Home GiornaleScardinare il bipolarismo per battere i populismi

Scardinare il bipolarismo per battere i populismi

La polarizzazione tra destra e sinistra consegna un peso crescente alle componenti più radicali dei due schieramenti. Per Giorgio Merlo la risposta passa dalla ricomposizione della galassia centrista, riformista e democratica.

Il bipolarismo non garantisce più una cultura di governo

Anche alla luce del risultato tedesco, è indubbio che la rigida ingessatura bipolare nel nostro Paese non favorisca il recupero di una politica autenticamente democratica, schiettamente riformista e palesemente liberale. Sono ormai troppe le spinte estremiste, populiste, massimaliste e radicali dei due schieramenti maggioritari, che difficilmente possono garantire una credibile e trasparente cultura di governo.

E questo per una ragione persino troppo semplice da spiegare. Le due coalizioni, ovvero la destra e la sinistra – centrodestra e centrosinistra fanno ormai parte di un passato che oggi non trova più cittadinanza nella vita politica italiana – hanno al loro interno forze politiche e partiti che esprimono in modo plastico una postura estremista e populista, con cui la rispettiva alleanza deve fare i conti.

 

Lillusione di poter contenere le ali estreme

È inutile pensare di poter ridimensionare queste forze. La logica del «testardamente unitaria» della segretaria del Pd Schlein, per fare un solo esempio concreto, è dettata dalla semplice motivazione che, per vincere la battaglia finale, occorre unire tutti i soggetti che vogliono distruggere – o annientare – definitivamente il nemico politico.

Un nemico con cui non si può e non si deve né dialogare né, tantomeno, confrontarsi, in virtù del fatto che ci troviamo di fronte non a una normale democrazia dell’alternanza ma, molto più semplicemente, a una sorta di riedizione di quella deriva degli «opposti estremismi» che, purtroppo, ha caratterizzato gli anni peggiori della storia democratica del nostro Paese.

 

Dagli «opposti estremismi» agli «opposti populismi»

Una stagione degli «opposti estremismi» che oggi, con un linguaggio più contemporaneo, possiamo tranquillamente definire come una fase dominata dagli «opposti populismi».

Ora, se non vogliamo consolidare questa pericolosa e nefasta deriva per la stessa conservazione della qualità della nostra democrazia, c’è una sola iniziativa politica concreta da mettere in campo, pur senza conoscerne, almeno all’inizio, quale possa essere l’epilogo finale.

 

Riunificare tutto ciò che è riconducibile al Centro

Ovvero, un’iniziativa che sia in grado di riunificare tutto ciò che è anche solo lontanamente riconducibile al Centro, alla politica di centro, a un progetto centrista e autenticamente riformista e democratico.

Anche perché proprio questa sensibilità politica, e queste culture politiche, sono destinate quasi scientificamente a essere sacrificate sull’altare degli «opposti estremismi».

Al di là della legittima e anche comprensibile propaganda, è di tutta evidenza che queste forze, soprattutto nella futura «gioiosa macchina da guerra» di occhettiana memoria, siano relegate a giocare un ruolo del tutto marginale e periferico. E, per dirla in termini calcistici, ad avere un semplice e banale «diritto di tribuna».

 

La galassia centrista deve diventare un progetto politico

Per queste ragioni, semplici ma essenziali, l’unica vera, credibile e coerente alternativa al trionfo dei populismi e degli estremismi oggi risiede nella capacità di saper riunificare e ricomporre l’intera galassia centrista e riformista nel nostro Paese.

Attorno a questa sfida, difficile e impervia ma non impossibile, capiremo se la prassi riformista, democratica e di governo avrà ancora un futuro – o meno – nel nostro Paese.