L’ultimo politico “allevato all’aperto”
Indubbiamente Edoardo Cicelyn, con il suo pezzo di ieri su L’Altravoce, ha toccato le cirde giuste. Lo spunto è dato dal coming out di Clemente Mastella sul suo stato di salute, ma evita il registro della cronaca per trasformarsi in un ritratto politico e umano. Cicelyn descrive il sindaco di Benevento come l’ultimo rappresentante di una generazione cresciuta nella politica vissuta sul territorio, fatta di incontri, telefonate, rapporti personali e conoscenza diretta delle persone. Mastella, scrive l’autore, non è un tecnico, un manager o un amministratore impersonale: è semplicemente «un politico e basta». La sua lunga esperienza, attraversando Prima, Seconda e Terza Repubblica, viene presentata come la dimostrazione di una straordinaria capacità di adattarsi senza perdere la propria identità.
La politica come relazione, non come algoritmo
Il cuore della riflessione è il confronto tra due modi opposti di intendere la politica. Da una parte c’è quella artigianale, costruita sul dialogo, sulla mediazione e sulla conoscenza concreta delle persone; dall’altra quella dominata dai social network, dagli algoritmi e dalla comunicazione immediata. Cicelyn osserva che gli avversari hanno spesso dipinto Mastella come il simbolo del trasformismo, mentre i suoi sostenitori vi riconoscono l’interprete di una politica profondamente umana, capace di affrontare i conflitti senza trasformarli in guerre personali. Anche la sua autoironia, secondo l’autore, contribuisce a renderlo una figura anomala nel panorama contemporaneo: un protagonista che non teme di sorridere di sé e che continua a considerare la politica una cosa seria, ma mai seriosa.
Una lezione che va oltre Mastella
La malattia diventa così il simbolo della fragilità di una stagione politica che rischia di scomparire. Le parole pronunciate da Mastella davanti ai cittadini di Benevento, quando ha chiesto di pregare per lui, vengono lette come un momento di autenticità che ha colpito anche chi non ne condivide il percorso politico. La conclusione dell’articolo allarga lo sguardo: con l’uscita di scena di figure come Mastella, sostiene Cicelyn, l’Italia perderebbe non soltanto un protagonista della vita pubblica, ma un’intera educazione sentimentale della Repubblica, fondata sulla relazione diretta e sulla mediazione.
“La politica, prima di essere ideologia o propaganda, è un fatto umano. E che gli uomini politici, anche quelli che sembrano eterni come i monumenti o le tasse, a un certo punto diventano semplicemente uomini”. È questa, probabilmente, la chiave interpretativa dell’articolo di Edoardo Cicelyn: il valore di Mastella non risiede soltanto nella sua lunga carriera, ma nel rappresentare un’idea della politica che mette al centro le persone prima delle strategie, la relazione prima della comunicazione e l’umanità prima dell’immagine.
Fonte: L’Altravoce – Venerdì 3 luglio 2026
Titolo originale: Con Mastella la politica torna umana
