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Centro della Fotografia di Roma: mostre e rigenerazione al Mattatoio

Roma, 29 gen. (askanews) – Un luogo per la fotografia che prima non c’era. Nell’ex Mattatoio di Roma apre al pubblico Il Centro della Fotografia della Capitale, che porta, in uno spazio architettonico affascinante, mostre e momenti di incontro. Si apre con tre esposizioni, organizzate da Civita Mostre e Musei, dedicate a un maestro come Irving Penn, a una fotografa italiana di primo piano come Silvia Camporesi e infine alla ricerca sulle ultime frontiere fotografiche nello spazio Campo Visivo.

“L’obiettivo principale di questo progetto che ho perseguito per tanto tempo – ha detto ad askanews Umberto Marroni, amministratore delegato del Fondazione Mattatoio di Roma – è stato quello di dare a Roma finalmente un luogo esclusivamente dedicato alla fotografia che in tutte le capitali europee ci sta e qui mancava. Oggi andiamo quindi a colmare questo ruoto, questo gap: questo è un po’ il primo obiettivo. Il secondo obiettivo è di fare un centro della fotografia che sia sostanzialmente un luogo dove si vedono le mostre, ma con una visione sia internazionale sia su Roma e sia locale. L’altra cosa è anche fare un luogo anche di studio, di ricerca, tant’è che già da oggi è aperta la biblioteca del Centro della fotografia di Roma”.

La vocazione internazionale si declina nella collaborazione con la Maison Européenne de la Photographie di Parigi, ma anche, più sottilmente, nella natura stessa dello spazio, nel modo in cui accoglie le opere e le visioni degli artisti. E per la città di Roma è un’importante novità nell’offerta culturale, oltre che un segno di attenzione della politica verso la fotografia.

“Qui nel Mattatoio di Testaccio che ricorda una memoria dell’architettura romana e italiana di Gioacchino Ersoch, uno degli ultimi grandi architetti pubblici – ha aggiunto il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone – arriviamo con uno spazio di stile nazionale ed europeo, veramente un bellissimo spazio che può ospitare mostre internazionali ed europee come quella che ospita l’inaugurazione o italiane appunto insieme. In più, come presidente della Commissione di Cultura della Camera, oggi stiamo sostenendo la fotografia, c’è un bando nazionale di 3 milioni a decorrere, ogni anno il 2025, e 2026 per la fotografia e c’è anche una proposta di legge per il museo fotografico nazionale”.

Il Centro della Fotografia è anche figlio di un progetto di rigenerazione e di una volontà di trasformazione urbanistica che si inserisce nel filone di grandi opere culturali come l’Auditorium Parco della Musica.

Opposizioni (e Fontana) bloccano conferenza remigrazione. La Lega: "No bavagli"

Roma, 30 gen. (askanews) – Non era mai successo prima. Annullate le conferenze stampa della giornata e sospesa la possibilità per i deputati di far entrare propri ospiti a Montecitorio. Una decisione a tutela “dell’ordine pubblico”, assunta dal presidente della Camera Lorenzo Fontana dopo l’occupazione della sala stampa da parte dei deputati Pd, M5S, Avs e Azione – arrivata dopo giorni di aspre contestazioni – per impedire che si svolgesse l’iniziativa sul lancio della raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla remigrazione che vede tra i promotori Casapound, il Fronte Skinheads, la rete dei Patrioti e Brescia ai bresciani. ‘Ospiti’ del deputato leghista Domenico Furgiuele.

Di prima mattina, in aula, prendono la parola il capogruppo M5S Riccardo Ricciardi, il leader Avs Angelo Bonelli e il dem Andrea Casu. Si appellano a Fontana, collega di partito di Furgiuele, affinché fermi lo “scempio” di “nazifascisti” accolti in una “sede istituzionale”. “Abbiamo deciso di presidiare la sala conferenze per impedire che si aprano le porte a naziskin, Casapound e fascisti – annuncia Ricciardi -. Il nazismo e il fascismo non sono un’opinione o un’idea, ma un crimine”.

Risultato: poco prima che termini la conferenza stampa precedente (la presentazione del libro ‘Il silenzio nel salotto’), folte delegazioni dei partiti riempiono la sala, sventolano copie della Costituzione alle spalle di Furgiuele, arrivato nel frattempo. Cantano ‘Bella ciao’ e ‘Fischia il vento’. Il dem Gianni Cuperlo legge la 12esima disposizione della Costituzione della Repubblica italiana che vieta la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista. A Furgiuele che rivendica la “prerogativa” di invitare “cittadini che non sono fuorilegge”, Bonelli risponde: “questa è la casa di Matteotti, Angela Gotelli, Teresa Mattei e tu non sai nemmeno” chi sono. “Stai portando Luca Marsella, un fascista dichiarato, Ivan Sogari, nazista dichiarato”. “Lui è quello che ha fatto la decima in aula”, grida Ricciardi ricordando quando Furgiuele venne espulso per aver fatto una X con le mani, simbolo della Decima Mas, unità militare divenuta simbolo del fascismo. Riccardo Magi di +Europa, con una foto di Giacomo Matteotti e la scritta “No alla Camera dei fasci”, resta fuori dal palazzo, dove sono stati bloccati, da un cordone delle forze dell’ordine, i membri del comitato ‘Remigrazione e riconquista’, tra cui Luca Marsella di Casapound, Salvatore Ferrara della rete dei Patrioti, Ivan Sogari di Veneto Fronte Skinheads, Jacopo Massetti di Brescia ai bresciani. Urlano a favor di telecamere: “antifascisti mafiosi” e anche “Matteotti sta bene dove sta”.

La conferenza stampa salta (annullata da Fontana che peraltro ieri l’aveva definita “inopportuna”). Furgiuele tenta allora di far entrare i quattro relatori come ospiti, senza successo con un nuovo stop. Il deputato leghista non molla: è “una vera forzatura antidemocratica”. “Noi andiamo avanti. Senza ombra di dubbio gli offrirò di nuovo la sala stampa”.

Si schiera la Lega: no ai “bavagli” della sinistra “violenta e arrogante” che “occupa perfino le sedi istituzionali come un Askatasuna qualunque”, si legge in una nota. “I temi della sicurezza, della tutela delle forze dell’ordine e del contrasto all’immigrazione clandestina sono prioritari ed è legittimo discuterne in tutte le sedi”. L’ex generale, ora vicesegretario del partito, Roberto Vannacci, via social, chiama in causa il Capo dello Stato augurandosi “un deciso intervento” di Sergio Mattarella perché “la democrazia è morta” e invita a “riprogrammare” l’evento.

Alle parole del Carroccio non si associano, al momento, Fdi e Fi. Tanto che Magi ha buon gioco nel sottolineare: “evidentemente – ha osservato – questo pezzo di attivismo dichiaratamente neofascista se non neonazista é molto più importante per la destra di governo di quello che ci si vuole far credere”.

Le (tante) Metafisiche e l’immaginario, tra de Chirico a Vezzoli

Milano, 29 gen. (askanews) – Un’idea di Metafisica che esce dalle normali classificazioni artistiche e si trasforma a Milano in un progetto espositivo polifonico, “Metafisica/Metafisiche”, parte dalla mostra allestita a Palazzo Reale, che cerca la lezione del movimento in molti artisti diversi, per arrivare ai capitoli espositivi che coinvolgono altre tre istituzioni: Museo del Novecento, Grande Brera-Palazzo Citterio e Gallerie d’Italia.

“La Metafisica – ha detto ad askanews Gianfranco Maraniello, direttore del Museo del Novecento – è una qualità dell’immaginario e quindi è qualcosa che si estende fino alla nostra attualità, fino alla nostra contemporaneità. E questo è il senso anche di una mostra che si intitola Metafisica e Metafisiche. Capire questa disseminazione, capire perché il nostro immaginario è sempre soprattutto legato a quello dell’arte nel superare la contingenza del nostro tempo storico e immaginare cose che vanno al di là delle cose fisiche”.

A Palazzo Reale l’esposizione “Modernità e malinconia” è curata da Vincenzo Trione e si presenta come un grande momento di riflessione su più livelli temporali, che coinvolge ovviamente de Chirico, per esempio con un dipinto epocale come “Le Muse inquietanti”, poi propone alcuni splendidi Savinio e arriva fino a Giulio Paolini e Francesco Vezzoli, che forse come metafisici non si erano pensati. Ma il risultato è accattivante e funziona, anche nella prospettiva dei Giochi olimpici invernali che porteranno a Milano persone da tutto il mondo. Ma alla fine, che cos’è questa Metafisica?

“È un atteggiamento, è uno stile – ha aggiunto Maraniello – non è soltanto una dimensione storicamente determinata, non è soltanto un manifesto, anzi non c’è un vero proprio manifesto degli artisti della Metafisica come avvenuto per il futurismo e questo ci può consentire di dire che forse è anche un’attitudine mai davvero esaurita nella storia dell’arte e anche nelle vicende più attuali dell’arte”.

Al Museo del Novecento, nello specifico, viene proposto un approfondimento sul rapporto tra la Metafisica e Milano: disegni, maquette, abiti, materiali d’archivio e fotografie.

Tennis, Djokovic in finale agli AO: "La serata più bella in carriera a Melbourne"

Roma, 30 gen. (askanews) – “Grazie a Jannik per avermi permesso di vincere una partita… Grazie a chi è restato qui fino alle 2 del mattino a seguirci”. Così Novak Djokovic dopo il successo su Jannik Sinner che gli ha garantito la finale degli Australian Open contro Alcaraz. “Adoro questo rapporto passionale con il pubblico – continua – questa sera è forse la più bella della mia carriera in Australia. Sinner e Alcaraz giocano a un grande livello, ma non è impossibile batterli. Anche io so giocare a quel livello. ho visto la partita di Alcaraz, che partita incredibile. Oggi il valore del biglietto è stato ripagato… E’ come se avessi vinto, ma lotterò contro il n°1 del mondo e spero di avere ancora benzina”.

Seconda edizione della Coppa Italia delle Regioni di Ciclismo

Roma, 30 gen. (askanews) – Presso la Camera dei Deputati, è stata presentata la seconda edizione della Coppa Italia delle Regioni di Ciclismo. Official Health Partner della manifestazione, anche per la stagione 2026, sarà Novo Nordisk Italia. Ne ha parlato l’Onorevole Roberto Pella, Presidente di LCP (Lega Ciclismo Professionistico): “La Coppa Italia delle Regioni ha l’obiettivo primario di arrivare in tutte le regioni, di potenziare quelli che sono i temi, dalla sicurezza, alla violenza sulle donne, oltre alle malattie emotrasmissibili e la valorizzazione dei territori, ma soprattutto, con questa partnership, attraverso Unioncamere, di portare il mondo dell’economia e delle imprese a riconoscere, nel ciclismo, quello sport che sicuramente è molto più divisivo di tanti altri sport”.

Le gare della manifestazione si svolgeranno in molte regioni italiane da febbraio a ottobre. Per l’occasione, presso i Novo Nordisk Health Village, sono in programma momenti di incontro tra esperti, istituzioni e cittadini, come sottolineato dal General Manager di Novo Nordisk Italia Jens Pii Olesen: “Questo partner è quello che ha il maggiore impatto nel tentativo di diffondere le notizie, sensibilizzare e creare concretamente prevenzione in tutta Italia. E il bello di questo progetto è che si raggiunge ogni comunità locale. Quindi siete presenti nella maggior parte delle vostre regioni e organizzate gare a livello locale, dove possiamo anche, attraverso i nostri Novo Nordisk Village, che saranno presenti in loco, interagire con gli operatori sanitari, con le associazioni di pazienti e con tutti gli altri stakeholder necessari per affrontare questi problemi”.

Previste, inoltre, anche attività di screening per la popolazione e iniziative per coinvolgere i giovani sui temi di prevenzione, continuando la tradizione di promozione della salute promossa da Novo Nordisk e dalla Lega Ciclismo Professionistico per la prevenzione delle malattie croniche.

Pavia capitale dell’innovazione: nasce la Pavia Innovation Week

Pavia, 30 gen. (askanews) – La scienziata Fabiola Gianotti sul palco teatrale insieme al violinista Alessandro Quarta e al pianista Ramin Bahrami per un dibattito su matematica e musica: è solo uno degli oltre quaranta appuntamenti che animeranno la prima edizione della Pavia Innovation Week in programma dall’8 all’11 aprile 2026.

Il progetto è stato presentato ufficialmente a Pavia nel corso di una conferenza stampa istituzionale con il sindaco di Pavia, Michele Lissia, Alberto Cazzani, Componente Giunta Camera di Commercio Cremona-Mantova-Pavia, Alessandro Reali, Rettore dell’Università degli Studi di Pavia, Tommaso Rossini, presidente di Assolombarda Pavia, Igor De Biasio, amministratore delegato di Principia Spa e l’editorialista del Corriere della Sera e direttore scientifico della Pavia Innovation Week, Massimo Sideri.

“L’idea nasce dal fatto che l’innovazione è esplosa, sta cambiando la nostra vita, sta diventando dibattito mondiale, quindi la vorremmo riportare nella culla del pensiero scientifico e tecnologico e sicuramente Pavia ha queste caratteristiche – ha spiegato Sideri – Faccio soltanto un esempio, qui ha lavorato Golgi e ha lavorato, come sappiamo tutti quanti, Alessandro Volta. Oggi si parla tantissimo di intelligenza artificiale, bene, mettiamo il neurone di Golgi con la batteria di Alessandro Volta, li uniamo insieme e otteniamo l’intelligenza artificiale”.

La Pavia Innovation Week riporterà l’innovazione al centro della vita quotidiana in un dialogo costante fra scienza, ricerca, cultura umanistica, informazione e società, valorizzando l’identità storica della città e proiettandola in una dimensione internazionale.

“La Pavia Innovation Week è un evento che sarà di portata anche sovranazionale – ha sottolineato Cazzani – perché il territorio crede che la consapevolezza che ormai sul territorio Pavia sia una capitale dell’innovazione vada trasferita anche fuori dal nostro territorio che deve diventare ancora più attrattivo. La Camera di Commercio in questo contesto ha il ruolo di motore, se vogliamo considerare l’innovazione come il principale motore di crescita economica oggi come oggi”.

La manifestazione si articola in otto sezioni tematiche, pensate come linguaggi diversi e inclusivi per raccontare l’innovazione. Dalle Signature Talks, grandi interviste dal vivo con protagonisti internazionali della scienza, della ricerca e della cultura, alle Storie di Innovazione, format che unisce giornalismo, narrazione e teatro. Accanto a queste, incontri di divulgazione scientifica, conversazioni e tavole rotonde multidisciplinari, performance teatrali dedicate alla scienza, uno spazio Bookstore per presentazioni di libri e dialoghi con gli autori, i Family Lab con installazioni esperienziali per famiglie e studenti, e visite guidate tematiche che raccontano Pavia come città della conoscenza.

Un’iniziativa che parte da Pavia, ma parla a una comunità internazionale, con l’obiettivo di rendere la scienza accessibile, condivisa e centrale nel dibattito contemporaneo.

La Pavia Innovation Week si avvale di un comitato scientifico composto da autorevoli protagonisti del mondo della ricerca e dell’innovazione, tra cui Massimo Sideri, Maria Chiara Carrozza, già ministra e presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, Valentina Sumini, Space Architect e ricercatrice al MIT, Alessandro Reali, Rettore dell’Università degli Studi di Pavia, e Roberto Battiston, ex Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana.

Tennis, Djokovic infinito: Sinner si arrende agli AO

Roma, 30 gen. (askanews) – Novak Djokovic torna in finale a Melbourne: Nole vince al 5° set 6-3, 3-6, 6-4, 4-6, 4-6 contro Sinner dopo oltre 4 ore di battaglia e conquista la 38^ finale Slam della carriera. Battuto un Sinner a cui non sono bastati i 24 ace e i 76 vincenti: l’azzurro paga il terribile 2/18 sulle palle break. Domenica contro Alcaraz, Djokovic andrà a caccia del 25° titolo Slam. Nole è infinito, Jannik è umano. L’undicesima sfida tra l’allievo e il maestro, dopo cinque vittorie consecutive del primo, se la aggiudica il 24 volte campione Slam, che a 38 anni doma un avversario di 14 anni più giovane. Dopo tre super sfide consecutive, per la prima volta non ci saranno i primi due del ranking a fronteggiarsi in una finale Slam. Merito di Djokovic, che non ha nessuna intenzione di arrendersi allo scorrere del tempo. Agevolato, certo, dal tabellone di Melbourne: negli ottavi non è nemmeno sceso in campo per il forfeit di Mensik; nei quarti, sotto due set a zero, ha approfittato del ritiro di Musetti. Al contrario, l’azzurro è apparso in netto calo fisico dopo essersi aggiudicato con disinvoltura il primo set. Jannik è spesso caduto nella ragnatela di Nole, abilissimo tatticamente e bravo a non arrendersi al termine di un terzo set in cui sembrava allo stremo (durante un cambio di campo ha avuto conati di vomito e ha assunto una pastiglia). Anzi, negli ultimi due set ha messo in mostra una maggiore brillantezza rispetto al più giovane avversario. Sinner parte fortissimo, domina il primo set con servizio e rovescio, sembra avere il controllo. Djokovic però resta lì, soffre, resiste e lentamente rientra in partita. Nel secondo set alza le percentuali al servizio e pareggia i conti. Il terzo è il momento più alto dell’azzurro, che ritrova profondità e aggressività. Ma è anche l’ultimo vero slancio. Dal quarto set in poi emerge il calo fisico di Jannik. Djokovic, nonostante i conati di vomito e una pausa medica, diventa sempre più lucido. Il serbo legge meglio gli scambi, varia, intrappola Sinner nella diagonale di dritto. Nel quinto set arriva il break decisivo sul 3-3, figlio di errori e stanchezza. Sinner lotta fino all’ultimo game, annulla match point, ma non basta. Djokovic chiude sfruttando un errore di rovescio dell’azzurro.

Scontro Ricciardi-Furgiuele: “Hai fatto simbolo Decima Mas in Aula”

Roma, 30 gen. (askanews) – Scontro verbale fra il capogruppo della Camera dei Cinque Stelle, Riccardo Ricciardi e il deputato leghista Domenico Furgiuele nella sala stampa della Camera, dove quest’ultimo aveva organizzato una iniziativa sulla “Remigrazione” che vedeva fra i promotori gruppi di estrema destra Casapound, il Fronte Skinheads, la rete dei Patrioti e Brescia ai bresciani.

Ricciardi e un folto gruppo di Pd e Avs, hanno occupato la sala impedendo lo svolgimento della conferenza stampa. “Lui è quello che ha fatto la decima in aula”, grida Ricciardi a Furgiuele ricordando quando il deputato venne espulso per aver fatto una X con le mani, simbolo della Decima Mas, unità militare fascista.

“Infatti il presidente della Camera mi ha cacciato”, ha ribadito lo stesso Furgiuele, ammettendo, con chi chiedeva se davvero lo avesse fatto: “E certo che l’ho fatta”.

“Vieni a casa mia a Forno a farla dove hanno ammazzato 56 persone”, è stata la risposta Ricciardi, che ha ricordato l’eccidio nazifascista avvenuto nell’omonima frazione del comune di Massa.

“Devo venire da te, che mi minacci?”, gli chiede il leghista. “Vieni in una comunità dove la Decima Mas ha trucidato 56 persone innocenti, vieni su quelle montagne a fare il simbolo della decima e vergognati”, ha replicato il deputato M5S.

Protesta di CasaPound alla Camera, Marsella: “L’antifascismo è mafia”

Roma, 30 gen. (askanews) – Protesta di CasaPound davanti alla Camera per lo stop all’iniziativa su una proposta di legge sulla Reimigrazione nella sala stampa di Montecitorio.

“L’antifascismo oggi è mafia”, ha detto Luca Marsella, dell’organizzazione di estrema destra CasaPound, definendo “una pagliacciata” l’occupazione da parte di parlamentari delle opposizioni (Pd, M5S, +Europa, Avs e Azione) della sala stampa, con la Costituzione in mano e cantando “Bella Ciao”. Tutte le conferenze sono state in seguito annullate per motivi di ordine pubblico.

Mentre andava in scena la protesta di CasaPound, il deputato di +Europa Riccardo Magi li ha interrotti urlando “Viva Giacomo Matteotti” ed esponendo un cartello con scritto “La storia vi osserva”.

Braga (Pd): spingere su rinnovabili e rafforzare Acquirente Unico

Rho (Mi), 30 gen. (askanews) – Spingere sulle rinnovabili e rafforzare il ruolo dell’Acquirente Unico. Queste le proposte del Pd per affrontare le sfide energetiche e contenere l’aumento dei costi. Lo ha spiegato Chiara Braga, presidente gruppo Pd della Camera, in occasione dell’evento ‘Accendere il futuro’ organizzato dal partito.

“Questa giornata che abbiamo organizzato come gruppo parlamentare della Camera – ha spiegato – vuole essere un momento di ascolto con il mondo dell’energia, dalle imprese al mondo del lavoro alle associazioni e agli esperti, per mettere a fuoco la grande sfida della transizione energetica, la questione dei costi dell’energia, che sono un fattore di competitività fondamentale per il nostro sistema produttivo, e anche l’esigenza di richiamare a un ruolo di responsabilità il Governo nella necessità di accompagnare la transizione sullo sviluppo delle rinnovabili con un quadro normativo stabile e certo e un intervento immediato per contenere l’aumento dei costi dell’energia”.

“Metteremo a disposizione le nostre proposte, ma soprattutto saremo pronti a confrontarci per costruire una strategia energetica industriale nel nostro paese che oggi manca – ha proseguito -. La nostra proposta è quella di spingere sullo sviluppo delle rinnovabili, non solo per una ragione ambientale, ma anche perché sono il modo migliore per incidere sulla riduzione del costo dell’energia, aumentando anche la nostra progressiva indipendenza energetica dalle fonti fossili. Questo però richiede capacità di programmazione, di pianificazione e volontà di accompagnare uno sviluppo che invece paradossalmente in questi anni si è fermato proprio a causa dell’incertezza del quadro normativo”.

“La seconda proposta fondamentale – ha concluso – è rafforzare il ruolo di Acquirente Unico come soggetto pubblico capace di garantire soprattutto l’accesso all’energia ai clienti più vulnerabili. Sono proposte che abbiamo avanzato in parlamento e sulle quali ci piace oggi anche ascoltare il punto di vista del mondo che incontreremo”.

Rossini (Assolombarda): Pavia Innovation Week svela eccellenze locali

Milano, 30 gen. (askanews) – “La Pavia Innovation Week vuole ovviamente raccontare l’ecosistema dell’innovazione pavese che è un ecosistema molto ricco, molto radicato, composto di elementi pubblici e privati, quindi sia da istituzioni, enti di ricerca, IRCS e ovviamente l’università, sia da imprese. E’ più facile raccontare i primi che sono più visibili, mentre le imprese sono chiaramente in un tessuto un pochino più nascosto e quindi con la Pavia Innovation Week vogliamo farle emergere. Abbiamo delle filiere di eccellenza che sono anche alla ribalta delle cronache nazionali ma sono chiaramente un po’ specifiche. Penso al mondo della microelettronica dei simiconduttori – controprova ne è che la Fondazione Chips-It è stata qui localizzata -, quindi filiera molto ricca e in espansione, sono 21 imprese con 500 addetti; molte multinazionali e c’è sicuramente spazio per un bel racconto di questo settore. C’è tutto il mondo delle scienze della vita, della farmaceutica, in particolare anche della medicina di precisione e relativi macchinari. Noi di fatto abbiamo un piccolo distretto di grande eccellenza in questo mondo e la Pavia Innovation Week è un momento perfetto per raccontarlo. Penso poi anche a settori magari un po’ più liquidi, più trasversali come la meccatronica che va ovviamente dall’oil and gas dell’Oltrepo fino ai macchinari per il mondo dell’alimentare, di cui siamo ricchi, e infine anche altre micche interessanti come per esempio il packaging in cui abbiamo delle aziende molto forti sia tra Pavia, Vigervano e Oltrepo”. Lo ha detto Tommaso Rossini, Presidente della sede di Pavia di Assolombarda, a margine della presentazione della Pavia Innovation Week.

De Biasio (Principia): Innovation Week motore dell’ecosistema di Pavia

Pavia, 30 gen. (askanews) – “Pavia Innovation Week è un momento importante per lanciare Pavia come uno dei luoghi importanti dell’innovazione in Italia. Principia è la società che sta sviluppando e costruendo il Parco Cardano: sarà un luogo a Pavia che ospiterà imprese proprio per connettere imprese, università e ricerca. E quello è l’hardware, ma serve anche il software. Servono momenti come questo dell’Innovation Week in cui ricerca, imprenditori, persone si incontrano e fanno emergere le basi

per poi poter avere l’innovazione. Quindi sono due mondi, hardware e software, che ben si conciliano e siamo contenti di partecipare a questo evento”. Lo ha dichiarato Igor De Biasio, Amministratore Delegato di Principia Spa, a margine della presentazione della Pavia Innovation Week.

Iniziativa estrema destra Camera, opposizione occupa sala stampa

Roma, 30 gen. (askanews) – Cantando “Bella ciao” e con la Costituzione italiana in mano, l’opposizione, una delegazione ampia di rappresentanti di Pd-M5S-Avs, è entrata nella sala stampa della Camera per impedire, riuscendoci, il lancio della raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “Remigrazione e riconquista”, che vede tra i promotori gruppi di estrema destra fra cui Casapound, il Fronte Skinheads, la rete dei Patrioti e Brescia ai bresciani.

La presidenza della Camera ha poi deciso per questioni di ordine pubblico di annullare tutte le conferenze stampa, compresa quella di “Remigrazione”.

A portare l’iniziativa nella sala stampa di Montecitorio il deputato leghista Domenico Furgiuele, che durante la protesta si è scontrato verbalmente con il capigruppo della Camera dei Cinque Stelle, Riccardo Ricciardi, il quale questa mattina in aula aveva annunciato il presidio e il leader Avs Angelo Bonelli.

“Non siete democratici”, ha detto Furgiuele, mentre veniva occupata l’aula. Gli ha risposto Ricciardi “nella settimana del giorno della memoria arrivano gli skinhead alla Camera, queste non sono opinioni, questi sono crimini”.

“Si vuole impedire a un parlamentare di poter svolgere una sua prerogativa. Mettere a disposizione dei cittadini che non sono fuorilegge – ha poi continuato Furgiuele – la possibilità di svolgere una conferenza stampa per una proposta di legge di iniziativa popolare. La Costituzione benissimo, superbene la Repubblica e la democrazia benissimo però poi non ci si può irrigidire contro chi vuole presentare una proposta di legge”.

“Questa è la casa di Matteotti – gli ha risposto Bonelli – di Angela Gotelli che tu nemmeno sai chi è, di Teresa Mattei e tu non sai chi è. La casa di madri e padri costituenti che hanno dato la vita nella lotta di liberazione antifascista. Tu stai portando Luca Marsella, un fascista dichiarato, tu stai portando Ivan Sogari, nazista dichiarato, e ti sei assunto una responsabilità. È un oltraggio, dovresti chiedere scusa e dire andare via quelli che stanno fuori”.

Milano-Cortina, Abodi: atleti non portino solo medaglie ma valori

Roma, 30 gen. (askanews) – Con le Olimpiadi di Milano-Cortina “l’Italia è al centro del mondo. Sarà importante non solo raccontarle attraverso le immagini, le storie le voci le esperienze le vittorie e le delusioni di tutti gli atleti in particolari degli italiani, ai quali facciamo l’in bocca al lupo.

Quello che chiediamo non è solo la vittoria o la medaglia ma il comportamento esemplare per i messaggi che dobbiamo mandare perché lo sport sia davvero un elemento educativo e sociale rilevante e le Olimpiadi e Paralimpiadi sono l’eccellenza”. Così il Ministro dello Sport Andrea Abodi alla presentazione della copertura Rai ai Giochi invernali, con una programmazione che vedrà impegnati Rai 2, Rai Sport, Rai Radio1 Raiplay e Raiplaysound dal 6 al 22 febbraio.

“Una parte rilevante delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi e del loro successo – ha aggiunto Abodi – dipende dallo sforzo produttivo straordinario che Rai sta mettendo in campo. In questi decenni, a partire da Roma 1960, è stata determinante per l’apprezzamento da parte degli italiani dello sforzo sportivo di atleti e atlete. Qui andrà ancora più in profondità e sarà un elemento di orgoglio e il successo che Rai ci garantirà ci so consente di celebrare le olimpiadi più belle della storia e anche le Paralimpiadi che rappresentano per noi ulteriore motivo di attenzione e di interesse”.

Nastro delle legalità al film "Giulio Regeni tutto il male del mondo"

Roma, 30 gen. (askanews) – Consegnato al regista Simone Manetti, agli autori e ai produttori di “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, il Nastro della legalità 2026 dei Giornalisti Cinematografici si prepara ad accompagnare nelle sale – come evento ufficiale il 2, 3 e 4 febbraio con Fandango – il documentario che ripercorre l’orrore e il caso non solo giudiziario ancora aperto sulla tragica vicenda dell’assassinio di Giulio Regeni.

Una decisione del Direttivo Nazionale SNGCI che, ormai da otto anni, ha aggiunto alla storia dei Nastri d’Argento il premio che sigla una segnalazione importante sui temi del cinema di impegno civile. Lo sottolinea a nome del Direttivo Laura Delli Colli, Presidente, che in presenza dei genitori di Giulio Regeni e dell’avvocata Alessandra Ballerini ha consegnato sul palcoscenico del Cinema Anteo di Milano il Nastro della legalità dedicato alla memoria di Giulio Regeni all’intero gruppo di lavoro che ha realizzato il documentario rendendo omaggio anche al coraggio della mamma Paola Deffendi e del padre di Giulio e alla tenacia dell’avvocata Alessandra Ballerini in prima linea nella battaglia per dare giustizia alla vicenda di Giulio Regeni.

“Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” ricostruisce, grazie proprio al contributo della famiglia e dell’avvocata Ballerini, le tappe del sequestro, delle torture e dell’uccisione del ricercatore italiano, e ritrovato senza vita nei pressi del Cairo il 3 febbraio 2016, in una ricostruzione che – come sottolineano gli autori – “fa emergere responsabilità, omissioni e verità negate”.

Scritto con Emanuele Cava e Matteo Billi, il film è prodotto da Agnese Ricchi e Mario Mazzarotto per Ganesh Produzioni e da Domenico Procacci e Laura Paolucci per Fandango. A raccontare la storia di Giulio, per la prima volta, sono i suoi genitori, Claudio Regeni e Paola Deffendi. Un padre e una madre che per arrivare alla verità hanno sfidato la dittatura militare di Abdel Fatah al-Sisi. Accanto a loro, la testimonianza esclusiva di Alessandra Ballerini, l’avvocata che li ha assistiti nella lunga battaglia legale che nel 2023, a distanza di otto anni dalla scomparsa di Giulio, ha portato al processo contro quattro agenti della National Security egiziana: una coraggiosa battaglia per ottenere verità e giustizia. Iniziato nella primavera del 2024, il processo andrà a sentenza entro la fine del 2026.

Dal 18 gennaio al 4 febbraio, nella sala espositiva del Comune di Fiumicello, sarà allestita la mostra “10 anni in giallo: un’onda d’urto” che ripercorre 10 anni con Giulio, attraverso immagini, disegni, oggetti e video.

Milano-Cortina, Rossi (Rai): investiti 1 mld euro in eventi sportivi

Roma, 30 gen. (askanews) – “La Rai da sempre investe tantissimo nello sport e negli eventi sportivi. Negli ultimi 5 anni oltre un miliardo di euro sono stati investiti sia nei grandi eventi sportivi come le Olimpiadi sia nei diritti sportivi ordinari e questo ci consente di essere uno dei broadcaster in Europa più attivi nella produzione dello sport”. Lo ha detto l’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, a margine della presentazione della copertura Rai ai Giochi invernali, con una programmazione che vedrà impegnati Rai 2, Rai Sport, Rai Radio1 Raiplay e Raiplaysound dal 6 al 22 febbraio.

Milano, Netapp e il futuro delle piattaforme dati dell’era dell’AI

Milano, 30 gen. (askanews) – NetApp, l’azienda di infrastrutture dati intelligenti, ha organizzato a Milano l’edizione italiana di NetApp INSIGHT XTRA, un evento che ha riunito clienti, partner ed esperti del settore presso il Magna Pars Hotel. I relatori hanno discusso le principali tendenze che stanno ridefinendo il modo in cui le aziende raccolgono, gestiscono e sfruttano i dati nell’era dell’intelligenza artificiale. Tra i temi affrontati, anche il modo in cui le piattaforme dati stanno superando il tradizionale concetto di storage per diventare abilitatori di innovazione.

“I progetti di AI – ha detto ad askanews Syam Nair, EVP e Chief Product Officer di NetApp – hanno bisogno che i dati siano pronti per la trasmissione che i progetti di intelligenza artificiale portano avanti. Per esempio, è fondamentale comprendere il contesto dei dati presenti, in modo che siano rilevanti per l’intelligenza artificiale. Per assicurarsi che i dati siano protetti, non solo quando sono inattivi, ma anche durante il transito attraverso l’applicazione, è fondamentale fornire una piattaforma dati con funzionalità di servizio dati integrate in produzione e sicurezza, oltre a garantire che i dati siano pronti per l’intelligenza artificiale con metadati e protezioni. Questo è ciò che la piattaforma dati fa effettivamente”.

Accanto alla visione tecnologica, NetApp INSIGHT XTRA Milano ha offerto anche uno spazio dedicato al dialogo con il mercato, attraverso testimonianze di clienti e momenti di approfondimento sui percorsi di trasformazione già in atto nelle organizzazioni italiane.

“Le aziende italiane – ha aggiunto Roberto Patano, Field CTO di Netapp Italia – stanno affrontando una fase critica nel percorso di trasformazione digitale perché c’è una forte competitività, perché hanno necessità di modernizzare la propria infrastruttura spesso eterogenea e perché devono affrontare tutte le problematiche legate alla sicurezza e alle normative. NetApp le aiuta grazie soprattutto una capillarità di presenza del territorio, esperti e partner tecnologici che sono in grado di capire bene le esigenze e soprattutto andare a customizzare la soluzione in modo da rispondere alle richieste”.

E non mancano le storie di imprese che hanno scelto di seguire il modello di “data platform” proposto da Netapp. “Una delle aziende che operano in Italia, Aruba Enterprise – ha concluso Nair – ha effettivamente sfruttato la piattaforma Netapp in termini di semplificazione e di ottimizzazione del valore e dei risultati, con miglioramenti di produttività e risparmi sui costi. Abbiamo case study e ne abbiamo parlato: è un esempio di come abbiamo collaborato con un partner”.

Nel corso dell’evento, NetApp ha inoltre conferito un Innovation Award a MiCROTEC, in riconoscimento della capacità di utilizzare i dati e l’innovazione per integrare l’intelligenza artificiale nei processi produttivi.

Camera, Vannacci: oggi è morta la democrazia, intervenga Mattarella

Milano, 30 gen. (askanews) – “Ad un parlamentare della Repubblica è stato impedito con la forza di poter democraticamente esprimere le sue opinioni in uno spazio della Camera dei Deputati ed in un evento regolarmente autorizzato, programmato e pianificato. Una formazione chiassosa di parlamentari di sinistra, guidati da Angelo Bonelli, hanno occupato l’aula causando problemi di sicurezza e facendo annullare non solo quella ma tutte le conferenze stampa organizzate nella giornata di oggi. Quando si lascia decidere ad una sola fazione del parlamento chi può parlare e chi no, la democrazia è morta e la tirannia impera. La remigrazione è un tema di discussione, è un problema di attualità, è una necessità di sopravvivenza e parlarne non viola alcuna legge. I primi a violare uno dei principi fondamentali della nostra carta costituzionale sono stati questi sgangherati parlamentari che, evidentemente, non conoscono l’articolo 21 oppure lo applicano solo a loro uso e consumo secondo una rodata consuetudine della sinistra (puoi parlare solo se la pensi come me)”. Lo scrive sui social il vice segretario della Lega ed eurodeputato Roberto Vannacci.

“Mi auguro un deciso intervento del Capo dello Stato che è garante e custode della nostra Costituzione. Esorto a riprogrammare l’incontro anche per dimostrare che nelle nostre istituzioni repubblicane non vince la violenza, la prevaricazione e l’intolleranza. Massima solidarietà all’onorevole Domenico Furgiuele che ha avuto il coraggio e la determinazione di far valere i diritti di cittadini che legittimamente e democraticamente vogliono rappresentare le loro istanze”, conclude Vannacci.

Calcio, sorteggi Europa League: sarà Brann-Bologna

Roma, 30 gen. (askanews) – A Nyon il sorteggio dei playoff di Europa League ha regalato al Bologna i norvegesi del Brann (già affrontati nel girone, pareggio al Dall’Ara). Andata il 19 febbraio in trasferta, ritorno il 26 in casa. Se passa agli ottavi troverà Roma o Friburgo.

Playoff Europa League Brann – BOLOGNA Paok Salonicco – Celta Vigo Lille – Stella Rossa Panathinaikos – Viktoria Plzen Fenerbahce – Nottingham Forest Ludogorets – Ferencvaros Celtic – Stoccarda Dinamo Zagabria – Genk

La Margherita 2.0 di Spadafora, caccia ai delusi dei due poli: "Spazio enorme"

Roma, 30 gen. (askanews) – “In diverse decine di riunioni”, a cavallo tra due governi, il Conte I e il Conte II, il compromesso politico, la quadra tra istanze diverse si è trovata proprio a casa sua, lontano dalle sedi di partito o dalle aule parlamentari. “Non voglio sembrare sbruffone – dice -, ma sia il primo che il secondo governo Conte si sono fatti concretamente a casa mia” ed è anche in virtù di questa esperienza da mediatore che Vincenzo Spadafora, arrivato in Parlamento con il Movimento 5stelle, ex ministro dello Sport ed ex Garante per l’infanzia, si è ritagliato negli anni “un ruolo da dietro le quinte”, da tessitore di alleanze o almeno di incontri. “Sono forse più capace nel tentare di mettere insieme gli altri”, nell’avvicinare le posizioni, aggiunge. Ci riprova domani con la convention di Primavera, l’associazione che ha fondato un anno fa, e che chiama a raccolta, al Salone delle Colonne dell’Eur, varie anime e militanze riformiste, con l’aspirazione a mettere in piedi la quarta gamba del centrosinistra.

“C’è un potenziale enorme, ci sono i delusi del Pd e del Movimento Cinquestelle, ma anche i delusi dei partiti di destra, quelli che magari, una volta, hanno votato anche Lega e Fratelli d’Italia. Il potenziale è enorme, tutto dipenderà da come sarà raccontata questa cosa nuova”, osserva. Primavera, che “è presente in quattordici regioni” porta in dote un movimento di persone, di professionisti che appartengono ai mondi della sanità, dell’imprenditoria, del volontariato, “tutti elettori del centrosinistra che però non si riconoscono nè nel Pd di Elly Schlein nè nel Movimento Cinquestelle”.

“Domani – annuncia – ci apriamo al confronto con altre realtà, abbiamo messo insieme tutti quelli che si sentono di centrosinistra, ma sono fuori dai partiti che attualmente lo compongono”. E difatti ci saranno i sindaci – già protagonisti di varie iniziative di Casa riformista di Matteo Renzi – Silvia Salis (Genova) e Beppe Sala (Milano), ci sarà l’assessore capitolino Alessandro Onorato con il suo Progetto Civico Italia, ci saranno Maria Elena Boschi di Italia Viva, Ernesto Maria Ruffini, presidente di Più uno e da più parti evocato come federatore di quest’area, Francesca Romana D’Antuono, presidente di Volt Europa.

L’obiettivo, insomma, è una Margherita 2.0? “Quando fanno questo parallelismo non mi dispiace mai, ricordo che quando, nel 2001, è nata la Margherita ha avuto sorprendentemente oltre il 14% dei consensi e quindi evocarla è di buon auspicio. Ma va ricordata anche una cosa – sottolinea Spadafora -, che allora l’intuizione fu proprio quella di mettere insieme quattro piccole realtà e noi domani faremo questo, cercare di far dialogare realtà differenti. Renzi? Trovo stucchevole il dibattito Renzi sì, Renzi no, Renzi è già lì con Casa riformista, ha fatto una scelta di campo, è già dentro il centrosinistra”. Politicamente c’è da fidarsi di Renzi? “Credo che abbia un’intelligenza politica notevole, è molto bravo a controbattere al governo, credo che abbia sinceramente idea di dare una mano al centrosinistra a vincere alle prossime elezioni”. Serve un’alternativa al “governo di destra, che ha dimostrato di non riuscire a governare anche perchè ha una classe dirigente scadente”.

Bisogna già pensare a convocare un tavolo, secondo Spadafora, e questo è “un diritto-dovere” della segretaria Dem, con cui, in vista di domani, non ci sono state interlocuzioni particolari, spiega, perchè intanto si tratta di capire come può nascere la quarta gamba del campo largo. Ma c’è un rischio di ‘svuotare’ il Pd? “Pd, Avs e M5s non sono autosufficienti e non credo che i delusi votino ancora il Pd, c’è una parte enorme di elettorato che si dichiara di centrosinistra, che non vuole votare il centrodestra e cerca un’alternativa tra M5s e Pd. La bellezza del Pd – dice – è che è solido, sta al 20%, ma il suo limite è che sui territori è molto chiuso e molto legato a una classe dirigente che fa fatica a rinnovarsi, così non è facile trovare uno spazio dove fare politica attiva”. Insomma, “da soli non si va da nessuna parte, bisogna superare i personalismi, l’idea di dover sempre cercare uno spazio politico personale”.

Servirà una leadership, a un certo punto. Spadafora non fa nomi, dice che “tutte le persone che si stanno proponendo hanno una grossa capacità comunicativa, si stanno misurando sui territori”. Salis? “Silvia deciderà quando vuole lei di dare una mano al paese, in che ruolo e quando non lo so. Ma ora si occupa di Genova, è stata eletta da pochi mesi e sta dimostrando di essere amata dall’opinione pubblica”, conclude Spadafora.

Calcio, sorteggi Champions: Bodoe-Inter, Galatasaray-Juve

Roma, 30 gen. (askanews) – Il sorteggio dei playoff di Champions League a Nyon ha regalato queste avversarie alle tre italiane ancora in corsa: niente Mourinho per l’Inter che pesca i norvegesi del Bodø; per la Juventus di Spalletti c’è il Galatasaray di Osimhen; all’Atalanta tocca il Dortmund.

Playoff Champions League Bodø/Glimt – Inter Galatasaray – Juventus Borussia Dortmund – Atalanta Monaco-Psg Qarabag-Newcastle Bruges-Atletico Madrid Olympiacos-Leverkusen Benfica-Real Madrid

Trump: nominerò Kevin Warsh governatore della Fed

Roma, 30 gen. (askanews) – Sono lieto di annunciare che nominerò Kevin Warsh Presidente del consiglio dei governatori del sistema della riserva federale”. Lo scrive il presidente Usa Donald Trump sul social media di sua proprietà, Truth. “Conosco Kevin da molto tempo e non ho dubbi che passerà alla storia come uno dei GRANDI presidenti della Fed, forse il migliore”, aggiunge Trump.

“Kevin – scrive Trump in un lungo post su Truth – è attualmente Shepard Family Distinguished Visiting Fellow in Economia presso la Hoover Institution e docente presso la Stanford Graduate School of Business” ed “è socio di Stanley Druckenmiller presso Duquesne Family Office LLC. Ha conseguito la laurea triennale (A.B.) presso la Stanford University e la laurea in giurisprudenza (J.D.) presso la Harvard Law School. Ha condotto ricerche approfondite nel campo dell’economia e della finanza. Kevin ha presentato un rapporto indipendente alla Banca d’Inghilterra, proponendo riforme nella conduzione della politica monetaria nel Regno Unito. Il Parlamento ha adottato le raccomandazioni del rapporto. Kevin Warsh è diventato il più giovane governatore della Fed di sempre, a 35 anni, e ha ricoperto il ruolo di membro del Consiglio dei governatori del Federal Reserve System dal 2006 al 2011, di rappresentante della Federal Reserve presso il Gruppo dei Venti (G-20) e di emissario del Consiglio per le economie emergenti e avanzate in Asia. Inoltre, è stato governatore amministrativo, gestendo e supervisionando le operazioni, il personale e la performance
finanziaria del Consiglio. Prima della sua nomina al Consiglio,
dal 2002 al 2006, Kevin ha ricoperto il ruolo di Assistente
speciale del Presidente per la politica economica e di Segretario
esecutivo del Consiglio economico nazionale della Casa Bianca. In
precedenza, Kevin è stato membro del Dipartimento Fusioni e
Acquisizioni di Morgan Stanley & Co., a New York, ricoprendo il
ruolo di Vicepresidente e Direttore esecutivo”.

“Conosco Kevin da molto tempo e non ho dubbi che passerà alla storia come uno dei GRANDI presidenti della Fed, forse il migliore. Oltre a tutto il resto, è una figura si spicco e non vi deluderà mai. Congratulazioni Kevin!”, conclude Trump.

Maturità 2026, tra le materie latino al classico e matematica allo scientifico

Milano, 30 gen. (askanews) – Latino al Liceo classico; Matematica al Liceo scientifico; Scienze umane al Liceo delle Scienze umane; Economia aziendale per gli Istituti tecnici del Settore economico indirizzo “Amministrazione, finanza e marketing”; Discipline turistiche e aziendali per gli Istituti tecnici del Settore economico indirizzo “Turismo”; Progettazione, costruzioni e impianti per l’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”. Queste alcune delle discipline scelte per la seconda prova scritta della Maturità2026, secondo quanto prevede il decreto n.13 del 29/1/2026, firmato dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

Sono state contestualmente definite anche le quattro materie del colloquio orale. L’Esame di Maturità si svolge con una prima prova scritta di Italiano, comune a tutti gli indirizzi di studio, che si svolgerà dalle 8.30 di giovedì 18 giugno; una seconda prova scritta, riguardante le discipline caratterizzanti i singoli percorsi di studio e il colloquio.

“Da quest’anno si torna all’Esame di Maturità, con un orale radicalmente nuovo. Abbiamo tolto la discussione del documento, che obbligava a fare collegamenti interdisciplinari forzati, creando inutile apprensione nei ragazzi, anche a causa della sua casuale imprevedibilità, e che non contemplava necessariamente una valutazione disciplinare. Abbiamo preferito puntare su un colloquio riferito a quattro discipline, durante il quale il candidato potrà dimostrare non solo il grado di conoscenze e competenze raggiunto, ma anche il grado di autonomia e responsabilità acquisito. Da qui la rilevanza delle attività extracurricolari, sportive o culturali” ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, spiegando che “da qui l’importanza delle azioni particolarmente meritevoli compiute. Da qui anche la necessità di ripetere l’anno per chi si rifiuterà di essere valutato all’orale. In una società che ha necessità di riscoprire il valore della maturità, il nuovo esame orale consente di valorizzare nella sua interezza la persona dello studente”.

Dal corrente anno scolastico, le Commissioni d’esame saranno composte da un presidente esterno, da due membri interni e da due esterni. Il colloquio è incentrato su quattro discipline. Oltre ad accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale della studentessa e dello studente e a verificare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri di ciascuna disciplina, nel corso del colloquio viene esaminata la capacità di utilizzare e raccordare le conoscenze acquisite e di argomentare in modo critico e personale, nonché il grado di responsabilità e maturità raggiunto. La prova orale pone in evidenza e valorizza la responsabilità e l’impegno dimostrati dagli studenti in azioni particolarmente meritevoli, anche desumibili dal Curriculum della studentessa e dello studente, in una prospettiva di sviluppo integrale della persona.

Nel corso del colloquio, il candidato espone anche le esperienze svolte nell’ambito delle attività di formazione scuola-lavoro e le competenze acquisite nell’ambito dell’Educazione civica. Nel caso in cui il candidato interno riporti, in sede di scrutinio finale, una valutazione del comportamento pari a sei decimi, il colloquio prevede anche la trattazione di un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale, assegnato dal Consiglio di classe. Il voto in condotta incide sull’assegnazione del credito.

L’Esame di Maturità è validamente sostenuto se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove d’esame, compreso il colloquio. È prevista una terza prova scritta in alcuni indirizzi di studio (sezioni EsaBac, EsaBac techno, sezioni con opzione internazionale, scuole della Regione autonoma Valle d’Aosta, della Provincia autonoma di Bolzano e scuole con lingua d’insegnamento slovena del Friuli-Venezia Giulia).

Per conoscere tutte le discipline oggetto della seconda prova e le quattro materie del colloquio è disponibile un apposito motore di ricerca. Le stesse saranno consultabili dagli studenti anche all’interno dell’area riservata della piattaforma unica.istruzione.gov.it. Per i Licei, le materie scelte sono: Latino per il Classico; Matematica per lo Scientifico, anche per l’opzione Scienze applicate e la sezione a indirizzo Sportivo; Lingua e cultura straniera 1 per il Liceo linguistico; Scienze umane per il Liceo delle Scienze umane (Diritto ed Economia politica nell’opzione Economico-sociale); Discipline progettuali caratteristiche dei singoli indirizzi per il Liceo artistico; Teoria, analisi e composizione per il Liceo musicale; Tecniche della danza per il Liceo coreutico.

Per gli Istituti tecnici: Economia aziendale per l’indirizzo “Amministrazione, Finanza e Marketing” (anche nelle articolazioni “Relazioni internazionali per il marketing” e “Sistemi informativi aziendali”) e Discipline turistiche e aziendali per l’indirizzo “Turismo”; Progettazione, costruzioni e impianti per l’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”; nell’indirizzo “Informatica e telecomunicazioni”, Sistemi e reti sia per l’articolazione “Informatica” che per l’articolazione “Telecomunicazioni”; Produzioni vegetali per le articolazioni “Produzioni e trasformazioni” e “Gestione dell’ambiente e del territorio” degli Istituti agrari (Viticoltura e difesa della vite per l’articolazione “Viticoltura ed enologia”).

Maturità 2026, ecco discipline secondo scritto e 4 materie colloquio

Milano, 30 gen. (askanews) – Latino al Liceo classico; Matematica al Liceo scientifico; Scienze umane al Liceo delle Scienze umane; Economia aziendale per gli Istituti tecnici del Settore economico indirizzo “Amministrazione, finanza e marketing”; Discipline turistiche e aziendali per gli Istituti tecnici del Settore economico indirizzo “Turismo”; Progettazione, costruzioni e impianti per l’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”. Queste alcune delle discipline scelte per la seconda prova scritta della Maturità2026, secondo quanto prevede il decreto n.13 del 29/1/2026, firmato dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

Sono state contestualmente definite anche le quattro materie del colloquio orale. L’Esame di Maturità si svolge con una prima prova scritta di Italiano, comune a tutti gli indirizzi di studio, che si svolgerà dalle 8.30 di giovedì 18 giugno; una seconda prova scritta, riguardante le discipline caratterizzanti i singoli percorsi di studio e il colloquio.

“Da quest’anno si torna all’Esame di Maturità, con un orale radicalmente nuovo. Abbiamo tolto la discussione del documento, che obbligava a fare collegamenti interdisciplinari forzati, creando inutile apprensione nei ragazzi, anche a causa della sua casuale imprevedibilità, e che non contemplava necessariamente una valutazione disciplinare. Abbiamo preferito puntare su un colloquio riferito a quattro discipline, durante il quale il candidato potrà dimostrare non solo il grado di conoscenze e competenze raggiunto, ma anche il grado di autonomia e responsabilità acquisito. Da qui la rilevanza delle attività extracurricolari, sportive o culturali” ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, spiegando che “da qui l’importanza delle azioni particolarmente meritevoli compiute. Da qui anche la necessità di ripetere l’anno per chi si rifiuterà di essere valutato all’orale. In una società che ha necessità di riscoprire il valore della maturità, il nuovo esame orale consente di valorizzare nella sua interezza la persona dello studente”.

Dal corrente anno scolastico, le Commissioni d’esame saranno composte da un presidente esterno, da due membri interni e da due esterni. Il colloquio è incentrato su quattro discipline. Oltre ad accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale della studentessa e dello studente e a verificare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri di ciascuna disciplina, nel corso del colloquio viene esaminata la capacità di utilizzare e raccordare le conoscenze acquisite e di argomentare in modo critico e personale, nonché il grado di responsabilità e maturità raggiunto. La prova orale pone in evidenza e valorizza la responsabilità e l’impegno dimostrati dagli studenti in azioni particolarmente meritevoli, anche desumibili dal Curriculum della studentessa e dello studente, in una prospettiva di sviluppo integrale della persona.

Nel corso del colloquio, il candidato espone anche le esperienze svolte nell’ambito delle attività di formazione scuola-lavoro e le competenze acquisite nell’ambito dell’Educazione civica. Nel caso in cui il candidato interno riporti, in sede di scrutinio finale, una valutazione del comportamento pari a sei decimi, il colloquio prevede anche la trattazione di un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale, assegnato dal Consiglio di classe. Il voto in condotta incide sull’assegnazione del credito.

L’Esame di Maturità è validamente sostenuto se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove d’esame, compreso il colloquio. È prevista una terza prova scritta in alcuni indirizzi di studio (sezioni EsaBac, EsaBac techno, sezioni con opzione internazionale, scuole della Regione autonoma Valle d’Aosta, della Provincia autonoma di Bolzano e scuole con lingua d’insegnamento slovena del Friuli-Venezia Giulia).

Per conoscere tutte le discipline oggetto della seconda prova e le quattro materie del colloquio è disponibile un apposito motore di ricerca. Le stesse saranno consultabili dagli studenti anche all’interno dell’area riservata della piattaforma unica.istruzione.gov.it. Per i Licei, le materie scelte sono: Latino per il Classico; Matematica per lo Scientifico, anche per l’opzione Scienze applicate e la sezione a indirizzo Sportivo; Lingua e cultura straniera 1 per il Liceo linguistico; Scienze umane per il Liceo delle Scienze umane (Diritto ed Economia politica nell’opzione Economico-sociale); Discipline progettuali caratteristiche dei singoli indirizzi per il Liceo artistico; Teoria, analisi e composizione per il Liceo musicale; Tecniche della danza per il Liceo coreutico.

Per gli Istituti tecnici: Economia aziendale per l’indirizzo “Amministrazione, Finanza e Marketing” (anche nelle articolazioni “Relazioni internazionali per il marketing” e “Sistemi informativi aziendali”) e Discipline turistiche e aziendali per l’indirizzo “Turismo”; Progettazione, costruzioni e impianti per l’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”; nell’indirizzo “Informatica e telecomunicazioni”, Sistemi e reti sia per l’articolazione “Informatica” che per l’articolazione “Telecomunicazioni”; Produzioni vegetali per le articolazioni “Produzioni e trasformazioni” e “Gestione dell’ambiente e del territorio” degli Istituti agrari (Viticoltura e difesa della vite per l’articolazione “Viticoltura ed enologia”).

Sci, troppe cadute: annullata la libera di Crans Montana

Roma, 30 gen. (askanews) – Inizio terribile e gara annullata di Coppa del Mondo di discesa femminile sulle nevi di Crans Montana. Nella prima mezzora scendono e terminano la prova solo in tre su sei (la statunitense Jaqueline Wiles, la svizzera Corinne Suter e la francese Romane Miradoli). La numero 1 di pettorale, l’austriaca Nina Ortlieb, la numero 3, la norvegese Marte Monsen, e la numero 6, la 41enne americana Lindsey Vonn (leader stagionale proprio della classifica di discesa), cadono in maniera rovinosa, con quest’ultima che sembra aver accusato conseguenze, toccandosi più volte il ginocchio sinistro (anche se la protesi lo ha al destro) davanti ai soccorritori arrivati per liberarla dalle reti di protezione. Dopo la sua caduta e la successiva discesa di un apripista dopo la terza interruzione, il direttore di gara Peter Gerdol sceglie la soluzione più saggia.

Il Cremlino: la Russia accetta la proposta di Trump di fermare i bombardamenti sull’Ucraina fino al 1 febbrio

Roma, 30 gen. (askanews) – Mosca accetta la richiesta del presidente statunitense Donald Trump di astenersi dai bombardamenti contro l’Ucraina fino al 1 febbraio per creare condizioni favorevoli per i negoziati. Lo ha dichiarato oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

“A questo proposito, posso dire che il presidente Trump ha effettivamente chiesto personalmente al presidente Putin di astenersi per una settimana, fino al 1° febbraio, dal lanciare attacchi contro Kiev, al fine di creare condizioni favorevoli ai negoziati. Questo è ciò che posso dire su questo argomento”, ha detto Peskov ai giornalisti.

“Stiamo parlando di creare condizioni favorevoli per i negoziati… Sì, certo, c’è stato un appello personale da parte del presidente Trump”, ha detto Peskov ai giornalisti, quando gli è stato chiesto se Mosca avesse accettato di astenersi dagli attacchi contro l’Ucraina.

Camera, stop conferenze stampa di oggi. Salta quella su remigrazione

Roma, 30 gen. (askanews) – “Per questioni di ordine pubblico tutte le conferenze stampa alla Camera dei deputati sono state annullate”. Lo ha deciso la presidenza della Camera dopo l’occupazione dei gruppi di opposizione della sala conferenze di Montecitorio che aveva l’obiettivo di impedire che si svolgesse l’iniziativa, prevista per le 11,30, sul lancio della raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare ‘Remigrazione e riconquista’ che vede tra i promotori Casapound, il Fronte Skinheads, la rete dei Patrioti e Brescia ai bresciani. Cui il deputato leghista Domenico Furgiuele ha ‘offerto’ la sala destinata a Montecitorio alle conferenze stampa.

Alla Camera le opposizioni occupano la sala conferenze contro "remigrazione"

Roma, 30 gen. (askanews) – Sono entrati nella sala delle conferenze stampa della Camera gli esponenti delle opposizioni, occupandola. Obiettivo: impedire che possa aver inizio l’iniziativa, prevista per le 11,30, sul lancio della raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare ‘Remigrazione e riconquista’ che vede tra i promotori Casapound, il Fronte Skinheads, la rete dei Patrioti e Brescia ai bresciani. Cui il deputato leghista Domenico Furgiuele ha ‘offerto’ la sala destinata a Montecitorio alle conferenze stampa. L’occupazione’ della stanza è già cominciata con i commessi pronti a gestire la situazione.

Folte le delegazioni di Pd-M5S-Avs, con il capigruppo della Camera dei Cinque Stelle, Riccardo Ricciardi, il quale questa mattina in aula aveva annunciato il presidio per impedire che si aprissero “le porte a naziskin, Casapound e fascisti”. Presenti fra gli altri Boldrini, Orfini, Scotto, Zaratti.

Il deputato Furgiuele è entrato ed è stato contornato dai deputati delle opposizioni, che cantano ‘Bella Ciao’.

Lavoro, Istat: a dicembre disoccupazione resta ai minimi, tasso al 5,6%

Roma, 30 gen. (askanews) – A dicembre 2025 il tasso di disoccupazione scende al 5,6% (-0,1 punti), quello giovanile sale al 20,5% (+1,4 punti). E’ la stima dell’Istat.

La diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-1%, pari a -15mila unità) riguarda le donne e chi ha almeno 25 anni d’età; al contrario, tra gli uomini e i 15-24enni il numero dei disoccupati è in aumento.

La crescita degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,2%, pari a +31mila unità) si osserva per uomini, donne e per tutte le classi d’età, ad eccezione dei 15-24enni tra i quali il numero di inattivi è in calo. Il tasso di inattività sale al 33,7% (+0,1 punti).

Rispetto a dicembre 2024, cala il numero di persone in cerca di lavoro (-13,8%, pari a -229mila unità) e aumenta quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+1,3%, pari a +163mila unità).

Lavoro, Istat: a dicembre -20mila occupati, su anno +62mila

Roma, 30 gen. (askanews) – A dicembre 2025 gli occupati calano dello 0,1%, pari a -20mila unità. Tale diminuzione coinvolge gli uomini, i dipendenti a termine, i 25-34enni e i 35-49enni; il numero di occupati, invece, cresce tra le donne, gli autonomi e i 15-24enni, rimanendo sostanzialmente stabile tra i dipendenti permanenti e tra chi ha almeno 50 anni d’età. Il tasso di occupazione scende al 62,5% (-0,1 punti). E’ la stima dell’Istat.

A dicembre 2025, il numero di occupati supera quello di dicembre 2024 dello 0,3% (+62mila unità); l’aumento riguarda le donne e chi ha almeno 50 anni, a fronte della diminuzione tra gli uomini e nelle altre classi d’età. Il tasso di occupazione, in un anno, risulta invariato.

“A dicembre 2025 il numero di occupati, pari a 24 milioni 142mila, è in calo rispetto al mese precedente. Diminuiscono i dipendenti a termine (2 milioni 405mila), crescono gli autonomi (5 milioni 227mila) e risultano sostanzialmente stabili i dipendenti permanenti (16 milioni 511mila)”, è il commento dell’Istat.

FS Italiane: bodycam a tutti gli operatori di FS Security entro 2026

Roma, 30 gen. (askanews) – Entro la fine del 2026, tutti gli operatori di FS Security, del gruppo FS Italiane, saranno progressivamente dotati di bodycam: lo annuncia la società, riferendo con un comunicato la firma di un accordo con i sindacati – Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, SLM Fast Confsal e Orsa Ferrovie – per l’introduzione strutturale di questo strumento in dotazione al proprio personale operativo.

L’intesa, si legge, arriva al termine del percorso avviato con la fase di sperimentazione e rappresenta un passo decisivo nel rafforzamento delle misure di tutela del personale del Gruppo FS e dei passeggeri, in un’ottica di prevenzione, deterrenza e maggiore sicurezza nei contesti operativi più esposti.

L’adozione delle bodycam è il risultato di un confronto costruttivo con le Organizzazioni Sindacali, che ha portato alla definizione condivisa delle modalità di utilizzo, delle garanzie per i lavoratori e del pieno rispetto della normativa in materia di privacy e protezione dei dati personali.

La registrazione, precisa FS, verrà avviata esclusivamente nei casi in cui si ravvisino potenziali rischi per l’incolumità personale dell’operatore o di terzi. Una volta attivate, le bodycam consentiranno anche la registrazione audio.

In tempo reale, inoltre, immagini, audio e dati di geolocalizzazione saranno trasmessi alla Control Room di FS Security, deputata alla gestione dei flussi informativi in caso di criticità, a supporto delle attività di monitoraggio e di intervento.

Si tratta di un ulteriore passo in avanti rispetto alla sperimentazione condotta nel corso del 2025, che ha consentito di testare sul campo l’efficacia delle bodycam, ponendo le basi per l’estensione progressiva del dispositivo a tutto il personale.

L’obiettivo principale, dice la società, è quello di aumentare la deterrenza e la sicurezza, garantendo un ambiente più protetto per il personale e i passeggeri.

Per garantire la massima trasparenza, inoltre, le immagini registrate saranno conservate in forma criptata e non potranno essere scaricate, visualizzate o cancellate dagli operatori che effettuano le riprese, assicurando così un elevato standard di sicurezza e trasparenza.

Con la firma dell’accordo sindacale e l’estensione a tutto il personale, l’utilizzo delle bodycam entra a far parte in modo strutturale delle dotazioni di FS Security, affiancando le altre misure già in atto per la sicurezza nelle stazioni e sui principali collegamenti ferroviari.

Il Gruppo FS Italiane conferma così il proprio impegno a investire in innovazione, prevenzione e dialogo con le parti sociali, mettendo al centro la tutela delle persone: chi lavora ogni giorno sul campo e chi viaggia.

Tennis, Alcaraz: "Ho lottato fino alla fine con il cuore"

Roma, 30 gen. (askanews) – “Credere. Credere sempre. Dico sempre che bisogna credere in se stessi, a prescindere dalle difficoltà che si stanno attraversando”. Così Carlos Alcaraz dopo il successo contro Zverev che gli vale la finale degli Australian Open, la prima in carriera. “Devi continuare a credere in te stesso in ogni momento – continua – Stavo faticando a metà del terzo set. Dal punto di vista fisico è stata una delle partite più impegnative che abbia mai giocato nella mia giovane carriera. Ma mi ero già trovato in situazioni del genere, quindi sapevo cosa dovevo fare. Dovevo metterci il cuore. Penso di esserci riuscito. Ho lottato fino all’ultimo punto. Sapevo che avrei avuto le mie occasioni. Nel quinto set sono stato paziente. Sono estremamente orgoglioso del mio servizio e di come sono riuscito a rientrare nel match nel quinto set”

Tennis, Alcaraz si ferma e Zverev sbotta: "Proteggete sempre lui"

Roma, 30 gen. (askanews) – La semifinale degli Australian Open tra Carlos Alcaraz e Alexander Zverev si è trasformata in un caso. Nel terzo set, sul 5-4, lo spagnolo ha accusato crampi evidenti e un forte malessere, arrivando a dire al suo angolo: “Ho vomitato, non so se prendere qualcosa”. La richiesta di intervento medico ha portato alla concessione di un medical timeout.

Una decisione che ha fatto esplodere la protesta di Zverev. “Non potete curarlo per i crampi”, ha urlato il tedesco verso il giudice di sedia, aggiungendo poi al supervisor: “Proteggete sempre gli stessi giocatori” riferendosi ad Alcaraz e Sinner. Secondo Zverev, il trattamento non sarebbe stato consentito dal regolamento e avrebbe alterato l’andamento della partita.

Nonostante le difficoltà fisiche, Alcaraz è rimasto in campo e ha trascinato il set al tie-break, mentre la tensione saliva e il match assumeva una dimensione sempre più nervosa e psicologica. Un episodio che ha acceso il dibattito sull’interpretazione delle regole e che ha segnato una delle serate più controverse del torneo.

Tennis, Alcaraz in finale degli AO: Zverev battuto in cinque set

Roma, 30 gen. (askanews) – Per la prima volta in carriera Carlos Alcaraz è in finale agli Australian Open. Il murciano ha superato Sascha Zverev dopo una semifinale epica, risolta con il punteggio di 6-4, 7-6, 6-7, 6-7, 7-5 in 5 ore e 27 minuti, la terza partita più lunga di sempre nella storia del torneo. Una sfida incredibile, segnata dai crampi accusati da Alcaraz a metà del terzo set dopo due parziali vinti con qualità nei momenti chiave. Carlos giocherà l’ottava finale Slam in carriera, la prima a Melbourne Park

Camera, M5S-Avs-Pd in aula: pronti presidiare sala conferenza remigrazione

Roma, 30 gen. (askanews) – Il presidente della Camera fermi lo “scempio” della conferenza stampa sulla ‘remigrazione’ che si terrà alla Camera alle 11,30. A chiederlo Pd, M5S e Avs, ribadendo la propria posizione contro una inziativa organizzata da “neofascisti”. “Presidieremo la sala”, annnunciano. Nessuna replica da parte dei banchi della maggioranza. Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli si limita a rispondere che “la posizione del presidente della Camera è stata già chiarita ieri con una nota ufficiale (iniziativa “inopportuna”, ha detto Lorenzo Fontana) e la “questione si intende chiusa”. Non però per le opposizioni che sono sul piede di guerra.

“Abbiamo deciso di presidiare la sala conferenze per impedire che si aprano le porte a naziskin, Casapound e fascisti”, sottolinea il capogruppo M5S Riccardo Ricciardi. “C’è una linea che non va superata, una linea che va tracciata. Il nazismo e il fascismo non sono un’opinione o un’idea, ma un crimine”. Quanto al merito “andiamo a vedere l’idiozia di questa ‘remigrazione’: propongono di dare soldi agli immigrati regolari per incentivarli a rientrare nella loro nazione d’origine. Saranno contenti, immagino, gli imprenditori del nord est, giusto per fare un esempio, strozzati dalle tasse, che vedono i loro soldi usati perché i lavoratori e le lavoratrici delle loro aziende, formati lavorativamente e integrati socialmente, prendano soldi per tornare nel loro Paese. Si porta avanti il classico stile delle Destre: proposte irrealizzabili che soffiano sul fuoco” come i centri in Albania, “sbarchi che aumentano, vogliono addirittura i blindati a termini, dove io non passo nemmeno con la macchina”. “Oggi tracciamo una linea rossa sotto la quale non andare: nella culla della democrazia i nazisti e i fascisti non entrano. Tutto qui”.

“Rivolgo un appello formale alla Presidenza della Camera affinché intervenga immediatamente e revochi la concessione della sala stampa di Montecitorio a gruppi che si richiamano apertamente all’ideologia nazifascista. Consentire l’ingresso di naziskin e neofascisti negli spazi della Camera dei deputati rappresenta un oltraggio gravissimo alla memoria dei nostri padri e delle nostre madri costituenti”, tuona Angelo Bonelli di Avs. Fontana, conclude, impedisca “questo sfregio alla memoria antifascista su cui si fonda la Repubblica italiana”.

All’appello si è associato il dem Andrea Casu: ” la Camera – ha detto – non può diventare tribuna di chi incita odio e violenza. L’dio e la violenza non deve avere solo contro le opposizioni, le opposizioni democratiche ci sono e ci saranno e continueranno a presidiare, ma devono avere contro la reazione di tutte le istituzioni. In questi pochi minuti che ci separano” dalla conferenza stampa sulla remigrazione, “chiediamo ci sia una azione risolutiva che impedisca questo scempio”.

Zelensky: invito Putin a Kiev, vediamo se ha il coraggio

Roma, 30 gen. (askanews) – “Naturalmente è impossibile che io incontri Putin a Mosca. Sarebbe come incontrarlo a Kiev”, ha dichiarato oggi ai giornalisti il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ricambiando l’invito al presidente russo Vladimir Putin nella capitale ucraina: “allo stesso modo posso invitarlo io a Kiev: venga pure. Lo invito pubblicamente, se naturalmente avrà il coraggio”.

Zelensky ha sottolineato che l’Ucraina vuole raggiungere un’intesa costruttiva su una reale fine della guerra, organizzare un incontro che possa essere produttivo, discutere le questioni esistenti e risolverle.

“Ma se qualcuno non vuole incontrarsi e per qualche motivo non può permettersi di dirlo apertamente, allora ecco che arrivano questi inviti a Mosca. È chiaro cosa stia succedendo”, ha osservato il presidente ucraino, ribadendo che Kiev è aperta a qualsiasi tipo di formato di negoziato, purché sia produttivo.

In merito alla presenza degli europei, Zelensky si dichiara favorevole, ma nutre qualche dubbio sulle intenzioni di russi e americani.

“Certo, sosteniamo sempre la partecipazione degli europei. Ma non sono sicuro che le altre due parti sosterranno un simile formato per un incontro tra leader”, ha spiegato Zelensky.

La Cassazione: l’indipendenza delle toghe resti il caposaldo del sistema

Roma, 30 gen. (askanews) – “La preoccupazione della magistratura è volta a garantire che resti effettiva l’indipendenza e l’autonomia della giurisdizione come caposaldo del sistema costituzionale”. Lo afferma il primo presidente della Cassazione, Pasquale D’Ascola, in un passo della sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario.

L’alto magistrato sottolinea poi: “In una Costituzione che ha il suo perno essenziale nel principio di uguaglianza sostanziale, la magistratura, che esercita la funzione giurisdizionale affinché la legge sia uguale per tutti, sente di aver adempiuto il proprio dovere se il diritto, ogni diritto, ha effettiva tutela e non se è soltanto declamato. La sua autonomia e la sua indipendenza non sono un privilegio, ma sono presupposti perché il giudice sia sempre imparziale”.

Pil, Istat: nel 2025 crescita a +0,7%, nel IV trimestre +0,3%

Roma, 30 gen. (askanews) – Nel 2025 il Pil, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2020, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,7% rispetto al 2024. Nel 2025 vi sono state tre giornate lavorative in meno rispetto al 2024. E’ la stima preliminare dell’Istat.

Nel quarto trimestre del 2025, il Pil corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% in termini tendenziali.

La variazione acquisita per il 2026 è pari allo 0,3%.

Bce, salgono inflazione percepita (3,2%) e quella attesa a lungo termine

Roma, 30 gen. (askanews) – Dopo una lunga fase di stabilità, a dicembre l’inflazione percepita dai consumatori nell’area euro Ha registrato un leggero rialzo, portandosi al 3,2% sull’insieme dei passati 12 mesi, rispetto al 3,1% dei mesi precedenti.

Secondo l’ultima rilevazione effettuata dalla Bce, sono invece rimaste invariate le aspettative mediane per l’inflazione futura, al 2,8% sui prossimi 12 mesi, ma sono salite al 2,6% (dal 2,5%) quelle da qui a 3 anni e al 2,4%, dal precedente 2,2%, quelle sull’orizzonte dei prossimi cinque anni.

Mattarella: comunicazione orientata da interessi, fondamentale giornalismo

Roma, 30 gen. (askanews) – “Oggi, il rischio di un abbattimento del pluralismo, sostituito da una comunicazione globale uniforme e orientata da interessi, è particolarmente elevato. In questi contesti, il ruolo dei giornalisti e dei giornali, storicamente inteso come contropotere in grado di stimolare il pensiero critico, il dibattito e la libertà di scelta dei cittadini, è più che mai fondamentale”. Lo ha scritto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una lettera a Il Foglio in occasione del 30esimo anniversario dalla nascita del giornale.

“I rapidi cambiamenti tecnologici, la concentrazione della proprietà dei nuovi media in poche mani, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e la diffusione delle fake news rappresentano sfide significative per le democrazie liberali”, ha aggiunto il capo dello Stato.

L’impegno pubblico dei cristiani: Mons. Paglia richiama la forza del sogno perduto

Il mio intervento parte da un auspicio molto forte: il ritorno di un sogno. Le categorie tradizionali di destra, centro e sinistra appaiono oggi svuotate, private di contenuto e incapaci di suscitare passione. Il vero problema del nostro tempo non è la collocazione politica, ma l’assenza di una visione capace di accendere energie collettive. È una crisi che non riguarda solo l’Italia, ma l’Europa e l’intero pianeta: siamo entrati nel nuovo secolo “a testa bassa”, senza sogni e senza grandi passioni.

La crisi del mondo cattolico

In questo scenario, la crisi del mondo cattolico appare particolarmente grave. Non si tratta soltanto di una crisi organizzativa – la diminuzione dei preti, il calo della partecipazione alla vita ecclesiale – ma di una crisi spirituale e culturale più profonda. La Chiesa, in Italia e in Europa, appare ripiegata su se stessa, concentrata sui propri problemi interni, perdendo la capacità di sognare un mondo diverso, più fraterno, solidale e giusto. Questa responsabilità non riguarda solo i vertici ecclesiastici, ma anche i singoli cattolici impegnati nella vita pubblica e politica.

L’assenza di sogni genera populismi. I populismi, infatti, sono il prodotto del vuoto lasciato dalla scomparsa di quelle grandi passioni che animarono le generazioni del dopoguerra. I padri costituenti, l’Europa immaginata dai suoi fondatori, la nascita delle Nazioni Unite e della Dichiarazione universale dei diritti umani furono il frutto di una visione condivisa: la volontà di costruire un mondo radicalmente diverso dopo la tragedia della guerra. La Costituzione italiana nacque non tanto come compromesso tra schieramenti diversi, ma come progetto unitario per tutti.

Umanesimo cristiano e umanesimo laico

Quella visione era alimentata da due grandi tradizioni europee: l’umanesimo laico e l’umanesimo cristiano. Il Codice di Camaldoli, come altre sollecitazioni culturali e spirituali, testimoniava un cattolicesimo capace di pensiero alto, universale, non autoreferenziale. 

Oggi questa dimensione sembra smarrita. Per questo è necessario spostare il baricentro della riflessione sull’Europa: non si può parlare seriamente dell’Italia senza parlare dell’Europa. È l’Europa, infatti, l’unico spazio politico in grado di arginare la frammentazione del mondo e la crisi dell’universalismo, messo in discussione da nuovi imperi e da politiche di potenza.

L’Europa risente della debolezza del cristianesimo

La debolezza del cristianesimo europeo è intimamente legata alla debolezza della politica europea. Il ripiegamento delle comunità cristiane su una dimensione puramente interna è una forma di irresponsabilità storica. I cattolici hanno il dovere di tornare a vivere la politica in prima persona, non necessariamente attraverso un partito d’ispirazione cristiana – ipotesi che appare oggi poco realistica – ma superando l’attuale dispersione, che è sterile e inefficace.

Un dato drammatico incombe su tutto: in Italia il 50% dei cittadini non vota. È un segno di disaffezione profonda, che non può essere ignorato. Continuare a discutere di schieramenti significa occuparsi di “questioni di cortile”, mentre metà del Paese resta fuori dalla partecipazione democratica. Qui si gioca, appunto, una responsabilità storica del mondo cattolico e laico insieme.

Infine, il discorso si carica di una forte denuncia morale: la guerra è stata nuovamente sdoganata come strumento di pace. Questo è un tradimento dello spirito della Costituente e della passione che rese grande l’Italia e l’Europa nel dopoguerra. La memoria di chi ha vissuto direttamente quell’esperienza – giovani costituenti capaci di dividersi sulle leggi ordinarie ma di unirsi nel pomeriggio per scrivere una Carta per tutti – mostra quanto sia urgente recuperare quello spirito unitario.

Una nuova alleanza

Destra, sinistra e centro non bastano più. Ciò che serve è una nuova alleanza tra cattolici, laici di matrice umanista, capace di restituire all’Europa una prospettiva universale fondata su fraternità, solidarietà e responsabilità storica. Senza questo ritorno al sogno, la politica resta amministrazione senz’anima e il futuro una terra già disegnata. Da altri.

N.B. Il testo non è stato rivisto dall’autore. Per accedere alla registrazione video del dibattito (Radio Radicale) clicca qui.

Ogni ammiccamento complice crea equivoci

Per una volta sarebbe il caso di chiedere a Giorgia Meloni il contrario di quel che le si chiede abitualmente e cioè di non tenersi in bilico, sul filo dell’equilibrio, incline al compromesso. Quindi, di non barcamenarsi, dando un colpo al cerchio e uno alla botte, ma, all’opposto, di prendere una posizione forte, risoluta, priva di ogni ambiguità e ogni incertezza.

Il nodo Trump e la politica estrema

Si tratta ovviamente di decidere il da farsi con Donald Trump e con la sua politica estrema (vedi da ultimo alla voce Minneapolis). Finora Meloni ha camminato sul filo: ha risposto a tono quando proprio non poteva farne a meno, ma ha evitato per quanto possibile di finire in fuori gioco, attestandosi su di una linea più nitidamente critica.

Il doppio registro diplomatico

Giocando diplomaticamente sui due registri, ha voluto difendere la memoria dei soldati italiani dileggiati dal tycoon, salvo dichiarare un attimo dopo di sperare che il tycoon sia insignito di quel premio Nobel che fa parte dei suoi più tenaci deliri.

Ora però questo bilanciamento comincia a non avere né un senso né una ragione.

Da parte della Casa Bianca c’è ormai una tale presa di distanza dall’antica politica atlantica che ogni concessione diplomatica, ogni ammiccamento complice, ogni gesto di apparente cortesia rischia di lasciarsi dietro una scia di equivoci da cui converrebbe invece tenersi al riparo.

Amicizia sì, equivoci no

Gli Stati Uniti restano un paese amico, certo. Ma l’interpretazione che Trump sta dando della nostra amicizia e il suo modo di interpretare la pace e la democrazia sono lontane mille miglia dal sentimento politico del nostro Paese.

Sarebbe il caso che Meloni trovasse il modo di dirglielo. Senza ambiguità.

 

Fonte: La Voce del Popolo – 29 gennaio 2026 [Testo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

Ripartiamo dal popolarismo sturziano declinandolo in chiave moderna

Un bipolarismo estraneo alla storia italiana

L’Italia non è un Paese da sistema politico bipolare. Non lo è mai stata nella sua cultura politica, nella sua storia istituzionale, nella sua struttura sociale. Eppure si insiste in questa direzione.

Da anni ci viene proposto – e in qualche modo inculcato – un bipolarismo forzato, quasi fosse l’unica forma possibile di democrazia moderna. Un meccanismo che pretende di ridurre la complessità della società italiana a due blocchi contrapposti, come in una versione semplificata – e spesso caricaturale – del modello americano.

Uno scimmiottamento che diventa farsa

Ma quel modello non ci appartiene. Non è nato dalla nostra storia, né dalle nostre tradizioni politiche. È uno scimmiottamento che finisce per trasformarsi in farsa: due poli che si contrappongono in modo rituale, mentre entrambi cercano di intercettare lo stesso bacino elettorale, quello centrale e moderato, dove si concentra la parte più ampia e decisiva dell’elettorato.

La parentesi tripolare e la sua normalizzazione

Non è un caso che, a un certo punto, si sia parlato di sistema tripolare, con l’entrata in scena del Movimento 5 Stelle che aveva intercettato, tra le altre cose, uno spazio politico rimasto vuoto: quello di chi non si rivede in questo schema dei due blocchi contrapposti.

Ma quella rottura è stata progressivamente riassorbita: il Movimento è stato “normalizzato”, ricondotto dentro la logica del “campo largo”, e dunque riportato all’interno del perimetro del bipolarismo, abbagliato dalla possibilità di vincere.

Accordi sì, matrimoni forzosi no

Non si criticano gli accordi elettorali in quanto tali. Si criticano i matrimoni forzosi, fondati unicamente sull’obiettivo di vincere e non su una visione condivisa.

E cosa fanno i partiti di ispirazione popolare? Si prestano a essere cavalli di Troia del sistema. Portatori d’acqua a vantaggio di raggruppamenti di destra e di sinistra con cui hanno, spesso, poco da spartire dal punto di vista delle idee e dei valori.

Offrono un contributo identitario in cambio di qualche seggio sicuro, di una candidatura protetta, della speranza di partecipare alla vittoria di uno dei due schieramenti e alla spartizione del potere.

L’anomalia italiana del centro politico

In gran parte d’Europa i partiti di centro e di ispirazione popolare esprimono percentuali significative, spesso intorno al 15–20%, quando non di più.

Solo in Italia quell’area è frammentata, dispersa, fagocitata dentro coalizioni che ne sterilizzano l’identità. Molti esponenti di cultura popolare hanno finito per trovare casa in partiti che poco o nulla hanno a che vedere con quella tradizione. Tuttavia i tempi sono maturi perché si possa tentare di costruire davvero il partito dei popolari.

Non si tratta di rifare la Democrazia Cristiana, che appartiene alla storia della Repubblica. Tentare di replicarla sarebbe un’operazione nostalgica e fuori dal tempo. Si tratta, piuttosto, di ripartire dal popolarismo sturziano e declinarlo in chiave moderna.

La lezione di Sturzo: metodo prima del simbolo

Il Partito Popolare di don Sturzo non era un partito-persona né un contenitore di potere. Nasceva da una cultura politica fondata sulla centralità della persona, sul valore dei corpi intermedi, sulla sussidiarietà, sulla responsabilità, sulla libertà unita alla solidarietà.

Era una chiamata all’impegno dei “liberi e forti”, non una costruzione artificiale di schieramenti. Ripartire da quella idea significa recuperare un metodo prima ancora che un simbolo: autonomia, identità, progettualità.

Un soggetto politico autonomo e riconoscibile

Significa costruire un soggetto politico riconoscibile, alternativo al bipolarismo forzato, capace di presentarsi agli elettori senza subalternità.

Ricostruire la casa dei popolari non sarà semplice. Occorrerà mettere da parte personalismi e calcoli di breve periodo. Non dovrà nascere per alimentare l’ego di qualche leader né per drenare voti verso destra o verso sinistra in cambio di posizioni di rendita. Diversamente, non avrebbe senso.

Dovrà nascere con ambizione: ambizione di identità prima ancora che di consenso, ambizione di progetto prima ancora che di alleanza. Un partito che, nella scia del popolarismo sturziano e della migliore tradizione democratico-cristiana, torni a elaborare soluzioni concrete sui grandi temi del Paese: lavoro, famiglia, corpi intermedi, autonomia, solidarietà, Europa.

Correre con la propria identità

Correre con la propria identità non significherà isolarsi ma identificarsi. Significherà restituire al voto la sua dimensione di scelta consapevole, liberare una parte dell’elettorato dall’obbligo di scegliere “contro” qualcuno anziché “per” qualcosa.

La chiamata all’unità dei popolari non è nostalgia. È una proposta politica. È la richiesta di rompere un equilibrio artificiale e di rimettere al centro la persona, la comunità e il bene comune.

È evidente, infine, che esistano difficoltà oggettive, legate a una legge elettorale che premia i raggruppamenti di liste. Proprio per questo è necessario avviare un processo politico serio, coerente e capace di guardare lontano.

Occorre dare vita a un Partito dei Popolari Uniti che si presenti alle prossime elezioni con una propria identità autonoma, non come appendice di uno dei poli, ma come forza autenticamente alternativa, pronta a dialogare con chi condivida l’esigenza di superare l’attuale schema.

In questa prospettiva, l’obiettivo è costruire un autentico “campo degasperiano”, dialogando con le forze di matrice liberale e riformista più vicine per cultura e visione e mantenendo una chiara distanza da impostazioni populiste, sovraniste o massimaliste di ogni segno.

Una scelta di responsabilità

Costruire il partito dei popolari non è un’utopia. È una scelta di responsabilità. «Solo se saremo uniti saremo forti, solo se saremo forti saremo liberi».

Dalla gogna mediatica al cannibalismo sociale

Il rancore come clima emotivo dominante

Da alcuni anni il Rapporto CENSIS evidenzia una deriva montante nella società italiana (ma si ha motivo di pensare che sia un fenomeno sociale planetario): quello di un sentimento diffuso e crescente di ‘rancore’ come stato d’animo persino prevalente in molte relazioni umane.

Leggendo la cronaca quotidiana si percepisce come questo fermo immagine non abbia un target di riferimento: è piuttosto una declinazione peggiorativa di un modo di essere e di pensare, un correlato della diffidenza mista a cattiveria, giustizialismo preconcetto, sfiducia nel futuro, vendetta.

Anche nei reati a sfondo sessuale, oltre alle violenze fisiche, crescono quelle occulte e simboliche, tendenti a colpire qualcuno, dare scandalo, violare la privacy, ferire nell’intimità, ne è prova il diffondersi del cd. revenge porn che – tradotto alla lettera – significa proprio porno-vendetta.

Violenza simbolica e morte civile

In questi giorni sono accaduti fatti che fanno riflettere. A cominciare dai genitori di quell’uomo che ha ucciso crudelmente la moglie a motivo di una separazione che non accettava: la gogna mediatica – ma potremmo meglio dire la ‘fogna’ dei social si è scatenata con insulti, accuse, offese per ‘aver messo al mondo un assassino’ e questo li ha portati ad un duplice suicidio, non reggendo l’onta del pubblico ludibrio.

Questo vezzo della calunnia attraverso i canali dei social è incalzante, crescente, pervasivo, crudele: un ricettacolo di pulsioni negative privo di alcun profilo morale, un’anticipazione del giudizio, il prevalere di sentimenti negativi che rimuovono ogni umana comprensione verso chi è già colpito dal dolore, la cancellazione di ogni parola di mitezza, benevolenza, condivisione, consolazione.

È solo l’ultimo anello di una catena dove si tollerano l’anonimato e la vigliaccheria di chi usa strumenti comunicativi per offendere e far del male, fino all’istigazione vera e propria a pagare il prezzo più alto – la vita – con accanimento, odio e ferocia.

Minori, insulti e fallimento educativo

Basti ricordare i casi di minori che non hanno retto gli insulti e i vituperi, persino gli inviti a farla finita inflitti da coetanei: e questo la dice lunga sul comportamento, il linguaggio e gli stili di vita che vanno diffondendosi tra i giovani e i giovanissimi.

In tutto questo viene da chiedersi quale ruolo educativo svolga la famiglia, quale prevenzione, quale controllo. Ma questo è un tema che merita un approfondimento che in questa sede viene solo accennato.

Indifferenza, sciacallaggio, disumanità

L’eco della cronaca riporta fatti sconvolgenti, c’è solo purtroppo l’imbarazzo della scelta.

Come quel ragazzo trovato morto sul ciglio della strada nel quartiere di San Salvario a Torino: caduto dalla bici non è stato soccorso in fin di vita da chi, transitandogli a fianco in auto, ha fatto finta di non vederlo o peggio si è fermato solo per frugargli nelle tasche e rubargli il portafoglio.

Qualche sciacallo che non ha provato il minimo dovere di prestare aiuto, senza alcuna pietà. Un gesto vergognoso e disumano che non ha giustificazione alcuna.

Truffe agli anziani e violenza finale

Per finire si ha notizia dell’ennesima truffa perpetrata ai danni di una anziana signora, con la solita scusa del fantomatico incidente accaduto ad un figlio e la richiesta di soldi e gioielli per tacitare rivalse, carcerazioni e condanne inesistenti.

Si presentano alla porta spesso camuffati da forze dell’ordine, senza alcun riguardo per l’età della vittima presa di mira, facendo leva sugli affetti familiari da proteggere. Criminali della peggiore specie che approfittano della minorata difesa fisica, mentale, emotiva degli anziani senza remore per le conseguenze: la signora in questione è deceduta dal dolore per un infarto, chi l’ha derubata si è reso uno spietato assassino.

Da dove ricominciare?

Viviamo in un mondo dove la violenza percepita cresce – oltre le statistiche rassicuranti – la barbarie prende il sopravvento sulla bontà e la mitezza, mentre i reati diventano sempre più crudeli e sorprendenti.

Non si sa da che parte cominciare: certamente da famiglia e scuola, partendo dai giovani tra i quali si vanno diffondendo forme di violenza senza freni inibitori. Non sono tutti così ma sta crescendo una generazione priva di regole morali, fredda, impulsiva, minimalista, irrazionale, capace di giocare la vita propria e altrui in un attimo.

Senza dimenticare che la società degli adulti è cattiva maestra di vita, sempre più cinica, indifferente, rancorosa, soggiogata dall’interesse e dal dio denaro.

Come ci ha insegnato Seneca il buon esempio è la migliore lezione possibile: l’importante è praticarlo.

Ucraina, Trump: apprezziamo molto stop a attacchi accettato da Putin

Roma, 29 gen. (askanews) – Sui tentativi per mettere fine alla guerra in Ucraina “penso che siano stati fatti molti progressi. Ho chiesto alla Russia di non lanciare attacchi per un certo periodo di tempo. Abbiamo chiesto (al presidente russo Vladimir) Putin sé può interrompere gli attacchi per una settimana, per via del freddo, che in Ucraina è terribile. E ha accettato, e lo apprezziamo molto. È una guerra molto, molto brutta”. Lo ha affermato il presidente Usa Donald Trump, durante una conferenza stampa alla Casa Bianca.

Ucraina, Trump: apprezziamo molto stop a attacchi accettato da Puntin

Roma, 29 gen. (askanews) – Sui tentativi per mettere fine alla guerra in Ucraina “penso che siano stati fatti molti progressi. Ho chiesto alla Russia di non lanciare attacchi per un certo periodo di tempo. Abbiamo chiesto (al presidente russo Vladimir) Putin sé può interrompere gli attacchi per una settimana, per via del freddo, che in Ucraina è terribile. E ha accettato, e lo apprezziamo molto. È una guerra molto, molto brutta”. Lo ha affermato il presidente Usa Donald Trump, durante una conferenza stampa alla Casa Bianca.

Usa, Tesoro accende i fari sui cambi, Bessent: "Stretto monitoraggio"

Roma, 29 gen. (askanews) – Il Tesoro degli Stati Uniti punta i riflettori sul mercato dei cambi. Washington ha avviato “uno stretto monitoraggio” sull’ipotesi che “i nostri partner commerciali stiano operando tramite interventi sui mercati dei cambi e pratiche non di mercato, per manipolare le loro valute in maniera da avere un vantaggio competitivo sleale sul commercio”. Lo ha annunciato il segretario di Stato al Tesoro Usa, Scott Bessent.

“Il Tesoro – ha detto – sta rafforzando la sua analisi sulle politiche e le pratiche valutarie dei partner commerciali”.

Questo dopo che nelle ultime sedute il dollaro è stato coinvolto da marcati movimenti, che hanno visto valute occidentali apprezzarsi sul biglietto verde, l’euro è salito sopra 1,20 dollari, ai massimi dal 2021, il franco svizzero ai massimi da 10 anni. Invece le valute di diversi giganti delle esportazioni dell’Asia hanno mostrato cali negli ultimi mesi, come quelle di Corea del Sud – su cui il presidente Usa Donald Trump ha recentemente minacciato un rilancio dei dazi – di Giappone e Taiwan.

E poi ci sta il sospettato “numero uno”, la Cina. In un rapporto semestrale al Congresso, il Tesoro Usa precisa di non aver ancora designato la Cina come “un manipolatore dei cambi”. Tuttavia, “spicca tra i nostri maggiori partner per la sua mancanza di trasparenza sui tassi di cambio. Questa mancanza di trasparenza non impedirà al Tesoro di denunciare la Cina se dovessero emergere elementi che suggeriscono un suo intervento, tramite canali formali o informali, per resistere all’apprezzamento futuro del renminbi”, la valuta cinese, chiamata anche yuan.

Secondo il Tesoro Usa la sottovalutazione dello yuan è “insostenibile”, dato il gigantesco e crescente surplus esterno della Cina. “E’ importante che le autorità cinesi consentano al renminbi di rafforzarsi in maniera ordinata e tempestiva – avverte il rapporto – in linea con le pressioni macroeconomiche e con i fondamentali”. (fonte immagine: US Treasury).

Camera, Fontana tenta stop in extremis a conferenza remigrazione. Ma Furgiuele la conferma

Roma, 29 gen. (askanews) – Il pressing per l’annullamento non è servito: si terrà domani a Montecitorio la conferenza stampa per lanciare la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare ‘Remigrazione e riconquista’ che vede tra i promotori Casapound, il Fronte Skinheads, la rete dei Patrioti e Brescia ai bresciani. Lo ha ribadito, ancora una volta, il deputato leghista Domenico Furgiuele, nonostante il presidente della Camera Lorenzo Fontana, suo collega di partito, abbia tentato in extremis di farlo desistere dopo le proteste di questi giorni da parte delle opposizioni (Pd, M5S, Avs, +E) che sono sul piede di guerra e annunciano iniziative eclatanti contro la “legittimazione” in “sedi istituzionali” di “gruppi estremisti che si richiamano al fascismo e al nazismo”.

La tensione è altissima. Nei giorni scorsi, era già caduta nel vuoto la moral suasion di Fontana alla kermesse della Lega in Abruzzo e oggi, dopo le ultime prese di posizione, il presidente della Camera ha definito “inopportuna” la conferenza auspicando che “il deputato ci ripensi”. Niente da fare.

“C’è una pressione da parte delle sinistre sempre pronte a riempirsi la bocca di democrazia, Repubblica e carta costituzionale, che evocano la partecipazione salvo poi spaventarsi di fronte alle iniziative dei cittadini”, puntualizza l’esponente ‘vannacciano’ ribadendo che la “prenotazione della sala stampa è appannaggio del singolo deputato”. Nella giornata, la capigruppo dem Chiara Braga aveva invitato il presidente dei deputati della Lega Riccardo Molinari a convincerlo a impedire “questa grave offesa alle istituzioni”. Richiesta respinta al mittente da Molinari: “con quale coraggio Braga ci fa la morale, mentre il suo partito strizza l’occhio ai terroristi?”.

Furgiuele assicura che Matteo Salvini “è al corrente, ma rispondo io di quello che accade, lui dà fiducia ai suoi parlamentari che la ripagano con grande senso di responsabilità. Non sono stato richiamato dal partito per ripensarci”, fa notare. Proprio oggi, d’altronde, il vicepremier in Senato, rispondendo ad una interrogazione sul suo incontro al ministero con il leader di estrema destra inglese Tommy Robinson, condannato per diversi reati e definito da Avs “neofascista e fondatore di movimenti razzisti”, difendeva la sua scelta seppur tentando di ridurla a una semplice “intervista”.

Fontana contro Vannacci ma per Salvini può restare: ci chiariremo

Roma, 29 gen. (askanews) – Roberto Vannacci “è un problema per i giornalisti non per gli italiani, non per la Lega. Noi abbiamo voglia di costruire, crescere, non di litigare”. Nella sala della Regina a Montecitorio, dopo aver concluso la cerimonia di presentazione del volume sui discorsi di Roberto Maroni, Matteo Salvini usa proprio la storia di uno dei fondatori della Lega per provare ad abbassare la tensione che nel partito hanno suscitato le mosse del generale: “Maroni – ricorda – cominciò in Democrazia proletaria. Nella Lega c’è spazio per la sensibilità di tutti da che è mondo è mondo”.

A sentire il vicepremier, dunque, non c’è aria di cacciata dal partito dell’europarlamentare a cui lui stesso consegnò la tessera leghista un anno fa nominandolo vicesegretario qualche mese dopo. Ma il malumore per le sortite di Vannacci – da ultimo la registrazione del simbolo ‘Futuro nazionale’ – soprattutto tra i governatori del Nord persiste. Oggi è il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a esporsi: “Mi sono fatto l’idea che ci sia qualcosa di un po’ anomalo. Che possano esserci idee diverse all’interno di uno stesso partito è una cosa normale e può essere motivo di crescita culturale; ma quando si iniziano a creare circoli organizzati, si iniziano a tenere incontri, si registra un simbolo e uno statuto e si rimane all’interno di un altro partito con la qualifica di vicesegretario, allora è una cosa un po’ anomala”. Parole che non possono lasciare Salvini indifferente. Anche perché, come osserva lo stesso Fontana, se l’ex generale vada espulso è lui a doverlo decidere.

A rimarcare la differenza con le posizioni vannacciane così distanti dalla Lega delle origini celebrata oggi a Montecitorio anche dal presidente della Camera Lorenzo Fontana (“Noi siamo quella cosa lì”) e dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, è ancora una volta il capogruppo a Montecitorio Riccardo Molinari. In una nota in cui prende le distanze dalla conferenza stampa organizzata dal leghista Domenico Furgiuele insieme a sigle neofasciste come Casapound su un tema caro a Vannacci, la remigrazione, puntualizza: “La Lega storicamente non ha mai avuto nulla a che fare con Skinhead e facinorosi. Sarebbe stato molto meglio parlare dello straordinario lavoro che il Ministro Piantedosi e il sottosegretario Molteni stanno facendo sul fronte della sicurezza, invece che di una proposta di legge che non è della Lega”.

Vannacci, in una intervista al Corriere della Sera, ribadisce che quello depositato lo scorso 24 gennaio, mentre a Rivisondoli andava in scena la kermesse leghista ‘Idee in movimento’, “è solo un simbolo. Ci pensavo da un po’” e sui sondaggi che danno un suo eventuale partito come minimo al 2% commenta: “Io non mi accontento. Punto in alto. Voglio di più. Il sei, il dieci, il quindici, il venti per cento”. E all’obiezione che così sparirebbe la Lega, ribatte: “No, la Lega andrebbe al 30%…”. Quindi con lui dentro.

“Fantascienza”, come dice lui, o Psyops – operazione psicologica tanto usata in ambito militare, o, più banalmente, una “trollata”, sta di fatto che il tema sta lasciando sulle spine anche chi nel progetto del Mondo al Contrario che diventa un partito ci crede davvero. L’associazione nata per sostenere le idee del generale tuttavia scricchiola, non gode di buona salute. E oggi perde altri pezzi. I responsabili dei team di Milano, Varese, Busto Arsizio e Verona dichiarano la “rottura totale e definitiva” con un movimento che definiscono “un bluff politico e organizzativo”, “un fallimento conclamato”. In un durissimo comunicato affermano che “l’unico vero interesse dimostrato dalla dirigenza è stato quello di organizzare incontri pubblici a pagamento, trasformando quello che avrebbe dovuto essere un movimento politico in una sorta di circuito commerciale”.

Tra chi ha rotto con Vannacci definendolo un bluff c’è la convinzione che l’ex generale punti a mantenere il suo seggio in Europa, a restare a Bruxelles dove ha in programma di traslocare a settembre anche tutta sua la famiglia. Il simbolo ‘Futuro nazionale’ sarebbe un’operazione di marketing per vendere gadget e nei progetti dell’europarlamentare non ci sarebbe neanche una candidatura alle politiche del 2027, figuriamoci un partito, bensì una conferma alle Europee del 2029.

Intanto, il profilo Istagram inaugurato ieri annunciando “Italia, stiamo arrivando” si svuota: i due post pubblicati ieri vengono eliminati. Un probabile passo indietro in attesa del chiarimento tra segretario e vice. Restano quasi 3mila follower e l’invito a unirsi al canale Telegram dove nel frattempo si anima il dibattito sul futuro del generale: fuori o dentro alla Lega?

Camera, Furgiuele: confermo conferenza, nessun richiamo dal partito

Roma, 29 gen. (askanews) – Il deputato della Lega, Domenico Furgiuele, conferma che la conferenza sulla remigrazione in programma domani a Montecitorio si terrà, nonostante l’invito a ripensarci del presidente della Camera.

“Il presidente Fontana – dice interepellato telefonicamente – fa il suo mestiere, è un mio amico, non mi ha mai fatto sconti, mi ha anche sospeso”, “c’è una pressione da parte delle sinistre sempre pronte a riempirsi la bocca di democrazia, Repubblica e carta costituzionale, che evocano la partecipazione salvo poi spaventarsi di fronte alle iniziative dei cittadini”.

“Si terrà questa iniziativa che è mia, la prenotazione della sala stampa è appannaggio del singolo deputato e io mai mi sognerei nella mia vita di interrompere una iniziativa della Braga di turno anche se invitasse Satana”, aggiunge Furgiuele.

“Salvini – sottolinea – è al corrente ma rispondo io di quello che accade, lui dà fiducia ai suoi parlamentari che la ripagano con grande senso di responsabilità. Non sono stato richiamato dal partito per ripensarci, ha provato a fare moral suasion il presidente della Camera che in questo caso deve avere molta pazienza con me”.