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Settembre, mese di vendemmia politica: una volta, oggi non più.

Tradizionalmente, almeno sino a quando la politica è stata protagonista e non un semplice e banale accessorio della magistratura o di altri poteri o contro poteri, settembre era il mese dei convegni politici. I convegni della ripresa politica. Certo, su tutti svettavano gli incontri e i meeting delle correnti della Democrazia Cristiana. Non erano semplici convegni di corrente anche se erano promossi dai rispettivi leader. E non erano, com’è altrettanto ovvio, convegni dedicati esclusivamente alle vicende interne alla Democrazia Cristiana. Si trattava, molto più semplicemente, di appuntamenti che dettavano l’agenda politica dell’intero paese. O meglio, che contribuivano a dettare l’agenda 

politica e di governo del paese.

Un partito con cultura, progetti e classe dirigente

Certo, parliamo dello storico partito di governo, la Dc e, soprattutto, parliamo di un partito che macinava politica, contenuti politici, progetti politici anche perché era un soggetto che possedeva una precisa e definita cultura politica. Oltre ad una straordinaria e qualificata classe dirigente fatta di leader e di statisti. Per cui Saint-Vincent con Carlo Donat-Cattin, Chianciano Terme o Lavarone con Bodrato, Martinazzoli, De Mita, Rognoni, Anselmi, Galloni, Granelli e molti altri, Sirmione con tutta l’area moderata e conservatrice del partito, rappresentavano tasselli di un mosaico che avevano un unico e grande, se non esclusivo, obiettivo: e cioè, far trionfare la politica in tutte le sue latitudini.

Ora, e mutatis mutandis come si suol dire, chi oggi detta l’agenda politica? Questo era, e resta, la domanda centrale a cui prima o poi occorre pur dare una risposta seria e convincente. Tutti sappiamo che i partiti, o ciò che resta di loro, sono prevalentemente di natura personale e quindi il confronto interno è quasi bandito alla radice. È appena il caso di ricordare come si svolgono i cosiddetti Consigli nazionali di quasi tutti i cartelli elettorali contemporanei per rendersene conto.

La democrazia dell’applauso

Norberto Bobbio, verso la metà degli anni ‘80, denunciava sulla Stampa di Torino la cosiddetta “democrazia dell’applauso” per evidenziare la deriva anti democratica che rischiavano di correre alcuni partiti dell’epoca. Partiti che erano ancora, tuttavia, autenticamente democratici, al netto del Pci che era disciplinato dall’ormai celebre ‘centralismo democratico’. E parliamo della metà degli anni ‘80. Oggi, molto più banalmente, si applaude e basta.

Se, quindi, è difficile, molto difficile, che gli attuali partiti riescano a dettare realmente l’agenda politica del paese, chi sono quelli che hanno la forza, il coraggio e soprattutto l’autorevolezza per indicare una potenziale direzione di marcia? Oggi certamente il Governo e, nel Governo, gli esponenti che hanno maggiore forza, maggiore visibilità e maggiore capacità di indicare le priorità e poi anche e soprattutto di saperle gestire.

Senza partiti, prevalgono altri poteri

Ma, proprio pensando agli storici ed indimenticabili convegni di corrente della Democrazia Cristiana, credo sia doveroso ed anche urgente porsi il problema se gli attuali partiti hanno ancora la capacità, il coraggio e l’intelligenza di porsi come attori decisivi per rialzare il prestigio, il ruolo, la funzione e l’autorevolezza della politica. Senza i quali, è inutile lamentarsi o piagnucolare, saranno sempre e solo altri poteri, altre corporazioni e altre lobby a dettare l’agenda politica. E, di conseguenza, non potremmo che rifugiarsi nella nostalgia per ritrovare la spinta per guardare al futuro. Ma sarebbe, comunque sia, un’operazione alquanto approssimativa ed incerta.

Portofino, l’estate e la povertà

Parafrasando una strofa di una canzone di Bruno Martino si potrebbe dire “Estate, è calda come i dazi che ti ho dato…”. Una volta i lazzi erano delle battute comiche a cui si ricorreva nella commedia dell’arte e sembrano ora presi in prestito nel confronto tra gli USA e il resto del mondo per rimettere in sesto i rapporti commerciali a favore di Trump.

Per l’intanto si legge di una apparente crisi del turismo perché le tasche degli italiani sono abbastanza a secco e non c’è la possibilità di concedersi troppi divertimenti. Il discorso non riguarda i quasi 6 milioni di italiani che vivono in condizioni di povertà assoluta e nemmeno, se si è ben letto, l’1,3 di milionari che non hanno preoccupazioni a fronteggiare le spese per il tempo di riposo.

Il ceto medio e l’arte dell’arrangiarsi

La questione riguarda, piuttosto, il ceto medio che resiste con le unghie attaccate al vetro per non precipitare nel gorgo dei nuovi poveri. Così, sulle spiagge, il popolo dei vacanzieri ha riscoperto la necessità del fagottello portato da casa per mangiare e bere senza ricorrere alle spese di bar, tavola calda e altre soluzioni del genere.

Anche gli stabilimenti balneari sembra registrino una crisi di presenze e per compensazione aumentano i prezzi nel tentativo di riparare i danni, dando vita, di conseguenza, ad un avvitamento di difficile soluzione.

Lo scenario ci dice anche che in alcuni Comuni, come ad esempio Camogli, il Sindaco ha provveduto con una opportuna ordinanza a disporre come non si possa andare in giro per le strade in modo disordinato solo con un costume addosso o senza scarpe.

Chissà cosa ne penserebbe Sandie Shaw, la cantante scalza, che tanto aveva successo nei gloriosi anni ’60. Più che ordine e disciplina, l’indicazione è quella di un richiamo alla compostezza ed al decoro e su questo non dovrebbero esserci motivi di contestazione.

Il paradosso dell’elemosina vietata

Se vero, a Portofino si è fatto qualcosa di più. Si racconta il divieto di chiedere l’elemosina anche in modo non molesto, che reca cioè peso o fatica a chi ne è fatto oggetto.

L’elemosina è in origine un modo di esprimere pietà e misericordia verso chi necessita di aiuto e conforto. Essendo impossibile stabilire di volta in volta cosa sia molesto o meno, si è deciso che, a monte di tutto, i poveri non devono marcare presenza da quelle parti.

E’ una maniera inadeguata di erigere steccati che dovrebbe essere contestato anche dai facoltosi che girano su quel tratto di costa. Dare una elemosina è una occasione di arricchimento per chi la compie, un prezioso esercizio di comprensione verso il prossimo in difficoltà, una maniera per non spezzare il filo di umanità che tutti dovrebbe unire.

Sarebbe magnifico se, allora, tutti i “paperoni” si unissero in uno sciopero bianco disertando Portofino finché non metta giudizio, per non essere complici di una scelta che offende il cuore di ogni persona di criterio e di sentimenti.

Con un tacito tam tam sarebbe altrettanto prorompente se tutti i poveri, per protesta, vestiti di stracci, mettendo in evidente mostra la forma della loro miseria, si unissero per non chiedere un soldo al prossimo.

La poverta non può essere nascosta sotto al tappeto

A centinaia se non a migliaia, potrebbero limitarsi a passeggiare, per le strade di quel Comune, ingolfandole, riempendole semplicemente della loro presenza per testimoniare che loro, gratuitamente, riescono a respirare senza chiedere nulla a nessuno, capaci però di comporre un nuovo inaspettato arredo urbano che non può essere cancellato o vietato.

La povertà di parte della popolazione non può essere nascosta sotto al tappeto e tanto meno sotto le onde del mare. La vista di qualcuno ne resterebbe offesa, stimolando per reazione e per compensazione un nuovo miglior pensiero a cui affidarsi.

Etimologicamente il verbo “mendicare” si riporta al latino “mendum” che indica una mancanza o un difetto. Per quanto appare, Portofino, il porto dei delfini, si sarebbe candidato, dunque, ad un difetto di azione non da poco. Può darsi che saltando fuori dall’acqua quel Comune abbia una visione più chiara delle cose e ci ripensi. Altrimenti si faccia scrupolo chi ne resti indifferente.

“I found my love in Portofino Perché nei sogni credo ancor…”, recita una canzone dei tempi addietro. Che l’amore sia scomparso in quella terra è una resa a cui non ci si deve rassegnare.

Almasri, Meloni: riforma giustizia veloce, messo in conto conseguenze

Roma, 6 ago. (askanews) – “Ovviamente a me non sfugge che la riforma della giustizia procede a passi spediti e ho messo in conto eventuali conseguenze”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rispondendo a una domanda sul caso Almasri, in una intervista al Tg5.

“Io – ha aggiunto – vedo un disegno politico intorno ad alcune decisioni della magistratura particolarmente quelle che riguardano i temi dell’immigrazione come se in qualche maniera ci volesse frenare la nostra opera di contrasto all’immigrazione illegale. Ciononostante i flussi di immigrati illegali in Italia sono diminuiti del sessanta percento e lavoriamo per fare ancora meglio”.

Sul caso Almasri “io ho detto quello che penso: considero surreale la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dei ministri Nordio, Piantedosi e del sottosegretario Mantovano che hanno agito nel rispetto della legge per tutelare la sicurezza degli italiani”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rispondendo a una domanda sul caso Almasri, in una intervista al Tg5 che andrà in onda nell’edizione di questa sera.

La premier ha spiegato poi di considerare “ancora più surreale il fatto che invece per me si chieda l’archiviazione perché i miei ministri non governano a mia insaputa, perché io non sono Alice nel Paese delle Meraviglie, sono il capo del governo e non sono neanche, diciamocelo, un Conte qualsiasi che faceva finta di non sapere che cosa facesse il suo ministro degli Interni”.

Torna il Premio Fabrizio De André Parlare Musica

Milano, 6 ago. (askanews) – Il 13 e il 14 settembre si terrà, nella storica Piazza Fabrizio De André a Roma, la finale della 24ª edizione del Premio Fabrizio De andré Parlare Musica, riconoscimento patrocinato dalla Fondazione Fabrizio De André Onlus e organizzato da iCompany – con la direzione artistica di Luisa Melis – che da anni mira a promuovere la creatività e l’originalità delle nuove produzioni artistiche italiane nella musica, nella poesia e nella pittura.

Alla finale, promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali, in collaborazione con il Municipio Roma XI e il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura, saranno presenti i vincitori della Targa Faber e della Targa Quelli che cantano Fabrizio (il premio per le reinterpretazioni delle opere di De André), oltre ai vincitori della sezione poesia e della sezione pittura e i finalisti della sezione musica.

Nelle edizioni precedenti sono stati premiati per la Targa Faber e la Targa Quelli che cantano Fabrizio: Ron, Ariete, Perturbazione, Madame, Samuele Bersani, Enzo Avitabile, Daniele Silvestri, Brunori SAS, Niccolò Fabi, Mannarino, Piero Pelù, Fiorella Mannoia, Eugenio Finardi, Negrita, Enrico Ruggeri, Vinicio Capossela, Neri Marcorè, Simone Cristicchi, Ex-Otago, Motta, Bandabardò, Clementino, Cristina Donà, Diodato e Peppe Barra, Paola Turci, Bobo Rondelli, Musica Nuda, Morgan, Roberto Vecchioni.

Questi i nomi (in ordine alfabetico) dei finalisti della sezione poesia (selezionati da Vincenzo Costantino Cinaski), dai quali verrà decretato il vincitore che sarà presente alle serate finali del Premio a Roma: Angela Maria Benedetto, Davide Borowski, Davide Passoni, Elena, Federico Cateni, Ketty Mastrolorenzo, Lafió, Matteo Di Fabio, Miriana Marchetti, Silvia Ciurli.

Questi i nomi (in ordine alfabetico) dei finalisti della sezione pittura (selezionati da Roberto Sironi), dai quali verrà decretato il vincitore che sarà presente alle serate finali del Premio a Roma: Benedetto Di Comun, Antonella Proto, Luli, Alessia Zolfo, Mario Marasa’, Anna Rita Peretti, Melanie Mollo, Cinzia.

Questi i nomi (in ordine alfabetico) dei semifinalisti della sezione musica che si esibiranno il 3, 4 e 5 settembre a Isernia e dai quali verranno decretati i finalisti che saliranno il 13 e 14 settembre sul palco di Piazza Fabrizio De André a Roma: Alfiero, Blowy, Bussoletti, Edel, Edoardo Chiesa, Franz, Gabriele Laponte, Giuliano Crupi, Le Nora, Lio, Lo Bello, Lorenzo Dipas, Lorenzo Iuraca’, Mancino, P.A.O., Piersante, Samsara, Sasa’ Calabrese, Sumo, Verrone.

A questi ultimi si aggiungono i selezionati attraverso il tour nazionale “E ti piace lasciarti ascoltare”, progetto-format dedicato alla ricerca e all’incontro di nuovi talenti, che prevede la partecipazione di promotori e produttori culturali partner del Premio, operanti in Centri Culturali di Produzione e Formazione, Teatri e Live Club, Festival e Rassegne Musicali che organizzano concerti nelle diverse regioni italiane per incontrare e ascoltare talenti del territorio: Alberto Giovinazzo, Carlo Valente, Cinus, Claudio Covato, Cristiano Gullone, Fabula, Fabio Macagnino, Federico Baldi, Giulia Imperato, I Buca, Nedo, Radio Sabir.

"Discesa Libera", Sandro Torella dirige commedia seria sull’Alzheimer

Roma, 6 ago. (askanews) – Esce in sala dal 9 settembre “Discesa libera”, commedia seria sull’Alzheimer prodotta da Sandro Torella in collaborazione con Fondazione Rosa e Giovanni Merchiorri. Il film, diretto e distribuito dall’attore, regista e autore satirico Sandro Torella (Il Permesso – 48 ore fuori, Il Ribelle) e con lo stesso Torella nei panni del protagonista, ha un cast composto da Massimo Mirani (Il Bisbetico domato, Il partigiano Johnny, La notte di Pasquino) Jennifer Mischiati (Forever Young, Creators, Fade out), Stefano Antonucci (La vita è una cosa meravigliosa, Vacanze ai Caraibi, Tu quoque), Anna Mazzantini (A friend, Dopo centomila ore), Michele Gammino (Confessione di un commissario di polizia al Procuratore della Repubblica, Se lo fai sono guai, Mister Felicità), Gaetano Mosca (La classe non è acqua, Una famiglia per caso, Il Divo), Maria Luce Pittalis (Il Ribelle, Tundra), Renato Solustri (Lovita, Malleus), Giorgia Panettieri (Alta Infedeltà), Danila Stalteri (Il viaggio, La ragazza americana, Diario di un maniaco perbene) e Giorgio Carosi (Volesse il cielo, Piacere Michele Imperatore, Benur, un gladiatore in affitto).

Quando un giovane attore esagera con la satira e dice una battuta di troppo, soprattutto se alla persona sbagliata, sarà accusato di vilipendio ed emarginato dall’intero mondo dello spettacolo. È la storia di Manuel Falco che da giovane attore emergente si tramuta all’istante in un elemento indesiderato e si ritrova suo malgrado a fare il badante di Vittorio, anziano malato di Alzheimer. Solo e senza futuro Manuel si appassiona al suo nuovo e unico amico e cerca di usare i mezzi artistici per curare la malattia. Una volta entrato in contatto in clinica con la dottoressa Elisa De Blasi proverà a convincerla, forse anche per conquistarla, a fare uno spettacolo con i degenti, tra cui c’è anche Vittorio. Il “paradosso dell’attore”, che ogni giorno deve ripetere un copione non suo e come se non fosse mai accaduto in precedenza, si sovrappone al “paradosso dell’Alzheimer” che ti fa dimenticare chi sei e ciò che hai fatto in giornata, ma può lasciarti ricordi antichi vividi nella mente. Manuel intuisce questa possibilità: far rinascere loro come attori nel terribile e meraviglioso gioco della vita e forse per rinascere lui stesso grazie ai suoi nuovi amici. Lo spettacolo sarà un piccolo e inaspettato successo e scuoterà l’animo della gente ridando nuova linfa a Manuel e chissà, forse, permettendogli di ritrovare la strada maestra.

“Discesa libera” – ha detto il regista – offre spunti importanti per riflessioni sull’identità, sulla memoria come costruzione e ricostruzione continua, sul ruolo dell’attore e più in generale sul modo in cui ciascuno di noi “interpreta” quotidianamente la propria vita, adattandosi a un mondo in rapido cambiamento. Il parallelo tra il mestiere dell’attore e la condizione del malato di Alzheimer è una metafora potente, capace di parlare anche ai giovani, agli artisti, ai professionisti e a chiunque si senta, in qualche modo, in “caduta libera”. E’ proprio in questa condizione in cui la curva esistenziale della propria vita discende in un baratro dove incontra ricordi senza ricordi, maschere giornaliere, perdite e fallimenti, che il protagonista del film si ritrova consapevole e forte di poter affrontare un nuovo inizio.

Il film rientra nel progetto Rete Prevenzione Alzheimer della Fondazione Rosa e Giovanni Melchiorri e nasce dal cortometraggio “Vittorio” del 2019, che ha partecipato al Vertical Movie Festival nello stesso anno ottenendo un ottimo consenso di critica e pubblico, anche sui social. Per poter sostenere lo sviluppo del progetto e raccontare la storia di “Vittorio” in un lungometraggio, i produttori hanno battuto la strada della produzione filmica indipendente. Oltre all’apporto economico della Fondazione e del regista Sandro Torella, il film ha ricevuto il sostegno preventivo di una parte del pubblico attraverso il crowdfunding sulla piattaforma online eppela.com e il sostegno degli sponsor: Gentilini biscotti, Cooperativa Sant’Anna 1984, Metabolicamente, Aletheia, Benessere Bio Alcalino. Inoltre, ha beneficiato dell’opportunità di utilizzo di spazi e strumentazioni grazie alla collaborazione de la Quinta Stella, residenza per anziani, che ha messo a disposizione la struttura per le riprese del film, e Canale 10 che ci ha concesso l’uso dello studio televisivo, degli uffici e il supporto tecnico. Gli stessi attori hanno accettato di lavorare ai minimi o a rimborso delle spese, sposando il progetto nella sua essenza.

Dazi, Trump: possibile 25% per chiunque compri petrolio russo

Roma, 6 ago. (askanews) – Gli alti funzionari statunitensi potranno raccomandare al presidente Usa l’imposizione di dazi aggiuntivi del 25% su qualsiasi Paese se si determina che detto Paese stia importando direttamente o indirettamente petrolio dalla Russia. E’ quanto prevede l’ordine esecutivo con cui il presidente Donald Trump ha imposto all’India dazi aggiuntivi del 25% in risposta all’acquisto da parte di Nuova Delhi di petrolio dalla Russia.

“Il Segretario al Commercio, in coordinamento con il Segretario di Stato, il Segretario al Tesoro e qualsiasi altro alto funzionario che il Segretario al Commercio ritenga opportuno, determinerà – scrive Trump nell’ordine esecutivo, pubblicato sul sito della Casa Bianca – se altri paesi stanno importando direttamente o indirettamente petrolio dalla Federazione Russa. Se il Segretario al Commercio riscontra che un paese sta importando direttamente o indirettamente petrolio dalla Federazione Russa, il Segretario di Stato, in consultazione con il Segretario al Tesoro, il Segretario al Commercio, il Segretario alla Sicurezza Interna, il Rappresentante commerciale degli Stati Uniti, l’Assistente del Presidente per gli affari di sicurezza nazionale, l’Assistente del Presidente per la politica economica e l’Assistente del Presidente e Consigliere senior per il commercio e la produzione, raccomanderà se e in che misura io debba intraprendere azioni nei confronti di tale paese, compresa l’opportunità di imporre un’aliquota aggiuntiva del dazio ad valorem del 25% sulle importazioni di articoli provenienti da tale paese”.

Buon Compleanno Rototom! Il festival reggae compie 30 anni

Roma, 6 ago. (askanews) – Dal 16 al 23 agosto a Benicàssim (Spagna) si celebra la 30esima edizione del Rototom Sunsplash, il più importante festival europeo dedicato alla musica reggae, attivo dal 1994. L’evento richiama ogni anno oltre 200.000 presenze da tutto il mondo, affermandosi come punto di riferimento internazionale nel settore. La manifestazione si svolge su oltre 130.000 MQ, con cinque aree dedicate e oltre 200 spettacoli tra concerti, show e sound system, coinvolgendo artisti da più di 25 paesi e cinque continenti.

Il Main Stage ospita i BIG di fama internazionale come Shaggy, che celebrerà il 30esimo anniversario di “Boombastic”, e i leggendari The Wailers, in omaggio a Bob Marley, con la partecipazione di Ky-Mani e Julian Marley. Tra gli altri protagonisti figurano Burning Spear, Tiken Jah Fakoly, Misty in Roots e Steel Pulse. Il Lion Stage presenta artisti come gli italiani 99 Posse e Mellow Mood, Ana Tijoux e La Yegros, offrendo un’ampia panoramica della scena musicale globale.

La Dancehall è rappresentata da artisti come Kybba, Lampadread e Jazzy T, mentre i palchi Dub Accademy, Jumping e Jamkunda propongono generi vari, dal dub al reggae-core, dall’hip-hop all’afrobeat.

Il festival offre inoltre un ricco programma culturale, con attività, dibattiti, laboratori e spazi dedicati a tematiche sociali e ambientali, promuovendo valori di sostenibilità e inclusione.

Particolare attenzione è riservata a bambini e famiglie, nelle aree Magicomundo e Teen Yard. La collaborazione con il CERN di Ginevra si sviluppa nel Discovery Lab, mentre nel Social Forum -tra le altre cose- saranno ospitati interventi della Ministra dei Popoli indigeni del governo del Brasile Sonia Guajajara, il viaggiatore e documentarista Agustín Ostos e la Direttrice esecutiva di UNRWA España Raquel Martí.

Sulle tracce dei cowboy, Colorado meta da scoprire per gli italiani

Denver, 6 ago. (askanews) – Il Colorado ha tanti soprannomi, dalla Svizzera d’America al Rocky Mountain Empire, tutti meritatissimi. Ma all’avvicinarsi di uno storico anniversario, forse quello pi significativo “Stato del Centenario”, essendo diventato Stato 100 anni dopo la firma della Dichiarazione d’Indipendenza, della quale il 4 luglio 2026 gli Stati Uniti d’America festeggeranno i 250 anni.

Per il turismo italiano si tratta di una meta con ancora molti aspetti da scoprire, anche grazie alla versatilit illustrata da Brand Usa, visit Estes Park e visit Colorado springs, che va dai panorami di montagne incredibili, allo The Stanley Hotel (Estes Park) che ha ispirato il capolavoro di Stephen King, “Shining”. Sino alla Pikes Peak Cog Railway che porta a 4.300 metri attraverso l’Englemann Canyon, a pochi chilometri da Colorado springs. “Siamo felici di dare il benvenuto a pi italiani in Colorado. Ora abbiamo un volo diretto tra Denver e Roma (United Airlines) e siamo cos entusiasti di rendere ancora pi facile esplorare il nostro stato. Abbiamo quattro stagioni magiche qui, in quattro parchi nazionali: molto da esplorare. Stiamo iniziando a vedere arrivare pi italiani in Colorado, sempre di pi ora: sono nella nostra top ten dei visitatori e siamo davvero entusiasti di far crescere ancora di pi questo numero” spiega Julie Dufault, Senior Manager of International Promotions per Colorado Tourism Office.

Tra le voci del turismo cresce anche quella spirituale. E la santa pi celebrata un’italiana: “S, Madre Cabrini ovviamente una delle sante preferite qui in Colorado: c’ una statua e un santuario, che rappresenta quello che ha fatto qui in Colorado, sulle montagne e stiamo iniziando a celebrare il giorno di Madre Cabrini a ottobre, di pi rispetto ad altre festivit. E siamo davvero entusiasti di dare un po’ di risalto al lavoro straordinario che ha fatto questa donna per l’umanit”, aggiunge Dufault.

E poi ci sono i cowboy, parte dell’immaginario italiano anche grazie alla cinematografia. “S, qui in Colorado siamo sicuramente conosciuti per la nostra storia del selvaggio West, oltre al patrimonio ancestrale dei Pueblo che potrete ammirare nel Parco Nazionale di Mesa Verde, nella parte meridionale dello stato. Abbiamo anche fantastici treni storici: 7 opzioni che hanno tutte portato i cowboy dal con i loro grandi carichi di oro e argento. E abbiamo diverse opzioni di ranch per viaggiatori e ospiti in tutto lo stato. Alcuni storici, altri lussuosi, sicuramente qualcosa per tutti per vivere l’esperienza del West americano”.

Cos mentre l’idea del cowboy tornata a farsi strada nei nostri cervelli negli ultimi anni, l’hashtag #cowboycore snocciola sui social milioni di visualizzazioni e la moda cavalca l’estetica da Far West, la destinazione Colorado potrebbe rapidamente scalare posizioni. Con una radice che affonda anche nel nostro cinema, negli spaghetti western e prosegue all’infinito. Perch difficilmente si potrebbe trovare un simbolo pi potente del cowboy per la profonda voglia di viaggiare in America.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Alessandro Violante

Immagini askanews

M.O., Israele usa cloud di Microsoft per raccogliere info sui palestinesi

Roma, 6 ago. (askanews) – L’unità d’élite per la guerra informatica dell’esercito israeliano utilizza i server cloud di Microsoft per archiviare enormi quantità di informazioni sui palestinesi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, usate per pianificare attacchi aerei e definire operazioni militari. E’ quanto è emerso da un’inchiesta condotta dalle testate +972 Magazine, Local Call e Guardian, che hanno condotto interviste con 11 fonti di Microsoft e israeliane, oltre ad aver avuto accesso a una serie di documenti interni Microsoft.

Stando a quanto riportato dalla testata israeliana +972 Magazine, l’Unità 8200, che ha funzioni pressoché equivalenti alla National Security Agency (Nsa) americana, ha trasferito file audio di milioni di chiamate di palestinesi sulla piattaforma cloud di Microsoft, Azure, “rendendo operativa quella che è probabilmente una delle più grandi e più invasive raccolte di dati di sorveglianza su un singolo gruppo di popolazione”.

La collaborazione è iniziata nel 2021 quando l’amministratore delegato di Microsoft, Satya Nadella, ricevette a Seattle il comandante dell’Unità 8200, Yossi Sariel. In quell’occasione, scrive il Guardian, Sariel ottenne il sostegno di Nadella a un piano che avrebbe concesso alla sua unità l’accesso a un’area personalizzata all’interno della piattaforma Azure. “Grazie alla capacità di archiviazione pressoché illimitata di Azure, l’Unità 8200 iniziò a sviluppare un nuovo e potente strumento di sorveglianza di massa: un sistema completo e invasivo che raccoglie e archivia le registrazioni di milioni di chiamate da cellulare effettuate ogni giorno dai palestinesi a Gaza e in Cisgiordania”, ha sottolineato il quotidiano britannico. L’immensa capacità di archiviazione e di calcolo di Microsoft ha consentito quello che diverse fonti israeliane hanno descritto come l’ambizioso obiettivo del progetto: archiviare “un milione di chiamate all’ora”. E secondo tre fonti dell’Unità 8200, la piattaforma ha facilitato la preparazione di attacchi aerei e ha plasmato le operazioni militari a Gaza e in Cisgiordania.

Stando a quanto ricostruito dall’inchiesta, dopo l’incontro del 2021 un team dedicato di ingegneri Microsoft ha iniziato a lavorare direttamente con l’Unità 8200 per costruire un modello che avrebbe consentito all’unità di intelligence di utilizzare i servizi cloud dell’azienda americana dalle proprie basi. Secondo una fonte di intelligence, alcuni di questi dipendenti Microsoft erano ex membri dell’Unità 8200, il che ha reso la collaborazione “molto più semplice”.

Dai documenti di Microsoft, scrive il Guardian, è emerso anche che gran parte dei dati sensibili potrebbe ora trovarsi nei data center dell’azienda in Olanda e in Irlanda.

Colloqui Putin-Witkoff, Ushakov: focus su Ucraina e cooperazione

Roma, 6 ago. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin e l’inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente Steve Witkoff hanno discusso oggi della crisi ucraina e delle prospettive per un possibile sviluppo della cooperazione strategica tra Stati Uniti e Russia, ha dichiarato il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov.

“Per quanto riguarda gli argomenti trattati, prima di tutto, ovviamente, la crisi ucraina. E il secondo argomento sono le prospettive per un possibile sviluppo della cooperazione strategica tra Stati Uniti e Russia”, ha detto Ushakov ai giornalisti.

La conversazione tra Putin e Witkoff è stata “utile e costruttiva”, ha affermato Ushakov.

Ponte stretto, Meloni: investimento su futuro, sfida difficile ma sensata

Roma, 6 ago. (askanews) – “Non è un’opera facile ma lo riteniamo un investimento sul presente e sul futuro dell’Italia, e ci piacciono le sfide difficili quando sono sensate. Lo facciamo per dare lavoro e opportunità oggi, visto il moltiplicatore che un’opera di questa imponenza può generare sul nostro tessuto economico e produttivo, e per lasciare alle generazioni future un’eredità concreta: un’Italia più connessa, più competitiva, più coesa”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della riunione Cipess, secondo quanto si apprende.

“Il Ponte – ha aggiunto – sarà un simbolo ingegneristico di rilevanza globale, una dimostrazione della forza di volontà e della competenza tecnica dell’Italia, che ha pochi paragoni nel mondo. Crediamo in questa infrastruttura, così come crediamo in tutte le infrastrutture che questa Nazione aspetta da decenni e che devono costituire l’ossatura per una Nazione più veloce e moderna. Fin dal nostro insediamento ci siamo posti degli obiettivi ben precisi: utilizzare gli investimenti pubblici come leva per lo sviluppo della Nazione, spendere le risorse bene e velocemente evitando sprechi e inefficienze, e realizzare così infrastrutture attese da decenni e che rimarranno ai nostri figli e produrranno benessere e crescita duratura”.

"C’è ancora Molise", l’omaggio-remake film Cortellesi a MoliseCinema

Roma, 6 ago. (askanews) – Grande partecipazione durante la serata inaugurale del Festival MoliseCinema a Casacalenda, martedì 5 agosto, con la presentazione in anteprima del cortometraggio “C’è ancora Molise”, realizzato dagli studenti molisani come omaggio-remake del film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi.

Durante la serata d’apertura del Festival, è stato trasmesso un collegamento video speciale con Paola Cortellesi, che ha voluto salutare il pubblico e congratularsi con i giovani autori. L’attrice e regista si è detta profondamente colpita dalla qualità del lavoro e dal messaggio trasmesso.

“Vi ringrazio di cuore per aver realizzato questo progetto e per averlo fatto così bene e con così tanta cura, io sono onorata che abbiate scelto C’è ancora domani – dichiara la Cortellesi e aggiunge – è bellissimo che MoliseCinema abbia realizzato il progetto Paese Mio e che, proprio grazie alla sua esistenza, ci siano due sale cinematografiche che sono tornate a vivere come luoghi di aggregazione, luoghi vivi”.

“C’è ancora Molise” è il risultato di un percorso formativo e creativo che ha coinvolto oltre 400 studenti di istituti scolastici di paesi del Molise. In particolare, le scuole Di Lalla di Casacalenda, Magliano di Larino e Capriglione di Santa Croce di Magliano, che hanno partecipato al progetto “Paese Mio”, nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Le alunne e gli alunni hanno riscoperto il cinema in sala e realizzato un laboratorio cinematografico di produzione assistita.

Coordinati dal regista e formatore Filippo Macelloni, i ragazzi hanno rielaborato alcune scene chiave del film della Cortellesi – tra cui l’officina, la danza e la macchina per cucire – cimentandosi in tutti i ruoli: regia, sceneggiatura, scenografia e recitazione. Le riprese si sono svolte tra scuole, sale cinematografiche e location locali, valorizzando il territorio e inserendo elementi simbolici come un’auto d’epoca e una macchina per cucire vintage.

Oltre al valore tecnico e creativo, il progetto ha stimolato una profonda riflessione su temi sociali e attuali, come la violenza domestica e l’autodeterminazione femminile, pienamente in linea con il messaggio del film originale.

Ponte Stretto, Salvini: sarà opera campata unica più lunga al mondo

Roma, 6 ago. (askanews) – “Sarà il ponte a campata unica più lungo al mondo. Una infrastruttura del genere è un acceleratore di sviluppo”. Così il Vicepremier e Ministro Matteo Salvini durante il Cipess sul Ponte sullo Stretto. Salvini ha anche ringraziato i ministri precedenti che hanno creduto al collegamento tra Calabria e Sicilia, citando Pietro Lunardi. Il via libera del Cipess al progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina “non è punto di arrivo ma di partenza, che arriva dopo due anni e mezzo di lavoro costante e qualche centinaio di incontri. Un’emozione per l’intera copertura economica garantita”. Nella realizzazione del Ponte sullo Stretto “la sicurezza ed il contrasto alle infiltrazioni è un fronte fondamentale che ci vede schierati h24”. “Contrastare qualsivoglia tentativo di infiltrazione sarà la nostra ragion d’essere” ha aggiunto precisando che “si stanno adottando con il Ministero dell’Interno tutti i protocolli che si sono adottati con Expo e Olimpiadi” per “attenzionare che tutta la filiera sia impermeabile alle infiltrazioni”. “Il ponte sarà una parte della soluzione dei problemi del Sud Italia se verrà ultimata l’Alta  velocità Salerno-Reggio Calabria. Oggi i treni hanno tempi tra i 120-180 minuti, si scenderà sui 5 minuti. Per le auto il tempo medio tra 70-100 minuti, si ridurrà in 10 minuti. Gli studi parlano di 120mila unità di lavoro diretto e indiretto”.

Tennis, Jannik Sinner in campo a Cincinnati

Roma, 6 ago. (askanews) – Jannik Sinner torna in campo a Cincinnati per il Master 1000, dove dovrà difendere il titolo conquistato l’anno scorso. Il tennista, numero uno del mondo, rientra dopo la vittoria a Wimbledon il 13 luglio e la successiva rinuncia al torneo di Toronto. A differenza dell’anno scorso, quando il suo successo a Cincinnati fu seguito dalla notizia della positività al clostebol, ora Sinner arriva in Ohio con un umore sereno, come dimostra la sua sconfitta scherzosa a calcio-tennis contro il coach Simone Vagnozzi.

Sinner, che vanta un bilancio di 26 vittorie e 3 sconfitte nel 2025, affronterà il torneo partendo direttamente dal secondo turno grazie al “bye” riservato alle teste di serie. Tra i suoi avversari più temibili c’è Carlos Alcaraz, che potrà incontrare solo in finale. A differenza di Sinner, lo spagnolo è assente da Toronto, ma torna a Cincinnati agguerrito. Novak Djokovic, invece, salta l’evento per prepararsi agli US Open.

In Ohio, oltre a Sinner, ci saranno altri quattro azzurri: Lorenzo Musetti, Flavio Cobolli, Luciano Darderi e Lorenzo Sonego, un record per il tennis italiano in un Master 1000. Il torneo, con un montepremi milionario e un tabellone ampliato a 96 giocatori, segna un’altra tappa importante per Sinner. L’altoatesino tornerà a giocare sul cemento dell’Ohio contro uno tra Kopriva e un qualificato al secondo turno, mentre in semifinale potrebbe trovare Taylor Fritz. Tra gli avversari più ostici per Alcaraz invece ci saranno Alexander Zverev o Ben Shelton in un’ipotetica semifinale. Sarà già il primo snodo fondamentale per la testa del ranking: Sinner difende la vittoria (e quindi mille punti), Alcaraz invece soltanto 20. Lo scorso anno fu eliminato da Monfils al secondo turno.

L’obiettivo principale è difendere la sua posizione di numero uno del ranking, che detiene da 61 settimane, e prepararsi per l’altro grande obiettivo della stagione: gli US Open. Sinner affronterà questa sfida con un team rinnovato, che include il ritorno del preparatore atletico Umberto Ferrara.

ProSiebenSat.1: nuova offerta Mfe adeguata, raccomanda accettazione

Milano, 6 ago. (askanews) – ProSiebenSat.1 accoglie con favore l’offerta modificata di Mfe, che sottolinea l’investimento a lungo termine e l’impegno di Mfe nei confronti della Società. Il Consiglio di Amministrazione e il Consiglio di Sorveglianza ritengono adeguata l’offerta modificata di Mfe e ne raccomandano l’accettazione.

Il Consiglio di Amministrazione osserva che la sua raccomandazione si basa sulla realizzazione di sinergie di costo che richiedono una piena integrazione legale di ProSiebenSat.1 in Mfe.

Con una modifica all’offerta pubblicata il 28 luglio 2025, Mfe ha aumentato la componente azionaria di 0,4 azioni Mfe-A per ogni azione ProSiebenSat.1 a 1,3 azioni Mfe-A, mentre l’importo in contanti resta invariato a 4,48 euro. Sulla base del prezzo di chiusura delle azioni Mfe-A al 4 agosto 2025, il corrispettivo dell’offerta maggiorata ha un valore implicito di circa 8,07 euro per azione ProSiebenSat.1. Ciò rappresenta un premio di circa il 24% rispetto al prezzo di chiusura di ProSiebenSat.1 del 26 marzo 2025, pari a 6,53 euro (ultimo prezzo di chiusura prima dell’annuncio dell’offerta iniziale di Mfe).

L’offerta pubblica di acquisto parziale di Ppf del 4 giugno 2025 offre invece 7 euro per azione ProSiebenSat.1 in contanti ed è stata definita “la migliore e definitiva” da Ppf. Al 4 agosto 2025, l’offerta modificata di Mfe rappresenta un premio di circa il 15% rispetto all’offerta di acquisto parziale di Ppf

Il Cda rileva che la sua valutazione dell’adeguatezza dell’offerta modificata e la relativa raccomandazione si basano sul presupposto che si realizzino sinergie di costo annuali ricorrenti di circa 150 milioni di euro (a livello di Ebit) entro quattro o cinque anni, il che richiede la piena integrazione legale di ProSiebenSat.1 in Mfe. La stima delle sinergie di costo si basa su una valutazione preliminare del Consiglio di Amministrazione, soggetta a ulteriore revisione.

Il periodo di adesione all’offerta modificata di Mfe scadrà il 13 agosto.

Almasri, Tribunale ministri: Piantedosi escluse timore ritorsioni

Roma, 6 ago. (askanews) – I ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e il sottosegretario Alfredo Mantovano non hanno mai “personalmente” addotto il pericolo paventato dall’Aise di ritorsioni ai danni di cittadini italiani ed interessi nazionali in Libia “a giustificazione del loro operato”. Lo annotano le giudici del tribunale dei ministri negli atti trasmessi alla Camera per chiedere l’autorizzazione a procedere nei confronti dei componenti del governo indagati per la vicenda Almasri. Dalla documentazione arrivata in Giunta a Montecitorio, emerge, tra l’altro, che la giustificazione che le azioni dei componenti del governo indagati siano state dettate dallo stato di necessità per timore di ritorsioni è stata sostenuta espressamente soltanto in una recentissima memoria difensiva consegnata solo il 30 luglio scorso, quando la chiusura dell’indagine era agli sgoccioli.

“In particolare – si legge nella documentazione consultabile sul sito della Camera – ciò non emerge dalle motivazioni espresse in alcun atto. In occasione dell’informativa in Parlamento del 5 febbraio 2025, mentre il Ministro Nordio ha fatto riferimento solo alla presunta illegittimità del mandato di arresto ed alla irritualità della procedura seguita in Italia per darvi esecuzione, il Ministro Piantedosi ha esordito dicendo: ‘smentisco nella maniera più categorica che nelle ore in cui è stata gestita la vicenda il governo abbia mai ricevuto alcun atto o comunicazione che possa essere anche solo lontanamente considerato una forma di pressione indebita assimilabile a minaccia o ricatto da parte di chiunque'”.

“Nella memoria depositata il 25 febbraio 2025 a firma degli indagati per la prima volta è stato introdotto il tema dei pericoli paventati dall’intelligence a sostegno del giudizio di pericolosità sociale di Almasri, lasciando intendere che tale informativa ricevuta sarebbe stata considerata come ulteriore ma non esplicitato presupposto del decreto di espulsione”. Tuttavia, solo con la memoria depositata dalla difesa il 30 luglio 2025 è stato sostenuto espressamente che “i dati acquisiti dimostrano l’esistenza nel caso in esame dello stato di necessità, come enunciato dall’articolo 25 del ‘Responsability of State for International Wrongful Acts 2001’ della International Law Commission delle Nazioni Unite, circostanza che legittima sul piano del diritto interno, le condotte di tutti i rappresentanti del governo italiano coinvolti nel presente procedimento”.

La norma invocata dalla difesa dei componenti del governo indagati, in sostanza, consente la violazione di un obbligo internazionale in alcuni casi a meno che l’atto “non pregiudichi seriamente un interesse essenziale della comunità internazionale”. Secondo il tribunale dei ministri, invece, la vicenda Almasri rientra proprio in questa eccezione perché “ha pregiudicato seriamente un interesse essenziale della Cpi e quindi della comunità internazionale nel suo insieme perché ha consentito al ricercato Almasri, destinatario di un mandato di arresto emesso dalla stessa Cpi, di sottrarsi alla cattura e al processo”.

Mafia, Mattarella ricorda Gaetano Costa: rinnovare adesione alla legalità

Roma, 6 ago. (askanews) – “Il 6 agosto richiama alla memoria l’attentato di mafia in cui, quarantacinque anni fa, perse la vita il Procuratore Gaetano Costa. Magistrato di alta preparazione professionale, di riconosciuta indipendenza e di grande equilibrio, Costa ha condotto delicate ed efficaci indagini sulle organizzazioni criminali operanti nel territorio siciliano, cogliendo, con lungimiranza, la complessità del fenomeno mafioso e la sua penetrazione nei pubblici poteri e nei sistemi socio-economici. Fare memoria del suo esempio significa rinnovare la ferma adesione ai principi di giustizia e di legalità, condizione essenziale di ogni comunità autenticamente libera e democratica”. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“In un anniversario che interpella le coscienze di quanti hanno a cuore la difesa della nostra convivenza civile – ha aggiunto -, desidero rinnovare i sentimenti di partecipazione e vicinanza della Repubblica ai suoi familiari, a coloro che lo hanno stimato e a quanti, in questi lunghi anni, ricordandone il rigore e il coraggio, hanno continuato la sua opera a favore della giustizia”.

Almasri, ministri temevano ritorsioni, i giudici: pericolo non c’era

Roma, 6 ago. (askanews) – E’ “verosimile” che le azioni del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e del sottosegretario alla presidenza del consiglio Alfredo Mantovano nella vicenda Almasri siano dovute alle “preoccupazioni” palesate dal direttore dell’Aise Giovanni Caravelli su “possibili ritorsioni per i cittadini e gli interessi italiani in Libia” ma “è evidente che così facendo” i componenti del governo “hanno tutti concorso nell’aiutare Almasri a sottrarsi al mandato di arresto internazionale della Corte penale internazionale e ad eludere le indagini della Corte stessa”. È quanto sostiene il Tribunale dei ministri nella richiesta inviata ieri sera alla Camera di autorizzazione a procedere per Nordio, Piantedosi e Mantovano. Per i giudici, in ogni caso, “non vi era alcun pericolo concreto e attuale” di ritorsioni come invece accaduto con l’arresto in Iran della giornalista Cecilia Sala in seguito dell’arresto in Italia di un cittadino iraniano.

Il primo a parlare di ritorsioni e a fare un parallelismo con la vicenda Sala, si legge negli atti del Tribunale dei ministri, è stato Caravelli riferendo i contenuti di una riunione convocata da Mantovano il 19 gennaio sulle “possibili implicazioni” che l’arresto di Almasri “poteva avere sulla sicurezza dei cittadini italiani e degli interessi anche economici dell’Italia in Libia”. Alla riunione erano presenti anche Piantedosi, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il Capo della Polizia Vittorio Pisani ed il Prefetto Rizzi, Direttore Generale del DIS. In quella riunione il numero uno dell’Aise aveva spiegato che “il generale Almasri era un elemento di vertice della forza di deterrenza speciale denominata Rada Force” che “operava in quartieri nevralgici della capitale libica, compreso quello dove sono dislocate l’ambasciata italiana e la residenza dell’ambasciatore, aveva la responsabilità dell’aeroporto Mitiga di Tripoli e gestiva il carcere speciale di detenzione nei pressi dell’aeroporto”. Nella stessa riunione Caravelli aveva sottolineato “la molto proficua collaborazione con la Rada nel contrasto ad attività criminose di vario genere” tra cui il traffico di esseri umani.

Pur non avendo ricevuto notizia di specifiche minacce di attentati o atti di rappresaglia nei confronti di cittadini italiani in Libia, Caravelli aveva spiegato che “c’era molta agitazione ed indicatori di possibili ritorsioni nei confronti dei circa cinquecento cittadini italiani che in qualche maniera vivono a Tripoli o arrivano a Tripoli o in Libia e nei confronti degli interessi italiani, nello stabilimento gestito in comproprietà da ENI e dalla National Oil libica a Mellitah, vicino al confine con la Tunisia”.

“Ricordando il recente precedente di Cecilia Sala arrestata in Iran”, Caravelli “ipotizzava che la Rada Force, gestendo l’attività di polizia giudiziaria, avrebbe potuto effettuare dei ‘fermi’ di nostri cittadini all’ingresso nel paese e sul territorio libico o perquisizioni negli uffici dell’Eni”. Per Caravelli inoltre “Almasri era una figura di spicco e molto ben considerata e l’Aise non era a conoscenza che ci fosse un indagine presso la Cpi, cosa che avevano, a suo dire, scoperto dopo l’arresto”. “Circostanza quest’ultima – annotano i giudici – poco verosimile”.

“A fronte dei paventati pericoli” per l’Aise “non erano percorribili soluzioni alternative, come ad esempio il rimpatrio dei cittadini italiani in Libia, perché ciò avrebbe richiesto dei tempi lunghi e, comunque, una simile operazione avrebbe potuto essere ostacolata dalla Rada che aveva il controllo dell’aeroporto. In ogni caso, sarebbero rimasti esposti a possibili ritorsioni gli interessi stanziali in Libia”.

Per il tribunale dei ministri “nessuna delle paventate generiche ritorsioni si era estrinsecata in una minaccia concreta, dotata di una certa consistenza”: per i giudici la valutazione è stata “meramente soggettiva, riferita al solo stato d’animo di un agente e al suo personale convincimento”.

Scrivono i giudici: “Il parallelismo con il caso di Cecilia Sala, già arrestata e posta in carcere in Iran, apparentemente senza alcun motivo, come ritorsione, questa sì concreta e attuale, all’arresto del cittadino iraniano operato in Italia, su mandato di arresto degli Stati Uniti, conferma al contrario che, nel caso in esame, non vi era alcun pericolo concreto e attuale”.

Il Papa: Hiroshima monito universale contro devastazione delle guerre

Roma, 6 ago. (askanews) – “Ricorre oggi l’ottantesimo anniversario del bombardamento atomico della città giapponese di Hiroshima e fra tre giorni ricorderemo quello dei Naagasaki. Desidero assicurare la mia preghiera per tutti coloro che ne hanno subito gli effetti fisici, psicologici e sociali. Nonostante il passare degli anni, quei tragici avvenimenti costituiscono un monito universale contro la devastazione causata dalle guerre e, in particolare, dalle armi nucleari”. Così Papa Leone XIV al termine dell’Udienza generale di oggi in Piazza San Pietro. “Auspico che nel mondo contemporaneo segnato da forti tensioni e sanguinose conflitti l’illusoria sicurezza basata sulla minaccia della reciproca distruzione ceda il passo agli strumenti della giustizia, alla pratica del dialogo, alla fiducia nella fraternità”.

Arriva l’Anticiclone Africano con 40°C: afa almeno fino Ferragosto

Roma, 6 ago. (askanews) – Dal Marocco e dall’Algeria è in arrivo un carico di caldo. Picchi di 40°C entro San Lorenzo. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma l’espansione dell’anticiclone subtropicale dal Maghreb: nel corso delle prossime ore l’anticiclone inizierà ad arroventare la Spagna e il sud-ovest della Francia poi, da giovedì, investirà anche tutta l’Italia portando i primi picchi di calore e di afa.

Entro giovedì, sono previsti 35-36°C in Toscana ed Umbria e 34°C in Emilia; al Sud e sul resto del Nord le temperature saranno leggermente più basse. Un primo picco sarà toccato tra venerdì e sabato quando Firenze e Terni potrebbero raggiungere i 39°C, ma anche in Pianura Padana si soffrirà già tantissimo: si prevedono 37°C a Reggio Emilia e Mantova, 36-37°C anche ad Alessandria, Asti, Bologna, Bolzano, Mantova e Parma. Al Sud avremo massime di 37°C in Campania e Puglia, mentre la Sicilia, in un primo momento, sarà meno rovente del Centro-Nord.

Sarà un’ondata di caldo torrido o afoso? Iniziamo ricordando che il caldo torrido è secco mentre quello afoso ovviamente è umido o molto umido. L’anticiclone africano porta in prevalenza condizioni molto afose, ma in questo caso, localmente, avremo anche un caldo secco torrido: da venerdì in poi il meteo sarà torrido su tutto il settore interno delle regioni centrali e meridionali, nelle zone lontane dal mare; l’afa sarà invece padrona assoluta di tutte le coste e della Pianura Padana.

Per fare un esempio, a Cremona avremo 36°C afosissimi ed ‘umidissimi’: la temperatura percepita salirà fino a 41°C. A Firenze, di contro, è atteso un caldo torrido con 39°C e aria secca con umidità relativa sotto il 20%: risultato, la temperatura percepita a Firenze sarà identica a quella del termometro, sempre 39°C. In sintesi, si starà peggio a Cremona che a Firenze per colpa dell’umidità alle stelle.

La sola temperatura dell’aria non è dunque sufficiente per indicare tutte le condizioni meteo di un’ondata di calore: è necessario controllare anche l’umidità relativa prevista e le conseguenti condizioni biometeorologiche di temperatura percepita.

In conclusione, comunque vada, sia con un meteo torrido sia con un meteo afoso i prossimi 10 giorni (ad iniziare da giovedì e almeno fino al 16-17 agosto) saranno africani: purtroppo dovremo dimenticarci le notti con le finestre aperte e le passeggiate al fresco. Torneremo a vivere una nuova ondata di caldo dopo quella super aggressiva dell’anticiclone africano Pluto che aveva infiammato tutta l’Italia dal 22 giugno al 5 luglio.

Hiroshima, Mattarella: liberare il mondo dalle armi nucleari

Roma, 6 ago. (askanews) – “L’ottantesimo anniversario del tragico bombardamento atomico di Hiroshima, cui seguì tre giorni dopo quello su Nagasaki, segnò l’esperienza di un evento apocalittico. Le esplosioni atomiche disintegrarono nel bagliore di un solo istante interi quartieri delle due città, spargendo morte e devastazione in proporzioni mai conosciute prima di allora. Ne pagarono il tributo sanguinoso decine di migliaia di vittime, perlopiù civili innocenti. Quei tragici avvenimenti, le molteplici sofferenze patite negli anni successivi dai sopravvissuti, rimangono per l’umanità monito che non può essere dimenticato. L’annientamento dell’umanità la prospettiva che l’uso del nucleare ha posto dinanzi a tutti noi”. Lo ha dichiarato in una nota il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Oggi, in uno scenario segnato da guerre, crescenti tensioni e contrapposizioni, occorre ribadire con forza – ha sottolineato il capo dello Stato – che l’uso o anche la sola concreta minaccia di introdurre nei conflitti armamenti nucleari appare crimine contro l’umanità. La architettura globale del disarmo e della non proliferazione delle armi nucleari, tra i cardini del sistema multilaterale faticosamente costruito nel secondo dopoguerra, non può essere abbandonata, a rischio di accelerare un clima di scontro. A cinquanta anni dalla ratifica del Trattato di Non Proliferazione, la Repubblica Italiana ribadisce l’obiettivo di un mondo libero dalle armi nucleari, con la valorizzazione completa degli organismi internazionali di controllo predisposti a questo scopo”.

“Nessuna guerra nucleare – ha proseguito Mattarella – può essere combattuta o vinta, a meno di mettere a rischio la stessa esistenza della vita sul pianeta. I bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki non sono solo episodi bellici tra i più dolorosi del secolo scorso, né rappresentano soltanto una ferita ancora aperta per il popolo giapponese. Le due città sono moniti eterni di una memoria universale che testimonia dove può portare la furia distruggitrice dell’uomo e, al contempo, esempio di resilienza, di ciò che è possibile costruire con la pace”, ha concluso.

Serbia, Palalic: visita Meloni forte conferma del partenariato con Italia

Roma, 6 ago. (askanews) – La seconda visita in due anni della Presidente del Consiglio dei Ministri d’Italia Giorgia Meloni in Serbia rappresenta “una forte conferma del partenariato strategico tra due Paesi amici”. E’ il commento, in esclusiva per askanews, del membro del Parlamento della Serbia e Presidente del Gruppo di Amicizia Serbia-Italia presso il Parlamento della Serbia, Jovan Palalic.

“La comprensione reciproca e il buon rapporto personale tra il Presidente della Serbia Aleksandar Vucic e la Presidente Giorgia Meloni costituiscono un impulso decisivo alla sempre più fruttuosa cooperazione tra la Serbia e l’Italia, che ha ricevuto un nuovo slancio dopo la formazione del governo di centrodestra a Roma nel 2022”, secondo Palalic.

“L’Italia, in quanto Paese che ha una particolare sensibilità per le questioni balcaniche e che, tra gli Stati coinvolti nei rapporti regionali, conosce meglio la situazione locale, può contribuire – con un approccio equilibrato, aperto e imparziale – alla risoluzione di molte questioni nevralgiche che rallentano l’integrazione accelerata dei Balcani nell’Unione Europea”, ha spiegato.

Secondo Palalic, “l’Italia sa ascoltare attentamente i propri partner, ma – a differenza di altri grandi Paesi che, pur ascoltando le posizioni della Serbia, continuano poi a percorrere i soliti sentieri tracciati da pregiudizi verso Belgrado che non conducono a soluzioni sostenibili – l’Italia, soprattutto attraverso l’azione del suo attuale governo, ha sempre cercato uno spazio di compromesso che rispecchi la realtà e non generi nuove insoddisfazioni”.

Il Presidente Vucic, ha insistito, ha sottolineato in modo particolare questo approccio dell’Italia, che ha contribuito in modo decisivo all’intensa cooperazione tra Belgrado e Roma negli ultimi anni.

“Nel corso di quest’anno, in cui celebriamo i 110 anni di alleanza nella Prima guerra mondiale, quando ci siamo sostenuti reciprocamente nella lotta per la liberazione nazionale, abbiamo l’occasione di ritrovare, in un’epoca nuova, lo spirito di quei tempi vittoriosi e la comprensione necessaria per il progresso e lo sviluppo delle nostre nazioni in un’Europa unita”, ha detto ancora il Presidente del Gruppo di Amicizia Serbia-Italia.

“Aleksandar Vucic ha ringraziato la Presidente Meloni proprio per il fatto di avere una visione dell’Europa in cui la Serbia e i Balcani ne sono parte integrante, e per il sostegno incondizionato che l’Italia offre alla Serbia nel suo percorso europeo”, ha argomentato.

“Senza la Serbia, che è il Paese balcanico più grande, non è possibile immaginare, in questi tempi geopolitici complessi, una sicurezza completa del nostro continente comune. La Serbia sta progredendo fortemente dal punto di vista economico e, grazie alla sua politica di cooperazione con tutti secondo gli interessi reciproci, è diventata un punto d’incontro per investimenti e collaborazioni economiche sia da parte dell’Occidente che dell’Oriente”, ha precisato Palalic.

“Il Presidente Vucic ha sottolineato in particolare, durante l’incontro con la Presidente Meloni, l’importanza della partecipazione dell’Italia all’EXPO 2027, che si terrà a Belgrado e che rappresenta per la Serbia un forte motore del suo sviluppo complessivo”, ha concluso il membro del Parlamento serbo.

Almasri, Dori: per fine settembre in aula relazione Giunta Camera

Roma, 6 ago. (askanews) – “L’ufficio di presidenza della Giunta per le autorizzazioni della Camera ha deciso alla unanimità i tempi dell’esame delle carte inviate dal Tribunale dei ministri in merito alle posizioni del sottosegretario Alfredo Mantovano e dei ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio sul caso Almasri, dando di fatto avvio ai lavori”. Lo ha reso noto in una dichiarazione il presidente della Giunta Devis Dori (AVS).

“Entro la fine di settembre – ha spiegato – sarà pronta la relazione per l’aula, si terranno almeno cinque sedute, inviteremo infine gli interessati a fornire i loro chiarimenti. Sia la Giunta che l’aula esprimeranno tre voti distinti, con voto palese in Giunta e segreto in aula la quale voterà definitivamente entro ottobre”, ha concluso Dori.

Hotel Donna Camilla Savelli, “Puntiamo su esperienza romana unica”

Roma, 6 ago. (askanews) – “Il Donna Camilla Savelli forse rappresenta quello che per noi l’albergo pi con pi personalit, il pi iconico. Questo convento del 1300 bellissimo che ha avuto questa ristrutturazione nell’ultimo anno e ci saranno anche molte novit che andremo a realizzare nel 2026. Abbiamo appena aperto il ristorante Contempo che sta riscuotendo un grande successo”. Lo ha detto ad askanews Roberto Oldano, direttore del Brand VRetreats del Gruppo Alpitour World, raccontando l’albergo Donna Camilla Savelli di Trastevere.

” un un hotel 4 stelle – ha aggiunto Oldano – ma che ha un servizio da 5 stelle. Noi abbiamo impostato il nostro servizio 5 stelle anche nei quattro, per un albergo che ha una possibilit per gli ospiti che lo visitano di vivere veramente un’esperienza, in quanto abbiamo una grotta romana bellissima dove si possono fare degli aperitivi, abbiamo una bellissima terrazza sul rooftop dell’hotel, h ci sono dei punti della scala del Borromini, cio solamente stando all’interno del dell’albergo, l’ospite gi vive un’esperienza che, secondo me, difficile da replicare in un altro albergo romano”.

Le scodelle di Gaza e i droni su Kyiv

Quando il sole ogni mattina compie il suo rituale stanco e si alza sulla sottile striscia di Gaza o nelle 24 oblast ucraine o illumina la stessa capitale Kyiv, getta un sinistro fascio di luce sulle devastazioni che la notte trascorsa ha mascherato per qualche ora. Solo chi vive in quei luoghi di terrore e di morte potrebbe descrivere la cruda, drammatica realtà di case rase al suolo, macerie, distruzione, cadaveri da ricomporre o nascosti nei teli per una celere, pietosa sepoltura.

Quel sole, quella luce che altrove nel mondo recano la speranza che il nuovo giorno sia un buon giorno, che accarezzano le alterne pause di un’umanità intenta al lavoro o vacanziera, qui rinnovano il terrore di nuovi eccidi, di famiglie annientate, di civili inermi presi di mira, soprattutto di vittime innocenti: molti troppi bambini perdono la vita ancor prima di averne vissuto una esigua parte. Sono tutti ostaggi di una deriva che annienta i popoli e consegna i destini del mondo a dittatori criminali che sono l’impersonificazione del male, mai c’è stata nella Storia recente una così alta preponderanza della tirannia sui diritti dei popoli: abbiamo visto madri disperate, bimbi mutilati, anziani tentare di fermare con le mani i carri armati, corpi esplodere e dilaniare sotto la mira dei droni e dei bombardamenti diretti per uccidere, esseri umani morire per fame, malattie, ferite atroci.

Nella restante parte del pianeta, pure afflitta dal declino dei valori di civiltà propugnati per lungo tempo, dolente e incerta nelle solitudini delle età emarginate dalla vita – in questo spettacolo di desolante, amara impotenza di fronte alla forza distruttrice degli aggressori – politica, diplomazia, dietrologia cercano alibi senza sapere, senza conoscere, senza vivere e senza morire. A Gaza o in Ucraina la disumanizzazione sistematica della specie umana non ha distinzioni: dopo oltre 1250 giorni dall’inizio dell’operazione militare speciale del Cremlino divenuta a mano a mano una insolente e inusitata guerra di aggressione, dopo il 7 ottobre 2024 quando Hamas compì l’eccidio criminale dei civili barbaramente uccisi e degli altri fatti ostaggio, in odio agli ebrei,  nulla è cambiato se non in peggio. I grandi della Terra hanno gettato la maschera: comandano espansione e possesso, interessi economici, mire politiche e militari, giochi di potere anche tra i nuovi attori entrati in scena, tra indifferenza calcolata, ricatti dei dazi e vile disimpegno. 

Lo chiamano nuovo ordine mondiale, in realtà prevale la sensazione che manchi un sicuro possesso delle scelte da compiere, che tutto sfugga inesorabilmente di mano: è proprio la dietrologia che detta le regole, illude e smentisce, ciò che va avanti è la morte e il numero crescente delle vittime. Tra negazionismi, finte scuse, vendette atroci, viltà mascherate da errori, o presunti tali, come il massacro dei civili ondivaghi senza una casa e senza una meta, i bombardamenti nei paesi e nei villaggi, descritti dai soliti scaltriti esperti militari come simulazioni (ricordiamo Bucha, Kramatorsk, Sumy) si profila netto il disegno dell’annientamento dei popoli e dei loro territori, non c’è ritegno per i bambini uccisi o deportati,  per la loro malnutrizione che porterà malattie letali, lo spettacolo indegno delle braccia tese con quelle scodelle di ferro o di plastica per elemosinare una brodaglia immonda. Chi riesce a fare dietrologia su questi misfatti vergognosi che rendono le vittime carne da macello, abbandonate dalla vita e dimenticate dalla morte? Eppure qui si rivela il dramma dell’inazione: il mondo e i suoi destini sono nelle mani di prepotenti senza scrupoli, mossi dalla bramosia del potere e dall’asservimento al dio denaro.

Si dicono e si ascoltano molte parole, si susseguono i summit e i tentativi di tregua (o il loro minimo accenno) ma ci sono veti incrociati che depongono per un protrarsi dei conflitti al fine di evitare soluzioni estreme e distruttive, l’annientamento totale della vita sulla Terra che sembra essere l’unico piano inclinato sui cui scivoleremo anche per l’emergenza della sostenibilità ambientale in un pianeta gravemente malato, come in modo allarmato l’ONU richiama. La dietrologia evoca corsi e ricorsi storici, compara epoche diverse ma la sua narrazione perde di vista l’imperativo categorico dell’hic et nunc: una soluzione va trovata, la guerra è un male assoluto come Papa Francesco e Papa Leone XIV hanno ricordato. Eppure ci sono odio e rancori radicati, mire espansive, fondamentalismi, prove di forza che frenano ogni ipotesi di accordo.

Anche qui ci si muove tra simulatur ac dissimulatur, perché questo convitato di pietra che chiamiamo dietrologia disvela possibili nascondimenti reconditi: il tutto pagato a caro prezzo dalla povera gente che di giorno in giorno perde tutto, fino alla vita. Non ci sono ragionevoli compromessi per una tregua, la pace è una lontana utopia e solo a condizione di una resa. Piaghe secolari riscrivono la storia tra sionismo, antisemitismo, annientamento del diritto di autodeterminazione dei popoli evocando antichi e nuovi genocidi: questa umanità sofferente, in perenne cammino senza meta, scuote le coscienze del mondo con rinnovato orrore. Le stesse parole, tante, troppe, pesano come macigni ma il loro uso distorto alimenta le polarizzazioni e fomenta odio e rancori. Intanto la gente in fila con la scodella in mano, i bambini denutriti e mutilati, le vittime innocenti di tanta crudeltà disumana – quelle che restano e piangono il dolore, quelle scomparse nel nulla e quelle sepolte nei cimiteri improvvisati- sono l’iconografia muta di una tragedia che nessuno riesce a fermare. 

Fumarola inciampa sulle ambiguità nell’anniversario della strage di Bologna

Il dibattito in occasione del quarantacinquesimo anniversario della strage di Bologna ha coinvolto trasversalmente il mondo delle istituzioni, della politica, della comunicazione e delle organizzazioni sociali del Paese.

Tra gli interventi, si è distinto quello del Presidente della Repubblica, per tono e profondità. Ma, sorprendentemente, la discussione ha coinvolto anche la Cisl. Purtroppo non per meriti, ma per un evidente scivolone comunicativo.

Non è in discussione la sincera cultura antifascista che contraddistingue storicamente la Confederazione. Tuttavia, è doveroso rilevare alcune contraddizioni nel linguaggio utilizzato dall’Organizzazione a vari livelli.

L’antifascismo e Il caso Cisl Romagna

Particolare scalpore ha suscitato il manifesto pubblicato dalla Cisl Romagna sui social: un messaggio commemorativo che, in maniera generica, evocava “il terrorismo che non ha colore”. Dopo le reazioni indignate, il post è stato rimosso e accompagnato da una nota di chiarimento:

«Siamo profondamente rammaricati che un messaggio nato con l’unico intento di promuovere il ricordo, la ricerca della verità e la lotta per la giustizia sia stato equivocato, tanto da ledere la sensibilità di alcuni».

A questa dichiarazione ha fatto seguito un’affermazione che suona incoerente: «Non solo rispettiamo, ma condividiamo la sacrosanta verità scaturita dai processi». Ma se si afferma di condividere una verità processuale – che ha portato a condanne definitive per militanti neofascisti – perché allora invocare genericamente la “ricerca della verità”? Comprensibile, dunque, il giudizio di molti commentatori sui social: la toppa è peggio del buco.

Le parole della segretaria Fumarola

Considerando l’episodio come un inciampo comunicativo a livello territoriale, abbiamo rivolto l’attenzione al messaggio pubblicato sui canali ufficiali della Segretaria generale, Daniela Fumarola: «La Cisl onora la memoria delle 85 vittime della strage di Bologna. Un attacco vile alla democrazia, che ci impegna ogni giorno nella difesa dei valori costituzionali e nella richiesta di verità e giustizia».

Anche in questo caso, tuttavia, si tace sulla verità accertata in sede giudiziaria, richiamata con forza dal Presidente Mattarella.

La verità va detta con chiarezza

Lo ribadiamo con convinzione, e con il rispetto dovuto alla storia della Cisl: quella di Bologna fu una strage neofascista. Su fatti così gravi e tragici non possono esserci ambiguità, né esitazioni.

Chi ancora oggi rivendica una “verità alternativa” appartiene, con ogni evidenza, a quell’area che – come affermò l’ex segretario generale Luigi Sbarra in Piazza San Giovanni, dopo l’attacco alla sede della Cgil – “non è riuscita definitivamente a fare i conti con un credo politico che nulla ha a che vedere con l’esperienza democratica del nostro Paese”.

Il centrosinistra in Veneto e la voce (silenziosa) dei cattolici democratici

Le elezioni regionali in Veneto, storicamente, rappresentano per il centrosinistra una prova difficile, spesso persa ancor prima di iniziare. In una terra dalla profonda identità culturale e religiosa, quella che una volta era la “cintura bianca” del cattolicesimo popolare, il centrosinistra non ha mai più ritrovato una sintesi forte e convincente. E forse il problema non sta solo nei numeri, ma nelle voci.

A mancare, in particolare, è il contributo visibile e fiero della componente cattolico democratica, che troppo spesso preferisce la timidezza alla testimonianza, l’appartenenza silenziosa al confronto aperto. Questo silenzio pesa. Perché il Veneto non è una regione “di destra”: è la terra che ha dato i natali a donne come Tina Anselmi, primo ministro donna della Repubblica e figura cardine di un cattolicesimo politico coraggioso, riformatore e radicato nel sociale; è la terra del Beato Giuseppe Toniolo, Beato, economista e sociologo, tra i fondatori della moderna dottrina sociale della Chiesa. Passando per uomini come Domenico Sartor, voce del cattolicesimo contadino e Carlo Fracanzani, ponte fra fede e impegno riformista. Dove sono oggi gli eredi di questa storia?

Quella stessa ispirazione oggi sembra affievolita, quasi dimenticata. Eppure, il bisogno di una voce cattolica consapevole, moderna, capace di misurarsi con i grandi temi del presente,  dalla giustizia sociale alla transizione ecologica, dal lavoro alla pace,  non è mai stato così urgente.

Ne è testimonianza il recente Giubileo dei giovani a Tor Vergata, dove decine di migliaia di ragazze e ragazzi hanno manifestato non solo la propria fede, ma anche il desiderio di un impegno concreto, vivo, non relegato alla sola dimensione privata. È stato un segnale al Paese, e forse anche alla politica: i cattolici ci sono, ma aspettano che qualcuno li chiami all’altezza delle loro aspirazioni.

È dunque tempo che chi si riconosce nei valori del cattolicesimo democratico non solo torni a “esserci”, ma alzi la voce con coraggio e con orgoglio, nel centrosinistra e nella società civile. Che si smetta di delegare il racconto dell’impegno cristiano solo a forze conservatrici o populiste. Che si torni a tessere, anche nel Nord Est, una proposta culturale e politica che metta insieme Vangelo, Costituzione e giustizia sociale.

Lo dobbiamo ai nostri padri e madri nella fede e nella politica. Ma soprattutto lo dobbiamo alle nuove generazioni, ai loro progetti per il futuro, perchè, come ci insegnava Tina Anselmi, «La politica è organizzare la speranza».

 

N.B. L’articolo prende spunto dall’intervista a Massimo Cacciari (“Il Pd vince in Veneto solo se la destra mette il cavallo di Caligola”, a cura di Daniela Preziosi) pubblicata ieri sul Domani.

Le radici negate dell’Unione Europea

Nel suo recente intervento nel dibattito promosso da ALEF (Associazione dei Liberi e Forti) sullo stato dell’Unione Europea, l’avvocato Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, ha sottolineato un punto spesso trascurato:

“Il più grave problema che sta dentro la costruzione dell’Unione Europea, e che ha impedito a suo tempo l’approvazione della Costituzione europea, è racchiuso nell’articolo 10 del Preambolo che corredava la Costituzione stessa. Lì venivano poste sullo stesso piano le confessioni religiose e le cosiddette ‘organizzazioni filosofiche’. Capito a che punto siamo? E grave è la responsabilità politica di chi, confidando forse di sistemare le cose col tempo, ci ha consegnati a questa situazione. Quando dico che sono le radici dell’Unione che dobbiamo rifondare, mi riferisco anche a questo”.

Due visioni contrapposte

Avevo già affrontato questo nodo nel mio saggio Elezioni europee – La visione dei Liberi e Forti (Ed. ALEF, 2018), in un capitolo significativamente intitolato: “Errori nel progetto originario dell’Unione europea”.

Sin dall’inizio, infatti, furono presenti due linee di fondo:

  • una ispirata alla Dottrina sociale della Chiesa;
  • l’altra al Manifesto di Ventotene, di matrice socialista e rivoluzionaria.

A imporsi è stata quest’ultima. Il processo di unificazione si è progressivamente allontanato dalla visione cristiana, accompagnandosi alla crescente secolarizzazione della società europea.

Il disegno ideologico del Manifesto

Il Manifesto di Ventotene concepiva l’unità europea non come esito del cammino dei popoli, ma come progetto da imporre dall’alto, attraverso un’élite intellettuale e politica. Si trattava di un’impostazione illuminista, giacobina, per molti versi leninista, che mirava a riplasmare l’identità dei cittadini europei.

Un’impostazione analoga a quella del liberalismo massonico italiano: fatta l’Italia, si trattava ora di “rifare gli italiani”.

Questa logica ideologica si è riflessa nelle istituzioni europee, contribuendo alla nascita di un vero e proprio europeismo dogmatico, che oggi demonizza ogni voce critica, tacciandola di populismo.

Una società opulenta e irreligiosa

Il Manifesto di Ventotene ha definito i contenuti culturali dell’Unione conciliando Gramsci e Gobetti, socialismo e liberalismo, statalismo nei bisogni collettivi e individualismo nella vita privata.

Una sintesi, questa, che Augusto Del Noce avrebbe definito progetto di “società irreligiosa e opulenta”.

Il bivio mancato del 1989

Un momento cruciale per rivedere questa impostazione si ebbe con il crollo del comunismo (1989–1991). Invece di cogliere l’occasione per rifondare l’Unione su basi diverse – come chiedeva Giovanni Paolo II – si preferì accelerare verso l’unificazione politica con il Trattato di Maastricht (1992).

La proposta del Papa di inserire un riferimento a Dio nella Costituzione europea non era integralismo, ma un richiamo alle autentiche radici dell’Europa. Invano. L’Unione si allontanava dall’Europa reale, mentre Giovanni Paolo II voleva un’Europa unita, “dall’Atlantico agli Urali”, salda nella sua identità cristiana.

Una scelta di campo

La Comunità Economica Europea, fondata grazie all’impegno di quattro grandi statisti democratico-cristiani – Adenauer, De Gasperi, Monnet e Schuman – ha finito per assumere i principi ispiratori del Manifesto di Ventotene.

Rifiutando una Costituzione fondata sui valori giudaico-cristiani, ha abbracciato un’impostazione laicista, illuminista, anticristiana.

Oggi più che mai, se vogliamo salvare l’Europa da se stessa, dobbiamo rifondarne le radici.

Almasri, i reati contestati a Mantovano, Piantedosi e Nordio

Milano, 6 ago. (askanews) – Il Tribunale dei Ministri ha chiesto l’autorizzazione a procedere per il caso Almasri, il generale libico ricercato dalla Corte dell’Aia per crimini di guerra e contro l’umanità, scarcerato e rimpatriato con un volo dei Servizi, nei confronti del sottosegretario Alfredo Mantovano, del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del ministro della Giustizia Carlo Nordio.

Dagli atti si apprende che sono tutti accusati di concorso in favoreggiamento personale aggravato. Mantovano e Piantedosi sono accusati anche di peculato aggravato mentre a Nordio viene contestato il reato di rifiuto di atti d’ufficio, sempre aggravato.

“Sia i ministri Nordio e Piantedosi, sia il Sottosegretario Mantovano erano perfettamente consapevoli del contenuto delle richieste di cooperazione inviate dalla Corte penale internazionale e, in particolare, del mandato di arresto spiccato nei confronti dell’Almasri. Non dando corso a tali richieste il primo, decretando il secondo la formale espulsione del ricercato con un provvedimento, viziato da palese irrazionalità e disponendo il terzo l’impiego di un volo Cai che ne ha assicurato l’immediato rientro in patria, hanno scientemente e volontariamente aiutato il predetto a sottrarsi alle ricerche e alle investigazioni della Cpi”, si legge nella richiesta di autorizzazione a procedere.

In particolare, l’accusa di favoreggiamento personale aggravato al Ministro Nordio viene formulata per aver assunto “un contegno attendista, della decisione della Corte d’Appello, rimanendo inerte in attesa di tale decisione, convenendo, altresì, in accordo con gli altri vertici istituzionali, sull’opportunità di espellere Almasri, ove fosse stato scarcerato; quindi non attivandosi, neppure dopo aver avuto comunicazione del provvedimento di scarcerazione, per dare corso alle richieste di cooperazione della Cpi”.

La Lituania chiede aiuto alla Nato dopo il ritrovamento di un drone esplosivo russo

Roma, 5 ago. (askanews) – La Lituania ha chiesto alla Nato di adottare “misure immediate” per rafforzare la sua difesa aerea, dopo che la scorsa settimana un drone di fabbricazione russa è stato ritrovato in una zona di addestramento militare dopo essere entrato nel Paese dallo spazio aereo della Bielorussia. Il drone trasportava due chilogrammi di esplosivo.

Il ministro degli Esteri, Kestutis Budrys, e il ministro della Difesa, Dovile Sakaliene, si legge su Le Figaro, hanno scritto al segretario generale Nato, Mark Rutte, per chiedergli “misure immediate per rafforzare le capacità di difesa aerea della Lituania”.

Torna la 37^ edizione del Rock Contest di Controradio, aperto il bando



Milano, 5 ago. (askanews) – Torna per la 37^ edizione il Rock Contest di Controradio, il più importante e riconosciuto concorso nazionale dedicato agli artisti emergenti che seleziona e promuove il meglio della scena musicale italiana accogliendo ogni genere e dando particolare attenzione alle tendenze più innovative e contempo ranee. Fino al 22 settembre è aperto il bando di iscrizione sul sito www.rockcontest.it per provare ad entrare a far parte dei 30 artisti selezionati e avvicinarsi alla possibilità di aggiudicarsi un importante finanziamento per la propria carriera o uno dei premi messi in palio, oltre che avere l’opportunità di una visibilità importante, di farsi conoscere e suonare dal vivo davanti a un pubblico di appassionati e addetti ai lavori , mostrare il valore della propria musica e ampliare la propria rete di contatti con discografici, tour manager, direttori artistici di etichette e festival nazionali, fino ai più important i artisti della scena musicale italiana. Opportunità uniche che ormai Rock Contest offre da quasi quarant’anni e proprio per questo, oltre ad essere considerato il contest più importante e riconosciuto in Italia, è anche il più longevo : un vero e proprio punto di riferimento che da sempre favorisce la sperimentazione e anticipa gusti e tendenze, un concorso che, sotto la direzione artistica di Giuseppe Barone, valorizza le nuove proposte dando occasioni concrete per l’avanzamento del proprio percorso artistico e che pone l’attenzione sulla musica suonata dal vivo, l’unico vero ed insostituibile elemento di socializzazione, fruizione e condivisione della musica e dell’arte. Ricordiamo che, negli anni, hanno sposato la valenza e lo spirito del contest, come giurati o ospiti live, artisti come Dario Brunori , Diodato , Colapesce , Manuel Agnelli , Piero Pelù , I Ministri , Andrea Appino (The Zen Circus), Aimone Romizi (Fast Animals and Slow Kids), Enrico Gabrielli (Calibro 35), Paolo Benvegnù , Alberto Ferrari (Verdena), Cristina Donà , Dente , Iosonouncane , Lodo e Albi ( Lo Stato Sociale ), Motta, Tre Allegri Ragazzi Morti e molti altri. E altrettanti artisti si sono avvicendati sul palco come “nuove proposte”, diventando poi artisti di fama nazionale: Offlaga Disco Pax, Lucio Corsi , Emma Nolde, Lamante e, facendo un salto indietro di più di 30 anni, Samuel e Boosta dei Subsonica, gli Scisma di Paolo Benvegnù, Irene Grandi in formato ‘alternative’ (con i Goppions), Enrico “Enriquez” Greppi e l’Orla della Bandabardò, Stefano Bollani, Roy Paci (con i Q Beta), i Dirotta su Cuba, Marco Parente, etc. Inoltre, la leggendaria Patti Smith è stata ospite di un evento speciale di incontro con gli artisti e Ligabue è stato testimonial dell’edizione del 2015.

Nonostante l’ormai storica denominazione, il Rock Contest è aperto a tutti i generi musicali (rock, indie, elettronica, dream pop, r’n’b, trap, psichedelia, soul, folk, urban, nuovo cantautorato). Per partecipare occorre essere artisti under 35 liberi da vincoli discografici e/o editoriali e compilare il modulo online caricando tre brani original i sul sito ufficiale www.rockcontest.it entro il 22 settembre 2025.

Anche solo partecipare può fare la differenza perché in giuria , ad ascoltare e selezionare i progetti in gara, ci saranno realtà discografich e tra le più affermate e interessanti : 42 Records, Woodworm Label , Carosello Records, La Tempesta Dischi , Dischi Sotterranei, Audioglobe, Picicca, Black Candy Produzioni, Dischi Uappissimi, Spinnit, Notturno Dischi, Quindi Records, Santa Valvola Records e le agenzie di booking Locusta, All Things Live, Panico Concerti, Annibale e RC Waves . A questi si aggiungeranno una serie di importanti musicisti. Tra i primi nomi confermati si annunciano Whitemary, giovanissimo astro dell’elettronica di qualità, Coca Puma, sofisticata cantautrice tra R&B e dream pop sperimentale candidata i Rockol Awards e targa MEI – Exitwell come Artista emergente dell’anno , Lamante , selvaggia e intensa cantautrice vicentina lanciata e scoperta dal Rock Contest 2022, Miglior artista em ergente dei Rockol Awards 2024 e candidata Miglior Opera Prima al Premio Tenco e Emma Nolde, da personalissima esordiente premiata al Rock Contest nel 2019 a finalista al Premio Tenco nella sezione Opera Prima nel 2020 e finalista delle Targhe Tenco nella categoria Miglior Album Assoluto nel 2025; quattro delle più interessanti giovanissime proposte della musica italiana ad incontrare e valutare i musicisti in gara della loro stessa generazione. La lista completa dei nomi dei giurati dell’edizione 2025 verrà poi ufficializzata durante lo svolgimento del concorso.

West Nile, 145 casi confermati in Italia, 59 in forma neuroinvasiva

Roma, 5 ago. (askanews) – “Ad oggi, secondo i casi notificati sulla piattaforma nazionale coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità, l’Italia ha registrato 145 casi confermati di infezione da West Nile virus nell’uomo, 59 si sono manifestate nella forma neuroinvasiva, 10 casi asintomatici identificati in donatori di sangue, 75 casi di febbre, un caso asintomatico”. Lo ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci nella sua informativa in Senato sulle misure di prevenzione e di contrasto della diffusione del virus West Nile.

“Negli ultimi anni alcune malattie trasmesse da vettori come le zanzare stanno mostrando una diffusione sempre più ampia anche in Italia, speciale nei mesi estivi. A partire dal 2008, con i primi casi umani autoctoni registrati nell’Emilia Romagna, il virus si è progressivamente diffuso stabilizzandosi nel tempo. Negli anni successivi – ha aggiunto – le segnalazioni sono aumentate e secondo i bollettini epidemiologici, dal 2018 in poi si osserva una presenza costante del virus durante la stagione estiva con casi sia nell’uomo che negli animali soprattutto in uccelli e cavalli”.

Il Papa: comunità internazionale rinnovi l’impegno per una pace duratura

Roma, 5 ago. (askanews) – “In questo nostro tempo di crescenti tensioni e conflitti globali, Hiroshima e Nagasaki rappresentano ‘simboli della memoria’ che ci esortano a rifiutare l’illusione di una sicurezza fondata sulla distruzione reciproca assicurata. Dobbiamo invece forgiare un’etica globale radicata nella giustizia, nella fraternità e nel bene comune”. Lo afferma Papa Leone XIV, nel Messaggio inviato a mons. Alexis Mitsuru Shirahama, Vescovo di Hiroshima, in occasione dell’80esimo anniversario dei bombardamenti atomici.

“È quindi mia preghiera – ha aggiunto il Pontefice – che questo solenne anniversario serva da richiamo alla comunità internazionale affinché rinnovi il proprio impegno a perseguire una pace duratura per tutta la nostra famiglia umana, ‘una pace disarmata e disarmante’. Su tutti coloro che celebrano questo anniversario invoco di cuore abbondanti benedizioni divine”.

Lingua, danza, oppressione e potere: il teatro di Marah Haj Hussein

Santarcangelo di Romagna, 5 ago. (askanews) – Uno spettacolo che può agire anche come un dispositivo semiotico, che intreccia storie e parole, intorno al tema della lingua e delle dinamiche di potere che presiedono anche all’uso del linguaggio. Marah Haj Hussein è un’artista palestinese che ora vive in Belgio e al Santarcangelo Festival ha portato la performance “Language: no broblem”. Un lavoro allestito come un’opera di poesia visiva, con i segni delle parole a essere protagonisti fisicamente, ma su supporti inconsueti, insieme a lei, attrice sul palco di un lungo racconto multilingue.

“Il tema della lingua – ha detto Marah Haj Hussein ad askanews – è qualcosa con cui siamo letteralmente cresciuti. Fin da bambini abbiamo conosciuto la nostra lingua araba, ma da sette anni si comincia a studiare l’ebraico a scuola. E questo è davvero usato come uno strumento di potere, e credi sapendo che saper bene l’ebraico offre a te palestinese molte più possibilità, una sensazione di maggiore uguaglianza, rispetto ai cittadini israeliani con cui vivi nella stessa terra”.

Le pièce unisce il racconto di Hussein a testimonianze audio e a storie che vengono dai territori occupati: e il modo in cui la lingua dominante lentamente soppianta quella dominata diventa del palco evidente: anche nei discorsi trascritti in arabo alcuni termini appaiono solo con i caratteri ebraici. “È una strategia, tristemente nota – ha aggiunto l’artista -: l’ebraico ha cominciato a infiltrarsi nell’arabo: oggi ci sono molte parole che in arabo si sono semplicemente perse, sostituite dalle parole ebraiche, che è il linguaggio del potere, del progresso, della tecnologia. È diventato il linguaggio del successo”.

Lo spettacolo, che vive di una sua forte coesione interna, unisce al racconto anche la danza, sia quella delle parole scritte, sia quella della stessa artista, che intorno a delle strutture geometriche costruisce un racconto fisico delle forme dell’oppressione, così come, viene da pensare, dei modi nei quali è possibile almeno immaginare una prospettiva di liberazione. “Quando ho cominciato a pensare di unire la danza e il teatro – ha concluso Marah Haj Hussein – ho trovato che entrambe le discipline potevano avere una componente astratta: io ho cercato di togliere questo elemento astratto e lasciare che si parlassero. Poi ho voluto spostare tutta la componente di astrazione nella scrittura e ho cercato di mettere invece una forte componente di realtà dentro la danza”.

Lo scambio si percepisce, così come si percepisce la dimensione di teatro del suo lavoro, la forza scenica della sua postura, la visione molto precisa di ciò che è il palco. E questa cosa, in un certo modo, forse troppo astratto soprattutto al tempo di Gaza, ci ricorda però che delle alternative esistono, che degli altri spazi esistono. Che esiste anche un’altra narrazione. Dire di più sarebbe vuota retorica, ma dimenticarlo appare altrettanto sbagliato. (Leonardo Merlini)

Trump: dazi al 35% se Ue non rispetta impegni su investimenti

Roma, 5 ago. (askanews) – L’Unione europea pagherà dazi del 35% se non rispetterà gli impegni assunti riguardo agli investimenti promessi nell’ambito dell’accordo raggiunto con gli Stati Uniti. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump nell’intervista al programma “Squawk Box” della Cnbc.

Alla domanda su cosa accadrebbe se l’Europa non realizzasse gli investimenti promessi, Trump ha risposto: “Beh, allora pagheranno dazi del 35%”. “L’Unione europea pagherà 650 miliardi di dollari, per questo ho ridotto i dazi dal 30 al 15 per cento”, ha spiegato Trump.

“Un paio di paesi ci hanno poi chiesto perchè l’Ue paga dazi più bassi e io ho risposto ‘perchè ci darà 650 miliardi di dollari’ che noi possiamo investire in quello che vogliamo”, ha aggiunto.

"A Little More" è il nuovo singolo di Ed Sheeran

Milano, 5 ago. (askanews) – Quattordici anni dopo che la popstar ha scelto Rupert Grint per interpretare il suo stalker nel video musicale di “Lego House”, Ed Sheeran sceglie ancora l’attore della saga di Harry Potter per presentare il suo nuovo brano in uscita l’8 agosto.

La nuova canzone in arrivo è intitolata “A Little More” ed è tratta dal suo album “Play in uscita il 12 settembre.

Il video vedrà la star di Harry Potter riprendere apparentemente il suo ruolo dal video di “Lego House” del 2011. In una clip postata ieri da Sheeran , Grint esce da una prigione – dove sembra aver trascorso gli ultimi dieci anni e mezzo di detenzione – e inizia a camminare mentre i ricordi dei suoi crimini passati gli balenano nella mente. Il montaggio che viene riprodotto presenta spezzoni di “Lego House”, che mostrano Grint che viene affrontato dopo essersi intrufolato in un luogo di concerti e diventare poi il vincitore di un Grammy sul palco.

Annunciando A Little More, l’hit maker ha affermato con sicurezza che questa sarà la canzone preferita di molte persone del suo prossimo album.

“14 anni dopo io e @rupertgrint ci siamo riuniti. Ho avuto un’idea folle dopo aver scritto la canzone e fortunatamente Rupert era d’accordo. È un video assolutamente folle per una canzone molto allegra, divertente, ma arrabbiata”, ha scritto nel copy. “Penso che questa sarà la canzone preferita di molte persone di Play. Esce giovedì, e tenete d’occhio il resto del materiale in arrivo”.

Il 12 settembre 2025, Ed Sheeran pubblicherà il suo nuovo album “Play”. Dopo aver concluso la serie Mathematics, Sheeran intraprende una nuova fase artistica nel 2025. Noto per la sua continua evoluzione, in “Play” esplora territori musicali inediti collaborando con produttori e musicisti di tutto il mondo, approfondendo al contempo i suoni e i temi che lo hanno reso uno degli artisti pop più amati al mondo. Ispirato dalle culture musicali indiana e persiana, e dai loro legami con la tradizione folk irlandese, Sheeran esplora un linguaggio musicale senza confini, conferendo all’album un carattere distintivo e fresco. Senza dimenticare il suo talento da cantautore, Sheeran propone ballate e canzoni acustiche che lo confermano come uno degli artisti più influenti della sua generazione. Il risultato è una raccolta che unisce familiarità e novità, creando un sound pop unico e audace. “Play” si preannuncia come uno degli album più significativi dell’anno, una dimostrazione dell’abilità artistica di Sheeran.

Sono già stati pubblicati i singoli “Azizam”, Old phone” e “Sapphire”.

Calcio, Weissman estremista israeliano, niente Fortuna Dusseldorf

Roma, 5 ago. (askanews) – La società calcistica tedesca del Fortuna Düsseldorf ha annunciato di aver interrotto le trattative per l’ingaggio dell’attaccante israeliano Shon Weissman. La decisione arriva in seguito a una forte ondata di critiche da parte dei tifosi, che hanno espresso la loro disapprovazione sui social media come scrive il Jerusalem post.

L’accordo, del valore di 500.000 euro, sembrava quasi concluso, con Weissman pronto a lasciare il club spagnolo Granada per unirsi al Fortuna Düsseldorf, che milita nella seconda divisione tedesca. Tuttavia, la notizia ha scatenato la reazione dei tifosi, che hanno portato alla luce alcuni commenti dell’attaccante in cui esprimeva il suo sostegno alle operazioni delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) a Gaza in risposta all’attacco di Hamas del 7 ottobre. Alcuni hanno etichettato queste opinioni come “estreme”.

Inizialmente, il club aveva difeso Weissman, definendo la reazione dei tifosi “non in linea con il nostro spirito” e criticando il giudizio basato su un articolo di Wikipedia. Tuttavia, meno di 24 ore dopo, il Fortuna Düsseldorf ha cambiato rotta, confermando la rinuncia all’affare.

Shon Weissman ha risposto alla vicenda con un post sui suoi profili social, in cui ha cercato di chiarire la sua posizione. Ha affermato che il 7 ottobre rimane una “ferita aperta” per lui e per la sua nazione, ma ha respinto l’accusa di aver “fomentato l’odio”. Weissman ha sottolineato l’importanza di opporsi alla violenza contro civili innocenti da entrambe le parti, aggiungendo che “una persona starà sempre dalla parte del proprio Paese, qualunque cosa accada. Nessun estraneo potrà mai capire veramente quello che abbiamo passato”. Ha concluso il suo messaggio ribadendo che continuerà a portare con orgoglio la bandiera israeliana ovunque giocherà.

Questa non è la prima volta che Weissman si trova al centro di polemiche per i suoi commenti sul conflitto a Gaza. Nel 2023, la situazione lo aveva costretto a essere escluso temporaneamente dalle trasferte della sua squadra per motivi di sicurezza.

Weissman, che ha iniziato la sua carriera nel Maccabi Haifa, si è trasferito in Europa nel 2019. Dopo un’ottima stagione in Austria con il Wolfsberger AC, dove ha segnato 30 gol in 31 partite, è approdato in Spagna, giocando prima nel Real Valladolid e poi nel Granada.

Dazi, dichiarazione Ue-Usa pronta al 90-95%, sospese contromisure Ue

Roma, 5 ago. (askanews) – In piena estate proseguono le trattative tecniche tra Unione europea e Stati Uniti, volte a dare attuazione all’accordo politico sui dazi commerciali raggiunto lo scorso 27 luglio. L’elemento che si sta ora cercando di finalizzare è una “dichiarazione congiunta”, che stabilirà una sorta di percorso a tappe condiviso su questa partita. Anche quest’ultima, come l’accordo stretto tra il presidente Usa, Donald Trump, e la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, non sarà legalmente vincolante. Ma darà ulteriori certezze, a beneficio soprattutto delle imprese e dei loro piani di investimento. Il lavoro “è pronto al 90-95%”, secondo fonti comunitarie che sperano di finalizzare questo elemento in tempi brevi.

Intanto Bruxelles ha sgomberato il campo da un possibile inciampo sul percorso: la Commissione ha confermato di aver adottato le procedure per sospendere per sei mesi l’attuazione delle contromisure che, in caso di mancato accordo, sarebbero scattate contro gli Usa da giovedì 7 agosto. La decisione, adottata con procedura di urgenza, dovrà essere approvata entro due settimane dai Paesi della Unione europea, con maggioranza semplice, ha spiegato un portavoce della commissione.

Secondo il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, che ha supervisionato il negoziato, le discussioni con Washington per attuare l’accordo “proseguono con spirito costruttivo” su “tutti gli elementi”, ha precisato.

Apparentemente un riferimento al fatto che se ad oggi Washington ha emanato un ordine esecutivo che riconduce al 15% i dazi sulla maggior parte delle importazioni dalla Ue, a partire dall’8 agosto, restano da regolare settori chiave come acciaio e alluminio, da una parte, e auto, dall’altra, che hanno tutt’ora livelli molto più elevati (rispettivamente 50% e 27,5%). Fonti comunitarie spiegano che resta sul tavolo l’impegno a ridurre sempre al 15% i dazi su auto e componenti per l’auto, così come i trattamenti ad hoc concordati su alcune produzioni strategiche, tra cui aeromobili e componenti per aeromobili. Per acciaio e alluminio, invece, si continua a negoziare un accordo specifico basato su quote di importazione. Inoltre, resta da definire la lista dei beni con dazi a zero, o limitati ai bassi livelli previsti secondo la categoria Wto di “nazione più favorita”, in cui la Ue vorrebbe diversi prodotti sensibili (tra cui vini, birra e alcolici).

Fonti della Commissione hanno confermato anche che non sono in discussione né i regolamenti Ue riguardanti il mercato e i servizi digitali (Mda e Dsa), né la normativa molto rigorosa sanitaria e fitosanitaria che l’Ue applica alle importazioni di prodotti agroalimentari, anche se in alcuni casi si potrà lavorare a delle “semplificazioni” amministrative.

Ma intanto rischia di aprirsi una frattura intra europea dopo le parole e l’iniziativa del ministro delle Finanze della Germania, Lars Klingbeil. Quest’ultimo ha manifestato insoddisfazione e critiche per l’accordo sui dazi commerciali, e si è recato a Washington per incontrare il segretario al Tesoro, Scott Bessent. Una mossa che potrebbe apparire un tentativo di scavalcare la Commissione, che ha la competenza sui negoziati riguardanti il commercio con l’estero, in particolare sulla partita di dazi e quote di scambio su acciaio e alluminio.

“Siamo piuttosto sorpresi da quanto detto dal ministro tedesco. Vorrei ricordarvi che i Paesi Ue e i loro portatori di interessi hanno consistentemente sottolineato che un conflitto non era desiderabile”, ha risposto il portavoce della Commissione Olof Gill, responsabile per il Commercio, interpellato sulla questione durante la conferenza stampa di metà giornata. Inoltre, ha aggiunto Gill; Paesi e portatori di interessi “hanno insistito che solo una soluzione negoziale” era auspicabile: “questa era la visione della maggioranza schiacciante, inclusi – ha sottolineato – gli stakeholder da dove proviene il ministro in questione”.

“Abbiamo raggiunto una soluzione negoziata” per evitare qualcosa di negativo per tutti. “Abbiamo continuato a assicurare accesso al nostro maggiore mercato, è quello che ci chiedevano e ora abbiamo un sistema inclusivo di dazi al 15% (dove ‘inclusivo’ significa che includono anche i dazi per la ‘nazione più favorita’, ndr). Abbiamo raggiunto una assicurazione che non emergeranno altri dazi in questo contesto molto volatile e imprevedibile”, ha proseguito il portavoce. “Questo 15% orizzontale negoziato dalla Commissione per conto degli Stati Ue si applicherà anche in futuro. E verrà ulteriormente delineato nella dichiarazione congiunta Ue-Usa, con cui avremo una piattaforma stabile da cui trovare altre aree per ridurre i dazi”.

“Quindi, per ripeterlo, è molto sorprendente per noi sentire da un ministro dei Paesi membri in questione, il fatto che abbia espresso queste visioni: nulla è accaduto in termini di approccio della Commissione, senza un chiaro segnale di ricevuto da parte dei nostri Paesi membri”, ha concluso Gill. (fonte immagine: The White House).

Urban Impressionism (Piano Solo), l’ep di Dardust che incanta

Milano, 5 ago. (askanews) – E’ uscito Urban Impressionism (Piano Solo), l’ep di Dardust composto da 8 perle suonate in piano solo, versioni alternative di alcuni dei brani contenuti nell’omonimo ultimo progetto discografico di Dardust, uscito a novembre per Artist First e Sony Masterworks, un lavoro che sfida le convenzioni della musica neoclassica/contemporanea, abbattendo i confini tra le arti e unendo musica e architettura.

L’ep, con focus track Mon Coeur, Béton Brut – Piano Solo, contiene le versioni al piano di 8 dei brani di Urban Impressionism ed è stato anticipato da Nuage for a Fading Sky – Piano Solo e Golden Cage – Piano Solo.

Con l’album Urban Impressionism Dardust, pianista, produttore e compositore tra i più influenti e premiati, artefice di uno stile personalissimo e innovativo, ha esplorato nuove combinazioni di suoni e contrasti partendo da più fonti d’ispirazione artistica. L’album traduce in musica da una parte le geometrie architettoniche delle periferie urbane, dal brutalismo al post-modernismo, che in musica diventano espressioni genuine, forgiate senza il ricorso ad abbellimenti o artifici produttivi; dall’altra, le rapide pennellate dell’impressionismo pittorico, che si riflettono nel suo approccio alla composizione.

Prosegue intanto il tour di Urban Impressionism, dopo aver attraversato da marzo i palchi delle città italiane ed europee, si aggiungono 10 nuove tappe nei teatri: raddoppia Milano al Teatro San Babila – dopo l’annuncio del sold out per la data del 20 novembre – con un secondo appuntamento il 21 novembre. In programma poi Lecce, Catania, Bologna, Sassuolo (MO), Torino, Padova, Montecatini Terme (PT), Verona, Bolzano.

I biglietti per le nuove date sono disponibili online. Il tour è prodotto da Metatron, Vivo concerti, ITB International Talent Booking.

Tajani: non esiste la Palestina, riconoscerla è finzione giuridica

Roma, 5 ago. (askanews) – “Riconoscere la Palestina quando non esiste la Palestina è una finzione giuridica. Non è neanche una scelta politica. Noi siamo a favore dello Stato palestinese, è assodato, lo diciamo da anni”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando alla Camera.

A chi gli faceva notare che Stati come Francia e Gran Bretagna hanno annunciato che riconosceranno lo stato palestinese, Tajani ha risposto: “Gli altri Stati diranno quello che vogliono, ho studiato giurisprudenza, ho ancora qualche reminiscenza, vi prendete le prime tre pagine della definizione di stato e vedete…”.

“Lavoriamo per costruire lo Stato palestinese. Già l’ho detto quello che bisogna fare, ciò che siamo pronti a fare: serve una missione dell’Onu a guida araba, siamo pronti a mandare anche i nostri militari per riunificare. Riunificata la Palestina poi si può riconoscere lo Stato. Riconosciamo l’Anp, Hamas se ne deve andare”, ha concluso.

Nuova offensiva a Gaza, Netanyahu contro i vertici Idf

Roma, 5 ago. (askanews) – L’ennesima offensiva nella Striscia di Gaza, questa volta con l’obbiettivo di una totale occupazione: Benjamin Netanyahu – a quanto riporta la stampa israeliana – sarebbe deciso a rilanciare l’opzione militare relegando in un secondo piano il negoziato per la liberazione degli ostaggi (il cui successo viene ritenuto improbabile).

Un piano che verrà discusso oggi nella riunione ristretta del gabinetto di sicurezza ma che suscita la perplessità degli analisti, di almeno una parte dell’opinione pubblica e – aspetto non secondario – dei vertici militari nella persona del capo di stato maggiore dell’Idf, Eyal Zamir.

I primi si chiedono infatti perché gli esiti di questa offensiva dovrebbero differire da quelli di tutte le altre, che non hanno portato né alla sconfitta di Hamas né alla liberazione degli ostaggi, nonostante l’accordo firmato con la mediazione statunitense e successivamente violato.

La stessa domanda se la pone l’opinione pubblica, in cui cresce il peraltro non infondato sospetto che al governo della sorte degli ostaggi importi assai meno della propria sopravvivenza e che i proclami di riportarli a casa “vivi o morti” sia da intendersi in maniera letterale.

Quanto all’Idf, i vertici militari registrano la stanchezza delle truppe e la carenza di riservisti, e preferirebbero di gran lunga una soluzione negoziata o, se questa non fosse possibile, un assedio statico delle zone in cui Hamas mantiene un certo livello di attività, il che permetterebbe di ridurre il numero di effettivi al fronte.

Per tutti questi motivi la riunione di oggi promette di essere una sorta di resa dei conti fra l’ala “messianica” dell’esecutivo, con in testa i ministri della Sicurezza e della Finanze, Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, e i comandi dell’esercito – sostenuti dalla parte meno intransigente del governo, come il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar. Ad aprire il fuoco della retorica su X è stato proprio Ben-Gvir, che ha ricordato come i militari debbano obbedire alla dirigenza politica senza fare commenti; Sa’ar ha ribattuto osservando come il capo di stato maggiore abbia tutto il diritto di presentare la propria opinione professionale, anche se dissenziente. Uno scambio verbale che implica una frattura piuttosto profonda, se anche il titolare della Difesa, Israel Katz, è intervenuto nel dibattito per garantire che le forze armate applicheranno con professionalità quando disposto dai vertici politici.

I quali vertici peraltro, va ricordato, provengono in massima parte dagli alti ranghi dell’Idf e appartengono sostanzialmente alla stessa sfera: non si tratta quindi di una divergenza fra civili da una parte e militari dall’altra, quanto di quale sia la strategia migliore per ottenere il massimo risultato con le risorse operative attualmente disponibili.

In tutto questo la decisione ultima spetta a Netanyahu, il quale – sempre secondo le voci di stampa – avrebbe già invitato il generale Zamir alle dimissioni: e la preoccupazione principale del premier rimane il suo futuro politico, a questo punto legata a doppio filo a quella del suo esecutivo. Di qui il tentativo di licenziare la Procuratrice generale – che supervisiona il processo per corruzione a carico di Netanyahu – o di far approvare una legge che permetta agli ultraortodossi di continuare ad evitare il servizio di leva.

Soprattutto, concludono gli analisti, di prolungare il più possibile il conflitto – malgrado le crescenti pressioni internazionali e finché dura l’appoggio dell’alleato statunitense – per evitare quella che per lui potrebbe essere la vera resa dei conti: le effettive responsabilità del 7 ottobre 2023 e lo spettro di una condanna penale.

I campioni del mondo di magia in Sicilia per "Contaminazioni Spettacolari"

Roma, 5 ago. (askanews) – Arrivano i campioni del mondo di magia e la Sicilia si prepara a vivere la terza edizione di “Contaminazioni Spettacolari, international magic & circus festival “, il più importante festival di arte magica e circense del sud Italia. Ad ospitare la kermesse, il 17 agosto 2025, sarà ancora una volta l’incantevole località di Milazzo con uno show unico in produzione esclusiva, e sotto la direzione artistica di Francesco Merrina, che vanta il patrocinio della Regione Siciliana – Assessorato al Turismo, del Comune di Milazzo, del Club Magico Italiano, della Federazione Italiana dello spettacolo popolare, del Club Nazionale Amici del circo e del Gruppo Lidia Togni.

Uno spettacolo che promette di stupire il pubblico di ogni età con effetti avvolti dal mistero e dal fascino senza tempo delle illusioni.

Ben 7 grandi artisti campioni internazionali saranno sul palco per regalare alla platea una notte indimenticabile. Il gala prevede la presenza di ben 3 Campioni del mondo in particolare Lea Kyle, la più famosa trasformista del mondo, finalista di American got talent e vincitrice del Campionato del mondo 2025, Florian Sainvet, tra i protagonisti del Cirque du Soleil, campione del mondo di manipolazione con il suo numero Human Robot, Alexis Levillon campione del mondo di diablo, la specialità della giocoleria moderna che tanto piace ai giovani, Andrea Fratellini & Zio Tore, vincitore di Italia’s got talent 2020 con le esilaranti gag, Lupis campione italiano di magia, Vito Lasala con le sue grandi illusioni, e per finire Matteo Fraziano reduce da una brillante vittoria di Italia’s got talent 2024.

In occasione della kermesse sarà consegnato l’ambito “Cilindro Award”, in memoria dell’artista milazzese Nino Caragliano detto Cilindro, a Marcello Marchetti, personaggio noto nel mondo del circo europeo e condiviso con due illuminati sacerdoti siciliani Don Ugo Di Marzo di Palermo e Padre Alfonso Cammarata di Caltanissetta per opere di solidarietà. E nel contesto, in accordo con l’assessorato servizi sociali del Comune di Milazzo, saranno invitate a partecipare gratuitamente le famiglie non abbienti.

Un grande cast internazionale per 100 minuti di vero grande spettacolo che ha riscosso grande successo di pubblico e critica negli anni scorsi ed è stato inserito nella programmazione estiva del teatro al castello, fortemente voluta dal sindaco di Milazzo dr. Giuseppe Midili, che testimonia l’interesse sempre più ampio di grandi e piccoli verso il mondo magico.

Formula1, Alba Larsen e Niccolò Maccagnani nella Ferrari Academy

Roma, 5 ago. (askanews) – La Scuderia Ferrari Driver Academy è lieta di annunciare l’ingresso due nuovi talenti all’interno del programma riservato ai giovani della Scuderia Ferrari HP: si tratta di Alba Larsen, danese classe 2008, e di Niccolò Maccagnani, nato nel 2010.

Alba. Alba non è del tutto sconosciuta per l’Academy: la ragazza di Roskilde ha infatti vinto a fine 2023 la quarta edizione del programma Girls on Track – Rising Star realizzato in collaborazione con la FIA Women in Motorsport Commission. Appena quattordicenne al momento del successo nella finale disputata a Fiorano, gli esperti della Scuderia Ferrari Driver Academy avevano deciso di monitorare il suo percorso nella stagione 2024 e di organizzare per lei incontri periodici nel quartier generale di Maranello. Larsen ha debuttato in monoposto proprio l’anno scorso disputando alcune gare nel campionato indiano di F4 e quest’anno ha esordito in F1 Academy, dove in otto gare ha centrato la zona punti in ben sette occasioni conquistando un quarto posto, quattro quinti, un settimo e un ottavo. Alba occupa la sesta posizione in campionato e questa brillante prima parte di campionato ha fatto decidere ai tecnici della Academy che i tempi sono maturi per iniziare il percorso insieme.

Niccolò. L’altro nuovo allievo del programma giovani di Maranello è, come detto, Niccolò Maccagnani. L’italiano nato a Roma si è messo in mostra per le sue doti di guida sia in kart che con vetture monoposto, con le quali ha svolto svariati test privati. A novembre dello scorso anno Niccolò ha partecipato al 21° Supercorso ACI Sport nel quale si è distinto per la rapidità in pista ma anche come il giovane che ha mostrato maggior dedizione e margine di crescita. Recentemente poi, si è messo in luce per aver primeggiato in una sessione di prove collettive F4 a Vallelunga mettendosi dietro altri 36 giovani piloti.

Insieme dal 2026. Tanto Niccolò che Alba entreranno ufficialmente a far parte del programma giovani di Maranello l’1 gennaio 2026. Per entrambi i programmi sportivi verranno definiti più avanti nel corso della stagione.

Calcio, svolta arbitri, annunceranno le decisioni Var

Roma, 5 ago. (askanews) – Il designatore degli arbitri di Serie A e B, Gianluca Rocchi, ha annunciato una svolta epocale per la prossima stagione calcistica: l’announcement in campo. Questa novità, sperimentata con successo nelle ultime partite di Coppa Italia, prevede che l’arbitro possa spiegare direttamente allo stadio e in TV la decisione presa dopo aver consultato il VAR. Rocchi ha definito questa iniziativa “un passo avanti importante nella comunicazione, che già da anni curiamo con trasparenza”.

Una decisione che segna un punto di svolta nel rapporto tra arbitri, pubblico e calciatori. La possibilità di fornire spiegazioni in tempo reale, davanti a tutti, mira a rafforzare la chiarezza e la comprensione delle scelte arbitrali. Il team arbitrale si sta preparando intensamente, concentrandosi soprattutto sulla comunicazione per uniformare linguaggio e contenuti. Rocchi ha sottolineato che, sebbene non ci sia un tempo massimo per gli annunci, la qualità della comunicazione sarà la priorità assoluta.

Il designatore ha ribadito l’apertura al dialogo, ma ha anche lanciato un avvertimento chiaro: “Noi siamo aperti al dialogo, ma non agli attacchi”. In caso di comportamenti aggressivi, soprattutto a inizio stagione, verranno presi provvedimenti severi per dare un segnale forte. “Abbiamo recuperato un’ottima cooperazione con i capitani e ci aspettiamo collaborazione anche da club e calciatori. Il confronto va bene, ma deve essere rispettoso”, ha dichiarato Rocchi.

Il designatore ha ammesso che in passato il team arbitrale ha comunicato troppo poco, cercando a volte di “proteggere il gruppo anziché mostrare cosa realmente accadeva”. Tuttavia, ha sottolineato come la trasparenza, come dimostrato anche dal format televisivo Open Var, aiuti a far comprendere il lavoro degli arbitri. Per questo motivo, la stagione che verrà sarà all’insegna di una maggiore apertura e chiarezza.

Calcio, Lookman non si presenta in ritiro, rottura con l’Atalanta

Roma, 5 ago. (askanews) – Dopo l’assenza della giornata di ieri, lunedì 4 agosto, anche oggi Ademola Lookman non si è presentato a Zingonia. Continua lo strappo tra il calciatore nigeriano e l’Atalanta in seguito alle vicende di mercato che lo vedono coinvolto. Per lui erano previsti degli allenamenti individuali per recuperare dal problema muscolare accusato qualche settimana fa.

Tra il giocatore e la Dea, che ha rifiutato l’offerta dell’Inter da 42 milioni più 3 di bonus, è rottura totale. L’amministratore delegato Percassi ha dichiarato che la promessa di cessione era stata fatta a Lookman per l’estero e non in Italia. Dal canto suo il giocatore ha cancellato tutte le foto con l’Atalanta dai suoi social e, tramite un post, ha chiesto ufficialmente la cessione: “È giunto il momento di vivere nuove avventure. Mi avevano promesso che davanti a una giusta offerta mi avrebbero lasciato andare. E quell’offerta c’è. Non capisco perché mi stiano bloccando. Per questo ho presentato ufficialmente una richiesta di trasferimento. Spero di arrivare a una soluzione amichevole il più presto possibile”.

Tennis, Djokovic rinuncia a Cincinnati, farà solo gli Us Open

Roma, 5 ago. (askanews) – Novak Djokovic non giocherà il Masters 1000 di Cincinnati. Il serbo, numero sei del ranking mondiale, ha infatti deciso di rinunciare al secondo 1000 dell’estate nordamericana, così come aveva già fatto con il Masters 1000 di Toronto. Una decisione decisamente sorprendente visto che questo forfait porterà il serbo a presentarsi agli US Open senza nemmeno aver disputato una partita da Wimbledon.

L’ultima apparizione ufficiale di Djokovic, infatti, risale proprio alla semifinale dei Championships. In quella occasione il serbo, che sperava di poter conquistare il venticinquesimo Slam della carriera, perse abbastanza nettamente da Jannik Sinner, con il numero uno del mondo che si impose con il punteggio di 6-3 6-3 6-4.

"No Regular Music 2″ di Sadturs & KIID in vetta alle classifiche

Milano, 5 ago. (askanews) – “No Regular Music 2” (Warner Music Italy), il nuovo album di Sadturs & KIID, conquista la vetta della classifica ufficiale FIMI/Gfk degli album più venduti della settimana sia nel formato digitale sia in quello fisico. Un risultato che certifica l’impatto di un disco nato fuori dagli schemi e pensato per lasciare il segno.

Inoltre, a meno di 24 ore dall’uscita del progetto, il brano “Maneskin” con Ghali e Shiva ha debuttato al 1° posto delle classifiche digitali Spotify, Amazon Music e Apple Music, con tutti i pezzi del album in Top100 Spotify al momento dell’uscita, evidenziandone la forte accoglienza da parte del pubblico e segnando uno tra gli esordi più potenti dell’anno.

Pubblicato venerdì 25 luglio, “No Regular Music 2” è il nuovo progetto di Sadturs & KIID, che unisce artisti già affermati a nuove promesse del panorama urban italiano, come: Tony Boy, Astro, Ghali, Shiva, ANNA, Glocky, Simba La Rue, thasup, Anyma, Faneto, Melons, RRARI DAL TACCO, Artie 5ive, Lito, EnnyP, Lubi, Flaco G, Over Lapa, Aira, Waze RRX.

Dazi, la Commissione Ue: contromisure su Usa sospese per 6 mesi

Roma, 5 ago. (askanews) – La Commissione europea ha confermato di aver adottato le procedure per sospendere per sei mesi l’attuazione delle contromisure che, in caso di mancato accordo con gli Usa sui dazi commerciali sarebbero scattate da giovedì 7 agosto. La decisione, adottata con procedura di urgenza, dovrà essere approvata dai Paesi della Unione europea con maggioranza semplice. Lo ha riferito un portavoce della commissione Ue, Olof Gill durante la conferenza stampa di metà giornata.

“Posso confermare che la Commissione oggi ha adottato le procedure necessarie per sospendere l’attuazione delle nostre contromisure che avrebbero dovuto scattare il 7 agosto – ha detto -. Questo è stato fatto con procedura d’urgenza e, fondamentalmente, verrà pubblicato già oggi sulla gazzetta Ue. Inoltre, entro due settimane i Paesi Ue daranno approvazione (alla decisione ndr) a maggioranza semplice”.

Annalisa coinvolge Marco Mengoni nel nuovo singolo "Piazza San Marco"

Milano, 5 ago. (askanews) – Due delle voci più amate e iconiche del panorama musicale italiano uniscono per la prima volta i loro mondi in una collaborazione straordinaria: Annalisa per il suo nuovo singolo “Piazza San Marco” coinvolge Marco Mengoni, un incontro artistico che promette di regalare un intenso viaggio emotivo, così come suggerito anche dal titolo della canzone.

“Piazza San Marco”, in uscita il 5 settembre, è una ballad in bianco e nero, un racconto cinematografico in cui i protagonisti si confidano trovando supporto una nell’altro. Un connubio vocale e narrativo sorprendete, sullo sfondo maestoso di uno dei luoghi più iconici del mondo.

Il brano sarà contenuto nel nuovo album di Annalisa “Ma io sono fuoco” in uscita nell’autunno 2025 e segue il suo nuovo percorso discografico iniziato a maggio con il singolo “Maschio” che si è mantenuto stabile nella Top 10 della classifica FIMI per settimane, facendole raggiungere il record come donna italiana con il maggior numero di ingressi nella Top 10 della classifica FIMI e tra le tre artiste femminili più ascoltate su Spotify.

Annalisa, dopo il successo tutto sold out di Palasport e Arene con oltre 250 Mila biglietti venduti solo nel 2024, tornerà live dal 15 novembre nei principali palasport italiani con il “CAPITOLO I” del suo nuovo viaggio (organizzato da Friends & Partners).

Questo il calendario completo, info friendsandpartners.it:

sabato 15 novembre @Jesolo (VE)- Palazzo del Turismo (data zero) Domenica 16 novembre @Jesolo (VE)- Palazzo del Turismo martedì 18 novembre @Padova – Kioene Arena venerdì 21 novembre @Roma – Palazzo dello Sport Sabato 22 novembre @Roma – Palazzo dello Sport lunedì 24 novembre @Firenze – Nelson Mandela Forum venerdì 28 novembre @Milano – Unipol Forum SOLD OUT Sabato 29 novembre @Milano – Unipol Forum martedì 2 dicembre @ Eboli (ASA) – Palasele venerdì 5 dicembre @Bari – Palaflorio Sabato 6 dicembre @Bari – PalaFlorio mercoledì 10 dicembre @Bologna – Unipol Arena sabato 13 dicembre @Torino – Inalpi Arena

Marco Mengoni – reduce dal successo del suo trionfale tour negli stadi con oltre 500 mila biglietti venduti – sarà protagonista in autunno di un tour che lo porterà ad esibirsi nei principali palazzetti in Italia e in Europa a partire dal 5 ottobre, con 31 live prodotti e organizzati da Live Nation.

La Nasa proporrà di costruire un reattore nucleare sulla Luna

Roma, 5 ago. (askanews) – Il Segretario ai Trasporti statunitense e amministratore ad interim della Nasa, Sean Duffy, annuncerà questa settimana i piani per la costruzione di un reattore nucleare sulla Luna: è quanto riporta il sito di Politico, citando fonti dell’Agenzia spaziale americana. La Nasa aveva già discusso in precedenza la possibilità di costruire un reattore lunare, ma Duffy dovrebbe annunciare delle tempistiche più precise, e ciò malgrado l’agenzia si trovi alle prese con un massiccio taglio dei finanziamenti, soprattutto per quanto riguarda la missioni scientifiche.

“Si tratta di vincere la seconda gara per lo spazio” nei confronti di Russia e Cina, hanno spiegato le fonti, e di fatto l’Amministrazione Trump ha proposto per il 2026 un bilancio che aumenterebbe le risorse a disposizione per i soli voli con equipaggio.