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De Toni, dall’ingegneria alla «città felice». E il caos? Talvolta inibisce anche lui

Da Curtarolo a Udine, dalla cattedra di Ingegneria gestionale alla carica di primo cittadino: l’autobiografia del sindaco-rettore racconta un metodo di governo nato in trent’anni di studi sulla complessità, oggi applicato alla città e alla coalizione che guida.

Un ingegnere attento alla filosofia, un uomo delle istituzioni senza paura della complessità, un cattolico con le radici nel popolarismo sturziano, ma senza aver vissuto l’esperienza democristiana: tutto questo illumina il tratto originale di un percorso, privato e pubblico, che si snoda lungo l’asse di un impegno consapevolmente indirizzato ad affrontare le sfide della vita. In filigrana compare l’Italia com’era un tempo (povera, soprattutto nel nordest ancora preindustriale) e come invece si presenta oggi, fiorente nonostante le carenze di una classe dirigente povera di storia e di cultura politica, ostaggio delle semplificazioni imposte dal bipolarismo.

Un ingegnere prestato alla complessità

Alberto Felice De Toni arriva in libreria con Una vita surfando sull’orlo del caos (Guerini e Associati), poco meno di duecento pagine in cui un settantunenne di Curtarolo, in provincia di Padova, ripercorre il tragitto che lo ha portato dalle difficili condizioni del secondo dopoguerra veneto alla guida del capoluogo friulano. Ma chi conosce il suo iter accademico sa che il titolo non è una semplice metafora letteraria: l’“orlo del caos” è il filo conduttore di una produzione scientifica che De Toni costruisce da vent’anni, da Prede o ragni (2005) a Visione evolutiva (2010), fino a In equilibrio dinamico all’orlo del caos (2020) — una vera e propria scuola di pensiero sulla gestione della complessità applicata alle organizzazion (e virtualmente estesa alla politica, sebbene alla politica nutrita di sogni e di speranza).

Dalla cattedra al municipio

Ingegnere chimico, ricercatore e poi ordinario a Udine, preside di Facoltà, rettore dell’ateneo friulano dal 2013 al 2019 (anno in cui organizza il G7 University), segretario generale della Fondazione CRUI fino al 2021: il libro racconta questa traiettoria come la costruzione progressiva di un metodo, prima che come una carriera. È il passaggio, quasi naturale per la tradizione cittadina, dal rettorato alla politica attiva che nel 2023 lo porta a sindaco di Udine.

Surfare la politica: tra ordine e disordine

È qui che la teoria diventa pratica di governo. De Toni guida una coalizione di centrosinistra ampia ed eterogenea con una “maggioranza a geometria variabile”, come ama sottolineare nei suoi discorsi: troppo ordine, spiega, trasformerebbe la coalizione in una caserma; troppo disordine, in una Babilonia. Il fine dichiarato non è l’amministrazione ordinaria ma la “felicità pubblica”, un paradigma che lui considera essenziale per dare forma e concretezza a un nuovo riformismo comunitario. È un punto su cui vale la pena soffermarsi: la sintesi tra rigore tecnico-scientifico e afflato comunitario richiama, pur in un contesto laico e civico, le categorie fondamentali del pensiero sociale cristiano in ordine alla promozione del bene comune. 

Di lui è stato detto che ha sempre mostrato la capacità di “trasferire entusiasmo a tutti” (Gaetano Manfredi). Peccato che questo entusiasmo non arrivi a motivarlo come artefice a pieno titolo della rigenerazione del cattolicesimo democratico italiano. Evidentemente la scienza della complessità espone i suoi limiti – per quanto lo riguarda – di fronte alla macroscopica frantumazione di un mondo politico e intellettuale che pure rappresenta il filone più ricco e interessante del riformismo di governo del secondo Novecento. Purtroppo anche De Toni, una volta tanto, ha paura del caos.