Home GiornaleIl personalismo oltre la cultura woke: diritti e comunità non si dividono

Il personalismo oltre la cultura woke: diritti e comunità non si dividono

La polemica sulla cultura woke rischia di ridurre la politica a contrapposizione tra diritti personali e sociali. La lezione di Emmanuel Mounier indica un’altra strada: quella del personalismo comunitario.

Al Centro-Sinistra italiano (purtroppo ormai inteso come “Campo Largo”: della serie: “dalla Politica alla geometria”) mancava solo la polemica sulla cultura “Woke”.

In questa polemica di origine “esogena” e di respiro tattico, non si scorge un punto fondamentale, a mio parere: una “idea” di società.

A quelli che oggi discutono di cultura Woke e del suo superamento suggerisco di rileggere Emanuel Mounier.

Contrapporre i diritti personali a quelli sociali e viceversa è la negazione della “Politica”.

Essa ha un senso solamente se coniuga queste due polarità, non in chiave strumentale, ma come sforzo di costruzione di condivise condizioni di dignità umana.

Il “personalismo comunitario” rimane il pensiero più convincente a questo fine.

Perché parte da una idea di “persona” e non di “individuo”. E da una idea di “comunità” che non è semplicemente l’insieme di singole individualità e delle loro pretese, ma l’armonica convivenza tra persone e corpi sociali, che assieme costruiscono una società libera, solidale e aperta. Che assume su di sé il dovere di educarsi con responsabilità alle diversità.