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Steinmeier: sempre meno mediatori, non rinunciamo a aiuto Papa a Gaza

Roma, 22 set. (askanews) – “Il Papa stesso si spesso espresso, dicendo che il Vaticano, Roma, sono a disposizione, nel caso in cui le parti in conflitto cerchino una via di incontro e io l’ho incoraggiato molto a tenere aperto questo ruolo, questa possibilit”: lo ha detto il presidente federale tedesco Frank-Walter Steinmeier, in un punto stampa al Campo Santo Teutonico, dopo l’udienza con Papa Leone XIV in Vaticano, rispondendo a una domanda su un maggiore ruolo di mediatore della Santa Sede nel conflitto in Medio Oriente e ricordando che anche nella Chiesa esistono “diversi punti di vista” in merito.

“Credo che in tempi in cui in tutto il mondo ci sono sempre meno mediatori e meno soggetti che hanno influenza sulle parti del conflitto, non possiamo rinunciare quando il Papa e il Vaticano offrono il loro aiuto”, ha sottolineato il presidente federale tedesco.

Mattarella: guerra è incomprensibile, danneggia tutti

Napoli, 22 set. (askanews) – “Purtroppo c’è il male, la cattiveria e la prepotenza. Se c’è in piccolo nella vita quotidiana, c’è in grande nella politica internazionale. E’ incomprensibile perché danneggia tutti, nessuno vince. E’ priva di senso e ragionevolezza. Per questo voi bambini siete importanti per fare crescere la consapevolezza in tutti che occorre allontanare questo pericolo”. A dirlo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando i piccoli degenti dell’ospedale pediatrico Santobono-Pausilipon di Napoli, rispondendo a una domanda di un ragazzo sulla carrozzina. “Questa consapevolezza che manifestate è preziosa, perché in futuro la vostra generazione sarà in grado di fare più e meglio di quanto fatto dalla mia generazione”, ha proseguito Mattarella.

Corteo propal, Sala: a Milano qualcosa di veramente ingiustificabile

Milano, 22 set. (askanews) – “Oggi ci sono state parecchie manifestazioni pacifiche, per cui non metterei tutto assieme, ma ciò che è accaduto qui a Milano è qualcosa di veramente ingiustificabile”. Lo ha detto il sindaco del capoluogo lombardo, Giuseppe Sala, in collegamento con la trasmissione “Diario del Giorno” su Rete 4, commentando quanto accaduto oggi al termine del corteo nel giorno dello sciopero generale nazionale per la Palestina.

“Sono frange molto violente, probabilmente poteva essere la Palestina o altre cause, ma la voglia di sfasciare tutto sta trasformando intorno alla Stazione Centrale e via Vittor Pisani in un campo di battaglia. È qualcosa di assolutamente non giustificabile, anzi, anche peggio, perché questo è un momento delicato, io sono a Niguarda, con questa parte della città che è sott’acqua. Grazie alle forze dell’ordine che stanno facendo tutto il possibile sui vari fronti che abbiamo” ha proseguito Sala, che alla domanda sul perché sia degenerata in violenza una manifestazione per la pace, ha risposto “vorrei saperlo, e vorrei che ci fossero indagini rapide”.

“E’ chiaro che ci sono frange che si spostano, magari non è detto che siano solamente milanesi, che gettano un’ombra sul manifestare pacifico. In questo momento il primo tema è cercare di controllarne l’azione, poi bisognerà identificare il più in fretta possibile i responsabili. Quelli che abbiamo visto cercare di entrare in Centrale – ha concluso – sono violenti, solo violenti”

Mattarella a Nisida: scuola è strumento e veicolo per futuro

Napoli, 22 set. (askanews) – “La scuola è lo strumento e anche il veicolo per il futuro”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, parlando dal carcere minorile di Nisida, a Napoli. “Quest’anno l’anno scolastico viene aperto con tre tappe – continua il capo dello Stato – qui, in ospedale e in città.. Il futuro riguarda tutti, ecco perché c’è questa triplice tappa. Ci si scopre nella scuola, si costruisce l’avvenire, si costruiscono talenti e ci si mette alla prova” conclude.

"Voci per la Palestina", evento degli artisti che dicono no genocidio

Roma, 22 set. (askanews) – “Voci per la Palestina” è il mega evento artistico e civile promosso dal movimento omonimo insieme ad Artists for Palestine, con la partecipazione di numerose associazioni aderenti, con il patrocinio del Comune di Bologna, di scena martedì 23 settembre dalle 17.30 a Bologna (Piazza Lucio Dalla).

Sul palco decine di artisti e artiste del jazz e della musica italiana, attori, personalità della cultura e operatori del settore, tra cui Moni Ovadia, Fabrizio Bosso, Maria Pia De Vito e le tre organizzatrici Ada Montellanico, Simona Parrinello e Chiara Pancaldi; in collegamento video musicisti come Paolo Fresu e Rita Marcotulli.

Musicisti, attori, personalità della cultura, realtà attive nell’ambito umanitario e della tutela dei diritti fondamentali, uniscono le loro voci per dire al “no” al genocidio del popolo palestinese e per affermare il valore universale dei diritti umani, agendo l’arte e la cultura come strumenti concreti di denuncia e resistenza.

L’iniziativa nasce dal movimento “Voci per la Palestina”, ideato dalle cantanti Chiara Pancaldi, Simona Parrinello e Ada Montellanico che hanno dato vita a una rete di artiste e artisti che hanno scelto di mettere la propria arte al servizio della giustizia, della pace e della solidarietà. Attraverso musica, teatro, poesia e danza, l’evento creerà uno spazio di riflessione e condivisione, ricordando che l’arte può e deve essere un ponte tra i popoli, capace di unire le coscienze, e con il fine di supportare ogni possibile strumento di lotta politica pacifica e nonviolenta, con particolare attenzione alle campagne di boicottaggio del movimento, a guida palestinese, BDS.

Performance artistiche, letture, testimonianze, collegamenti in diretta e contributi video di artisti e sostenitori si alterneranno durante la serata, intrecciando linguaggi diversi per raccontare il dramma, la resistenza e la speranza del popolo palestinese.

Questa iniziativa è la dimostrazione che, quando le voci si uniscono diventano coro, quando i suoni si intrecciano diventano forza. Decine di musicisti e musiciste del panorama jazz italiano e operatori del settore hanno scelto di mettere il proprio talento al servizio di una causa che riguarda tutti: gridare, con la potenza della musica, che nessun popolo deve essere privato della propria libertà e del proprio futuro. Il jazz, che l’Unesco ha riconosciuto come linguaggio universale di dialogo, creatività e scambio interculturale, incarna valori di fratellanza, di pace e di unità al di là delle barriere e dei confini. È proprio questa musica, nata dall’incontro e dalla resistenza, a farsi veicolo di solidarietà e azione collettiva, trasformando il palco in un atto politico e umano, capace di scuotere le coscienze e accendere nuove speranze.

L’evento Voci per la Palestina è gemellato con l’evento NoBavaglio, in programma sempre nella giornata di martedì 23 settembre a Largo Dino Frisullo, Roma dalle 17. Nel corso della giornata alcuni interventi saranno condivisi in collegamento video tra le due iniziative.

Parteciperanno, in ordine alfabetico: Eloisa Atti, Giacomo Armaroli, Giancarlo Bianchetti, Giulia Barba, Nicola Borghesi, Fabrizio Bosso, Marco Bovi, Stefano Calderano, Carolina Cangini, Stefano Cocco Cantini, collettivo Bologna for Palestine, Alberto Capelli, Piero Cardano, Ettore Carucci, Nelly Creazzo, Maria Pia De Vito, Gianluca Di Ienno, Francesco Diodati, Silvia Donati, Diego Frabetti & Duna Mixtape, Paolo Fronticelli, Giulia Franzaresi, Alessandro Galati, Simone Graziano, Sergio Mariotti, Carlo Maver, Tomaso Montanari, Ada Montellanico, Stefano Moretti, Roberto Ottaviano, Moni Ovadia, Chiara Pancaldi, Simona Parrinello, Alessandro Paternesi, Davide Paulis, Zoe Pia, Franco Piana, Stefano Pilia, Emiliano Pintori, Enrico Pittaluga, Alessandro Rossi, Ruba Salih, Simona Severini, Susanna Stivali, Enrico Smiderle, Stefania Tallini, Tati Valle, Filippo Vignato, Marco Zanotti e Classica Orchestra Afrobeat, Stefano Zenni.

Parteciperanno con contributo video: Carolina Bubbico & Corolla, Gabriele Coen, Gaza Bird Singing – Ahmed Abu Amsha, Giovanni Falzone, Paolo Fresu, Rita Marcotulli.

Evento a cura di Voci per la Palestina, con il supporto di: Acli Provinciali di Bologna APS, ANPI Bologna, ARCI Bologna, Auser Bologna, Camera del Lavoro Metropolitana CGIL di Bologna, CGIL Emilia Romagna, CISL Area Metropolitana Bolognese, Cucine Popolari e Oratorio Davide Marcheselli, Fondazione Centro Studi Doc ETS, Legambiente Bologna, Libera Bologna, Medici per Strada APS, Percorsi di Pace, Rete DOC, UIL Emilia Romagna.

Con la collaborazione di: Amnesty International Bologna, Bologna per Gaza, Emergency, Federazione Nazionale Il Jazz Italiano, Link Bologna – Studenti Indipendenti, Medici Senza Frontiere, Mediterranea Saving Humans, Portico della Pace, Manifesto in Rete, SIG-SISP Studenti Indipendenti, UDU Bologna – Rete degli Universitari, Venice 4 Palestine.

Il movimento Voci per la Palestina è promosso da Artists For Palestine Italia, e ha l’adesione di: Associazione ArteMadia, AssoPacePalestina, Associazione Compositori Musica per Film, AFIJ – Fotografi Italiani di Jazz, ANSJ – Associazione Nazionale Scuole Jazz e musiche audiotattili, Associazione Ramo d’oro, BDS Italia, DJeP – Associazione Nazionale Docenti Jazz e Pop Rock – AFAM, I-Jazz, Il Jazz va a Scuola, MIDJ – Associazione Musicisti Italiani di Jazz, Mo(r)ema, Musica in Culla, O.S.I Orff-Schulwerk Italiano, Rete #NoBavaglio, Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia, Teatri di Vita.

"Hippie sunshine" è il nuovo singolo della band inglese Kasabian

Milano, 22 set. (askanews) – È uscito in digitale e sarà in radio da venerdì 26 settembre, “Hippie sunshine”, il nuovo singolo della band inglese Kasabian, che anticipa l’uscita del nuovo album ACT III, previsto per il 2026.

Scritto e prodotto da Sergio Pizzorno, “Hippie Sunshine” è una vera esplosione di gioia, guidata dalla chitarra. “Il brano parla dell’energia inquieta di quegli individui che fanno fatica a rallentare e ad affrontare la realtà, cercando invece l’illusione di una via di fuga,” commenta Sergio. “Cattura quell’attimo effimero dove tutto sembra leggero e senza limiti, nonostante al di sotto ci sia un profondo senso di disconnessione, qualcosa che al tempo stesso è bellissimo e tragico”.

“Hippie Sunshine” arriva dopo la nuova versione di “G.O.A.T.” ft Cristale, realizzata come colonna sonora di Sky Sports per la stagione 2025/26 della Premier League.

Dopo una serie di date nei festival estivi come headliner, i Kasabian hanno annunciato un’importante data al Finsbury Park di Londra il 4 luglio 2026, il più grande concerto londinese della band. Noti per i loro concerti esplosivi, i Kasabian si sono affermati come una delle migliori band dal vivo del Regno Unito. A supportare la band in questa occasione ci saranno Louis Dunford, Razorlight, Miles Kane, The K’s e SOFY. Le prevendite inizieranno giovedì 25 settembre alle 10:00 ora italiana, e la vendita generale venerdì 26 settembre alle 10:00 ora italiana.

Presidente Steinmeier a Roma da Papa, Sant’Egidio e visita WFP

Roma, 22 set. (askanews) – “È stato un grande onore per me e mia moglie essere accolti oggi in udienza privata” da Papa Leone XIV: ha esordito così il presidente federale tedesco, Frank-Walter Steinmeier, incontrando i giornalisti sulla terrazza del Campo Santo Teutonico per un breve punto stampa dopo essere stato ricevuto in Vaticano per la prima volta dal pontefice americano e approfittando dell’occasione per invitarlo a visitare la Germania.

Steinmeier ha riferito i temi che ha affrontato il Santo Padre, “naturalmente la situazione internazionale, i conflitti principali che ci preoccupano entrambi”, la situazione umanitaria a Gaza e la guerra di aggressione russa in Ucraina, con una “pace giusta” che è “molto lontana”; ma uno scambio di opinioni approfondito ha riguardato in particolare la “situazione della Chiesa Cristiana qui in Europa e anche nel Continente Americano” e “la perdita di fedeli”.

Secondo il “Bundespraesident”, questa perdita di fedeli “ha cause naturali, come gli abusi sessuali e le loro conseguenze, ma è anche una conseguenza del processo di secolarizzazione e della crescita della diversità religiosa nella nostra società europea. Le Chiese dovrebbero e devono svolgere un ruolo positivo nel mantenere la coesione delle nostre società, e la voce di Roma rimane come sempre importante”, ha sottolineato.

Nella sua giornata a Roma, il presidente federale tedesco ha fatto visita anche a Sant’Egidio, dove ha incontrato il presidente della Comunità, Marco Impagliazzo, il suo vice, Cesare Zucconi, e il fondatore Andrea Riccardi, per fare successivamente tappa nella Scuola della Pace a Palazzo Leopardi. Obiettivo dichiarato: “approfondire i contatti”, con questa realtà. “Non è la prima volta, abbiamo contatti da molti anni, ancora da quando ero ministro, perché Sant’Egidio si occupa seriamente della nostra società e dei suoi bisogni, aiuta dove può aiutare. E si occupa anche di conflitti internazionali, non da ultimo in Mozambico”, ha ricordato.

Infine, Steinmeier, forse per la prima volta da parte di un presidente tedesco, sta visitando la sede del WFP (World Food Programme) o Pam (Programma alimentare mondiale), una delle maggiori organizzazioni Onu presenti a Roma assieme a Fao e Ifad, ribadendo – nel giorno in cui si apre a New York l’Assemblea generale delle Nazioni Unite – che “forti istituzioni internazionali hanno bisogno di regole e che la mancanza di regole non è l’alternativa a un sistema internazionale”, che “comincia a erodersi”, ci vuole “più rispetto”, anche riguardo al sostegno finanziario. La mia visita oggi al WFP vuole essere il “segno che queste organizzazioni internazionali meritano il nostro sostegno”, ha concluso Steinmeier, mentre Berlino ha contribuito al WFP (o PAM) per 1,7 miliardi di euro nel 2022, 1,3 miliardi nel 2023, quasi un miliardo nel 2024 (995 milioni) e nel 2025 si prevedono meno di 500 milioni di euro, secondo i dati ufficiali.

Filarmonica Romana, stagione n.204 tra concerti, danza, lezioni

Roma, 22 set. (askanews) – Presentata la stagione 2025-26 dell’Accademia Filarmonica Romana, curata dal direttore artistico Domenico Turi: la stagione n. 204 si apre alla città con una proposta artistica dedicata a un pubblico di tutte le età, fra concerti, lezioni di musica, danza, musical, clownerie e residenze artistiche. Il programma si alterna fra Teatro Argentina, Teatro Olimpico e Sala Casella e il cartellone è diviso tra i concerti all’Argentina, gli spettacoli al Teatro Olimpico e le Lezioni di musica, oltre alle iniziative concepite per le nuove generazioni di musicisti e per la musica contemporanea.

“In un’epoca così connessa come quella attuale – ha dichiarato il direttore artistico Domenico Turi – sempre più importante è coltivare l’incontro reale e non virtuale. Questa stagione vuole creare una comunità filarmonica, fidelizzando il pubblico ad artisti di levatura internazionale e spesso provenienti dalla nostra stessa città. La Filarmonica ha sempre sostenuto i giovani nel corso degli anni e continuerà a farlo. Molte sono state le scommesse vinte e alcune di loro torneranno in questa stagione da veri protagonisti”.

Undici i concerti al Teatro Argentina (il giovedì, ore 21) per scandire la stagione di musica da camera: musica antica, classica, romantica, repertorio barocco, il Novecento storico, prime esecuzioni assolute e inediti progetti affidati a virtuosi di richiamo internazionale, ensemble, trii, quartetti, con residenze artistiche e debutti per la città di Roma. Nell’anno in cui ricorre il cinquecentenario della nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina, per il concerto di inaugurazione, giovedì 6 novembre, la Filarmonica omaggia il Princeps Musicae con l’esecuzione del suo Cantico dei Cantici in un originale progetto che intreccia musica rinascimentale alla nuova partitura, in prima assoluta, di Francesco Leineri. Walter Testolin dirige l’Ensemble De Labyrintho tra i gruppi vocali di riferimento nel repertorio rinascimentale, cui si affianca il fisarmonicista Samuele Telari, la violoncellista Elide Sulsenti e lo stesso Leineri per le percussioni e live electronics.

Artista “sensibile e poetica”, fra le pianiste più note dell’Est Europa con cui la Filarmonica ha avviato un progetto di residenza per il triennio 2025-27, l’ucraina Anna Fedorova torna il 27 novembre con un recital per piano solo dedicato a Chopin. Promettente formazione cameristica italiana, premio Abbiati nel 2020, il Quartetto Werther, raro esempio di quartetto con pianoforte stabile in Europa, esegue il 4 dicembre la novità di Francesco Antonioni Movimento di quartetto, una ideale “prosecuzione” dell’incompiuto Quartetto per pianoforte di Gustav Mahler che si ascolterà a inizio concerto. Completa il programma il Quartetto con pianoforte n. 3 op. 60 di Brahms.

Il 18 dicembre torna Concerto Romano, diretto dal suo fondatore Alessandro Quarta, apprezzato ensemble di musica barocca, voce solista il soprano Carlotta Colombo. Un concerto di Natale che abbraccia la musica di tre dei più grandi maestri del barocco italiano – Antonio Vivaldi, Arcangelo Corelli e Alessandro Scarlatti – fra repertorio sacro e Cantate secentesche composte per il Natale.

L’anno nuovo all’Argentina si apre il 12 febbraio con il ritorno del Trio di Parma, formazione da camera fra le più longeve e pluripremiate del panorama musicale italiano, che completa con questo concerto l’integrale dei Trii con pianoforte di Brahms, cui affianca due lavori di Schumann. Premio Abbiati 2025 come miglior solista “per qualità tecnica e per sensibilità emozionale del gesto e del pensiero strumentale”, il violoncellista Ettore Pagano è un altro gradito ritorno in stagione per la Filarmonica che l’aveva ospitato diversi anni fa, ancora giovanissimo e promettente talento. Con il pianista Massimo Spada, Pagano impugna il prezioso violoncello Ignazio Ongaro (Venezia, 1777) ed esegue un programma fuori dal repertorio più classico e di grande interesse, incentrato sul Novecento, con i lavori di Schittke, Ligeti, Martinu e Rachmaninov.

Artista in residenza 2025-27 è anche Filippo Gorini, il suo “pianismo coraggioso” (The Guardian) ha conquistato le più importanti sale da concerto di tutto il mondo. Il 26 febbraio prosegue il progetto dedicato all’esecuzione delle ultime Sonate di Beethoven e Schubert (eseguirà del primo l’op. 110, del secondo la Sonata D 958), con una novità della compositrice franco-brasiliana Michelle Agnes Magalhaes.

Inoltre, debutta alla Filarmonica uno dei soprani russi drammatici più celebri di oggi: Lidia Fridman è nota per estensione vocale, agilità, timbro scuro e solida preparazione tecnica, che ne fanno una delle voci di primo piano nel panorama lirico internazionale. Il 12 marzo con la pianista Liubov Gromoglasova, interpreta alcune delle pagine più introspettive della musica vocale di Otto e Novecento: dalle intime e appassionate romanze russe di Cajkovskij e Rachmaninov ai Lieder tedeschi di Wagner e Richard Strauss, fra pathos e contemplazione.

Un viaggio nel barocco musicale, intrecciando cantate e sonate a tre, in un caleidoscopio di affetti. È quello che propone il soprano, raffinata interprete, Francesca Aspromonte e l’ensemble Arsenale Sonoro, dedito alla riscoperta di gemme nascoste del repertorio barocco, diretto dal violinista Boris Begelman, nel concerto del 16 aprile. Musica di Giovanni Bononcini, Arcangeli Corelli, Friedrich Handel e Alessandro Scarlatti.

Debutta a Roma, il 23 aprile, la nuova stella del concertismo internazionale, il ventinovenne violinista americano Randall Goosby, allievo di Itzhak Perlman. Acclamato per sensibilità e intensità delle sue interpretazioni, artista in esclusiva della Decca, Goosby ama affiancare al repertorio classico l’ascolto di compositori americani poco noti e da riscoprire. Con un prezioso violino Stradivari di primo Settecento, insieme al pianista Zhu Wang, spazia fra Dvorák, Beethoven e Debussy, la compositrice americana Amy Beach e il musicista afroamericano Harry T. Burleigh. Il 14 maggio la stagione all’Argentina si chiude con Enrico Dindo al violoncello e Andrea Lucchesini al pianoforte, eccellenti cameristi, legati alla più recente storia della Filarmonica per aver curato le ultime due direzioni artistiche. Proseguono la loro residenza triennale ed eseguono alcune celebri pagine del repertorio romantico di Schumann e Brahms.

Le tre Lezioni di Musica condotte da Giovanni Bietti (la domenica, ore 17.30), prodotte dall’Accademia Filarmonica Romana e trasmesse da Rai Radio3, sono dedicate quest’anno agli strumenti a fiato, più precisamente al grande repertorio cameristico per clarinetto, flauto e corno. Due “fili rossi” attraversano la rassegna: la musica da camera di Robert Schumann, inesauribile laboratorio di sonorità e di combinazioni strumentali, e l’amore di Claude Debussy per le delicate sonorità del flauto e del clarinetto. La lezione inaugurale (19 ottobre) vede protagonista il clarinetto, con il talento di Kevin Spagnolo, primo premio a soli 22 anni al Concorso Internazionale di Musica di Ginevra, accompagnato dal pianista Simone Rugani. La seconda lezione (2 novembre), solista Bianca Fiorito, flautista stabile dei Münchner Philharmoniker dal 2021, è interamente dedicata alla sonorità del flauto solo, e attraversa quasi due secoli di musica, da Bach a Debussy. La terza e ultima lezione (18 novembre) sarà con il cornista Emanuele Urso, primo corno solista al Teatro alla Scala di Milano, con Fabio Fornaciari al pianoforte.

Ricco il cartellone della Filarmonica al Teatro Olimpico, dalla danza, fra coreografie più classiche e rivisitazioni contemporanee, alla clownerie e all’acrobazia, spettacoli dai ritmi travolgenti, musical, e l’atteso ritorno di Momix con il nuovo Botanica Season 2.

Alzano per primi il sipario, per l’inaugurazione della stagione della danza, i quattordici giovani talenti della Compagnia Junior del Balletto di Roma che dal 10 al 12 ottobre rivisitano uno dei balletti più celebri, Coppelia, ambientandolo nei giorni nostri, in una nuova produzione che porta la firma di Fabrizio Monteverde. Dal 13 al 16 novembre l’icona dei balletti classici, Il lago dei cigni nella versione firmata da Luciano Cannito, basata sulla versione originale di Petipa, per Roma City Ballet Company, vede protagonisti le due stelle della danza Aya Okumura Principal del Balletto del Teatro Nazionale di Praga, e Dinu Tamazlacaru Principal dello StaatsBallett Berlin. Nella nuova produzione, l’uso dell’intelligenza artificiale – prima volta nella storia del balletto classico -, sarà utilizzata per ricreare il mondo immaginifico del Principe Sigfrid e della sua amata Odette. Porta sempre la firma di Cannito, per la compagnia Roma City Musical, Saranno Famosi – Fame The Musical (27-30 novembre), che coniuga la premiatissima serie Fame a nuovi brani, orchestrazioni moderne e originali coreografie. Un mix di canto, danza, musica, recitazione, dalla narrazione dinamica.

Il Balletto di Milano firma, in una nuova produzione, la rivisitazione del celebre capolavoro natalizio Lo schiaccianoci (11-14 dicembre) fondendo la magia della tradizione classica con l’eleganza senza tempo dello stile Art Déco. Costumi scintillanti, scenografie sontuose e un tocco rétro trasformano ogni scena, sulla musica di Cajkovskij, in un gioiello visivo. Dal 4 all’8 marzo, atteso il debutto a Roma di Titizé – A Venetian Dream l’ultimo lavoro di Daniele Finzi Pasca, prodotta dalla Compagnia Finzi Pasca. Un omaggio poetico alla storia del teatro veneziano, all’artificio e alla sorpresa, dove passato e presente si mescolano in unico racconto. Lo spettacolo fonde tradizione e innovazione in un affascinante connubio tra clownerie, il linguaggio del corpo e dell’acrobazia, e l’utilizzo di innovative macchine sceniche, dando vita a un teatro dello stupore e della leggerezza.

Dopo il successo del 2024, torna dal 14 al 19 aprile Stomp, celebre compagnia britannica fondata da Luke Cresswell e Steve McNicholas. Senza trama, personaggi né parole, otto performers, formidabili ballerini-acrobati-percussionisti, “suonano” oggetti di uso comune: accendini, scatole di fiammiferi, coperchi dei bidoni, scope, pneumatici, lavandini e riempiono il palco con un ritmo esplosivo e incalzante, in un delirio artistico di travolgente ironia. Altro atteso debutto per la città di Roma, dal 28 aprile al 10 maggio, sarà Botanica Season 2 di Momix e del suo visionario fondatore Moses Pendleton. Il coreografo americano riprende e reinventa il suo acclamato capolavoro del 2009, Botanica, in un processo di evoluzione artistica che ne disvela nuove profondità, trasformandolo e conducendolo verso inedite metamorfosi.

Ha preso il via il 18 settembre il nuovo ciclo “Dialoghi d’autunno”, giunto alla quinta edizione, realizzato fin dal suo nascere con la Fondazione William Walton e La Mortella di Ischia per la promozione di giovani interpreti provenienti dai Corsi di specializzazione delle principali Accademie e Scuole di musica. I musicisti sono impegnati in un triplice appuntamento – uno alla Filarmonica, presso la Sala Casella (il giovedì, ore 20), e due, il sabato e domenica successivi a Ischia, presso la Sala Recite nei Giardini La Mortella in cui sarà replicato il programma del concerto di Roma. I concerti alla Filarmonica sono preceduti da una introduzione all’ascolto del musicologo Valerio Sebastiani, che lascia poi il palco ai musicisti che si confrontano con il repertorio dei grandi compositori del passato, spaziando fra Ottocento e secondo Novecento. Dopo l’apertura con i fratelli lucchesi Niccolò e Lorenzo Corsaro, viola e pianoforte, i successivi concerti vedono protagonisti il Trio David formazione d’archi di giovani promesse (25 settembre), il violoncellista Paolo Tedesco con il pianista Filippo Piredda (9 ottobre), e a chiusura il 16 ottobre il pianista Giacomo Menegardi, primo premio alla XXXIX edizione del Premio Venezia nel 2023.

Infine, decima edizione per Assoli, il ciclo che l’Accademia Filarmonica Romana dedica alla creazione musicale contemporanea per strumento solo. Sei appuntamenti in Sala Casella da gennaio a giugno (il giovedì, ore 20), in cui si potranno ascoltare le più recenti musiche, molte in prima assoluta, scritte da giovani compositori, affiancate ad alcune pagine del Novecento.

Ginnastica, Emanuela Maccarani rinviata a giudizio

Roma, 22 set. (askanews) – È stata rinviata a giudizio Emanuela Maccarani, ex direttrice tecnica della Nazionale di ginnastica ritmica, accusata di maltrattamenti aggravati dalla presenza di minori. Lo ha deciso oggi il Gup di Monza Silvia Pansini: il dibattimento si aprirà il prossimo 10 febbraio. “Sono stata licenziata, ho perso tutto ciò che ho acquisito in 40 anni di carriera – ha dichiarato – cariche tecniche, politiche, anche come giudice. Attenderò che termini questo processo e poi volterò pagina”. Sul piano sportivo, l’ex dt ha commentato anche il momento difficile della ginnastica azzurra: “Il quindicesimo posto al Mondiale di Rio è l’attestazione di un sistema che si è sgretolato in brevissimo tempo. Non è dovuto solo a questo caso, ma è un grande dispiacere vedere come un lavoro minuziosamente costruito sia andato in frantumi così rapidamente”. A sostegno dell’ex ct sono arrivate cinque lettere firmate da Alessia Maurelli, Agnese Duranti, Daniela Mogurean, Martina Santandrea e Laura Paris, lette in aula e depositate agli atti. “Non ci riconosciamo come parti offese. Emanuela Maccarani è stata una persona importante nella nostra vita, sportiva e non”, scrivono le atlete, prendendo posizione in contrasto con altre ex compagne che avevano denunciato abusi e comportamenti scorretti. Lo scorso giugno, la Maccarani aveva già patteggiato tre mesi di squalifica per comportamento antisportivo nel cosiddetto “processo bis” aperto dalla Federazione Ginnastica d’Italia, dopo l’emergere delle nuove accuse nell’inchiesta di Monza.

Le immagini delle strade allagate dall’esondazione del Seveso a Milano

Milano, 22 set. (askanews) – Nelle immagini le strade di Milano allagate dall’esondazione del Seveso, dopo ore di piogge intense cominciate fin dalla notte.

Traffico in tilt e qualche uscita della metropolitana, come Bicocca e Istria, chiuse, ma con la metro funzionante.

Hamas scrive a Trump: garantisca cessate il fuoco e liberiamo la metà degli ostaggi

Roma, 22 set. (askanews) – Hamas ha scritto una lettera al presidente degli Stati Uniti Donald Trump in cui ha chiesto a Washington di garantire un cessate il fuoco di 60 giorni nella Striscia di Gaza, in cambio dell’immediato rilascio di metà degli ostaggi. Questo è quanto è stato da poco riportato in esclusiva dal canale statunitense Fox News, che ha riportato le dichiarazioni di un alto funzionario dell’amministrazione Trump e di una fonte coinvolta nei negoziati. Secondo quanto si apprende dal Times of Israel, la lettera è attualmente in mano del Qatar e sarà consegnata al presidente statunitense Donald Trump nel corso della settimana.

Tennis, Musetti in finale a Chengdu

Roma, 22 set. (askanews) – Un anno dopo Lorenzo Musetti è di nuovo in finale all’Atp 250 di Chengdu. Testa di serie n. 1 nel torneo cinese, il carrarino ha dominato la semifinale contro il kazako Alexander Shevchenko, battuto con il punteggio di 6-3, 6-1 in poco più di un’ora di gioco. Un match impeccabile di Musetti, dominante sin dal primo quindici: qualità nei colpi e grande resa al servizio (92% di punti vinti con la prima). L’equilibrio è durato soltanto cinque game, poi al sesto gioco è arrivato il break in favore di Musetti che da quel momento ha preso il largo senza difficoltà. Shevchenko non è mai riuscito a rientrare in partita e già all’inizio set si è consegnato, riuscendo a vincere solo un turno di battuta. Musetti giocherà la settima finale in carriera nel circuito maggiore, la seconda dell’anno dopo il Masters 1000 di Monte-Carlo. L’avversario per il titolo sarà il cileno Alejandro Tabilo: entrato in tabellone dalle qualificazioni, il n. 112 al mondo ha sconfitto in semifinale lo statunitense Nakashima. Tra Lorenzo e Tabilo non ci sono precedenti nel circuito maggiore: un solo confronto a livello Challenger, vinto nel 2021 da Musetti sulla terra di Antalya. Appuntamento martedì alle ore 13, in diretta su Sky Sport e in streaming su N

Padel, dal 24 al 28 settembre top player a Torino per il Fip Silver

Roma, 22 set. (askanews) – Il grande padel internazionale arriva sotto la Mole con la Mediolanum Padel Cup, nuova tappa del circuito mondiale Cupra Fip Tour, in programma dal 24 al 28 settembre al Palavillage di Grugliasco con ingresso gratuito per il pubblico. In palio – si legge in una nota – un montepremi di 20mila euro e punti preziosi per il ranking mondiale della Federazione Internazionale Padel. Il torneo è classificato Fip Silver, terzo livello per importanza nel calendario del circuito dopo Platinum e Gold, e riunirà in campo 25 atleti tra i primi 100 del mondo.

Nel main draw femminile, prosegue la nota, spiccano le argentine Aranzazu Osoro (n.15) e Virginia Riera (33), entrambe vice campionesse del mondo, insieme a Victoria Iglesias (21), vincitrice delle Finals 2024. Atteso anche il gruppo azzurro vicecampione d’Europa: Martina Parmigiani, Carlotta Casali, Giulia Sussarello, Emily Stellato e la new entry Giulia Dal Pozzo, appena convocata in Nazionale in vista degli Europei di ottobre. Tra gli uomini, i favoriti sono gli spagnoli Javi Barahona (23) e Javi Garcia (26), già vincitori della tappa di Roma. Per l’Italia in campo Aris Patiniotis, numero uno azzurro, e il giovane Alvaro Montiel, appena convocato in Nazionale. Attesa speciale per l’ex tennista polacco Jerzy Janowicz, ex n.14 ATP e semifinalista a Wimbledon 2013.

Domenica spazio anche alle stelle del pallone: sul campo scenderanno quattro ex campioni del calcio – Alessandro Costacurta, Luca Marchegiani, Cristian Brocchi e Nicola Amoruso – per una sfida amichevole a colpi di racchetta. Il Cupra Fip Tour, organizzato dalla Federazione Internazionale Padel, è il circuito professionistico che nel 2025 conta oltre 300 tornei in 48 Paesi con più di 3mila giocatori in gara.

A New York Francia guida riconoscimento Palestina, Italia non segue

New York, 22 set. (askanews) – Francia, Canada, Regno Unito, tra i Paesi del G7; Australia, Portogallo, Malta tra gli altri. Sono più di dieci i Paesi che oggi, a New York, annunceranno il riconoscimento dello Stato di Palestina, seguendo la strada già imboccata da Spagna, Norvegia, Irlanda e Slovenia.

L’occasione è la “Conferenza di Alto Livello per la risoluzione pacifica della questione palestinese e l’attuazione della soluzione a due Stati”, co-presieduta oggi pomeriggio da Francia e Arabia Saudita nell’ambito della settimana dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Ai lavori non partecipa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, attesa comunque oggi a New York, ma l’Italia sarà rappresentata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. La posizione italiana, come espressa più volte anche nelle scorse settimane, è che c’è pieno sostegno alla soluzione “due popoli due Stati” ma non è questo il momento di riconoscere la Palestina. Appena nel luglio scorso, anzi, la premier aveva detto di ritenere “controproducente” il riconoscimento di “una cosa che non esiste”. Dunque, aveva concluso, “essendo favorevolissima allo Stato della Palestina, non sono favorevole al suo riconoscimento a monte di un processo per la sua costituzione”.

Il summit di oggi – in cui non verranno adottati nuovi documenti – segue la Conferenza internazionale organizzata da Parigi e Riad a New York dal 28 al 30 luglio 2025. In quel contesto l’Italia (rappresentata dalla sottosegretaria agli Esteri Maria Tripodi) ha partecipato in qualità di co-chair con l’Indonesia del “Gruppo di Lavoro sulla Sicurezza”. Nell’ambito del gruppo di lavoro, le proposte italo-indonesiane si sono concentrate sull’istituzione di un meccanismo temporaneo e imparziale che garantisca al contempo il rispetto del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e la sicurezza sia di Israele sia della popolazione palestinese. Nel quadro di tale meccanismo si metterebbero a disposizione anche esperti per favorire la ripresa di una piena assistenza umanitaria, in linea con i principi di neutralità, indipendenza e imparzialità dell’aiuto. L’Italia ha quindi aderito alla Dichiarazione di New York, atto finale della Conferenza di luglio, che affronta i diversi aspetti della questione palestinese e punta a stabilire un’azione collettiva che ponga fine alla guerra a Gaza e consenta di raggiungere una soluzione pacifica e durevole del conflitto israelo-palestinese sulla base dell’effettiva attuazione della soluzione a due Stati.

Lo scorso 12 settembre l’Italia ha poi votato a favore della risoluzione adottata dall’Assemblea Generale Onu con 142 voti a favore (10 i contrari, tra cui Israele e Usa). Il testo prevede il rilancio della soluzione a due Stati con il territorio palestinese governato dall’Autorità nazionale con un comitato amministrativo transitorio da istituire subito dopo il cessate il fuoco.

Sciopero per Gaza, migliaia di persone in piazza a Roma

Roma, 22 set. (askanews) – Tantissimi studenti, lavoratori e associazioni: migliaia di persone sono scese in piazza a Roma nel giorno della mobilitazione di massa in Italia a sostegno dei palestinesi, con oltre 60 cortei organizzati in molte citt e uno sciopero generale sostenuto da Usb e dai sindacati di base (Cub, Adl, Sgb).

Il corteo romano ha attraversato via Cavour per arrivare fino a Piazza dei Cinquecento davanti alla Stazione Termini, fra decine e decine di bandiere palestinesi, striscioni e slogan come “Blocchiamo tutto”.

Sciopero, a Genova in migliaia bloccano i varchi del porto

Genova, 22 set. (askanews) – Dai portuali di Genova era partito l’appello “Blocchiamo tutto” e Genova ha risposto oggi con una mobilitazione imponente allo sciopero generale per Gaza e a sostegno della Global Sumud Flotilla proclamato da Usb. Nonostante la pioggia e l’allerta arancione, questa mattina in migliaia sono scesi in piazza per bloccare i varchi portuali di via Albertazzi e San Benigno.

Mentre centinaia di lavoratori e cittadini hanno preso parte al presidio davanti ai varchi portuali, in migliaia hanno raggiunto la zona di San Benigno con tre diversi cortei partiti da via Balbi, piazza Montano e dalla rotonda di Oregina.

“Genova – ha detto Francesco Staccioli del direttivo nazionale Usb rivolgendosi ai manifestanti – è l’epicentro di una mobilitazione nazionale, di un movimento che si è messo in moto. Ora vogliamo vedere se ci sono le condizioni per fare uno sciopero permanente che riguardi tutte le merci provenienti o dirette a Israele”.

Nel pomeriggio intanto è previsto un nuovo corteo cittadino che partirà dal varco portuale di San Benigno, davanti alla sede dell’associazione umanitaria Music for Peace che nelle settimane scorse aveva raccolto oltre 300 tonnellate di generi alimentari per la popolazione palestinese di Gaza, e raggiungere il centro del capoluogo ligure dopo aver attraversato l’area del porto.

All’Onu la Francia guida il riconoscimento della Palestina, l’Italia non segue

New York, 22 set. (askanews) – Francia, Canada, Regno Unito, tra i Paesi del G7; Australia, Portogallo, Malta tra gli altri. Sono più di dieci i Paesi che oggi, a New York, annunceranno il riconoscimento dello Stato di Palestina, seguendo la strada già imboccata da Spagna, Norvegia, Irlanda e Slovenia.

L’occasione è la “Conferenza di Alto Livello per la risoluzione pacifica della questione palestinese e l’attuazione della soluzione a due Stati”, co-presieduta oggi pomeriggio da Francia e Arabia Saudita nell’ambito della settimana dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Ai lavori non partecipa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, attesa comunque oggi a New York, ma l’Italia sarà rappresentata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. La posizione italiana, come espressa più volte anche nelle scorse settimane, è che c’è pieno sostegno alla soluzione “due popoli due Stati” ma non è questo il momento di riconoscere la Palestina. Appena nel luglio scorso, anzi, la premier aveva detto di ritenere “controproducente” il riconoscimento di “una cosa che non esiste”. Dunque, aveva concluso, “essendo favorevolissima allo Stato della Palestina, non sono favorevole al suo riconoscimento a monte di un processo per la sua costituzione”.

Il summit di oggi – in cui non verranno adottati nuovi documenti – segue la Conferenza internazionale organizzata da Parigi e Riad a New York dal 28 al 30 luglio 2025. In quel contesto l’Italia (rappresentata dalla sottosegretaria agli Esteri Maria Tripodi) ha partecipato in qualità di co-chair con l’Indonesia del “Gruppo di Lavoro sulla Sicurezza”. Nell’ambito del gruppo di lavoro, le proposte italo-indonesiane si sono concentrate sull’istituzione di un meccanismo temporaneo e imparziale che garantisca al contempo il rispetto del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e la sicurezza sia di Israele sia della popolazione palestinese. Nel quadro di tale meccanismo si metterebbero a disposizione anche esperti per favorire la ripresa di una piena assistenza umanitaria, in linea con i principi di neutralità, indipendenza e imparzialità dell’aiuto. L’Italia ha quindi aderito alla Dichiarazione di New York, atto finale della Conferenza di luglio, che affronta i diversi aspetti della questione palestinese e punta a stabilire un’azione collettiva che ponga fine alla guerra a Gaza e consenta di raggiungere una soluzione pacifica e durevole del conflitto israelo-palestinese sulla base dell’effettiva attuazione della soluzione a due Stati.

Lo scorso 12 settembre l’Italia ha poi votato a favore della risoluzione adottata dall’Assemblea Generale Onu con 142 voti a favore (10 i contrari, tra cui Israele e Usa). Il testo prevede il rilancio della soluzione a due Stati con il territorio palestinese governato dall’Autorità nazionale con un comitato amministrativo transitorio da istituire subito dopo il cessate il fuoco.

Pd: il silenzio del governo su Gaza è intollerabile, stop ai voti in aula (in attesa di Meloni)

Roma, 22 set. (askanews) – “Alla vigilia di importanti vertici internazionali e di votazioni cruciali in sede europea, denunciamo con forza che il governo non ha ancora dato alcuna disponibilità a venire a spiegare in Parlamento la posizione italiana rispetto alla questione palestinese. È un fatto gravissimo. Utilizzeremo tutti gli strumenti democratici che ci mette a disposizione il regolamento perché non siamo disponibili a riprendere le votazioni finché il governo non avrà assunto l’impegno a venire in Parlamento per comunicazioni. È intollerabile che, di fronte a una richiesta unitaria di tutte le opposizioni, l’esecutivo tiri dritto senza proferire parola. Un governo che ignora il Parlamento e lascia gli italiani all’oscuro sulla politica estera tradisce la democrazia: Meloni deve spiegare chiaramente da che parte sta l’Italia. Il Parlamento deve votare sulle comunicazioni del Governo, perché le italiane e gli italiani e i tanti giovani che oggi sono scesi in piazza hanno il diritto di sapere da che parte stanno i loro rappresentanti” così Paolo Ciani del gruppo parlamentare del Pd, Italia democratica e progressista nel corso della discussione generale in corso a Montecitorio.

Foti: tutti dovrebbero applaudire Meloni, opposizione ciarliera

Bologna, 22 set. (askanews) – “Io penso che se un presidente del consiglio va a promuovere la cucina italiana che non di destra, di centro o di sinistra, ma che notoriamente un fiore all’occhiello del nostro patrimonio, non solo gastronomico, ma anche culturale, tutti dovrebbero applaudire. Ma capisco che un’opposizione cieca, sorda e invece non spesso muta ma ciarliera abbia sempre qualcosa da dire”. Lo ha detto il ministro agli Affari Europei, Tommaso Foti, a margine del Cersaie di Bologna.

Orsini: “Per aumentare salari servono produttivit e investimenti”

Bologna, 22 set. (askanews) – “Per aumentare i salari bisogna fare una cosa semplice” ovvero “contratti che vanno verso la produttivit” ma “per fare questo servono incentivi e investimenti” perch “dall’altra parte del mondo sono rapidi, veloci e investono. E noi da soli non ce la possiamo fare”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, al Cersaie di Bologna.

“Noi abbiamo detto che la politica giusta quella a lungo termine – ha spiegato Orsini – noi non entriamo nella parte politica, ma entriamo nel fatto che comunque se c’ uno sviluppo c’ anche capacit di distribuzione. Spesso si parla di salari bassi e per aumentare i salari bisogna fare una cosa semplice: stiamo dialogando con il sindacato, abbiamo gi avuto diversi incontri, ne avremo un altro il 30 settembre. Si possono fare contratti che vanno verso la produttivit, incrementare la produttivit delle nostre imprese, ma per fare questo servono incentivi e investimenti. Non ci dobbiamo dimenticare che dall’altra parte del mondo sono rapidi, veloci e investono. E noi da soli non ce la possiamo fare”.

Il presidente di Confindustria ha concluso auspicando che “l’Europa si ridimensioni e pensi di mettere al centro l’industria”.

Italia in piazza per Gaza. Migliaia intorno a Roma Termini, porto di Genova bloccato

Roma, 22 set. (askanews) – Italia in piazza per Gaza e in sostegno alla Sumud Flotilla. Sono previste manifestazioni e presidi in un’ottantina di città, per lo sciopero proclamato dalle organizzazioni sindacali di base.

La stazione Termini a Roma è piena di manifestanti, tra cui molti studenti, i treni procedono a rilento e la metropolitana risulta chiusa. Intono a piazza dei Cinquecento ci sono circa 20mila persone, in attesa di partire in corteo verso piazza Vittorio. Cortei anche a Pisa, Palermo, Bologna, Firenze, Cagliari e in molte altre città. A Bari c’è una manifestazione di fronte al consolato israeliano. A Torino alcuni manifestanti hanno occupato i binari.

A Genova il porto è fermo. Qui nonostante le forti piogge di queste ore con l’allerta arancione che proseguirà fino alle 15, centinaia di persone stanno bloccando dalle 8 di questa mattina i varchi portuali di via Albertazzi e San Benigno nell’ambito dello sciopero generale nazionale per Gaza e a sostegno della Global Sumud Flotilla proclamato da Usb. In piazza anche studenti e insegnanti con due cortei partiti verso le 9:30 da via Balbi e piazza Montano che raggiungeranno la zona di San Benigno per unirsi ai lavoratori e ai cittadini che stanno bloccando i varchi portuali. Al corteo partito da via Balbi, aperto da un lungo striscione con scritto “Blocchiamo tutto, con la Palestina, con la Flotilla e contro il sionismo”, partecipano oltre mille persone. Un terzo corteo, composto da antagonisti e antifascisti, si è mosso invece dal quartiere di Oregina ed è diretto a sua volta verso i varchi portuali di San Benigno. Nel pomeriggio, verso le 14:30, è prevista poi la partenza di un corteo cittadino che raggiungerà il centro del capoluogo ligure.

Incontro a piazza Mancini per poi raggiungere il centro. È questo il percorso del corteo organizzato a Napoli, nel giorno dello sciopero indetto da diversi sindacati per Gaza. Alla manifestazione stanno partecipando anche tanti studenti. Alcuni partecipanti al corteo, con bandiere di Potere al Popolo, Si Cobas e USB sono entrati all’interno della stazione Centrale, senza però bloccare i treni. La situazione è tornata quasi subito alla normalità senza particolari criticità. Da quanto si apprende oggi pomeriggio è previsto un altro corteo con sindacati, studenti, movimenti, nell’area dell’ex Base Nato, a Bagnoli, a poca distanza dall’istituto scolastico Rossini, dove il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella inaugurerà l’anno scolastico.

Maltempo a Milano, auto e moto galleggiano nelle strade allagate

Milano, 22 set. (askanews) – Vaste aree della zona nord di Milano sono completamente allagate a causa del maltempo, con pioggia e temporali che hanno anche provocato l’esondazione del fiume Seveso. Le immagini amatoriali riprese dagli studenti liceali dell’Istituto Freud mostrano auto e moto galleggianti nell’acqua nella zona nord, in viale Fulvio Testi.

Kirk, Meloni: da funerali messaggio contro odio e violenza

New York, 22 set. (askanews) – “Le immagini del funerale di Charlie Kirk parlano da sole: le parole di perdono della moglie, la reazione composta di una comunità in preghiera, i canti, le decine di migliaia di persone presenti. Un messaggio potentissimo al mondo intero: contro l’odio e la violenza politica si può rispondere con la forza dell’amore, della fede e della libertà”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, postando un video con alcune immagini della cerimonia.

“E Charlie continuerà a vivere come simbolo di ciò che ha sempre difeso: il confronto e la libertà”, conclude.

M.O., Conte: Meloni senza coraggio, preferisce parlare di pastarelle

Milano, 22 set. (askanews) – “Questo fine settimana vari altri Stati hanno riconosciuto lo Stato della Palestina, compresa la Gran Bretagna, mentre la nostra Meloni era in tv a parlare di pastarelle. Poi si è presentata dai giovani del suo partito invitandoli ad avere coraggio, quello che lei non ha quando si tratta di fare scelte doverose e necessarie come in questo caso. Lo fa per non scontentare il suo alleato e amico Netanyahu e non dispiacere Washington”. Lo ha detto il presidente del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte, a margine di una iniziativa elettorale a Fabriano.

Regionali, Donzelli: Toscana terra difficile ma ci crediamo

Firenze, 22 set. (askanews) – “Noi ovviamente sappiamo che la Toscana una terra difficile per il centrodestra, ma se Fratelli d’Italia si fosse dovuta arrendere ai pronostici o non non a fare mai le battaglie difficili, non saremmo al primo partito Italia”. Lo ha detto Giovanni Donzelli, responsabile organizzativo di FdI, a margine di un’iniziativa elettorale a Firenze a sostegno di Alessandro Tomasi per le Regionali.

“Ci davano per spacciati quando eravamo all’1%, ci abbiamo creduto e siamo arrivati a governare bene l’Italia. Quindi -ha continuato Donzelli- non ci spaventano certamente n i sondaggi n i pronostici, anzi, per noi sono il miglior incoraggiamento a fare quello che sappiamo fare. Essere sinceri, mantenere la parola data e portare avanti i progetti che servono al territorio. Se vinceremo? ovviamente e noi auspichiamo di s, dipende dai cittadini, fino all’ultimo istante ogni voto utile per provare a cambiare davvero questa regione”.

Gaza, a Genova porto bloccato per sciopero Usb e migliaia ai cortei

Genova, 22 set. (askanews) – Genova, 22 set. (askanews) – A Genova, nonostante le forti piogge di queste ore con l’allerta arancione che proseguir fino alle 15, centinaia di persone stanno bloccando dalle 8 di questa mattina i varchi portuali di via Albertazzi e San Benigno nell’ambito dello sciopero generale nazionale per Gaza e a sostegno della Global Sumud Flotilla proclamato da Usb.

In piazza anche studenti e insegnanti con due cortei partiti verso le 9:30 da via Balbi e piazza Montano che raggiungeranno la zona di San Benigno per unirsi ai lavoratori e ai cittadini che stanno bloccando i varchi portuali. Al corteo partito da via Balbi, aperto da un lungo striscione con scritto “Blocchiamo tutto, con la Palestina, con la Flotilla e contro il sionismo”, partecipano oltre mille persone.

Un terzo corteo, composto da antagonisti e antifascisti, si mosso invece dal quartiere di Oregina ed diretto a sua volta verso i varchi portuali di San Benigno. Nel pomeriggio, verso le 14:30, prevista poi la partenza di un corteo cittadino che raggiunger il centro del capoluogo ligure.

Baselitz e Fontana per inaugurare la galleria Ropac a Milano

Milano, 22 set. (askanews) – La galleria Thaddaeus Ropac apre a Milano e inaugura il proprio spazio a Palazzo Belgioioso con una mostra che vuole essere anche un dialogo intellettuale tra due grandi artisti come Georg Baselitz e Lucio Fontana, L’esposizione si intitola “L’aurora viene” e presenta dipinti e sculture realizzati da Baselitz nell’ultimo decennio, accanto a lavori di Fontana datati dagli anni Trenta agli anni Sessanta. Con anche l’idea di essere un omaggio a Milano.

“Abbiamo avuto un grandissimo supporto da parte della citt – ha detto Elena Bonanno, amministratore delegato di Thaddaeus Ropac Milano – dei grandissimi prestiti e non sarebbe stato possibile senza l’appoggio e l’aiuto della Fondazione Lucio Fontana a cui voglio veramente ringraziare di cuore e a tutto un team che ha creduto in questo progetto”.

A spiegare la scelta di aprire nel capoluogo lombardo stato lo stesso gallerista austriaco, da decenni protagonista sulla scena internazionale. “Non possibile creare la galleria europea definitiva – ci ha detto – senza l’Italia. Questo Paese stato una delle pi grandi ispirazioni per chi fa arte e guardando tra Roma, Napoli, Firenze e Venezia abbiamo pensata che Milano fosse il luogo pi rilevante negli ultimi 60-70 anni”.

L’idea del dialogo tra artisti sar al centro anche della successiva esposizione negli spazi della galleria. “In seguito a questa mostra – ha concluso Elena Bonanno – avremo un’altra conversazione intellettuale tra due artisti, un’artista austriaca con cui lavoriamo da 40 anni, Valie Export, insieme a un’artista italiana che ammiro tantissimo, Kathy La Rocca”.

Nomi di primo piano, cos come apprezzata sulla scena dell’arte contemporanea si conferma essere proprio la citt di Milano, capace ancora di esercitare attrattivit e investimenti culturali.

Istat: il Pil è in aumento (e anche la pressione fiscale)

Roma, 22 set. (askanews) – Nel 2024 il tasso di variazione del Pil in volume è stato pari a 0,7%, invariato rispetto alla stima del marzo scorso. Sulla base dei nuovi dati, nel 2023 il Pil in volume è aumentato dell’1%, con una revisione positiva di 0,3 punti percentuali rispetto alla stima di marzo. Lo ha reso noto l’Istat nella revisione dei conti nazionali annuali relativa al biennio 2023-2024, effettuata per tenere conto delle informazioni acquisite dall’Istituto successivamente alla stima pubblicata lo scorso marzo. Nel 2024 il Pil ai prezzi di mercato è risultato pari a 2.199.619 milioni di euro correnti, con una revisione al rialzo di 7.437 milioni rispetto alla stima di marzo scorso. Per il 2023 il livello del Pil è stato rivisto verso l’alto di 11.212 milioni di euro.

Nel 2024 la pressione fiscale è cresciuta di oltre un punto percentuale, attestandosi sui valori registrati nel 2020-2021. Secondo i dati diffusi dall’Istat la pressione fiscale complessiva è risultata in crescita e pari al 42,5%, da 41,2% del 2023, a seguito di un aumento delle entrate fiscali e contributive (5,8%) superiore rispetto a quello del Pil a prezzi correnti (+2,7%).

Droni sulla Flotilla la notte scorsa

Milano, 22 set. (askanews) – “Ieri sera a poco più di duecento miglia dalla costa di Porto Palo si è manifestata in maniera visibile una presenza di droni costante sopra le imbarcazioni della Global Sumud Flottilla. Li abbiamo visti chiaramente anche dalla nostra imbarcazione, la Karma. Non è noto che origine abbiano e per quale motivo abbiano volato per diverse ore della notte sopra le nostre teste. Possiamo solo auspicare che non si tratti di una forma di avvertimento o intimidazione per rallentare o addirittura fermare la missione umanitaria. Facciamo appello ai governi europei affinché viglino perché questo non accada. Nessuno tocchi la Flotilla”. Lo affermano in una nota i parlamentari Pd Arturo Scotto e Annalisa Corrado che sono a bordo della Flotilla.

Salvini: va bene diritto di sciopero ma normativa da rivedere

Milano, 22 set. (askanews) – Lo sciopero di oggi è stato indetto “da un sindacato di base, di estrema sinistra. L’ultima adesione è sotto al 7%”, sull’alta velocità “un solo treno è stato soppresso” mentre sui regionali c’è un “25% dei blocchi del servizio”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ai microfoni di Rtl 102,5.

“La prossima settimana – ha ricordato – sono in programma 44 scioperi, 23 nazionali sui quali non possiamo intervenire, 21 a livello locale”. Ma comunque, ha ribadito, “i numeri sono in calo rispetto a tutte le ultime condizioni di sciopero. Vigiliamo – ha detto ancora – che tutto sia proclamato secondo la normativa vigente” ma serve “ragionare tutti assieme, in senso propositivo, sulla revisione della normativa. Nessuno vuole toccare il diritto allo sciopero, ma va fatta una riflessione”.

Ucraina, Vannacci: intervento Nato ci porterebbe sul baratro

Pontida (Bg), 22 set. (askanews) – “Io attacco qualsiasi persona che vuole continuare la guerra, e siccome questa guerra non pu essere vinta a meno di un intervento diretto dell’Unione Europea o della Nato, che ci porterebbe di fronte al baratro di una distruzione termonucleare, io sto dicendo che meglio la pace ragionevole di oggi, che ci coster meno della pace di domani”.

Lo ha detto il vicesegretario ed europarlamentare della Lega, Roberto Vannacci, parlando con i cronisti a Pontida sabato pomeriggio.

“Io ho sempre ripudiato la guerra”, sul conflitto fra Russia e Ucraina “ho detto sempre che dobbiamo cercare una pace. E quindi io sono contrario alla guerra ad oltranza, che invece questa Europa a trazione socialdemocratica ci sta propinando. Ho sempre detto che l’aggressione della Russia all’Ucraina non giustificata, l’ho sempre detto. Ma attenzione: nella guerra i fatti superano la morale e il diritto, e questa la storia dell’umanit. Se qualcuno non si vuole arrendere a questa storia dell’umanit, continui a inseguire le utopie”, ha aggiunto.

Istat: nel 2024 deficit-Pil cala al 3,4%

Roma, 22 set. (askanews) – Nel 2024 l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari a -3,4% da -7,2% del 2023. Il saldo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) è risultato pari a +0,5% del Pil (-3,5% nel 2023). Lo ha reso noto l’Istat.

Nel 2024 il valore dell’indebitamento è di -73.937 milioni di euro, in miglioramento per circa 79,4 miliardi rispetto all’anno precedente.

Il rapporto debito-Pil sale a 134,9%.

Il saldo di parte corrente (risparmio o disavanzo delle AP) è stimato pari a 36.176 milioni di euro, in miglioramento rispetto a quello registrato nel 2023, pari a 17.730 milioni. Tale risultato è dipeso da un crescita di circa 56,7 miliardi di euro delle entrate correnti, superiore a quella delle uscite correnti (pari a circa 38,3 miliardi).

Pil, Istat: +0,7% nel 2024, crescita 2023 rivista al rialzo a +1%

Roma, 22 set. (askanews) – Nel 2024 il tasso di variazione del Pil in volume è stato pari a 0,7%, invariato rispetto alla stima del marzo scorso. Sulla base dei nuovi dati, nel 2023 il Pil in volume è aumentato dell’1%, con una revisione positiva di 0,3 punti percentuali rispetto alla stima di marzo. Lo ha reso noto l’Istat nella revisione dei conti nazionali annuali relativa al biennio 2023-2024, effettuata per tenere conto delle informazioni acquisite dall’Istituto successivamente alla stima pubblicata lo scorso marzo.

Nel 2024 il Pil ai prezzi di mercato è risultato pari a 2.199.619 milioni di euro correnti, con una revisione al rialzo di 7.437 milioni rispetto alla stima di marzo scorso. Per il 2023 il livello del Pil è stato rivisto verso l’alto di 11.212 milioni di euro.

Leonora Carrington a Palazzo Reale: arte, mistica e femminismo

Milano, 22 set. (askanews) – Un’artista potente e impossibile da chiudere in una sola definizione, che negli ultimi anni stata riscoperta e rivalutata, anche alla luce della perdurante forza contemporanea dei suoi lavori. Palazzo Reale a Milano dedica una retrospettiva a Leonora Carrington, nata in Inghilterra nel 1917 e morta in Messico nel 2011, per provare a esplorare i suoi mondi creativi.

“Leonora Carrington – ha detto ad askanews il curatore Carlos Martn – un’artista non solo che ha vissuto gli anni del Surrealismo, una parte importante della sua storia, ma anche perch il suo vissuto riflette molti aspetti contemporanei. Diciamo che una donna migrante che ha dovuto esiliarsi in Messico dalla guerra, che una donna alla ricerca della spiritualit, ma da un punto di vista molto eterodosso, alla ricerca di spiritualit, diciamo cos, fuori dalla norma e di modi di conoscenza che non sono gli abituali. Che una donna che vissuto anche la malattia psichica, che qualcosa che molto nel momento presente, e che una donna che stata anche una delle pi interessanti artiste femministe dagli anni 20, anni 30 in poi”.

Le visioni di Carrington, che stata pittrice e scultrice, ma anche scrittrice e drammaturga, brillano per il loro mistero, ma un mistero che si trasforma spesso in rivelazione, in occasione per ampliare gli spazi dell’arte e del pensiero, alla luce di una libert creativa che usciva da ogni schema. “Molti dei suoi lavori – ha aggiunto la curatrice Tere Arcq – sono mappe molto complesse dalla sua continua ricerca di comprendere se stessa, di trovare un suo posto nel mondo, la sua identit. Per molti anni ha studiato e praticato discipline spirituali ed esoteriche, per esempio era molto interessata al Buddismo tibetano, alla Cabala, al Sufismo e allo Gnosticismo. Ma studiava anche antiche tradizioni come quelle dei tarocchi, dell’astrologia e diverse forme di divinazione che ha usato in modi molto particolari per trasformare la coscienza”.

La mostra di Palazzo Reale segue la vita cosmopolita e in continuo movimento di Leonora Carrington e prova a raccontare i diversi periodi con dei nuclei di opere nello spirito di ricostruire il viaggio, fisico e spirituale, di un’artista unica.

L’esposizione promossa dal Comune di Milano-Cultura, prodotta da Palazzo Reale, MondoMostre, Civita Mostre e Musei ed Electa e ha il Gruppo Unipol come Main partner.

L’installazione video di Davide Quayola a Palazzo Citterio

Milano, 22 set. (askanews) – A Milano, all’interno di Palazzo Citterio prosegue il programma espositivo sviluppato dalla Pinacoteca di Brera insieme al Museo nazionale dell’Arte digitale (MNAD), dedicato a indagare il rapporto tra patrimonio e nuove tecnologie. Fino all’11 gennaio 2026 il grande ledwall al piano terra di Palazzo Citterio ospita Strata 1 di Davide Quayola, installazione video che reinterpreta la volta della Chiesa del Ges a Roma attraverso variazioni algoritmiche. L’opera, recentemente acquisita per il MNAD, trasforma i codici cromatici e geometrici del barocco romano in configurazioni astratte non-umane. In questa continua metamorfosi, il patrimonio storico diventa materia viva per esplorare la tensione tra memoria e futuro, figurazione e astrazione. Il ledwall si offre come superficie di traduzione: da un lato la tradizione, dall’altro le possibilit infinite aperte dalla computazione. Si tratta di attraversare il passato con nuovi strumenti, come se lo sguardo digitale fosse in grado di svelarne ulteriori strati, invisibili all’occhio umano.

Davide Quayola, riconosciuto a livello internazionale come uno dei principali interpreti dell’arte digitale, propone cos una riflessione radicale: nel cuore di Brera, luogo di memoria e conoscenza, L’opera celebra l’instabilit come forma di bellezza. un invito a contemplare la tradizione non come icona immobile, ma come campo aperto a nuove genealogie visive. “A partire da un accurato studio della volta barocca della Chiesa del Ges a Roma – afferma Maria Paola Borgarino, direttrice del Museo nazionale dell’Arte digitale – Quayola con Strata 1 ci invita a rileggere l’opera come palinsesto che si compone e si arricchisce continuamente, attraverso nuovi sguardi, strumenti e nuove forme di interrogazione e creativit, delineando una linea di continuit fra patrimonio storico e arte digitale”.

Strata 1 fa parte di una serie di opere selezionate per il Museo da Maria Grazia Mattei, direttrice del MEET – Digital Culture Center ed stata acquisita dal Museo nazionale dell’Arte digitale grazie al PAC/MIC 2024 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creativit Contemporanea del Ministero della Cultura.

Libertà sindacale e caso Lauria: una brutta storia per la Cisl

“È una storia da dimenticare, è una storia da non raccontare, è una storia un po’ complicata, è una storia sbagliata.” Così cantava Fabrizio De André nel 1980 in un brano dedicato a Pasolini, poeta che “urlava la libertà”, per citare Angelo Avagliano. Parole che sembrano calzare bene a proposito di una vicenda che sta segnando la vita interna della Cisl e che riguarda Francesco Lauria, formatore del Centro Studi confederale di Firenze. Per anni responsabile della formazione dei contrattualisti privati e animatore di altri corsi nella storica sede di via della Piazzuola, Lauria è anche autore di varie pubblicazioni su figure che hanno segnato la storia dell’Organizzazione.

Dalle dimissioni al procedimento disciplinare

Già da settimane Lauria aveva annunciato le proprie dimissioni dal lavoro in Cisl, accompagnandole con una riflessione critica sulla linea politica del sindacato e sull’involuzione dei metodi nei rapporti interni. Il 15 settembre, tuttavia, a conferma di come oggi viene intesa la libertà di pensiero in via Po, gli è stata consegnata una lettera di contestazione disciplinare. Un atto che, con ogni probabilità, rappresenta il preludio a un licenziamento.

Tra le obiezioni mosse figurano valutazioni tratte da conversazioni registrate all’insaputa dell’interessato e persino la condivisione di una foto di un calcio balilla, interpretata come una violazione delle direttive relative alla riorganizzazione degli spazi del Centro Studi.

Un sindacato non è un’azienda

Un simile atteggiamento ricorda quello di una direzione aziendale tutt’altro che illuminata. Ma la Cisl non è, o non dovrebbe essere, un’azienda. È sconcertante constatare un simile scivolamento autoritario in un’organizzazione che ha fatto della libertà il pilastro della propria identità valoriale. Questa vicenda evidenzia una crisi di autorevolezza della segreteria generale e del gruppo dirigente: chi non è autorevole finisce per difendersi con l’arma della disciplina. 

Difendere la libertà di opinione

Molti intellettuali, giuristi, docenti ed ex sindacalisti hanno già firmato appelli contro il possibile licenziamento di Lauria. Anche noi ci uniamo a queste voci. Si potranno non condividere le opinioni di Francesco, ma in un’organizzazione democratica si ha il diritto di esprimerle senza temere ritorsioni. Speriamo che nella Cisl possa tornare presto la giusta libertà di parola, senza la mannaia di provvedimenti disciplinari.

“Lo spirito della libertà non si può uccidere!”, proclamava Pietro Gobetti, giovane liberale perseguitato dai fascisti. Attendiamo, con preoccupazione e speranza, l’evoluzione – o l’involuzione – del caso Lauria.

Difesa della Nato e quindi dell’Occidente

Le recenti mosse sempre più spregiudicate del dittatore russo Putin in Polonia, Romania e in paesi che non sono formalmente in guerra con Mosca hanno ricordato – a chi l’avesse dimenticato – che il ruolo concreto della Nato resta decisivo. Non solo per difendere i paesi democratici e liberali, cioè l’Occidente intero, ma per garantire la sopravvivenza stessa della libertà e della democrazia.

L’ambiguità italiana

In Italia persiste una lettura singolare del ruolo dell’Alleanza. Un filo rosso lega settori del cosiddetto “campo largo” e parti dell’attuale maggioranza – in primis la Lega di Salvini – a un’antica attrazione per la Russia e a una diffidenza verso la leadership americana. In questo modo si arriva, spesso senza dirlo apertamente, a mettere in discussione la missione della Nato. E quando vacilla l’idea stessa dell’Alleanza, vacilla anche la concezione dell’Occidente come baluardo dei sistemi democratici.

Fedeltà euro-atlantica

La fedeltà alla Nato, il legame con l’Europa e l’alleanza con gli Stati Uniti sono i tre pilastri di una stessa architettura politica e culturale. Indebolirne uno significa intaccare l’intero sistema che ha garantito stabilità e progresso al nostro Paese. Per questo motivo la chiarezza sul progetto di politica estera sarà sempre più decisiva per la credibilità e la sicurezza dell’Italia nello scacchiere internazionale.

Centro, chi lo rilancia e chi lo affossa

Quando oggi parliamo del Centro dobbiamo anche essere un po’ onesti a livello intellettuale. Almeno un po’. Ovvero, e nel pieno rispetto di tutte le opinioni, c’è chi il Centro cerca disperatamente di rilanciarlo e chi punta, direttamente o indirettamente, ad affossarlo.

Due modelli a confronto

Da un lato Forza Italia, dentro la coalizione di governo, e Azione, con Carlo Calenda, rappresentano due tentativi di restituire protagonismo politico al Centro. Entrambi i progetti individuano nella cultura centrista un riferimento chiaro, senza cedere al populismo, al radicalismo e al massimalismo.

Le derive del campo largo

Sul fronte opposto, il cosiddetto “campo largo” – con Pd, 5 Stelle, Avs e Cgil – continua a dettare l’agenda politica con un’impronta che lascia al Centro solo spazi accessori. In questo schema, la presenza centrista si riduce al diritto di tribuna, utile più alla rappresentazione che alla sostanza.

L’alternativa centrista

La vera sfida è distinguere tra chi vuole costruire un Centro protagonista, capace di contribuire alla qualità democratica del Paese, e chi lo usa come semplice strumento per strappare qualche seggio. La tradizione e il pensiero centrista meritano ben altro destino, per la credibilità e l’autorevolezza della politica italiana.

Al via Assemblea Onu, guerra a Gaza e Stato palestinese al centro

Roma, 22 set. (askanews) – Si apre oggi a New York, l’80esima Assemblea generale delle Nazioni Unite, Unga80, con la guerra a Gaza e la questione del riconoscimento al centro dei lavori dei delegati. Nel consenso globale andrà in onda lo scontro tra Stati Uniti e Israele da una parte e una maggioranza di Paesi guidata dalla Francia e dal Regno Unito, decisi a confermare al Palazzo di Vetro il riconoscimento della Palestina e affiancate da un gruppo in via di allargamento, che a sua volta annuncia la volontà di procedere al passo tanto simbolico quanto diplomaticamente pesante: oltre a Malta, ci sono in lizza Australia, Canada, Belgio, Lussemburgo e Portogallo. Per un riconoscimento effettivo serve l’ok del Consiglio di Sicurezza, dove gli Stati Uniti si opporrebbero. Ma intanto si configura uno scontro tra amministrazione americana e un drappello nutrito di Paesi europei e di alleati americani in tensione con Washington.

Oggi è prevista la cerimonia di apertura e una Conferenza di alto livello per la risoluzione pacifica della questione palestinese e l’attuazione della soluzione a due Stati, co-presieduta da Francia e Arabia Saudita e che dovrebbe vedere la formalizzazione del riconoscimento della Palestina da parte di Francia, Gran Bretagna e Malta.

Il dibattito dell’Assemblea generale inizia domani, senza i delegati palestinesi, dato che il governo statunitense ha negati i visti. Tuttavia, una risoluzione approvata il 19 settembre permette ai rappresentanti dell’Autorità Nazionale Palestinese (Anp) di partecipare a distanza, e il presidente Abu Mazen (Mahmud Abbas) andrà in onda al dibattito generale con una dichiarazione preregistrata. La Palestina è dal 2012 stato non membro a cui è riconosciuto il ruolo di osservatore permanente, anche questo di grande valore simbolico ma senza riscontro nella realtà della sanguinosa guerra a Gaza. Sul conflitto che continua a mietere vittime e vede il governo israeliano respingere ogni pressione internazionale, l’Assemblea generale ha votato il 12 settembre la dichiarazione di New York per una risoluzione pacifica della questione palestinese e l’implementazione della soluzione a due Stati, che prevede una road map per l’immediato cessate il fuoco, il rilascio degli ostaggi israeliani ancora in mano a Hamas, e la creazione di uno Stato sovrano palestinese: 142 i voti a favore, 10 i contrari e 12 i paesi astenuti.

Per Israele, il riconoscimento della Palestina è inaccettabile e favorisce il terrorismo di Hamas, per gli Stati che hanno abbandonato gli indugi è un modo per tentare di ridare slancio alla soluzione diplomatica e anche di rispondere alle tensioni interne delle proprie opinioni pubbliche. Secondo lo Stato ebraico, il riconoscimento di uno Stato sovrano palestinese inficia la possibilità di raggiungere un accordo con Hamas, è tornato a ribadire oggi il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Oren Marmorstein. “Israele respinge categoricamente la dichiarazione unilaterale di riconoscimento dello Stato palestinese da parte del Regno unito e di diversi altri Paesi. Questa dichiarazione non promuove la pace, ma al contrario destabilizza ulteriormente la regione e mina la possibilità di ottenere in futuro una soluzione pacifica”, ha scritto Marmorstein sul suo account X.

L’Italia è favorevole alla soluzione “due popoli due Stati”, assieme ad altri 141 paesi che siedono nell’ONU, ma non vuole procedere al riconoscimento dello Stato palestinese prima che sia avviato un concreto processo diplomatico. La premier Giorgia Meloni interverrà mercoledì e nel palazzo di Vetro ci sarà anche il vice premiere ministro degli Esteri Antonio Tajani, per una serie di iniziative che gravitano attorno alla questione palestinese e alla necessità di porre fine alla guerra. Sull’agenda di Tajani, il briefing del Consiglio di Sicurezza su Ucraina e Gaza, colloqui bilaterali ma anche la riunione ministeriale del Gruppo Amici dei Balcani Occidentali.

La guerra in Ucraina rischia di essere oscurata dall’urgenza sulla questione palestinese e il presidente Volodymyr Zelensky cercherà di riportare l’attenzione e accrescere il sostegno al suo Paese in una fase di aumentate tensioni tra Russia e Nato e di stallo dei tentativi negoziali. Zelensky, che a margine della riunione Onu incontrerà il presidente Usa Donald Trump, parlerà mercoledì, mentre per la Russia il ministro degli Esteri Sergei Lavrov interverrà sabato. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU terrà inoltre un incontro di alto livello sull’Ucraina.

Il discorso di Trump dalla tribuna Onu è previsto per domani.

La rigenerazione di batterie esauste al servizio della libertà di movimento

Quando parliamo oggi di innovazione sostenibile, progettazione inclusiva e economia circolare insieme, è raro trovare un progetto che le unisca con efficacia concreta. Avathor One è uno di questi: un dispositivo di mobilità elettrica – pensato per persone su sedia a rotelle o con mobilità ridotta – che utilizza esclusivamente batterie EV “Second Life” provenienti da Stellantis. Grazie alla rigenerazione compiuta da Intent e al design evoluto di Italdesign, il concept WheeM-i, presentato nel 2019, diventa oggi realtà. Il progetto è stato lanciato ad aprile, esposto a Osaka in agosto per Expo 2025, e si vedrà presto anche al Salone Auto di Torino.

Dal concetto alla realtà industriale

Stellantis, attraverso la sua divisione SUSTAINera dedicata all’economia circolare, raccoglie batterie ad alto voltaggio che hanno già servito nei veicoli elettrici e ne verifica lo stato. Quelle idonee vengono rigenerate da Intent S.r.l., che disassembla i moduli originali da 15 kWh per riconfigurarli in unità più piccole da 1,4 o 2,8 kWh, adatte all’utilizzo nel dispositivo Avathor One. Un sistema di gestione batteria (BMS) su misura garantisce sicurezza, affidabilità, compatibilità con le esigenze mobili e uso quotidiano.

Mobilità inclusiva, limiti reali ma concreti

Avathor One non è un’automobile: si muove in contesti non stradali, ideale per spazi urbani, aree private, strutture dedicate. La versione con batteria da 2,8 kWh permette un’autonomia fino a 50 km, con velocità limitata (intorno a 10 km/h) per garantire sicurezza e semplicità d’uso. Ha componenti aggiuntivi utili: rampa per sedia a rotelle, sensori per evitare urti, benché la progettazione abbia dato priorità a facilità di uso piuttosto che performance estreme.

Impatto ambientale e valore sociale

Il progetto Avathor One dimostra quanto il riutilizzo delle batterie EV – termine “Second Life” – possa essere non solo un modo per ridurre rifiuti, ma per creare valore sociale. Estendere la vita utile delle batterie ritardando il ricorso al loro riciclo riduce l’impronta ambientale del loro ciclo produttivo. SUSTAINera, inoltre, sta sperimentando in altri contesti progetti come ENEL X Pioneer a Fiumicino — impianti di accumulo energetico che usano batterie rigenerate per immagazzinare energia rinnovabile, contribuendo a ridurre fino a 16.000 tonnellate di CO₂ nei prossimi dieci anni.

Avathor One rappresenta una “bella notizia” nel panorama della mobilità sostenibile: un’idea che coniuga tecnologia, inclusione e responsabilità ambientale, che parte da Torino ma può diventare modello ripetibile altrove. In un’epoca in cui l’innovazione spesso soffre di divari fra la promessa e la concreta applicazione, questa collaborazione fra Stellantis, SustaiNera, Intent e Italdesign dimostra che un’economia circolare ben progettata può generare autonomia, libertà e rispetto per il pianeta.

Calcio, risultati e classifica. Questa sera Napoli-Pisa

Roma, 22 set. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Inter-Sassuolo 2-1. Questa sera Napoli-Pisa chiude il programma

Quarta giornata: Lecce-Cagliari 1-2, Bologna-Genoa 2-1, Verona-Juventus 1-1, Udinese-Milan 0-3, Lazio-Roma 0-1, Cremonese-Parma 0-0, Torino-Atalanta 0-3, Fiorentina-Como 1-2, Inter-Sassuolo 2-1, ore 20.45 Napoli-Pisa.

Classifica: Juventus 10, Napoli, Milan, Roma 9, Cremonese e Atalanta 8, Udinese, Cagliari, Como 7, Bologna, Inter 6, Torino 4, Lazio, Sassuolo, Verona 3, Genoa, Fiorentina, Parma 2, Pisa, Lecce 1.

Quinta giornata: sabato 27 settembre ore 15 Como-Cremonese, ore 18 Juventus-Atalanta, ore 20.45 Cagliari-Inter, domenica 28 settembre ore 12.30 Sassuolo-Udinese, ore 15 Pisa-Fiorentina, Roma-Verona, ore 18 Lecce-Bologna, ore 20.45 Milan-Napoli, lunedì 29 settembre ore 18.30 Parma-Torino, ore 20.45 Genoa-Lazio.

Calcio, risultati e classifica. Como aggancia Bologna e Cagliari

Roma, 21 set. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Fiorentina-Como 1-2

Quarta giornata: Lecce-Cagliari 1-2, Bologna-Genoa 2-1, Verona-Juventus 1-1, Udinese-Milan 0-3, Lazio-Roma 0-1, Cremonese-Parma 0-0, Torino-Atalanta 0-3, Fiorentina-Como 1-2, ore 20.45 Inter-Sassuolo, lunedì 22 settembre ore 20.45 Napoli-Pisa.

Classifica: Juventus 10, Napoli, Milan, Roma 9, Cremonese e Atalanta 8, Udinese, Cagliari, Como 7, Bologna 6, Torino 4, Inter, Lazio, Sassuolo, Verona 3, Genoa, Fiorentina, Parma 2, Pisa, Lecce 1.

Quinta giornata: sabato 27 settembre ore 15 Como-Cremonese, ore 18 Juventus-Atalanta, ore 20.45 Cagliari-Inter, domenica 28 settembre ore 12.30 Sassuolo-Udinese, ore 15 Pisa-Fiorentina, Roma-Verona, ore 18 Lecce-Bologna, ore 20.45 Milan-Napoli, lunedì 29 settembre ore 18.30 Parma-Torino, ore 20.45 Genoa-Lazio.

Calcio, risultati e classifica. Cremonese e Atalanta quinte

Roma, 21 set. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Torino-Atalanta 0-3, Cremonese-Parma 0-0.

Quarta giornata: Lecce-Cagliari 1-2, Bologna-Genoa 2-1, Verona-Juventus 1-1, Udinese-Milan 0-3, Lazio-Roma 0-1, Cremonese-Parma 0-0, Torino-Atalanta 0-3, ore 18 Fiorentina-Como, ore 20.45 Inter-Sassuolo, lunedì 22 settembre ore 20.45 Napoli-Pisa.

Classifica: Juventus 10, Napoli, Milan, Roma 9, Cremonese e Atalanta 8, Udinese, Cagliari 7, Bologna 6, Torino, Como 4, Inter, Lazio, Sassuolo, Verona 3, Genoa, Fiorentina, Parma 2, Pisa, Lecce 1.

Quinta giornata: sabato 27 settembre ore 15 Como-Cremonese, ore 18 Juventus-Atalanta, ore 20.45 Cagliari-Inter, domenica 28 settembre ore 12.30 Sassuolo-Udinese, ore 15 Pisa-Fiorentina, Roma-Verona, ore 18 Lecce-Bologna, ore 20.45 Milan-Napoli, lunedì 29 settembre ore 18.30 Parma-Torino, ore 20.45 Genoa-Lazio.

Gran Bretagna, Canada e Australia riconoscono lo Stato palestinese

Roma, 21 set. (askanews) – Gran Bretagna, Australia e Canada hanno riconosciuto uno Stato palestinese “indipendente e sovrano”, in cui Hamas non avrà alcun ruolo di governo. “Oggi, per ravvivare la speranza di pace tra palestinesi e israeliani e di una soluzione a due stati, il Regno Unito riconosce formalmente lo Stato di Palestina”, ha affermato il premier britannico Keir Starmer in un videomessaggio. “Questa soluzione non è una ricompensa per Hamas, perché Hamas non potrà avere futuro, nessun ruolo nel governo, nessun ruolo nella sicurezza. Abbiamo già sottoposto Hamas a delle sanzioni e andremo oltre nelle prossime settimane”, ha concluso.

Secondo il premier canadese Mark Carney “l’Autorità Nazionale Palestinese ha assunto impegni diretti con il Canada e la comunità internazionale su riforme tanto necessarie, tra cui una riforma radicale della sua governance, l’organizzazione di elezioni generali nel 2026, in cui Hamas [il movimento palestinese] non potrà svolgere alcun ruolo, e la smilitarizzazione dello Stato palestinese”.

Musica, Chiara Civello lunedì sera a Cagliari con "Acustica"

Roma, 21 set. (askanews) – Rinviato a nuova data, per un’improvvisa indisposizione dell’artista, il concerto di Simona Molinari che era in programma domenica 21 settembre, la voce di Chiara Civello sarà la protagonista della serata di lunedì 22 a Cagliari, che chiude la sezione centrale del 28esimo festival Forma e Poesia nel Jazz. “Acustica” è il progetto che la cantautrice e polistrumentista romana proporrà al Teatro Massimo accompagnata da Marco Aquerelli alle chitarre e Livia De Romanis al violoncello.

Lo stile di Chiara Civello trascende i generi, fondendo lo spirito improvvisativo del jazz, la profondità emotiva del soul, l’appeal del pop e la poesia della musica brasiliana. “Acustica” si presenta come un viaggio intimo nell’impermanenza, dove la musica si trasforma in meditazione, sospesa tra canzone e improvvisazione. Pochi strumenti e leggere incursioni elettroniche disegnano paesaggi sonori che emergono e svaniscono, seguendo ritmi non lineari, simili a pensieri che affiorano e si dissolvono; la voce dell’artista romana, fragile e intensa allo stesso tempo, racconta la vulnerabilità come porta di accesso alla nostra essenza più autentica, guidando l’ascoltatore in uno spazio di intimità e presenza, dove ogni brano diventa un rifugio emotivo.

Meloni in modalità elettorale nel nome di Kirk. Evoca la Br: "Non abbiamo paura"

Roma, 21 set. (askanews) – Il registro è quello già sperimentato più volte negli ultimi giorni, prima alla festa nazionale dell’Udc, poi nel comizio per Francesco Acquaroli e ancora ieri, nel videomessaggio inviato a un evento Ecr. Ma, complice anche la platea – quella dei militanti di Gioventù nazionale – i toni di Giorgia Meloni si fanno ancora più identitari. Una modalità che appare sempre più da campagna elettorale, non tanto in vista della tornata di regionali che si apre la prossima settimana con le Marche (e alla quale la premier non fa nessun riferimento), ma già con un occhio alle Politiche della primavera del 2027.

Il suo intervento di chiusura di ‘Fenix’, la quattro giorni organizzata dal movimento giovanile di Fdi al laghetto dell’Eur, si gioca tutto su una costante contrapposizione tra “noi” e “loro”, usato spesso in maniera generica, talvolta in riferimento alla sinistra non solo italiana ma anche mondiale, oppure a “sedicenti intellettuali” o “antifascisti: da questa parte – è lo schema della premier – chi agisce mosso dall’amore e rispetta chi la pensa diversamente, dall’altra, chi alimenta il clima d’odio e demonizza l’avversario.

Lo spartiacque è l’uccisione di Charlie Kirk, che, dice Meloni, era considerato “pericoloso perché smontava la narrazione del mainstream con la logica”. L’attivista americano ‘maga’, di cui proprio oggi si celebrano i funerali, viene evocato più volte da queste parti, alimentando l’impressione di una sorta di gara a distanza con il raduno leghista che si è svolto quasi in contemporanea a Pontida. La presidente del Consiglio se la prende con i “moralizzatori” che “hanno riempito le pagine di commenti” sul movimento giovanile di Fdi (risale a circa un anno fa l’inchiesta di Fanpage) ma non hanno detto “mezza parola sull’ignobile post pubblicato dai sedicenti antifascisti che esibiva l’immagine di Charlie Kirk a testa in giù con la scritta ‘meno uno'”. “Noi – scandisce – non ci facciamo fare la morale da questa gente”, “non siamo come loro e non lo diventeremo mai e non cadremo nella loro trappola perché sarà sempre l’amore, non sarà mai l’odio, a muovere quello che facciamo”.

La presidente del Consiglio fa anche un elenco delle misure messe in atto dal governo che, osserva, a cominciare dalla coraggiosa” abolizione del reddito di cittadinanza e dalla creazione di un milione di posti di lavoro, dimostrano che “siamo sulla strada giusta”. Difende i decreti sicurezza, la priorità data alla lotta alla mafia e le politiche scolastiche basate sul merito in contrapposizione “ai disastri del ’68, del 6 politico, della demeritocrazia costruita su una distorta concezione dell’uguaglianza”, perchè “le scuole e le università – sostiene – devono essere liberate dalla gabbia opprimente e asfissiante in cui la sinistra le ha tenute per anni”.

Ed è proprio a causa del suo buon governo, dice Giorgia Meloni, che “loro” alimentano il clima d’odio. Lo fa in un passaggio in cui, parlando dell’uccisione di Sergio Ramelli, la leader di Fratelli d’Italia evoca gli anni di piombo. “Le minacce – afferma – si moltiplicano man mano che dimostriamo di saper governare questa nazione, ma non abbiamo paura. Non abbiamo avuto paura ai tempi in cui potevi essere ammazzato a colpi di chiave inglese per aver scritto un tema sulle Brigate rosse. Non abbiamo paura oggi, non avremo paura domani”.

Lo stesso tono usato dalla premier resta grave e teso per quasi tutto il tempo, si concede di fatto una sola battuta, quando – a causa dell’incombente derby – si avvia a conclusione per non “fare la fine di Fantozzi con la corazzata Potemkin e le radioline”.

In platea è un tripudio di magliette bianche, quelle indossate dai militanti di Gioventù nazionale con su impressa la frase di Baudelaire “Estrarre l’eterno dall’effimero”. A loro la premier dedica l’inizio e la fine del suo intervento. Rigetta la dicitura di ‘gioventù meloniana’ perché, spiega, “voi combattete per i vostri valori e io non sono un valore ma sono un’altra persona che combatte al vostro fianco per le stesse cose”. E in chiusura, ancora una volta, torna a evocare i tempi difficili che si starebbero apparecchiando. “Levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele, esplorate, sognate, scoprite. Buon vento ragazzi, ci vediamo nella tempesta”.

Meloni in modalità elettorale nel nome di Kirk. Evoca la Br: "Non abbiamo paura"

Roma, 21 set. (askanews) – Il registro è quello già sperimentato più volte negli ultimi giorni, prima alla festa nazionale dell’Udc, poi nel comizio per Francesco Acquaroli e ancora ieri, nel videomessaggio inviato a un evento Ecr. Ma, complice anche la platea – quella dei militanti di Gioventù nazionale – i toni di Giorgia Meloni si fanno ancora più identitari. Una modalità che appare sempre più da campagna elettorale, non tanto in vista della tornata di regionali che si apre la prossima settimana con le Marche (e alla quale la premier non fa nessun riferimento), ma già con un occhio alle Politiche della primavera del 2027.

Il suo intervento di chiusura di ‘Fenix’, la quattro giorni organizzata dal movimento giovanile di Fdi al laghetto dell’Eur, si gioca tutto su una costante contrapposizione tra “noi” e “loro”, usato spesso in maniera generica, talvolta in riferimento alla sinistra non solo italiana ma anche mondiale, oppure a “sedicenti intellettuali” o “antifascisti: da questa parte – è lo schema della premier – chi agisce mosso dall’amore e rispetta chi la pensa diversamente, dall’altra, chi alimenta il clima d’odio e demonizza l’avversario.

Lo spartiacque è l’uccisione di Charlie Kirk, che, dice Meloni, era considerato “pericoloso perché smontava la narrazione del mainstream con la logica”. L’attivista americano ‘maga’, di cui proprio oggi si celebrano i funerali, viene evocato più volte da queste parti, alimentando l’impressione di una sorta di gara a distanza con il raduno leghista che si è svolto quasi in contemporanea a Pontida. La presidente del Consiglio se la prende con i “moralizzatori” che “hanno riempito le pagine di commenti” sul movimento giovanile di Fdi (risale a circa un anno fa l’inchiesta di Fanpage) ma non hanno detto “mezza parola sull’ignobile post pubblicato dai sedicenti antifascisti che esibiva l’immagine di Charlie Kirk a testa in giù con la scritta ‘meno uno'”. “Noi – scandisce – non ci facciamo fare la morale da questa gente”, “non siamo come loro e non lo diventeremo mai e non cadremo nella loro trappola perché sarà sempre l’amore, non sarà mai l’odio, a muovere quello che facciamo”.

La presidente del Consiglio fa anche un elenco delle misure messe in atto dal governo che, osserva, a cominciare dalla coraggiosa” abolizione del reddito di cittadinanza e dalla creazione di un milione di posti di lavoro, dimostrano che “siamo sulla strada giusta”. Difende i decreti sicurezza, la priorità data alla lotta alla mafia e le politiche scolastiche basate sul merito in contrapposizione “ai disastri del ’68, del 6 politico, della demeritocrazia costruita su una distorta concezione dell’uguaglianza”, perchè “le scuole e le università – sostiene – devono essere liberate dalla gabbia opprimente e asfissiante in cui la sinistra le ha tenute per anni”.

Ed è proprio a causa del suo buon governo, dice Giorgia Meloni, che “loro” alimentano il clima d’odio. Lo fa in un passaggio in cui, parlando dell’uccisione di Sergio Ramelli, la leader di Fratelli d’Italia evoca gli anni di piombo. “Le minacce – afferma – si moltiplicano man mano che dimostriamo di saper governare questa nazione, ma non abbiamo paura. Non abbiamo avuto paura ai tempi in cui potevi essere ammazzato a colpi di chiave inglese per aver scritto un tema sulle Brigate rosse. Non abbiamo paura oggi, non avremo paura domani”.

Lo stesso tono usato dalla premier resta grave e teso per quasi tutto il tempo, si concede di fatto una sola battuta, quando – a causa dell’incombente derby – si avvia a conclusione per non “fare la fine di Fantozzi con la corazzata Potemkin e le radioline”.

In platea è un tripudio di magliette bianche, quelle indossate dai militanti di Gioventù nazionale con su impressa la frase di Baudelaire “Estrarre l’eterno dall’effimero”. A loro la premier dedica l’inizio e la fine del suo intervento. Rigetta la dicitura di ‘gioventù meloniana’ perché, spiega, “voi combattete per i vostri valori e io non sono un valore ma sono un’altra persona che combatte al vostro fianco per le stesse cose”. E in chiusura, ancora una volta, torna a evocare i tempi difficili che si starebbero apparecchiando. “Levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele, esplorate, sognate, scoprite. Buon vento ragazzi, ci vediamo nella tempesta”.

Meloni in modalità elettorale nel nome di Kirk ed evoca Br: "Non abbiamo paura"

Roma, 21 set. (askanews) – Il registro è quello già sperimentato più volte negli ultimi giorni, prima alla festa nazionale dell’Udc, poi nel comizio per Francesco Acquaroli e ancora ieri, nel videomessaggio inviato a un evento Ecr. Ma, complice anche la platea – quella dei militanti di Gioventù nazionale – i toni di Giorgia Meloni si fanno ancora più identitari. Una modalità che appare sempre più da campagna elettorale, non tanto in vista della tornata di regionali che si apre la prossima settimana con le Marche (e alla quale la premier non fa nessun riferimento), ma già con un occhio alle Politiche della primavera del 2027.

Il suo intervento di chiusura di ‘Fenix’, la quattro giorni organizzata dal movimento giovanile di Fdi al laghetto dell’Eur, si gioca tutto su una costante contrapposizione tra “noi” e “loro”, usato spesso in maniera generica, talvolta in riferimento alla sinistra non solo italiana ma anche mondiale, oppure a “sedicenti intellettuali” o “antifascisti: da questa parte – è lo schema della premier – chi agisce mosso dall’amore e rispetta chi la pensa diversamente, dall’altra, chi alimenta il clima d’odio e demonizza l’avversario.

Lo spartiacque è l’uccisione di Charlie Kirk, che, dice Meloni, era considerato “pericoloso perché smontava la narrazione del mainstream con la logica”. L’attivista americano ‘maga’, di cui proprio oggi si celebrano i funerali, viene evocato più volte da queste parti, alimentando l’impressione di una sorta di gara a distanza con il raduno leghista che si è svolto quasi in contemporanea a Pontida. La presidente del Consiglio se la prende con i “moralizzatori” che “hanno riempito le pagine di commenti” sul movimento giovanile di Fdi (risale a circa un anno fa l’inchiesta di Fanpage) ma non hanno detto “mezza parola sull’ignobile post pubblicato dai sedicenti antifascisti che esibiva l’immagine di Charlie Kirk a testa in giù con la scritta ‘meno uno'”. “Noi – scandisce – non ci facciamo fare la morale da questa gente”, “non siamo come loro e non lo diventeremo mai e non cadremo nella loro trappola perché sarà sempre l’amore, non sarà mai l’odio, a muovere quello che facciamo”.

La presidente del Consiglio fa anche un elenco delle misure messe in atto dal governo che, osserva, a cominciare dalla coraggiosa” abolizione del reddito di cittadinanza e dalla creazione di un milione di posti di lavoro, dimostrano che “siamo sulla strada giusta”. Difende i decreti sicurezza, la priorità data alla lotta alla mafia e le politiche scolastiche basate sul merito in contrapposizione “ai disastri del ’68, del 6 politico, della demeritocrazia costruita su una distorta concezione dell’uguaglianza”, perchè “le scuole e le università – sostiene – devono essere liberate dalla gabbia opprimente e asfissiante in cui la sinistra le ha tenute per anni”.

Ed è proprio a causa del suo buon governo, dice Giorgia Meloni, che “loro” alimentano il clima d’odio. Lo fa in un passaggio in cui, parlando dell’uccisione di Sergio Ramelli, la leader di Fratelli d’Italia evoca gli anni di piombo. “Le minacce – afferma – si moltiplicano man mano che dimostriamo di saper governare questa nazione, ma non abbiamo paura. Non abbiamo avuto paura ai tempi in cui potevi essere ammazzato a colpi di chiave inglese per aver scritto un tema sulle Brigate rosse. Non abbiamo paura oggi, non avremo paura domani”.

Lo stesso tono usato dalla premier resta grave e teso per quasi tutto il tempo, si concede di fatto una sola battuta, quando – a causa dell’incombente derby – si avvia a conclusione per non “fare la fine di Fantozzi con la corazzata Potemkin e le radioline”.

In platea è un tripudio di magliette bianche, quelle indossate dai militanti di Gioventù nazionale con su impressa la frase di Baudelaire “Estrarre l’eterno dall’effimero”. A loro la premier dedica l’inizio e la fine del suo intervento. Rigetta la dicitura di ‘gioventù meloniana’ perché, spiega, “voi combattete per i vostri valori e io non sono un valore ma sono un’altra persona che combatte al vostro fianco per le stesse cose”. E in chiusura, ancora una volta, torna a evocare i tempi difficili che si starebbero apparecchiando. “Levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele, esplorate, sognate, scoprite. Buon vento ragazzi, ci vediamo nella tempesta”.

"Remigrazione" e difesa dell’Occidente, a Pontida la Lega di Salvini-Vannacci

Pontida (Bg), 21 set. (askanews) – “Via chi non si integra”, “Remigrazione”. Da Matteo Salvini a Roberto Vannacci e Silvia Sardone, i dirigenti nazionali della Lega usano le stesse parole d’ordine: la linea del Carroccio è quella della destra estremista, e nel Pantheon leghista entrano non solo Charlie Kirk, ma anche gli olandesi Pym Fortuin e Theo van Gogh, uccisi a inizio millennio da estremisti islamici. I temi del territorio rimangono nella prima parte della manifestazione, quella che vede i governatori leghisti insistere con l’Autonomia, con Maurizio Fugatti che rivendica anche i valori dell’antifascismo.

A sancire la linea, l’annuncio di una grande manifestazione “per i valori, i diritti, i confini e le libertà della civiltà occidentale”, che Matteo Salvini convoca per il 14 febbraio prossimo. Bisogna “tornare a blindare i confini italiani, sempre che qualche magistrato politicizzato non ci fermi” e al tempo stesso “abbiamo il dovere di rimandare a casa i migranti che non si vogliono integrare”. Ovvero i musulmani integralisti: “Fanatismo islamico, integralismo islamico, applicazione letterale del Corano, non sono compatibili con le nostre leggi”, scandisce Salvini.

Concetti del tutto simili a quelli dei vice segretari che avevano preso la parola prima di lui: Roberto Vannacci e Silvia Sardone parlano esplicitamente di “remigrazione”, tra gli applausi dei militanti che riempiono il prato di Pontida. “Non ci rassegniamo alla società multiculturale, alla società meticcia, alla islamizzazione delle nostre città. Non regaliamo nulla a chi non rispetta le nostre norme, le nostre leggi, per questi signori c’è solo un futuro: remigrazione”, dice Vannacci. Prima di lui, Sardone: “È in atto una vera e propria sostituzione, ma io non voglio che gli uomini e le donne di Pontida vengano sostituiti da quattro ‘mao-mao’ con la barba lunga, o da donne che vanno in giro con un sacco della spazzatura addosso”.

Insomma, nel gruppo dirigente nazionale non c’è alcun dualismo sulla linea da seguire. Che invece emerge dagli interventi dei governatori: tutti centrati sull’Autonomia da ottenere, sul centralismo romano da sradicare. Per Zaia “in Italia è innegabile ci sia una questione settentrionale”, per Fontana bisogna sconfiggere “la palude romana”, anche Fedriga denuncia “il bieco centralismo”. E addirittura Maurizio Fugatti scandisce: “I principi dell’autogoverno e dell’autonomia sono principi anticomunisti e antifascisti. Sono questi i principi di chi ama il suo territorio”.

Ma da Salvini sull’autonomia arriva solo una frase: “Finalmente unirà l’Italia nel nome del merito e della responsabilità”. A rassicurare i governatori e i militanti che la aspettano ci pensa Roberto Calderoli: “Ora il bicchiere è mezzo pieno, ma a dicembre sarà tutto pieno: Meloni e Tajani si sono impegnati a firmare le intese entro dicembre, e abbiamo accettato a condizione che ci fosse anche il federalismo fiscale”.

Due Leghe diverse, dunque? Uno scenario che Zaia sembra evocare ispirandosi al modello tedesco, con la Cdu che in Baviera cede il passo alla Csu: “Il modello del partito bavarese, della Csu, dovrebbe essere un modello anche per il nostro Paese, anche nei partiti”, dice dal palco, con sotto di lui una enorme bandiera del Leone di San Marco: “In Veneto se il candidato non sarà leghista, sarà un problema”.

Tennis, Paolini: "Vittoria diversa rispetto all’anno scorso"

Roma, 21 set. (askanews) – “È incredibile, non so cosa dire. Grazie a tutto il team, ai giocatori, ai fan, alla capitana, a chiunque sia in panchina da noi e non solo, la gente, il pubblico italiano presente qui, il pubblico cinese”. Così Jasmine Paolini dopo il punto del successo che vale per le azzurre la sesta Billi Jean King. “È stata davvero una settimana straordinaria – continua – è bellissimo giocare questa competizione, voglio ringraziare anche Conchita Martinez, direttrice del torneo, e la stessa Billie Jean King. È stata un’organizzazione perfetta, incantevole stare qui a Shenzhen”.

La tennista ha poi chiosato: “Oggi siamo state brave contro una squadra fortissima: è stato difficile. Non so se sia più speciale questa vittoria oppure quella dello scorso anno, ma è stato certamente diverso. Onestamente, non me l’aspettavo così”.