Le elezioni ungheresi, con la sonora sconfitta di Victor Orban, sono state celebrate con molta enfasi dal Partito Popolare Europeo.
Giusto e comprensibile, sempre sperando che la svolta interpretata dal nuovo leader Peter Magyar sia veramente, nei fatti, “europeista” e non solo frutto della reazione popolare contro il sistema autocratico e corrotto di Orban: cosa comunque buona, ovviamente.
Ma occorre una postilla tutt’altro che marginale. In Germania, la CDU – pilastro portante del PPE dopo la fine della DC italiana – vive un dibattito interno piuttosto acceso proprio sul posizionamento politico nei confronti della destra sovranista e anti europea rappresentata dalla AFD. É di qualche giorno fa la forte polemica, al riguardo, tra il Cancelliere Merz e il Presidente del PPE Weber.
In altri Paesi europei, i partiti nazionali aderenti al PPE rimangono equivoci su questo terreno del “confine a destra” di degasperiana memoria, anche in ragione del fatto che il PPE aggrega anche formazioni politiche di cultura assai lontana da quella cristiano-sociale. Come se, per essere Popolari, basti non essere Socialisti.
In altri ancora – per esempio in Italia – i partiti aderenti al PPE rappresentati in Parlamento (Forza Italia e Noi Moderati) governano con la Destra Sovranista ed anti europea. E non danno segnale alcuno di voler mettere in discussione tale loro scelta strategica.
Men che meno – al di là di qualche dichiarazione di circostanza – dimostrano di aver colto la cifra drammatica della Presidenza Trump e le sue conseguenze sul piano geopolitico globale, su quello geoeconomico e soprattutto su quello dei principi fondanti della Democrazia.
Esprimono solidarietà a Papa Leone dopo il recente violento e volgare attacco di Trump, ma non sembrano cogliere il nesso strutturale che lega questo attacco alla concezione trumpiana ed alla sua natura di fonte ispiratrice della nuova Destra Mondiale.
Essa si fonda sulla pretesa di poter usare l’istanza religiosa come supporto identitario per giustificare una deriva “post democratica” ed un nuovo assetto del Mondo basato sul solo diritto della forza e della prepotenza.
Per questo Trump non può accettare che il primo Papa americano dica le cose che – per nostra fortuna – dice.
Proprio dunque alla luce del magistero degasperiano, un cittadino Popolare di laica ispirazione cristiana come il sottoscritto non può condividere in nessun modo che le aspirazioni ad una forma “autonoma” di presenza politica – ove risulti necessaria per impraticabilità di altre soluzioni – comportino qualche anche indiretta forma di contiguità con questi partiti, pur se aderenti al PPE.
