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L’Ucraina da Istanbul: Mosca continua a rifiutare il cessate il fuoco

Roma, 2 giu. (askanews) – “La parte russa continua a rifiutare un cessate il fuoco senza condizioni”. Lo ha detto la delegazione ucraina al termine dei colloqui con la controparte russa tenuti oggi a Istanbul, in Turchia, e durati poco più di un’ora, rimarcando: “Per noi il cessate il fuoco è la base per qualsiasi diplomazia”.

L’incontro tra le delegazioni di Russia e Ucraina, tenutosi oggi nella città turca di Istanbul, è stato “eccellente”. Lo ha dichiarato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. “Le delegazioni russo-ucraine si sono incontrate oggi a Istanbul. È stato un incontro eccellente. Lo scambio di prigionieri riguarda più di mille persone. Oltre a questo scambio di prigionieri, esiste un accordo tra Russia e Ucraina per lo scambio di corpi. Anche queste cifre sono molto elevate”, ha dichiarato il presidente turco in un discorso alla nazione dopo la riunione del Consiglio dei Ministri.

Tennis, Impresa Boisson, la n.361 Wta elimina Pegula (n.3)

Roma, 2 giu. (askanews) – Continua il sogno di Lois Boisson (WTA 361) al Roland Garros. Per la prima volta in campo sul centrale, la ventiduenne francese non ha tremato e negli ottavi di finale ha regolato in rimonta la più forte ed esperta Jessica Pegula (WTA 3) con il punteggio di 3-6 6-4 6-4. Dopo una frazione d’apertura in cui la statunitense ha fatto la differenza nel finale, la beniamina di casa è stata brava a non scoraggiarsi nella seconda dopo il primo break dell’avversaria. In quel momento ha posto le basi per il suo successo, dando vita ad un terzo set equilibrato e terminato dopo due game (nono e decimo) interminabili. Boisson dovrà ora vedersela con il talento di Mirra Andreeva (6), che dal canto suo ha piegato per 6-3 7-5 l’australiana Darja Kasatkina (17).

Stellantis: Sebastien Jacquet nominato Chief Quality Officer

Milano, 2 giu. (askanews) – Stellantis ha annunciato la nomina di Sebastien Jacquet a Chief Quality Officer, con effetto immediato. Jacquet succede ad Antonio Filosa, nuovo Ceo dell’azienda.

Jacquet, che in precedenza ha ricoperto il ruolo di Deputy Chief Engineering and Technology Officer e di Head of Cross Car Line and Project Engineering, vanta quasi 25 anni di esperienza nei settori della qualità, dell’ingegneria e della tecnologia automobilistica, della ricerca e sviluppo e della gestione di progetti. Sebastien, sottolinea Stellantis, ha svolto un ruolo fondamentale nel lancio di STLA Medium, la prima piattaforma multi-energia dell’azienda.

2 giugno, Brocolini (Esercito): con uniforme indossiamo valori Paese

Roma, 2 giu. (askanews) – “Essere qui il 2 giugno è un orgoglio sia da cittadino che da militare perché poter servire la collettività in uniforme significa ripercorrere i valori dell’Esercito e di tutta la Difesa: professionalità, dovere, senso del servizio, rispetto delle regole. Essere qui oggi significa poter celebrare chi ha creato il nostro Paese ma anche chi continua a farlo ogni giorno, perché gli uomini e le donne dell’Esercito sono impegnati tutti i giorni a servizio dell’Italia, sia all’estero – circa 4.200 in venti missioni differenti – sia in Italia, con 6800 uomini a servizio dei cittadini per la loro sicurezza e il loro benessere”. Lo ha sottolineato il Comandante di gruppo aerei dell’Aviazione dell’Esercito, Carla Brocolini.

“Ci sono varie attività, tipo il supporto alle forze di polizia – precisa il comandante Brocolini – ma anche l’intervento in casi di calamità naturali ed emergenziali, ricordiamo il Covid e le alluvioni in Emilia Romagna. Ed ancora: il disinnesco di ordigni esplosivi e ritrovamenti bellici del secondo conflitto mondiale, o la campagna antincendio boschiva ad opera dell’aviazione dell’Esercito, la specialità di cui mi onoro di far parte. Noi ci prepariamo e siamo pronti sempre al servizio della collettività”, conclude.

2 giugno, Veri (Marina Militare): lavoriamo in ogni angolo del Globo

Roma, 2 giu. (askanews) – “Per noi la Festa del 2 giugno è un grande onore e una emozione particolare festeggiare la Repubblica. Noi, per 365 giorni all’anno, lavoriamo per la difesa e la sicurezza della Repubblica e per i suoi cittadini. Quale componente marittima della Difesa abbiamo operato nel corso degli ultimi anni, soprattutto nel 2024, in tutti e quattro i quadranti del globo, dal Golfo di Guinea al Mare del Nord, dall’Artico al Mediterraneo, fino a Mar Rosso e Indo-pacifico, senza dimenticare il tour mondiale della nave Vespucci, dopo circa due anni fuori dal contesto nazionale”. Lo ha sottolineato il Tenente di Vascello Alessandro Veri, della Marina Militare, nel corso della Rivista Militare del 2 giugno ai Fori Imperiali.

2 giugno, Diodati (Croce Rossa): difendiamo valori fondanti Repubblica

Roma, 2 giu. (askanews) – “Per noi oggi è fondamentale essere qui, motivo di orgoglio ma anche grande responsabilità. Difendere la Repubblica significa difendere, tutelare e proteggere i valori fondanti, che sono la dignità umana, l’inclusione, il diritto alla salute”. Lo ha detto ad askanews Debora Diodati, vicepresidente nazionale della Croce Rossa italiana, in occasione della Rivista Militare ai Fori Imperiali per la festa del 2 giugno.

“Oggi essere qui significa servire il Pese – ha aggiunto – che è ciò che facciamo ogni giorno. Con i nostri volontari e volontarie, con il Corpo militare volontario e il Corpo delle infermiere volontarie siamo presenti ogni giorno sul territorio per portare aiuto alle persone che hanno bisogno”.

2 giugno, Mattarella: le forze armate concorrono a sicurezza e diritti

Roma, 2 giu. (askanews) – La grande partecipazione popolare all festa della Repubblica, è un “tangibile segno di gratitudine per l’impegno profuso quotidianamente a servizio della Repubblica, in Patria e all’estero a favore dell’intera comunità internazionale. Un impegno del quale avvertiamo più che mai l’importanza per concorrere al perseguimento delle condizioni di sicurezza collettiva e sviluppo dei diritti umani, necessarie a garantire una vita dignitosa e una pacifica convivenza tra i popoli”. E’ quanto scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al ministro della Difesa, Guido Crosetto. “La invito, signor Ministro, a far giungere il mio apprezzamento a tutte le donne e gli uomini della Difesa che, con dedizione e professionalità, hanno contribuito al successo dell’odierna celebrazione”, conclude il presidente della Repubblica.

2 giugno, Mattarella: impegno forze armate concorre a sicurezza e a diritti umani

Roma, 2 giu. (askanews) – “A margine della tradizionale rassegna militare, che ha accompagnato la celebrazione del settantanovesimo anniversario della nascita della Repubblica, desidero esprimerLe il mio apprezzamento per l’immagine offerta dai reparti impegnati nella manifestazione”. E’ quanto scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al ministro della Difesa, Guido Crosetto, dopo la parata sui via dei Fori imperiali per la Festa della Repubblica.

“La cornice di via dei Fori Imperiali – prosegue Mattarella – ha sottolineato l’importante anniversario con una significativa partecipazione popolare che ha espresso altresì un tributo di caloroso affetto alle Forze Armate, tangibile segno di gratitudine per l’impegno profuso quotidianamente a servizio della Repubblica, in Patria e all’estero a favore dell’intera comunità internazionale”.

“Un impegno del quale – sottolinea il Capo dello Stato – avvertiamo più che mai l’importanza per concorrere al perseguimento delle condizioni di sicurezza collettiva e sviluppo dei diritti umani, necessarie a garantire una vita dignitosa e una pacifica convivenza tra i popoli”.

“La invito, signor Ministro, a far giungere il mio apprezzamento a tutte le donne e gli uomini della Difesa che, con dedizione e professionalità, hanno contribuito al successo dell’odierna celebrazione”, conclude il presidente della Repubblica.

2 giugno, Scianelli (Aeronautica): difendiamo cieli 365 giorni l’anno

Roma, 2 giu. (askanews) – “La festa del 2 giugno è una occasione per dimostrare quello che l’Aeronautica Militare compie 365 giorni all’anno, ovvero la difesa dei cieli italiani, dell’Alleanza Atlantica, il trasporto sanitario d’urgenza, la ricerca e soccorso in caso di emergenza e calamità e anche la sorveglianza con gli aerei a pilotaggio remoto”. Lo ha detto ad askanews il maggiore Michele Sciannelli, pilota dell’Aeronautica Militare, in occasione della festa del 2 giugno per la Rivista Militare ai Fori Imperiali.

Meloni: vado a votare e non ritiro la scheda al referendum. Le reazioni dell’opposizione

Roma, 2 giu. (askanews) – “Vado a votare, non ritiro la scheda, è una delle opzioni”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha risposto a margine della parata per la Festa del 2 giugno a chi gli chiedeva se andrà a votare per i referendum abrogativi dell’8 e 9 giugno.

“Mancava solo la Presidente del Consiglio, e la lista dei sabotatori del referendum è completa: prima il Presidente del Senato, poi i ministri, ora anche la premier.” Così in una nota Angelo Bonelli, parlamentare di AVS e co-portavoce di Europa Verde, a una settimana dal voto sui 5 referendum dell’8 e 9 giugno.

“Giorgia Meloni dice che andrà a votare ma non ritirerà le schede: una dichiarazione furba ma falsa perché non si può andare a votare non ritirando le schede di alcun referendum. Un invito di fatto all’astensione quindi, che fa impallidire soprattutto perché fatto durante la cerimonia del 2 giugno, quando gli italiani con un referendum scelsero al Repubblica. I cittadini sono liberi di andare a votare e i leader politici di dare le proprie indicazioni, ma che la premier mandi messaggi confusi che invitano alla non partecipazione al voto è agghiacciante: è evidente ormai che Meloni e tutta la sua maggioranza temono il voto. Nel giorno in cui si celebra la repubblica nata dal referendum, il nostro invito è di andare a votare e votare Si al referendum sulla cittadinanza”. Lo afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi, presidente del comitato promotore del referendum sulla cittadinanza.

“Giorgia Meloni non deve prendere in giro gli italiani, proprio sui referendum di domenica prossima e proprio nel giorno del 2 giugno. Andare al seggio e non ritirare la scheda equivale a stare a casa. Chi fa questo, come lei ha annunciato, è computato tra i non votanti come chi sta a casa. È un modo di astenersi e di sabotare il raggiungimento del quorum che ai fini numerici è identico a un’astensione classica. Si tratta di una scelta legittima, ma deve essere raccontata per quel che è: un invito all’astensione. Se viene presentata come un’alternativa “partecipativa” all’astensione, è un imbroglio. E una Presidente del Consiglio non dovrebbe mai ricorrere all’inganno. Se lo fa, mostra scarso senso e rispetto delle istituzioni. Le parole di Meloni, dopo quelle altrettanto gravi di La Russa, sono un motivo in più per andare alle urne l’8 e il 9 giugno”. Lo ha affermato in una nota il senatore del Partito Democratico, Dario Parrini.

Indigna ma non stupisce che Meloni non ritirerà la scheda e quindi non voterà al referendum dell’8 e 9 giugno in cui si sceglie se aumentare i diritti e le tutele dei lavoratori contro precarietà, incidenti sul lavoro, licenziamenti. In fondo in quasi 30 anni di politica non ha fatto nulla per tutelare chi lavora e si spacca la schiena ogni giorno, i ragazzi precari che non hanno la fortuna di aver fatto carriera in politica. È vergognoso che questo messaggio di astensione rispetto a una scelta importante arrivi da un Presidente del Consiglio il 2 giugno, giorno simbolo di un Paese che sceglie la Repubblica, della prima volta per le donne ammesse a un voto nazionale. Invito i nostri ragazzi a recuperare la storia di Teresa Mattei, che proprio in quel 2 giugno del 1946 fu la più giovane eletta all’assemblea Costituente e che si battè perché all’articolo 3 della Costituzione fosse inserita la libertà e l’uguaglianza ‘di fatto’ per i cittadini, non a chiacchiere. Non sono liberi e uguali ‘di fatto’ i lavoratori che non possono difendersi da licenziamenti, precariato, incidenti sul lavoro. Viva l’impegno e la partecipazione per migliorare le cose, viva il 2 giugno, viva la Repubblica”. Così in un post su “X” il leader del M5S, Giuseppe Conte.

I quattro atti unici live nell’estate 2025 di Vasco Brondi

Milano, 2 giu. (askanews) – Vasco Brondi torna in concerto nell’estate 2025 con quattro atti unici, quattro appuntamenti diversi tra loro, che escono dal concetto classico di tour. Quattro eventi concepiti come gesti compiuti, ognuno con un proprio titolo, un proprio immaginario, un proprio respiro.

Tra luglio e agosto, in quattro scenari diversi – una scalinata cittadina, un lago di montagna, un anfiteatro tra le colline, un chiostro vicino al mare – Vasco proporrà forme sempre nuove di incontro tra musica, parole, letture e visioni. Ogni evento sarà il frutto di un’intuizione, di un’urgenza, di una connessione profonda con il tempo e lo spazio che lo ospitano.

Un solo concerto elettrico, tra le stelle e le cose luminose. Un omaggio a Tondelli sulla riviera a 80 anni dalla sua nascita e a 40 anni dall’uscita di Rimini. Un rituale d’altura per ascoltare la voce degli alberi. Una preghiera laica per tempi incerti, tra pianoforte, poesie e chitarre distorte. Questi sono gli eventi in programma:

5 luglio, Peccioli (Pisa) – Anfiteatro Fonte Mazzola – Festival de Il Post COSTELLAZIONI E ALTRE COSE LUMINOSE Concerto elettrico con inediti Un unico concerto elettrico quest’anno, nell’anfiteatro di Peccioli, tra le colline toscane e i suoi boschi. Dopo la data milanese in cui “Costellazioni” era tornato a brillare, sono arrivati centinaia di messaggi che chiedevano di risuonarlo. Questa è l’occasione.?Oltre a Costellazioni, ci saranno canzoni precedenti e successive e, forse, anche brani nuovi ancora in cantiere. Canzoni che potrebbero non arrivare mai a essere registrate e vivere soltanto per quella sera, in quell’atto unico. Con Vasco Brondi: Federico Dragogna (chitarra) Gabriele Lazzarotti (basso), Andrea Faccioli (chitarre), Daniela Savoldi (violoncello), Angelo Trabace (pianoforte) e Niccolò Fornabaio (percussioni/batteria). In collaborazione con Il Post, all’interno del calendario di 11lune.

29 luglio, Rimini – Corte degli Agostiniani – Percuotere la mente RIMINI COME HOLLYWOOD Tondelli sull’East Coast italiana tra canzoni e letture Un viaggio tra i luoghi reali e immaginari della costa adriatica, raccontati da Pier Vittorio Tondelli nel romanzo Rimini e nei testi di Un weekend postmoderno. Le sue parole si intrecciano con le canzoni che da anni nascono da quella stessa luce e da quel mare, in un racconto a più voci dove la musica e la letteratura diventano mappa emotiva del paesaggio.

3 agosto, Pontedilegno (BS), Passo del Tonale – Lago Valbiolo – Valbiolo Festival ASCOLTARE GLI ALBERI Canzoni e letture per montagne, esseri umani e altri animali Un concerto a 2000 metri, un omaggio ai boschi e alla montagna. Come racconta Gary Snyder, gli Ainu usavano l’arte per ringraziare la Terra dei suoi doni. Questo atto unico è una celebrazione e una preghiera di gratitudine: per il lago, per gli alberi, per gli animali, per ciò che ci sostiene e ci trascende. Una veglia poetica tra suoni, parole e silenzi. Con Vasco Brondi: Andrea Faccioli (chitarre), Daniela Savoldi (violoncello), Angelo Trabace (pianoforte) e Niccolò Fornabaio (percussioni/batteria).

5 agosto, L’Aquila – Scalinata di San Bernardino – I Cantieri dell’Immaginario TALISMANI PER TEMPI INCERTI Canzoni, poesie, letture e riflessioni per voce, pianoforte, violoncello, percussioni e chitarre distorte In tempi incerti, l’arte diventa anticorpo, le canzoni risvegliano, la filosofia protegge, la letteratura consola. Questo concerto mescola composizioni originali con altre musiche amate e testi che sono tornati alla memoria come presenze necessarie. Un’occasione per ritrovarsi oltre gli schermi, tra strumenti acustici e distorsioni elettriche, nella forma di una sonata collettiva e visionaria. Con Vasco Brondi: Andrea Faccioli (chitarre), Daniela Savoldi (violoncello), Angelo Trabace (pianoforte) e Niccolò Fornabaio (percussioni/batteria).

2 giugno, Altobelli (Personale civile Difesa): siamo unica famiglia

Roma, 2 giu. (askanews) – “Il 2 giugno è una ricorrenza molto importante e come personale civile ci affianchiamo alle Forze armate a difesa di tutta la cittadinanza per garantire sicurezza e difesa della cittadinanza. Ci sentiamo parte di una famiglia, una grande famiglia, che è il ministero della Difesa, che ha una doppia anima, militare e civile”. Lo ha detto ad askanews Danila Altobelli, dirigente civile presso il ministero della Difesa, durante la parata militare del 2 Giugno.

“Siamo circa 17 mila uomini e donne appartenenti al personale civile che operano non soltanto negli enti centrali – solamente 2500 di noi operano centralmente – ha aggiunto – tutti gli altri operano in tutti i 1037 enti della difesa dislocati sul territorio nazionale”.

In Polonia ha perso l’Europa, un colpo per il premier Tusk

La Polonia ha scelto, ma l’Europa non può rallegrarsene. Anzi! La vittoria di Karol Nawrocki alle presidenziali segna una svolta netta a destra, con un profilo ideologico che ricorda sempre più da vicino quello dell’Ungheria di Orbán. Storico di formazione, già presidente dell’Istituto della Memoria Nazionale, Nawrocki si è fatto conoscere per le sue posizioni anticomuniste radicali, ma soprattutto per una visione ultraconservatrice della società e delle istituzioni. Vicino ai settori più duri di Diritto e Giustizia (PIS), Nawrocki ha saputo incanalare il malcontento anti-Bruxelles e il disagio sociale legato alle tensioni economiche, costruendo una campagna aggressiva e identitaria, centrata su patria e sicurezza.

Il suo successo è una sconfitta, seppur di misura, per Rafał Trzaskowski, sindaco di Varsavia e figura di punta di Piattaforma Civica, il partito europeista guidato dal premier Donald Tusk (figura di spicco, per altro, del PPE). È difficile non leggere in questo risultato un colpo diretto alla fragile alleanza di governo, che già faticava a contenere l’opposizione nazional-populista. Lo stesso Jaroslaw Walesa, figlio di Lech e deputato anche lui di Piattaforma civica, lo ha detto con chiarezza al Corriere della Sera stamattina, quando ancora non si conosceva l’esito del voto. Alla domanda su cosa potesse significare il successo di Nawrocki, così rispondeva: “Significa che a breve la nostra coalizione di governo crolla, e ci saranno probabilmente elezioni anticipate. Si può ipotizzare una sorte di terremoto politico, con restyling o scomparsa di vecchi partiti e la nascita di nuove formazioni. Significa che ci trasformiamo nell’Ungheria, che ci allontaniamo dalla Ue, nel senso che non ne saremo più uno degli attori principali. Una prospettiva plumbea per la stessa Unione”.

È un allarme che non può restare inascoltato. Con Nawrocki al potere, si prospettano nuove tensioni con la Commissione europea, passi indietro su diritti civili, indipendenza della magistratura, libertà dei media. E forse, elezioni anticipate che potrebbero riconsegnare il potere esecutivo alla destra radicale. In gioco non c’è solo il destino della Polonia, ma il futuro dell’intero progetto europeo nell’Europa centro-orientale. La speranza è che, come a volte accade, i fatti possano smentire le previsioni più cupe. Ma il verdetto delle urne parla chiaro: L’Europa ha perso.

 

 

 

 

 

 

 

2 giugno, Sepe (Polizia): nostro servizio di prossimità al cittadino

Roma, 2 giu. (askanews) – “La Festa del 2 giugno è un momento importante in cui siamo presenti per raccontare la nostra storia al servizio del Paese. Oggi siamo presenti con un settore comandato da un dirigente superiore donna. È molto presente la componente femminile. Abbiamo una prima compagnia di funzionari in cui più della metà dei colleghi che prenderanno servizio dalla metà di giugno su tutto il territorio nazionale è composto da donne”. Lo ha detto ad askanews Eugenia Sepe, primo dirigente della Polizia di Stato, presente alla parata del 2 giugno sui Fori Imperiali.

“Successivamente ci sono due compagnie di allievi vice ispettori che all’inizio del prossimo anno raggiungeranno le sedi di servizio – ha aggiunto – e infine una rassegna dei nostri mezzi in dotazione, che utilizziamo per svolgere il nostro servizio sul territorio. Un servizio dedicato al cittadino, che è rappresentato dalla prossimità e vicinanza con le persone, elemento fondamentale per aiutare chi si trova in difficoltà”.

2 giugno, Mattarella: con referendum Italia scelse libertà e pace

Milano, 2 giu. (askanews) – “Settantanove anni or sono, il popolo italiano decretava, con il suo voto, la nascita della Repubblica, al culmine di un lungo percorso iniziato con la guerra di Liberazione. Con il referendum del 2 giugno 1946, gli italiani scelsero di proseguire in un cammino verso la affermazione di valori di libertà, democrazia e pace, trasfusi nella Costituzione che di lì a poco avrebbe visto la luce. Valori sui quali si fonda la nostra comunità civile e ai quali si rivolgono tutte le istituzioni chiamate ad operare in favore della collettività. Valori alla base dell’azione delle Forze Armate, con il loro contributo alla cornice di sicurezza in Italia e nel contesto internazionale. La Repubblica è grata per il loro impegno alle donne e agli uomini delle Forze Armate, per i preziosi compiti ai quali, con abnegazione, assolvono in Patria e all’estero in una realtà che presenta crescenti minacce che sollecitano la solidarietà e la cooperazione in sede europea e atlantica. L’Italia è fermamente schierata a sostegno di quanti operano affinché prevalgano i principi del diritto internazionale contro ogni aggressione e prevaricazione. Ed è nel ricordo di tutti coloro che hanno perso la vita nell’affermare tali valori che rivolgo un pensiero commosso ai caduti e alle loro famiglie. In questo giorno in cui si celebra la Festa della Repubblica giunga a tutti gli appartenenti alle Forze Armate l’augurio più fervido. Viva le Forze Armate, viva la Repubblica”. Questo il testo inviato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, in occasione della Festa della Repubblica.

2 giugno, Finestra (Polizia Penitenziaria): noi al servizio del Paese

Roma, 2 giu. (askanews) – “Oggi è una grande emozione essere qui presenti alla Parata. La Polizia Penitenziaria è al servizio del Paese perché il nostro lavoro è ispirato ai più alti principi di legalità, di umanità, di rispetto della dignità umana, che sono proprio i pilastri fondamentali dell’architettura democratica della Nazione. È un corpo in piena evoluzione che non dimentica però la sua radice, i suoi compiti istituzionali. Uomini e donne che ogni giorno svolgono un lavoro silente con grande dedizione e resilienza ai disagi quotidiani e che assicurano sicurezza sia all’interno degli Istituti che all’esterno”. Lo dice ad askanews Carmela Finestra, dirigente di Polizia Penitenziaria, corpo presente alla Parata del 2 giugno, ai Fori Imperiali.

“Un corpo – prosegue – che si sta modernizzando puntando alla formazione qualificata, alla specializzazione. In particolare abbiamo recentemente istituito un reparto altamente specializzato, il Gruppo di Intervento Operativo, che opera alle dirette dipendenze del Capo Dipartimento, chiamato a intervenire in caso di emergenze penitenziarie che non sono altrimenti fronteggiabili. C’è poi l’istituzione di una nuova figura, la figura del negoziatore, per mediare ed evitare che ci sia una fase di escalation, per trovare una soluzione a tutela dell’incolumità degli operatori e delle persone recluse. Un Corpo unico – conclude la dirigente – oggi sempre più presente tra le strade e nelle piazze, vicino ai cittadini”.

2 giugno, Cap. Candelli (Carabinieri): ogni giorno tuteliamo sicurezza

Roma, 2 giu. (askanews) – “Il 2 giugno è la festa nazionale per eccellenza, il simbolo della coesione tra tutte le componenti dello Stato che operano quotidianamente per la salvaguardia della sicurezza pubblica in Patria e all’estero con grande senso del dovere e professionalità”. Lo dice ad askanews il Capitano dei Carabinieri Alice Candelli, comandante Nucleo Operativo Roma Montesacro, testimonial per la Festa del 2 giugno.

“In particolare il sistema difesa si compone di svariate figure istituzionali – prosegue – che quotidianamente si impegnano per poter garantire il benessere della collettività. Abbiamo circa 7 mila uomini impiegati in Patria a concorso con le varie forze di polizia per poter tutelare la sicurezza pubblica, e circa 7.200 uomini impiegati all’estero in teatri operativi che spaziano dall’Africa al Medio Oriente al confine europeo orientale per poter tutelare la pace”.

Meloni: essere italiani vuol dire appartenere a qualcosa di grande

Milano, 2 giu. (askanews) – “Il 2 giugno celebriamo la nascita della nostra Repubblica. Un giorno che ci ricorda chi siamo: un popolo fiero, capace di rialzarsi dopo le prove più dure, tenendo saldi i valori della libertà, dell’unità e dell’identità nazionale. Celebrare l’Italia oggi significa onorare chi ha dato la vita per difenderla, e chi ogni giorno la serve con coraggio, dedizione e silenzioso orgoglio. Essere italiani vuol dire appartenere a qualcosa di grande, che va difeso, amato, trasmesso. Buon 2 giugno a tutti. Viva l’Italia!”. Lo ha scritto in un post su “X” la premier Giorgia Meloni in occasione della Festa della Repubblica che si celebra il 2 giugno.

Negli Usa molotov contro manifestanti pro Israele: 8 feriti

Milano, 2 giu. (askanews) – Sono almeno otto persone le persone rimaste ferite a Boulder in Colorado (Stati Uniti) nell’attacco compiuto nel pomeriggio del 1 giugno contro una manifestazione della comunità ebraica a sostegno degli ostaggi detenuti da Hamas a Gaza. A colpire con una molotov sembra essere stato un solo uomo che è stato arrestato dalla polizia. Lo riferisce la Cnn che mostra anche un video del sospettato, un uomo caucasico di mezza età a torso nudo che prima di agire insulta i manifestanti.

Tra gli otto feriti ci sono quattro donne e quattro uomini, di età compresa tra i 52 e gli 88 anni, che sono stati trasportati in diversi ospedali dell’area metropolitana di Denver.

Il realismo della pace: da Milano può partire un’altra storia

L’adesione dei cattolici democratici di Tempi Nuovi alla manifestazione Due popoli, due Stati, un destino, che – insieme ad Azione e altre sigle che stanno aderendo – Italia Viva ha promosso per venerdì 6 giugno al Teatro Parenti di Milano, rappresenta un elemento qualificante da salutare con soddisfazione.

Essa, infatti, contribuisce a portare ulteriore valore aggiunto a un’iniziativa nata al fine di profilare una lettura adeguata e idonea del dramma di Gaza e, più in generale, della tragica complessità innescatasi in Medio Oriente dopo il pogrom del 7 ottobre.

 

Né slogan, né tifoserie

L’opinione pubblica chiede giustamente la fine delle ostilità, dei lutti e dei drammi, e le forze politiche e sociali hanno il compito di dare voce a questo sentimento, aggiungendo ad esso un approccio finalizzato a fornire chiavi e soluzioni, e non solo l’urlo degli slogan piuttosto facili.

Ancora una volta, infatti, di fronte a un dramma del nostro tempo, rischiamo che la politica cada vittima della doppia dimensione di questi anni: l’immediata polarizzazione da un lato, che porta alla dinamica della tifoseria, e la conseguente sterilità dall’altro. È così che la politica diventa nei fatti improduttiva e viene sostanzialmente percepita inutile, perdendo per strada la sua essenza.

 

Gaza e lafonia italiana

Lo vediamo anche davanti al dramma di Gaza. La nostra politica rischia di schierarsi e spaccarsi tra i tifosi di Israele e quelli della Palestina, dimenticandosi di entrare nel merito di analisi che dovrebbero essere più raffinate dell’urlo e dello slogan.

E quando questo avviene, ci si avvia su una china che ci porta all’emarginazione. Lo abbiamo visto con il governo italiano, dapprima espressione di uno stabile e ostentato asse della destra globale dentro il quale si è giocata anche la visita di Giorgia Meloni in Israele con relativi abbracci a “Bibi”, e successivamente scavalcato a sinistra anche da Trump, al punto da costringere il ministro Tajani a funambolici esercizi in Parlamento che producono nei fatti l’afonia dell’Italia su un tema così sensibile e importante.

Al punto da non riuscire a profferire una parola contro l’ipotesi avanzata da Trump di deportare un milione di “gazawi” in Libia, circostanza che farebbe esplodere la già precaria polveriera libica con ripercussioni sulla nostra stessa sicurezza nazionale.

 

Oltre la propaganda

E lo vediamo con pezzi dell’opposizione, che abbracciano una lettura faziosa della Storia schierandosi apoditticamente sotto lo slogan “Free Palestine”, dimenticandosi di richiedere l’espunzione di Hamas dalla Storia e confondendo in un unico crogiolo il governo di destra israeliano con tutto il popolo e la società di Israele, o addirittura con tutti coloro che professano la religione ebraica.

 

Riprendere la lezione dei costruttori

Dentro questa dinamica di polarizzazione, avere chi ancora alza la bandiera consegnataci da La Pira dell’esigenza di costruire la pace tra i figli di Abramo è un elemento di speranza, ma anche di lavoro politico.

Un lavoro che parla all’oggi, guardando al dramma mediorientale con l’esigenza di riprendere la lezione di Moro, Fanfani e Andreotti sul tema.

Ma che parla anche all’Italia di domani, che vorremmo non fosse percorsa dai brividi di una politica tanto declamatoria quanto inconcludente, bensì animata da quella che De Gasperi ci insegnava dicendo che “politica vuol dire realizzare”.

E in questo, da Milano può partire qualcosa.

 

Sen. Enrico Borghi

Vice Presidente Italia Viva

Il centro è una strada in salita: serve direzione, non solo movimento

Qualcosa si muove al Centro? Pare di sì. Però, per chiarezza e onestà intellettuale, dobbiamo anche aggiungere che lo diciamo da circa 10 anni. Ora, e al di là di qualsiasi polemica pretestuosa o strumentale, si tratta di mettere in fila i vari tasselli di una filiera il più possibile coerente ed oggettiva. Sappiamo che la strada è in salita e non ci sono scorciatoie.

 

La sinistra massimalista ha una guida

In primo luogo esiste oggi una coalizione – quella che unisce le 100 sfumature di rosso – che ha una salda, coerente e lungimirante guida politica, culturale e programmatica. Si tratta della coalizione guidata da Schlein, Conte, Fratoianni/Bonelli/Salis e sotto la supervisione del segretario della CGIL Landini. Una guida che, ed è persin inutile ricordarlo, certifica la presenza di una coalizione di sinistra, progressista e massimalista. È altrettanto evidente ricordare, come ormai sottolineano tutti gli osservatori più obiettivi e meno ideologizzati, che il tradizionale centro-sinistra è semplicemente estraneo rispetto a questo nuovo ed inedito progetto politico. Che, guarda caso, prescinde radicalmente da tutto ciò che è riconducibile anche solo lontanamente alla cultura, alla tradizione e alla prassi di orientamento centrista.

 

Il movimentismo del fu terzo polo”

In secondo luogo il movimentismo del fu “terzo polo”. Credo che, al riguardo, tutti sappiamo tutto. Almeno tutti conosciamo le tonnellate di insulti, di invettive e di ogni sorta di contumelie che si sono rovesciati addosso negli anni scorsi i capi dei due partiti personali: Italia Viva e Azione. Ma, al di là di questo fatto di cronaca – che comunque non si può rimuovere con un colpo di spugna – è indubbio che o l’attuale coalizione di sinistra e progressista cambia natura, profilo, identità e programma oppure il centro-sinistra da quelle parti non potrà decollare. Tertium non datur. Neanche con le più spericolate operazioni trasformistiche che si ridurrebbero, come da copione, alle collaudatissime e scontatissime sistemazioni di potere di natura puramente personale.

 

Il ruolo di Forza Italia

In terzo luogo, e nel campo alternativo alla sinistra, il ruolo di Forza Italia – unico partito dichiaratamente centrista nell’attuale geografia politica italiana – oltre a rafforzare e consolidare quel profilo centrista, riformista, europeista e di governo, deve essere in grado di saper condizionare l’evoluzione della coalizione di cui fa parte. E questo perché la radicalizzazione del conflitto politico – che è, oggi, l’obiettivo e il vero cemento ideologico della coalizione di sinistra e progressista – non può diventare la regola e la costante del nostro sistema politico. E questo per la semplice ragione che la polarizzazione ideologica da un lato e la radicalizzazione della lotta politica dall’altro sono incompatibili con il principio e la regola della democrazia dell’alternanza.

 

Un centro dinamico” o solo opportunista?

Ecco perché, e alla luce di questa cornice politica oggettiva, forse però sono anche mature oggi le condizioni per far emergere, seppur da versanti diversi e da fronti apparentemente alternativi, una vera e credibile “politica di centro”. Quella “politica di centro” che, secondo la miglior tradizione democratico-cristiana, veniva semplicemente chiamata “centro dinamico”. Ma, per non farsi facili illusioni e al di là dei vari opportunismi e trasformismi di giornata, saranno solo e soltanto i concreti comportamenti politici a dirci se quella “politica di centro” può, o meno, decollare in vista delle prossime elezioni politiche. Se, al contrario, prevarranno solo le furbizie e la mera ricerca di qualche seggio parlamentare gentilmente offerto dagli azionisti principali delle singole coalizioni, il Centro sarà ancora una volta sacrificato sull’altare delle convenienze. Personali e per i “propri cari”, per dirla con una felice e sempre attuale espressione di Giulio Andreotti.

Professori in cattedra, odio in rete: il caso Addeo

L’apostolo San Giuda Taddeo un po’ di tempo fa scrisse una lettera prendendosela con i fomentatori di discordie definendoli “nuvole senza acqua, portate qua e là dai venti; alberi d’autunno, senza frutto, onde furiose del mare, che spumano le proprie turpitudini; astri erranti, ai quali sono serbate in eterno le tenebre più profonde”.

Giocandosi una “T” che fa la differenza, avendo perso a quanto sembra le traveggole, Addeo, un professore che insegna in una scuola di Cicciano, ha puntato il dito contro la figlia della Meloni augurandole la medesima fine di Martina Carbonara la ragazzina uccisa a sassate giorni fa ad Afragola dal suo fidanzato. Auspicio di sorte identica a quella dei Palestinesi a Gaza pare sia stata invocata per i rampolli di Tajani e Salvini.

I post di indirizzo di tanta felicità hanno suscitato clamore. L’insegnante ha chiesto scusa dicendo di aver agito di impulso ma, per come si capisce, ha chiarito che in ogni caso resta fermo nel suo convincimento di opposizione alla linea politica del governo e che al riguardo non cambierà idea.

Il professore è colui che è pagato per dichiarare pubblicamente un suo portato culturale e trasmetterlo alle nuove generazioni, da lui dovrebbero apprendere un pensiero senza che ne abbiano però apprensione.

Addeo ha profetato sciagure e disgrazie perché alcune emozioni gli hanno preso la mano prima che organizzasse un modo gentile di esposizione.

Ha sentito probabilmente una forza indomabile dentro di sé che lo ha spinto a impetuose enunciazioni. Eppure non è questo il fatto che suscita sconcio, sconforto o sgomento. Questo docente di Tedesco sarà stato influenzato dai suoi studi circa il romanticismo di quella terra per dire la sua come la sentiva in corpo.

Ritornato il giorno dopo alla freddezza del pensiero, par che abbia commentato “Madonna mia, cosa ho scritto”. Si è rivolto alla Madre Celeste evitando di esclamare “Oddio…” forse temendo che potesse ritornare sul tema dell’odio delle ore precedenti.

Ciò per cui andrebbe più censurato non è tanto per il contenuto della sua invettiva quanto per la sua giustificazione. Sentendosi inadeguato per la circostanza, ha ritenuto di affidarsi al soccorso della intelligenza artificiale per esprimere con esattezza assoluta i suoi sentimenti benedicenti.

Siamo in presenza di un Professore che non si è sentito abbastanza ferrato nella comunicazione e acutamente si è affidato al potere della tecnologia. Sembra questo il punto debole della vicenda che lascia a dir poco perplessi. L’attitudine all’insegnamento segna anche la capacità di saper fronteggiare gli eventi con una certa autonomia senza affidarsi alla Provvidenza e neanche a chatGPT e similari.

Eppure il messaggio da trasmettere al mondo non era così complesso e neppure richiedeva competenze di livello particolarmente elevato.

E’ possibile che lo licenzino per essersi preso la licenza di chiamare all’appello la morte di altri piuttosto che per aver dimostrato di essere debole su un punto per cui era pagata la sua maestria. Sarebbe un errore. E’ la sua incertezza nel procedere in autonomia che lascia perplessi.

Forse per i Docenti, come per i Giudici, si dovrebbe sperare in test psico attitudinali che sgombrino il campo circa l’emotività personale per dare spazio al distacco necessario per il loro agire, eliminando l’aggancio ai loro convincimenti personali.

Dallo scrittore tedesco Thomas Mann, Addeo avrebbe dovuto imparare a non essere un arruffa popolo, guardandosi dal rischio di essere “spaghettanti dello spirito”, addestrandosi all’esercizio della saggezza e prudenza di espressioni.

Tutto alla stregua e ad imitazione del Professor Franzò di Sciascia che nel suo ultimo lavoro, Una storia semplice, gli faceva dire che se le cose vanno ormai in un certo modo “non è la speranza l’ultima a morire, ma è il morire l’ultima speranza”.

La Russia di Šipkov: radici culturali e teologiche del conflitto con l’Ucraina

[…] In questa disamina della cultura russa si evidenzia un fattore oggi davvero determinante per l’autocoscienza del potere politico ed ecclesiastico, che sostiene l’assoluta purezza e originalità della variante russa del cristianesimo e del sistema dei valori morali, in opposizione a quella ereditata dal cattolicesimo e protestantesimo occidentale, che secondo questa interpretazione si sono “appropriati” perfino della tradizione bizantina, come mostra proprio l’opera di Averintsev. La Russia di Šipkov rifiuta quindi la convergenza dei grandi filoni della spiritualità e della cultura cristiana dell’Europa di Oriente e Occidente, per proporsi come l’unica vera Chiesa incaricata di una missione universale.

Il filosofo esprime ammirazione per la personalità di Averintsev, capace di rievocare i padri della Chiesa e l’antica letteratura cristiana ancora in tempi di censura sovietica, ma a suo parere egli fu “una vittima involontaria della nuova ideologia dei valori liberali”, contro cui la Russia è costretta oggi a combattere. Nel tentativo di collegare il simbolismo ortodosso con la letteratura occidentale, in una “visione comune delle epoche” e una specie di “sincretismo delle culture pagane e di quelle bibliche”, Averintsev tentò di armonizzare cristianesimo e secolarismo, provocando una contraddizione tipica della visione attuale del mondo, che Šipkov definisce “tentazione del culturalismo”, una specie di “eresia contemporanea”.

Il filosofo utilizza un termine già impiegato da altri storici russi della teologia come Georgij Florovskij, quello della “pseudomorfosi”, una negazione e un tradimento dell’autentica tradizione insinuatosi in Russia fin dai tempi moderni, in particolare attraverso l’Accademia teologica di Petro Mogila a Kiev a inizio Seicento, che usava gli schemi della scolastica latina. Questo indica le radici profonde del conflitto tra la Russia e l’Ucraina, che proprio in quel periodo ha cominciato a separarsi nettamente da Mosca, evidenziando una propria identità di “ponte tra Oriente e Occidente”.

Da notare che Averintsev rileggeva l’idea russa della “Terza Roma” collegandola con una dimensione antica della cultura, essendo già la Roma antica una “terza figura” dopo Troia (mondo orientale) e Alba Longa (Latium vetus occidentale), e anche Costantinopoli come discendente da Troia e da Roma, per suggerire che non esiste un unico erede del cristianesimo e della cultura antica, ma in ogni espressione di tutte le latitudini si esprime un autentico contributo alla coscienza universale, ciò che i russi non intendono ammettere in nessun caso.

 

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Mattarella su Gaza: disumano ridurli alla fame, hanno diritto a terra

Roma, 1 giu. (askanews) – Sergio Mattarella interviene a difesa della popolazione di Gaza. Con parole mai così esplicite il Presidente della Repubblica giudica “disumano” ridurre un’intera popolazione alla fame e fa appello all’esercito israeliano affinchè apra le frontiere della Striscia di Gaza alle organizzazioni internazionali. Parlando ai diplomatici di tutto il mondo presenti in Italia e alle più alte cariche dello Stato (è presente la premier Giorgia Meloni insieme ai presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana) in occasione della consueta cerimonia per la festa della Repubblica al Quirinale, il capo dello Stato ribadisce la scelta “lungimirante” di chi costruendo al Repubblica italiana la orientò verso la vocazione alla pace e al dialogo e ragiona sui conflitti in corso soffermandosi in particolare su Ucraina e Medioriente.

Mattarella innanzitutto “conferma” il “fermo e convinto sostegno a Kiev. Continuiamo a lavorare perché si possa giungere a una pace che sia giusta, complessiva e duratura”. È sulla situazione in Medio Oriente che però si sofferma più a lungo, entrando sulle questioni più delicate di queste ultime settimane e su cui tutte le cancellerie europee si stanno mobilitando: “Il dramma in atto nella striscia di Gaza”. Per il capo dello Stato infatti “è inaccettabile il rifiuto di applicare le norme del diritto umanitario nei confronti dei cittadini di Gaza. Si impone, subito, il cessate il fuoco”, avverte e aggiunge che “in qualunque caso, è indispensabile, che l’esercito israeliano renda accessibili i territori della Striscia all’azione degli organismi internazionali, rendendo possibile la ripresa di piena assistenza umanitaria alle persone. Che venga ridotta alla fame un’intera popolazione, dai bambini agli anziani, è disumano”.

Mattarella giudica severamente anche “l’erosione di territori attribuiti alla Autorità Nazionale Palestinese” definendola “grave” perchè “i palestinesi hanno diritto al loro focolare entro confini certi”, elemento “imprescindibile”, insieme alla “sicurezza di Israele”, entrambe le cose però “appaiono gravemente minacciate dalla semina di sofferenza e di rancore prodotta da quanto sta accadendo” cui si aggiunge “l’alta preoccupazione per le manifestazioni di antisemitismo che si riaffacciano nel mondo”.

Questi due conflitti in corso portano il Presidente a svolgere un altro ragionamento, più generale sulle cause alla base del moltiplicarsi di focolai della instabilità mondiale: “L’occupazione illegale di territori di un altro Paese – osserva – non può essere presentata come misura di sicurezza: si rischia di inoltrarsi sul terreno della volontà di dominio, della barbarie nella vita internazionale”.

E il messaggio rivolto in conclusione ai diplomatici in Italia e alle alte cariche dello Stato presenti è che “la pace non è un ideale per anime ingenue” ma “un’esperienza che statisti lungimiranti hanno saputo pazientemente costruire: occorre proseguirne l’opera. Non ci si deve – e non ci si può – limitare a evocarla”; insomma “è necessario impegnarsi perché prevalgano i principi della leale collaborazione internazionale, della convivenza pacifica, realizzati mediante il dialogo, la costruzione di misure crescenti di fiducia vicendevole”.

M.O., Mattarella: inaccettabile rifiuto diritto umanitario a Gaza

Roma, 1 giu. (askanews) – “È inaccettabile il rifiuto di applicare le norme del diritto umanitario nei confronti dei cittadini di Gaza. Si impone, subito, il cessate il fuoco”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel discorso al corpo diplomatico e alle più alte cariche istituzionali in occasione della cerimonia della festa della Repubblica.

“In qualunque caso, è indispensabile, che l’esercito israeliano renda accessibili i territori della Striscia all’azione degli organismi internazionali, rendendo possibile la ripresa di piena assistenza umanitaria alle persone – ha aggiunto il capo dello Stato -. Che venga ridotta alla fame un’intera popolazione, dai bambini agli anziani, è disumano”.

Mosca conferma: da Kiev attacco terroristico con droni, arresti

Milano, 1 giu. (askanews) – “Oggi Kiev ha commesso un attacco terroristico con droni FPV contro aeroporti nelle regioni di Murmansk, Irkutsk, Ivanovo, Ryazan e Amur. Non ci sono state vittime tra il personale militare e civile negli attacchi terroristici delle Forze armate ucraine contro gli aeroporti”. Lo ha dichiarato il Ministero della Difesa russo, secondo quanto riporta l’agenzia Tass. Gli incendi, ora spenti, hanno coinvolto “diversi velivoli” negli aeroporti militari di Murmansk e Irkutsk”.

“Sono stati invece respinti gli attacchi agli aeroporti militari nelle regioni di Ivanovo, Ryazan e Amur”, prosegue la dichiarazione del ministero. “Alcuni partecipanti agli attacchi terroristici contro gli aeroporti militari sono stati arrestati”.

Idf respinge le accuse: a Gaza non abbiamo sparato nel centro di aiuti umanitari

Roma, 1 giu. (askanews) – “Nelle ultime ore sono state diffuse false notizie, tra cui gravi accuse contro le IDF (Israel Defense Forces) in merito all’apertura di fuoco contro i residenti di Gaza nell’area del sito di distribuzione degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. I risultati di un’indagine preliminare indicano che le IDF non hanno aperto il fuoco contro i civili mentre si trovavano nelle vicinanze o all’interno del sito di distribuzione degli aiuti umanitari e che le notizie in tal senso sono false”. Lo riferisce sui social l’Idf “Le IDF – proseguono – stanno collaborando con l’Organizzazione Civile Americana (GHF) e con le organizzazioni umanitarie internazionali per consentire la distribuzione degli aiuti ai residenti di Gaza, e non ad Hamas. “Hamas – prosegue l’Idf – fa tutto il possibile per indebolire gli sforzi di distribuzione di cibo nella Striscia di Gaza. Hamas è una brutale organizzazione terroristica che affama e mette in pericolo la popolazione per mantenere il controllo sulla Striscia di Gaza. Nell’ambito del suo comportamento brutale e dei suoi tentativi di interrompere gli aiuti umanitari, Hamas danneggia direttamente i residenti di Gaza”. “Le IDF – concludono – invitano i media a prestare attenzione alle informazioni pubblicate dall’organizzazione terroristica Hamas, come dimostrato in diversi episodi precedenti”.

Ucraina, Sbu lancia operazione su larga scala contro i bombardieri russi

Roma, 1 giu. (askanews) – Sbu, il Servizio di sicurezza dell’Ucraina, sta effettuando “un’operazione speciale su larga scala per distruggere i bombardieri nemici” nel cuore della Russia. Lo hanno indicato al Financial Times fonti dello stesso Sbu.

“I droni dell’Sbu stanno prendendo di mira gli aerei che bombardano le città ucraine ogni notte. In questa fase sarebbero stati colpiti più di 40 velivoli”.

Il filmato girato da un aereo da ricognizione ucraino e condiviso da un funzionario sembra mostrare l’aeroporto russo di Belaya, situato nella Siberia sudorientale a circa 5.500 km a est della linea del fronte, in fiamme.

Il Papa ai ciclisti del Giro d’Italia: siete modelli per i giovani

Città del Vaticano, 1 giu. (askanews) – “Benvenuti in Vaticano. E’ un piacere potervi salutare in questa ultima tappa del Giro d’Italia. Spero che per tutti voi sia veramente una giornata bellissima. Sappiate che siete modelli per i giovani di tutto il mondo, tanto si ama veramente il Giro d’Italia”. Lo ha detto Papa Leone salutando in Vaticano i ciclisti del giro d’Italia giunti in Vaticano.

Il ciclismo, ha poi aggiunto il pontefice parlando ai campioni di questo sport, “che è tanto importante come lo sport in generale”.

“Vi ringrazio per tutto quello che fate e perchè siete modelli davvero e spero che come avete imparato a curare il corpo che anche lo spirito sia sempre benedetto – ha concluso Papa Leone – e che siate sempre attenti a tutto l’essere umano corpo, mente, cuore e spirito. Che Dio vi benedica”.

Calcio, Spalletti: Acerbi non risponde a convocazione, prendo atto

Roma, 1 giu. (askanews) – “Acerbi non ha risposto alla convocazione. Questione fisica? No. Ha ripensato a quanto successo intorno a lui. Prendiamo atto e si va avanti”. Così Luciano Spalletti nella conferenza stampa che presenta i prossimi impegni validi per le qualificazioni al Mondiale 2026. Spalletti ha rivelato di aver ricevuto un messaggio dal giocatore in mattinata, comunicando la sua decisione di non partecipare, seguito da una conversazione telefonica tra i due. Il CT ha quindi sottolineato che vi sono altri calciatori altrettanto meritevoli: “Stamattina mi ha detto per messaggio che non partecipa, io gli ho risposto e ci ho parlato per telefono. Ci sono calciatori che sono meritevoli quanto lui di avere la nostra considerazione e attenzione”. L’allenatore ha ricordato il criterio con cui aveva scelto Acerbi: “Più volte ho detto di dover stare attento a quello che propone il campionato, e io l’ho convocato proprio per questo motivo, per quello che aveva fatto vedere in questo periodo”. Parlando poi delle prestazioni dell’Inter, Spalletti ha espresso apprezzamento per il percorso della squadra nerazzurra durante la stagione: “L’Inter dal mio punto di vista ha fatto un campionato straordinario, ha lottato fino all’ultima partita per lo scudetto, è arrivata in fondo a tutte le competizioni, poi ha dovuto soccombere con squadre fortissime come Milan, Napoli e Paris Saint Germain. Ha fatto degli extra difficili da portare avanti”.

Tennis, Paolini fuori, Svitolina ai quarti a Parigi

Roma, 1 giu. (askanews) – Finisce agli ottavi di finale l’avventura di Jasmine Paolini al ROland Garros. Elina Svitolina batte l’azzurra 4-6, 7-6, 6-1 ed è ai quarti di finale del torneo parigino. Una sfida divisa in più parti: nel primo set Paolini era partita alla grande (andando avanti 3-0) ed è riuscita a chiudere 6-4. Nel secondo set, caratterizzato da tanto equilibrio, è invece arrivata la reazione di Svitolina che ha portato la sfida al terzo set vincendo il tiebreak e annullando tre match point (due sul 5-4, uno nel tiebreak). Nel terzo parziale, invece, non c’è stata partita: dominio di Svitolina che ai quarti di finale affronterà la vincente tra Elena Rybakina e Iga Swiatek.

Russia: attaccata con droni la base militare di Irkutsk, in Siberia

Roma, 1 giu. (askanews) – Droni hanno attaccato una base militare nella regione russa di Irkutsk, nella Siberia sudorientale. Lo ha dichiarato il governatore della regione, Igor Kobzev.

“Sappiamo attualmente che si è trattato di un attacco con droni contro una base militare”, ha dichiarato Kobzev su Telegram.

Ha aggiunto che il numero esatto dei droni coinvolti non è noto. I droni sono stati lanciati da un tir, che è stato identificato e bloccato. Il governatore ha affermato che non c’è alcuna minaccia per la popolazione. Unità di emergenza e forze dell’ordine sono state dispiegate sul posto. Kobzev ha dichiarato di essere diretto alla base militare.

Negoziati con la Russia, Zelensky: la delegazione Ucraina sarà a Istanbul

Roma, 1 giu. (askanews) – Una delegazione ucraina sarà a Istanbul domani per colloqui con la Russia. Lo ha annunciato Volodymyr Zelensky sui suoi profili social.

La delegazione, il cui arrivo è stato annunciato oggi dal presidente ucraino, sarà guidata dal suo ministro della Difesa Rustem Umerov, come avvenuto per il primo ciclo di negoziati a maggio.

“Ho anche definito le nostre posizioni prima dell’incontro di lunedì a Istanbul”, ha scritto Zelensky sui social media. Le priorità dell’Ucraina sono il raggiungimento di “un cessate il fuoco completo e incondizionato”, nonché il “ritorno dei prigionieri” e dei bambini ucraini che Kiev accusa Mosca di aver rapito, ha aggiunto il presidente ucraino.

Urne aperte in Polonia per eleggere il nuovo presidente della Repubblica

Roma, 1 giu. (askanews) – Sono aperte dalle 7 le urne in Polonia per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. La sfida vede contrapposti Rafal Trzaskowski, sindaco liberale di Varsavia e candidato della Coalizione Civica (KO), e Karol Nawrocki, candidato sostenuto dal partito conservatore e nazionalista Diritto e Giustizia (PiS). Sebbene il ruolo del presidente polacco sia in gran parte cerimoniale, esercita una certa influenza sulla politica estera e di difesa e ha un potere cruciale di veto su nuove leggi. Questo potere può essere revocato solo con una maggioranza di tre quinti in parlamento, che l’attuale governo non possiede.

“In palio” c’è la possibilità per il governo di Tusk – che appoggia Trzaskowski, sindaco di Varsavia filoeuropeista – di fare progressi sulle promesse elettorali in materia di stato di diritto e questioni sociali, tra cui l’aborto e i diritti Lgbtq, dopo diciotto mesi di difficile convivenza con il presidente dell’opposizione, Andrzej Duda.

I seggi chiuderanno alle 21, con gli exit poll che seguiranno subito dopo.

Una vittoria di Nawrocki, storico ed ex pugile dilettante, prolungherebbe l’attuale stallo, rendendo difficile per l’esecutivo approvare riforme significative prima delle elezioni parlamentari del 2027.

“Tusk conosce la posta in gioco e sa che se Nawrocki vince, si troverà con un governo in difficoltà per i prossimi due anni. E sarà peggio che con Duda, perché Nawrocki arriverà fresco, con un nuovo mandato da quello che si è di fatto trasformato in un referendum sul governo”, ha affermato il professor Aleks Szczerbiak, docente di politica dell’Europa centro-orientale all’Università del Sussex.

Negli ultimi giorni della campagna elettorale, entrambi i candidati hanno cercato di “corteggiare” gli elettori dei candidati eliminati al primo turno e di mobilitarne i sostenitori, con gli analisti che sottolineavano che meno di 200mila voti avrebbero potuto decidere l’esito della corsa.

Per i sondaggi, sarà l’elezione più combattuta nella storia della Polonia dopo il 1989. Trzaskowski si è imposto al primo turno con il 31,36 per cento dei voti, mentre Nawrocki si è fermato al 29,54 per cento delle preferenze. “L’esito è impossibile da prevedere: ci sono troppe variabili in gioco e anche il minimo cambiamento nel giorno potrebbe far pendere l’ago della bilancia”, ha affermato Ben Stanley, professore associato presso la Swps University di Varsavia.

Il Cremlino: la Russia è interessata a rinnovare le relazioni con gli Usa

Roma, 1 giu. (askanews) – La Russia è interessata a rinnovare le sue relazioni con gli Stati Uniti. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, commentando l’avvertimento del presidente americano Donald Trump alla Russia di non “scherzare con il fuoco”.

“Dobbiamo reagire con calma, i nostri interessi nazionali vengono prima di tutto… Ed è nel nostro interesse continuare il ‘rinnovamento’ delle relazioni bilaterali russo-americane”, ha dichiarato Peskov in un’intervista con Pavel Zarubin.

Il Cremlino sta monitorando attentamente le dichiarazioni di Trump, ha aggiunto Peskov. Martedì, il presidente americano è intervenuto su Truth per affermare che se non fosse stato per lui, a Mosca sarebbero successe “molte cose davvero brutte”. Ha anche affermato che la Russia sta “scherzando con il fuoco”. La portavoce del Dipartimento di Stato americano, Tammy Bruce, ha affermato che era evidente che la pazienza di Trump nei confronti di Russia e Ucraina “si era esaurita”.

Governo, il prof: il post sulla figlia di Meloni un gesto stupido, mi pento

Roma, 1 giu. (askanews) – “È stato un gesto stupido. Un post scritto d’impulso nella notte, dopo aver sentito al telegiornale che l’Italia continuava a inviare armi a Israele. Mi sono svegliato la mattina e ho detto: ‘Madonna mia, cosa ho scritto’. L’ho cancellato subito. Mi pento del contenuto. Non si augura mai la morte, soprattutto a una bambina. Ma non ritiro le mie idee politiche: non mi sento rappresentato da questo governo e non cambio idea neanche se mi imprigionano”. Lo afferma il docente Stefano Addeo in un’intervista esclusiva al portale online del quotidiano “Roma”.

M.O., Gaza: attacco contro un centro aiuti alimentari, almeno 31 numero morti

Roma, 1 giu. (askanews) – Almeno 31 morti e oltre 120 feriti. È il bilancio aggiornato degli spari israeliani contro le persone dirette a un centro di distribuzione di aiuti alimentari statunitense nei pressi della città di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Lo ha denunciato il ministero della Sanità, guidato da Hamas.

Le persone coinvolte “sono stati trasportate da squadre della protezione Civile e da privati che hanno utilizzato carri trainati da asini per evacuare feriti e martiri” all’ospedale Nasser di Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale, ha spiegato un portavoce della Protezione civile, Mahmoud Bassal. Tra le rovine di Rafah, decine di persone spingevano carri da giardino su cui giacevano persone sanguinanti.

L’organizzazione dei servizi medici di emergenza di Gaza ha riferito di “non essere riuscita ad accedere alla zona a causa degli spari”. L’esercito israeliano ha dichiarato in un comunicato di “non essere a conoscenza” di feriti a seguito di colpi d’arma da fuoco sparati dai suoi soldati all’interno del sito di distribuzione degli aiuti. La situazione umanitaria è disastrosa nella Striscia di Gaza, dove un blocco durato oltre due mesi, parzialmente allentato la scorsa settimana, ha portato a gravi carenze di cibo, medicine e altri beni essenziali. Israele ha recentemente intensificato le sue operazioni militari, con l’obiettivo dichiarato di prendere il controllo dell’intero territorio palestinese, annientare Hamas e liberare i restanti ostaggi rapiti durante l’attacco senza precedenti del movimento integralista islamico palestinese contro Israele il 7 ottobre 2023, che ha innescato il conflitto.

Venerdì, l’Onu ha denunciato il saccheggio, da parte di individui armati, di “grandi quantità” di forniture mediche e integratori alimentari appena arrivati in un ospedale da campo nella Striscia di Gaza centrale. Mercoledì, un magazzino del Programma Alimentare Mondiale (PAM) nel territorio è stato saccheggiato da “orde di persone affamate”, secondo l’agenzia Onu.

Ucraina, due ponti saltano in aria in diverse regioni russe: 7 morti

Roma, 1 giu. (askanews) – Almeno sette persone sono state uccise e 69 ferite nell’esplosione di due ponti in diverse regioni russe al confine con l’Ucraina, alla vigilia dei colloqui di pace programmati per mettere fine al conflitto in corso da tre anni in Ucraina. Lo hanno denunciato funzionari di Mosca.

Un ponte autostradale sopra una ferrovia nella regione di Bryansk è stato fatto saltare in aria alle 22.50 (le 21.50 italiane) di sabato sera, proprio mentre un treno passeggeri con 388 passeggeri diretti a Mosca passava sotto, hanno ricostruito gli inquirenti russi.

Solo quattro ore dopo, un ponte ferroviario sopra un’autostrada è stato fatto saltare in aria nella vicina regione di Kursk, inondando la strada con i rottami di un treno merci, hanno aggiunto gli inquirenti. Il Comitato Investigativo russo, che indaga sui reati gravi, ha parlato di un collegamento tra gli incidenti e ha affermato esplicitamente che entrambi i ponti sono stati fatti saltare in aria.

Nella regione di Bryansk, foto e video sui social media hanno mostrto passeggeri che cercano di uscire al buio da vagoni distrutti. Una parte del treno passeggeri è mostrata schiacciata sotto un ponte stradale crollato, e vagoni distrutti giacciono accanto ai binari.

“Il ponte è saltato in aria mentre il treno Klimovo-Mosca passava con 388 passeggeri a bordo”, ha dichiarato alla televisione russa il governatore della regione, Alexander Bogomaz. Le regioni russe al confine con l’Ucraina sono state oggetto di frequenti attacchi da parte dell’Ucraina da quando la Russia ha invaso il Paese nel febbraio 2022. Entrambe le parti si accusano a vicenda di aver preso di mira i civili, ed entrambe negano tali accuse.

Ucraina, truppe russe conquistano Alekseevka, nella regione di Sumy

Roma, 1 giu. (askanews) – Le truppe russe hanno assunto il controllo della città di Alekseevka (Oleksiivka), nella regione di Sumy, in Ucraina. Lo ha annunciato il Ministero della Difesa russo.

“Le energiche operazioni condotte dalle unità del Gruppo di truppe del Nord hanno portato alla liberazione della città di Alexeevka, nella regione di Sumy”, ha dichiarato il ministero della Difesa in una dichiarazione diffusa oggi.

Qualche giorno prima, il portavoce del Gruppo di truppe del Nord, Yaroslav Yakimkin, aveva dichiarato che, dopo l’espulsione delle truppe ucraine dalla provincia russa di Kursk, la missione era quella di “creare una zona di sicurezza lungo il confine nazionale” e garantire così la sicurezza della popolazione civile nelle regioni di confine russe.

Il 26 aprile, il capo di stato maggiore delle Forze Armate russe, Valery Gerasimov, ha dichiarato la fine dell’operazione per liberare la regione di Kursk dalle truppe ucraine che avevano invaso questo territorio di confine il 6 agosto 2024. Il ministero della Difesa russo ha stimato in 1.440 il numero di vittime subite dalle Forze Armate ucraine nell’ultimo giorno. La maggior parte di queste vittime, 510, è stata causata dalle operazioni del Gruppo Centrale.

Inoltre, il Gruppo Sud ha inflitto 280 perdite al nemico nell’ultimo giorno; il Gruppo Ovest 210; il Gruppo Nord 200; il Gruppo Est 155; e il Gruppo Dnieper 85.

M.O., Crosetto: raid ingiustificati Netanyahu si fermi

Roma, 1 giu. (askanews) – “Come tutti i governi italiani, siamo amici di Israele. Io sono stato il primo a prendere le distanze dalle azioni di Netanyahu. Considero terminate da mesi le ragioni delle operazioni a Gaza, dal punto di vista delle azioni militari. Da quel momento ogni azione militare non ha logica, nè giustificazione perché mette in pericolo i civili. Netanyahu continua negli attacchi, per me è una scelta totalmente sbagliata e controproducente. Benzina per chi vuole distruggere Israele perché alimenta una spirale d’odio”. Lo afferma il ministro della Difsa, Guido Crosetto, in un’intervista a Repubblica, aggiungendo che “Hamas va combattutta e distrutta, estirparla da quella terra. Ma non ha più senso farlo con metodi militari adesso: ne servono altri”.

Rispondendo a una domanda sulla manifestazione per Gaza del 7 giugno prossimo e sulla sua mancata adesione, Crosetto risponde; “non avrei difficoltà ad andarci. Per manifestare per ogni civile, donna o bambino ucciso a Gaza. Se andassi però vedrebbe il grado di tolleranza della piazza…”.

Francia, festeggiamenti per vittoria Champions del Psg: 2 morti

Roma, 1 giu. (askanews) – Due persone sono morte in Francia e 559 sono state arrestate nel corso dei festeggiamenti per la grande vittoria del Paris Saint-Germain in finale di Champions League contro l’Inter. Lo ha dichiarato il ministero degli Interni del Paese transalpino.

Un 17enne è stato accoltellato e ha perso la vita nella città sud-occidentale di Dax durante un raduno per celebrare la vittoria della squadra di Luis Enrique, mentre una donna in scooter è morta dopo essere stata investita da un’auto nella zona sud-ovest di Parigi. Il ministero degli Interni ha aggiunto che 559 persone sono state arrestate, 491 delle quali nella capitale francese.

Mattarella: celebrazioni 2 giugno siano momento unità e concordia

Roma, 1 giu. (askanews) – “Rinnovo ai Prefetti e, loro tramite, a quanti si adoperano a servizio del bene comune, sentimenti di apprezzamento e di stima, unitamente ad auguri di buon lavoro, nell’auspicio che le celebrazioni del 2 giugno siano momento di unità e concordia intorno ai valori della Repubblica”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della ricorrenza della Festa della Repubblica, in un messaggio ai Prefetti d’Italia affinché se ne facciano interpreti nelle iniziative promosse a livello locale nella ricorrenza del 2 giugno.

“Cari Prefetti, con il referendum del 2 giugno 1946, il libero voto del popolo italiano per la Repubblica – con la partecipazione, per la prima volta, delle donne – coronò la lotta di Liberazione dal nazifascismo, di cui quest’anno ricorre l’80esimo anniversario, e fu premessa della Costituzione – aggiunge Mattarella -. Quel patto tra popolo e istituzioni, fondato sui principi di libertà, democrazia e solidarietà, ispirato alla centralità della dignità umana e del lavoro, seppe realizzare, con il concorso di posizioni e culture plurali, una sintesi di valori condivisi e avviare la ricostruzione e il rilancio sociale ed economico dell’Italia”.

“Il compito di attuare in concreto gli ideali costituzionali, di renderli vivi nella società quale costante criterio ispiratore delle scelte, è una missione mai esaurita, affidata ogni giorno anzitutto alla premura di quanti, con dedizione e competenza, prestano la loro opera nelle istituzioni e nella società civile – prosegue il Presidente della Repubblica -. La Costituzione affida, infatti, a ciascun cittadino la responsabilità di concorrere alla coesione sociale del Paese. Nei diversi ambiti di azione, interviene l’impegno per assicurare effettiva pienezza dei diritti, con servizi efficienti, legalità e sicurezza”.

“Promuovere iniziative e progettualità che favoriscano lo sviluppo delle diverse aree del Paese, ne valorizzino la ricchezza culturale e ambientale, affrontino i divari territoriali e le problematiche dei grandi centri urbani come delle aree interne – afferma poi -, sollecita lo sforzo di chi sia investito di pubbliche responsabilità”.

Calenda alla prova del dialogo. Se vuole contare, il centro deve rischiare

Venerdì 6 giugno, al Teatro Franco Parenti di Milano, si terrà una manifestazione per la tregua a Gaza e l’avvio di un processo di pace. L’iniziativa, promossa da Azione e Italia Viva, si muove in realtà sullo stesso terreno di quella prevista a Roma il giorno dopo, organizzata da Pd, M5S e Avs. Nessuna contrapposizione, dunque: l’obiettivo della pace resta comune. Ma il segnale politico è diverso.

A Milano prende forma una volontà di distinguersi, rivendicando l’autonomia del centro rispetto a una linea di mera contrapposizione al governo. È un passo importante, perché rilancia la necessità di una “larga unità” sulla politica estera del Paese, che dovrebbe restare fuori dalla lotta quotidiana tra maggioranza e opposizione.

Da qui nasce un interrogativo, che riguarda soprattutto Carlo Calenda. Negli ultimi mesi, il leader di Azione ha insistito su una condotta assertiva, rivendicando l’indipendenza del centro. Ora, se vuole dare maggiore incisività a questa posizione, ha l’occasione di farlo: trasformare Milano in un’occasione di confronto vero, aperto anche all’interlocuzione con le componenti più responsabili della maggioranza, a partire da chi, come il ministro degli esteri Tajani, mantiene un orientamento europeista.

 

Tajani ha preso le distanze solo tardi dall’oltranzismo israeliano, ma ha il merito di aver riportato in Parlamento il tema di “due popoli e due Stati”. Questa linea spiazza il populismo abti-europeista della Lega e le ambiguità della Meloni, preoccupata di restare nel recinto del “trumpismo”. Bisogna tener conto di queste differenze e lavorare a un processo di chiarificazione politica, per rompere il bipolarismo che imprigiona la dialettica democratica. È su questo terreno che si misura il senso politico dell’iniziativa milanese: non chi urla più forte, ma chi si assume la responsabilità di cercare soluzioni condivise.

Se il centro vuole esistere come opzione politica credibile, deve mostrare di saper parlare al Paese con spirito costruttivo, anche a costo di aprire fronti scomodi. Il dialogo non è debolezza: è un atto di forza democratica.

 

 

 

Fotografia di Trump e giudice di Brecht: due visioni di cittadinanza

All’inizio dell’era Trump, a fine gennaio 2025, la Casa Bianca ha diffuso sui social un post che evidenzia un cargo militare con la scritta in sovraimpressione: “I voli di deportazione sono iniziati. Promessa mantenuta!”. Una fila di immigrati “clandestini” ammanettati ed in catena, viene ritratta mentre si incammina per essere imbarcata sull’aereo militare. Un’espulsione di massa per ripulire gli Stati Uniti da presenze illegali, dedite allo spaccio ed ad operazioni delinquenziali di ogni genere. La foto shock è un messaggio chiaro per chi vuole entrare illegalmente in America.

 

La lezione di Brecht

Per capire il significato di questa foto e la portata dei cambiamenti intervenuti negli Usa negli ultimi tempi, in materia di immigrazione, forse vale la pena richiamare alla memoria una famosa poesia di Bertolt Brecht dal titolo “L’esame per ottenere la cittadinanza o il Giudice democratico”.

 

A Los Angeles davanti al giudice che esamina coloro che vogliono diventare cittadini degli Stati Uniti venne anche un oste italiano.

Si era preparato seriamente, ma, a disagio per la sua ignoranza della nuova lingua, durante lesame alla domanda: che cosa dice lottavo emendamento? Rispose esitando: 1492.

Poiché la legge prescrive al richiedente la conoscenza della lingua nazionale, fu respinto.

Ritornato dopo tre mesi trascorsi in ulteriori studi, ma ancora a disagio per lignoranza della nuova lingua, gli posero la domanda: chi fu il generale che vinse nella guerra civile? La sua risposta fu: 1492. (con voce alta e cordiale).

Mandato via di nuovo e ritornato una terza volta, alla terza domanda: quanti anni dura in carica il Presidente? Rispose di nuovo: 1492.

Orbene il giudice, che aveva simpatia per luomo, capì che non poteva imparare la nuova lingua, si informò sul modo come viveva e venne a sapere: con un duro lavoro.

E allora alla quarta seduta il giudice gli pose la domanda: quando fu scoperta lAmerica? E in base alla risposta esatta, 1492, luomo ottenne la cittadinanza”.

 

Inclusione o esclusione?

La decisione del giudice di Brecht è giusta o è sbagliata? Certamente la decisione adottata viola la legge in senso formale ed acritico ma essa ubbidisce alla legge della democrazia che deve favorire l’inclusione e combattere ogni forma di esclusione e di emarginazione.

Il Giudice, prima di decidere definitivamente sull’Oste “si informò sul modo come viveva e venne a sapere: con un duro lavoro”. In una società democratica il lavoro è il fondamento della convivenza sicché quel giudice non poteva non garantire i diritti di cittadinanza a quell’oste che viveva di duro lavoro e contribuiva a far crescere la comunità.

 

Una questione anche italiana

La foto postata sui social da Trump fa a pezzi il sogno americano. Per essere più grande l’America si illude che basti percorrere una strada inversa a quella che l’ha portata ad esercitare la sua indiscussa leadership, quando il lavoro era davvero al centro della società americana!

Ma il messaggio della foto degli immigrati incatenati e la decisione del giudice di Brecht sono di grande attualità nel nostro Paese nell’imminenza del voto referendario sulla cittadinanza per chi risiede in Italia da almeno 5 anni e non dieci.

 

Il valore del voto

Per gli elettori che si recheranno alle urne per dire sì o no al quesito sulla cittadinanza, la scelta dovrebbe essere più facile e meno tormentata. Il richiamo alla coscienza democratica e ai valori fondanti della nostra Costituzione dovrebbe essere uno stimolo perché gli elettori si adeguino al linguaggio dei diritti di cittadinanza.

L’oste di Los Angeles, che incarna le moltitudini di immigrati che ancora vivono nelle baraccopoli e che sono impiegati, spesso senza tutele, nei lavori più usuranti, deve ispirare il 7 e l’8 giugno gli elettori nella loro scelta.

Il voto referendario, al di là del contenuto del quesito proposto, ha un significato profondo: è chiamato a testimoniare che la nostra Comunità crede nella convivenza delle identità diverse.

Mons. Lanza, il vescovo che parlò al Sud

Una figura decisiva del meridionalismo cattolico, Monsignor Giovanni Francesco Lanza, sarà al centro di un’iniziativa che si terrà il prossimo 25 giugno presso la Cattedrale di Cosenza. Arcivescovo di Reggio Calabria dal 1943 (nominato a soli 38 anni) fino al 1950, Lanza fu il principale estensore della Lettera pastorale I problemi del Mezzogiorno, pubblicata nel 1948 e destinata a segnare profondamente l’elaborazione culturale e politica della questione meridionale nel secondo dopoguerra.

Alla commemorazione saranno presenti l’arcivescovo di Cosenza, Mons. Checchinato, che celebrerà la Santa Messa, e Mons. Bonanno, che illustrerà il contenuto e l’attualità della Lettera.

 

Una Rerum Novarum” del Sud

La Lettera del 1948 è stata definita una sintesi originale tra azione pastorale e contemplazione evangelica, tra pensiero e testimonianza, tra servizio concreto e visione teologica. Essa rappresenta un raro esempio di “trattato di sociologia cristiana” e ricevette, non a caso, l’appoggio di Papa Pio XII, la sottoscrizione del cardinale Ascalesi e il convinto sostegno di Mons. Montini, futuro Paolo VI, allora alto funzionario della Segreteria di Stato vaticana e amico personale di Mons. Lanza.

Quel documento – ha scritto qualcuno – fu di “portata rivoluzionaria”, quasi quanto la Rerum Novarum, e contribuì a ispirare politiche pubbliche fondamentali come la riforma agraria, la legge Sila, la nascita della Cassa per il Mezzogiorno e della Svimez.

 

Il meridionalismo non gridato”

Nel volume Meridionalisti cattolici di Diomede Ivone (Studium/Vita e Pensiero), vengono ricordati i principali esponenti di questo pensiero riformatore: da Saraceno a Vanoni, da Campilli a Tommaso Morlino, da Moro a Pastore. Essi diedero vita a un “meridionalismo ragionato”, fondato su statistiche e schemi interpretativi, con l’obiettivo di dare concretezza a un’idea di sviluppo solidale del Mezzogiorno come parte integrante del destino nazionale.

La formula di Saraceno – “un numero accanto a un problema” – esprime bene la razionalità operativa di un gruppo che, ispirandosi anche ai principi del Codice di Camaldoli, sostenne la logica delle agenzie pubbliche di sviluppo, sul modello del New Deal americano.

 

Uneredità ancora viva

Nel contesto calabrese non vanno dimenticate le figure di Costantino Mortati, Fausto Gullo, Gennaro Cassiani, così come i fermenti del cattolicesimo sociale locale, da Don Carlo De Cardona a Don Serafino Sprovieri, fino al contributo culturale di Gabriele De Rosa, massimo studioso di Don Sturzo.

Il lascito di questa tradizione è ancora attuale. Il divario tra Nord e Sud, come ricordava Papa Giovanni Paolo II a Reggio Calabria nel 1988, “deve essere colmato per riconciliare l’Italia con sé stessa”. Una riconciliazione che non può avvenire senza un progetto unitario, capace di unire sviluppo e giustizia.

 

Un interrogativo per loggi

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sarà in grado di realizzare quella integrazione tra Sud e Nord che da oltre settant’anni si cerca, spesso invano? La risposta appartiene al futuro, ma il metodo e la visione di Mons. Lanza possono ancora offrirci una bussola.

Il secolo che inventò il museo: il Settecento torna in scena

Capolavori di Goya, Tiepolo, Canaletto, Vigée Le Brun, Mengs, Liotard. E ancora: vedute del Grand Tour, nudi neoclassici, ritratti dinastici e un “cantiere di restauro” in diretta. Con la mostra Firenze e l’Europa. Arti del Settecento agli Uffizi, il museo fiorentino riporta alla luce un secolo cruciale per la cultura europea e per la sua stessa storia: il Settecento, età dei Lumi e delle riforme.

Ospitata nelle sale affrescate al piano terreno, la rassegna — curata dal direttore Simone Verde e da Alessandra Griffo — propone circa 150 opere tra dipinti, sculture, porcellane, arazzi e stampe, molte delle quali mai esposte prima o assenti da anni a causa dei lavori di riallestimento.

 

Un secolo di mutamenti

L’obiettivo della mostra è doppio: restituire la complessità del Settecento, secolo di grandi trasformazioni politiche ed estetiche, e narrare la metamorfosi degli Uffizi da galleria dinastica a primo museo pubblico d’Europa. Fu proprio in questo periodo, infatti, che Anna Maria Luisa de’ Medici vincolò le collezioni artistiche alla città di Firenze “per ornamento dello Stato”, mentre il Granduca Pietro Leopoldo aprì il museo ai cittadini nel 1769.

 

 

Tra fasto, realtà e nuove sensibilità

Il percorso si apre con le opere legate all’ultima stagione medicea: la religiosità, ancora dominante, è testimoniata da dipinti devozionali e sculture liturgiche. Ma è anche l’epoca della rappresentazione dinastica, come dimostrano i ritratti solenni di Cosimo III e Gian Gastone, realizzati secondo i modelli della corte francese.

Con i Lorena si afferma una sensibilità più moderna: l’arte si fa più intima, indaga il volto umano e la società che cambia. I ritratti di Goya, Mengs, Le Brun, Nattier raccontano questo passaggio. E l’antiquario Luigi Lanzi riorganizza il museo secondo criteri scientifici, raccogliendo le opere delle diverse scuole italiane: toscana, veneta, emiliana.

 

Erotismo, esotismo e sublime

Un’intera sezione è dedicata al nudo e all’eros, con una ricostruzione simbolica del “Gabinetto delle Antichità Erotiche” in voga all’epoca. Accanto a ciò, opere che testimoniano il fascino per l’esotico — ritratti in abiti orientali, porcellane cinesi — e per il “sublime”, categoria estetica in ascesa: montagne, rovine e cascate preludono al Romanticismo.

 

Il museo si racconta

Grande novità della mostra è il restauro “in diretta” del Matrimonio mistico di Santa Caterina de’ Ricci di Pierre Subleyras, appena acquisito e visibile mentre viene riportato alla luce. Un gesto che mette al centro non solo l’opera, ma anche il lavoro, paziente e silenzioso, del museo.

Il Settecento, con la sua tensione tra ragione e sensibilità, tra idealizzazione e realtà, fu l’epoca in cui nacque l’idea moderna di patrimonio. E oggi, questa mostra agli Uffizi, lo restituisce in tutta la sua vibrante pluralità.

Fi, Leoni nuovo segretario Giovani: da domani si torna in strada

Roma, 31 mag. (askanews) – Simone Leoni è stato proclamato dal congresso dei Giovani di Forza Italia nuovo segretario del Movimento giovanile del partito. Succede a Stefano Benigni, vicesegretario nazionale.

“Quello di oggi – ha detto Leoni salendo sul palco -. è il più grande onore della mia vita da quando ho iniziiato a militare in questo movimento e allora mantengo fede alla promessa che vi ho fatto questa mattina: nessuno si aspetti di camminare dietro di me, cammineremo l’uno affianco all’altro tutti insieme e oggi ci siamo permessi il lusso delle giacche e delle cravatte ma domani ci si toglie la cravatta, da domani ci si mettono le scarpe da ginnastica e si torna nelle piazze, nei mercati e nelle università per far vicere Forza Italia Giovani, Forza Italia e il progetto di Antonio Tajani”.

Governo, sui social minacce anche contro le figlie di Piantedosi

Milano, 31 mag. (askanews) – Le parole scritte sui social dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per esprimere la propria solidarietà alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo le minacce alla figlia, sono state oggetto di un ulteriore attacco online da parte di un utente, questa volta contro il responsabile del Viminale e la propria famiglia. Commentando il post l’utente ha infatti scritto: “Vedi che anche voi rubate i soldi e il cibo dei nostri figli. Quindi confermo l’augurio, anche ai tuoi” seguito dai nomi delle due figlie di Piantedosi. “Le minacce di morte alla famiglia di Giorgia Meloni e del Ministro Piantedosi sono ripugnanti, disgustose, ingiustificabili. Solidarietà alle famiglie della premier e del ministro”. Così in una nota i capigruppo M5S di Camera e Senato Riccardo Ricciardi e Stefano Patuanelli.

Cartoons On The Bay, assegnati Pulcinella Award 2025 e menzioni speciali

Pescara, 31 mag. (askanews) – La Giuria dei lungometraggi della 29esima edizione di “Cartoons On The Bay” – formata da Rob Minkoff (regista de “Il Re Leone”), Alberto Rigoni (Head of Content and Productions di Lucca Crea, società che organizza Lucca Comics), Flavio Natalia (direttore di “Ciak” e “ciakmagazine”) ha assegnato il Pulcinella Award Best Animated Feature Film a “A boat in the garden”, Lussemburgo, diretto da Jean-François Laguionie, che “con la sua incredibile narrazione e contenuti avvincenti, è un film che davvero tutti possono apprezzare”. Il film lussemburghese vince anche il Ciak D’Oro con questa motivazione: “Un film innovativo e geniale, che rappresenta un vero successo nel mondo della cinematografia”.

Menzione Speciale Best Screenplay a “Link click: bridon arc”, Cina, diretto da Haolin, che “con la sua sceneggiatura, si distingue per l’efficace padronanza della narrazione”. Menzione Speciale Best Director a “Memory hotel”, Germania, diretto da Heinrich Sabl, “per la sua narrazione coinvolgente, l’eccezionale esecuzione cinematografica e le immagini visive accattivanti”.

Menzione Speciale Best Animation a “The light of Aisha”, Spagna, diretto da Shadi Adib. “Per la sua animazione divertente e creativa, questo film stimola l’immaginazione dello spettatore”.

Menzione Speciale Best Soundtrack a “Bartali’s bicycle”, Italia, diretto da Enrico Paolantonio e prodotto da Lynx Multimedia Factory in collaborazione con Rai Kids, “per la sua straordinaria fusione di musica e narrazione, quest’opera si distingue per la sua forza emotiva e la rilevanza sociale”.

Targa Renato Pallavicini a “Balentes”, Italia, diretto da Giovanni Columbu e prodotto da Luches, “per la sua rappresentazione coinvolgente degli eventi storici attraverso una prospettiva investigativa avvincente”.

“Cartoons On The Bay” 2025, il festival di animazione diretto da Roberto Genovesi, è promosso da Rai e organizzato da Rai Com, in collaborazione con la Regione Abruzzo ed il Comune di Pescara.

Cartoons On The Bay 2025, cinque riconoscimenti per l’Italia

Pescara, 31 mag. (askanews) – La giuria formata da Rob Minkoff (regista de “Il Re Leone”), Alberto Rigoni (Head of Content and Productions di Lucca Crea, società che organizza Lucca Comics) e Flavio Natalia (direttore di “Ciak” e “ciakmagazine”) ha assegnato la Menzione Speciale Best Soundtrack a “Bartali’s bicycle”, Italia, diretto da Enrico Paolantonio e prodotto da Lynx Multimedia Factory in collaborazione con Rai Kids, “per la sua straordinaria fusione di musica e narrazione, quest’opera si distingue per la sua forza emotiva e la rilevanza sociale”.

La Giuria ha inoltre assegnato la Targa Renato Pallavicini a “Balentes”, Italia, diretto da Giovanni Columbu e prodotto da Luches, “per la sua rappresentazione coinvolgente degli eventi storici attraverso una prospettiva investigativa avvincente”.

Nelle altre categorie, per decisione della giuria internazionale di “Cartoons On The Bay” 2025 – formata da Noah Falstein, Patricia Hidalgo, Irene Pothecary-Huse, Vicky Schroderus, Pierre Siracusa – l’Italia si aggiudica tre Pulcinella Awards.

Il Pulcinella Award Live Action tv series or hybrid va a “Crush-The story of Matilde”, Italia, diretto da Raffaele Androsiglio e prodotto da Stand by me in collaborazione con Rai Kids: “Questa serie coraggiosa accende i riflettori su un tema di rilevanza internazionale e importante da raccontare: come mantenere il focus su sé stessi e sulla realtà, senza lasciarsi influenzare all’interno di una relazione. Adatto alla visione in famiglia e recitato con autenticità”.

Il Pulcinella Award Pilot tv series va invece a “The soldier of Crimson Mountain”, Italia, diretto e prodotto da Danila Trapani: “La storia romantica, l’alta qualità e lo stile cinematografico dell’animazione hanno colpito la giuria, che ha apprezzato anche il fatto che il progetto è basato su una collezione di libri”.

Il Pulcinella Award Short films, infine, premia “Dagon”, Italia, diretto da Paolo Gaudo e prodotto da Emma Film, “per l’impressionante qualità dell’animazione, una narrazione efficace e un’ottima regia”.