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La Cina guarda con attenzione frattura Usa-Europa su Ucraina

Roma, 17 feb. (askanews) – A Pechino guardano con molta attenzione le divisioni che si stanno manifestando tra Europa e Stati uniti in merito al percorso per un cessate-il-fuoco in Ucraina, dopo la Conferenza sulla sicurezza di Monaco, dove Washington ha fatto capire chiaramente che intende procedere unilateralmente in trattative con Mosca e Kiev per porre termine al conflitto.

Oggi è arrivato un ulteriore segnale di attenzione dalla Cina. Il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun ha ricordato che quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario dell’instaurazione di relazioni diplomatiche tra Cina ed Europa, in un momento di grande cambiamento del contesto internazionale. “Attualmente, con l’ascesa dell’unilateralismo e del protezionismo e con fattori incerti e instabili che si intrecciano, la comunità internazionale desidera la pace e la stabilità più che mai, attende una relazione sino-europea sana e stabile più che in passato e spera, più che mai, che la cooperazione tra Cina ed Europa diventi una forza costruttiva nel trasformare il mondo”, ha detto Guo.

La dichiarazione viene dopo una serie d’interventi molto precisi del ministro degli Esteri Wang Yi, che ha partecipato alla Conferenza di Monaco e ha visitato Irlanda e Gran Bretagna. Il capo della diplomazia cinese, rispetto al pericolo che gli Usa procedano da soli sulla questione ucraina, ha espresso l’opinione che la soluzione della questione ucraina non può prescindere da una partecipazione dell’Europa. “La crisi ucraina si svolge in territorio europeo e l’Europa dovrebbe svolgere un ruolo importante nell’affrontare le cause della crisi”, ha detto Wang.

Anche sulla stampa cinese sono apparse analisi approfondite sulla frattura che si è venuta a determinare tra i partner europei e gli Usa rispetto alla questione ucraina. Cui Hongjian, dell’Istituto di studi avanzati in governo regionale e globale dell’Università di Lingue Straniere di Pechino, in un’intervista a ThePaper, una testata ufficiale cinese, ha osservato che durante la Conferenza di Monaco di quest’anno sono emerse in maniera esaustiva le “contraddizioni” tra Stati uniti ed Europa. “Anche qualora gli Stati uniti presentassero una cosiddetta ‘proposta’, agli occhi degli europei non sarebbe affatto accettabile”, ha affermato.

Cui, in particolare, non vede un’azione decisiva da parte americana. “Gli obiettivi degli Stati uniti sono molto semplici: primo, fermare il conflitto, idealmente attraverso negoziati; secondo, che il processo di soluzione politica sia guidato dagli Stati uniti; terzo, che in questo processo gli Stati uniti non subiscano perdite, ma ottengano quantificabili benefici, inclusi risorse ucraine e un maggiore impegno di responsabilità da parte dell’Europa”. Tuttavia, continua, “in termini concreti, c’è un notevole divario tra gli obiettivi statunitensi e la realtà: gli Stati uniti evitano deliberatamente di affrontare le radici del conflitto tra Russia e Ucraina; per loro il cessate il fuoco non è una questione di principi, ma semplicemente una transazione, senza considerare gli interessi dell’Europa e dell’Ucraina”.

L’osservatore cinese, in questo senso, ha spiegato di aver avuto l’impressione che, durante la Conferenza di Monaco, i padroni di casa europei avessero “invitato” i partner a un banchetto, ma che gli Usa – in particolare il vicepresidente JD Vance – abbiano “cambiato il menù”. Per come ha visto lui i preparativi, “il tema principale dell’organizzazione di quest’anno doveva essere la situazione globale di sicurezza e il problema della ‘multipolarità’, per poi focalizzarsi sull’Ucraina e, da lì, estendere il discorso alla sicurezza in Europa e nel mondo”. Invece, “le conversazioni tra i leader Usa e russi, le dichiarazioni di alcuni alti funzionari statunitensi, e soprattutto il discorso di Vance, hanno completamente scombussolato l’agenda”. Quindi, la conferenza “si è trasformata in un palcoscenico su cui le divergenze politiche tra Europa e Stati uniti hanno preso il sopravvento, oscurando gli argomenti di sicurezza e di politica che il convegno doveva affrontare”.

Generali, quota complessiva di UniCredit salita al 5,23% (Consob)

Milano, 17 feb. (askanews) – La quota complessiva aggregata detenuta da UniCredit in Generali è salita al 5,229% dal precedente 5,118%. Lo si apprende dagli aggiornamenti della Consob sulle partecipazioni rilevanti. L’aggiornamento della quota nel Leone è datato 10 febbraio.

Nel dettaglio, il 4,184% in diritti di voto, riferibili ad azioni, è rimasto stabile rispetto alla precedente rilevazione, mentre le posizioni lunghe con regolamento fisico sono ora pari allo 0,89% del capitale (da 0,772%), le posizioni lunghe con regolamento in contanti sono lo 0,155% (da 0,162%).

Ue, Germania scettica su sospensione Patto stabilità su spese difesa

Roma, 17 feb. (askanews) – La Germania si mostra aperta a deroghe alle regole Ue sui limiti di spesa, relativamente alla difesa, ma esprime “scetticismo” sull’ipotesi di far ricorso alla clausola generale di sospensione del Patto di stabilità e di crescita, che non sarebbe adatta ad essere utilizzata in questo ambito. Lo ha spiegato il ministro delle finanze, Joerg Kukies, arrivando all’eurogruppo.

“Stiamo valutando tutte le opzioni sul tavolo. Siamo scettici sul fatto che la clausola generale di sospensione (del Patto di stabilità e di crescita) sia sufficientemente operabile, perché richiede ‘una grave evoluzione negativa dell’economia’, che al momento non vediamo – ha spiegato -. Le spese in difesa sono qualcosa di molto diverso rispetto a una svolta economica negativa. Per questo non pensiamo che funzionerebbe. Ma le regole europee prevedono anche deroghe nazionali”.

“Dobbiamo vedere una proposta concreta e oggi e domani sarà una buona opportunità per capire cosa stia pensando la Commissione”, ha proseguito. Ad ogni modo “qui non si tratta di eurobond o di finanziamenti comuni – ha chiarito – qui si tratta del fatto di cambiare le regole sul fatto che ogni Stato membro, per conto suo, abbia la flessibilità per il finanziamento che va oltre i livelli concordati a livello Nato, per raggiungere nuovi obiettivi comuni sulle spese in difesa”. (fonte immagine: Europea Union 2025).

Federdistribuzione: sostegno a imprese retail per rincari energetici

Milano, 17 feb. (askanews) – “Negli anni le imprese della distribuzione moderna hanno continuato a investire in azioni di contenimento dei consumi energetici, ma oggi hanno costi non comprimibili. Si pensi ad esempio all’importanza della climatizzazione dei punti vendita o della tenuta delle catene del freddo. Il nostro è un settore energivoro, seppur non classificato come tale, ed è necessario che misure di tutela dall’incremento delle tariffe, oltre a essere correttamente orientate alle famiglie e a soggetti economici più fragili, tengano in considerazione un settore importante come quello della distribuzione moderna, che costituisce una parte cruciale del tessuto economico”. Lo afferma in una nota Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione. Le aziende della distribuzione moderna sono preoccupate dall’aumento delle tariffe energetiche che rischia di mettere sotto pressione le imprese del settore retail, con maggiori costi. “In un periodo di grandi sfide, le nostre imprese devono poter contare su politiche di sostegno lungimiranti che ne garantiscano la tenuta e la capacità di investimento”, ha concluso Buttarelli.

Tennis, Roma punta a diventare il "Quinto Slam"

Roma, 17 feb. (askanews) – La Federazione italiana tennis e Padel avrebbe formalizzato un’offerta agli organizzatori del Masters 1000 di Madrid per acquisire la settimana del torneo. Sul piatto ci sarebbero 550 milioni di dollari. Lo scrive la Stampa secondo la quale l’eventuale acquisizione permetterebbe così agli Internazionali d’Italia l’ampliamento a due settimane complete che fino ad oggi in calendario spetta solo ai tornei dello Slam. Affinché il torneo diventi a tutti gli effetti un “quinto Slam” servirebbe poi il benestare del Grand Slam Commitee – formato dagli attuali 4 Major. In progetto, secondo Riccardo Bisti per Tennis Magazine anche un ampliamento del sito nello Stadio dei Marmi “Pietro Mennea”, che sorge di fianco all’Olimpico che negli ultimi anni ha ospitato prevalentemente eventi di atletica leggera. All’interno sorgerebbero tre nuovi campi tra i quali la SuperTennis Arena che avrà una capienza di circa 6.500 posti.

Ucraina, Macron ha parlato con Trump (prima dell’inizio del vertice di Parigi)

Roma, 17 feb. (askanews) – Il presidente francese Emmanuel Macron ha avuto un colloquio con l’omologo statunitense Donald Trump poco prima dell’inizio del vertice informale sull’Ucraina in programma a Parigi: è quanto riporta l’agenzia di stampa britannica Reuters, citando fonti dell’Eliseo.

Alla riunione informale su Ucraina e sicurezza in Europa presieduta da Emmanuel Macron oggi a Parigi, partecipano dieci leader dei Paesi dell’Unione europea (tra cui la premier Giorgia Meloni) e della Nato. Una riunione voluta per fronteggiare “l’accelerazione” dell’amministrazione americana sul dossier Ucraina e definire una risposta comune per rafforzare la sicurezza del Vecchio Continente.

L’incontro avviene pochi giorni dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha telefonato al suo omologo russo Vladimir Putin e ha deciso di negoziare direttamente sull’Ucraina in un prossimo vertice in Arabia Saudita. Trump ieri ha affermato che un incontro con Putin potrebbe aver luogo “molto presto”. Uno sviluppo che arriva all’indomani della Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera, dove il discorso – quasi unanimente considerato ostile – del vice presidente statunitense J.D. Vance nei confronti dei suoi alleati ha lasciato di stucco gli europei.

“Riteniamo che, a seguito dell’accelerazione della questione ucraina e anche di quanto affermano i leader americani, gli europei debbano fare di più, meglio e in modo coerente per la nostra sicurezza collettiva”, ha sottolineato ieri un consigliere del presidente francese Emmanuel Macron.

A questo incontro, che si presenta come informale, sono presenti oltre a Macron il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e i capi di governo di Germania, Regno Unito, Polonia, Spagna, Paesi Bassi e Danimarca. Oltre a loro il presidente del Consiglio europeo, la presidente della Commissione europea e il segretario generale della Nato.

Donohoe: dibattito su come alzare spese difesa si aprirà rapidamente

Roma, 17 feb. (askanews) – Il dibattito sul come procedere tecnicamente per aumentare le spese sulla difesa tra i paesi dell’area euro “si aprirà molto rapidamente”. Lo ha affermato il presidente dell’Eurogruppo, Paschal Donohoe interpellato, al suo arrivo alle riunioni di oggi, in merito all’annuncio della Commissione europea di voler formulare una proposta per attivare la clausola di sospensione del Patto di stabilità e di crescita, appunto per le spese sulla difesa dei Paesi Ue.

“Nell’ambito delle regole esistenti del Patto di stabilità e di crescita c’è flessibilità per rispondere a emergenze nazionali. Ed è assolutamente evidente che le spese in difesa in Europa nei prossimi anni aumenteranno ulteriormente – ha rilevato -. Le regole sono una fonte di stabilità e sono in particolare una fonte di stabilità di noi che condividiamo una valuta. E sono fiducioso che troveremo un modo con cui le spese in difesa potranno aumentare mantenendo la stabilità per l’euro e per le nostre economie. Il dibattito sul come faremo esattamente si aprirà rapidamente”.

In generale “dobbiamo riconoscere che l’inflazione non è ai livelli degli anni scorsi e che dobbiamo investire sul nostro futuro”. Mentre “oggi – ha aggiunto – c’è stata una ulteriore escalation sull’importanza delle spese in difesa”. (fonte immagine: European Union, 2025).

Xi riunisce i leader del mondo tech cinese: abbracciate patriottismo

Roma, 17 feb. (askanews) – Xi Jinping ha chiamato oggi a rapporto il mondo della tecnologia cinese, a partire dai nuovi gioielli dell’Intelligenza artificiale come DeepSeek, per dare loro un indirizzo politico nella sfida globale verso lo sviluppo, in particolare rispetto all’attuale posizione dominante degli Stati uniti.

“Le imprese private devono abbracciare l’imprenditorialità e il patriottismo, concentrarsi sul rafforzamento, l’ottimizzazione e l’espansione delle loro attività, e contribuire in modo determinato alla costruzione del socialismo con caratteristiche cinesi e all’avanzamento della modernizzazione cinese”, ha affermato Xi. Il presidente ha convocato il primo incontro di questo genere dal 2018 nella sua veste di segretario generale del Partito comunista cinese (Pcc) e poco prima che il mondo politico della seconda economia del mondo entri nell’annuale periodo delle “Due Sessioni”, cioè la riunione dell’Assemblea del popolo cinese – l’organo legislativo – e della Conferenza consultiva politica del popolo cinese.

“I principi fondamentali e le politiche del governo per l’economia privata, che sono saldamente integrate nel sistema socialista, rimarranno ferme e inamovibili”, ha dichiarato Xi, secondo quanto riportato dall’agenzia Xinhua. “Queste politiche – ha chiarito il numero uno di Pechino – non cambieranno”, assicurando costante sostegno governativo e accesso al mercato.

“Il settore privato gode di ampie prospettive e di un grande potenziale in questo nuovo percorso nella nuova era. E’ il momento ideale per le imprese private e per gli imprenditori di esprimere appieno le proprie capacità”, ha dichiarato ancora il presidente cinese, mettendo in evidenza il sostegno che Pechino intende dare al mondo tech, che sta dando particolari soddisfazioni sul fronte della sfida tecnologica, dopo l’affermazione a sorpresa del modello di chatbot basato sull’Intelligenza artificiale di DeepSeek, che sugli store digitali americani è risultato recentemente preferito ai concorrenti Usa.

Al forum hanno partecipato alcuni dei grandi nomi dell’imprenditoria privata cinese, tra i quali Jack Ma di Alibaba – che negli ultimi anni ha volato piuttosto basso dopo anni di attivismo, schiacciato da una serie di attacchi regolatori da parte delle autorità cinesi – ma anche Lei Jun (fondatore e capo di Xiaomi), oltre che Pony Ma Huateng (fondatore di Tencent), Wang Chuanfu (fondatore della casa automobilistica elettrica BYD), Ren Chengfei (numero uno di Huawei), Wang Xingxing di Unitree Robotics. Inoltre, c’era il giovane fondatore di DeepSeek Ling Wenfeng in un informale jeans.

Sul coté delle autorità, oltre al presidente, alla riunione ha presenziato anche il premier Li Qiang, i membri del Politburo Ding Xuexiang e Wang Huning, che è anche il pesidente del Comitato nazionale della Conferenza consultiva politica del popolo cinese.

Xi, dopo anni in cui c’è stata una certa pressione regolatoria su diverse compagnie tech, è parso molto incoraggiante rispetto all’imprenditoria privata avanzata. “Il partito e il paese garantiscono che le entità economiche, indipendentemente dalla forma di proprietà, abbiano pari accesso ai fattori di produzione in conformità con la legge, competano sul mercato a pari condizioni e siano protette dalla legge in modo equo”, ha detto. “Il percorso nella nuova era ha offerto abbondanti opportunità e uno spazio maggiore per lo sviluppo del settore privato”, ha aggiunto Xi. Ha sottolineato che le difficoltà e le sfide attuali che il settore privato deve affrontare possono essere superate e ha invitato a mantenere la fiducia nel futuro.

Il presidente ha auspicato che vengano eliminati gli ostacoli che impediscono alle imprese di accedere in modo equo ai fattori di produzione e di competere lealmente nel mercato, a proseguire nell’apertura equa delle aree competitive delle infrastrutture a vari soggetti economici, e a compiere costantemente solidi sforzi per risolvere le difficoltà che le imprese private incontrano nel reperire finanziamenti a costi accessibili. Ha inoltre sottolineato l’importanza della protezione efficace, in conformità con la legge, dei diritti e degli interessi legittimi delle imprese private e degli imprenditori.

Nello stesso tempo, ha chiarito che “qualsiasi attività illegale da parte delle imprese, indipendentemente dalla tipologia di proprietà, deve essere indagata e affrontata a fondo” e che “qualunque decisione presa dal Comitato centrale del Partito deve essere rigorosamente attuata senza compromessi”.

Centri migranti in Albania, Meloni: determinati a trovare soluzioni. L’Europa è al fianco del governo

Roma, 17 feb. (askanews) – In materia di contrasto all’immigrazione illegale il governo non dimentica “l’impegno sulle soluzioni innovative” come “il protocollo Italia-Albania”, che “il Governo è determinato a portare avanti proprio e soprattutto alla luce dell’interesse e del sostegno mostrato da sempre più nazioni europee”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel suo intervento alla Conferenza dei prefetti e dei questori d’Italia presso la Scuola Superiore Amministrazione dell’Interno.

“Noi – ha assicurato Meloni – siamo determinati a trovare una soluzione ad ogni ostacolo che appare non solo perché crediamo nel protocollo ma anche perché rivendichiamo il diritto della politica di governare secondo le indicazioni dei cittadini, il dovere della politica è di assumersi le sue responsabilità, il governo dei flussi migratori è ovviamente una questione sulla quale l’indicazione che arriva dalla maggioranza dei cittadini è molto chiara e i cittadini ci chiedono di fermare l’immigrazione illegale perché l’immigrazione illegale produce insicurezza, mancata integrazione, incapacità di garantire lo stato di diritto e anche perché l’immigrazione illegale di massa è la prima nemica della migrazione legale”.

“Quindi noi siamo impegnati a ristabilire un principio banale, cioè che in Italia si entra solo legalmente”, ha ribadito Meloni.

“Ho letto – ha proseguito Meloni – una dichiarazione del commissario europeo per gli Affari interni e le migrazioni Brunner che dice che ‘sul protocollo tra Italia e Albania siamo a fianco del governo italiano'”. Questo grazie al “lavoro” fatto in Europa, ha rivendicato, per proporre “soluzioni pragmatiche e non ideologiche che cercano di trovare una risposta per tutti, perchè non possiamo scaricare un problema su un altro partner come è stato fatto nei nostri confronti”. Questo, conferma “interesse e attenzione” nei confronti delle “nostre soluzioni innovative, a dispetto di quel che alcuni pensavano”.

In materia di immigrazione, ha, infine, spiegato Meloni, “ci sono alcune priorità: il governo continua a ritenere ovviamente necessaria, ormai urgente, una revisione della direttiva rimpatri del 2008, il concetto di paese terzo sicuro, penso che sia importante anticipare l’entrata in vigore di quanto previsto dal nuovo patto di immigrazione e asilo sulla definizione di paese di origine sicuro anche per fare un po’ chiarezza su un tema molto controverso e oggetto di provvedimenti giudiziari che appaiono disattendere quanto stabilito con legge dal Parlamento italiano”.

Calcio, Simonelli (Lega A): "Favorevole a Var a chiamata"

Roma, 17 feb. (askanews) – “Credo che il giudizio sul Var non possa che essere positivo. Tutte le tecnologie che riescono a migliorare la trasparenza sono le benvenute nel mondo del calcio. Come tutte le tecnologie vanno adattate con il pensiero del mondo”. Lo dice Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega di Serie A, ospite di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1. Favorevole al Var a chiamata? “Assolutamente sì. Da appassionato di tennis, il fatto di poter chiamare in caso di dubbio sarebbe a mio avviso un’evoluzione positiva. Darebbe anche responsabilità alle squadre. Sono favorevole. Non abbiamo avuto modo di confrontarci in assemblea su questo tema, ma penso che molti presidenti e allenatori la pensino come me. Ci stiamo rendendo conto che in alcuni casi il Var non funziona bene: nell’episodio dell’espulsione di Tomori in Empoli-Milan c’era un bug nel sistema del Var. Ma questo non dipende da noi, dipende dall’Ifab e dal suo protocollo. So che il primo marzo ci sarà una riunione per rivedere i protocolli del Var. Mi auguro che, come ogni anno, l’esperienza e gli errori che capitano in campo siano poi prodromici a migliorare le cose”.

Simonelli ha affrontato anche il problema degli stadi in Italia: “Dobbiamo riuscire a risolvere questo problema. Il ministro Abodi la pensa come me, c’è la necessità di avere un commissario unico per snellire i lavori e le procedure. Mi auguro che entro la fine di febbraio possa essere nominato il commissario per gli stadi, sarebbe utile per svecchiare il panorama. Abbiamo degli stadi che hanno un’anzianità media di 66 anni. E 66 anni fa il calcio era molto diverso rispetto a oggi, gli spettatori hanno altre esigenze. Questo è il primo punto su cui dobbiamo lavorare per dare ai tifosi un ambiente confortevole”. Sull’intasamento del calendario: “Questo è il vero problema del calcio: per le squadre, per gli allenatori, per i giocatori. Però è una cosa che non dipende dalla Lega Calcio italiana. Non possiamo far niente per ridurre il numero di partite”.

Infine Simonelli fa un commento del derby d’Italia, vinto dalla Juventus per 1-0 contro l’Inter: “Juventus-Inter è stato uno spettacolo molto bello, sia per il match avvincente sia per l’atmosfera allo Stadium. È un po’ un benchmark su cui tutta la Serie A si dovrebbe avvicinare per l’impostazione dello stadio. Anche Lazio-Napoli è stata una partita di alto livello, a conferma che il nostro è un bel campionato, molto combattuto, con tre squadre che si giocano lo scudetto. Il nostro campionato è molto visto: abbiamo raggiunto la media di 31 mila spettatori a partita, la media più alta degli ultimi dieci anni, nonostante non abbiamo esattamente gli stadi più adeguati, non sono tutti Juventus Stadium purtroppo”. Quanta conflittualità c’è tra le 20 squadre di Serie A? “Posso dire che la conflittualità è stata ampiamente superata. Abbiamo trovato un’unità che da tempo non c’era in lega, sto trovando un ambiente molto positivo. Spero che sia prodromico a un periodo di serenità per il calcio italiano”.

Dombrovskis: prepariamo proposta sospensione Patto Ue conti su difesa

Roma, 17 feb. (askanews) – La Commissione europea sta lavorando a “modalità e dettagli” della proposta per attivare la clausola di sospensione del patto di stabilità e di crescita relativamente alle spese per difesa dei paesi dell’Unione Europea. Maggiori elementi su questo versante verranno forniti “nei prossimi giorni o settimane”, ha riferito il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis giungendo alla riunione dell’eurogruppo.

“Come ha annunciato la presidente Ursula von der Leyen al vertice di Monaco, stiamo esaminando più flessibilità riguardo alle regole di Bilancio per la difesa e di come applicare la clausola di sospensione, che è prevista nelle nostre leggi. lavoreremo a modalità e dettagli nelle prossime settimane. Nei prossimi giorni e settimane”, ha detto.

“Se proponiamo più flessibilità riguardo alla difesa sui bilanci dei paesi, certamente questo cambierà la linea una verso maggiore tendenza espansiva – ha aggiunto -. Sul quanto, questo è ancora da vedere”, in base a “alle modalità che saranno proposte e a come i Paesi membri le useranno”. (fonte immagine: European Union).

Piantedosi: abbiamo ridotto gli sbarchi dei migranti del 60%, espulsioni aumentate del 15-20%

Roma, 17 feb. (askanews) – “Abbiamo ridotto gli sbarchi del 60%, questo non è avvenuto a caso ma perché ci sono una miriade di accordi internazionali innanzitutto sotto l’egida e il lavoro preparatorio che ha fatto il presidente del Consiglio dei ministri ma anche noi abbiamo degli accordi operativi con strutture di polizia di paesi con cui collaboriamo”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nel corso della Conferenza sul contrasto all’immigrazione irregolare con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, alla presenza di questori e prefetti alla Scuola superiore dell’Amministrazione dell’Interno a Roma. “Ci avviciniamo a metà mandato del nostro governo. Tante cose abbiamo fatto – ha sottolineato Piantedosi – e tante altre vanno fatte anche per raccogliere i frutti di tanti semi che sono stati messi sul terreno”.

“Abbiamo innovativamente favorito i canali d’ingresso regolare – ha aggiunto il titolare del Viminale – mai come sotto il nostro governo c’è stato un incremento di corridoi umanitari e di ingressi per accesso regolare al lavoro”. Inoltre, “nei primi mesi di quest’anno registriamo un incremento delle espulsioni che si attestata il 15 e il 20 per cento. Quando parlo di espulsioni parlo di rimpatri effettivi. Non sono ancora abbastanza rispetto a quanto noi riteniamo si possa fare”, ha spiegato il ministro dell’Interno. “Rispetto al 2022 – ha aggiunto Piantedosi – lo scorso anno abbiamo incrementato di circa 1.300 persone espulse in più: sono 1.300 potenziali fattori di insicurezza per i nostri concittadini, perché sono persone che sono state individuate non solo per la condizione di irregolarità sul territorio ma sono state anche riconosciute come potenziale pericolo per la sicurezza dei cittadini”.

Israele, Netanyahu: via Hamas e Anp, impegnato nel piano di Trump per una "Gaza diversa"

Roma, 17 feb. (askanews) – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito che “come avevo promesso, il giorno dopo la guerra a Gaza, né Hamas né l’Autorità palestinese saranno presenti” a Gaza, secondo i media ebraici.

Il premier ha aggiunto di essere “impegnato nel piano del presidente Trump di creare una Gaza diversa”, riferendosi a un piano per ricollocare fuori Gaza i residenti della Striscia mentre gli Stati Uniti assumono la proprietà del territorio e lo ricostruiscono trasformandolo in una “Riviera del Medio Oriente”.

Si tratta della seconda smentita odierna delle notizie non confermate diffuse dai media arabi secondo cui Hamas avrebbe accettato di cedere il controllo di Gaza all’Autorità Palestinese come parte dei colloqui per la fine permanente della guerra.

Sicurezaza, Meloni: lassismo finito, è il tempo delle regole e della legalità

Roma, 17 feb. (askanews) – “E’ finito il tempo del lassismo, della sottovalutazione, dello Stato che si volta dall’altra parte. E’ il tempo della legalità e del rispetto delle regole, di uno Stato autorevole che sa dimostrare con i fatti che la legalità e la sicurezza dei cittadini vengono prima di qualsiasi altra cosa”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo alla Conferenza dei prefetti e dei questori d’Italia.

“E questo è il tempo in cui i servitori dello Stato possono riscoprire il valore immenso del lavoro che fanno”, ha aggiunto.

Centri Albania, Meloni: l’Europa è al fianco del governo italiano

Roma, 17 feb. (askanews) – “Ho letto una dichiarazione del commissario europeo per gli Affari interni e le migrazioni Brunner che dice che ‘sul protocollo tra Italia e Albania siamo a fianco del governo italiano'”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo alla Conferenza dei prefetti e dei questori d’Italia.

Questo grazie al “lavoro” fatto in Europa, ha rivendicato, per proporre “soluzioni pragmatiche e non ideologiche che cercano di trovare una risposta per tutti, perchè non possiamo scaricare un problema su un altro partner come è stato fatto nei nostri confronti”.

Questo, ha concluso, conferma “interesse e attenzione” nei confronti delle “nostre soluzioni innovative, a dispetto di quel che alcuni pensavano”.

Meloni: nessuno può risolvere i problemi dell’Italia da solo

Roma, 17 feb. (askanews) – “Nessuno può risolvere i problemi dell’Italia da solo. Insieme questa nazione può tornare a stupire i cittadini, a stupire a livello internazionale, cosa che sta già accadendo. Siamo in grado di farlo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo alla Conferenza dei prefetti e dei questori d’Italia.

“Vi chiedo – ha aggiunto – di credere che i vostri sforzi verranno sempre riconosciuti, che il merito può tornare in questa nazione, che qualsiasi cosa fatta in più verrà visto perché è tempo di fare questa piccola grande rivoluzione: fare tutti un pezzetto in più di quel che necessario”.

Eurozona, export 2024 +0,6%, import -3,7% e surplus triplica a 177 mld

Roma, 17 feb. (askanews) – Lo scorso anno complessivamente i paesi dell’area euro hanno esportato merci per 2.864 miliardi di euro, in aumento dello 0,6% rispetto al 2023, mentre le importazioni sono cadute del 3,7% a 2687 miliardi. Secondo Eurostat, l’anno si è così chiuso con un avanzo commerciale praticamente triplicato a 176,9 miliardi, a fronte di 57,4 miliardi del 2023.

Gli scambi commerciali all’interno dell’area euro si sono ridotti del 2,9%, a un ammontare complessivo di 2566,2 miliardi di euro.

Guardando a tutta l’Unione europea, l’export 2024 è salito dell’1,1% a 2.584,1 miliardi, mentre le importazioni sono calate del 3,5% a 2.434 miliardi. Il surplus è balzato a 150,1 miliardi, a fronte di 34,4 miliardi del 2023. Gli scambi interni all’Unione europea sono calati del 2,2% a 4.023,9 miliardi di euro.

Le variazioni degli aggregati totali risentono dei cali dei prezzi delle importazioni di beni energetici lo scorso anno, rispetto ai livelli del 2023.

Eurostat precisa che dicembre ha mostrato una dinamica invertita rispetto all’insieme del 2024, con un aumento delle esportazioni dell’eurozona del 3,1%, a 226,5 miliardi, mentre le importazioni sono salite del 3,8% a 211 miliardi. L’avanzo commerciale si è così ridotto a 15,5 miliardi, a fronte di 16,4 miliardi nel dicembre del 2023.

Dal Quirinale "nessun commento" su nuovo attacco russo a Mattarella

Roma, 17 feb. (askanews) – “Nessun commento” dal Quirinale sul nuovo attacco della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, contro il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E’ quanto fanno sapere fonti del Quirinale.

“Nel corso di una conferenza presso un istituto scolastico, Mattarella ha affermato, in qualità di Presidente, di ritenere che la Russia possa essere equiparata al Terzo Reich. Questo non può essere lasciato senza conseguenze e non lo sarà mai”, dichiarato la portavoce Zakharova, tornando in tv ad attaccare Mttarella.

Zakharova ha sottolineato che queste parole sono state pronunciate dal “presidente di un Paese che storicamente è stato proprio tra quelli che hanno attaccato il nostro Paese” e che “purtroppo, è stata l’Italia il Paese in cui il fascismo ha avuto origine.Questo ci viene detto da una persona che non può non sapere quanti soldati italiani hanno ucciso i nostri nonni e bisnonni sul nostro territorio durante la Seconda guerra mondiale sotto bandiere e slogan nazisti. Su quali basi si dice questo nell’anno dell’80° anniversario della nostra vittoria?”.

Il maestro Noseda torna alla Scala, dirige Berlioz e Dallapiccola

Milano, 17 feb. (askanews) – Continua oggi alle ore 20 al Teatro alla Scala con il concerto diretto da Gianandrea Noseda la Stagione della Filarmonica. Premiato con l’Ambrogino d’oro dal Comune di Milano, dopo i trionfi all’estero che lo vedono come italiano molto amato e affermato oltre confine, Noseda apre il programma con i Due pezzi per orchestra di Luigi Dallapiccola, preludio novecentesco al Concerto n. 2 in la maggiore per pianoforte e orchestra di Franz Liszt, interpretato da Francesco Piemontesi che debutta al Teatro alla Scala.

Nella seconda parte del programma Noseda propone una propria selezione di brani orchestrali dalla sinfonia drammatica op. 17 da Roméo et Juliette di Hector Berlioz.

A proposito della sinfonia drammatica op. 17 da Roméo et Juliette di Hector Berlioz, Elisabetta Fava scrive sulle note di sala: “Proprio questa capacita’ di teatralizzare l’orchestra rende possibile al suo Rome´o et Juliette, lavoro ibrido per eccellenza, il miracolo di ripercorrere la vicenda di Shakespeare rendendola palpabile attraverso la sola dimensione uditiva. […] da questa selezione emerge con particolare vivezza la straordinaria inventiva timbrica di Berlioz, il carattere avanzato e atipico della sua scrittura orchestrale, che solo nel Novecento poté trovare eredi. Di Beethoven coglie l’indifferenza al “bel” suono; della modernità anticipa la capacita’ di evocare spazi concreti attraverso il montaggio timbrico e la dislocazione degli strumenti, come fara’ Mahler. Berlioz stesso nella prefazione esalta il ruolo di queste sezioni puramente strumentali: ‘e nelle scene celebri del giardino e del cimitero il dialogo fra gli amanti, gli ‘a parte’ di Giulietta e gli slanci appassionati di Romeo non sono cantati, se infine i duetti d’amore e di disperazione sono affidati all’orchestra, […] e’ perché la concretezza delle parole cantate’ avrebbe necessariamente limitato la sua fantasia; mentre ‘la lingua strumentale [e’] più ricca, più varia, meno condizionata e, per la sua stessa vaghezza, incomparabilmente più potente'”.

Il confronto con il Novecento avviene con i Due pezzi per orchestra, che Luigi Dallapiccola scrisse avendo in mente due dei grandi affreschi realizzati da Piero della Francesca per il ciclo sulla Storia della vera Croce ad Arezzo.

Vero cultore del compositore, Gianandrea Noseda ha dedicato una parte della propria attività discografica alle sue opere e afferma: “La musica di Luigi Dallapiccola è un distillato di gesti sonori chiari e riconoscibili. L’uso della tecnica dodecafonica è al servizio di un’espressività quasi vocale dove l’esigenza di canto è una necessità ineludibile. La forma è al servizio dell’immagine sonora che appare nella sua nettezza e trasparenza anche nei momenti di maggiore concitazione drammatica. Per me Dallapiccola è un creatore di gioielli musicali preziosi”.

Germania alle urne il 23 febbraio, cosa c’è da sapere

Roma, 17 feb. (askanews) – Domenica 23 febbraio i tedeschi si recheranno alle urne per eleggere i 630 deputati (al massimo) del Bundestag, camera bassa del parlamento: elezioni federali anticipate, indette dopo il licenziamento del ministro delle finanze Christian Lindner lo scorso 6 novembre. La coalizione tripartita composta dal Partito Social-democratico (Spd), dai Verdi (die Grunen) e dai liberaldemocratici di Fpd non ha infatti garantito il voto di fiducia chiesto dal cancelliere Olaf Scholz (207 voti a favore, 394 contrari) aprendo la strada al voto anticipato.

In vista dell’elezione del 23 febbraio, i conservatori della Cdu/Csu sono in testa ai sondaggi, ma tutti gli occhi sono puntati sulle performance dell’estrema destra di Alternative fur Deutschland (Afd) guidata da Alice Weidel, che potrebbe diventare la seconda forza politica del Paese. Una svolta che avrebbe conseguenze enormi per tutta l’Europa e non solo.

IL SISTEMA DI VOTO In Germania i membri del parlamento sono eletti ogni quattro anni con un sistema che combina il sistema uninominale secco cocon un sistema di rappresentanza proporzionale multi-mandato. I cittadini non scelgono direttamente il Cancelliere, che viene eletto dai membri del Bundestag sulla base di un accordo post-elettorale.

Il voto popolare è duplice: uno per eleggere un candidato nella propria circoscrizione elettorale (il candidato che arriva primo in ciascuna delle 299 circoscrizioni viene eletto e ha un seggio nel Bundestag) e il secondo per una lista di partito a livello di Land.

Il nuovo Bundestag avrà un massimo di 630 membri (rispetto ai 736 del 2021), a seguito di una riforma adottata nel 2023.

I SONDAGGI L’Unione cristiano-democratica e l’Unione cristiano-sociale (CDU/CSU), conservatrici, dominano attualmente i sondaggi. L’AfD, potrebbe ottenere il miglior risultato della sua storia: contrario all’immigrazione e favorevole all’uscita della Germania dall’Unione Europea, questo partito è entrato nel Bundestag nel 2021 e ha vinto le elezioni regionali in Turingia nel settembre 2024. Da vedere se il dichiarato sostegno dell’amministrazione Trump e in particolare del’techno-oligarca Usa’ Elon Musk saranno un incentivo per gli elettori o, al contrario, si rivolterò contro la stessa Afd.

Nei sondaggi, Cdu/Csu ottengono da due mesi il 30,4% delle intenzioni di voto ed è un dato degno di nota, visto che Friedrich Merz e il suo partito è entrato nel 2025 con circa il 30% dei consensi.

Al secondo posto c’è però Afd con una media del 20,4%. In ascesa da diversi mesi, il partito di estrema destra è arrivato secondo alle elezioni europee e alle regionali in Turingia ha ottenuto la prima vittoria dell’estrema destra tedesca dal dopoguerra.Dopo le prossime elezioni, il Bundestag avrà un massimo di 630 membri (rispetto ai 736 del 2021), a seguito di una riforma adottata nel 2023.

I socialdemocratici dovrebbero ottenere secondo la media dei sondaggi il 15,4% dei voti, un risultato stabile dall’inizio dell’anno, ma ben al di sotto del 25,7% ottenuto nel 2021.

I Verdi (Bündnis 90/Die Grünen) sono stabili rispetto alle elezioni precedenti, con il 13,4% delle intenzioni di voto Infine, i liberali dell’FDP subiranno probabilmente la loro più grande battuta d’arresto. Dopo aver ottenuto l’11,5% nel 2021, attualmente sono accreditati solo del 4,2% e quindi potrebbe essere in gioco il superamento della soglia del 5% dei voti necessari a livello nazionale per entrare nel Bundestag. L’ELEZIONE DEL CANCELLIERE Il Cancelliere tedesco è il capo del governo tedesco. Viene eletto dal Bundestag su proposta del Presidente federale che attualmente è Frank-Walter Steinmeier, in carica dal 2017.

Tradizionalmente, il Cancelliere è del principale partito della coalizione che ha vinto le elezioni. Una volta eletto, propone al Presidente federale la nomina dei ministri.

Il leader della Cdu Friedrich Merz è il favorito per il cancellierato. Il 69enne leader conservatore spera di riportare l’Unione al potere sfruttando l’impopolarità di Olaf Scholz e l’insoddisfazione del governo uscente. L'”anti-Merkel” punta sulla sicurezza, sul rigore di bilancio e su una politica di immigrazione più severa, ma ha di recente inciampato in materia di migranti, dopo avere spinto la Cdu a infrangere un tabù, unendo le forze con Afd per approvare di stretta misura alla Camera dei Deputati una proposta di legge volta a inasprire la politica di immigrazione tedesca. Sebbene Merz abbia minimizzato sula questione e affermato di non avere alcuna intenzione di stringere un’alleanza con AfD, la sua manovra ha scatenato reazioni indignate, compresa quella di Angela Merkel: de facto, una scissione sulla materia in seno al partito.

Alice Weidel, co-leader dell’AfD, potrebbe giocare un ruolo decisivo in queste elezioni. La quarantaseienne politica chiede misure più severe sull’immigrazione, in particolare sostiene il ripristino dell’espulsione obbligatoria per gli stranieri condannati per reati penali.

Ucraina, Commissione Ue si riunirà a Kiev la settimana prossima

Bruxelles, 17 feb. (askanews) – Tutti i membri della Commissione europea avranno una riunione in Ucraina, probabilmente nella capitale Kiev, “la settimana prossima”, hanno annunciato oggi fonti comunitarie, senza dare ulteriori dettagli per ragioni di sicurezza. A quanto si apprende, sebbene non sia stata specificata la data, la riunione del collegio dei commissari nel paese in guerra con la Russia sarebbe stata organizzata per l’alto valore simbolico che avrebbe in occasione del terzo anniversario dell’inizio dell’invasione, cominciata il 24 febbraio 2022.

Papa, Vaticano: quadro clinico complesso. Più giorni di degenza

Città del Vaticano, 17 feb. (askanews) – “I risultati degli accertamenti effettuati nei giorni scorsi e nella giornata odierna hanno dimostrato una infezione polimicrobica delle vie respiratorie che ha determinato una ulteriore modifica della terapia”. Così una nota della Sala stampa vaticana sulle condizioni cliniche di Papa Francesco al Gemelli.

“Tutti gli accertamenti effettuati sino ad oggi sono indicativi di un quadro clinico complesso che richiederà una degenza ospedaliera adeguata”, si conclude.

Piero Chiappano vince il Sanremo Cristian Music Festival 2025

Roma, 17 feb. (askanews) – Con la canzone “Una strada in mezzo al cielo” il cantautore Piero Chiappano di Gaggiano, in provincia di Milano, ha vinto la quarta edizione del Sanremo Cristian Music Festival, Festival della Canzone Cristiana.

Si colloca al secondo posto Gipsy Fiorucci con la canzone “Regina del suo regno”, mentre Gabylo ha conquistato il terzo posto con la canzone “Ho fede”.

A decretare i nomi dei vincitori stata la Giuria del Festival, composta dal discografico Michele Schembri, Presidente di giuria, dal Producer e Autore Marco Camasso, da Genny Cusopoli, autore e vincitore del premio “Mia Martini” e da Carlo Famularo, interprete della sigla del programma televisivo “Un posto al Sole”. Genny Cusopoli e Carlo Famularo si sono esibiti in qualit di ospiti.

La giuria stata coordinata dall’Avvocato Brunella Postiglione, responsabile organizzativo del Festival della Canzone Cristiana. Tutti i premi sono stati realizzati dal Maestro orafo Michele Affidato.

Sono stati assegnati ulteriori premi a Tony Strano per la canzone “Vento”, come migliore interprete, al Gruppo Odissea per la canzone “C’ un tempo per amare”, come miglior gruppo della quarta edizione del Festival, a Renato Belluccio, per la canzone “La guerra finita andiamo in pace”, come miglior testo, e a Xada, per la canzone “Fantasie”, come migliore composizione. Il Premio della Stampa stato assegnato a Raffaele Mario Arteca, per la canzone “Core ‘e mamma”, il Premio Papa Giovanni Paolo II stato assegnato a Francesco Bartoletti, per la canzone “Sei la mia roccia”, il Premio Alberto Testa stato assegnato a Gina Palmieri, per la canzone “Rosa”, il Premio Speciale Festival della Canzone Cristiana di Sanremo stato assegnato a Figli del Padre, per la canzone “Le dieci vergini”. Il maestro Fulvio Vasarri ha ritirato un premio speciale, come composizione discografica e come coautore insieme a Fabrizio Venturi, del brano “Sempre rimesso in piedi”, tratto dal libro omonimo scritto dallo stesso Venturi.

Attacchi cyber filorussi contro 20 siti di banche e trasporti in Italia

Roma, 17 feb. (askanews) – Nuovi attacchi Cyber firmati dal collettivo filorusso ‘NoName057’ contro siti web italiani: nel mirino questa volta istituti bancari e finanziari, siti del trasporto aereo e locale. Nella rivendicazione via ‘Telegram’ il gruppo hacker parla di azoni in ‘risposta’ alle dichiarazioni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, definito ‘russofobo’ per i riferimenti al progetto del terzo Reich in Europa e all’aggressione russa all’Ucraina.

Anche in questo caso si tratta di attacchi di tipo DDos (Distributed Denial of service) che puntano a congestionare e a bloccare i siti e a creare danni econominci e reputazionali agli obiettivi prescelti. Gli esperti dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) hanno avvisato i target nel momento in cui gli attacchi stavano partendo e le azioni di mitigazione messe in atto hanno fatto sì che al momento le conseguenze e i relativi disagi siano stati praticamente nulli. Su 20 siti ‘colpiti’, 18 non hanno registrato danni. Tra gli obiettivi degli attacchi del gruppo ‘NoName057’ figurano, tra gli altri, Intesa San Paolo, Iccrea, Mps, Sinfomar, gli aeroporti di Linate e Malpensa, Siena Mobilità.

Piano Terra, si consolida a Roma uno spazio per l’arte e la formazione

Roma, 17 feb. (askanews) – Da un’idea di Giorgia Rissone, in collaborazione con Jenny Hannuna, rinasce in una nuova sede Piano Terra, che inaugura, martedì 18 febbraio 2025 alle ore 18.00, con un intervento di Elisa Montessori. Un progetto-studio pensato per essere uno spazio dinamico di dialogo e di crescita, in cui l’arte diventa elemento di connessione.

Il progetto, nato nel 2023 come iniziativa temporanea, trova ora una sua collocazione stabile in Piazza Grecia a Roma, nel cuore del Villaggio Olimpico, in una posizione strategica, all’interno di un’area nota come Distretto del Contemporaneo, dove hanno sede importanti istituzioni dell’arte e della musica. Non si tratta solo di una nuova sede fisica, ma dell’apertura di un centro polifunzionale dove arte, creatività e comunità si incontrano. Piano Terra vuole essere un luogo aperto a tutti, non solo per chi vive e crea arte, ma anche per chi desidera avvicinarsi a un linguaggio universale capace di trasformare e arricchire la vita. È un invito a esplorare questo medium come strumento di conoscenza e di crescita personale e collettiva, dove la creatività diventa motore di ispirazione e sperimentazione.

Piano Terra si distingue per la varietà delle sue iniziative, che spaziano dalla formazione artistica agli interventi espositivi, con una particolare attenzione alla valorizzazione del territorio e alla promozione del dialogo culturale. Tra le attività principali: Formazione: offre corsi e workshop, per tutti i livelli e le età, che abbracciano tecniche artistiche tradizionali e contemporanee. Mostre ed eventi, progetti espositivi in collaborazione con artisti e curatori, pensati per stimolare nuove visioni e riflessioni. Connessione: intrecciando relazioni con realtà locali e nazionali, al fine di valorizzare il patrimonio artistico e culturale attraverso iniziative condivise.

L’obiettivo è creare una proposta culturale che possa essere fruita in modi diversi: come esperienza creativa, come momento di approfondimento od occasione di scambio e confronto. Lo spazio si configura come una sala ampia e luminosa, caratterizzata da grandi vetrate e un layout flessibile che lo rendono un luogo ideale per attività artistiche, educative e culturali.

All’esterno, una vetrina funge da elemento distintivo, caratterizzandosi come un’iniziativa autonoma: Project Window. Il nome richiama l’idea di uno spazio che coniuga la dimensione intima della creazione con un’apertura verso l’esterno, favorendo un dialogo costante tra dentro e fuori, tra artista e pubblico.

La programmazione della vetrina è concepita per ospitare interventi di artisti contemporanei, offrendo loro uno spazio di espressione e di dialogo con il territorio. Gli interventi si susseguono con cadenza bimestrale dando vita a una proposta dinamica e in continua evoluzione. Il progetto include anche momenti di incontro e workshop, creando occasioni di confronto e apprendimento con la comunità.

Sanremo 2025 e la comunicazione: lezioni che ci portiamo a casa

Roma, 17 feb. – Sanremo il Super Bowl italiano, un palcoscenico dove si muovono strategie di comunicazione e dinamiche di percezione. Anche quest’anno, l’evento si rivelato un banco di prova per artisti e addetti ai lavori, che si giocano tutto tra performance e presenza mediatica. Tra gli osservatori pi attenti c’ Federico Lazzerini, esperto di comunicazione e pubbliche relazioni, autore Mondadori e fondatore di Press Reputation, che ha analizzato le tendenze di questa edizione. Olly ha messo in campo una strategia aggressiva sui social: 116 post in una settimana e follower schizzati da 600mila a oltre un milione. Un successo che non si deve solo alla sua musica, ma a una presenza costante e martellante. “L’effetto mera esposizione gioca un ruolo chiave,” spiega Lazzerini, “pi una cosa la vedi, pi ti sembra familiare e finisci per apprezzarla.” Un meccanismo che funziona non solo con le canzoni, ma ovunque. Poi c’ Lucio Corsi, la vera eccezione di quest’anno. ” un cantastorie, ti fa vedere un’altra realt perch questa non poi cos bella”, dice Federico Lazzerini. Un artista che non scende a compromessi, dai testi ai look che disegna personalmente. Il pubblico lo premia per la sua coerenza e autentic. Viene da un altro pianeta.

Se Sanremo lo specchio della societ, l’edizione 2025 ha riflettuto in pieno le logiche della comunicazione: la notizia non solo informazione, ma costruzione strategica di attenzione. Fedez lo sa bene e lo dimostra con Bella Stronza, che diventa un caso mediatico. Ma con Battito che alza l’asticella, affrontando il tema degli antidepressivi e del conflitto interiore. La performance non solo spettacolo, ma un grimaldello narrativo che spacca l’opinione pubblica e tiene incollati gli spettatori.

Federico Lazzerini sostiene che Achille Lauro un genio della comunicazione: gioca sporco, ma con eleganza. Due lettere ai giornalisti: l’ex per il pathos, la madre per il colpo emotivo. Poi la mossa per San Valentino: una rosa, un biglietto – “Non c’ nulla di pi incosciente che amare. Buon San Valentino, bellezze.” Ma l’elemento che ha segnato davvero questa edizione stato il tono generale del Festival: meno eccessi, pi sobriet. Una scelta che ha diviso il pubblico tra chi ha apprezzato l’eleganza e chi ha avvertito la mancanza di momenti di rottura. Ma i numeri parlano chiaro: Sanremo 2025 stato il pi seguito dal 2000. In un’epoca in cui la comunicazione tutto, il Festival dimostra ancora una volta di essere la piattaforma perfetta per chi sa giocare bene le sue carte.

Cinema, Minerva Pictures celebra i 90 di Woody Allen con "Woody90″

Roma, 17 feb. (askanews) – In occasione del novantesimo compleanno di Woody Allen, nel 2025, Minerva Pictures celebra uno dei cineasti più iconici della storia del cinema con una selezione esclusiva delle sue opere. Minerva ha infatti acquisito una serie di titoli che saranno riproposti nella collection Woody90, una raccolta in arrivo sui canali Rarovideo Channel e The Film Club, disponibili su Amazon Prime Video, thefilmclub.it e TimVision, e, a partire dalla primavera, in sala con rassegne ad hoc.

Woody90 ripropone alcune delle pellicole più rappresentative del regista newyorkese, in cui humor dissacrante e riflessioni esistenziali si intrecciano in perfetto equilibrio. Tra travolgenti commedie corali e sottili saggi sulla fragilità umana, la selezione attraversa l’intera gamma espressiva di Allen, dai toni brillanti e leggeri alle atmosfere più malinconiche e filosofiche.

Oltre alla disponibilità in digitale, i titoli della collection – Pallottole su Broadway (1994), La dea dell’amore (1995), Tutti dicono I love you (1996), Harry a pezzi (1997), Celebrity (1998), Accordi e disaccordi (1999), Criminali da strapazzo (2000), Ho solo fatto a pezzi mia moglie (2000), Match Point (2005), Vicky Cristina Barcelona (2008) – saranno prossimamente protagonisti di rassegne cinematografiche dedicate, offrendo al pubblico la possibilità di riscoprire sul grande schermo alcuni dei suoi capolavori più amati. Un’occasione unica per celebrare il genio di Woody Allen e il suo straordinario contributo alla storia del cinema.

Il Papa ha trascorso una notte tranquilla al Gemelli. Prosegue gli accertamenti clinici

Città del Vaticano, 17 feb. (askanews) – Papa Francesco, ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma, ha trascorso “una notte tranquilla, stamane ha fatto colazione e si dedica alla lettura dei quotidiani” nella sua stanza d’ospedale seguendo le indicazioni dei medici curanti che gli hanno prescritto riposo assoluto. Lo ha riferito stamane il direttore della Sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni incontrando i giornalisti.

Bruni ha poi aggiunto che ovviamente “prosegue la terapia” alla quale Papa Francesco si sta sottoponendo e che altre informazioni cliniche saranno riferite nel pomeriggio.

Genova, da M5s ok a Silvia Salis candidata sindaco centrosinistra

Genova, 17 feb. (askanews) – Manca solo l’ufficialità ormai per la candidatura a sindaco di Genova per il campo progressista della vice presidente del Coni ed ex campionessa italiana di lancio del martello Silvia Salis. Anche il M5s questa mattina ha infatti annunciato in una nota il suo via libera

“Nella serata di domenica 16 febbraio – si legge nella nota – il M5s Genova ha dato il via libera alla candidatura della dottoressa Silvia Salis per la coalizione progressista. Dopo un lungo confronto il Movimento si è detto pronto a dare il suo sostegno a questa importante sfida, con un programma identitario e con il supporto dell’esperienza e competenza dell’ex parlamentare europea M5s, Tiziana Beghin. Siamo certi – conclude la nota del M5s – che questa sia la migliore risposta alle esigenze di Genova e dei suoi cittadini”.

Mosca ancora contro Mattarella: paragone tra Russia e Terzo Reich avrà conseguenze

Roma, 17 feb. (askanews) – Il paragone della Russia con il Terzo Reich, nell’anno dell’80esimo anniversario della Vittoria sovietica sui nazisti Guerra Patriottica, non può essere lasciato senza conseguenze e non lo sarà mai”, ha dichiarato la portavoce ufficiale del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, tornando ieri sera in tv ad attaccare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Zakharova era ospite della trasmissione ‘Serata con Vladimir Solovyov’ su Rossiya-1 e oggi ha postato sul suo canale Telegram il proprio intervento.

“Nel corso di una conferenza presso un istituto scolastico, Mattarella ha affermato, in qualità di Presidente, di ritenere che la Russia possa essere equiparata al Terzo Reich. Questo non può essere lasciato senza conseguenze e non lo sarà mai”, ha detto Zakharova ospite della trasmissione ‘Serata con Vladimir Solovyov’ su Rossiya-1.

Zakharova ha sottolineato che queste parole sono state pronunciate dal “presidente di un Paese che storicamente è stato proprio tra quelli che hanno attaccato il nostro Paese” e che “purtroppo, è stata l’Italia il Paese in cui il fascismo ha avuto origine”, ha aggiunto la diplomatica. – Questo ci viene detto da una persona che non può non sapere quanti soldati italiani hanno ucciso i nostri nonni e bisnonni sul nostro territorio durante la Seconda guerra mondiale sotto bandiere e slogan nazisti. Su quali basi si dice questo nell’anno dell’80° anniversario della nostra vittoria?”.

“Abbiamo dato una risposta, che ha generato non solo un’ondata di russofobia e una presunta pseudo-difesa del presidente italiano. La gente ha creato una petizione speciale in cui comuni cittadini italiani, giornalisti, personaggi pubblici hanno iniziato a scrivere di scusarsi con i russi per queste parole indegne”, ha concluso Zakharova.

La Casa Bianca: "Miope" il no di Zelensky all’accordo sulle terre rare

Roma, 17 feb. (askanews) – Brian Hughes, portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, ha definito “miope” la decisione del Presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy di rifiutare di firmare un accordo proposto che garantisce agli USA l’accesso ai minerali di terre rare in Ucraina.

Hughes ha affermato che l’accordo sui minerali consentirebbe ai contribuenti americani di “recuperare” i soldi inviati a Kiev, contribuendo anche alla crescita dell’economia ucraina e ha aggiunto che la Casa Bianca ritiene che “legami economici vincolanti con gli Stati Uniti saranno la migliore garanzia contro future aggressioni e parte integrante di una pace duratura”.

“Non ho lasciato che i ministri firmassero un accordo rilevante perché, a mio avviso, non è pronto a proteggere noi, i nostri interessi”, ha detto Zelensky sabato a Monaco.

Una fonte citata da Ukrainska Pravda ha riferito che Zelenskyy e il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance non hanno discusso i dettagli del documento americano durante il loro incontro di venerdì alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco.

La fonte ha affermato che l’incontro è stato “molto buono” e “sostanziale”, e Vance ha chiaramente comunicato che il loro obiettivo principale con Trump era raggiungere una pace forte e duratura. Zelenskyy ha detto a Vance che la vera pace richiede che l’Ucraina assuma una “posizione forte” all’inizio dei negoziati, ha sottolineato che i negoziatori americani dovrebbero venire in Ucraina e che gli Stati Uniti, l’Ucraina e l’Europa devono essere al tavolo delle trattative con la Russia.

L’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha proposto che l’Ucraina ceda agli Stati Uniti il 50% della proprietà dei minerali di terre rare del paese. Il presidente Volodymyr Zelenskyy ha rifiutato di firmare l’accordo.

Il 13 febbraio, il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent è arrivato a Kiev per discutere di partnership economica con l’Ucraina. Zelenskyy ha affermato che gli Stati Uniti avevano presentato a Kiev la prima bozza di un “accordo di partnership” che avrebbe previsto investimenti nelle risorse minerarie dell’Ucraina in cambio di ulteriore assistenza.

Hamas è pronto a trasferire il controllo di Gaza all’Autorità Palestinese

Roma, 17 feb. (askanews) – Hamas ha annunciato di essere pronto a cedere il controllo della Striscia di Gaza all’Autorità Palestinese e al “Comitato governativo per l’amministrazione di Gaza”. E’ quanto ha riportato Sky News Arabia nella notte.

Secondo le fonti, la proposta di Hamas è stata trasmessa in una lettera ed è il risultato delle pressioni esercitate dall’Egitto sulla delegazione di Hamas arrivata mercoledì al Cairo.

I media egiziani hanno riportato sabato che il governo del Cairo ha esercitato forti pressioni su Hamas affinché accettasse di istituire un comitato temporaneo per supervisionare l’attuazione del piano di ricostruzione della Striscia di Gaza.

Secondo fonti egiziane vicine ai negoziati, Hamas ha promesso ai funzionari egiziani che l’organizzazione sarà impegnata a rispettare il cessate il fuoco e che non sarà coinvolta nei lavori del comitato.

In settimana torna l’anticiclone, ma attenzione a qualche pioggia

Roma, 17 feb. (askanews) – La pressione atmosferica inizia ad aumentare sul bacino del Mediterraneo, portando a un miglioramento del tempo, soprattutto nelle regioni del Nord e del Centro, dove il clima diventa più tranquillo e fresco, con notti più frizzanti. Tuttavia, il Sud continua a risentire degli effetti di un vortice ciclonico, che si sposterà verso la Grecia e continuerà a influenzare parzialmente il tempo anche all’inizio della settimana appena iniziata.

Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it comunica che nel corso della giornata odierna le regioni meridionali vedranno una maggiore copertura nuvolosa, con qualche possibilità di pioggia debole, soprattutto sull’area ionica. Al Nord ci saranno solo passaggi nuvolosi dovuti a venti freddi dai quadranti nord-orientali. In generale, l’alta pressione garantirà stabilità e un buon soleggiamento in gran parte del Paese.

Nei giorni successivi, l’alta pressione si rafforzerà ulteriormente, portando un richiamo di correnti più miti e umide dal Nord Africa. Questo farà salire le temperature, ma al contempo l’umidità aumenterà, favorendo la formazione di nubi sparse. In particolare, la Sicilia, l’area tirrenica e il Nordovest potrebbero essere interessati da brevi piovaschi. Al Nord torneranno anche alcune nebbie, che si intensificheranno nelle ore più fredde, specialmente sulla pianura padana e nelle vallate interne del Centro.

Sulla base degli ultimi aggiornamenti poi, questo scenario anticiclonico continuerà anche nel fine settimana, con poche variazioni.

Campi Flegrei, nella notte una nuova scossa di magnitudo 3.9

Roma, 17 feb. (askanews) – Dal pomeriggio di sabato 15 febbraio, come segnalato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, è in corso uno sciame sismico nell’area dei Campi Flegrei: dopo una scossa di magnitudo 3.9 nel pomeriggio di domenica, la scorsa notte alle ore 00.19 è stato registrato un nuovo evento sismico di magnitudo 3.9. Sono poi seguite altre scosse di magnitudo superiore a 2.0, la più forte alle ore 08.12 di magnitudo 3.2.

In seguito all’evento la Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile si è messa in contatto con le strutture locali del Servizio Nazionale della protezione civile. La scossa è stata sensibilmente avvertita dalla popolazione ma dalle prime verifiche al momento non sono stati segnalati danni.

Il Capo Dipartimento, Fabio Ciciliano, ha presieduto, alle ore 1.30, un’unità di crisi in videocollegamento con il territorio. Durante la riunione, visto il numero di cittadini che si sono riversati in strada è stata disposta l’attivazione del volontariato di protezione civile e l’apertura delle aree di accoglienza e di attesa per i cittadini dei comuni di Pozzuoli, Bacoli e Napoli.

Il Dipartimento continuerà a seguire l’evolversi della situazione, in contatto con le autorità locali di protezione civile.

IA e marketing, nuova Unit dedicata per Advertage Communication

Milano, 17 feb. (askanews) – Advertage Communication, agenzia di comunicazione integrata, specializzata in branding, sviluppo corporate, web design, progettazione e produzione, ha annunciato la nascita di una Unit di intelligenza artificiale, che posiziona la IA come elemento centrale della propria strategia.

“Con l’introduzione della nuova Unit completamente dedicata all’intelligenza artificiale – ha detto Gianluigi Manzi, CEO di Advertage Communication – siamo in grado di offrire ai nostri clienti soluzioni di comunicazione pi precise e mirate, migliorando significativamente l’efficacia delle nostre campagne. Ad esempio utilizzando algoritmi di machine learning per analizzare i dati dei clienti in tempo reale. Questo ci permette di adattare le strategie di marketing in modo dinamico e prevedere le tendenze del mercato con maggior accuratezza. Inoltre, grazie al IA, siamo in grado di identificare modi e tendenze e fornire insigth preziosi per personalizzare le strategie e le campagne pubblicitarie in modo ancora pi preciso ed efficace”.

Il team della IA Unit composto da professionisti specializzati e continuamente formati nell’uso delle pi recenti tecnologie di intelligenza artificiale. Strumenti all’avanguardia che uniti alle competenze dell’azienda possono potenziare le strategie di marketing e comunicazione.

“L’intelligenza artificiale – ha aggiunto Antonio Manzi, Founder e direttore creativo di Advertage Communication – non solo ci aiuta a gestire meglio i rapporti con i clienti, ma stimola anche la nostra creativit, permettendoci di esplorare idee e approcci innovativi. Nella nostra nuova unit, l’IA viene integrata in tutte le attivit di Advertage communication, come la creazione di campagne pubblicitarie, la gestione di social media e la produzione di contenuti multimediali, personalizzati e coinvolgenti. Inoltre, gli strumenti di IA ci permettono di monitorare e analizzare le performance delle attivit di marketing in real time, fornendo preziose indicazioni che guidano le nostre decisioni strategiche, facendo aumentare l’engagement delle conversioni”.

Con 25 anni di esperienza, l’agenzia lavora per continuare a essere innovativa, cercando di anticipare le tendenze del settore.

Tajani, non reagire in modo scomposto al nuovo corso Usa

Roma, 17 feb. (askanews) – “Di fronte a Trump stiamo ai fatti Chi reagisce inmodo scomposto poi corre il rischio di affondare» dice il ministro degli esteri Antonio Tajani in un’intervista al Corriere della Sera.

Quando il mare si alza ½non ci si agita sulla barca, o davvero si rischia di affondare. Si tiene il timone e, uniti, si affronta la situazione”. Antonio Tajani, di ritorno da Monaco dove ha partecipato alla conferenza sulla Sicurezza che ha spaven- tato l’Europa di fronte ad un’America che sembra volerla mettere all’angolo, sembra molto meno agitato dei colleghi. “Ho visto troppa ansia e nervosismo”, dice il ministro degli Esteri, che ha incontrato per due volte il suo omologo Usa Marco Rubio e non ha tratto sensazioni così negative. Certo, quella che sta avvenendo in America è una rivoluzione vera, ma l’errore più grave che potrebbe fare l’Europa è quello di “reagire in modo scomposto”. Non bisogna insomma né “fare come Fracchia – dice ironicamente – e prostrarsi davanti a Trump, né atteggiarsi a miles gloriosus”. Bisogna invece “contare sulla propria forza”. Quale? Per Tajani è evidente: “Siamo noi europei che abbiamo imposto le sanzioni alla Russia, nessuno può pensare realisticamente che questo non conti al tavolo delle trattative. Nessuno può parlare a nome nostro. Quindi ci sarà sicuramente la nostra voce, anche perché il sostegno all’Ucraina dell’Europa non è mai mancato”.

È però sull’atteggiamento di Donald Trump che si è scatenato il panico. Raccontano di giornate nervosissime a Monaco, di una riunione dei ministri degli Esteri organizzata addirittura ieri mattina alle 7 per preparare il vertice “d’emergenza” voluto da Macron per oggi, che ha creato qualche malumore tra gli esclusi e ha provocato qualche dubbio pure fra gli inclusi, quasi che fosse una mossa del presidente francese in chiave di rafforzamento personale.

Anche su questo il ministro degli Esteri consiglia calma, non farsi vedere agitati, non fare la voce troppo grossa e nemmeno mostrare terrore. Bisogna “stare ai fatti” e presentarsi davanti a Trump a parità di muscoli, per così dire. Intanto, aspettare per capire davvero cosa voglia ottenere, a partire dalla politica dei dazi, sulla quale anche l’Europa ha i suoi argomenti da mettere sul tavolo, a cominciare dal fatto che è il primo mercato mondiale. Il secondo, è rafforzare la propria difesa. Un po’ perché gli Usa lo chiedono a gran voce da tempo, essendo davvero sbilanciato il contributo alla Nato tra America e alleati, un po’ perché in futuro potrebbero aprirsi fronti diversi e l’Europa deve poter essere all’altezza.

In questo, sarebbe molto positivo il risultato che si potrebbe ottenere “scorporando le spese militari dal Patto di stabilità” e magari con una sorta di eurobond europei o con altri strumenti del genere. E l’altro grande obiettivo è quello di saper presentare proposte alternative a quelle degli Stati Uniti, che “restano il nostro alleato e un Paese amico”. Per capirsi, se Trump parla di Gaza come terra da trasformare in riviera, l’Europa non può solo dire no ma deve fare una propria proposta. E “noi ci stiamo già lavorando, perché la via è quella di essere protagonisti”. Anche offrendo contingenti in ambito Onu sia a Gaza che nel prossimo eventuale spazio di contro

Tajani, non reagire in modo scomposto a nuovo corso Usa

Roma, 17 feb. (askanews) – «Di fronte a Trump stiamo ai fatti Chi reagisce inmodo scomposto poi corre il rischio di affondare» dice il ministro degli esteri Antonio Tajani in un’intervista al Corriere della Sera.

Quando il mare si alza «non ci si agita sulla barca, o davvero si ri- schia di affondare. Si tiene il timone e, uniti, si affronta la situazione». Antonio Tajani, di ritorno da Monaco dove ha partecipato alla conferenza sulla Sicurezza che ha spaven- tato l’Europa di fronte ad un’America che sembra voler- la mettere all’angolo, sembra molto meno agitato dei colle- ghi. «Ho visto troppa ansia e nervosismo», dice il ministro degli Esteri, che ha incontrato per due volte il suo omologo Usa Marco Rubio e non ha tratto sensazioni così negati- ve. Certo, quella che sta avve- nendo in America è una rivo- luzione vera, ma l’errore più grave che potrebbe fare l’Eu- ropa è quello di «reagire in modo scomposto». Non biso- gna insomma né «fare come Fracchia—dice ironicamente — e prostrarsi davanti a Trump, né atteggiarsi a miles gloriosus». Bisogna invece «contare sulla propria forza». Quale? Per Tajani è eviden- te: «Siamo noi europei che abbiamo imposto le sanzioni alla Russia, nessuno può pen- sare realisticamente che que- sto non conti al tavolo delle trattative. Nessuno può parla- re a nome nostro. Quindi ci sarà sicuramente la nostra vo- ce, anche perché il sostegno all’Ucraina dell’Europa non è mai mancato».

È però sull’atteggiamento di Donald Trump che si è sca- tenato il panico. Raccontano di giornate nervosissime a Monaco, di una riunione dei ministri degli Esteri organiz- zata addirittura ieri mattina alle 7 per preparare il vertice «d’emergenza» voluto da Ma- cron per oggi, che ha creato qualche malumore tra gli esclusi e ha provocato qual- che dubbio pure fra gli inclu- si, quasi che fosse una mossa del presidente francese in chiave di rafforzamento per- sonale.

Anche su questo il ministro degli Esteri consiglia calma, non farsi vedere agitati, non fare la voce troppo grossa e nemmeno mostrare terrore. Bisogna «stare ai fatti» e pre- sentarsi davanti a Trump a pa- rità di muscoli, per così dire. Intanto, aspettare per capire davvero cosa voglia ottenere, a partire dalla politica dei da- zi, sulla quale anche l’Europa ha i suoi argomenti da mette- re sul tavolo, a cominciare dal fatto che è il primo mercato mondiale. Il secondo, è raf- forzare la propria difesa. Un po’ perché gli Usa lo chiedono a gran voce da tempo, essen- do davvero sbilanciato il con- tributo alla Nato tra America e alleati, un po’ perché in futuro potrebbero aprirsi fronti di- versi e l’Europa deve poter es- sere all’altezza.

In questo, sarebbe molto positivo il risultato che si potrebbe ottenere «scorporan- do le spese militari dal Patto di stabilità» e magari con una sorta di eurobond europei o con altri strumenti del gene- re. E l’altro grande obiettivo è quello di saper presentare proposte alternative a quelle degli Stati Uniti, che «restano il nostro alleato e un Paese amico». Per capirsi, se Trump parla di Gaza come terra da trasformare in riviera, l’Euro- pa non può solo dire no ma deve fare una propria propo- sta. E «noi ci stiamo già lavo- rando, perché la via è quella di essere protagonisti». An- che offrendo contingenti in ambito Onu sia a Gaza che nel prossimo eventuale spazio di contro

Riunione a Parigi per rispondere all’accelerazione di Trump sull’Ucraina

Roma, 17 feb. (askanews) – Diversi capi di governo europei si incontrano oggi a Parigi per fronteggiare “l’accelerazione” dell’amministrazione americana sul dossier Ucraina e definire una risposta comune per rafforzare la sicurezza del Vecchio Continente.

L’incontro avviene pochi giorni dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha telefonato al suo omologo russo Vladimir Putin e ha deciso di negoziare direttamente sull’Ucraina in un prossimo vertice in Arabia Saudita. Trump ieri ha affermato che un incontro con Putin potrebbe aver luogo “molto presto”.

Uno sviluppo che arriva all’indomani della Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera, dove il discorso – quasi unanimente considerato ostile – del vice presidente statunitense J.D. Vance nei confronti dei suoi alleati ha lasciato di stucco gli europei. “Riteniamo che, a seguito dell’accelerazione della questione ucraina e anche di quanto affermano i leader americani, gli europei debbano fare di più, meglio e in modo coerente per la nostra sicurezza collettiva”, ha sottolineato ieri un consigliere del presidente francese Emmanuel Macron.

A questo incontro, che si presenta come informale, saranno presenti oltre a Macron il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e i capi di governo di Germania, Regno Unito, Polonia, Spagna, Paesi Bassi e Danimarca. Oltre a loro il presidente del Consiglio europeo, la presidente della Commissione europea e il segretario generale della Nato.

“Riteniamo che, a seguito dell’accelerazione della questione ucraina e anche di quanto affermano i leader americani, gli europei debbano fare di più, meglio e in modo coerente per la nostra sicurezza collettiva”, ha sottolineato ieri un consigliere del presidente francese Emmanuel Macron.  A questo incontro, che si presenta come informale, saranno presenti oltre a Macron il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e i capi di governo di Germania, Regno Unito, Polonia, Spagna, Paesi Bassi e Danimarca. Oltre a loro il presidente del Consiglio europeo, la presidente della Commissione europea e il segretario generale della Nato.

Basket Nba, All Star Game senza LeBron ma con Curry Mvp

Roma, 17 feb. (askanews) – Per la prima volta negli ultimi vent’anni, l’All-Star Game Nba ha dovuto fare a meno di LeBron James, costretto a saltare la partita delle stelle per un problema alla caviglia e al piede sinistro. Nel nuovo format deciso dalla NBA e che prevedeva un quadrangolare, ad avere la meglio è stato il Team Ogs, scelto da Shaquille O’Neal, con Steph Curry che si è guadagnato il premio di MVP della manifestazione tra gli applausi dei tifosi di casa al Chase Center di San Francisco.

Per la prima volta l’All-Star Game è caratterizzato da un mini-torneo con quattro squadre e tre partite. Nella prima semifinale Global stars-Young stars 41-32. Nella seconda Ogs-rising stars 42-35.

È la chimica, invece, a fare la differenza nella finale dell’All-Star Game (Global stars-Ogs 25-41), perché la squadra selezionata da Shaq può vantare diversi compagni reduci dall’avventura olimpica di Parigi la scorsa estate e la loro abitudine a giocare insieme emerge nella sfida ai ragazzi di Barkley. Jayson Tatum segna con una schiacciata i due punti che regalano la vittoria agli OGs e chiude da miglior marcatore con 15 punti, seguito da Steph Currycon 12. Alle Global Stars non basta nemmeno un Victor Wembanyama da 11 punti e fedele all’intento dichiarato di voler giocare buttandosi su ogni pallone e su ogni rimbalzo

La Russia afferma di aver abbattuto nella notte 40 droni ucraini

Roma, 17 feb. (askanews) – La Russia ha dichiarato di aver abbattuto nella notte 90 droni ucraini, quasi 40 dei quali sul Mare d’Azov, oltre a un missile da crociera antinave Neptune, senza menzionare alcuna vittima.

“Ieri sera i sistemi di difesa antiaerea hanno intercettato e distrutto 90 droni ucraini”, ha dichiarato il ministero della Difesa russo su Telegram. Dichiarazione che arriva mentre i presidenti di Stati Uniti e Russia – Donald Trump e Vladimir Putin – hanno affermato di voler negoziare una soluzione al conflitto il prima possibile.

Calcio, Thiago affonda l’Inter, Inzaghi: "Cambiare marcia"

Roma, 17 feb. (askanews) – “Vittorie così danno fiducia e consapevolezza, ma è chiaro che per arrivarci dobbiamo meritarlo, cosa che non è successa nel primo tempo. Nel secondo è cambiato tutto, giocando a calcio, pressando bene e recuperando palloni”.Thiago Motta si gode il quarto successo di fila della sua Juventus. Un successo di quelli pesanti perché vale l’1-0 all’Inter. Il mancino a giro di Conceição vale il derby d’Italia per la Juventus e l’aggancio al quarto posto della classifica. La squadra di Inzaghi fallisce il sorpasso in vetta e resta a -2 dal Napoli di Conte. Tante chance nel primo tempo, con l’Inter più insidiosa (un palo per Dumfries). Anche la Juve crea e poi sblocca nella ripresa. Assist decisivo per Kolo Muani. “Dà fiducia che la strada sia quella giusta – prosegue Motta ai microfoni di DAZN – Io nei cuori dei tifosi dopo questa vittoria? Non ne ho idea, il mio obiettivo è fare bene il mio lavoro, e mi piace farlo”. Su squadra e singoli: “Alla fine io non gioco, sono loro che giocano. Sono giovani e con grande qualità. E danno tutto in campo. Thuram ha giocato molto bene, soprattutto il secondo tempo, e anche Locatelli è entrato bene”. “Nel secondo tempo abbiamo avuto un’energia diversa. Il primo è stato difficile, contro una squadra forte e che gioca bene, noi gli abbiamo lasciato troppo il tempo di gioco, controlli e passaggi. In partite così devi avere tu il pallone e giocare bene a calcio, ed è quello che abbiamo fatto nella ripresa”. In casa Inter c’è rammarico: “Ma i ragazzi hanno fatto una grande gara – le parole di Inzaghi a DAZN – Con coraggio, organizzazione e occasioni, ma dovevamo essere più bravi nel segnare. Con un primo tempo così dovevamo chiudere avanti”. Simone Inzaghi analizza così il ko dello Stadium a DAZN subito dopo la partita. Chance per Taremi e Dumfries, una per Lautaro e un palo dello stesso Dumfries. L’Inter ha chiuso il primo tempo con un dato di Expected Goals superiore all’1,5, ma senza sbloccare la gara, poi decisa nella ripresa da Conceição. “Nel secondo non abbiamo approcciato bene come nel primo – aggiunge infatti Inzaghi -. Quando stavamo ricreando abbiamo subito la rete della Juve. Ora nessun proclamo, lavoriamo ancora di più; quello che stiamo facendo ora, per i traguardi che vogliamo, non basta”. Nella lente anche un triplo cambio a metà ripresa (Thuram, Carlos Augusto e Zalewski per Taremi, Dimarco e Bastoni): “Non stavamo giocando bene come nel primo e sapevamo che la Juve sarebbe cresciuta – spiega Inzaghi -. Questa resta comunque tutt’altra partita rispetto a Firenze, ma negli scontri diretti dobbiamo cambiare marcia. In nove anni a Torino da allenatore sprecare tutte queste situazioni non mi era mai successo. Ci tenevamo molto, ma è ancora tutto aperto. Partita col Napoli? Sarà importante, ma prima c’è il Genoa e la Lazio in coppa. Sarà un altro scontro diretto, cercheremo di fare meglio di stasera”.

Risultati serie A, l’Inter perde e il Napoli è a +2

Roma, 17 feb. (askanews) – Questi i risultati e a classifica di serie A dopo Juventus-Inter 1-0

25^ GIORNATA Bologna-Torino 3-2, Atalanta-Cagliari 0-0, Lazio-Napoli 2-2, Milan-Verona 1-0, Fiorentina-Como 0-2, Monza-Lecce 0-0, Udinese-Empoli 3-0, Parma-Roma 0-1, Juventus-Inter 1-0, lunedì 17 febbraio ore 20.45 Genoa-Venezia

Classifica: Napoli 56, Inter 54, Atalanta 51, Lazio, Juventus 46, Fiorentina 42, Bologna*, Milan* 41, Roma 37, Udinese 33, Torino 28, Genoa 27, Cagliari, Como, Lecce 25, Verona 23, Empoli 21, Parma 20, Venezia 16, Monza 14. * una partita in meno (Bologna-Milan 26 o 27 febbraio)

26^ GIORNATA venerdì 21 febbraio ore 20.45 Lecce-Udinese, sabato 22 febbraio ore 15 Parma-Bologna, Venezia-Lazio, ore 18 Torino-Milan, ore 20,45 Inter-Genoa, domenica 23 febbraio ore 12.30 Como-Napoli, ore 15 Verona-Fiorentina, ore 18 Empoli-Atalanta, ore 20.45 Cagliari-Juventus, lunedì 24 febbraio ore 20.45 Roma-Monza

Ucraina, Starmer: "Gb pronta a inviare truppe, se necessario"

Roma, 17 feb. (askanews) – Il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato di essere pronto a inviare truppe in Ucraina, se fosse necessario a garantire la sicurezza della Gran Bretagna e dell’Europa.

Il Regno Unito sta svolgendo un ruolo di primo piano nel sostenere Kiev nel conflitto contro la Russia e questo “significa anche che siamo pronti e disposti a contribuire alle garanzie di sicurezza per l’Ucraina inviando le nostre truppe sul campo, se necessario”, ha scritto Starmer sul quotidiano Daily Telegraph.

Felicità Pubblica, l’orizzonte di una nuova iniziativa sociale e politica.

Dobbiamo continuare a fare attività politica sui territori, ma non possiamo non interessarci di ciò che accade nel mondo. Siamo di fronte ad un bivio. Dobbiamo agire sul territorio od occuparci anche dei grandi cambiamenti nel mondo? Per rispondere a questa domanda vorrei utilizzare le parole di un grande poeta argentino Borges: «Quando trovi un bivio, imboccalo». In altre parole, dobbiamo passare dalla cultura dell’or alla cultura dell’and. L’and implica amministrare, ma anche avere visioni alte.

Come ha qui ricordato anche il professor Antonio Campati dell’Università Cattolica, in politica le visioni del mondo sono fondamentali. Ogni organizzazione per agire ha bisogno di quattro fattori intangibili chiave: visione condivisa, team interno, relazioni con le reti esterne e valori condivisi. Questi elementi possono sfuggire a uno sguardo superficiale, ma sono intrecciati e coessenziali.

Ma dove voglio arrivare? Se ci pensiamo bene, dietro ad ogni mobilitazione c’è un immaginario personale o collettivo. Per la persona l’immaginario è il sogno. Un bambino sogna di diventare un pilota di Formula 1. Per l’organizzazione è la visione: l’immagine di un futuro che cerca di creare. Per la società è rappresentato dai grandi miti di liberazione che hanno suscitato speranze e giustificato sacrifici: dalla Terra Promessa alla Rivoluzione Francese, dalla Rivoluzione di Ottobre alla conquista del Far West. Le persone hanno bisogno di miti potenti per mobilitarsi e muoversi nella costruzione del futuro.

Quindi tornando a noi, non è sufficiente amministrare bene una città; dobbiamo anche offrire visioni di senso e di comunità. Per questo, lo scorso anno a Udine abbiamo organizzato un evento sul tema della Felicità Pubblica come nuovo paradigma per la politica. Si è svolto simbolicamente presso il Centro Balducci, un luogo che per me ha un forte significato, perché quando ero ragazzo ho avuto l’opportunità di conoscere Padre Ernesto Balducci e apprezzarne la profondità di pensiero.

In quell’occasione abbiamo invitato il prof. Luigino Bruni, che ha parlato della felicità pubblica come vocazione dell’economia italiana. Ha spiegato come il capitalismo anglosassone, radicato nel protestantesimo, metta al centro l’individuo e faccia della sua ricchezza personale il segno della benedizione divina, mentre nel nostro capitalismo latino esistono anche modelli diversi, come quelli espressi dal movimento cooperativo e dal cosiddetto terzo settore.

Credo fermamente che dobbiamo lavorare su un’idea di felicità pubblica. Non a caso nel 2012 l’Onu ha istituito la Giornata Internazionale della Felicità. E questo ci porta a riflettere, a contrario, su un altro tema: la denatalità. Vedo presente in sala il prof. Giampiero Dalla Zuanna che, da stimato demografo, ho invitato l’anno scorso a Udine per farci un seminario su questo tema. Se non si fanno più figli, c’è evidentemente un problema di infelicità e di mancanza di visioni future.

Se ci limitiamo a misurare il progresso solo con il Pil, non teniamo conto di altri fattori fondamentali come la salute, l’istruzione, il benessere, la vitalità della comunità, aspetti che insieme ad altri determinano la felicità interna lorda (Fil). Abbiamo la necessità di cambiare paradigma. Quando scrivo “Udine, Città Felice”, non lo faccio per caso: lavoriamo per costruire una comunità felice, ancorando la nostra azione politica a ideali alti.

Insieme alla mia maggioranza sentiamo di dover onorare alcune parole chiave come bene comune, solidarietà, sussidiarietà, personalismo comunitario. Da qui discende l’esperimento, sempre più consolidato, dei “consigli di quartiere partecipati” – formati dai rappresentanti delle associazioni – e l’esperienza della “sicurezza partecipata” che vede il coinvolgimento dei cittadini. Il tema della partecipazione è cruciale: non solo aumenta la democrazia, ma contribuisce all’efficacia delle politiche pubbliche.

I simboli hanno una grande importanza anche in politica. Come simbolo della lista civica abbiamo scelto un quadrifoglio. Perché? Perché nella tradizione popolare ogni foglia rappresenta una dimensione chiave: la fortuna, la speranza, la fede (religiosa e/o politica) e l’amore. Inoltre il quadrifoglio è un simbolo di innovazione. Perché? Perché il quadrifoglio è un’anomalia del trifoglio. L’innovazione è una disobbedienza andata a buon fine. E infatti il quadrifoglio è una disobbedienza naturale al trifoglio. Per questo rappresenta bene il nostro spirito innovativo. E ancora le quattro foglie sono anche il simbolo delle possibili declinazioni della sostenibilità che perseguiamo: ambientale, sociale, economica e politica. Infine il quadrifoglio può essere inteso come un simbolo di multi-appartenenza: siamo contemporaneamente cittadini di Udine, del Friuli Venezia Giulia, dell’Italia e dell’Europa.

Abbiamo bisogno di pensiero e azione, con la tensione morale e civile dello stare insieme, perché i cambiamenti e i successi più grandi nascono dalla cooperazione e dalle alleanze.

La marcia trionfale del populismo, dalla Brexit ai nostri giorni.

Durante la crisi dei subprime ritornò a girare la famosa barzelletta sull’impassibile facoltoso milord, tutto finanza e affari, e il Tamigi. Sir legge tranquillamente il giornale nel suo studio che si affaccia sul fiume. Il maggiordomo bussa, entra ed annuncia: “Sir, il Tamigi è in piena”. Il nobile, affatto scomposto, risponde: “Bene James, tienimi informato”, e riprende la lettura. Dopo un po’ James bussa, apre la porta e annuncia: “Sir, il Tamigi sta per raggiungere il livello di guardia”. Sir, per niente preoccupato, replica: “Bene James, grazie, tienimi informato”, e riprende a leggere il giornale. Dopo un altro po’ James ritorna e annucia: “Sir, il Tamigi ha superato il livello di guardia”, e lui risponde “Bene, ho capito, grazie, vai pure”. Infine James bussa di nuovo, apre la porta e facendosi un poco da parte annuncia: “Sir, il Tamigi!”.

Questo a significare la sicumera del mondo dell’economia di carta davanti all’ingrossarsi della piena, fino alla tracimazione. La piena dei ‘somewhere’ davanti agli ‘anywhere’. Com’è potuto accadere?

“Cameron ha dato fuoco alla casa per salvare i mobili ed ha perso tutto”. Così Felipe Gonzales commentò l’esito del Referendum sulla permanenza della Gran Bretagna nell’Unione Europea e le dimissioni del Primo Ministro David Cameron, annunciate l’indomani chiosando: “Serve una nuova leadership al Paese” (si è poi visto com’è andata a finire). Il promesso – da Cameron – referendum che dette il via alla Brexit vide la vittoria di misura dei favorevoli all’uscita dall’UE con il 51,89%. La decisione popolare divenne operativa il 31 Gennaio 2020.

Il 13 Luglio 2016 a Cameron subentra Teresa May. La quale, il 24 Luglio del 2019, è sostituita da Boris Johson, “zazzera”, una sorta di Trump in salsa inglese. Ma ecco l’inaspettato: se Cameron aveva voluto verificare la febbre del malato, il giornalista e saggista David Goodhart rivela di che morbo si tratti.

A Settembre del 2017 esce il suo “The road to somewhere. The populist revolt and the future of politics”. E per il Governo di Teresa May parte l’allarme: il monte Toc sta scivolando nel bacino del Vajont e tra poco un’onda colossale travolgerà tutto. Goodhart non è uno qualsiasi. È stato corprispondente del Financial Times per dodici anni, in parte di stanza in Germania. Dal 2017 è a capo dell’unità Demografia, immigrazione e integrazione presso il think tank Policy Exchange. Ha scritto per The GuardianThe Independent e The Times. È stato uno dei quattro commissari del Consiglio della Commissione per l’uguaglianza e i diritti umani (EHRC), nominati nel Novembre 2020.Nel Febbraio del 2004 è il primo a scrivere che “la condivisione e la solidarietà possono entrare in conflitto con la diversità” (saggio pubblicato da Prospect con il titolo “Troppo diversi?”).  

The Road to Somewhere è la madre di tutte le battaglie: i ‘da qualche parte’ contro i ‘da qualunque parte’.

In Gran Bretagna esiste una faglia – scrive Goodhart – tra i ‘Somewhere’, quelle persone saldamente connesse a una comunità specifica, e cioè circa metà della popolazione, e gli ‘Anywhere’, coloro che di solito vivono in città metropolitane, che sono socialmente liberali, ben istruiti, magari in carriera, e con una superiorità remunerativa di non poco conto. Questi ultimi sono significativa minoranza, dal 20% al 25% della popolazione totale, ma con il disco verde avuto dalla globalizzazione e il ritiro degli Stati che ha fatto diventare regola le loro concezioni e i loro stili di vita, dominando sulla maggioranza.

Dice Goodhart che molti Remainers hanno riferito di essersi svegliati il giorno dopo il voto sulla Brexit con la sensazione di vivere in un paese straniero. “In realtà, stavano semplicemente provando la stessa sensazione che molti britannici provano ogni giorno da anni”.

I ‘Somewhere’ ottenevano la loro identità da un senso del luogo e dalle persone che li circondavano. Ora avvertono una perdita di tutto ciò e in primis l’attribuiscono all’immigrazione di massa e al rapido cambiamento sociale.  È così che si è andata formando l’armageddon degli Stanziali, quelli che si ritengono ingannati dalla globalizzazione e dai politici, contro i Mobili, che vivono trascinandosi un trolley su e giù per le scalette degli aerei e vogliono dettare l’agenda economico-finanziaria, e anche modelli sociali, al mondo.

I Somewhere, cioè i “Da qualche parte”, quel cinquanta per cento di persone che vive dov’è nato, che pensa prima ai vicini di casa che ai rifugiati, che non ha qualifiche particolari ma che un tempo aveva una dignità; ecco, questo cinquanta per cento della società ora si ritrova continuamente vilipeso dall’altra tribù, gli aristocratici Anywheres, ovvero i “Da qualunque parte”, quelli che hanno i diplomi e la conoscenza per stare bene ovunque, e che pur essendo meno della metà dei primi dettano l’agenda politica.

Ma a quando può essere fatta risalire la covata di questa marcia trionfale? Vengono in mente diverse ricostruzioni, vista la molta letteratura in merito. Innanzitutto Zygmunt Bauman e la solitudine del cittadino globale. Poi le illusioni del capitalismo tecno-nichilista esplorate in maniera illuminante da Mauro Magatti. Qui a livello di periodi originari ne citiamo due: gli inizi degli Anni ’80: “Un’altra storia. Se 40 anni di Thatcher e Reagan vi sembran pochi…”, di Roberto Di Giovan Paolo (Ytali, 2022); e l’89 e la caduta del Muro di Berlino: “Problemi in paradiso”, di Slavoj Źiźek (Ponte alle Grazie, 2015).

Chi sono quelli che battezzano l’inizio dell’era globalista? Li possiamo individuare in Ronald Reagan (e il suo Elon Musk dell’epoca l’ultra liberista Milton Friedman, il quale arrivava a dire che chi può fa bene a cercare di evadere le tasse) e Margaret Thatcher (“Il miglior uomo d’Inghilterra” nella famosa battuta del Presidente americano). Celebri alcuni loro passaggi: “Lo stato non è la soluzione dei problemi, lo stato è il problema” (1981, Reagan), e il conosciutissimo “La società è una cosa che non esiste (1987, Thatcher).

Per quanto riguarda il Muro, la sua caduta venne descritta come “la fine della Storia” (Fukuyama) e l’ingresso in un paradiso felicemente lastricato dal capitalismo. Ma la Storia come si sa riserva sorprese, e se la si voleva uscita definitivamente di scena dalla Porta di Brandeburgo essa vi rientra dodici anni dopo dalle finestre in fiamme delle Torri Gemelle. “Che fine ha fatto questo paradiso?” – si domanda Źiźek – “Lo vedete da qualche parte? La crisi globale produce da noi gli eterni precari, la tragica disoccupazione giovanile, la demolizione del welfare, la gigantesca evasione fiscale, la crescita di povertà e disuguaglianza; altrove, decine di guerre, centinaia di milioni di schiavi (letteralmente schiavi, più che in qualsiasi altro periodo dell’umanità) e miliardi di sfruttati”. 

Alla famosa formula/ricetta T.I.N.A. della Thatcher, ovvero “There Is Not Alternative” (espressione del dominio globale del Mercato, fuori non essendoci nulla), è appunto subentrato dirompente l’antidoto del populismo. Con le conseguenze che sappiamo.

Dottrina Trump, l’economia come continuazione della guerra con altri mezzi.

Finora solo il figlio di Musk, nell’innocenza dei suoi 4 anni, ha avuto il coraggio di apostrofare duramente Trump proprio nella stanza ovale della Casa Bianca: “Chiudi il becco. Non sei tu il Presidente”. Probabilmente ha ripetuto parole ascoltate a casa, ma il video è diventato virale, smorzando ironicamente il clima teso che aleggia attorno ai discorsi in corso tra potenti e soccombenti della Terra. A cominciare da quello del vice presidente J.D. Vance alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, che ha relegato l’Europa in un angolo di irrilevanza, dopo averla ben bene schiaffeggiata. Un missus dominicus , ma ben istruito e indottrinato da Trump  decisamente arrogante.

A seguire, Marco Rubio, Segretario di Stato, ha contattato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov per mantenere aperti i canali di dialogo (“dialogo con rispetto”), avviati con la telefonata tra il tycoon e Putin. Ancor più eloquente è stata l’affermazione dell’inviato speciale di Donald Trump per l’Ucraina, Keith Kellogg: “L’Europa sarà consultata ma non siederà al tavolo dei colloqui di pace sull’Ucraina”, precisando di appartenere alla “scuola del realismo” e che “ciò non accadrà”, come riportato da The Guardian. “Potrebbe essere come il gesso sulla lavagna, potrebbe irritare un po’, ma sono molto onesto”, ha dichiarato durante la conferenza.

Monaco 1938, 2007 e 2025: tappe storiche con pesi e contrappesi diversi, ma significative. Nel 1938 venne firmato l’accordo che impose al governo di Praga la cessione della zona dei Sudeti alla Germania. “Ma Hitler non si fermerà. Occuperà l’intera Cecoslovacchia e poi la Polonia, provocando lo scoppio della Seconda guerra mondiale” (Archivio Storico del Quirinale). Da qui la pertinenza del confronto fatto da Mattarella, definito in modo offensivo come ‘blasfemo’ dalla portavoce di Lavrov, Marija Vladimirovna Zacharova. Un attacco gratuito che non merita replica.

Nel 2007, Putin utilizzò la Conferenza di Monaco per segnare lo “strappo definitivo con l’Occidente”, attaccando il «mondo unipolare» governato dagli Usa dopo il crollo dell’Urss e denunciando l’allargamento a est della Nato. Un tema caro al dittatore russo, utilizzato per giustificare l’operazione militare speciale del 24 febbraio 2022. Sorprende come questa narrativa della provocazione occidentale abbia trovato sostenitori tanto a destra quanto a sinistra in Italia, tra negazionisti, intellettuali, giornalisti e opinionisti.

Oggi, la conferenza di Monaco appena conclusa apre la strada a incontri e trattative a Riad tra Trump, Putin e forse la delegazione ucraina, escludendo tutti gli altri. Una strategia che punta a un accordo bilaterale, ignorando l’alleanza tra Usa ed Europa, che ha sostenuto la tenuta delle democrazie occidentali (come giustamente sottolineato dal Prof. Vittorio E. Parsi). Al contempo, si strizza l’occhio alle pretese russe, trascurando le sofferenze dell’Ucraina: una nazione martoriata, umiliata, depredata (persino dei suoi bambini), bombardata, provocata e aggredita.

È sconvolgente che sia Trump a ipotizzare un cambio al vertice a Kyiv tramite elezioni farsa, aprendo all’eventualità che l’Ucraina possa diventare parte integrante della Russia. Trump procede in fretta e senza gli europei, trattando il conflitto come una questione di politica commerciale, quasi fosse una disputa sui dazi.

Dopo le elezioni americane, il pragmatismo trumpiano ha influenzato molte scelte politiche. Gli Usa rimangono per ora nell’orbita occidentale, ma resta da vedere per quanto ancora potranno essere considerati alleati affidabili. Trump parla del ritorno della Russia nel G7, ma esclude l’ingresso dell’Ucraina nella Nato, adottando una politica protezionista e isolazionista che non ha mai pagato nel passato americano. Vuole giocare da dominus le partite aperte, distribuendo le carte a suo piacimento.

Nel frattempo, Starmer, Macron, Scholz, Tusk e Meloni cercano di ricucire i rapporti con la Casa Bianca, mentre Mario Draghi sul Financial Times rilancia prospettive di strategie europee autonome. Tuttavia, il suo “Rapporto sul futuro della competitività europea” non ha ancora ricevuto l’attenzione necessaria per un indirizzo politico ed economico coeso. Non si dica che “verrà il momento”: la Storia richiede visione e lungimiranza, con azioni concrete da parte di governi e istituzioni. Trump gioca su più tavoli separati, ma l’Europa ha il diritto di far sentire la propria voce e di rivendicare le proprie ragioni.

Doping e sport dell’avvenire. Effetto America first?

Roba stantia quella di un slogan del ’68 che però ha lasciato un po’ della sua polvere argentata ancora oggi a fare effetto. “La fantasia al potere” ha ancora la sua carica propulsiva soprattutto per non morire tra le braccia della AI. 

Marcuse incitava ad “immaginare” per superare le convenzioni e lo stato di fatto, la passività dell’aria ferma delle idee appiattite solo sulla tradizione di un potere dal respiro rattrappito.

Anche stare nei limiti ed accettarsi non è operazione da poco soprattutto se, quando spremi testa e cuore, ti porta fuori strada. Potrebbe essere questo un suggerimento buono per Trump Jr che pare abbia in progetto le Olimpiadi degli steoridi. 

Se ben si comprende, si ipotizzerebbe un doping libero per tutti gli atleti, così da superare i record che con le regole attuali sembrano essere ormai arrivati alla dirittura di arrivo. Si viaggia per differenze di millesimi di secondo. Troppo poco per eccitarsi in un mondo di viagra che chiede continuamente prestazioni fuori norma. Un giorno si arriverà allo stesso punto anche per le eventuali Olimpiadi nuova formula, ma per adesso poco importa. 

Talvolta il doping può dare alla testa, la fantasia può scatenare fantasmi e mostri, inducendoti a guardare audacemente sempre al “dopo”, confondendo passato e futuro. “….gittatosele dopo le spalle, restaurarono la specie umana”, scriveva Leopardi. 

Si fa fatica a fermarsi alla realtà, c’è smania di superamento, di lasciare il segno. Deve essere forse l’influenza di America first. Occorre uscire da se stessi ed avere l’ardire di travalicarsi, meglio ancora di doppiarsi. 

Varrà evidentemente la suggestione di Pirandello e del suo Mattia Pascal che lascia il campo al suo avatar Adriano Meis, libero di essere, ripudiando il conformismo della sua originaria identità. Forse ha inciso anche, malgrado sia di oltreconfine, l’eventuale lettura di Plauto e del suo schiavo Sosia che ha a che fare con Mercurio. O forse ha letto qualcosa di Antonin Artaud e ne ha preso ispirazione.

La noia ha la sua origine nell’essere in odio, un abbrutimento che fa orrore, un tempo lungo che par non aver mai termine e che suona sempre uguale fino a trapanarti il cuore ma è anche la condizione ideale per inventare. 

Deve essere stato così per il giovane Trump che afflitto dalla quotidianità, da buon augure, si è fatto sacerdote moderno atto ad interpretare il volo degli uccelli per dirci del nostro futuro anche nello sport. Per l’intanto nella laguna di Venezia, non vedendoci chiaro o preso da singolare ispirazione, ha fatto fuori un’anatra, tal Tadorna ferruginea pallas, munito o meno di tesserino venatorio, comunque svenandosi per leggere il destino dei giorni a venire del cimento ginnico. Trump Jr si è messo in un campo dove rischia di restare impallinato da una doppietta di invenzioni. 

Un “doppione” è sempre qualcosa che corre il rischio di essere prima o poi scartato ed essere una persona doppia non è un attribuirsi un gran bella nomea. C’è poi chi sta sulla scena ed ha bisogno di un doppiaggio non avendo la sufficiente virtù per rappresentarsi. È l’opposto del Dop, di un prodotto dalla denominazione di origine. In agguato, per il gusto degli opposti, c’è poi un altro Dop, un disturbo oppositivo provocatorio di quando si stenta a controllare emozioni e comportamento. 

Per non finire dovrebbe avvertirsi che in ogni esperienza umana c’è il pericolo di un doppio gioco e di una realtà perennemente con un doppio fondo da cui guardarsi. Doppia Vela 21 era il codice, secondo Arbore, del centro radio della Questura di Roma, attento a che qualcuno non veleggiasse troppo di testa sbandando cretinamente sul codice penale o dirazzasse per campi impervi. Sta di fatto che a questo mondo non basta più come si è, alla nostra mente si affianca A.I., al nostro corpo, in corsa per il bionico, si dà un po’ di doping e facciamo finalmente un salto di qualità.

Sembra che a Trump Jr lo chiamino affettuosamente “Don”, un titolo di rispetto per cui un tempo i presbiteri religiosi erano appellati, divergendo solo di una sillaba, in “Dom”. Se tutto andrà bene, ci sarà da brindare alle prossime imprese delle Olimpiadi che verranno con una buona bottiglia di Dom Perignon, speriamo al naturale.

Risultati serie A, Roma a ridosso della zona Europa

Roma, 16 feb. (askanews) – Questi i risultati e a classifica di serie A dopo Parma-Roma 0-1

25^ GIORNATA Bologna-Torino 3-2, Atalanta-Cagliari 0-0, Lazio-Napoli 2-2, Milan-Verona 1-0, Fiorentina-Como 0-2, Monza-Lecce 0-0, Udinese-Empoli 3-0, Parma-Roma 0-1, ore 20.45 Juventus-Inter, lunedì 17 febbraio ore 20.45 Genoa-Venezia

Classifica: Napoli 56, Inter 54, Atalanta 51, Lazio 46, Juventus 43, Fiorentina 42, Bologna*, Milan* 41, Roma 37, Udinese 33, Torino 28, Genoa 27, Cagliari, Como, Lecce 25, Verona 23, Empoli 21, Parma 20, Venezia 16, Monza 14. * una partita in meno (Bologna-Milan 26 o 27 febbraio)

26^ GIORNATA venerdì 21 febbraio ore 20.45 Lecce-Udinese, sabato 22 febbraio ore 15 Parma-Bologna, Venezia-Lazio, ore 18 Torino-Milan, ore 20,45 Inter-Genoa, domenica 23 febbraio ore 12.30 Como-Napoli, ore 15 Verona-Fiorentina, ore 18 Empoli-Atalanta, ore 20.45 Cagliari-Juventus, lunedì 24 febbraio ore 20.45 Roma-Monza

Ue, domani da Macron sette Paesi europei con von der Leyen e Costa

Milano, 16 feb. (askanews) – È confermata la presenza domani al vertice di Parigi della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e del presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa. Vertice con cui il presidente francese Emmanuel Macron cerca di avviare consultazioni tra i leader europei sulla situazione in Ucraina e sulle questioni di sicurezza in Europa.

Nel pomeriggio di lunedì 17 febbraio all’Eliseo Macron avrà dunque un incontro informale con i capi di governo di Germania, Regno Unito, Italia, Polonia, Spagna, Paesi Bassi e Danimarca, nonché con il presidente del Consiglio europeo, il presidente della Commissione europea e il segretario generale della NATO.

Le loro discussioni, spiega un portavoce della Commissione, “potranno poi proseguire in altri formati, con l’obiettivo di riunire tutti i partner interessati alla pace e alla sicurezza in Europa”.

Il Papa è in "condizioni stazionare, ha seguito la Messa in tv"

Milano, 16 feb. (askanews) – “Papa Francesco ha riposato bene durante la notte. Le condizioni cliniche sono stazionarie e prosegue l’iter diagnostico terapeutico prescritto dallo staff medico”, lo riferisce una comunicato della Sala Stampa vaticana, che aggiorna sulle condizioni di salute del Pontefice, ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma, a causa dell’acuirsi di una bronchite. “Questa mattina – aggiunge il Vaticano – ha ricevuto l’Eucarestia ed ha seguito la Santa Messa in televisione. Il pomeriggio ha alternato la lettura al riposo”.