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giovedì, 12 Febbraio, 2026
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Gaza, Trump fiducioso sulla possibilità di accordo sul disarmo di Hamas

Roma, 16 gen. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha detto di essere fiducioso che, con il sostegno di Egitto, Turchia e Qatar, sarà raggiunto un accordo complessivo per il completo disarmo di Hamas.

In un messaggio pubblicato su Truth Social, Trump ha scritto: “Con il sostegno di Egitto, Turchia e Qatar, otterremo un accordo di demilitarizzazione completo con Hamas, che includa la consegna di tutte le armi e lo smantellamento di ogni tunnel”.

Il presidente ha aggiunto che Hamas “deve onorare immediatamente i propri impegni, incluso il ritorno dell’ultimo corpo a Israele, e procedere senza ritardi alla completa demilitarizzazione”.

Trump ha quindi ribadito la propria linea di fermezza: “Come ho già detto, possono farlo nel modo facile o in quello difficile”.

L’Iran all’Onu: gli Usa tentano di destabilizzare Teheran

Milano, 15 gen. (askanews) – Gholamhossein Darzi, vice rappresentante permanente dell’Iran all’ONU, ha difeso la posizione di Teheran e ha criticato duramente gli Stati Uniti per il modo in cui – a suo avviso – stanno influenzando gli eventi interni iraniani puntando alla “destabilizzazione politica” di Teheran. Nel corso della riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu sull’Iran richiesta da Washington, Darzi ha sostenuto che gli Usa sono direttamente coinvolti nel fomentare disordini nel Paese sotto la pretesa di tutelare i diritti umani, ma in realtà cercano di favorire instabilità politica e giustificare possibili interventi militari con una narrativa “umanitaria”.

Il discorso del diplomatico iraniano è stato parte di un confronto più ampio in cui l’Iran ha respinto le accuse di violenza contro i manifestanti come “narrazioni fabbricate” da Stati Uniti e alleati, e ha invitato a leggere il contesto globale delle proteste senza interventi esterni.

Pitti Uomo, Markup punta su identità ed essenzialità

Firenze, 16 gen. (askanews) – A Pitti Uomo Markup presenta una visione chiara e coerente del menswear contemporaneo, fondata su essenzialità, identità e attenzione costante al mercato. A raccontarla è Simone Notturno, Direttore Generale di Markup.

“Noi puntiamo a creare un guardaroba essenziale per l’uomo, ma in realtà lavoriamo soprattutto sul concetto di identità. L’identità nasce da una scelta stilistica coerente nel tempo, che ha portato a ridefinire quelli che sono i capi essenziali del guardaroba, sempre secondo il DNA di Markup. La collezione si sviluppa in tutte le categorie merceologiche ed è in grado di offrire a ogni consumatore il prodotto più giusto per ogni momento della giornata”.

Un approccio che si traduce in una costante osservazione dell’evoluzione del mercato, senza mai rincorrere in modo esasperato le tendenze.

“Markup segue molto bene l’attitudine e l’evoluzione del mercato. C’è un’attenzione maniacale alle forme, alle vestibilità e al comfort dei capi, con una ricerca importante sulla parte modellistica oltre che stilistica. Allo stesso tempo non esageriamo, non estremizziamo mai le tendenze: i capi sono assolutamente di moda e aggiornati, ma mai estremi nei volumi o nell’interpretazione”.

Accanto al menswear, il brand continua a investire anche sul segmento femminile, che sta dando segnali di crescita significativi.

“Il nostro business si sviluppa sia nella parte uomo che nella parte donna e proprio in quest’ultima stiamo registrando risultati importanti. Markup si riconferma come un’azienda che cresce molto bene, sia sul mercato italiano che su quello internazionale, in entrambi i segmenti”.

Sul fronte internazionale, la presenza del marchio è ormai consolidata su scala europea, sostenuta da un’organizzazione sempre più strutturata.

“In questo momento stiamo coprendo in maniera pressoché completa tutto il mercato europeo, sia nel Sud che nel Nord Europa. Il prodotto viene recepito molto bene per la sua essenzialità, per la capacità di essere al passo con i tempi senza risultare lezioso. Per affrontare i mercati esteri ci siamo preparati adeguando gli assetti di collezione e affinando l’organizzazione, puntando sull’efficienza tecnologica, sulla digitalizzazione dei processi e sulla robotizzazione dei nostri impianti logistici”.

Guardando al futuro, Markup sta lavorando anche su nuove modalità distributive, con un’evoluzione del modello wholesale.

“Abbiamo in serbo un’importante novità: sviluppare un modo di fare full wholesale con un approccio retail. Questo significa investire sul concetto di shop in shop. Siamo già presenti in ambito nazionale con oltre 60 aree dedicate presso i principali department store ed è un progetto che stiamo implementando grazie a una divisione dedicata, creata appositamente per questo sviluppo”.

Appello opposizioni a La Russa-Fontana: Rai fa propaganda filogovernativa

Roma, 16 gen. (askanews) – Una lettera firmata dalle opposizioni al completo, Pd, M5s, Avs, IV, Azione, +Europa, ai presidenti del Senato Ignazio La Russa e della Camera Lorenzo Fontana, per chiedere un incontro urgente perchè “con la paralisi” della commissione di Vigilanza “la Rai fa propaganda filogovernativa” e “non è garantita la terzietà alla vigilia di referendum e elezioni”.

I capigruppo dei gruppi parlamentari di opposizione chiedono un incontro immediato con i Presidenti delle Camere, al fine di: “esaminare nel dettaglio le cause e gli effetti dello stallo istituzionale in atto nella governance della Rai; definire le modalità per superare l’impasse e ripristinare il pieno funzionamento degli organi di controllo e garanzia del Servizio Pubblico Radiotelevisivo; assicurare che la Rai possa operare nel pieno rispetto dei principi di pluralismo, indipendenza e trasparenza, così come previsto dalla legge e dalla Costituzione; garantire la correttezza dell’informazione alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali”.

Nella lettera, firmata da tutti i capogruppo dell’opposizione, si vuole richiamare l’attenzione dei presidenti delle Camere “sulla grave situazione di stallo istituzionale in cui si trova il Servizio Pubblico Radiotelevisivo italiano, con particolare riferimento all’impasse nella definizione della governance della Rai e al paralizzato funzionamento della Commissione parlamentare di Vigilanza”.

“Negli ultimi giorni i gruppi parlamentari di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, Azione e +Europa hanno pubblicamente denunciato come la maggioranza abbia deliberatamente bloccato l’elezione del Presidente di garanzia della Rai e stia praticando un vero e proprio auto-ostruzionismo, disertando i lavori della Commissione di Vigilanza e impedendo l’esercizio delle sue funzioni istituzionali – spiega la lettera -. Tale situazione ha di fatto paralizzato la governance del servizio pubblico radiotelevisivo, con conseguenze gravi per il pluralismo, l’indipendenza e la correttezza dell’informazione”.

“Questo vero e proprio impasse istituzionale è inaccettabile e antidemocratico: rischiamo di chiudere un’intera legislatura senza che sia stata nominata una figura di garanzia nella Rai, un grave precedente di cui non vogliamo avere responsabilità e che denunciamo con forza. Tanto più che, come stiamo osservando quotidianamente, la Rai priva di adeguati organi di garanzia viene sempre più utilizzata come strumento di propaganda filogovernativa, invece di assolvere pienamente al ruolo di servizio pubblico previsto dalla Costituzione. La gravità dello stallo è inoltre accentuata dall’avvicinarsi di importanti appuntamenti elettorali, in cui la mancanza di una governance di garanzia potrebbe avere impatti significativi sulla qualità e sull’equilibrio dell’informazione offerta ai cittadini e, di conseguenza, sul corretto svolgimento della competizione democratica”, concludono.

Renzi: Margherita 4.0 va fatta, non è operazione contro Pd

Roma, 16 gen. (askanews) – “Una Margherita 4.0 va fatta, poi che la si faccia con Delrio, con i sindaci, sono tutti rivoli che poi andranno nella Margherita 4.0… Certo qualcuno potrà venire via dal Pd, ma l’operazione non è contro il Pd, è a favore”. Lo ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi intervistato a Sky Tg24.

“Non lo so se ci saranno le primarie o no, non mi attacco a questo feticcio, se ci saranno vanno viste come una grande festa di popolo, se non ci saranno bene”, ha concluso.

Tennis, Sinner: "Un anno fa tanti pensieri, ora più maturo"

Roma, 16 gen. (askanews) – Uno Jannik Sinner sorridente, sereno e forse anche più maturo si presenta al tradizionale media day di Melbourne, ben coperto per il vento fresco che da un paio di giorni sferza la città australiana. Dodici mesi fa l’arrivo in Australia era stato accompagnato da un clima ben diverso: nella stagione poi chiusa con il secondo trionfo consecutivo down under, l’azzurro era immerso nelle discussioni con i suoi legali per l’accordo con la Wada che avrebbe portato alla sospensione di tre mesi per il caso Clostebol. Oggi sembra passato un secolo. Quei giorni sono alle spalle e Sinner, a 24 anni, appare con un bagaglio di esperienze e consapevolezza decisamente più ricco.

“L’anno scorso la situazione era molto più difficile, perché a quel punto dell’anno non sapevo ancora cosa sarebbe successo – ha raccontato -. Ho cercato di godermi ogni momento quando entravo in campo, non avevo mai la mente davvero sgombera dai pensieri. È stata dura. Ora che so com’è andata a finire forse è più facile raccontarlo, ma sono stati giorni difficili anche per la mia famiglia”.

Un percorso di crescita passato anche dalle difficoltà, come le vicende legate alla Wada e la delusione del Roland Garros, che hanno contribuito a spingerlo verso il riscatto culminato nello storico trionfo di Wimbledon, il primo per lui e per l’Italia sull’erba di Church Road. “Tutto accade per una ragione – ha proseguito -. Quello che ho superato mi ha reso più forte come persona, oltre che come giocatore. Mi sento più maturo, più preparato ad affrontare le situazioni difficili. Ora vivo lo sport in un modo molto diverso, più rilassato, ma dando il massimo. Si tratta sempre di trovare l’equilibrio e ora sono molto felice”.

Un equilibrio costruito anche grazie al lavoro con Darren Cahill, il coach australiano che resterà al suo fianco almeno fino al 2026. “È una persona importante per tutti noi, per tutta la squadra. Ha una grande esperienza. Mi conosce non solo come giocatore, ma anche come persona, in un modo diverso ed è molto importante perché riesce ad avere sempre tutto sotto controllo, ti fa sentire al sicuro. È come un padre per tutti noi (sorride)”.

In vista di un’eventuale finale con Carlos Alcaraz, Sinner non cambia approccio: “Non ci si prepara per un solo giocatore, ma sicuramente affrontarlo dà sempre nuovi spunti per aggiungere qualcosa. Nella off season ci siamo impegnati su diversi fronti, soprattutto il fisico e l’aggressività in campo. Ora vediamo come andrà”.

Italia Giappone, Meloni a Takaichi: crediamo molto in nostra alleanza

Tokyo, 16 gen. (askanews) – “Sono estremamente contenta di essere qui dopo il nostro breve incontro a Johannesburg e i nostri dialoghi telefonici. Questa è la terza volta che io vengo in Giappone in 3 anni che sono al governo e non è stato un caso, è stata una scelta”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in una dichiarazione in apertura del bilaterale con la prima ministra giapponese Sanae Takaichi al Kantei, la residenza ufficiale della leader nipponica.

“La prima volta che sono venuta qui – ha ricordato – abbiamo elevato i nostri rapporti a livello di partenariato strategico. La seconda volta che sono stata qui nell’ambito del G7 di Hiroshima abbiamo approfittato per discutere di un Piano di azione triennale 2024-2027 per darci degli obiettivi che fossero chiari, definiti e con delle scadenze temporali, che abbiamo rispettato. Torno qui la terza volta, sono il primo leader europeo che viene qui da quando lei si è insediata e approfittiamo per elevare ancora una volta le nostre relazioni bilaterali a livello di partenariato strategico speciale”.

“Il messaggio è che crediamo molto in questa alleanza, crediamo molto in questa cooperazione, crediamo molto in questa amicizia”, ha sottolineato la premier ricordando che il bilaterale si tiene in occasione del “160esimo anniversario delle nostre relazioni bilaterali che racconta anche quanto siano profonde, quanto siano state durature e continuative le nostre relazioni bilaterali”.

Italia-Giappone, Meloni: impegno comune per pace Ucraina e Medio Oriente

Tokyo, 16 gen. (askanews) – “Questa è anche un’occasione per fare il punto sulle tante crisi aperte a livello globale, sulle tante questioni globali in agenda per confermare il nostro impegno comune chiaramente per arrivare a una pace giusta e duratura in Ucraina, per consolidare il processo di pace in Medio Oriente, per garantire la sicurezza e la stabilità dell’Indo-Pacifico”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni dopo il bilaterale con la prima ministra giapponese Sanae Takaichi al Kantei, la residenza ufficiale della leader nipponica.

Giorgia Meloni e Sanae Takaichi, si legge nella dichiarazione congiunta diffusa al termine del vertice, “le prime donne a guidare i governi delle rispettive nazioni, hanno riaffermato il legame storico di amicizia e collaborazione esistente tra Giappone e Italia, uniti da principi condivisi, interessi comuni e da un fermo impegno a tutelare l’ordine internazionale basato sullo Stato di diritto e a promuovere pace, prosperità e stabilità a livello globale”.

Non forzare la mano sulla legge elettorale

Cercando di non dare troppo nell’occhio, il governo Meloni ha aperto il cantiere della nuova legge elettorale. L’intento appare tuttavia fin troppo chiaro: favorire la maggioranza uscente, alzando la quota proporzionale e facendo scattare più facilmente (al 40 per cento, si dice) il premio di maggioranza, lasciando così all’opposizione l’ardua scelta tra negoziare i dettagli o chiamarsi fuori, vanamente e sdegnosamente.

Non sarebbe la prima volta che le regole elettorali vengono cambiate a ridosso del voto. Paradossalmente, si può dire che lo stesso errore lo fece a suo tempo perfino Alcide De Gasperi (che era De Gasperi), con la “legge truffa” del 1953, che truffa non era. Da allora, è accaduto fin troppo spesso che maggioranze periclitanti abbiano cercato di rafforzare se stesse tarando le regole elettorali a proprio vantaggio.

In un crescendo di disinvoltura, questi tentativi hanno finito per produrre un effetto perverso: alimentare la diffidenza degli elettori, fino all’attuale e ormai strutturale astensionismo. Il più delle volte, chi ha cambiato la legge elettorale contando di trarne un vantaggio numerico si è trovato invece a fare i conti con esiti tutt’altro che trionfali.

Il cambiamento delle regole in corso d’opera trasmette infatti agli elettori un segnale di affanno e di debolezza, oltre che – inutile negarlo – di una certa tracotanza.

Dunque verrebbe da consigliare alla maggioranza meloniana di non insistere troppo sull’argomento. Che si tratti di virtù, di astuzia o persino di scaramanzia, i precedenti suggeriscono di non forzare la mano.

Né al destino, né – soprattutto – ai propri elettori.

 

Fonte: La Voce del Popolo – 15 gennaio 2026

Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brezi.

L’altro infinito: la Legge di Moore e la rivoluzione dei semiconduttori.

Preceduto da una minuziosa e argomentata presentazione di Alessandro Aresu (già consulente scientifico del Governo Draghi), l’agile volumetto di Liberilibri riporta una serie di saggi di Gordon E. Moore (Cramming More Components onto IntegratedCircuits (1965) – Progress In Digital Integrated Electronics (1975) – Lithography and the Future of Moore’s Law (1995) – Intel: Memories and the Microprocessor (1996) – Speech at the International Solid-State Circuits Conference (2003)), tradotti per la prima volta in italiano a cura del prefatore. 

Riletti tenendo presenti le date di redazione e rivisitati alla luce dell’illuminante introduzione di Aresu, questi scritti-conferenze, esprimono una lungimirante e profetica predizione di ricerca pura ed applicata in materia di elettronica e digitalizzazione nei processi di conoscenza, archiviazione e utilizzo dei dati.

Da un genio della chimica, dell’informatica e dell’imprenditoriacome Gordon Moore, fondatore di Intel e ideatore della cd. “Legge di Moore”, non ci si poteva attendere qualcosa di diverso, una spiegazione semplicistica, una riduzione ai minimi termini della straordinaria evoluzione scientifica che ha caratterizzato la storia dei transistor, dei diodi e dei semiconduttori.

Non si tratta di pedanti nozioni teoretiche ma di un percorso di innovazione che ha cambiato il concetto di elaborazione, conservazione, utilizzazione dei dati e dei processi, raccontato attraverso la descrizione di evidenze pratiche.

Usando le parole di Aresu “La “Legge di Moore” tecnicamente non è una Legge ma, come cerco di spiegare in un saggio di 70 pagine che accompagna questo volume di Liberilibri, la “Legge” diviene nel corso del tempo il metronomo dell’imprenditorialità e dell’innovazione dell’industria più importante del pianeta e al centro delle principali contese politiche. Perciò, la Legge che non è una Legge è anche la Legge che muove il mondo.”

Reduce dalla lettura e recensione del saggio di Carlo Rovelli “Sull’eguaglianza di tutte le cose” che prende per mano il lettore e lo porta al cospetto dell’universo, della fisica che studia i fenomeni quantistici, dell’idea di Einstein sui campigravitazionali, dei buchi neri e dei buchi bianchi; reduce dunque da una dimensione di conoscenza dilatata oltre le rigidità delle coordinate spazio-temporali, chi si accinge a commentare il libro che spiega la legge di Moore resta inevitabilmente colpito da eguale, speculare stupore: dall’immensità incommensurabile allo straordinariamente piccolo e miniaturizzato che contiene milioni di dati utili alla scienza ma anche al funzionamento di tutto ciò a cui affidiamo gran parte della nostra vita e che ci circonda in un abbraccio tecnologico, a partire dal primo transistor del 1947 – inventato presso il Bell Telephone Laboratory – passando poi a quello planare, che era stato introdotto nel 1959, fino ai semiconduttori e alla stessa I.A. come campo di potenzialità infinite di applicazione, tenendo conto che oggi un circuito completo contenente diversi milioni di transistor costa meno all’utente rispetto a un singolo transistor di trentacinque anni fa.

La corsa alla miniaturizzazione non è meno intrigante e affascinante dell’esplorazione dell’immensità dello spazio, lo ricordava e raccomandava nel 1995 lo stesso Gordon Moore:“Voglio incoraggiare ciascuno di voi a pensare sempre più in piccolo”. L’introduzione di Aresu e i saggi di Moore rafforzano una deriva storicamente consolidata che possiamo riscontrare pensando semplicemente alle dimensioni di oggetti in uso trenta, quarant’anni fa e più e comparandole con quelle degli stessi oggetti, più evoluti funzionalmente e più efficaci, della odierna quotidianità: ho sempre pensato alla miniaturizzazione come ad una sorta di esigenza necessitata, un processo irreversibile, per ragioni di praticità, economia, costi, durata. 

La Legge di Moore rappresenta un elemento ormai integrato e consustanziale dell’economia mondiale ed ha affiancato in modo decisivo lo sviluppo dell’industria dei semiconduttori che, oggi, è la base di ogni aspetto della vita digitale: “La digitalizzazione del mondo è la ‘semiconduttorizzazione’ del mondo” ricorda Aresu.

E come afferma lo stesso Moore: “L’industria dei semiconduttori è diventata la più grande industria manifatturiera degli Stati Uniti, misurata in termini di valore aggiunto” e “l’industria elettronica, considerata a livello mondiale, è la più grande industria manifatturiera che esista”. L’ordine di grandezza di questa primazia nell’industria manifatturiera vede gli Usa detentori del 50% del mercato, seguiti da Corea del Sud, Taiwan, Giappone, Europa, Repubblica Popolare Cinese.

Alla base di tutto il processo evolutivo verso strumenti sempre più miniaturizzati e specularmente in grado di svolgere funzioni se mai più complesse c’è il silicio: da qui si può dedurre quanto questo minerale conti negli eventi bellici in atto e nei prossimi, possibili conflitti e con esso la gestione delle cd. “terre rare”. 

Gli Usa detengono il primato dell’industria manifatturiera, come detto, mentre Cina e Taiwan competono quanto a sofisticata evoluzione tecnologica ma sono carenti di materia prima poiché silicio e terre rare sono altrove. In primis proprio in Ucraina, ghiotto boccone per spartizioni militari e geografiche.

Scriveva ancora Moore trent’anni fa: nel 1986 l’industria dei semiconduttori rappresentava circa lo 0,1% del PIL globale. Tra soli dieci anni, attorno al 2005, se rimarremo sulla stessa traiettoria di crescita, saremo all’1%; ed entro il 2025 circa il 10%.  (Ma a conti fatti nel 2025 siamo arrivati al 15% del PIL e verosimilmente entro la metà del secolo, questo asset tecnologico costituirà quasi l’intero PIL globale).

Rendendo le cose più piccole, tutto migliora riducendo persino i tempi tecnici di fabbricazione ed utilizzo. 

Non c’è più bisogno di rinunciare a qualcosa. La velocità dei nostri prodotti aumenta, il consumo energetico diminuisce, l’affidabilità del sistema, man mano che mettiamo una parte maggiore del sistema su un chip, migliora a passi da gigante, ma soprattutto il costo di fare qualcosa elettronicamente diminuisce come risultato della tecnologia. Si pensi alla riduzione degli agenti inquinanti in rapporto all’utilizzo di nuove fonti di energia: auto elettriche o ibride in primis. L’industria automobilista è il primo vettore nell’utilizzo dei semiconduttori (“l’industria delle industrie”). Si pensi alle tecnologie informatiche, ai processi produttivi, alla rete delle comunicazioni, alla gestione dei servizi.

Si è realizzata una diminuzione nell’ordine di dieci milioni di volte del costo di un transistor e si sono inserite gratis tutte le interconnessioni, usando la Dram come esempio. È difficile trovare un settore in cui il costo del prodotto di base sia diminuito di dieci milioni di volte, anche considerando periodi di tempo molto più lunghi.

Questi risultati si ottengono dunque con una significativa riduzione dei costi e con una implementazione dei benefici combinata ai processi di automatizzazione e di diversificazione delle risorse e delle competenze umane che richiedono profili professionali sempre più sofisticati. L’industria dei semiconduttori è al momento l’asset strategico indispensabile a governare ogni aspetto della vita digitale, ma è anche un elemento di cruciale competizione politica, un tassello imprescindibile nella configurazione in fieri di un nuovo ordine mondiale.

L’incerta politica USA in Asia

Con la riscoperta e il rilancio in una versione aggiornata della “Dottrina Monroe” appare alquanto chiara la determinazione degli Stati Uniti oggi guidati da Trump di riacquisire un pieno dominio dell’intero continente americano. I dossier ancora aperti sono diversi, dal Canada al Brasile, per non dire di Cuba, ma il quadro generale è stato disegnato e annunciato.

Quello che invece non è tuttora evidente, neanche un po’, è il disegno – se ve ne è uno – che la Casa Bianca sta immaginando per il continente asiatico. Quello che tutti gli indicatori da anni ormai predicono come il “centro del mondo” del XXI secolo.

Il tramonto del “pivot to Asia”

Durante la prima Amministrazione Trump l’obamiano “pivot to Asia” era rimasto un cardine della politica estera americana, sia pure gestito con qualche volo pindarico del tycoon newyorkese (si ricorderà, ad esempio, il surreale incontro col dittatore nordcoreano Kim Jong-un). Ora invece le cose appaiono meno chiare, al punto che – come recentemente si è scritto anche qui – la difesa di Taiwan dalle mire territoriali di Pechino non sembra affatto granitica e l’intesa strategica con l’India in ottica anti-cinese è stata picconata almeno un po’, e non si sa bene con quanta consapevolezza.

Il vertice previsto la prossima primavera fra Xi e Trump potrà forse offrire qualche indicazione in proposito.

La SCO come alternativa al multilateralismo occidentale

Per intanto – pur dovendo affrontare molti problemi incombenti, occultati dal ferreo controllo interno imposto dal regime – la dirigenza cinese ha rafforzato la propria influenza, politica e economica, sui paesi inquadrati nella Conferenza per la Cooperazione di Shangai (SCO). Costituita nel 2001, la SCO era in origine un’organizzazione informale di sicurezza comune fra Cina, Russia e paesi centroasiatici già appartenenti all’Unione Sovietica.

Ma con l’arrivo al potere nella Città Proibita di Xi Jinping essa si è allargata a India e Pakistan (paesi fra loro in periodico conflitto) e successivamente all’Iran, trasformandosi nel tempo in un centro di aggregazione – a guida cinese, evidentemente – oppositivo al multilateralismo a trazione occidentale.

Il “secolo asiatico” visto da Pechino

Questi dirompenti dodici mesi trumpiani hanno favorito ulteriormente detto sviluppo, celebrato con l’incontro di Tianjin di pochi mesi fa. Il cui esito è stato, dal punto di vista concreto, l’impegno cinese a sovvenzionare gli Stati membri della SCO con un prestito triennale importante a un consorzio bancario della medesima SCO.

Ma più ancora degli investimenti economici, ai quali si associa un ormai chiaro incentivo all’utilizzo dello yuan cinese in luogo del dollaro, è il messaggio neanche tanto subliminale che conta di più, nella mente di Xi: ovvero la concreta possibilità – dimostrata agli altri asiatici – di una completa autonomia, di un effettivo ridimensionamento non provvisorio dell’Occidente (per di più guidato da una leadership americana che non se ne fa più pieno carico), di un nuovo ordine planetario destinato a celebrare il “secolo asiatico”, gerarchizzato intorno al sole cinese.

“Grande è la confusione sotto il cielo”

Questo piano, se da un lato sfrutta gli errori di Trump, dall’altro ingenera però preoccupazioni e sospetti legittimi in quelli che sono paesi asiatici vicini economicamente e politicamente al gigante a stelle e strisce, oggi giustamente inquieti a fronte della non chiara posizione americana nella regione. E così non solo l’India – che però gioca una partita a parte, ambendo a una supremazia regionale nell’occidente continentale – e non solo la sempre più angosciata isola di Taiwan, ma pure Vietnam, Filippine, Corea del Sud e naturalmente Giappone si domandano che fare: stretti fra un ingombrante vicino che mostra aspirazioni imperiali e un grande alleato che pare non volersi più interessare a loro come ha fatto sino ad oggi.

“Grande è la confusione sotto il cielo”, avrebbe detto il Grande Timoniere. Ma “la situazione è eccellente”? In effetti sì, vista da Pechino. Ma solo da lì.

L’Italia aggiorna la sua strategia per l’Artico

Si tiene oggi a Roma, presso Villa Madama, la conferenza di presentazione del nuovo documento strategico italiano sull’Artico, intitolato “La Politica Artica Italiana. L’Italia e l’Artico: i valori della cooperazione in una regione in rapida trasformazione”.

Come precisato dalla Farnesina in una nota, alla conferenza interverranno il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, i cui dicasteri hanno contribuito alla redazione del testo.

Un’iniziativa di sistema

All’evento partecipano rappresentanti delle istituzioni, membri del Tavolo Artico ed esponenti del mondo imprenditoriale, a conferma dell’impostazione trasversale e coordinata che ha guidato l’elaborazione del documento e che intende coinvolgere l’intero Sistema Paese.

Visione strategica e direttrici di intervento

“Il documento, elaborato nel corso del 2025, valorizza il ruolo finora assunto dall’Italia in Artico e delinea una visione strategica, insieme con una serie di obiettivi di lungo periodo, per rafforzare l’impegno italiano nella regione – recita la nota della Farnesina – questo impegno si concentrerà lungo le tre direttrici della sicurezza, della ricerca scientifica e dello sviluppo economico, mettendo insieme le diverse forze del Sistema Paese, nella prospettiva di una più incisiva azione dell’Italia in Artico”.

Un’impostazione che riflette la crescente complessità della regione artica e il suo impatto sugli equilibri geopolitici, ambientali ed economici globali.

Gli obiettivi nel dettaglio

“Tra i principali obiettivi tracciati, vi sono quelli di consolidare il ruolo dell’Italia come Paese non artico interessato all’Artico; contribuire al mantenimento dell’Artico quale area di stabilità, prevenendo dinamiche di escalation e sostenendo i meccanismi multilaterali di dialogo e cooperazione; rafforzare la sicurezza collettiva euro-atlantica, in coerenza con gli impegni Nato e Ue e con una visione integrata dei diversi teatri strategici; rafforzare, anche a livello bilaterale, le relazioni con i Paesi artici europei (Danimarca/Far Oer/Groenlandia, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia), sostenendo il crescente ingaggio dell’Unione Europea sulle questioni artiche; rafforzare la ricerca scientifica italiana in Artico; cogliere le opportunità economiche che in ambito artico si stanno aprendo a favore delle imprese italiane”, ha aggiunto la Farnesina.

Il nuovo documento strategico, adottato a dieci anni di distanza dal primo, aggiorna e attualizza le politiche italiane nell’attuale fase di crescente rilevanza globale della regione

UniCredit smentisce interesse per quota Delfin di Mps: pura invenzione

Milano, 15 gen. (askanews) – Andamento contrastato a Piazza Affari per i titoli Unicredit (+1,3% a 72,36 euro) e Mps (-1,5% a 9,203 euro) dopo la smentita dell’istituto guidato da Andrea Orcel ai recenti rumors circa un interesse per la quota di Delfin nella banca senese. “Le recenti voci e il clamore riguardo alla partecipazione in Mps sono di natura speculativa e ingiustificate, così come lo sono le ipotesi relative al presunto interesse nell’acquisto di altre partecipazioni”, ha scritto UniCredit in un comunicato diffuso prima dell’apertura dei mercati. “E’ motivo di rammarico dover nuovamente intervenire per smentire voci che sono pura invenzione e non hanno altro effetto se non quello di alimentare confusione e distorsioni sul mercato”.

Da giorni si susseguivano rumors su un possibile disimpegno della holding della famiglia Del Vecchio, primo azionista di Mps, con UniCredit potenziale acquirente della quota del 17,5%. L’eventuale mossa avrebbe avuto ripercussioni anche su Generali, di cui il Monte è oggi primo socio dopo il successo della scalata a Mediobanca. Non solo: sempre stando ai rumors, UniCredit avrebbe persino preso in considerazione un investimento diretto nella stessa Delfin. Da ultimo, indiscrezioni di stampa di questa mattina paventavano un possibile incontro nel fine settima tra lo stesso Orcel e Francesco Milleri.

Ma a stretto giro è arrivata la smentita di UniCredit. Il ruolo del team interno dedicato all’M&A è di valutare tutte le opzioni, ha spiegato la banca, e ciò comporta “interlocuzioni, analisi e valutazioni preliminari sui potenziali target” che però “non implicano in alcun modo la concreta possibilità che un’operazione venga effettivamente realizzata”. La decisione di procedere o meno con qualsiasi operazione, ha ribadito UniCredit, è basata “esclusivamente sulla capacità del potenziale obiettivo non solo di integrarsi nella strategia del gruppo, ma anche di soddisfare i nostri più volte dichiarati parametri di rendimento finanziario”. Il concetto di disciplina finanziaria e di creazione di valore sono principi più volte espresso da Orcel in tema di aggregazioni e da cui l’AD non intende prescindere. In Borsa Mps viaggia a multipli elevati, rendendo più complesso centrare un ritorno sull’investimento di almeno il 15% indicato da Orcel.

Intanto, sul fronte Mps – in attesa dell’assemblea del 4 febbraio chiamata a deliberare sulle modifiche allo Statuto che, tra le altre cose, prevedono l’adozione della lista del cda – è possibile l’esclusione dell’AD Luigi Lovaglio dai lavori del board per la presentazione della lista, nell’ambito del rinnovo degli organi sociali previsto in primavera. Secondo ricostruzioni di stampa, sarebbe infatti questa la posizione cui è giunto il Comitato nomine della banca che nei giorni scorsi ha approvato una bozza di regolamento, finalizzato a disciplinare la formazione della lista. Sul banchiere pesa l’indagine della Procura di Milano sulla scalata a Mediobanca che vede Lovaglio indagato.

Uno Swatch per Jackson Pollock alla Collezione Peggy Guggenheim

 

 

Venezia, 15 gen. (askanews) – Quattro nuovi orologi dedicati a quattro grandi opere d’arte della Fondazione Guggenheim. Swatch ha presentato a Venezia, nel palazzo della Peggy Guggenheim Collection, i nuovi modelli ispirati da Degas, Klee, Monet e, soprattutto a Jackson Pollock, in particolare al suo quadro “Alchimia” del 1947, ospitato proprio nel museo veneziano.

“Alchimia – ha detto ad askanews Karole Vail, direttrice della Collezione Peggy Guggenheim – è proprio uno dei protagonisti della collezione Peggy Guggenheim. È uno dei primissimi dipinti, forse il primo in cui Pollock usa questa nuova tecnica del dripping, e dunque è un’opera veramente molto particolare per la Collezione, ma anche per la storia dell’arte moderna americana e internazionale”.

Se il Pollock è sicuramente una di quelle opere che segnano l’immaginario culturale, anche gli altri modelli guardano a opere d’arte eccezionali, consolidando una relazione ormai diventata strutturale tra la maison svizzera e i grandi musei.

“Per Swatch – ha aggiunto Carlo Giordanetti, CEO dello Swatch Art Peace Hotel di Shanghai – il momento della collaborazione con un’istituzione artistica come il Guggenheim, è sempre un momento di gioia, a maggior ragione potendo celebrarlo con quattro capolavori che uniscono idealmente New York e Venezia, quindi tre dalla collezione del Guggenheim di New York, uno dei quali in realtà è un omaggio a Venezia, perché il quadro di Monet che riproduce il Palazzo Ducale visto dall’isola di San Giorgio ed è un omaggio alla luce e alla magia della luce e dell’acqua a Venezia. E poi c’è il Pollock, che è un po’ la firma se vogliamo della Peggy Guggenheim Collection che ha una relazione così forte con la storia di Peggy Guggenheim stessa e che è tra le opere esposte qui a Venezia forse una che ha più segreti da svelare”.

Le ballerine di Degas e una composizione di Paul Klee completano il lotto dei nuovi orologi presentati a Venezia, in un contesto che guarda al dialogo tra diverse forme creative e all’ampliamento dello spazio di narrazione dell’arte. “Grazie anche a questo progetto – ha concluso la direttrice Vail – possiamo insieme a Swatch anche trovare magari un pubblico nuovo, un pubblico più giovane, un pubblico che magari si comprerà questo orologio e che sarà entusiasta dall’opera d’arte che porta letteralmente al polso. quindi così possiamo anche aprire delle porte nuove”.

Anche questa è una forma di “alchimia” interessante, che dall’energia del dipinto di Pollock e dal design degli orologi prende spunto per avvicinare ulteriormente le persone alla cultura.

 

M5s, Conte: Grillo? Senza lui e il suo Movimento non sarei qui

Roma, 15 gen. (askanews) – “Grillo? Dentro. Perchè mica si può cancellare il fatto che c’è stato, che è riuscito con grande capacità propositiva, rivoluzionaria, a portare tantissimi cittadini che non votavano a credere nel rinnovamento della politica… Se oggi io sono qui è grazie a questa iniziativa”. Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte partecipando, intervistato a Willmedia, al gioco a chi sta dentro e chi sta fuori.

“Siamo ancora radicali e siamo scomodi, ci attaccano tutti”, “insieme al valore dell’onestà” su cui il Movimento Cinquestelle è nato “si è aggiunto quello della competenza”.

Pitti Uomo, Filson tra heritage ed evoluzione graduale

Firenze, 15 gen. (askanews) – A Pitti Uomo, Filson racconta il proprio percorso tra fedeltà alle origini e adattamento al presente. A parlare è Rocco Scazzariello, Brand Director Filson Europa, che spiega come il marchio americano continui a evolversi partendo dal suo DNA storico.

“Il nostro DNA è la cosa più importante del marchio. Abbiamo 127 anni di storia e ci ispiriamo ogni anno al nostro archivio e ai nostri consumatori, a chi usa i nostri capi in Montana, Wyoming, Alaska. L’ispirazione è sempre quella. Abbiamo un’evoluzione molto graduale del marchio dal 1897 e poi ci sono momenti in cui la tendenza intercetta quello che facciamo. In questo momento la tendenza ci ha colpiti in pieno, perché i marchi heritage sono molto importanti. Noi lavoriamo con il nostro archivio, ma prendiamo anche tessuti che in passato erano da 24 once e li alleggeriamo a 16 o 18 once, aggiustiamo eventualmente il power fit e portiamo il capo in un circuito un po’ più cittadino”.

Un equilibrio che passa anche dal colore, elemento identitario per Filson e legato all’esperienza outdoor: “I colori di Filson sono molto precisi e molto chiari. Abbiamo il Dark Tan, l’Otter Green, il nero, il blu: sono i nostri colori principali. Gli accenti arrivano dal mondo outdoor, dalla caccia, dove per esempio l’arancione è molto importante per la visibilità. Gli accenti li utilizziamo per un end use, per un uso molto specifico, quindi derivano da lì. Un altro colore importante è il rosso, il rosso-nero del check, che viene dal nostro archivio, dalla Mackinaw Cruiser, brevettata nel 1914: una storia molto importante”, aggiunge.

Accanto al racconto di prodotto, spazio anche ai risultati di mercato. “Il 2025 è andato molto bene per Filson in Europa. Abbiamo avuto una crescita importante. I nostri mercati principali sono Inghilterra, Germania e Italia e la crescita maggiore l’abbiamo registrata proprio in Italia, dove siamo riusciti ad aggiungere alcuni clienti molto importanti. Anche il nostro webshop online è partito bene”, conclude Scazzariello.

Omicidio di Nada Cella, Anna Lucia Cecere condannata a 24 anni

Genova , 15 gen. (askanews) – La Corte d’assise di Genova ha condannato a 24 anni di reclusione l’ex insegnante Anna Lucia Cecere per l’omicidio di Nada Cella, la segretaria di 25 anni uccisa nel maggio del 1996 a Chiavari, in provincia di Genova, nello studio del commercialista Marco Soracco dove lavorava.

Lo stesso Soracco è stato condannato a due anni di reclusione per favoreggiamento. Al momento del pronunciamento della sentenza di primo grado, Anna Lucia Cecere non era presente in aula, mentre era presente il commercialista Soracco. Per la Cecere è stata riconosciuta l’aggravante dei futili motivi ma non quella della crudeltà.

Silvia Cella, cugina di Nada, subito dopo la lettura della sentenza che ha condannato Anna Lucia Cecere a 24 anni di reclusione per il delitto di 30 anni fa:

“Hanno lavorato sulle stesse cose gli investigatori e la Procura e hanno fatto un lavoro epocale, immenso, perché, sentire le persone dopo 30 anni, i ricordi svaniscono, si ricordano cose diverse, è difficilissimo”.

“Giustizia è fatta. Speravo ma non me l’aspettavo. Non ho ancora capito quello che è successo, Nada non torna più ma giustizia è fatta”.

Lega, lo ‘strappo’ di Vannacci sull’Ucraina…ma lo seguono in due

Milano, 15 gen. (askanews) – Il generale non si fa vedere, non partecipa al flash mob organizzato dai Team Vannacci davanti a Montecitorio, in concomitanza con il voto della Camera sulla risoluzione che impegna il governo a continuare a sostenere l’Ucraina: “Serve un ‘decreto Italia’, altro che aiuti all’Ucraina”, aveva spiegato pochi giorni prima sui social il vice segretario della Lega per invocare il no alla risoluzione e poi al decreto. Posizione antitetica a quella del segretario Matteo Salvini, che invece da giorni si spende per spiegare che “siamo contenti” perchè la risoluzione “è molto equilibrata, si concentra molto sul tema difesa e non sul tema attacco, guerra, armi: è quello che avevo chiesto”.

Ragionamento, quello del segretario, condiviso dalla grande maggioranza dei parlamentari leghisti al voto, con poche eccezioni: con le stesse parole di Vannacci, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello si sfilano dall’indicazione del gruppo e votano no alla Camera, mentre in Senato è Claudio Borghi che non partecipa al voto. Esito che i parlamentari più vicini a Salvini minimizzano: “Quello della guerra è un tema ‘identitario’ per Vannacci, Matteo non è per nulla turbato”. Certo, osserva un altro deputato ‘salviniano’, “se è solo guerra ok, se diventasse ogni giorno un tema diverso sarebbe diverso… Ma non credo che Vannacci voglia questo”. Resta il fatto che nel momento in cui la Lega accetta un compromesso con il resto della coalizione per tenere unita la maggioranza sulla politica estera, Roberto Vannacci strappa e pianta la sua bandiera sul no alle armi a Kiev: “Certo, ma così facendo mette in luce un altro aspetto, e cioè che il peso di Vannacci nei gruppi è di due parlamentari…”, ribatte lo stesso esponente leghista. Perchè il no di Borghi in Senato, da sempre critico sul tema Ucraina, non è certamente riconducibile all’iniziativa di Vannacci.

Insomma, se il voto di oggi doveva far nascere la corrente dei ‘vannacciani’ in Parlamento, il risultato non preoccupa la segreteria del partito: dei nomi ipotizzati nei giorni scorsi, Barabotti e Montemagni restano allineati al gruppo, mentre Furgiuele risulta assente. Alla fine solo Ziello e Sasso ‘strappano’. Appunto, “una correntina”, taglia corto un parlamentare leghista.

Ecco perchè non dovrebbero esserci conseguenze disciplinari interne: “Meglio tenere la vicenda più ‘bassa’ possibile, evitando di enfatizzarla”. Il Carroccio vuole invece continuare a tenere alta l’attenzone sul tema sicurezza, intestandosi il nuovo provvediemnto in cantiere e tenendo duro sulla necessità di non depotenziare l’operazione Strade Sicure: oggi si sarebbe dovuta votare in Commissione Difesa alla Camera la risoluzione del leghista Zoffili che chiede di aumentare il numero di militari a presidio del territorio, ma la sedeuta è stata sconvocata. “Motivi tecnici”, minimizzano i leghisti, che assicurano che il voto ci sarà, martedì o mercoledì: “La Lega non arretrerà di un millimetro sulla sua richiesta di aumentare il numero di militari impegnati in ‘Strade Sicure'”

Fip Silver Australian Padel Open,c’è Sara Errani: "Il padel mi piace"

Roma, 15 gen. (askanews) – La stagione del Padel e del tennis è iniziata dall’Australia. Anche Sara Errani, campionessa olimpica in carica nel doppio femminile e vincitrice della Billie Jean King Cup con la maglia della Nazionale italiana, è già volata ‘down under’: dopo la United Cup e prima dell’Australian Open di tennis, Errani – si legge in una nota – tornerà in campo anche nel Cupra Fip Tour.

Non sarà la prima volta con la pala per Errani, che ha già all’attivo partecipazioni a tappe australiane del circuito internazionale della Fip, ma che si è esibita anche al Foro Italico nell’ultimo Bnl Italy Major Premier Padel. A Melbourne, nel Fip Silver che si giocherà al Game4Padel Docklands, Errani sarà la testa di serie numero 4, in coppia con la brasiliana Manuela Schuck, e debutterà negli ottavi di finale. “Dopo la splendida esperienza di Roma non è cambiata di sicuro la mia voglia di giocare. Mi piace tantissimo scendere sui campi di padel perché ho davvero una grande passione e appena posso lo guardo anche in tv oltre a giocarci appena torno a casa – racconta Errani dall’Australia -. Mi piacerebbe tantissimo giocare altri tornei di padel quest’anno. Sono andata subito a controllare il calendario del 2026 e purtroppo ho visto che il Major di Roma quest’anno ci sarà nella seconda settimana del Roland Garros quindi purtroppo non ci sarò. Vedremo nel corso dell’anno se ci sarà la possibilità come qui a Melbourne, ne sarei davvero molto felice”.

Errani, da quest’anno, è entrata nel team di Jasmine Paolini, con cui gioca ancora il doppio. E chissà che un giorno la ‘pareja’ non possa ripetersi anche nel padel: “Sono riuscita a far giocare Jasmine un paio di volte ed è stato molto divertente. Si arrabbia molto in campo perché chiamo spesso “mia” sulle palle nel mezzo, se fosse per me giocherei solo io per la voglia che ho (ride, ndr). Però ci siamo divertite molto e sarebbe bello scendere in campo insieme anche sui campi di Padel”. Nel frattempo, la carriera di Sara prosegue in due direzioni: “Non pensavo di continuare ancora con il tennis. Diciamo che è andato troppo bene l’anno scorso per smettere. Per ora continuo, ma confermo che un giorno mi piacerebbe giocare in maniera seria a Padel anche se nella vita non si può mai sapere. Vedremo…”.

Nel frattempo, Sara si gode la crescita di questa disciplina: “Credo che il padel sia cresciuto davvero tantissimo negli ultimi anni e questo è molto positivo e un grande traguardo. A me fa impazzire guardarlo, spero davvero che un giorno entri nel programma delle Olimpiadi perché sarebbe veramente bellissimo. Dopo il Roland Garros, ho visto che quest’anno c’è un torneo a Valencia, dove vivo da più di 20 anni. Proverò a giocare lì se sarà possibile, mi piacerebbe molto”. Errani dice di dover migliorare “in attacco e nel gioco sulle pareti, ma è uno sport che mi diverte, quindi ce la metto sempre tutta e vedremo in futuro quali saranno i miei margini di miglioramento”. Vedere da vicino le big mondiali può di certo aiutarla: “Bea Gonzalez è la giocatrice che più mi ha colpito: mi ci sono allenata anche lo scorso anno a Roma durante il Major e mi ha impressionato, è davvero una giocatrice di livello incredibile. Sono contenta anche per Giulia Dal Pozzo: sta facendo molto bene e sono convinta che possa crescere ancora molto perché ha un grande talento”.

A Melbourne, il divertimento verrà prima di tutto: “Ci siamo incrociate in passato con Manuela Schuck, e ora le ho chiesto se le andava di giocare in coppia con me. Sono felicissima di poter giocare questo torneo e vediamo dove arriveremo”.

L’altro italiano Simone Cremona e l’olandese Sten Richters, vincitori del Fip Bronze di Melbourne della scorsa settimana, sono le teste di serie numero 1 del tabellone maschile, seguiti dagli spagnoli Santiago Figuerola e Roberto Belmont. Tra le donne, invece, guidano l’entry list le britanniche Aimee Gibson e Catherine Rose; le teste di serie numero 2 saranno invece la tedesca Victoria Kurz e la spagnola Eugenia Guimet.

Iran, prove di dialogo Pd-M5S-Avs. Tra mozioni e piazza di domani

Roma, 15 gen. (askanews) – Prove di dialogo Pd-M5s-Avs, tra mozioni e la piazza di domani sull’Iran. Anche se in Parlamento l’operazione è riuscita solo a metà tra astensioni, equilibrismi e defezioni. Come sulle comunicazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto sull’Ucraina.

Quanto all’Iran, dopo il voto bipartisan in Senato di ieri, che ha visto l’astensione del Movimento sulla risoluzione proposta dai dem a sostegno delle proteste contro il regime dell’ayatollah Khomeyni, i Cinque Stelle hanno deciso di presentare oggi in commissione Esteri alla Camera una loro mozione, a prima firma Giuseppe Conte, su cui è confluito il sì del gruppo del Pd e di Avs. Un modo, è stato spiegato, “per ricompattare le opposizioni” alla vigilia della manifestazione in Campidoglio che si svolgerà domani, organizzata da Amnesty international e ‘Donna vita e libertà’.

Alla prova del voto, il Pd ha detto sì alla mozione unitaria bipartisan e anche all’impegno voluto dal Movimento seppure su quest’ultimo c’è stata la defezione della ‘riformista’ Lia Quartapelle che peraltro, insieme a Lorenzo Guerini e Marianna Madia, si è espressa in dissenso dal gruppo pure sull’Ucraina.

Sì ai due testi sull’Iran anche da Avs che però con la capogruppo Luana Zanella ha tenuto a puntualizzare: “Abbiamo sottoscritto l’impegno della ‘mozione Conte’ perché coincide esattamente con quella che è la nostra posizione politica, che si propone di salvaguardare il diritto internazionale” ma “il fatto che il parlamento si esprima in maniera unitaria per noi è prioritario”.

Tra i partiti di opposizione, Azione e Più Europa hanno votato solo il testo bipartisan con Riccardo Magi che ha attaccato: “ancora una volta si predilige il piccolo posizionamento personale o di partito per motivi di consenso su questioni enormi che attengono alla democrazia e alla vita delle persone in parti del mondo che se la passano meno comodamente di noi”.

Il risultato a Montecitorio è stato il via libera solo al testo unitario, di nuovo con l’astensione M5S. Bocciata, come peraltro atteso visti i numeri, la mozione dei Cinque stelle. Alle accuse di strumentalizzazione della dem Quartapelle il presidente M5s ha risposto piccato: “Io mi fermo alle forze politiche, il Pd ha votato” a favore, e “anche Avs. Quartapelle deve chiarirsi con il Pd non con me”.

Nel testo M5S era stato aggiunto l’impegno “a scongiurare azioni militari unilaterali fuori dal quadro del diritto internazionale promuovendo tutte le necessarie iniziative diplomatiche e di carattere sanzionatorio da parte della comunità internazionale e degli organismi internazionali”. Lo stesso passaggio che in Senato si era arenato di fronte all’impossibilità di ottenere altrimenti l’unanimità.

Domani in piazza le opposizioni si presenteranno unite: Conte ha assicurato la sua presenza. Ci sarà il Pd con la segretaria dem Elly Schlein “per sostenere – ha scritto in un post sui social – l’autodeterminazione del popolo iraniano ed esprimere solidarietà ai manifestanti contro il regime di Teheran, che sta massacrando chi lotta per la propria libertà”. Ci saranno anche Avs, Iv e +Europa. Non Azione che però parteciperà all’iniziativa dei radicali prevista per sabato.

Italia modifica Golden Power, ora può rispondere ai rilievi Ue

Roma, 15 gen. (askanews) – L’Italia approva quasi sul filo di lana una serie di modifiche alla legge sul cosiddetto “golden power”, ritocchi che vengono incontro ai rilievi mossi dalla Commissione europea proprio su queste normative. Regole che erano state al centro anche di un acceso dibattito per l’utilizzo che ne era stato fatto sul caso della tramontata offerta pubblica di acquisto di Bpm da parte di UniCredit.

Le modifiche sono state inserite nel decreto Transizione 5.0, approvato oggi in via definitiva dalla Camera e in cui nei giorni scorsi era stato inserito un emendamento dello stesso governo (“Modifiche in materia di Golden Power”).

Il passaggio chiave riguarda il settore finanziario. In questo ambito “ivi compreso quello creditizio e assicurativo i poteri speciali – afferma il testo rivisto – non potranno essere esercitati anteriormente al completamento dei procedimenti pendenti” di fronte a autorità europee competenti a valutare “gli aspetti di carattere prudenziale e concorrenziale”.

Un riferimento, quindi, alla vigilanza bancaria comune effettuata dalla Banca centrale europea e al ruolo di Antitrust Ue, esercitato dalla Commissione europea.

Lo scorso 21 novembre la Commissione europea aveva avviato una procedura di infrazione a carico dell’Italia, inviandole una lettera di messa in mora proprio sulla questione del Golden Power. Bruxelles aveva espresso “preoccupazione” perché così come era inquadrata la normativa rischiava di consentire interventi “ingiustificati che compromettono i principi di libertà di stabilimento e di libera circolazione dei capitali”. Inoltre, secondo la Ue, la normativa italiana rischiava di “sovrapporsi alle competenze esclusive della Bce” sulla vigilanza bancaria.

L’Italia da quel momento ha avuto due mesi di tempo per rispondere ai rilievi sollevati dalla Commissione e porre rimedio agli stessi, oppure rischiare di vedersi recapitare un parere motivato e poi, ultimo stadio della procedura prima del deferimento alla Corte europea di Giustizia. Il termine per fornire una risposta è quindi imminente. E sulle base delle modifiche appena approvate, Roma potrà ora fornire la sua risposta a Bruxelles. (fonte immagine: Europea Union).

Iran, Mattarella: il regime occulta l’efferata crudeltà dello sterminio dei manifestanti

Roma, 15 gen. (askanews) – In Iran “insieme alla efferata crudeltà dello sterminio dei manifestanti, occultare quanto avviene – le manifestazioni di piazza, la repressione, le uccisioni – è stata la prima preoccupazione di un regime, che, fin dall’inizio, ha tentato di bloccare l’accesso alle fonti di informazione, la diffusione delle notizie”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso dell’incontro, al Quirinale, con i partecipanti al 30° anniversario del Seminario di Venezia per la stampa britannica.

“Si tratta soltanto dell’ultimo esempio dei tentativi di nascondere il dissenso, il malessere sociale, la verità, attraverso l’oscuramento dei fatti che i giornalisti sono invece chiamati a testimoniare in ogni circostanza, particolarmente in quelle più drammatiche, come i conflitti dai cui teatri si cerca di escluderli, censurandone il lavoro o addirittura proibendo loro l’accesso”, ha aggiunto il capo dello Stato. “Ogni repressione, ogni manipolazione dei principi di libertà passa, anzitutto, dalla repressione contro i giornalisti. Non è un caso che i regimi più efferati provvedano subito a comprimere gli spazi della libertà di informazione, non appena viene posto in discussione il loro operato”, ha sottolineato il presidente della Repubblica.

Gli Usa annunciano sanzioni contro "gli artefici della brutale repressione" in Iran e "le reti bancarie ombra"

Roma, 15 gen. (askanews) – L’amministrazione americana ha annunciato oggi sanzioni contro “gli artefici della brutale repressione” delle manifestazioni di piazza in Iran, tra cui Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, e sanzioni contro “le reti bancarie ombra che consentono all’elite iraniana di rubare e riciclare i profitti generati dalle risorse naturali del Paese”.

“Gli Stati Uniti sostengono con fermezza il popolo iraniano nella sua richiesta di libertà e giustizia – ha detto il segretario del Tesoro, Scott Bessent, in un comunicato – su indicazione del Presidente Trump, il dipartimento del Tesoro sanzionerà i principali leader iraniani coinvolti nella brutale repressione contro il popolo iraniano. Il Tesoro userà ogni strumento per colpire coloro che sono dietro la tirannica oppressione dei diritti umani da parte del regime”.

“Larijani è responsabile del coordinamento della risposta alle proteste per conto della Guida Suprema dell’Iran e ha pubblicamente chiesto alle forze di sicurezza iraniane di usare la forza per reprimere i manifestanti pacifici”, ha precisato il Tesoro Usa.

Nella nota si riferisce quindi di sanzioni contro 18 individui ed entità che svolgono “un ruolo cruciale nel riciclaggio dei proventi delle vendite di petrolio e prodotti petrolchimici iraniani ai mercati esteri, nell’ambito delle reti clandestine del ‘sistema bancario ombra’ delle istituzioni finanziarie iraniane sanzionate, Bank Melli e Shahr Bank”.

“Invece di usare questi proventi a beneficio del popolo iraniano, che si trova ad affrontare una crisi economica tra un’inflazione paralizzante e grandi deficit causati dalla cattiva gestione economica del regime, questi fondi vengono invece utilizzati per finanziare la repressione del popolo iraniano e per sostenere gruppi terroristici all’estero”, si afferma nella nota.

Strategia indo-pacifica Meloni fa tappa a Tokyo. Focus su difesa e commercio

Tokyo, 15 gen. (askanews) – Un incontro che, ancora prima di tenersi, già sulla carta è caratterizzato da una serie di particolarità. Dopo essere stata in Oman la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata oggi a Tokyo dove domani avrà un bilaterale con la prima ministra giapponese Sanae Takaichi. Si tratta della prima visita di un capo di governo europeo dall’insediamento della leader niapponica e, peraltro, si tiene nel 160esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi. Come è noto, poi, sono le uniche due donne che siedono nel formato dei sette Grandi e sono entrambe di area conservatrice. L’incontro, oltretutto, avviene in un contesto molto particolare per il Giappone vista l’annunciata intenzione di Takaichi di portare il Paese a elezioni anticipate per sfruttare l’onda del consenso popolare.

Al di là delle varie curiosità, tuttavia, si tratta di un incontro che rientra in una specifica strategia di attenzione all’Indo-Pacifico del governo italiano e che vede sul tavolo molti interessi comuni, a cominciare dai settori della difesa e del tech oltre ad accordi commerciali. A dimostrazione della volontà di saldare ulteriormente i rapporti, già elevati a livello di partenariato strategico nel 2023, c’è la scelta, non comune, delle due leader di firmare un editoriale congiunto pubblicato in Italia sul Corriere della Sera e in Giappone da Nikkei. Un lungo articolo dove Meloni e Takaichi mettono in fila gli obiettivi comuni, a cominciare da quello – scrivono – di “agire insieme sulla scena globale per difendere un ordine internazionale libero, giusto e aperto, in un contesto segnato da instabilità, competizione strategica e spinte revisioniste, che minano le regole condivise”.

Le due leader elencano anche i settori in cui si punta a “un salto di qualità” nei rapporti tra i due Paesi. Tra questi, le sinergie e il potenziamento degli “investimenti nella robotica, nelle tecnologie emergenti, nello spazio, nell’energia pulita, nella meccanica, nelle scienze della vita e nell’industria medicale”, ma anche in “sfide comuni” come quella “demografica”.

Pilastro “fondamentale” del partenariato, spiegano poi, è “la collaborazione nel settore della difesa e della sicurezza”, a cominciare dal programma Global Combat Air Programme (GCAP), che “ci vede lavorare strettamente insieme al Regno Unito” che è “molto di più di un progetto industriale avanzato”, perché “rappresenta un’iniziativa che rafforza la nostra autonomia strategica, contribuisce alla sicurezza euro-atlantica e indo-pacifica e dimostra che la cooperazione tra nazioni affini è la risposta più efficace ai rischi e alle minacce sistemiche”. Il programma dell’incontro prevede l’arrivo della premier alle 11.30 (3.30 in Italia) al Kantei, la residenza ufficiale della leader nipponica. Dopo il colloquio, intorno alle 12.20 (4.20 in Italia), sono previste dichiarazioni congiunte alla stampa. Al termine, ci sarà il pranzo di lavoro in onore di Giorgia Meloni.

Nella tappa giapponese della presidente del Consiglio, sabato 17, c’è poi l’incontro presso l’Ambasciata italiana con i vertici delle principali aziende giapponesi, tra cui figurano nomi di peso come Sony, Honda, Panasonic, Mitsubishi e Toyota. Gruppi economici e industriali che – come hanno sottolineato fonti di palazzo Chigi – complessivamente hanno un fatturato di oltre mille miliardi di euro e con i quali Meloni avrà uno scambio di vedute “per incoraggiare nuovi partenariati industriali e ulteriori investimenti in Italia”.

Subito dopo la premier volerà in Corea dove il 19 sarà ricevuta dal presidente della Repubblica, Lee Jae-myung. Anche in questo caso si tratta della prima visita di un leader europeo dall’insediamento del presidente Lee: inoltre era da 19 anni – e in particolare dai tempi di Romano Prodi – che un presidente del Consiglio italiano non si recava in visita a Seoul. Anche questa ulteriore tappa ha un doppio obiettivo: da una parte il fronte economico, con la firma di una serie di intese tra cui una per rafforzare la cooperazione in materia di semiconduttori, dall’altra appunto quella di rendere sempre più influente la presenza dell’Italia in un’area, come quella dell’Indo-Pacifico, che anche il presidente americano Donald Trump ha indicato come strategica nell’ottica di un contenimento della pressione cinese.

Non solo impegni istituzionali per la premier in questo viaggio in Asia. Oggi infatti Giorgia Meloni, che anche in questa visita è accompagnata dalla figlia Ginevra, si è concessa una giornata senza appuntamenti ufficiali in occasione del suo 49mo compleanno. Una ricorrenza trascorsa a chilometri di distanza dall’Italia, come ha sottolineato la stessa premier in un video sui social con cui ha voluto ringraziare per i tanti auguri ricevuti. “Nonostante io sia al lavoro così lontana da casa, il vostro affetto è arrivato e vi garantisco che fa la differenza, siete la mia forza”, ha detto.

Mattarella: regimi efferati reprimono libertà informazione

Roma, 15 gen. (askanews) – “Ogni repressione, ogni manipolazione dei principi di libertà passa, anzitutto, dalla repressione contro i giornalisti. Non è un caso che i regimi più efferati provvedano subito a comprimere gli spazi della libertà di informazione, non appena viene posto in discussione il loro operato”. Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso dell’incontro, al Quirinale, con i partecipanti al 30° anniversario del Seminario di Venezia per la stampa britannica.

Trump non rinuncia alla Groenlandia: ci serve per la nostra sicurezza

Roma, 15 gen. (askanews) – Donald Trump non rinuncia alla Groenlandia. Il sostanziale disaccordo emerso al vertice di ieri all’Eisenhower Building ha chiarito, una volta di più, le intenzioni di Washington: ‘l’ambizione americana di conquistare la Groenlandia è intatta’, ha ammesso amaramente la premier danese Mette Frederiksen, parlando di un progetto ‘grave’ che richiede sforzi congiunti per evitare che ‘questo scenario diventi realtà’. D’altra parte, lo stesso presidente degli Stati Uniti, discutendo con i giornalisti allo Studio Ovale, ha confermato le sue intenzioni: ‘Abbiamo bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale’, ha detto. Mentre il silenzio di JD Vance – ‘ci odia’, ha detto un diplomatico europeo a Politico – e del segretario di Stato Marco Rubio, al termine dell’incontro, alimenta le speculazioni su come gli Usa cercheranno di appropriarsi di questo territorio ricco di terre rare. L’Italia, al momento, sembra escludere un’iniziativa militare. Roma ribadisce il ruolo del dialogo e della Nato sulla Groenlandia. I ministri degli Esteri e della Difesa, Antonio Tajani e Guido Crosetto, concordano: nessuna azione militare statunitense è all’orizzonte e l’Artico deve unire l’Alleanza atlantica, non dividerla.

UN GRUPPO DI LAVORO PER L’ARTICO Uno dei (pochi) elementi positivi emersi dal confronto, su cui provare a ricostruire le relazioni tra Danimarca, Stati Uniti e Groenlandia, è stata la volontà condivisa di istituire un gruppo di lavoro dedicato al rafforzamento della sicurezza nell’Artico.

In una dichiarazione rilasciata oggi, Frederiksen ha ribadito che ‘non è stato un incontro facile’ e ha confermato la creazione di un gruppo di lavoro incaricato di discutere le modalità per migliorare la sicurezza nella regione artica.

Ciò, tuttavia, non cambia l’esistenza di un disaccordo di fondo. ‘L’ambizione americana di conquistare la Groenlandia resta intatta’, ha sottolineato la prima ministra, spiegando che ‘la situazione è ovviamente grave e per questo continuiamo a impegnarci affinché questo scenario non diventi realtà’.

Frederiksen ha inoltre affermato che all’interno della NATO vi è consenso sul fatto che ‘una presenza rafforzata nell’Artico sia fondamentale per la sicurezza europea e nordamericana’. In questo quadro, la Danimarca ha ‘investito in modo significativo in nuove capacità artiche’, mentre ‘diversi alleati’ stanno partecipando a esercitazioni congiunte 2in Groenlandia e nelle aree circostanti’.

‘La difesa e la protezione della Groenlandia sono una preoccupazione comune per l’intera alleanza NATO’, ha concluso la premier danese.

ARCTIC ENDURANCE Diversi Paesi della NATO invieranno truppe in Groenlandia per l’esercitazione militare congiunta Arctic Endurance, dopo i colloqui tesi con la Casa Bianca sulle ambizioni statunitensi riguardo all’Isola.

Un contingente francese di 15 militari è già arrivato a Nuuk, la capitale groenlandese, mentre altri Paesi europei hanno confermato la propria partecipazione. All’operazione prenderanno parte Germania, Francia, Svezia, Norvegia, Paesi Bassi e Regno Unito.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha confermato oggi, durante il suo discorso di auguri alle Forze armate a Istres, l’invio di truppe militari francesi in Danimarca: ‘La Francia ha deciso di unirsi all’esercitazione programmata e avviata dalla Danimarca in modo sovrano e indipendente, nell’ambito della missione Arctic Endurance’.

‘Una prima squadra di militari francesi è già sul posto e sarà rafforzata nei prossimi giorni con mezzi terrestri, aerei e marittimi’, ha proseguito Macron. Secondo il capo dello Stato francese, questo è il ‘ruolo che la Francia deve svolgere’: ‘Essere pronti di fronte alla valutazione della minaccia. Sapersi adattare. Ed essere al fianco di uno Stato sovrano per proteggere il suo territorio’.

‘La Francia e gli europei devono continuare, ovunque i loro interessi siano minacciati, a essere presenti senza escalation, ma inflessibili nel rispetto della sovranità territoriale. In Groenlandia, territorio autonomo del Regno di Danimarca, gli europei hanno una responsabilità particolare, perché questo territorio appartiene all’Unione europea ed è quello di uno dei nostri alleati della NATO’, ha aggiunto il presidente francese.

LA POSTURA ITALIANA SUL FRONTE ARTICO In merito all’evoluzione degli eventi sul fronte artico, Roma ha rappresentato la propria postura tramite gli interventi alla Camera dei deputati del ministro degli Esteri Antonio Tajani e del ministro della Difesa Guido Crosetto.

‘Non credo sia all’orizzonte’ un intervento militare degli Usa in Groenlandia, ha affermato Tajani, ribadendo che ritiene ‘debba sempre prevalere il dialogo: anche con il Canada sembrava ci fosse una frattura insanabile’.

‘Ora si è creato un gruppo di lavoro, anche se ci sono posizioni diverse si vedrà’, ha osservato Tajani, specificando che ‘siamo tutti nella Nato, la Groenlandia non è parte dell’Ue ma ha l’unità nella corona con il Re di Danimarca, hanno un governo autonomo. Credo si possa trovare una soluzione con dialogo e confronto’.

‘Domani – ha annunciato inoltre Tajani – presenteremo il progetto dell’Italia per l’Artico, è un tema fondamentale dal punto di vista politico, economico-industriale e della ricerca. Faremo la nostra parte’. Quanto all’invio di militari italiani in Groenlandia, Tajani ha risposto: ‘La strategia non prevede la presenza di militari’.

Intervenendo alla Camera, il ministro Crosetto ha espresso che la Nato deve essere il quadro di riferimento per qualsiasi iniziativa in Groenlandia, evitando azioni unilaterali che rischierebbero di dividere l’alleanza.

‘Se vogliamo fare qualcosa in Groenlandia, facciamolo fare dalla Nato, dove ci siamo tutti e ci sono anche gli Stati Uniti’, ha sottolineato il ministro, evidenziando che le decisioni devono essere assunte in modo condiviso all’interno dell’Alleanza e non sulla base di chi interviene per primo.

Ragionando su una possibile corsa alla militarizzazione dell’Isola artica, Crosetto ha sostenuto che il vero obiettivo dovrebbe essere ‘usare la Groenlandia per unire e non per spaccare’.

‘Se entriamo nelle derive che tendono a spaccare, ci troviamo con tutto spaccato’, ha concluso il titolare della Difesa.

MOSCA PREOCCUPATA PER MILITARIZZAZIONE ARTICO La Russia, dal canto suo, ha affermato di essere ‘seriamente preoccupata’ per lo schieramento delle truppe NATO in Groenlandia.

La diplomazia russa, in una nota dell’ambasciata russa a Bruxelles, ha espresso la sua ‘seria preoccupazione’ per l’annuncio dell’invio di ulteriori truppe NATO in Groenlandia, in seguito a un incontro alla Casa Bianca tra i leader danese, groenlandese e americano.

‘Invece di svolgere un lavoro costruttivo all’interno delle istituzioni esistenti, in particolare del Consiglio Artico, la NATO ha scelto la strada della militarizzazione accelerata del Nord e sta rafforzando la sua presenza militare lì con il pretesto immaginario di una crescente minaccia da parte di Mosca e Pechino’, ha denunciato la diplomazia moscovita.

71% DEGLI AMERICANI CONTRARI AD USO FORZA IN GROENLANDIA La netta maggioranza degli americani, il 71%, considera una cattiva idea l’eventualità di ricorrere alla forza militare per conquistare la Groenlandia.

Il nuovo sondaggio Reuters/Ipsos mostra che solo il 17% degli intervistati sostiene gli sforzi degli Stati Uniti per ottenere il controllo dell’isola, mentre appena il 4% si dichiara favorevole all’uso della forza.

L’Istituto di ricerca rileva che due americani su tre temono che gli sforzi degli Stati Uniti per acquisire la Groenlandia possano danneggiare l’alleanza NATO e le relazioni con gli alleati europei.

Il sondaggio evidenzia, inoltre, opinioni contrastanti sull’importanza strategica della Groenlandia per gli interessi statunitensi: il 33% la ritiene fondamentale, il 32% non la considera così rilevante e il 35% non sa esprimersi.

Pur mostrando una forte opposizione all’uso della forza militare per conquistarla, gli intervistati appaiono più favorevoli all’idea di costruire ulteriori basi militari sull’isola nell’ambito degli accordi esistenti (33% la considera una buona idea contro il 29% che la ritiene negativa).

Il sondaggio Reuters-Ipsos è stato condotto dal 12 al 13 gennaio 2026 su un campione di 1.217 americani.

Mattarella: giornalisti pagano con la vita impegno per libertà

Roma, 15 gen. (askanews) – L’impegno dei giornalisti per “verità e di libertà, viene spesso pagato a caro prezzo: nel 2025 – come segnala la Federazione internazionale dei Giornalisti – oltre 120 giornalisti e operatori dell’informazione hanno trovato la morte nei conflitti, molti di essi a Gaza”. Lo ha ricordato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso dell’incontro, al Quirinale, con i partecipanti al 30° anniversario del Seminario di Venezia per la stampa britannica.

Anna Maria Cecere condannata a 24 anni per l’omicidio di Nada Cella. La cugina: dopo 30 anni giustizia è fatta

Genova , 15 gen. (askanews) – La Corte d’assise di Genova ha condannato a 24 anni di reclusione l’ex insegnante Anna Lucia Cecere per l’omicidio di Nada Cella, la segretaria di 25 anni uccisa nel maggio del 1996 a Chiavari, in provincia di Genova, nello studio del commercialista Marco Soracco dove lavorava. Per la Cecere è stata riconosciuta l’aggravante dei futili motivi ma non quella della crudeltà. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la donna, avrebbe ucciso Nada Cella per gelosia, sia professionale, perché avrebbe voluto prendere il suo posto nello studio, sia sentimentale, perché sarebbe stata innamorata del commercialista. Lo stesso Soracco è stato condannato a due anni di reclusione per favoreggiamento. Al momento del pronunciamento della sentenza di primo grado, Anna Lucia Cecere non era presente in aula, mentre era presente il commercialista Soracco. “Non me l’aspettavo, pensavo che venisse riconosciuta la mia estraneità. Prendiamo atto di quello che ha deciso la Corte ma ci opporremo nel prossimo grado. È inaccettabile”:  le prime parole del commercialista Marco Soracco dopo la lettura della sentenza che lo condanna a 2 anni di reclusione. “La condanna alla Cecere? Penso alla mia posizione – ha aggiunto Soracco rispondendo alla domanda di un cronista – come ho sempre detto fin dall’inizio la conoscevo solo superficialmente. Se il giudizio è fondato è stata fatta giustizia, se non è fondato invece no”, ha concluso.

“Giustizia è fatta. Speravo ma non me l’aspettavo. Non ho ancora capito quello che è successo, Nada non torna più ma giustizia è fatta”. Lo ha detto Silvia Cella, cugina di Nada Cella, subito dopo la lettura della sentenza che condanna Anna Lucia Cecere a 24 anni di reclusone per il delitto di 30 anni fa.

“È una cosa emozionante – ha aggiunto Silvia Cella – stranissima. Sono passati 30 anni, qualche anno fa non lo avrei mai sperato. Pensavo che Nada fosse stata dimenticata”. “Trent’anni sono tanti – ha concluso la cugina di Nada Cella – perché quello che gli investigatori hanno ora lo avevano anche 30 anni fa. Per cui sarebbe stato molto più semplice. Hanno lavorato sulle stesse cose gli investigatori e la Procura e hanno fatto un lavoro epocale, immenso, perché, sentendo le persone dopo 30 anni, i ricordi svaniscono, si ricordano cose diverse, è difficilissimo”.

Anna Maria Cecere condannata a 24 anni per l’omicidio di Nada Cella. La cugina: dopo 30 anni giustizia è fatta

Genova , 15 gen. (askanews) – La Corte d’assise di Genova ha condannato a 24 anni di reclusione l’ex insegnante Anna Maria Cecere per l’omicidio di Nada Cella, la segretaria di 25 anni uccisa nel maggio del 1996 a Chiavari, in provincia di Genova, nello studio del commercialista Marco Soracco dove lavorava. Lo stesso Soracco è stato condannato a due anni di reclusione per favoreggiamento. Al momento del pronunciamento della sentenza di primo grado, Anna Matia Cecere non era presente in aula, mentre era presente il commercialista Soracco. Per la Cecere è stata riconosciuta l’aggravante dei futili motivi ma non quella della crudeltà.

“Giustizia è fatta. Speravo ma non me l’aspettavo. Non ho ancora capito quello che è successo, Nada non torna più ma giustizia è fatta”. Lo ha detto Silvia Cella, cugina di Nada Cella, subito dopo la lettura della sentenza che condanna Anna Maria Cecere a 24 anni di reclusone per il delitto di 30 anni fa.

“È una cosa emozionante – ha aggiunto Silvia Cella – stranissima. Sono passati 30 anni, qualche anno fa non lo avrei mai sperato. Pensavo che Nada fosse stata dimenticata”. “Trent’anni sono tanti – ha concluso la cugina di Nada Cella – perché quello che gli investigatori hanno ora lo avevano anche 30 anni fa. Per cui sarebbe stato molto più semplice. Hanno lavorato sulle stesse cose gli investigatori e la Procura e hanno fatto un lavoro epocale, immenso, perché, sentendo le persone dopo 30 anni, i ricordi svaniscono, si ricordano cose diverse, è difficilissimo”.

Iran, Mattarella: efferata crudeltà in sterminio manifestanti

Roma, 15 gen. (askanews) – In Iran “insieme alla efferata crudeltà dello sterminio dei manifestanti, occultare quanto avviene – le manifestazioni di piazza, la repressione, le uccisioni – è stata la prima preoccupazione di un regime, che, fin dall’inizio, ha tentato di bloccare l’accesso alle fonti di informazione, la diffusione delle notizie”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso dell’incontro, al Quirinale, con i partecipanti al 30° anniversario del Seminario di Venezia per la stampa britannica.

Crans Montana, Nordio: Svizzera collabora, difficoltà normativa

Roma, 15 gen. (askanews) – “Tra governo italiano e governo svizzero la collaborazione è buona, le difficoltà sono essenzialmente di ordine normativo perché la disciplina anche di eventi come questo, che per esempio in Italia potrebbe ricadere sotto il profilo del dolo eventuale, quindi di un reato molto diverso dal reato colposo, magari in Svizzera potrebbe avere un’altra disciplina”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a margine della conferenza stampa seguita all’incontro a Palazzo Chigi con i familiari delle vittime del rogo di Capodanno a Crans Montana (Svizzera).

“Noi siamo da un punto di vista tecnico molto specifici sulla differenziazione tra reato colposo, la colpa con previsione, e il dolo eventuale. Certo che se il reato fosse considerato a titolo di dolo eventuale come qualche legale delle parti adombra cambierebbe moltissimo sotto tutti i profili e quindi oggi abbiamo avuto questa proficua e emozionante riunione sotto questi profili tecnici di collaborazione”, ha aggiunto.

Milano-Cortina, aperte le candidature per SheLeads

Roma, 15 gen. (askanews) – Sono aperte le candidature per “SheLeads: Donne Protagoniste d’Impresa”. L’iniziativa, promossa dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa Sociale e sostenuta da Visa Foundation con un contributo di 250.000 dollari, mira a rafforzare la formazione, l’empowerment e l’inclusione digitale di imprenditrici e aspiranti imprenditrici nella Città Metropolitana di Milano, con particolare attenzione alle aree svantaggiate e meno servite.

Il progetto riflette il più ampio impegno di Visa – in qualità di Official Payment Technology Partner di Milano Cortina 2026 – a lasciare un’eredità positiva e duratura nel capoluogo lombardo, città ospitante dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

In linea con la missione del Fondo per la Repubblica Digitale e con gli obiettivi strategici dell’ Impresa sociale, l’iniziativa intende promuovere la formazione digitale e l’inclusione socio-economica, favorendo lo sviluppo di competenze digitali e imprenditoriali e la partecipazione attiva delle donne nel mercato del lavoro e nei processi di innovazione.

A seguito di una “call for proposals” lanciata a novembre dall’Impresa sociale, l’organizzazione non profit Fondazione Italiana Accenture ETS è stata selezionata come Partner operativo dell’iniziativa e collaborerà con l’Impresa sociale nell’attuazione di diverse attività chiave del progetto.

Martina Lascialfari, Direttrice Generale del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa Sociale ha commentato: “Con ‘SheLeads’, vogliamo offrire a imprenditrici e aspiranti imprenditrici strumenti concreti per rafforzare le competenze digitali e imprenditoriali, dando loro l’opportunità di innovare e guidare il cambiamento. Grazie al supporto di Visa Foundation e alla collaborazione con Fondazione Italiana Accenture ETS, l’iniziativa propone un programma che unisce formazione di qualità, occasioni di confronto ed eventi in presenza pensati per stimolare la partecipazione attiva e favorire nuove sinergie. È attraverso queste esperienze condivise che si crea valore, si costruisce fiducia e si rafforza la capacità delle donne di incidere nei contesti professionali e territoriali. In linea con la missione del Fondo per la Repubblica Digitale e grazie alla collaborazione tra pubblico e privato, vogliamo contribuire a costruire un ecosistema più inclusivo, dove l’imprenditoria femminile sia una leva concreta per lo sviluppo e il futuro.”

“Siamo entusiasti di assistere all’avvio della fase operativa di SheLeads con l’apertura delle candidature. Questa iniziativa rappresenta un impegno concreto da parte di Visa Foundation nel sostenere le imprenditrici tramite le competenze digitali e la conoscenza finanziaria necessarie per prosperare nell’economia odierna. Supportando cinquanta imprese a guida femminile nella Città Metropolitana di Milano, non investiamo solo in storie di successo individuali, ma rafforziamo anche il tessuto economico locale in vista di Milano Cortina 2026. Questo progetto incarna la mission di Visa di creare un’eredità olimpica duratura che vada ben oltre i Giochi stessi.”, ha detto Stefano M. Stoppani, Country Manager di Visa Italia.

Per Simona Torre, Direttrice Generale Fondazione Italiana Accenture ETS: “Fondazione Italiana Accenture ETS è impegnata da anni nel capacity building a supporto dell’imprenditoria sociale, attraverso azioni formative volte a rafforzare competenze digitali, manageriali e organizzative, orientate alla sostenibilità economica. SheLeads, progetto di cui siamo orgogliosi di essere partner operativi, ci permette di valorizzare la nostra esperienza accompagnando le donne che intendono avviare o sviluppare un’attività imprenditoriale, promuovendo le competenze digitali come leva strategica di empowerment, leadership e creazione di valore economico e sociale.”

L’INIZIATIVA

L’obiettivo di “SheLeads” è formare 50 imprenditrici o aspiranti imprenditrici entro settembre 2026, offrendo corsi online, eventi di networking e strumenti per l’equilibrio tra vita professionale e personale, al fine di facilitare l’accesso alle competenze digitali, imprenditoriali e di sviluppo aziendale. I moduli formativi copriranno vari argomenti, tra cui: Digital Readiness e Productivity Tools, Business Model e Value Proposition, Fondamenti di Marketing Digitale, Educazione Finanziaria per Imprenditrici ed E-Commerce. Il progetto prevede tre eventi nell’area milanese, pensati per offrire workshop sull’educazione finanziaria ed esperienze ispirazionali, interattive e pratiche, con l’obiettivo di stimolare il coinvolgimento attivo delle partecipanti e favorire nuove connessioni. Il programma include tavole rotonde con stakeholder istituzionali e rappresentanti del mondo accademico e imprenditoriale, oltre a opportunità di role modeling e networking.

CHI PUÒ PARTECIPARE

L’iniziativa è aperta a: – Imprenditrici titolari di ditte individuali o in possesso di partita IVA; – Fondatrici e/o socie amministratrici di imprese (di qualsiasi forma giuridica) con sede in Italia e fino a 10 dipendenti; – Aspiranti imprenditrici.

Le partecipanti devono essere residenti all’interno dell’Area Metropolitana di Milano.

COME CANDIDARSI Coloro che sono interessate possono candidarsi compilando il modulo online disponibile a questo link. Le candidature sono aperte fino alle ore 10 di venerdì 6 marzo.

Per maggiori informazioni consultare il sito www.fondorepubblicadigitale.it/she-leads/

Putin: pronta rispristinare relazioni con i Paesi europei, quelle con l’Italia potrebbero essere migliori

Roma, 15 gen. (askanews) – La Russia si aspetta che Kiev e le altre capitali che la sostengono comprendano la necessità di raggiungere una pace duratura. Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin. Putin ha ricevuto oggi al Cremlino le credenziali di 34 nuovi ambasciatori stranieri. La cerimonia si è svolta nella Sala di Alessandro del Gran Palazzo del Cremlino.

“Il nostro Paese punta a una pace duratura e sostenibile che garantisca in modo affidabile la sicurezza di tutti. Non tutti, compresi Kiev e le capitali che la sostengono, sono pronti a questo. Ma speriamo che la consapevolezza di questa necessità arrivi prima o poi. Nel frattempo, la Russia continuerà a perseguire con coerenza i propri obiettivi”, ha affermato Putin durante la cerimonia di presentazione delle credenziali. “La sicurezza deve essere davvero globale ed equa. Non può essere assicurata a spese degli altri. Questo principio è sancito nei documenti internazionali fondamentali e ignorarlo non ha mai portato né porterà nulla di buono”, ha affermato Putin davanti ai nuovi ambasciatori durante la cerimonia di presentazione delle credenziali al Cremlino.

Il capo dello Stato ha inoltre affermato che la Russia è pronta a mantenere relazioni aperte con tutti i Paesi disposti a tale cooperazione. “Siamo pronti a mantenere relazioni aperte e reciprocamente vantaggiose con tutti i partner interessati alla cooperazione”, ha ribadito il presidente russo. Lo stato attuale delle relazioni della Russia con alcuni Paesi europei, tra cui l’Italia, potrebbe essere migliore, ha sottolineato Putin, che ha aggiunto che Mosca è pronta a ripristinare il livello necessario di relazioni con i Paesi europei. “La cooperazione su questioni internazionali e regionali chiave (con alcuni Paesi europei) è stata congelata. Vorrei credere che con il tempo la situazione cambierà e che i nostri stati torneranno a una comunicazione costruttiva normale, basata sui principi di rispetto degli interessi nazionali e di considerazione delle legittime preoccupazioni per la sicurezza”, ha detto il presidente russo. “La Russia è stata e rimane impegnata in tali approcci ed è pronta a ripristinare il livello necessario di relazioni”, ha aggiunto Putin durante la cerimonia di presentazione delle credenziali.

Lo stato attuale delle relazioni della Russia con Italia, Francia, Austria e alcuni Paesi europei potrebbe essere migliore, ha aggiunto Putin.

Crans-Montana, famiglie delle vittime a Palazzo Chigi. Mantovano: Italia con unica voce in vicenda giudiziaria

Roma, 15 gen. (askanews) – “Questo primo incontro prova a far sì che l’Italia, in tutte le sue istituzioni, abbia un’unica voce nelle vicende giudiziarie in corso”. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano al termine dell’incontro con le famiglie delle vittime dell’incendio di Crans Montana a Palazzo Chigi. “L’attenzione del governo e della presidenza del Consiglio – ha aggiunto – non intende limitarsi soltanto ai primi momenti ma intende proseguire per affrontare tutte le questioni aperte”.

“La confederazione elvetica non fa parte dell’Ue quindi la cooperazione giudiziaria è meno agevole rispetto a quella interna al sistema europeo. Questo rende ancora più necessario un coordinamento con le famiglie e gli avvocati che le rappresentano”, ha sottolineato Mantovano. “Per i feriti – ha puntualizzato – vale lo stesso livello di attenzione”.

“Quello che riteniamo importante è che ci sia un coordinamento giudiziario – perché alcune famiglie hanno nominato già degli avvocati – di trovare una linea comune giudiziaria non solo per ottimizzare l’attività dei singoli avvocati, ma per dare una immagine coesa e coordinata di tutta l’azione non solo dello Stato italiano, ma anche delle singole famiglie”, ha detto l’Avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, in conferenza stampa al termine dell’incontro a Palazzo Chigi tra il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il Ministro della giustizia Carlo Nordio, l’Avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, i rappresentanti dei Ministeri degli esteri, dell’interno, degli affari europei e della Protezione Civile, con i familiari delle vittime della strage di Crans-Montana.

“Fin dall’inizio, oltre a partecipare emotivamente come istituto e personalmente a questa a questa grave vicenda – ha aggiunto – abbiamo preso immediatamente i contatti con la procura cantonale e con la procura della Repubblica di Roma, per immaginare un percorso anche giuridico di presenza dello Stato in un modo più forte anche dinanzi al processo che si svolge in Svizzera”.

“Naturalmente noi seguiamo anche il procedimento che si sta aprendo davanti alla procura di Roma, e vedremo se ci saranno le condizioni per intervenire anche lì, come governo e come Stato italiano”, aggiungendo che con la procuratrice generale Béatrice Pilloud che deve far luce sulla strage di Crans-Montana, “abbiamo stabilito un rapporto diretto, abbiamo avuto subito tutta la collaborazione possibile”. E “come ho spiegato alla procuratrice cantonale, l’idea è di essere presenti e seguire la questione fin dalla parte iniziale delle indagini, avere accesso agli atti. Non abbiamo al momento da fare delle rimostranze o indicazioni sulle modalità con cui si è proceduto. Noi vogliamo soprattutto dare un significato alla presenza dello Stato, non solo formale ma anche sostanziale di aiuto alle famiglie e di coordinamento”. “È un coordinamento – ha aggiunto – per cercare di ottimizzare e sostenere le famiglie, perché il momento è molto difficile anche emotivamente. E’ importante sapere di non essere soli; è questo il senso della nostra presenza. Il segnale deve arrivare chiaro e forte: vogliamo esserci, vogliamo essere presenti a sostegno delle famiglie, come d’altronde anche la Francia che ha aperto un’inchiesta a specchio. Altrettanto vogliamo fare noi”.

“Come sapete la giurisdizione italiana, in delitti commessi all’estero anche a danno di cittadini italiani, è sottoposta a dei vincoli rigorosi, uno dei quali è quello della presenza nel territorio dello Stato dell’eventuale responsabile o degli eventuali responsabili sia a titolo di colpa, di dolo o di dolo eventuale. In questo caso questa presenza non c’è e quindi vi è un difetto in questo momento di giurisdizione, ma questo non significa che la magistratura italiana e il governo italiano e il ministro della Giustizia non si stiano attivando”, ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, al termine di un incontro a Palazzo Chigi con i familiari delle vittime del rogo di Capodanno a Crans Montana (Svizzera).

“Abbiamo notizia, naturalmente nei limiti del rigoroso rispetto istruttorio e ovviamente della indipendenza della magistratura inquirente, che la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo contro gli ignoti per i reati di incendio e di omicidio colposo aggravato. Saranno richieste rogatorie all’autorità svizzera per conoscere il quando, il come, il perché, tutte le circostanze che possono essere utili per la ricostruzione dell’evento. Il codice penale dell’articolo 10 prevede anche la richiesta al ministro della giustizia italiano per procedere eventualmente contro queste persone, richiesta che noi siamo intenzionati a fare appena si creeranno i presupposti, per il resto la giurisdizione svizzera naturalmente è sovrana” ha aggiunto.

“Abbiamo assicurato ai parenti, ai loro rappresentanti legali, ai loro avvocati tutta la nostra vicinanza e tutta la nostra collaborazione per tutto quanto può servire” per “il coinvolgimento eventualmente di organi sovranazionali” ha concluso Nordio.

Roma, al Chiostro del Bramante ripartono le attività per famiglie

Roma, 15 gen. (askanews) – A partire dal 18 gennaio e fino al 15 febbraio a Roma DART Chiostro del Bramante avvia una nuova edizione delle attività dedicate a famiglie e bambini, inserite nel programma educativo che accompagna la programmazione espositiva del museo. Le attività, della durata di circa un’ora, si svolgono ogni domenica alle ore 10.30 e sono rivolte a famiglie con bambini dai 4 ai 10 anni e si svolgono in doppia lingua (italiano/inglese).

Il nuovo ciclo di appuntamenti, intitolato “Un fiore per guardare il mondo”, invita adulti e bambini a esplorare l’arte attraverso un approccio partecipativo che unisce osservazione, racconto e pratica creativa. L’attività prende avvio dalle opere esterne della mostra in corso e prosegue con un laboratorio in cui i partecipanti (adulti e bambini assieme) realizzano un fiore simbolico, inteso come strumento per osservare lo spazio museale da una prospettiva diversa. Al termine, le famiglie possono visitare autonomamente la mostra, integrando l’esperienza educativa con il percorso espositivo.

Le attività sono strettamente connesse alla mostra attualmente in corso, “Flowers. Dal Rinascimento all’intelligenza artificiale”, un progetto espositivo che attraversa cinque secoli di storia dell’arte e mette in dialogo opere storiche e contemporanee, installazioni immersive e sperimentazioni tecnologiche.

Mimit: Stellantis entra in AI4I e Fondazione Chips-IT

Milano, 15 gen. (askanews) – Stellantis entra in AI4I e Fondazione Chips-IT. L’adesione è stata ufficializzata a Palazzo Piacentini, alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. L’Istituto italiano di intelligenza artificiale (AI4I), è il primo istituto nazionale, nato su iniziativa del governo con sede a Torino, interamente dedicato all’applicazione dell’AI all’economia reale, mentre la Fondazione Chips-IT è il primo polo nazionale di ricerca industriale e innovazione su chip e semiconduttori, con sede a Pavia, che ha l’obiettivo di rafforzare l’autonomia strategica dell’Italia e dell’Europa nella progettazione dei circuiti integrati.

“L’ingresso di Stellantis in AI4I e nella Fondazione Chips-IT rafforza la competitività del sistema produttivo e promuove l’innovazione tecnologica del settore automotive. Si tratta di un segnale chiaro, perché il potenziamento delle capacità del Paese nei settori dell’intelligenza artificiale e dei semiconduttori è prioritario per la politica industriale. La collaborazione virtuosa tra pubblico e privato diventa così una leva strategica per accelerare ricerca e sviluppo e consolidare la sovranità tecnologica italiana ed europea”, ha dichiarato il ministro Urso.

L’intesa rientra nel Piano d’azione per l’Italia concordato il 17 dicembre 2024 tra il gruppo automobilistico e il Mimit, al termine del Tavolo dedicato, e rappresenta un nuovo passo nella collaborazione tra pubblico e privato sul fronte della ricerca e dello sviluppo tecnologico.

“La sinergia tra industria, università e centri di ricerca è fondamentale per costruire un ecosistema dell’innovazione nazionale solido e competitivo. È per questo motivo che con il Mimit abbiamo deciso di rendere l’adesione a queste realtà di ricerca altamente qualificate come parte integrante del nostro Piano di impegni per l’Italia”, ha affermato il responsabile Europa di Stellantis Emanuele Cappellano.

“AI4I – ha precisato il presidente Fabio Pammolli – si propone come hub nazionale e internazionale di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico, in grado di attrarre giovani talenti e leader scientifici, creare strumenti e servizi AI per le imprese, sostenere la nascita di nuove iniziative imprenditoriali e contribuire alla sovranità tecnologica italiana ed europea”. “Fondazione Chips-IT intende rafforzare la posizione dell’Italia e dell’Europa in un settore oggi fondamentale per la trasformazione digitale e la competitività industriale. Stiamo crescendo rapidamente: oggi abbiamo più di quaranta dipendenti e contiamo di arrivare a circa 100 entro la fine del 2026”, ha sottolineato il presidente Alberto Sangiovanni-Vincentelli.

Compleanno in Giappone per Meloni: io al lavoro, vostro affetto mia forza

Tokyo, 15 gen. (askanews) – “Ci tengo a ringraziare ciascuno di voi per gli auguri, per i tanti commenti, i tanti messaggi, i tanti post, per l’affetto che mi è arrivato anche se sono lontana”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un videomessaggio di ringraziamento pubblicato sui social in occasione del suo 49mo compleanno che sta trascorrendo a Tokyo.

“Vengo dall’Oman, sto andando verso la Corea del Sud, in una missione internazionale – ha spiegato – che serve a rafforzare alcuni rapporti estremamente strategici per l’Italia. Ma nonostante io sia al lavoro così lontana da casa, il vostro affetto è arrivato e vi garantisco che fa la differenza, siete la mia forza. Grazie”.

Cinema, anteprima italiana di "Franz" apre il Trieste Film Festival

Roma, 15 gen. (askanews) – L’anteprima italiana di “Franz”, il ritratto di Kafka di Agnieszka Holland, apreil 37esimo Trieste Film Festival, il primo e più importante appuntamento italiano con il cinema dell’Europa centro orientale, domani venerdì 16 gennaio al Teatro Miela a Trieste (Piazza Duca degli Abruzzi 3), con una doppia proiezione alle 19.30 e alle 22 (ingresso libero, con precedenza inviti).

Il festival si svolgerà a Trieste fino al 24 gennaio con film, documentari, corti, masterclass e incontri con i protagonisti, dai grandi maestri agli esordienti, registi e attori, e con le loro storie, capaci di creare ponti tra Est e Ovest.

Inaugura il festival il ritorno della regista polacca Agnieszka Holland (distribuito in Italia da Movies Inspired), che torna dopo il successo di “Green Border” del 2023 (Premio speciale della giuria alla Mostra del cinema di Venezia). Dopo le anteprime a Toronto e San Sebastian, arriva anche in Italia il progetto più ambizioso della carriera della regista. Il biopic è stato candidato dalla Polonia per la categoria Miglior Film Internazionale agli Oscar 2026 (Academy Awards 98) e ha ricevuto tre nominations agli European Film Award (EFA) – European Actor (per Idan Weiss), European Costume Designer e European Make-Up & Hair Artist.

Una storia ispirata alla vita, all’opera e all’immaginazione dello scrittore Franz Kafka, figura affascinante e in anticipo sui tempi. Vegetariano, maniaco del lavoro, introverso, emarginato, amante epistolare e impiegato intrappolato in un incubo. Franz racconta l’immaginazione, l’umorismo, il dolore e il mondo interiore di un uomo che nei suoi scritti ha definito l’angoscia esistenziale moderna e che ancora oggi, un secolo dopo la sua morte, con le sue parole fa emergere le nostre paure e i nostri desideri nascosti. Il film si apre con l’infanzia di Kafka a Praga e ripercorre la sua vita fino alla morte in Austria dopo la Prima guerra mondiale. Trattando tutti gli aspetti della sua vita, dal rapporto con il padre autoritario all’amicizia con Max Brod, fino alle complicate relazioni amorose con Felice Bauer e Milena Jesenska, il film offre un affresco di un uomo che nel suo desiderio di una vita “normale” è riuscito a scrivere opere straordinarie.

Iran, portaerei Usa verso il Medio Oriente ma Trump frena. Al Jaazera: ha rassicurato Teheran, non attaccherà

Roma, 15 gen. (askanews) – Il presidente statunitense Donald Trump avrebbe informato l’Iran di non avere intenzione di attaccare, ha dichiarato oggi un funzionario iraniano di stanza in Pakistan. Secondo quanto riferisce l’emittente qatarina Al Jazeera, per l’inviato iraniano in Pakistan, Reza Amiri Moghadam, Trump ha comunicato a Teheran la sua volontà di evitare il conflitto, chiedendo al contempo moderazione. L’inviato ha spiegato di aver ricevuto la comunicazione intorno all’1 di notte ora pachistana di mercoledì, che confermava la posizione di Trump e il suo invito all’Iran a non attaccare gli interessi statunitensi nella regione.

Intanto una portaerei statunitense ha lasciato il Mar cinese meridionale dopo un’esercitazione a fuoco reale e si sta dirigendo verso il Medio Oriente, nel contesto delle crescenti tensioni legate alle proteste antigovernative in Iran. Lo ha riferito l’emittente statunitense NewsNation, citando fonti del Pentagono.

Secondo quanto riportato, il Dipartimento della Difesa ha ordinato alla portaerei USS Abraham Lincoln e al suo gruppo d’attacco, che comprende cacciatorpediniere lanciamissili classe Arleigh Burke, di lasciare la loro posizione nel Mar cinese meridionale e dirigersi verso il Medio Oriente.

In base al tracciatore delle portaerei dell’Us Naval Institute, all’inizio della settimana non risultavano portaerei statunitensi dispiegate nella regione sotto il comando di Us Central Command. La Abraham Lincoln era la più vicina all’area tra i gruppi d’attacco in servizio attivo, operando nelle acque nei pressi di Scarborough Shoal.

La portaerei ha lasciato il porto di San Diego a novembre ed era presente nel Mar cinese meridionale dallo scorso mese, operando per almeno due settimane nella rotta marittima ricca di risorse rivendicata da più paesi della regione. Filmati diffusi dal Defence Visual Information Distribution Service del Pentagono mostrano che la scorsa settimana la Abraham Lincoln ha condotto diverse attività addestrative, tra cui un’esercitazione a fuoco reale l’8 gennaio con il sistema Phalanx di difesa ravvicinata, oltre a operazioni di volo, rifornimenti in mare, addestramento al controllo dei danni e attività di neutralizzazione di ordigni esplosivi. Le esercitazioni si sono svolte pochi giorni prima di un nuovo scambio di accuse tra Cina e Filippine con episodi di tensione nelle acque contese. Lo spostamento della portaerei avviene mentre il Medio Oriente è segnato dall’escalation in Iran, dove sono in corso le più vaste proteste antigovernative dal 1979.

Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha evocato la possibilità di un’azione militare se la repressione fosse proseguita. Trump ha scritto sui social che le autorità iraniane “pagheranno un prezzo elevato” per l’uccisione di civili, invitando la popolazione a continuare a protestare e affermando che “gli aiuti sono in arrivo”. Ieri ha però attenuato i toni, sostenendo che “le uccisioni in Iran si stanno fermando”.

Teheran ha avvertito che colpirebbe le forze statunitensi in Medio Oriente in caso di attacco, provocando l’uscita di parte del personale militare statunitense e britannico dalla base di Al Udeid Air Base in Qatar.

Iran, portaerei Usa verso il Medio Oriente ma Trump frena. Al Jaazera: ha rassicurato Teheran, non attaccherà

Roma, 15 gen. (askanews) – Il presidente statunitense Donald Trump avrebbe informato l’Iran di non avere intenzione di attaccare, ha dichiarato oggi un funzionario iraniano di stanza in Pakistan. Secondo quanto riferisce l’emittente qatarina Al Jazeera, per l’inviato iraniano in Pakistan, Reza Amiri Moghadam, Trump ha comunicato a Teheran la sua volontà di evitare il conflitto, chiedendo al contempo moderazione. L’inviato ha spiegato di aver ricevuto la comunicazione intorno all’1 di notte ora pachistana di mercoledì, che confermava la posizione di Trump e il suo invito all’Iran a non attaccare gli interessi statunitensi nella regione.

Intanto una portaerei statunitense ha lasciato il Mar cinese meridionale dopo un’esercitazione a fuoco reale e si sta dirigendo verso il Medio Oriente, nel contesto delle crescenti tensioni legate alle proteste antigovernative in Iran. Lo ha riferito l’emittente statunitense NewsNation, citando fonti del Pentagono.

Secondo quanto riportato, il Dipartimento della Difesa ha ordinato alla portaerei USS Abraham Lincoln e al suo gruppo d’attacco, che comprende cacciatorpediniere lanciamissili classe Arleigh Burke, di lasciare la loro posizione nel Mar cinese meridionale e dirigersi verso il Medio Oriente.

In base al tracciatore delle portaerei dell’Us Naval Institute, all’inizio della settimana non risultavano portaerei statunitensi dispiegate nella regione sotto il comando di Us Central Command. La Abraham Lincoln era la più vicina all’area tra i gruppi d’attacco in servizio attivo, operando nelle acque nei pressi di Scarborough Shoal.

La portaerei ha lasciato il porto di San Diego a novembre ed era presente nel Mar cinese meridionale dallo scorso mese, operando per almeno due settimane nella rotta marittima ricca di risorse rivendicata da più paesi della regione. Filmati diffusi dal Defence Visual Information Distribution Service del Pentagono mostrano che la scorsa settimana la Abraham Lincoln ha condotto diverse attività addestrative, tra cui un’esercitazione a fuoco reale l’8 gennaio con il sistema Phalanx di difesa ravvicinata, oltre a operazioni di volo, rifornimenti in mare, addestramento al controllo dei danni e attività di neutralizzazione di ordigni esplosivi. Le esercitazioni si sono svolte pochi giorni prima di un nuovo scambio di accuse tra Cina e Filippine con episodi di tensione nelle acque contese. Lo spostamento della portaerei avviene mentre il Medio Oriente è segnato dall’escalation in Iran, dove sono in corso le più vaste proteste antigovernative dal 1979.

Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha evocato la possibilità di un’azione militare se la repressione fosse proseguita. Trump ha scritto sui social che le autorità iraniane “pagheranno un prezzo elevato” per l’uccisione di civili, invitando la popolazione a continuare a protestare e affermando che “gli aiuti sono in arrivo”. Ieri ha però attenuato i toni, sostenendo che “le uccisioni in Iran si stanno fermando”.

Teheran ha avvertito che colpirebbe le forze statunitensi in Medio Oriente in caso di attacco, provocando l’uscita di parte del personale militare statunitense e britannico dalla base di Al Udeid Air Base in Qatar.

"Eurovision Song Contest Live Tour" sarà anche a Milano a giugno

Milano, 15 gen. (askanews) – L’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU) è lieta di annunciare che il primo tour ufficiale “Eurovision Song Contest Live Tour” attraverserà l’Europa quest’estate per celebrare i 70 anni del più grande evento musicale dal vivo al mondo. La data italiana, prodotta da Vivo Concerti, è prevista venerdì 19 giugno 2026 all’Arena Milano di Milano.

Creata appositamente per l’anno dell’anniversario, questa indimenticabile esperienza concertistica riunisce gli iconici artisti dell’Eurovision Song Contest e gli artisti dell’edizione del 2026 per celebrare l’eredità del concorso, la fan base globale e sette decenni di musica indimenticabile.

Dopo il record di biglietti esauriti per il 70° Eurovision Song Contest, l’Eurovision Song Contest Live Touro ffre a coloro che non possono assistere agli spettacoli di Vienna la possibilità di condividere la magia dell’Eurovision e di godersi spettacoli di livello mondiale, realizzati con la portata, lo spettacolo e lo spirito che il pubblico si aspetta dall’Eurovision Song Contest. A giugno e luglio, decine di migliaia di fan sono invitati a riunirsi in 10 grandi città europee per celebrare la musica, la comunità e le tradizioni condivise che caratterizzano l’evento.

Nell’Eurovision Song Contest Live Tour si esibiranno artisti iconici che hanno dato vita a performance leggendarie negli ultimi sette decenni dell’Eurovision Song Contest e 10 artisti in gara nella competizione del 2026 a Vienna. E non è tutto! Ospiti speciali a sorpresa si esibiranno dal vivo sul palco in ogni città. Gli artisti dell’edizione 2026 dell’Eurovision Song Contest che prenderanno parte all’Eurovision Song Contest Live Tour saranno annunciati il giorno successivo alla finale dell’Eurovision Song Contest.

Le icone che si esibiranno in ogni città saranno annunciate nelle prossime settimane e gli Eurofan potranno scoprire per primi chi sono.

La line up, ricca di star, può variare a seconda della città e del Paese. La lineup completa degli artisti per ogni tappa sarà disponibile su www.eurovision.com/tour.

Gli artisti eseguiranno i brani da loro presentati all’Eurovision Song Contest, oltre a cover delle loro canzoni preferite tratte dai 70 anni di storia del concorso.

Gli Eurofan che si iscriveranno prima del 1° febbraio 2026 riceveranno un accesso anticipato esclusivo ai biglietti tramite una prevendita dedicata. Registrati su https://www.eurovision.com/account/register/ Ulteriori dettagli su come acquistare i biglietti per ogni data del tour saranno pubblicati a breve su Eurovision.com. L’Eurovision Song Contest Live Tour sarà promosso da Semmel Concerts e la casa di produzione sarà Progress Productions. Martin Green, CBE, Direttore dell’Eurovision Song Contest, ha dichiarato: “Mentre celebriamo i 70 anni dell’Eurovision Song Contest, volevamo fare qualcosa di veramente unico e speciale, e l’Eurovision Song Contest Live Tour è esattamente questo. Questo storico primo tour cattura l’evoluzione del Contest – da icona televisiva a esperienza live immersiva – con un format che celebra il nostro fantastico passato guardando al futuro.

“Per la prima volta in assoluto, portiamo la magia dell’esperienza live dell’Eurovision Song Contest direttamente ai fan, ai loro amici e alle loro famiglie in tutta Europa. Questa è la nostra occasione per celebrare la musica, gli artisti e la comunità che hanno reso l’Eurovision Song Contest ciò che è da sette straordinari decenni.” James O’Brien, CEO di Progress Productions, ha aggiunto:

“Creare questa serie di concerti è un onore straordinario. L’Eurovision Song Contest ha prodotto alcune delle performance più indimenticabili nella storia della musica e non vediamo l’ora di portare quell’energia nelle arene di tutta Europa nel 2026. Questo tour sarà una celebrazione di tutto ciò che rende l’Eurovision Song Contest iconico.”

L’Eurovision Song Contest Live Tour inizierà un mese dopo la Finale del 70° Eurovision Song Contest, che si terrà a Vienna il 16 maggio, con semifinali il 12 e il 14 maggio. Canzoni e artisti in rappresentanza di 35 emittenti si sfideranno alla Wiener Stadthalle, che ha ospitato anche il 60° Eurovision Song Contest nel 2015.

Tutti i dettagli sul Live Tour saranno disponibili su eurovision.com non appena saranno annunciate ulteriori informazioni.

Eurovision Song Contest Live Tour Date:

Giugno 2026

Lunedì 15 giugno – Londra, Regno Unito – O2 Arena Mercoledì 17 giugno – Amburgo, Germania – Barclays Arena Venerdì 19 giugno – Milano, Italia – Arena Milano Sabato 20 giugno – Zurigo, Svizzera – Hallenstadion Lunedì 22 giugno – Anversa, Belgio – AFAS Dome Martedì 23 giugno – Colonia, Germania – Lanxess Arena Giovedì 25 giugno – Copenaghen, Danimarca – Royal Arena Sabato 27 giugno – Amsterdam, Paesi Bassi – Ziggo Dome Lunedì 29 giugno – Parigi, Francia – Accor Arena

Luglio 2026

Giovedì 2 luglio – Stoccolma, Svezia – Avicii Arena

Teatro, a Napoli Carmen di Marzo porta in scena "Il Cuore Inverso"

Roma, 15 gen. (askanews) – Carmen di Marzo porta a Napoli “Il Cuore Inverso” di Nando Vitali. Lo spettacolo, con la regia di Paolo Vanacore, andrà in scena il 16 gennaio all’interno della rassegna di teatro e musica Wunder Kammer – quest’anno dedicata alle vittime del genocidio in Palestina – al Palazzo dei Congressi, Molo Angioino.

“Il Cuore Inverso”, che andrà poi in tour in tutta Italia, è un monologo dedicato alla memoria di Iole Mancini, ultima staffetta partigiana deceduta il 2 dicembre 2024 all’età di 104 anni.

Su oltre 50.000 donne che in bicicletta hanno avuto ruolo da protagoniste durante la resistenza al nazifascismo, solo 37 sono state riconosciute con medaglie al valore. Questo monologo nasce con l’intento di dare luce ad una di loro, di famiglia napoletana, che si è trovata da adolescente a Ferrara per motivi famigliari (padre ferroviere e socialista). A circa vent’anni, dopo l’armistizio dell’8 settembre, e dopo l’arresto e la morte della madre aderisce a una brigata partigiana dove inizia la sua avventura. Ma è soprattutto quel luogo oscuro della Storia dove per secoli le donne sono state relegate. La storia della Resistenza è una delle occasioni che attraverso l’arte riafferma il concetto di una energia femminile contro le ingiustizie, la barbarie e la discriminazione in tutte le sue forme. Le nuove staffette sono quelle di una poetica condivisa. La bicicletta è l’allegoria di un fulmine bianco di pace e solidarietà che ci rende umani ad oltranza.

Giuli a Gibellina: dove c’è il pericolo cresce anche ciò che salva



Gibellina (Trapani), 15 dic. (askanews) – “La cultura è un antidoto alla violenza e allo scorrere del sangue. In Italia l’offerta culturale è straordinaria, però Gibellina è Gibellina. Il Cretto di Burri è l’espresssione più potente non solo del fatto che Gibellina ha preso coscienza di sé, ma anche che attraverso l’arte ha mostrato che là dove è il pericolo, cresce quello che salva”. Lo ha detto il ministro della Cultura Alessandro Giuli, nel suo intervento alla cerimonia di inaugurazione di Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026.

“Gibellina – ha aggiunto il ministro – è l’esempio tangibile di un luogo nel quale è successo qualcosa che ha trasformato molto e ha provocato la crescita di un tessuto sociale con una consapevolezza superiore: Gibellina ha saputo rigenerarsi e fare di quell’immane tragedia qualcosa di sacro. Qui la morte ha portato una coscienza superiore della vita”.

Gibellina prima Capitale arte contemporanea: "Portami il futuro"

Gibellina, 15 gen. (askanews) – A 58 anni dal terremoto che sconvolse il Belìce nel 1968, Gibellina, la città rinata e ricostruita nel segno degli artisti e che oggi ospita il Grande Cretto di Alberto Burri, inaugura il proprio anno come prima Capitale italiana dell’arte contemporanea. “Questa giornata segna il definitivo riscatto da quel giorno – ha detto il sindaco Salvatore Sutera -. La sfida è stata vinta, quell’utopia è diventata realtà”. Alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli, ma anche di moltissimi cittadini, il municipio di Gibellina ha ospitato la cerimonia di inaugurazione del “grande laboratorio di arte contemporanea” che crede “nel ruolo dell’arte pubblica e nell’energia di questo territorio”.

“In Italia – ha detto Giuli dal palco – l’offerta culturale è straordinaria, però Gibellina è Gibellina. Il Cretto di Burri è l’espresssione più potente non solo del fatto che Gibellina ha preso coscienza di sé, ma anche che attraverso l’arte ha mostrato che là dove è il pericolo, cresce quello che salva. Gibellina è l’esempio tangibile di un luogo nel quale è successo qualcosa che ha trasformato molto e ha provocato la crescita di un tessuto sociale con una consapevolezza superiore: Gibellina ha saputo rigenerarsi e fare di quell’immane tragedia qualcosa di sacro. Qui la morte ha portato una coscienza superiore della vita”.

Il tema per questo 2026 scelto dalla cittadina trapanese è “Portami il futuro” e il programma, che prende il via oggi, prevede nel corso dell’anno mostre, residenze d’artista, pratiche performative, progetti educativi, momenti di partecipazione e di studio. Si tratta di una iniziativa corale che coinvolge i comuni della Valle del Belìce, i centri del Trapanese e si appoggia anche a un partenariato nazionale e internazionale. Partendo dall’idea che “arte e cultura sono un diritto inalienabile, accessibile e condiviso”.

“Una città espressa dagli artisti non si può limitare a mero esperimento estetico, ma deve farsi arte della presenza, per esprimere una narrazione sincera ed efficace sulla contemporaneità”, ha detto il direttore artistico della Capitale 2026, Andrea Cusumano, che ha sottolineato anche la dimensione mediterranea del progetto, oltre alla volontà di guardare oltre gli stereotipi. “Tutto il mondo è periferia – ha aggiunto Cusumano – e ogni luogo è espressione di una centralità di relazioni”.

Le mostre inaugurali, che puntano anche a delineare i temi dell’intero anno, a partire da quello del mare attraverso il lavoro in video dei Masbedo e di Adrian Paci, allestita al Teatro di Pietro Consagra. Al lavoro delle donne è invece dedicata la mostra “Colloqui: Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot, Nanda Vigo”. Altre mostre sono la collettiva “Generazione Sicilia”, ospitata dal MAC, Museo d’arte contemporanea Ludovico Corrao. Le giornate inaugurali prevedono anche due concerti gratuiti all’aperto: della banda del Sud e di Max Gazzè con la Calabria Orchestra.

Gli obiettivi di Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026 sono dichiarati: rafforzare la comunità, riattivare l’utopia culturale del territorio e orientare lo sguardo verso nuovi orizzonti. Con l’idea, non solo di “immaginare il futuro, ma assumerlo come responsabilità collettiva attraverso l’arte, la cura e la partecipazione”. (Leonardo Merlini)

Il Papa incontra i familiari delle vittime di Crans-Montana: sono molto commosso

Città del Vaticano, 15 gen. (askanews) – “Sono molto commosso nell’incontravi”. Così Papa Leone si è rivolto ai familiari della tragedia di Crans-Montana, in Svizzera, ricevuti in Vaticano. “Volevo avere opportunità di condividere in momento di prova della nostra fede”, ha poi detto il Pontefice che si è chiesto, davanti a questo dramma: “Perché Signore, perché…”.

“Una delle persone a voi più care, più amate, ha perso la vita in una catastrofe di estrema violenza, oppure si trova ricoverata in ospedale per un lungo periodo, con il corpo sfigurato dalle conseguenze di un terribile incendio che ha colpito l’immaginario di tutto il mondo”, ha quindi affermato il pontefice rivolgendosi ai familiari raccolti per incontrarlo. “E questo nel momento più inaspettato, in un giorno in cui tutti gioivano e festeggiavano per scambiarsi auguri di gioia e felicità”, ha, quindi voluto sottolineare papa Prevost.

“Cosa dire in una circostanza simile? Quale senso dare a tali eventi? – ha, quindi domandato – Dove trovare una consolazione all’altezza di ciò che provate, un conforto che non sia costituito da parole vane e superficiali, ma che tocchi nel profondo e ravvivi la speranza?”.

“L’affetto e le parole umane di compassione che vi rivolgo oggi sembrano molto limitate e impotenti. D’altra parte, il Successore di Pietro che siete venuti a incontrare oggi ve lo afferma con forza e convinzione: la vostra speranza non è vana, perché Cristo è veramente risorto!”. Queste le parole di dolore ma, nello stesso tempo di speranza, che Papa Leone XIV ha voluto rivolgere ai familiari delle vittime dell’incendio a Crans-Montana in Svizzera, ricevuti in udienza in Vaticano.

“La Santa Chiesa ne è testimone e lo annuncia con certezza. San Paolo, che lo aveva visto vivo, diceva ai cristiani di Corinto: ‘Se abbiamo riposto la nostra speranza in Cristo solo per questa vita, siamo gli uomini più da compatire. Ma no! Cristo è risorto dai morti, lui, primo risorto tra coloro che si sono addormentati'”.

“Cari fratelli e sorelle, nulla potrà mai separarvi dall’amore di Cristo, così come i vostri cari che soffrono o che avete perso. La fede che abita in noi illumina i momenti più bui e dolorosi della nostra vita con una luce insostituibile, che ci aiuta a continuare coraggiosamente il cammino verso la meta”, ha, quindi, concluso Papa Leone XIV.

Formaggi di bufala, vendite in crescita: +8% in valore e volumi

Bologna, 15 gen. (askanews) – Una regina bianca conquista gli scaffali italiani. E’ la mozzarella di bufala, e i numeri parlano chiaro: più 7,7% in volume, più 8,1% in valore nell’ultimo anno. Sono i dati NielsenIQ elaborati per Fattorie Garofalo. Mentre il comparto caseario tradizionale cresce a passo lento, la bufala corre. A raccontare questo boom è il gruppo campano, presente a Marca alla fiera di Bologna.

“Nel canale retail, sia hard discount che iper plus super, la crescita dei formaggi di bufala è importante – spiega Alfio Schiatti, Chief Commercial Officer Fattorie Garofalo -. I dati del mercato classico del formaggio tendenzialmente sono stabili, mentre l’area della bufala cresce dall’8 al 20%. Quindi il consumatore sta facendo una scelta importante davanti al lineare”. Una scelta che premia la qualità. E dietro ogni forma di mozzarella c’è una filiera che parte dal benessere animale. “Per fare un latte di qualità – ricorda Raffaele Garofalo, Ceo Chief Executive Officer Fattorie Garofalo – ci sono vari aspetti: l’alimentazione prima di tutto, ma c’è anche il benessere degli animali. Perché sicuramente un animale sano, un animale felice produce un latte buono.”

Dodicimilasettecento bufale, quaranta milioni di litri di latte lavorati ogni anno. E una sfida: portare l’eccellenza italiana sempre più lontano. “Noi gestiamo una filiera integrata e circolare – dice Schiatti -. Dal latte immediatamente viene lavorato il prodotto, riusciamo a garantire il giorno dopo il prodotto su tutti i lineari italiani. Garantiamo una freschezza e una qualità altissima”.

Ma la bufala non è solo mozzarella – che di suo ha rafforzato il posizionamento premium del segmento -. La Burrata vola a più 18%, la ricotta a più 11%. E all’orizzonte, una nuova protagonista: la stracciatella, pronta a conquistare il 20% del mercato. “In futuro – secondo Garofalo – prevediamo un allargamento della gamma di prodotti che vogliamo offrire ai consumatori. Il latte di bufala è un latte molto particolare, ricco di proteine, con un lattosio particolare. Per il futuro speriamo di presentare delle novità sul mercato”.

Centocinquemila tonnellate di formaggi di bufala vendute nel mondo solo nel primo semestre del 2025. La bufala campana Dop non è più solo un simbolo del Made in Italy: è un’ambasciatrice globale. E questa, è solo l’ultima tappa di un viaggio che profuma di latte fresco.

Cinema, a Torino torna il Festival CinemAmbiente: dal 3 al 7 giugno

Roma, 15 gen. (askanews) – Si svolgerà a Torino dal 3 al 7 giugno il 29esimo Festival CinemAmbiente, organizzato dal Museo Nazionale del Cinema e diretto da Lia Furxhi. Come in passato, saranno due le sezioni competitive del Festival – il Concorso internazionale Documentari e il Concorso internazionale Cortometraggi – cui si affiancheranno le sezioni non competitive Made in Italy, vetrina della miglior produzione documentaristica nazionale dell’ultimo anno, e Panorama, che presenterà una selezione di titoli in arrivo da diverse parti del mondo legati a specifici focus tematici.

Il bando di concorso, dedicato a film a tematica ambientale prodotti dopo il primo gennaio 2024, rimarrà aperto fino al 28 marzo 2026. Regolamento e form di iscrizione alle selezioni dei film sono disponibili sulla piattaforma FilmFreeway (http://filmfreeway.com/Cinemambiente).

In parallelo, con l’inizio del nuovo anno prende il via CinemAmbiente Junior 2026, la serie di iniziative didattiche ed educative organizzate dal Festival che fanno capo al progetto La Scuola in Prima Fila, sviluppato dal Museo Nazionale del Cinema nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Con il 2026 giunge alla settima edizione il Concorso nazionale CinemAmbiente Junior, riservato ai cortometraggi a tema ambientale realizzati dalle Scuole Primarie e Secondarie di I e II grado, per il quale sono aperte le iscrizioni fino al 20 aprile sul sito della manifestazione e che si concluderà il 28 maggio con la proclamazione dei vincitori.

Sempre nell’ambito di CinemAmbiente Junior, il Festival organizza, a partire dal 29 gennaio, un ciclo di nove proiezioni didattiche riservate alle Scuole Primarie e Secondarie di I e II grado, che si protrarranno fino al 7 maggio. Riuniti sotto il titolo “Ciak, eco-azione!”, i lungometraggi in cartellone, selezionati all’interno della recente produzione internazionale, spaziano tra film di fiction e documentari mostrando come una conoscenza più approfondita dell’ambiente – e delle sue criticità — possa tradursi in un impegno attivo per la difesa e la tutela della natura. Le proiezioni sono proposte con una doppia modalità di fruizione: in presenza al Cinema Massimo di Torino per le Scuole piemontesi e online per le Scuole dell’intero territorio nazionale.

Tv, la serie evento "Sandokan" sbarca su Disney+

Roma, 15 gen. (askanews) – La serie evento “Sandokan” (prodotta da Lux Vide, società del Gruppo Fremantle, in collaborazione con Rai Fiction) dopo il successo in tv su Rai1 arriverà il 17 gennaio su Disney+. Da un’idea di Luca Bernabei, è un nuovo adattamento della storica saga di romanzi di Emilio Salgari, sviluppata da Alessandro Sermoneta, Scott Rosenbaum e Davide Lantieri, e diretta da Jan Maria Michelini e Nicola Abbatangelo. Nel cast Can Yaman, Alanah Bloor, Alessandro Preziosi, Ed Westwick e con John Hannah.

Una storia senza tempo che conduce in terre esotiche e tempi lontani: nel Borneo della prima metà dell’Ottocento, tra popoli in lotta per la libertà e potenze coloniali spinte da un’avidità cieca e feroce.

Borneo, 1841. In un mondo dominato dal potere coloniale degli inglesi, Sandokan è un pirata che vive alla giornata. Solca il mar della Cina a fianco del suo fedele amico Yanez e della loro ciurma di pirati, un gruppo di avventurieri che vengono dai quattro angoli del mondo. Un giorno, durante un arrembaggio a un cargo del Sultano del Brunei, Sandokan libera un misterioso prigioniero Dayak, un popolo indigeno a lungo oppresso. L’uomo crede di riconoscere in Sandokan il guerriero di un’antica profezia che affrancherà il suo popolo dal giogo degli stranieri. Sandokan non dà peso alla cosa: lui è solo un pirata che ama la libertà; è così che ha vissuto la sua vita fino a oggi. Ma tutto sta per cambiare perché durante un’ardita incursione nel Consolato Britannico di Labuan, Sandokan incontra Marianna Guillonk.

Marianna è la giovane figlia del Console inglese. È nota come la Perla di Labuan per la sua bellezza ma anche per il suo carattere indomito che la spinge a rifiutare i ricchi pretendenti che ambiscono alla sua mano.

L’incontro con Sandokan risveglia in lei quello spirito di avventura che le rigide gabbie della società vittoriana hanno sempre represso. Quello tra Sandokan e Marianna è l’incontro di due mondi che non potrebbero essere più diversi. Una storia impossibile, apparentemente. Ma non c’è niente di impossibile quando due cuori desiderano la stessa cosa: la libertà.

Tra i due però si inserisce Lord James Brooke, l’ombroso e affascinante “cacciatore di pirati”. Brooke non è il solito ricco mercante, né un militare di carriera, ma un audace avventuriero che, a capo della sua fregata, la Royalist, semina il panico tra i pirati di tutto il sud est asiatico. Uomo ambizioso e brillante, Brooke cattura la ciurma di Sandokan e si mette sulle tracce del loro capitano. Brooke è disposto a tutto per fermare Sandokan, ottenere il potere e conquistare il cuore di Marianna. La quale non è indifferente al fascino di quell’uomo.

Inizia così un’avventura che si snoda tra i mari del Borneo, la vivace città di Singapore e la lussureggiante giungla tropicale del Borneo. Proprio qui, nel cuore della foresta, Sandokan incontrerà il suo destino.

Alla resa dei conti ognuno dovrà operare una scelta: Marianna, divisa tra Brooke e Sandokan, dovrà affrontare i lati più oscuri del suo mondo e decidere cosa vuole veramente; Brooke dovrà misurare la sua sconfinata ambizione con i suoi lati più vulnerabili; Sandokan, da semplice pirata che viveva alla giornata, sarà chiamato a trasformarsi nella Tigre della Malesia.

Le riprese della serie si sono tenute nel Teatro 7 del polo produttivo di Lux Vide, e tra l’isola di Reunion, il Lazio, la Toscana e la Calabria, dove è stata costruita la colonia inglese di Labuan a Lamezia Terme, con il sostegno della Film Commisson e della Regione Calabria.

Referendum, Conte: 500mila firme con tutti contro, risultato incredibile

Roma, 15 gen. (askanews) – “È un risultato incredibile: in pochi giorni siamo arrivati a 500mila firme contro la riforma dell’ingiustizia di Meloni e Nordio. È un segnale dirompente!”. Lo ha scritto su Facebook il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, secondo il quale si tratta di un risultato ottenuto “con tutti contro. Nonostante il lavaggio del cervello a reti unificate su questa riforma, su cui stanno illudendo i cittadini. Nonostante un Governo che snobba e ridicolizza la partecipazione, l’impegno, la raccolta firme, accelerando i tempi per il referendum per dare meno tempo ai cittadini di discutere e informarsi”.

“Lottiamo, informiamo e partecipiamo. Correre controvento, contro il tempo, contro tutto – ha aggiunto l’ex premier – non ci ha mai fatto paura”.

“Fermiamo col nostro voto questa riforma che non serve a migliorare la giustizia per i cittadini ma a difendere la casta dei politici e i governi dalle inchieste. La legge è uguale per tutti. Avanti!”, ha concluso Conte.

Referendum, superate 500mila firme su quesito cittadini per il no

Roma, 15 gen. (askanews) – Sono state raggiunte le 500 mila firme per la richiesta del referendum confermativo sulla riforma costituzionale della giustizia. Dopo la richiesta di referendum avanzata dai parlamentari di maggioranza per il Sì, una nuova raccolta firme è stata promossa da 15 cittadini sostenitori del no alla separazione delle carriere. Gli stessi cittadini hanno presentato anche un ricorso al Tar contro la decisione del governo di fissare la data della consultazione referendaria il 22 e 23 marzo.