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Triennale, Boeri: "Capire il mondo attraverso le disuguaglianze"

Milano, 5 mar. (askanews) – Il presidente della Triennale Milano, Stefano Boeri, ha presentato ad askanews la 24esima Esposizione internazionale dedicata al tema delle disuguaglianze che si aprirà il prossimo 13 maggio. “Il tema delle disuguaglianze – ci ha detto Boeri – ci sembra oggi un modo molto utile, importante, quasi urgente per poter capire meglio come affrontare anche le grandi sfide del cambiamento climatico, ad esempio, ma anche da un certo punto di vista questa, come dire, prorompente rivoluzione che sta nascendo dall’intelligenza artificiale. Oggi le disuguaglianze possono diventare o una vera qualità aggiuntiva, nel senso che il mondo è sempre più largo, sempre più ampio, sempre più colmo di differenze e diversità che possono diventare una grande ricchezza, oppure al contrario, come purtroppo prevalentemente avviene nelle nostre città le disuguaglianze diventano delle catene, diventano delle barriere. Siamo nel 2025 e ancora in una città come Torino, tra chi nasce in periferia e chi nasce in centro ci sono quattro anni di differenze e aspettative di vita”.

“Quindi ci sarà una parte sulle città – ha proseguito il presidente – poi ci sarà una parte su Milano e devo dire che siamo molto contenti perché abbiamo sviluppato questo progetto di esposizione internazionale su inequality insieme agli atenei milanesi, poi ci saranno parti dedicate in modo positivo anche al modo con cui cercare di intervenire nella situazione più drammatica e di diseguaglianza sociale. Norman Foster porterà una serie di progetti e di esempi in alcune situazioni di povertà estrema dove lui è intervenuto con la sua fondazione, con dei moduli abitativi che si realizzano in costi e con tempi molto limitati. Avremo una parte dedicata a raccontare le guerre, come le guerre oggi siano insieme effetto e elemento produttore di disuguaglianze. E poi invece al piano superiore passeremo dalla geopolitica più alla, quella che si chiama biopolitica, cioè parleremo più della vita, e lì ci saranno una serie di altri progetti sul tema della biodiversità.

“Chi verrà in Triennale – ha concluso Boeri – uscirà non solamente con magari una maggior consapevolezza della gigantesca dimensione delle disuguaglianze del mondo contemporaneo, ma anche del modo con cui si può cercare di ridurre questa distanza tra povertà e ricchezza, tra accessibilità e non accessibilità, tra aspettative di vita in salute e assenza di aspettative di salute. Ecco queste sono alcune delle questioni su cui io credo Triennale potrà dare degli strumenti molto semplici e molto utili a tutti. Questo è un po’ il nostro scopo”.

Il recapito di Poste Italiane sfila tra le maschere di Cento

Roma, 5 mar. – Nell’ultimo giorno di Carnevale nella provincia di Ferrara viaggio nella kermesse internazionale tra musica, maschere, carri allegorici e spettacoli dal vivo con una guida d’eccezione: la portalettere Cristina. Il servizio del TG Poste.

Da aprile nuove regole per viaggiare nel Regno Unito, ecco come funziona la domanda per l’ETA

Roma, 3 mar. (askanews) – Nuove regole per chi viaggia verso il Regno Unito entreranno in vigore a partire dal 2 aprile prossimo, data dalla quale sarà necessario essere in possesso di una Electronic Travel Authorisation (ETA), l’autorizzazione elettronica indispensabile per recarsi oltremanica.

Dal 5 marzo è possibile iniziare a presentare domanda per l’ETA, e da oggi parte anche la campagna di informazione pubblica dell’Ambasciata britannica in Italia e San Marino, che si avvarrà di uscite su media tradizionali e sulle principali piattaforme on-line (Facebook, X, Instagram, LinkedIn), per informare il maggior numero possibile di cittadini circa questo nuovo requisito per recarsi nel Regno Unito dal prossimo 2 aprile.

Il Portavoce dell’Ambasciata britannica in Italia Pierluigi Puglia ha dichiarato: “Vogliamo che il maggior numero possibile di cittadini siano al corrente di questa importante novità, motivo per cui lanciamo oggi una campagna di informazione multicanale. L’auspicio è che nessuno debba trovarsi nella situazione di viaggiare verso il Regno Unito senza la necessaria autorizzazione elettronica a partire dal prossimo 2 aprile”. L’ETA è “in linea con l’approccio adottato da molti altri Paesi per la sicurezza delle frontiere, tra cui gli Stati Uniti e l’Australia” e ha l’obiettivo di “contribuire a prevenire l’arrivo di soggetti che rappresentano una minaccia per il Regno Unito”, ha aggiunto Puglia richiamando le informazioni diffuse dall’Home Office di Londra.

Cos’è l’ETA L’ETA è un permesso per viaggiare in formato digitale. Non è un visto, ma autorizza una persona a entrare nel Regno Unito.

L’introduzione dell’ETA è in linea con l’approccio adottato da molti altri Paesi per la sicurezza delle frontiere, tra cui gli Stati Uniti e l’Australia, e contribuisce a prevenire l’arrivo di soggetti che rappresentano una minaccia per il Regno Unito.

L’ETA al momento costa 10 sterline (12 euro circa) e consente di recarsi più volte nel Regno Unito per soggiorni fino a sei mesi consecutivi, nell’arco di due anni o fino alla scadenza del passaporto del titolare, a seconda di quale di queste due condizioni si verifichi prima.

Come richiedere un’ETA Richiedere un’ETA è semplice e veloce. I visitatori dovranno farne richiesta in anticipo. Per informazioni relative all’idoneità per l’ETA e alla modalità di richiesta prima di recarsi nel Regno Unito, consultare il sito GOV.UK.

Il modo più semplice per richiedere un’ETA è attraverso l’applicazione “UK ETA app”, che può essere scaricata da Google Play o Apple App Store. Se non si ha accesso a uno smartphone, si può farne richiesta sul sito GOV.UK (apply on-line).

La maggior parte dei richiedenti otterrà una risposta automatica in pochi minuti tramite l’apposita applicazione UK ETA, pertanto sarà ancora possibile organizzare viaggi nel Regno Unito con poco preavviso.

I visitatori dovranno comunque fare richiesta in anticipo, per cui si consiglia di prevedere un’attesa di tre giorni, anche se questo lasso di tempo è stimato sulla base di un esiguo numero di richieste che potrebbero dover richiedere verifiche supplementari.

Per richiedere un’ETA, è necessario: Pagare una tariffa Fornire i propri recapiti e i dati del passaporto Fornire una fotografia valida, in conformità con le disposizioni per le fotografie digitali consultabili sul sito GOV.UK Rispondere a una serie di domande I visitatori devono viaggiare con lo stesso passaporto utilizzato al momento della richiesta dell’ETA.

Come l’ETA contribuisce alla sicurezza delle frontiere del Regno Unito? I richiedenti ETA forniscono i propri dati biografici, biometrici e di contatto, rispondendo inoltre a una serie di domande. Questo consente di aumentare la nostra conoscenza delle persone che intendono entrare nel Regno Unito e di prevenire l’ingresso di chi potrebbe rappresentare una minaccia.

Cosa succede se non si ottiene un’ETA? Se una domanda di ETA viene respinta, verrà comunicato all’interessato il motivo del rigetto e questi potrà presentare una nuova domanda. Se la richiesta per l’ETA viene rifiutata, l’interessato non potrà fare ricorso, e se desidera ancora ottenere il permesso per viaggiare nel Regno Unito dovrà richiedere un visto. L’importo della tassa per l’ETA aumenterà in futuro? Come per tutte le nostre tariffe, il costo dell’ETA viene rivalutato periodicamente e sarà aumentato a 16 sterline nel prossimo futuro. Verranno fornite maggiori informazioni a tempo debito.

Questo aumento ridurrà la dipendenza dal finanziamento dei contribuenti britannici per il sistema di migrazione e gestione delle frontiere. È necessaria l’ETA per chi transita nel Regno Unito? Se sì, perché? A seguito dei riscontri ricevuti dall’industria aeronautica, il governo britannico ha concordato un’esenzione temporanea (dall’obbligo di richiedere un’ETA) per i passeggeri che transitano nell’area Transiti degli aeroporti e che, pertanto, non passano attraverso il controllo di frontiera del Regno Unito. L’esenzione sarà tenuta sotto esame e potrà essere modificata in futuro.

I passeggeri che transitano nel Regno Unito attraversando il controllo delle frontiere dovranno continuare a richiedere un’ETA, qualora richiesto per la loro nazionalità.

Ucraina, Mattarella: auspichiamo pace giusta, in linea con carta Onu

Roma, 5 mar. (askanews) – “Auspichiamo che una pace giusta in linea con i principi della carta dell’Onu venga trovata per l’Ucraina per porre fine alla tragedia provocata tre anni fa dall’aggressione russa”. LO ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine del colloquio con il primo ministro giapponese Shigeru Ishiba, nel corso della visita ufficiale in Giappone.

A questa “speranza di pace che condividiamo, Italia e Giappone – ha aggiunto – diamo un contributo importante con una concezione di società aperte e disponibili alla collaborazione nel rispetto e nella fiducia reciproca, auspichiamo che venga adottato come criterio in ogni parte del mondo per garantire stabilità e pace”.

Basket Nba, LeBron James abbatte il muro dei 50.000 punti

Roma, 5 mar. (askanews) – LeBron James è sempre di più una leggenda. Sommando i punti segnati in regular season e ai playoff, la stella dei Los Angeles Lakers ha superato quota 50.000 punti (primo a riuscirci), rendendosi sempre più irraggiungibile in vetta a questa classifica. Il record è arrivato con una tripla nel primo canestro della vittoria su New Orleans raccogliendo l’assist di Luka Doncic e poi scagliando la bomba del 13-8. Un traguardo senza precedenti che consolida ulteriormente il suo status di leggenda del basket. Questo incredibile record si aggiunge a una serie di altri primati e successi accumulati nella sua illustre carriera. “Sono davvero tanti punti e sono veramente fortunato a poter segnarne così tanti nella miglior lega del mondo, con i migliori giocatori del mondo, nel corso della mia carriera. È qualcosa di davvero speciale” le sue parole. Quaranta anni lo scorso 30 dicembre LeBron ha inanellato record su record. Prima scelta assoluta dai Cleveland Cavaliers nel Draft NBA 2003, ha giocato con Cleveland, Miami e Los Angeles Lakers vincendo quattro titoli Nba. Oltre a essere il miglior marcatore della storia della NBA, LeBron detiene numerosi record, tra cui: Maggior numero di punti segnati in carriera (oltre 50.000 e in crescita). Unico giocatore con oltre 40.000 punti, 10.000 rimbalzi e 10.000 assist; maggior numero di partite consecutive con almeno 10 punti (oltre 1.200 gare); Più giovane giocatore a raggiungere i traguardi di 1.000, 5.000, 10.000, 20.000, 30.000 e 40.000 punti; maggior numero di presenze nei Playoff NBA; maggior numero di punti segnati nei Playoff. Ha ricevuto anche 4 MVP delle Finals, 4 MVP della stagione regolare e 19 convocazioni all’All-Star Game (record assoluto).

Menti Fresche: quando la tecnologia incontra i banchi di scuola

Reggio Emilia, 5 mar. (askanews) – Tecnologia, sostenibilit e collaborazione: sono i pilastri su cui si fonda “Menti Fresche”, l’innovativo progetto di Haier AC Italy, azienda specializzata nel condizionamento, che ha coinvolto oltre 500 classi di scuole primarie in tutta Italia. Un’iniziativa che ha trasformato concetti scientifici complessi in un gioco educativo, stimolando la creativit dei pi piccoli e avvicinandoli al mondo dell’innovazione tecnologica.

“L’obiettivo di questo progetto – spiega Marco Matteo Stefani, managing director di Haier AC Italy – stato di far scoprire ai ragazzi come la tecnologia viene applicata nella vita quotidiana, come tutto nasce dalla curiosit, dalla creativit, dalla collaborazione e dal lavoro di tema. Questi sono valori a cui l’azienda si ispira ogni giorno. Speriamo siamo riusciti a trasmetterlo a loro.”

Il percorso, inaugurato con un webinar tenuto dall’ingegnere aerospaziale della NASA Stefano Cappucci, si sviluppato attraverso quattro scenari di gioco: dall’effetto Coanda che spiega i principi dell’aerodinamica, fino all’esplorazione della smart home, passando per temi di connettivit e sostenibilit ambientale. Un vero e proprio laboratorio di idee dove la fisica diventa accessibile e divertente. E’ quanto emerge anche dall’esperienza dei bambini della scuola primaria Ada Negri di Reggio Emilia, come racconta la docente Laura Rizzo. “Abbiamo potuto introdurre in modo semplice dei concetti di fisica che poi approfondiranno negli altri gradi di scuola. Grazie anche a piccoli esperimenti sulla dinamica dei fluidi che ci ha permesso di osservare concretamente che cosa accade.”

Oltre all’aspetto puramente scientifico, il progetto ha messo al centro valori come il rispetto, la cooperazione e la sostenibilit. Le classi partecipanti hanno avuto accesso a un contest finale, producendo frasi creative che esprimessero il concetto di “mente fresca”. Sei scuole, da nord a sud Italia, sono state premiate con un contributo complessivo di 3.000 euro per l’acquisto di materiale didattico. “E’ stato un lavoro – prosegue la docente – che ha permesso di mettersi alla prova, di mettere alla prova le proprie conoscenze, ma anche le proprie competenze e abilit, e di fare gioco di squadra. stata una sana sfida, non c’ stata quella competizione negativa.”

“Questo progetto rappresenta una perfetta sintesi del nostro approccio dai tre ai tredici anni – spiega Alessandra Landini, Dirigente scolastica IC Manzoni di Reggio Emilia -. Perch parte da una narrazione – infatti c’ una storia dietro a queste escape room – perch permette ai bambini di discutere in gruppo, di collaborare, quindi di sviluppare le proprie soft skills, perch permette loro di lavorare concretamente sui problemi della realt, quindi problematicizzare la realt, che vuol dire fare non solo Problem solving ma anche Problem posing e permette loro di valutare essi stessi il risultato dei loro apprendimenti.” Con il successo di questa prima edizione e la premiazione delle sei scuole vincitrici, “Menti Fresche” si conferma un esempio di come tecnologia e formazione possano creare un percorso educativo efficace.

Cina, il premier Li apre il Congresso del Popolo: noi per il mercato aperto (nonostante i dazi di Trump)

Roma, 5 mar. (askanews) – In un confronto a distanza, nelle stesse ore in cui a Washington il presidente Usa Donald Trump nel suo discorso sullo Stato dell’Unione ribadiva le ragioni della sua guerra commerciale, il primo ministro cinese Li Qiang a Pechino – aprendo la sessione dei lavori del Congresso nazionale del popolo – prometteva una maggiore apertura commerciale ed economica al mondo e il sostegno a un ordine globale multilaterale.

Sul fronte della politica economica e commerciale, i due paralleli, attesi discorsi, hanno fatto emergere visioni antitetiche tra Washington e Pechino: mentre Trump annunciava tagli su tagli per ridimensionare il governo federale e abbassare le tasse, Li presentava un concetto di spesa più aggressiva per stimolare la crescita, con un aumento per il 2025 dell’obiettivo del rapporto del deficit/Pil al 4 per cento, di un punto in più rispetto al 3 per cento dello scorso anno. Invece, l’obiettivo d’inflazione resta del 2%.

Li Qiang ha confermato inoltre quanto si prevedeva riguardo al target di crescita del prodotto interno lordo, che rimane invariato rispetto a quello del 2024, cioè un ambizioso “intorno al 5 per cento”. Questo obiettivo, secondo Li, è raggiungibile, nonostante “un ambiente esterno sempre più complesso e severo possa avere un impatto maggiore sulla Cina in settori come il commercio e la scienza e tecnologia, mentre l’unilateralismo e il protezionismo sono in aumento”.

Secondo la relazione di lavoro governativo presentata al massimo organo legislativo perché sia esaminata, saranno emessi nel 2025 buoni del tesoro a maturità molto lunga per un valore totale di 1.300 miliardi di yuan (circa 182 miliardi di dollari), con un incremento di 300 miliardi di yuan rispetto all’anno precedente. I fondi saranno utilizzati per finanziare programmi di permuta commerciale, finalizzati a stimolare il consumo interno e gli investimenti in infrastrutture, ricerca e sviluppo.

Come previsto, nella relazione introduttiva di Li al Congresso nazionale del popolo, che si riunisce nell’ambito delle annuali “Due Sessioni” avviate ieri dal primo giorno di lavori della parallela Conferenza consultiva politica del popolo cinese, Li ha anche messo in luce la necessità di favorire l’iniziativa delle imprese private attraverso anche un’azione legislativa e la collaborazione tra il settore statale e quello privato. Si tratta di un’esigenza evidenziata anche dal recente incontro del presidente Xi Jinping con una serie di importanti imprenditori tech cinesi.

Il primo ministro ha affermato che Pechino limiterà le restrizioni contro le aziende private, procederà a una rettifica globale della “competizione involutiva” e rafforzerà la fiducia delle imprese. Saranno inoltre incoraggiati gli investimenti esteri. “Indipendentemente da come cambierà l’ambiente esterno, la Cina resterà fedele alla sua politica di apertura, che porterà a maggiori riforme e opportunità di sviluppo”, ha dichiarato il capo dell’esecutivo cinese.

Il premier ha aggiunto che anche i settori di internet e cultura saranno aperti “in maniera ordinata”, mentre l’accesso a telecomunicazioni, sanità ed educazione sarà ampliato. Li ha detto che Pechino incoraggerà gli investitori stranieri ad espandersi in Cina e a cooperare con le imprese lungo tutta la catena di fornitura industriale.

Questo impegno all’apertura viene mentre il principale concorrente globale, l’America di Trump, innalza le barriere doganali, innescando una vera e propria guerra commerciale. Dal suo insediamento, ha avviato dazi contro Canada, Messico, Unione europea, annunciandone altri a partire dal 2 aprile contro diversi paesi (ha citato Corea del Sud, Brasile, India).

Contro la Cina, considerato il bersaglio grosso, ha innalzato i dazi dal suo ritorno alla Casa bianca già del 20% totale in due tornate. Pechino ha risposto con una raffica di dazi ritorsivi di varia natura.

Li, dal canto suo, ha espresso “sentiti ringraziamenti” ai partner internazionali, promettendo un’apertura più ampia e perfino unilaterale per attrarre investimenti, talenti e altre risorse dal mondo. Questo sarebbe parte degli sforzi per stimolare la crescita economica cinese e lo sviluppo delle tecnologie del futuro, dall’intelligenza artificiale alla produzione di biomateriali, dalla tecnologia quantistica al 6G.

E’ morto Bruno Pizzul: addio alla voce del calcio italiano

Roma, 5 mar. (askanews) – E’ morto oggi all’età di 86 anni Bruo Pizzul, celebre giornalista e telecronista sportivo. Pizzul, che avrebbe compiuto 87 anni tra pochi giorni, si è spento all’ospedale di Gorizia.

Nato l’8 marzo 1938 a Cormòns, in provincia di Udine, Pizzul si avvicinò presto al mondo del calcio, giocando come centrocampista. Dopo un’esperienza nelle giovanili dell’Udinese, la sua carriera da calciatore professionista fu interrotta da un grave infortunio, portandolo a concentrarsi sugli studi e sulla carriera giornalistica. Laureatosi in Giurisprudenza, fu assunto dalla Rai nel 1969. L’anno seguente commentò la sua prima partita (Juventus-Bologna, spareggio di Coppa Italia, iniziò a partire dal 16º minuto perché era arrivato in ritardo). Dalla Coppa del Mondo del 1986 è diventato la voce delle partite della Nazionale ed è stato il telecronista delle gare degli Azzurri in occasione di cinque Campionati del Mondo e quattro Campionati Europei, congedandosi nell’agosto 2002 (Italia-Slovenia 0-1).

Il 29 maggio 1985 era il commentatore TV della finale della Coppa dei Campioni quando ci fu la strage dell’Heysel. Disse: “È stata la telecronaca che non avrei mai voluto fare. Non tanto per un discorso di difficoltà di comunicazione giornalistica, ma perché ho dovuto raccontare delle cose che non sono accettabili proprio a livello umano”. Alle telecronache ha affiancato anche la conduzione di Domenica Sprint e poi della Domenica Sportiva.

Dal 1986 al 2002 fu la voce ufficiale della Nazionale Italiana, commentando cinque Mondiali e quattro Europei. Tra le sue telecronache più celebri ricordiamo la finale di Italia ’90, il drammatico epilogo di USA ’94 con il rigore sbagliato da Roberto Baggio, e l’Europeo del 2000, concluso con la sconfitta in finale contro la Francia. Dopo il ritiro dalle telecronache ufficiali, Pizzul continuò a collaborare con varie trasmissioni e a prestare la sua voce per eventi e documentari legati al calcio. Fu sempre ricordato con affetto dagli appassionati, che lo consideravano un punto di riferimento della narrazione sportiva.

Trump rivela: ho ricevuto una lettera di Zelensky. Kiev è pronta a riprendere i negoziati

Roma, 5 mar. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato durante il suo discorso al Congresso odierno di aver ricevuto una lettera dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in cui si esprime la disponibilità di Kiev a riprendere i negoziati per raggiungere “una pace duratura” e a firmare l’accordo sui minerali, riannodando un filo che si è rotto nello Studio ovale durante la clamorosa lite in diretta di venerdì scorso.

“Oggi, poco fa, ho ricevuto una lettera importante dal presidente Zelensky dell’Ucraina. La lettera recita: ‘L’Ucraina è pronta a tornare al tavolo dei negoziati il prima possibile per avvicinare una pace duratura. Nessuno desidera la pace più degli ucraini (…). Io e il mio team siamo pronti a lavorare sotto la forte leadership del presidente Trump per ottenere una pace che duri”, ha detto Trump.

Zelensky ha anche espresso apprezzamento per quanto Washington ha fatto per aiutare l’Ucraina. “Per quanto riguarda l’accordo su minerali e sicurezza, l’Ucraina è pronta a firmarlo in qualsiasi momento vi sia più comodo”, ha detto ancora Trump, citando la lettera. “Apprezzo – ha commentato il presidente americano – il fatto che mi abbia inviato questa lettera. L’ho ricevuta da poco”.

Trump ha inoltre sottolineato che, contemporaneamente, sono state tenute serie discussioni con la Russia e che ha ricevuto “forti segnali” che anch’essa è pronta per la pace.

Cina, governo fissa obiettivo di crescita economica al 5% nel 2025

Roma, 5 mar. (askanews) – Il governo cinese punta a un tasso di crescita economica di circa il 5 percento nel 2025. Lo riferisce l’agenzia Xinhua.

L’obiettivo è contenuto in un documento del governo sottoposto all’assemblea nazionale per l’approvazione. Il rapporto delinea anche una serie di altri obiettivi per quest’anno, tra i quali un tasso di disoccupazione di circa il 5,5 percento, oltre 12 milioni di nuovi posti di lavoro ed un aumento di circa il 2 percento dell’indice dei prezzi al consumo.

La Cina ha chiuso il 2024 con una crescita del Pil del 5% grazie anche ad un sostanzioso pacchetto di stimoli all’economia. Nel rapporto presentato dal governo si sottolinea che “la domanda interna diventerà il motore principale e l’ancora della crescita economica”.

In quest’ottica è prevista l’emissione di titoli del Tesoro speciali con scadenze ultra-lunghe per un totale di 300 miliardi di yuan per supportare i programmi di sostegno agli acquisti di beni di consumo.

Il discorso dullo Stato dell’Unione, Trump: l’America è tornata, l’età dell’oro è appena cominciata

Roma, 5 mar. (askanews) – Nel più lungo dei discorsi sullo Stato dell’Unione mai tenuto da un presidente Usa, ben un’ora e 39 minuti costellati da contestazioni da parte dei democratici, Donald Trump ha ribadito su tutti i fronti la sua linea politica di fronte al Congresso riunito.

Trump ha rivendicato i suoi successi, affermando che “l’età dell’oro dell’America è appena cominciata” e che l'”America è tornata”.

UCRAINA Dopo la lite in diretta della scorsa settimana con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nello Studio ovale, Trump ha affermato che il presidente ucraino gli ha inviato una lettera in cui dichiara di essere pronto a negoziare e firmare un accordo minerario. Ha inoltre dichiarato che intraprenderà “un’azione storica per espandere in modo drammatico la produzione negli Stati uniti di minerali critici e terre rare” entro la fine della settimana.

Riguardo alla guerra, Trump ha affermato che il presidente russo Vladimir Putin si è sentito autorizzato a invadere l’Ucraina a causa del modo in cui l’amministrazione Biden ha gestito il ritiro degli Stati uniti dall’Afghanistan. Ha ribadito di star “lavorando senza posa per porre termine al selvaggio conflitto in Ucraina”.

PROVVEDIMENTI ASSUNTI Il presidente ha messo in evidenza le sue azioni per ritirare gli Stati Uniti da numerosi accordi internazionali, come l’Accordo di Parigi sul clima, e da organizzazioni come l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ha criticato aspramente il CHIPS and Science Act del suo predecessore Joe Biden, approvato con maggioranze bipartisan nel 2022, e ha affermato di aver eliminato un “mandato sui veicoli elettrici” emanato dall’amministrazione Biden, che avrebbe vietato agli americani l’acquisto di auto a benzina. Questo divieto tuttavia non sembra mai essere esistito.

GROENLANDIA E PANAMA Trump ha ribadito il suo voler i prendere il controllo della Groenlandia nel discorso di questa sera, dicendo: “Stiamo lavorando con tutti i soggetti coinvolti per cercare di ottenerla”. E ha detto anche: “In un modo o nell’altro l’avremo”.

Per quanto riguarda Panama, ha affermato che gli Stati Uniti hanno iniziato a reclamare il Canale di Panama dopo aver promesso in campagna di riportare il canale sotto il controllo degli Stati Uniti.

DIFESA Il presidente ha inoltre chiesto al Congresso “di finanziare uno scudo di difesa missilistica all’avanguardia, il Golden Dome, per proteggere la nostra patria, tutto realizzato negli USA”.

DAZI Trump ribadito la sua azione sul fronte dei dazi, dopo aver imposto le tariffe a Messico, Canada e averli raddoppiati alla Cina, innescando una reazione di Pechino. Ha sostenuto che le sue tariffe “renderanno l’America ricca di nuovo”, ma ha riconosciuto che “ci potrebbe essere un piccolo disturbo” e “potrebbe esserci un periodo di aggiustamento”. Tariffe che corrispondono a quelle di altri paesi, dollaro per dollaro, sono previste per il 2 aprile, ha affermato Trump.

DOGE E MUSK Ha salutato il miliardario Elon Musk, capo del nuovo Dipartimento per l’Efficienza del Governo (DOGE), e ha detto che “tutti” apprezzano gli sforzi della nuova agenzia, compresi i democratici. Mentre la sua amministrazione procede con la ristrutturazione della forza lavoro federale, Trump ha avvertito che se i lavoratori si oppongono alle politiche della sua amministrazione, saranno licenziati.

ECONOMIA Trump, sul fronte economico, ha proposto di rendere strutturali i tagli fiscali del suo primo mandato e di approvare una legislazione per eliminare le tasse sulle ore straordinarie, tra le altre proposte.

TRANSGENDER Il presidente ha inoltre vantato la sua recente azione esecutiva con cui vietando alle donne transgender di partecipare agli sport femminili, raccontando la storia personale di Payton McNabb, presente all’indirizzo come uno degli ospiti della first lady Melania Trump.

DEMOCRATICI Il discorso di Trump è stato accompagnato da contestazioni. Diversi parlamentari hanno mostrato cartelli, a un certo punto vari democratici sono usciti fuori dall’aula. Il democratico Al Green, rappresentante del Texas, ha interrotto il discorso del presidente, contestando le decisioni di Trump su Medicare e Medicaid. Ha innescato la reazione vocale dei repubblicani ed è stato espulso dall’aula dal presidente della Camera dei Rappresentanti Mike Johnson per “mantenere il decoro”.

Il discorso dullo Stato dell’Unione, Trump: l’America è tornata, l’età dell’oro è appena cominciata

Roma, 5 mar. (askanews) – Nel più lungo dei discorsi sullo Stato dell’Unione mai tenuto da un presidente Usa, ben un’ora e 39 minuti costellati da contestazioni da parte dei democratici, Donald Trump ha ribadito su tutti i fronti la sua linea politica di fronte al Congresso riunito.

Trump ha rivendicato i suoi successi, affermando che “l’età dell’oro dell’America è appena cominciata” e che l'”America è tornata”.

UCRAINA Dopo la lite in diretta della scorsa settimana con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nello Studio ovale, Trump ha affermato che il presidente ucraino gli ha inviato una lettera in cui dichiara di essere pronto a negoziare e firmare un accordo minerario. Ha inoltre dichiarato che intraprenderà “un’azione storica per espandere in modo drammatico la produzione negli Stati uniti di minerali critici e terre rare” entro la fine della settimana.

Riguardo alla guerra, Trump ha affermato che il presidente russo Vladimir Putin si è sentito autorizzato a invadere l’Ucraina a causa del modo in cui l’amministrazione Biden ha gestito il ritiro degli Stati uniti dall’Afghanistan. Ha ribadito di star “lavorando senza posa per porre termine al selvaggio conflitto in Ucraina”.

PROVVEDIMENTI ASSUNTI Il presidente ha messo in evidenza le sue azioni per ritirare gli Stati Uniti da numerosi accordi internazionali, come l’Accordo di Parigi sul clima, e da organizzazioni come l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ha criticato aspramente il CHIPS and Science Act del suo predecessore Joe Biden, approvato con maggioranze bipartisan nel 2022, e ha affermato di aver eliminato un “mandato sui veicoli elettrici” emanato dall’amministrazione Biden, che avrebbe vietato agli americani l’acquisto di auto a benzina. Questo divieto tuttavia non sembra mai essere esistito.

GROENLANDIA E PANAMA Trump ha ribadito il suo voler i prendere il controllo della Groenlandia nel discorso di questa sera, dicendo: “Stiamo lavorando con tutti i soggetti coinvolti per cercare di ottenerla”. E ha detto anche: “In un modo o nell’altro l’avremo”.

Per quanto riguarda Panama, ha affermato che gli Stati Uniti hanno iniziato a reclamare il Canale di Panama dopo aver promesso in campagna di riportare il canale sotto il controllo degli Stati Uniti.

DIFESA Il presidente ha inoltre chiesto al Congresso “di finanziare uno scudo di difesa missilistica all’avanguardia, il Golden Dome, per proteggere la nostra patria, tutto realizzato negli USA”.

DAZI Trump ribadito la sua azione sul fronte dei dazi, dopo aver imposto le tariffe a Messico, Canada e averli raddoppiati alla Cina, innescando una reazione di Pechino. Ha sostenuto che le sue tariffe “renderanno l’America ricca di nuovo”, ma ha riconosciuto che “ci potrebbe essere un piccolo disturbo” e “potrebbe esserci un periodo di aggiustamento”. Tariffe che corrispondono a quelle di altri paesi, dollaro per dollaro, sono previste per il 2 aprile, ha affermato Trump.

DOGE E MUSK Ha salutato il miliardario Elon Musk, capo del nuovo Dipartimento per l’Efficienza del Governo (DOGE), e ha detto che “tutti” apprezzano gli sforzi della nuova agenzia, compresi i democratici. Mentre la sua amministrazione procede con la ristrutturazione della forza lavoro federale, Trump ha avvertito che se i lavoratori si oppongono alle politiche della sua amministrazione, saranno licenziati.

ECONOMIA Trump, sul fronte economico, ha proposto di rendere strutturali i tagli fiscali del suo primo mandato e di approvare una legislazione per eliminare le tasse sulle ore straordinarie, tra le altre proposte.

TRANSGENDER Il presidente ha inoltre vantato la sua recente azione esecutiva con cui vietando alle donne transgender di partecipare agli sport femminili, raccontando la storia personale di Payton McNabb, presente all’indirizzo come uno degli ospiti della first lady Melania Trump.

DEMOCRATICI Il discorso di Trump è stato accompagnato da contestazioni. Diversi parlamentari hanno mostrato cartelli, a un certo punto vari democratici sono usciti fuori dall’aula. Il democratico Al Green, rappresentante del Texas, ha interrotto il discorso del presidente, contestando le decisioni di Trump su Medicare e Medicaid. Ha innescato la reazione vocale dei repubblicani ed è stato espulso dall’aula dal presidente della Camera dei Rappresentanti Mike Johnson per “mantenere il decoro”.

Stato dell’Unione, Trump: "L’età dell’oro è cominciata"

Roma, 5 mar. (askanews) – Nel più lungo dei discorsi sullo Stato dell’Unione mai tenuto da un presidente Usa, ben un’ora e 39 minuti costellati da contestazioni da parte dei democratici, Donald Trump ha ribadito su tutti i fronti la sua linea politica di fronte al Congresso riunito.

Trump ha rivendicato le sue azioni come successi, affermando che “l’età dell’oro dell’America è appena cominciata” e che l'”America è tornata”.

UCRAINA

Dopo la lite in diretta della scorsa settimana con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nello Studio ovale, Trump ha affermato che il presidente ucraino gli ha inviato una lettera in cui dichiara di essere pronto a negoziare e firmare un accordo minerario. Ha inoltre dichiarato che intraprenderà “un’azione storica per espandere in modo drammatico la produzione negli Stati uniti di minerali critici e terre rare” entro la fine della settimana.

Riguardo alla guerra, Trump ha affermato che il presidente russo Vladimir Putin si è sentito autorizzato a invadere l’Ucraina a causa del modo in cui l’amministrazione Biden ha gestito il ritiro degli Stati uniti dall’Afghanistan. Ha ribadito di star “lavorando senza posa per porre termine al selvaggio conflitto in Ucraina”.

PROVVEDIMENTI ASSUNTI

Il presidente ha messo in evidenza le sue azioni per ritirare gli Stati Uniti da numerosi accordi internazionali, come l’Accordo di Parigi sul clima, e da organizzazioni come l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ha criticato aspramente il CHIPS and Science Act del suo predecessore Joe Biden, approvato con maggioranze bipartisan nel 2022, e ha affermato di aver eliminato un “mandato sui veicoli elettrici” emanato dall’amministrazione Biden, che avrebbe vietato agli americani l’acquisto di auto a benzina. Questo divieto tuttavia non sembra mai essere esistito.

GROENLANDIA E PANAMA

Trump ha ribadito il suo voler i prendere il controllo della Groenlandia nel discorso di questa sera, dicendo: “Stiamo lavorando con tutti i soggetti coinvolti per cercare di ottenerla”. E ha detto anche: “In un modo o nell’altro l’avremo”.

Per quanto riguarda Panama, ha affermato che gli Stati uniti hanno iniziato a reclamare il Canale di Panama dopo aver promesso in campagna di riportare il canale sotto il controllo degli Stati Uniti.

DIFESA

Il presidente ha inoltre chiesto al Congresso “di finanziare uno scudo di difesa missilistica all’avanguardia, il Golden Dome, per proteggere la nostra patria, tutto realizzato negli USA”.

DAZI

Trump ribadito la sua azione sul fronte dei dazi, dopo aver imposto le tariffe a Messico, Canada e averli raddoppiati alla Cina, innescando una reazione di Pechino. Ha sostenuto che le sue tariffe “renderanno l’America ricca di nuovo”, ma ha riconosciuto che “ci potrebbe essere un piccolo disturbo” e “potrebbe esserci un periodo di aggiustamento”. Tariffe che corrispondono a quelle di altri paesi, dollaro per dollaro, sono previste per il 2 aprile, ha affermato Trump.

DOGE E MUSK

Ha salutato il miliardario Elon Musk, capo del nuovo Dipartimento per l’Efficienza del Governo (DOGE), e ha detto che “tutti” apprezzano gli sforzi della nuova agenzia, compresi i democratici. Mentre la sua amministrazione procede con la ristrutturazione della forza lavoro federale, Trump ha avvertito che se i lavoratori si oppongono alle politiche della sua amministrazione, saranno licenziati.

ECONOMIA

Trump, sul fronte economico, ha proposto di rendere strutturali i tagli fiscali del suo primo mandato e di approvare una legislazione per eliminare le tasse sulle ore straordinarie, tra le altre proposte.

TRANSGENDER

Il presidente ha inoltre vantato la sua recente azione esecutiva con cui vietando alle donne transgender di partecipare agli sport femminili, raccontando la storia personale di Payton McNabb, presente all’indirizzo come uno degli ospiti della first lady Melania Trump.

DEMOCRATICI

Il discorso di Trump è stato accompagnato da contestazioni. Diversi parlamentari hanno mostrato cartelli, a un certo punto vari democratici sono usciti fuori dall’aula. Il democratico Al Green, rappresentante del Texas, ha interrotto il discorso del presidente, contestando le decisioni di Trump su Medicare e Medicaid. Ha innescato la reazione vocale dei repubblicani ed è stato espulso dall’qaula dal presidente della Camera dei Rappresentanti Mike Johnson per “mantenere il decoro”.

Da aprile nuove regole per viaggiare nel Regno Unito

Roma, 3 mar. (askanews) – Nuove regole per chi viaggia verso il Regno Unito entreranno in vigore a partire dal 2 aprile prossimo, data dalla quale sarà necessario essere in possesso di una Electronic Travel Authorisation (ETA), l’autorizzazione elettronica indispensabile per recarsi oltremanica.

Dal 5 marzo è possibile iniziare a presentare domanda per l’ETA, e da oggi parte anche la campagna di informazione pubblica dell’Ambasciata britannica in Italia e San Marino, che si avvarrà di uscite su media tradizionali e sulle principali piattaforme on-line (Facebook, X, Instagram, LinkedIn), per informare il maggior numero possibile di cittadini circa questo nuovo requisito per recarsi nel Regno Unito dal prossimo 2 aprile.

Il Portavoce dell’Ambasciata britannica in Italia Pierluigi Puglia ha dichiarato: “Vogliamo che il maggior numero possibile di cittadini siano al corrente di questa importante novità, motivo per cui lanciamo oggi una campagna di informazione multicanale. L’auspicio è che nessuno debba trovarsi nella situazione di viaggiare verso il Regno Unito senza la necessaria autorizzazione elettronica a partire dal prossimo 2 aprile”. L’ETA è “in linea con l’approccio adottato da molti altri Paesi per la sicurezza delle frontiere, tra cui gli Stati Uniti e l’Australia” e ha l’obiettivo di “contribuire a prevenire l’arrivo di soggetti che rappresentano una minaccia per il Regno Unito”, ha aggiunto Puglia richiamando le informazioni diffuse dall’Home Office di Londra.

Cos’è l’ETA

L’ETA è un permesso per viaggiare in formato digitale. Non è un visto, ma autorizza una persona a entrare nel Regno Unito.

L’introduzione dell’ETA è in linea con l’approccio adottato da molti altri Paesi per la sicurezza delle frontiere, tra cui gli Stati Uniti e l’Australia, e contribuisce a prevenire l’arrivo di soggetti che rappresentano una minaccia per il Regno Unito.

L’ETA al momento costa 10 sterline (12 euro circa) e consente di recarsi più volte nel Regno Unito per soggiorni fino a sei mesi consecutivi, nell’arco di due anni o fino alla scadenza del passaporto del titolare, a seconda di quale di queste due condizioni si verifichi prima.

Come richiedere un’ETA Richiedere un’ETA è semplice e veloce. I visitatori dovranno farne richiesta in anticipo. Per informazioni relative all’idoneità per l’ETA e alla modalità di richiesta prima di recarsi nel Regno Unito, consultare il sito GOV.UK.

Il modo più semplice per richiedere un’ETA è attraverso l’applicazione “UK ETA app”, che può essere scaricata da Google Play o Apple App Store. Se non si ha accesso a uno smartphone, si può farne richiesta sul sito GOV.UK (apply on-line).

La maggior parte dei richiedenti otterrà una risposta automatica in pochi minuti tramite l’apposita applicazione UK ETA, pertanto sarà ancora possibile organizzare viaggi nel Regno Unito con poco preavviso.

I visitatori dovranno comunque fare richiesta in anticipo, per cui si consiglia di prevedere un’attesa di tre giorni, anche se questo lasso di tempo è stimato sulla base di un esiguo numero di richieste che potrebbero dover richiedere verifiche supplementari.

Per richiedere un’ETA, è necessario:

Pagare una tariffa Fornire i propri recapiti e i dati del passaporto Fornire una fotografia valida, in conformità con le disposizioni per le fotografie digitali consultabili sul sito GOV.UK Rispondere a una serie di domande I visitatori devono viaggiare con lo stesso passaporto utilizzato al momento della richiesta dell’ETA.

Come l’ETA contribuisce alla sicurezza delle frontiere del Regno Unito? I richiedenti ETA forniscono i propri dati biografici, biometrici e di contatto, rispondendo inoltre a una serie di domande. Questo consente di aumentare la nostra conoscenza delle persone che intendono entrare nel Regno Unito e di prevenire l’ingresso di chi potrebbe rappresentare una minaccia.

Cosa succede se non si ottiene un’ETA? Se una domanda di ETA viene respinta, verrà comunicato all’interessato il motivo del rigetto e questi potrà presentare una nuova domanda.

Se la richiesta per l’ETA viene rifiutata, l’interessato non potrà fare ricorso, e se desidera ancora ottenere il permesso per viaggiare nel Regno Unito dovrà richiedere un visto.

L’importo della tassa per l’ETA aumenterà in futuro? Come per tutte le nostre tariffe, il costo dell’ETA viene rivalutato periodicamente e sarà aumentato a 16 sterline nel prossimo futuro. Verranno fornite maggiori informazioni a tempo debito.

Questo aumento ridurrà la dipendenza dal finanziamento dei contribuenti britannici per il sistema di migrazione e gestione delle frontiere.

È necessaria l’ETA per chi transita nel Regno Unito? Se sì, perché? A seguito dei riscontri ricevuti dall’industria aeronautica, il governo britannico ha concordato un’esenzione temporanea (dall’obbligo di richiedere un’ETA) per i passeggeri che transitano nell’area Transiti degli aeroporti e che, pertanto, non passano attraverso il controllo di frontiera del Regno Unito. L’esenzione sarà tenuta sotto esame e potrà essere modificata in futuro.

I passeggeri che transitano nel Regno Unito attraversando il controllo delle frontiere dovranno continuare a richiedere un’ETA, qualora richiesto per la loro nazionalità.

Medio Oriente, l’enorme polveriera può esplodere in qualsiasi momento.

Dopo gli avvenimenti del 2024, conclusisi con la rapida caduta del cinquantennale sanguinario regime degli Assad in Siria, il puzzle mediorientale vede Israele in una condizione di maggior forza territoriale e minor prestigio morale. Quest’ultimo viene oggi sottovalutato dagli israeliani, per non dire del loro governo, inevitabilmente ancora sotto shock dopo il pogrom subìto il 7 ottobre 2023. Ma l’isolamento accresciuto in questi mesi durante i quali l’IDF ha “spianato” Gaza rischia di produrre frutti amari nel futuro, anche dal punto di vista economico, ambito del quale ora non si parla in quanto sono altri i temi principali, ma che sta patendo una qual certa crisi (si pensi, ad esempio, al settore turistico, azzerato).

Rimanendo però al campo territoriale il punto focale è ora esattamente nel mirino di Tel Aviv: l’Iran degli ayatollah, che nei mesi passati ha subìto una serie di rovesci tali non solo da decapitarne la strategia sin lì utilizzata, ma anche di farne rischiare la propria sopravvivenza.

La rete ideata da Qassan Soleimani (il capo della Forza al-Quds delle Guardie della Rivoluzione, ucciso dagli americani a inizio 2020) si proponeva un duplice scopo: creare la famosa “Mezzaluna sciita”, fondata sull’ideologia della Resistenza alternativa al superato – e, soprattutto, sconfitto – nazionalismo pan-arabo di matrice sunnita; ovvero, realizzare un collegamento senza soluzione di continuità fra lo Stretto di Hormuz nel Golfo Persico e il Mar Mediterraneo. Ecco che allora, attraversando Iran Iraq Siria e Libano, questo percorso s’incunea nel mondo arabo sunnita, rendendo così l’Iran la potenza regionale di riferimento, essendo in condizione di poter aggredire Israele da più lati e arrivare alla distruzione dello stato ebraico, vero obiettivo finale da ottenere. Con ciò si sopravvalutano però i segnali di disimpegno USA nell’area, individuabili dapprima nell’ecumenismo obamiano (e dalla sua rinuncia ad attaccare Assad dopo averlo minacciato) e successivamente dal ripiegamento interno trumpiano.

Per attuare il piano, in questi anni Teheran si è avvalsa di attori locali da essa finanziati, addestrati, armati dislocati ovunque e non necessariamente sciiti come Hezbollah in Libano, gli Houthy nello Yemen, Kata’ib Hezbollah in Iraq bensì pure sunniti legati alla Fratellanza Musulmana come Hamas e la Jihad islamica a Gaza e in Cisgiordania. È il cosiddetto “Asse della Resistenza”.

Ora questo schema, portato avanti dal successore di Soleimani, Esmail Qaani, è saltato o quanto meno è stato fortemente indebolito dalle azioni d’attacco condotte da Israele contro i proxy iraniani. Fra i quali solo gli Houthy – che però sono quelli geograficamente più lontani dal centro delle operazioni – hanno mantenuto, o quasi, la stessa potenza di fuoco detenuta prima del 2024. Negli ultimi tempi hanno rallentato il ritmo delle loro azioni sul Mar Rosso, anche per via dell’opposizione militare attivata da Stati Uniti e Gran Bretagna con il sostegno della missione europea ASPIDE, ma restano pronti a riprendere l’iniziativa. Hezbollah, invece, ha patito una serie di sconfitte assai serie: dall’uccisione dei suoi capi e di molti suoi veterani, alla distruzione di santabarbare ubicate nel sud Libano, ma anche nella stessa Beirut, alla perdita – dovuta al crollo del regime siriano – del corridoio logistico utilizzato dall’Iran per rifornire l’alleato libanese di ogni necessità. Un indebolimento che potrebbe riverberarsi anche nell’esercizio del potere sulla società e sul governo libanesi, ora più determinati, forse, a ridurlo significativamente dopo aver patito, una volta di più, i danni arrecati al paese degli israeliani a causa proprio di quel potere.

L’Iran oggi è palesemente incerto sul da farsi. Il nuovo presidente Masoud Pezeshkian rappresenta l’ala diplomatica e tendenzialmente dialogante del regime, anche con una società che cova un sordo risentimento verso l’assolutismo religioso degli ayatollah; i pasdaran al contrario, e come sempre, minacciano vendette implacabili contro i miscredenti e naturalmente contro l’odiato nemico ebreo. Il quale ultimo è tentato dall’idea di un colpo di mano estremo: azzerare il potenziale nucleare di Teheran, il vero incubo di Tel Aviv. Ma, anche su questo punto come sugli altri, come scritto qui in un precedente articolo, Netanyahu non sa se l’alleato americano, per quanto oggi molto più vicino politicamente di ieri (ma ciò non significa, automaticamente, “più amico”) sarebbe disposto ad aiutarlo nell’impresa. Una collaborazione che nel caso specifico, è indispensabile per conseguire il risultato. La polveriera mediorientale rimane così sempre innescata.

Anche Sala scende in campo

Lunedì scorso, in un’intervista al Foglio, il sindaco di Milano Beppe Sala ha rotto gli indugi e si è detto pronto a lavorare per unire le forze già esistenti e per creare un gruppo moderato e riformista all’opposizione del governo Meloni. È una buona notizia. Innanzitutto, perché è il primo personaggio di rilievo dell’area, definiamola per semplicità riformista, che si espone con l’intenzione di ricucire vecchi strappi e di fornire una casa a milioni di elettori. Va riconosciuto, inoltre, che è l’unico dei possibili nomi circolati sui quotidiani nei mesi scorsi ad aver dato disponibilità. Sembra infatti che l’ex Presidente del Consiglio Gentiloni non abbia intenzione di lasciare il Pd, così come l’ex Direttore dell’Agenzia dell’Entrate Ruffini pare voler giocare la sua partita a capo di una corrente del Pd stesso.

Fermo restando che Renzi e Calenda hanno la stoffa del leader ma non sono proponibili per il ruolo, per evidenti veti reciproci, rimane solo Sala che fortunatamente ha dato la sua disponibilità. Ora, conosco le perplessità di alcuni su questo nome, forse poco legato alla tradizione cattolica e del popolarismo; tuttavia, è opportuno ascoltare la sua proposta con spirito aperto e di condivisione per comprendere al meglio il percorso che ha intenzione di portare avanti, anche perché potrebbe essere l’ultima chance per costruire una vera casa per noi elettori centristi.

Lungi da me sottovalutare i pericoli e gli ostacoli di questo percorso. In primis, non è detto che i veti che si sono verificati durante la costruzione della lista per gli Stati Uniti d’Europa non si ripropongano. Sarebbe diabolico se ciò accadesse di nuovo, perché significherebbe perseverare nell’errore. Il fatto che un esponente illustre d’area ma esterno agli attuali partiti si metta in gioco in prima persona potrebbe rappresentare un buon viatico.

In secondo luogo, sarebbe opportuno certificare da parte di Sala che il futuro soggetto sarà aperto anche a realtà esterne dai tre partiti citati nell’intervista. In particolare, servirebbe un appello ai cattolici non rappresentati dagli attuali partiti affinché partecipino al processo costituente di questa forza, portando le loro idee e le loro istanze per costruire un gruppo in grado di rappresentare tutti gli elettori centristi riformisti, siano essi laici o cattolici.

In aggiunta, questo futuro soggetto politico non dovrà essere l’ennesimo partito personale perché, perdonerete l’epiteto poco moderato, ne abbiamo piene le scatole di questi micropartiti dove il politico di turno si gestisce tutto all’interno del suo cerchio magico.

Infine, va chiarito il posizionamento verso il Pd e il centro sinistra. È normale ed ovvio che una forza politica che si pone all’opposizione dell’attuale governo dialoghi con le altre forze di minoranza. È auspicabile anche che si possa trovare un terreno comune per costruire un’alternativa, anche perché se non insieme alle altre forze di opposizione con chi si potrebbe costruire? Come dice bene Sala nell’intervista è impensabile che Forza Italia lasci la maggioranza.

È dunque possibile e preferibile costruire un’alleanza con il PD e le altre forze ma non deve essere una scelta obbligata, come se avessimo la pistola alla tempia. Deve essere appunto una scelta condivisa che si basa su chiari programmi di governo, un’alleanza che abbia idee chiare a partire dalla difesa del Presidente della Repubblica dai vergognosi attacchi di esponenti dell’esecutivo russo.

Fino al 2027 c’è tempo ma come dice il saggio, chi ha tempo non aspetti tempo, perché i nodi da sciogliere sono molti e gli elettori da attirare sono tanti. Forza e coraggio, uniamoci e partiamo!

Quale pace se non c’è realismo?

Ci troviamo di fronte a un momento cruciale nel panorama internazionale. Molti equilibri sono stati compromessi, dando vita a un contesto che ha profondamente destabilizzato l’antico assetto geopolitico mondiale. I vari summit che si stanno svolgendo in questi giorni a livello europeo confermano un quadro che resta sostanzialmente instabile, incerto e poco definito. La questione centrale, e forse determinante, è quella di promuovere un’iniziativa politica che unisca la cultura della pace a uno spirito di realismo. È fondamentale, infatti, che questi due aspetti siano indissolubilmente legati, evitando di rifugiarsi nell’improvvisazione, nel velleitarismo e in un infantilismo politico. In questo contesto, le pur generose posizioni europeiste di alcune forze politiche italiane risultano spesso sterili e impotenti, se non addirittura ambivalenti.

Un esempio concreto: non si può parlare del futuro dell’Europa, del rilancio politico e culturale del nostro continente, della necessità di una difesa comune e di un progetto federale unito, per poi respingere qualsiasi proposta di spesa per gli armamenti o il potenziamento delle nostre frontiere e delle missioni militari. Fintantoché non si raggiunge una maggiore chiarezza e coerenza su questi temi, risulta vana qualsiasi predica di unità e di rilancio dell’Europa. Questa è, purtroppo, una delle debolezze presenti nel dibattito attuale.

Detto ciò, la mobilitazione per difendere, rilanciare e progettare il futuro dell’Europa è di fondamentale importanza. Essa rappresenta la riscoperta di un antico postulato della cultura e dell’identità della tradizione democratica e cristiana, che su questo fronte può rivendicare un legittimo primato. Tuttavia, per tornare alla questione della cultura della pace e alla riscoperta di un autentico ideale europeista, è oggi cruciale collegare questo afflato ideale alla cultura del realismo — talvolta definita realpolitik — ma che, in termini più appropriati, potrebbe essere vista come mera “cultura di governo”.

È su questo terreno che si misura la capacità di non ridurre la ricerca della pace a un semplice esercizio di retorica astratta e opportunista. Inoltre, si tratta della capacità di rilanciare l’antica e necessaria cultura europeista. Saranno le prossime iniziative di piazza a indicarci, in modo concreto, come e chi in Italia intende costruire una nuova soggettività europea, capace di tradurre in prassi una vera e credibile cultura della pace. È evidente che, in questo contesto, non ci si può aspettare che soggetti come la Lega di Salvini, gli estremisti di Fratoianni e Bonelli, o il populismo dei 5 Stelle di Conte si dimostrino i più credibili e coerenti nel perseguire un obiettivo così indispensabile per affrontare le sfide della società contemporanea.

In questo frangente, sembra avere un vantaggio chi, storicamente, ha coltivato una cultura di governo e chi, in fasi delicate come questa, sa anteporre gli interessi nazionali ed europei alle sterili e tristi convenienze di parte.

Recensione | Come evitare l’esplosione dell’Europa.

Sylvie Goulard, già europarlamentare e collaboratrice di Romano Prodi nel periodo della sua presidenza della Commissione (2001/2004) ci consegna un interessante saggio dove si misura con un tema di grande attualità: l’allargamento dell’U.E. come deriva incalzante e persino ineludibile su cui sembrano convergere da tempo i leader del vecchio continente più di quanto siano stati e siano tuttora impegnati al consolidamento dell’U.E. L’autrice pone una questione procedurale ed enfatizza la sua propedeuticità rispetto all’ingombrante assillo della crescita numerica dei Paesi membri dell’Unione: fondamentalmente il tema riguarda l’aspetto identitario di un rassemblement di quasi 400 milioni di abitanti degli attuali 27 Stati membri che dovrebbe essere da tempo la principale preoccupazione dei governi avvicendatisi nei Paesi che sono parte dell’U.E.

A fronte dell’ipotesi di una ulteriore inclusione di altri Stati nel consesso dell’U.E. (si tratta di Ucraina, Moldavia, Georgia, Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia e Turchia: quest’ultima, che figura nell’elenco della comunicazione della Commissione dell’8/11/2023, nonostante le negoziazioni con Ankara siano a un punto morto, porterebbe in dote qualcosa come 90 milioni di abitanti. “Un’inezia” come la definisce eufemisticamente la Goulard, che porterebbe la popolazione europea a oltre 500 milioni di abitanti.  Nell’un caso o nell’altro si passerebbe infatti a 36 o 37 Stati membri.

Il quesito che pone l’autrice – come si intuisce dal titolo del libro, “Grande da morire” – è se possano essere perseguiti insieme due obiettivi reciprocamente complementari: l’allargamento dell’U.E e la speculare pre-condizione della preventiva messa a punto di un “progetto comune e condivisibile”. I governi sembrano da tempo invece più preoccupati dell’estensione quantitativa come alternativa al caos e alle pressioni di ingresso nell’U.E. Sotto questo profilo di considerazione sembra colpevole e ingiustificabile la sottovalutazione del Rapporto sul futuro della competitività europea redatto da Mario Draghi, che non è certo marginale rispetto a scelte attese e dirimenti. Se la questione non è sommativa ma identitaria, utile e qualitativa non devono essere interpretare come remore o titubanze le valutazioni di opportunità circa la costituzione di un’Europa extra-large: l’esempio di Cipro, in parte occupata dalla Turchia o quello delle reciproche rivendicazioni nazionalistiche tra Serbia e Kosovo, fanno riflettere sul fatto che si corre il rischio di importare instabilità in Europa, più che esportare stabilità.

Gli ingressi nel corpaccione europeo non sono un processo di aggregazione tout court poiché la molteplicità dei contesti e delle tradizioni depone per una metabolizzazione graduale e partecipata. Ciò non significa che nel caso dell’Ucraina vi siano dubbi di opportunità (e soprattutto urgenti risposte da dare) ma ciò va fatto proprio considerando la minaccia della Russia che è pur sempre una potenza occupante.

Scritto a gennaio, il libro tiene conto dell’elezione di Trump ma non delle successive e disorientanti sue prese di posizione, sul conflitto russo-ucraino e sull’Europa stessa. Se Trump abbandona l’ONU e mette in discussione la NATO ciò non è irrilevante rispetto al seguito che ci attende. The Donald si schiera con Putin contro l’Europa, ed ecco allora che il problema dei confini, delle adesioni e dei trattati suscita ulteriorità che i singoli Stati europei non possono affrontare da soli e pone un preciso interrogativo: è l’U.E. in grado di condividere al suo interno risorse istituzionali, rappresentative e di difesa? Essere compatta nelle azioni e nelle scelte? (Il libro cita non a caso la stretta amicizia di Orban con Putin). Se si potesse riavvolgere il nastro della Storia la risposta migliore potrebbe essere l’ideale di Jean Monnet, padre fondatore dell’Europa: “Nous unissons des hommes, nous ne coalisons pas des Etats” (‘Uniamo degli uomini, non coalizziamo gli Stati’).

Ci troviamo tuttavia di fronte ad una situazione drammatica dopo tre anni dall’invasione russa in Ucraina: è opinione dello scrivente che gli ombrelli dell’U.E. e della NATO debbano essere aperti senza indugi a protezione di Kyiv e di un popolo massacrato da una guerra criminale: mentre si aprono spiragli di trattative Mosca continua a bombardare senza tregua mentre Trump tace su questo genocidio e stravolge i fatti ribaltando la verità storica che vede un aggressore e un aggredito. Le frammentazioni originariamente radicate e mai del tutto rimosse tra gli stessi Paesi fondatori dell’U.E. riducono il dibattito attuale alla retorica dei buoni propositi, “fanno passare sotto silenzio gli sforzi che devono fare, al massimo si limitano a menzionare la capacità di assorbimento, come se l’Unione Europea non fosse altro che una banale spugna”. Ciò che conta è il potere negoziale: Europa ed U.E. sembrano esserne scarsamente dotate, non si materializzano azioni condivise foriere di incisività, le frammentazioni e le sfumature prevalgono sugli intendimenti comuni necessari.

La Dichiarazione di Schuman del lontano 1950 conserva la sua attuale rilevanza: “La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano”. Ora l’U.E. è parte integrante delle potenzialità latenti e dei pericoli incombenti. Sylvie Goulard in questo magnifico, intenso libro pone un interrogativo che reclama un’urgente risposta: se sia più utile perseguire l’obiettivo principale dell’Europa XXL come somma di Stati e di diplomazie o se invece sia necessario edificare un fortilizio di valori condivisibili in nome dei popoli e della suprema difesa della democrazia.

Meloni convoca Salvini e Tajani, necessario un chiarimento sulla difesa Ue

Roma, 4 mar. (askanews) – A poco più di 24 ore dal Consiglio europeo straordinario in programma a Bruxelles il 6 marzo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato questa sera a Palazzo Chigi i suoi due vice, Matteo Salvini e Antonio Tajani, per un confronto sul tema della difesa europea.

Un chiarimento, del resto, era necessario, dopo le polemiche dei giorni scorsi e le esternazioni del leader della Lega che avevano mostrato chiaramente la presenza di (almeno) due linee sulla questione all’interno del governo. In particolare dopo l’annuncio, da parte di Ursula von der Leyen, del piano ReArm Europe, che secondo la presidente della Commissione è in grado di mobilitare 800 miliardi di euro per la difesa tra risorse nazionali, liberate dalla deroga al Patto di stabilità, e soldi freschi comunitari, reperiti dall’Ue sui mercati.

Un progetto che non piace a Salvini, secondo cui “per Ursula von der Leyen gli Stati europei possono fare debito solo per armarsi” mentre negli anni scorsi – accusa – non è stato possibile “investire in sanità, in educazione e sostegno alle imprese e alle famiglie”. Al contrario, per Tajani, l’iniziativa è positiva: “Bene von der Leyen: finalmente si fanno concreti passi in avanti per costruire una indispensabile difesa europea. Era il grande sogno di De Gasperi e Berlusconi. Ora bisogna realizzarlo, senza indugi, nel modo migliore possibile per rendere più forte l’Europa nel contesto di una solida alleanza con gli Stati Uniti”, ha scritto il capo della dipomazia italiana su X.

Questo senza contare le differenze relative all’Ucraina, con Salvini che sabato e domenica porterà la Lega in mille piazze d’Italia “per chiedere la fine della guerra, nel momento in cui Emmanuel Macron e Ursula von der Leyen parlano di invio di truppe e di maggiori spese militari di un esercito europeo”.

Divergenze troppo marcate per chi (Meloni) giovedì si troverà al tavolo con gli altri leader a dover discutere proprio del ruolo dell’Europa in Ucraina di fronte all’iniziativa di Donald Trump, della costruzione di una politica di difesa comune e di una maggiore spesa che ritiene necessaria per garantire, come ha detto più volte, “l’indipendenza strategica”. Infatti – secondo indiscrezioni – già nei giorni scorsi la presidente del Consiglio ha chiesto al Mef delle simulazioni per accrescere la spesa nella difesa fino al 2,5% del Pil.

Sulla politica estera, in particolare in questo momento delicato, sarebbe stato a quanto si apprende il messaggio recapitato dalla premier, occorre essere prudenti e moderare le parole, per non danneggiare la credibilità dell’Italia nei consessi internazionali. In sostanza: basta “tifoserie”, come aveva già detto domenica a Londra parlando con i giornalisti.

Meloni convoca Salvini e Tajani, necessario chiarimento su difesa Ue

Roma, 4 mar. (askanews) – A poco più di 24 ore dal Consiglio europeo straordinario in programma a Bruxelles il 6 marzo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato questa sera a Palazzo Chigi i suoi due vice, Matteo Salvini e Antonio Tajani, per un confronto sul tema della difesa europea.

Un chiarimento, del resto, era necessario, dopo le polemiche dei giorni scorsi e le esternazioni del leader della Lega che avevano mostrato chiaramente la presenza di (almeno) due linee sulla questione all’interno del governo. In particolare dopo l’annuncio, da parte di Ursula von der Leyen, del piano ReArm Europe, che secondo la presidente della Commissione è in grado diChig mobilitare 800 miliardi di euro per la difesa tra risorse nazionali, liberate dalla deroga al Patto di stabilità, e soldi freschi comunitari, reperiti dall’Ue sui mercati.

Un progetto che non piace a Salvini, secondo cui “per Ursula von der Leyen gli Stati europei possono fare debito solo per armarsi” mentre negli anni scorsi – accusa – non è stato possibile “investire in sanità, in educazione e sostegno alle imprese e alle famiglie”. Al contrario, per Tajani, l’iniziativa è positiva: “Bene von der Leyen: finalmente si fanno concreti passi in avanti per costruire una indispensabile difesa europea. Era il grande sogno di De Gasperi e Berlusconi. Ora bisogna realizzarlo, senza indugi, nel modo migliore possibile per rendere più forte l’Europa nel contesto di una solida alleanza con gli Stati Uniti”, ha scritto il capo della dipomazia italiana su X.

Questo senza contare le differenze relative all’Ucraina, con Salvini che sabato e domenica porterà la Lega in mille piazze d’Italia “per chiedere la fine della guerra, nel momento in cui Emmanuel Macron e Ursula von der Leyen parlano di invio di truppe e di maggiori spese militari di un esercito europeo”.

Divergenze troppo marcate per chi (Meloni) giovedì si troverà al tavolo con gli altri leader a dover discutere proprio del ruolo dell’Europa in Ucraina di fronte all’iniziativa di Donald Trump, della costruzione di una politica di difesa comune e di una maggiore spesa che ritiene necessaria per garantire, come ha detto più volte, “l’indipendenza strategica”. Infatti – secondo indiscrezioni – già nei giorni scorsi la presidente del Consiglio ha chiesto al Mef delle simulazioni per accrescere la spesa nella difesa fino al 2,5% del Pil.

Sulla politica estera, in particolare in questo momento delicato, sarebbe stato a quanto si apprende il messaggio recapitato dalla premier, occorre essere prudenti e moderare le parole, per non danneggiare la credibilità dell’Italia nei consessi internazionali. In sostanza: basta “tifoserie”, come aveva già detto domenica a Londra parlando con i giornalisti.

Sace: 100 mld di opportunit per le imprese tra export e innovazione

Roma, 4 mar. (askanews) – Lo scenario geopolitico si fa sempre pi complesso mentre l’amministrazione Usa minaccia nuovi dazi sui prodotti dell’Unione europea come strumento di pressione commerciale. Ma le imprese hanno due leve sui cui puntare, l’innovazione, che le rende pi agili e competitive e l’apertura di nuove strade per l’export Made in Italy che grazie alla estrema variet che caratterizza ci che il paese esporta pu aprirsi nuovi mercati di sbocco. Un export che riesca a diversificarsi il pi possibile geograficamente infatti pi resiliente agli shock esterni. Se ne discusso durante l’evento “Let’s Grow!” organizzato da Sace, il gruppo assicurativo-finanziario partecipato dal ministero dell’Economia e delle Finanze per approfondire scenari e strumenti di crescita insieme alle imprese italiane. Sace ha presentato la Growth Map 2025: 14 paesi cosiddetti Gate, porta d’accesso, sui cui puntare, dal Medio Oriente all’America latina, dall’area asiatica all’Africa con un elevato potenziale di crescita.

Alessandra Ricci, amministratore delegato Sace: “La sfida per le aziende italiane la crescita, abbiamo visto che addirittura oggi il Paese tornato con un avanzo positivo, primo paese dopo il periodo del Covid e che la sfida di tutte le aziende italiane crescita e dove pu essere trovata la crescita? Da un lato negli investimenti in export dall’altra parte di innovazione insieme abbiamo pensato che queste due cose possano generare 100 miliardi di nuove opportunit per le aziende italiane, 85 miliardi vengono dall’export e vengono soprattutto da 14 paesi che abbiamo identificato e che noi chiamiamo i paesi Gate che sono quelli dove l’export cresce a dei tassi superiori alla media di crescita del paese e noi sappiamo che ogni volta che l’export cresce l’azienda italiana tanto vero che quello che abbiamo misurato che andando a fare investimenti in export e in innovazione il fatturato delle imprese italiane cresce del 4%”.

Per questi 14 mercati strategici, Sace ha disegnato una vera e propria mappa, mettendo in evidenza le specificit di ognuno e gli ambiti nei quali i prodotti italiani potrebbero espandersi.

“Noi siamo presenti in tutti i 14 paesi Gate – ha aggiunto Ricci – con la nostra rete internazionale e e qui abbiamo coniato il cosiddetto effetto Grow, quindi ritorniamo al tema della crescita. Noi vogliamo aiutare le imprese a crescere e l’effetto Grow si sostanzia nelle quattro lettere di Grow quindi G diamo garanzie e liquidit alle aziende. R, gli diamo tutta la nostra conoscenza per la copertura dei rischi o creiamo delle opportunit, perch si affaccino verso quei mercati esteri, dove magari oggi non sono ancora presenti. W, worldwide, quindi in tema di essere globali perch oggi se qualche paese salta l’unica vera arma che abbiamo da offrire alle aziende italiane e aprirgli pi mercati, perch solo aprendo pi mercati riusciremo a compensare eventuali effetti che si possono creare per il contesto geopolitico”.

Cruciali quindi anche gli investimenti in innovazione e il sostegno che la finanza pu dare alle imprese da questo punto di vista ambito in cui Sace impegnata da tempo: secondo elaborazioni della stessa Sace un’impresa che investe in innovazione vede il fatturato crescere del 2% annuo in pi rispetto a chi non lo fa.

Alessandro Terzulli, Chief economist di Sace: “Oggi un’impresa italiana su tre investe in cambiamento tecnologico e in digitalizzazione. Ci sono stati dei progressi recenti ma non sono ancora sufficienti. Occorre investire di pi per tenere il passo con i peer europei e occorrono infatti almeno 15 miliardi aggiuntivi di investimenti l’anno per avere un rapporto tra spesa e ricerca sviluppo e Pil quantomeno pari a quello degli altri paesi. Le imprese italiane nei diversi settori indicano come un limite a questo investimenti l’accesso alle risorse finanziarie e questo un punto molto molto importante. Allo stesso tempo va detto che non basta solo investire, ma chi investe in innovazione deve allo stesso tempo investire in formazione delle proprie risorse e adattare il proprio modello organizzativo”.

Sopravvissuta Nova Festival: “Sento addosso stupri, potevo essere io”

Roma, 4 mar. (askanews) – Hadar Sharvit e Yuval Tapuchi, sono due ragazze di 28 anni sopravvissute al massacro del Nova Festival il 7 ottobre 2023, dove furono uccise 364 persone, mentre molte altre furono rapite. In un incontro organizzato dall’Ambasciata israeliana e dall’Ucei (Unione comunit ebraiche italiane) intitolato “Sopravvivere all’inimmaginabile: voci di donne dal 7 ottobre” presso la Biblioteca nazionale dell’ebraismo italiano Tullia Zevi a Roma, a pochi giorni dall’8 marzo, con grande coraggio hanno ricordato quel giorno infernale e dato voce a chi non c’ pi.

Hadar, insegnante di matematica, che oggi d lezioni sull’autoguarigione dai traumi e offre visite guidate al memoriale delle vittime del Nova. Da 15 mesi ha a che fare con questo trauma: “Mi stavo nascondendo sotto gli alberi con i miei amici e stavo parlando al telefono con mio padre ‘scusa pap, sto per morire’. Lui disse ‘vengo a prenderti e ti salvo’. E io ‘non venire per favore, sono nel mezzo di un grande attacco terroristico’. E lui ‘non ti preoccupare, sono gi per strada, vengo a salvarti, solo resta traquilla, calma’. Ha sentito gli spari di pistola, le bombe, le urla”.

“Ho visto gente freddata a colpi di pistola davanti ai miei occhi, sono immagini che vedo tutte le sere a letto prima di addormentarmi”, ha ricordato. “Durante il tempo che sono rimasta sotto l’albero o sentito di tutto: ho sentito abusi, ho sentito donne che venivano stuprate, ho sentito le urla e poi il silenzio, li ho sentiti”, ha denunciato.

“Gente che gridava per la loro vita e poi silenzio. Nessuno dovrebbe sentire questo tipo di inferno, io mi sentivo in inferno e mi stavo preparando a morire. Essere viva oggi non ovvio”.

“I terroristi erano entrati nel frutteto, noi li vedevamo, loro non ci hanno visto, stato terrificante. Ho pensato che era venuto il mio momento di morire”.

“Dopo 5 ore abbiamo deciso di uscire. Ho sentito in un angolo gente che parlava ebraico dopo 6 ore che avevo sentito parlare solo arabo, solo terroristi, solo urla, bombe, spari, cose che esplodono nelle mie orecchie, suoni che possono ancora sentire”, ha aggiunto.

“Siamo usciti a vedere l’esercito e ho visto tutto quello che avevo sentito in quelle 4 ore. Corpi senza vita per terra, auto appena bruciate, proiettili. Per me essere una donna che sopravvissuta al Nova molto dura, perch percepisco quella brutalit in me, la sento nel mio corpo anche se non era rivolta contro di me. Sento che quella donna che stata stuprata potevo essere io, perch l’ho sentita, con le mie orecchie”.

“Penso che il mondo non capisca la brutalit che c’ stata – ha detto ancora HAdar – Hamas stato davvero brutale. Alle volte vorremmo essere riservati su quanto successo, ma Hamas stato davvero brutale, molto, molto brutale. Quando vedo gente che sostiene Hamas mi vergogno per l’umanit, perch quando sostenete Hamas sostenete stupri di donne, massacri di gente, uccisioni e rapimenti di persone dalle loro case”, ha concluso.

Sopravvissuta a 7 ottobre:”Per salvarsi bisogna continuare a correre”

Roma, 4 mar. (askanews) – Hadar Sharvit e Yuval Tapuchi, sono due ragazze di 28 anni sopravvissute al massacro del Nova Festival il 7 ottobre 2023, dove furono uccise 364 persone, mentre molte altre furono rapite. In un incontro organizzato dall’Ambasciata israeliana e dall’Ucei (Unione comunit ebraiche italiane) intitolato “Sopravvivere all’inimmaginabile: voci di donne dal 7 ottobre” presso la Biblioteca nazionale dell’ebraismo italiano Tullia Zevi a Roma, a pochi giorni dall’8 marzo, con grande coraggio hanno ricordato quel giorno infernale e dato voce a chi non c’ pi.

“Ho imparato che bisogna continuare a correre per salvarsi – ha spiegato Yuval Tapuchi, che fino a prima del 7 ottobre gestiva una clinica per diabetici e oggi si occupa di arte – Spero che la gente colga l’opportunit per essere ci che non vogliono essere, perch ci sono due scelte: puoi essere come loro (i terroristi, ndr) o diventare l’opposto. Penso che questa sia la nostra occasione per essere l’opposto”.

“Siamo ancora in guerra, ci sono ancora ostaggi, non sono stati liberati, ci sono anche amici miei. Questo un lutto collettivo, qualcosa che non se ne va da solo, qualcosa con cui bisogna imparare a convivere, qualcosa che cambia la maggior parte delle volte, che bisogna elaborare, ci vuole tempo. Puoi fare sedute psicologiche, cure alternative, agopuntura, ritiri. Io non sono riuscita ancora a tornare al lavoro, quel giorno ha cambiato tutta la mia vita.

Non ho dormito la notte per un anno intero, quando risenti quei suoni che hai sentito, in ogni posto, cerchi di trovare una ragione, pensi a un’esplosione e invece solo un’auto, un cestino. Non facile. Bisogna darsi il tempo per recuperare e iniziare realmente a ricostruire se stessi”.

Tennis, in tabellone a Miami anche il 17enne Federico Cinà

Roma, 4 mar. (askanews) – Il giovane talento italiano Federico Cinà si prepara a fare il suo debutto nel circuito ATP. Attualmente numero 557 del ranking mondiale ed ex numero 4 tra gli junior, il 17enne palermitano ha ricevuto una wild card per il Miami Open, prestigioso Masters 1000 in Florida che conclude il Sunshine Double. Considerato una delle promesse del tennis italiano, Cinà ha iniziato la preparazione a fine dicembre, dopo alcuni giorni nella sua città natale insieme al padre e allenatore Francesco Cinà e al preparatore Marco Salerno.

La scorsa settimana ha già ottenuto un successo importante, vincendo il torneo ITF da 15mila dollari a Sharm el Sheikh, un risultato che conferma il suo talento in crescita. Oltre a Cinà, nel tabellone maschile del Miami Open parteciperanno anche il 19enne Learner Tien, Christopher Eubanks, Eliot Spizzirri e Wu Yibing.

Nel tabellone femminile, invece, sono state assegnate wild card a Petra Kvitova e Sloane Stephens, già vincitrici del torneo rispettivamente nel 2023 e nel 2018. Accanto a loro, spazio anche per Ajla Tomljanovic, Tyra Grant, Alexandra Eala, Victoria Mboko e Sayaka Ishii. Il torneo di Miami si preannuncia quindi ricco di talenti emergenti e nomi affermati, con Cinà pronto a mettersi alla prova su uno dei palcoscenici più prestigiosi del tennis mondiale.

Totti: "Vorrei Ancelotti alla Roma ma non verrà"

Roma, 4 mar. (askanews) – Francesco Totti è stato ospite del podcast Viva el Fútbol, condotto da Cassano, Adani e Ventola, affrontando diversi temi legati alla Roma, alla sua carriera e a un possibile ritorno in campo. Il Pallone d’Oro e la fedeltà alla Roma – Totti ha ribadito di non avere rimpianti e di non sentire il bisogno di riconoscimenti individuali: “Non ho bisogno del Pallone d’Oro. Ho vinto tutto con la Roma. Non mi pento di niente… Per me, essere rimasto in una squadra per 25 anni è stata una grande vittoria”. Sulla guida tecnica della Roma ha commentato: “Ranieri sta facendo bene, ma non so se resterà. Se decide di rimanere, punteranno su di lui”. Tuttavia, secondo lui, alla Roma servirebbe un allenatore come Ancelotti: “Ma tanto non verrà”. Ha poi elogiato il tecnico del Real Madrid: “Un allenatore deve essere prima di tutto bravo a gestire i campioni, e in questo Ancelotti è il migliore al mondo”. Su Gasperini ha detto: “È un buon tecnico, ma non mi fa impazzire”. Invece, ha mostrato entusiasmo per De Zerbi: “Mi piace tantissimo, anche se a Roma ora non so come andrebbe. All’inizio, conoscendo la piazza, farebbero fatica ad accettarlo, anche perché si sono abituati ad allenatori medi”. Totti ha ammesso di aver ricevuto offerte per tornare a giocare: “Ho avuto richieste, in Italia e all’estero. C’è stata la possibilità”. Quando gli è stato chiesto di svelare il club interessato, ha risposto: “Non posso dire la squadra, era in Italia… in Serie A. Stavo veramente bene, mi allenavo due ore al giorno tutti i giorni, ma avrei dovuto cambiare città.” Poi ha lasciato intendere che si trattasse del Genoa dicendo: “Dovevo venire vicino a Cassano”. Il futuro professionale e l’omaggio a Dybala Sul suo ruolo nel mondo del calcio ha detto: “Ora penso a divertirmi. Poi, se un giorno qualcuno dovesse cercarmi, valuterò.” Tuttavia, ha ammesso che gli sarebbe difficile scegliere un’altra squadra: “Prenderei in considerazione solo la Roma. Potrei dare un contributo per la conoscenza che ho del calcio.” Infine, ha elogiato Paulo Dybala: “È tra i migliori al mondo. In questo momento è il migliore in Italia, ha un altro passo rispetto a due mesi fa e quando ha la palla la fa cantare.

Inter, Inzaghi: "Siamo in emergenza ma è momento cruciale"

Roma, 4 mar. (askanews) – Vigilia di Feyenoord-Inter, andata degli ottavi di Champions in programma domani, mercoledì 5 marzo alle 18.45. “Sappiamo di essere un po’ in difficoltà in una parte del campo ben precisa – le parole di Simone Inzaghi alla vigilia del match – Oltre a Dimarco, abbiamo perso Zalewski, Carlos Augusto e Darmian: non abbiamo più giocatori in quel ruolo, probabilmente ci giocherà uno tra Bastoni e Acerbi. Però i principi di gioco non cambiano. Sto ancora pensando alle soluzioni migliori per far sì che la squadra faccia un’ottima partita. Abbiamo dei problemini da risolvere, ma ho visto grandissima disponibilità da tutti i ragazzi”. E, detto che Martinez sarà tra i pali resta un dubbio a centrocampo: “Thuram si è allenato regolarmente, Calhanoglu stamattina si è allenato con la squadra. C’è un dubbio a centrocampo, è il reparto in cui ne ho di più perché ho tutti a disposizione, mentre negli altri settori decideremo domattina”. Riguardo all’ambiente che accoglierà l’Inter, invece, Inzaghi ha ribadito che in casa del Feyenoord non è mai semplice: “Io ci ho giocato nel 2000 con la Lazio: ci giocavamo i quarti di finale. Non ci sono ancora stato da allenatore, ma so che è un ambiente caldo”. Gran parte della qualificazione si giocherà all’andata: “Sappiamo che poi ci sarà un ritorno a San Siro la prossima settimana, ma che dovremo fare una partita importante in questo stadio molto caldo, che li trascina. E’ una squadra che ha fatto ottimi risultati in questa Champions, vincendo con Bayern Monaco e Milan e pareggiando in rimonta in trasferta con il Manchester City. Ha giocatori di qualità e ci vorrà grande attenzione”. Sommer recuperato: “Sommer ha fatto un grandissimo lavoro ed è già disponibile ma domani credo che giocherà Martinez”. “Inter favorita per la vittoria finale? Mi fa molto piacere, è una cosa importantissima per la società e per i tifosi, per tutti noi che lavoriamo duramente. Giocare su tre fronti è una grandissima soddisfazione, non ci piace stare a guardare gli altri che giocano: non si ragiona, si gioca, sapendo che siamo in grande emergenza. Sappiamo che lavoro abbiamo fatto per arrivare qui, ma questo è il calcio e questo è il calendario che dobbiamo affrontare. Andiamo avanti con grandissima fiducia”. Infine, una battuta tornando sul pareggio con il Napoli: “Di campionato oggi non mi va tanto di parlare, domani c’è una partita super importante. Noi eravamo in emergenza, due giocatori importanti come Dimarco e Calhanoglu hanno chiesto il cambio. Abbiamo dato tutto, poi il gol del pareggio è arrivato e probabilmente è stato anche meritato, ma su quell’azione specifica potevamo fare ancora qualcosa di più”.

Il vicepresidente Usa Vance: Usa, Europa, Ucraina devono sedersi ad un tavolo

Roma, 4 mar. (askanews) – L’Europa, gli Stati uniti e l’Ucraina non sono nella posizione di poter proseguire il conflitto all’infinito ed è importante che si siedano a un tavolo. L’ha affermato oggi il vicepresidente statunitense JD Vance in una conferenza stampa.

“Siamo giunti a un punto in cui né l’Europa, né gli Stati uniti, né gli ucraini possono continuare questa guerra indefinitamente. E’ quindi importante che tutti si siedano al tavolo”, ha dichiarato Vance ai giornalisti.

Il vicepresidente ha inoltre aggiunto di credere che l’accordo sui minerali tra Stati Uniti e Ucraina possa ancora essere firmato. “Ci credo certamente e penso che il presidente sia ancora impegnato in questo accordo. Abbiamo sentito alcune notizie positive, anche se ovviamente non abbiamo ancora ricevuto la firma dai nostri amici in Ucraina,” ha affermato Vance.

Il nuovo Nxtpaper 11 Plus di Tcl, un tablet che fa anche da ebook

Barcellona, 4 mar. (askanews) – Un nuovo tablet che punta su una tecnologia specifica per non affaticare gli occhi e che si trasforma con un click in un ebook. Tcl ha presentato al Mobile World Congress di Barcellona tutte le novit pronte per il mercato. A partire dal Tcl Nxtpaper 11 Plus che segna il suo ingresso nel mercato dei tablet potenziati dall’AI e introduce le avanzate modalit Smart Eye Comfort e Personalized Eye Comfort, progettate per ottimizzare il comfort visivo, adottando tutte le caratteristiche normative di ecodesign europee attive dal giugno 2025, come ha spiegato Flavio Ferraro di Tcl.

“Allora NxtPaper che cos’? Una tecnologia che abbiamo sviluppato per i display che serve per proteggere gli occhi, la vista. Il display innanzitutto elimina praticamente a zero tutti i riflessi, toglie quasi completamente la luce blu che non una luce naturale e quindi affattica il nostro occhio. Poi ci sono una serie di funzionalit che controlla: la distanza da quanto stiamo guardando il display, se lo stiamo guardando da troppo tempo, insomma tutta una serie di accorgimenti, hardware e software per non affaticare la vista, il numero di ore che passiamo davanti ai nostri dispositivi sempre pi alto e dobbiamo cominciare a preoccuparci di non affaticarci troppo”. In questa direzione va anche la funzionalit per trasformare il tablet in un ebook con display in bianco e nero regolabile e senza riflessi.

Laptop con pannelli solari e a doppio schermo: i concept di Lenovo

Barcellona, 4 mar. (askanews) – Un laptop che si ricarica con dei pannelli solari incorporati sul retro e un altro che con un semplice passaggio puo ospitare un secondo schermo. Sono due dei concept presentati da Lenovo al Mobile World Congress di Barcellona, la fiera dedicata alla tecnologia mobile, per vedere l’effetto che fanno sui consumatori e valutarne una futura immissione sul mercato.

Yoga Solar il portatile che si pu auto alimentare grazie ai pannelli solari, come ha spiegato Monica Garcia de Lucas di Lenovo. “Con questi device si pu lavorare all’esterno, ma anche all’interno. Quando, ad esempio, lavori vicino a una finestra con 20 minuti di carica della batteria del dispositivo, puoi riprodurre video per un’ora intera. Quindi un ottimo dispositivo che segue anche criteri di sostenibilit”, ha sottolineato. Yoga Solar dotato di 84 celle solari che permettono di ridurre il consumo di batteria.

Un altro concept che ha destato grande curiosit tra i visitatori della fiera tech di Barcellona il laptop Flip: “Cosa c’ di nuovo nel flip? Come potete vedere un dispositivo con due schermi diversi che possono diventare un unico schermo. Quindi possiamo passare dalla modalit tablet, diciamo, con uno schermo da 13 pollici e poi trasformarlo con un unico movimento di un dito in 18 pollici. Puoi trasferire il contenuto da uno dei lati dello schermo all’altro. Quindi puoi avere contenuti individuali o condividere lo stesso contenuto”, ha sottolineato la manager di Lenovo.

Ucraina, Zelensky: pronto a firmare in qualsiasi momento l’accordo, alle condizioni di Trump

Roma, 4 mar. (askanews) – Volodymyr Zelensky, dopo aver respinto un primo accordo, si è detto “pronto a firmare in qualsiasi momento e in qualsiasi forma faccia comodo (a Donald Trump)” l’accordo “sui minerali” delle terre rare “e sulla sicurezza” con gli Stati Uniti, che nella notte tra lunedì e martedì hanno sospeso gli aiuti militari all’Ucraina.

“Consideriamo questo accordo un passo avanti verso una maggiore sicurezza e forti garanzie di sicurezza”, ha aggiunto in un lungo post su X. Il presidente ucraino ha lasciato Washington venerdì scorso senza firmare l’accordo sui minerali perché non includeva garanzie di sicurezza.

Il vice presidente americano J.D. Vance, ai microfoni di Fox News, aveva stimato che la firma di questo accordo, che avrebbe offerto “un vantaggio economico agli Stati Uniti”, “sarebbe stata una migliore garanzia di sicurezza di 20mila soldati inviati da un qualsivoglia Paese, che non combatte da trenta o quarant’anni”. L’invio di truppe in Ucraina per garantire un possibile cessate-il-fuoco è stato più volte menzionato da funzionari francesi e britannici, senza tuttavia essere formalizzato.

“Nessuno desidera la pace più degli ucraini. Il mio team e io siamo pronti a lavorare sotto la ferma guida del presidente Trump per raggiungere una pace duratura”, ha ribadito Volodymyr Zelensky nel suo messaggio. Una pace che, senza il sostegno militare americano, potrebbe benissimo trasformarsi in una resa a Vladimir Putin, il cui esercito occupa già il 20 per cento circa del territorio ucraino.

Venerdì sera Trump, insieme a J.D. Vance, ha secondo tutti i commentatori politici umiliato Zelensky nello Studio Ovale della Casa Bianca. “Il nostro incontro a Washington, alla Casa Bianca, di venerdì non è andato come previsto”, ha riconosciuto il presidente ucraino nel suo messaggio. “È deplorevole che le cose siano andate in questo modo. È tempo di porre rimedio alla situazione. Ci auguriamo che la cooperazione e la comunicazione future siano costruttive”, ha aggiunto. Il presidente americano ha chiesto alla controparte ucraina di essere “grata”, accusando Kiev di “non avere le carte in mano” per chiedere “nulla”. “Apprezziamo davvero tutto quello che l’America ha fatto per aiutare l’Ucraina a mantenere la sua sovranità e indipendenza”, ha risposto Zelensky, “Ricordiamo come le cose cambiarono quando il presidente Trump fornì all’Ucraina i Javelin. Ne siamo grati”. Venerdì sera Trump aveva sostenuto che il suo predecessore, Barack Obama, aveva fornito solo “fogli”, mentre lui nel 2019 aveva consegnato i Javelin, formidabili missili anticarro che si sono dimostrati efficaci nel fermare l’avanzata dei mezzi corazzati russi nei primi giorni dell’invasione su larga scala, lanciata il 24 febbraio 2022 da Vladimir Putin.

“Siamo pronti ad agire rapidamente per mettere fine alla guerra”, ha scritto il presidente ucraino. Venerdì sera Trump gli ha ripetuto di “fare la pace”: “Voglio porre fine a questa guerra. Vedete l’odio che prova per Putin”, ha continuato di fronte a uno sbalordito Zelensky.

“Le prime tappe potrebbero essere la liberazione dei prigionieri e una tregua nei cieli (vietando missili, droni a lungo raggio, bombe sulle infrastrutture energetiche e civili) e una tregua marittima immediata, se la Russia farà altrettanto”, ha affermato Zelensky.

Il consigliere senior della Casa Bianca Jason Miller ha spiegato oggi che il presidente Donald Trump ha sospeso le spedizioni di aiuti militari all’Ucraina come parte della sua strategia “carota e bastone” per porre fine al conflitto triennale con la Russia. “Il presidente Trump è l’unica persona, l’unica persona che parla di fermare le uccisioni, e a volte i leader possono usare la carota, a volte possono usare il bastone”, ha detto Miller alla CNN. Sulla sospensione degli aiuti statunitensi a Kiev, il consigliere ha detto che Trump sta tentando di convincere il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ad accettare un accordo di pace.

“E in questo caso, penso che il presidente Trump stia usando questo metodo per far capire il suo punto di vista al presidente Zelensky, e cioè che il presidente Trump vuole fermare le uccisioni. Zelensky deve tornare al tavolo. Deve prendere la cosa sul serio”, ha detto Miller.

L’Ucraina potrebbe esaurire le sue scorte di proiettili di artiglieria entro maggio o giugno se gli Stati Uniti non riprenderanno le loro cruciali spedizioni di munizioni. Inoltre, la CNN ha riferito, citando un funzionario ucraino, che si prevede che le scorte di missili di difesa aerea Patriot saranno esaurite entro poche settimane.

Tennis, nel tabellone Indian Wells Berrettini dalla parte Tsitsipas

Roma, 4 mar. (askanews) – Il Masters 1000 di Indian Wells andrà in scena sul cemento della località statunitense dal 5 al 16 marzo. Nella notte italiana si è svolto il sorteggio che ha delineato la composizione del tabellone nell’evento in California, caratterizzato da un montepremi di 13 milioni di dollari e che prevede ben sette turni (come negli Slam). Il torneo sarà privo di Jannik Sinner: il numero 1 del mondo sta scontando una squalifica di tre mesi e sarà dunque assente dai cambi di gioco fino al prossimo 4 maggio.

Il tedesco Alexander Zverev, numero 2 del mondo. si presenterà all’appuntamento da prima testa di serie e godrà di un bye al primo turno (diritto dei migliori 32 giocatori del ranking ATP iscrittisi alla competizione). Il teutonico debutterà contro il vincente del confronto tra il serbo Miomir Kecmanov e l’olandese Tallon Griekspoor. In quel quarto di tabellone si trova anche Matteo Berrettini, reduce da due eliminazioni ai quarti di finale tra Doha e Dubai: il romano incrocerà al secondo turno lo spagnolo Roberto Carballes Baena o l’australiano Christopher O’Connell, prima di un probabile terzo turno contro il greco Stefanos Tsitsipas, numero 9 del mondo che lo ha battuto settimana scorsa ai quarti di Dubai prima di alzare al cielo il trofeo. Se dovesse riuscire a superare l’ostacolo ellenico si troverebbe poi di fronte un durissimo ottavo di finale contro il danese Holger Rune, favorito nel suo spicchio in cui figurano anche Corentin Moutet, Jordan Thompson, Jaume Munar e Kei Nishikori. Il tabellone è dunque sfavorevole al numero 29 del circuito mondiale, che cercherà di infilare due colpacci in serie per provare a meritarsi quello che sulla carta dovrebbe essere il quarto di finale proprio contro Alexander Zverev.

L’ipotetica semifinale di Zverev sarebbe o contro il norvegese Casper Ruud o contro il russo Daniil Medvedev, che sono favoriti nel loro spicchio di tabellone: per il primo un debutto contro il padrone di casa Marcos Giron o un qualificato, poi eventualmente l’australiano Alexei Popyrin (favorito contro il belga Zizou Bergs o un qualificato); per l’altro un esordio morbido contro Bu o Basavareddy, poi potrebbero esserci lo statunitense Alex Michelsen o il nostro Flavio Cobolli (aprirà contro un qualificato). Ruud in occasione dell’ottavo di finale, dove potrebbe trovarsi di fronte anche il nostro Lorenzo Musetti, che al secondo turno affronterà o il russo Roman Safiullin o lo statunitense Reilly Opelka per poi meritarsi probabilmente il francese Arthur Fils. Stesso discorso per Medvedev, che dovrebbe essere atteso dal ceco Jiri Lehecka o dallo statunitense Tommy Paul (in quello spicchio ci sarà anche Luca Nardi, che all’esordio sfiderà Cameron Norrie).

Grandi fuochi d’artificio nella parte bassa del tabellone, dove potrebbe esserci addirittura un quarto di finale tra lo spagnolo Carlos Alcaraz (detentore del titolo) e il serbo Novak Djokovic. Cammino sulla carta agevole per il numero 3 del mondo prima della teorica rivincita dei quarti di finale degli Australian Open contro il numero 7 del ranking ATP: Quentin Halys o un qualificato, Denis Shapovalov, Grigor Dimitrov o Sebastian Korda. Per il balcanico ci potrebbe essere un debutto caldo con Nick Kyrgios (ammesso che l’australiano superi un qualificato), poi l’argentino Francisco Cerundolo e teoricamente uno tra il polacco Hubert Hurkacz e l’australiano Alex de Minaur (in questo micro spicchio figurano anche Lorenzo Sonego e Luciano Darderi, attesi all’esordio dal belga David Goffin e dall’argentino Facundo Diaz Acosta). Chi tra Alcaraaz e Djokovic dovesse uscire indenne da quello scorcio (salvo sorprese), potrebbe incrociare in semifinale gli statunitense Taylor Fritz e Ben Shelton, il russo Andrey Rublev, il canadese Felix Auger-Aliassime, il britannico Jack Draper, favoriti nella loro parte di tabellone, dove è presente anche Matteo Arnaldi.

Stabili le condizioni del Papa, nessun episodio di insufficienza respiratoria

Città del Vaticano, 4 mar. (askanews) – “Nella giornata odierna le condizioni cliniche del Santo Padre si sono mantenute stabili. Non ha presentato episodi di insufficienza respiratoria, né broncospasmo. È rimasto apiretico, sempre vigile, collaborante alle terapie e orientato”. E’ quanto riferisce il nuovo bollettino medico sulle condizioni di salute di Papa Francesco ricoverato da 19 giorni presso il Policlinico A.Gemelli di Roma.

Sempre nella mattinata Francesco, è anche “passato alla ossigenoterapia ad alti flussi ed ha eseguito la fisioterapia respiratoria”. “Questa notte, come programmato, verrà ripresa la ventilazione meccanica non invasiva fino a domani mattina. La prognosi rimane riservata. Il Papa oggi – conclude la nota – ha alternato preghiera e riposo e questa mattina ha ricevuto l’Eucarestia”.

Papa, condizioni stabili e nessun episodio insufficienza respiratoria

Città del Vaticano, 4 mar. (askanews) – “Nella giornata odierna le condizioni cliniche del Santo Padre si sono mantenute stabili. Non ha presentato episodi di insufficienza respiratoria, né broncospasmo. È rimasto apiretico, sempre vigile, collaborante alle terapie e orientato”. E’ quanto riferisce il nuovo bollettino medico sulle condizioni di salute di Papa Francesco ricoverato da 19 giorni presso il Policlinico A.Gemelli di Roma.

Sempre nella mattinata Francesco, è anche “passato alla ossigenoterapia ad alti flussi ed ha eseguito la fisioterapia respiratoria”.

“Questa notte, come programmato, verrà ripresa la ventilazione meccanica non invasiva fino a domani mattina. La prognosi rimane riservata. Il Papa oggi – conclude la nota – ha alternato preghiera e riposo e questa mattina ha ricevuto l’Eucarestia”.

I dazi di Trump hanno affossato le Borse europee, Milano -3,4%

Milano, 4 mar. (askanews) – La guerra dei dazi innescata dall’amministrazione Trump – con le nuove tariffe su Messico, Canada e Cina entrate in vigore oggi e le relative azioni di ritorsione annunciate – ha mandato ko le Borse in tutto il mondo. I listini europei, dopo i record della vigilia grazie all’exploit dei titoli della difesa, non hanno fatto eccezione. A Milano il Ftse Mib ha lasciato sul terreno il 3,41% precipitando a 37.736 punti. A Francoforte il Dax ha perso il 3,53%, a Parigi il Cac40 l’1,85%, a Madrid l’Ibex35 il 2,6%, a Londra il Ftse100 l’1,27%. Intanto a Wall Street, il Dow Jones si avvia verso la peggiore seduta da dicembre.

A picco il settore automotive, tra i più colpiti dalla politica dei dazi. A Piazza Affari, Stellantis è crollata del 10,16% chiudendo a 11,076 euro, Iveco del 7,73%, Pirelli del 6,02%, Ferrari dele 4,41%. Pesanti StM (-8,37%) e Tim (-5,37%). Male anche il comparto oil, con Tenaris -5,97%, Saipem -5,11%, Eni -4,23%, e quello bancario, con Bper -4,24%, Popolare di Sondrio -4,6%, Unicredit -4,25%.

Sul fronte dei nostri titoli di Stato, lo spread tra Btp e Bund ha chiuso in lieve rialzo a 114 punti dai 111 della precedente chiusura, mentre il rendimento del decennale italiano è salito al 3,62% dal 3,58.

Consigliere Trump conferma stop ad aiuti militari Usa a Kiev

Roma, 4 mar. (askanews) – Il consigliere senior della Casa Bianca Jason Miller ha confermato martedì che il presidente Donald Trump ha sospeso le spedizioni di aiuti militari all’Ucraina come parte della sua strategia “carota e bastone” per porre fine al conflitto triennale con la Russia.

Fox News ha riferito martedì in precedenza, citando un alto funzionario della Casa Bianca, che gli Stati Uniti stanno sospendendo temporaneamente tutti gli aiuti militari all’Ucraina finché Trump non vedrà l’impegno di Kiev nei colloqui di pace.

“Il presidente Trump è l’unica persona, l’unica persona che parla di fermare le uccisioni, e a volte i leader possono usare la carota, a volte possono usare il bastone”, ha detto Miller alla CNN.

Sulla sospensione degli aiuti statunitensi a Kiev, il consigliere ha detto che Trump sta tentando di convincere il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ad accettare un accordo di pace.

“E in questo caso, penso che il presidente Trump stia usando questo metodo per far capire il suo punto di vista al presidente Zelensky, e cioè che il presidente Trump vuole fermare le uccisioni. Zelensky deve tornare al tavolo. Deve prendere la cosa sul serio”, ha detto Miller.

L’Ucraina potrebbe esaurire le sue scorte di proiettili di artiglieria entro maggio o giugno se gli Stati Uniti non riprenderanno le loro cruciali spedizioni di munizioni. Inoltre, la CNN ha riferito in precedenza martedì, citando un funzionario ucraino, che si prevede che le scorte di missili di difesa aerea Patriot saranno esaurite entro poche settimane.

I dazi di Trump affossano le Borse europee, Milano -3,4%

Milano, 4 mar. (askanews) – La guerra dei dazi innescata dall’amministrazione Trump – con le nuove tariffe su Messico, Canada e Cina entrate in vigore oggi e le relative azioni di ritorsione annunciate – ha mandato ko le Borse in tutto il mondo. I listini europei, dopo i record della vigilia grazie all’exploit dei titoli della difesa, non hanno fatto eccezione. A Milano il Ftse Mib ha lasciato sul terreno il 3,41% precipitando a 37.736 punti. A Francoforte il Dax ha perso il 3,53%, a Parigi il Cac40 l’1,85%, a Madrid l’Ibex35 il 2,6%, a Londra il Ftse100 l’1,27%. Intanto a Wall Street, il Dow Jones si avvia verso la peggiore seduta da dicembre.

A picco il settore automotive, tra i più colpiti dalla politica dei dazi. A Piazza Affari, Stellantis è crollata del 10,16% chiudendo a 11,076 euro, Iveco del 7,73%, Pirelli del 6,02%, Ferrari dele 4,41%. Pesanti StM (-8,37%) e Tim (-5,37%). Male anche il comparto oil, con Tenaris -5,97%, Saipem -5,11%, Eni -4,23%, e quello bancario, con Bper -4,24%, Popolare di Sondrio -4,6%, Unicredit -4,25%.

Sul fronte dei nostri titoli di Stato, lo spread tra Btp e Bund ha chiuso in lieve rialzo a 114 punti dai 111 della precedente chiusura, mentre il rendimento del decennale italiano è salito al 3,62% dal 3,58.

Ue, Schlein: serve difesa comune, non riarmo nazionale

Roma, 4 mar. (askanews) – “Quella presentata oggi da Von Der Leyen non è la strada che serve all’Europa. All’Unione europea serve la difesa comune, non il riarmo nazionale. Sono due cose molto diverse”. Lo afferma la segretaria del Pd Elly Schlein.

“Il piano Von Der Leyen, a partire dal titolo, punta sul riarmo e non emerge – osserva – un indirizzo politico chiaro verso la difesa comune. Indica una serie di strumenti che agevolerebbero la spesa nazionale ma senza porre condizioni sui progetti comuni, sull’interoperabilità dei sistemi. Ci sono molti aspetti da chiarire, ad esempio su come funzionerebbe il nuovo meccanismo in stile Sure, per capire se finanzia progetti comuni o spesa nazionale. Ma questa non è la strada giusta”.

“Manca ancora – sostiene la leader dem – la volontà politica dei governi di fare davvero una difesa comune e in questo piano della Commissione mancano gli investimenti europei finanziati dal debito comune, come durante la pandemia. Così rischia di diventare il mero riarmo nazionale di 27 paesi e noi non ci stiamo”.

“Noi – spiega Schlein – abbiamo un’idea precisa. Quello che serve oggi è un grande piano di investimenti comuni per l’autonomia strategica dell’UE, che è insieme cooperazione industriale, coesione sociale, transizione ambientale e digitale, sicurezza energetica e anche difesa comune. Anche, ma non solo! Magari cancellando le altre cruciali priorità su cui i governi sono più divisi. È irrinunciabile contrastare le diseguaglianze che sono aumentate. Per questo è inaccettabile utilizzare i fondi di coesione per finanziare le spese militari nazionali”.

“È il momento delle scelte e della chiarezza. Abbiamo bisogno di una risposta all’altezza della sfida globale – strategica, economica, politica – al ruolo dell’Europa nel mondo. E questa risposta non è quella presentata oggi. Noi porteremo la nostra posizione già al prossimo vertice dei socialisti e democratici a Bruxelles, in vista del Consiglio straordinario”, conclude.

Israele, Semenzato: “Serve narrazione corretta su stupri 7 ottobre”

Roma, 4 mar. (askanews) – “L’Italia sempre stata molto forte nella condanna degli eventi del Nova Festival (7 ottobre 2023). Noi abbiamo reagito a quella che una seconda guerra, la guerra degli stupri, che un’arma di guerra contro le donne, contro i loro figli. Io rimango su questa posizione forte dell’Italia nella tutela delle donne e delle donne israeliane, perch dobbiamo avere anche una narrazione corretta”: lo ha affermato la deputata Martina Semenzato (Coraggio Italia), presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta femminicidio e violenza di genere, intervenuta all’incontro organizzato dall’Ambasciata israeliana e dall’Ucei (Unione comunit ebraiche italiane) intitolato “Sopravvivere all’inimmaginabile: voci di donne dal 7 ottobre” presso la Biblioteca nazionale dell’ebraismo italiano Tullia Zevi a Roma, a pochi giorni dall’8 marzo, a cui hanno partecipato due giovani sopravvissute al massacro del Nova Festival il 7 ottobre.

“Io sono la donna del 26 novembre e del 9 di marzo, non amo i recinti dove a volte ci mettono, perch poi ci si dimentica e invece poi la sensibilizzazione del ruolo della donna, nel lavoro, nella famiglia, nella societ, la lotta alla violenza, continuo, al di l di una data precisa”, ha aggiunto.

Di Segni (Ucei): 8 marzo anche per parlare di donne ebree violentate

Roma, 4 mar. (askanews) – Siamo qui oggi per “affermare la natura di questo crimine non ancora riconosciuto nelle categorie di donne, massacrate e torturate, come donne ebree, israeliane, dimenticando anche da parte delle donne italiane che questo avvenuto. Le donne non sono state prese in considerazione, le donne israeliane del 7 ottobre, in tutte le manifestazioni del 25 novembre”: lo ha affermato Noemi Di Segni, presidente Ucei, a margine dell’incontro organizzato dall’Ambasciata israeliana e dall’Unione comunit ebraiche italiane intitolato “Sopravvivere all’inimmaginabile: voci di donne dal 7 ottobre” presso la Biblioteca nazionale dell’ebraismo italiano Tullia Zevi a Roma, a pochi giorni dall’8 marzo, a cui hanno partecipato Hadar Sharvit e Yuval Tapuchi, due giovani donne, entrambe di 28 anni, sopravvissute al massacro del Nova Festival il 7 ottobre 2023.

“Speriamo che dal 25 novembre (Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, ndr) all’8 marzo, una consapevolezza di dover tener conto di tutte le donne, ovunque siano, le iraniane, le donne violentate in Italia e le israeliane, nessuna di queste pu essere dimenticata. Qui la cosa particolare che sono donne ebree, israeliane, torturate, massacrate, violentate sulla base di un’ideologia di radicalizzazione islamica. E non possiamo darlo come fatto secondario”, ha aggiunto.

Pechino risponde ai dazi di Trump: tariffe di rappresaglia per colpire l’agro-alimentare Usa

Roma, 4 mar. (askanews) – Le prime due economie del mondo hanno inasprito ulteriormente oggi la loro guerra commerciale, dopo che sono entrati in vigore i nuovi dazi imposti dal presidente degli Stati uniti Donald Trump, che hanno raddoppiato al 20% i nuovi dazi imposti dal suo ritorno alla Casa Bianca. Pechino ha risposto, come era previsto, con tariffe di rappresaglia che andranno a colpire il settore agro-alimentare americano: un 15% su pollo, grano, mais e cotone; un 10% su soia, sorgo, maiale, manzo, prodotti lattiero-caseari.

I dazi cinesi entreranno in vigore da lunedì prossimo, secondo la comunicazione che ha diffuso il ministero delle Finanze di Pechino.

L’annuncio è giunto praticamente non appena è scaduto il termine per la nuova tariffa generale del 10% imposta da Trump sulle merci cinesi. La Casa bianca ha già applicato due ulteriori serie di dazi del 10% su esportazioni cinesi, stimate in oltre 500 miliardi di dollari, secondo i calcoli della dogana cinese.

Oggi gli Usa hanno anche con l’imposizione di tariffe del 25% sulle importazioni da Messico e Canada, dopo la scadenza di una sospensione di un mese.

Washington ha motivato questa raffica di restrizioni commerciali con la scarsa propensione dei tre paesi a fermare i traffici di fentanyl, un oppioide sintetico la cui diffusione è vista come una vera e propria epidemia negli Stati uniti. La Cina, dal canto suo, sostiene di essere il paese più rigido al mondo nella lotta agli stupefacenti. Dietro la motivazione ufficiale, tuttavia, c’è una realtà fatta di competizione geopolitica tra Stati uniti e Cina, con Washington che considera Pechino il principale concorrente nella corsa all’egemonia globale.

Il ministero del Commercio cinese, oggi, ha anche aggiunto 10 aziende americane, tra le quali società legate alle forze armate coinvolte nella vendita di armi a Taiwan, a una cosiddetta lista di entità inaffidabili. Quindici aziende sono state inserite in una lista di controllo delle esportazioni. All’azienda biotecnologica statunitense Illumina, già etichettata come entità inaffidabile dalla Cina, è stato applicato, in particolare, il divieto di vendere dispositivi di sequenziamento genico nel paese. Inoltre, lo stesso ministero ha annunciato un’indagine sui prodotti in fibra ottica statunitensi, sospettati di aver eluso le misure antidumping della Cina, dichiarando che l’inchiesta durerà sei mesi e potrà essere prorogata.

Separatamente, la dogana cinese ha dichiarato che le importazioni di tronchi statunitensi saranno state immediatamente interrotte dopo il rilevamento di alcuni parassiti nel materiale. L’autorità ha inoltre revocato le licenze a tre aziende americane per l’importazione di soia in Cina, per motivi di salute e sicurezza alimentare, affermando che è stato riscontrato un tipo di fungo. Oltre a questa serie di azioni ritorsive, la Cina ha annunciato di aver presentato un’altra denuncia contro gli Stati uniti presso l’Organizzazione mondiale del commercio, ripetendo un reclamo presentato in precedenza all’Omc per i dazi del 10% imposti da Trump agli inizi di febbraio.

“Le misure tariffarie unilaterali degli Stati uniti violano gravemente le regole Omc e minano le fondamenta della cooperazione economica e commerciale tra Cina e Stati Uniti”, ha dichiarato un portavoce del ministero del Commercio cinese. “La Cina – ha proseguito – è fortemente insoddisfatta e si oppone fermamente a tali misure”. Le contromisure adottate oggi dalla Cina fanno il paio con quelle adottate un mese fa. Pechino ha risposto immediatamente alla prima raffica di dazi del 10% adottata da Trump con dazi sul carbone americano, sul gas naturale liquefatto, sul petrolio greggio, su macchinari agricoli e su alcuni veicoli.

La decisione di Trump d’intensificare le tariffe anti-cinesi ha fatto salire il dazio medio effettivo sulle importazioni cinesi a circa il 34%, segnando un aumento del tasso tariffario sulla Cina quasi doppio rispetto a quello registrato durante l’intera prima amministrazione Trump. Gli economisti di Nomura stimano che le tariffe cinesi adottate oggi colpiranno merci statunitensi per un valore di 22,3 miliardi di dollari.

Pechino sta prendendo di mira le esportazioni agricole americane in Cina, che sono passate dal 4% del totale nel periodo 1998-2004 al 15% nel periodo 2012-2023, secondo il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti.

La Cina rimane un acquirente fondamentale di alimenti statunitensi come mais e manzo. Lo scorso anno ha importato prodotti agricoli per un valore di 24,7 miliardi di dollari dal suo principale rivale, diventando il terzo cliente più importante subito dopo Canada e Messico, secondo i dati dell’agenzia.

Tuttavia, le due superpotenze non dipendono l’una dall’altra come in passato. Le statistiche statunitensi mostrano che, in generale, le importazioni dalla Cina sono diminuite dal 21,6% del totale nel 2018 al 13,4% nel 2024. Negli ultimi anni la Cina ha cercato di emendarsi da alcuni prodotti agricoli statunitensi, rivolgendosi a fornitori come il Brasile e promuovendo sostituti nazionali. Le importazioni cinesi di semi oleosi e mangimi animali dagli Stati uniti sono crollate del 23% lo scorso anno rispetto al 2023, e sono diminuite del 29% rispetto al 2021, secondo i calcoli basati sui dati della dogana cinese.

Lavoro, Meloni: dati Istat importanti ma possiamo fare di più

Roma, 4 mar. (askanews) – “Secondo i dati diffusi oggi dall’Istat, a gennaio 2025 il numero di occupati in Italia ha raggiunto quota 24 milioni 222mila. Il tasso di occupazione cresce al 62,8%. Su base annua, l’occupazione aumenta del 2,2%, con 513mila occupati in più. Numeri importanti, che confermano la crescita dell’occupazione e il buon andamento del mercato del lavoro. Ma sappiamo che possiamo e dobbiamo fare ancora di più. Proseguiremo con determinazione su questa strada, per consolidare la crescita e rafforzare la competitività dell’Italia”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Emesse tre monete speciali per celebrare Michelangelo

Roma, 4 mar. (askanews) – Michelangelo genio universale. Per celebrare il 550° anniversario dalla nascita del Maestro oggi sono emesse dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, coniate dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, tre monete. Realizzate in argento 925‰, in oro 999‰ e nella versione da 1 Kg in argento 999‰, hanno rispettivamente valore nominale di 5, 10 e 25 euro.

Le monete raffigurano sul dritto il ritratto di Michelangelo e sullo sfondo il prezioso motivo pavimentale stellato di piazza del Campidoglio a Roma. Michelangelo, che aveva fatto della statua equestre di Marco Aurelio il fulcro della piazza, l’aveva immaginata centrale in uno spazio ovale decorato da un disegno a stella. La decorazione ispirata all’idea del Maestro – anche se non perfettamente coincidente con il suo disegno – fu realizzata solo nel 1940. Proprio come un libro le monete si “leggono” dal dritto al rovescio. Voltando “pagina” la narrazione creata dall’artista-incisora della Zecca dello Stato, Uliana Pernazza, per la celebrazione per i 550 anni dalla nascita del Maestro, prosegue sul rovescio dove si trova il principale e più famoso dettaglio del capolavoro “La creazione di Adamo”, probabilmente l’affresco più noto della Cappella Sistina e universalmente conosciuto e ammirato. Michelangelo lo realizzò nel 1511 circa. L’opera, che si trova nella volta della Cappella Sistina all’interno dei Musei Vaticani, raffigura le dita di Dio e Adamo che si sfiorano. Per concepirla, Michelangelo si ispirò alla frase della Genesi “Dio creò l’uomo a sua immagine”.

Il capolavoro iconico, nella versione della moneta da 1 Kg, diventa una “Scultura numismatica”, tanto che è stata realizzata, in soli 200 pezzi, con le tecniche attraverso le quali vengono solitamente create le medaglie.

DESCRIZIONE TECNICA Sul dritto della moneta: Al centro il ritratto di Michelangelo custodito presso il Museo Casa Buonarroti. Sullo sfondo una raffigurazione del tracciato michelangiolesco che caratterizza il pavimento di piazza del Campidoglio a Roma. Nel giro la scritta “REPUBBLICA ITALIANA”. Sulla destra, nel giro, la firma dell’autore “U.PERNAZZA”.

Sul rovescio della moneta: Al centro il particolare delle mani della “Creazione di Adamo”, affresco situato all’interno della Cappella Sistina. Nel giro, in alto, la scritta “MICHELANGELO” e nel campo le date “1475” e “2025”, rispettivamente, anno di nascita e anno di coniazione della moneta. Nel giro, in basso, la scritta “QUESTO SOL M’ARDE E QUESTO M’INNAMORA”. In basso, nelle tre versioni della moneta, Argento, Oro e Argento da 1 Kg, rispettivamente “5 EURO”-“10 EURO”- “25 EURO”, valore nominale. A sinistra “R”, identificativo della Zecca di Roma.

Qatargate, la procura federale belga chiede la revoca dell’immunità per le eurodeputate Pd Gualmini e Moretti

Bruxelles, 4 mar. (askanews) – La Procura federale belga di Bruxelles ha chiesto la revoca delle immunità per due nuove europarlamentari nell’ambito dell’inchiesta sulla vicenda “Qatargate”, il caso, emerso nel dicembre 2022, di corruzione e ingerenze straniere (con accuse in particolare al Qatar e al Marocco) che hanno coinvolto il Parlamento europeo.

Lo riferisce il quotidiano belga “Le Soir”, che rivela anche i nomi delle persone coinvolte, secondo le sue fonti: si tratterebbe delle eurodeputate italiane del Pd Elisabetta Gualmini e Alessandra Moretti. La Procura federale ha confermato la richiesta di due nuove sospensioni di immunità parlamentare, ma non i nomi riportati da “Le Soir”.

La procura ha anche indicato che le due richieste di revoca dell’immunità saranno annunciate lunedì, come da procedura, dalla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola in apertura di una nuova sessione plenaria di Strasburgo.

Sopravvissute Nova Festival a Roma ridanno voce all’inferno 7 ottobre

Roma, 4 mar. (askanews) – Hadar Sharvit e Yuval Tapuchi, sono due ragazze di 28 anni sopravvissute al massacro del Nova Festival il 7 ottobre 2023, dove furono uccise 364 persone, mentre molte altre furono rapite. In un incontro organizzato dall’Ambasciata israeliana e dall’Ucei (Unione comunità ebraiche italiane) intitolato “Sopravvivere all’inimmaginabile: voci di donne dal 7 ottobre” organizzato presso la Biblioteca nazionale dell’ebraismo italiano Tullia Zevi a Roma, a pochi giorni dall’8 marzo, con grande coraggio hanno ricordato quel giorno infernale e dato voce a chi non c’è più.

“Ho visto gente freddata a colpi di pistola davanti ai miei occhi, sono immagini che vedo tutte le sere a letto prima di addormentarmi. Hamas è il male assoluto”, ha raccontato Hadar, insegnante di matematica, che oggi dà lezioni sull’autoguarigione dai traumi e offre visite guidate al memoriale delle vittime del Nova.

Ha corso via per diverse ore, provato a chiamare il padre per dirgli che “stava per morire”. Si è fermata sotto un albero, e da lì ha sentito di tutto “abusi, grida, urla, silenzio”. “Gente che gridava per la sua vita e poi silenzio. Nessuno dovrebbe sentire questo tipo di inferno, io mi sentivo in inferno e mi stavo preparando a morire. Essere viva oggi non è ovvio”.

“I terroristi erano entrati nel frutteto, noi li vedevamo, loro non vedevano noi – ha proseguito – sentivo granate, spari, suoni che sento ancora oggi nelle mie orecchie. Siamo poi usciti e ho visto tutto quello che avevo sentito in quelle 4 ore. Corpi senza vita per terra, auto bruciate, proiettili. In quanto donna, percepisco quella brutalità in me, lo sento nel mio corpo anche se non era contro di me. Quella donna potevo essere io”.

Hadar ha poi rivolto un pensiero alle donne ancora in ostaggio nella Striscia per tutto questo tempo e la “paura” che possano essere incinte di un terrorista, o più semplicemente, il disagio che possono provare quando hanno il ciclo.

“Penso che il mondo non capisca la brutalità di quel giorno, Hamas è stato davvero brutale. Quando vedo gente che sostiene Hamas mi vergogno per l’umanità, se sostenete Hamas sostenete stupri, violenze, omicidi”, ha aggiunto.

“Ho imparato che bisogna continuare a correre per salvarsi – ha spiegato Yuval Tapuchi, che fino a prima del 7 ottobre gestiva una clinica per diabetici e oggi si occupa di arte – spero che la gente colga l’opportunità per essere ciò che non vogliamo essere e diventare l’opposto dei terroristi: siamo ancora in guerra, ci sono ancora ostaggi, non sono stati liberati, ci sono anche amici miei. È un lutto collettivo, è qualcosa che non se ne va con cui bisogna imparare a convivere, a elaborare, serve tempo. Puoi fare sedute psicologiche, terapie alternative, agopuntura. Io non sono riuscita ancora a tornare al lavoro, quel giorno ha cambiato tutta la mia vita. Non ho dormito la notte per un anno intero, quando risenti quei suoni che hai sentito, in ogni posto, pensi a un’esplosione e invece è solo un’auto, un cestino. Bisogna darsi il tempo per recuperare e ricostruire se stessi”.

La presidente Ucei, Noemi di Segni, che durante l’incontro più volte non è riuscita a trattenere le lacrime, nel suo intervento introduttivo ha ricordato come quelle avvenute siano state “violenze sulle famiglie, non solo contro le donne, ma contro i nuclei famigliari, per portare orrore dentro le famiglia”.

A moderare l’incontro Ophir Eden, consigliere per gli Affari Pubblici dell’Ambasciata d’Israele in Italia. Tra gli interventi anche quello di Inbal Natan Gabay, Consigliere Politico e Portavoce dell’Ambasciata d’Israele in Italia, secondo la quale da quel giorno (7 ottobre) “niente è più come prima” e ha lanciato un appello “affinché tutto questo non accada più, in nessuna parte del mondo”.

“In ogni scontro armato c’è sempre una guerra nascosta, la guerra che si combatte contro le donne, i loro corpi, i loro figli – ha dichiarato l’onorevole Martina Semenzato, Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta femminicidio e violenza di genere, sottolineando che – la violenza sessuale contro le donne è un’infame strategia militare. Lo scopo è umiliare il nemico, annullare l’identità delle ‘nostre’ donne”.

Da remoto invece l’emozionato intervento di Cochav Elkayam-Levy, Fondatrice e Presidente della Commissione Civile sui Crimini del 7 Ottobre di Hamas Contro Donne, Bambini e Famiglie: “Il 7 ottobre ha dimostrato quanto dobbiamo ancora lottare, per dare voce a chi è stato fatto tacere per sempre. Hamas ha compiuto il crimine perfetto, violentando e uccidendo donne, e azzittendo tutto questo per sempre. Ci sono state anche atrocità sessuali. La battaglia legale sta solo iniziando, la raccolta di prove per queste vittime si sta concretizzando e a breve potranno farsi sentire nei tribunali. Hanno separato famiglie e stuprato donne davanti ai bambini. La cosa più importante in questo lavoro è dare voce alle vittime e dare loro linguaggio per esprimere le loro sofferenze”, ha concluso.

Lucio Corsi al No Borders Music Festival, il 27 luglio

Roma, 4 mar. (askanews) – Lucio Corsi è il quarto artista annunciato da No Borders Music Festival per la sua trentesima edizione. Si tratta di una prima volta per il cantautore toscano che salirà sul palco dei Laghi di Fusine (Tarvisio) domenica 27 luglio alle ore 14:00.

Lucio Corsi inizia il suo percorso nel mondo della musica precocemente, pubblicando nel 2015 i suoi primi ep ‘Vetulonia/Dakar’ e ‘Altalena Boy’, seguiti nel 2017 dal suo primo disco ‘Bestiario Musicale’ e nel 2020 dal secondo album in studio ‘Cosa Faremo Da Grandi?’ che gli vale il Premio Tenco. Sempre con al fianco Tommaso Ottomano, suo compagno di viaggio musicale e artistico, nel 2023 pubblica il terzo album ‘La Gente che Sogna’.

Lucio Corsi partecipa alla 75esima edizione del Festival di Sanremo classificandosi secondo e vincendo il Premio della Critica ‘Mia Martini’, con il brano ‘Volevo essere un duro’ che anticipa il suo omonimo nuovo album in uscita il 21 marzo 2025.

Lucio Corsi, da eccellente cantautore, riesce a rendere armonioso il rock d’autore e le sonorità folk insieme, trasformando le sue atmosfere surreali in poesia, e legando un mondo a tratti grottesco ad una struttura musicalmente ricca.

Sul sito ufficiale del festival www.nobordersmusicfestival.com sono inoltre consultabili tutte le informazioni sui pacchetti speciali che includono, oltre al biglietto per il concerto, il noleggio delle escursioni con le guide naturalistiche e il pernottamento in albergo.

Il No Borders Music Festival è organizzato dal Consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano, Sella Nevea e Passo Pramollo, in collaborazione Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFVG, Fondazione Friuli, Ministero della Cultura, Credit Agricole, BIM, Comune di Tarvisio, Comune di Chiusaforte, Allianz Assicurazioni, Birra Kozel, Petra Molino Quaglia, Monograno Felicetti, FVG Strade, Autonord Fioretto, Arriva Udine, Idroelettrica Valcanale e K-Array. Media Partner Radio Deejay, Radio Capital, Sky Arte.

Ungur System, cura del corpo per aumentare l’autostima

Roma, 04 Mar. – Secondo un’indagine recente di Eurispes, il 37,8% delle donne italiane disposta a ridurre altre spese pur di mantenere la cura del proprio aspetto. I trattamenti pi richiesti includono soluzioni per snellire, tonificare e contrastare i segni del tempo. Tra le opzioni pi comuni si trovano lampade abbronzanti, interventi estetici non chirurgici e tecnologie per la ginnastica passiva. “Potenziare l’autostima il principale motore di questo approccio”, afferma Mihaela Bircea Ungur, fondatrice dell’Ungur System. “Tuttavia, la crescente consapevolezza e le aspettative delle donne richiedono un metodo pi innovativo e duraturo”. “Spesso notavo che molte clienti”, continua la Ungur, “tornavano insoddisfatte dopo un anno, poich i risultati ottenuti si erano attenuati. Questo mi ha spinto a sviluppare un metodo in grado di garantire benefici permanenti, combinando prodotti tecnici e tecnologie avanzate per un trattamento personalizzato, quasi sartoriale”.

Il metodo quindi su misura e duraturo. L’Ungur System inizia con un check-up iniziale approfondito, che consente di identificare non solo le cause dell’inestetismo, ma anche di prevederne l’evoluzione senza interventi mirati. Questa fase fondamentale per definire il percorso pi adeguato, basato su quattro pilastri essenziali: stimolazione per attivare la microcircolazione e ridurre le adiposit localizzate, attivazione per migliorare la circolazione linfatica e nutrire i tessuti, rigenerazione per tonificare e rassodare, promuovendo il benessere cellulare, e infine stabilizzazione per garantire risultati a lungo termine. “I trattamenti proposti”, conclude la Ungur, “sono tutti non invasivi e mirano a soddisfare le esigenze delle donne moderne: dinamiche, eleganti e desiderose di sentirsi belle a qualsiasi et. Bellezza e benessere oltre il tempo. Oltre ai vantaggi estetici, il metodo si propone di migliorare la qualit della vita delle donne, offrendo percorsi completi che esaltano la bellezza naturale e favoriscono il benessere generale. Ogni donna merita di affrontare ogni fase della vita con grazia e stile. Il nostro scopo aiutarle a sentirsi al meglio, oggi e in futuro.”

Bce, giovedì atteso nuovo taglio ai tassi, sul dopo più incertezza

Roma, 4 mar. (askanews) – Giovedì dalla banca centrale europea è atteso un nuovo taglio da 0,25 punti percentuali ai tassi di interesse dell’area euro. Il principale riferimento, che ancora oggi resta il tasso sui depositi, dovrebbe così scendere al 2,50%. E’ sul dopo che si creano divergenze di vedute tra analisti e osservatori dell’istituzione.

Da domani sera tornerà a riunirsi il Consiglio direttivo, l’organismo decisionale a cui partecipano tutti i governatori delle banche centrali nazionali dell’Eurosistema. All’ultima riunione operativa monetaria, che si è svolta il 30 gennaio, gli elementi rilevanti erano stati la debolezza dell’economia e l’elevata incertezza sulle prospettive.

Specialmente quest’ultimo aspetto – quello dell’incertezza – non potrà risultare che acuito, con l’amministrazione Trump che procede con l’imposizione di dazi commerciali, mentre blocca l’invio di armi all’Ucraina e, creando scompiglio nella Unione europea, preme per un accordo di pace con la Russia.

Sulla debolezza dell’economia alcuni elementi hanno mostrato miglioramenti, ad esempio nel manifatturiero in Germania, che ha ricadute su tutti gli altri Paesi più industrializzati, tra cui l’Italia, ma che comunque resta coinvolto da dinamiche di contrazione. Altri meno positivi hanno visto un pesante indebolimento del terziario in Francia.

D’altra parte un elemento positivo è nella nuova limatura dell’inflazione media nell’area euro, al 2,4% annuo a febbraio, dal 2,5% di gennaio, nella direzione auspicata dalla Bce che punta a un caro vita medio nell’area valutaria al 2% sul medio termine. Peraltro con segnali di smorzamento sia dall’inflazione di fondo (quella deputata da energia e alimentari), sia dai prezzi dei servizi (al 3,7% annuo), che sono quelli che da mesi persistono a livelli superiori alla media.

Giovedì, al termine del Consiglio, oltre alla comunicazione delle decisioni sui tassi (ore 14 e 15), la Bce pubblicherà anche le sue previsioni aggiornate su crescita economica e inflazione. Mezz’ora dopo la presidente Christine Lagarde terrà la conferenza stampa esplicativa.

Gli analisti cercheranno segnali sul quanto ancora l’istituzione intenda spingersi nella riduzione dei tassi. E oltre ai tassi ci sta un altro elemento su cui sembra focalizzarsi una crescente attenzione, quella della riduzione della mole del bilancio di Bce e Eurosistema delle banche centrali, perché ha a sua volta un effetto restrittivo, che rischia quindi di risultare eccessivo in una fase in cui si vuole invece rimuovere il freno monetario.

Peraltro i propositi di forte aumento delle spese militari in deficit, annunciati dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, con il suo “piano di riarmo” dei Paesi Ue da 800 miliardi di euro, rischiano di non essere facilitati dalla sovracitata manovra di riduzione del bilancio della banca centrale.

Molti analisti prevedono che l’istituzione continui a tagliare i tassi nei mesi a venire. Secondo Vincent Reinhart, capo economista di Bny Investments li ridurrà di altri 25 punti base a marzo, aprile e giugno, con cui “il tasso di riferimento si attesterà al 2%, dove resterà fino al 2026”. Martin Van Vliet, stratega sulla macroeconomia globale di Robeco precede a sua volta tassi al 2% a giugno a cui si aggiunge una “probabilità ponderata all’1,8% per dicembre”.

Secondo Annalisa Piazza, analista sul reddito fisso per Mfs Investment Management le proiezioni aggiornate della Bce non dovrebbero includere stime sugli effetti dei dazi statunitensi o di un’imminente fine del conflitto tra Ucraina e Russia, “semplicemente perché la situazione in evoluzione è confusa ed è impossibile valutare qualsiasi impatto sulla crescita o sull’inflazione”. La Bce semmai metterà enfasi sull’incertezza che “sta già avendo un impatto” sul clima di fiducia e così “aumenta i rischi di un ulteriore ritardo nella ripresa”. Piazza mantiene la previsione di tassi terminali all’1,75% entro la fine del terzo trimestre.

Jens Eisenschmidt, capo economista per l’Europa di Morgan Stanley si spinge anche oltre indicando un tasso sui depositi ad appena l’1%, ma nel giugno del 2026, per la metà di quest’anno prevede che venga tagliato al 2% e che le mosse successive avvengano con maggiore lentezza.

Di segno opposto le previsioni dei tecnici della banca olandese Ing. “Tra i falchi nel Consiglio direttivo sono emerse preoccupazioni sul fatto di tagliare eccessivamente i tassi. I dati sull’inflazione contribuiranno a sostenere la tesi che ora sia relativamente favorevole, ci attendiamo un altro taglio da 25 punti base questa settimana ma – avvertono in una nota – accompagnato da un dibattito su più acceso sul quando la Bce raggiungerà il tasso terminale”.

L’app Anisso, connettersi per una maggiore sicurezza

Roma, 04 Mar. – La connessione sinonimo di vicinanza, anche a distanza. “Anisso” un’app che si basa su questo principio: la tecnologia pu abbattere le barriere della distanza, specialmente in situazioni di emergenza. Ideata da Anis Smaali, un padre milanese, l’app nata da un’esperienza traumatica che ha trasformato l’angoscia in una soluzione per la sicurezza personale e familiare. L’ispirazione venuta dopo un episodio drammatico: il figlio adolescente stato aggredito a 500 chilometri da casa. Mio figlio mi ha chiamato, spaventato – racconta – Tre adulti lo stavano rapinando in una citt sconosciuta, e non riusciva a dirmi dove fosse. Mi sono sentito impotente e disperato, e quella sensazione mi ha segnato profondamente , dice Smaali. Da questa esperienza, scaturito un progetto ambizioso: un’app che consenta a chiunque di richiedere aiuto in modo rapido ed efficace, creando una rete di soccorso sempre accessibile.

Disponibile per Android e iOS, l’app consente di inviare richieste di aiuto con un semplice clic. Due pulsanti principali uno rosso per situazioni di pericolo e uno blu per emergenze sanitarie attivano un sistema di notifiche automatiche, avvisando tutti gli utenti nel raggio di tre chilometri dalla posizione del richiedente. Inoltre, un messaggio d’emergenza viene inviato automaticamente a tre numeri di telefono predefiniti dall’utente. La facilit d’uso uno dei punti di forza dell’app: dopo il download e la registrazione, gli utenti possono accedere al servizio pagando una quota annuale di 10 euro per iOS o 12 euro per Android. L’intervento straordinariamente veloce: l’app mira a garantire assistenza locale in meno di un minuto, superando i tempi medi di risposta dei servizi di emergenza tradizionali, che possono superare i sei minuti. Pu rivelarsi utile anche in situazioni al di fuori delle emergenze personali – spiega Smaali – un valido strumento contro la violenza di genere e il bullismo. Grazie a una funzione video integrata, gli utenti possono registrare episodi di aggressione o comportamenti molesti. Questi video vengono automaticamente salvati su un cloud sicuro, fornendo prove immediate per eventuali denunce, senza il rischio di perdita. Questa funzione pu fare la differenza per molti, offrendo sostegno concreto e la possibilit di difendersi in situazioni critiche .

Inoltre, l’app prevede uno spazio dedicato alle pi importanti associazioni umanitarie, facilitando la connessione tra gli utenti e queste organizzazioni. Questo spazio permetter agli utenti di accedere a risorse, informazioni e supporto direttamente da esperti del settore, rendendo pi semplice la ricerca di aiuto e la partecipazione a iniziative di solidariet. L’obiettivo dell’app costruire una comunit solidale e in crescita: una rete di sostegno pronta a intervenire senza confini. Ogni utente pu diventare sia soccorritore che chi riceve aiuto, in un sistema che supera barriere culturali, linguistiche e geografiche. La filosofia dell’app semplice: Non importa chi sei o da dove vieni. Se sei in difficolt, io ti aiuto . Oltre alla funzione principale, l’app offre anche uno spazio sociale dove gli utenti possono condividere notizie, esperienze e contenuti di interesse comune. Le associazioni contro la violenza sulle donne e il bullismo possono utilizzare questa piattaforma per promuovere campagne di sensibilizzazione e supporto. Nessun genitore dovrebbe mai provare l’impotenza che ho vissuto – aggiunge Smaali – Ma grazie a questa tecnologia, possiamo fare la differenza, costruendo una comunit pi sicura per tutti. Ogni download non solo un passo verso la propria protezione, ma un contributo a una rete solidale che pu salvare vite . Gi disponibile su Google Play Store e App Store, l’obiettivo e la promessa dell’app diventare un alleato imprescindibile in situazioni dove ogni secondo conta.

L’Ucraina: pronti a firmare in ogni momento l’accordo sulle terre rare

Roma, 4 mar. (askanews) – L’Ucraina è pronta a firmare “in qualsiasi momento” l’accordo quadro per lo sfruttamento delle sue risorse naturali da parte degli Stati Uniti, malgrado l’annuncio della Casa Bianca della sospensione dell’aiuto militare americano. Lo ha dichiarato il primo ministro ucraino.

“Siamo pronti a iniziare in qualsiasi momento il lavoro sulla firma di questo accordo”, ha dichiarato Denys Shmygal durante una conferenza stampa, precisando che Kiev sta aspettando un “riscontro” da parte degli Stati Uniti attraverso canali diplomatici a riguardo.

Fitofarmaci, minaccia silenziosa per la salute umana e animale

Roma, 04 Mar. – L’impiego intensivo di pesticidi nell’agricoltura rappresenta un serio rischio per il benessere di uomini e animali. Secondo il WWF Italia, l’inquinamento da pesticidi, plastica e rifiuti elettronici causa ogni anno circa 9 milioni di morti premature. Con un consumo annuale di 110.000 tonnellate di pesticidi, l’Italia si colloca al sesto posto nella classifica mondiale. Anche se nel 2024 si registrata una diminuzione dell’11,6% nelle vendite di pesticidi rispetto all’anno precedente, questo non basta a cambiare la rotta di questa crisi silenziosa ma letale.

Il Dott. Canello, esperto in alimentazione e contaminazione alimentare, avverte che “tutti noi siamo in qualche modo colpiti” e collega molte malattie croniche, infiammatorie, neurologiche, autoimmuni e tumorali all’abuso di fitofarmaci, noti per la loro tossicit. Ci sono numerosi studi scientifici che attestano la loro pericolosit, contribuendo alla diffusione di malattie croniche incurabili. Secondo il Dott. Canello, “l’esplosione delle patologie croniche in esseri umani e animali il risultato dell’uso sconsiderato dei pesticidi, spesso mascherati con formule ingannevoli”. Inoltre, pi di 400 sostanze chimiche e farmacologiche di sintesi sono state approvate negli anni dalle autorit competenti.

cruciale notare che l’uso eccessivo di pesticidi ha avuto inizio nel 1960, anno della prima “Rivoluzione Verde”, che ha promosso la meccanizzazione agricola come mezzo per garantire cibo a tutti. Oggi, la produzione alimentare supera le necessit globali, ma la distribuzione rimane inadeguata, lasciando molti bambini in paesi in via di sviluppo a soffrire la fame.

Il Dott. Canello, insieme al Dr. Alfonsino Testa, propone l’adozione di specifici microrganismi per sostituire i pesticidi. Utilizzando un “naso elettronico” e profumi naturali, questi microrganismi biologici vengono applicati con nebulizzatori o droni, strumenti accessibili e facili da usare. Questo approccio mira a tenere lontani i parassiti senza ricorrere a pesticidi chimici. Tuttavia, importante che le coltivazioni non siano troppo vicine, per evitare di spostare il problema ad altri agricoltori.

I microrganismi identificati hanno la capacit di moltiplicarsi autonomamente, riducendo cos la necessit di trattamenti frequenti. Questo metodo non solo favorir la salute di uomini e animali, ma potr anche aprire nuove opportunit lavorative nel settore agricolo, promuovendo pratiche sostenibili. L’uso di droni per le coltivazioni di grandi dimensioni si rivela molto pi economico ed efficace rispetto ai metodi attuali.

Il Dott. Canello convinto che queste soluzioni possano portare a un cambiamento radicale nella salute pubblica, riducendo drasticamente le malattie croniche. Conclude affermando che “la causa principale delle patologie pi gravi sono i fitofarmaci”. Si auspica che l’Italia e il mondo adottino questo modello di agricoltura veramente sostenibile, libero da sostanze chimiche dannose.