Home Blog Pagina 106

Coni, Buonfiglio: "Niente contributi per l’Olimpiade"

Roma, 21 apr. (askanews) – Il presidente del CONI Luciano Buonfiglio lancia l’allarme sui conti in vista dei Giochi: “Per la prima volta non riceviamo contributi dal Governo per l’organizzazione della squadra olimpica e per i premi per le medaglie”. Una situazione inedita che pesa sulla pianificazione e che si lega anche alle risorse attese dalla Fondazione Milano Cortina.

“Parliamo di circa 10 milioni per i Giochi invernali e di royalties che ammontano a circa 48 milioni – spiega Buonfiglio -. Il Coni è creditore e la Fondazione è debitrice: se non ci fossero le capacità, ci si rivolgerebbe a chi ha rilasciato le garanzie, ma penso non si arrivi a questo”. Il presidente sottolinea come, nelle interlocuzioni con il ministro per lo Sport Andrea Abodi, la risposta sia stata legata agli impegni già sostenuti per Milano Cortina.

L’assenza di risorse ha avuto un primo effetto concreto: il rinvio dell’approvazione del bilancio consuntivo 2025, spostato da aprile al 30 giugno. “Oggi registriamo una perdita ampia ma comprensibile – aggiunge -. Il Coni dovrà diventare più efficiente: non possiamo più riconoscere nuove federazioni, ma gestire al meglio quelle esistenti”.

Nel corso della Giunta nazionale, Buonfiglio ha poi richiamato le criticità presenti in alcune federazioni, dal calcio all’atletica fino alla danza sportiva e al cricket, ribadendo il ruolo dell’ente nel rispetto delle competenze. “Molte situazioni le apprendiamo anche dalla stampa, ma interveniamo dove necessario”, ha spiegato, citando il commissariamento del cricket.

Tra le decisioni assunte, ufficializzate le date del Trofeo Coni, in programma in Puglia dal 4 al 7 ottobre con apertura a Bari e il coinvolgimento anche del Comitato paralimpico, in linea con la politica di inclusione. Confermate inoltre le quote per gli atleti extracomunitari (1.200 visti) e la proroga degli organi di garanzia.

Buonfiglio ha infine annunciato che in autunno una riunione della Giunta nazionale si terrà a Napoli, nel quartiere Sanità, mentre prosegue il monitoraggio sugli eventi internazionali, dai Giochi del Mediterraneo di Taranto fino agli appuntamenti giovanili di Dakar. Un quadro articolato, in cui però resta centrale il nodo delle risorse per la preparazione olimpica.

David Donatello, premio alla carriera a Gianni Amelio

Roma, 21 apr. (askanews) – Il regista e sceneggiatore Gianni Amelio riceverà il premio alla carriera nel corso della 71esima edizione dei premi David di Donatello. Il riconoscimento sarà assegnato mercoledì 6 maggio nell’ambito della cerimonia di premiazione in diretta, in prima serata su Rai 1, dagli studi di Cinecittà e trasmessa in 4K sul canale Rai4K (numero 210 di Tivùsat). La conduzione dell’edizione 2026 sarà affidata a Flavio Insinna e Bianca Balti. La serata sarà inoltre in diretta su Rai Radio2 e disponibile sulla piattaforma di RaiPlay.

“L’Accademia del Cinema Italiano è onorata di assegnare il David di Donatello alla Carriera a Gianni Amelio celebrandone così l’immensa conoscenza del cinema, quasi una magnifica ossessione”, ha dichiarato Piera Detassis, presidente e direttrice artistica dell’Accademia del Cinema Italiano. “La sua visione del mondo è profondamente umanistica e insieme intimamente immersa nella materia cinematografica. Nei suoi movimenti di macchina, nella densità delle inquadrature, nel rapporto quasi carnale con gli attori, tutti i più grandi, il cinema diventa forma viva, concreta, pulsante e a imporsi è l’emozione nei confronti degli esseri umani, soprattutto gli esclusi, i dimenticati, gli antagonisti, i teneri che non trovano casa nel mondo e che nel racconto assumono una levatura morale altissima. Con il cruciale capolavoro Lamerica ha anticipato uno dei grandi temi del nostro tempo, le migrazioni, con uguale vastità di sguardo ci ha trasportato nell’attualità cruda della guerra nel suo film più recente, Campo di battaglia. Gianni Amelio è il cinema: lo è per passione, per identificazione, per la capacità affabulatoria con cui sa raccontarlo nei suoi libri, per la capacità unica di coniugare visione, pura immaginazione e forte sentimento civile e sociale. Collezionista di film, maestro, scrittore, appassionato al cinema più raffinato quanto a quello più popolare, capace di non chiudersi mai nel pensiero rassicurante, Gianni Amelio merita un posto speciale nella nostra storia culturale. Il David alla Carriera vuol essere il ringraziamento per la vertigine narrativa che continuano a regalarci le sue opere”.

Considerato uno dei maggiori autori del nostro cinema, Gianni Amelio esordisce dietro la macchina da presa con una serie di apprezzati lavori per la televisione, fra cui “La città del sole” (1974), tratto dall’omonima opera di Tommaso Campanella, “Bertolucci secondo il cinema” (1976), girato sul set del film Novecento di Bernardo Bertolucci, e “La morte al lavoro” (1978), Premio della critica internazionale a Locarno. Nel 1982, realizza il suo primo titolo per il grande schermo, “Colpire al cuore”, una delle più significative opere italiane sul terrorismo, applaudita in anteprima alla 39esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Nel 1987, gira “I ragazzi di via Panisperna”, sul gruppo di fisici di cui facevano parte, fra gli altri, Enrico Fermi ed Ettore Majorana, mentre nel 1989 firma Porte aperte, tratto dal romanzo omonimo di Leonardo Sciascia e interpretato da Gian Maria Volonté. Presentato a Cannes nella Quinzaine des Réalisateurs, il titolo riceve una candidatura agli Oscar come Miglior film straniero e si aggiudica una lunga serie di riconoscimenti fra cui quattro European Film Awards, quattro David di Donatello e due Nastri d’argento. La carriera di Amelio prosegue con una serie di pluripremiati titoli legati a temi come l’emarginazione e il riscatto sociale. Fra questi, uno dei suoi lavori più acclamati, Il ladro di bambini (1992), che riceve il Gran premio speciale della giuria al Festival di Cannes, l’European Film Award come Miglior film, cinque David di Donatello e due Nastri d’argento, facendo registrare uno straordinario risultato al botteghino. Nel 1994 realizza un’altra straordinaria opera, “Lamerica”, drammatico affresco umano ambientato nell’Albania postcomunista, mentre nel 1998 è la volta di Così ridevano (1998), amara vicenda di emigrazione meridionale, premiata con il Leone d’oro alla Mostra di Venezia. Nello stesso festival, presenta successivamente altri due titoli: “Le chiavi di casa” (2004), che gli vale il Nastro d’Argento come Miglior regista, e “La stella che non c’è” (2006), libero adattamento del romanzo “La dismissione” di Ermanno Rea. Torna alla regia cinque anni dopo con “Le Premier Homme” (Il primo uomo, 2011), aggiudicandosi il premio della critica internazionale al Festival di Toronto, a cui segue “L’intrepido” (2013), in concorso a Venezia, mentre nel 2014 firma Felice chi è diverso, vincitore del Nastro d’argento al Miglior documentario. Nel 2017 è la volta del pluripremiato La tenerezza, tratto dal romanzo di Lorenzo Marone “La tentazione di essere felici”, protagonista uno straordinario Renato Carpentieri, vincitore di tutti i maggiori riconoscimenti italiani nel ruolo di attore protagonista. Amelio porta poi sul grande schermo gli ultimi mesi della vita di Bettino Craxi con “Hammamet” (2020), e il complesso caso di Aldo Braibanti ne “Il signore delle formiche” (2022), presentato in concorso a Venezia. Il suo lavoro più recente, Campo di battaglia, anch’esso alla Mostra, è liberamente tratto dal romanzo “La sfida” di Carlo Patriarca.

Nel corso della sua carriera, Gianni Amelio ha diretto per quattro edizioni (2009 – 2012), il Torino Film Festival, ed è stato presidente e membro di giuria dei più importanti festival internazionali. Ha inoltre firmato saggi da cui emerge la sua enorme passione per la settima arte e la profonda conoscenza del mezzo cinematografico – fra questi “Un film che si chiama desiderio” (Einaudi, 2010) e “Il vizio del cinema. Vedere, amare, fare un film” (Einaudi, 2024) – a cui si affiancano due romanzi di successo come “Politeama” (Mondadori, 2016) e “Padre quotidiano” (Mondadori, 2018).

Nuovo percorso artistico per Mannarino con "Per un po’ d’amore"

Milano, 21 apr. (askanews) – Dopo Ciao, primo estratto che ha inaugurato il nuovo percorso artistico, Mannarino annuncia Per un po’ d’amore, in uscita giovedì 23 aprile: il brano anticipa l’album Primo Amore, fuori l’8 maggio per BMG.

Il singolo nasce da una sensazione tanto semplice ma destabilizzante: “non sappiamo cosa siamo né quanto dura, ma per un attimo ci teniamo stretti”. È proprio in questa sospensione che il brano prende forma, abitandone le crepe: uno spazio in cui i legami nascono e si dissolvono senza mai trovare una definizione stabile. Per un po’ d’amore non racconta una storia lineare, ma restituisce una fotografia del presente. I rapporti sono fragili, intermittenti, attraversati da domande aperte eppure necessari. “Siamo qui senza sapere perché, attraversiamo il tempo come ospiti”, suggerisce Mannarino, tracciando una riflessione che si muove tra intimo e universale. Il brano diventa così la ricerca di qualcosa che ancora non ha un nome, dentro un vuoto che non è solo mancanza ma anche possibile rifugio. Una dimensione sospesa, in cui si condivide lo stesso tempo e lo stesso spazio pur sapendo che tutto è destinato a durare poco.

Dal punto di vista sonoro, il pezzo è sostenuto da un ritmo pulsante e da un riff che ritorna insistente, come un pensiero che non vuole dissolversi. Più che seguire una struttura, si lascia attraversare, aprendo “una finestra sulla propria intima verità, una porta che si apre a una dimensione altra. È una canzone sulla nostra condizione: siamo qui senza sapere perché, attraversiamo il tempo come ospiti, eppure cerchiamo qualcosa che dia senso. ‘Per un po’ d’amore’ è quel momento in cui, anche se tutto resta incomprensibile, smetti di avere paura.” dice Mannarino

Mannarino torna sui palchi italiani dopo tre anni con una tournée estiva che attraverserà i principali festival della penisola. La tournée partirà il 21 giugno all’Arena Villa Vitali di Fermo, per poi proseguire il 25 giugno allo Sherwood Festival di Padova, il 27 giugno al Flowers Festival di Collegno (TO), il 4 luglio al Musart Festival di Pratolino (FI), il 10 luglio al Rock in Roma, l’11 luglio a Napoli, il 15 luglio al Summer Knights a Pisa, il 17 luglio all’Altraonda Festival di Genova, il 24 luglio al Lake Sound Park Festival di Cernobbio (CO), il 26 luglio al No Borders Music Festival di Tarvisio (UD) l’1 agosto a Suoni Controvento ad Assisi (PG), il 2 agosto all’Acieloaperto Festival di Santa Sofia (FC), il 6 agosto in Piazza Europa a La Spezia, il 9 agosto al Locus Festival di Locorotondo (BA), l’11 agosto all’Alguer Summer Festival di Alghero (SS), il 13 agosto al Roccella Summer Festival di Roccella Jonica (RC), il 22 agosto al Terrasound Festival di Pescara, il 29 agosto all’Esedra di Palazzo Te di Mantova, il 5 settembre al Wave Summer Music di Catania e terminerà l’11 settembre al Parco della Musica di Milano. Il tour è prodotto da Vivo Concerti in collaborazione con Concerto Music e VignaPR. Radio 2 è partner ufficiale del tour.

Dl sicurezza, Meloni: norma sugli incentivi agli avvocati per rimpatri volontari corretta da decreto ad hoc

Roma, 21 apr. (askanews) – La norma sugli incentivi agli avvocati per i rimpatri volontari presente nel dl sicurezza sarà corretta attraverso un decreto ad hoc che sarà approvato dal Consiglio dei ministri di domani. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un punto stampa durante la visita al salone del mobile di Milano.

“Io non considero un pasticcio” il provvedimento, “stiamo raccogliendo i rilievi tecnici che sono arrivati dal Quirinale e dagli avvocati, li trasformeremo in un provvedimento ad hoc, ma la norma rimane perché è una norma di assoluto buon senso”, ha detto.

Stessa linea dal Viminale. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, intervenendo alla camera sul dl Sicurezza, ha assicurato che sui rimpatri assistiti volontari dei migranti “abbiamo preso atto di alcune sensibilità che sono state espresse” e perciò “ci predisponiamo ad una sua correzione”.

Piantedosi ha lanciato “a nome del governo” un “invito chiaro e deciso” alla Camera dei deputati per “approvare questo importante testo di legge”, sottolineando che sul dl sicurezza “il governo andrà avanti con determinazione, perché siamo convinti di essere sulla strada giusta”.

Libri, Come una stella nel cielo di don Davide Banzato

Roma, 20 apr. (askanews) – “Ho incontrato troppe persone che non sanno quanto valgono. E la cosa più sorprendente è che spesso lo dimenticano proprio crescendo. Per questo ho sentito il bisogno di scrivere questo libro: per dire, con semplicità e profondità, che nessuno di noi è qui per caso.”

E’ in libreria dal 14 aprile 2026 Come una stella nel cielo (Mondadori Electa), il primo libro per bambini scritto da don Davide Banzato. In realtà, è un racconto capace di parlare anche agli adulti: un’opera che nasce da un’esperienza concreta e si trasforma in un invito a riscoprire il valore e il senso della propria vita, attraverso un dialogo profondo tra generazioni. “Come una stella nel cielo nasce da un’esperienza vera che ho vissuto con un bambino. In questo racconto troviamo un bambino che si pone grandi domande durante la notte. La notte è il momento in cui nascono quei quesiti che durante il giorno cerchiamo di mettere a tacere, ma che spesso sono anche domande profonde e importanti, non necessariamente inquietanti.

Chi sono davvero? Qual è il mio posto nel mondo? Qual è il senso dell’esistenza? Questo bambino, davanti all’immensità del cielo stellato, si sente piccolo e si chiede quale sia il suo posto nel mondo.

Proprio lì giunge una presenza luminosa, quella dell’angelo custode, che lo prende per mano e, attraverso testi biblici, esperienze e parole semplici, lo guida a scoprire il suo valore unico, speciale, indispensabile. Perché ognuno di noi è unico. Ognuno di noi ha una missione nel mondo. Ognuno di noi è chiamato a brillare come una stella nel cielo. Per l’eternità. Come una stella nel cielo è un libro illustrato da Serena Viola, che impreziosisce questo testo pensato per i bambini, ma anche per gli adulti: un libro che vuole offrire domande, alcune possibili risposte e soprattutto stimolare un dialogo tra genitori, educatori e bambini.”

Il libro si presenta così come un piccolo viaggio interiore, capace di parlare al cuore dei più piccoli e, allo stesso tempo, di riaccendere negli adulti quelle domande essenziali che spesso vengono dimenticate. Un invito a fermarsi, ad alzare lo sguardo e a riscoprire che, anche nella notte, ogni vita è chiamata a portare luce.

Tuffo nella vita e nella musica di Michael Jackson con film e colonna sonora

Milano, 21 apr. (askanews) – È disponibile in pre-order “Michael: Songs from the motion picture” , la colonna sonora ufficiale di “Michael”, l’attesissimo film su Michael Jackson, che vede Jaafar Jackson interpretare lo zio, diretto da Antoine Fuqua e prodotto dal Premio Oscar Graham King (“Bohemian Rhapsody”).

L’album sarà pubblicato venerdì 24 aprile in digitale e in tutti i formati fisici: CD, musicassetta, LP e 2-LP con diverse varianti di colore e in una versione unica del vinile trasparente black ice disponibile in esclusiva sul sito ufficiale di Sony Music (https://store.sonymusic.it/collections/michael-jackson).

La colonna sonora conterrà 13 brani presenti nel biopic in uscita che ripercorrono le tappe fondamentali dell’incredibile carriera di Michael Jackson: dagli esordi con i The Jackson 5 e i The Jacksons, fino al trionfo solista con album iconici come “Off the Wall” e “Thriller”, includendo successi immortali come “Billie Jean”, “Don’t Stop ‘Til You Get Enough”, “Human Nature” e altri ancora. Questa la tracklist della colonna sonora originale del film “Michael”: I’ll Be There – Jackson 5 Never Can Say Goodbye – Jackson 5 Who’s Lovin’ You – Jackson 5 Medley: I Want You Back/ABC/The Love You Save (Live) – The Jacksons Ben (Live) – The Jacksons Don’t Stop ‘Til You Get Enough – Michael Jackson Beat It – Michael Jackson Thriller – Michael Jackson Billie Jean – Michael Jackson Wanna Be Startin’ Somethin’ – Michael Jackson Human Nature – Michael Jackson Workin’ Day and Night – Michael Jackson Bad – Michael Jackson

Il film “Michael”, in uscita nelle sale mercoledì 22 aprile distribuito da Universal Pictures, racconta la vita e l’eredità artistica di Michael Jackson, uno degli artisti più influenti della storia della musica: dalla scoperta del suo straordinario talento come frontman dei The Jackson 5 fino alla trasformazione in un artista visionario e innovativo, mostrando sia momenti della sua vita privata sia alcune delle performance più iconiche della sua carriera solista. Diretto da Antoine Fuqua e scritto da John Logan, il film è prodotto dal premio Oscar Graham King per GK Films, insieme a John Branca e John McClain.

Il film vede Jaafar Jackson nel suo debutto cinematografico nel ruolo di suo zio Michael. Nel cast anche Nia Long, Juliano Valdi, KeiLyn Durrel Jones, Laura Harrier, con Miles Teller e Colman Domingo. Il film è diretto da Antoine Fuqua e scritto dal tre volte candidato all’Oscar John Logan. La produzione è affidata a Graham King, John Branca e John McClain.

Venerdì 24 aprile, Est Radio (via Tortona 12, Milano), in occasione della Design Week, dalle ore 19.00 alle ore 22.00, ospiterà un evento durante il quale verrà celebrato Michael Jackson e verrà reso omaggio alla sua legacy. Ingresso libero.

Migranti, Meloni: norma avvocati buon senso e resta, dl ad hoc per correzioni

Roma, 21 apr. (askanews) – La norma sugli incentivi agli avvocati per i rimpatri volontari presente nel dl sicurezza sarà corretta attraverso un decreto ad hoc che sarà approvato dal Consiglio dei ministri di domani. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un punto stampa durante la visita al salone del mobile di Milano.

“Io non considero un pasticcio” il provvedimento, “stiamo raccogliendo i rilievi tecnici che sono arrivati dal Quirinale e dagli avvocati, li trasformeremo in un provvedimento ad hoc, ma la norma rimane perché è una norma di assoluto buon senso”, ha detto.

Iran, le notizie più importanti del 21 aprile sulla guerra

Roma, 21 apr. (askanews) – Di seguito una selezione delle notizie più importanti di martedì 21 aprile sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, un conflitto che coinvolge i Paesi del Golfo e il Libano, con ripercussioni sull’economia globale.

-12:40 L’Ue: mercato tirato ma non ci sono prove di penurie di carburante per gli aerei. Lo ha detto il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, spiegando che il 70% del kerosene è prodotto in Europa e il restante 30% è importato, di cui solo la metà vien dal Golfo Persico. Cancellazioni finora decise non per penurie kerosene per per i prezzi e non sono attese diffuse cancellazioni di voli nelle prossime settimane e mesi. Domani lancio del nuovo Osservatorio Ue sui carburanti

-12:12 La Germania ha invitato l’Iran ad aprire un dialogo con gli Stati Uniti nel tentativo di rilanciare i negoziati e favorire una de-escalation della crisi in Medio Oriente, respingendo però l’ipotesi di sospendere l’accordo di associazione tra Unione Europea e Israele.

-12:10 Iran, il capo della magistratura: essere pronti in caso di nuova aggressione. Il nemico sconfitto e risentito è in attesa in colpire ancora.

-12:00 L’export italiano continua a registrare progressi nonostante alcune “complicazioni” legate alle tensioni geopolitiche globali, compresa quelle nello Stretto di Hormuz. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo al Salone del Mobile di Milano. Nonostante conflitti e dazi export aumentato del 3,3%, l’arredo vale il 4-5%

-11:46 Il ministro degli Esteri belga Maxime Prevot ha definito le azioni militari di Israele in Libano “totalmente inaccettabili”, riferisce il Guardian.

-11:36 Sono almeno sei i palestinesi morti in attacchi condotti dall’alba di oggi dalle forze israeliane nella Striscia di Gaza. Lo riporta l’agenzia di stampa Wafa citando fonti sanitarie.

-11:15 Libano, Israele demolisce case e infrastrutture nel sud “come a Gaza” L’Orient Le Jour: demolito un importante Centro sportivo.

-10:40 L’agenzia Tasnim: una petroliera iraniana ha violato il blocco navale Usa a Hormuz. Probabilmente attraccherà domani all’isola di Kharg.

-10:05 La Cina ha respinto ogni “maliziosa associazione” e ogni “strumentalizzazione mediatica”, dopo le affermazioni dell’ex ambasciatrice statunitense alle Nazioni unite Nikki Haley sulla nave Touska sequestrata dagli Stati uniti nello stretto di Hormuz, indicata come diretta dalla Cina verso l’Iran e collegata al trasporto di sostanze chimiche utilizzabili per la produzione di missili.

-10:00 Studio Ue-Onu: la ricostruzione di Gaza costerà 71,4 mld Usd in 10 anni, lo sviluppo umano regredito di 77 anni.

-09:33 Venti esperti delle Nazioni Unite hanno chiesto all’Unione europea (Ue) di “sospendere immediatamente l’accordo di Associazione Ue-Israele, che dal 2000 garantisce a Israele un accesso preferenziale al mercato europeo, nonostante le ben documentate violazioni dei diritti umani, degenerate in crimini atroci, tra cui il genocidio”.

-09:30 Le forze armate iraniane sono pronte a rispondere “in modo deciso e immediato alle minacce nemiche”, lo ha dichiarato oggi il comandante delle forze armate, il generale Ali Abdollahi.

-09:25 Carburanti, prezzi ancora in calo con benzina self a 1,747 euro

-09:20 Schlein: per l’invio delle nostre navi nello stretto di Hormuz manca la precondizione essenziale, cioè un vero accordo di pace, non basta la tregua.

-09:11 Il valore dell’indice Igi, Italian Gas Index, per il 21 aprile è pari a 41,96 euro/Mwh, in rialzo rispetto al 20 aprile attestatosi a 40,69 euro/Mwh.

-09:10 Il ministro della Difesa israeliano Katz avverte Hezbollah e minaccia il leader della milizia: Qassem pagherà con la morte. Idf deve agire con massima forza, anche durante cessate il fuoco.

-09:00 Partenza in positivo per Piazza Affari. Il Ftse Mib guadagna lo 0,4%, il Ftse All Share lo 0,38%

-08:39 Borse asiatiche in rialzo, Nikkei +0,9%, Kospi +2,7%, Hang Seng +0,3%, Shanghai +0,1%.

-08:33 Petrolio in calo in avvio di mattinata in attesa dei colloqui Usa-Iran. Il Brent cede lo 0,8% a 94,7 euro, il Wti l’1,2% a 86,4 euro.

-08:00 Trump su Truth ha rivendicato il successo dell’operazione militare lanciata nel giugno 2025 contro i siti nucleari iraniani: “L’operazione Midnight Hammer ha portato a un completo e totale annientamento dei siti del materiale nucleare in Iran. Quindi, il recupero sarà un processo lungo e difficile”.

-07:33 L’Iran denuncia all’Onu l’attacco “illegale” Usa contro la nave mercantile iraniana Touska nel Mar d’Oman: è “atto di pirateria”.

-07:10 Quattro palestinesi sono rimasti uccisi negli attacchi condotti la scorsa notte dalle forze israeliane nella Striscia di Gaza. Lo riportano i media palestinesi.

-07:05 Il presidente americano Donald Trump, in una telefonata al programma radiofonico conservatore ‘The John Fredericks Show’, ha detto che l’Iran negozierà, aggiungendo che altrimenti “si troverà ad affrontare dei problemi mai visti prima”.

-07:00 Il vice presidente americano JD Vance dovrebbe partire oggi per Islamabad, in Pakistan, per tenere colloqui con la delegazione iraniana su un possibile accordo per porre fine alla guerra. Lo riporta Axios citando tre fonti americane, confermando quanto riferito anche dalla Cnn, secondo cui i negoziati dovrebbero tenersi domani.

Ue: mercato tirato ma non ci sono prove di penurie di carburante per gli aerei

Roma, 21 apr. (askanews) – “Su i carburanti per gli aerei, come sapete sono parte di un mercato globale che coinvolge produzione, importazioni e scorte. L’Europa ha anche una capacità di raffinazione interna rilevante: il 70% del kerosene è prodotto in Europa e il restante 30% è importato, di cui solo la metà viene dal Golfo” Persico. “Ora i mercati dei carburanti per aeronautica sono più tirati del normale, stiamo monitorando la situazione molto da vicino assieme ai paesi membri per ogni parte industriale, ma lasciatemi rilevare che l’Europa mantiene scorte di emergenza e che queste scorte possono essere e saranno rilasciate solo se necessario. A questo stadio tuttavia il mercato sta gestendo la pressione e non ci sono prove di penurie”. Lo ha affermato il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, nella conferenza stampa al termine della riunione in teleconferenza dei ministri dei Trasporti Ue. Domani lancio di nuovo Osservatorio Ue sui carburanti “Tuttavia dobbiamo essere preparati. Domani delineeremo i nostri piani per mettere a riparo l’Europa dall’impatto della crisi sui fossili, e qui il coordinamento è cruciale. Domani annunceremo la creazione di un nuovo osservatorio sui carburanti che monitorerà le forniture di carburanti e, ovviamente, cominceremo con i carburanti per l’aeronautica”, ha detto.

Inoltre, “sulle cancellazioni di voli devo chiarire i voli cancellati finora in Europa non sono stati cancellati per la mancanza di carburante, ma per i prezzi alti del carburante. Come sapete, dall’inizio della crisi i prezzi sono più che raddoppiati e questo ha spinto molte compagnie a ridurre o anche tagliare alcune delle loro linee, ma che non avevano senso economico”. “Quindi le cancellazioni dei voli non hanno nulla a che fare con la presunta mancanza di forniture – ha aggiunto – ma legate direttamente ai prezzi e non abbiamo indicazioni, ad oggi, che ci saranno diffuse cancellazioni di voli nel settore aereo nelle settimane e nei mesi va avvenire”.

Ue non si attende diffuse cancellazioni di voli in prossime settimane e mesi

Roma, 21 apr. (askanews) – “Sulle cancellazioni di voli devo chiarire i voli cancellati finora in Europa non sono stati cancellati per la mancanza di carburante, ma per i prezzi alti del carburante. Come sapete, dall’inizio della crisi i prezzi sono più che raddoppiati e questo ha spinto molte compagnie a ridurre o anche tagliare alcune delle loro linee, ma che non avevano senso economico”. Lo ha affermato il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, nella conferenza stampa al termine della riunione in teleconferenza dei ministri dei Trasporti Ue.

“Quindi le cancellazioni dei voli non hanno nulla a che fare con la presunta mancanza di forniture – ha aggiunto – ma legate direttamente ai prezzi e non abbiamo indicazioni, ad oggi, che ci saranno diffuse cancellazioni di voli nel settore aereo nelle settimane e nei mesi va avvenire”.

Ue: mercato tirato ma non ci sono prove di penurie di kerosene

Roma, 21 apr. (askanews) – “Su i carburanti per gli aerei, come sapete sono parte di un mercato globale che coinvolge produzione, importazioni e scorte. L’Europa ha anche una capacità di raffinazione interna rilevante: il 70% del kerosene è prodotto in Europa e il restante 30% è importato, di cui solo la metà viene dal Golfo” Persico. “Ora i mercati dei carburanti per aeronautica sono più tirati del normale, stiamo monitorando la situazione molto da vicino assieme ai paesi membri per ogni parte industriale, ma lasciatemi rilevare che l’Europa mantiene scorte di emergenza e che queste scorte possono essere e saranno rilasciate solo se necessario. A questo stadio tuttavia il mercato sta gestendo la pressione e non ci sono prove di penurie”. Lo ha affermato il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, nella conferenza stampa al termine della riunione in teleconferenza dei ministri dei Trasporti Ue. Domani lancio di nuovo Osservatorio Ue sui carburanti

“Tuttavia dobbiamo essere preparati. Domani delineeremo i nostri piani per mettere a riparo l’Europa dall’impatto della crisi sui fossili, e qui il coordinamento è cruciale. Domani annunceremo la creazione di un nuovo osservatorio sui carburanti che monitorerà le forniture di carburanti e, ovviamente, conminceremo con i carburanti per l’aeronautica”, ha detto.

Per Alcaraz dubbi su partecipazione Roma e Parigi a causa del polso

Roma, 21 apr. (askanews) – Carlos Alcaraz guarda ai prossimi mesi con prudenza e fiducia, tra un infortunio ancora da valutare e una rivalità che lo spinge a migliorarsi ogni giorno. Il numero uno spagnolo, premiato come Sportivo dell’anno ai Laureus, parla apertamente del legame sportivo con Jannik Sinner e non esclude un possibile forfait nei grandi appuntamenti sulla terra rossa: gli Internazionali d’Italia a Roma e il Roland Garros.

Il problema al polso destro resta al centro delle preoccupazioni. “Sono giorni di attesa, lunghi – spiega Alcaraz – faremo nuovi esami e capiremo come evolve la situazione”. Il suo team lavora per recuperarlo in tempo, ma senza forzare: la priorità è evitare ricadute che possano compromettere il resto della stagione. La presenza al Foro Italico resta quindi in dubbio, così come quella a Parigi, dove lo scorso anno era stato protagonista.

Al centro del suo percorso resta però la rivalità con Sinner, sempre più punto di riferimento nel circuito. “Mi ha reso un giocatore migliore – ammette Alcaraz – averlo come obiettivo, sapere che devo affrontarlo, mi spinge a migliorare ogni dettaglio”. Un dualismo acceso in campo ma rispettoso fuori, che contribuisce anche al forte legame con il pubblico italiano. “Credo che la gente apprezzi il rispetto reciproco, sia in Italia sia in Spagna”, aggiunge.

Guardando al futuro, Alcaraz evita paragoni affrettati con Novak Djokovic e i suoi 24 titoli Slam: “È un traguardo lontanissimo. Non voglio pormi limiti, vedremo fin dove arriverò”. Il focus resta sulla crescita personale, con la consapevolezza di essere ancora lontano dal proprio apice: “Spero che la mia versione migliore non si sia ancora vista”.

Fuori dal campo emerge un ragazzo competitivo in ogni contesto, ma profondamente legato alla famiglia e agli amici. Tra tornei e red carpet, Alcaraz cerca equilibrio e normalità, senza rinunciare al piacere di vivere momenti unici accanto alle leggende dello sport.

Spazio anche alle passioni, dal calcio – con il tifo per il Real Madrid e la fiducia nella nazionale spagnola per il Mondiale – al golf, hobby condiviso proprio con Sinner. “Parliamo spesso di campi e sfide, prima o poi giocheremo insieme”, racconta sorridendo.

Tra incertezze fisiche e grandi ambizioni, il 2026 di Alcaraz resta in bilico. Ma una cosa è certa: la sfida con Sinner continuerà a essere il motore della sua crescita.

Papa Leone XIV: vogliamo raccogliere l’eredità di Francesco

Città del Vaticano, 21 apr. (askanews) – “Nel primo anniversario della nascita al cielo del nostro caro Papa Francesco, le sue parole e i suoi gesti rimangono impressi nei nostri cuori”. Così Papa Leone XIV, in un post su X, ha ricordato il suo predecessore nel primo anniversario della sua morte.

“Raccogliamo – ha poi aggiunto il Pontefice – la sua eredità proclamando sempre la gioia del Vangelo, annunciando la misericordia di Dio e promuovendo la fratellanza tra tutti gli uomini e le donne”.

Crans Montana, Meloni: ripugnante spese alle vittime, famiglie non devono pagare nulla all’ospedale svizzero

Roma, 21 apr. (askanews) – “Sono rimasta scioccata dalla notizia delle fatture da decine di migliaia di euro inviate da un ospedale svizzero alle famiglie di alcuni ragazzi coinvolti nel rogo di Capodanno a Crans-Montana”. Lo scrive su Facebook la premier Giorgia Meloni.

“Un ospedale di Sion – aggiunge – è arrivato addirittura a chiedere oltre 70mila euro per poche ore di ricovero. Un insulto, oltre che una beffa, che solo una disumana burocrazia poteva produrre. Ho parlato con il nostro Ambasciatore: le autorità svizzere hanno assicurato che si è trattato di un errore, e che le famiglie non dovranno pagare nulla”.

“Ho chiesto all’Ambasciatore di tenere altissima l’attenzione su questo tema, perché sarebbe ripugnante che costi del genere possano ricadere sulle vittime o sull’Italia”, sottolinea la premier Giorgia Meloni.

“Il governo italiano rinnova la propria solidarietà ai ragazzi rimasti coinvolti e alle loro famiglie, e continuerà a fare tutto quello che è necessario per fare luce sulla tragedia e accertare le responsabilità”, aggiunge.

Esame di Maturità, ecco il primo toto-tracce: D’Annunzio, IA, guerre e Repubblica

Roma, 21 apr. (askanews) – A due mesi dall’esame di Maturità (al via giovedì 18 giugno con la prima prova scritta di Italiano), arrivano le previsioni del toto-tracce di Skuola.net: gli studenti scommettono sulla cinquina D’Annunzio, Pirandello, Ungaretti, Verga, Pascoli. Ma anche su IA, guerre e 80 anni della Repubblica.

Anche stavolta il favorito della vigilia è Gabriele D’Annunzio, come (puntualmente) avviene da anni a questa parte, senza tuttavia poi concretizzarsi se non per un’apparizione in una prova suppletiva. Accanto a lui, si confermano al vertice, anche altri grandi classici come la coppia Pirandello e Ungaretti – anche se usciti troppo di recente sulla Ruota della Maturità, visto che sono stati proposti nel 2024 – e il duo Verga e Pascoli, assenti invece dal 2022.

Ma tra i temi favoriti della vigilia c’è anche un importantissimo anniversario su cui una buona parte degli studenti scommette: gli 80 anni della Repubblica Italiana e dell’introduzione del suffragio universale femminile nel nostro Paese. Peraltro una traccia già proposta dieci anni fa, nel 2016, in occasione del 70esimo anniversario.

Di quella tornata gli studenti snobbano, invece, due grandi possibili ritorni: la traccia su Umberto Eco, scomparso proprio nel 2016 e immediatamente innalzato agli altari della Maturità, e quella sull’avventura dell’uomo nello Spazio, che invece in questi mesi è tornata in hype per via della missione Artemis sulla Luna.

Per l’attualità, si punta forte sulle mille sfaccettature dell’Intelligenza Artificiale e sull’allarme per i conflitti in diverse parti del mondo.

ANALISI DEL TESTO: TORNA IL TANDEM D’ANNUNZIO-PIRANDELLO – Partendo dalla prosa – architrave degli spunti incentrati sull’analisi del testo – gli studenti, come visto, sembrano avere le idee chiare, pur sfidando apertamente la statistica ministeriale. Per l’Ottocento – ricordiamo che il Ministero può proporre autori che hanno prodotto opere dall’Unità d’Italia in poi – la vetta è un vero e proprio testa a testa: Gabriele D’Annunzio guida la classifica con il 29% delle preferenze, tallonato da Giovanni Verga (28%). Più staccato Alessandro Manzoni, al 18%.

Il ‘Vate’ di Pescara si conferma così il sogno proibito degli studenti: da sempre grande atteso della vigilia, non è mai comparso tra le tracce, perlomeno dall’inizio del nuovo millennio, se non consideriamo la prova suppletiva dell’Esame di Stato 2023.

Verga, al contrario, ha già rotto il ghiaccio in tempi recenti, essendo uscito nel 2022 con la novella Nedda, dopo un’assenza che durava dal 2005. Per lui, dunque, le chance di una nuova apparizione sono davvero ridotte.

Simile il discorso per la prosa del Novecento, dove Luigi Pirandello sbaraglia la concorrenza: è indicato dal 20% dei ragazzi. Nonostante sia l’autore più ‘frequentato’ (presente anche nel 2003), è però difficile che il pronostico si realizzi nell’immediato: il drammaturgo siciliano è stato proposto nell’ultima sessione ordinaria del 2024 con un brano dai Quaderni di Serafino Gubbio operatore.

Più probabile, semmai, l’uscita degli altri autori sul podio di categoria: Italo Svevo (14%), al secondo posto, manca dal 2009; Primo Levi (12%) e Italo Calvino (12%), terzi, sono fermi rispettivamente al 2010 e al 2015. Abbastanza fuori dai radar degli studenti è, invece, Umberto Eco: peccato che quest’anno ricorra il decimo anniversario della sua scomparsa e che, proprio nel 2016, gli fu dedicata una traccia di Maturità sull’onda emotiva della sua dipartita. POESIA: UNGARETTI E PASCOLI IN POLE POSITION – Secondo la normativa, tra le scelte per l’analisi del testo potrebbe figurare anche un poeta. E qui i ragazzi vanno sul sicuro. Per il Novecento domina Giuseppe Ungaretti con il 18% dei consensi: non a caso si tratta dell’autore più proposto alla Maturità, con ben quattro apparizioni nel nuovo Millennio, di cui una effettivamente molto recente datata 2024. Ma questo dato potrebbe essere anche un ‘freno’ a un ritorno.

Discorso simile può essere fatto per Eugenio Montale, secondo, quotato al 15%: anche lui è un evergreen, essendo stato selezionato ben tre volte nel recente passato (2004, 2008 e l’ultima nel 2012). Nel suo caso, quindi, una riproposizione non sembra un’ipotesi così remota.

Da segnalare, in questo ambito, anche un interessante pari merito in terza posizione: Umberto Saba, Alda Merini e il padre del futurismo Filippo Tommaso Marinetti, tutti al 10%.

Se, invece, i versi dovessero riportare all’Ottocento, la rosa dei papabili individuati dai maturandi vedrebbe in testa Giovanni Pascoli (20%). Anche per lui, però, le speranze statistiche sono abbastanza risicate, essendo stato protagonista della Maturità 2022, con La via ferrata. A seguire, troviamo ancora D’Annunzio (17%) e Giacomo Leopardi (16%), quest’ultimo ancora in cerca della sua prima presenza ufficiale nel nuovo millennio.

E se il Ministero decidesse di sparigliare le carte, proponendo un autore poco affrontato in classe, degli ultimi decenni del Novecento o addirittura ‘sconosciuto’ ai più? I ragazzi sono psicologicamente pronti pure a questa eventualità: quasi 9 su 10 ritengono probabile (48%) o pressoché sicuro (38%) che nelle tracce comparirà un autore a sorpresa.

ANNIVERSARI E RICORRENZE: LA REPUBBLICA ITALIANA ATTIRA L’ATTENZIONE – Passando ad analizzare le altre tipologie di tracce, la sezione B – il testo argomentativo – è spesso densa di spunti presi da ricorrenze storiche o anniversari legati a personaggi famosi. E il 2026 è un anno particolarmente ricco di questi appuntamenti.

Dovendo attingere dagli anniversari, i maturandi non hanno il minimo dubbio e si riversano in massa su un evento cardine, anche in ottica Educazione civica: un plebiscito del 33% punta sugli 80 anni dal referendum istituzionale e dalla nascita della Repubblica Italiana, con relativa istituzione anche del suffragio universale e conseguente apertura del voto alle donne. Ma scorrendo la classifica si fa spazio anche un pezzo fondamentale della storia civile del nostro Paese: il 13% dei ragazzi scommette, infatti, sui 40 anni dall’inizio del maxi-processo contro la Mafia; un tema cruciale che ciclicamente fa la sua comparsa tra i banchi di scuola. Con la stessa quota di preferenze (13%) spunta, però, un altro anniversario spartiacque, stavolta di carattere mondiale: i 25 anni dagli attacchi terroristici dell’11 settembre, simboleggiati dal crollo delle Torri Gemelle di New York.

Più staccati troviamo i 40 anni dal disastro nucleare di Chernobyl (10%) e i 250 anni dalla Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti (8%).

Se lo spunto dovesse, invece, essere legato a figure celebri, la letteratura si riprende la scena: il 20% punta sui 90 anni dalla morte di Luigi Pirandello. Troviamo, poi, la spiritualità (ma anche la storia), con gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi (15%) e la potenza femminile di Grazia Deledda (12%), nel centenario del suo Nobel per la Letteratura, prima donna italiana a riceverlo.

ATTUALITÀ: INTELLIGENZA ARTIFICIALE, GUERRE E UN DISPERATO BISOGNO DI PACE – Infine l’attualità, un terreno di caccia sempre molto gettonato dai maturandi in sede d’esame: non a caso le due tracce di questa tipologia sono spesso le più svolte. L’argomento principe, rispetto agli anni scorsi, rimane simile ma si evolve: è la tecnologia, non più però in senso stretto, bensì focalizzata sul ‘rapporto tra giovani, social e Intelligenza Artificiale’, opzionato dal 19% del campione. Seguono, poi, le riflessioni sulle nuove frontiere tecnologiche aperte specificatamente dall’IA (12%) e un focus importante sul disagio giovanile (11%).

Prima ancora, non accenna (purtroppo) a uscire dai radar il tema dei conflitti: l’escalation di guerre e crisi internazionali pesa sui pronostici degli studenti e raccoglie il 18% delle scommesse, a dimostrazione di quanto il clima geopolitico stia impattando emotivamente sulla GenZ.

Per quanto riguarda, invece, i grandi aspetti esistenziali della vita, che non di rado fanno capolino dal plico ministeriale, cosa si vorrebbe trovare? In questo caso, i ragazzi lanciano un messaggio chiarissimo: la Pace trionfa su tutto, con il 20% dei voti. A seguire, c’è il profondo bisogno di proiettarsi verso il Futuro (17%) e di conservare la Memoria (13%).

‘Le previsioni dei maturandi su D’Annunzio e Pirandello ribadiscono una sorta di attaccamento viscerale agli autori più iconici del programma, anche quando le statistiche sembrano remare contro’, commenta così i risultati del toto-tracce Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net.

‘Tuttavia – prosegue Grassucci – mai come quest’anno notiamo una spiccata propensione verso le tematiche storiche e di attualità. La valanga di preferenze per gli 80 anni della Repubblica Italiana rappresenta una suggestione fortissima per un esame che vuole e deve essere un banco di prova di cittadinanza consapevole. Allo stesso modo, le scommesse sull’Intelligenza Artificiale, ma soprattutto il profondo desiderio di veder fiorire una traccia sulla Pace, dimostrano come i ragazzi stiano cercando in questa Maturità uno spazio vitale per elaborare le complessità e le ansie globali che li circondano’.

Ventenne scomparso un mese fa trovato morto del Casertano, l’amico confessa: l’ho ucciso io

Roma, 21 apr. (askanews) – Un ragazzo di 19 anni è stato sottoposto a fermo nella notte a Sessa Aurunca, nel Casertano, con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere dell’amico 20enne Vincenzo Ianniti, scomparso lo scorso 19 marzo. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri del Comando provinciale di Caserta, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere.

Il corpo della vittima è stato rinvenuto nella tarda serata di ieri in un cavedio adiacente al terrazzo dell’abitazione di un amico, dove era stato visto prima di sparire. Il cadavere era in avanzato stato di decomposizione, nascosto all’interno di un sacco e coperto con materiale di risulta.

Nel corso dell’interrogatorio davanti al pubblico ministero, il 19enne ha confessato, rivelando di aver colpito la vittima con due coltellate e di aver successivamente occultato il corpo, gettandolo dal terrazzo.

I militari del Nucleo investigativo hanno eseguito rilievi nell’abitazione dove p avvenuto il delitto, sottoponendo a sequestro l’immobile e un coltello con una lama di circa 8 centimetri, ritenuto compatibile con l’arma usata.

La salma è stata trasferita al centro di medicina legale di Caserta per l’autopsia. Il 19enne è stato condotto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Crans Montana, Meloni: famiglie non dovranno pagare nulla a ospedale svizzero

Roma, 21 apr. (askanews) – “Sono rimasta scioccata dalla notizia delle fatture da decine di migliaia di euro inviate da un ospedale svizzero alle famiglie di alcuni ragazzi coinvolti nel rogo di Capodanno a Crans-Montana”. Lo scrive su Facebook la premier Giorgia Meloni.

“Un ospedale di Sion – aggiunge – è arrivato addirittura a chiedere oltre 70 mila euro per poche ore di ricovero. Un insulto, oltre che una beffa, che solo una disumana burocrazia poteva produrre. Ho parlato con il nostro Ambasciatore: le autorità svizzere hanno assicurato che si è trattato di un errore, e che le famiglie non dovranno pagare nulla”.

La relazione Anac: la corruzione fenomeno sempre più insidioso e sfuggente

Roma, 21 apr. (askanews) – Il fenomeno della corruzione “si è fatto più insidioso e sfuggente, per insinuarsi in ogni interstizio della vita pubblica”. Così si spiega nella relazione annuale al Parlamento dell’Anac, presentata oggi dal presidente Giuseppe Busìa.

La corruzione – aggiunge l’Anac – non è “più soltanto le tradizionali tangenti, ma una costellazione di condotte subdole: dalle consulenze fittizie alle sponsorizzazioni opache, dai concorsi inquinati alla distrazione dei fondi dell’Unione (in crescita del 35% lo scorso anno, secondo la Procura europea). A volte, arriva addirittura a lambire i livelli istituzionali più alti: non si limita a violare le regole, ma punta a riscriverle, privatizzando la sovranità”.

Israele demolisce case e infrastrutture nel sud del Libano "come a Gaza"

Roma, 21 apr. (askanews) – L’esercito israeliano sta continuando a demolire edifici residenziali e infrastrutture nel sud del Libano, nonostante la tregua. Lo denuncia oggi il quotidiano libanese L’Orient Le Jour, riferendo in particolare della distruzione del Centro Sportivo Imam Sadr, a Meis el-Jabal, descritto come “un’importante struttura sportiva per la tutta la regione, omologata per ospitare partite di basket, pallavolo e altri sport”.

“L’esercito israeliano sta portando avanti nel sud del Libano la stessa strategia impiegata nella Striscia di Gaza, che consiste nel distruggere tutte le infrastrutture pubbliche e private nei villaggi occupati per impedire un ritorno a lungo termine della popolazione”, ha denunciato il quotidiano.

Negoziati Usa-Iran, Islamabad è pronta ma c’è ancora tanta incertezza

Roma, 21 apr. (askanews) – Questa mattina a Islamabad, i preparativi per un possibile incontro tra le delegazioni di Stati Uniti e Iran sono ancora in corso. Percorrendo la capitale pachistana, ci sono posti di blocco e manifesti con la scritta “Colloqui di Islamabad” lungo le strade. Regna però anche molta incertezza sui colloqui, per la presenza della delegazione di Teheran ma anche di quella americana.

La Casa Bianca ha annunciato che una delegazione statunitense guidata da J.D. Vance si recherà in Pakistan, ma la data precisa non è ancora chiara. Ieri il presidente Donald Trump aveva annunciato che il suo team, guidato da JD Vance, era già partito. Ma il tycoon repubblicano è stato subito smentito, indirettamente, dalla Casa Bianca, che ha parlato di partenza ad ore, e anche dalla Cnn, che ha annunciato l’inizio del viaggio per oggi, per colloqui fissati nella giornata di domani. Una circostanza, quella della partenza odierna, confermata stamattina anche da Axios.

Da parte sua, il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, colui che dovrebbe guidare la delegazione di Teheran, ha ribadito che l’Iran non accetterà negoziati “sotto la minaccia di ritorsioni”, accusando Trump di “avere aperto un assedio e violato il cessate il fuoco”. Il riferimento di Ghalibaf è agli eventi nello Stretto di Hormuz, dove gli Stati Uniti hanno sequestrato una nave mercantile battente bandiera iraniana e hanno risposto al blocco di fatto imposto dall’Iran con un blocco simile nei porti iraniani.

Ma c’è anche qualcos’altro che sta accadendo all’interno dell’Iran. I falchi starebbero facendo pressione su figure come Ghalibaf affinché scelgano il conflitto anziché la diplomazia. E il presidente del Parlamento ha lamentato ieri i timori di essere estromesso dalla leadership iraniana (scelta dagli americani per negoziare), assieme al ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Questa lotta di potere interna, in un Paese che ha visto la morte di numerosi alti funzionari nel corso di questa guerra, secondo la Bbc, mina dall’interno ogni speranza di negoziato. Così, a poche ore dalla scadenza del cessate il fuoco, l’unica certezza è che Islamabad è pronta ai colloqui, i negoziatori lo sono un po’ meno.

Dl sicurezza, Fontana a Pd-Avs: iter non è scorretto, ci sono precedenti

Roma, 21 apr. (askanews) – L’iter del decreto sicurezza non può essere giudicato “non corretto” dalla presidenza della Camera vista “l’esistenza di precedenti analoghi”. Lo scrive la terza carica dello Stato Lorenzo Fontana in una lettera di risposta ai rilievi sollevati dalla presidente dei deputati Pd Chiara Braga e dalla presidente dei deputati Avs Luana Zanella rispetto alla mancata convocazione in sede consultiva di diverse commissioni fra quelle assegnatarie. Fontana assicura tuttavia che tali rilievi saranno “oggetto per il futuro di approfondimento” per “una più equilibrata distribuzione del tempo disponibile per la conversione dei decreti-legge da parte del Parlamento”.

“Senza, ovviamente, voler derubricare tale circostanza, evidentemente connessa con i tempi di trasmissione del provvedimento dal Senato e con la imminente scadenza del decreto-legge, tale da imporre necessariamente l’avvio della discussione in Assemblea martedi 21 aprile, stante l’obbligo costituzionale della Camera di pronunciarsi sulla conversione in legge del provvedimento d’urgenza, vi confermo, come voi stessi avete ricordato, l’esistenza di più precedenti analoghi, tali da non consentire alla Presidenza di valutare proceduralmente non corretto l’attuale iter”, scrive Fontana.

“Mi rendo in ogni caso conto del rilievo della questione posta, che ritengo dovrà essere oggetto per il futuro di approfondimento, oltre che in sede di Giunta per il regolamento, anche a livello di confronto tra il Parlamento e il Governo, in particolare ai fini di una più equilibrata distribuzione del tempo disponibile per la conversione dei decreti-legge da parte del Parlamento”, conclude il presidente della Camera.

Becchetti rilancia il centro: sintesi, non compromesso

Oltre il pregiudizio del “cerchiobottismo”

Nel saggio Per una riscoperta del centro: non cerchiobottismo, ma persona a trazione integrale, pubblicato in “Paradoxa”, anno XX, n. 1 (gennaio–marzo 2026), Leonardo Becchetti (ordinario di economia politica all’Università Tor Vergata) propone una riabilitazione radicale del concetto di centro, sottraendolo alla caricatura di spazio tiepido e opportunista. Il centro, sostiene, non è equidistanza né compromesso al ribasso, ma una forma più esigente di radicalità: quella che tiene insieme dimensioni diverse e spesso contrapposte dell’esperienza umana. In questa prospettiva, il bipolarismo appare come una semplificazione che “sbilancia” la persona e la società, costringendole a scegliere tra identità e giustizia sociale, tra appartenenza e sostenibilità.

Dall’homo oeconomicus all’homo integralis

Il cuore dell’argomentazione è antropologico. Becchetti contrappone al modello riduttivo dell’homo oeconomicus la figura dell’homo integralis: un essere umano che non vive di solo reddito e consumo, ma di relazioni, senso, generatività, connessione e trascendenza. Da qui deriva la necessità di una politica capace di integrare, e non separare, le diverse esigenze dell’umano. Il centro diventa così il luogo di una sintesi alta tra diritti e doveri, libertà e responsabilità, sviluppo e sostenibilità.

La polarizzazione e il ruolo dei social

Un passaggio decisivo riguarda l’impatto dei social media. Riprendendo il modello di Hotelling, che descrive la tendenza dei concorrenti a convergere al centro per massimizzare il consenso (o la domanda), Becchetti mostra come la dinamica contemporanea non spinga più verso il centro, ma verso gli estremi. I social, orientati alla massimizzazione dell’attenzione, alimentano conflitto e radicalizzazione, modificando la distribuzione delle preferenze e rendendo sempre più difficile il dialogo. La politica si trasforma così in uno scontro tra identità contrapposte, dove prevalgono semplificazioni e appartenenze emotive.

Costruire consenso: l’esperimento con l’intelligenza artificiale

Di fronte a questo scenario, Becchetti propone un approccio costruttivo. Attraverso un esperimento condotto con l’intelligenza artificiale, dimostra che è possibile trasformare affermazioni divisive in proposizioni capaci di integrare le ragioni di destra e sinistra, aumentando significativamente il consenso. Il centro, in questo senso, non è mediazione passiva, ma capacità attiva di ricomporre i conflitti in una visione più ampia e condivisa.

Una risposta alla crisi della democrazia

Le conseguenze politiche sono rilevanti. La polarizzazione culturale, più che quella economica, ridefinisce oggi i comportamenti elettorali, spingendo anche i ceti popolari verso opzioni identitarie. In questo contesto, né il laicismo riduttivo né il populismo identitario offrono risposte adeguate. La proposta centrista si configura allora come una via di sintesi che recupera anche il ruolo pubblico dell’esperienza religiosa, intesa come risorsa di senso e coesione.

Ritrovare l’orgoglio del centro

La conclusione è netta: il centro non è una posizione debole, ma una “sintesi radicale”. Ritrovarne l’orgoglio significa ripensare lo spazio politico come luogo generativo, capace di parlare alla totalità della persona e di affrontare le grandi sfide del nostro tempo. Non una nostalgia, dunque, ma una prospettiva: quella di una società più armonica, giusta e coesa.

Politica senza profondità: il costo delle false alternative

Le alternative che semplificano

C’è qualcosa che non torna nel modo in cui oggi discutiamo di politica. Non è solo una questione di toni o di qualità dei protagonisti. È qualcosa di più profondo: riguarda il modo stesso in cui pensiamo.

Il dibattito pubblico sembra muoversi dentro alternative nette, quasi obbligate: sovranità o internazionalismo; rafforzamento dell’esecutivo o difesa dei contrappesi; costituzioni da superare o da custodire; appartenenza all’Occidente o ricerca di altri equilibri.

Sono categorie serie, nate da storie e tradizioni importanti. Ma oggi vengono usate sempre più come strumenti di semplificazione. Servono a orientarsi rapidamente, a prendere posizione, a riconoscersi. Molto meno a comprendere.

E qui sta il punto.

La realtà come intreccio di tensioni

La realtà che abbiamo davanti non è riconducibile a queste alternative. È più ambigua, più stratificata, spesso persino contraddittoria. Gli Stati rivendicano sovranità e allo stesso tempo la cedono nei fatti. Le istituzioni democratiche hanno bisogno di decisione, ma senza perdere equilibrio. Le costituzioni devono essere stabili, ma non immobili.
Le alleanze internazionali sono necessarie, ma non sempre coerenti. Non sono contraddizioni da risolvere una volta per tutte. Sono tensioni da governare. E governare tensioni richiede pensiero. Tempo. Capacità di tenere insieme elementi diversi senza ridurli. È esattamente ciò che oggi manca.

Il primato della posizione sul pensiero

Il pensiero viene spesso sostituito dalla posizione. La complessità viene vissuta come un fastidio. Il dubbio come una debolezza. E soprattutto, il consenso immediato — rapido, misurabile, spesso emotivo — diventa il criterio implicito che orienta tutto.

In questo modo le categorie non spariscono, ma si svuotano. Restano le parole, ma perdono profondità.
Restano gli schieramenti, ma diventano mobili, talvolta persino incoerenti. Così si può passare con disinvoltura da un riferimento all’altro, trovare somiglianze dove prima si vedevano opposizioni, cambiare linguaggio senza cambiare davvero analisi.

Non è un segno di apertura. È spesso un segno di mancanza di radicamento.

Un dibattito che non chiarisce

Il risultato è un dibattito continuo, anche vivace, ma che raramente incide davvero sulla comprensione dei problemi. Si discute molto, ma si chiarisce poco.

Eppure, la fase storica che stiamo attraversando richiederebbe l’opposto: più strumenti interpretativi, più rigore, più capacità di distinguere. Perché senza questo, il rischio non è solo culturale.
È anche politico. Si finisce per decidere senza aver davvero compreso. Per reagire invece di orientare. Per inseguire gli eventi invece di governarli.

Le condizioni del pensare

Allora la domanda non è tanto quando tornerà un tempo di pensiero più solido. La domanda è se siamo ancora disposti ad accettarne le condizioni. Pensare davvero significa rallentare quando tutto spinge ad accelerare.
Significa sottrarsi, almeno in parte, alla pressione dell’appartenenza. Significa accettare che alcune risposte non siano immediate, e che alcune tensioni non siano eliminabili.

Non è una posizione comoda. Ma forse è l’unica che consente di non perdere del tutto il rapporto con la realtà. E, in fondo, è da lì che ogni buona politica dovrebbe ricominciare.

 

Il testo è stato pubblicato dall’autore su Fb con il titolo “Tra semplificazione e realtà: il vero impoverimento del dibattito politico”

Donne e libertà: una storia ancora aperta. Contributi raccolti da Mattioli e Antognazza

Un libro corale per una memoria attiva

Alberto Mattioli e Maria Teresa Antognazza curano il volume Il Secolo delle Donne, che ricorda, aggiorna e rilancia l’attenzione sul faticoso percorso compiuto dalle donne per la conquista delle libertà e della piena uguaglianza nei diritti e nei doveri. Si tratta di un’opera corale, arricchita dalle firme di Marta Cartabia, Paola Bignardi, Rosangela Lodigiani, Chiara Tintori e Mariapia Garavaglia.

Ogni autrice non si limita a ricostruire quanto è stato ottenuto, ma indica con lucidità ciò che resta da realizzare per giungere a una reale parità. Il libro è dedicato alle tante donne ignote che hanno combattuto, e continuano a combattere, per la libertà e la dignità.

Dalla Resistenza al voto: una conquista sul campo

Il 25 aprile richiama la liberazione dal regime nazifascista che devastò il Paese. Fu una lotta dura e sanguinosa, nella quale le donne svolsero un ruolo determinante.

Come sottolinea Mariapia Garavaglia nella postfazione, il riconoscimento del diritto di voto non fu una concessione, ma una conquista maturata sul campo: le donne parteciparono alla Resistenza come combattenti, staffette, protagoniste nelle retrovie. Non più soltanto spose, madri o sorelle, seppero battersi alla pari nella conquista della libertà e dei diritti.

È significativo ricordare che il suffragio femminile figurava già tra i punti programmatici dell’appello ai Liberi e Forti lanciato da Luigi Sturzo nel 1919. Dopo la Liberazione, la mobilitazione delle donne portò all’introduzione del suffragio universale. Il primo voto fu espresso nelle elezioni amministrative del 1945, quando circa duemila donne entrarono nei Consigli comunali.

Il momento decisivo fu il 2 giugno 1946, con il referendum istituzionale e l’elezione dell’Assemblea Costituente. La Repubblica deve molto alle donne: rappresentavano la maggioranza dell’elettorato e contribuirono in modo determinante alla vittoria repubblicana.

Chi ha visto il film C’è ancora domani di Paola Cortellesi non può dimenticare la scena della donna che stringe al petto la scheda elettorale, simbolo di riscatto e libertà.

Parità formale e disuguaglianze reali

Il Novecento può davvero essere definito “il secolo delle donne”? A prima vista sembrerebbe di sì. Tuttavia, come osserva Marta Cartabia nella prefazione, le norme non bastano se non si traducono in processi concreti, organizzazioni adeguate e strumenti di misurazione coerenti.

Il rischio è quello di una parità che resta sulla carta, incapace di diventare cultura condivisa e prassi quotidiana. Il nodo più complesso riguarda l’equilibrio tra lavoro, famiglia e cura. Tutti gli indicatori economici e sociali mostrano che la maternità continua a incidere negativamente sui tassi e sulla qualità dell’occupazione, sui salari e, di conseguenza, sulle pensioni.

Rosangela Lodigiani evidenzia come la conciliazione tra famiglia e lavoro non riesca ancora a compiere il salto di qualità necessario, finché non si ripensano le regole stesse del lavoro, spesso “avido ed escludente” per chi dispone di meno tempo.

Chiesa, leadership e modelli da ripensare

Tra i temi affrontati nel volume emerge anche il contributo di Paola Bignardi sulle donne nella Chiesa. Papa Francesco ha parlato della necessità di “smaschilizzarla”: il ruolo femminile resta un dossier aperto, che interpella strutture e mentalità.

Particolarmente significativo è anche il capitolo dedicato alla leadership femminile. Oggi due donne guidano, rispettivamente, il governo e il principale partito di opposizione, senza che ciò sia più percepito come un evento straordinario. Tuttavia, il modello di leadership dominante non sembra mutare: resta spesso improntato a una logica “muscolare”, fondata sulla dimostrazione di forza e sull’efficienza prestazionale.

Chiara Tintori osserva che il cambiamento necessario consiste in una leadership “al femminile” intesa non come accudimento, ma come capacità di cura nel senso più alto: avere a cuore, accompagnare, guardare il mondo con gli occhi degli altri.

Violenza e cultura: il nodo ancora aperto

L’elevato numero di donne uccise segnala quanto la cultura maschilista non sia stata ancora sconfitta. Solo nel luglio 2025 è stata introdotta una specifica fattispecie di reato per il femminicidio, riconoscendo che non si tratta semplicemente di un’aggravante dell’omicidio.

Il femminicidio affonda le radici in una visione distorta e arcaica che considera la donna subordinata e oggetto di possesso. È una forma di “machismo” che si manifesta spesso secondo uno schema ricorrente: la donna che decide di interrompere una relazione e l’uomo che non accetta la rottura, incapace di tollerare la perdita di ciò che ritiene suo.

I pedagogisti indicano la necessità di intervenire fin dalla scuola dell’infanzia per superare gli stereotipi. Ma è altrettanto urgente un cambiamento culturale più ampio, che isoli e renda inaccettabile ogni forma di linguaggio e comportamento sessista.

Un impegno civile che interpella il presente

Nel richiamare le tappe fondamentali del 1945, 1946 e 1947, il volume invita a considerare gli anniversari non come celebrazioni rituali, ma come occasioni per rilanciare un impegno civile condiviso. Restano infatti nodi irrisolti che impediscono il pieno riconoscimento della libertà e della parità.

In un contesto internazionale segnato da conflitti e da leadership maschili spesso aggressive, emerge infine una domanda provocatoria: non è forse tempo di auspicare un maggiore protagonismo femminile nella guida politica dei Paesi, anche nelle grandi potenze globali?

Il libro non offre risposte semplici, ma indica una direzione: quella di un cambiamento che, per essere reale, deve attraversare le istituzioni, il lavoro, la cultura e, soprattutto, le coscienze.

Roma, il trenino giallo: un ponte di comunità

Un viaggio nella Roma reale

C’è un piccolo treno giallo che, da oltre un secolo, attraversa quartieri in cui Roma si scopre più simile a sé stessa di quanto non accada nei suoi centri monumentali. Parte da Termini, passa per il Pigneto, taglia Torpignattara, si affaccia sul Quadraro, raggiunge Centocelle. Un tragitto breve sulla carta — poco più di nove chilometri — ma un lungo viaggio dentro la Roma reale, quella che ogni giorno costruisce il Paese con il lavoro, lo studio, la cura.

Il 4 marzo scorso, dopo un incidente a Ponte Casilino, il trenino si è fermato. E con lui si è fermata una parte importante della vita quotidiana di migliaia di persone. Nelle settimane successive, la Commissione Mobilità di Roma Capitale ha comunicato che la linea non riaprirà: i costi di messa in sicurezza sarebbero incompatibili con l’avvio della nuova tramvia Termini–Tor Vergata, la futura “Linea G”. Il ragionamento, dal punto di vista tecnico, ha una sua logica. Ma le decisioni sulle città non sono mai soltanto tecniche: riguardano il modo in cui scegliamo di abitarle, di custodirle, di renderle giuste.

Mobilità e diritti negati

Un servizio che è un diritto. Il trenino copriva la tratta in circa quindici minuti. Oggi la 105 e la 409 arrancano tra semafori, Porta Maggiore e traffico della Casilina: quarantacinque minuti sono diventati la norma, quando va bene. Vetture poche, ritardi cronici, sovraffollamento frequente.

A pagarne il prezzo più alto è Torpignattara, quartiere già escluso dal tracciato della metro C — che lo lambisce soltanto, con le fermate di Pigneto e Centocelle — e per il quale il trenino era, di fatto, l’unico mezzo stabile e veloce verso il centro. Tra la chiusura definitiva e l’entrata in servizio della tramvia passeranno anni. Non è una questione di nostalgia: è una questione di diritti al lavoro, allo studio, alla cura, alla vita pubblica.

Una memoria ferroviaria viva

Una ferrovia che racconta il Novecento italiano. Il trenino giallo è l’ultimo lembo urbano della storica Roma–Fiuggi–Alatri–Frosinone, che nel Novecento superava i cento chilometri e cuciva insieme la Capitale e il Lazio orientale. Alcuni convogli risalgono agli anni Venti e Cinquanta: sono pezzi di archeologia industriale in movimento, già valorizzati dall’Ecomuseo Casilino come patrimonio identitario del territorio.

C’è chi propone di destinare un convoglio a monumento nel nuovo deposito di Centocelle. È un’idea giusta, ma non basta. Una città che si limita a “monumentare” il passato mentre ne cancella la funzione viva impoverisce sé stessa. Il vero omaggio a un patrimonio è mantenerlo vivo finché è possibile.

Quartieri plurali, cultura condivisa

I quartieri della Casilina: un laboratorio culturale. Chi prende il trenino attraversa uno degli angoli più plurali d’Italia. A Torpignattara si parlano italiano, bengalese, arabo, cinese, romeno, tigrino, spagnolo; al Pigneto si incrociano artisti, studenti, famiglie operaie di terza generazione, nuovi arrivati; a Centocelle resiste la memoria antifascista del Quadraro — “Nido di Vespe” — insieme a una creatività giovanile che ha fatto del quartiere uno dei poli culturali più interessanti della Capitale.

Sono luoghi in cui il cinema italiano — da Pasolini a oggi — ha cercato e trovato l’anima popolare della città. Isolarli significa indebolire un laboratorio di cultura viva che è esso stesso patrimonio di Roma: e i luoghi condivisi — un mezzo pubblico, un mercato, una piazza — sono infrastrutture silenziose di quella cultura. Togliere il trenino significa togliere uno di questi luoghi.

Una scelta anche ambientale

Un treno inquina meno di dieci autobus. C’è poi una dimensione troppo poco considerata: quella ambientale. Il trenino è un mezzo su ferro, a trazione elettrica, che nel suo breve tragitto urbano sostituisce decine di corse su gomma. Sostituire una ferrovia elettrica con linee di bus, anche potenziate, significa fare un passo indietro sulla qualità dell’aria proprio in quartieri che figurano tra i più inquinati della Capitale.

È una contraddizione con gli impegni di decarbonizzazione sottoscritti da Roma e dall’Italia. Mantenere attivo il trenino fino all’arrivo della tramvia non è solo una misura sociale: è una misura ambientale.

Governare il “mentre”

Non contro la tramvia, insieme alla tramvia. La Linea G è una prospettiva importante e va sostenuta. Ma proprio per questo dobbiamo porci la domanda del “mentre”.

Tre proposte, nello spirito del dialogo: primo, valutare con trasparenza la riattivazione del trenino fino all’avvio effettivo dei cantieri della tramvia — non un “per sempre”, un “per il tempo necessario”; secondo, potenziare davvero 105 e 409 e istituire navette di raccordo tra le fermate Malatesta, Centocelle e Teano della metro C, coprendo gli assi Casilina, via di Torpignattara e via dell’Acqua Bullicante senza i lunghi giri di oggi; terzo, aprire un tavolo pubblico permanente, coordinato dal Campidoglio, con cittadini, comitati, Municipi e associazioni culturali del territorio.

Le città che riescono sono quelle in cui la politica sa accompagnare i passaggi, non semplicemente imporre le scelte. Quando un cambiamento è necessario — e quello verso una mobilità moderna e sostenibile lo è — l’arte del governo consiste nel costruire insieme ai cittadini il ponte tra il “non più” e il “non ancora”. È su quel ponte che si misura la qualità democratica di un’amministrazione.

Un simbolo non marginale

Il trenino giallo oggi è un piccolo simbolo di questo ponte. Piccolo, ma non marginale: perché in esso si intrecciano mobilità e lavoro, ambiente e salute, memoria storica e cultura dei quartieri.

Le periferie non chiedono privilegi. Chiedono di non essere lasciate indietro. Chiedono, con parole semplici, di poter continuare a salire sullo stesso treno di tutti gli altri.

 

Mustafa Cenap Aydın è direttore e cofondatore dell’Istituto Tevere, nonché vicesegretario generale dell’Istituto Internazionale Jacques Maritain. Turco di origine, romano d’adozione, vive a Torpignattara.

Papa Francesco, Meloni: ha segnato profondamente il nostro tempo

Roma, 21 apr. (askanews) – “Un anno fa Papa Francesco tornava alla casa del Padre. Il suo è un ricordo ancora molto presente. Nel suo magistero ha richiamato con costanza il valore della pace, dell’attenzione verso chi è più fragile e della responsabilità verso gli altri. Ha saputo parlare al mondo con parole semplici, raggiungendo credenti e non credenti, toccando anche questioni che riguardano la vita delle persone di tutti i giorni. Conoscerlo è stato per me un privilegio, così come la sua presenza al G7 presieduto dall’Italia – la prima volta per un Pontefice – è stato un regalo grandissimo che porto nel cuore. Resta una figura che ha segnato profondamente il nostro tempo, e il cui messaggio continua a essere attuale. Grazie di tutto Papa Francesco”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sui social.

Bari, dal 21 al 26 aprile il grande padel con il torneo Fip Silver

Roma, 20 apr. (askanews) – Il grande padel internazionale torna protagonista a Bari con il Fip Silver Mediolanum Padel Cup, torneo inserito nel circuito mondiale Cupra FIP Tour della International Padel Federation (Fip). L’evento – si legge in una nota – si svolgerà dal 21 al 26 aprile presso il Green Park Sport (ingresso libero al pubblico) e vedrà in campo tanti top player mondiali della disciplina, oltre agli azzurri dell’Italpadel e ospiti d’eccezione dal mondo del calcio. Tra i protagonisti più attesi spiccano gli argentini Maxi Sanchez e Sanyo Gutierrez, ex numeri uno al mondo e campioni di assoluto prestigio. Gutierrez, oro mondiale 2024, sarà in coppia con lo spagnolo Victor Ruiz, mentre Sanchez farà squadra con il giovane talento argentino Juani Rubini. Presenti Alex Chozas e Tino Libaak, anche loro campioni del mondo con l’Argentina ai Mondiali di Doha 2024, oltre a numerosi giocatori della top 50 mondiale e talenti emergenti del padel internazionale.

Grande spazio per l’Italia con i protagonisti dell’Italpadel maschile: Marco Cassetta, Giulio Graziotti, Simone Iacovino, protagonisti della medaglia di bronzo agli Europei 2025. Nel femminile guidano il gruppo Carlotta Casali, Emily Stellato e Giulia Sussarello, colonne portanti della Nazionale femminile con cui hanno conquistato il bronzo europeo e mondiale Nel tabellone femminile le azzurre dovranno confrontarsi con alcune tra le migliori giocatrici del circuito mondiale, incluse le spagnole Bea Caldera e Carmen Goenaga, entrambe tra le prime 20 al mondo.

Grande attesa anche per la “Vip Pro Am Exhibition” di domenica, che vedrà protagonisti Luigi Di Biagio, Cristian Brocchi, Alessio Cerci e Dario Marcolin. I quattro campioni si sfideranno sul campo da padel in un evento all’insegna dello spettacolo e del fair play, con momenti di incontro con il pubblico e sessioni di foto e autografi.

Bce, Lagarde: pronti ad agire quando avremo tutte le informazioni

Roma, 20 apr. (askanews) – La Banca centrale europea sta ancora soppesando quale sia lo scenario in cui l’eurozona si troverà a navigare a seguito dello shock dovuto alla guerra in Iran. I danni in termini di forniture di energia sono “giganteschi”, ha detto. “La perdita netta di petrolio è stimata a circa 13 milioni di barili al giorno, circa il 13% del consumo globale”. Tuttavia “finora non abbiamo visto segni di rialzi dei prezzi dell’energia tali da spingerci nello scenario avverso”, il peggiore tra quelli precedentemente ipotizzati dalla Bce.

Intervenendo oggi a Berlino, all’evento annuale dell’Associazione delle banche della Germania, Lagarde ha invece ribadito la linea dell’istituzione: “dobbiamo essere pronti ad agire quando avremo le informazioni che ci servono. Il nostro impegno e i nostri punti di riferimento sono chiari. Siamo impegnati sul nostro mandato sulla stabilità dei prezzi. Assicureremo che l’inflazione ritorni al 2% sul medio termine e agiremo come richiesto dalla situazione”.

La presidente della Bce ha riaffermato l’elevata incertezza del quadro attuale: è la più accentuata nei 75 anni da quando è stata fondata la stessa associazione delle banche tedesche. “Quello che è chiaro è che non c’è un percorso facile per portarci a dove eravamo prima che scoppiasse questo conflitto”, ha detto in riferimento alla guerra in Iran.

“Se il conflitto si risolvesse rapidamente, lo shock diretto ai prezzi dell’energia potrebbe rivelarsi nella parte più bassa delle aspettative e l’impatto economico sarebbe contenuto. Le prospettive tuttavia restano fragili e scenari peggiori restano possibili”, ha affermato.

Lo show dei record "Il Piccolo Principe" torna con Paolo Ruffini

Milano, 20 apr. (askanews) – Dopo aver incantato il pubblico di tutte le età in questi ultimi quattro anni, toccando le principali città italiane e portando il fascino di un’opera senza tempo, lo show dei record “Il Piccolo Principe”, lo spettacolo teatrale prodotto da Razmataz Live e diretto da Stefano Genovese, si conclude in autunno con una grandissima sorpresa: a interpretare “L’Aviatore” sarà Paolo Ruffini. Attore, conduttore televisivo, regista, autore e – con il gruppo VERA da lui fondato – manager e produttore cinematografico e teatrale. La sua interpretazione contribuirà a dare una nuova veste a uno spettacolo ormai pluriennale, giunto ormai alla sua quinta edizione e che dal 2023 ad oggi ha venduto oltre 180.000 biglietti in tutta Italia incantando il pubblico di tutte le età. Lo spettacolo andrà in scena in anteprima al Teatro Gabriele D’Annunzio di Latina il 24 e il 25 ottobre, per poi spostarsi al Teatro Carcano di Milano dal 29 ottobre al 15 novembre, al Teatro Ivo Chiesa di Genova il 5 e il 6 dicembre e a Torino (location e date verranno comunicate nelle prossime settimane).

“Il Piccolo Principe” è una storia che tutti conoscono ma nessuno ricorda. Questa è la prova che il concetto che ribadisce l’autore corrisponde a verità: gli adulti non pensano mai alle cose veramente importanti. Quali sono le cose importanti? Sono quelle che gli adulti ci hanno insegnato da bambini e che abbiamo dimenticato diventando adulti. Spetta quindi al Piccolo Principe, eterno bambino, rinfrescarci la memoria. Proprio come sosteneva lo stesso Antoine de Saint-Exupéry, le immagini aiutano a non dimenticare, a rendere reale ciò che, se fosse solo raccontato, non sarebbe creduto. Un pensiero molto attuale, estremamente all’avanguardia in un’epoca in cui ancora la fotografia era agli albori, quasi a predire l’importanza che essa, un secolo dopo, avrebbe iniziato ad avere nelle vite di ciascuno di noi.

Lo spettacolo “Il Piccolo Principe” vanta un cast creativo di prim’ordine: Stefano Genovese (Regia), Carmelo Giammello (Scene), Paolo Silvestri (Direzione e arrangiamenti musicali) e Guido Fiorato (Costumi).

Ad interpretare il Piccolo Principe sarà nuovamente il talentuoso Nicholas Ori, che nonostante la giovanissima età vanta già un curriculum di tutto rispetto. Continuerà per lui il sodalizio artistico con Paolo Ruffini, che ha affiancato nello spettacolo teatrale “Il Babysitter – quando diventerai piccolo capirai”, ispirato all’omonimo video-podcast di grandissimo successo.

Fedele allo stile dell’opera originale, Stefano Genovese ha deciso di non lasciare solo alle parole il ruolo centrale, ma di affidare il racconto all’immaginazione, traducendolo in un’esperienza evocativa che solo il teatro, per sua stessa natura, è in grado di restituire. Un’esperienza che combina il racconto, la musica, il canto, il circo e il teatro performativo per dar vita ad uno show senza precedenti. Ogni scena, ogni personaggio, ogni snodo della storia, ogni elemento attinge allo strumento più adatto per arrivare alla destinazione finale: il cuore di ogni spettatore.

Poste Italiane respinge misura Garante privacy e annuncia ricorso

Roma, 20 apr. (askanews) – “Poste Italiane accoglie con stupore il provvedimento con il quale il Garante Privacy ha comminato una sanzione per un presunto trattamento illecito dei dati personali degli utenti BancoPosta e PostePay. Provvedimento che, peraltro, oltre che nel merito, è viziato anche sotto il profilo procedimentale, essendo stato adottato in palese ritardo rispetto ai termini perentori previsti dalla legge per l’esercizio dei poteri del Garante”. Lo afferma Poste Italiane con un comunicato.

“A tal riguardo, si sottolinea che il 2 febbraio 2026 il TAR Lazio ha annullato il provvedimento con cui l’Antitrust aveva sanzionato Poste Italiane per una presunta pratica commerciale scorretta relativa al medesimo dispositivo antifrode oggetto delle odierne censure del Garante, riconoscendone la piena legittimità e l’assenza di qualsivoglia intento commerciale nelle condotte di Poste. Poste Italiane respinge, dunque, ogni addebito e ribadisce la correttezza e la trasparenza del proprio operato”, prosegue la società.

“In particolare, come riconosciuto anche da Banca d’Italia, il Gruppo ha utilizzato legittimamente e in conformità con la normativa in materia di servizi di pagamento l’accesso ai dati tecnici dei dispositivi dei clienti, finalizzati esclusivamente all’attivazione di presidi antifrode e antimalaware, come richiesto dalla normativa europea (Direttiva PSD2), per una piena tutela della sicurezza degli utenti. Poste Italiane – conclude il comunicato – presenterà ricorso per l’annullamento del provvedimento presso il Tribunale di Roma”.

Papa in Angola: "Non smettete di denunciare il flagello della guerra"

Roma, 20 apr. (askanews) – “La vostra fedeltà in Angola, come dev’essere in tutto il mondo, è oggi particolarmente legata all’annuncio della pace. In passato avete dimostrato coraggio nel denunciare il flagello della guerra, nel sostenere le popolazioni tormentate rimanendo al loro fianco, nel costruire e ricostruire, nell’indicare vie e soluzioni per porre fine al conflitto armato. Il vostro contributo è comunemente riconosciuto e apprezzato. Ma questo impegno non è finito!”: così il Papa, rivolgendosi ai vescovi, sacerdoti, consacrati e operatori pastorali, incontrati nella parrocchia di Nostra Signora di Fatima, a Luanda.

“Promuovete dunque una memoria riconciliata – aggiunge – educando tutti alla concordia e valorizzando, in mezzo a voi, la testimonianza serena di quei fratelli e sorelle che, dopo aver attraversato tormenti dolorosi, hanno perdonato tutto. Gioite con loro, fate festa per la pace!”.

Papa a Chiesa Angola: non cedete a privilegi e autoreferenzialità

Roma, 20 apr. (askanews) – “Cari fratelli e sorelle, alimentate la fraternità tra di voi con franchezza e trasparenza, non cedete alla prepotenza e all’autoreferenzialità, non staccatevi dal popolo, specialmente dai poveri, rifuggite la ricerca dei privilegi”. Così il Papa, rivolgendosi ai vescovi, sacerdoti, consacrati e operatori pastorali, incontrati nella parrocchia di Nostra Signora di Fatima, a Luanda.

“Per la vostra fedeltà e, quindi, per la vostra missione – aggiunge il Pontefice – la famiglia sacerdotale o religiosa è indispensabile, ma lo è anche la famiglia in cui siamo nati e cresciuti. La Chiesa ha grande stima dell’istituzione familiare, insegnando che il focolare è il luogo di santificazione di tutti i suoi membri. Per molti di voi, certamente – conclude – la culla della vocazione è stata proprio la famiglia, che ha apprezzato e accudito il germogliare della speciale chiamata ricevuta”.

Dl sicurezza, Magi porta cannabis alla Camera: serve regolamentare

Roma, 20 apr. (askanews) – Nella giornata mondiale della cannabis, celebrata a livello internazionale il 20 aprile, il deputato di + Europa, Riccardo Magi, ha portato e ceduto della cannabis nella sala stampa della Camera dei deputati. “Questo è il testo del decreto sicurezza, di gran lunga più nocivo e tossico della cannabis che ci abbiamo poggiato sopra, l’abbiamo utilizzato per confezionare queste dosi con cui abbiamo fatto la cessione ad Antonella Soldo, Marco Perduca, … Mentre nel mondo c’è chi oggi celebra la giornata internazionale della cannabis, dedicata al suo consumo consapevole e ai benefici della sua legalizzazione, le istituzioni del nostro Paese la celebrano discutendo questa schifezza di decreto sicurezza che ha tanti passaggi incostituzionali e che ledono la libertà dei cittadini e le libertà fondamentali e ha una norma sulla ‘lieve entità’ che stringe ancora questa fattispecie autonoma”, ha sottolineato Magi.

“Già era intervenuto il divieto Caivano, qui si dice che non è ‘lieve entità’ anche se è lieve entità e la condotta è reiterata e abituale, è uno schiaffo a molti consumatori” ha sottolineato.

“Noi pensiamo che il nostro Paese stia andando nella direzione sbagliata. Le democrazie che hanno scelto la via della regolamentazione, come gli Stati Uniti, il Canada – e in maniera diversa anche la Germania o la Spagna – ne stanno vivendo i benefici. Purtroppo noi viviamo in un Paese che è sempre più uno Stato etico, dove a Palazzo Chigi c’è il potentissimo sottosegretario Alfredo Mantovano, un talebano, uno degli autori della legge Fini-Giovanardi (la 49 del 2006, che ha inasprito le pene per lo spaccio di droghe, equiparando le sostanze leggere a quelle pesanti, ndr)”, ha detto ancora l’esponente di +Europa. “Siamo qui per ricordare invece che è necessario legalizzare e regolamentare il consumo di cannabis per avere benefici sulla salute dei cittadini, nel contrasto alla criminalità organizzata e in un rapporto più sano tra la libertà dei cittadini e uno Stato che non deve essere etico come piace a questo governo”, ha detto Magi.

MDW, Continental trasforma il suono urbano in armonia

Milano, 20 apr. (askanews) – L’inquinamento acustico urbano è al centro del Fuorisalone, in occasione della Milano Design Week 2026, con THE SOUND OF PREMIUM, l’installazione sonora innovativa di Continental. Grazie a un percorso sensoriale e immersivo, che evolve in tre momenti (caos, armonia e quiete), i visitatori attraversano un ambiente in cui il rumore della città si trasforma progressivamente in equilibrio. L’evento, rivela come strade silenziose non siano vuote ma frutto di ingegneria e innovazione.

Giorgio Cattaneo, Responsabile Comunicazione Continental Italia, ci spiega cosa c’è dietro all’idea dell’installazione: “Il messaggio di questa installazione in realtà è molto semplice: come un pneumatico premium può dare un contributo significativo alla diminuzione del rumore in un ambiente urbano. Si tratta in realtà delle caratteristiche appunto di uno dei nostri prodotti, un prodotto premium appunto, che ha questa tipicità, è una ricerca ingegneristica molto sofisticata.”

Per la prima volta Continental ha deciso di partecipare da protagonista alla Milano Design Week: “Ci sembra un palcoscenico interessante, ovviamente è un palcoscenico che parla di design, è un palcoscenico che parla di futuro, di installazioni artistiche e noi crediamo di aver fatto tutto questo considerando che lo pneumatico è anch’esso un oggetto di design, nel senso che design è forma e funzione e in questo caso il battistrada ha una forma specifica che viene realizzata in base alle numerose funzioni che deve svolgere”.

Giorgio Cattaneo sottolinea che l’impatto dell’inquinamento acustico è spesso sottovalutato ma è un importante indicatore del benessere collettivo: “La diminuzione della rumorosità dei centri urbani è comunque in grado di per sé di generare una situazione di comfort, questo riguarda in generale gli ambienti urbani ma riguarda anche le persone che viaggiano a bordo di vetture che avendo pneumatici come questi Continental che presentiamo qui possono viaggiare con un maggiore comfort”.

Abbiamo sentito anche Paolo Giudici, Events&Sport Manager – WPP Media Entertainment che è stata regista di The Sound of Premium con WOA Studio: “Si parte con il poter vedere dal vivo lo pneumatico Continental e le tecnologie che caratterizzano Continental per poi avere la possibilità di vivere questa esperienza che dura circa tre minuti e poi abbiamo anche la Sound Machine nella quale uno può vivere e rivivere l’esperienza che ha provato dal vivo in maniera molto ludica e divertente.”

THE SOUND OF PREMIUM è visitabile a BASE Milano dal 20 al 26 aprile. L’esperienza, offre una riflessione più ampia sulle trasformazioni dell’ambiente urbano contemporaneo dove, con l’introduzione della mobilità elettrica, è il contatto tra pneumatico e asfalto a definire gran parte del paesaggio sonoro delle città. L’obiettivo dell’installazione è integrare alta tecnologia della tecnica automobilistica, arte e architettura contemporanea per creare un oggetto che rappresenti design, sicurezza e benessere.

Riapre il Parco Internazionale di Scultura di Villa Furstenberg

Mestre, 20 aprile 2026 – Dopo aver accolto più di 6.000 visitatori nel 2025, il Parco Internazionale di Scultura di Villa Furstenberg ha riaperto le porte al pubblico nella mattinata di domenica 19 aprile. Inaugurato nel 2023, il parco di Mestre è divenuto in breve tempo punto di riferimento nella promozione dell’arte contemporanea. Nel giorno della sua riapertura, Banca Ifis ha presentato le due principali novità del 2026: la collezione di opere esposte si arricchisce con la produzione di Anselm Kiefer, artista tedesco di fama internazionale, grazie all’esposizione della sua scultura in bronzo intitolata “Margarethe v Antiochia”. Realizzata nel 2019 per una delle sue serie più celebri, la scultura si ispira alla figura di Margherita di Antiochia, giovane martire cristiana venerata come protettrice delle partorienti, simbolo di resilienza e spiritualità.

Inoltre, oltre alla riconferma dell’orario continuato domenicale dalle 10.00 alle 19.00, il Parco sarà fruibile nel corso dell’anno anche in otto aperture straordinarie del sabato. Banca Ifis ha infine optato per un potenziamento degli strumenti utili a facilitare accessibilità e inclusività: tutte le presenti sono state corredate da didascalie in linguaggio braille, dando così la possibilità ai portatori di disabilità visive di fruirne, anche attraverso una serie di visite guidate tattili dedicate specificatamente agli ipovedenti. Sull’app di “Ifis art” sono inoltre stati aggiunti i video-guida in linguaggio LIS, così da consentire alle persone con una disabilità uditiva di visitare il Parco in autonomia. Con l’intenzione di concepire lo spazio non solo come espositivo, ma anche come luogo di condivisione e dialogo sui grandi temi della cultura e della creatività, il Parco ospiterà nel 2026 un ricco programma di eventi, workshop e appuntamenti organizzato nell’ambito del Public Program del Padiglione Italia della Biennale di Venezia.

L’apertura al dialogo e alla riflessione sull’arte voluta da Banca Ifis si estende anche alle nuove generazioni: tra giugno e settembre, infatti, avranno luogo tre eventi pensati per i più piccoli e realizzati in collaborazione con la Fondazione Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’Infanzia Stepan Zavrel di Sarmede. Anche in occasione della nuova apertura per il 2026, l’ingresso al Parco rimane gratuito e prenotabile tramite l’app di Ifis art. Grazie alla stessa sarà inoltre possibile usufruire dell’audio-guida per poter conoscere in maniera approfondita le opere esposte.

Calcio, Mancini dribbla: "Io ct Nazionale? Prossima domanda"

Roma, 20 apr. (askanews) – “Prossima domanda”. Con una risposta secca Roberto Mancini evita ogni riferimento a un possibile ritorno sulla panchina della Nazionale e all’ipotesi di vedere Giovanni Malagò alla guida della federazione. L’ex commissario tecnico, arrivato dal Qatar per la premiazione a Coverciano nell’ambito del premio “Inside the Sport 2026”, preferisce non entrare nel merito dei temi più delicati.

Sul resto, però, non si sottrae. A partire dalla mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali: “Ci sono momenti in cui le cose vanno bene e siamo tutti felici, altri invece sono momenti difficili ma questo fa parte dello sport. Si può vincere e si può perdere. A volte succedono delle cose incredibili, è il calcio”. Uno sguardo comunque fiducioso al futuro: “L’Italia ha vinto più della Germania negli ultimi anni. Bisogna rimboccarsi le maniche e continuare a lavorare. La nostra Nazionale avrà bravi giocatori per risollevarsi”.

Tra i giovani, Mancini indica alcuni profili interessanti: “Il giovane che mi ha impressionato di più è Palestra. Anche Matteo Cancellieri ha grandi qualità, se ne parla poco”.

Poi una battuta sul futuro personale: “Se mi è arrivata qualche chiamata? Devo finire la stagione con l’Al Sadd, qualche volta il telefono squilla. I miei figli per esempio mi chiamano sempre”, scherza.

Infine il passaggio sull’Inter, club al quale è legato: “Cristian Chivu è stato bravo, l’Inter è una squadra molto forte da tempo. È stata una bella lotta col Napoli, ho visto un bel campionato”.

Fisco, Timpone: il 15 giugno prelievo forzoso su professionisti, è polemica

Roma, 20 apr. (askanews) – “Si avvicina una data cerchiata in rosso per il mondo delle libere professioni: il 15 giugno 2026. Da quel giorno, il rapporto tra professionisti e Pubblica Amministrazione cambierà radicalmente, trasformando gli uffici contabili dello Stato in veri e propri “esattori di ultima istanza”. La norma, introdotta dal comma 725 della Legge 199/2025, impone una stretta senza precedenti sui pagamenti destinati a avvocati, architetti, ingegneri e medici che prestano servizi per lo Stato. Una svolta che non solo elimina ogni franchigia, ma introduce un automatismo che molti già definiscono come una chiara discriminazione di categoria”. Lo dice ad Askanews il tributarista Gianluca Timpone.

“Fino ad oggi, le amministrazioni pubbliche erano tenute a verificare la regolarità fiscale del beneficiario solo per pagamenti superiori ai 5.000 euro (secondo l’art. 48-bis del Dpr 602/1973). Dal 15 giugno, per i professionisti, questo “paracadute” scompare: la verifica scatterà per qualsiasi importo, anche per una parcella da poche centinaia di euro. Se il professionista risulterà inadempiente verso cartelle esattoriali notificate – di qualunque ammontare esse siano – l’ente pubblico non potrà più erogare il compenso pattuito”, osserva.

“La vera novità – prosegue il tributarista – chiarita da una recente circolare del Ministero della Giustizia, riguarda la procedura di incasso. Nella disciplina ordinaria, in caso di debito, il pagamento veniva sospeso per 60 giorni in attesa di un pignoramento formale. Per i professionisti questa garanzia decade: viene introdotto lo scomputo immediato. L’ente pubblico provvederà direttamente a versare le somme dovute all’agente della Riscossione fino a coprire il debito, erogando al lavoratore solo l’eventuale (e spesso misera) quota residua. Un meccanismo che assomiglia terribilmente a un prelievo forzoso automatizzato, senza passaggi intermedi”.

“Una mappa delle disparità: perché è una norma discriminante Il nuovo quadro normativo crea una frammentazione dei diritti che non ha precedenti, penalizzando esclusivamente le partite IVA professionali rispetto ad altri attori economici. Professionisti vs Imprese: Mentre per un avvocato il controllo scatta da 1 euro, per le imprese fornitrici di beni e servizi resta valida la soglia dei 5.000 euro. Un’azienda può dunque incassare 4.000 euro pur avendo debiti fiscali, mentre un professionista si vedrà bloccato il pagamento per la medesima cifra. Secondo, Professionisti vs Dipendenti: Per i lavoratori dipendenti, le verifiche su stipendi e indennità scattano solo sopra i 2.500 euro, e solo se il debito a ruolo supera i 5.000 euro”.

Terzo, “il paradosso del Patrocinio a spese dello Stato: La norma colpisce anche chi assiste i cittadini meno abbienti. Gli avvocati impegnati nel gratuito patrocinio, che già attendono anni per la liquidazione delle parcelle, vedranno i loro compensi falcidiati all’origine da questo automatismo, mettendo a rischio la sostenibilità stessa del servizio di difesa per i non abbienti”.

Secondo Timpone, “oltre al profilo etico e giuridico della disparità, c’è quello operativo. Gli uffici amministrativi delle PA saranno travolti da una mole di lavoro burocratico insostenibile. Dovranno effettuare controlli manuali o telematici per ogni singolo mandato di pagamento, indipendentemente dalla sua esiguità. Il rischio concreto è una paralisi dei pagamenti dovuta all’eccesso di verifiche preventive, con un aggravio di costi gestionali che potrebbe superare il beneficio del recupero crediti per lo Stato”.

“Il messaggio che trapela dalla legge 199/2025 è inquietante: il credito del professionista è considerato “di serie B” rispetto a quello d’impresa o da lavoro dipendente. Esporre le libere professioni a un prelievo integrale e immediato, privandole di quelle soglie di tolleranza concesse a tutti gli altri contribuenti, non è solo un’efficienza della riscossione, ma un vulnus al principio di uguaglianza dei cittadini davanti al fisco. Le associazioni di categoria sono già sul piede di guerra, ma se non ci saranno correttivi dell’ultima ora – conclude Timpone – il 15 giugno segnerà l’inizio di una stagione gelida per i rapporti tra Stato e professionisti”.

Calcio, Malagò incontra la serie A: "Non so ancora se mi candido"

Roma, 20 apr. (askanews) – Giovanni Malagò prende tempo sulla candidatura alla presidenza della FIGC. Dopo il vertice “straordinario” di due ore con i club della Lega Serie A, il Presidente del CONI ha tracciato il cronoprogramma della sua possibile discesa in campo, legandola indissolubilmente al consenso corale delle componenti del calcio. “Non credo di sciogliere le riserve entro la settimana – dice – Finirò la settimana e raccoglierò le idee: sarà importante incontrare il presidente Abete e devo fare un programma. Penso che arriveremo alla decisione non dico a ridosso del 13 maggio, ma quasi”. “Se le altre componenti non saranno d’accordo, ringrazierò la Lega Serie A e mi farò da parte. Dopo l’incontro con le componenti, è importante e normale che io parli con il ministro Abodi, ma devo dare rispetto e precedenza al mondo sportivo”. Sulla crisi del calcio italiano dice: “Se oggi si pensa a un nuovo presidente della Federazione è perché l’Italia è stata di nuovo eliminata dal Mondiale. Se l’Italia avesse vinto in Bosnia, oggi non staremmo a parlare di un’elezione Figc. In ogni caso, il calcio deve mettere da parte i personalismi”. Sulla sua capacità gestionale: “Sulla capacità di saper organizzare una squadra che ottenga il massimo risultato sportivo, credo di aver dimostrato qualcosa nella mia vita, anche se nello sport nulla è scontato. Non sono preoccupato del risultato elettorale del 22 giugno”. Di futuro ct non vuole parlare: “Se ho parlato con Allegri? Non so neanche se mi candido. Lui e gli altri allenatori che ho letto sono persone che stimo e con cui ho un buon rapporto, ma non ho parlato con nessuno”. Infine l’atmosfera che si respira in Lega: “Sono state due ore di chiacchierata straordinaria. Mi sembrava doveroso iniziare da chi aveva pensato a me. Hanno parlato tutti, rinsaldando una fiducia che mi fa molto riflettere nel senso buono del termine”. Malagò proseguirà ora il giro di consultazioni incontrando i vertici della Lega B, della Lega Pro e, entro il weekend, le associazioni di calciatori e allenatori.

Vaticano, un anno da morte di Papa Francesco. "Il folle di Dio"

Roma, 20 apr. (askanews) – E’ un racconto intimo e personale, frutto di una amicizia nata nel 2021 e portata avanti fino agli ultimi istanti di vita, in un rapporto tra padre e figlio. E’ il racconto emozionante – a tratti commovente – del giornalista Salvatore Cernuzio, vaticanista dei media vaticani, che nel libro “Padre” (Ed. Piemme) racconta le confidenze, gli aneddoti, la ‘complicità’ creata con Papa Francesco. Un libro che si presenta quasi come un omaggio e, come scrive lo stesso Cernuzio, un “atto di riconoscenza verso un uomo, un Papa, che ha cambiato la vita di tutti e toccato il cuore di molti”.

Dalle pagine di “Padre” emerge tutta l’umanità, la semplicità, l’umiltà di un Papa, Francesco, “venuto dalla fine del mondo”. “Sai, qui non si sa come va a finire. Può essere che sì e può essere che… sì. E dato che per me sei un figlio, un nipote, un fratello, ti volevo salutare”: era il 17 febbraio 2025, due mesi prima della morte di Bergoglio avvenuta il 21 aprile. E Cernuzio riceveva una telefonata da Casa Santa Marta: “Il Papa vuole parlarti”.

Tutto comincia con una lettera consegnata quasi per impulso durante un volo papale, poi la telefonata inattesa: “Buonasera, sono Papa Francesco”. Da quel momento nasce un dialogo che durerà anni, fatto di incontri a Casa Santa Marta, confidenze, risate, battute e riflessioni profonde sulla fede, la famiglia, il dolore, la Chiesa. Ma anche di consigli, confessioni, condivisioni ed emozioni messe a nudo l’uno davanti all’altro.

Nel volume, che esce proprio come un ‘regalo’ alla vigilia del primo anniversario della morte di Bergoglio, avvenuta il 21 aprile 2025, si raccontano i sogni di Francesco: come quello di andare a Mosca e Kiev. “Era ben consapevole, Francesco – scrive Cernuzio – di essere duramente criticato in Ucraina, anche per delle dichiarazioni che avevano colpito negativamente la popolazione. E per il fatto di non essersi recato in viaggio a Kiev. Era un viaggio disposto a compiere solo se avesse fatto nella stessa occasione un viaggio a Mosca. ‘Solo insieme'”, diceva.

E poi il sogno di andare in Cina. “Prima del viaggio in Mongolia, a settembre 2023, Jorge Mario Bergoglio accarezzava l’idea che, ex abrupto, da quel Paese cerniera tra Russia e Cina sarebbe riuscito a fare un salto a Pechino – racconta Cernuzio -. Più che un’idea, una speranza o forse un’illusione, ma Francesco era un sognatore. ‘Sono lì, a due passi, se mi invitano sono pronto'”, diceva.

Ed ancora, le battute su Giorgia Meloni “verso la quale nutriva una certa simpatia, perché la vedeva come donna e mamma giovane, di estrazione popolare, che si era fatta da sola”. E la stima verso Sergio Mattarella, “un uomo illuminato”. E l”umorismo nel ricordare quello storico 27 marzo del 2020 quando da solo pregò in una Piazza San Pietro vuota e bagnata dalla pioggia per invocare la fine del Covid. Che cosa pensò? “In realtà a non scivolare… E poi che c’era bisogno davvero di pregare in quel momento”.

“La cosa più bella e la cosa più brutta di questi dieci anni”, gli chiese l’amico giornalista. “L’incontro con i nonni in piazza San Pietro, mi rispose lui alla prima domanda – si legge nel volume – la guerra, certamente, alla seconda. All’epoca, ovvero il 13 marzo 2023, era in corso solo la guerra in Ucraina”. “Mi fa soffrire vedere i morti, ragazzi – sia russi che ucraini, non mi interessa – che non tornano. È dura”, aveva risposto Francesco. E un passaggio anche su colui che sarebbe diventato il suo successore, il cardinale Robert Francis Prevost. “Lui è un santo”, confidò Francesco a Cernuzio.

Ma la definizione che più si addice a Bergoglio è la sua “follia”, quella “follia di Dio” intesa come genialità umana e pastorale che ha contraddistinto tante figure spirituali di questo secolo. E che si esprimeva al massimo livello, conclude Cernuzio, durante le visite in giro per Roma, in particolare carceri e parrocchie.

Al via GTM a Oberhausen, con le guerre a rischio 28 milioni di viaggi

Oberhausen (Germania), 20 apr. (askanews) – “Circa 28 milioni di viaggi dal Medio Oriente verso destinazioni globali sono a rischio, il 60% di questi verso l’Europa”: è l’allarme lanciato da Petra Hedorfer, ceo del German National Tourist Board (GNTB, Ente Nazionale Germanico per il Turismo) inaugurando la conferenza stampa del GTM 2026, Germany Travel Market, da Oberhausen, città a 30 chilometri a nord di Duesseldorf, Germania ovest, simbolo della riconversione strutturale della Ruhr con il suo imponente Gasometro, ex serbatoio di gas di 117,5 metri di altezza (un grattacielo), oggi enorme spazio espositivo che da solo vale una visita nella città di oltre 208.000 abitanti.

Nonostante le tensioni geopolitiche globali il turismo nel mondo – ha ricordato Hedorfer – nel 2025 ha registrato un incremento del 4% (fonte UN Tourism) in confronto all’anno precedente e si prevede un +3.5% per il 2026; nel 2025 con il 52%, l’Europa ha continuato a detenere la maggiore quota di mercato degli arrivi internazionali. “É stato un inizio positivo (+1.5%) per l’incoming in Germania nei primi due mesi del 2026, prima dello scoppio della guerra in Iran”, ha ricordato ancora la ceo, sottolineando il “vantaggio di trovarsi al centro dell’Europa”.

Le opportunità di crescita a destinazione Germania nel 2026 rimangono “realistiche”, ma, ovviamente, tutto dipende dagli sviluppi delle crisi geopolitiche, ha ribadito.

La conferenza stampa – a cui è seguito l’intervento di Johannes Walter, manager Lufthansa (vice presidente Area Management Home Markets and Global Corporate and Leisure Sale) e di altri responsabili del Land Nordreno Vestfalia – a cui hanno partecipato un centinaio di giornalisti provenienti da tutto il mondo, si è svolta nell’ex mensa aziendale delle acciaierie Gutehoffnungshuette (GHH), edificio di notevole pregio architettonico costruito nel 1913 e oggi parte del Centro Tecnologico per la Protezione Ambientale (TZU).

Tra le maggiori novità del prossimo futuro, 17 città del Land Nordreno Vestfalia, in particolare l’area della Ruhr, con il nome “Koeln-Rhein-Ruhr” (Colonia-Reno-Ruhr), hanno votato a favore della candidatura ai Giochi Olimpici, con opzioni possibili sul 2036, 2040 e 2044.

É in programma, inoltre, nella regione della Ruhr l'”International Garden Exhibition 2027″, non solo giardinaggio, ma un importante progetto di sviluppo urbano sostenibile, che si svolgerà dal 23 aprile al 17 ottobre del prossimo anno, con il motto “Future. Blooms”. Cinque i principali “Giardini del futuro” scelti nel Land: Dortmund, Duisburg, Gelsenkirchen, Luenen e Castrop-Rauxel.

Vale poi la pena segnalare, nella vicina Essen, che quest’anno la “Zeche Zollverein”, l’ex miniera più grande d’Europa che oggi ospita il Museo della Ruhr e il Red Dot Design Museum oltre a numerosi eventi culturali, celebra i 25 anni da quando è diventata patrimonio Unesco (2001), con un mastodontico 25 affisso sul Pozzo 12, alto 55 metri e simbolo principale del complesso di architettura industriale moderna che fino al 1986 fu il cuore produttivo dell’industria del carbone tedesca.

In serata al Metronom Theater di Oberhausen è previsto infine il tradizionale GTM Networking Event, mentre il GNTB – presente in 30 Paesi e 22 uffici nel mondo – sta per riaprire tre nuove sedi quest’anno, rafforzando così alcune destinazioni: una da aprile 2026 a Singapore e a brevissimo altre due rispettivamente a Toronto e San Paolo.

Dl Sicurezza, Schlein: governo in stato confusionale, ci riprova sulla giustizia

Roma, 20 apr. (askanews) – “Il centrodestra è in stato confusionale, i partiti della maggioranza sono tutti occupati a risolvere i loro guai e beghe interne, mentre la linea al governo provano a dettarla Casapound e Vannacci”. Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein.

Aggiunge la segretaria Pd: “Dopo la sonora sconfitta referendaria, incurante del voto degli italiani, il governo ci riprova sulla giustizia. Adesso tenta di rimetterci le mani per costringere gli avvocati a farsi esecutori della volontà politica, minando il principio costituzionale del diritto alla difesa. Va ricordato a Meloni che gli avvocati sono chiamati a difendere i diritti e gli interessi del proprio assistito, e non del governo di turno”.

Borgo Monchiero, un’amicizia fa rinascere un monastero nelle Langhe

Milano, 20 apr. (askanews) – Langhe, terra di amicizia, di saper vivere e bellezza. E questa storia racconta proprio tutto questo, oltre alla tutela dei nostri paesaggi. In provincia di Cuneo, Borgo Monchiero Heritage by Atmosphere restituisce nuova vita a un antico monastero del XVIII secolo. E grazie a un intervento di recupero e valorizzazione, l’antico complesso monastico si trasforma in dimora di charme dal respiro internazionale, nato dal sogno condiviso dei proprietari Franco Giampetruzzi e Gian Maria Debenedetti. Sono amici e soci da 30 anni. Entrambi dal mondo dell’energia, in cerca di un ritorno alle origini liguri-piemontesi. Il primo ha trovato “il posto magico”, il secondo in esso ha ritrovato i luoghi della sua infanzia. Luoghi non geografici ma artistici e sentimentali.

Debenedetti infatti racconta che giunto a Borgo Monchiero per un sopralluogo si è ritrovato nella piazza del Paese dedicata a Eso Peluzzi, pittore amato dalla nonna materna. E subito riaffiorano i ricordi da bambino: i manifesti delle sue mostre, che tappezzavano la casa dei nonni, evocano momenti d’infanzia proustiani, rendendo il posto “magico” e destinato. “Quindi per me questa cosa è stata, al di là del posto magico che io ho visto lì, è stata quel qualcosa che mi ha riportato bambino e che mi ha fatto dire, sì, forse questo posto mi sta chiamando. E appena entrati poi all’interno dell’edificio, la fortuna è stata che ho ritrovato anche questi manifesti, al di là dei quadri di Eso Peluzzi, perché alcuni erano già appesi alle pareti, che io però quadri che non conoscevo, quindi non li avrei riconosciuto, se non fosse stato uno per la targa della piazzetta, ma soprattutto quando poi sono entrati, oltre ai quadri c’erano questi manifesti che io avevo visto per i primi 15 anni della mia vita a casa dei miei nonni. Questo è stato un po’ il motivo che, ripeto, al di là della bellezza del posto, mi ha fatto dire, sì, questo è il posto giusto. Era destino? Era destino, sì, era destino, probabilmente sì”, dice.

Giampetruzzi invece ci spiega il progetto che punta alla rinascita di un borgo storico, diventando destinazione dove design, arte, benessere e gastronomia dialogano con l’identità autentica del territorio. “Questo è un posto dove c’era il comune, un posto dove c’era la scuola, dove c’è un santuario, dove c’è una casa, un monastero, noi chiamiamo monastero, è una casa degli esercizi spirituali, dove c’era l’oratorio, che era una chiesa-museo, e questo era un centro di vita. Quindi quello che abbiamo cercato di fare, anche nel rivitalizzare i rapporti con chi risiede o con chi, diciamo, anticamente veniva in quel posto, è proprio di ripristinare e rivitalizzare questo centro, questo borgo, quindi a tutti gli effetti farlo tornare, almeno dal punto di vista dell’arte, oltre che ovviamente dell’ospitalità, un centro di vita”, chiosa.

M.O., Conte: stoppare accordi Ue-Israele, Governo italiano si schieri

Roma, 20 apr. (askanews) – “Domani il governo italiano deve schierarsi: gli accordi di associazione fra Unione europea e Israele vanno stoppati”. Lo ha scritto sui suoi canali social il leader del M5S, Giuseppe Conte.

“Purtroppo – ha aggiunto l’ex premier – non è stata l’Italia a chiedere di affrontare di petto la questione, ma una lettera di Spagna, Slovenia e Irlanda. In questi anni il governo italiano è stato dalla parte sbagliata. Ora però il ministro Tajani deve prendere una posizione netta nel Consiglio Affari Esteri di domani dove il tema sarà trattato: non possiamo ancora tenere in piedi questi accordi dopo che il governo Netanyahu si è macchiato di un genocidio e ha portato avanti guerre illegali che hanno causato morte, distruzione e danni economici enormi anche per l’Italia”.

“Visto che la partecipazione e 15 milioni di voti hanno spinto il Governo ad annunciare retromarcia su alcune delle politiche fallimentari di questi 4 anni, allora ci aspettiamo veri atti di difesa della Costituzione e che Tajani rinneghi completamente la teoria del diritto internazionale che vale fino a un certo punto, portata avanti per troppi anni. E si vada oltre, con sanzioni al governo Netanyahu che mancano all’appello da troppo tempo”, ha concluso Conte.

Scuola, Valditara: no ad auto troppo potenti ai neopatentati

Lainate, 20 apr. (askanews) – “Non bisogna dare a ragazzi di 18 o 19 anni le chiavi di una macchina che può essere particolarmente pericolosa, perché magari va a delle velocità che un giovane non ha ancora la maturità per saper governare”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, intervenendo insieme a Geronimo La Russa, presidente dell’Automobile Club d’Italia, al Centro di Guida Sicura ACI-SARA di Lainate per presentare la giornata “Insieme per l’Educazione Stradale” e le attività di promozione per la cultura della mobilità responsabile.

“È importante che i genitori siano consapevoli, soprattutto quando i figli sono neopatentati, di una vicinanza nei confronti dei loro ragazzi, una vicinanza educativa – ha aggiunto Valditara – . È importante che il padre e la madre diano buoni consigli, che seguano quello che fa il proprio figlio”.

Iran, Trump su negoziati: nessuno sta giocando. Pronto a incontrare i leader di Teheran

New York, 20 apr. (askanews) – Tra qualche ora la delegazione americana capitanata dal vicepresidente JD Vance arriverà a Islamabad, Pakistan, per un secondo round di trattative con la controparte iraniana. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump in un’intervista breve con il New York Post. Al giornale della galassia di Rupert Murdoch, il Commander in Chief ha dichiarato: “Dovremmo avere negoziati…Supporrei che a questo punto nessuno stia giocando”. Trump ha confermato che la delegazione composta da Vance, l’inviato speciale Steve Witkoff e il consigliere nonché genero Jared Kushner è già in viaggio e che arriverà nella capitale pachistana “tra qualche ora”: “Sono diretti là ora. Saranno là nella serata” pachistana. Il leader Usa non ha escluso un incontro diretto con la leadership iraniana: “Non ho problemi a incontrarli”. Trump ha ribadito che l’Iran “non avrà armi nucleari”. Si è rifiutato di spiegare al NY Post cosa accadrà a Teheran nel caso questa condizione non venga esaudita limitandosi a dire “non sarà bello”. Trump ha sostenuto che gli Usa stanno avendo a che fare “con le persone giuste” in Iran.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato oggi di essere disposto a incontrare di persona i leader iraniani se anche quest’ultimi mostreranno la stessa disponibilità.

“Non ho problemi a incontrarli. Se vogliono incontrarci, e noi abbiamo persone molto capaci, non ho problemi a incontrarli”, ha detto Trump al New York Post. Il presidente statunitense ha ribadito che il suo punto chiave durante i negoziati sarà che Teheran non può dotarsi di armi nucleari. Se le condizioni verranno soddisfatte, l’Iran ha il potenziale per prosperare, ha aggiunto Trump.

Dl sicurezza, attenzione Colle su norma avvocati, attesa su modifiche

Roma, 20 apr. (askanews) – Il faro del Colle è sempre acceso quando un provvedimento tocca la libertà dei cittadini. Partendo da questo presupposto anche l’ultimo decreto sicurezza varato dal governo è stato oggetto di uno studio attento da parte degli uffici del Quirinale. In particolare la norma che riguarda il compenso per gli avvocati che reimpatriano i migranti sarebbe sotto la lente per una questione di costituzionalità. La norma in questione, viene spiegato, era già stata bloccata al Senato in sede di esame in commissione, anche per motivi di coperture, oggetto di critiche da parte delle categorie, non solo della magistratura ma anche degli avvocati, ma è stata poi approvata in Aula ed è arrivata a Montecitorio dove il governo ha fretta di convertire il decreto in scadenza.

Al Presidente della Repubblica come è noto non piace essere tirato per la giacca e non vorrebbe entrare nel botta e risposta con la maggioranza sul vaglio del provvedimento: quando arriverà il testo definitivo il presidente lo firmerà, lo respingerà, lo approverà con riserve. Ma la soluzione trovata dalla maggioranza di rinviarla con le leggi attuative attraverso un ordine del giorno non sembra però risolutiva e dunque servirebbe una via che ne impedisse l’entrata in vigore insieme a tutto il testo del decreto.

Centenario Fise: "Il padrone della vittoria. Graziano mancinelli, storia di un campione"

Roma, 20 apr. (askanews) – A Roma, presso la Società Ippica Romana – La Farnesina, si è svolta la prima presentazione del libro “Il padrone della vittoria. Graziano Mancinelli, storia di un campione”, scritto da Umberto Martuscelli ed edito da Rubbettino.

L’incontro, organizzato nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della Federazione Italiana Sport Equestri (FISE), ha visto la partecipazione di appassionati di equitazione, sportivi e personalità del mondo equestre.

Il volume racconta la vita e le imprese di Graziano Mancinelli, uno dei più grandi cavalieri italiani e protagonista dei Cavalieri Azzurri, intrecciando la carriera sportiva con la dimensione personale dell’uomo.

“Graziano Mancinelli ha incarnato lo spirito del nostro sport: talento, coraggio e determinazione. Questo libro è un omaggio doveroso a un campione che ha fatto la storia” – ha dichiarato Marco Di Paola, Presidente FISE.

Tra i momenti salienti della carriera di Mancinelli, la medaglia d’oro individuale di Salto Ostacoli alle Olimpiadi di Monaco 1972 resta un simbolo della sua eccellenza.

Come sottolinea Vittorio Orlandi, Presidente CR Lombardia: “La storia di Mancinelli non è solo quella di un atleta, ma di un uomo che ha saputo trasformare ogni ostacolo in una vittoria. Un esempio per tutti i cavalieri italiani”.

“Scrivere di Graziano è stato un viaggio emozionante: attraverso le sue imprese sportive e la sua vita privata emerge un uomo straordinario, capace di insegnare tanto sul coraggio e sulla determinazione” – aggiunge Umberto Martuscelli, autore del libro.

Il percorso editoriale proseguirà il 28 aprile in Lombardia, presso il Centro Ippico Castellazzo, con una seconda presentazione alle ore 11:00. Sarà un’occasione imperdibile per incontrare l’autore, scoprire nuovi aneddoti sulla vita del campione e celebrare il centenario della FISE, che da cento anni promuove lo sport equestre italiano.

Il libro è disponibile in libreria, nei principali circuiti online e sul sito della casa editrice Rubbettino: https://www.store.rubbettinoeditore.it/catalogo/il-padrone-della-vittoria/?highlight=martuscelli

Luxy al Fuorisalone 2026 tra design e moda

Roma, 20 apr. (askanews) – In occasione della Milano Design Week Luxy, azienda italiana con sede a Lonigo (VI) specializzata nella produzione di sedute per l’office e il contract con particolare focus al benessere negli ambienti di lavoro, sarà protagonista al Fuorisalone con due collaborazioni d’eccezione.

Nel cuore di Milano, Luxy dà vita a due installazioni che interpretano in chiave contemporanea gli spazi del lavoro e dell’accoglienza, in collaborazione con Tecno SpA e Brett Johnson. Un doppio appuntamento che mette in dialogo linguaggi progettuali differenti ma complementari, all’insegna di comfort, qualità e cultura del design.

La partnership con Tecno SpA, realtà leader nella progettazione di arredi per ufficio, nasce da una naturale affinità progettuale. All’interno dello showroom Tecno in Piazza XXV Aprile, negli storici “Caselli” – edificio iconico legato alle Belle Arti – Luxy presenta una selezione delle proprie sedute direzionali e operative più rappresentative. Il risultato è un dialogo armonico tra superfici e sedute, capace di definire ambienti di lavoro completi, coerenti e altamente funzionali. In parallelo, Luxy è protagonista anche nello showroom milanese di Brett Johnson iconico brand di moda uomo (Via Manzoni 38), con un allestimento che esplora l’incontro tra design e moda.

In uno spazio caratterizzato da un’estetica essenziale e sofisticata, le sedute lounge e breakout dell’azienda contribuiscono a creare un’atmosfera accogliente ed elegante, in cui materiali, forme e dettagli dialogano con il linguaggio distintivo del brand.

Attraverso queste due collaborazioni, Luxy consolida il proprio posizionamento nel panorama internazionale del design, proponendo una visione progettuale che integra comfort, qualità costruttiva e attenzione al benessere, all’interno di contesti capaci di valorizzare l’identità dei prodotti e dei partner coinvolti.

Frah Quintale annuncia il nuovo singolo "Aranciata"

Milano, 20 apr. (askanews) – Frah Quintale, uno degli artisti più rappresentativi della scena musicale italiana contemporanea, annuncia oggi il nuovo singolo “Aranciata” – prodotto da Mace – fuori ovunque e in rotazione radiofonica da venerdì 24 aprile per Undamento/Warner Music Italia. Il brano è stato anticipato in esclusiva durante il walkout di Palazzetti’26, la prima tournée nei palasport delle principali città italiane, che ha ottenuto grande successo registrando il sold out a Milano, Roma, Napoli e Padova.

“Aranciata” esplora le conseguenze emotive di una relazione finita attraverso uno sguardo lucido e consapevole. Il brano mette in luce un atteggiamento sempre più diffuso che porta a difendersi rispondendo con rigidità e chiudendo in modo netto con il passato. Questa dinamica, però, è solo un’illusione perché rivela una realtà più complessa e contraddittoria, in cui la fuga e le reazioni dure non sono altro che tentativi vulnerabili di gestire il dolore e le proprie emozioni.

Così Frah Quintale descrive il nuovo singolo: «Aranciata mette in luce la rabbia e le ferite di una relazione appena conclusa. Racconta di come questo mondo sempre piú armato, ci abbia fatto credere che attaccare sia il miglior modo per difendersi e fare a pezzi il passato sia il modo meno doloroso per correre verso il futuro. La realtà è ben diversa e lo si intuisce dal retrogusto amaro di questo brano.» Anche in occasione dell’uscita di “Aranciata”, Frah Quintale ha curato personalmente la grafica, realizzandola con una tecnica mista.

Il brano anticipa i nuovi appuntamenti dal vivo del Summer Tour ’26, la tournée estiva – prodotta da Live Nation – che vedrà la partecipazione di Frah Quintale il 3 luglio al Parco San Valentino di Pordenone, il 12 luglio al Sequoie Music Park a Bologna, il 17 luglio allo Shock Wave Festival di Francavilla al Mare (CH), il 19 luglio al Roma Summer Fest all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, il 22 luglio al Be Alternative Festival di Cosenza, il 23 luglio alla Villa Bellini di Catania, il 25 luglio al Locus Festival di Bari e il 27 luglio al Piccolo Parco Urbano di Bagheria (PA).

I biglietti sono disponibili su livenation.it e comcerto.it.

Oltre ai successi dei suoi lavori precedenti, in scaletta non mancheranno i brani del nuovo album “Amor Proprio”, uscito lo scorso 10 ottobre 2025 per Undamento/Warner Music Italia. Un viaggio emotivo tra vulnerabilità e leggerezza, tra notti insonni e giornate di sole, il tutto racchiuso in 11 tracce, che vedono la collaborazione di Colapesce in “A prescindere”, Joan Thiele in “Occhi diamanti” e Tony Boy in “1 ora d’aria 1 ora d’ansia”. Il disco racconta un processo di crescita che nasce da una riflessione personale: la reale svolta nella vita arriva quando si impara a restare da soli e ad ascoltarsi. È un cambiamento che richiede tempo, ma è proprio in queste situazioni che riusciamo a distinguere ciò che realmente vogliamo e a diventare chi davvero vogliamo essere, senza il peso delle aspettative. Con il suo stile unico che danza tra pop alternativo e urban, Frah Quintale firma un lavoro versatile che alterna episodi intimi e riflessivi a momenti trascinanti e spensierati. Al centro del progetto c’è il tema dell’amor proprio e del tempo necessario per ritrovarsi: canzoni che raccontano la ricerca di equilibrio, il bisogno di lasciar andare e vivere il presente.

Cartone ondulato, settore solido e sostenibile

Milano, 20 apr. (askanews) – Il cartone ondulato si conferma una delle eccellenze del sistema produttivo italiano, capace di coniugare sostenibilità, innovazione e radicamento territoriale. È il quadro emerso dall’Assemblea Nazionale dell’Associazione Italiana Scatolifici, che ha riunito a Milano Marittima imprese e stakeholder del settore. Circa 300 aziende, in larga parte PMI, che continuano a dimostrare resilienza nonostante uno scenario economico globale fortemente incerto.

L’intervista a Andrea Mecarozzi, Presidente Associazione Italiana Scatolifiici: “Quando si parla di economia circolare, i riflettori si accendono solitamente sulle smart city, sulle energie rinnovabili e poco spesso su di noi. E invece noi aziende, noi PMI italiane, siamo l’economia circolare. Il nostro tessuto produttivo italiano, infatti, è caratterizzato da una molteplicità di PMI, molte volte a capitale strettamente italiano. Le stesse sono inserite profondamente nel tessuto sociale dove vanno ad operare e tante volte operano proprio braccio a braccio con i settori produttivi e acquisiscono specificità adatte a questi settori”.

Dal punto di vista ambientale, i numeri confermano la centralità del cartone ondulato nella transizione ecologica: il tasso di riciclo ha già raggiunto il 92,5%, superando gli obiettivi europei fissati al 2030. L’Italia si posiziona inoltre come secondo produttore europeo, con un utilizzo di materia prima riciclata pari all’85%.

Le parole di Francesco Bettoli, Senior researcher Ipsos Doxa: “Per l’imballaggio in cartone ondulato emerge un quadro sicuramente positivo. Innanzitutto lato consumatori, la familiarità con questo prodotto è sicuramente sempre più diffusa, anche grazie alla forte spinta che viene data dall’e-commerce che porta i prodotti all’interno delle famiglie italiane sempre con maggior frequenza. La soddisfazione è molto elevata per il prodotto, in generale e soprattutto rispetto a una serie di aspetti come ad esempio la sostenibilità, largamente riconosciuta al cartone”.

Sul fronte normativo, però, restano alcune incognite. I nuovi regolamenti europei su imballaggi e deforestazione rappresentano un’opportunità, ma anche una sfida per le PMI, chiamate ad affrontare costi e complessità di adeguamento. La richiesta del settore è chiara: accompagnare la transizione con strumenti concreti. Nel frattempo, il cartone ondulato cambia ruolo: da semplice imballaggio a infrastruttura strategica per produzione, distribuzione e sostenibilità. Un’evoluzione che potrebbe rafforzarne il peso nel dialogo con istituzioni e mercato.