Home GiornaleL’affare Minetti, un solito caso italiano

L’affare Minetti, un solito caso italiano

Il caso riapre interrogativi su giustizia e responsabilità politica, mentre il clamore mediatico amplifica ogni passaggio e lascia sullo sfondo le vere priorità del Paese.

Minetti o non Minetti, questo è il problema

Il caso Minetti primeggia nei titoli di testa dei giornali con la stessa caratura dei conflitti in Iran e in Ucraina. Si tratta di una guerra interna al nostro paese che potrebbe lasciare sul campo il buon Nordio e comunque sta sollevando un polverone tossico da cui guardarsi per il sano respiro della nostra politica. La faccenda è singolare perché da ex igienista dentale la Minetti potrebbe essere proprio lei a compromettere la salute del Governo e forse anche della opposizione mettendo in luce una carie nella procedura del rilascio della grazia concessa dal Capo dello Stato a quella che è stata una delle donne caduta, al tempo, nelle simpatie di Berlusconi. La Minetti sta conoscendo una rinnovata fama liberandosi dall’oblio per le sue gesta di un tempo e che non hanno lasciato neanche tracce esaltanti come Consigliera regionale in quel della Lombardia un vissuto, del quale è inutile scomodare la memoria alla ricerca di un segno da conservare.

La giustizia e un possibile inciampo

Oggi costituisce una mina per la Meloni e la conduzione del Dicastero della Giustizia, pur dovendosi attendere se corrisponda al vero la falsità degli elementi che hanno indotto la Corte d’Appello della Procura di Milano ad esprimere un parere favorevole per il decreto con cui Mattarella ha levato il peso di una condanna alla Minetti in questione. Destino vuole che dalle parti di Milano accada sempre qualcosa che metta in croce Berlusconi e i suoi futuri eredi politici.

Si è attivato subito un sistema di scarica barile in virtù del quale l’ufficio della “grazia” del Quirinale non ha fatto che prendere atto di quanto rappresentato da Nordio che a sua volta si è fidato della istruttoria e delle indagini della Procura meneghina che oggi dice di essere stata “ingenua” nel considerare i fatti. In proposito sembra che abbia rilasciato una dichiarazione che non è di gran conforto: “…Potremmo alla fine anche ammettere di non essere stati perspicaci, seppure diligenti, ma prima dobbiamo fare tutte le verifiche”. Se la Mnetti avesse effettivamente preso in giro la giustizia, non si sarebbe avuto uno sguardo acuto ma nello stesso tempo ci sarebbe il vanto di non essere stati vittime di pregiudizio verso una persona pur munita di una storia non proprio esemplare.

Smanie di contrapposizioni

Quindi ora ci si affida al superiore salvagente dell’Interpol per ulteriori verifiche e accertamenti e subito i costituzionalisti cominciano a dibattere se comunque si possa revocare la grazia anche in assenza di un nuovo reato, ferma l’eventuale mendacia dei fatti di cui la Minetti si è fatta forte nel sostenere la sua causa relativa ad una adozione di un bambino che avrebbe dovuto restare riservata e che invece è adesso sulla pubblica piazza, commettendosi almeno per questo un male certo.

Un triste clamore mediatico

Resta adesso di dover correre velocemente per uscire dai pasticci, il caso Minetti richiede una giustizia veloce come su un percorso di Minneapolis e mettere fine alla baraonda che ne è venuta fuori. Forse sarebbe stato più opportuno non farne materia di contenzioso politico perché c’è pur sempre un minore da tutelare e che pesa di più di tutte le diatribe in corso. Che gli avversari del Governo ne facciano un motivo per sperare su questo di metterlo in crisi non lascia tranquilli. Occorrerebbero altri argomenti ed altre proposte per candidarsi ad essere alternativa alla guida del Paese. Dalla nobile disfida di Barletta a uno scontro dal sapore di burletta il passo è breve.

Tutto questo trambusto prima poi passerà, forse la Minetti avrà ragione a lamentarsi di essere stata messa alla gogna o forse le si potranno aggiungere nuove critiche ed altre accuse per un procedere che anche in passato non è stato del tutto luminoso. Prima poi tutto questo passerà, ci sono fatti più importanti a cui guardare e un giorno si potrà dire finalmente “Minetti chi?”.