicità di risultati. L’auspicio è che i giovani migliorino e i più esperti mantengano i loro elevati standard di rendimento, fungendo da esempio e alimentando l’emulazione. Siamo fiduciosi, ma anche consapevoli che solo con il massimo impegno, personale e di gruppo, si potranno ottenere buoni risultati”. Di seguito il programma e gli orari nel dettaglio. (agc)

Al via i saldi estivi (ufficiali), sei italiani su dieci pronti a comprare

Roma, 4 lug. (askanews) – I saldi si confermano tra gli eventi promozionali più attesi dagli italiani. Per le vendite di fine stagione estive, che prenderanno il via domani in quasi tutte le regioni (con l’eccezione di Trento e di Bolzano), già 6 italiani su 10 hanno pianificato un acquisto, per un giro d’affari stimabile intorno ai 3,5 miliardi di euro. Una risposta di pubblico che conferma l’alto gradimento dei saldi da parte dei consumatori, anche in un contesto in cui le famiglie spendono con prudenza. L’alto interesse è ancora più notevole se si considera il dilagare di offerte anticipate e pre-saldi fuori dalle regole: stimiamo che 6,5 milioni di consumatori abbiano già acquistato con lo sconto prima della partenza ufficiale dei saldi. È quanto emerge dal consueto sondaggio Confesercenti-Ipsos sui saldi estivi.

È il 62% degli italiani che ha già deciso di approfittare dei saldi estivi 2025. La percentuale cresce tra le donne e tra chi vive al Sud, entrambi 67%. Un ulteriore 32% si riserva di decidere in base alla qualità delle offerte: una fetta non trascurabile che conferma come la leva promozionale sia decisiva, ma non automatica. Pochissimi dichiarano apertamente che non faranno acquisti (3%), mentre un altro 3% è ancora indeciso. Circa un quarto di chi è interessato ad acquistare lo farà nel fine settimana di partenza dei saldi, sabato 5 e domenica 6 luglio.

Tra chi ha già pianificato uno o più acquisti per i saldi estivi 2025, il budget medio previsto è di circa 218 euro a persona, che scende a 136 euro per chi non lavora. La fascia di spesa più comune è però quella attorno ai 100 euro, scelta da un intervistato su quattro. Ma non manca chi punta più in alto: il 16% prevede di spendere 200 euro, mentre una minoranza (circa il 7%) arriva o supera i 300 euro. I giovani (18-34 anni) mostrano una maggiore prudenza, con una media di 178 euro, contro i 234 euro degli over 35. Sul piano territoriale, si spende di più al Nord (241 euro) e meno nelle regioni del Sud e delle Isole (196 euro), confermando le differenze geografiche nella propensione al consumo.

Sono le calzature le regine dei saldi estivi 2025: oltre la metà dei consumatori che hanno già deciso cosa acquistare (53%) metterà ai piedi scarpe nuove: sandali, sneakers, zeppe o mocassini. Subito dopo, nella lista dei desideri, compaiono t-shirt, top e bluse (50%), seguiti da pantaloni, gonne e maglieria leggera (entrambi al 38%). Anche abiti (37%) e intimo (31%) mantengono una quota rilevante, mentre costumi da bagno e accessori da spiaggia (28%) segnalano una voglia di vacanze che inizia a farsi sentire. L’abbigliamento sportivo è al 27%, seguono camicie (25%), pigiami (13%) e giacche (9%). In media, chi pensa di approfittare dei saldi progetta di acquistare quasi quattro prodotti (3,76 a persona), a testimoniare che si punta su pochi pezzi ma scelti con cura.

Per gli acquisti dei saldi estivi 2025, la maggior parte dei consumatori prevede un comportamento multicanale: sei su dieci (61%, ma tra i giovani è il 69%), infatti, acquisteranno sia online che in negozio fisico. Quest’ultimo, però, resta centrale: circa un terzo (32%) di chi vuole comprare prevede di affidarsi esclusivamente ai punti vendita tradizionali, mentre il 7% sceglierà di fare shopping solo online. Il negozio continua, del resto, ad essere percepito come il canale più affidabile per veridicità degli sconti, sicurezza e convenienza degli acquisti, con un voto medio assegnato dai consumatori di 7,1 (contro i 6,9 del web e il 6,8 delle grandi catene). Un risultato significativo, vista l’attenzione dei consumatori: il 70% degli intervistati sostiene di verificare sempre il prezzo pieno su cui è applicato lo sconto del prodotto in saldo.

“I saldi restano un momento fondamentale, sia per i consumatori sia per le imprese del dettaglio moda. Un’occasione di acquisto consapevole e conveniente da un lato, e una leva importante per il commercio – ma anche per il turismo – dall’altro. Servono però dei correttivi: bisogna fare chiarezza e porre un argine al dilagare dei presaldi irregolari, che minano la leale concorrenza, e va anche rivista la data d’avvio, oggi troppo vicina all’inizio dell’estate e quindi poco funzionale per molti operatori”, commenta la presidente di Fismo Confesercenti, Benny Campobasso.

Formula1, Hamilton il più veloce nelle prime libere a Silverstone

Roma, 4 lug. (askanews) – Lewis Hamilton (1’26″892) finisce la prima sessione di prove libere davanti a tutti per la prima volta da quando è in Ferrari. È un’ottima Scuderia quella che si è vista finora a Silverstone: buona simulazione passo gara, soprattutto del britannico, e la SF-25 sembra ben bilanciata. Le due McLaren sono ovviamente sempre lì, alle spalle di Lewis e davanti a Leclerc, 4°, prima con Norris e poi con Piastri. Le due papaya hanno migliorato il passo gara nel corso della loro simulazione. Bene anche Russell, 5°, che in diversi frangenti della sessione ha dettato il passo. Antonelli 9° davanti a Verstappen.

Illumia Padel Cup, a Castenaso la quarta edizione

Bologna, 4 lug. (askanews) – Torna lo spettacolo del padel al Country Club di Castenaso, Bologna e l’appuntamento ormai una tradizione di inizio estate. Trentadue ex calciatori professionisti si sono dati battaglia sui campi della Illumia Padel Cup, giunta alla sua quarta edizione.

Gabriele Corazza, Direttore Commerciale di Illumia, ha dichiarato: “Noi ci occupiamo da sempre di vendita di energia elettrica e gas. Abbiamo avuto quest’idea di mettere insieme i campioni, sostenendo la Mongolfiera Odv; ci occupiamo di energia e, questi campioni che ogni anno si sfidano a padel esprimono proprio un’energia pazzesca e quindi, proprio per questo motivo, abbiamo dato inizio a questo connubio”.

Ideatore della due giorni della manifestazione, l’ex calciatore della Bologna, Thomas Locatelli: ” stato un grande successo perch, grazie a questa iniziativa, abbiamo avuto la possibilit di riunire una famiglia, composta da tantissimi giocatori che credono in questo progetto, che ogni anno fa del bene divertendosi. Per me un onore adesso ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo”.

A spuntarla in Champions League femminile sono risultate Francesca Piccinini e Laura Calvo. L’ex pallavolista Francesca Piccinini ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “A Pallavolo ero pi abituata e mi allenavo molto di pi, quindi ero pi tranquilla e pi sicura di me, in quel campo l era tutto pi semplice. Nel padel sto arrivando piano piano, per ancora non mi sento all’altezza, per mi diverto, quello l’importante”.

Ad aggiudicarsi la Champions League maschile stato il tandem composto da Toni e Caccarelli. In Coppa Italia hanno trionfato il Papu Gomez insieme a Nicola Amoruso, mentre in Europa League si sono imposti Nicola Pozzi e Massimo Maccarone. L’ex centravanti dell’Empoli ha dichiarato: ” sempre bello vincere, soprattutto dopo due giorni intensi con tante partite, con caldo, per sempre una bella cosa perch comunque siamo abituati a essere competitivi. Poi alla fine l’importante secondo me stare due giorni insieme, stare bene, ridere, scherzare e poi la vittoria la ciliegina sulla torta”.

Benessere, il miglior chirurgo plastico al mondo italiano

Roma, 4 lug. – L’eccellenza italiana nella medicina conquista un nuovo primato mondiale. Secondo l’ultima classifica internazionale stilata dall’agenzia di ranking scientifico Alper-Doger (AD Scientific Index), il Prof. Pietro Gentile, Professore Associato di Chirurgia Plastica presso l’Universit di Roma “Tor Vergata”, stato riconosciuto come il miglior chirurgo plastico al mondo.

La selezione ha coinvolto oltre 1.200 scienziati, provenienti da 221 nazioni e affiliati a pi di 24.500 istituzioni accademiche. Il docente dell’Universit di “Tor Vergata” non nuovo a riconoscimenti di rilievo. Gi nel 2024 era stato premiato al primo posto nella categoria Chirurgia Plastica Rigenerativa dallo stesso AD Scientific Index, e in precedenza aveva raggiunto il vertice della classifica europea Expertscape per l’uso di tecniche innovative come il lipofilling e le cellule vasculo-stromali (SVF).

“Ricevere questo riconoscimento un grande onore, frutto di anni di studio e dedizione assoluta alla ricerca scientifica – ha dichiarato il Prof. Gentile -. stato un percorso difficile, ricco di ostacoli e rifiuti, ma ogni difficolt stata trasformata in opportunit. Auguro a tutti di non arrendersi mai.” Questo importante traguardo rafforza il ruolo dell’Italia come leader nel panorama medico internazionale, in particolare nei campi della chirurgia plastica, ricostruttiva, estetica e rigenerativa.

La qualit, la competenza e l’umanit che contraddistinguono i professionisti italiani continuano a farsi apprezzare e riconoscere in tutto il mondo. Ancora una volta, l’Italia – grazie alle sue menti – si conferma protagonista sulla scena scientifica globale.

Canale 5, I Viaggi del Cuore con Don Davide torna in Tunisia

Roma, 4 lug. (askanews) – Si conclude in Tunisia la stagione de I Viaggi del Cuore, con una puntata che racconta un Paese ricco di storia, spiritualit e bellezza. Una terra di incontri e convivenze, dove il Mediterraneo accoglie popoli, culture e fedi diverse, da secoli intrecciate nel rispetto reciproco.

Il viaggio si svolge a Djerba, isola emblematica della Tunisia, dove la presenza cristiana, musulmana ed ebraica ha dato vita a un modello di coabitazione unico. La chiesa di San Giuseppe, la moschea Fadhloun e la sinagoga di El Ghriba testimoniano un dialogo silenzioso ma profondo, fatto di gesti quotidiani e memoria condivisa.

Tra le tappe anche il villaggio di Erriadh, trasformato in museo a cielo aperto grazie al progetto Djerbahood, e il quartiere ebraico inserito nel Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. A completare il racconto, le ceramiche tradizionali di Guellala, le escursioni a cavallo lungo la costa e la cucina locale, dove ogni piatto diventa racconto di identit e incontro. Un’ultima puntata che saluta il pubblico con uno sguardo autentico su una Tunisia viva, accogliente e profondamente umana.

Come sempre, la trasmissione ospiter anche alcuni tra gli autori pi significativi del panorama editoriale italiano, in collaborazione con Edizioni San Paolo. In ogni viaggio ci sar il supporto di Famiglia Cristiana per approfondimenti di attualit e per uno spazio sulle ultime uscite editoriali. E non mancher la presenza di Missioni don Bosco, che racconter il suo operato in Argentina, aiutandoci ad avere uno sguardo sul Mondo.

I Viaggi del Cuore ha ricevuto recentemente due importanti riconoscimenti. Il 21 giugno 2024, il programma ha ottenuto il Premio Moige, consegnato a Roma nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati. In seguito, il 15 marzo 2025, stato assegnato il premio giornalistico “Premio Buone Notizie – Edizione speciale In Giubileo”.

I Viaggi del Cuore un format tv ideato e prodotto da Elio Angelo Bonsignore per Me Production insieme alla produttrice per Mediaset R.T.I. Consuelo Bonifati. Conduttore Don Davide Banzato (nel ruolo anche di coautore); autrice Martina Polimeni; registi Alberto Magnani e Andrea Pecci. Nella sua durata di 40 minuti si propone di raggiungere tutti credenti e non, grazie ad un taglio culturale ed investendo mezzi consistenti per una qualit di immagini di alto livello. Gode del patrocinio della Santa Sede con il Dicastero per l’Evangelizzazione.