Home Blog Pagina 45

Industria, il 2025 si chiude con un meno 0,2% per la produzione

Roma, 11 feb. (askanews) – La produzione industriale nel 2025 è diminuita dello 0,2% rispetto all’anno precedente, al netto degli effetti di calendario, il dato grezzo che segna invece un meno 1%. Lo rende noto l’Istat. “Tra i principali raggruppamenti di industrie, solamente per l’energia si registra un incremento nel complesso del 2025” rileva l’Istituto di statistica.

“Nell’ambito della manifattura – prosegue l’Istat – le industrie farmaceutiche e alimentari, la fabbricazione di computer e di prodotti di elettronica registrano la maggiore crescita rispetto all’anno precedente, mentre le flessioni più ampie caratterizzano le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori e la fabbricazione di mezzi di trasporto”.

L’indice sulla produzione industriale di dicembre è dimunito dello 0,4% rispetto a novembre ma è salito in termini tendenziali del 3,2%, prosegue l’Istat.

Nella media del quarto trimestre il livello della produzione cresce dello 0,9% rispetto ai tre mesi precedenti. Rispetto a novembre crescono in misura più marcata i beni strumentali (+7,2%) e con minore intensità i beni intermedi (+2,9%) e l’energia (+1,7%). I beni di consumo aumentano in modo marginale (+0,1%).

I settori che registrano i maggiori incrementi tendenziali, prosegue l’Istat, sono la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+23,8%), le altre industrie manifatturiere (+9,3%) e la metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+7,4%).

Le flessioni più ampie si rilevano nella fabbricazione di prodotti chimici (-3,6%), nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-3,4%) e nell’industria del legno, della carta e stampa (-2,9%).

“A dicembre l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisce rispetto a novembre – commenta l’Istat – il calo è diffuso ai principali raggruppamenti di industrie, con esclusione dell’energia e dei beni strumentali. Al contrario, su base annua, l’andamento dell’indice è positivo e la crescita riguarda tutti i principali raggruppamenti di industrie tranne i beni di consumo durevoli”.

Fondazione MSD e NABA insieme per parlare ai giovani

Roma, 10 feb. (askanews) – I giovani si informano sempre di più sui temi della salute, ma in modo rapido, frammentato e prevalentemente digitale. In questo scenario si inserisce CAREmotions, progetto presentato a Roma e nato dalla collaborazione tra Fondazione MSD e NABA (Nuova Accademia di Belle Arti), con l’obiettivo di esplorare il potere comunicativo delle immagini e dei linguaggi visivi in tema di salute. Ne hanno parlato Marina Panfilo, Direttrice di Fondazione MSD, e Fabio Capalbo, Course Leader del Triennio in Cinema e Animazione di NABA.

“Perchè MSD ha scelto di promuovere questo progetto per comunicare ai giovani? Perchè bisogna innovare nella comunicazione se vogliamo raggiungere il cuore e la mente dei giovani. E solo attraverso il loro linguaggio possiamo raggiungere il loro cuore e la loro mente, perchè è quando si è giovani che si costruisce il proprio futuro in salute” ha dichiarato Panfilo.

“Fondazione MSD ci ha proposto questa bellissima idea, un brief molto stimolante, delle tematiche molto importanti che i giovani conoscono, non solo subiscono e sono stati a dir poco eccitati all’idea di trasformare questo brief in tre spot audiovisivi. Grazie anche all’aiuto dei docenti hanno sviluppato molte idee. Se ne potevano realizzare solo tre ed è stato difficilissimo per fondazione MSD scegliere le migliori, perchè c’erano veramente tante idee valide” ha aggiunto Capalbo.

Un percorso pensato per avvicinare i giovani a temi complessi legati a questo ambito, stimolandoli ad un approfondimento tramite la sperimentazione espressiva. Ad approfondire questo tema, Roberta Mochi, dirigente dell’Ufficio Stampa della ASL Roma 1: “Questo che stiamo vedendo oggi è un progetto importantissimo perchè raggiungere i giovani è sempre più complicato. Tutti i ragazzi non sono abituati a relazionarsi con la sanità pubblica, benché noi offriamo tantissimi servizi anche per loro. E perchè non lo sono? Innanzitutto perchè la società li ha abituati a essere distanti da quelle che sono le istituzioni, e questa cosa già ci ha fatto perdere la fiducia che possiamo instaurare con i ragazzi. Quindi che cosa dobbiamo fare noi per riuscire ad avvicinarli e dargli con appropriatezza i servizi giusti? Dobbiamo riuscire a parlare con il loro linguaggio. Questo è fondamentale”.

Presentazione che si è svolta nell’ambito di una tavola rotonda dedicata alle sfide della divulgazione in ambito sanitario. A moderare il tutto Daniela Collu, conduttrice e autrice. Vi hanno preso parte anche Andrea Grignolio, supervisore scientifico del progetto, e Sofia Crespi, ricercatrice e docente presso la facoltà di Psicologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Sanremo, Levante: Ho imparato delle lezioni, spero di fare meglio

Milano, 11 feb. (askanews) – Levante sarà in gara al festival di Sanremo con il brano “Sei tu” di cui ha scritto testo e musica, una canzone sull’immedesimazione, racconta di una persona che, non riuscendo a trovare le parole per esprimere il proprio sentimento, ne osserva gli effetti attraverso le sensazioni del corpo. Del Festival racconta così a Sanremo ho imparato delle lezioni, l’importanza dell’aspetto tecnico e che devi avere in mano il controllo delle tue scelte. Spero in questa mia terza partecipazione di fare meglio delle altre due volte, perchè ho più consapevolezza e maggiore preparazione.

Il cardinale Zuppi: la salute mentale è un bene comune, conquiste a rischio

Roma, 11 feb. (askanews) – La salute mentale è “profondamente intrecciata alle disuguaglianze economiche, culturali e politiche. Curare l’individuo senza intervenire sui contesti di vita significa, troppo spesso, limitarsi a gestire gli effetti senza affrontarne le cause”: per questo la salute mentale “è un bisogno fondamentale, ma l’accesso alla cura è sempre più percepito come un privilegio. In questo senso, il disagio psichico diventa anche linguaggio politico, lente attraverso cui leggere precarietà, disuguaglianze e senso di abbandono, restituendo alla sofferenza una dimensione pubblica che interpella direttamente le istituzioni e la comunità”. lo scrive il presidente della CEI, card. Matteo Zuppi, nella prefazione del Rapporto della Caritas Italiana “Povertà e salute mentale. Relazione circolare e diritti negati”, presentato oggi.

Nonostante un “impegno storico” in Italia contro i disturbi mentali, ricorda il presidente dei Vescovi italiani, le “conquiste” raggiunte nel corso del Novecento “oggi appaiono fragili. A fronte di un aumento significativo del disagio mentale – soprattutto tra giovani e donne – assistiamo a un indebolimento dei servizi territoriali, a un definanziamento cronico della salute mentale, a una crescente privatizzazione delle risposte. Le disuguaglianze regionali, l’arretramento dei Centri di Salute Mentale, l’aumento di pratiche coercitive e di nuove forme di istituzionalizzazione segnalano un rischio concreto: che la salute mentale torni a essere una questione per pochi, anziché un diritto universale”.

“Lo sguardo della Chiesa – anche attraverso la rete delle Caritas diocesane e parrocchiali – assume un valore particolare. Non solo come circuito di aiuto, ma come comunità di persone che diventano un osservatorio avanzato delle trasformazioni sociali”, in una situazione in cui “accanto alla povertà delle persone emerge una povertà dei servizi, fatta di attese, barriere, mancanza di continuità, che rischia di rendere invisibili proprio i più fragili”.

“Il nostro ordinamento dispone, almeno sul piano normativo, degli strumenti per affrontare questa sfida. E’ indispensabile – ha proseguito – una volontà politica stabile, capace di investire risorse, definire standard vincolanti, superare le disuguaglianze territoriali e promuovere una reale presa in carico lungo tutto l’arco della vita. Integrare sociale e sanitario non è un tecnicismo organizzativo, ma una scelta di giustizia e di serietà. Altrimenti ci si illude di risposte che poi si sa già non possono essere sufficienti”.

“Questo libro non chiede neutralità. Chiede responsabilità. Alla politica, chiamata a riconoscere la salute mentale come bene comune. Alle istituzioni, chiamate a garantire diritti esigibili e non differenziati per censo o territorio. Alla Chiesa, chiamata a continuare a stare nei luoghi della sofferenza non solo con la prossimità, ma anche con una parola e con gesti capaci di interrogare le strutture che producono esclusione. Perché il modo in cui una società si prende cura della sofferenza mentale intrecciata alla povertà rivela la qualità della sua idea di persona, di dignità, di futuro. E da questa cura – o dalla sua assenza – dipende la qualità della nostra democrazia e delle nostre comunità”, conclude il card. Zuppi.

Il Papa: costruire una nuova unità in Europa, superare divisioni e antagonismi

Roma, 11 feb. (askanews) – “In questi giorni ricordiamo i Santi Cirillo e Metodio, Apostoli dei Slavi e patroni d’Europa, padri del cristianesimo, della lingua e della cultura dei popoli slavi. Torniamo alla loro opera apostolica – come esortava San Giovanni Paolo II – nella costruzione di una nuova unita del continente europeo, per superare tensioni, divisioni e antagonismi – religiosi e politici”. Così Papa Leone XIV, durante l’udienza generale di oggi in Aula Paolo VI, salutando i fedeli polacchi.

Milano-Cortina, il Garante: spostare scioperi aerei del 16 febbraio e 7 marzo fuori dal calendario olimpico

Milano, 11 feb. (askanews) – Nella delibera adottata nella seduta di ieri, la Commissione di Garanzia sugli scioperi ha segnalato al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti “il concreto pericolo di pregiudizio alla libertà di circolazione in occasione delle mobilitazioni nel trasporto aereo proclamate per il 16 febbraio e il 7 marzo”. Tali date sono state ritenute “critiche” dall’Autorità “a causa della sovrapposizione con i Giochi Olimpici e Paralimpici invernali Milano-Cortina 2026”.

Per “garantire un equo bilanciamento tra l’esercizio del diritto di sciopero e il regolare svolgimento della manifestazione olimpica”, la Commissione ha proposto di “riposizionare le astensioni collettive nell’intervallo temporale tra il 24 febbraio e il 4 marzo, non interessato dal calendario delle competizioni”.

Canada, Mattarella: brutale violenza in scuola, sgomento e solidarietà

Roma, 11 feb. (askanews) – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato alla Governatrice Generale del Canada, S.E. Mary May Simon, un messaggio in cui scrive che “l’Italia intera ha appreso con sgomento la notizia della sparatoria che ha sconvolto la cittadina di Tumbler Ridge, nella Columbia Britannica, causando molte vittime e ancor più numerosi feriti”.

“In questa luttuosa circostanza desidero farLe giungere le espressioni del più sentito cordoglio della Repubblica Italiana e mio personale. Siamo vicini con sentimenti di partecipe solidarietà al dolore delle famiglie dinanzi a un gesto di così brutale violenza perpetrato in una scuola. Ai feriti auguriamo un pronto e pieno ristabilimento”, conclude il Capo dello Stato.

Ue, Von der Leyen: "Un’Europa competitiva deve essere indipendente"

Roma, 11 feb. (askanews) – “Un’Europa competitiva non può che essere un’Europa indipendente. Oggi, le dipendenze rischiano di trasformarsi in armi di coercizione”: lo ha affermato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso alla plenaria del Parlamento europeo.

“Dobbiamo eliminare i colli di bottiglia nelle nostre catene del valore più strategiche. E possiamo farlo incrementando la produzione in Europa e ampliando la nostra rete di partner affidabili. Ecco perché il commercio è così importante. Dobbiamo concentrarci con la massima attenzione sull’apertura di opportunità di crescita e nuovi mercati alle nostre aziende. Abbiamo bisogno di un commercio più basato su regole e affidabile con partner che condividono gli stessi principi”, ha proseguito. “Nel 2025 abbiamo concluso accordi commerciali con Messico, Indonesia e Svizzera. Il mese scorso ho firmato il nostro accordo commerciale con il Mercosur, una svolta dopo 25 anni di negoziati. E due settimane fa ero in India per firmare il più grande accordo di libero scambio di sempre. La madre di tutti gli accordi. Un mercato di 2 miliardi di persone. Il 25% del PIL globale. Garantisce all’Europa un accesso unico alla grande economia in più rapida crescita – un chiaro vantaggio da “first mover” per le nostre imprese.

Non solo è una boccata d’aria fresca per gli esportatori europei, ma creerà anche catene di approvvigionamento alternative in settori strategici, dai chip alle tecnologie pulite. E altri accordi commerciali sono in arrivo con Australia, Thailandia, Filippine, Emirati Arabi Uniti. Questa è la via europea verso l’indipendenza. E il momento dell’indipendenza dell’Europa è adesso”, ha concluso.

Olimpiadi, la grande mostra MUSA nelle diverse sedi di Casa Italia

Milano, 11 feb. (askanews) – Come in ogni Olimpiade, Casa Italia, oltre a essere il cuore della spedizione azzurra ai Giochi, è anche un luogo d’arte e cultura. E come ogni volta anche per Milano Cortina 2026 una grande mostra è allestita, in questo caso nelle diverse Case Italia di queste Olimpiadi diffuse.

“È una mostra che raccoglie più di 100 opere d’arte – ha detto ad askanews la curatrice di tutto il progetto, Beatrice Bertini – e tutte quante ci aiutano a capire come l’Italia è stata musa per il mondo intero, non solamente dal Grand Tour fino al 900, ma per tutto il 900 e come ancora lo è per tutte le intelligenze artistiche e creative del mondo e lo fa attraverso nove capitoli che sono le nove muse appunto, però la musa che vogliamo sottintendere è ovviamente la musa dell’Italia e questa virtù di custodire tutto il patrimonio per l’umanità, non dell’umanità, ce lo facciamo dire da questi straordinari artisti”.

A Milano in Triennale, a Cortina da Farsettiarte e a Livigno al Centro di Preparazione Olimpica Aquagranda, oltre allo sport a essere protagonista è un’idea dell’arte che attraversa lo spazio e il tempo.

“La mostra – ha aggiunto Bertini – parte con questo statement che è: abbiamo fatto un party per gli dei e tutti gli dei sono venuti, che è un wall painting di John Giorno. E’ un po’ quello che vorremmo dire, che abbiamo fatto tutto questo per questi semidei che sono gli atleti, perché una volta che riescono a raggiungere un titolo olimpico sono arrivati dove molti, molti, molti altri non riescono ad arrivare. Però vuole anche dire che tutte queste persone che sono venute nel nostro Paese, che si sono fatte attraversare dalla nostra cultura, che hanno cambiato il proprio sguardo, proprio in virtù di questi viaggi all’interno e di queste permanenze, anche perché molti sono rimasti, sono le nostre divinità”.

Da Giorno a Cy Twombly, da William Kentridge e Shirin Neshat a De Chirico e Balla, da Christo a Ruth Beraha: un grande viaggio dentro una suggestione e dentro quell’inafferrabile senso di ispirazione che, alla fine, illumina il mondo.

Annuario 2025 della Televisione Italiana: la Tv resta centrale

Roma, 11 feb. (askanews) – Il consumo di TV “tiene” nel confronto con la scorsa stagione, grazie al contributo dei device diversi dal televisore tradizionale: da settembre 2024 a maggio 2025 il consumo medio in Total Audience è di 8.730.000 spettatori medi al giorno, con una differenza di solo 100mila spettatori rispetto all’anno precedente (-1,2%). Nel prime time gli spettatori in Total Audience sono 19,6 milioni: anche in questo caso la decrescita rispetto alla scorsa stagione è limitata (-1,4%). È quanto emerge dall’Annuario 2025 della Televisione Italiana, presentato alla Camera nel corso dell’evento “Le sfide dello Streamcasting”, che ha fotografato il quadro attuale del settore audiovisivo nazionale.

L’Annuario TV è curato da Massimo Scaglioni, professore ordinario di Economia e marketing dei media e direttore del Ce.R.T.A. (Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi) presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. “La televisione – sottolinea Massimo Scaglioni, Direttore Ce.R.T.A. – continua a raccogliere ascolti molto elevati. Siamo a 35 milioni di contatti quotidiani, 7.9 milioni di spettatori medi e una media di consumo di 3 ore e 20 minuti al giorno. Quindi diciamo che la tv nonostante la crescita di servizi di streaming continua davvero a rimanere il centro del sistema mediale nazionale”.

Il cosiddetto ascolto non riconosciuto, quello che misura l’insieme dei servizi di streaming (ma anche altri fenomeni come il browsing o il gaming) resta sostanzialmente stabile negli anni, fermo ora a poco più di 1,7 milioni di spettatori medi nel giorno (anno solare 2025). Il quadro non cambia per la cosiddetta prima serata, con oltre 17,7 milioni di spettatori medi per i canali TV, e quasi 3,9 milioni di spettatori medi per l’insieme degli ascolti non riconosciuti (di nuovo, servizi streaming, gaming, browsing).

“Una pubblicazione importante – prosegue Salvatore Deidda Presidente Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni Camera – che può offrire alla Camera dei Deputati e alla mia commissione uno spaccato su come la società sta cambiando anche sui mezzi di informazione e il digitale. Noi ci stiamo occupando quotidianamente con il rapporto con le piattaforme digitali e con l’editoria, non solo cartacea, ma anche audiovisive proprio per capire come possono collaborare due mondi che sembrano così distanti ma che invece devono interagire per la sopravvivenza di entrambi”. “In un mondo in cui le televisioni lineari e le televisioni digitali si incrociano sempre di più – conclude Giacomo Lasorella, Presidente Agcom – è opportuno avere una currency di mercato con la misura degli ascolti omogenea, condivisibile e comparabile”.

L’Annuario TV, giunto alla quinta edizione e patrocinato dall’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), è stato realizzato dal Ce.R.T.A. in collaborazione con Auditel, APA, Adjinn, Comscore, Confindustria.

Terna, sempre di più le donne laureate Stem assunte dal Gruppo

Roma, 11 feb. (askanews) – Sempre di più le donne che si laureano nelle cosiddette discipline Stem, scienze, tecnologia, ingegneria, matematica, discipline che aprono le porte al mondo del lavoro in settori fino a poco tempo fa considerati appannaggio esclusivo degli uomini. Tanto c’è da fare nel sensibilizzare le giovani donne alle materie scientifiche ma i numeri con una progressiva risalita, sono incoraggianti. In Italia Terna, la società che gestisce la rete ad alta tensione si conferma in questo un gruppo all’avanguardia.

Domani 11 febbraio, si celebra la Giornata internazionale e delle ragazze nella scienza, istituita dall’ONU per promuovere la partecipazione femminile alle discipline Stem e sensibilizzare sull’importanza della parità di accesso alle carriere scientifiche.

Giuseppina Di Foggia, Amministratore delegato e Direttore generale di Terna: “Anche quest’anno la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza ci invita a riflettere. A livello internazionale le donne sono ancora solo il 28% dei laureati in ingegneria e in Italia i numeri non sono molto diversi. La buona notizia però è che questa percentuale cresce anche se lentamente, e in Terna cresce ogni anno”.

Nel 2025, il gruppo guidato da Giuseppina Di Foggia, ha assunto oltre 800 nuove persone di cui più di 350 laureate e laureati in discipline Stem, segnando una crescita del 20% rispetto al 2024. Complessivamente, oggi, oltre 2.300 professioniste e professionisti di Terna possiedono un titolo di studio in ambito Stem, ricoprendo ruoli chiave nelle aree ingegneristiche, informatiche, di data science e sicurezza informatica.

“Grazie a criteri di selezione basati sul merito e sulle competenze, aumenta il numero di donne laureate in discipline Stem che entrano nella nostra azienda: nel 2025 se escludiamo i ruoli operativi legati alla costruzione e alla manutenzione della rete, il 36% dei nuovi ingressi è rappresentato da donne. È un dato che ci incoraggia e il mio impegno continua perché voglio garantire pari condizioni a tutti lungo l’intero percorso professionale”, conclude Di Foggia.

Terna ha avviato e consolidato numerosi progetti dedicati alla promozione delle competenze scientifiche femminili anche all’esterno del gruppo. Tra le iniziative borse di studio Stem per donne rifugiate o una partnership con Elis – Role Model, per promuovere l’avvicinamento delle studentesse alle carriere Stem, grazie alla testimonianza e all’esempio delle professioniste Terna o anche “Girls@Polimi – Borse per future ingegnere”, in collaborazione con il Politecnico di Milano.

Italia–Germania: patto bilaterale o bivio europeo? Dubbi sulla direzione di marcia.

Unintesa che interroga

Pare che i due Premier, Meloni e Merz, intendano costruire un patto stretto tra Italia e Germania. Vivo in Trentino-Alto Adige/Südtirol: non mi sfugge, dunque, l’importanza delle relazioni italo-tedesche. Sappiamo tutti molto bene quanto il nostro sistema economico sia intrecciato, in termini di filiere produttive, con quello tedesco.

E tuttavia non possiamo non cogliere, in questa strategia – o, forse, sarebbe meglio dire in questa tattica – un elemento di forte preoccupazione.

Rafforzare lEuropa o dividerla?

La domanda è semplice e dirimente: questa prospettiva punta a rafforzare l’Europa oppure rischia di dividerla ulteriormente?

Il feeling istituzionale e personale manifestato nel tempo dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il collega tedesco Frank-Walter Steinmeier ha sempre avuto una cifra chiaramente ed esplicitamente europeista, nel solco del pensiero di Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer. Questo nuovo feeling tra i due Premier possiede la stessa ispirazione? È lecito dubitarne.

 

Il nodo francese e la questione del progetto

Il rapporto con la Francia – terzo Paese pilastro tra i fondatori dell’idea europea – non è una questione marginale. Ma, soprattutto, il punto centrale riguarda la filosofia e il progetto che s’intendono perseguire.

Mario Draghi ha ribadito anche recentemente il suo appello a favore di un “federalismo europeo”, da costruire con realismo, anche a velocità e intensità differenziate.

Un patto separato tra Roma e Berlino, ispirato – come si è letto – all’idea di un maggiore “potere agli Stati nazionali”, va davvero in questa direzione? Non sembra proprio. Anzi, appare muoversi in senso opposto.

Linterrogativo sui Popolari europei

Vi è poi un’ultima, serissima preoccupazione che riguarda i Popolari europei.

Non parlo, per carità di patria, di quelli italiani, oggi dispersi e apolidi oppure intruppati ma marginali, se non insignificanti, nei vari schieramenti – speriamo non per sempre.

La domanda è un’altra: hanno i Popolari europei coscienza, almeno parziale, della loro radice cristiano-sociale e della loro coessenziale vocazione europeista? Sono consapevoli del rischio di vedere invertito il loro storico ruolo di forza capace di accompagnare verso l’idea europea e democratica larghe fasce sociali tendenzialmente ostili o refrattarie a questi valori?

Non rischiano, così, di essere trascinati passo dopo passo verso una destra reazionaria e antieuropeista in forte crescita? Hanno una vaga percezione di cosa dovrebbe significare, oggi, esporre l’effige di Alcide De Gasperi nei propri meeting?

Oppure pensano che, per essere Popolari, sia sufficiente non essere Socialisti?

Dopo mons. Savino, un approfondimento sull’impegno dei cattolici in  politica

Le considerazioni di mons. Francesco Savino ci offrono un contributo importantissimo alla riflessione che da tempo su queste pagine trova spazio. Del resto, Il Domani d’Italia è nato anche e soprattutto per offrire, nel vuoto della politica dei nostri tempi, uno spazio in cui riscoprire il senso di una presenza e di un impegno politico-culturale sopito, offuscato, dimenticato, ma di cui si avverte un bisogno sempre più urgente.

Condivido integralmente quanto mons. Savino ha scritto. Lo seguo da tempo e credo rappresenti un punto di riferimento essenziale per quanti abbiano a cuore le sorti del cattolicesimo politico e democratico: per la sua straordinaria umanità, per la profondità del pensiero, per la non comune capacità di cogliere la complessità delle questioni e, al tempo stesso, di motivare e stimolare culturalmente i suoi interlocutori.

Il magistero sociale come sollecitazione allimpegno

Condivido soprattutto la sollecitazione all’impegno politico che, per mons. Savino, promana dalle parole di Leone XIV e dai richiami alla Dottrina sociale, così come è stata costruita dalla Rerum Novarum in poi. Da essa sono nate esperienze, pensieri, progetti e soluzioni capaci di fare storia e di diventare riferimento anche per i non credenti, perché sempre orientati al Bene comune: non una semplice sommatoria di beni materiali, ma un Bene che attiene alla relazione umana e allo sviluppo della persona, sia nella dimensione individuale sia in quella relazionale e sociale.

Spesso si tende a sottovalutare o a derubricare l’importanza del contributo cattolico democratico. Eppure, una lettura rigorosa e priva di forzature ideologiche consentirebbe di coglierne con facilità la portata e la centralità in molti passaggi cruciali della storia contemporanea.

Una situazione paradossale

Avverto tuttavia una situazione paradossale, che diventa preliminare e pregiudiziale per riflettere meglio sui tanti aspetti evidenziati da mons. Savino sulla scia del Pontefice, e sulla quale occorre interrogarsi, come uomini di questo tempo e come cattolici.

Cerco di essere sintetico.

Da una parte viviamo un tempo in cui la portata delle sfide in campo – i “tempi nuovi”, direbbe Moro – è talmente decisiva, perché comporta implicazioni radicali sull’essere stesso dell’uomo, da richiedere una riflessione forte del “pensiero cristiano”. Uso questa espressione in senso ampio, per indicare la necessità di una riflessione non relegata all’ambito strettamente ecclesiastico o teologico, ma capace di partire da una visione teoretica per articolarsi poi nell’etica, nel diritto, nella politica, nella morale e nell’economia.

Sfide come quella dell’intelligenza artificiale, nuova declinazione della questione della tecnica che ha attraversato tutto il pensiero del Novecento, suscitano

inquietudini e preoccupazioni profonde. Lo nota puntualmente mons. Savino: a partire dalla messa in discussione della tradizione filosofica occidentale, in generale, e di quella cristiana, in particolare, si pongono le basi di un progetto – incubo per alcuni, sogno per altri – di superamento dell’umano, del rischio della sua irrilevanza o passività, della possibilità che l’uomo diventi superfluo, come già paventato da Hannah Arendt.

Nichilismo e dissoluzione della Verità

Dall’altra parte, però, non si riflette ancora abbastanza – o lo si fa solo tra addetti ai lavori “addottrinati” – sul significato profondo del nostro tempo, che è segnato filosoficamente dal venir meno della dimensione divina ed eterna e, con essa, dal venir meno di una Verità intesa come direzione, meta, finalità.

È il paradigma del nichilismo, nucleo essenziale del pensiero contemporaneo, come esito più o meno annunciato della modernità, o meglio di una certa idea di modernità.

Le conseguenze sono evidenti: senza un riferimento alla Verità, la politica degrada a mera gestione del potere, con lo Stato ridotto a strumento; il diritto si confonde con il suo mezzo – Giuseppe Capograssi direbbe “il mezzo del mezzo” – e si riduce a pura forza; l’economia perde il legame con la “casa” e diventa corsa sfrenata alla ricchezza individuale; la morale, priva di un orizzonte oggettivo di principi e valori, si trasforma in rivendicazione soggettivistica ed egoistica.

 

Tecnica, nichilismo e superamento dellumano

Come è stato possibile tutto ciò? Il problema è eminentemente teoretico. Quel paradigma filosofico ha trovato una convergenza – o è stato in qualche modo fatto proprio, come ha mostrato in pagine insuperabili Emanuele Severino – nell’apparato tecnologico.

Da questa perversa alleanza nasce la pretesa di agire senza limiti, oltre quel confine che nella tradizione occidentale era rappresentato dalla Verità o da Dio. La tecnica dispiega così la sua potenza in ambiti un tempo considerati impenetrabili, come il confine dell’umano, oggi non solo messo in discussione, ma, in alcune derive transumaniste, ritenuto necessario da valicare per approdare a una nuova forma di (super)umanità, lontana parente di quella fragile, difettosa e mortale cui apparteniamo.

Il nodo decisivo dellimpegno cristiano

Ecco allora il nodo: da una parte il nostro tempo pone sfide epocali che possono essere affrontate solo a partire da una prospettiva cristiana, che in estrema sintesi si può ricondurre alla triade fondamentale dell’etica sociale cristiana – carità, solidarietà, sussidiarietà; dall’altra, nello stesso momento storico, nega il fondamento teologico e antropologico di quella prospettiva.

Come riaffermare e riprendere una forma di impegno politico e culturale cristianamente ispirato in un tempo in cui sembra realizzarsi, in modo ancora più pervasivo, quell’età dell’irreligiosità occidentale analizzata da Augusto Del Noce?

Se non si scioglie questo nodo – studiando, riflettendo, discutendo, magari ripartendo proprio da due nomi giganteschi come Capograssi e Del Noce – ogni altro discorso rischia di rimanere retorico e velleitario.

Mario Sirimarco

Professore di Filosofia del diritto

Dipartimento di Giurisprudenza, Università di Teramo

Il referendum come campo di battaglia simbolico: quando il merito scompare

Una campagna che deraglia

Purtroppo il clima della campagna per il prossimo referendum si sta avvelenando, facendo registrare una crescente confusione con questioni che non c’entrano nulla con il merito del quesito referendario. È bene chiarire subito che è assolutamente sbagliata una certa comunicazione praticata da entrambi i sostenitori dei due schieramenti in campo.

Non ha alcun senso logico un messaggio che equipara chi voterà “Sì” con i facinorosi di Acca Larenzia che fanno il saluto romano; così come, sul fronte opposto, non ha maggiore fondamento un messaggio che crea un’equivalenza tra i violenti che hanno aggredito il poliziotto a Torino e gli elettori che intendono votare “No”. Persone violente di questo genere non credono nella democrazia e non votano per nessuno.

Politicizzazione e scorciatoie polemiche

Questi eccessi sono il risultato di un’eccessiva politicizzazione del referendum, dettata dalla necessità di sostenere una riforma troppo debole per potersi affidare al solo merito del quesito. Stiamo assistendo, in questi giorni, a una vera e propria fiera delle sciocchezze e della malafede, ma soprattutto a una grave mancanza di rispetto per l’intelligenza degli elettori e dell’opinione pubblica nel suo complesso. Il dibattito sul quesito referendario meriterebbe un confronto molto più serio, a cominciare da una riflessione sul nome con il quale viene presentata la norma sottoposta a referendum, ovvero “Riforma della giustizia”. Una denominazione che induce a immaginare un intervento capace di modificare in modo sostanziale il sistema giudiziario italiano, magari anche nell’interesse diretto dei cittadini.

Peccato che, in realtà, la modifica sottoposta a referendum riguardi esclusivamente il meccanismo che regola le carriere della magistratura, senza alcuna incidenza sui tempi della giustizia – come affermato in modo esplicito e solenne dal Ministro Carlo Nordio – e senza alcun riflesso sull’equità dei processi, come dichiarato con altrettanta chiarezza da Giulia Bongiorno, senatrice della Lega e presidente della Commissione Giustizia del Senato.

No allo stillicidio delle delegittimazioni

È sicuramente necessario approfondire il tema referendario. Nel frattempo, però, dobbiamo sperare di non assistere, fino al giorno del voto, a uno stillicidio di speculazioni e strumentalizzazioni da parte di esponenti della maggioranza di governo che colgono – o sarebbe meglio dire approfittano – di ogni occasione per delegittimare la magistratura.

Si arriva persino ad anticipare capi di imputazione e sentenze, avventurandosi su terreni impervi per mancanza di cognizioni specifiche e finendo per svolgere funzioni che restano estranee al perimetro delle competenze politiche, almeno fino a quando non verrà scardinato il principio di indipendenza della magistratura.

Giada non si sedeva mai del tutto: il corpo come linguaggio

 Giada a metà”: il corpo come diritto non firmato

Giada non si sedeva mai del tutto. In comunità, a Roma, stava “a metà”: a metà sedia, a metà frase, a metà respiro, come se sedersi significasse concedere al corpo un diritto che lei non voleva firmare. A tavola era educata, ma in assetto di guerra: il piatto come mappa, ogni boccone come confine. Tagliava, riallineava, blindava. E al “Dai, mangia” non reagiva: si spegneva. Come a dire: non mi vedete.

 

I numeri contano, ma non bastano

I numeri servono, ma rischiano di anestetizzare. Ne tengo uno: nel 2022 i nuovi casi intercettati dai flussi informativi superano 1,4 milioni. La parola decisiva è precocità: il disturbo scende d’età, entra quando l’identità è ancora in cantiere. E se riduciamo tutto a contabilità, perdiamo l’essenziale: anoressia e bulimia non sono solo patologie del cibo; sono ferite del legame e dello sguardo.

 

Non è il cibo: è lo sguardo

In molte biografie il corpo diventa l’unico documento credibile. Se non riesci a dire “sto male” con parole riconosciute, lo dici con la carne. In una cultura che pretende prestazione e coerenza, la fisicità diventa terreno “gestibile”: numeri, centimetri, regole. Per Giada non era “voglio essere magra”, ma “voglio smettere di essere pesante”.

 

Anoressia: la promessa di anestesia che costruisce un carcere

Nell’anoressia si affaccia spesso una promessa di anestesia: svuotare il corpo per insonorizzare la sofferenza. È un inganno: si presenta come controllo e costruisce un carcere; il silenzio sognato diventa un’eco, l’angoscia rimbomba. Giada parlava di “rumore nella testa” e di notti a camminare avanti e indietro: non immobilità, ma fuga dal sentire.

 

Bulimia: la stessa ferita in unaltra lingua

La bulimia è un’altra lingua dello stesso dolore: tensione, abbuffata, compensazione, vergogna e poi di nuovo tensione.

 

Vergogna: la società che ti abita anche quando nessuno guarda

La vergogna è uno sguardo interiorizzato: è la società che ti abita anche quando nessuno guarda.

 

Confronto infinito e algoritmo dellestremo

Oggi il confronto è infinito: “prima e dopo”, diete, routine. L’algoritmo premia l’estremo e lo spettacolare, trasformando l’immagine di sé in progetto da ottimizzare; per qualcuno la rete diventa conferma, un’estetica del sintomo che lo stabilizza.

 

La famiglia non è imputata: può diventare alleata

La famiglia non è imputata, ma può essere alleata. Occorre una presenza adulta capace di stare senza invadere e senza trasformare il pasto in processo. Prevenire non è una postilla: è una responsabilità.

 

Se ricomincio a sentire…”: la frase che smaschera il punto

Giada, un giorno, ha appoggiato la forchetta: “Se ricomincio a sentire, poi mi rompe il dolore”. Questa frase vale più di mille grafici: dietro questi disturbi c’è spesso un tentativo disperato di regolare il dolore quando nessuno ti ha insegnato come si fa.

 

Un patto pubblico, non sentimentale

Possiamo scegliere una cosa essenziale e scomoda: non abituarci. Non ridurre tutto al peso, non lasciare soli né i ragazzi né i genitori. La risposta non può essere solo clinica e non può essere solo privata: serve un patto pubblico, non sentimentale, tra scuola, famiglie, servizi, associazioni, territorio.

 

Non forza”, ma riconoscimento: una comunità che regge

Non “forza”, ma riconoscimento: una comunità che regge.
Una comunità che non misura la vita solo in calorie o in prestazioni, ma in possibilità di parola.
Che sa restare accanto senza assediare, e che trasforma la cura in legame condiviso.
Perché si guarisce anche così: quando qualcuno, finalmente, ti vede davvero.

 

Ucraina, Zelensky annuncerà un piano per elezioni e referendum su un eventuale accordo di pace con la Russia

Roma, 11 feb. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky intende annunciare il piano per tenere le elezioni presidenziali e un referendum su un eventuale accordo di pace con la Russia in occasione del quarto anniversario dell’inizio della guerra, il prossimo 24 febbraio. E’ quanto riporta oggi il Financial Times, citando fonti ucraine ed europea coinvolte nel dossier.

Secondo il quotidiano della City, Kiev ha iniziato a pianificare le elezioni presidenziali e il referendum dopo che l’amministrazione Trump ha fatto pressioni perchè si tengano entro il 15 maggio, ammonendo che in caso contrario l’Ucraina perderebbe le garanzie di sicurezza proposte dagli Stati Uniti. La scorsa settimana Zelensky ha dichiarato alla stampa che Washington vuole “fare tutto entro giugno, in modo che la guerra finisca”, aggiungendo: “E vogliono un programma chiaro”.

Calcio, Napoli-Como 6-7 dcr lariani in semifinale di Coppa

Roma, 10 feb. (askanews) – Il Como passa al Maradona 7-6 ai rigori (1-1 i regolamentari) e conquista la semifinale di Coppa Italia. Primo tempo equilibrato al Maradona con il Como a fare la partita e il Napoli che prova ad innescare Hojlund in profondità. Timidi tentativi di Nico Paz prima del vantaggio della squadra di Fabregas: Smolcic è contrastato fallosamente da Olivera su cross di Valle, per l’arbitro è rigore che Baturina trasforma. Nella ripresa, al primo affondo Vergara pareggia su assist di Hojlund. Si va ai calci di rigore. Nella sequenza sbagliano Lukaku e Perrone. Poi dal dischetto va Lobotka con Butez che para. Finisce 7-6 e Napoli eliminato

Crisi impresa, De Lise (Aiecc): Risanamento sempre più centrale

Roma, 10 feb. (askanews) – “Il risanamento diventa sempre più centrale nell’economia in Italia. In seguito ai tanti momenti storici che hanno registrato delle flessioni del mercato ci troviamo in un momento in cui è necessario ricostruire partendo dagli strumenti più opportuni previsti nel nuovo codice della crisi dell’impresa e dell’insolvenza. Attraverso l’applicazione del concordato e la composizione negoziata possiamo rimodulare il debito, riorganizzare l’attività economica e ripartire sdebitati. E’ fondamentale mantenere alti i livelli occupazionali e quello dei consumi proveremo a spiegare a tutti i colleghi le tante opportunità che il nuovo codice offre”. Lo ha detto Matteo De Lise, presidente nazionale Aiecc, in apertura dei lavori del Congresso nazionale dell’Associazione italiana degli esperti in composizione della crisi “La prevenzione e la gestione della crisi d’impresa: l’attività di negoziazione e la definizione delle strategie di risanamento” svoltosi presso la sala convegni dell’hotel Excelsior di Napoli. Le opportunità offerte dal nuovo codice della crisi d’impresa sono state evidenziate da Gian Piero Scoppa, Presidente della sezione Fallimentare del Tribunale di Napoli: “Il nuovo codice della crisi d’impresa ha aperto scenari importanti e nuovi per il risanamento delle aziende. È ovvio che il momento dell’incontro tra le parti per trovare delle soluzioni è la precondizione per elaborare piani di successo per il risanamento delle imprese e per il mantenimento dei livelli occupazionali”. L’impegno della Camera di Commercio di Napoli per aiutare le imprese ad accedere agli strumenti previsti dal codice è stato rivendicato dal presidente Ciro Fiola: “Abbiamo stanziato i fondi necessari per permettere alle imprese di poter usufruire del supporto dei professionisti che possono accompagnarli in questo percorso di ripresa economica, in modo che nessuno debba rinunciare a questa opportunità”. A spiegare il focus del convegno nazionale è Livia De Gennaro, magistrato addetto all’Ufficio del Massimario presso la Corte di Cassazione: “Con Aiecc abbiamo voluto focalizzare il tema della composizione negoziata, un percorso a cui l’imprenditore accede nella consapevolezza della propria impresa e della ristrutturazione del debito. Si registra un grande aumento di accessi a questa procedura e ci auguriamo che prosegua sempre più proficuamente”. Per Vincenzo Moretta, presidente della Fondazione Odcec Napoli “è finita l’epoca dei fallimenti, oggi si fa molta prevenzione e abbiamo diversi strumenti che consentono di salvare le aziende nei momenti di grande difficoltà. I dottori commercialisti sono deputati a questo, grazie al loro ricco patrimonio di informazioni e conoscenze che consentono all’imprenditore di ripartire”. A fare gli onori di casa Immacolata Vasaturo, componente del Direttivo Aiecc: “Siamo orgogliosi di ospitare a Napoli il terzo congresso nazionale dove ci confrontiamo con tutti gli attori della risoluzione della crisi d’impresa su provvedimenti che hanno risolto la crisi di tante aziende, analizzando le criticità emerse e approfondendo anche aspetti pragmatici, non solo dottrinali e giuridici, grazie al contributi degli interventi qualificati di oltre 50 relatori”.

Olimpiadi Milano-Cortina, gli azzurri in gara domani

Roma, 10 feb. (askanews) – Questi gli azzurri in gara domani a Milano-Cortina:

Gli azzurri in gara domani

10:00 – 10:45 – Predazzo Ski Jumping Stadium Combinata nordica – Gundersen NH Samuel Costa, Aaron Kostner, Alessandro Pittin

11:30 – 13:40 – Stelvio Ski Centre Sci alpino – SuperG U Mattia Casse, Giovanni Franzoni, Christof Innerhofer, Dominik Paris

13:45 – 14:25 – Tesero Cross-Country Skiing Stadium Combinata nordica – Fondo 10 km Samuel Costa, Aaron Kostner, Alessandro Pittin

14:15 – 16:05 – Anterselva Biathlon Arena Biathlon – Individuale D Hannah Auchentaller, Michela Carrara, Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer

17:00 – 17:40 – Cortina Sliding Centre Slittino – Doppio D, Heat 1 Marion Oberhofer, Andrea Voetter

17:51 – 18:30 – Cortina Sliding Centre Slittino – Doppio U, Heat 1 Simon Kainzwaldner, Fabian Malleier, Ivan Nagler, Emanuel Rieder

18:53 – 19:30 – Cortina Sliding Centre Slittino – Doppio D, Heat 2 Marion Oberhofer, Andrea Voetter

19:05 – 22:05 – Cortina Curling Olympic Stadium Curling – Fase a gironi U: Italia-Svezia Sebastiano Arman, Mattia Giovanella, Amos Mosaner, Alberto Pimpini, Joel Thierry Retornaz

19:30 – 21:25 – Livigno Snow Park Snowboard – Halfpipe U, Qualificazioni Louis Philip Vito III

19:30 – 23:05 – Milano Ice Skating Arena Pattinaggio di figura – Libero Coppie Danza Marco Fabbri, Charlène Guignard

19:44 – 20:40 – Cortina Sliding Centre Slittino – Doppio U, Heat 2 Simon Kainzwaldner, Fabian Malleier, Ivan Nagler, Emanuel Rieder

21:10 – 23:40 – Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena Hockey su ghiaccio – Girone B: Italia-Svezia Matthew James Bradley, Damian Clara, Tommaso De Luca, Dylan Damian Di Perna, Gregory Di Tomaso, Cristiano Digiacinto, Davide Fadani, Luca Frigo, Mats Mikael Frycklund, Dustin James Gazley, Daniel Glira, Diego Kostner, Thomas William Larkin, Daniel Thomas Mantenuto, Giovanni Morini, Alexander Franc Petan, Phil Pietroniro, Tommy Purdeller, Nicholas Samuel Saracino, Jason Thomas Alexander Seed, Alessandro Segafredo, Alex Trivellato, Gianluca Vallini, Luca Elia Zanatta, Marco Zanetti

Foibe, stretta di mano tra Bocchino e presidente Consiglio Toscana

Firenze, 10 feb. (askanews) – “Mi avete un fatto regalo”. “Lo so, l’ho detto a tutti”. E’ finita con una stretta di mano tra Italo Bocchino e la presidente del Consiglio Regionale della Toscana, Stefania Saccardi, la giornata di polemiche, a Palazzo del Petaso, per il Giorno del Ricordo. “Mi avete dato una visibilità nazionale, un po’ di stampa”, ha aggiunto, scherzando, Bocchino, il giornalista ed ex parlamentare. Bocchino ha presentato a Saccardi l’autrice del documentario sulla Foibe Federica Martini Masoni. “E’ bellissimo”, ha detto Bocchino. “Ma infatti me lo faccio dare -ha aggiunto Saccardi -mi dispiace, speriamo di incontrarci in un’altra occasione, non immaginavo una situazione del genere”. “Non avete fatto una bella figura né politica né istituzionale, verrete ricordati per questo”, ha ribadito Bocchino.

Foibe, Bocchino: da Giani censura molto grave

Firenze, 10 feb. (askanews) – “Noi siamo qui perché in realtà noi volevamo semplicemente portare in una sede istituzionale, e qui c’è l’errore istituzionale di Giani, un cortometraggio fatto da Federica Martini Masoni, un’importante imprenditrice che è stata candidata con Fratelli d’Italia, che in onore del nonno esule ha voluto fare questo cortometraggio. Io sono un protagonista, una voce in narrazione perché sono uno studioso di quella vicenda. E quindi è molto grave quello che ha fatto istituzionalmente Giani”. Lo ha detto Italo Bocchino, ex parlamentare e direttore editoriale de Il Secolo, parlando con i giornalisti a Firenze, in Consiglio regionale, dove, “all’ultimo momento si è deciso di tenere una seduta senza interventi esterni”.

“Se mi sento censurato? io sono censurato. Sul sito della Regione -ha aggiunto Bocchino- in questo momento c’è ancora scritto che io tra poco dovrei parlare, quindi non hanno avuto neanche il coraggio di cambiare il programma e l’errore politico invece lo vedete voi, insomma si è si è fatto un boomerang terribile, nel senso si è creato una notizia nazionale da solo come un presidente di Regione che mette il bavaglio ad un giornalista perché questo giornalista al suo giudizio è un figlio di Dio minore perché è un giornalista di destra”.

“Questa è la cosa veramente molto molto molto grave. Dato che noi siamo stati abituati situati a persone, diciamo, molto molto violente nell’emarginarci come Giani, abbiamo le spalle larghe e siamo qui lo stesso, non ci facciamo intimorire da Giani né censurare da Giani, diciamo la nostra in ogni modo”, ha concluso Bocchino.

Il centrodestra ha quindi allestito un evento di presentazione del documentario in una sala della sede del Consiglio regionale della Toscana. La seduta del Consiglio sulla Foibe è durata circa 60 minuti.

Dl Ucraina, vannacciani all’attacco di Salvini ma non escludono sì a fiducia

Roma, 10 feb. (askanews) – Roma, 10 feb. (askanews) – Nel giorno in cui il governo blinda il decreto Ucraina ponendo la questione di fiducia in aula alla Camera, Roberto Vannacci e i suoi deputati Roberto Sasso, Edoardo Ziello e Emanuele Pozzolo non fanno che ripetere che Futuro Nazionale è “naturale interlocutore del centrodestra” e che faranno “di tutto per non far vincere Schlein, Fratoianni e Conte” alle prossime elezioni. Un posizionamento che esclude con ogni probabilità il voto contrario alla fiducia e tiene aperte le altre due strade: la non partecipazione al voto o il voto a favore. Anche se, come risponderanno domani alla chiama in programma dalle 13,30, lo stanno “ancora valutando” e la decisione spetta all’ex generale.

Nel mirino degli ex leghisti, piuttosto che la premier o il resto del centrodestra, c’è soprattutto il loro ex capo Matteo Salvini. Per Vannacci è stata la Lega a chiedere al governo di porre la fiducia sul decreto di invio armi all’Ucraina proprio “per evitare di far palesare il voto di coscienza (o le assenze in aula) di molti leghisti che dal 2022 seguono e credono nelle indicazioni del partito”, ovvero la contrarietà, almeno a parole, al sostegno militare a Kiev. È durissimo l’intervento di Ziello in aula alla Camera. “La Lega – attacca il vannacciano – pensava di scappare dalla trappola funzionale a far fuoriuscire le proprie contraddizioni, cercando di spostare quindi il fronte su Futuro Nazionale ma non ha pensato che si sarebbe andata a infilare in una terribile imboscata, ancora più grave di quella che subì Varo a Teutoburgo”. Infatti, “ponendo la questione di fiducia su questo provvedimento Vannacci riuscirà a esprimere quale visione ha nei confronti del leader della coalizione di centrodestra”, ovvero di Giorgia Meloni invece “la Lega non potrà scappare dalle proprie responsabilità perché i nostri ordini del giorno continuano ad essere presenti sul provvedimento” e chiedono “di interrompere immediatamente ogni fornitura di armamenti a favore delle autorità ucraine”.

Tra gli ordini del giorno (che si voteranno sempre domani subito dopo il voto di fiducia), infatti, c’è quello dei vannacciani che chiede di prevedere “la cessazione dell’invio di armi, mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all’Ucraina” e destinare i risparmi al “rafforzamento della sicurezza nazionale e al potenziamento delle Forze armate italiane”. Escluso il voto a favore di Avs e M5s, gli ex leghisti sono convinti che l’impegno che chiedono al governo possa essere condiviso da qualche loro ex collega. Tra i nomi che circolano anche quello – di peso – del responsabile Dipartimento Economia Alberto Bagnai. Poi Ingrid Bisa, Erik Umberto Pretto, Giorgia Andreuzza. Occhi puntanti anche su Domenico Furgiuele, responsabile Lega in Calabria, assente quando si votò sulle comunicazioni di Crosetto su Kiev su cui invece Ziello e Sasso votarono contro. Significativa potrebbe essere anche una loro non partecipazione al voto finale sul provvedimento, quando invece, quasi sicuramente, i vannacciani voteranno contro.

Se il ministro degli Esteri Antonio Tajani minimizza sottolineando che “la maggioranza è sempre stata compatta” ma “siamo tre partiti diversi, è ovvio che possono esserci sensibilità diverse però non c’è nessun problema all’interno”, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ci mette la faccia e, ponendo la questione di fiducia in aula alla Camera, parla apertamente di “crisi interna” ma, assicura: “La fiducia non è un modo per scappare” bensì di fare “chiarezza” sul posizionamento politico di ciascuno. L’esponente di Fdi non è tenero con quanti hanno lasciato la Lega per seguire Vannacci: “Non guardo mai con particolare rispetto le persone che sputano nel piatto dove hanno mangiato fino a ieri”. Ma quando gli chiedono se lo vorrebbe o meno in coalizione, non si sbilancia: “Non sono io che decido. Io sono un umile servitore delle vigne della Meloni”.

Per il leader di Più Europa Riccardo Magi, quello di mettere la fiducia è “un trucchetto per lasciare ai vannacciani la porta aperta per entrare in maggioranza: in questo modo infatti, il governo offre ai parlamentari di Futuro Nazionale la possibilità di votare contro il decreto Ucraina, ma a favore della fiducia a Meloni”.

Foibe, Consiglio Regione Toscana “senza interventi esterni”

Firenze, 10 feb. (askanews) – “Il tema era riuscire a celebrare una giornata così importante tutti insieme all’interno del Consiglio regionale, senza elementi contrapposizione e di contrasto”. Lo ha detto la presidente del Consiglio regionale della Toscana, Stefania Saccardi, a margine della seduta solenne per il giorno del Ricordo.

“L’ufficio di presidenza ha deciso alla fine di svolgere una seduta senza interventi esterni – aggiunge Saccardi- quindi non c’è censura nei confronti di una persona, ma la decisione di svolgere il Consiglio Regionale come una seduta qualsiasi pur avendo all’ordine del giorno la celebrazione del Giorno del Ricordo”.

Olimpiadi, Sighel: voltarmi all’arrivo è un omaggio al pubblico

Milano, 10 feb. (askanews) – “Ci pensato qualche mese fa, mi è uscito nella testa. Non è stato assolutamente un arrivo fatto per sbeffeggiare gli avversari, anzi era solo un omaggio al pubblico che era tanto e ci ha spinto ci aiutato sia nella finale che in tutti i turni. Quando eravamo in testa ci ha dato la spinta per tenere duro e cercare di aprire il gap che avevamo

È stato un omaggio al pubblico italiano, ai nostri compagni di squadra, ai familiari e un omaggio alla nostra vittoria di squadra. Nessun sbeffeggiamento agli avversari” Ha raccontato a Casa Italia a Milano Pietro Sighel, sulla vittoria oggi del suo primo oro olimpico, nello short track staffetta mista, ai Giochi di Milano Cortina, che ha chiuso la sua gara girandosi

verso gli avversari. “Comunque è sempre un bel rischio. Certo, un bel rischio. Infatti non ho pensato molto alle conseguenze. Forse meno male, sennò non lo avrei fatto, però è andata bene. Ero abbastanza confidente su questo gesto, sono stato in piedi, quindi ho evitato la figura mondiale” ha concluso l’atleta che aveva vinto l’argento e il bronzo a Pechino 2022.

Olimpiadi, Arianna Fontana: questa medaglia è di tutti

Milano, 10 feb. (askanews) – “Questa medaglia è di tutti quanti, dei ragazzi che non erano su ghiaccio con noi. Durante tutta la stagione ci abbiamo lavorato anche con altri ragazzi della squadra, quindi questo risultato significa davvero tantissimo per tutti quanti”. Così ha commentato Arianna Fontana da Casa Italia a Milano la conquista con i suoi compagni dell’oro nello short track staffetta mista alle Olimpiadi di Milano Cortina.

“È stato bellissimo sentire il tifo che ci spingeva, che cresceva e ci dava davvero una grande forza” ha aggiunto la veterana dello short track. “Come ho detto, non ho altre parole, se non che dire è stato magico. Io ripenso sempre comunque alla mia famiglia, ai miei genitori che mi hanno sempre sostenuta, che hanno creduto sempre in me e senza di loro non sarei qua oggi” ha concluso la pattinatrice azzurra, alla sua dodicesima medaglia olimpica.

Ferrari chiude un 2025 "eccezionale", alza dividendo e vola in Borsa

Milano, 10 feb. (askanews) – Ferrari chiude un 2025 “eccezionale”, aumenta il payout del dividendo al 40% per un ammontare indicativo di 3,58 euro per azione (2,99 lo scorso anno) e alza il premio dipendenti fino a 14.900 euro (14.400 nel 2025). Attese positive anche per il 2026: sarà “un altro anno di crescita” grazie a un portafoglio ordini che si estende fino a fine 2027, e una “pietra miliare” del piano al 2030 con la presentazione di Luce, la prima elettrica di Ferrari a Roma il 25 maggio, il lancio di 4 modelli e il varo della barca a vela Hypersail prima della fine dell’anno.

“Il 2025 è stato un anno eccezionale che sottolinea la forza del nostro modello di business. Il 2026 sarà un altro anno di crescita in linea con gli obiettivi del piano industriale. Guardiamo al futuro con disciplina e fiducia”, ha detto il Ceo Benedetto Vigna.

Ferrari ha chiuso il 2025 con ricavi in aumento a 7,14 miliardi di euro (+7%), mentre le consegne sono state “mantenute sostanzialmente stabili” a 13.640 (-112 unità) per l’arrivo di nuovi modelli. A livello geografico in calo Usa e Cina. L’utile operativo si è attestato a 2,1 miliardi (+12%), pari a un margine del 29,5%. L’utile netto è stato di 1,6 miliardi (+5%). La generazione di cassa industriale è stata pari a 1,54 miliardi (+50%), dopo investimenti per 950 milioni. Per il 2026 Ferrari punta a 7,5 miliardi di ricavi, a un margine Ebitda del 39% grazie a un robusto mix di prodotto e generazione di cassa (1,5 miliardi). E a Piazza Affari oggi il titolo ha chiuso la seduta con il maggiore rialzo dell’indice Ftse-Mib: +10,19% a 310,30 euro.

A livello di prodotto nel 2025 Ferrari ha presentato 6 nuovi modelli. Sono aumentate le vendite delle famiglie 12Cilindri e di SF90 XX, mentre si sono concluse le consegne delle Daytona SP3 in serie limitata. Nel quarto trimestre sono iniziate le prime consegne della F80. Nel 2026 sono previsti 4 nuovi lanci, alcuni con soluzioni derivata dall’Hypersail: “sorprenderemo i nostri clienti”, ha detto Vigna. Gli ordini per l’elettrica Luce invece saranno aperti il 27 maggio. “I riscontri dei clienti, molti nuovi, sono positivi. Siamo soddisfatti”, ha detto il Ceo. Nel caso la domanda fosse inferiori alle attese, Ferrari è pronta a rivedere il mix di offerta indicato nel piano al 2030 (40% termico, 40% ibrido e 20% elettrico). “Siamo agili se cambierà qualcosa potremmo rivedere i nostri target nel 2028”, ha detto Vigna.

Sulle aree geografiche Vigna ha dichiarato che nonostante il calo legato a un’offerta non competitiva per questioni fiscali, il mercato cinese “non è irrilevante” e l’obiettivo è tornare a crescere con l’Amalfi. Sempre in Asia, Ferrari entrerà direttamente in Corea alla luce dell’aumento delle vendite. A tendere occhi puntati anche sull’India: “è un’opportunità. il nuovo accordo commerciale India-Ue aiuta, ma non si può aprire un nuovo mercato da un giorno all’altro. Ci vuole tempo”.

Altro punto affrontato è stato quello del patto parasociale fra Piero Ferrari e la Exor di John Elkann sul 32% del capitale e il 48% dei diritti di voto, recentemente rinnovato per tre anni. Il nuovo accordo prevede che Piero Ferrari possa cedere fino al 5%, pari a circa la metà della sua quota (10,6%), e disdire il patto a sua discrezione. “I due azionisti principali hanno con Ferrari un legame indistruttibile. Le cose che si leggono sui giornali non trovano riscontro”, ha detto Vigna.

Infine la F1. “Sarà interessante perchè cambia tutto. Abbiamo imparato molte lezioni, andremo avanti in modo unito e coeso come fatto nell’Endurance”, ha concluso Vigna.

Santanché, Schlein: Meloni non può continuare tecnica dello struzzo

Roma, 10 feb. (askanews) – “Giorgia Meloni con la ministra Santanchè non può più continuare con la tecnica dello struzzo”. Lo dice la segretaria del Pd Elly Schlein.

“La sua testa sotto la sabbia – aggiunge – non è quella degli italiani, che invece vedono tutta l’inopportunità politica e istituzionale di una ministra plurindagata e rinviata a giudizio. Dopo la notizia di oggi dell’ennesima indagine a suo carico, è chiaro che la sua permanenza al ministero del turismo è del tutto insostenibile, in primis per tutelare le stesse istituzioni”.

Conclude la Schlein: “La domanda è: Giorgia Meloni intende continuare a difendere i propri amici o la credibilità delle istituzioni?”.

Euro digitale, passo avanti al Parlamento Ue: passano 2 mozioni favorevoli

Roma, 10 feb. (askanews) – Passo in avanti sull’euro digitale al Parlamento europeo. Nella risoluzione che gli eurodeputati hanno approvato oggi sulla relazione annuale della Banca centrale europea, sono stati inseriti due emendamenti esplicitamente a favore di questo progetto, su cui sempre al Parlamento Ue è in discussione – ancora a livello di Commissione affari economici e monetari – la proposta legislativa formulata dalla Commissione europea.

“L’introduzione di un euro digitale, concepito per integrare i servizi bancari in contanti e privati, è essenziale per rafforzare la sovranità monetaria dell’Ue – recita uno dei due emendamenti, il numero 25 – ridurre la frammentazione dei pagamenti al dettaglio e sostenere l’integrità e la resilienza del mercato unico”.

Secondo l’altro emendamento inserito nel documento approvato, “l’euro digitale online e offline – si legge – dovrebbe contribuire a salvaguardare l’accesso universale ai pagamenti e l’ampia accettazione da parte degli esercenti in tutta l’Ue, nel pieno rispetto delle norme in materia di privacy e protezione dei dati”.

Accesso “essenziale per la partecipazione alla vita economica”, laddove “la crescente digitalizzazione dei pagamenti, se lasciata esclusivamente ad attori privati e di paesi terzi, rischia di creare nuove forme di esclusione – prosegue il testo – sia per gli utenti che per gli esercenti”.

Ieri, nel suo intervento in vista della mozione di fronte alla plenaria, la presidente della Bce, Christine Lagarde era tornata a perorare la causa dell’euro digitale.

Partito nel 2020, questo progetto sembra aver incontrato i maggiori ostacoli proprio in questa fase conclusiva che dovrebbe portare all’adozione di un quadro normativo Ue, prima che la Bce possa procedere alla fase di effettiva emissione. Se il Parlamento Ue approvasse la proposta nel corso dell’anno, la Bce conta di lanciare delle sperimentazioni per poi arrivare all’introduzione piena della valuta digitale di banca centrale nel 2029. (fonte immagine: EU Parliament)

Voli, allarme operatori Ue su Ees: in estate rischi code da oltre 4 ore

Roma, 10 feb. (askanews) – Compagnie aeree, aeroporti e società di trasporto aereo europei lanciano un allarme: bisogna rimettere mano al funzionamento del nuovo sistema di ingressi e uscite comune nell’area Schengen (Ees), o all’aumento dei volumi di traffico estivo si rischiano code lunghe “oltre quattro ore”. Lo si legge in un comunicato congiunto di Aci Europe, l’associazione che raggruppa gli scali aeroportuali, A4e, che rappresenta diverse compagnie aeree in Eurioopa, e la International Transport Association.

Il sistema in questione “continua a provocare ritardi rilevanti per i passeggeri. In assenza di un intervento che fornisca sufficiente flessibilità, è concreta la prospettiva di ritorvarsi con gravi problematiche e attese che potenzialmente raggiungeranno quattro ore o più”.

Le associazioni hanno scritto una lettera rivolta al commissario europeo per gli affari interni, agli aeroporti e le compagnie aeree, Magnus Brunner e segnalano il persistere di code oltre due ore ai controlli aeroportuali.

Pesa il trascinarsi cronico di diverse problematiche, si legge, come la mancanza di personale, difficoltà tecniche irrisolte, in particolare sui meccanismi di automazione dei controlli, un’attuazione molto limitata dei sistemi di preregistrazione da parte dei vari Stati aderenti.

In definitiva “c’è una totale disconnessione tra la percezione che le istituzioni europee hanno del Ees, ritenendo che stia funzionando bene, e la realtà che vivono i viaggiatori non appartenenti all’Unione europea, che stanno subendo gravi disagi. Questo deve finire immediatamente: ci serve essere realistici su quello che accadrà durante il picco estivo, quando il traffico agli aeroporti europei raddoppia”, affermano i firmatari: Olivier Jankovec, direttore generale di Aci Europe, Ourania Georgoutsakou, direttrice di A4e e Thomas Reynaert, vicepresidente relazioni esterne di Iata.

Fallimento Bioera, la ministra del turismo Santanchè indagata a Milano per bancarotta

Milano, 10 feb. (askanews) – La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, è indagata a Milano per il fallimento di Bioera, società presieduta fino al 2012 dalla senatrice di FdI. Secondo quanto si apprende, il reato ipotizzato dai pm milanesi è bancarotta.

Bioera era stata dichiarata in liquidazione giudiziale (termine giuridico per il fallimento) dal Tribunale fallimentare di Milano nel dicembre 2024. I giudici avevano accolto la richiesta della procura e decretato la liquidazione giudiziale della società alla luce delle gravi criticità finanziarie riscontrate, come un patrimonio netto negativo e debiti per circa 8 milioni di euro.

Santanchè era già stata indagata con l’accusa di bancarotta in relazione al fallimento di Ki Group, società controllata da Bioera.

Anna Ferzetti Prof. al cinema: “Parlare di scuola oggi è necessario”

Roma, 10 feb. (askanews) – L’importanza della scuola e della figura dell’insegnante capace di ascoltare e accompagnare i ragazzi nel loro percorso di crescita. Questo racconta “Domani interrogo” di Umberto Carteni, presentato durante la Festa del cinema di Roma, ad Alice nella città, e ora nelle sale dal 19 febbraio.

Il film (tratto dall’omonimo romanzo di Gaja Cenciarelli, con uno stile quasi documentaristico, segue i ragazzi di un liceo di Rebibbia, periferia romana. Un contesto difficile ma che non spaventa la Pofessoré, come la chiamano gli studenti, professoressa di inglese, interpretata da Anna Ferzetti: una donna che piano piano riesce ad ascoltare e a supportare una classe alle prese con spaccio, fumo, primi amori e contesti familiari disastrati, entrando nelle vite e nel cuore dei suoi studenti.

Anna Ferzetti: “L’ascolto per me è la parola chiave, è un film sincero e onesto, dove si ride molto e si piange anche, è una grande e bellissima storia d’amore tra una professoressa e i suoi allievi”.

Il film scorre quasi su un doppio binario, mostrando il punto di vista della professoressa e quello dei ragazzi. L’incontro tra generazioni che a volte riesce a trovare un punto comune e non solo di scontro. “Sono felice che ci siano sempre più progetti che parlino di scuola, professori, ragazzi, credo sia un argomento estremamente attuale e necessario in questo momento” ha detto l’attrice.

E parlando degli insegnanti di oggi: “Io ringrazio tutti quei professori che tutti i giorni fanno questo e credono in questo, vogliono bene ai ragazzi e hanno voglia di conoscerli, li accompagnano e li prendono per mano, nel bene e nel male, con alcuni ci riescono con altri meno, è un compito difficilissimo insegnare e fondamentale”.

A Termoli la mostra dell’artista curda Zehra Dogan: "Io, Testimone"

Roma, 10 feb. (askanews) – Dal 20 febbraio al 16 maggio 2026, il MACTE – Museo d’Arte Contemporanea di Termoli presenta “Io, Testimone”, mostra personale dell’artista curda Zehra Dogan, a cura di Francesca Guerisoli.

L’esposizione propone un articolato percorso attraverso opere pittoriche, disegni, video, fotografie, graphic novel, bambole, installazioni e arazzi, ripercorrendo i principali snodi della ricerca dell’artista e mettendo in luce una pratica profondamente intrecciata all’esperienza biografica e all’impegno politico.

Artista, attivista e giornalista, oggi rifugiata politica a Berlino, Zehra Dogan concepisce il disegno e l’immagine come strumenti di testimonianza.

Condannata e incarcerata per il suo lavoro giornalistico e per un’opera che documentava la distruzione della città di Nusaybin, ha trasformato l’esperienza della detenzione in un luogo di produzione e di resistenza. Dalla privazione nasce un linguaggio visivo essenziale e necessario, in cui l’atto artistico si afferma come gesto di sopravvivenza, affermazione di sé e presa di parola.

All’interno delle opere in mostra, la figura femminile assume un ruolo centrale, configurandosi come nucleo simbolico principale della sua ricerca. Corpo vulnerabile e insieme potente, si declina tra l’infanzia e l’archetipo mitologico della dea serpente, dando forma a una presenza ibrida e metamorfica. In questa figura si concentra una possibilità di trasformazione, rigenerazione e resistenza che si oppone ai dispositivi di controllo e violenza inscritti nella storia individuale e collettiva delle donne.

Le opere, costruite attraverso la stratificazione di materiali, segni e narrazioni, testimoniano come la reclusione non abbia mai interrotto la voce dell’artista ma, al contrario, ne abbia intensificato l’urgenza: diventano spazi di memoria condivisa e di relazione, capaci di tenere insieme biografia e storia, esperienza personale e responsabilità collettiva.

Nel lavoro di Dogan, una forte dimensione simbolica si intreccia a una chiara tensione sociale e politica: realismo e visioni archetipiche convivono in composizioni potenti e cromaticamente intense, restituendo la sofferenza vissuta, la forza della resistenza e la vitalità della cultura curda.

“Io, Testimone” attraversa tre momenti fondamentali della vita dell’artista: il periodo precedente alla detenzione, l’esperienza del carcere e la produzione più recente.

All’interno del percorso trova spazio anche Prison n°5, graphic novel – oggi presentata in forma di installazione – nata clandestinamente nel carcere di Diyarbakir, dove Dogan, privata dei materiali artistici, realizzò il proprio racconto visivo disegnando sul retro delle lettere ricevute dall’esterno.

Olimpiadi, Buonfiglio: “E’ un’emozione unica, baciato dalla fortuna”

Val di Fiemme, 10 feb. (askanews) – Il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio è arrivato in Val di Fiemme mentre continua il suo tour in tutte le location olimpiche.

“Per poter essere presente ho anche guidato un po’ anch’io, perché altrimenti non ci arrivavamo. E’ un’emozione unica, è un’emozione ad appena sei mesi dalla mia elezione e mi ritengo un baciato dalla fortuna. Quindi cercheremo di dare il massimo per che tutte le italiane e gli italiani siano fieri di noi, orgogliosi del nostro territorio, del Made in Italy, del Made in Italy come si dice in inglese, io preferisco dire del prodotto italiano in tutti sensi e quindi viva l’Italia, viva lo sport e viva gli atleti e gli atleti”.

Napoletano, 74 anni, ex canoista olimpico (Montréal 1976), Buonfiglio è molto orgoglioso di quello che sta facendo l’Italia e la Val di Fiemme.

“È un evento per tutta la nazione, è un evento che ci sta facendo andare sul tetto del mondo in termini di località, in termini di organizzazione, termini di presenza delle istituzioni e soprattutto degli atleti che stanno dando veramente prova di essere arrivati arrivati preparati all’appuntamento.

Oggi siamo qui e poi sono anche un po’ emozionato perché dal 1973 al 1976 venivo qui a fare sci di fondo nella caserma delle fiamme oro, facevamo preparazione invernale per il kayak, un po’ di effetto me lo fa, ecco anche personalmente”.

Milano-Cortina, il medagliere alle 17.30

Roma, 10 feb. (askanews) – Questo il medagliere delle Olimpiadi di Milano-Cortina aggiornato alle ore 17.30 di martedì 10 febbraio

1 Norvegia oro 6 argento 1 bronzo 4 totale 11 2 Svizzera oro 3 argento 1 bronzo 1 totale 5 3 Austria oro 2 argento 3 bronzo 0 totale 5 4 Italia oro 2 argento 2 bronzo 7 totale 11 5 Giappone oro 2 argento 2 bronzo 3 totale 7 6 Germania oro 2 argento 2 bronzo 1 totale 5 6 Stati Uniti oro 2 argento 2 bronzo 1 totale 5 6 Svezia oro 2 argento 2 bronzo 1 totale 5 9 Francia oro 1 argento 2 bronzo 0 totale 3 10 Paesi Bassi oro 1 argento 1 bronzo 0 totale 2 10 Repubblica Ceca oro 1 argento 1 bronzo 0 totale 2

Striscione dei vannacciani davanti alla Camera: Stop soldi a Zelensky

Roma, 10 feb. (askanews) – “Stop soldi per Zelensky, più sicurezza per gli italiani”. È lo striscione che i tre deputati di Futuro Nazionale Roberto Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo hanno esposto davanti a Montecitorio, dove oggi il governo ha posto la fiducia sul decreto Ucraina.

“Non rifiuteremmo aiuti umanitari al popolo se avessimo la certezza che quei soldi servissero davvero il popolo ucraino”, ha spiegato Sasso. “Saremmo stati aperti anche a una riformulazione dell’emendmento se ci avessero detto ‘togli la parte militare e lascia la parte degli aiuti alla popolazione civile’. Noi saremmo stati contenti perché pensiamo sia ora di conseguire la pace, anche in Ucraina non ne possono più di Zelensky, lo dicono i sondaggi di agenzie indipendenti. La pace conseguita oggi avrebbe condizioni migliori rispetto a quella raggiunta tra un anno o tra dieci anni”, ha aggiunto Sasso.

“Esiste anche un’altra nazione europea di cui nessuno si occupa, occupata da una potenza straniera: Cipro dalla Turchia. Come mai non mandiamo gli aiuti umanitari e militari a Cipro? Stiamo parlando di due pesi e due misure”, ha concluso il vannacciano.

Giorno Ricordo, tutti per memoria condivisa ma stili, tempi e sensi diversi

Roma, 10 feb. (askanews) – In mezzo al mare di dichiarazioni sul Giorno del Ricordo, istituito ventuno anni fa per rompere il silenzio, spesso accompagnato da indifferenza, sulla tragedia delle foibe, l’espressione più ricorrente è “memoria condivisa”. L’aggettivo stride un po’ in questi giorni di tensioni politiche in cui di condiviso, tra maggioranza e opposizione, non c’è nemmeno la scaletta di Sanremo. E, per la verità, anche i modi di celebrare questa giornata sono diversi, con prese di posizione solerti e copiose da parte di esponenti del centrodestra, mentre il centrosinistra arriva in ordine sparso, con maggiore lentezza e soprattutto con la raccomandazione – rivolta chiaramente a chi oggi sta al governo – di non usare i drammi del passato come “rivendicazioni” per il presente. Insomma, non solo le sensibilità sono notoriamente diverse ma anche i rapporti tra i due schieramenti appaiono molto tesi.

La pattuglia dei parlamentari di Fratelli d’Italia fin dalle prime ore della mattinata tempesta le redazioni di commenti e la premier Giorgia Meloni è la prima a intervenire stigmatizzando “un’imperdonabile congiura del silenzio, dell’oblio e dell’indifferenza” rispetto ai “martiri delle foibe e la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata”. Meloni è risoluta: “La Nazione non deve aver paura di guardare in faccia quella verità, ricacciando nell’ignavia ogni squallido tentativo negazionista o riduzionista. Il ricordo non è rancore, ma giustizia” per quella “memoria condivisa che unisce e rende più forte la comunità nazionale”. Di “memoria della Nazione” parla il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami, richiamando il dovere della verità “contro ogni imperdonabile tentativo di negazione”, mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa, partecipando alla Camera a un’iniziativa insieme al presidente Lorenzo Fontana, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della premier Meloni, rinnova le scuse alle vittime. “Ricordiamo e ci vergogniamo per i sassi lanciati nella stazione di Bologna contro quel treno che, nel febbraio del 1947, conduceva gli esuli da Pola – dice La Russa -. Ricordiamo e ci vergogniamo per quel latte che era destinato ai bambini, e che invece venne volutamente rovesciato sulle rotaie. Ricordiamo e ci vergogniamo per gli insulti gridati agli esuli”.

Lo stesso Fontana osserva che “nessuna disputa ideologica o politica potrà mai costituire un alibi per trucidare senza pietà donne e uomini inermi, bambini e anziani indifesi”, mentre il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, al termine di una cerimionia a Basovizza, nota che “la dimostrazione di unità nazionale” nel Giorno del Ricordo, “stride con il fatto che ancora sopravvivano gruppi, gruppuscoli, frange di associazioni che negano la storia, che sfregiano la memoria”. “Da qualche parte del mondo culturale, politico e sedicente, intellettuale, infatti – è l’accusa -, non si deve smettere di odiare mai”. Se per Salvini le foibe sono state “a lungo negate” e oggi “ricordare è un dovere”, il generale Roberto Vannacci, impegnato a costruire il nuovo partito di destra, Futuro Nazionale, va oltre: “Migliaia di connazionali – dice – furono orrendamente assassinati dalla furia omicida dei comunisti partigiani titini che operavano spesso con l’appoggio e la collaborazione di alcune frange della Resistenza italiana”.

Nel campo del centrosinistra Matteo Renzi afferma con nettezza che “non esistono morti di serie A e di serie B, e che la storia va raccontata tutta, anche quando è scomoda” perchè “occorre difendere sempre la libertà contro ogni forma di totalitarismo”. A fine mattinata arriva il presidente dei senatori Dem Francesco Boccia con la raccomandazione “di sforzarci di fare, di tragedie e pagine tristi della storia, memoria comune”. “Nessuna morte per ragioni di lingua, cultura o fede può essere più concepibile” ma “le tragedie del passato non devono diventare rivendicazioni di parte ma monito perché il futuro del nostro continente non debba più vivere simili situazioni”. Il leader M5s Giuseppe Conte è sulla stessa linea: “Abbiamo solo un modo per ricucire certe ferite: evitare le strumentalizzazioni e guardare in faccia l’orrore che producono i totalitarismi, per ricordare sempre di dire ‘mai più'”. Per ultima, Elly Schlein osserva che ricordare le foibe è “un atto di giustizia per il passato e un dovere per il futuro”, per “produrre anticorpi” perchè simili tragedie non si ripetono. Avs, al momento, non pervenuta.

Dl Ucraina, striscione deputati Vannacci davanti a Camera: "stop soldi a Zelensky"

Roma, 10 feb. (askanews) – “Stop soldi per Zelensky, più sicurezza per gli italiani”. È lo striscione che i tre deputati di Futuro Nazionale Roberto Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo hanno esposto davati a Montecitorio dove oggi il governo ha posto la fiducia sul decreto Ucraina.

“Non rifiuteremmo aiuti umanitari al popolo se avessimo la certezza che quei soldi servissero davvero il popolo ucraino”, ha spiegato Sasso. “Saremmo stati aperti anche a una riformulazione dell’emendmento se ci avessero detto ‘togli la parte militare e lascia la parte degli aiuti alla popolazione civile’. Noi saremmo stati contenti perché pensiamo sia ora di conseguire la pace, anche in Ucraina non ne possono più di Zelensky, lo dicono i sondaggi di agenzie indipendenti. La pace conseguita oggi avrebbe condizioni migliori rispetto a quella raggiunta tra un anno o tra dieci anni”, ha aggiunto Sasso.

“Esiste anche un’altra nazione europea di cui nessuno si occupa, occupata da una potenza straniera: Cipro dalla Turchia. Come mai non mandiamo gli aiuti umanitari e militari a Cipro? Stiamo parlando di due pesi e due misure”, ha concluso il vannacciano.

Giorno del Ricordo delle vittime delle Foibe, tutti parlano di memoria condivisa ma le sfumature cambiano

Roma, 10 feb. (askanews) – In mezzo al mare di dichiarazioni sul Giorno del Ricordo, istituito ventuno anni fa per rompere il silenzio, spesso accompagnato da indifferenza, sulla tragedia delle foibe, l’espressione più ricorrente è “memoria condivisa”. L’aggettivo stride un po’ in questi giorni di tensioni politiche in cui di condiviso, tra maggioranza e opposizione, non c’è nemmeno la scaletta di Sanremo. E, per la verità, anche i modi di celebrare questa giornata sono diversi, con prese di posizione solerti e copiose da parte di esponenti del centrodestra, mentre il centrosinistra arriva in ordine sparso, con maggiore lentezza e soprattutto con la raccomandazione – rivolta chiaramente a chi oggi sta al governo – di non usare i drammi del passato come “rivendicazioni” per il presente. Insomma, non solo le sensibilità sono notoriamente diverse ma anche i rapporti tra i due schieramenti appaiono molto tesi.

La pattuglia dei parlamentari di Fratelli d’Italia fin dalle prime ore della mattinata tempesta le redazioni di commenti e la premier Giorgia Meloni è la prima a intervenire stigmatizzando “un’imperdonabile congiura del silenzio, dell’oblio e dell’indifferenza” rispetto ai “martiri delle foibe e la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata”. Meloni è risoluta: “La Nazione non deve aver paura di guardare in faccia quella verità, ricacciando nell’ignavia ogni squallido tentativo negazionista o riduzionista. Il ricordo non è rancore, ma giustizia” per quella “memoria condivisa che unisce e rende più forte la comunità nazionale”. Di “memoria della Nazione” parla il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami, richiamando il dovere della verità “contro ogni imperdonabile tentativo di negazione”, mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa, partecipando alla Camera a un’iniziativa insieme al presidente Lorenzo Fontana, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della premier Meloni, rinnova le scuse alle vittime. “Ricordiamo e ci vergogniamo per i sassi lanciati nella stazione di Bologna contro quel treno che, nel febbraio del 1947, conduceva gli esuli da Pola – dice La Russa -. Ricordiamo e ci vergogniamo per quel latte che era destinato ai bambini, e che invece venne volutamente rovesciato sulle rotaie. Ricordiamo e ci vergogniamo per gli insulti gridati agli esuli”.

Lo stesso Fontana osserva che “nessuna disputa ideologica o politica potrà mai costituire un alibi per trucidare senza pietà donne e uomini inermi, bambini e anziani indifesi”, mentre il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, al termine di una cerimionia a Basovizza, nota che “la dimostrazione di unità nazionale” nel Giorno del Ricordo, “stride con il fatto che ancora sopravvivano gruppi, gruppuscoli, frange di associazioni che negano la storia, che sfregiano la memoria”. “Da qualche parte del mondo culturale, politico e sedicente, intellettuale, infatti – è l’accusa -, non si deve smettere di odiare mai”. Se per Salvini le foibe sono state “a lungo negate” e oggi “ricordare è un dovere”, il generale Roberto Vannacci, impegnato a costruire il nuovo partito di destra, Futuro Nazionale, va oltre: “Migliaia di connazionali – dice – furono orrendamente assassinati dalla furia omicida dei comunisti partigiani titini che operavano spesso con l’appoggio e la collaborazione di alcune frange della Resistenza italiana”.

Nel campo del centrosinistra Matteo Renzi afferma con nettezza che “non esistono morti di serie A e di serie B, e che la storia va raccontata tutta, anche quando è scomoda” perchè “occorre difendere sempre la libertà contro ogni forma di totalitarismo”. A fine mattinata arriva il presidente dei senatori Dem Francesco Boccia con la raccomandazione “di sforzarci di fare, di tragedie e pagine tristi della storia, memoria comune”. “Nessuna morte per ragioni di lingua, cultura o fede può essere più concepibile” ma “le tragedie del passato non devono diventare rivendicazioni di parte ma monito perché il futuro del nostro continente non debba più vivere simili situazioni”. Il leader M5s Giuseppe Conte è sulla stessa linea: “Abbiamo solo un modo per ricucire certe ferite: evitare le strumentalizzazioni e guardare in faccia l’orrore che producono i totalitarismi, per ricordare sempre di dire ‘mai più'”. Per ultima, Elly Schlein osserva che ricordare le foibe è “un atto di giustizia per il passato e un dovere per il futuro”, per “produrre anticorpi” perché simili tragedie non si ripetono. Avs, al momento, non pervenuta.

Cristiani in Giordania: “Qui non c’è la guerra, tornino i pellegrini”

Amman, 10 feb. (askanews) – Dal Monte Nebo (luogo in cui Mosè contemplò la Terra Promessa) fino al sito del Battesimo di Gesù, passando per Madaba, dove sorge una delle comunità cristiane più antiche del Medio Oriente. Ed ancora: l’immensità del deserto del Wadi Rum e la meravigliosa Petra. “Welcome Sweet Jordan” recita un cartellone appena fuori dall’aeroporto di Amman, in Giordania, paese che conta 11 milioni di abitanti. Il turismo ha sempre rappresentato una fetta importante dell’economia del Paese arabo, soprattutto il turismo religioso. Ma con il conflitto tra Israele e Hamas, dal 7 ottobre 2023, il turismo è calato del 70%.

L’Opera Romana Pellegrinaggi (in collaborazione con Royal Jordanian, con Jordan Tourism Board e con Ministry of Tourism) ha promosso un viaggio sui luoghi dell’Antico e Nuovo Testamento, proprio con l’obiettivo di rilanciare il turismo religioso in Giordania, assicurando che “il Paese è sicuro” e invitando i pellegrini a “non avere paura”. Come spiega mons. Giovanni Pietro Dal Toso, nunzio apostolico in Giordania: “In tutto questo tempo non abbiamo mai avuto problemi. Io non ho mai dovuto nascondermi in casa”, dice.

A guidare il gruppo (giornalisti e sacerdoti) madre Rebecca Nazzaro, direttrice dell’Ufficio per la pastorale del pellegrinaggio del Vicariato di Roma – Opera Romana Pellegrinaggi.

“Questa Terra Promessa – sottolinea Madre Rebecca – è un po’ la terra che desideriamo tutti: la terra della pace, la terra della verità, la terra della solidarietà, la terra della convivenza, della fraternità di tutti i popoli”.

Percorriamo l’autostrada del deserto prima di arrivare ad Anjara, 76 chilometri da Amman. Qui c’è una forte presenza cristiana. Proseguiamo verso il Monte Nebo, il luogo da cui Mosè vide la Terra Promessa e dove morì. Una tappa fondamentale del pellegrinaggio è Madaba, chiamata “Città dei mosaici”, riconosciuta dal Vaticano luogo di pellegrinaggio dal 1962. E’ qui che, secondo la tradizione cristiana, è avvenuta la decapitazione di San Giovanni Battista. Il parroco della Chiesa, padre Tarek Abu Hanna, racconta: “Anche Madaba è una parte del pellegrinaggio cristiano, dove ci sono Mosè, Giovanni il Battista e dove vive la ‘pietra vivente’ della comunità cristiana”.

C’è poi una realtà poco conosciuta ma che svolge un lavoro importantissimo in Giordania. È l'”Arsenale dell’Incontro” del Sermig, che accoglie bambini e ragazzi disabili per offrire una assistenza sociale preziosa. L’itinerario non può non passare a Macheronte, luogo dove avvenne il martirio di Giovanni Battista e a Betania sul fiume Giordano, dove Gesù ha ricevuto il battesimo da Giovanni. Qui un lembo di fiume traccia il confine tra Giordania e Cisgiordania. Da un lato svettano le bandiere giordane, dall’alta sponda quelle israeliane.

Il pellegrinaggio si conclude con l’attraversamento del deserto del Wadi Rum, chiamato anche Montagne della Luce, con le sue spettacolari formazioni rocciose. E anche se non ci sono legami particolari con le Sacre Scritture, non si può non visitare Petra, una delle sette meraviglie del mondo moderno e riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Infine il Mar Morto, luogo più basso delle terre emerse, a circa 400 metri.

Testo e immagini di Serena Sartini

Montaggio di Claudia Berardicurti

Olimpiadi, Gios: nella staffetta short track oro strepitoso di gruppo

Cortina, 10 feb. (askanews) – “Una medaglia strepitosa, perché è una medaglia che viene da un lavoro di squadra, da un lavoro che parte da distante di un gruppo di sei atleti che hanno gareggiato, hanno fatto una semifinale strepitosa, ha vinto facilmente e quel che è quasi imbarazzante è il modo con cui hanno vinto questa finale.Sighel alla fine si è girato, è andato in retromarcia, vuol dire con un vantaggio incredibile che nel short track non appare. Devo dire, abbiamo dei ragazzi straordinari, tutti quanti sono bravi, le ragazze altrettanto brave. Abbiamo quindi una squadra veramente forte, abbiamo dei tecnici che sono cinque anni che lavorano a questo progetto e i risultati sono venuti”. Lo ha detto il presidente della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio, Andrea Gios, commentando da Casa Italia a Cortina la medaglia d’oro vinta nella staffetta mista di Short Track.

“Questo risultato – ha aggiunto Gios – è completo perché nella gara la squadra è mista maschile e femminile e vuol dire che rappresentiamo tutto, i maschi e le femmine e non un singolo che vince. E la cosa bella di questa esperienza è che anche nel pattinaggio artistico abbiamo vinto una medaglia con la squadra e non è finita perché abbiamo possibilità di fare medaglia anche nella danza, nelle coppie di artistico e anche nei maschi”.

Antonella Palmisano: un’Olimpiade in casa dà una spinta in più

Cortina, 10 feb. (askanews) – “Un’Olimpiade in casa, oltre a regalarti forse pressioni molto più enfatizzate, però ti dà anche l’adrenalina e la passione nella voce dei tuoi cari accanto, quindi comunque ti dà quella spinta in più per fare bene, perché sei nel tuo mondo, nel tuo contesto, tra le persone che più ami, quindi è chiaro che un’Olimpiade è sempre qualcosa di importante. Ovvio che quello che io spero è che questa Olimpiade, anche se pur invernale, è sempre un’Olimpiade, possa diffondere di più la cultura sportiva e non italiano. Quindi comunque prendiamo il bello di tutto questo”. Lo ha detto ad askanews Antonella Palmisano, campionessa di marcia, ambassador di Casa Italia a Milano Cortina 2026

Milano-Cortina, il Cio: l’atleta ucraino potrà indossare una fascia nera

Roma, 10 feb. (askanews) – Il portabandiera ucraino Vladyslav Heraskevych potrà indossare una fascia nera al braccio durante le gare dei Giochi di Milano-Cortina, ha dichiarato oggi il Comitato Olimpico Internazionale, ma non il casco che voleva per commemorare la vita di alcuni atleti del suo paese caduti nella guerra con la Russia. Il CIO ha definito la decisione un compromesso.

“Penso che ciò che abbiamo cercato di fare sia stato rispondere ai suoi desideri con compassione e comprensione”, ha dichiarato oggi il portavoce del CIO Mark Adams. “Si è espresso sui social media e durante gli allenamenti e, come sapete, non gli impediremo di esprimersi nelle conferenze stampa, quando esce dalla competizione nella mixed zone e in altri contesti”. “Riteniamo che questo sia un buon compromesso”, ha chiarito Adams.

La decisione del CIO non significa che tutti gli atleti possano indossare fasce e, se Heraskevych sceglierà di farlo, non potrà includere alcun testo, ha precisato Adams.

“Non vogliamo che tutti indossino una fascia nera a ogni competizione”, ha detto Adams. “Ma laddove ci siano valide motivazioni, la questione verrà valutata con la dovuta attenzione”, ha specificato il portavoce.

Olimpiadi, Gios: Fontana grande campionessa, ma vince in una squadra

Cortina, 10 feb. (askanews) – “Arianna Fontana è una grandissima campionessa. Ha completato questa squadra, ha aiutato, però guardate che anche gli altri atleti hanno dato dei risultati incredibili in questa competizione. Quindi io non mi fermerei a parlare di un atleta. Arianna non ha bisogno di essere descritta, ormai la conosciamo tutti, però ha vinto all’interno di una squadra con un Sighel che è un fenomeno straordinario, lo ritengo uno dei più grandi pattinatori a livello mondiale: fermarsi a parlare dei singoli è riduttivo perché questo è il risultato di squadra”. Lo ha detto il presidente della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio, Andrea Gios, commentando da Casa Italia a Cortina la medaglia d’oro vinta nella staffetta mista di Short Track.

“Adesso – ha aggiunto il presidente – andremo con le gare individuali, vedremo, ma abbiamo ancora due staffette, la staffetta femminile e la staffetta maschile. Poi questo è uno sport complicato nel senso che una spinta, un fallo, qualsiasi cosa ti esclude anche se sei il più forte. Devo dire che siamo stati anche fortunati perché l’Olanda non è arrivata in finale. L’Olanda sappiamo che è un competitor molto fastidioso come minimo, però questo è questo sport. Noi ci siamo, i nostri ragazzi sono stati migliori, non c’è dubbio”.

Stefano Colzani: il 2026 sarà la svolta dell’immobiliare

Roma, 10 feb. – “Il 2025 sarà sicuramente un ottimo anno per l’immobiliare, ma il 2026 sarà una svolta”. Stefano Colzani, agente immobiliare, sintetizza così il passaggio che secondo lui il settore sta per vivere: l’avvicinarsi del 2030 e l’impatto delle regole energetiche europee sul mercato italiano, con un riflesso diretto anche su Milano. “La maggior parte degli immobili, circa il 60-65%, sono in classe G, F ed E. E questo sarà certamente un problema”.

Nella video-intervista allegata al comunicato, Colzani spiega che la differenza non sarà solo nella qualità degli immobili, ma nel modo in cui verranno presentati e compresi dai clienti, soprattutto quando si parla di case da ristrutturare. “Dovremmo integrarci con le tecnologie più avanzate: intelligenza artificiale, realtà immersive. Accorgimenti che possono migliorare la percezione degli immobili, per poi farli adattare alle leggi europee”.

Il punto, per Colzani, è un cambio di mestiere: “Sarà un duro lavoro, perché molti sono ancora legati al ‘così abbiamo sempre fatto’. Non va bene. La differenza tra un agente immobiliare del 2026 e uno rimasto al 2025 sarà l’interazione con tecnologia e intelligenza artificiale”.

Colzani racconta di aver avviato questo approccio già da tempo, con un focus preciso sugli immobili da ristrutturare: “Noi ci siamo messi al lavoro già da un paio d’anni, per far migliorare la percezione degli immobili da ristrutturare. Mettiamo a disposizione i nostri tecnici e la nostra tecnologia per rimodellare gli immobili. Portiamo i clienti e addirittura li portiamo con il visore, il Meta Quest, e li facciamo rivivere un’emozione completamente diversa rispetto a vedere la casa della nonna che è antica”.

Il 2026, conclude, non sarà un anno “normale” per chi lavora nel real estate: “Sarà un anno di duro lavoro, ma non vedo l’ora di affrontarlo”.

Vance insiste con la Groenlandia

Roma, 10 feb. (askanews) – “La Groenlandia è molto importante per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America. Ritengo che alcuni dei nostri alleati abbiano investito troppo poco nella sicurezza dell’Artico”, ha dichiarato oggi il vicepresidente statunitense JD Vance, prima di partire dall’Armenia per l’Azerbaigian. “Se dobbiamo investire nella sicurezza dell’Artico, se dobbiamo in sostanza spendere molti soldi e assumerci l’onere di proteggere questa enorme massa territoriale”, ha osservato Vance, “penso sia del tutto ragionevole che gli Stati Uniti ne traggano qualche beneficio”. “Questo sarà il fulcro dei negoziati nei prossimi mesi”, ha dichiarato ai giornalisti prima di imbarcarsi sull’aereo.

Milano Cortina 2026, dietro le quinte dello spot Poste Italiane

Roma, 10 feb. (askanews) – Al Teatro 18 di Cinecittà, a Roma, ha preso forma lo spot di Poste Italiane dedicato alle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026: un mese di preparazione, due giorni di riprese e oltre 50 professionisti coinvolti. Premium Logistics Partner dell’evento, il Gruppo sarà in campo con 1.000 addetti e 2 hub logistici per una superficie di oltre 32 mila metri quadrati. Il servizio del TG Poste.

Mps, il 27 febbraio il piano con Mediobanca: massimo sviluppo sinergie

Milano, 10 feb. (askanews) – Il futuro assetto di Mediobanca, se rimarrà quotata o meno, si conoscerà solo il 27 febbraio quando Mps, in anticipo comunque rispetto alla scadenza fissata dalla Bce, presenterà al mercato i numeri del piano di aggregazione con Piazzetta Cuccia, di cui oggi detiene l’86,3%. L’attesa data della presentazione della business combination è stata comunicata ufficialmente oggi dal Monte con la diffusione dei risultati dell’esercizio 2025, chiuso con un utile netto in crescita del 17,7% a 2,75 miliardi e dividendi per 2,6 miliardi (0,86 euro per azione, in linea con quello dello scorso anno). L’utile di gruppo, considerando l’apporto nel quarto trimestre di Mediobanca e al lordo degli effetti economici dell’allocazione del prezzo di acquisto (PPA -321 mln), ammonta a 3,036 miliardi.

Nel corso della conference call con gli analisti, dopo i recenti rumors, l’Ad Luigi Lovaglio non si è sbilanciato sul possibile delisting di Mediobanca e in generale su come sarà la struttura del gruppo combinato, rimandando al Capital Market Day tra poco più di due settimane, anche se ha assicurato che l’obiettivo è la “piena” integrazione e il “massimo” sviluppo delle sinergie industriali annunciate con l’operazione. “Il cda non ha ancora preso tutte le decisioni definitive e quindi vi chiedo di avere pazienza e attendere la presentazione del piano il 27 febbraio”, ha risposto a chi gli chiedeva se Mps diventerà proprietaria del 100% di Mediobanca dopo le indiscrezioni sul delisting che hanno fatto salire il titolo in Borsa nelle ultime sedute. “Quello che posso dire è che ci stiamo concentrando sulla creazione di valore”, ha spiegato. “Il 27 febbraio sarà un appuntamento importante e avremo modo di rispondere a tutte le vostre domande – ha detto ancora, incalzato dagli analisti sui numeri del futuro del gruppo -. Il piano che presenteremo risponderà a tutte le vostre domande e sarà in linea coi nostri obiettivi e target”.

Mediobanca, ha anticipato però Mps, sarà una legal entity focalizzata sulle attività di Corporate & investment banking e Private banking di alta fascia. La struttura del gruppo sarà “pienamente allineata” al razionale industriale dell’offerta e orientata “alla massimizzazione della creazione di valore, mediante la valorizzazione delle competenze distintive”. Obiettivo: raggiungere la massima integrazione tra i due istituti, in linea con i requisiti relativi all’autorizzazione della Bce. Le sinergie industriali stimate di 700 milioni di euro sono confermate, “con un potenziale di ulteriore miglioramento”, ha assicurato Lovaglio. “Queste sinergie sono concrete e raggiungibili, non sono una promessa. Fino a questo momento l’esecuzione ha proseguito senza intoppi e i team stanno lavorando in maniera costruttiva”.

“Stiamo accelerando il processo di integrazione con Mediobanca, muovendoci verso un modello operativo specializzato, che valorizza il valore dei marchi, le capacità e i talenti di entrambe le organizzazioni”, ha assicurato agli analisti Lovaglio che punta ad arrivare al nuovo modello operativo entro la fine dell’anno.

A Gaza usate armi che hanno fatto "evaporare" 2.842 palestinesi

Roma, 10 feb. (askanews) – Israele ha usato nella Striscia di Gaza armi che hanno fatto evaporare migliaia di palestinesi. E’ quanto emerge dall’inchiesta condotta da Al Jazeera, intitolata “The Rest of the Story”, secondo cui le squadre della Protezione civile di Gaza hanno documentato 2.842 palestinesi “evaporati” dall’inizio della guerra nell’ottobre 2023, senza lasciare dietro di sé altro che schizzi di sangue o piccoli frammenti di carne. Esperti e testimoni hanno attribuito questo fenomeno all’uso di armi termiche e termobariche, proibite a livello internazionale, spesso chiamate bombe a vuoto, in grado di generare temperature superiori a 3.500 gradi Celsius. La cifra di 2.842 non è una stima, ma il risultato di una analisi condotta dalla Protezione civile di Gaza, ha precisato l’emittente del Qatar. Il portavoce della Protezione civile di Gaza, Mahmoud Basal, ha spiegato ad Al Jazeera che le squadre utilizzano un “metodo di eliminazione” nei luoghi degli attacchi: “Entriamo in un’abitazione presa di mira e confrontiamo il numero conosciuto di occupanti con i corpi recuperati. Se una famiglia ci dice che all’interno c’erano cinque persone e noi recuperiamo solo tre corpi intatti, trattiamo i restanti due come ‘evaporati’ solo dopo che una ricerca approfondita non ha prodotto altro che tracce biologiche: schizzi di sangue sui muri o piccoli frammenti come scalpi”.

Stando all’inchiesta di Al Jazeera, nella Striscia di Gaza le sparizioni di migliaia di palestinesi sono frutto dell’uso di armi di fabbricazione americana, quali la bomba “MK-84 Hammer”, quindi la bomba bunker buster BLU-109, che sarebbe stata utilizzata in un attacco ad al-Mawasi, l’area dichiarata “zona sicura”, facendo evaporare 22 persone, e la bomba GBU-39, che sarebbe stata usata nell’attacco del 10 agosto 2024 contro la scuola Al-Tabin di Gaza City. Proprio in questa scuola, Yasmin Mahani ha cercato il figlio Saad subito dopo l’attacco: “Sono entrata nella moschea e mi sono ritrovata a calpestare carne e sangue”, ha raccontato ad Al Jazeera, riferendo quindi di aver poi visitato per giorni ospedali e obitori. “Non abbiamo trovato nulla di Saad. Nemmeno un corpo da seppellire. Quella è stata la parte più difficile”, ha aggiunto.

Dl Ucraina, Bonelli (Avs): non abbiamo nulla a che fare con Vannacci

Roma, 10 feb. (askanews) – “Non abbiamo nulla a che fare con Vannacci e con i fascisti che vengono qui a portare istanze che non ci rappresentano e che combatteremo fino alla fine”. Lo ha detto Angelo Bonelli (Avs) intervenendo in aula alla Camera.

“Non giocate sul tema della pace, dei valori, non usate questioni fondamentali su cui serve chiarezza, a partire dal 5% per le spese militari su cui noi non transigeremo, siamo contrari. Chi gioca sulle parole state prendendo in giro gli italiani”, ha aggiunto.

Cassina: da Olimpiadi Milano-Cortina già tantissime soddisfazioni

Milano, 10 feb. (askanews) – “Un sogno nel sogno”. Per Igor Cassina, stella di prima grandezza dalla ginnastica artistica e medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atene 2004, il gradino più alto del podio è questo. Askanews ha avuto l’onore di chiacchierare con colui che è stato il primo atleta al mondo a presentare un Kovacs teso con avvitamento a 360° sull’asse longitudinale. Ricordiamo che come riconoscimento, la Federazione internazionale ha dato il suo nome all’elemento, che dal 2002 è ufficialmente chiamato “movimento Cassina”.

Lo abbiamo incontrato all’apertura di “Sport Movies & Tv 2026 – Together for the Games”, evento dedicato ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 con il presidente di Federation Internationale Cinema Television Sportifs, riconosciuta dal CIO, Franco Ascani, Membro della Commissione Cultura e Patrimonio Olimpico del CIO.

“Le Olimpiadi di Milano-Cortina stanno già portando tantissime soddisfazioni per i nostri azzurri e le nostre azzurre. Ho avuto anche il piacere di essere un tedoforo e accendere il braciere a Monza, è stata una bellissima soddisfazione anche perché effettivamente lo sport include i valori del rispetto, disciplina, seguire delle regole. Noi giochiamo in casa e anche questo evento è totalmente collegato a quelli che sono i valori e i riconoscimenti degli atleti. Un altro pensiero per tutti gli atleti che stanno gareggiando in questi giorni, divertitevi nel inseguire il vostro sogno”.

Cosa significa, cosa significa vincere una medaglia d’oro così importante a un’Olimpiade? “L’Olimpiade ha un fascino particolare per il semplice fatto che sopra tutti avviene una volta ogni quattro anni ed è chiaro che l’atleta si rende conto di quanta responsabilità ha, ma soprattutto di quello che si gioca. Giocarsi la possibilità di fare un’Olimpiade è già un risultato importante, vincere una medaglia è ancora più importante e naturalmente coronare con la medaglia d’oro è veramente un sogno nel sogno”.