Home GiornaleUna graphic novel di Russo D’Altavilla: storia di asilo, identità e diritti

Una graphic novel di Russo D’Altavilla: storia di asilo, identità e diritti

Tra procedure d’asilo, identità negate e diritti fondamentali, emerge il dramma umano di chi deve dimostrare la propria verità davanti alla burocrazia, trasformando paura e discriminazione in parole credibili.

Cosa accade quando una persona è chiamata a raccontare la propria vita per dimostrare di avere diritto alla protezione? Come si può trasformare il dolore, la paura e l’identità in un racconto credibile davanti a un’istituzione?

Sono queste le domande che attraversano La Commissione, il nuovo graphic novel firmato da Michele Russo d’Altavilla e dedicato al tema della protezione internazionale delle persone LGBTI/SOGIESC. Uno scritto che unisce racconto, cultura giuridica e sensibilità civile, scegliendo una forma narrativa originale per affrontare questioni di grande attualità e complessità.

Diogene Capatosta, il protagonista

Protagonista della vicenda è come sempre l’avvocato Diogene Capatosta, chiamato ad assistere un giovane richiedente asilo nordafricano convocato davanti alla Commissione Territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale. Da qui ha inizio un racconto che si districa tra aule universitarie, studi legali e sale d’audizione, “zoomando” il complesso intreccio tra norme, procedure e vissuti personali.

La graphic novel non è retorica giudiziaria, entra nell’ottica dell’ascolto. Al centro della narrazione non c’è, infatti, il solo diritto d’asilo, ma emerge la difficoltà di raccontare sé stessi quando la propria identità troppo spesso è stata segnata dalla discriminazione e dalla paura. In alcuni casi degenera in cose ben più gravi.

L’autore vuole mettere a fuoco la credibilità del richiedente, la vulnerabilità delle persone migranti, il peso del linguaggio e il rischio degli stereotipi nelle procedure di valutazione, che troppo spesso, ahinoi, sono figli di eccessive credenze televisive. Tutte questioni che l’autore conosce da vicino e che si traducono in una narrazione asciutta, intensa e capace di restituire quella dimensione umana che spesso resta nascosta dietro noiosissimi fascicoli amministrativi o, peggio, come abbiamo accennato, nelle discussioni nei salotti delle tv nazional popolari.

Atmosfere sobrie e realistiche

Il racconto sviluppato in grafica restituisce al testo una forza di seduzione senza eguali. Le tavole accompagnano il lettore nei luoghi della storia con atmosfere sobrie e realistiche, trasformando corridoi, uffici e sale d’attesa in spazi narrativi nei quali si consumano decisioni destinate a incidere profondamente sulla vita delle persone.

Più che un’opera sul diritto, La Commissione è un’opera sulle persone. Sulla distanza che separa le procedure dalle esistenze concrete e sulla necessità, oggi più che mai, di ricordare che dietro ogni domanda di protezione internazionale esiste una storia che chiede di essere ascoltata prima ancora che giudicata.

I diritti fondamentali

Con questo nuovo lavoro, Michele Russo d’Altavilla conferma la propria attenzione ai temi sociali e ai diritti fondamentali, proponendo una graphic novel che invita alla riflessione senza rinunciare alla forza del racconto. Un’opera che parla di migrazioni, identità e giustizia, ma soprattutto della difficile arte di credere all’altro quando la sua verità non riesce a entrare perfettamente negli schemi della burocrazia. L’autore dopo anni di aule vuole restituire attraverso la scrittura l’umanità perduta della nostra società. Una passione per la professione e per l’umanità. Tutto questo è Michele Russo d’Altavilla, tutto questo troverete nella graphic novel allegata.

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