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Al vertice dell’Aia l’atteso ritorno di Trump al tavolo Nato

L’Aia, 24 giu. (askanews) – (di Cristina Giuliano) Con in mano una tregua tra Israele e l’Iran e una debole risposta di Teheran all’attacco degli Stati Uniti d’America – evidentemente calibrata per evitare un’escalation – Donald Trump è atteso al tavolo della Nato. Ritorno dal 2019 del presidente Usa a un vertice dell’Alleanza, o meglio al vertice che vuole esaudire la sua richiesta: un passaggio di spese per la difesa da parte degli alleati dal 2% del prodotto interno lordo al 5% (3,5% di difesa “core” e un 1,5% di quelle che vengono genericamente indicate come infrastrutture, sicurezza informatica e mobilità militare): l’ accordo è stato raggiunto nel fine settimana, nonostante un no tardivo della Spagna al quale è seguita l’ambiguità costruttiva del suo premier Pedro Sanchez in un messaggio. Poi ieri pomeriggio anche il premier slovacco Robert Fico si è attaccato al tram della contestazione del 5%, ma l’Alleanza sta andando inequivocabilmente verso un’evoluzione dell’impegno di spesa.

Basta guardare il programma del giorno all’Aia. Lungo l’intera giornata di oggi si dipana il Nato Summit Defence Industry Forum dove i ministri della Difesa dei 32, i rappresentanti delle industrie dei Paesi Nato e i partner dell’Indo-Pacifico si incontrano e discutono su come aumentare, velocizzare e innovare il mantenimento della difesa e della deterrenza.

Chiaro è che il “salto di qualità” nella spesa richiede grande impegno e non mancano i distinguo persino nel paese del segretario generale Mark Rutte che ospita il summit: una maggioranza crescente degli olandesi sostiene una maggiore spesa per la difesa purché non vada a scapito degli investimenti interni, secondo un sondaggio Ipsos I&O pubblicato dal locale Nrc. Ora il punto non è “se”, ma “quando”. La formula prevalente sembra “entro il 2035.

La crisi mediorientale non è nell’agenda ufficiale del vertice, ma sta già dominando e lo stesso Rutte ha riconosciuto ieri in conferenza stampa di apertura l’importanza della questione iraniana, oltre a sottolineare la centralità della “guerra alle porte” ovvero in Ucraina e ad annunciare ufficialmente la presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che partecipa alle 14.30 a un incontro tra il segretario generale e l’Unione Europea. Il nome di Zelensky compare anche nel programma odierno, nel momento più glamour: la cena a palazzo Huis ten Bosch tenuta da sua Maestà re Guglielmo Alessandro e la regina Máxima, nata in Argentina con radici italiane (oltre ad essere da parte di padre, discendente di re Alfonso III del Portogallo e di altre famiglie nobili della Penisola iberica).

Alla cena sono invitati tutti i capi di stato, di governo (per l’Italia il presidente del Consiglio Giorgia Meloni) nonché il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Gli esperti si stanno già leccando i baffi: in menu piatti della cucina olandese, vini pregiati e magari anche un bicchiere di Coca-Cola Zero. “Rutte sa coccolare Trump come nessun altro. E Máxima lo conquisterà con il suo fascino e la sua cultura”, scrivono le cronache rosa locali.

L’Ucraina resta centrale in questo vertice e la Nato riaffermerà il suo sostegno a Kiev, oltre a un nuovo Consiglio Ucraina-NATO a livello di ministri degli Esteri. Gli aiuti ora conteggiati nella spesa per la difesa nazionale non cesseranno come ha assicurato lo stesso Rutte. Anzi il continuo sostegno dei partner della NATO all’Ucraina viene ribadito. Da notare comunque è un notevole cambiamento di stile su come viene comunicato il sostegno e la presenza ucraina. Ieri sera un aereo del governo ucraino è atterrato a Schiphol. L’Airbus A319 è atterrato sulla pista Polderbaan dell’aeroporto intorno alle 23.20. Non è noto se a bordo dell’aereo ci fosse anche il presidente ucraino Zelensky ma secondo la stampa locale al momento dell’atterraggio, un elicottero della polizia si trovava nelle vicinanze, per monitorare la situazione.

Pietro Barilla e quel dialogo con Arnaldo Pomodoro: l’omaggio dell’azienda

Milano, 24 giu. (askanews) – Barilla ricorda “con stima e riconoscenza” Arnaldo Pomodoro, lo scultore italiano scomparso la sera di domenica 22 giugno alla vigilia del suo 99esimo compleanno. Il legame tra Pomodoro e l’azienda di Parma nasce dalla passione per l’arte di Pietro Barilla che volle disseminarla nei luoghi del suo lavoro, gli uffici e il pastificio di Pedrignano dove ancora oggi si possono ammirare negli spazi esterni come lungo i muri di corridoi, sale riunioni e uffici i nomi dei più grandi artisti del Novecento. “L’arte – ripeteva Pietro Barilla – è una bellezza da condividere”. E le opere di Arnaldo Pomodoro sono tra quelle che ancora oggi l’azienda condivide con dipendenti e visitatori.

“Con la scomparsa di Arnaldo Pomodoro salutiamo un protagonista dell’arte contemporanea, capace di trasformare materia ed energia in forme che parlano al presente e al futuro – scrive in un post su Linkedin l’azienda di Parma dopo la notizia della scomparsa dello scultore – Pietro Barilla ne colse subito la forza espressiva, avviando un dialogo autentico tra impresa e arte. Ancora oggi, alcune sue sculture accolgono i visitatori nel prato antistante lo stabilimento di Pedrignano, come segno tangibile di una visione condivisa: portare la bellezza nei luoghi del lavoro e renderla parte della quotidianità”.

Barilla ricorda l’omaggio rivolto a Pomodoro del 1995, nella campagna pubblicitaria “Una pasta fatta ad arte” con le Reginette al Pomodoro, ispirate al suo linguaggio scultoreo e alla creatività italiana. “Lo ricordiamo con stima e riconoscenza – conclude l’azienda – grati per il segno che ha lasciato nella nostra storia”.

(foto tratta dalla pagina Linkedin di Barilla Group)

Grande successo per il primo Festival della Restanza e della Tornanza

Roma, 24 giu. (askanews) – Un’ondata di idee, emozioni e partecipazione ha travolto Colli del Tronto nei tre giorni del Festival della Restanza e della Tornanza, che si è chiuso domenica 22 giugno con numeri da record e una straordinaria risposta del pubblico. Oltre duemilacinquecento le persone presenti al Parco della Pace, provenienti da tutta l’Italia centrale per condividere un messaggio chiaro: le aree interne non sono “margini”, ma cuori pulsanti di visioni e responsabilità.

Tre giornate ricche di incontri, dialoghi, laboratori, lezioni spettacolo, concerti e tavole rotonde. Al centro, i giovani e il loro ruolo nella rinascita dei territori colpiti dal sisma del 2016, ma anche più in generale nella rigenerazione dell’Italia profonda, quella dei piccoli paesi, delle montagne, dei borghi, dei legami comunitari.

“Questo Festival è la prova che dalle macerie non nascono solo edifici, ma progetti, relazioni e possibilità. “Restanza” e “tornanza” non sono parole astratte, ma strumenti concreti per dare ai giovani un ruolo attivo nella rinascita e la ricostruzione deve essere soprattutto culturale, sociale, economica. Vogliamo che il cratere post-sisma sia laboratorio di rinascita e modello per tutto il Paese”. Ha dichiarato Guido Castelli, Commissario Straordinario per la Ricostruzione 2016 e promotore dell’iniziativa.

A rappresentare pienamente questa visione proiettata in avanti sono stati proprio i più giovani: oltre 500 studenti delle scuole superiori del Piceno e ragazzi del Servizio Civile Universale, hanno attraversato il Festival con entusiasmo e spirito critico partecipando a laboratori su imprenditorialità giovanile, comunicazione, intelligenza artificiale e territorio, accanto a divulgatori come Vincenzo Schettini, fisico e influencer da milioni di follower.

Una presenza non soltanto numerosa ma profondamente significativa: le nuove generazioni sono state l’orizzonte a cui il Festival ha guardato e si è rivolto, dimostrando che restare, partire e tornare possono essere scelte consapevoli e non condizioni imposte.

A portare un contributo, durante l’incontro istituzionale che ha visto sul palco anche il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e il Commissario Castelli, è stato Michele Sciscioli, Capo Dipartimento per le Politiche Giovanili della Presidenza del Consiglio: “Investire nelle energie emergenti significa investire nei territori. Questo Festival è un esempio di alleanza tra istituzioni e chi guarda avanti. I giovani hanno idee, visione, capacità e sono la chiave per trasformare l’Italia interna in risorsa per il Paese. Il governo continuerà a stare al loro fianco, con l’impegno di ascoltarli e sostenerli con politiche concrete e lungimiranti”.

Grande attenzione per i talk istituzionali e culturali dell’ultima giornata. Nella tavola rotonda “La crisi di una civiltà e l’avvilimento dei cuori”, coordinata da Angelo Mellone, giornalista e direttore del daytime Rai, si sono confrontati il poeta, scrittore e drammaturgo Davide Rondoni e Padre Francesco Piloni, Ministro della provincia serafica di S.Francesco d’Assisi di Umbria e Sardegna, in un dialogo intenso su spiritualità, fragilità contemporanee e resistenza interiore. E proprio Mellone ha sottolineato il valore simbolico e strategico del Festival: “C’è una parte d’Italia che non si arrende. Qui ho visto intelligenze e sensibilità capaci di dare forma a una nuova idea di patria: non nostalgia, ma progetto. Restare o tornare deve essere una scelta libera, bella, desiderabile. L’entroterra non è un museo, è il luogo della complessità, del senso, della profondità. L’entroterra italiano è il luogo dove vanno costruite e pensate le nuove città”.

A seguire, il panel “Giovani e imprenditoria: come creare opportunità nelle aree interne”, coordinato dal senatore e giornalista Tommaso Cerno, ha visto la partecipazione del Rettore dell’Università Politecnica delle Marche Gian Luca Gregori e dell’imprenditore e mecenate Brunello Cucinelli, simbolo di un nuovo umanesimo applicato all’economia. Un confronto ricco e ispirato, che ha messo in luce le condizioni necessarie per far nascere impresa nei territori dell’Italia interna.

Sempre nell’ambito del rilancio economico e sociale del cratere sismico, il direttore artistico del festival Stefano Zurlo ha consegnato targhe di riconoscimento a giovani ed imprenditori che si sono distinti per impegno, innovazione e capacità di visione nel contesto delle aree terremotate. Il Festival ha rappresentato un modello replicabile di rigenerazione territoriale, mettendo in connessione scuola, impresa, cultura e comunità. Un ponte tra costa ed entroterra, tra chi è rimasto e chi vuole tornare, tra le ferite del sisma e una nuova progettualità condivisa.

Le serate si sono concluse con concerti e momenti di festa collettiva, in un mix tra musica, tradizione e futuro. Il Festival della Restanza e della Tornanza si conferma un punto di riferimento nazionale per la rigenerazione dell’Italia interna. Un luogo dove idee, emozioni e visioni diventano azioni concrete.

La guerra ha messo pace tra Israele e Iran?

L’annuncio e i segnali della svolta

L’annuncio è arrivato a sorpresa, ma fino a un certo punto. Donald Trump, sulla sua piattaforma Truth, ha reso noto attorno alla mezzanotte (ora italiana) che Israele e Iran avevano concordato una tregua di 12 ore, formalmente non simultanea. Una sospensione dei raid e dei lanci missilistici che apre un varco nel cuore di una regione scossa da settimane di tensioni crescenti e che trova spiegazioni precise in una serie di segnali accumulatisi nel corso della giornata. A partire dal ringraziamento dello stesso Trump a Teheran per aver preavvisato dei lanci diretti contro le basi statunitensi in Qatar, interpretato fin dal primo momento come prova della volontà iraniana di salvare l’onore e l’orgoglio nazionale pur evitando un’escalation fuori controllo. Una rappresaglia simbolica e a basso impatto, letta nel linguaggio della diplomazia come tentativo di tenere aperto un canale per il confronto.

Il segnale di Mosca

A confermare questa ipotesi è stata la visita a Mosca del ministro degli Esteri iraniano. Al Cremlino, pur di fronte alla tiepida accoglienza di Putin e alla chiara riluttanza russa a sposare un’avventura militare su vasta scala, è emersa la consapevolezza che l’opzione negoziale restava l’unica percorribile.

Le parole di Trump

Trump, nel rilanciare questi segnali, è ricorso a parole dal forte peso simbolico e umano: “Che Dio benedica Israele, che Dio benedica l’Iran, che Dio benedica il Medio Oriente, che Dio benedica gli Stati Uniti d’America e che Dio benedica il mondo intero”. Una preghiera laica rivolta a tutte le parti coinvolte e rilanciata sulla sua piattaforma come appello alla responsabilità.

Una tregua sospesa

Resta adesso da capire se la tregua (a scaglioni e limitata) ore saprà trasformarsi nel primo tassello di un processo più ampio e strutturato o finirà per illanguidirsi lasciando nuovamente spazio alla logica dei missili e dei raid. Le prossime ore saranno cruciali e definiranno se questa sospensione dei combattimenti diventerà un’opportunità di costruzione o solo un respiro sospeso prima del fragore dei cannoni.

L’occasione della Nato

Intanto, l’apertura dei lavori dell’Assemblea generale della Nato cade in un momento chiave. Dopo mesi segnati da tensioni e divergenze transatlantiche, l’annuncio di Trump potrebbe rilanciare un clima di solidarietà e confronto più serrato tra Washington e gli alleati europei. In gioco non c’è solo la stabilità del Medio Oriente, ma la credibilità dell’Alleanza e la capacità dei suoi membri di governare scenari di crisi in rapida evoluzione.

Tra speranza e realtà

Se la tregua reggerà e saprà evolvere in una nuova fase diplomatica, il mondo avrà guadagnato una nuova opportunità per fermare la spirale dei conflitti e costruire un futuro più sicuro. Altrimenti, sarà l’ennesima illusione spazzata via dal fragore dei missili e dal peso della storia.

Allegato

Il post di Trump su Truth

CONGRATULAZIONI A TUTTI!

È stato concordato in via definitiva e reciproca tra Israele e Iran che verrà stabilito un cessate il fuoco completo e totale (tra circa 6 ore, quando entrambe le parti avranno concluso le ultime missioni ancora in corso!) della durata di 12 ore, al termine delle quali la guerra sarà considerata conclusa!

Ufficialmente, l’Iran avvierà il cessate il fuoco e, allo scadere della dodicesima ora, Israele darà inizio al suo, mentre alla ventiquattresima ora verrà salutata dal mondo intero la FINE UFFICIALE della “Guerra dei 12 giorni”.

Nel corso dei rispettivi periodi di cessate il fuoco, entrambe le parti rimarranno pacifiche e rispettose. Partendo dal presupposto che tutto funzionerà come previsto – e funzionerà –, desidero congratularmi con entrambi i Paesi, Israele e Iran, per aver dimostrato determinazione, coraggio e intelligenza nel porre fine a quella che verrà ricordata come la “Guerra dei 12 giorni”.

Una guerra che avrebbe potuto trascinarsi per anni e distruggere l’intero Medio Oriente, ma che invece si è conclusa e non si ripeterà mai più!

Che Dio benedica Israele, che Dio benedica l’Iran, che Dio benedica il Medio Oriente, che Dio benedica gli Stati Uniti d’America e che Dio benedica il mondo intero!

Contro i progetti politici astratti: la lezione di Bodrato

Il primato del realismo

Guido Bodrato, indimenticabile “maestro” del cattolicesimo democratico e statista della Democrazia Cristiana, amava ripetere – soprattutto negli ultimi anni della sua vita – che «il progetto politico è credibile se si può collocare nel tempo in cui si vive». Una riflessione che risente dell’antica lezione morotea, ma che è soprattutto ancorata alla categoria del realismo, elemento essenziale per chiunque voglia impegnarsi nell’agone politico.

Bodrato, forte della sua esperienza e di una visione lucida e disincantata, sapeva bene che «anche il miglior progetto politico» – sono parole sue – «non ha alcuna possibilità di incidere sulla realtà se è disancorato dal contesto presente».

No alla nostalgia fine a sé stessa

Con la consueta capacità di sintesi che lo ha sempre contraddistinto, Bodrato non sminuiva affatto l’impegno di chi coltivava l’obiettivo di ricostruire la Dc, il Ppi, la Margherita o, comunque, un progetto politico ispirato al cattolicesimo democratico. Anzi, vedeva in questi tentativi sinceri e disinteressati la scintilla necessaria per rinverdire e rinnovare una presenza culturale e politica che era stata decisiva per la credibilità e la tenuta della nostra democrazia.

Ma al contempo metteva in guardia dall’impotenza e dalla sterilità dei tentativi velleitari, dei progetti che, puntualmente, finivano per sciogliersi come neve al sole perché incapaci di fare i conti con la realtà del momento.

Una lezione di permanente attualità

Questa visione, profondamente legata alla concretezza dei fatti e dei tempi, rimane un richiamo di straordinaria modernità. Ancora oggi, in un contesto politico e sociale attraversato da trasformazioni profonde, assistiamo a tentativi ricorrenti di ricostruire pezzi dell’esperienza e della storia della Democrazia Cristiana. Tentativi che, per diversi motivi, non reggono alla prova dei fatti e finiscono per trasmettere l’impressione di una debolezza culturale e progettuale.

Bodrato ci ricorda, invece, che occorre rendersi conto quando un progetto organizzativo e politico è in grado di navigare in mare aperto e quando, invece, è destinato a naufragare. Perché, come amava dire, «quando un progetto politico e organizzativo fallisce ripetutamente si corre il rischio di trasmettere un messaggio di debolezza della cultura che lo ispira».

Il coraggio di confrontarsi con la realtà

Ecco perché, al di là di facili nostalgie e senza alcuna preconcetta vis polemica, è fondamentale comprendere che persino la migliore fonte culturale e politica deve misurarsi con le coordinate concrete del presente. Non comprenderlo, o fingere di non capirlo, significa rendere irrilevanti e marginali la tradizione, il pensiero e lo stile del cattolicesimo politico italiano, pur ricchi e variegati. Ed è esattamente ciò che non possiamo permetterci nell’attuale stagione politica.

Lupis, viaggi d’anima tra natura e immaginazione

Leggendo il coinvolgente resoconto dei suoi approdi nelle isole più lontane e sperdute del pianeta, ogni lettore, curioso e partecipe ma soprattutto affascinato, coltiva inevitabilmente il rimpianto di non aver potuto farsi piccolo piccolo per entrare nello zaino di Marco Lupis, giornalista ed esploratore che ha raccolto in questo straordinario libro edito da Il Mulino (Ai confini del mondo. Storie di isole lontane) la cronaca e la descrizione dei suoi viaggi. L’iconografia dell’isola ha sempre rappresentato una metafora ricca di allegorie palesi e recondite: il senso dell’avventura, l’intrigante richiamo dell’ignoto, l’alterità rispetto alla vita quotidiana, il luogo della fuga e dell’immaginazione, la lontananza irraggiungibile, il buen retiro, la ricerca di sensazioni nuove o perdute, il sogno e le distopie, il distacco dalle civiltà conosciute, l’occasione estrema di una rivisitazione esistenziale, il perdersi per ritrovarsi, le dimensioni umane nascoste che abitano il desiderio di ricominciare e quello di annullarsi nell’oblio.

L’isola come simbolo universale

Non solo dunque espressioni geografiche minuscole, “puntini, atomi, capocchie di spillo”, ma vere e proprie rappresentazioni simboliche dell’immaginario collettivo, cariche di significati esistenziali, già presenti nel mito e poi trasmesse nel corso dei secoli fino ai giorni nostri. Il concetto di insularità ha attraversato la storia e la letteratura di ogni epoca, alternando motivazioni diverse: dal richiamo a partire che diventa nostalgia del ritorno nell’Itaca di Ulisse, al luogo di confinamento, prigionia ed emarginazione dal mondo come l’Île d’If per Edmond Dantès nel Conte di Montecristo, o come Sant’Elena per Napoleone Bonaparte.

Dai mari remoti alle isole disabitate

Nella sua circumnavigazione dell’orbe terraqueo Marco Lupis ha visitato diciannove isole: dalle più abbordabili e vicine alla costa dei continenti, come Sachalin, a quelle remote e davvero “isolate” come Tristan da Cuna, sperduta nell’Atlantico e distante 2.810 km da Città del Capo e 2.172 km a sud di Sant’Elena. Confesso che quest’ultima citazione non cade nel vuoto per la mia immaginifica predilezione verso quest’isola, dove vive un insediamento umano in parte di origini liguri, il più lontano al mondo dalla terraferma.

Il viaggio come scoperta e riflessione

Tra tanti depliant patinati di mete da sogno, questo libro si distingue per la sua rara capacità di sollecitare una fantasia partecipe, e fa tornare alla mente quelle parole – attribuite a Marcel Proust – secondo cui il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi. Senza questa visione, il lavoro di Lupis sarebbe solo un catalogo divulgativo come tanti. Come ci insegna Thomas Stearns Eliot, spesso è il viaggio stesso a contare più della meta.

Ricordo ciò che mi disse il navigatore solitario Giovanni Soldini, in un’intervista di qualche anno fa: “La passione si esprime nel viaggio, la gioia nell’arrivo. Personalmente, più del ritorno per me conta la conclusione del viaggio, l’approdo alla destinazione prefissata, considerando anche l’attesa e il tempo trascorso in mezzo al mare. Confrontarsi con la natura in modo diretto consente di ridimensionare il modo tipico di pensare dell’uomo moderno, che immagina – sbagliando – di dominare il mondo mentre, in realtà, la sua esistenza dipende in tutto e per tutto dal mondo stesso e dalle leggi della natura”.

Le isole come microcosmi dell’anima

Ci sono isole disabitate, tribali e selvagge, atolli remoti e dimenticati, e altre dove si è sviluppata una vita comunitaria, a volte ancora primordiale come nel villaggio di Macondo descritto da Gabriel Garcia Marquez, altre invece antropizzate e regolate da tradizioni storiche gelosamente custodite. Qui, nel cuore della lontananza, non mancano opportunità per rendere meno aspra e ansiogena la vita di ogni giorno, in una condizione di estrema distanza dal resto del mondo. Si tratta di microcosmi che l’autore racconta con dovizia e con una narrazione sui generis.

L’isola nel cinema e nell’immaginario contemporaneo

Anche il cinema ha evocato e rivisitato il mito dell’isola sperduta, con i suoi chiaroscuri drammatici e i monologhi dei naufraghi che vi trovano rifugio. Basti pensare a Cast Away, dove un magnifico Tom Hanks interpreta Chuck Noland, dirigente operativo della FedEx e unico superstite di un incidente aereo. Noland finisce arenato sulla spiaggia di Monuriki, un piccolo atollo disabitato dell’arcipelago delle Mamanuca, nelle Figi, e vi rimane per quattro anni, mentre amici e fidanzata lo credono disperso in mare. Si salverà con coraggio, arricchito da un’esperienza unica e straordinaria che gli permetterà di conservare la speranza ad ogni nuovo incrocio che la vita gli porrà davanti.

Le isole come rifugio dei desideri e dei timori

In questo libro che ci conduce ai confini del mondo troviamo una mappatura geografica, storica e aneddotica dei luoghi visitati dall’autore. Ogni lettore può adottarne uno e immedesimarsi in un viaggio immaginario carico di suggestione.

Gli uomini del nostro tempo non hanno perduto il desiderio della scoperta e l’utopia dell’appagamento lontano. Anzi, in questa epoca di globalizzazione e omologazione culturale, di incertezze emotive, relazioni umane problematiche e solitudini inespresse, sognare un’isola remota dove staccare la spina dalle ansie e dalle pressioni di una realtà appiattita e eterodiretta dai social e dai media diventa un rifugio dell’anima. Qui, persino i timori dell’ignoto risultano soverchiati dalle molte insicurezze del presente.

La fantasia come bussola

Leggere, chiudere gli occhi e sognare diventa una medicina per lo spirito, un viaggio concesso a tutti, ricordando le parole di Albert Einstein: “La fantasia è più importante della conoscenza” e quelle di Rita Levi Montalcini: “L’immaginazione sa andare oltre il pensiero codificato”.

Perché, come scrisse Antoine de Saint-Exupéry nel Piccolo Principe, “L’essenziale è invisibile agli occhi”.

Il libro di Marco Lupis può essere acquistato su Amazon

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Pomodoro, lo scultore dell’invisibile

Arnaldo Pomodoro è scomparso ieri, nella sua casa di Milano, alla vigilia del 99° compleanno. Un’icona della scultura contemporanea, celebre per le sue sfere in bronzo che catturano l’attenzione e la mente, invitandoci a riflettere sull’interiorità e sul senso ultimo delle cose .

“Una delle voci più autorevoli, lucide e visionarie”

Così Carlotta Montebello, direttrice generale della Fondazione Pomodoro, ha ricordato il Maestro:

“Con la scomparsa di Arnaldo Pomodoro il mondo dell’arte perde una delle sue voci più autorevoli, lucide e visionarie. Il Maestro lascia un’eredità immensa”  .

Questa dichiarazione, impeccabile nella misura e nella forza, suggerisce un’eredità non solo estetica, ma intellettuale e spirituale.

Le sfere: simboli di fragilità e profondità

Le famose Sfera con sfera, illuminate dalla superficie levigata e dalle crepe che svelano dettagli interni, incarnano la tensione tra luce e ombra, tra perfezione esteriore e complessità interiore. “Le sue sfere ferite ci parlano ancora oggi di fragilità e complessità dell’umano e del mondo”, ha osservato il ministro della Cultura Alessandro Giuli  .

Pomodoro ha saputo tradurre il senso del sacro in opere con finalità liturgiche: altari e croci per Sant’Anna a Sciara e per Padre Pio a San Giovanni Rotondo. In queste sculture, il bronzo inciso non è mai puramente decorativo, ma carico di riferimenti spirituali, dolore e speranza intessuti insieme.

Arte e spiritualità senza retorica

Più che maestro di estetica, Pomodoro era filosofo-materiale, un demiurgo che operava nel dialogo tra pieno e vuoto, superficie e struttura nascosta. Le sue sculture sono portali verso una dimensione trascendente, strumenti che inducono lo spettatore a fermarsi davanti all’invisibile.

La Fondazione continuerà a preservare l’opera e lo spirito di Pomodoro, conmostre, ricerche e iniziative rivolte ai giovani, nell’intento di trasmettere una visione dell’arte come ricerca di senso, intreccio tra materia e anima .

M.O., Trump: risposta "molto debole" dell’Iran, abbattuti 13 missili

Roma, 23 giu. (askanews) – “L’Iran ha ufficialmente risposto alla nostra distruzione dei loro impianti nucleari con una reazione molto debole, come ci aspettavamo, e che abbiamo contrastato in modo molto efficace”: lo ha scritto su Truth il presidente americano Donald Trump, aggiungendo: “Sono stati lanciati 14 missili: 13 sono stati abbattuti e uno è stato ‘liberato’, perché diretto in una direzione non minacciosa”.

“Sono lieto di annunciare che NESSUN americano è rimasto ferito e che non ci sono stati danni”, ha rimarcato Trump, che ha poi proseguito dicendo di voler “ringraziare l’Iran per averci avvisato, il che ha permesso che non ci fossero morti e feriti”.

Wall Street chiude in rialzo, DJ +0,89% dopo inatteso crollo petrolio

Roma, 23 giu. (askanews) – Chiusura in rialzo con un rafforzamento sul finale a Wall Street, al termine di una giornata iniziata con cali delle Borse in Asia ed Europa e proseguita con dinamiche altalenanti, in un quadro di volatilità. E con un clamoroso crollo dei prezzi del petrolio, dopo le impennate viste in mattinata, alla riapertura a seguito dell’attacco che venerdì gli Usa hanno lanciato contro gli impianti di arricchimento dell’uranio in Iran. A fine contrattazione il Dow Jones segna più 0,89%, l’S&P 500 più 0,96% e il Nasdaq più 0,94%.

Torna a calare il dollaro, che stamattina era risalito, e l’euro in serata risale a 1,1577 sul biglietto verde.

Ma appunto a caratterizzare la seduta è stato l’anomalo collasso dei prezzi dell’oro nero. Apparentemente di è innescato dopo che da un lato la rappresaglia iraniana – con lanci di missili su alcune basi Usa in Qatar – non ha fatto né vittime, né feriti, e non è sembrata in grado di compromettere in maniera sensibile le forniture di greggio dalla regione; dall’altro mentre il presidente Usa Donald Trump ha lanciato richiami agli operatori a non aumentare i prezzi.

Le quotazioni sono arrivate a crollare di oltre il 7%. In serata il Brent perde il 6,82% 71,76 dollari. Negli scambi dell’afterhours il West Texas Intermediate cade del 6,84% a 68,79 dollari. In flebile rialzo l’oro a 3.394 dollari l’oncia. (fonte immagine: The White House).

Missili Iran, Meloni: vicinanza a Qatar, tornare a tavolo negoziale

Roma, 23 giu. (askanews) – “A nome del Governo italiano desidero esprimere la mia sincera vicinanza al Qatar per l’attacco iraniano subito in queste ore sul suo territorio. Sono in costante contatto con l’Emiro al-Thani e tutti gli attori del golfo da quando si è ulteriormente aggravata la crisi”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Siamo tutti d’accordo – aggiunge – sulla necessità di ritornare immediatamente al tavolo negoziale e riprendere un dialogo politico che possa dare una prospettiva di pace e stabilità alla regione”.

Missili Iran, Meloni: vicinanza a Qatar, tornare a tavolo negoziale

Roma, 23 giu. (askanews) – “A nome del Governo italiano desidero esprimere la mia sincera vicinanza al Qatar per l’attacco iraniano subito in queste ore sul suo territorio. Sono in costante contatto con l’Emiro al-Thani e tutti gli attori del golfo da quando si è ulteriormente aggravata la crisi”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Siamo tutti d’accordo – aggiunge – sulla necessità di ritornare immediatamente al tavolo negoziale e riprendere un dialogo politico che possa dare una prospettiva di pace e stabilità alla regione”.

Difesa, Crosetto: i soldati italiani in Iraq, Kuwait e Qatar sono al sicuro

Roma, 23 giu. (askanews) – “Sono in corso attacchi contro alcune strutture presenti nei territori del Qatar, della Siria e dell’Iraq. Posso rassicurare che tutti i militari italiani presenti in Iraq, Kuwait e Qatar, hanno tempestivamente adottato tutte le procedure di sicurezza previste, incluso – laddove necessario – lo spostamento preventivo in aree sicure. Tali attacchi rientrano nel quadro delle ipotesi operative già considerate nei giorni scorsi dai tecnici della Difesa, che avevano subito disposto il riposizionamento prudenziale dei contingenti italiani nei teatri interessati. Ad oggi, tutto il personale è quindi al sicuro e non si registrano conseguenze né criticità per i nostri militari impiegati nelle missioni internazionali”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto.

“Sono in costante contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, e con il Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Iannucci, per monitorare con attenzione l’evolversi della situazione” ha detto ancora il ministro. “Sono inoltre in contatto con i miei omologhi internazionali per una valutazione condivisa degli eventi. La sicurezza delle nostre donne e dei nostri uomini in uniforme è, e resterà sempre, la priorità assoluta”.

Schlein a Meloni: volevi fare pontiera, ma Trump ha abbattuto ponte

Roma, 23 giu. (askanews) – “Lei voleva fare da pontiera tra Stati uniti e l’Unione europea, ma quel ponte l’ha già fatto crollare Trump”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein durante la dichiarazione di voto al termine del dibattito sul Consiglio europeo, rivolgendo alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Trump ha cancellato quell’ambizione “prima con la sua guerra commerciale dei dazi, poi umiliando l’Ucraina – che invece dobbiamo continuare a sostenere – poi, strizzando l’occhio a Putin, ora bombardando l’Iran dietro a Netanyahu, con rischio di aprire un conflitto su scala globale”.

Consorzio San Daniele DOP inaugura impianto di sostenibilit

Udine, 23 giu. (askanews) – Nella localit di Trasaghis, situata a pochi chilometri da San Daniele del Friuli, stato inaugurato il nuovo impianto per il recupero e la valorizzazione degli scarti salini derivanti dalla produzione del Prosciutto di San Daniele DOP. Nella mattinata di luned 23 giugno il Consorzio ha presentato una novit che, realizzata attraverso la societ controllata Promo San Daniele Srl, rappresenta una delle pi rilevanti azioni in chiave di sostenibilit ambientale avviate dal comparto negli ultimi anni.

A fare gli onori di casa stata la sindaca del Comune di Trasaghis Stefania Pisu:

“Siamo veramente orgogliosi che il Consorzio di San Daniele abbia scelto il nostro territorio per realizzare quest’impianto perch rappresenta a tutti gli effetti un modello, un esempio di economia circolare e di sostenibilit ambientale. Il nostro territorio ha la fortuna, pur essendo una piccola realt, di avere una zona industriale che all’epoca stata sapientemente strutturata e organizzata, per cui siamo orgogliosi che ad oggi abbia di nuovo vitalit e possa rifiorire ancor di pi con l’insediamento di un’azienda che ha un nome, una storia, una certa solidit e un prodotto d’eccellenza”.

Unica nel suo genere a livello europeo, la struttura permette di trattare e rigenerare due tipologie di rifiuti, il sale solido esausto e la salamoia, trasformandoli in prodotti riutilizzabili nell’ambito del trattamento stradale antighiaccio, della concia delle pelli e dell’industria. A sottolineare l’importanza dell’impianto il Direttore Generale del Consorzio Mario Emilio Cichetti:

“La sostenibilit uno dei pezzi della nostra filosofia. Essendo un prodotto d’indicazione geografica fortemente legato a un territorio, il legame con l’ambiente e il rispetto dell’ambiente sono due pilastri importanti della nostra filosofia e quindi questo un dato concreto, un esempio concreto di quello che abbiamo voluto fare e potuto fare, in termini concreti, per tutto l’ambiente”.

Il trasporto dei rifiuti salini, prima fuori regione, ora quasi completamente eliminato: gli automezzi che partono da San Daniele del Friuli percorrono solo 35 km tra andata e ritorno, con una riduzione delle distanze stimata dell’88% e una conseguente diminuzione del 90% delle emissioni di CO2. L’impianto quindi anche un vanto per la Regione Friuli-Venezia Giulia, come ammesso dall’assessore regionale alle attivit produttive e turismo Sergio Emidio Bini:

“Siamo abituati a dare esempi positivi anche ad altre regioni d’Italia. Questa stata un’idea eccellente che abbiamo portato avanti assieme al Consorzio fin dal 2020. I tempi per il rilascio delle autorizzazioni sono stati molti brevi, a dimostrazione dell’efficienza della macchina regionale”.

L’inaugurazione segna una tappa fondamentale all’interno dell’articolato programma di azioni di sostenibilit avviato ormai da tempo dal comparto legato alla produzione del San Daniele DOP.

40 anni di prog-metal: i Dream Theater festeggiano l’anniversario

Milano, 23 giu. (askanews) – La storica prog-metal band statunitense Dream Theater torna in Italia nel contesto del “40th Anniversary Tour”, festeggiando quattro decadi di carriera con cinque imperdibili concerti estivi. Le tappe italiane, concentrandosi tra fine giugno e metà luglio 2025, sono le seguenti: 30 giugno 2025, Marostica (Marostica Summer Festival Volksbank) 1 luglio 2025, Lucca (Lucca Summer Festival) 2 luglio 2025, Pompei (Anfiteatro degli Scavi) 4 luglio 2025, Taormina (Teatro Antico) 17 luglio 2025, Torino (Scalo Eventi Torino) Il tour, iniziato a ottobre 2024, è reso ancor più suggestivo dal ritorno alla batteria di Mike Portnoy, membro fondatore, assente dal gruppo da tredici anni. Le scaletta, in stile “Evening With”, unisce i brani che hanno fatto la storia della band, tra cui “Pull Me Under”, “Under a Glass Moon” e “Octavarium”, a pezzi estratti del recente Parasomnia, album uscito il 7 febbraio 2025. Questo lavoro, incentrato sui disturbi del sonno, ha ricevuto consensi sia dalla critica che dal pubblico, confermando la capacità creativa dei Dream Theater anche dopo quarant’anni di attività. La band, nata nel 1985 a Boston per iniziativa di John Petrucci, John Myung e Mike Portnoy, ha definito il genere prog-metal. Il ritorno di Portnoy in formazione non è soltanto un avvenimento simbolico, ma riafferma quella complicità artistica che ha reso unici i loro primi lavori.

Meloni: non coinvolti su operazione Iran, dialogo con opposizioni

Roma, 23 giu. (askanews) – L’Italia “non è impegnata militarmente” nella crisi tra Israele e Iran e nel caso in cui gli Usa chiedessero l’autorizzazione all’utilizzo delle basi Nato italiane ci sarà “un passaggio parlamentare”. Giorgia Meloni parla alla Camera proprio mentre da Teheran partono i missili contro le basi americane in Iraq e Qatar.

L’appuntamento è quello delle consuete comunicazioni in vista del Consiglio europeo, ma naturalmente gran parte del discorso della premier, così come degli interventi e della replica, riguarda proprio l’escalation in Medio Oriente. I toni sono relativamente pacati rispetto ad altre occasioni simili. Meloni – dopo la telefonata di ieri con Elly Schlein – dice subito di ritenere “importante” e di voler “ampliare” il dialogo sul tema con le opposizioni. E nella replica (in cui di solito alza molto i toni) premette subito di non voler fare “polemiche” e di voler evitare “toni da campagna elettorale” perchè i cittadini vivono una situazione di “preoccupazione”. Meloni, accusata di non aver mai citato Trump e Netanyahu (“Ma non ho problemi a farlo), si ‘scalda’ un po’ solo per smentire la “subalternità” del Paese agli Usa e soprattutto contro chi la accusa di autoproclamarsi “leader di una nazione che conta”. “Io – replica alzando la voce – sono la leader di una nazione che conta, non perché io conto, ma perché sono presidente del Consiglio di una nazione che si chiama Italia”.

Per quanto riguarda i contenuti, per la premier (che annuncia il possibile trasferimento temporaneo dell’ambasciata italiana di Teheran in Oman) la crisi Israele-Iran porta con sé “potenziali enormi rischi”. Nessuna condanna per l’attacco Usa, come invece negli stessi minuti fa il presidente francese Emmanuel Macron, perché “reputiamo molto pericolosa l’ipotesi che l’Iran si doti dell’arma nucleare”. Infatti “un Iran come potenza nucleare non rappresenterebbe solamente un pericolo vitale per Israele, ma avvierebbe una rincorsa a dotarsi di armi atomiche da parte degli altri attori dell’area, innescando un effetto domino molto pericoloso anche per noi. Siamo convinti che solo un’azione diplomatica coordinata possa garantire la pace nella regione”. Ma “è giunto il tempo di abbandonare ambiguità e distinguo: l’Iran deve evitare ritorsioni contro gli Stati Uniti e cogliere l’opportunità, oggi, di un accordo con Washington sul proprio programma nucleare, consapevole che è possibile portare avanti un programma civile in un modo che garantisca la totale assenza di fini militari”.

La crisi con l’Iran non deve comunque far dimenticare la situazione in Palestina dove “la legittima reazione di Israele a un terribile e insensato attacco terroristico sta assumendo forme drammatiche e inaccettabili, che chiediamo a Israele di fermare immediatamente”. Ciò nonostante l’Italia, spiega, “non è favorevole” alla “sospensione dell’accordo di associazione Ue-Israele” perchè “contribuirebbe all’isolamento” dello Stato ebraico e sarebbe “controproducente” rispetto alle possibilità di un dialogo. La “priorità” di Roma è “il cessate il fuoco a Gaza” e per questo “sono necessarie scelte coraggiose, in primo luogo da parte di Israele. È necessario un processo politico che conduca alla soluzione dei due Stati, con garanzie di sicurezza reali e credibili per Israele e una piena normalizzazione dei rapporti con il mondo arabo e islamico, portando a compimento il processo avviato con gli Accordi di Abramo”. Nonostante i venti di guerra, Meloni vede anche spiragli di ottimismo perchè il Medio Oriente è “profondamente cambiato” – con nuove leadership in Siria e Libano – e “ci sono in tutto il mondo arabo, e in particolare nel Golfo, leader interessati a un futuro di pace e opportunità economiche, che sono pronti a lavorare a un quadro regionale in cui Israele possa essere pienamente integrato, come un partner e non un nemico”.

Se la crisi in Medio Oriente è al centro dell’attenzione, non deve passare in secondo piano la guerra in Ucraina. Meloni ribadisce il “sostegno” a Kiev e la necessità di esercitare una “pressione coordinata” sulla Russia. Per questo l’Italia sostiene il diciottesimo pacchetto sanzionatorio che Bruxelles dovrebbe approvare entro la settimana. “L’obiettivo immediato è un cessate il fuoco che fermi i combattimenti e lasci il campo alla diplomazia, per discutere un vero e duraturo accordo di pace, che giocoforza avrà un impatto anche sull’architettura di sicurezza europea”, dice, sottolineando che “la Federazione Russia deve ora dimostrare di volersi seriamente impegnare al tavolo negoziale. Al momento, purtroppo, non vediamo questo impegno, come dimostrano i sistematici e premeditati attacchi russi contro gli obiettivi civili, particolarmente alla vigilia di eventi importanti”.

Meloni, domani, dopo il dibattito e la replica in Senato e il consueto pranzo al Quirinale, partirà per l’Aja, per partecipare al summit della Nato, in cui “saremo chiamati ad assumere impegni all’altezza della complessità del tempo che viviamo”. Impegni che dovranno essere “chiari, trasparenti e soprattutto sostenibili dal punto di vista economico e finanziario” e a questo proposito, a livello europeo, occorre “rendere compatibili le regole del Patto di stabilità con l’incremento delle spese di difesa”. Gli impegni richiesti dalla Nato (3,5% del Pil in spese di difesa e 1,5% in spese di sicurezza) sono “importanti ma necessari” e il governo li “rispetterà restando un membro di prim’ordine della Nato”. Grazie alla mediazione, comunque, è stato ottenuto “un periodo temporale di 10 anni per raggiungere il 3,5% di spese per la difesa, libertà sugli aumenti annuali senza alcun limite minimo anno per anno e possibilità di revisione degli impegni nel 2029”. Un percorso, ha assicurato, “compatibile con tutte le altre priorità del governo perché non distoglieremo risorse da ciò che consideriamo importante per il benessere degli italiani”.

Sui migranti – tema nell’agenda del summit Ue – la premier rivendica il ruolo dell’Italia nell’ottenere “un deciso cambio di passo” dell’Ue. Tra le altre cose la lista europea di Paesi di origine sicuri, attacca, “fa giustizia di tante, troppe, decisioni dettate da una distorta lente ideologica alle quali abbiamo assistito, per mesi, qui in Italia. Toccherà ora ai legislatori europei, Consiglio e Parlamento, portare avanti rapidamente i relativi negoziati”. A margine del Consiglio si terrà anche la riunione del gruppo di lavoro sull’immigrazione promosso da Italia, Danimarca e Paesi Bassi, di cui entra a far parte anche la Germania. La presidente del Consiglio ricorda poi la lettera aperta del 22 maggio in cui si chiede di aprire una riflessione sulle Convenzioni internazionali e sulla loro capacità “di saper affrontare efficacemente le questioni del nostro tempo”. Una riflessione – garantisce – che non intende “indebolire queste Convenzioni o i valori che incarnano” ma che deve essere fatta senza “tabù”.

Per quanto riguarda i temi economici sul tavolo di Bruxelles, l’Italia chiede la “rapida attuazione” del Piano d’azione industriale per il settore automobilistico europeo presentato dalla Commissione ma, aggiunge, “continua a mancare un solido e inequivocabile riferimento alla neutralità tecnologica”. Su questo, annuncia, “sto lavorando insieme al presidente Macron e al cancelliere Merz per definire delle linee comuni a sostegno del settore automobilistico europeo”.

Per la chiusura, la premier si affida a una citazione di Margaret Thatcher: “Non dimentichiamoci mai – dice – che il nostro stile di vita, i nostri valori, tutto quello che vogliamo raggiungere non sarà assicurato da quanto siano giuste le nostre cause, ma sarà assicurato da quanto è forte la nostra difesa”.

Salernitana sconfitta a tavolino e 2 gare a porte chiuse

Roma, 23 giu. (askanews) – Sconfitta per 0-3 a tavolino e obbligo di disputare due gare a porte chiuse. Sono queste le sanzioni che il giudice sportivo di Serie B Ines Pisano, “vista la gravità dei fatti” ha inflitto alla Salernitana in relazione al playout di ritorno con la Sampdoria disputato ieri sera, domenica 22 giugno, allo stadio “Arechi” di Salerno. La partita è stata prima interrotta e poi sospesa definitivamente nel secondo tempo per le intemperanze di parte dei tifosi di casa, determinando la retrocessione della squadra campana in serie C.

Tennis, Sonego vince all’esordio a Eastbourne

Roma, 23 giu. (askanews) – Lorenzo Sonego vince e convince all’esordio all’Atp 250 di Eastbourne. Il torinese ha sconfitto l’ungherese Fabian Marozsan, n. 58 Atp, con lo score di 6-2, 6-4 in un’ora e 19 minuti. Una buona prestazione da parte di Sonego, abile a gestire le insidie dovute al forte vento. Lorenzo ha dominato il primo parziale (in cui Marozsan ha commesso 16 gratuiti con solo 2 vincenti), poi ha indirizzato il secondo set con un break in apertura. Un parziale in cui l’azzurro è salito sia per vincenti che rendimento al servizio. Alla seconda vittoria su quattro partite giocate finora sull’erba, Sonego sfiderà al 2° turno il francese Ugo Humbert, testa di serie n. 4 del torneo. Tra i due ci sono sette precedenti: il bilancio è 4-3 per il transalpino che quest’anno ha fermato Sonego nei quarti a Marsiglia (su cemento indoor).

Cena dei mille con chef Perbellini, a Parma eccellenza di squadra

Milano, 23 giu. (askanews) – Parma indossa il vestito buono ma non per vanit: lo fa per raccontare le sue eccellenze gastronomiche con la sesta edizione della Cena dei Mille, che il 9 settembre trasformer il centro della citt ducale in una tavolata da record. Organizzata da Fondazione Parma UNESCO Creative City of Gastronomy, la manifestazione il fiore all’occhiello di un territorio che genera 11 miliardi di euro, di cui 5 dall’export, grazie alle sei filiere della Parma Food Valley.

Protagonista sar il tre Stelle Michelin Giancarlo Perbellini, che raccoglie il testimone da una lunga lista di chef di fama. “E’ una grande sfida. Mille persone non si fanno mica tutti i giorni, una sfida anche per la squadra. Ho dei grandi trascorsi a Parma, ho un sacco di clientela di Parma, per cui per me uno dei luoghi del cuore”.

Perbellini, che non lascia nulla al caso nemmeno quando cucina per mille, ha firmato per l’occasione un antipasto che un piccolo esercizio d’equilibrismo gastronomico: uovo, hummus, pane alle noci e uvetta, gel al tamarindo. Un piatto pensato per essere cremoso, con “una certa acidit” e per essere replicabile in serie senza perdere personalit: “il tamarindo perch comunque uno degli agrumi d’Italia e l’uovo perch un po’ la genesi della cucina… Mi sembrava simpatico partire con uno dei degli ingredienti fondamentali poi della cucina italiana”.

La cena si snoder su una tavolata lunga circa 400 metri in Piazza Garibaldi e Strada della Repubblica. Il men di quattro portate inizier con l’aperitivo curato da Parma Quality Restaurants, con i prodotti principali delle sei filiere della Food Valley e con IGP e DOP locali. Il primo piatto sar di Parma Quality Restaurants, il secondo di ALMA-La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, e il dessert di Chef to Chef.

Spiega Massimo Spigaroli, presidente Fondazione Parma UNESCO Creative City of Gastronomy: “La cena dei mille rappresenta una grande organizzazione, rappresenta un mettere insieme le persone, rappresenta e fa vedere che comunque quando ci si mette assieme si pu osare. E noi ci riusciamo. Sulle basi di una grande tradizione, che quella di un territorio allargato che quello di Parma, la sua provincia, ma un po’ di tutta una parte dell’Emilia Romagna. Alla fine con tutte le nuove tecnologie, con i nuovi prodotti che si sta territorio, tu puoi fare una nuova cucina del territorio sulla base di un sapore per della tradizione”.

L’evento nasce con l’ambizione di essere un volano di marketing territoriale. Ma la sua natura inclusiva, ha sottolineato Spigaroli, a renderlo davvero unico: “Parma partecipa, diciamo, massicciamente perch un evento condiviso da tutta la citt, che si aggrega attorno a questo grande riconoscimento che ‘Parma, citt creativa della gastronomia UNESCO”.

I biglietti, al costo di 150 euro pi prevendita, saranno in vendita su Vivaticket dal 9 luglio alle 10. Parte del ricavato sar devoluta in beneficenza.

Spigaroli conclude esprimendo il suo augurio per i partecipanti: “Il buon cibo, l’organizzazione, la visita di una citt, di una bella citt ospitale, ma soprattutto la qualit di ogni cosa che succede nel nostro territorio”.

Iran, Meloni: se Usa chiederenno basi ci sarà passaggio Camere

Roma, 23 giu. (askanews) – In merito all’utilizzo delle basi, “ho già detto che l’Italia non è impegnata militarmente, non ha partecipato e non partecipa, non è stato chiesto l’uso delle basi, che comunque potranno essere usate solo con l’autorizzazione del governo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla Camera durante la replica dopo le comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo.

“Credo sia velleitario speculare su scenari che non si sono verificati, certe decisioni non si prendono su basi ideologiche. In ogni caso posso dire che non penso accadrà, ma posso garantire che una decisione del genere dovrà fare un passaggio parlamentare, a differenza di quello che è accaduto quando al governo non c’eravamo noi” ha aggiunto.

M.O., Meloni: contrari a sospensione accordo Ue-Israele

Roma, 23 giu. (askanews) – “Non siamo favorevoli alla sospensione dell’accordo di associazione Ue-Israele e non siamo soli”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella replica a seguito del dibattito sulle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo.

“Non ignoriamo – ha precisato – quel che accade a Gaza ma non vogliamo contribuire all’isolamento di Israele, che da sempre è l’obiettivo del fondamentalismo a partire da Hamas” e potrebbe aprire “scenari catastrofici”.

Sarebbe anche, per la premier, “controproducente prendere iniziative che potrebbero chiudere il canale di dialogo Ue-Israele che è importante e può portare risultati, in particolare per il cessate il fuoco. Le persone si salvano non con le parole o le manifestazione ma con i fatti e sui fatti sono concentrata. Ed è un fatto che anche grazie alle nostre posizioni pragmatiche l’Italia è una delle nazioni al mondo che ha potuto aiutare di più popolazione di Gaza”.

Iran, Meloni: se gli Usa ci chiederenno le basi ci sarà un passaggio Camere

Roma, 23 giu. (askanews) – In merito all’utilizzo delle basi, “ho già detto che l’Italia non è impegnata militarmente, non ha partecipato e non partecipa, non è stato chiesto l’uso delle basi, che comunque potranno essere usate solo con l’autorizzazione del governo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla Camera durante la replica dopo le comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo.

“Credo sia velleitario speculare su scenari che non si sono verificati, certe decisioni non si prendono su basi ideologiche. In ogni caso posso dire che non penso accadrà, ma posso garantire che una decisione del genere dovrà fare un passaggio parlamentare, a differenza di quello che è accaduto quando al governo non c’eravamo noi” ha aggiunto.

Inwit e i suoi primi 10 anni in Borsa: investiamo per Tlc efficienti

Milano, 23 giu. (askanews) – Dieci anni vissuti di corsa in Piazza Affari, con il titolo che ha fatto meglio del Ftse Mib: azioni passate da 3,65 a oltre 10 euro. Inwit festeggia il suo primo decennio in Borsa: nata come spin off di Tim, la societ vale oggi 9,5 miliardi e garantisce connettivit agli operatori di Tlc, grazie alle 25mila torri distribuite sul territorio. Alfiere del 5G made in Italy, Inwit ha centrato nel 2024 oltre 1 miliardo di ricavi, con un utile netto di 354 milioni. Tra il 2025 e il 2030 previsti 1,5 miliardi di investimenti.

Il direttore generale, Diego Galli. “Inwit nel corso di dieci anni si profondamente trasformata, andata attraverso una importante crescita dimensionale. Ci troviamo in un settore in profonda trasformazione, in cui i nostri clienti, gli operatori delle telecomunicazioni, si stanno trasformando e l’industria si evolve per percorrere un percorso di ritorno dell’investimento di maggiore sostenibilit. Tutto questo importante perch il Paese ha bisogno di investimenti in digitalizzazione e ha bisogno di supportare il continuo incremento del traffico dati. Inwit gioca il ruolo di operatore infrastrutturale con infrastrutture aperte, neutrali e disponibili per tutti. Abbiamo capacit di investimento a supporto dell’efficientamento dell’industria”.

Inwit al centro del processo di digitalizzazione del Paese e oltre ad offrire connettivit agli operatori Tlc ha sviluppato una rete di copertura dedicata per 130 ospedali, 10 musei e pi di 20 tra aeroporti, metropolitane e stazioni. Un percorso di crescita visto da vicino dal presidente Oscar Cicchetti, che c’era anche dieci anni fa come amministratore delegato.

“S, c’ero. E sono molto orgoglioso di esserci dopo 10 anni. Inwit stata la prima tappa del percorso di separazione delle infrastrutture e delle reti di telecomunicazioni mobili. Inwit una storia di execution, la visione era chiara: in questi 10 anni, i manager, i professionisti e le persone di Inwit sono state capaci di deliverare tutto quello che era stato promesso e io sono convinto che i prossimi 10 anni saranno ancora di delivery di successo e di crescita sostenibile”.

Nel piano industriale al 2030, Inwit conferma il percorso di crescita e l’espansione del core business, pi torri e grandi progetti di copertura. Per remunerare gli azionisti, previsti dividendi in crescita annua di almeno il 5% fino al 2030.

Dollaro torna a calare, anche Bowman aperta a taglio tassi Fed luglio

Roma, 23 giu. (askanews) – Brusco cambio di rotta del dollaro sul mercato dei cambi, la valuta statunitense torna a calare e l’euro rimbalza a 1,1537 sul biglietto verde dopo che la vicepresidente della Federal Reserve, Michelle Bawman si è a sua volta mostrata aperta all’ipotesi di un taglio ai tassi di interesse a luglio. Precedentemente il dollaro era in risalita, secondo vari analisti essendo tornato ad essere un porto sicuro per gli investitori nella fase di rinnovata tensione dopo l’attacco Usa venerdì scorso contro impianti di arricchimento dell’uranio dell’Iran, e l’euro era sceso fino a 1,1454.

Si profila intanto un direttorio della Fed più diviso, dopo le continue pressioni del presidente Usa Donald Trump per una riduzione del costo del danaro. Precedentemente, anche Christopher Waller si era mostrato favorevole a un taglio dei tassi a luglio.

Per parte sua la Bce invece appare orientata a mantenere lo status quo al Consiglio direttivo che si svolgerà il 24 luglio. Sempre oggi la presidente Christine Lagarde, in una audizione al Parlamento europeo, ha ripetuto la formula in cui mercati analisti avevano precedentemente letto un segnale di pausa: con l’ultimo taglio dei tassi “rieniamo che siamo in una buona posizione per navigare le attuali circostanze di incertezza”.

Il direttorio della Federal Reserve, il Fomc si terrà martedì 29 e mercoledì 30 luglio. (fonte immagine: Federal Reserve).

Iran, Lagarde: non c’è dubbio che il blocco dello stretto di Hormuz farebbe salire l’inflazione

Roma, 23 giu. (askanews) – “Non c’è dubbio” che una grave limitazione del traffico di petroliere nello stretto di Hormutz “avrebbe ricadute inflazionistiche sul breve termine. Ci sarebbe certamente un impatto sui prezzi di petrolio e gas, che potrebbe essere di portata e durata tali da innescare effetti di secondo livello”, che andrebbero quindi oltre la sola energia. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde durante un’audizione al Parlamento europeo.

“Questa è una fonte di preoccupazione ed è un punto che dobbiamo monitorare molto attentamente”, ha aggiunto.

“Speriamo che le parti possano sedersi a un tavolo e negoziare. E auspicabilmente arrivare a un accordo che eviti le conseguenze economiche che ho menzionato”. In generale Lagarde si è detta “felice che siamo nella posizione economica in cui siamo”, “ma non c’è dubbio – ha avvertito – che sul breve termine se questo rischio si materializzasse avrebbe ricadute inflazionistiche, sul medio e lungo termine è più difficile valutare”.

M.O., Lagarde: se si blocca Hormuz non c’è dubbio che sale inflazione

Roma, 23 giu. (askanews) – “Non c’è dubbio” che una grave limitazione del traffico di petroliere nello stretto di Hormutz “avrebbe ricadute inflazionistiche sul breve termine. Ci sarebbe certamente un impatto sui prezzi di petrolio e gas, che potrebbe essere di portata e durata tali da innescare effetti di secondo livello”, che andrebbero quindi oltre la sola energia. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde durante una audizione al Parlamento europeo.

“Questa è una fonte di preoccupazione ed è un punto che dobbiamo monitorare molto attentamente”, ha aggiunto.

“Speriamo che le parti possano sedersi a un tavolo e negoziare. E auspicabilmente arrivare a un accordo che eviti le conseguenze economiche che ho menzionato”. In generale Lagarde si è detta “felice che siamo nella posizione economica in cui siamo”, “ma non c’è dubbio – ha avvertito – che sul breve termine se questo rischio si materializzasse avrebbe ricadute inflazionistiche, sul medio e lungo termine è più difficile valutare”.

Fiscoeasy: innovazione per partite IVA forfettarie

Roma, 23 giu. (askanews) – Il mercato delle partite IVA in regime forfettario si trova spesso a fronteggiare la complessit della gestione fiscale, un problema che pu portare a errori e sanzioni. La necessit di strumenti che semplifichino il processo evidente, e Fiscoeasy sembra aver colto questa esigenza con il lancio di nuove utility digitali. Il suo fondatore Angela Nunzia Cuscito, intervistata in merito, ha dichiarato: ‘Si chiama Fiscoeasy la piattaforma che guida passo dopo passo l’utente nella compilazione della dichiarazione dei propri redditi’. Questo strumento innovativo permette ai titolari di partita IVA di monitorare i compensi e simulare le imposte in tempo reale, riducendo il margine di errore e semplificando il rapporto con il fisco.

La piattaforma stata recentemente aggiornata per includere un sistema di contatore per i compensi del regime forfettario, che avvisa il cliente dei compensi incassati e verifica il rispetto dei limiti normativi. ‘Abbiamo ultimamente appunto riformato il prodotto’, ha spiegato Rossano Cuscito, cofondatore di Fiscoeasy sottolineando come l’applicazione consenta di raccogliere tutta la documentazione necessaria online, eliminando la necessit di recarsi fisicamente presso lo studio del commercialista.

Oltre a questi strumenti, Fiscoeasy offre un simulatore in tempo reale che aiuta i clienti a comprendere quali saranno le imposte da versare nell’anno successivo, insieme ai contributi previdenziali. ‘L’obiettivo della piattaforma di semplificare il rapporto tra cittadino e fisco e di ridurre gli errori’, ha affermato Angela Nunzia, evidenziando l’importanza di un’interfaccia user-friendly e di un sistema che guida l’utente attraverso il processo fiscale.

Un altro aspetto innovativo di Fiscoeasy il percorso di formazione gratuito rivolto a liberi professionisti e psicologi. ‘Scopo quello di informare i nostri clienti, i nostri potenziali clienti delle modifiche fiscali’, ha detto Angela Nunzia, aggiungendo che i webinar offerti spiegano in modo semplice le novit normative e le opportunit fiscali per i professionisti.

L’impatto positivo di queste innovazioni sulla societ significativo. Facilitando la gestione fiscale, Fiscoeasy non solo riduce lo stress e il tempo dedicato a queste attivit, ma contribuisce anche a una maggiore compliance fiscale, riducendo il rischio di sanzioni. ‘Abbiamo rivista quest’area, prima era un’area dove c’erano delle cartelle dove depositare la documentazione’, ha spiegato Angela Nunzia, sottolineando come l’implementazione di nuove funzionalit renda il processo pi trasparente e accessibile.

Con l’adozione crescente di strumenti digitali come Fiscoeasy, si prevede una semplificazione ulteriore dei processi fiscali e un miglioramento della gestione finanziaria per i professionisti. ‘Accanto agli strumenti digitali, Fiscoeasy sta lanciando un percorso di formazione gratuito’, ha concluso Rossano, indicando che l’educazione continua sar un elemento chiave per affrontare le sfide fiscali future.

Due morti sul lavoro in poche ore, i sindacati: non possiamo continuare a contare le vittime

Roma, 23 giu. (askanews) – Due lavoratori hanno perso la vita a pochi minuti di distanza in due cave della Lombardia, una a Botticino (BS) e un’altra a Faloppio (CO). Le vittime avevano 53 e 57 anni e sono state schiacciate rispettivamente da una lastra e da un masso. Lo riferiscono Feneal, Filca e Fillea della Lombardia.

Un altro grave infortunio si è verificato in provincia di Lodi: un geometra di 49 anni è stato travolto da un rimorchio ed è attualmente ricoverato in prognosi riservata. Il settore delle cave, come quello dell’edilizia, è tra i più esposti al rischio di infortuni. Gli incidenti avvengono con particolare frequenza nelle cave più piccole, spesso isolate e difficili da raggiungere anche per i soccorritori.

“E’ urgente garantire una formazione adeguata per tutti i lavoratori – dicono i sindacati – evitare il lavoro in solitudine, intensificare i controlli sulle condizioni delle cave, dei macchinari e dei mezzi utilizzati. La manutenzione deve essere costante e ogni grave irregolarità va sanzionata con fermezza. Servono misure concrete ed efficaci. In Lombardia, nel solo settore delle costruzioni abbiamo registrato 21 morti nel 2024 e oltre 10 da inizio 2025. Non è più accettabile continuare così”.

Comunicazione, marketing e formazione: il futuro del mercato

Roma, 23 giu. (askanews) – Il mercato della comunicazione e del marketing in continua evoluzione, e le imprese si trovano spesso a dover affrontare sfide significative per rimanere competitive. One Group, con sede a L’Aquila, rappresenta un esempio di resilienza e innovazione, celebrando quest’anno i suoi 40 anni di attivit. La citt dell’Aquila, teatro di questa storia imprenditoriale, ha visto Francesca Pompa e suo marito, Duilio Chilante, affrontare momenti complessi, tra cui il devastante terremoto del 2009. “Abbiamo attraversato momenti veramente bui, come se fossimo ripartiti da capo. stata la nostra rinascita”, racconta Francesca Pompa, sottolineando come la passione e la volont di recuperare la propria storia abbiano guidato il loro percorso.

La comunicazione, il marketing e la formazione emergono come pilastri fondamentali per il successo delle imprese, secondo Pompa. “Noi come One Group abbiamo dato vita anche alla Q110, che la nostra societ di formazione, proprio perch crediamo, sono convinti, che la competitivit si gioca su questi tre fattori principali, che sono delle leve potentissime”, afferma. La visione di One Group si concentra sull’economia della conoscenza, un concetto che Pompa ritiene cruciale per la competitivit delle imprese moderne. “La competitivit si gioca non tanto sulla parte hardware del sistema, ma quando proprio sulla parte software”, aggiunge.

Guardando al futuro, Francesca Pompa vede un ruolo crescente per i giovani nel settore. “Servono le professionalit adeguate, ci vuole tanta formazione, tanta innovazione. E questo quello che pu veramente fare la differenza”, sostiene. One Group ha sempre investito nella formazione delle risorse, accogliendo giovani talenti e contribuendo alla loro crescita professionale. “Io colgo sempre i giovani nella nostra azienda, non mi spavento di formare le risorse. Ne abbiamo formate tante durante tutto il nostro percorso imprenditoriale e abbiamo visto anche poi che loro stessi poi sono diventati degli imprenditori a loro volta”, racconta Pompa.

L’impatto positivo di queste iniziative evidente non solo per l’azienda, ma anche per il territorio dell’Aquila, che beneficia di una maggiore visibilit e di un tessuto imprenditoriale pi dinamico. One Group si pone come un propulsore per il territorio, cercando di favorire iniziative che possano contribuire allo sviluppo locale. “Noi come comunicatori abbiamo cercato di favorire delle iniziative che potessero contribuire a dare visibilit alla nostra citt”, conclude Pompa.

Le prospettive future per One Group e per il settore della comunicazione e del marketing sono promettenti, con un focus crescente su innovazione e formazione continua. L’esperienza di One Group dimostra che, nonostante le sfide, possibile trasformare le difficolt in opportunit di crescita e sviluppo, contribuendo al contempo al progresso della comunit locale.

Meloni: la Russia continua a bombardare Kiev e mina ogni tentativo verso la pace, pronti a nuove sanzioni

Roma, 23 giu. (askanews) – “La Federazione russa deve ora dimostrare di volersi seriamente impegnare al tavolo negoziale, ma al momento purtroppo non vediamo questo impegno come dimostrano i sistematici e premeditati attacchi contro gli obiettivi civili particolarmente alla vigilia di eventi importanti come i bombardamenti su Kiev alla vigilia della presenza del presidente Zelens’kyj al vertice del G7”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle comunicazioni in aula alla Camera in vista della riunione del Consiglio europeo del 26 e 27 giugno 2025 “Come se il tentativo fosse invece quello di minare ogni tentativo di fare dei passi avanti verso la pace: in questa fase è importante esercitare sulla Russia una pressione coordinata, siamo pronti a farlo con il 18esimo pacchetto sanzionatorio attualmente in discussione a Bruxelles che si concentra sulla flotta di petroliere riconducibili alla Russia e che vengono utilizzate per aggirare le sanzioni più in generale sul settore energetico sul settore bancario”, ha aggiunto.

Nato, Meloni: manterremo impegni, no a Italia esposta e debole

Roma, 23 giu. (askanews) – Dal vertice Nato emergerà “l’impegno per tutti i membri ad arrivare al 3,5 in spese di difesa e 1,5% in spese di sicurezza, impegni importanti che l’Italia finché ci sarà questo governo rispetterà perché l’alternativa sarebbe più costosa e peggiore. Non lasceremo l’Italia esposta, debole, incapace di difendersi e di tutelare i suoi interessi”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

Iran, Meloni: nessun aereo è partito dalle nostre basi, non abbiamo preso parte alle azioni

Roma, 23 giu. (askanews) – Voglio “confermare quanto già è stato dichiarato dai ministri Tajani e Crosetto” e cioè che “nessun aereo americano è partito da basi italiane e la nostra nazione non ha in alcun modo partecipato ad azioni militari”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

La situazione tra Israele e Iran – ha sottolineato – “si è aggravata a seguito dell’attacco statunitense a tre siti nucleari iranaini, non ci sfuggono i potenziali enormi rischi derivanti da una ulteriore destabilizzazione di una regione già molto provata”.

Ed “è allo studio possibilità di ricollocare l’ambasciata a Teheran temporaneamente in Oman”, ha aggiunto Meloni, spiegando: “Siamo convinti che solo un’azione diplomatica coordinata possa garantire la pace nella regione ed è la ragione per la quale avevamo sostenuto con convinzione le negoziazioni tra USA e Iran che abbiamo ospitato come sapete a Roma in questi mesi”. “Siamo pronti a fare la nostra parte anche oggi, ma è giunto il tempo di abbandonare ambiguità e distinguo: l’Iran deve evitare ritorsioni contro gli Stati Uniti e cogliere l’opportunità oggi di un accordo con Washington sul proprio programma nucleare, consapevole che è possibile portare avanti un programma civile in un modo che garantisca la totale assenza di fini militari, gli Emirati Arabi uniti in questo senso sono un modello nella regione”, ha aggiunto.

La premier ha anche sottolineato la sua posizione nei confronti della drammatica situazione a Gaza: nei giorni del vertice Nato e della riunione del Consiglio europeo a Bruxelles, “ribadiremo un obiettivo prioritario per l’Italia che è il cessate il fuoco a Gaza” dove “la legittima reazione di Israele a un insensato attacco sta assumendo forme drammatiche e inaccettabili che chiediamo a Israele di fermare immediatamente”.

Ucraina, Meloni: Russia deve dimostrare di volersi impegnare nel negoziato

Roma, 23 giu. (askanews) – “La Federazione russa deve ora dimostrare di volersi seriamente impegnare al tavolo negoziale, ma al momento purtroppo non vediamo questo impegno come dimostrano i sistematici e premeditati attacchi contro gli obiettivi civili particolarmente alla vigilia di eventi importanti come i bombardamenti su Kiev alla vigilia della presenza del presidente Zelens’kyj al vertice del G7”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle comunicazioni in aula alla Camera in vista della riunione del Consiglio europeo del 26 e 27 giugno 2025

“Come se il tentativo fosse invece quello di minare ogni tentativo di fare dei passi avanti verso la pace: in questa fase è importante esercitare sulla Russia una pressione coordinata, siamo pronti a farlo con il 18esimo pacchetto sanzionatorio attualmente in discussione a Bruxelles che si concentra sulla flotta di petroliere riconducibili alla Russia e che vengono utilizzate per aggirare le sanzioni più in generale sul settore energetico sul settore bancario”, ha aggiunto.

M.O., Meloni: reazione Israele a Gaza ha forme inaccettabili, si fermi

Roma, 23 giu. (askanews) – Nei giorni del vertice Nato e della riunione del Consiglio europeo a Bruxelles, “ribadiremo un obiettivo prioritario per l’Italia che è il cessate il fuoco a Gaza” dove “la legittima reazione di Israele a un insensato attacco sta assumendo forme drammatiche e inaccettabili che chiediamo a Israele di fermare immediatamente”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

Bce, Lagarde ripete segnale di pausa tagli tassi: "Buona posizione"

Roma, 23 giu. (askanews) – Alla Bce con l’ultimo taglio dei tassi “rieniamo che siamo in una buona posizione per navigare le attuali circostanze di incertezza”. Lo ha ribadito la presidente della Christine Lagarde, nel testo della introduttivo della sua audizione al Parlamento europeo, ripetendo una formula che già in precedenza mercati avevano ampiamente interpretato come un segnale di pausa nella manovra di taglie ai tassi di interesse.

“Specialmente nelle circostanze attuali di eccezionale incertezza, seguiremo un approccio basato sui dati in cui le decisioni vengono prese volta per volta – ha riaffermato – per determinare la linea monetaria appropriata. Le nostre decisioni saranno basate sulle prospettive di inflazione e non ci vincoliamo a un particolare percorso dei tassi”.

Iran, risoluzione Pd: governo dica che Italia non partecipa ad attacchi

Roma, 23 giu. (askanews) – La risoluzione Pd impegna il governo “ad affermare con chiarezza, anche in sede di Consiglio europeo, che a seguito dell’attacco di Trump all’Iran non parteciperà ad azioni militari né consentirà che il nostro territorio possa essere utilizzato per fornire sostegno a una guerra che la comunità internazionale deve fermare”. E’ quanto si legge nel documento presentato dai democratici in vista del dibattito parlamentare sul Consiglio europeo.

“E’ necessario che il Governo italiano chiarisca la propria posizione superando ambiguità e contraddizioni: se vuole fermare una guerra dalle conseguenze incalcolabili e promuovere una de-escalation, deve chiedere la cessazione immediata delle azioni belliche sia alla parte israeliana che a quella iraniana”, scrive ancora il Pd nella risoluzione presentata in vista del dibattito parlamentare alla Camera sul Consiglio europeo.

Summit Nato all’Aia, Rutte al debutto nella sua città natale

L’Aia, 23 giu. (askanews) – In un contesto geopolitico sempre più complesso e con un’attualità internazionale molto concentrata sugli attacchi chirurgici Usa contro il programma nucleare iraniano, si tiene a metà pomeriggio all’Aia la conferenza stampa del segretario generale della Nato Mark Rutte pre summit (24-25 giugno).

Rutte gioca in casa questa settimana, visto che si trova nella sua città natale per il suo primo vertice da segretario generale, ma come allenamento ha avuto una intensa corsa contro il tempo negli ultimi giorni, caratterizzata da qualche colpo di scena, dopo un lungo e significativo percorso condiviso per trovare unità per gli impegni futuri tra gli alleati.

In queste ore la Spagna avrebbe ottenuto una formulazione nella dichiarazione finale che le lascerebbe più margini e la possibilità di arrivare con tempi, modi e cifre elastiche. La posizione di Madrid però si è fatta notare venerdì con la lettera del premier Pedro Sanchez, che da alcuni osservatori viene interpretata a uso e consumo di una politica nazionale spagnola segnata dagli scandali.

Qualcuno inoltre si è posto delle domande sulle tempistiche della lettera dalla Moncloa, giunta alla fine di un impegnativo e fruttuoso negoziato condotto da Italia, Francia, Gran Bretagna e altri, che spingevano e hanno ottenuto una significativa flessibilità (10 anni invece di 7 per arrivare all’obiettivo del 3,5% di spese core, una revisione nel 2029, senza aumenti prefissati di anno in anno, e ancora molta flessibilità per quanto riguarda le spese da inserire nel restante 1,5% per quello che genericamente viene indicato come infrastrutture).

Va anche detto che l’operato di Sanchez ha creato una breve e inevitabile condizione di stallo di 24 ore, in un contesto internazionale già abbastanza complicato di suo e in un frangente geopolitico che richiede grande responsabilità degli Alleati. Lo stallo si è concluso nel momento in cui il premier spagnolo ha messo sui social la risposta di Mark Rutte alla sua missiva, lasciando nei commenti margini di ambiguità costruttiva. (di Cristina Giuliano)

Cinecittà World e Luneur Park: David Tommaso nuovo general manager

Milano, 23 giu. (askanews) – Dal prossimo 14 luglio David Tommaso entrerà in Network Holding SpA con il ruolo di General Manager Amusement Parks per dirigere le attività e lo sviluppo di Cinecittà World, il parco divertimenti del cinema e della TV di Roma, Roma World, il parco tematico dell’antica Roma, il parco acquatico Aqua World e lo storico Luneur Park.

“Siamo lieti di dare il benvenuto a David Tommaso nel nostro team – dichiara Antonio Abete, Presidente e AD Cinecittà World Spa – la sua consolidata esperienza rappresenta un valore aggiunto per lo sviluppo dei nostri parchi”.

Professionista nel settore dell’intrattenimento, Tommaso ha sviluppato un’esperienza estesa nei parchi divertimento e acquatici contribuendo alla loro crescita come Direttore Marketing e Vendite a Leolandia e prima ancora a Zoomarine. A salutare il passaggio a questo nuovo incarico anche Giuseppe Ira, Presidente di Leolandia: “Ringrazio David Tommaso per l’ottimo lavoro svolto in questi anni e gli porgo i miei migliori auguri per questa nuova esperienza professionale”. Tommaso ha anche ricoperto ruoli di rilievo in diversi modelli di business nell’entertainment, tra cui direttore commerciale in Blockbuster, direttore vendite in Paramount H.E e sales director in Universal Pictures.

“Sono davvero felice e grato per questa opportunità – commenta Tommaso – ci impegneremo per arricchire l’esperienza dei parchi offrendo contenuti e servizi che possano sostenere il loro posizionamento distintivo e proseguire il processo di crescita”.

Tajani: l’Iran non colpisca le basi Usa, riattivare il dialogo

Bruxelles, 23 giu. (askanews) – “Ho parlato poco fa con il ministro degli Esteri dell’Iran per sollecitare ancora un’azione di reazione che non colpisca le basi americane, per cercare di riattivare un dialogo tra l’Iran e gli Stati Uniti. Ho proposto ancora una volta Roma come sede di questi incontri, così come è già accaduto due volte”. Lo ha riferito il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando ai giornalisti al suo arrivo al Consiglio Esteri oggi a Bruxelles.

Rispondendo alle domande dei reporter, Tajani ha anche chiarito che “le basi italiane non sono state utilizzate” dagli aerei militari americani che hanno rifornito di carburante in volo i bombardieri strategici B2 che hanno colpito le basi nucleari iraniane. “Non ci risulta assolutamente questo”, ha detto il ministro.

“Noi – ha continuato – stiamo lavorando per una de-escalation, ho ribadito che secondo noi l’Iran può procedere con la ricerca del nucleare civile ma non può procedere con il nucleare militare, cioè non può avere la bomba atomica. Ho altresì espresso la preoccupazione e la richiesta di non intervenire con la chiusura dello Stretto di Hormuz, cosa che potrebbe provocare un danno enorme all’economia, innanzitutto iraniana, ma anche di tutti gli altri paesi, compresa la Cina. Il nostro orientamento è quello di favorire una ripresa del dialogo con gli Stati Uniti in maniera diretta, cosa che chiedono gli americani”.

Quanto alle implicazioni di una eventuale chiusura dello Stratto di Hormuz, Tajani ha affermato: “Mi auguro che questo non accada. Ho insistito molto con il ministro degli Esteri iraniano che è stato molto attento alle nostre osservazioni”.

“E’ ovvio – ha ribadito il ministro – che la de-escalation è fondamentale, è l’impegno del governo italiano e deve essere l’impegno dell’Unione europea. E’ quello che cercheremo di fare oggi a Bruxelles: avere una linea chiara a favore della de-escalation. Che significa anche dire no alla bomba atomica iraniana. Ma mi pare che da questo punto di vista gli iraniani abbiano compreso bene che non possono seguire quella strada: devono ritornare indietro – ha puntualizzato – dalla linea rossa che avevano superato, così come aveva detto l’Agenzia nucleare delle Nazioni Unite”.

A una domanda sul feedback avuto dai ministri israeliano e iraniano nelle conversazioni di oggi, Tajani ha risposto: “Mi sembra di aver ricevuto grande attenzione da parte iraniana sulle proposte italiane, sui nostri suggerimenti. Ho chiesto garanzie per i nostri connazionali che sono in Iran, quelli che sono voluti rimanere, garanzie per la sicurezza della nostra ambasciata che è ancora aperta. Questo è un altro tema per noi di grande importanza. E mi sono raccomandato sulla de-escalation, sul nucleare, e ho trovato orecchie attente”.

“Per quanto riguarda Israele – ha aggiunto il ministro -, ho avuto anche la conferma dell’autorizzazione a proseguire con la missione europea a Rafah. Quindi anche i nostri carabinieri rimarranno lì e questo credo che sia una dimostrazione anche di attenzione, di riconoscenza, di riconoscimento del ruolo che i nostri carabinieri stanno svolgendo in un punto delicatissimo del Medio Oriente. Quindi me l’ha riconfermato il ministro, e questo credo che sia un messaggio positivo per l’Italia, per l’Europa e anche per la nostra arma dei carabinieri”.

“Il dialogo – ha insistito Tajani – è sempre fondamentale. Noi italiani abbiamo un dialogo anche con l’Iran, pur non condividendo le scelte dell’Iran abbiamo da sempre tenuto la nostra ambasciata, la nostra ambasciata è ancora aperta mentre tanti altri paesi l’hanno chiusa, perché siamo convinti che attraverso il dialogo si possano ottenere risultati positivi”.

“Mi sono preoccupato – ha puntualizzato il ministro – anche della sicurezza dei nostri connazionali in Iran. Stanno partendo ancora italiani diretti verso l’Azerbaigian. La nostra ambasciata è mobilitata per questo, così come è mobilitata l’ambasciata di Baku per andare a ricevere altri connazionali”.

Tornando alle prospettive per ridurre la tensione in Medio Oriente, Tajani ha osservato: “Intanto, dobbiamo guardare al futuro, non al passato. Ormai l’attacco americano c’è stato, dobbiamo lavorare affinché non ci sia una escalation. Per questo stamane – ha ripetuto – ho parlato a lungo con il ministro degli Esteri dell’Iran, così come ho parlato a lungo con il ministro degli Esteri di Israele. A entrambi ho detto qual è la posizione dell’Italia: noi siamo per il cessate il fuoco, ovviamente a Gaza, ma anche per trovare una soluzione in Iran”.

“Ripeteremo questo messaggio – ha sottolineato – a tutti i nostri interlocutori, e questa dovrà essere, a mio giudizio, anche la linea guida dell’azione politica dell’Unione europea. Dobbiamo parlare con i nostri interlocutori in Israele, in Iran e in altri paesi dell’area medio orientale, ma sempre con la finalità di avere una posizione comune. Cioè, ogni nostra azione deve essere finalizzata a far svolgere all’Europa un ruolo più importante per costruire una situazione di stabilità in tutto il Medio Oriente”.

“Stiamo lavorando per un cessate il fuoco. Stiamo lavorando per la pace, per la pace tra l’Iran e gli Stati Uniti. Questo è il primo obiettivo per noi. Questo è il più importante obiettivo”, ha concluso Tajani.

Mattarella: Pomodoro lascia un grande vuoto, il suo segno è indelebile

Roma, 23 giu. (askanews) – “La scomparsa di Arnaldo Pomodoro, artista poliedrico e geniale, lascia un grande vuoto nel mondo dell’arte. Le sue imponenti opere, esposte nei più importanti musei di tutto il mondo, hanno lasciato un segno indelebile nella storia della scultura contemporanea”. Lo sottolinea il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato per la scomparsa di Arnaldo Pomodoro.

“Ai suoi familiari e ai suoi allievi esprimo il cordoglio della Repubblica”, conclude il capo dello Stato.

Mattarella: Pomodoro lascia un grande vuoto, suo segno indelebile

Roma, 23 giu. (askanews) – “La scomparsa di Arnaldo Pomodoro, artista poliedrico e geniale, lascia un grande vuoto nel mondo dell’arte. Le sue imponenti opere, esposte nei più importanti musei di tutto il mondo, hanno lasciato un segno indelebile nella storia della scultura contemporanea”. Lo sottolinea il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato per la scomparsa di Arnaldo Pomodoro.

“Ai suoi familiari e ai suoi allievi esprimo il cordoglio della Repubblica”, conclude il capo dello Stato.

Iran, risoluzione maggioranza: favorire una soluzione diplomatica

Roma, 23 giu. (askanews) – “Sostenere il negoziato volto alla soluzione della crisi in atto in Medio Oriente”, “ribadendo la necessità di favorire una soluzione diplomatica della questione nucleare iraniana”. È uno degli impegni chiesti al governo nella risoluzione presentata dalla maggioranza alla Camera nell’ambito delle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo di giovedì e venerdì a Bruxelles.

“I Capi di Stato e di Governo – si legge nelle premesse – dovranno affrontare anche l’acuirsi del conflitto tra Iran e Israele – l’Italia ha sottoscritto nei giorni scorsi a Kananaskis (Canada) la dichiarazione dei leader del G7 in cui si ribadisce l’impegno per la pace e la stabilità in Medio Oriente – che richiede un intervento immediato dell’Europa a sostegno di ogni sforzo negoziale volto a garantire la sicurezza per l’esistenza dello Stato di Israele e l’eliminazione della minaccia nucleare iraniana”.

“Assumono particolare rilievo l’aggravarsi della crisi in Medio Oriente a seguito degli attacchi ai siti nucleari iraniani e, in particolare, gli sforzi finalizzati a un ritorno al tavolo dei negoziati per una soluzione politica alla crisi in atto; i Capi di Stato e di Governo dovranno dunque valutare gli ultimi sviluppi in Medio Oriente sotto molteplici aspetti legati alla dimensione geopolitica, diplomatica e umanitaria”, viene sottolineato.

Danza, "Les Étoiles pour homme" il 13 luglio al Ravenna Festival

Roma, 23 giu. (askanews) – “Les Étoiles pour homme” chiuderà il Ravenna Festival il 13 luglio al Palazzo Mauro De André (ore 21.30). Lo spettacolo vuole lanciare “un guanto di sfida” a George Balanchine che sosteneva che “Il balletto è donna”. A dispetto di quanto asseriva il grande coreografo, i protagonisti di questo gala internazionale di danza, con la direzione artistica di Daniele Cipriani, si declinano tutti al maschile. Con un titolo che prende in prestito la descrizione usata comunemente nel branding dei profumi, “pour homme”, questa edizione speciale – un progetto in esclusiva per il Ravenna Festival – porterà sul palcoscenico la danza maschile con il suo seducente accordo tra forza e grazia.

Ci saranno la stella internazionale Sergio Bernal (Sergio Bernal Dance Company), Davide Dato (Opera di Stato di Vienna), Lloyd Knight (Martha Graham Dance Company), Matteo Miccini e David Moore (Balletto di Stoccarda), i poeti della danza Sasha Riva e Simone Repele (Riva&Repele), nonché la “divina” Tatianna Youbetyabootskaya (al secolo Andrea Fabbri, unico danzatore italiano della troupe en travesti Les Ballets Trockadero de Monte-Carlo). Con loro, i danzatori della MM Contemporary Dance Company (Lorenzo Fiorito, Mario Genovese, Nicola Stasi, Giuseppe Villarosa). In alcuni momenti dello spettacolo suoneranno dal vivo il violinista Andrea Obiso (primo violino dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia), il violoncellista Alessio Pianelli, e il chitarrista Daniel Jurado.

Le coreografie portano firme prestigiose, tra cui quelle di Maurice Béjart, Martha Graham, Jerome Robbins, Christopher Wheeldon, Marco Goecke, e il programma include anche molte “prime”, lavori rappresentati per la prima volta in Italia o in Europa, alcuni commissionati appositamente. Inoltre, aleggia (come si vedrà) il profumo, la presenza spirituale, di due tra i più celebri protagonisti della danza maschile di tutti i tempi: Rudolf Nureyev e Mikhail Baryshnikov. “Se noi siamo qui e danziamo, è anche grazie a voi”, sembrano voler dire i danzatori di Les Étoiles pour homme.

Una parata di talenti, ma soprattutto un inno alla libertà dell’Uomo (inteso qui non come genere maschile, bensì come rappresentante dell’umanità nel suo insieme), una libertà che la danza in ogni sua sfaccettatura incarna.

Lloyd Knight danzerà Lamentation che la madre della modern dance Martha Graham creò per se stessa nel 1930 e che finora aveva visto solo interpreti femminili. Knight è infatti il primo uomo a interpretare questo brano storico. Racchiuso in un costume somigliante a una crisalide, il danzatore non si rassegna alla prigionia della sua condizione; ne uscirà una farfalla, un’anima libera dai confini del corpo? Un tema, la libertà, che Knight tocca con accenti politici in Complete the Revolution di Christopher Wheeldon, danzato sul celebre discorso “Jobs and Freedom” che fu pronunciato dall’attivista per i diritti degli afroamericani, John Lewis, in occasione della Marcia su Washington del 1963. A Ravenna questo assolo viene presentato in in forma teatrale per la prima volta.

Matteo Miccini e David Moore sono i protagonisti di Chant du compagnon errant, balletto di Maurice Béjart su un Lied di Mahler (alla creazione danzavano Rudolf Nureyev e Paolo Bortoluzzi) che descrive il viaggio della vita alla ricerca del proprio destino. in cui non è difficile scorgere un’affermazione della diversità. Tema, questo, sempre presente anche nei lavori di Riva&Repele (qui interpreti di loro coreografie: una prima europea, Life is Beautiful, nonché, grande sorpresa della serata, una creazione in prima assoluta sul passo a due del “Cigno Bianco” tratto dal Lago dei Cigni di Ciaikovsky). I due arrivano a Ravenna dirittamente dalle Terme di Caracalla di Roma dove, pochi giorni prima, sarà andato in scena il loro West Side Story. Le coreografie originali del musical di Bernstein erano di Jerome Robbins e proprio del coreografo americano a Ravenna si rappresenterà Suite of Dances, interpretato da Davide Dato su quattro movimenti tratto dalle Suite per violoncello di J.S. Bach, suonate dal vivo da Alessio Pianelli. Questo balletto fu cucito su misura per un grande ballerino come Baryshnikov e si vede: infatti, contiene ogni possibile movimento di danza che un coreografo, con un fuoriclasse a disposizione, gli farebbe eseguire. Dato, una delle glorie della danza italiana all’estero, ne sarà pienamente all’altezza.

Sergio Bernal, caso unico di bailaor di flamenco e bailarín classico, porta a Ravenna il vigore primordiale della danza iberica in Farruca a dos, accompagnato da Daniel Jurado alla chitarra (il brano è una prima assoluta), insieme a Rodin, assolo ispirato a Il Pensatore, opera emblematica dell’artista francese; qui Bernal infonde del soffio vitale la scultura che rappresenta il pensare umano, ambito in cui l’Uomo (sempre con la “U” maiuscola), può veramente essere libero.

Armoniosa Unità è la nuova versione, commissionata per Les Étoiles pour homme, di una coreografia di Michele Merola ed Enrico Morelli. Accompagnati dalla splendida Ciaccona di Bach, eseguita dal vivo da Andrea Obiso che suona un Guarneri del Gesù, i quattro interpreti danzano la possibilità di percorrere, in unione e anche nella diversità, una strada che porti al bene comune. Al volo degli uccelli, da sempre simbolo di libertà, allude anche, in prima italiana, Kiss a crow, di Marco Goecke, fra i maggiori coreografi contemporanei. Qui il pennuto non è un cigno, bensì un corvo, una cornacchia forse (danza Matteo Miccini). Tuttavia è un cigno, anche se piuttosto spennacchiato, quello interpretato, a chiusura del gala, dal “Trock” Youbetyabootskaya/Fabbri nella parodia de La morte del cigno di Mikhail Fokine. Può sembrare singolare chiudere un gala di grande danza e alti riferimenti con un momento di leggerezza, eppure ha un suo perché: etimologicamente, la radice delle parole “spiritoso” e “spirituale” è la medesima. Daniele Cipriani, ideatore e direttore artistico di questo gala, ha sottolineato: “L’invito è a trovare la connessione tra i due aspetti complementari dell’esperienza umana, a trovare un equilibrio tra leggerezza e profondità. L’umorismo può alleggerire il peso della vita per permettere allo spirito umano di spiccare il volo verso quelle vette a cui noi tutti, uomini e donne, aspiriamo”.

M.O., Kallas: i 27 discuteranno sulla revisione dell’Accordo con Israele

Bruxelles, 23 giu. (askanews) – I ministri degli Esteri dell’Ue “discuteranno oggi del Medio Oriente in senso ampio, e anche di Gaza e dell’articolo 2 dell’Accordo di associazione Ue-Israele”, che riguarda il rispetto dei diritti umani e della democrazia. Lo ha detto l’Alta Rappresentante per la Politica estera comune dell’Ue, Kaja Kallas, parlando ai giornalisti al suo arrivo alla riunione del Consiglio Esteri che si tiene oggi a Bruxelles.

“C’è il rapporto sulla revisione dell’articolo 2, dell’Accordo, gli Stati membri lo hanno avuto, ci sono anche le conclusioni. Ne discuteremo oggi. Israele ha mandato la propria risposta, quindi gli Stati membri hanno anche quella. E’ chiaro che ci sarà una discussione ampia. E poi naturalmente parleremo di quello che si può fare ulteriormente, di quali passi ulteriori possiamo fare”, ha concluso Kallas.

Ricerca e innovazione nella nutraceutica: Erfo cresce in Europa

Milano, 23 giu. (askanews) – Una PMI innovativa integrata su tutta la filiera, specializzata nella formulazione, produzione e commercializzazione di prodotti nutraceutici: Laboratorio Farmaceutico Erfo S.p.A un’azienda che ha scelto di lavorare molto sulla ricerca.

“Oggi Erfo – ha detto ad askanews il presidente e ad di Ergo, Alessandro Cut – una societ benefit con una propria divisione di R&D che investe il 4% in ricerca e sviluppo, integrando sia la produzione che la commercializzazione. Erfo ha due anime complementari che sono la Medical Division che sviluppai prodotti nutraceutici ad alto valore scientifico come il nostro ultimo progetto Osteo-therapy, mentre la seconda anima la divisione benessere a cui viene affidata la commercializzazione dei prodotti sia per la riduzione del peso che del benessere a 360 gradi”.

Le attivit di Erfo comprendono anche un format sviluppato in Francia e Belgio, che integra la vendita di prodotti nutraceutici, l’assistenza continuativa nei percorsi nutrizionali e trattamenti estetici innovativi e una rete di franchising specializzata nell’high tech fitness e nel fast fitness, che offre percorsi di allenamento personalizzati, legati al benessere e alla salute. Con una prospettiva che guarda anche in modo deciso all’internazionalizzazione dell’azienda, che da Milano ha anche recentemente lanciato una novit.

“A Palazzo Mezzanotte – ha aggiunto Cut – abbiamo presentato il nostro nuovo brevetto, l’Osteo-therapy, che destinato ad accelerare l’osteo-integrazione nell’ambito degli impianti dentali. un progetto con un budget complessivo da 8 milioni, cofinanziato dal MIMIT attraverso gli accordi di innovazione”.

Nel 2025 sono infatti previsti in Italia 2,3 milioni di nuovi impianti dentali, in un mercato che ha raggiunto i 15 milioni di pazienti.

Auto sbanda e travolge 3 amici al bar, morto segretario Pd nel forlivese

Roma, 23 giu. (askanews) – E’ morto Gabriele Nuzzolo, segretario del Pd di Santa Sofia, comune in provincia di Forlì-Cesena. Lo riporta il Resto del Carlino. Nuzzolo, che avrebbe compiuto 34 anni a luglio, stava conversando con due amici al bar Chioschetto di Poggio alla Lastra, piccolo borgo di Bagno di Romagna, quando verso le 19 di ieri un suv è piombato sul gruppo uccidendolo sul colpo e ferendo le altre due persone. “La notizia del tragico incidente avvenuto a Poggio alla Lastra ci colpisce e ci addolora profondamente. Gabriele Nuzzolo non era solo un consigliere comunale e segretario del Partito Democratico a Santa Sofia ma un punto di riferimento per la sua comunità, profondamente impegnato nella vita scolastica e civile della città. La sua dedizione al servizio pubblico lo ha reso una figura stimata e apprezzata da tutte e tutti. A nome mio personale e di tutta la comunità del Partito Democratico, esprimo il più sentito cordoglio per questa grande perdita”. Così in una nota la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein.

Art Basel, nel caos di Unlimited c’ ancora qualcosa che brilla

Basilea, 23 giu. (askanews) – Unlimited ad Art Basel la sezione delle opere di grandi dimensioni, quelle che corrispondono meno all’idea di qualcosa da-appendere-alla parete e che, probabilmente con ingenuit, possiamo pensare siano un po’ meno vincolate dall’idea del mercato. Non cos, siamo pur sempre nella parte pi spettacolare della principale fiera d’arte globale, ma c’ comunque un tema di scala che, spesso, ha fatto di Unlimited qualcosa di pi vivo e disturbante, qualcosa, a tratti, di tenacemente contemporaneo.

Nell’edizione 2025 la sensazione che, anche sulle opere pi monumentali, ci sia invece una patina pi didascalica, una strana e piuttosto noiosa ricerca di un Pop aggiornato e senza autoironia, un venire meno del presente come alimento di vera complessit, quella che non usa slogan. Per fortuna tutto questo con delle eccezioni. A partire dalla grande luminaria di Marinella Senatore che ha accolto i visitatori di Unlimited con la sua poesia politica, per passare a una installazione straordinaria di Carl Andre, a un complesso scultoreo e quasi archeologico di Mimmo Paladino o all’opera che sfida la fisica di Arcangelo Sassolino.

A colpire la quasi totale assenza di opere video, e per chi ama le immagini in movimento una scoperta straziante, ma le uniche due presenti sono molto interessanti. Quella di Robert Longo su tutte, con una serie di istantanee della nostra storia che si muovono velocissime e ci travolgono in uno spaesamento, che quello del tempo impazzito che viviamo. Non servono fronzoli, solo uno schermo e un bianco e nero molto contrastato. Ma l’opera parla alle coscienze e all’inconscio, e scatena finalmente una vertigine.

Molto interessante anche il film di Lonnie Holley “I Snuck Off The Slave Ship”, opera presentata al Sundance nel 2019 e allestita in una sorta di piccola cappella. Una specie di canto di se stesso dell’artista e musicista americano che si inserisce nel filone dei film di Arthur Jafa o Theaster Gates. Ironico, politico, solo apparentemente “facile”.

Il mezzo a tanto caos, anche come costruzione di opere, oltre che di utilizzo dello spazio espositivo, un altro lavoro brilla e appare quasi necessario. Una grande bandiera americana, di primo acchito irriconoscibile, che va in pezzi davanti ai nostri occhi. L’artista uno di quelli importanti, Danh Vo, e mai come oggi quelle stelle cadute appaiono attuali e inquietanti. Anche molto tristi, nel loro contrasto tra la forza brutta del metallo e la fragilit del legno. Tra l’orrore della guerra e l’impotenza della ragione. (Leonardo Merlini)

Nato, quasi al via vertice dell’Aia in momento sempre più complesso

L’Aia, 23 giu. (askanews) – Difficile da immaginare un momento più complesso per il summit Nato che si apre ufficialmente domani all’Aia, ma che già oggi pomeriggio scalda i motori con una conferenza stampa del segretario generale dell’Alleanza Mark Rutte. Il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump e i suoi omologhi della NATO (compreso il presidente del Consiglio Giorgia Meloni) si riuniranno per quello che potrebbe essere un vertice storico, anche se differenze di vedute sono talora in agguato fra i 32. Il contesto è particolare, per gli alleati che comunque in anni difficili hanno dimostrato compattezza. In particolare dopo gli attacchi chirurgici Usa “Midnight hammer” che in queste ore di vigilia hanno colpito i siti nucleari iraniani di Fordow, Natanz ed Esfahan. Ma certo è messo a dura prova anche il cosiddetto asse dello sconvolgimento (Axis of Upheaval, secondo il termine coniato da due geopolitologi di Foreign Affair Fontaine e Kendall-Taylor) che dovrebbe legare l’Iran con Cina, Russia e Corea del Nord.

L’Alleanza si è dimostrata forte in questi anni. Dinnanzi alla guerra esterna – alle porte di casa per gli europei – scatenata da Mosca nel febbraio 2022 in Ucraina la coesione ha prevalso su tutto. Ma ora c’è anche una partita interna e si gioca sul fronte delle spese per la difesa: dal suo arrivo alla Casa Bianca (e anche prima) Donald Trump ha detto con chiarezza che serviva un impegno ben maggiore. E a pochi giorni dal summit le cose sembravano sistemate: lo si leggeva dall’ottimismo di Rutte, sul fatto che i Paesi membri europei e il Canada si sarebbero impegnati a investire nella difesa proporzionalmente agli Usa. Poi però la Spagna ha respinto il nuovo obiettivo Nato del 5% del prodotto interno lordo per la difesa (3,5% più un 1,5% in infrastrutture), definendolo “irragionevole”.

Trump insiste su quella cifra. Va detto che l’alleanza opera sulla base di un consenso che richiede il sostegno di tutti i 32 membri. In base ad alcuni pareri sentiti da askanews una quadra a fine vertice dovrebbe essere comunque trovata e la posizione della Spagna è argomento che potrebbe essere negoziato.

Per un’alleanza cresciuta in numero dal 2023 (prima la Finlandia poi anche la Svezia ha aderito, nel timore delle ambizioni espansionistiche della Russia), la garanzia di sicurezza collettiva rafforza la credibilità della Nato, sancita dall’articolo 5 del trattato. Ma si rende sempre più necessario che l’Europa sia in grado di badare a se stessa e che l’industria della Difesa sappia evolversi a fronte di un vicino come appunto Mosca che si è riorientato rapidamente verso un’economia di guerra.

I macro argomenti del summit sulla carta saranno in sostanza il supporto all’Ucraina, le spese per la difesa e l’industria. Ovviamente il teorema iraniano con tutti i suoi corollari è già parte dell’attualità. Notizia delle ultime ore, potrebbe non esserci il primo ministro giapponese Shigeru Ishiba, che sperava in un incontro con il presidente degli Stati Uniti d’America. Anche altri partner (non membri) come Corea del Sud e Australia, che insieme agli Stati Uniti e al Giappone compongono l’IP-4, hanno dichiarato che i loro leader non parteciperanno al vertice.

Iran, Trump ipotizza "cambio di regime" a Teheran

Roma, 23 giu. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sollevato la prospettiva di un cambio di regime in Iran e ha difeso la sua affermazione secondo cui i siti iraniani di arricchimento nucleare sono stati “totalmente distrutti” dagli attacchi statunitensi durante il fine settimana, nonostante la valutazione dei danni da parte degli Stati Uniti fosse ancora in corso.

Il presidente americano ha dichiarato in un post sui social media che i siti – colpiti dalle bombe “bunker buster” GBU-57 e dai missili da crociera Tomahawk sabato sera – hanno subito “danni monumentali”, aggiungendo: “I danni maggiori si sono verificati molto al di sotto del livello del suolo. Fatto centro!!!”.

Trump ha anche evidenziato la possibilità di un cambio di regime a Teheran se i leader del Paese non fossero in grado di “rendere l’Iran di nuovo grande”, andando oltre le dichiarazioni di alti funzionari della sua amministrazione. “Non è politicamente corretto usare il termine ‘cambio di regime’, ma se l’attuale regime iraniano non è in grado di RENDERE L’IRAN DI NUOVO GRANDE, perché non dovrebbe esserci un cambio di regime??? MIGA!!!” (Make Iran Great Again, ndr), ha scritto Trump sul social Truth, adottando un acronimo simile al suo ‘MAGA’. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva affermato infatti che la missione “non era e non è stata finalizzata a un cambio di regime”, ma a “un’operazione di precisione” mirata al programma nucleare iraniano. Il vicepresidente J.D. Vance, da parte sua, aveva detto che gli Stati Uniti “non sono in guerra con l’Iran”: “siamo in guerra con il programma nucleare iraniano”, aveva sottolineato, mentre il segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che gli Stati Uniti “non cercano la guerra in Iran”.

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che gli attacchi statunitensi hanno rivelato che Washington è “dietro” la campagna di Israele contro la Repubblica Islamica e ha promesso una risposta pronta.

Arriva l’anticiclone africano Pluto: temperature a 38°C (e oltre)

Roma, 23 giu. (askanews) – L’Italia è ufficialmente entrata in una nuova era climatica. Stiamo assistendo a un aumento preoccupante di eventi meteo estremi, che spaziano da ondate di caldo eccezionale a violente supercelle temporalesche, come quella che ha colpito Arenzano sabato 21 giugno. Questa tendenza è destinata a persistere, con l’imminente arrivo di “Pluto”, un temibile anticiclone africano che preannuncia un’altra settimana di caldo intenso. L’estate si annuncia davvero avida di caldo, e il protagonista indiscusso di questa nuova ondata è l’anticiclone Pluto. Come un vero guardiano infernale, Pluto arriva deciso a punirci con una canicola senza precedenti, portando temperature bollenti e un’afa opprimente. Proprio come nel quarto girone degli avari, dove la punizione è eterna, anche noi siamo costretti ad affrontare questo caldo implacabile, segno di un clima sempre più estremo e difficile da gestire.

Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it, conferma l’arrivo di questa nuova fase meteo caratterizzata da caldo estremo sul nostro Paese a causa dell’ennesima fiammata africana. La massa d’aria bollente in arrivo ha già coinvolto gran parte dell’Europa occidentale nelle ultime 48 ore, portando valori incredibili oltre i 32-35°C tra Francia, Inghilterra, Paesi Bassi e Germania e picchi di 40-41°C in Spagna.

La bolla calda si sta espandendo in queste ore verso il bacino del Mediterraneo provocando, oltre ad una maggior stabilità atmosferica con tanto sole, anche un deciso aumento delle temperature. Non sarà un aumento termico piacevole, diciamolo, i valori che potremo raggiungere in settimana saranno semplicemente in linea con un clima malato, sono attese punte di 35-39°C sulle pianure del Nord e sulle regioni tirreniche per più giorni, e a peggiorare le cose ci si metterà pure un tasso di umidità notevole.

In Sardegna, Puglia e Basilicata il termometro potrà raggiungere anche i 42°C. E’ possibile che tra giovedì 26 e venerdì 27 ci sia anche la possibilità di qualche temporale a causa di una temporanea infiltrazione di aria fresca in quota sulle regioni settentrionali. Inutile dire che se dovesse confermarsi la previsione bisognerebbe subito alzare l’attenzione per possibili fenomeni estremi, soprattutto dopo giornate così calde come da previsione.