Aria di primavera e clima politico
Bisogna fare in fretta, la primavera con la sua luce ardente che risveglia dalle ombre invernali sta per finire. Con il suo tempo mite dà avvio alla stagione delle migrazioni con annesso il relativo cambio di dimora. Dopo il sole si fermerà battendo a martello per un certo tempo e sarà invece bene trovare previgentemente un po’ di riparo. Si sa che con il risveglio delle fioriture le api si danno un gran da fare e vanno protette per la loro preziosa azione di impollinazione delle piante.
Stessa premura si dovrebbe avere per gli uccelli e in particolare per il rondone, in grado di volare per migliaia di chilometri senza mai toccare terra, capace addirittura di dormire in volo e di mangiare una quantità sterminata di insetti, tra cui le moleste zanzare. La ristrutturazione delle case e dei tetti sta levando loro gli anfratti naturali dove nidificare e questo è un problema. Chi tardi arriva male alloggia nei pochi ripari ancora rimasti a disposizione.
Sarà per questo che, prima dell’estate, nei partiti è partita la caccia a un posto sicuro e a una migrazione fruttuosa e priva di rischi.
Dall’europarlamento al ritorno entro i confini dell’amor patrio
L’ottimo Antonio Maria Rinaldi abbandona al suo destino la Lega di provenienza per passare sotto l’accogliente tegola a coppo di Vannacci. All’inizio dell’anno si ipotizzava potesse correre come sindaco di Roma ma evidentemente il progetto si è rivelato troppo audace ed egli ha preferito indirizzarsi in modo diverso.
La sua esperienza di europarlamentare non ha scalfito Bruxelles e del resto il suo biglietto da visita è stato quello di essere un euroscettico. Per sostenere le sue tesi spesso ha fatto ricorso a uno slang romanaccio dove la parolaccia condisce di forza il pensiero proposto, uno stile non proprio in linea con una linea di nobiltà che pure gli apparterrebbe.
La lezione di una canzone
Scettico è colui che osserva ed esamina, che fonda sulla possibilità di dubitare di tutto, forse anche — magari fosse — di sé stesso. Spicca poi un tipo tutto particolare di scettico che si traduce in chi ostenta un atteggiamento costantemente disincantato.
Par si addicono bene le parole di una famosa canzoncina del 1920 dal titolo Scettico blu, le cui strofe potrebbero forse addirsi al nostro politico: “Quando tutto tace vo lontan dalla città, solo nella notte il mio cuor scrutando va… Cosa mi importa se il mondo mi rese glacial… Guardo e sogghigno giocondo, io scettico son…”.
Ecco che il movimento ramingo diventa metodo e produce effetti di soddisfazione. Così, forse ispirato, Rinaldi torna a farsi sentire brandendo lo scettro del cambiamento. Alla stregua della celebre commedia Rinaldo in campo, dove il protagonista rubava ai ricchi per dare ai poveri per poi convertirsi di nuovo al rispetto della legge, il nostro politico mette in scena una sua scettica interpretazione dove l’amore fallisce perché, in sostanza, nulla mi tange.
La Lega a dieta forzata
La Lega registra un nuovo abbandono ma, in sé, ciò non è male: ci si può depurare e liberarsi da amori tossici o di interesse. Resteranno i “duri e puri” per una nuova ripartenza.
Per l’intanto, nel cielo politico volano in questi giorni rondini, rondoni e balestrucci, ciascuno con la propria specificità ma che all’occhio umano possono facilmente assimilarsi e confondere il giudizio di chi li osserva. Basta prestare un po’ di attenzione per porvi rimedio e saper distinguere senza errori le specie volanti e politiche in giro di questi tempi, almeno per apprezzarne la resistenza e le impervie gesta.
