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sabato, 24 Gennaio, 2026
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Pietrangeli, Casini: ” il ricordo della nostra giovinezza”

Roma, 3 dic. (askanews) – ” il ricordo della nostra giovinezza, di quando eravamo bambini, di lui come capitano, poi ricordo il suo rapporto fantastico con Lea Pericoli, sono stati una grande coppia, un uomo magari scomodo, ma molto simpatico e ironico”.

Cos Pier Ferdinando Casini ricordando la leggenda del tennis Nicola Pietrangeli, scomparso a 92 anni, alla camera ardente al Foro Italico a Roma.

La ceramica a Bruxelles lancia l’allarme: Ue regala settore all’Asia

Bruxelles, 3 dic. (askanews) – Non una visita di cortesia, una missione di salvataggio. Nel cuore dell’Europa, la ceramica italiana lancia il suo ultimatum. Un’eccellenza da oltre 6 miliardi di export che rischia di spegnersi. Il paradosso servito: le aziende italiane sono le pi pulite ed efficienti al mondo, ma le regole di Bruxelles le stanno mettendo fuori mercato.

“Con questa soluzione dell’ETS – spiega il presidente di Confindustria Ceramica, Augusto Ciarrocchi – noi stiamo dando su un piatto d’argento una tecnologia e un design, una qualit che gli altri se la sognano. A questo e noi insomma gliela cediamo ben volentieri a questo punto”.

Sotto accusa c’ l’ETS, il sistema di scambio delle emissioni. Nato per proteggere l’ambiente, dopo vent’anni diventato, dicono gli industriali, una tassa che prosciuga gli investimenti. Mentre l’Europa sogna un futuro a zero emissioni, la realt industriale rischia di essere “rasa al suolo” da costi energetici fuori controllo e meccanismi mai verificati. Come denuncia il Delegato di Confindustria per l’Energia, Aurelio Regina: “Se dopo 20 anni la Commissione non si posta il problema di dire ‘scusate, verifichiamo che impatto c’ stato’, qual l’impatto dell’ETS, per capire se i costi sono direttamente proporzionali ai benefici che noi abbiamo avuto. Nemmeno un’analisi”.

E mentre le nostre fabbriche pagano il conto della transizione, dai confini entrano concorrenti spietati. India e Cina crescono a doppia cifra. Non grazie all’innovazione, ma grazie a un dumping feroce: zero diritti, carbone a volont e, denuncia il direttore generale di Confindustria Ceramica Armando Cafiero, un’assoluta mancanza di trasparenza sull’origine della merce. “Stiamo chiedendo, ad esempio, di inserire almeno la dichiarazione di origine prodotti. Voi non so se sapete, ma l’Europa l’unica area dove non obbligatorio dichiarare da dove vengono i prodotti. Quindi uno che compra ceramica dall’India, dumping ambientale e sociale, neanche sa da dove arriva”.

“Non vengono pagati i contributi, lavorano dei bambini nelle fabbriche oppure si produce ancora carbone – rincara la dose il presidente della federazione europea CET, Graziano Verdi – ovvio che i costi di produzione sono diversi. L’India nel 2021 non esisteva praticamente come produttore. Adesso hanno gi il 9% delle quote del mercato europeo, hanno fatto pi del 70% di crescita in 4 anni, a fronte di un settore che ha avuto una crescita media del 2%”.

Una battaglia in cui le imprese non sono sole. In prima linea a Bruxelles c’ anche il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale. lui a portare sul tavolo politico la richiesta di un “piano Marshall” per la manifattura, per evitare che il Green Deal si trasformi in una desertificazione industriale. Sospendere l’ETS fino al 2030 e regole uguali per tutti. La ceramica italiana avvisa: senza correttivi immediati, la transizione ecologica sar solo un regalo ai competitor pi inquinanti.

Ucraina, annullato il vertice di Zelensky con Witkoff e Kushner. La delegazione di Trump rientra negli Usa

Roma, 3 dic. (askanews) – Il vertice tra il presidente ucraino Volodymyr Zelenksy e la delegazione del presidente statunitense Donald Trump, guidata da Steve Witkoff e dal genero Jared Kushner è stato annullato. A riferirlo è il giornale ucraino Kyiv Post.

L’incontro, che avrebbe dovuto svolgersi a Bruxelles, è stato annullato, stando a quanto si apprende da Alex Raufoglu, corrispondente capo del Kyiv Post a Washington. Il motivo della cancellazione non è ancora stato reso noto. Intanto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov parlando con i giornalisti ha sottolineato: “Apprezziamo molto la volontà politica del presidente Trump di continuare, per così dire, a cercare una soluzione pacifica al conflitto in Ucraina. E, naturalmente, siamo grati per questi sforzi da parte dell’amministrazione Trump”. Mosca è pronta a incontrare l’amministrazione Trump per tutto il tempo necessario a risolvere la situazione in Ucraina, ha aggiunto il portavoce, specificando che “una conversazione telefonica è possibile in qualsiasi momento (tra il presidente Putin e il presidente Trump, ndr)”. “È possibile organizzarne una rapidamente”, ha aggiunto il portavoce.

Inoltre Peskov ha sottolineato la necessità che la parte statunitense rispetti il principio del silenzio durante i colloqui per un accordo, ha affermato oggi il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

“Noi rispetteremo questo principio e speriamo che anche le nostre controparti americane lo faranno”, ha detto Peskov ai giornalisti, quando gli è stato chiesto degli aspetti tecnici dei colloqui tra il presidente russo Vladimir Putin e l’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff. Mosca non è una sostenitrice della diplomazia del megafono e anche gli Stati Uniti la pensano così, ha affermato il portavoce, aggiungendo che più silenziosi saranno i negoziati sulla soluzione ucraina, più produttivi saranno.

“Partiamo dal presupposto che in questo caso è meglio che i negoziati si svolgano in silenzio”, ha affermato Peskov.

Disabilità, Di Maolo (Serafico): ora svolta culturale su cura

Roma, 3 dic. (askanews) – Il “progetto di vita” per le persone con disabilità rappresentano la vera “chiave” per abbattere le barriere e non solo quelle strutturali. E questo si può fare anche attraverso “una svolta culturale sulla cura”. Proprio in questa direzione un giudizio positivo si può, quindi, esprimere sulla riforma dei caregiver, anche se “servono correttivi”. Questa la posizione della presidente del “Serafico” di Assisi, Francesca Di Maolo, in occasione della Giornata mondiale delle persone con disabilità.

La presidente dell’Istituto, un centro di eccellenza in Italia per la cura e la riabilitazione di persone con disabilità grave e gravissima, analizza i principali cambiamenti introdotti dalla riforma della disabilità: dalle nuove tutele per i caregiver al ruolo centrale del progetto di vita, nella quale, tra passi avanti e criticità, emerge una trasformazione che chiama in causa istituzioni e società.

D. Presidente Di Maolo, quando si parla di disabilità si pensa subito alle barriere architettoniche. Ma quanto pesano ancora oggi le barriere burocratiche?

Di Maolo – “Sono molto pesanti. Chi vive la disabilità come condizione quotidiana sa bene che queste barriere invisibili a volte feriscono più di una rampa mancante, perché costringono le persone ad accumulare certificazioni e a giustificare ogni richiesta. Ogni pratica può voler dire mesi di attesa, ma nel frattempo il bisogno resta. Per un genitore, un caregiver, un familiare, significa vivere sotto uno stress costante. Ma su questo tema il decreto legislativo n. 62 del 2024 incide fortemente, a partire dell’accertamento della condizione di disabilità che sarà gestito da un’unica procedura: la cosiddetta ‘valutazione di base’, affidata all’INPS, che sostituisce il vecchio sistema multi-commissione. La riforma prevede anche che, in caso di condizioni stabilizzate o ingravescenti, non ci siano più le revisioni periodiche, che oltre a essere inutili erano fortemente umilianti. Si supera finalmente la frammentazione tra risposte sanitarie, socio-sanitarie e sociali: non più percorsi separati per invalidità, riabilitazione, sostegni, scuola, inclusione, ma un unico approccio multidimensionale e integrato”.

D. – A che punto siamo, concretamente, con l’attuazione del progetto di vita introdotto dalla riforma 62/2024 (che introduce una definizione di disabilità introducendo nuovi elementi)?

Di Maolo – “Siamo in una fase delicata, quella in cui le norme devono essere messe a terra e trasformate in procedure, servizi e strumenti che le persone possano davvero utilizzare. I provvedimenti attuativi stanno accompagnando le Regioni, ma ora si gioca la partita vera, quella dell’organizzazione dei servizi e della formazione degli operatori. Il progetto di vita non è solo una procedura, è un cambio di sguardo: la persona con disabilità non è più un destinatario passivo, ma il protagonista del proprio percorso. È una trasformazione culturale prima ancora che amministrativa”.

D. – Un altro tassello importante è l’annunciata riforma dei caregiver familiari. Che segnale rappresenta per il Paese?

Di Maolo – “È un passaggio storico: per la prima volta si riconosce giuridicamente il ruolo di milioni di persone che da anni garantiscono cure essenziali spesso in solitudine. I limiti esistono – una platea ristretta, soglie ISEE molto basse per accedervi – ma si è avviato un percorso irreversibile: la cura familiare entra finalmente in un quadro strutturale di diritti e tutele. Ora la sfida è rafforzare questo primo impianto, ampliandolo e rendendolo più equo”.

D. – Che cosa dicono queste riforme, nel loro insieme, sul modo in cui l’Italia guarda oggi alla disabilità?

Di Maolo – “Che stiamo superando lentamente un modello assistenzialista per avvicinarci a un approccio che mette al centro la persona e i suoi diritti. Si riconosce sempre più che la disabilità non riguarda solo chi la vive, ma l’intera comunità. È un cambiamento importante, che però va accompagnato con risorse, continuità politica e attenzione alle disuguaglianze territoriali, altrimenti rischia di restare incompiuto”.

Pietrangeli, il figlio Marco: per lui la maglia azzurra era tutto

Roma, 3 dic. (askanews) – Tra i primi ad arrivare al Foro Italico di Roma alla camera ardente di Nicola Pietrangeli, il figlio Marco, che ne ha ricordato l’amore per la maglia azzurra: “Se non fosse stato cos attaccato alla Coppa Davis magari avrebbe guadagnato qualcosa in pi, ma lui era malato di questa cosa, per lui la maglia azzurra era tutto, indossarla era importantissimo. Rendiamoci conto che era un signore di 92 anni che ha amato il suo sport e che vedeva il tennis di oggi come una cosa di ‘mostri’ e marziani, nel senso di forti fisicamente”. Accanto al feretro sul campo di Pietrangeli, spicca la Coppa Davis vinta nel ’76 con Pietrangeli capitano.

Giornata delle persone con disabilità, Mattarella: l’inclusione arricchisce tutta la comunità

Roma, 3 dic. (askanews) – “La Costituzione garantisce a ogni donna e uomo, senza eccezioni, l’esercizio dei propri diritti. È, sovente, un percorso arduo, specie per troppe persone con disabilità, che vivono condizioni di solitudine ed emarginazione. Accade nella vita di ogni giorno, nelle strade dei nostri paesi e delle nostre città, nelle famiglie, nella scuola, nei servizi pubblici, nei luoghi di lavoro. Pregiudizi e stereotipi ostacolano la piena partecipazione alla vita della comunità e la messa in valore dei loro talenti”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità.

“Le famiglie affrontano sfide enormi. Ritardi, dinieghi, complicazioni irragionevoli, aggravano il peso economico, organizzativo ed emotivo della cura delle persone con disabilità, talvolta afflitte da abusi e maltrattamenti oltre che da discriminazioni”, osserva il Capo dello Stato.

“È una ferita per l’intera collettività e a essa va posto riparo con politiche e scelte appropriate. L’inclusione arricchisce l’intera comunità, contribuisce a un progresso sociale autentico e condiviso, in cui le persone con disabilità non vengono considerate un peso, bensì membri a pieno titolo della vita comune, alla quale sono chiamati a prendere parte con le capacità di cui sono dotati”, conclude Mattarella.

Il potere che opprime (sempre), Fabio Mauri in Triennale Milano

Milano, 3 dic. (askanews) – Le immagini di Goebbles alla Biennale di Venezia, i numeri malefici che generano gli errori della storia, gli oggetti che si fanno carico del dolore e della memoria. La Triennale Milano ospita una retrospettiva su Fabio Mauri, artista che ha saputo guardare in faccia il Novecento con lucidit e profondit. In particolare la mostra, presentata dall’Associazione Genesi, si concentra sul tema dell’oppressione.

“Il focus del pensiero dell’artista – ha detto ad askanews la curatrice della mostra, Ilaria Bernardi – quello di rivelare e metterci in guardia sui vari tipi di oppressione, appunto, cio di come il potere, la sua struttura ideologica, politica e sociale pu imprimere volontariamente, involontariamente, in maniera chiara o maniera suddola, sulle menti delle masse. In mostra questo sviluppato attraverso una serie di dieci grandi installazioni, dagli anni Settanta fino agli anni 2000, che contestualizzano l’oppressione in differenti contesti geografici e temporali”.

Non solo un ragionamento sul periodo del nazifascismo, ma un pi ampio e drammatico discorso sull’ideologia e sul modo in cui il potere entra nelle nostre vite e spesso le devasta. Di questo parla il lavoro di Mauri, capace di fornire una cornice interpretativa anche al presente iper-digitalizzato. “Non solo ha anticipato la potenza del quarto potere della comunicazione, che oggi si declina nello schermo, nel filtro dello screen – ha aggiunto la curatrice – ma ha anticipato anche tutta la tematica dell’oppressione legata alla manipolazione dell’informazione, quindi alla manipolazione della cultura”.

Fondamentali anche gli oggetti: schedari, valige, candelabri. Tutto concorre a creare la sensazione di una storia che, come diceva De Gregori, brucia le stanze e ci svela la natura profonda della violenza. Una lezione che per il presidente della Triennale Stefano Boeri oggi estremamente viva: “Ci rendiamo conto – ci ha spiegato l’architetto – di essere in fronte a un artista che intercetta un tempo della vita, un tempo del mondo che contemporaneo a noi oggi che guardiamo i suoi lavori. E’ questo suo sguardo cos acuto e profondo sulle tragedie della geopolitica e anche sul modo con cui queste si incrociano con la vita personale e individuale, con la sfida emotiva. un messaggio fortissimo oggi per i giovani e siamo felici che Triennale possa ospitare questa retrospettiva straordinaria”.

La mostra “Fabio Mauri – De Oppressione” aperta al pubblico fino al 15 febbraio 2026.

Pietrangeli, il figlio Filippo: per lui la maglia azzurra era tutto

Roma, 3 dic. (askanews) – Tra i primi ad arrivare al Foro Italico di Roma alla camera ardente di Nicola Pietrangeli, il figlio Filippo, che ne ha ricordato l’amore per la maglia azzurra: “Se non fosse stato cos attaccato alla Coppa Davis magari avrebbe guadagnato qualcosa in pi, ma lui era malato di questa cosa, per lui la maglia azzurra era tutto, indossarla era importantissimo. Rendiamoci conto che era un signore di 92 anni che ha amato il suo sport e che vedeva il tennis di oggi come una cosa di ‘mostri’ e marziani, nel senso di forti fisicamente”.

Accanto al feretro sul campo Pietrangeli, spicca la Coppa Davis vinta nel ’76 con Pietrangeli capitano.

Al Foro Italico camera ardente di Pietrangeli, il feretro sul campo

Roma, 3 dic. (askanews) – L’arrivo del feretro, accompagnato dal picchetto d’onore, sul campo Pietrangeli al Foro italico di Roma, come da lui voluto, intorno alle 8.30 del mattino: l’ingresso della bara dal tunnel dei campioni: cos si aperta la camera ardente di Nicola Pietrangeli, leggenda del tennis italiano, scomparso a 92 anni.

La bara, adornata da fiori bianchi e celesti, stata posizionata al centro del campo; al lato la Coppa Davis da lui vinta come capitano nel ’76. Su un maxischermo, le immagini del campione e in sottofondo la musica di Aznavour suo autore preferito.

Tra i primi ad arrivare, il figlio Filippo, la campionessa di nuoto Novella Calligaris, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio.

Nomine e appalti in Sicilia, domiciliari per Cuffaro e altri 2 indagati

Milano, 3 dic. (askanews) – Nel corso della mattinata il Raggruppamento operativo speciale (Ros) dei carabinieri, con il supporto del Comando provinciale carabinieri di Palermo, ha eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Tribunale di Palermo su richiesta della Procura, al termine degli interrogatori preventivi delle persone sottoposte alle indagini.

Il provvedimento del Tribunale, accogliendo in modo parziale le richieste formulate dalla Procura, ha disposto gli arresti domiciliari per Salvatore Cuffaro, Antonio Iacono e Roberto Colletti. Per Mauro Marchese e Marco Dammone è stato stabilito l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, assieme alla misura cautelare interdittiva del divieto temporaneo, per la durata di un anno, di esercitare attività imprenditoriali e incarichi direttivi in persone giuridiche. Nei confronti di Vito Raso è stato imposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Sempre da quanto spiegato dall’Arma in una nota, l’attività rientra nell’ambito dell’indagine che coinvolge Salvatore Cuffaro e che, secondo l’ipotesi accusatoria, riguarda l’ingerenza nelle nomine di dirigenti e funzionari degli enti amministrativi regionali impegnati nei settori della sanità, degli appalti e delle opere pubbliche, oltre al suo presunto coinvolgimento nella conclusione di accordi corruttivi legati a gare e concorsi pubblici, in particolare nel comparto sanitario.

Disabilità, Mattarella: pregiudizi e stereotipi ostacoli partecipazione

Roma, 3 dic. (askanews) – “La Costituzione garantisce a ogni donna e uomo, senza eccezioni, l’esercizio dei propri diritti. È, sovente, un percorso arduo, specie per troppe persone con disabilità, che vivono condizioni di solitudine ed emarginazione. Accade nella vita di ogni giorno, nelle strade dei nostri paesi e delle nostre città, nelle famiglie, nella scuola, nei servizi pubblici, nei luoghi di lavoro. Pregiudizi e stereotipi ostacolano la piena partecipazione alla vita della comunità e la messa in valore dei loro talenti”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità.

“Le famiglie affrontano sfide enormi. Ritardi, dinieghi, complicazioni irragionevoli, aggravano il peso economico, organizzativo ed emotivo della cura delle persone con disabilità, talvolta afflitte da abusi e maltrattamenti oltre che da discriminazioni”, osserva il Capo dello Stato.

È una ferita per l’intera collettività e a essa va posto riparo con politiche e scelte appropriate. L’inclusione arricchisce l’intera comunità, contribuisce a un progresso sociale autentico e condiviso, in cui le persone con disabilità non vengono considerate un peso, bensì membri a pieno titolo della vita comune, alla quale sono chiamati a prendere parte con le capacità di cui sono dotati”, conclude Mattarella.

Roma, al Foro Italico aperta la camera ardente di Nicola Pietrangeli

Roma, 3 dic. (askanews) – L’arrivo del feretro, accompagnato dal picchetto d’onore, sul campo Pietrangeli al Foro italico di Roma, come da lui voluto, intorno alle 8.30: l’ingresso della bara dal tunnel dei campioni: così si è aperta la camera ardente di Nicola Pietrangeli, leggenda del tennis italiano, scomparso a 92 anni.

Il feretro, adornato da fiori bianchi e celesti, posizionato al centro del campo; al lato la Coppa Davis da lui vinta come capitano nel ’76. Presente un maxischermo con le immagini del campioni e in sottofondo la musica di Aznavour suo autore preferito.

Tra i primi ad arrivare, il figlio Filippo, la campionessa di nuoto Novella Calligaris, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio.

Museo Diocesano, il presepe di carta si arricchisce di nuove figure

Milano, 3 dic. (askanews) – Come da tradizione natalizia, il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano riallestisce nelle sue sale il “Presepe del Gernetto”, composto da circa sessanta figure dipinte a tempera su carta e cartoncino, e realizzato da Francesco Londonio, artista lombardo del Settecento. Il presepe di carta si arricchisce quest’anno di nuovi elementi, dalla donazione di Raffaello Pini, restaurati per l’occasione grazie al supporto di PwC Italia, che ha offerto l’ingresso gratuito per tutti i visitatori il 2 dicembre, primo giorno di apertura.

“Oltre al presepe che tutti gli anni mostriamo – ha spiegato Nadia Righi, direttrice del Museo Diocesano – abbiamo avuto in dono da un privato che ha trovato alcune figure sul mercato antiquario queste cinque figure, in realt due scenografie, due paesaggi, due figure umane e un animaletto, e quindi possiamo presentarle al pubblico, ma possiamo presentarle al pubblico non come accaduto in passato, quando abbiamo dovuto fare molta fatica anche per trovare qualcuno che ci aiutasse per l’intervento di restauro che assolutamente necessario, ma li presentiamo gi restaurati grazie al generoso contributo di PWC”.

Eseguito probabilmente fra il settimo e l’ottavo decennio del Settecento ed entrato a far parte della collezione del Museo Diocesano nel 2018 con la donazione di Anna Maria Bagatti Valsecchi, il presepe costituisce l’ultimo esemplare settecentesco lombardo ad essere giunto pressoch integro ai giorni nostri. “Il presepe – ha aggiunto Chiara Carotenuto, Communication, Engagement and Branding Director di PwC Italia – al centro delle tradizioni delle festivit natalizie del nostro Paese e quindi aver contribuito con PWC al restauro e all’apertura, alla cittadinanza del presepe per noi veramente un orgoglio. Mette insieme i valori che contraddistinguono la nostra organizzazione, quindi attenzione al territorio, valori, cultura e tradizione e applicazione anche della tecnologia al restauro”.

Oltre a restauro del Presepe del Gernetto, PwC Italia porta avanti regolarmente azioni a sostegno e a promozione della cultura. “La cultura – ha concluso Alessandro Grandinetti, Clients and Markets Leader PwC Italia – collante, l’arte la bellezza, la bellezza serve per ritrovare la nostra umanit all’interno di questa trasformazione digitale. Noi siamo molto convinti che l’umanesimo sia l’anello mancante in questo momento che va recuperato nei confronti di una progressione tecnologica che tende a isolare”.

Il presepe di carta sar visitabile al Museo Diocesano fino al 25 gennaio 2026.

Sospetta frode nell’uso dei fondi Ue, Mogherini rilasciata dopo formalizzazione accuse

Roma, 3 dic. (askanews) – L’ex Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell’Unione Europea Federica Mogherini e altri due funzionari europei sono stati formalmente accusati di uso improprio di fondi Ue e sono stati rilasciati. Non si trovano in custodia cautelare. Lo ha dichiarato l’Ufficio europeo del pubblico ministero (Eppo).

L’Eppo ha confermato ieri perquisizioni presso la sede del Servizio europeo per l’azione esterna (Eeas) e la detenzione di tre persone. I media belgi hanno segnalato che tra i fermati figurano l’ex numero uno della politica estera Ue – ed ex ministra degli Esteri italiano – Federica Mogherini e l’ex direttore dell’Eeas Stefano Sannino. Con loro era stato fermato il cittadino italo-belga Cesare Zegretti.

“Dopo essere stati interrogati dalla Polizia giudiziaria federale belga (Fgp West-Vlaanderen), a queste tre persone sono state formalmente notificate le accuse a loro carico. Le accuse riguardano frode negli appalti e corruzione, conflitto di interessi e violazione del segreto professionale. Sono stati rilasciati, perché non sussiste il rischio della fuga”, si legge in un comunicato dell’Eppo.

Pietrangeli, al Foro Italico aperta la camera ardente

Roma, 3 dic. (askanews) – L’arrivo del feretro, accompagnato dal picchetto d’onore, sul campo Pietrangeli al Foro italico di Roma, come da lui voluto, intorno alle 8.30: l’ingresso della bara dal tunnel dei campioni: così si è aperta la camera ardente di Nicola Pietrangeli, leggenda del tennis italiano, scomparso a 92 anni.

Il feretro, adornato da fiori bianchi e celesti, posizionato al centro del campo; al lato la Coppa Davis da lui vinta come capitano nel ’76. Presente un maxischermo con le immagini del campioni e in sottofondo la musica di Aznavour suo autore preferito.

Tra i primi ad arrivare, il figlio Filippo, la campionessa di nuoto Novella Calligaris, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio.

Garman, ceo Aws: la nuova era degli agenti AI, dirompenti come Internet

Las Vegas, 3 dic. (askanews) – Da Las Vegas il ceo di Amazon web services, Matt Garman, ha dichiarato aperta la nuova era dell’intelligenza artificiale guidata dagli agenti Ai.

Nel suo keynote inaugurale all’evento Aws re:Invent, organizzato ogni anno dalla piattaforma di servizi cloud e a cui partecipano oltre 60mila persone, Garman ha sottolineato il fatto che l’avvento degli agenti rappresenta un vero e proprio punto di svolta.

“Siamo ancora agli albori di ciò che l’intelligenza artificiale offrirà, la tecnologia sta evolvendo più velocemente di qualsiasi cosa abbiamo mai visto prima. Non è passato molto tempo da quando tutti testavamo e sperimentavamo con i chatbot e ora sembra che ci sia qualcosa di nuovo ogni giorno”, ha detto, prima di presentare le principali novità in termini di servizi e soluzioni di Aws, pensate per dare a partner e clienti infrastrutture e mezzi per facilitare la creazione di agenti Ai, in vista di un mondo in cui miliardi di questi sistemi, alimentati dall’intelligenza artificiale e in grado di portare a termine compiti specifici autonomamente, lavoreranno insieme.

Secondo Garman, nonostante i continui progressi, le imprese non hanno ancora visto un ritorno che “corrisponde realmente alle promesse dell’intelligenza artificiale”, ed è proprio qui che gli agenti faranno la differenza. “Credo che l’avvento degli agenti ci abbia portato a un punto di svolta nella traiettoria dell’intelligenza artificiale. Si sta trasformando da una meraviglia della tecnologia a qualcosa che ci offre un valore reale. Questo cambiamento avrà un impatto sul vostro business pari a quello di Internet o del cloud. In futuro ci saranno miliardi di agenti in ogni azienda e in ogni campo immaginabile”, ha spiegato.

Uno scenario il cui impatto sociale e occupazionale è ancora tutto da capire, e da affrontare, ma che, secondo il ceo di Aws, vedrà questi sistemi non solo “accelerare le scoperte in ambito sanitario, migliorare il servizio clienti, rendere più efficiente l’elaborazione delle buste paga”, ma anche dare alle persone “più tempo per inventare di più”.

Garman ha poi elencato le principali novità di Aws, diventata “un’azienda da 132 miliardi di dollari, con una crescita del 20% su basa annua”, data center in 38 paesi, più altri tre in arrivo, e una rete aumentata del 50% negli ultimi 12 mesi: oltre 9 milioni di chilometri di cavi terrestri e sottomarini, “sufficienti per coprire la distanza Terra-Luna e ritorno oltre 11 volte”.

Fra le novità presentate Amazon Nova 2, con 4 nuovi modelli di intelligenza artificiale fra cui Omni, in grado di elaborare testo, immagini, video e parlato in input e produrre sia testo che immagini; Nova Forge, che consente ai clienti cloud di creare la propria versione personalizzata dei modelli Aws Nova; una nuova classe di agenti di intelligenza artificiale, frontier agent, in grado di gestire progetti complessi lavorando sempre più a lungo senza necessità di intervento umano; Ai Factories, offerta che porta i servizi Aws nei data center esistenti dei clienti; una nuova versione dei chip proprietari per l’addestramento della Ai chiamata Trainium 3 a cui seguirà, già in fase di sviluppo, Trainium 4.

Usa, Trump: tutti i documenti firmati con l’autopen da Biden sono "nulli"

Roma, 3 dic. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che tutti i documenti e gli ordini firmati dall’autopen al posto dell’ex presidente Joe Biden sono nulli e privi di effetto.

“Tutti i documenti, proclami, ordini esecutivi, memorandum o contratti firmati per ordine dell’ormai famigerato e non autorizzato ‘AUTOPEN’, all’interno dell’amministrazione di Joseph R. Biden Jr., sono nulli, privi di effetto e privi di ulteriore validità o effetto. Chiunque riceva ‘Grazie’, ‘Commutazioni’ o qualsiasi altro documento legale così firmato, è pregato di essere informato che tale documento è stato completamente e definitivamente annullato e non ha alcun effetto legale”, ha scritto Trump su Truth Social.

Ucraina, Putin e Witkoff a colloquio 5 ore: nessun accordo su territori. Ancora "molto lavoro da fare"

Roma, 3 dic. (askanews) – E’ durato quasi cinque ore l’incontro al Cremlino tra il presidente russo Vladimir Putin, l’inviato spaciale americano Steve Witkoff e il genero di Donald Trump, Jared Kushner. Il direttore del Fondo Russo per gli Investimenti Diretti (RDIF) e inviato speciale presidenziale russo per la cooperazione economica con l’estero, Kirill Dmitriev, presente ai colloqui, ha definito la riunione “produttiva”. Il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov ha parlato invece di colloqui utili e costruttivi, sebbene le parti abbiano affrontato solo “l’essenza” del piano statunitense per l’accordo di pace e non proposte specifiche, discutendo i documenti sulla possibile intesa ricevuti dalla Russia.

Putin ha fatto presente ai suoi interlocutori che Mosca potrebbe accettare solo alcuni aspetti del piano statunitense per l’Ucraina, mentre altri susciterebbero alcune perplessità da parte russa. “Potremmo accettare alcuni punti, e il presidente lo ha confermato ai suoi interlocutori. Altri punti hanno suscitato critiche da parte nostra riguardo a una serie di proposte”, ha spiegato Ushakov. In particolare, nessun compromesso è stato raggiunto sui territori occupati dalla Russia in Ucraina. “Non è stata ancora scelta una soluzione di compromesso (sui territori), ma alcune proposte americane possono essere discusse”, ha dichiarato Ushakov ai giornalisti, precisando: “resta ancora molto lavoro” per raggiungere un accordo.Witkoff e Kushner dovrebbero incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un paese europeo domani, 3 dicembre, secondo il sito di notizie Axios, che cita fonti. I delegati americani intendono discutere con Zelensky i risultati dei loro negoziati con Putin. Axios non ha precisato il luogo esatto dell’incontro. Secondo il consigliere di Putin, comunque, i rappresentanti statunitensi non hanno promesso alla parte russa di recarsi a Kiev, ma hanno affermato che sarebbero tornati a casa, a Washington. “Per quanto ne so, i colleghi americani si sono recati all’ambasciata, poi andranno a Washington… Non hanno promesso di recarsi a Kiev, hanno promesso di tornare a casa, a Washington”, ha detto Ushakov ai giornalisti.

Da parte sua, la Russia ha concordato, a livello di collaboratori e rappresentanti, di proseguire i contatti con gli Stati Uniti, ha confermato Ushakov, facendo riferimento in particolare a “queste due persone arrivate oggi al Cremlino”. Tanto più che, le discussioni su “questioni territoriali” avvenute oggi hanno prodotto “soluzioni che non preannunciano la fine della crisi”, ha insistito il consigliere russo, confermando che Russia e Stati Uniti hanno concordato di non divulgare l’essenza dei colloqui al Cremlino.

Il segretario di stato americano, Marco Rubio ha dal canto suo affermato che sono stati compiuti “alcuni progressi” nei negoziati con la Russia per mettere fine al conflitto con l’Ucraina. “E quindi quello che abbiamo cercato di fare e credo di aver fatto qualche progresso è capire con che cosa gli ucraini potrebbero convivere che dia loro garanzie di sicurezza per il futuro”, ha detto Rubio ai microfoni di Fox News, aggiungendo che gli Stati Uniti sperano che il compromesso “permetta loro non solo di ricostruire la loro economia, ma di prosperare come Paese”.

Cara Bologna… Bersani la benedice, Ferrara la denuda

Il canto di Bersani: Bologna come reliquia civile

Ieri sera a Otto e mezzo, Bersani ha descritto la questione bolognese, ovvero l’attacco sferrato dalla Presidente del Consiglio al mito del buongoverno emiliano, come un sacrilegio compiuto da mani profane. L’Università di Bologna, “la prima nella storia europea”, diventa un totem: non disturbare, non toccare, non discutere. Il problema, secondo l’ex segretario Pd, non è l’ateneo in sé ma il simbolo: Bologna è il Fort Apache della sinistra italiana, quella “cittadella rossa” che risveglia gli istinti aggressivi della destra.

Da qui il salto al referto psichiatrico: “Fatevi curare da uno bravo”. Il Bersani oracolare parla di un Paese “da non smontare” e di centri antiviolenza come linee Maginot morali, mentre la premier viene dipinta come predatrice di roccaforti rosse — toghe, consultori, università. Zero merito, solo territorio e appartenenza, come se la città fosse la protesi sentimentale di un’intera area politica.

L’altra Bologna di Giuliano Ferrara

Invece stamane, sul Foglio, Giuliano Ferrara parte dalla stessa materia e la ribalta: non la città-simbolo da difendere, ma il corpo reale da diagnosticare. Bologna non è ferita da Meloni – suggerisce – ma dal proprio declino: la resa agli invasati anti-israeliani, la rinuncia “pacifista fino al disdoro” ad insegnare filosofia agli ufficiali dell’Esercito.

La sua Bologna — “calda e umida e fredda nel cuore delle stagioni estreme” — non è la mitica “cittadella rossa”, ma una città che ha perso il senso di sé. Non la grande madre della cultura italiana, ma un organismo che inciampa sui propri anticorpi. Ferrara non canta, incide in modo caustico: non santifica, mette a nudo l’ipocrisia.

Due sguardi disallineati sulla città

Bersani parla in nome della memoria e dell’identità: Bologna come capitale morale. Ferrara parla di tessuti e organi: Bologna come corpo vulnerabile. Uno teme l’invasione, l’altro registra la resa.

L’ex segretario Pd denuncia CasaPound a “150 metri dalla stazione della strage”. Ferrara evoca Marco Biagi e una bicicletta abbandonata: non l’assedio, ma la fragilità interna. Uno difende il mito (rosso). L’altro seziona il cadavere di questo mito.

 

Il caustico Ferrara

Bersani ammonisce la Meloni: “Non toccare quei tasti ideologici”. Ferrara rovescia la questione: e se quei tasti non fossero ideologici ma nervi, stati dell’anima?

Bologna scivola nel culto dell’identità, si mette in posa davanti allo specchio della storia e non sa più che volto questo specchio rifletta. La prima università d’Europa, certo — o “la città civile e ben messa”, come dice Bersani. Ma anche la città che rifiuta la filosofia proprio a chi la filosofia potrebbe tornare utile nel servizio alla Patria, vale a dire i militari.

Insomma, non è la Meloni che “tocca Bologna”. È Bologna che non sa più dove farsi toccare. E qui, ahimè, l’Emilia di Ferrara taglia più netto del peana televisivo di Bersani.

L’Alma senza anima. Università, informazione e Nato: tre facce della stessa paura

Università di Bologna, mater o matrigna

Forse non solo il nostro Paese ma è la doppiezza che la fa sempre da padrone. Si dice una cosa ma di fondo non si esclude anche un’altra, è l’eterno conflitto tra conciliazione e ambiguità di ogni eventuale compromesso. Si fa mezzo passo in avanti pronti a riguadagnare però la posizione di iniziale partenza. Accade che l’Esercito abbia chiesto alla Università di Alma Mater in quel di Bologna di poter procedere alla istruzione per alcuni suoi allievi ufficiali in materia di filosofia. L’Università, che da madre nutre di sapere i suoi figli, si è rifiutata di accoglierli e di allattarli di conoscenza in un campo che apre la mente ben oltre le competenze armigere. Forse si è temuta una militarizzazione della istruzione. Da subito è partito il richiamo alla parola d’ordine e di salvezza della situazione, rivendicandosienfaticamente ”l’autonomia ” delle scelte.

Viceversa, dovrebbe essere ambizione di ogni centro di cultura offrire il proprio prodotto a chiunque voglia cibarsene. Alma è in latino ciò che nutre ma in altra lingua significa anche l’anima, proprio quella che è mancata nel gestire il fatto di cui si discute. Nella vita, è bene rassegnarsi, non c’è mai solo un senso per definire un significato. Si è dunque dovuto scomodare il Governo per garantire che il corso ai militari comunque si farà mentre, se si fosse ben compreso, il Rettore dell’Università, non proprio un estraneo alla vicenda, munito di sprezzante coraggio, pare abbia dichiarato come la decisione del gran rifiuto sia in capo al Dipartimento di Filosofia, così che lui non abbia nessuna responsabilità in merito. Laviamocene le mani da Pilato in poi è la lezione da seguire.

Autonomi, non automi

Occorre agire da autonomi e non da automi è la regola che si sbandiera spostando la riflessione dalla primaria esigenza di chi vorrebbe irrobustire il patrimonio della propria cultura anche se munito di gradi e stellette.

Si legge, se vero, che gli studenti del Collettivo Universitario Autonomo abbiano criticato l’iniziativa essendo la: “Riprova del fatto che i nostri atenei si stanno piegando sempre più alle logiche della guerra e del riarmo”. Se, oltre agli slogans di maniera, studiassero davvero un briciolo di filosofia dando maggior respiro al pensiero, forse tornerebbe loro utile prendere esempio da quei scriteriati ragazzi in divisa chehanno l’ardire di andare oltre il solo perimetro del mestiere che hanno scelto.

Quando si cade in inciampo la via d’uscita è sempre la stessa per cui la faccenda è quindi derubricata a difficoltà logistiche e carenza di docenti da destinare al corso. Tra un po’ non se ne parlerà più, possiamo stare tranquilli, restando irrisolto il dilemma tra ispirazione antimilitarista o mancanza di mezzi per l’insegnamento.

 

Le parole della Albanese, unallarme senza sale

Nel paese del detto e non detto anche Francesca Albanese ci ha messo la sua. All’alba di un nuovo giorno, dopo l’irruzione di un gruppo Pro-Palnella sede del giornale “La Stampa”, ha fatto o ricordato la scoperta dell’acqua calda. Propalare la sua lettura della storia sembra esserle irrinunciabile. Da quando gli uomini sono sulla terra si aggregano per gruppi di interesse per chi mangia per primo la preda catturata a chi realizza l’affare più grosso o a chi gestisce maggior potere in questo o quel settore. Il mondo presenta sempre una eterna competizione al suo interno, a volte sfociando addirittura in scontro bellico. Ogni libertà è sempre di carattere relativo ed è inutile raccontarsi il contrario. “In un mondo che, prigioniero è…” cantava senza inganni e inconsistenti astrazioni l’eccelso Battisti, fotografando la realtà per come essa è.

Dire che dietro ogni centro di informazione ci siano poteri economici organizzati che spingono in un senso o nell’altro è una banalità che non dovrebbe procurare nessun senso di meraviglia. “È la stampa, bellezza, e tu non ci puoi far niente”, disse il grande Bogart alla battuta finale del film a titolo “L’ultima minaccia”. Non a caso ci sono giornali con sensibilità politiche assai diverse. Sta a ciascun lettore regolarsi per come gli pare scegliendo o facendosi abbindolare da questo o da quello.

La Albanese ha sollecitato l’informazione ad essere più onesta nel riportare i fatti del pianeta e in particolare della Palestina. Ne conseguirebbeche il condizionamento delle linee editoriali,esaltando o sfumando o annebbiando notizie,produrrebbe negli scontenti reazioni anche violente. Sul nesso di causa ed effetto si potrebbe discutere per millenni. Denunciare le regole che da sempre muovono il mondo, al pari di un inedito che irrompe d’improvviso nella vita della società, è perlomeno infantile o serve furbescamente da esca per il gonzo che abbocca.

 

Il timing della Nato

Da ultimo oggi l’Ammiraglio Cavo Dragone, Presidente del Comitato Militare della Nato, ha detto in sostanza che non abbozzerà più di frontea provocazioni o ai vari attacchi con mezzi ibridiche vengono da Putin e compagni e che, a difesa, potrebbe agire anche preventivamente, di rimando a quanto fin ora sopportato. Mi faccio cavo ma non fino al punto di soccombere. Ha sputato fuoco dalle fauci ed è da stabilire perché strategicamente abbia parlato adesso e non in passato o in futuro. La nitidezza non può essere reclamata in una materia così complessa.

Da Bologna alla Albanese, fino a Dragone, non ci resta altro rimedio, per ora, che prenderla con filosofia.

Violenza, archiviare il passato? No. Capirlo per difendere il presente

Il ritorno di un odore stantio del passato

È vero, la storia non si ripete mai. O meglio, quasi mai. Eppure proprio in questi giorni abbiamo risentito un profumo maleodorante di passato che stenta ad essere del tutto archiviato. Anche se non può e non deve essere affatto dimenticato. Mi riferisco, nello specifico, allo storico slogan che campeggiava all’inizio della drammatica stagione del terrorismo rosso nel nostro Paese. E cioè, moltissimi “cattivi maestri” dell’epoca lanciavano uno slogan, accompagnato da massicce adesioni di esponenti di primo piano della sinistra di quella stagione, riconducibile all’ormai storico “né con lo Stato né con le Br.”.

Cioè si trattava di una sensibilità culturale e politica che individuava sostanzialmente nei deliranti messaggi dei brigatisti rossi una domanda che non poteva essere banalmente archiviata. Un concetto delirante ed agghiacciante che faceva seguito ad un altro concetto molto popolare in quegli anni tristi e bui. Perché alla fine, e sempre sull’onda di quel comune sentire, si trattava solo “di compagni che sbagliano”.

La svolta del Pci: la condanna della lotta armata

Dopodiché, e anche e soprattutto alla luce della svolta dichiaratamente terroristica e criminale dei “compagni che sbagliano”, il gruppo dirigente del Pci assunse una posizione netta, inequivoca, chiara e coraggiosa contro tutti coloro che avevano intrapreso la strada della lotta armata.

Ma questo è il passato, sufficientemente noto e conosciuto.

Lassalto a La Stampa e i nuovi cattivi maestri

Veniamo all’oggi, soprattutto dopo l’agguato di impronta squadristica alla redazione del quotidiano La Stampa di Torino. È noto chi siano i protagonisti di questo gesto. Lo hanno confermato gli inquirenti. Ma quel che impressiona, e ancora di più del gesto squadrista, sono le reazioni dei “cattivi maestri” di oggi. Che, guarda caso, sono straordinariamente simili a quelli di ieri.

Certo, è cambiato radicalmente il contesto politico, culturale, ideologico e sociale del nostro Paese. Come, del resto, non c’è — almeno sino ad oggi — alcun pericolo di marca terroristica per come l’abbiamo tristemente conosciuta e sperimentata negli anni ’70 e ’80 nel nostro Paese. Ma, al contempo, non possiamo ingenuamente sottovalutare i germi di violenza — e sempre più estrema — che ormai si respirano a piene mani nel tessuto del Paese. E non solo nella conclusione di quasi tutti i cortei di protesta che si moltiplicano nel nostro Paese e che registrano la convinta e forte aggregazione di quasi tutte le frange più violente presenti oggi nel nostro Paese.

Il pericoloso però”: dissociarsi a metà è un ritorno al passato

Ora, e di fronte a un quadro sempre più preoccupante ed inquietante, assistiamo a comportamenti — e soprattutto a dichiarazioni, come quella espressa da Francesca Albanese dopo l’atto squadristico torinese e condivisa, come ovvio, da moltissimi esponenti della sinistra politica, culturale ed ideologica italiana — che sottolineano ed evidenziano distinzioni che riportano indietro le lancette della nostra storia democratica.

In sintesi: “siamo contro la violenza, però”; “ci dissociamo da gesti violenti, ma”.

La lezione di ieri, lurgenza di oggi

Morale della favola. Ieri, come oggi, di fronte alla violenza politica occorre essere chiari. Auspicabilmente prima che la situazione degeneri in una deriva che, purtroppo, è nota anche nei suoi particolari. “Né con lo Stato né con le Br” e, comunque sia, sono soltanto “compagni che sbagliano”, sono slogan non più riproponibili, seppure sotto sembianze diverse. Sempre ché vogliamo ancora conservare, rafforzare e consolidare i principi e i valori democratici, liberali e costituzionali.

La demografia non è un’arma. Musk e l’estinzione della razza bianca     

La profezia che non regge ai fatti

La narrativa rilanciata da Elon Musk — la “quasi estinzione” della popolazione bianca su scala mondiale — si affida a un postulato fragile. Secondo un post circolato sui social, la percentuale di “bianchi” sarebbe scesa dal 35% di un secolo fa all’8% nel 2021. Il punto è che nessuna istituzione statistica internazionale produce dati coerenti e omogenei che classificano l’umanità in “razze” globali: né Nazioni Unite, né banche dati demografiche avanzate. Il concetto stesso è metodologicamente inconsistente. Parlare di “declino dei bianchi” significa aggregare categorie etniche eterogenee, frutto di storie, culture e auto-identificazioni che cambiano nel tempo. La scienza sociale lo definirebbe un costrutto, non un parametro universale.

La demografia reale, non quella immaginaria

Le dinamiche demografiche esistono, ma richiedono rigore. In alcuni Paesi occidentali, l’invecchiamento della popolazione e la bassa natalità sono fattori evidenti. Tuttavia, questi fenomeni non autorizzano l’idea di una “estinzione” globale. La popolazione mondiale cresce nelle aree con tassi di fertilità più elevati, mentre migrazioni e mescolanze ridisegnano continuamente identità ed appartenenze. L’idea di un colore dominante che scompare è una semplificazione che ignora la storia umana: nessuna civiltà, nessun gruppo, si conserva identico a sé stesso mentre i popoli si incontrano, si mischiano, costruiscono nuovi spazi culturali.

Il pericolo delle metriche identitarie

Trasformare la demografia in un contatore razziale è un gesto politico, non scientifico. Alimenta paure profonde: minoranze minacciate, culture sotto assedio, identità da difendere contro un “altro” indefinito. È la grammatica dei movimenti sostituzionisti, che predicano la scomparsa di interi popoli per giustificare protezionismi etnici o discriminazioni preventive. La storia insegna che queste retoriche anticipano esclusione e conflitto. Parlare di “bianchi estinti” significa rovesciare il senso della convivenza democratica: la persona diventa cifra biologica, non soggetto di diritti.

Il compito di chi informa

Il punto è respingere l’uso ideologico dei numeri. Sostenere che l’umanità debba contenersi dentro “recinti cromatici” significa dimenticare che l’Europa ha costruito la sua forza nella commistione. La democrazia liberale regge quando riconosce che la dignità umana è indisponibile: non si misura, non si pesa, non si classifica. Musk ha il diritto di provocare. Ma chi vive di responsabilità pubblica — media, istituzioni, comunità politiche — ha il dovere di smontare le scorciatoie. La scienza non annuncia estinzioni, piuttosto chiede maturità. La civiltà occidentale non si difende contando pigmenti, bensì garantendo libertà, uguaglianza e giustizia.

Ucraina, Putin-Witkoff a colloquio 5 ore: nessun accordo su territori occupati

Roma, 3 dic. (askanews) – E’ durato quasi cinque ore l’incontro al Cremlino tra il presidente russo Vladimir Putin, l’inviato spaciale americano Steve Witkoff e il genero di Donald Trump, Jared Kushner. Il direttore del Fondo Russo per gli Investimenti Diretti (RDIF) e inviato speciale presidenziale russo per la cooperazione economica con l’estero, Kirill Dmitriev, presente ai colloqui, ha definito la riunione “produttiva”. Il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov ha parlato invece di colloqui utili e costruttivi, sebbene le parti abbiano affrontato solo “l’essenza” del piano statunitense per l’accordo di pace e non proposte specifiche, discutendo i documenti sulla possibile intesa ricevuti dalla Russia.

Putin ha fatto presente ai suoi interlocutori che Mosca potrebbe accettare solo alcuni aspetti del piano statunitense per l’Ucraina, mentre altri susciterebbero alcune perplessità da parte russa. “Potremmo accettare alcuni punti, e il presidente lo ha confermato ai suoi interlocutori. Altri punti hanno suscitato critiche da parte nostra riguardo a una serie di proposte”, ha spiegato Ushakov. In particolare, nessun compromesso è stato raggiunto sui territori occupati dalla Russia in Ucraina. “Non è stata ancora scelta una soluzione di compromesso (sui territori), ma alcune proposte americane possono essere discusse”, ha dichiarato Ushakov ai giornalisti, precisando: “resta ancora molto lavoro” per raggiungere un accordo.

Witkoff e Kushner dovrebbero incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un paese europeo domani, 3 dicembre, secondo il sito di notizie Axios, che cita fonti. I delegati americani intendono discutere con Zelensky i risultati dei loro negoziati con Putin. Axios non ha precisato il luogo esatto dell’incontro. Secondo il consigliere di Putin, comunque, i rappresentanti statunitensi non hanno promesso alla parte russa di recarsi a Kiev, ma hanno affermato che sarebbero tornati a casa, a Washington. “Per quanto ne so, i colleghi americani si sono recati all’ambasciata, poi andranno a Washington… Non hanno promesso di recarsi a Kiev, hanno promesso di tornare a casa, a Washington”, ha detto Ushakov ai giornalisti.

Da parte sua, la Russia ha concordato, a livello di collaboratori e rappresentanti, di proseguire i contatti con gli Stati Uniti, ha confermato Ushakov, facendo riferimento in particolare a “queste due persone arrivate oggi al Cremlino”. Tanto più che, le discussioni su “questioni territoriali” avvenute oggi hanno prodotto “soluzioni che non preannunciano la fine della crisi”, ha insistito il consigliere russo, confermando che Russia e Stati Uniti hanno concordato di non divulgare l’essenza dei colloqui al Cremlino.

Mediaworld passa ai cinesi: JD.com si assicura l’85% della tedesca Ceconomy

Milano, 2 dic. (askanews) – JD.com, gigante cinese dell’ecommerce, si è assicurato l’85,2% del capitale di Ceconomy – azienda leader in Europa nel settore dell’elettronica di consumo proprietaria di MediaMarkt, MediaWorld e Saturn – al termine dell’offerta pubblica di acquisto.

Al termine, infatti, del periodo di accettazione supplementare, JD.com ha annunciato oggi che sono state consegnate 290.228.196 azioni nell’ambito della sua Opa volontaria in contanti lanciata su tutte le azioni in circolazione di Ceconomy. JD.com si è quindi assicurata il 59,8% del capitale e dei diritti di voto che, unitamente alla quota mantenuta dal futuro partner, Convergenta, si traduce in una partecipazione totale dell’85,2%. Convergenta, azionista della famiglia fondatrice di Ceconomy, manterrà una partecipazione del 25,35% dopo l’Opa.

“Apprezziamo la forte risposta degli azionisti che hanno scelto di accettare l’offerta di JD.com sulla base della nostra raccomandazione”, ha commentato Kai-Ulrich Deissner, Ceo di Ceconomy. “Questo traguardo ci avvicina alla creazione dell’azienda che vogliamo essere in futuro, a vantaggio dei nostri clienti e dipendenti. Con JD.com come nostro partner, saremo in grado di accelerare l’attuale traiettoria di crescita di Ceconomy e rafforzare ulteriormente la nostra posizione di piattaforma omnicanale leader in Europa per l’elettronica di consumo”.

La chiusura dell’Opa è ancora soggetta alle consuete condizioni dell’offerta, ovvero alle autorizzazioni per gli investimenti esteri in sospeso e all’autorizzazione per i sussidi esteri dell’Ue, che dovrebbero avvenire nella prima metà del 2026. Una volta completata l’Opa, JD.com potrebbe procedere alla revoca dalla quotazione di Ceconomy.

Slitta approdo in Cdm del decreto Ucraina. I dubbi della Lega

Roma, 2 dic. (askanews) – Appare e scompare nel giro di qualche ora. Il decreto per prorogare l’autorizzazione a cedere mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all’Ucraina diventa un caso ancora prima di essere presentato all’esame del governo. Alle nove di mattina a tutti i ministeri viene recapitata la convocazione del pre Consiglio, in vista della riunione dell’esecutivo prevista per giovedì pomeriggio: un ordine del giorno decisamente corposo, 18 punti in tutto, tra i quali svetta proprio il provvedimento che riguarda Kiev. Intorno alle 16, però, un nuovo invio: a scomparire dall’elenco dei testi in esame è proprio il decreto Ucraina.

La cessione di armi fu decisa dopo l’invasione russa con un decreto legge del 25 febbraio 2022 dall’allora governo Draghi che la autorizzava fino al 31 dicembre di quell’anno, ed è stata poi prorogata ogni anno anche dall’attuale esecutivo, da ultimo il 23 dicembre del 2024.

Un terreno che si è fatto via via più scivoloso per l’attuale maggioranza, con i dubbi della Lega che sono diventati sempre più insistenti. Ancora questa mattina, nel suo intervento all’assemblea generale di Alis, Matteo Salvini ha messo in chiaro le sue perplessità. “Io – ha detto – parteggio per l’Italia, mettere fine al conflitto tra Russia e Ucraina è un bene per chi sta morendo al fronte, per l’economia italiana ed europea. Chi si mette di mezzo per impedire l’accordo tra Russia, Ucraina e Stati Uniti non fa bene all’Italia e all’Europa”. Nè mancano esponenti del suo partito, come Claudio Borghi, che da tempo hanno messo in chiaro di non avere alcuna intenzione di votare una nuova autorizzazione quando tornerà in Parlamento a gennaio.

Uno scenario da maneggiare con cura per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che proprio oggi è volata in Bahrein dove è ospite del vertice dei Paesi del Golfo (domani è previsto il suo intervento). Per questo, alla fine, si è optato per un rinvio. Il ragionamento fatto recapitare dai leghisti è che non ci fosse alcuna urgenza di esaminare già giovedì il provvedimento, anche in virtù dell’attesa dell’esito dei colloqui in corso a cominciare da quello odierno tra il presidente russo, Vladimir Putin e l’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff. “Scommettiamo sulla pace”, è il ragionamento attribuito al leader del Carroccio che, secondo alcuni boatos, ne avrebbe parlato anche direttamente con la premier. Lo stesso ministro della Difesa, che la settimana scorsa ha presentato al Copasir il dodicesimo pacchetto di aiuti all’Ucraina, avrebbe argomentato che non era necessario esaminare il decreto con così tanto anticipo. Peraltro proprio Guido Crosetto potrebbe non partecipare alla prossima riunione del Consiglio dei ministri perché impegnato in un altro appuntamento pubblico. Il delicato passaggio per la maggioranza è solo rinviato.

Ucraina, Zelensky: non esistono soluzioni semplici a questa guerra

Roma, 2 dic. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sul proprio canale Telegram, ha dichiarato che, in questa guerra, “non esistono soluzioni semplici”.

“Sappiamo bene che cosa sta accadendo. Sappiamo con chi abbiamo a che fare. Il problema non è la difficoltà nel prendere decisioni: io sono in grado di prenderle. È fondamentale che tutto avvenga in modo giusto e trasparente. Che non ci siano giochi alle spalle dell’Ucraina. Che nulla venga deciso senza l’Ucraina riguardo a noi, al nostro futuro”, ha chiarito il presidente ucraino.

“Le questioni più sensibili e più complesse riguardano i territori e i beni congelati”, ha osservato Zelensky.

“Non posso parlare a nome dei leader europei per quanto riguarda i fondi congelati in Europa. Posso solo condividere la mia visione, e sta a loro sostenerla. E poi ci sono le garanzie di sicurezza. Contiamo su solide garanzie di sicurezza da parte degli Stati Uniti, dell’Europa e anche di alcuni altri leader. Questo è uno dei temi della Coalizione dei Volenterosi. Ci stiamo lavorando”, ha scritto Zelensky.”Ritengo che questi tre temi siano i più delicati e i più importanti. Le nostre squadre continueranno a lavorarci”, ha concluso il leader ucraino.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha scritto sul proprio profilo Telegram che, in merito ai negoziati di pace con la Russia, gli ucraini chiedono “certezza”.

“I russi hanno iniziato la guerra, e non esiste alcuna alternativa a questa formulazione. Testimone – il mondo intero. Sono venuti con aggressione per distruggerci. Noi li abbiamo fermati. L’Europa ha aiutato, l’America ha aiutato. La Russia non è riuscita a occupare l’Ucraina soprattutto grazie alla forza del popolo ucraino – dei soldati, dei civili – e, certamente, grazie ai nostri partner”, ha scritto pochi minuti fa sul proprio canale Telegram il presidente ucraino.

“Gli Stati Uniti dicono che basta spargimento di sangue. E noi li sosteniamo pienamente”, ha chiarito Zelensky, specificando però che “dobbiamo finire questa guerra in modo tale che tra un anno la Russia non torni di nuovo, con una terza invasione”.

“Non hanno raggiunto l’obiettivo di occupare il nostro Stato. Ma non sono sicuro che i loro obiettivi siano cambiati. Possono essere rimandati, e per questo abbiamo bisogno di protezione”, ha puntualizzato Zelensky. “Cosa accadrà domani, quando i nostri soldati torneranno a casa, torneranno a essere insegnanti, ingegneri, persone di varie professioni? Torneranno, mentre la Russia continuerà a rafforzare la propria forza militare, preparandosi a un’altra invasione”, si è chiesto il leader ucraino, tornando a chiedere “certezza”, questo è “ciò di cui gli ucraini hanno bisogno”.

Luigi Dallapiccola: a 50 anni dalla morte eventi in tre città

Milano, 2 dic. (askanews) – Nel cinquantesimo anniversario della scomparsa di Luigi Dallapiccola, tre città, Roma, Cremona e Mantova, ospitano un percorso musicale e divulgativo dedicato a uno dei compositori più colti, rigorosi e internazionali del Novecento italiano. Tra il 6 e il 12 dicembre 2025, nei teatri Palladium, Ponchielli e Bibiena, il programma pensato dalla Fondazione Roma Tre Teatro Palladium in collaborazione con l’Accademia Nazionale Virgiliana di Mantova e la Fondazione Claudio Monteverdi di Cremona sarà realizzato da Roma Tre Orchestra Ensemble, restituendo al pubblico la ricchezza di un autore che ha intrecciato musica, letteratura e identità culturale europea.

Prima assoluta: al Teatro Palladium di Roma, il 6 dicembre con inizio alle 20. Dallapiccola – istriano, “italiano separato dalla patria”, intellettuale aperto alle avanguardie e profondamente legato alla tradizione letteraria italiana, in particolare a Dante – ha attraversato il Novecento portando nella serialità un’intensità lirica unica. Questo progetto nasce per raccontare quel profilo umano e creativo, rendendo accessibile la complessità della sua ricerca attraverso concerti e incontri introduttivi dedicati alla sua figura e al suo lascito.

Il progetto, finanziato dalla Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura nell’ambito dei progetti speciali Musica, prevede l’esecuzione di alcune tra le sue opere più rappresentative, dalle Liriche greche alla Sonatina canonica, dal Quaderno musicale di Annalibera alle composizioni vocali su testi di Biagio Marin, Antonio Machado e Johann Wolfgang Goethe, con l’obiettivo di testimoniare il legame profondo tra la sua produzione musicale e l’universo letterario e poetico. La collaborazione con l’Accademia Nazionale Virgiliana di Mantova e la Fondazione Claudio Monteverdi di Cremona, insieme al coinvolgimento delle rispettive istituzioni cittadine, colloca il progetto in una dimensione di dialogo tra ricerca, divulgazione e pratica esecutiva.

I tre appuntamenti in calendario saranno introdotti da incontri illustrativi della figura e dell’opera del compositore istriano. Al Teatro Palladium dell’Università Roma Tre, in Piazza Bartolomeo Romano 8, l’incontro sarà introdotto da Luca Aversano e Paola Besutti, con interventi di Mila De Santis, Marcello Panni ed Emanuele Stracchi, coordinati da Jacopo Pellegrini.

Foto di Leonardo Zen

Libano, il Papa: Hezbollah lasci le armi e cerchi il dialogo

Roma, 2 dic. (askanews) – “Si l’ho visto, evidentemente c’è da parte della Chiesa la proposta che lascino le armi e che cerchiamo il dialogo. Ma più di questo preferisco non commentare in questo momento”. Così Papa Leone ha risposto alla domanda di un giornalista sul volo di rientro a Roma circa la richiesta di Hezbollah per una mediazione della Santa Sede.

“Durante questo viaggio ho avuto anche incontri personali con rappresentanti di diversi gruppi che rappresentano autorità politiche, persone o gruppi che hanno qualcosa a che vedere con i conflitti interni o anche internazionali nella regione. – ha spiegato il Papa – Il nostro lavoro principalmente non è una cosa pubblica che dichiariamo per le strade, è un po’ dietro le quinte. È una cosa che già abbiamo fatto e continueremo a fare per convincere le parti a lasciare le armi, la violenza, e venire insieme al tavolo di dialogo. Cercare risposte e soluzioni che non sono violente ma che possono essere più efficaci”, ha concluso.

Ucraina, Trump: stiamo cercando la soluzione per finire la guerra ma non è facile, è un pasticcio

New York, 02 dic. (askanews) – “Abbiamo un problema con una guerra che la nostra gente sta cercando di risolvere ora con Russia e Ucraina. Non siamo più coinvolti economicamente nella guerra”. A dichiararlo è stato il presidente americano Donald Trump in un incontro alla Casa Bianca con il suo Gabinetto di Governo. Il presidente ha criticato gli aiuti offerti dall’ex presidente Biden gratuitamente e ha vantato la sua decisione di vendere alla NATO gli equipaggiamenti militari offerti poi a Kiev. Trump ha aggiunto che in questo momento i suoi inviati a Mosca stanno cercando di risolvere la guerra, ma “non è una situazione facile. Lasciate che vi dica che è un pasticcio”.

“Penso a tutte le guerre che ho concluso. Dovrei ricevere il Premio Nobel per ogni guerra, ma non voglio essere avido”, ha inoltre dichiarato il presidente Trump, ricordando di aver già concluso “8 guerre” e che il Nobel gli spetterebbe già, sottolineando di essere però più preoccupato della gente che muore e desidera per questa ragione porre fine alle guerre.

Mps, non si arrestano vendite in Borsa (-3,7%), venerdì il Cda

Milano, 2 dic. (askanews) – Sono proseguite anche oggi le vendite in Borsa su Mps, sotto pressione da giovedì con la notizia dell’inchiesta della Procura di Milano sulla scalata a Mediobanca che vede indagati l’AD Luigi Lovaglio, Francesco Gaetano Caltagirone e Francesco Milleri con le ipotesi di reato di aggiotaggio e di ostacolo alle Autorità di vigilanza. Le azioni del Monte hanno perso un altro 3,7%, maglia nera tra le blue chip di Piazza Affari, scendendo a 7,626 euro, sui minimi da circa un mese. Dalla chiusura del 26 novembre, il titolo ha perso oltre il 12%.

Per venerdì 5 dicembre è stato convocato il cda dell’istituto senese, il primo dopo la notizia dell’indagine. Sul tavolo le carte dell’inchiesta, con l’AD Lovaglio che dovrebbe riferire ai consiglieri la propria strategia difensiva. La banca, che non risulta indagata ai sensi della legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, fin da subito di è detta fiduciosa “di poter fornire tutti gli elementi a chiarimento della correttezza del proprio operato”, manifestando “piena fiducia” nelle Autorità competenti e confermando “completa collaborazione”.

Mps, che ha superato l’esame Bce sul capitale con il Cet1 al 16,9%, ampiamente superiore a requisiti, è anche al lavoro sull’aggregazione con Mediobanca: come richiesto dalla Bce al momento dell’autorizzazione all’offerta, Mps, infatti, entro sei mesi dalla data di acquisizione del controllo di Piazzetta Cuccia – quindi entro marzo – deve presentare il piano che dovrà prevedere indicazioni dettagliate sulla conformazione delle attività del nuovo gruppo, nonchè, tra le altre cose, il futuro di Mediobanca in Borsa.

Amazon, il primo magazzino italiano ora il cuore dei resi

Castel San Giovanni (PC), 2 dic. (askanews) – Qui dove i pacchi tornano indietro. Non per essere dimenticati, ma per rinascere. Siamo a Castel San Giovanni, nel piacentino, dove Amazon ha appena completato una trasformazione radicale: il suo primo magazzino italiano, quello da cui tutto partito nel 2011, oggi diventato il cuore dei resi per l’intero Paese. Un cambio di pelle che racconta molto di come sta evolvendo l’e-commerce.

“MXP5 il primo sito lanciato dall’azienda in Italia, nel lontano 2011 – spiega Fabio Procopio, responsabile del Centro resi Amazon di Castel San Giovanni -. Negli anni ha svolto un ruolo estremamente importante per la crescita dell’azienda. Recentemente, anche perch soffriva di tecnologie vetuste rispetto ai magazzini lanciati pi recentemente, si riconvertito per effettuare attivit estremamente importanti per il business. Non ultima, proprio quest’anno, appunto, la conversione completa a centro resi italiano. Da qualche mese gestiamo tutti i resi clienti Italia proprio in questo magazzino”.

Un unico centro per gestire tutto. E i numeri parlano chiaro: 1.300 dipendenti a tempo indeterminato, un investimento che radica Amazon in questo territorio. Oltre 25 miliardi di euro investiti in Italia dal 2010, di cui pi di 4 solo nell’ultimo anno. “Il fattore uomo sempre stato centrale in questa azienda – precisa Procopio -. La tecnologia sempre stata un supporto alle nostre attivit, per rendere pi efficiente quello che facciamo e permettere ai nostri operatori di fare attivit pi a valore aggiunto, riducendo invece attivit ripetitive o che possono essere pi onerose per l’operatore stesso”.

La sfida, qui, duplice: gestire i resi al meglio, certo, ma anche farli diminuire. Come? Con l’intelligenza artificiale, foto pi dettagliate, video, recensioni. L’obiettivo aiutare il cliente a scegliere bene la prima volta. E centralizzare tutto in un unico hub significa anche meno chilometri, camion sempre pieni, meno emissioni. “Cerchiamo di dare quanto possibile nuova vita ai prodotti che vengono resi dai nostri clienti – conclude il responsabile del Centro resi Amazon di Castel San Giovanni -. La stragrande maggioranza di quello che gestiamo in questo magazzino torna in vendita come nuovo. Il secondo grande gruppo di prodotti usati, tramite Amazon Seconda Mano. E soltanto in maniera residuale provvediamo a cessione a liquidatori o donazioni. L’estrema ratio, che veramente minima, quella del riciclo”.

Meno resi, e quelli che arrivano tornano in circolo. In un mondo dove restituire un pacco diventato un gesto quasi automatico, qui provano a invertire la rotta.

Il caso, sospetta frode nella formazione di diplomatici: fermati Mogherini e Sannino

Roma, 2 dic. (askanews) – La direttrice del Collegio d’Europa ed ex Alto rappresentante dell’Ue per la politica estera, Federica Mogherini, è in stato in fermo nell’ambito di un’indagine su una possibile frode nell’utilizzo dei fondi Ue. Lo riportano i media belgi Le Soir e L’Echo, secondo i quali sarebbe stato fermato anche l’ex segretario generale del servizio europeo per l’azione esterna a Bruxelles (Eeas), Stefano Sannino. Sarebbero complessivamente tre le persone poste in stato di fermo nell’ambito dell’indagine. Il terzo – secondo Politico – sarebbe Cesare Zegretti, italo-belga, co-direttore dell’Ufficio Executive Education, Training and Projects da gennaio 2022.

Oggi sono state effettuate perquisizioni presso la sede del servizio europeo per l’azione esterna a Bruxelles (Eeas) e in diversi edifici del Collegio d’Europa a Bruges, nell’ambito dell’indagine condotta dalla Procura europea di Bruxelles su una sospetta frode relativa ai programmi di formazione finanziati dall’Ue per giovani diplomatici.

I fatti contestati risalgono al periodo 2021-2022 e, secondo la Procura europea, i reati ipotizzati sarebbero “frode nell’aggiudicazione di appalti pubblici, corruzione, conflitto di interessi e violazione del segreto professionale”.

Gli inquirenti stanno cercando di stabilire “se il Collegio d’Europa o i suoi rappresentanti siano stati informati in anticipo dei criteri di selezione” nell’ambito della gara d’appalto indetta dal servizio diplomatico dell’Ue per un programma di formazione e abbiano avuto sufficienti motivi per ritenere che sarebbe stata loro affidata l’attuazione del progetto, prima della pubblicazione ufficiale del bando di gara da parte del SEAE.

Secondo la procura europea, vi sono forti sospetti che, durante la procedura di gara per il programma, sia stato violato l’articolo 169 del Regolamento Finanziario relativo alla concorrenza leale e che informazioni riservate relative all’appalto in corso siano state condivise con uno dei candidati partecipanti alla gara. Prima delle perquisizioni, l’EPPO ha richiesto la revoca dell’immunità a diversi sospettati, che è stata concessa. I fatti oggetto dell’indagine sono stati inizialmente segnalati all’OLAF. Potrebbero costituire frode negli appalti, corruzione, conflitto di interessi e violazione del segreto professionale. L’indagine è supportata anche dal giudice istruttore belga nelle Fiandre Occidentali (distretto di Ypres).

Come ricorda Le Soir, la Procura europea (Eppo), istituita nel 2021, è un organismo indipendente dell’Ue incaricato di contrastare le frodi ai danni dei fondi Ue e qualsiasi altro reato che leda i suoi interessi finanziari (corruzione, riciclaggio di denaro, frode transfrontaliera in materia di Iva).

Questo organismo sovranazionale ha l’incarico di indagare, ma anche di perseguire e di assicurare alla giustizia i responsabili di tali reati, un nuovo potere che non ha l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf).

“L’Unione europea preferisce ignorare i propri problemi di corruzione ma continua a dare lezioni agli altri”, ha commentato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, secondo le agenzie russe. “Ogni giorno milioni di euro scorrono attraverso canali di corruzione verso Kiev nell’Ue e da lì finiscono nelle tasche private. Questo va avanti da anni e sotto gli occhi di tutti”, ha insistito. “Nel frattempo, preferiscono ignorare i propri problemi, dando costantemente lezioni a tutti gli altri”.

Manovra, accordo governo-banche per evitare nuovo aumento dell’Irap

Roma, 2 dic. (askanews) – E’ stato raggiunto l’accordo tra governo e banche per un contributo aggiuntivo al finanziamento della legge di bilancio dal settore, evitando un ulteriore aumento di mezzo punto dell’addizionale Irap.

Secondo quanto riferiscono fonti vicine alla trattative, il punto di caduta sarebbe stato trovato su una misura che prevede un ulteriore taglio biennale sulle percentuali di deducibilità delle banche. Una misura provvisoria che varrebbe per il 2026 e il 2027.

Calcio, Allegri squalificato per una giornata

Roma, 2 dic. (askanews) – Tutto come previsto. Max Allegri, tecnico del Milan, è stato squalificato per una giornata dal giudice sportivo della Serie A, al termine della tredicesima giornata, per quanto successo nel finale di Milan-Lazio. In particolare “per avere, al 52° del secondo tempo contro la Lazio contestato con fare intimidatorio la decisione arbitrale, mentre il direttore di gara si apprestava ad effettuare una ‘on field review’, dirigendosi prima verso il tunnel degli spogliatoi, in segno di dissenso, e raggiungendo successivamente l’arbitro nell’area di revisione”, è quanto si legge nella sentenza del giudice sportivo. “Dopo la notifica del provvedimento di espulsione, mentre usciva dal recinto di gioco, assumeva un atteggiamento provocatorio nei confronti di un componente della panchina avversaria”, si legge ancora nel testo. Per Allegri anche una ammenda di 10mila euro.

Benedetta Porcaroli: sembro dura ma in realt sono di gomma

Roma, 2 dic. (askanews) – Con la sua interpretazione in “Il rapimento di Arabella” Benedetta Porcaroli ha vinto il premio come migliore attrice al concorso Orizzonti del festival di Venezia e dal 4 dicembre il film diretto da Carolina Cavalli arriva al cinema. La regista racconta la storia di Holly, che a 28 anni pensa che la propria vita sia andata nelle direzione sbagliata. Quando incontra una bambina, Arabella, pensa che sia lei stessa da bambina ed convinta di poter cambiare il proprio passato. La regista ha detto: “In realt il desiderio di tornare indietro in realt l’opposto, un desiderio di andare avanti, ecco”, mentre Porcaroli ha ironizzato: “Abbiamo capito che nella teoria cos che si fa, si risolvono le cose, si accettano e si va avanti, il contrario non funziona tanto bene”.

Con linguaggio surreale, ironia e molta tenerezza Cavalli racconta un passaggio di vita di una giovane donna, in cui in qualche modo Porcaroli si riconosce. “Mi sento molto diversa da lei per in questo giochino di sembrare dura invece essere di gomma un po’ mi ritrovo. Infatti quando mi arrabbio, mi arrabbio tanto, in maniera esplosiva, per dura 25 secondi e un attimo dopo tutto finito” ha confessato.

Alla domanda se sia cos diffuso fra le giovani come loro fare gi dei bilanci, regista e attrice rispondono: “Il fatto che siamo bombardate dalle altre possibilit, sempre costanti, che pi compriamo pi possiamo avere una vita pi grossa, una vita migliore. Questa cosa ha a che vedere con il fatto che diciamo: ma sar al posto giusto al momento giusto?” ha detto Cavalli, mentre Porcaroli ha concluso: “Credo che ci sia anche un pessimo rapporto con l’idea del fallimento, che ti costringe a fare dei bilanci di cui sopra”.

Danilo Gallinari si ritira dal basket giocato

Roma, 2 dic. (askanews) – Danilo Gallinari, 37 anni, ha comunicato il ritiro dal basket con un post sui social: “Oggi, con il cuore pieno di gratitudine, annuncio il mio ritiro dopo una carriera che ho sempre sognato. Una carriera costruita con il duro lavoro, i sacrifici, le vittorie, le sconfitte, i compagni di squadra diventati fratelli, la guida dei miei allenatori e, naturalmente, la famiglia e gli amici che sono stati con me in ogni passo del cammino. È stato un viaggio incredibile, ricco di ricordi che porterò con me per tutta la vita. A chi ha creduto in me, a tutti quelli che mi hanno sostenuto e a chi ha condiviso i momenti con me: grazie, dal profondo del cuore. Sono entusiasta per il prossimo capitolo!”. Pur essendo un personaggio iconico del basket italiano ha vinto solo un titolo a Porto Rico nel 2025. Classe 1988, Danilo Gallinari Dopo essersi messo in luce con l’Olimpia Milano, nel 2007, da sesta scelta assoluta del Draft NBA, è sbarcato in NBA, ai New York Knicks. Ha vestito ben nove maglie delle franchigie Nba

Calcio, la proposta di Sarri: postazioni Var opposte alle panchine

Roma, 2 dic. (askanews) – Il designatore arbitrale Gianluca Rocchi ha spento definitivamente le polemiche sul contatto Pavlovic-Marusic che aveva infiammato il finale di Milan-Lazio: “Non è rigore, la decisione giusta era calcio d’angolo. Meritava un check di 15 secondi”. Una frase che prova a riportare calma, ma il tema resta rovente, soprattutto alla vigilia della nuova sfida tra biancocelesti e rossoneri.

A riportare l’attenzione sul clima che si respira ci ha pensato Maurizio Sarri, intervenuto a Sportmediaset dopo il silenzio stampa post-San Siro: “Bisogna azzerare tutto e ributtarsi sulla prossima partita, senza crearsi alibi di arbitraggi”. Il tecnico ha poi avanzato un’idea per evitare pressioni eccessive in campo: “Mettiamo le postazioni Var dalla parte opposta delle panchine. L’arbitro deve decidere in una tranquillità diversa da quella che ho visto”. Nessuna sete di vendetta: “Rivalsa? Di tutto abbiamo bisogno meno che di una partita nervosa”.

Sul piano tecnico, Sarri è tornato sul match di sabato: “Siamo andati molto bene nel primo tempo, poi dopo il gol abbiamo sbandato. In questa fase tre partite a settimana sono un problema, ma faremo un sacrificio e daremo tutto”. Tra infortuni e giocatori reduci da lunghe assenze, il tecnico fotografa una Lazio in piena fase di ricostruzione: “Non abbiamo velleità di classifica, ci servirà per crescere e creare una base”.

Guardando al Milan, nessuna illusione: “Non possiamo pensare di annullare la loro pericolosità per 90 minuti, possono farti gol in tanti modi”. E sulla Coppa Italia, Sarri resta coerente: “È una formula che non mi piace, giocheremo turno per turno”.

Capitolo mercato: il tecnico gela le aspettative. “A gennaio bisognerà vedere se ci sarà un mercato. Quello decisivo sarà giugno. Ho detto cosa può mancare, ma i nomi li farà la società. Non possiamo fare a meno di nessuno, parlare ora farebbe solo del male”.

Tra arbitraggi, rotazioni forzate e una sfida che torna subito, Sarri prova a tenere la Lazio lontana dalle tensioni. L’appuntamento con il Milan è già un nuovo esame.

Ucraina, Tajani: “Bisogna concludere questa carneficina”

Roma, 2 dic. (askanews) – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine del primo forum imprenditoriale Italia-Mongolia a Roma, ha commentato gli sviluppi del piano di pace in Ucraina, sottolineando che “bisogna concludere questa carneficina”.

Tajani ha ribadito che “serve una pace giusta”, una pace “che non significhi la sconfitta dell’Ucraina”, osservando che necessario sostenere delle reali garanzie di sicurezza per Kiev.

Soprattutto alla luce del fatto che “gli americani hanno accettato la nostra proposta di (realizzare, ndr) una forma di garanzia simile a quella dell’articolo 5 della Nato”.

Tajani commenta il fermo di Federica Mogherini: “Io sono garantista”

Roma, 2 dic. (askanews) – “Io sono garantista”, ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa a margine del primo forum imprenditoriale Italia-Mongolia a Roma, commentando il fermo dell’ex Alta rappresentante europea e direttrice del Collegio d’Europa, Federica Mogherini, nell’ambito di un’indagine su una possibile frode nell’utilizzo dei fondi Ue.

“Vedremo cosa sar contestato”, ha osservato il ministro e vicepremier.

Papa, Mattarella: Mediterraneo torni crocevia di dialogo e pace

Roma, 2 dic. (askanews) – “Santità, al rientro dal Suo viaggio apostolico in Turchia e Libano, Le rivolgo il mio affettuoso pensiero. Il Suo richiamo incessante al rispetto della persona umana, alla solidarietà e all’inclusione ha trovato corrispondenza nell’entusiasmo dei tanti che si sono radunati per accoglierLa. Mi riferisco, in particolare, ai giovani, chiamati a tutelare l’identità plurale del Mediterraneo, affinché torni a essere un crocevia di dialogo e di pace. A nome del popolo italiano e mio personale desidero porgerLe il più cordiale e sincero saluto”. Lo ha scritto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato a Papa Leone XIV.

Putin: la Russia non ha intenzione di andare in guerra con l’Europa, ma se l’Europa lo farà, siamo pronti

Roma, 2 dic. (askanews) – La Russia non ha intenzione di andare in guerra con l’Europa, ma se l’Europa lo farà, saremo pronti fin da subito, ha dichiarato oggi il presidente russo Vladimir Putin.

“Non intendiamo andare in guerra con l’Europa, l’ho detto cento volte, ma se l’Europa improvvisamente vorrà combatterci e lo farà, saremo pronti fin da subito. Non ci sono dubbi”, ha detto Putin, citato dalle agenzie russe.

Putin, inoltre ha minacciato ritorsioni a Kiev per gli attacchi alle petroliere. Gli attacchi alle navi nel Mar Nero sono atti di pirateria, ha dichiarato il presidente: “So che è successo: attacchi a petroliere in acque neutrali o addirittura non neutrali, ma in una zona economica speciale di un altro Stato, di un terzo Stato. Questa è pirateria, nient’altro”, ha detto Putin, secondo le agenzie russe.

La Russia prenderà in considerazione misure di ritorsione contro le navi dei Paesi che assistono l’Ucraina nei suoi attacchi nel Mar Nero, ha affermato Putin.

“Il modo più radicale è isolare l’Ucraina dal mare. Allora sarà davvero impossibile per lei dedicarsi alla pirateria”, ha aggiunto Putin.

Putin ha inoltre rivendicato ancora le conquiste russe sul campo, smentite da Kiev. Alla città di Krasnoarmeysk (Pokrovsk) è stata attribuita particolare importanza ed è una buona base per raggiungere tutti gli obiettivi prefissati per l’operazione militare speciale, ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin.

“Questa città è stata e continua a essere attribuita particolare importanza sia dalla parte ucraina che dalle forze armate russe. Questa città non è solo un’importante struttura infrastrutturale collegata a un’intera rete di comunicazioni con la regione, ma soprattutto, in termini militari, è una buona base per raggiungere tutti gli obiettivi prefissati all’inizio dell’operazione militare speciale”, ha detto Putin, secondo le agenzie russe.

Krasnoarmeysk è sempre stata una priorità per l’Ucraina, ha affermato ancora Putin, e ha ricordato che la Russia si è offerta di visitare la città a coloro che dubitavano che fosse sotto il controllo delle forze russe.

Zelensky: ci sono 20 punti nell’ultima bozza del piano di pace, c’è la possibilità di porre fine alla guerra

Roma, 2 dic. (askanews) – Questo è “uno dei momenti più impegnativi e allo stesso tempo più ottimistici”, ha affermato oggi Volodymyr Zelensky dall’Irlanda aggiungendo che “ora, più che mai, c’è la possibilità di porre fine a questa guerra”. Il presidente ucraino ha affermato che l’ultima bozza del piano di pace comprende 20 punti, su cui si è lavorato a Ginevra e in Florida. Ma “alcune cose devono ancora essere risolte”, ha sottolineato.

L’Ucraina “attenderà i risultati dei negoziati tra Stati Uniti e Russia” e reagirà di conseguenza, con possibili incontri di follow-up, ha detto Volodymyr Zelensky in una conferenza stampa congiunta con il primo ministro irlandese Micheal Martin a Dublino. Il presidente ucraino ha affermato di voler vedere i risultati effettivi di questi colloqui.

Zelensky ha aggiunto di non essere disposto a discutere pubblicamente tutti gli aspetti dell’accordo.

Il presidente ucraino ha affermato che le questioni più delicate riguardano i territori dell’Ucraina, l’uso dei beni russi congelati e le garanzie di sicurezza per l’Ucraina da parte di Stati Uniti, Europa e altri Paesi. “Penso che questi tre argomenti siano i più delicati e i più importanti. E credo che i nostri team continueranno a lavorarci”, ha dichiarato.

L’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff e il genero di Trump, Jared Kushner, dopo i colloqui con il presidente russo Vladimir Putin, dovrebbero recarsi da Mosca in un Paese europeo per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Lo ha riportato oggi Axios.

I colloqui dovrebbero svolgersi mercoledì, quando Witkoff e Kushner informeranno Zelensky sui contenuti dei loro colloqui con Putin, secondo quanto riportato dal media americano, citando due fonti a conoscenza del dossier.

Formula1, Hadjar e Verstappen in Red Bull nel 2026

Roma, 2 dic. (askanews) – Isack Hadjar è ufficialmente un nuovo pilota del team Red Bull Racing e nel 2026 sarà titolare del secondo sedile di Milton Keynes accanto a Max Verstappen. Quando mancano appena sei giorni dalla conclusione definitiva della stagione 2025 di Formula 1, la Red Bull ha ufficializzato la line-up del prossimo anno confermando le indiscrezioni che ormai da tempo suggerivano il giovane talento francese – protagonista quest’anno di una splendida annata in Racing Bulls, coronata anche da un podio – come il prescelto da Laurent Mekies e Helmut Marko. Hadjar dunque va a rimpiazzare Yuki Tsunoda e diventa il terzo differente pilota scelto dalla Red Bull per affiancare Verstappen in appena 12 mesi, dall’appiedamento di Sergio Perez: prima di lui e di Tsunoda infatti, la scelta del team era ricaduta sul neozelandese Liam Lawson, sopravvissuto in squadra per appena due GP prima di essere rispedito in Racing Bulls.

“Evolution – il circo del futuro” per la prima volta in italia

Roma, 2 dic. (askanews) – Dopo un tour di 7 mesi alle Isole Canarie approda in Italia il pi innovativo circo mai visto prima che vi proietta in un mondo futuristico. Si tratta di EVOLUTION il circo del Futuro. Sar a Roma dal 6 dicembre 2025 all’8 febbraio 2026 all’Eur nell’area dell’ex Velodromo in via Oceano Pacifico 271 L’innovazione e l’emozione si incontrano in EVOLUTION, il nuovo spettacolo di Le Cirque Zoppis creatori di successi come CirCuba, Aqua Circo e CircAfrica.

Pi che uno spettacolo circense, EVOLUTION un’esperienza immersiva che infrange le regole del circo tradizionale e trasporta il pubblico in un universo futuristico, dove tecnologia e adrenalina si fondono come mai prima d’ora e rigorosamente senza animali.

Oggi i videogiochi e gli schermi ci trasportano in mondi virtuali pieni di sfide ma se la sfida pi emozionante fosse nella vita reale? EVOLUTION risponde a questa domanda immergendo gli spettatori in uno show dove tecnologia e rischio estremo si uniscono per ricordare che nulla supera l’intensit di ci che viviamo in prima persona.

Qui gli artisti non sono personaggi digitali, ma persone reali che sfidano gravit, equilibrio e limiti fisici con talento e determinazione, perch alla fine il miglior gioco la vita stessa e il miglior schermo quello che si vede con i propri occhi.

EVOLUTION rivoluziona il concetto di circo moderno con un impatto visivo e acrobatico mozzafiato: 40 artisti in scena, talenti unici provenienti da ogni parte del mondo, che uniscono abilit eccezionali e stili inconfondibili, acrobazie uniche che sfidano la gravit con imprese straordinarie: artisti sospesi in aria sorretti solo dalla forza dei denti e trapezisti motorizzati che fondono il brivido del motore con la destrezza aerea in un numero da togliere il fiato, un palcoscenico digitale avvolgente, con un imponente muro LED che trasforma ogni numero in una nuova dimensione, tecnologia all’avanguardia, con luci laser, proiezioni interattive e droni in azione, spettacolari giochi di luci e costumi con effetti laser, per un impatto visivo senza precedenti, momenti di pura adrenalina ed emozione, per ricordare che le esperienze dal vivo sono irripetibili.

EVOLUTION un invito a provare emozioni reali: il brivido, la risata, la sorpresa e l’euforia di essere presenti in quel momento. Perch nessuno schermo pu sostituire l’energia di ci che accade dal vivo. Con una durata di due ore, EVOLUTION promette uno spettacolo travolgente, vibrante e coinvolgente per tutte le et. Un’esperienza unica che far battere il cuore del pubblico pi forte. Non solo uno spettacolo, ma un viaggio nel futuro dell’intrattenimento dal vivo.

Spazi da non perdere, a Lecce nasce “Open Castle Meeting Point”

Roma, 2 dic. (askanews) – Con l’open day dello scorso ottobre, il Castello Carlo V di Lecce si aperto alla citt in una nuova veste. Grazie al Protocollo d’intesa sottoscritto dalla Direzione generale Musei del Ministero della cultura e dalla Fondazione con il Sud finalizzato alla valorizzazione di beni culturali nel Mezzogiorno da parte di Enti del Terzo Settore, la Direzione regionale Musei Puglia tramite avviso pubblico in collaborazione con Fondazione con il Sud ha selezionato il progetto “Open Castle Meeting Point” per la valorizzazione del Castello Carlo V di Lecce attraverso una co-gestione pubblico-privato sociale.

Il progetto promosso dall’Associazione temporanea di imprese Open Castle composta da The Monuments People, Consorzio Sale della Terra e Socioculturale scs – con il sostegno di Fondazione con il Sud. L’iniziativa risponde all’obiettivo del partenariato di incoraggiare la partecipazione attiva del Terzo Settore e il coinvolgimento della comunit e dei soggetti che intendono contribuire allo sviluppo sociale, economico e culturale del territorio.

Il castello, una delle opere fortificate pi importanti della Puglia, sar abitato da una comunit creativa, sociale, educativa e diventer uno spazio di accoglienza e partecipazione. Ci saranno visite guidate, laboratori per bambini e adulti, attivit artigianali, un hub creativo e un bar sociale. Particolare attenzione sar rivolta ai percorsi educativi e all’inclusione, con iniziative dedicate a scuole, famiglie, cittadini e visitatori.

Questo progetto di gestione e valorizzazione il primo esperimento di partenariato pubblico-privato su un edificio statale di cos grandi dimensioni. Il castello, si presta cos a diventare autentico simbolo della memoria storica collettiva, e con il progetto Open Castle si prepara a diventare un modello culturale innovativo, sostenibile e diversificato.

Heroes International Film Festival, a Roma tra cinema e videogames

Roma, 2 dic. (askanews) – Si terrà dal 9 all’11 dicembre, al The Space Roma Moderno di Roma, la sesta edizione di Heroes International Film Festival, con il tema “Cinema, Serie & Videogames: storytelling e nuove tecnologie”. HEROES è il festival delle maestranze che celebra artisti e professionisti del cinema e della serialità “di genere” horror, fantasy, sci-fi, thriller, action e cross-over che prima e dentro il film lavorano alla costruzione della magia e della messa in scena del racconto per la sala e la TV, i broadcaster online e l’interactive.

Supportata dalle maggiori categorie italiane delle professioni e delle arti dell’audiovisivo, la kermesse raccoglie una comunità di creativi e tecnici coinvolti in anteprime, masterclass, internazionali, concorsi per cortometraggi, premiazioni e celebration.

I premi dedicati a grandi maestri e giovani talenti del cinema e delle serie “di genere” italiane e agli studi internazionali più innovativi del Cinema e dell’Interactive, dei VFX e dell’Animazione europea: – Heroes Master al Visual Effects Supervisor VICTOR PEREZ (The Dark Knight Raises, Rogue One. A Star Wars Story, Harry Potter e i doni della Morte, Pirati dei Caraibi: oltre i confini del mare). – Heroes Action al Creative Producer GIGI CAVENAGO (Orfani, Così Zeke scoprì la religione/Love, Death & Robot). – Heroes Transmedia allo studio PLATIGE IMAGE (Fallen Art, Fish Night/ Love, Death & Robots) – Heroes Master alla Production Designer LUCIA BORGOGNONI (La stoffa dei sogni, Star Wars. La minaccia fantasma, Spiderman: Far from Home). – Heroes Studio of the Year allo studio DIGIC (Secret Level, The Secret War/Love, Death & Robots).

Carceri, La Russa: entro Natale fuori chi è vicino a fine pena

Roma, 2 dic. (askanews) – “In vista del Natale, il mio appello è di fare uscire, anche dalla riunione di oggi, un invito a chi ha il potere di farlo di affrontare subito” l’emergenza del sovraffollamento carcerario consentendo che chi “la pena l’ha già quasi interamente scontata possa magari continuare a scontarla dentro di sé o magari in un altro modo”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervenendo alla presentazione del libro ‘L’emergenza negata – Il collasso delle carceri italiane’, di Gianni Alemanno e Fabio Falbo, detenuti a Rebibbia. L’evento è stato promosso da ‘Nessuni tocchi Caino’.

La Rete IZS come presidio essenziale di prevenzione One Health

Roma, 2 dic. (askanews) – La Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali italiani torna al Forum Risk Management in sanit di Arezzo per portare al centro del dibattito il contributo della sanit pubblica veterinaria nella prevenzione dei rischi per la salute umana, animale e ambientale.

Diffusa in modo capillare su tutto il territorio nazionale, la Rete IZS costituisce una infrastruttura unica nel panorama europeo: 10 sedi centrali e decine di sezioni diagnostiche periferiche lavorano ogni giorno a supporto del Servizio sanitario nazionale e regionale, garantendo sorveglianza epidemiologica, ricerca sperimentale, formazione degli operatori, supporto di laboratorio e attivit diagnostica. Grazie a migliaia di professionisti, tra cui veterinari, biologi, chimici, tecnologi alimentari, tecnici di laboratorio, statistici e altre figure specialistiche, la Rete presidia l’intera filiera agroalimentare e contribuisce in modo determinante alla tutela della salute pubblica in ottica One Health.

“La Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali un modello unico in Europa e rappresenta un presidio essenziale per la prevenzione. La nostra forza risiede nella capillare distribuzione sul territorio e nella capacit di integrare rapidamente le competenze, garantendo un sistema di sorveglianza avanzato e una risposta efficace a tutela della Salute Pubblica, animale e ambientale in ottica One Health”, spiega Stefano Palomba, Commissario Straordinario dell’Izs di Lazio e Toscana, in rappresentanza della Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali italiani.

Nel corso del Forum, la Rete Izs ha concentrato l’attenzione innanzitutto sul rapporto tra vettori e cambiamento climatico. Il riscaldamento globale, la tropicalizzazione del clima e le modifiche degli habitat stanno favorendo l’espansione di zanzare, zecche e altri vettori in aree e periodi dell’anno un tempo considerati a basso rischio. Attraverso reti di sorveglianza integrate, strumenti diagnostici avanzati e attivit di supporto alle autorit sanitarie, gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali contribuiscono a individuare precocemente le malattie trasmesse da vettori e a definire strategie di prevenzione adeguate ai nuovi scenari epidemiologici.

“Il cambiamento climatico una condizione che tocca tutti e che deve essere affrontata in maniera multidisciplinare e noi, come Istituti Zooprofilattici, abbiamo un compito importantissimo nel prevenire tutte queste malattie infettive. Ne abbiamo tante nei nostri territori e ai nostri confini”, ha spiegato il prof. Giuseppe Iovane, direttore generale dell’IZS del Mezzogiorno. Un secondo asse di lavoro riguarda la sicurezza alimentare e la prevenzione delle tossinfezioni. I controlli lungo tutta la filiera, i piani di monitoraggio sui principali patogeni di origine alimentare, la capacit di risposta rapida in caso di focolai e le attivit di formazione rivolte agli operatori rappresentano strumenti essenziali per ridurre il rischio di eventi avversi e proteggere il consumatore finale. Nel confronto di Arezzo, la Rete porter esperienze concrete, dati e modelli organizzativi che mostrano come la sanit pubblica veterinaria sia parte integrante delle politiche di gestione del rischio del sistema sanitario.

“La Rete degli Istituti Zooprofilattici affronta il problema dell’antimicrobico-resistenza in maniera sistematica e unitaria gi da quindici anni, creando gruppi di lavoro sia sul versante diagnostico, che porta a una riduzione del consumo di farmaco, sia sui sistemi e sulle strategie per la riduzione del consumo di farmaco. Questo permette di avere un sistema di approccio unico per la diagnostica delle malattie e per la valutazione della strategia antibiotica da utilizzare”, evidenzia Giorgio Varisco, direttore generale dell’Izs di Lombardia ed Emilia Romagna.

La terza direttrice la salute degli ecosistemi, intesa come elemento chiave per prevenire le crisi sanitarie future. Programmi di sorveglianza ambientale, studi sui contaminanti, attivit di ricerca sulle interazioni tra fauna selvatica, animali d’allevamento e ambiente consentono agli Istituti Zooprofilattici Sperimentali di agire come vere e proprie sentinelle delle trasformazioni in atto nei territori. In questo quadro si inseriscono anche progetti innovativi come quello dell’IZS dell’Umbria e delle Marche e dell’IZS del Mezzogiorno sul registro dei tumori animali, pensato per costituire una base informativa strutturata e, in prospettiva, dialogare con i registri dei tumori umani. L’integrazione tra i dati consente infatti di cogliere precocemente segnali di rischio, individuare possibili cluster territoriali e offrire alle istituzioni sanitarie elementi utili per orientare le politiche di prevenzione, in piena coerenza con l’approccio One Health. “L’approccio One Health – aggiunge Palomba – non un concetto teorico, ma la nostra strategia operativa per affrontare i rischi complessi che trascendono i confini geografici e disciplinari. Attraverso l’analisi sui vettori emergenti, le indagini sulle tossinfezioni e il monitoraggio continuo del territorio, agiamo come un sistema coeso capace di anticipare le crisi e gestirne le criticit, in linea con le sfide poste dai cambiamenti climatici e ambientali: preparazione, capacit di risposta rapida e collaborazione tra istituzioni, laboratori e servizi sanitari. Solo cos possiamo proteggere la salute delle persone e degli ecosistemi in un contesto in continuo cambiamento”.

In una situazione, quale quella attuale, in cui l’epidemiologia cambia rapidamente, le malattie emergenti si intrecciano con le crisi climatiche e ambientali e la domanda di salute diventa sempre pi complessa, la Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali si conferma un presidio essenziale per la prevenzione e la gestione del rischio. La partecipazione al Forum l’occasione per ribadire che la sanit di domani si costruisce anche e sempre di pi a partire dai territori, dalle filiere alimentari e dagli ecosistemi che li sostengono. “Stiamo cercando – ricorda infine Giovanni Filippini, Direttore Generale della salute animale del Ministero della Salute – in un’ottica One Health, di cambiare l’approccio nella gestione di queste emergenze. Ovviamente ci significa, sia in termini strategici sia in termini organizzativi, rivedere l’attuale assetto, dove gli Istituti Zooprofilattici sono protagonisti importantissimi. Vuol dire passare da una gestione prettamente legata alle emergenze a una gestione che, invece, tende a prevenirle”.

Salario minimo, Calderone insiste: in Italia non occorre

Bruxelles, 2 dic. (askanews) – In Italia non c’è bisogno del salario minimo, perché funziona bene il sistema della contrattazione collettiva, che copre il 96% dei contratti di lavoro, e questo è in linea con la pertinente direttiva Ue, anche dopo le precisazioni di una recente sentenza della Corte europea di Giustizia in materia. E’ quanto ha detto, sostanzialmente, la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone, durante un punto stampa oggi a Bruxelles, a margine della sua partecipazione a una riunione del Consiglio Ue e a degli incontri con gli europarlamentari italiani.

A un giornalista che chiedeva se il governo insista nel dire che in Italia non c’è bisogno del salario minimo, nonostante il fatto che ci sono i salari tra i più bassi d’Europa e il 9% circa di “lavoratori poveri”, Calderone ha risposto: “L’Italia insiste sul fatto che proprio alla luce di quello che è la sentenza della Corte di giustizia europea, che ha definito anche quali sono i criteri guida della direttiva Ue, i nostri parametri dicono che il nostro sistema di contrattazione collettiva nazionale di lavoro garantisce una copertura che oggi è al 96%”.

“Per cui – ha continuato la ministra – questo vuol dire che noi siamo aderenti al dettato della normativa, ovviamente sulla base di quelle che sono anche le caratteristiche del nostro sistema, e del nostro sistema di relazioni industriali. La direttiva infatti dice questo: che laddove non c’è una copertura contrattuale ci deve essere una valutazione da parte dello Stato membro di intervenire con altre norme”.

“Noi però – ha osservato Calderone – su questo non è che ci sottraiamo alla necessità di sostenere la contrattazione collettiva: nella legge di bilancio in corso di approvazione avrete visto che c’è un intervento importante, abbiamo messo quasi 2 miliardi di euro a beneficio dei rinnovi contrattuali e della gestione di tutta quella fase importante di sostegno ai redditi delle famiglie che è poi legata anche al salario di secondo livello di produttività”. Questo, ha rilevato, “vuol dire da una parte sostenere il lavoro, e sostenere il lavoro regolare attraverso un investimento sui contratti, dall’altra investire sulla produttività, che è quello che poi ci consente anche di avere dei dati importanti e positivi sul lavoro”.

“Di oggi sono gli ultimi dati dell’Istat – ha aggiunto la ministra – che ci dicono che a ottobre abbiamo avuto un’ulteriore riduzione del tasso di disoccupazione, siamo al 6% (lo stesso livello dell’Ue secondo Eurostat, ndr). Siamo in aumento sul fronte dell’occupazione, aumentano i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, aumenta il lavoro giovanile: rispetto a ottobre dell’anno scorso abbiamo un differenziale in termini positivi di quasi 2 punti percentuali”.

“Il nostro obiettivo – ha spiegato Calderone – è certamente sostenere la contrattazione, il rinnovo dei contratti; è già un dato importantissimo il fatto che si sia andati avanti e si sia definito il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dell’industria metalmeccanica, per un milione e mezzo di lavoratori. Questo vuol dire che c’è anche da parte delle organizzazioni sindacali un’attenzione positiva sulle misure che il governo ha impostato nella legge di bilancio”.

All’obiezione de giornalista secondo cui il salario minimo servirebbe innanzitutto a tutelare proprio quel 4% di lavoratori non coperti dalla contrattazione collettiva, che si vedono così abbandonati in condizioni di sfruttamento, Calderone ha replicato: “Noi non abbandoniamo nessuno; anche perché nelle norme, per esempio sugli appalti, c’è il tema anche dell’applicazione dei contratti, che sono applicazioni di contratti prevalenti proprio perché la norma deve dare copertura anche a quelle situazioni in cui invece non c’è una garanzia contrattuale”.

Ma sono situazioni “comunque veramente residuali in un Paese che se ha un problema è nell’eccesso di contratti, e non nell’assenza di contratti. Questo dice il Cnel, visto e considerato che al Cnel abbiamo a oggi depositati oltre 1.000 contratti collettivi nazionali di lavoro”, ha concluso Calderone. (fonte immagine: Ministero del Lavoro).

Libri, “Succede solo a New York” debutta su Amazon

Roma, 2 dic. (askanews) – bastato un solo giorno per trasformare un esordio in un successo. “Succede solo a New York”, il nuovo romanzo di Dario Viti, pubblicato su Amazon il 20 novembre 2025, ha registrato un’accoglienza straordinaria fin dalle prime ore: primo posto nella classifica della sua categoria e ingresso immediato nella Top 100 generale dei libri pi venduti su Amazon Italia. Un risultato che conferma l’interesse crescente dei lettori verso storie contemporanee capaci di parlare con autenticit e leggerezza di cambiamento, rinascita e seconde possibilit.

“Ci sono momenti in cui la vita ti sfugge un po’ di mano: un amore che finisce, un equilibrio che si spezza, e all’improvviso ti ritrovi a chiederti cosa faccia pi paura: restare fermo o fare un salto nel vuoto.” Da questa domanda prende avvio il romanzo: il protagonista Dario, trentaduenne romano con il cuore “ammaccato” e un’urgenza di ripartire, sceglie New York non come fuga, ma come occasione per ritrovarsi. Tra l’Upper East Side, un bar che diventa rifugio, i tramonti di Battery Park e incontri che arrivano quando meno te li aspetti, la citt si fa specchio e motore di trasformazione. “Succede solo a New York” un romanzo di formazione ironico e sincero, capace di intrecciare emozione e autoironia, intimit e respiro universale. Una storia di smarrimento e scoperta che racconta la bellezza di ricominciare, e la strana magia che nasce quando ci si accorge di essere diventati qualcuno di nuovo.

Il libro ha generato un’immediata risposta del pubblico grazie a una scrittura emozionale, una voce autentica e una narrazione in cui molti lettori si sono riconosciuti. Il passaparola online e la rapidit con cui il romanzo salito nelle classifiche testimoniano un debutto che sta gi lasciando il segno. Dario Viti un autore romano dotato di uno sguardo curioso e di una scrittura capace di coniugare leggerezza e profondit. Definito “il sognatore dei sognatori”, ha trascorso un lungo periodo a New York City, la metropoli che pi di tutte ha alimentato la sua immaginazione, dove ha vissuto e lavorato come videomaker e creatore di contenuti pubblicitari.

“Succede solo a New York” disponibile su Amazon in formato cartaceo ed ebook.