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G7 Canada, la bozza della dichiarazione finale: la Russia accetti la tregua a parità di condizioni

La Malbaie (Canada), 14 mar. (askanews) – I ministri degli Esteri del G7 “hanno accolto con favore gli sforzi in corso per raggiungere un cessate il fuoco” in Ucraina, “e in particolare l’incontro dell’11 marzo tra Stati Uniti e Ucraina nel Regno dell’Arabia Saudita”. E’ quanto si legge nella bozza della dichiarazione finale della ministeriale in corso a La Malbaie, in Canada. Rivolgendo un plauso all’impegno dell’Ucraina “per un cessate il fuoco immediato”, che è “un passo essenziale verso una pace globale, giusta e duratura”, i ministri “hanno chiesto alla Russia di ricambiare accettando un cessate il fuoco a parità di condizioni e attuandolo pienamente”. Una bozza preliminare del testo, rilanciata dai media, chiedeva a Mosca di accettare il cessate il fuoco “senza condizioni”.

Ecco cosa serve a Federica Brignone per vincere la Coppa del Mondo di sci

Roma, 14 mar. (askanews) – Federica Brignone ha le mani sulla Coppa del Mondo generale, ma per la matematica certezza sulla conquista della seconda grossa sfera di cristallo della carriera bisogna aspettare le Finali di Sun Valley negli Stati Uniti (22 marzo la discesa, il 23 il SuperG e il 25 il gigante). L’azzurra si presenterà con 382 punti di vantaggio su Lara Gut-Behrami e quattro gare da giocarsi (ma nessuna delle due farà lo slalom). Di fatto, un distacco insormontabile: ora al termine della stagione mancano quattro gare (una per ogni specialità) e dunque 400 punti in palio, tuttavia nessuna delle due parteciperà allo slalom finale, specialità trascurata da entrambe le atlete nel corso della loro carriera. Per vincere la Coppa del mondo matematicamente, alla Brignone occorre sommare oggi altri 68 punti. Ricordiamo i punteggi per le prime cinque di ogni gara: 100, 80, 60, 50, 45. Brignone deve quindi arrivare o prima o seconda e sperare che Gut prenda 68 punti meno di lei

La prima occasione per poter alzare alzare al cielo il globo – rimane l’unica italiana nella storia dello sci alpino femminile – potrebbe avvenire già nella discesa in programma il 22 marzo: a Brignone basterà arrivare entro la 14ª posizione, ma è già sufficiente che Gut-Behrami – obbligata a vincere tutte le gare da qui fino alla chiusura del calendario – non concluda al primo posto. Federica Brignone si gioca non solo il trionfo assoluto nella Coppa del Mondo generale, ma anche la sfera di cristallo in tutte e tre le coppe di specialità che disputa abitualmente. Alla vigilia delle Finali la 34enne azzurra è al comando alle classifiche di discesa e Super G, mentre in gigante è seconda a 20 punti dalla leader Alice Robinson (ma con una vittoria si aggiudicherebbe anche quel trofeo). In caso di en plein si tratterebbe di un’impresa unica: nessuna sciatrice in campo femminile è mai riuscita a conquistare nella stessa stagione il trittico di coppe di discesa, Super G e gigante oltre alla generale. Ci andò vicino la scorsa edizione Lara Gut-Behrami, a cui sfuggì il trionfo nella prova regina della velocità.

Sci, Brignone: "Sto vivendo un momento fantastico"

Roma, 14 mar. (askanews) – “Sto vivendo una giornata fantastica – le parole di Federica Brignone dopo la vittoria di La Thuile -. Ci tenevo ad arrivare in luce verde davanti a questo pubblico. Non ho pensato a niente altro. Non ho fatto errori, è andato tutto bene, sono stata veloce. La pista era molto migliore di ieri. In più ho avuto due fortune: partire con il numero 6 e arrivare davanti per pochi centesimi. Andrò a Sun Valley con due pettorali rossi, ma non è finito niente. Ho ancora tanto da giocarmi e devo rimanere concentrata per due settimane. E’ stata una stagione via via sempre più tosta e sempre più impegnativa. Per questi motivi ho bisogno di rimanere sul pezzo fino alla fine, e non sarà per niente facile”.

“Se tutto va bene, questa volta mi consegneranno la Coppa in mano e non me la spediranno per posta. Ed è una cosa che ho sempre sognato. Sofia ha una cultura del lavoro davvero impressionante e la capacità di risollevarsi. Per questi motivi continuiamo a fare podi e risultati importanti. Ringraziamo la Federazione che ci mette nelle condizioni migliori per poter dare il massimo”.

Sci, Brignone vince a La Thuile: le mani sulla Coppa del Mondo

Roma, 14 mar. (askanews) – Il numerosissimo pubblico di La Thuile è stato premiato. Federica Brignone ha messo a segno la vittoria numero 37 della carriera, nel secondo superG valdostano, e il podio numero 83, a meno 5 dal mito Alberto Tomba. E, naturalmente, ha di fatto messo le mani sulla sua seconda Coppa del mondo generale, dopo quella già vita nel 2020. Manca l’aritmetica (sono 382 i punti di vantaggio della valdostana su Lara Gut-Behrami, oggi quarta), ma a quattro gare dal termine della stagione, una per disciplina, appare impossibile che l’elvetica possa ribaltare la classifica, anche perché nessuna delle due contendenti prende normalmente parte allo slalom. Brignone acquisisce un nuovo pettorale rosso, quello del superG, anche se solo per 5 punti (570 a 565) e sarà le finali di Sun Valley dal 20 al 27 marzo a decidere la vincitrice. Alle spalle di Federica Brignone ecco Sofia Goggia per la quindicesima doppietta azzurra. Sul terzo gradino del podio sale la francese Romane Miradoli, staccata di soli 5 centesimi dalla Brignone, mentre è sesta Elena Curtoni.

Cinema, a Pupi Avati il Globo d’oro alla carriera

Roma, 14 mar. (askanews) – Pupi Avati riceverà il Globo d’oro alla carriera, il Premio con cui l’Associazione della Stampa Estera in Italia celebra le opere più significative del nostro Paese. Il riconoscimento sarà consegnato il 2 luglio in Campidoglio durante la cerimonia della 65ma edizione.

Pupi Avati, regista e produttore emiliano, con più di 55 film all’attivo, ha attualmente in sala l’ultimo film “L’orto americano”, chiusura della 81esima Mostra del Cinema di Venezia, distribuito da 01 Distribution.

L’horror gotico, accolto con entusiasmo dalla critica, è interpretato da Filippo Scotti, Roberto De Francesco, Armando De Ceccon, Chiara Caselli, Rita Tushingham, Massimo Bonetti, Morena Gentile, Mildred Gustafsson e Romano Reggiani. “L’orto americano” è una produzione Duea Film, Minerva Pictures con Rai Cinema, prodotto da Antonio Avati, Gianluca Curti e Santo Versace.

Meloni a Torino dagli atleti degli Special Olympics Winter Games

Torino, 14 mar. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si recata a Torino in una delle sedi degli Special Olympics Winter Games – manifestazione riservata ad atleti con disabilit intellettive – in corso di svolgimento nel capoluogo torinese.

La premier ha salutato, “dandogli il cinque”, gli atleti che facevano il loro ingresso in campo, prima di incontrare gli azzurri. Successivamente Meloni si recher allo Space Park di Argotek, a San Mauro Torinese, per una visita privata della nuova sede dell’azienda attiva a livello internazionale nel settore aerospaziale.

La situazione clinica del Papa è "stazionaria", prosegue le terapie e la ventilazione alternata

Città del Vaticano, 14 mar. (askanews) – Nel ricovero al Gemelli, oggi Papa Francesco, dopo una notte tranquilla, ha proseguito le attività prescritte dai medici “come nei giorni precedenti”, ovvero “riguardo la situazione medica non ci sono novità rispetto a ieri: la situazione è stazionaria”. Lo fa sapere la Sala stampa Vaticana. Anche le terapie e la ventilazione segue lo stesso schema degli ultimi giorni: “Fisioterapia motoria la mattina e respiratoria il pomeriggio, in alternanza tra alti flussi e ventilazione meccanica”. Oggi Bergoglio ha seguito da remoto gli Esercizi spirituali in corso in Aula Paolo VI in Vaticano. Questa sera è atteso un nuovo bollettino medico in cui sono attesi elementi più precisi sulla situazione. Fonti vaticane, inoltre, spiegano che durante il ricovero al Policlinico Gemelli di Roma Papa Francesco riesce a muoversi e camminare “come ha fatto sempre”, spostandosi “a volte con più assistenza, altre con meno”.

Oggi è un mese che il Pontefice è ricoverato al Gemelli: era il 14 febbraio scorso quando entrava nell’appartamento al decimo piano del nosocomio “per alcuni necessari accertamenti diagnostici e per proseguire in ambiente ospedaliero le cure per la bronchite tutt’ora in corso”. Il 18 febbraio la tac dimostra “l’insorgenza di una polmonite bilaterale”, il 22 la prima crisi respiratoria, “con l’applicazione di ossigeno ad alti flussi, e una piastrinopenia associata ad un’anemia che richiede la somministrazione di emotrasfusioni”: “La prognosi è riservata”, decidono i medici. Il 23 febbraio compare “una iniziale, lieve, insufficienza renale”, risolta in pochi giorni, mentre il 27 fonti vaticane fanno sapere che Papa Francesco “è uscito dal momento più critico” e si è tornato al “quadro complesso”. Il giorno dopo, però, il 28 febbraio, c’è una nuova “crisi isolata di broncospasmo” che determina “un episodio di vomito con inalazione e un repentino peggioramento del quadro respiratorio”, e ancora il 3 marzo si verificano altri “due episodi di insufficienza respiratoria acuta, causati da importante accumulo di muco endobronchiale e conseguente broncospasmo”.

Nei giorni successivi il quadro clinico, se pur ancora complesso, lentamente si stabilizza e le terapie fanno il loro effetto. Il 10 marzo i medici sciolgono la prognosi, ma per il rientro del Papa a Santa Marta, precisano, “ancora è presto fare ipotesi”, perchè l’obiettivo resta evitare – almeno nel breve termine – una nuova ospedalizzazione. “Ci vuole tempo perché un corpo di 88 anni recuperi, anche a livello di energie e delle forze”, riferivano ieri fonti vaticane, mentre Bergoglio festeggiava dal Gemelli i 12 anni di Pontificato.

In Emilia-Romagna allerta maltempo massima: preoccupa il Lamone. Musumeci firma lo stato di mobilitazione

Roma, 14 mar. (askanews) – In Emilia-Romagna la prima ondata di maltempo, che ha interessato la scorsa notte e la prima mattina i rilievi del bolognese e della Romagna, è passata e la situazione dei fiumi è attualmente sotto controllo, ma l’allerta per le prossime ore resta massima di fronte al sopraggiungere di nuovi temporali. In particolare, fa sapere la Regione, sono attesi sulla parte orientale in arrivo dalla Toscana e fino alla costa ravennate. Una situazione che potrebbe durare fino a sera, quando le precipitazioni, di minor intensità, dovrebbero spostarsi verso il modenese e oltre. Sotto massima osservazione il Lamone che a Marradi, in territorio toscano, ha superato la soglia 3, così come gli altri corsi d’acqua a partire dall’Idice e dagli affluenti del Reno.

Il presidente della Regione, Michele de Pascale, segue l’evolversi della situazione dal Cor, il Centro operativo regionale di Bologna, insieme alla sottosegretaria Manuela Rontini. Questa mattina entrambi hanno partecipato a un briefing con il Dipartimento nazionale di Protezione civile e successivamente a un coordinamento con tutte le Prefetture interessate dall’evento.

“Le previsioni per la nottata sono state confermate, ci sono stati superamenti dei fiumi di soglia 2 nel bacino romagnolo, in particolare il Lamone e gli affluenti del Reno”, spiega de Pascale: “La situazione più preoccupante al momento è rappresentata dal Lamone sul cui bacino stanno insistendo precipitazioni molto intense. La nostra attenzione sarà massima per il resto della giornata, perché l’evento atmosferico è in corso e temiamo un peggioramento delle condizioni meteorologiche. Dunque- prosegue il presidente-, tutta la macchina della Protezione civile è attivata, così come la rete dei volontari e del primo soccorso. La richiesta ai cittadini è di prestare la massima attenzione, continuare a monitorare i canali dei Comuni e della Regione e di attenersi alle prescrizioni di sicurezza”.

Intanto, il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha firmato il decreto dello stato di mobilitazione straordinaria del Servizio nazionale di Protezione civile per la Regione Emilia Romagna. Il provvedimento, si spiega, si è reso necessario per fronteggiare la grave situazione di criticità determinatasi con l’ondata di maltempo, che sta creando condizioni di pericolo per l’incolumità delle persone e per la sicurezza dei beni pubblici e privati. È stata così accolta la richiesta avanzata dal presidente della Regione emiliano-romagnola, dopo la rapida istruttoria del Dipartimento nazionale dí Protezione civile.

Per meglio operare nella difficile situazione, lo stesso Dipartimento assicurerà il coordinamento dell’intervento del Servizio nazionale della Protezione civile e del volontariato organizzato di altre Regioni, a supporto delle strutture regionali dei territori colpiti e per fornire l’assistenza ed il soccorso alle popolazioni coinvolte.

Maltempo, in Toscana allerta rossa per i fiumi: "Massima prudenza". Arno sorvegliato speciale

Roma, 14 mar. (askanews) – La Sala operativa regionale della Toscana ha emesso una allerta rossa per rischio idraulico del reticolo principale, in particolare nelle province di Firenze, Prato, Pistoia e Pisa.

“Invito tutti i cittadini alla massima attenzione e prudenza. Ulteriore peggioramento in atto e fino al pomeriggio, con piogge intense e persistenti”, scrive il governatore Eugenio Giani su Facebook: “Tutto il sistema regionale di Protezione Civile della Toscana, soccorso ed emergenza sanitaria è in stato di massima allerta con interventi in corso. Avviato il montaggio dei panconcelli sui lungarni a Pisa. Lo scolmatore della Regione Toscana e le casse di espansione del bacino di Roffia sono pronti per essere aperti quando la portata dell’Arno raggiungerà la portata necessaria”.

L’allerta rossa è ufficialmente in vigore dalle ore 12 di oggi, ma la popolazione è invitata alla massima prudenza e a limitare i propri spostamenti fin da subito. Il sorvegliato speciale di queste ore è il fiume Arno. L’allerta di grado rosso riguarda il reticolo idraulico maggiore, ma è stata emanata anche allerta arancio per rischio idraulico del reticolo minore e temporali, e giallo per vento forte e mareggiate. Sono state attivate evacuazioni precauzionali in più parti della Regione.

Le precipitazioni proseguiranno anche nelle prossime ore, con un ulteriore peggioramento atteso in mattinata e nel pomeriggio, con piogge intense e persistenti lungo una linea che dalla provincia di Livorno si estenderà verso l’interno, interessando le province di Pistoia, Firenze, Prato, e in parte Arezzo.

Dopo le ore 18 le piogge si concentreranno soprattutto sul nord ovest e andranno a interessare Lunigiana, Garfagnana, Apuane. Attesa una pausa nella notte ma domani, sabato 15 marzo, almeno fino alle ore 12, sono previste ancora precipitazioni a carattere di rovescio, anche di forte intensità. Per un reale miglioramento occorre attendere le ore 18 di domani. Le Provincie di Grosseto. Siena e Arezzo saranno interessate marginalmente, ad eccezione del Pratomagno dove comunque sono attesi rovesci. Scirocco molto forte sulle aree collinari della costa, con raffiche anche oltre i 50 km/h.

Il sistema di Protezione civile sta presidiando i fiumi della Toscana. Dopo le precipitazioni, proseguite tutta la notte, in particolare sulla zona del Mugello, è stato attivato il servizio di piena. Si segnala che l’Arno è al primo livello di guardia da Bagno a Ripoli, Firenze, Lastra a Signa fino a Montelupo con portata nell’ordine di 1000 metri cubi al secondo agli Uffizi.

A Empoli, Fucecchio, Pontedera e Pisa è sotto il primo livello. Sieve al secondo livello a Dicomano, primo livello a Rufina. Ombrone Pistoiese a Poggio a Caiano al primo livello. Pesa a Turbone al primo livello. Bisenzio a San Piero a Ponti al primo livello. Lamone a Marradi al primo livello. Ema al primo livello a Grassina. Egola a Fornacino al primo livello. Cecina a Steccaia al primo livello. Era al primo livello a Capannoli Nelle prossime ore – si aggiunge – sono previste piogge sparse, soprattutto sulle zone interne. La linea temporalesca attiva sul Mar Ligure dovrebbe estendersi verso la costa centro-settentrionale. Ulteriore peggioramento atteso in mattinata e fino al pomeriggio, con piogge intense e persistenti lungo una linea che dalla provincia di Livorno si estenderà verso l’interno, interessando le province di Pistoia, Firenze, Prato, Arezzo.

Tv, gli 85 anni di Tom and Jerry, celebrazioni a tema nel mondo

Roma, 14 mar. (askanews) – Tom and Jerry – il leggendario duo formato da un gatto e un topo entrati nella storia della cultura pop mondiale – festeggiano il loro 85esimo anniversario: un successo globale all’insegna di birichinate e risate con l’amatissima coppia che, fin dal suo debutto nel 1940, ha deliziato il pubblico di tutto il mondo con la sua giocosa rivalità, conquistando un suo spazio nell’immaginario collettivo.

Usciti per la prima volta dai fogli da disegno alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale e all’ombra della Grande Depressione, Tom e Jerry sono nati dal desiderio di creare una serie di cartoni animati in grado di accendere l’immaginazione in un mondo annebbiato. La regia calorosa ed esigente di William Hanna e la finezza creativa e comica di Joseph Barbera dettero vita a una virtuosa collaborazione che avrebbe trovato eco nel duo spiritoso da loro creato. Le personalità distintive di Tom e Jerry e il loro rapporto unico hanno attraversato le generazioni, portando sugli schermi un mondo in cui il conflitto è naturale e la giustizia è universale: prima al cinema – dove i primi film arrivarono dal 1940, conquistando negli anni ben sette Oscar al Miglior cortometraggio d’animazione – e poi in tv, dove fecero il loro debutto negli anni ’60. La rivalità sana e giocosa tra i due protagonisti, rafforzata da gag a ritmo, espressioni facciali ricche di sfumature e geniali partiture musicali di artisti del calibro di Scott Bradley, hanno resistito al passare del tempo, fino ad arrivare ai giorni nostri, con le recenti produzioni tv, tra cui “Tom & Jerry Tales” (2006-2008) e “The Tom and Jerry Show” (2014-2021).

Per celebrare l’iconico duo, Warner Bros. Discovery dedica loro un intero anno di celebrazioni a livello globale con iniziative pensate per gli appassionati di tutte le età, che prevedono eventi ed esperienze e il lancio di nuovi prodotti tematizzati in collaborazione con prestigiosi brand.

In Italia saranno protagonisti dal 3 al 6 aprile a Romics, il Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games. Il Festival dedicherà il key visual dell’edizione primaverile proprio a Tom and Jerry che avranno un’area dedicata all’interno della manifestazione, nel Movie Village del Padiglione 5: qui i fan potranno trovare un’installazione a forma di torta di compleanno per scattare foto ricordo memorabili, ripercorrere la storia di questo incredibile duo con video ufficiali e immagini storiche, e una serie di opere inedite realizzate dagli studenti dello IED di Roma per celebrare l’anniversario.

Immancabile la presenza anche in tv di Tom and Jerry: su Cartoonito (canale 46 DTT) è on air da lunedì a venerdì dalle 13 lo stunt “A Pranzo con Tom and Jerry” che prevede le serie “Tom and Jerry a New York”, “The Tom and Jerry Show” e i corti “Hurry Up”, mentre il sabato mattina alle 8.30 fino ad aprile sono in rotazione i film; su Boomerang (Canale 609 di Sky) sono in onda tutti i giorni “The Tom and Jerry Show” e “Tom and Jerry a New York” dalle 6.00 alle 7.50, dalle 11.25 alle 12.35 e il pomeriggio alle 16.25. Inoltre, sull’app di Cartoonito sono presenti per tutto l’anno 12 nuovi giochi in esclusiva raccolti in una sezione dedicata.

Warner Bros. Discovery Global Consumer Products ha inoltre collaborato con vari brand, anche in Italia, per offrire agli appassionati una serie di prodotti ispirati a Tom and Jerry. Come Lego, Ovs e Intimissimi, Original Marines e LC23 che hanno lanciato collezioni e prodotti a tema.

Russia, Zacharova ancora contro Mattarella e l’Italia: "Non hanno nulla con cui difendersi"

Roma, 14 mar. (askanews) – L’Italia “attacca” perché “non ha nulla per difendersi”. L’ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, reagendo alla convocazione dell’ambasciatore russo a Roma da parte del ministero degli Esteri in seguito alle critiche della stessa Zakharova al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

In un’intervista alle Izvestija, Zalharova ha detto che la convocazione attirerebbe ancor di più l’attenzione sui problemi interni italiani. “Non hanno nulla con cui difendersi. E così hanno deciso di attaccare”, ha affermato Zakharova. “Ma – ha aggiunto – l’hanno fatto invano. (…) Hanno solo attirato maggiore attenzione sui loro stessi problemi”.

Russia, Zacharova ancora contro Mattarella e l’Italia: "Non hanno nulla con cui difendersi"

Roma, 14 mar. (askanews) – L’Italia “attacca” perché “non ha nulla per difendersi”. L’ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, reagendo alla convocazione dell’ambasciatore russo a Roma da parte del ministero degli Esteri in seguito alle critiche della stessa Zakharova al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

In un’intervista alle Izvestija, Zalharova ha detto che la convocazione attirerebbe ancor di più l’attenzione sui problemi interni italiani. “Non hanno nulla con cui difendersi. E così hanno deciso di attaccare”, ha affermato Zakharova. “Ma – ha aggiunto – l’hanno fatto invano. (…) Hanno solo attirato maggiore attenzione sui loro stessi problemi”.

Campi Flegrei, Musumeci: le case non saranno mai al sicuro al 100%. Paghiamo sottovalutazione dei rischi

Napoli, 14 mar. (askanews) – Nell’area dei Campi Flegrei l’Osservatorio Vesuviano, sede di Napoli dell’Ingv, ha rilevato complessivamente 44 episodi tellurici avvenuti nel corso dello sciame sismico, iniziato ieri all’1.25, con una scossa di terremoto di magnitudo 4.4, nove dei quali di magnitudo superiore a 1.0.

“Dobbiamo essere sinceri non si può giocare con parole: le case non saranno mai messe al sicuro 100 per cento, si può lavorare in qualche edificio per mitigare le conseguenze di una eventuale scossa violenta”, lo ha detto il ministro per la Protezione civile e del mare, Nello Musumeci, in collegamento con Skytg24 in merito alla zona dei Campi Flegrei. “Possiamo dire che da quando i 3 sindaci hanno segnalato la condizione di allarme al governo Meloni sono subito intervenuto e abbiamo predisposto una serie di provvedimenti che non avevano precedenti – ha spiegato – Da allora non ci siamo mai fermati con obiettivo di procedere a una prevenzione strutturale, in zona rossa, e a una prevenzione non strutturale, andare in scuole e case piazze, utilizzare i mezzi di comunicazione per spiegare cause ed effetti di bradisismo e rischio vulcanico e sismico”, ha aggiunto.

“Lo sciame sismico che persiste in maniera preoccupante da due anni, appena cessa come indica l’Ingv, noi dimentichiamo esercitazioni e prevenzione strutturale. E questo è successo nel corso dei decenni”, ha ricordato Musumeci, aggiungendo: “Abbiamo la necessità di capire come comportarci. Ecco perché le esercitazioni non hanno soddisfatto. Nella prima c’erano 100 persone, nella seconda un po’ di più e il clima da sagra paesana. Poi un migliaio”, ha detto ancora.

“La prevenzione, sia strutturale che non strutturale, andava fatta venti, 30, 40 anni fa. Non mi stancherò mai di dirlo. La mia non è polemica ma è l’amara verità. Stiamo pagando le conseguenze di un atteggiamento da parte di tutti, non faccio distinzioni. Che hanno sottovalutato i rischi di quell’area densamente abitata”, spiegato il ministro per la protezione civile, Nello Musumeci, nel corso del collegamento a Sky Tg24, in merito alla situazione di emergenza dei Campi Flegrei. “Il Governo non può fermare le scosse, non può impedire l’attività del vulcano. Ecco perché si ricorre al monitoraggio. Quella è la zona più monitorata al mondo. A cosa serve? A dirci, minuto dopo minuto, quale è il processo evolutivo delle scosse”, ha ricordato Musumeci, ribadendo: “Da quando i sindaci hanno segnalato l’allarme al Governo abbiamo predisposto dei provvedimenti senza precedenti. Non ci siamo fermati un attimo con l’obiettivo di ridurre i problemi strutturali”, ma “la prevenzione strutturale e non andare fatta 20, 30 o quaranta anni fa. Stiamo pagando chi ha sottovalutato sinora”.

“Spero che nelle prossime ore ognuno dei tre comuni interessati abbia un campo attrezzato per accogliere le persone”, ha detto Musumeci, aggiungendo: “Tra poco incontrerò il capo della Protezione civile perché voglio verificare con lui, il Prefetto, e con gli amministratori, il piano di evacuazione in caso di rischio vulcanico. Voglio avere la certezza, ma credo che questo sia una esigenza condivisa, che ogni cosa sia messa a punto. Perché non avremo più tempo se gli scienziati dovessero dirci che è imminente una attività eruttiva. In questo momento, come dice Ingv, non ci sono evidenze di immediate eruzioni ma per essere pronti bisogna immaginare lo scenario peggiore”.

Lagarde: con guerra commercio soffrono tutti, ma soprattutto Usa

Roma, 14 mar. (askanews) – Potrebbero ancora esserci margini di trattativa per evitare una vera e propria guerra commerciale tra Stati Uniti ed Europa. Ci sono ancora un paio di settimane prima che le rappresaglie decise dalla Commissione europea entrino in vigore, e in questa fase “solitamente si tratta”. Ma se non dessero frutti e si dovesse alla fine con questa guerra commerciale le conseguenze “saranno gravi per tutti, per il mondo e per i prezzi, ma per in particolare per gli Stati Uniti”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde in una intervista ad un programma radiofonico della BBC.

“Al momento tutti si stanno posizionando. Quando ci sta una posizione così forte e espressa da una parte, come quella (del presidente Usa Donald) Trump a quel punto è ovvio che anche gli altri, come Canada e Ue si riposizionano. Quello che sospetto è che nel frattempo e fino a quando non ci sarà l’azione, ci si può sedere e negoziare. Così capita solitamente”, ha rilevato.

Poi “se dovessimo andare a una vera guerra commerciale in cui il commercio internazionale viene danneggiato in maniera rilevante, ci sarebbero conseguenze gravi per il mondo e per i prezzi, ma in particolare negli Usa”. Secondo Lagarde la Commissione europea “non aveva scelta se non quella di reagire. Però sottolineo che hanno annunciato rappresaglie che scatteranno (solo) dal 1 aprile. Tra adesso, in cui viene annunciato, e il momento in cui viene attuato ci sta un lasso di tempo in cui potrebbero avvenire negoziati”.

Secondo Lagarde “le decisioni di Trump sono una causa di preoccupazioni e per noi di essere estremamente vigili, di monitorare e cercare di prevedere e anticipare quali saranno le conseguenze. Non solo le decisioni ma anche le indicazioni”, gli annunci “che ci sarà una decisione sta creando preoccupazioni”.

“Come economista e ora, come presidente della Bce – in realtà Lagarde ha una formazione da avvocato internazionale – non penso in termini di minacce, ma di conseguenze per l’economia e in particolare per l’Europa. In qualunque guerra commerciale, l’economia, chi prende l’iniziativa e chi vara rappresaglie: tutti soffriranno. Questa è una costante della storia del commercio”, ha detto.

Ucraina, l’inviato speciale Usa lascia Mosca con "il messaggio di Putin a Trump". C’è "cauto ottimismo"

Roma, 14 mar. (askanews) – L’inviato speciale Usa, Steve Witkoff, ha lasciato Mosca. Witkoff era arrivato ieri a Mosca e il presidente russo Vladimir Putin lo ha ricevuto nella tarda serata. Lo ha confermato oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, nel briefing con la stampa.

“Non è ancora stato concordato” quando ci sarà il colloquio telefonico tra il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo americano Donald Trump. Lo ha detto oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, precisando che la tempistica verrà decisa dopo che l’inviato speciale Usa, Steve Witkoff, avrà consegnato “il messaggio di Putin a Trump”.

“Entrambe le parti concordano sul fatto che questa conversazione sia necessaria”, ha rimarcato Peskov nel briefing con la stampa all’indomani dell’incontro di Putin con Witkoff. Nel corso del suo incontro con Putin, l’inviato Usa ha fornito “ulteriori informazioni” sui colloqui avuti dagli Stati Uniti con l’Ucraina per mettere fine al conflitto. Da parte sua, Putin ha trasmesso informazioni e inviato altri segnali a Trump tramite Witkoff, ha aggiunto Peskov, secondo cui “ci sono motivi per un cauto ottimismo riguardo all’accordo in Ucraina”.

Secondo Flightradar, dopo aver lasciato Mosca l’aereo di Witkoff è atterrato a Baku, in Azerbaigian.

Il presidente russo Vladimir Putin, intanto, ha avuto una conversazione telefonica con il principe ereditario e primo ministro saudita Mohammed bin Salman, nella quale è stata evidenziata l’importanza di una soluzione per la questione ucraina. Il leader saudita ha inoltre espresso la disponibilità ad aiutare a normalizzare le relazioni tra Russia e Stati Uniti. Lo ha reso noto oggi il Cremlino in una nota.

Putin ha “fortemente apprezzato gli sforzi di mediazione dell’Arabia saudita, ringraziandolo in particolare per aver creato le condizioni favorevoli per l’organizzazione dei colloqui tra rappresentanti di Russia e Stati uniti a Riyad il 18 febbraio”, ha spiegato il Cremlino. Mohammed bin Salman, dal canto suo, “ha evidenziato l’importanza di risolvere la crisi ucraina ed ha anche manifestato la volontà di continuare a contribuire in ogni modo possibile alla normalizzazione delle relazioni russo-americane”.

Tracey Emin a Palazzo Strozzi, l’arte come racconto della vita

Firenze, 14 mar. (askanews) – Tracey Emin un’artista che ha fatto del racconto senza filtri della propria vita una cifra stilistica, una vera e propria pratica, in qualche modo. Questa narrazione esplicita e non indulgente l’ha resa una star nel sistema dell’arte, ma non per questo sembra averne fatto un personaggio omologato. Palazzo Strozzi a Firenze le dedica ora la prima grande mostra in un’istituzione italiana, che non una retrospettiva ci tiene a precisare il direttore del museo Arturo Galansino, ma che comunque ruota, fin dal titolo, intorno a due dei grandi temi della sua ricerca: “Sex and Solitude”, il sesso e la solitudine.

“Quando ero pi giovane – ha spiegato Emin – il sesso era veramente importante: mi svegliava la mattina, mi faceva pensare, mi scatenava e innescava la mia vita. Ma ora che sono pi vecchia la solitudine, la solitudine mentale che diventa lo spazio per la creazione, a essere diventata una delle cose pi importanti per me”.

In mostra grandi dipinti e sculture che hanno dento tutta l’intensit del corpo, dei suoi fluidi, della sua primordialit. Ma hanno anche uno sguardo artistico che allontana il morboso, che espone questi corpi, spesso frammentari e isolati, a un occhio che li vede in tutti i loro aspetti, comprese le profonde fragilit. Accanto ai corpi, poi, e qui la mostra si fa ancora pi interessante, ci sono le parole, i testi che compaiono nei quadri e nelle installazioni al neon. Messaggi che sono spesso forti, a volte disperatamente intimi e commoventi, come nel caso della piccola tela che trasforma la parola “hurt” ossia fare del male in “heart”, cuore. E il messaggio che Tracey Emin vuole lanciare da Firenze anche un messaggio pi universale, che guarda al mestiere e al ruolo degli artisti nel nostro complesso presente.

“L’arte – ha aggiunto – non mai stata importante come oggi: quando gli uomini delle caverne disegnavano nelle loro grotte smettevano di uccidersi l’un l’altro. Se capiamo che come esseri umani possiamo creare qualcosa di bellissimo, che ha elementi spirituali, che ci parla di amore e ci parla del nostro essere fisico ed emotivo, allora probabilmente potremmo smettere di attaccarci e combatterci. semplice”.

Il racconto che Tracey Emin fa di se stessa molto diretto, la sua vita la sua arte. Ma chiaro che la forza dei suoi lavori, che negli spazi non facili di Palazzo Strozzi risuona con intensit, soprattutto nelle sale pi raccolte, deriva anche dal fatto che sono comunque opere d’arte e non sono solo “vita”. Qui c’ l’importanza di Emin, la sua rilevanza: nella capacit di essere realmente “vera” e al tempo stesso un’artista di valore, che conosce i propri strumenti e li usa per creare lavori difficili da dimenticare.

Nato, Munsch: Iannucci e Ristuccia esempi superba leadership Italia

Lago Patria (Napoli), 14 mar. (askanews) – (di Cristina Giuliano) “L’Italia ha fornito leader straordinari nel corso di tutta la storia della NATO, e i nostri due premiati oggi, il generale Iannucci e il generale Ristuccia, sono esempi di quella superba leadership che la nazione italiana fornisce alla NATO”. L’Ammiraglio Stuart B. Munsch, Comandante del Comando Interforze Alleato di Napoli (JFC Naples) e Comandante delle Forze Navali Statunitensi in Europa e Africa, ha conferito questa settimana la Legione al Merito (Usa) al Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci, Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI) e al Generale di Corpo d’Armata Angelo Michele Ristuccia, Comandante del Comando Forze Operative Sud (COMFOP Sud).

La Legion of Merit (LOM) è una onorificenza militare delle Forze Armate degli Stati Uniti che viene assegnata per la condotta di attività particolarmente meritorie nello svolgimento di servizi e risultati eccezionali. Lo spiega l’ammiraglio Munsch. “Questa è una giornata straordinaria, che riconosce non solo due importanti missioni all’interno della NATO, ma anche due leader straordinari che hanno guidato quelle missioni” ha dichiarato al microfono di askanews. “Una è la missione NATO in Iraq, dove svolgiamo una funzione non combattente per assistere le Forze armate irachene nel loro sviluppo. E l’altra è la KFOR, in Kosovo, dove aiutiamo a mantenere un ambiente sicuro e protetto e libertà di movimento per tutte le persone all’interno del Kosovo. Questo premio non viene assegnato molto frequentemente, e quindi riconosce la straordinaria prestazione sia del generale Iannucci che del generale Ristuccia” ha aggiunto.

L’impegno e l’obiettivo della pace possono essere perseguiti solo con una difesa forte. Abbiamo chiesto all’ammiraglio: in base alla sua profonda esperienza quale sarà il ruolo della NATO e di conseguenza l’impegno italiano richiesto in futuro nel perseguire tale obiettivo?

“La NATO – ha risposto l’ammiraglio – è un’alleanza puramente difensiva, ormai ha più di 75 anni. E ha mantenuto la pace all’interno del territorio della NATO fin dall’inizio. Lavoriamo tutti insieme per scoraggiare eventuali aggressioni e difenderci. Tutte le nazioni dovranno continuare a lavorare insieme, compresa l’Italia, per preservare quella pace e sicurezza. L’Italia ha fornito leader straordinari nel corso di tutta la storia della NATO, e i nostri due premiati oggi, il generale Iannucci e il generale Ristuccia, sono esempi di quella superba leadership che la nazione italiana fornisce alla NATO”.

Grande emozione e orgoglio da parte dei due alti ufficiali insigniti. “Vorrei esprimere la mia gratitudine all’ammiraglio Stuart B. Munsch (Comandante del Comando Interforze Alleato di Napoli JFC Naples e Comandante delle Forze Navali Statunitensi in Europa e Africa) e agli Stati Uniti, perché questo è, come ha ricordato lui stesso, un importante riconoscimento che gli Stati Uniti non danno a tutti, quindi mi sento orgoglioso, mi sento onorato a livello personale, ma soprattutto quale rappresentante delle nostre forze armate e della nostra difesa, ma anche quale comandante NATO. Io in qualche modo penso che questo sia un riconoscimento dato a me, certo, ma anche a tutto il personale delle 32 nazioni che mi hanno dato il personale in un momento non facile, in un paese non facile, ma grazie alle quali siamo riusciti a fare dei significativi passi avanti nell’integrazione e nelle relazioni tra la NATO e l’Iraq”, ha dichiarato Iannucci alla fine della cerimonia ad askanews.

Anche il generale Ristuccia si è detto “onorato di essere stato insignito di questo prestigioso simbolo, questa onorificenza”. E ha aggiunto: “Innanzitutto esprimo la mia gratitudine all’ammiraglio Munsch per avermi reputato degno di riceverla e soprattutto agli Stati Uniti. Sono orgoglioso di avere anche testimoniato questo forte legame che esiste tra l’Italia e gli Stati Uniti, di essere stato un tramite. Ma vorrei anche esprimere la mia gratitudine a tutti gli uomini e donne di KFOR, della NATO, che mi hanno supportato in questo incarico impegnativo. Un grazie ai miei superiori, alla mia nazione, alla mia linea gerarchica, non solo italiana, ma anche a quella NATO, in particolare appunto all’ammiraglio che non mi ha mai fatto sentire solo, neppure durante i momenti più impegnativi dell’attività”.

Difesa Ue, Boccia: nel Pd dobbiamo arrivare a una ricomposizione

Roma, 14 mar. (askanews) – “Siamo un grande partito, la delegazione più numerosa nel Pse: di fronte alla crisi che sta investendo il mondo, dobbiamo fare delle scelte, il confronto è normale. La nostra forza è il pluralismo, tenere insieme diverse sensibilità politiche. A Strasburgo Zingaretti ha lavorato per una posizione comune, ma ci sono state valutazioni differenti sul voto finale e sul RearmEu, su cui manteniamo un giudizio negativo. Ora, dopo un necessario chiarimento, dobbiamo arrivare a una ricomposizione perché ci aspettano passaggi cruciali”. Lo dice il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia, in una intervista a Repubblica.

“Molte e trasversali sono le critiche al piano di riarmo – continua Boccia – e bene abbiamo fatto ad esigere e ottenere una serie di cambiamenti al testo della risoluzione. Il Pd è unito nel volere un’Europa che sia soggetto politico vero, con una politica estera e di difesa comune. Siamo con l’Ucraina aggredita da Putin. Abbiamo chiesto il riconoscimento dello Stato di Palestina, e potrei continuare. Tutte scelte chiare che indicano un profilo identitario costruito su impulso della segretaria, così come combattiamo il sovranismo e i dazi di Trump. Sui fondamenti siamo tutti d’accordo”.

A giudizio di Boccia “difendere acriticamente il RearmEu non significa volere la difesa comune, ma solo riarmare gli stati nazionali. Il nostro obiettivo è costruire un’alternativa alle destre nazionaliste che in Italia sono al governo ormai da metà legislatura. È chiaro che a Bruxelles il gruppo si è diviso – sottolinea il senatore dem – creando un evidente problema politico. Non abbiamo intenzione di nascondere la polvere sotto il tappeto. Adesso auspico che tutti vogliano lavorare per ritrovare l’unità: il nostro obiettivo è lottare contro la destra, quella sì spaccata”.

“AI Impact”: persone e tecnologie per le grandi sfide contemporanee

Roma, 13 mar. (askanews) – Siamo all’alba della quarta rivoluzione industriale: dopo l’et dei dati e della rete internet di massa, il mondo si prepara a cambiare nel segno dell’Intelligenza Artificiale. Non ci sar lavoro o campo dell’attivit umana che l’AI non rivolter da cima a fondo.

Di tutto questo e altro ancora parla “AI Impact: La cooperazione persone-tecnologie per le grandi sfide contemporanee”, il nuovo libro di Paolo Cellini, docente di Economia Digitale della Luiss Guido Carli, e Maximo Ibarra, Ceo di Engineering. Alla presentazione intervenuto anche il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta.

La diffusione dell’AI avr un impatto rivoluzionario su economia, societ e imprese, creando un mercato di dimensioni enormi. I settori bancario, high-tech e scientifico saranno tra i pi influenzati, con applicazioni che trasformeranno il marketing, la ricerca e lo sviluppo, e il rapporto con i clienti. Maximo Ibarra, CEO Engineering: “Il libro non ha come obbiettivo riportare le ultimissime novit in fatto di IA ma di parlare dei suoi impatti che noi abbiamo chiamato “planetari” che riguardano il nostro pianeta ma anche gli esseri umani”.

Si calcola che entro il 2030 ogni dispositivo connesso a Internet – smartphone, occhiali, computer, orologi – avr funzionalit AI integrate. Si tratta di ripensare l’idea stessa di essere umano, sempre pi in simbiosi con la tecnologia, nell’ottica della collaborazione.

“Una collaborazione che non pensa all’essere umano come a un produttore di bene e servizi ma come un supervisore di quello che l’intelligenza artificiale far; si parla di agenti di AI che svolgeranno il lavoro sotto la supervisione di essere umani, e questo sar il vero cambiamento. Le competenze di cui avremo bisogno saranno molto diverse a quelle a cui pensiamo adesso”, ha aggiunto Ibarra.

Competenze che richiederanno un continuo apprendimento. Gli studenti oggi usano gli strumenti dell’intelligenza artificiale ma oltre la met di loro teme di non essere in grado di padroneggiarli; per questo la LUISS ha innovato profondamente la didattica.

Paolo Boccardelli, Rettore LUISS: “L’universit ha deciso di investire in nuovi percorsi di formazione nominando un prorettore all’Intelligenza artificiale. Abbiamo introdotto un Certificato di competenza nell’utilizzo dell’AI , obbligatorio per gli studenti magistrali, che va direttamente nel loro profilo LinkedIn attraverso una tecnologia blockchain. Questa rivoluzione non si fermer, nostro dovere fare in modo che sia una opportunit piuttosto che una minaccia”.

Gli autori del libro hanno dialogato con Carlo Ratti, Director del MIT Senseable City Lab e Co-Founder di CRA; Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Cdp Venture Capital; e Marco Trombetti, Co-fondatore di Translated. Il dibattito ha visto anche il contributo, con un video messaggio, di Vint Cerf, Chief Internet Evangelist di Google, informatico statunitense considerato uno dei padri fondatori di Internet.

In un contesto di incertezza radicale, ma anche di enorme opportunit, “AI Impact” fornisce una preziosa bussola per interpretare e affrontare le nuove sfide di un mondo in continua trasformazione. Dalle crisi climatiche alle pandemie globali, dalla sicurezza informatica alla disuguaglianza economica, l’IA sar uno strumento imprescindibile e necessario. La parola d’ordine “democratizzazione”: mentre la rete ha impiegato 30 anni per raggiungere 5 miliardi di utenti, l’AI potrebbe arrivare a 4 miliardi di utenti in soli 5 anni grazie agli “AI Phones”, dispositivi che renderanno l’Intelligenza Artificiale accessibile e facile da usare. Per affrontare queste sfide, sar per indispensabile tenere sempre viva la collaborazione tra l’uomo e la macchina, mettendo l’essere umano al centro dell’evoluzione tecnologica: in questo momento cruciale, la vera sfida non solo quella di comprendere il cambiamento, ma di trasformare l’Intelligenza Artificiale in un prezioso alleato nella costruzione di un futuro pi equo e sostenibile.

Fondazione Beyeler, i sogni surrealisti illuminati da Max Ernst

Basilea, 14 mar. (askanews) – Al centro di tutto ci sono le sale dedicate a Max Ernst, con una serie importantissima di dipinti e tutta la sensazione di un mistero che prossimo e insondabile allo stesso tempo. Opere che, dentro di noi, abbiamo gi visto, anche se le stiamo guardando per la prima volta. La Fondation Beyeler di Basilea uno dei grandi musei d’Europa, sia per la splendida architettura di Renzo Piano sia per la capacit di affrontare ogni tema con progetti espositivi che sono ricchi e colti. Non fa eccezione la mostra “La chiave dei sogni”, che per la prima volta presenta al pubblico le opere surrealiste della Collection Hersaint. Una raccolta che comprende, oltre a Ernst, anche dei Magritte decisivi, Picasso, ma ancora di pi dei Dorothea Tanning e pure Henri Rousseau e Wilfredo Lam. Il tutto nella luce, comunque sorprendente, anche nei giorni grigi, del museo svizzero.

La mostra punta, ovviamente, sul tema onirico cos caro ai surrealisti, ma con naturalezza si spinge oltre, si muove come si muove una collezione, ossia seguendo percorsi che sono culturali, ma anche personali e, per cos dire, segreti. Per poi esplodere in tutta la sua chiarezza narrativa nelle sale finali che ospitano una serie di stupefacenti Giacometti, sculture che, realmente, attraversano lo spazio come in una visione, quella s, che potrebbe essere nata da un sogno. E accanto a queste sculture una serie di dipinti di Balthus, che nel suo mistero ambiguo diventano un’altra forma del modo in cui l’arte ci permette di essere e non essere in uno spazio che potremmo anche chiamare semplicemente il mondo. Reale o sognato non fa differenza alla fine.

Difesa Ue, Romeo: qualcuno vuole risanare economia a spese nostre

Roma, 14 mar. (askanews) – “Sui grandi temi della politica internazionale ci possono essere anche delle visioni e delle sensibilità un po’ differenti all’interno dei vari schieramenti, sono tematiche che attraversano anche un aspetto etico, non sono così sorpreso e in ogni caso la posizione della Lega è molto coerente: noi diciamo no a questo piano di riarmo così come è stato congegnato da Ursula von der Leyen, figlio dell’improvvisazione, sullo sfondo di minacce che sono del tutto irrealistiche, senza regole di ingaggio e – cosa fondamentale -senza capire bene chi paga il conto, con il rischio di pesanti ricadute sulla spesa sociale”. È questa la lettura di Massimiliano Romeo, presidente dei senatori della Lega, in una intervista al quotidiano L’Identità, sul tema della divisione della maggioranza di centrodestra nel voto a Strasburgo sul piano di riarmo europeo.

Secondo il capogruppo leghista a palazzo Madama, “il rischio è che dietro questa presunta emergenza vi sia l’esigenza di qualche paese di risanare la propria economia a spese nostre. Questione differente invece è la nostra necessità di potenziare la sicurezza interna e la difesa delle frontiere esterne, potenziare il pilastro europeo sotto l’ombrello della Nato con un’attenzione molto importante al fianco sud”.

Romeo rivendica la coerenza del suo partito sul tema della guerra in Ucraina: “Sono ormai due anni – afferma – dall’inizio del conflitto che la Lega sostiene con convinzione la necessità di trovare una soluzione diplomatica, ci vorrà sicuramente del tempo ma il tentativo degli Stati Uniti sta andando nella giusta direzione anche perché un accordo di pace, oltre che fondamentale per evitare ulteriori morti, soldati e civili, è quantomai necessario per la stabilità economica”.

Difesa Ue, Conte: Schlein? Spero che riesca a compattare il Pd

Roma, 14 mar. (askanews) – “Il piano da 800 miliardi di von der Leyen è una follia, nessuna persona ragionevole dilapiderebbe, peraltro senza un vero progetto organico, una montagna di miliardi per avere più armi, mentre gli italiani sono alle prese con l’aumento delle bollette e del carrello della spesa e con una sanità al collasso. Eppure Meloni ha firmato questo disastro sulla pelle dei cittadini. Per questo il 5 aprile scenderemo in piazza a Roma per dire basta, fermiamo questo governo”. Con queste parole il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, ribadisce in una intervista al quotidiano Avvenire il suo no al piano ReArm Europe.

Alla domanda se su questo tema si possa allargare la forbice con il potenziale alleato-chiave del centrosinistra, il Pd, l’ex premier replica: “La nostra posizione è sempre stata chiara, nella campagna elettorale per le elezioni europee prendemmo un impegno con i nostri elettori e lo abbiamo rispettato: dicevamo che avremmo portato a Bruxelles dei ‘costruttori di pace’ e così è stato. Naturalmente ho apprezzato la presa di posizione personale di Schlein contro il piano di riarmo e dispiace che poi questa a Strasburgo si sia tradotta in una astensione, ma il mio auspicio è che la segretaria riesca a compattare tutto il Pd su questa sua contrarietà al piano”.

Difesa Ue, Bonaccini: ora confronto nel Pd ma no a conta interna

Roma, 14 mar. (askanews) – Dopo la spaccatura del gruppo del Pd nel voto all’Europarlamento sul piano di riarmo europeo, nel partito serve aprire “un confronto intelligente e responsabile, né muscolare né tanto più di conta interna. Serve la volontà e la capacità di ascoltarsi e di costruire sintesi”. Lo dice, intervistato dal Corriere della sera, Stefano Bonaccini, eurodeputato, presidente de Partito democratico e punto di riferimento dell’area che a Strasburgo ha votato a favore della risoluzione invece di astenersi secondo le indicazioni della segretaria Elly Schlein. “Il mondo è in subbuglio, le opinioni pubbliche sono smarrite e impaurite, abbondano le offerte populiste e le scorciatoie sovraniste, anche antidemocratiche. Mandare per aria anche il Pd – afferma – non mi sembra un gran contributo alla causa dell’europeismo, del progressismo e del campo democratico”.

Bonaccini tuttavia prende le distanze dall’ex capogruppo al Senato dei democratici, Luigi Zanda, che, intervistato da Lilli Gruber su La7, ha sostenuto che la decisione di astenersi all’Europarlamento dimostra che Elly Schlein non può essere la candidata premier. “È un giudizio personale, che non condivido, più che un contributo politico alla sintesi. A me pare – commenta l’ex presidente dell’Emilia Romagna – che oggi il nostro compito, più che dare pagelle, sia quello di incalzare il governo della destra a non isolare l’Italia dall’Europa e la Commissione europea a rafforzare la difesa comune, anziché assecondare spinte sovraniste e schizofreniche”.

Difesa Ue, Picierno: Schlein non è in discussione ma faccia sintesi

Roma, 14 mar. (askanews) – “Quello sulla difesa Ue è stato un voto cruciale, fondativo per l’Europa che verrà. È come se il Pd avesse deciso di astenersi su Schengen, o sull’introduzione dell’euro: impensabile”. Intervistata dal Giornale, la vicepresidente del Parlamento europeo ribadisce le ragioni di quella metà della delegazione del Partito democratico che ha votato a favore di ReArm Eu e contro le indicazioni del partito: il Pd, afferma, è finito su un “binario sbagliato”.

“Noi dem europei – rivendica – abbiamo discusso e lavorato insieme, e con il Pse, per migliorare il testo, ottenendo risultati importanti. Poi da Roma è arrivata la doccia fredda, con la decisione di astenersi. È il dialogo con il Nazareno che è mancato, ed è singolare che si sia deciso lì come votare, scavalcando le posizioni nel gruppo. Così alla fine sono emerse due linee, di peso equivalente”.

Secondo Picierno “il voto non mette in discussione Elly Schlein, che ha vinto il congresso. Faccia la segretaria, ma ricordi che il compito di un leader è fare sintesi: questa spaccatura segnala che nel Pd c’èun’anima riformista ed europeista forte, che non si può ignorare e annichilire, scambiando i propri desideri per la realtà”. Inoltre, “la decisione di non votare la risoluzione ha creato un problema assai serio: per questo, con molti altri colleghi, abbiamo deciso di votare sì. Per evitare che il Pd si staccasse dal Pse e smentisse la sua vocazione europeista. Se la risoluzione non fosse passata, avremmo messo una pietra tombale sulla difesa comune europea. C’è stata una frattura interna profonda, su una scelta fondamentale per la nostra collocazione europea, e ora – conclude Picierno – bisogna rifletterci e cercare di raddrizzare la rotta”.

ReArm o non ReArm, questo è il dilemma

In Parlamento europeo, l’altro giorno , gli occhi erano puntati sulle due risoluzioni, una sul rinnovato sostegno all’Ucraina e l’altra sul Libro bianco della Difesa Ue in cui si promuoveva il ReArm EU. Vero è che, come richiesto da Ursula von De Gasperi (ha aperto l’intervento in Plenaria citando lo statista trentino e la necessità di un sistema comune di difesa), l’Eurocamera sarà esentata dal votare la proposta legislativa, che sarà invece esaminata dal Consiglio. Ed in questo, ha ragione Manfred Weber, Presidente e capogruppo PPE. Bypassare l’unica istituzione eletta direttamente dai cittadini è un errore: un voto avrebbe dato ulteriore credibilità al piano e maggior forza comunicativa verso i cittadini. A volte, la fretta porta a forzature non necessarie.

Ma ai cittadini (e ai veri democristiani) interessa la sostanza. Come saranno spesi questi 800 miliardi di euro in 4 anni? Si tratta di due diverse linee di spesa. La prima è costituita da 150 miliardi di prestiti garantiti da Bruxelles per gli investimenti degli Stati membri nel settore della difesa. La seconda, da 650 miliardi, potrebbe essere definita teorica: in sostanza, i Governi possono spendere fino all’1.5% del Pil in più in difesa senza che queste vengano conteggiate nel Patto di Stabilità e crescita (quindi fuori dal tetto del 3% di sforamento nel rapporto deficit/Pil). Insomma, non sono soldi in uscita da subito, non serve debito comune (mentre il Parlamento europeo lo ha, invece, chiesto nella risoluzione invitando ad usare ai fondi non spesi del Next Generation EU – i cosiddetti “coronabond” – per finanziare i 150 miliardi di prestiti). In questo senso, hanno ragione i Popolari: bene, ma è solo un primo passo, serve uno sforzo maggiore.

Non per questo, tuttavia, va dato credito alla narrativa dei socialisti e democratici italiani. Il Pd è uscito a pezzi dal voto: diviso al suo interno e isolato nella famiglia socialista europea. D’altra parte, tra i socialisti europei troviamo – non in Italia, ça va sans dire– autorevoli esponenti come il premier spagnolo o il laburista Starmer. Sarà per la necessità di correre dietro all’ex premier Conte, sarà per l’incapacità di essere forza di governo, ma il dibattito tutto interno alla sinistra italiana degli ultimi giorni sembra uscito da una tesi di laurea intitolata “Come rinunciare alla politica”. Pur non passando in Parlamento, il testo va approvato dal Consiglio e, prima, ci sono una miriade di riunioni preparatorie. In quella sede. Insomma, il testo si può emendare, con rilievi o proposte migliorative. E stupisce che questa rinuncia alla politica venga da una forza come il Partito democratico italiano, che ha governato spesso negli ultimi 20 anni. Il capolavoro di isolamento ha pochi precedenti. Sembra essere tornati 50 anni indietro, quando i comunisti erano contrari all’Unione europea perché il loro orizzonte era l’Internazionale socialista.

Intendiamoci. Il piano non è perfetto. Si potrebbero, proporre correttivi intelligenti, come vincolare una percentuale alla ricerca e sviluppo. In effetti, la ricerca in ambito militare è la radice di tanti prodotti di uso quotidiano, dal GPS alle macchine fotografiche digitali dal nastro adesivo, ai forni a microonde alla gomma sintetica, fino a internet. Si potrebbe dedicare dei fondi a progetti pilota anche nella sanità (valga per tutti l’esempio delle banche del sangue).

Rinunciare “a prescindere” è una scelta legittima che denota però scarsa cultura di governo. Scegliere di guardare l’orticello sempre più arido del “campo largo” italiano e non lo scenario europeo e mondiale è scelta legittima ma scriteriata, dannosa e provinciale. La politica è un’altra cosa e, in tempi così duri, andrebbe lasciata a chi ha senso di responsabilità e cervello.

L’Europa prepara la difesa perché teme la minaccia russa

Alcuni anni fa un articolo di Time – “Wanted people Renaissance” – descriveva un’America che guardava alla storia e alla cultura dell’Europa: l’avvento dirompente della tecnologia negli stili di vita e nel modo di pensare suggeriva una riscoperta delle radici profonde della civiltà ereditata dal vecchio continente che Umanesimo e Rinascimento avevano ben rappresentato esprimendo valori universali.

Quanto sia cambiata questa consonanza ideale di una parte dell’America lo si può riscontrare dalle parole e dalle azioni dell’establishment che da un paio di mesi la rappresenta. Il paventato abbandono dell’alleanza atlantica e la sottostima degli organismi internazionali di cui gli USA hanno fatto parte come simbolo di appartenenza ai consessi delle democrazie occidentali sono accompagnati dalla marginalizzazione e dal disprezzo (‘l’Europa ci ha truffati’), sentimenti di rancore e distacco mai ascoltati dal dopoguerra ai giorni nostri.

Il trattamento riservato all’Europa fa il paio con il disimpegno americano – un vanto personale di Trump –    nei confronti dell’Ucraina: è una faccenda che riguarda l’U.E., per questo il sostegno militare e soprattutto il servizio di intelligence sono stati ritirati con una sovraesposizione drammatica e immediata di Kyiv e del suo esercito, continuamente e ininterrottamente sottoposti a bombardamenti di missili e droni diventati di colpo inintercettabili: ciò accade unilateralmente da oltre tre anni perché la Russia non ha mai smesso di attaccare, disponibile – a parole – a spiragli di trattativa rigorosamente alle proprie condizioni.

Il bilaterale Usa-Ucraina a Gedda si è svolto in un clima di timido ottimismo, ma la proposta di tregua è stata accolta con ambiguità da Putin. Washington ha riaperto l’ombrello militare a favore di Kyiv anche se Trump sembra nell’immediato più preoccupato a stringere i tempi sull’acquisizione delle “terre rare”. Ciò per compensare gli aiuti in armi e munizioni elargiti dal suo predecessore Biden, oltre che a dispensare dazi e misure commerciali restrittive, rivendicando l’aggregazione del Canada e della Groenlandia (dove le elezioni hanno premiato la destra e i nazionalisti-indipendentisti).

Si aggiunga la scure incombente minacciata da Musk che ha ventilato l’ipotesi di ‘staccare’ Starlink lasciando isolato e perdente il Paese aggredito e stremato (‘senza Starlink crolla il fronte’, anche se poi questa minaccia pare sia stata revocata).

Nonostante ciò, c’è chi auspica di cedere proprio a X e Starlink le nostre reti satellitari. Circola sul web il video di un intervento al Parlamento francese del Senatore Claude Malhuret che sostiene apertamente, pur senza farne menzione, la linea di Macron: un attacco inusitato che nelle Camere italiane non si è finora ascoltato. ‘Trump è un Nerone incendiario circondato da cortigiani sottomessi e da un buffone sotto ketamina’: si tratta dello stesso consigliere e coordinatore della politica di governo di Washington che qualcuno ha definito un genio, tanto che – per dimostrarlo – pare abbia chiesto di incontrare Mattarella. Dopo il tranello della messinscena mediatica alla Casa Bianca, Trump continua a battere il chiodo di uno Zelensky “che non ha le carte”: un linguaggio da gioco d’azzardo che è strategia condivisa dall’oligarchia tecnocratica e negazionista e dai vari think tank conservatori e ultranazionalisti che sostengono il Presidente USA.

Parole mai dette, stile aggressivo e spietato, cinismo eloquente che non tiene conto da un lato della radicata amicizia tra Stati Uniti ed Europa e dall’altro dell’evidenza palese che il filoputinismo dimentica: l’Ucraina è un Paese aggredito, la Russia un Paese aggressore. Il disegno di una nuova Yalta a matrice tripolare è fin troppo evidente: con Mosca e Pechino ci si spartirà il mondo, le autocrazie divoreranno le democrazie fino ad annientare la loro sfera di influenza.

‘Dite una preghiera’ in nome della pace, scriveva in un editoriale Michele Serra che ora porterà in piazza una moltitudine multicolore comprendente aspiranti pacifisti, difensori dell’Europa e monsignori di Voltaire: ci saranno infatti anche coloro che stanno predicando il disarmo e il disimpegno, in nome della coesione sociale e delle bollette.

L’iniziativa è lodevole e concede visibilità purchè non finisca nel solito, mesto sventolio di bandiere.

La politica si divide infatti sul piano di difesa e riarmo (si può dire questa parola?) ipotizzato da Ursula Von der Leyen. Bisogna tuttavia tener conto che, vinta la guerra in Ucraina e smembrato quel Paese, Putin non si fermerà: Moldavia, Romania e Paesi Baltici sono già sotto mira. Ma intanto insieme alla carneficina che ha tinto di rosso sangue questi tre anni di massacro dell’Ucraina si profila un disimpegno USA verso l’Occidente, in nome dell’America first, accompagnato dai satelliti e dall’intelligenza artificiale: il pericolo di una scomparsa dell’Europa (che sogna un allargamento dai 27 ai 37 Stati membri) è reale sotto l’egida del ‘virtuale’ che solidarizza con il megafono stonato della propaganda filoputiniana.

Una strategia tutta da intuire in nome della ‘realtà aumentata’, che potrebbe mettere in mano ai tecnocrati e ai despoti la nostra millenaria civiltà.

Ma la Schlein è una leader di governo?

Conosciamo l’obiezione. Ma nella maggioranza di governo c’è Salvini. Giusto, c’è Salvini che conferma tutta la sua plateale inadeguatezza nel saper declinare una vera e credibile cultura di governo. Detto e riconosciuto ciò, è innegabile che l’attuale sinistra, a trazione Schlein, conferma la sua radicale distanza da ogni seppur minima cultura di governo. E questo non solo perché la segretaria del principale partito della sinistra italiana ha trasformato il soggetto politico che dirige in una permanente assemblea studentesca, ma per la semplice ragione che sino ad oggi l’unico cemento ideologico unificante che ha saputo costruire con gli altri protagonisti di quel campo politico è sempre e solo rappresentato “dall’antifascismo”. Che resta indubbiamente un nobile e lodevole obiettivo ma ad una condizione: e cioè, che esista realmente il rischio del ritorno del fascismo. Perché altrimenti rischia di trasformarsi in una perenne barzelletta utile per chi ama la storia dell’inizio dello scorso millennio ma poco funzionale alle dinamiche della società contemporanea.

Ora, al di là del fascismo, della dittatura imminente e del regime illiberale alle porte e simili amenità, si tratta di capire come l’attuale numero uno della sinistra italiana intenda costruire un vero e credibile progetto di governo, frutto e conseguenza di una altrettanto vera e credibile cultura di governo. E soprattutto dopo l’isolamento politico in cui ha precipitato il suo partito con il voto in Europa sulla “difesa comune europea”. Isolata politicamente ma isolata anche rispetto ai suoi compagni del Pse. Ed è proprio su questo versante che si inserisce a pieno titolo il capitolo del profilo politico di una coalizione di sinistra guidata – almeno sino ad oggi – dal suo partito principale, cioè il Pd, e quindi dalla leadership di quel soggetto politico. Perché, d’ora in poi e forse mai come adesso, le coalizioni nazionali saranno nient’altro che la proiezione del progetto che si avrà sul versante europeo. Detto con parole più semplici, sarà la politica estera lo spartiacque decisivo per la costruzione delle alleanze politiche e di governo, auspicabilmente. E se questo sarà il perno centrale delle future coalizioni, è di tutta evidenza che le forze politiche dichiaratamente europeiste, riformiste e di governo non potranno registrare grandi punti di convergenza politica e programmatica con forze e movimenti fintamente se non addirittura ipocritamente europeiste, populiste o vagamente antagoniste.

Per queste ragioni il profilo e la proposta politica della segretaria del Pd, Elly Schlein, visto anche la sua concreta posizione su come rilanciare la vocazione e il progetto europeista in aperto contrasto con tutti gli altri partiti socialisti europei, difficilmente potranno essere compatibili con una strategia di governo. Soprattutto se alleato con partiti populisti come i 5 Stelle ed estremisti come il soggetto politico del trio Fratoianni/Bonelli/Salis. Ma, forse, è proprio questa riflessione che ci porta a dire che le future alleanze e coalizioni saranno diverse rispetto a quelle che si sono presentate di fronte al corpo elettorale nel settembre del 2022. Non prendere atto di questo sarebbe da irresponsabili e anche politicamente miope.

Fede e politica, una sovrapposizione da evitare

Foto di Couleur da Pixabay
Foto di Couleur da Pixabay

L’8 marzo manifestanti dell’Associazione “Non una di meno” hanno mostrato uno stendardo raffigurante la Madonna che ha tra le mani, anziché il Sacro Cuore di Gesù, una pillola abortiva con sotto la scritta “aborto libero”.

Per non farsi mancare nulla, alcune di esse hanno anche marciato seni al vento forse perché è in quelle carni che hanno un miglior radar per orientare il cammino. Sarà perché il miglior senno a conforto delle battaglie per l’emancipazione della donna è per alcune di esse nel loro busto e non altrove.

Hanno sfilato giustamente protestando contro le barriere frapposte alla loro tutela e libertà. Con quelle modalità espressive hanno anche sfilato la speranza che possano legittimarsi come un riferimento a cui ispirarsi per quanto ancora da fare a vantaggio del pianeta donna.

Hanno proteso lo scandalo consapevolmente o inconsapevolmente, non si saprebbe dire se meglio o peggio, in un caso o nell’altro. Forse chi ha partorito quell’idea ha bisogno di una protesi intellettive che ne sostenga di migliori.

Hanno attestato pubblicamente anche la smania di andare fuori margine, testimoni di come non si abbia avuto testa nel programmare slogan ed altre rappresentazioni a corredo del corteo. O peggio si sia posta la testa sul cippo dell’inaudito, condannandosi all’ascolto ed al pari dissenso.

Dunque, hanno ostentato uno stendardo osceno e ci sarebbe da stendere un velo pietoso su un fatto che invece non va sottaciuto o passivamente tollerato.

C’è un mondo di rattristati che rifiutano di stare al passo con queste imprese e che stanno vivendo un momento di dolorosa passione che non ha nulla a che vedere con sentimenti di istintivo entusiasmo.

Nell’occasione quelle donne non sembra si siano munite di pillole di saggezza per come condursi, forse sapendo della dormienza della giustizia su questi episodi. Sarebbe interessante uno studio statistico di condanne e assoluzioni su temi del vilipendio della religione. Talvolta la scure della legge cade in uno stato di singolare dormizione.

Non sono però soltanto certe femministe a tirar fuori dal cilindro il “sacro” per far parlare di loro e mettersi in mostra od anche alla berlina.  Anche la politica utilizza talvolta spiritualità e religione per una più efficace comunicazione della propria identità.

Salvini ha baciato il rosario nel corso di una assemblea commentando come la Madonna “ci porterà alla vittoria”. Per intenderci: siamo all’opposto della blasfemia e davanti ad un auspicio ed a una confessione di fede che non ha nulla di insulto.

Si potrebbe comunque discutere sull’opportunità del gesto. La fede, più che renderla pubblica in un meeting di partito, sarebbe forse preferibile viverla intimamente, testimoniarla con la sobrietà di uno stile che non ha bisogno di mettersi in bella vista.

La fede cristiana non andrebbe esibita e non dovrebbe fare audiance. Serve piuttosto a cambiare in meglio il cuore degli uomini, che devono perennemente rammentare come la vittoria vera sia la conquista del Paradiso e non altro.

Rubio, il Segretario di Stato USA, il giorno di Mercoledì delle Ceneri si è di recente impresso sulla fronte una croce nel corso di una intervista a Fox TV. Può darsi che sia stata una “furbata” per attrarre il plauso del mondo cattolico o il sincero desiderio di rappresentare il proprio stato d’animo in quel giorno speciale.

In ogni caso ci si aspetterebbe poi coerenza di comportamenti ed una cultura di accoglimento e di comprensione del prossimo, una pratica che non è parsa all’opera nel tumultuoso incontro con Zelensky alla Casa Bianca.

“Dio è con noi” corre il rischio, pur non volendo, di richiamare passate adozioni da evitare in ogni modo. “Diamo a Cesare quel che è di Cesare ed a Dio quel che è di Dio” è la lezione per tutti da tenere a mente, senza rischiare di confondere i piani. Imparare dalla storia e, ad esempio, dalla Democrazia Cristiana per sapere come si fa.

Fondazione Beyeler, i sogni surrealisti illuminati da Max Ernst

Basilea, 14 mar. (askanews) – Al centro di tutto ci sono le sale dedicate a Max Ernst, con una serie importantissima di dipinti e tutta la sensazione di un mistero che è prossimo e insondabile allo stesso tempo. Opere che, dentro di noi, abbiamo già visto, anche se le stiamo guardando per la prima volta. La Fondation Beyeler di Basilea è uno dei grandi musei d’Europa, sia per la splendida architettura di Renzo Piano sia per la capacità di affrontare ogni tema con progetti espositivi che sono ricchi e colti. Non fa eccezione la mostra “La chiave dei sogni”, che per la prima volta presenta al pubblico le opere surrealiste della Collection Hersaint. Una raccolta che comprende, oltre a Ernst, anche dei Magritte decisivi, Picasso, ma ancora di più dei Dorothea Tanning e pure Henri Rosseau e Wilfredo Lam. Il tutto nella luce, comunque sorprendente, anche nei giorni grigi, del museo svizzero.

La mostra punta, ovviamente, sul tema onirico così caro ai surrealisti, ma con naturalezza si spinge oltre, si muove come si muove una collezione, ossia seguendo percorsi che sono culturali, ma anche personali e, per così dire, segreti. Per poi esplodere in tutta la sua chiarezza narrativa nelle sale finali che ospitano una serie di stupefacenti Giacometti, sculture che, realmente, attraversano lo spazio come in una visione, quella sì, che potrebbe essere nata da un sogno. E accanto a queste sculture una serie di dipinti di Balthus, che nel suo mistero ambiguo diventano un’altra forma del modo in cui l’arte ci permette di essere e non essere in uno spazio che potremmo anche chiamare semplicemente il mondo. Reale o sognato non fa differenza alla fine.

Tracey Emin a Palazzo Strozzi, l’arte come racconto della vita

Firenze, 14 mar. (askanews) – Tracey Emin è un’artista che ha fatto del racconto senza filtri della propria vita una cifra stilistica, una vera e propria pratica, in qualche modo. Questa narrazione esplicita e non indulgente l’ha resa una star nel sistema dell’arte, ma non per questo sembra averne fatto un personaggio omologato. Palazzo Strozzi a Firenze le dedica ora la prima grande mostra in un’istituzione italiana, che non è una retrospettiva ci tiene a precisare il direttore del museo Arturo Galansino, ma che comunque ruota, fin dal titolo, intorno a due dei grandi temi della sua ricerca: “Sex and solitude”, il sesso e la solitudine.

“Quando ero più giovane – ha spiegato Emin – il sesso era veramente importante: mi svegliava la mattina, mi faceva pensare, mi scatenava e innescava la mia vita. Ma ora che sono più vecchia è la solitudine, la solitudine mentale che diventa lo spazio per la creazione, a essere diventata una delle cose più importanti per me”.

In mostra grandi dipinti e sculture che hanno dentro tutta l’intensità del corpo, dei suoi fluidi, della sua primordialità. Ma hanno anche uno sguardo artistico che allontana il morboso, che espone questi corpi, spesso frammentari e isolati, a un occhio che li vede in tutti i loro aspetti, comprese le profonde fragilità. Accanto ai corpi, poi, e qui la mostra si fa ancora più interessante, ci sono le parole, i testi che compaiono nei quadri e nelle installazioni al neon. Messaggi che sono spesso forti, a volte disperatamente intimi e commoventi, come nel caso della piccola tela che trasforma la parola “hurt” ossia fare del male in “heart”, cuore. E il messaggio che Tracey Emin vuole lanciare da Firenze è anche un messaggio più universale, che guarda al mestiere e al ruolo degli artisti nel nostro complesso presente.

“L’arte – ha aggiunto – non è mai stata importante come oggi: quando gli uomini delle caverne disegnavano nelle loro grotte smettevano di uccidersi l’un l’altro. Se capiamo che come esseri umani possiamo creare qualcosa di bellissimo, che ha elementi spirituali, che ci parla di amore e ci parla del nostro essere fisico ed emotivo, allora probabilmente potremmo smettere di attaccarci e combatterci. È semplice”.

Il racconto che Tracey Emin fa di se stessa è molto diretto, la sua vita è la sua arte. Ma è chiaro che la forza dei suoi lavori, che negli spazi non facili di Palazzo Strozzi risuona con intensità, soprattutto nelle sale più raccolte, deriva anche dal fatto che sono comunque opere d’arte e non sono solo “vita”. Qui c’è l’importanza di Emin, la sua rilevanza: nella capacità di essere realmente “vera” e al tempo stesso un’artista di valore, che conosce i propri strumenti e li usa per creare lavori difficili da dimenticare.

Su difesa Ue tensione Meloni-Lega, Palazzo Chigi nega contrasti

Roma, 13 mar. (askanews) – Se non c’è stato nessun “contrasto” o scontro tra Giorgia Meloni e i leghisti Giancarlo Giorgetti e Matteo Salvini (come assicurano insieme Palazzo Chigi e Mef), sicuramente la difesa comune europea e il piano “ReArm Europe” continuano a creare tensione tra gli alleati di governo. In particolare in vista delle comunicazioni di Giorgia Meloni martedì prossimo in Senato, prima del Consiglio europeo, quando ci sarà da presentare una risoluzione su cui è molto difficile trovare la quadra.

Certo non ha contribuito a distendere il clima la riunione del Consiglio federale della Lega convocata in concomitanza del Cdm per discutere, tra l’altro, proprio del tema della pace in Ucraina e della difesa. Motivo per cui Salvini si è trattenuto poco alla seduta e avrebbe avuto solo un breve scambio di opinioni con la premier. Più lungo e approfondito, invece, sarebbe stato il colloquio (“acceso” secondo alcuni, “franco” secondo altri) con Giorgetti sul tema della difesa. Rumors che costringono fonti di Palazzo Chigi e del Mef a intervenire congiuntamente smentendo “categoricamente qualsiasi ipotesi di contrasto” tra la premier e il ministro, che “continuano a lavorare in piena sintonia e con la massima condivisione sui vari dossier aperti, inclusa la difesa europea”.

Certo è che la premier non può aver gradito la nota diffusa dalla Lega al termine del Consiglio federale che invita, tra l’altro, “alla prudenza” senza “deleghe in bianco su imprecisati eserciti europei”, concludendo che “l’Europa non ha bisogno di ulteriori debiti, di riarmo nucleare o di ulteriori cessioni di sovranità bensì di sostegno a famiglie, sanità e lavoro”. Parole che non facilitano la premier nell’affrontare il passaggio di martedì e soprattutto i tavoli internazionali.

Referendum, Magi: scelta data dimostra la paura del governo

Roma, 13 mar. (askanews) – “I referendum si terranno l’8 e il 9 giugno e la scelta di questa data da parte del governo dimostra tutta la paura che l’esecutivo ha per il voto perch tra le due possibilit stata scelta quella pi sfavorevole alla partecipazione popolare”. Lo ha detto Riccardo Magi, segretario di +Europa, nel corso di un flash mob del comitato referendario davanti a Palazzo Chigi.

“Noi – ha aggiunto – avevamo richiesto che fosse in abbinamento con il primo turno delle amministrative, il 25 e 26 maggio. La strada in salita ma noi sapremo difendere il voto degli elettori, anche degli elettori fuori sede perch una notizia positiva c’ ed un successo parziale rispetto alle nostre richieste. Il voto per i fuori sede da quello che abbiamo letto sar garantito anche ai lavoratori e non solo agli studenti: un importante passo in avanti che noi salutiamo”.

“Abbiamo poco pi di ottanta giorni – ha detto ancora – per rompere il muro del silenzio. Il prossimo appuntamento luned prossimo quando incontreremo l’amministratore delegato della Rai per cominciare a porre la gravissima questione dell’informazione ai cittadini sul referendum. C’ una situazione di paralisi della Commissione di vigilanza Rai per responsabilit della maggioranza, la commissione deve approvare il regolamento per gli spazi durante la campagna referendaria. Sono tutte cose che non sono tecniche, sono esattamente il modo con cui si neutralizza la volont popolare e pensare che questo un governo che vorrebbe talmente esaltarla da fare eleggere direttamente il presidente del consiglio e poi per hanno paura del voto referendario”.

Europa League, Athletic Bilbao-Roma 3-1, giallorossi eliminati

Roma, 13 mar. (askanews) – La Roma è sconfitta 3-1 nel match di ritorno degli ottavi di Europa League dall’Athletic Bilbao ed è eliminata dalla competizione. In un San Mames infuocato i giallorossi giocano quasi tutta la gara in 10 (espulso Hummels dopo 11′) e l’Athletic ribalta il risultato dell’andata. In avvio l’imperdonabile errore del difensore tedesco, che sbaglia un passaggio e poi stende Sannadi. L’Athletic colpisce un palo con Nico Williams, che sblocca nel recupero del primo tempo. Nella ripresa Berchiche di testa fa 2-0, poi Nico Williams trova la sua doppietta personale. Inutile il gol di Paredes su rigore nel recupero

Ligabue festeggia 30 anni di "Buon Compleanno Elvis", bumba c’è ancora!

Milano, 13 mar. (askanews) – Certe notti sono fatte per cantare, Luciano Ligabue nel giorno del suo sessantacinquesimo compleanno festeggia dando il via alle celebrazioni di “Buon Compleanno Elvis 1995-2025” con l’uscita di un’opera omnia che propone diversi progetti speciali realizzati per celebrare i 30 anni del leggendario album del 1995 su etichetta Warner Music Italia. Sui social il Liga ha condiviso con i fan questa frase: “C’è ancora bumba per noi” e parlando ai giornalisti durante la presentazione del progetto chiarisce: “La bumba è il carburante quello che ti fa andare avanti, la voglia di fare musica c’è sempre” spiega raccontando la genesi del suo album “Buon compleanno Elvis, che ha segnato la sua carriera e che torna in una veste completamente nuova. “Non è una semplice riedizione, è un disco ripensato, rivalorizzato e rivitalizzato”. Definirlo in acustico è riduttivo: “Si chiama Buon compleanno Elvis Naked, vuol dire praticamente che mi spoglio. Ho voluto riportare quelle canzoni alla versione più vicina a come le ho scritte ossia su una chitarra acustica, senza basso, batteria, senza chitarre elettriche, trasformandole un po’ e cercando di dargli anche una vita leggermente diversa”.

Non si tratta di un’operazione nostalgia ma di qualcosa di nuovo: “Abbiamo ritrovato materiali che non sapevamo neanche di avere compresi provini in cui canto solo vocalizzi perché i testi non erano ancora pronti, ma non ho modificato i testi originali dell’album ma solo gli arrangiamenti che però danno una vita diversa ai brani”.

Un compleanno che gli chiedono i giornalisti lo fa sentire: “Vivo, morto, X…”, e lui risponde sorridendo: “Boh! All’epoca il brano era una provocazione, una riflessione sulla società che tende a etichettare le persone, a farle sentire dentro o fuori. Come mi sento adesso? Stamattina ho chiamato l’ufficio anagrafe per dire che c’è un errore sulla mia età!. Comunque per me fare musica oggi significa ancora una cosa: stare con una band in sala prove per preparare un tour e salire sul palco. Finché potrò farlo, continuerò”.

Cresce infatti l’attesa per “La notte di certe notti”, i due grandi eventi live prodotti e organizzati da Friends&Partners e ZooAperto. Il 21 giugno Luciano Ligabue tornerà sul palco della RCF Arena di Regio emilia a 20 anni dal primo concerto a Campovolo per celebrare insieme ai fan i 30 anni di “Certe notti”, che nel 1995 ha segnato uno dei momenti più importanti della sua carriera. “La notte di certe notti” continuerà anche alla Reggia di Caserta – Piazza Carlo di Borbone il 6 settembre quando, per la prima volta, uno dei luoghi più belli e iconici del mondo farà da sfondo al primo grande evento al sud della carriera del Liga.

Tornando a “Buon Compleanno Elvis”, l’album che gli ha dato la fama, Ligabue ha raccontato che è nato in un momento difficile della sua carriera quando addirittura aveva pensato di mollare: “Avevo chiuso con la mia band, con il mio manager, con una parte della mia vita. Ma grazie a musicisti che erano vicini di casa, ho ritrovato il suono di una nuova band, più potente e senza tempo. Buon compleanno Elvis non era un disco alla moda nel 1995 e non lo è nemmeno adesso. È un album senza tempo e questo è uno dei motivi per cui ha funzionato”, ha affermato spiegando che è stato scritto dopo il suo lungo viaggio negli Stati Uniti. “Non sono mai stato filoamericano. Mi sono sempre interessato alla cultura musicale, cinematografica e letteraria degli Stati Uniti, ma senza idealizzarla, anzi le cose che mi piacciono di più sono quelle che criticano gli eccessi della società americana. Buon compleanno Elvis racconta quel mondo in modo critico. Elvis, in fin dei conti, è stato un simbolo di rivoluzione e declino: ha abbattuto tabù, ma alla fine è morto di eccessi, di solitudine, di troppo, è morto sul “cesso”. E questa, in fondo, è una grande metafora del sogno americano”.

Ligabue sì è esibito lo scorso anno davanti a Papa Francesco di cui dice: “In un periodo in cui pochi parlavano di pace, lui è stato l’unico a farlo con forza”, della sua fede anche tornado al brano “Hai un momento, Dio?”. “Non sono cattolico, ma ho un grande rispetto per chi crede. Quello è un pezzo che nasce da domande che mi pongo ancora oggi. La fede per me resta una ricerca continua”.

Di Alessandra Velluto

Gli Usa di Trump agitano il G7, in Canada si lavora a un fronte comune

La Malbaie (Canada), 13 mar. (askanews) – Il momento è “complicato”, le posizioni hanno sfumature diverse: al G7 di Charlevoix, il primo sotto la presidenza di Ottawa, c’è ancora bisogno di lavorare per trovare unità di intenti e un approccio condiviso sulle sfide comuni. Ma alla fine il comunicato finale della ministeriale Esteri in corso in Canada “ci sarà”, riferiscono fonti diplomatiche italiane, precisando che il testo è in fase di negoziazione e che stanotte proseguirà il lavoro degli sherpa sul documento.

Tra le sale dell’hotel Fairmont Le Manoir Richelieu di La Malbaie, dove i ministri degli Esteri del Gruppo sono riuniti sotto la guida di Melanie Joly (riconfermata nel nuovo governo canadese che giurerà domani), per buona parte del giorno si rincorrono voci di disaccordi ampi. Da una parte gli Stati Uniti, dall’altra il resto dell’Occidente. C’è chi avanza l’ipotesi di un gelo tra le parti pari almeno a quello delle rigide temperature esterne, ampiamente sotto zero. C’è chi professa maggiore ottimismo: ci sono delle differenze, è vero, ma saranno superate con il negoziato, secondo fonti diplomatiche italiane. Mentre Antonio Tajani, che in Canada porta “la voce dell’Italia per la pace”, si dice convinto che da La Malbaie “uscirà certamente un messaggio forte di sostegno all’Ucraina” e “di apprezzamento per i lavori svolti in Arabia Saudita grazie anche alla meditazione americana”.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, però, i capi della diplomazia dei paesi membri potrebbero addirittura trovarsi nella condizione di non riuscire a concordare una dichiarazione congiunta. Le obiezioni principali sarebbero dell’amministrazione Usa, rappresentata al tavolo dei negoziati dal segretario di Stato Marco Rubio. Il governo Trump si oppone a un linguaggio “antagonistico” nei confronti della Russia, chiamata a decidere sulla proposta di tregua di 30 giorni concordata a Gedda da Stati Uniti e Ucraina. E le politiche commerciali ed estere del presidente Donald Trump non hanno certo contribuito alla distensione, aprendo piuttosto qualche crepa nella tradizionale unità del G7.

La bozza della dichiarazione finale sarà discussa ancora questa sera dagli sherpa dei Sette Grandi. L’ultima versione, che fonti di Bloomberg hanno definito “annacquata”, mostra che i ministri starebbero valutando di accogliere l’accordo tra Ucraina e Stati Uniti, invitando la Russia a ricambiare “incondizionatamente”. Il Gruppo starebbe anche valutando di chiedere “misure di rafforzamento della fiducia”, come il rilascio di prigionieri di guerra, detenuti civili e militari, nonché il ritorno dei bambini ucraini. I riferimenti all’aggressione russa non sarebbero invece presenti.

Allo stesso modo, anche il linguaggio sul Medio Oriente sarebbe stato ammorbidito, con la richiesta di un “percorso che porterà a una soluzione a due stati” in Israele e nei territori palestinesi occupati. Quanto all’Indo-Pacifico, i ministri starebbero valutando di invitare la Cina a “impegnarsi in modo sostanziale nel controllo delle armi nucleari” e ricorderanno le tensioni nel Mar Cinese Orientale e Meridionale. Sulla sicurezza marittima, invece, i capi della diplomazia emetteranno un comunicato a parte. “Tutta la stabilità del Medio Oriente per noi è fondamentale e nel documento finale” della ministeriale “abbiamo chiesto ci sia anche un messaggio molto chiaro per la sicurezza dei trasporti nel Mar Rosso, dov’è presente la nostra Marina militare, la missione europea Aspides, a protezione dei mercantili italiani che portano i nostri prodotti verso i mercati orientali”, ha spiegato Antonio Tajani, che ha portato all’attenzione dei colleghi riuniti nella regione canadese di Charlevoix anche la questione di Alberto Trentini, “detenuto ingiustamente” in Venezuela.

Alla fine, dunque, si troverà un accordo, secondo fonti italiane, che riferiscono di un clima più disteso, in particolare dopo i risultati dei colloqui di Gedda tra le delegazioni americana e ucraina. Ed è chiaro che tutti guardano con interesse alle prossime mosse del Cremlino. Vladimir Putin ha spiegato oggi che la Russia è “d’accordo con la proposta di cessate il fuoco in Ucraina”, precisando però che un eventuale accordo di pace “dovrebbe rimuovere le cause profonde di questa crisi”. “Ci sono questioni di cui dobbiamo discutere e penso che dovremmo negoziare con i nostri colleghi e partner americani, magari con una telefonata al Presidente Trump”, ha precisato, mentre dalla Casa Bianca hanno giudicato “molto promettente” la dichiarazione odierna del leader russo.

Domani, intanto, Tajani vedrà a Rubio a margine del G7. Il tema dei dazi non è argomento della ministeriale, ma i due ministri potrebbero discuterne in bilaterale. Al segretario di Stato americano, Marco Rubio, “dirò soltanto che una guerra commerciale non conviene a nessuno”, ha spiegato il titolare della Farnesina, secondo il quale “l’Italia può importare di più dagli Stati Uniti e può investire di più in Usa”. Il nostro Paese sta comunque lavorando a un piano di contrasto ad eventuali dazi americani: “pensiamo a mercati dove possiamo esportare di più, per mantenere il livello di export che abbiamo”. Messico, Turchia, Paesi del Golfo, Giappone, India potrebbero essere le nuove frontiere del nostro export, ha sottolineato il ministro, confermando comunque che gli Stati Uniti restano comunque un mercato per le nostre esportazioni. (di Corrado Accaputo)

Gran Cancelliere Ordine Malta in Libano per sostegno impegno umanitario

Roma, 13 mar. (askanews) – Il Gran Cancelliere del Sovrano Ordine di Malta, Riccardo Paternò di Montecupo, ha iniziato oggi una visita di tre giorni in Libano, ribadendo l’impegno e il sostegno di lunga data dell’Ordine al popolo libanese, durante la fase critica di ripresa del Paese.

Una missione diplomatica di alto livello che sottolinea i 70 anni di impegno continuo dell’Ordine di Malta in Libano, in particolare nei settori della sanità, del welfare e dell’agricoltura, incarnando lo spirito unico di coesistenza e resilienza del Paese.

Nel primo giorno di visita, il Gran Cancelliere ha partecipato a una serie di incontri chiave. Ha incontrato il Presidente del Libano Joseph Khalil Aoun, alla presenza del Ministro degli Esteri Joe Rajji, e poi ha incontrato il Primo Ministro Nawaf Salam, e il Presidente dell’Assemblea Nazionale Nabih Berri. Le conversazioni hanno posto l’accento sul rafforzamento dell’accordo di cooperazione tra il Libano e il Sovrano Ordine di Malta, con l’obiettivo di diversificare ed espandere le iniziative di collaborazione in ambito umanitario e sanitario. Le istituzioni libanesi hanno espresso apprezzamento per il lavoro dell’Ordine di Malta a sostegno del popolo libanese.

Il Gran Cancelliere si è congratulato calorosamente con il Presidente Aoun per la sua elezione e con il Primo ministro Salam per la recente nomina. Ha espresso i migliori auguri dell’Ordine per il successo nel compimento del suo mandato, accogliendo con favore la nuova fase della politica interna e gli sforzi di stabilizzazione in corso.

“La comunità internazionale e i principali attori regionali dovrebbero sostenere appieno il processo di stabilizzazione e ricostruzione”, ha dichiarato il Gran Cancelliere. “Il Sovrano Ordine di Malta non risparmierà i propri sforzi per partecipare a tale sostegno internazionale al Libano. I nostri legami storici con questa regione sono profondi e affondano le proprie radici a Gerusalemme da quasi mille anni: così il nostro impegno a servire il suo popolo continua senza sosta”.

Nel corso della tre giorni, il Gran Cancelliere visiterà i principali progetti umanitari e di sviluppo gestiti dall’Associazione Libanese dell’Ordine di Malta, sottolineando il profondo impegno dell’Ordine e la sua attiva collaborazione con i partner locali e internazionali al servizio delle comunità più vulnerabili del Libano.

Tumore al seno, i dati sui percorsi di cura in Italia e in Europa

Roma, 13 mar. (askanews) – Il tumore al seno resta la neoplasia pi diffusa tra le donne in Europa e in Italia, con oltre 55.000 nuove diagnosi ogni anno solo nel nostro Paese. Grazie ai progressi nella diagnosi e nelle terapie, la sopravvivenza a cinque anni ha raggiunto l’88%, superando il 90% nei casi individuati precocemente. Tuttavia, sono ancora numerose le sfide che le persone con tumore al seno affrontano ogni giorno e che incidono in maniera significativa sulla loro qualit di vita, sia durante il percorso di cura che negli anni successivi. Il tema stato evidenziato dal report europeo “Advancing Breast Cancer Care in Europe: A Roadmap to a WomenCentric Approach”, realizzato dall’Economist Impact con il supporto non condizionante di Daiichi Sankyo.

Mauro Vitali, Head of Oncology di Daiichi Sankyo Italia, ha dichiarato: “La ricerca che abbiamo sostenuto con l’Economist Impact coerente con la nostra strategia aziendale. Abbiamo riunito 75 esperti europei che hanno discusso l’impatto del tumore al seno sulla qualit di vita massiva e complessiva dei pazienti per cercare di conoscere e raccogliere le sfide ed i bisogni dei pazienti ancora insoddisfatti”.

Lo studio ha approfondito l’attuale panorama della gestione del cancro al seno in ogni fase del percorso di cura, evidenziando quanto le terapie innovative abbiano contribuito ad una cronicizzazione della neoplasia al seno e ponendo particolare attenzione al valore della prevenzione e della consapevolezza. A margine dell’evento stato Giampaolo Bianchini, Professore Associato all’Universit Vita-Salute San Raffaele e Responsabile Tumori della Mammella IRCCS Ospedale San Raffaele, ad affrontare il tema: “Abbiamo tanti pazienti che hanno alle spalle 10 o 15 anni di malattia metastatica quindi trattare la malattia per un lungo periodo non pi un concetto, ma una realt. Ora dobbiamo porci il problema della qualit di vita, non pi solo dell’allungamento delle aspettative di vita. Spesso le donne non sanno quali sono i fattori che predispongono all’insorgenza del tumore alla mammella. Alcuni sono modificabili quindi le donne possono interagire. importante limitare il consumo di alcol perch l’alcol un fattore di rischio importante cos come il fumo. Fondamentale svolgere attivit fisica regolare e soprattutto aerobica poich riduce il rischio di insorgenza del tumore alla mammella in modo estremamente importante. Infine, importante mantenere un peso controllato perch il sovrappeso, specie in menopausa, incrementa il rischio di sviluppare il tumore alla mammella”.

Il tumore al seno non solo una sfida clinica, ma anche sociale ed economica. In Italia, si stima che i costi annui legati alla malattia superino 1 miliardo di euro, di cui il 50% attribuibile a costi sociali, come invalidit civile e perdita di produttivit lavorativa.

Flori Degrassi, Presidente di ANDOS Onlus, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Ci sono dei problemi economici legati a spese dirette, per esempio per l’acquisto di farmaci che non sono dispensati o per l’acquisto di prestazioni che servono a ridurre gli effetti collaterali. Poi ci sono problemi di ordine lavorativo; la donna operata di cancro al seno di solito in et lavorativa e spesso viene in qualche modo messa da parte nell’organizzazione subendo un grave deficit economico. un problema serissimo di cui non sono noi associazioni chiaramente ma tutte le istituzioni devono farsi carico”.

Il rapporto ha evidenziato la centralit di un approccio multidisciplinare ed un percorso di cura personalizzato oltre alla necessit di incrementare politiche efficaci per aumentare la qualit di vita anche di chi riuscito a sopravvivere ad un tumore.

Referendum, Magi: scelta data dimostra la paura del governo

Roma, 13 mar. (askanews) – “I referendum si terranno l’8 e il 9 giugno e la scelta di questa data da parte del governo dimostra tutta la paura che l’esecutivo ha per il voto perché tra le due possibilità è stata scelta quella più sfavorevole alla partecipazione popolare”. Lo ha detto Riccardo Magi, segretario di +Europa, nel corso di un flash mob del comitato referendario davanti a Palazzo Chigi.

“Noi – ha aggiunto – avevamo richiesto che fosse in abbinamento con il primo turno delle amministrative, il 25 e 26 maggio. La strada è in salita ma noi sapremo difendere il voto degli elettori, anche degli elettori fuori sede perché una notizia positiva c’è ed è un successo parziale rispetto alle nostre richieste. Il voto per i fuori sede da quello che abbiamo letto sarà garantito anche ai lavoratori e non solo agli studenti: è un importante passo in avanti che noi salutiamo”.

“Abbiamo poco più di ottanta giorni – ha detto ancora – per rompere il muro del silenzio. Il prossimo appuntamento è lunedì prossimo quando incontreremo l’amministratore delegato della Rai per cominciare a porre la gravissima questione dell’informazione ai cittadini sul referendum. C’è una situazione di paralisi della Commissione di vigilanza Rai per responsabilità della maggioranza, la commissione deve approvare il regolamento per gli spazi durante la campagna referendaria. Sono tutte cose che non sono tecniche, sono esattamente il modo con cui si neutralizza la volontà popolare e pensare che questo è un governo che vorrebbe talmente esaltarla da fare eleggere direttamente il presidente del consiglio e poi però hanno paura del voto referendario”.

Quanto al ministro Foti, secondo cui la partecipazione dipende dai quesiti e non dalle date, Magi replica che “non so dove il ministro Foti ha vissuto, è anche un politico di lunga esperienza. Storicamente i referendum nel nostro Paese sono stati ‘fottuti’ esattamente con la scelta estiva, al termine dell’anno scolastico quindi quando c’è una maggiore mobilità delle famiglie. Questa è la storia di questo Paese”.

Ciclismo, festival olandese alla Tirreno-Adriatico: esulta Kooij

Roma, 13 mar. (askanews) – Olav Kooij conquista il suo primo successo alla Tirreno Adriatico Crédit Agricole regolando sul traguardo di Trasacco i connazionali Pluimers e Van der Poel e portando il Team Visma | Lease a Bike sul gradino più alto del podio per la prima volta in questa edizione. Il vincitore della tappa di Napoli allo scorso Giro d’Italia era rimasto inizialmente tagliato fuori dai giochi a causa dei ventagli che avevano spezzato il gruppo dopo il Valico della Crocetta. Con lui anche uomini di classifica come Derek Gee, Eddie Dunbar, Simon Yates e, a seguito di una foratura, anche Mikel Landa. Il ricongiungimento avveniva a 14 km dall’arrivo, mentre in testa resistevano gli ultimi superstiti della fuga di giornata, Mirco Maestri e William Blume Levy. I due venivano ripresi a 4 km dall’arrivo da Ben Healy e, all’interno dell’ultimo km, dal gruppo Maglia Azzurra, allungato in vista dello sprint finale. Era Mathieu Van der Poel a lanciare la volata, ma il campione del mondo di Glasgow 2023 non poteva nulla contro la rimonta dei connazionali Pluimers e Kooij, quest’ultimo bravo a trovare il corridoio giusto e ad imporsi in volata.

“Mi piace molto questa corsa e non volevo tornare a casa a mani vuote – le parole del vincitore – quindi la frazione di oggi era una di quelle che ho puntato fin dal primo giorno. Sapevo che la tappa era divisa in due parti e che avrei dovuto soffrire nella prima per poter avere delle chances nel finale. Sulla salita più lunga di giornata la squadra si è messa in testa al gruppo per fare un ritmo che non fosse troppo esigente però mi sono fatto sorprendere nel tratto successivo. Avere dei compagni di squadra adatti a percorsi più pianeggianti come qua alla Tirreno è stato molto utile, mi hanno detto di non andare in panico e che saremmo rientrati, anche se io non sempre ne ero troppo coinvinto. Nel finale volevo ripagare il loro lavoro e ci sono riuscito. Il mio programma di avvicinamento al Giro d’Italia, dove voglio essere protagonista, prevede alcune gare di un giorno e poi un breve periodo di stop”.

TEF25, Ventura (Oice): risposta a sfide ingegnerestiche futuro

Roma, 13 mar. – “Taranto Eco Forum 25 si presenta come una risposta concreta alle sfide ingegneristiche che ci attendono dove la sostenibilit al centro di ogni soluzione. Le sfide, dalla decarbonizzazione alle energie rinnovabili alla bonifica ambientali richiedono tecnologie avanzate che rispettino l’ambiente. L’obiettivo delle nostre societ di ingegneria sviluppare soluzioni pratiche e replicabili che possano essere applicate a livello locale e globale garantendo al contempo un progresso che non comprometta il futuro del nostro pianeta”.

Lo dichiara l’ing. Francesco Ventura, consigliere OICE con delega all’ambiente, in occasione della presentazione dell’edizione 2025 del Taranto Eco Forum (TEF).

Tennis, Alcaraz: Sento la pressione se penso di tornare numero 1

Roma, 13 mar. (askanews) – Carlos Alcaraz si sta rendendo protagonista di una bella cavalcata al Masters 1000 di Indian Wells, dove ha sconfitto nell’ordine il francese Quentin Halys, il canadese Denis Shapovalov e il bulgaro Grigor Dimitrov in due rapidi set. Il fuoriclasse spagnolo prosegue la rincorsa al terzo sigillo consecutivo sul cemento della località statunitense ed è ora atteso dal confronto con l’argentino Francisco Cerundolo ai quarti di finale, partendo con tutti i favori del pronostico. Il fuoriclasse iberico non ha fatto mistero di volere tornare numero 1 del mondo, approfittando anche della squalifica di tre mesi che il fuoriclasse altoatesino sta scontando, e su questo aspetto si è soffermato al termine della netta vittoria contro Dimitrov: “Se pensassi solo a tornare in cima al ranking mi sentirei più sotto pressione. Cerco solo di rimanere concentrato su ogni giorno e su ogni torneo. Facendo le cose giuste e pensando solo a ciò che devo migliorare, il risultato arriverà, così come la prima posizione del ranking”. Il 21enne, che è il naturale favorito per la vittoria a Indian Wells e che poi cercherà di farsi strada anche a Miami per provare ad avvicinare Jannik Sinner in graduatoria, ha poi proseguito: “Per il momento penso solo a Indian Wells e voglio continuare a giocare un buon tennis. Spero di arrivare in finale o di sollevare il trofeo. È questo il mio obiettivo”.

TEF 25, Poggi (Eurota ETS): edizione di maturazione

Roma, 13 mar. – Patrick Poggi, Presidente Eurota ETS, ha presentato a Roma la terza edizione di TEF Taranto Eco Forum.

“E’ una edizione di maturazione – ha detto . Il TEF non nato per soddisfare l’ambizione degli organizzatori o le aspettative dei suoi partner. nato per costruire una rete solida di interessi e prospettive, in un territorio che per troppo tempo ha dovuto fare i conti con l’assenza di questa necessaria e indispensabile condivisione. A Taranto abbiamo sperimentato tutti gli effetti negativi di una visione ristretta, univoca, egoistica dello sviluppo, a scapito di intere generazioni che spesso hanno deciso di costruire futuro altrove, impoverendo il territorio di intelligenze e ambizioni. Il TEF ci dice che Taranto pu e deve diventare luogo di riflessione, approfondimento, pu e deve diventare il luogo dove coltivare intelligenze e ambizioni: che siano quelle di chi ci vive, o quelle di chi decide di investirvi.”

MotoGP, Bagnaia: dovrò adattarmi velocemente alla pista Argentina

Roma, 13 mar. (askanews) – Francesco Bagnaia ci proverà nel secondo appuntamento del Mondiale 2025 di MotoGP. Dopo quanto accaduto a Buriram (Thailandia), Pecco ha dovuto prendere atto dei 37 punti conquistato dal suo compagno di squadra, Marc Marquez, e in Argentina sarà chiamato a invertire la rotta su un tracciato dove però, notoriamente, ha fatto fatica. “In Thailandia abbiamo fatto bene vista la situazione, altro non ha funzionato bene ma dobbiamo sempre migliorare. Il mio obiettivo non era il podio, ma considerando la situazione non era male. In questo circuito forse devo lavorare di più, dovrò adattarmi alla situazione, la condizione della pista non è delle migliori. Dovrò essere competitivo fin dalla prima sessione”, ha dichiarato in conferenza stampa Bagnaia. “A Buriram ho faticato, quando ho capito cosa mi serviva non ero pronto a battagliare per la vittoria. Ho imparato una lezione importante, bisogna completare una gara. E per la situazione che era è stato comunque importante chiudere sul podio”, ha sottolineato Pecco. In merito ai riscontri poco soddisfacenti sul circuito di Termas de Rio Hondo: “L’ultima volta qui sono caduto mentre ero secondo, l’anno prima ho fatto vari errori. La pista è bella, mi piace e credo si adatti bene al mio stile di guida. C’è sempre una prima volta. Penso che sarò competitivo come le altre Ducati, ma anche Aprilia e KTM mi aspettano facciano bene. Dobbiamo capire cosa serve per adattarci alla pista, che migliorerà sessione dopo sessione”.

Putin: tregua solo se rimuove le cause profonde della crisi

Roma, 13 mar. (askanews) – La Russia è d’accordo con la proposta di cessate il fuoco in Ucraina, ma questa deve anche affrontare e rimuovere le radici della crisi: lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin, le cui dichiarazioni sono state riportate dalle agenzie di stampa russe.

“Siamo d’accordo con la proposta di un cessate il fuoco per porre fine alle ostilità, ma partiamo dal presupposto che questo cessate il fuoco dovrebbe portare a una pace duratura e dovrebbe rimuovere le cause profonde di questa crisi”, ha concluso.

TEF25, Paparella: straordinaria opportunit soluzioni concrete

Roma, 13 mar. -Silvia Paparella, General Manager RemTech Expo, Consigliere delegato Ferrara Expo, in occasione della presentazione dell’edizione 2025 del Taranto Eco Forum (TEF) a Roma, ha dichiarato:

“Il TEF 2025 rappresenta una straordinaria opportunit per mettere in campo soluzioni concrete in grado di affrontare le sfide ambientali pi urgenti del nostro tempo. Siamo orgogliosi di essere parte di questo evento, che non solo promuove l’innovazione tecnologica, ma favorisce anche il dialogo tra tutti gli attori coinvolti nella transizione ecologica. Taranto, con il suo passato industriale e il suo impegno verso la sostenibilit, il luogo ideale per generare idee, progetti e collaborazioni che possano avere un impatto positivo e duraturo su scala nazionale e internazionale. La partecipazione di RemTech Expo in questa iniziativa un chiaro segnale della nostra volont di supportare l’evoluzione verso un futuro pi verde e pi responsabile.”

Formula1, Hamilton: "Mi sento come al debutto"

Roma, 13 mar. (askanews) – “Sono incredibilmente fortunato ad aver avuto una carriera straordinaria in Formula 1. Il mio debutto con la McLaren nel 2007 è stato epico, così come lo è stato iniziare una nuova avventura con la Mercedes. Ora, trovarmi di nuovo all’inizio di un nuovo capitolo con la Ferrari mi ricorda molto quella prima stagione. Nel corso degli anni, sono andato su e giù per il paddock guardando il garage rosso, e ora sono effettivamente nel garage rosso. È una sensazione davvero speciale” Così Lewis Hamilton nella prima conferenza da ferrarista alla vigilia del primo Gp della stagione a Melbourne, in Australia.

Sulla gara: “Di cosa sarei felice al termine di questo fine settimana? Non lo so. Come ho detto, non ho aspettative. Voglio solo concluderlo sapendo di aver dato assolutamente tutto e di essermi sentito a mio agio in macchina. Non so cosa questo significhi in termini di risultati. Ma spero che saremo in grado di competere per uno dei primi cinque posti. Questa è ovviamente una pista diversa dal Bahrein, quindi sarà un po’ diverso guidare la macchina qui. Si tratta di entrare nella stagione e trovare il giusto ritmo. Sto ancora imparando a conoscere questa vettura, che è molto diversa da quelle che ho guidato in passato. Dopo tanti anni con i motori Mercedes, passare alla potenza Ferrari è qualcosa di nuovo: una sensazione diversa, una vibrazione diversa. Qui c’è un modo completamente differente di lavorare. L’intero team affronta le cose con un’altra prospettiva, e questo rende tutto ancora più stimolante ed affascinante. Senza dubbio, questo è il periodo più emozionante della mia vita e voglio godermelo fino in fondo. Abbiamo avuto solo tre giorni per girare in pista, quindi è difficile dire esattamente dove ci troviamo rispetto ai nostri avversari. L’unica cosa che possiamo fare è restare concentrati sul nostro lavoro. Penso ci sarà una battaglia molto intensa tra tutti noi”.

Hamilton sottolinea di non avvertire il peso della pressione: “Negli anni ho imparato che la pressione che metto su me stesso è dieci volte più alta di qualsiasi altra pressione che possa essere messa su di me. Qui in Ferrari non mi è stata messa alcuna pressione, e questo mi permette di concentrarmi completamente sul lavoro da fare. Ho grandi aspettative per me stesso, so cosa posso portare alla squadra e so cosa servirà per raggiungere i nostri obiettivi. Ora si tratta solo di abbassare la testa e lavorare duramente. Mi approccio a questo weekend con una mentalità aperta, pronto a imparare e adattarmi”. Hamilton in conferenza si è trovato al fianco del suo erede in Mercedes, Andrea Kimi Antonelli, e tra i due non è mancata qualche battuta: “Guardate questo giovane – ha detto l’inglese – sono felice per lui. Sta facendo molto bene, si sta comportando bene”. “Non è solo un grande pilota, ma anche una grande persona”, ha risposto un emozionato Kimi.

Energia, ERG rafforza la strategia “Value over Volume”

Genova, 13 mar. (askanews) – Il Consiglio di Amministrazione di ERG S.p.A. ha approvato il bilancio 2024, che si chiude con un risultato netto di 175 milioni di euro e un Ebitda di 535 milioni di euro, grazie al significativo contributo degli investimenti effettuati durante l’anno che hanno permesso di compensare condizioni anemologiche straordinariamente sfavorevoli.

“Stante il contesto che ha visto una bassissima ventosit nel quarto trimestre – commenta Paolo Merli, amministratore delegato di ERG – risultati direi solidi perch tutta questa mancanza di produzione stata compensata dall’apporto dei nuovi asset. Quindi siamo riusciti a chiudere l’anno con 535 milioni di Ebitda, poco sopra lo scorso anno, e con un utile netto di 175 milioni. Stante il contesto siamo soddisfatti”.

E’ stato inoltre approvato l’aggiornamento della strategia di business per il periodo 2025-2026, che vede ERG confermare e rafforzare l’approccio “Value over Volume” basato su una crescita selettiva e flessibile capace di cogliere le opportunit di business di maggior valore. Il Gruppo rinnova cos l’impegno verso lo sviluppo delle rinnovabili e delle tecnologie di accumulo decarbonizzate grazie alla sua vision e alla sua consolidata esperienza in questo mercato. L’obiettivo raggiungere una capacit installata di 4,2 GW entro il 2026, crescita garantita per oltre il 50% da progetti gi finalizzati o in fase di costruzione.

“Stante alcuni ritardi nello sviluppo della regolamentazione – spiega l’amministratore delegato di ERG – e quindi delle aste che ci permettono poi di vendere l’energia a prezzi fissi per i successivi 20 anni, abbiamo ritardato alcuni investimenti, quindi nel complesso nel periodo 24/26 anzich investire un miliardo e 200 milioni, investiremo un miliardo, ma la qualit dei progetti rimane e verr progressivamente implementata nella misura in cui ci saranno le condizioni per poter vendere quell’energia a valori che ci permettano di ottenere la corretta remunerazione sul capitale”.

Nella strategia di crescita di ERG rimane centrale il Repowering, strumento fondamentale per la transizione energetica di cui il Gruppo pioniere. “Il Repowering – sottolinea Merli – sicuramente una delle componenti pi importanti nella nostra pipeline di progetti. Riteniamo che il Repowering sia una modalit straordinaria per creare valore sull’investimento e per il sistema, perch permette di fatto, smantellando vecchi impianti, di sostituirli con nuovi che sono molto pi efficienti, che permettono di raddoppiare la capacit a parit di suolo occupato e addirittura triplicare o pi che triplicare le produzioni. Quindi un investimento per l’operatore che lo sostiene ma anche per il sistema”.

Formazione, Pres. De Luca: Situazione paradossale

Roma, 13 mar. – “Viviamo una situazione paradossale, da un lato si cerca lavoro ma dall’altro le imprese non trovano i lavoratori specializzati. Il problema sta diventando davvero serio. In questa struttura abbiamo realizzato corsi rivolti ai ragazzi che escono dalle medie inferiori e possono iniziare la formazione professionale in vari campi. In questi laboratori si formano meccanici sia per moto che per auto, c’ un accordo sia con Yamaha che con Volkswagen. I ragazzi escono formati come meccanici e, al tempo stesso, anche nella logistica grazie a un laboratorio in grado di padroneggiare le tecniche informatiche. Il grosso dei ragazzi formati in questo luogo trova lavoro, un progetto straordinario”. Lo ha dichiarato Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania, intervenuto nel corso dell’evento “Le Fp, Ifts, e imprese: creare lavoro, costruire il futuro” promosso dall’assessorato alla Formazione della Regione Campania e svoltosi presso l’Istituto Salesiano ‘don Bosco’ di Napoli. Sulla preparazione dei giovanissimi coinvolti nei percorsi formativi intervenuto Mario Gargano, presidente del Centro studi Innovazione e Mobilit: “Con il nostro Centro Studi abbiamo collaborato con i Salesiani per inserire nelle aziende ragazzi gi preparati sul piano teorico, fornendo una formazione tecnica e pratica. Abbiamo offerto l’opportunit di conoscere il mondo del lavoro attraverso l’esperienza diretta e la perseveranza. Un plauso va ai tutor di questa struttura, che hanno svolto un lavoro straordinario nel motivare i ragazzi e guidarli verso l’approccio alla meccatronica. Le case automobilistiche hanno contribuito fornendo al centro di formazione motori e vetture di prova per le simulazioni, permettendo cos ai giovani di acquisire competenze sul campo. Tuttavia, nel settore dell’automotive si riscontra una scarsa attrattiva per i giovani: la manodopera sempre pi carente e le nuove generazioni guardano altrove. I Salesiani, invece, svolgono un ruolo fondamentale nel colmare questo divario, offrendo ai ragazzi una prospettiva diversa e un percorso di successo, considerato che la stragrande maggioranza di loro riesce a trovare occupazione”. Per il ‘padrone di casa’ don Fabio Bellino, direttore dell’Istituto Don Bosco di Napoli dei Salesiani: “L’elemento fortemente innovativo quello di mettere insieme istruzione e formazione professionale. I ragazzi che frequentano i nostri centri studiano matematica, inglese e le materie letterarie, ma met delle ore le passano in laboratorio. Dunque, diventa una formazione globale sia del cittadino sia del futuro lavoratore. Nei nostri laboratori insegniamo la meccatronica, vale a dire la riparazione dei veicoli a motore e la logistica. Ma abbiamo anche nuovi obiettivi come quello di aprirci in maniera pi strutturale a tutto il settore del food e della ristorazione. In questo momento abbiamo 141 iscritti e mi piace sottolineare che il 90% dei ragazzi che escono dal nostro centro trova lavoro”. Il dibattito stato moderato da Antonella Ciaramella, coordinatrice assessorato regionale alla Formazione professionale: “La formazione determinante per affrontare i cambiamenti del mondo del lavoro, per i quali spesso non siamo ancora pronti, di fronte ad aziende che cercano persone formate in modo specifico”. Il rapporto con i ragazzi stato al centro dell’intervento di Matteo D’Andrea, coordinatore settore auto della ‘Scuola del Fare’ dei Salesiani: “E’ complicato far comprendere ai ragazzi che il lavoro nel settore dell’automotive non un mestiere usurante. Abbiamo un tasso di assunzione del 90%. Essendo nativi digitali, i giovani si appassionano all’elettronica, una competenza sempre pi richiesta dalle aziende, insieme alla manualit. La nuova sfida riguarda il settore della carrozzeria: in autunno avvieremo gli FTS per rispondere alla forte domanda di carrozzieri”. L’assessore regionale alla Formazione, Armida Filippelli ha sottolineato che “per fare matching tra domanda e offerta occorre cogliere al volo opportunit come quelle offerte dalla ‘Scuola del Fare’. Crediamo fortemente nei giovanissimi e vogliamo dare loro tutti gli strumenti per trovare un luogo che li formi come persone prima ancora che come tecnici”. All’iniziativa ha partecipato in collegamento Andrea Simoncini (direzione generale delle Politiche attive del Ministero del Lavoro) che ha ascoltato le testimonianze dei tutor e dei giovani coinvolti nei corsi di formazione, illustrando le iniziative del dicastero.

Allerta rossa maltempo in Emilia-Romagna per venerdì

Milano, 13 mar. (askanews) – In Emilia-Romagna torna l’allerta rossa per maltempo intenso per la giornata di venerdì 14 marzo. Lo comunica la Regione Emilia-Romagna, spiegando che in particolare l’allerta riguarda le piene dei fiumi, dei corsi minori e il rischio di frane. Saranno interessate le aree di montagna, collina e pianura del bolognese e i territori confinanti del ferrarese e ravennate.

Già dalle prime ore della mattina sono, infatti, previsti temporali particolarmente intensi e persistenti, più probabili sulla fascia appenninica centro orientale e sulla pianura centrale della regione a cui seguiranno altri due impulsi di pioggia in tarda mattinata e verso sera. Queste piogge potranno creare diffusi innalzamenti dei livelli dei corsi d’acqua superiori alle soglie tre per il Reno e gli affluenti, superiori alle soglie due con possibili superamenti delle soglie tre sui bacini romagnoli.

Per quanto riguarda l’allerta rossa per frane, sull’Appennino centrale e orientale saranno possibili diffusi fenomeni di ruscellamento, accompagnati da innalzamenti dei livelli idrometrici dei rii e torrenti minori. A questo saranno associati fenomeni di erosione delle sponde, sedimentazione e trasporto di terra, pietre e materiale solido. Inoltre, le frane superficiali potranno interferire con la viabilità stradale. Sono anche possibili puntuali riattivazioni di frane per scivolamenti estesi e profondi del terreno.

Secondo il documento emesso dall’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile sulla base dei dati previsionali Arpae (Agenzia regionale prevenzione, ambiente ed energia), è codice colore arancione nelle aree montane e vallive dei bacini di Secchia e Panaro (province di Modena, Reggio Emilia e Parma). Qui sono possibili innalzamenti dei livelli idrometrici prossimi o superiori alle soglie due sui corsi d’acqua. Stesso grado di allerta anche sui bacini romagnoli, mentre nell’Emilia occidentale l’allerta è gialla con valori prossimi alle soglie uno. Allerta arancione per vento in Romagna: previsti venti sud-occidentali di burrasca forte (75-88 Km/h) sulle aree appenniniche. Sulle aree appenniniche centrali burrasca moderata (62-74 Km/h) con possibili, temporanei rinforzi o raffiche di intensità superiore.

Michele Serra: sabato una grande polis di diversi che spero si sopportino

Roma, 13 mar. (askanews) – “Il fatto ci sia la possibilità di una piazza plurale non mi preoccupa, mi farebbe piacere, vuol dire che ci troviamo tutti intorno a un sentimento europeo, a domande e necessità” anche se “le risposte non sono univoche”. Lo ha detto Michele Serra, giornalista di Repubblica, nel corso della conferenza stampa di presentazione della manifestazione di sabato in piazza del Popolo a Roma. “Sarà una grande polis di diversi che spero si sopportino, sul palco saranno rappresentate diverse idee di Europa ma tutte europeiste”, ha specificato.

Intervenendo insieme al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, Serra ha sottolineato la grande adesione dei sindaci alla manifestazione “anche qualche sindaco di centrodestra a dimostrazione che in questo momento l’argomento Europa è sentito”. Il giornalista di Repubblica ha ribadito che “non ci saranno simboli di partito, solo bandiere dell’Europa, e niente esponenti politici sul palco con l’eccezione dei sindaci”.

“Sul palco – ha detto Serra – ci saranno artisti, scrittori, intellettuali, volontari, rifugiati politici: un palco di persone che verranno ognuna a dire cosa rappresenta per loro l’Europa o cosa dovrebbe rappresentare e non rappresenta affatto. Il sentimento di Europa come mancanza è diffuso, non solo nel mondo politico ma tra gli ordinary people”. Infatti “la reazione della gente comune è stata molto empatica e senza troppi distinguo. Mentre molti distinguo sono arrivati da chi fa politica di mestiere. Essendo una manifestazione sentimentale è stata molto capita dalle persone che mi fermano e mi scrivono”.

“Mi rendo conto che la piattaforma della manifestazione è indeterminata e plurale: vogliamo l’Europa, gli europei ci sono e vorrebbero ci fosse di più anche l’Europa. Ho rivendicato l’ingenuità della manifestazione, mi rendo conto che dopo le polemiche sul riarmo il tema è caldissimo, ma stiamo cercando di non fare schiacciare il palco solo dalla questione guerra-pace perché c’è anche la questione dei diritti”, ha sottolineato Serra.

Il giornalista ha quindi elencato i nomi di chi interverrà sul palco “o in presenza o in video”: ci saranno tre senatori a vita Renzo Piano, Liliana Segre ed Elena Cattaneo. E ancora: Antonio Albanese, Claudio Amendola, Corrado Augias, Fabrizio Bentivoglio, Claudio Bisio “che farà da cerimoniere”, Luca Bizzarri, Gianrico Carofiglio, Javier Cercas, il sindaco di Barcellona, Jaume Collboni Cuadrado, Renata Colorni “cresciuta da Altiero Spinelli”, Lella Costa, Alessia Crocini (Famiglie Arcobaleno), Maurizio De Giovanni, Corrado Formigli, Roberto Gualtieri, Jovanotti, Luciana Littizetto, Gaetano Manfredi, Alice Manone (Acli giovani), Stefano Massini, Emma Nicolazzi, Mauro Pagani, Daniel Pennac, Pif, Andrea Riccardi (fondatore di Sant’Egidio), Renzo Rubino che “canterà Lucio Dalla”, Francesco Sansone, Rahel Saya, Antonio Scurati, Benedetta Tobagi, Francesca Vecchioni, Roberto Vecchioni, Paolo Virzì, Gustavo Zagrebelsky.