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Meloni: omaggio all’eroica resistenza del popolo ucraino

Roma, 23 feb. (askanews) – “Gentilissimo presidente, a nome del presidente del Consiglio la ringrazio per le sue gentili parole. Sostenere l’Ucraina e il popolo ucraino significa sostenere la difesa della libertà. Purtroppo, a causa di impegni istituzionali, il presidente del Consiglio non potrà partecipare alla manifestazione del 23 febbraio. La prego tuttavia di veicolare la sua convinta intenzione di rendere omaggio all’eroica resistenza del popolo ucraino anche in occasione di questo terzo anniversario, analogamente a quanto ha fatto lo scorso anno di persona a Kyiv”. Lo scrive Fabrizio Saggio, consigliere diplomatico della premier Giorgia Meloni, in una lettera indirizzata a Oles Horodetskyy, presidente associazione cristiani ucraini in Italia, in occasione della manifestazione per il terzo anniversario della guerra in Ucraina in corso a Roma. Horodetskyy aveva invitato la premier a partecipare all’evento.

Meloni: omaggio alla eroica resistenza del popolo ucraino

Roma, 23 feb. (askanews) – “Gentilissimo presidente, a nome del presidente del Consiglio la ringrazio per le sue gentili parole. Sostenere l’Ucraina e il popolo ucraino significa sostenere la difesa della libertà. Purtroppo, a causa di impegni istituzionali, il presidente del Consiglio non potrà partecipare alla manifestazione del 23 febbraio. La prego tuttavia di veicolare la sua convinta intenzione di rendere omaggio all’eroica resistenza del popolo ucraino anche in occasione di questo terzo anniversario, analogamente a quanto ha fatto lo scorso anno di persona a Kyiv”. Lo scrive Fabrizio Saggio, consigliere diplomatico della premier Giorgia Meloni, in una lettera indirizzata a Oles Horodetskyy, presidente associazione cristiani ucraini in Italia, in occasione della manifestazione per il terzo anniversario della guerra in Ucraina in corso a Roma. Horodetskyy aveva invitato la premier a partecipare all’evento.

Zelensky: pronto "scambiare" la presidenza con l’ingresso nella Nato

Milano, 23 feb. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è pronto a lasciare l’incarico di presidente dell’Ucraina in cambio di garanzie di sicurezza. Lo ha dichiarato in una conferenza stampa del 23 febbraio seguita dai media ucraini. “Se c’è bisogno che mi dimetta, sono pronto. Posso scambiare (la mia uscita) con (l’adesione dell’Ucraina) alla NATO se ci sono tali condizioni. Mi concentro sulla sicurezza dell’Ucraina oggi, non tra 20 anni, e non ho intenzione di restare al potere per un decennio”, ha osservato Zelensky, ribadendo di volere il dialogo con Donald Trump.

Zelensky: fare di tutto per raggiungere una vera pace

Roma, 23 feb. (askanews) – “Gli ucraini hanno fatto molta strada. E quest’anno dobbiamo fare tutto il possibile e l’impossibile per raggiungere una vera pace, una pace con garanzie di sicurezza per il nostro Stato, con garanzie di dignità e rispetto per tutto il nostro popolo, per tutti coloro che hanno vissuto, vivono e vivranno in Ucraina. Il popolo ucraino merita rispetto, proprio come ogni nazione sulla Terra. E proprio come ogni persona, coloro che stanno combattendo, coloro che hanno cresciuto figli e figlie veramente eroici. Ringrazio ogni combattente ucraino, tutte le famiglie dei nostri difensori e tutti coloro che stanno al fianco dell’Ucraina: grazie per aver mantenuto in vita l’Ucraina”. Lo ha scritto su X il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky.

Sci, per Mikaela Shiffrin centesima vittoria in Coppa del Mondo

Roma, 23 feb. (askanews) – Mikaela Shiffrin ha fatto 100. La fuoriclasse statunitense ha abbattuto un altro muro, nello slalom di Sestriere, a chiudere un periodo nero cominciato con la brutta caduta nel gigante di Killington di fine novembre. Mikaela Shiffrin è la più forte di tutte, oltre ogni immaginazione. Al Sestriere ha confermato nella seconda manche il miglior tempo della prima, 1’50″33 il crono di una giornata storica. E’ il 63° trionfo in slalom per la statunitense che si è lasciata alle spalle Ljutic (a 61/100) e Moltzan (a 67/100). E se in gigante ovrà ancora affrontare le paure eredità della ferita di Killington che l’ha fermata per due mesi, in slalom è già tornata la fuoriclasse di sempre. Così è composta la sua bacheca incredibile: 100 successi in Coppa del Mondo (63 in slalom, 22 gigante, 5 superG, 4 discese, 4 combinate, 1 parallelo), 5 Coppe del Mondo generali e altre 11 di specialità, poi due ori e un argento alle Olimpiadi; 8 ori, 4 argenti e 3 bronzi ai Mondiali. Mikaela Shiffrin, che compirà 30 anni a marzo, ha debuttato in Coppa l’11 marzo 2011 a Spyndleruv Mlyn. Quella di oggi è stata la sua 278ª gara del circo bianco, ne ha vinte 100, altre 55 volte è salita sul podio.

Risultati e classifica serie A, l’Inter scavalca il Napoli

Roma, 23 feb. (askanews) – Questi i risultati e a classifica di serie A dopo Como-Napoli 2-1

26^ GIORNATA Lecce-Udinese 0-1,Parma-Bologna 2-0, Venezia-Lazio 0-0, Torino-Milan 2-1, Inter-Genoa 1-0, Como-Napoli 2-1, ore 15 Verona-Fiorentina, ore 18 Empoli-Atalanta, ore 20.45 Cagliari-Juventus, lunedì 24 febbraio ore 20.45 Roma-Monza

Classifica: Inter 57, Napoli 56, Atalanta 51, Lazio 47, Juventus 46, Fiorentina 42, Bologna*, Milan* 41, Roma 37, Udinese 36, Torino 31, Genoa 30, Como 28, Cagliari, Lecce 25, Verona, Parma 23, Empoli 21, Venezia 17, Monza 14. * una partita in meno (Bologna-Milan 26 o 27 febbraio)

27ª GIORNATA Venerdì 28 febbraio ore 20.45 Fiorentina-Lecce, sabato 1° marzo ore 15 Atalanta-Venezia ore 18 Napoli-Inter, ore 20.45 Udinese-Parma, domenica 2 marzo ore 12.30 Monza-Torino, ore 15 Bologna-Cagliari, Genoa-Empoli, ore 18 Roma-Como, ore 20.45 Milan-Lazio, lunedì 3 marzo ore 20.45 Juventus-Verona

Calcio, Como-Napoli 2-1: l’Inter resta in testa

Roma, 23 feb. (askanews) – Quarto risultato insoddisfacente per il Napoli di Antonio Conte che dopoaver pareggiato due volte a Roma e con l’Udinese, cade a Como 2-1 dicendo addio alla vetta ora occupata dall’Inter. Dopo 7′ un erroraccio di Rrahmani regala al Como il vantaggio: retropassaggio senza guardare per Meret che però non è tra i pali e autogol clamoroso. Quasi immediato il pari di Raspadori. Nella ripresa Diao riporta avanti il Como al 77′. Grande giocata sulla trequarti di Nico Paz che vede l’inserimento di Diao e lo serve in profondità. Diao ha un controllo perfetto, se la aggiusta e poi batte Meret. Terza gara di fila in gol per lui. Finisce 2-1 con il Napoli in chiara difficoltà.

Israele: stop al rilascio di prigionieri. Hamas: violato l’accordo

Roma, 23 feb. (askanews) – Israele ha deciso di sospendere il rilascio dei prigionieri palestinesi fino a quando non verranno liberati gli ostaggi israeliani. Lo ha confermato l’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu, citando anche violazioni dell’accordo di cessate il fuoco da parte di Hamas, come riportano i media israeliani.

La decisione di Israele di posticipare il rilascio di prigionieri palestinesi è “un atto deliberato” di Israele per minare l’accordo raggiunto. Lo afferma Hamas, secondo quanto riporta The Time of Israel, aggiungendo che l’organizzazione estremista giudica false le accuse di Tel Aviv sulle umilianti cerimonie di rilascio degli ostaggi israeliani.

“La decisione di Netanyahu riflette un deliberato tentativo di interrompere l’accordo e rappresenta una chiara violazione dei suoi termini, mostrando la mancanza di affidabilità dell’occupazione nell’attuazione dei suoi obblighi”, afferma Ezzat El Rashq, un membro dell’ufficio politico di Hamas, in una dichiarazione.

Arte, a Forof arriva il duo artistico Lu.Pa dal 6 marzo

Roma, 23 feb. (askanews) – FOROF, una realtà culturale unica che combina archeologia e arte contemporanea, fondata da Giovanna Caruso Fendi, prosegue il suo Public Program nell’ambito della mostra site-specific Nimbus Limbus Omnibus dei Gelitin/Gelatin, a cura di Bartolomeo Pietromarchi. Dopo l’Episodio inaugurale del collettivo viennese, giovedì 6 marzo 2025 sarà la volta del duo artistico LU. PA, formato da Lulù Nuti e Pamela Pintus, che con la performance inedita Monumentum Monstrum esploreranno il tema della libertà, filo conduttore di questa stagione. Per questa occasione il nuovo progetto di LU. PA si presenta come, un’azione ipnotica e scultorea che trasforma un’icona della cultura visiva in un monumento vivente. Due donne, poste l’una di fronte all’altra, ruotano su loro stesse su un piedistallo da cui fuoriesce un forte getto d’aria. Le loro gonne, sollevate dal vento, avvolgono i busti e i volti, lasciando scoperte solo le gambe. Il suono continuo della ventola riempie lo spazio, creando un ambiente immersivo e senza tempo. L’azione performativa, un loop senza soluzione di continuità, invita il pubblico a sostare liberamente nello spazio e osservare la trasformazione dell’immagine nel tempo.  L’opera si ispira alla celebre scena di The Seven Year Itch, film di Billy Wilder del 1955, meglio conosciuto in Italia come Quando la moglie va in vacanza, in cui la gonna di Marilyn Monroe si solleva sopra una grata della metropolitana. Un’immagine iconica che ha segnato l’immaginario collettivo, divenendo emblema di una femminilità sospesa tra emancipazione e prigionia. LU. PA priva il gesto della sua connotazione seduttiva e lo dilata nel tempo, trasformandolo in un puro fatto, in un’immagine senza narrazione che si fa scultura polisensoriale. Nel raddoppiarsi delle figure, l’immagine si moltiplica, si rifrange, perdendo il suo carattere individuale per diventare un’esperienza collettiva. La performance, inserita nel contesto della mostra dei Gelitin/Gelatin, avvia un dialogo tanto estetico quanto concettuale. Anche qui, l’osceno – ciò che normalmente rimarrebbe nell’ombra – viene portato alla luce, liberato e reso protagonista, seguendo lo stesso principio che caratterizza le opere del collettivo austriaco.

BIO LU. PA LU. PA nasce a Cosenza nel 2017 dall’unione delle artiste Lulù Nuti e Pamela Pintus. Il duo attualmente vive e lavora a Roma. LU. PA esplora, attraverso il rapporto con l’«altro», insito nella natura del duo, le dinamiche, i linguaggi e gli strumenti del mondo contemporaneo, per analizzare i sistemi che regolano le relazioni odierne. Ecco perché i progetti di LU. PA nascono da azioni performative, rituali, durante i quali il pubblico diventa parte integrante del processo di costruzione di un’opera d’arte. Il lavoro di LU. PA è stato presentato all’interno di Istituzioni pubbliche come il Musée Zadkine di Parigi (2018); il Museo di Palazzo Doria Pamphilj di Valmontone (2019); la GAM Galleria d’Arte Moderna di Roma (2022) e Palazzo Farnese Ambasciata di Francia in Roma (2023); e anche all’interno di spazi indipendenti, progetti sperimentali e Summit Internazionali come Spazio Y a Roma (2018), Apulia Land Art Festival (2018), POSTTURISMO (2022); la Maker Faire European Edition sezione Arte (2019) e lo European Innovation for Sustainability Summit promosso da EIIS – European Institute of Innovation for Sustainability (2022). Nel 2022 LU. PA è uno dei borsisti selezionati del Master MAP_PA (Mattatoio, Roma) diretto da Ilaria Mancia, Cesare Pietroiusti e Cecilia Casorati. Nel 2023, per i primi cinque anni di attività dal suo debutto, LU. PA realizza con Giordano Boetti Editions un cofanetto in edizione limitata curato dalla Litografia Bulla di Roma. Si ringraziano la Galleria MASSIMODECARLO, Galerie Meyer*Kainer e Magonza.

PUBLIC PROGRAM STAGIONE IV Il Public Program 2025 di FOROF, articolato in cinque episodi dal 24 gennaio al 3 luglio, trasforma lo spazio espositivo in un laboratorio aperto alla sperimentazione e all’interazione. Ogni performance, creata da artisti provenienti da discipline diverse e con sensibilità uniche, riattiva la mostra in corso, arricchendola di nuove letture e approfondimenti. L’intento è creare una connessione viva e dinamica tra l’arte, lo spazio e il pubblico, invitando ogni visitatore a diventare parte attiva dell’esperienza, esplorando nuove prospettive di riflessione e di partecipazione.

New Conversations-Vicenza Jazz 2025 dal 15 al 25 maggio

Roma, 23 feb. (askanews) – Uno dei più attesi appuntamenti musicali internazionali in una delle più belle città d’arte in Italia, conosciuta in tutto il mondo per le meraviglie dell’architettura palladiana. Si svolgerà dal 15 al 25 maggio la XXIX edizione di New Conversations – Vicenza Jazz, con la direzione artistica di Riccardo Brazzale: 10 intensissime giornate di programmazione con concerti ed eventi speciali fra il Teatro Olimpico – il teatro coperto più antico al mondo, capolavoro e ultima opera progettata da Andrea Palladio, inserito dall’UNESCO tra i beni patrimonio mondiale dell’umanità – il Teatro Comunale, la Basilica Palladiana, Palazzo Chiericati (sede del Museo Civico), la Chiesa di Santa Corona e il Cimitero Maggiore, oltre a una serie di luoghi come cinema, librerie, caffè e negozi che ospiteranno le performance degli artisti più giovani. Un festival diffuso, dunque. Un’intera città in festa, in primavera inoltrata. Prodotto dal Comune di Vicenza in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, il festival è realizzato in coproduzione con Trivellato Mercedes Benz, ha come sponsor Sonus faber e come sponsor tecnici Brutal Agency e Acqua Recoaro. Il visual di quest’anno, inoltre, nasce dalla collaborazione con Illustri Festival ed è firmato dall’artista e illustratore di fama internazionale Joey Guidone, i cui lavori sono spesso pubblicati da testate come il New York Times e Nature. New Conversations – Vicenza Jazz 2025 è anticipato da un grande prologo: il 18 febbraio al Teatro Comunale di Vicenza si esibirà in prima nazionale Stefano Bollani, data di apertura del suo tour nazionale in Piano Solo. L’apertura vera e propria del festival è invece affidata il 15 maggio a una della più importanti e prestigiose realtà della musica contemporanea mondiale, il celeberrimo Kronos Quartet che, in prima nazionale, si esibirà nell’incantevole scenario del Teatro Olimpico per l’unica data italiana del tour internazionale che dal 2023 celebra i 50 anni di attività. Di assoluto rilievo anche la serata di chiusura, il 24 maggio al Teatro Comunale, con il live in prima nazionale (e apertura del tour europeo) di First Meeting, formazione che riunisce una serie di musicisti di altissimo profilo: il pianista, percussionista e compositore cubano Gonzalo Rubalcaba, più volte premiato ai Grammy e osannato dalla critica mondiale, oltre ad essere stato definito nel 1985 nientemeno che da Dizzy Gillespie come “il miglior pianista che ho ascoltato negli ultimi 10 anni”; il sassofonista statunitense Chris Potter, fra i musicisti più influenti della sua generazione; il contrabbassista di San Francisco Larry Grenadier e il batterista texano Eric Garland. Una serata che verrà seguita dal suggestivo concerto alle prime luci dell’alba del 25 maggio della violoncellista e polistrumentista irlandese Naomi Berrill che incanterà il pubblico del festival al Parco di Villa Guiccioli a Monte Berico, da cui si può ammirare l’intera città. Fra produzioni originali, prime assolute o europee e nazionali, performance in sedi museali, progetti speciali e appuntamenti più piccoli diffusi nel tessuto urbano, anche quest’anno, il festival si muoverà secondo una linea consolidata che mette insieme tradizione e innovazione, grandi artisti e della scena internazionale e giovani musicisti emergenti, in un dialogo continuo fra la storia del jazz e i nuovi linguaggi. Un festival che per questa XXIX edizione ha scelto come titolo: Elogio dell’errore “II jazz, più di ogni altra musica è un linguaggio, un modo di comunicare fortemente basato sulla pratica dell’improvvisazione. In questo è una musica a suo modo imperfetta e in ciò molto simile alla quotidianità umana. Tuttavia, se anche la storia del jazz ha insegnato che l’improvvisazione è frutto di tecniche anche complesse e sofisticate, dietro l’angolo si cela sempre l’insidia dell’errore e, quasi una conseguenza, l’abilità dell’artista nel gestire l’errore, trasformandolo in occasione di creatività. Questo succederà a maggio, a Vicenza, dove musiciste e musicisti, di ogni estrazione culturale e provenienza geografica saranno invitati a cimentarsi nell’arte del trasformare l’errore in bellezza” afferma il direttore artistico Riccardo Brazzale. Il leggendario Al Di Meola, universalmente considerato come uno dei più importanti chitarristi degli ultimi cinquant’anni, a Vicenza Jazz in versione “acoustic trio”. Gli altrettanto leggendari Yellowjackets, una band che, con oltre 40 anni di carriera alle spalle, costellata da innumerevoli riconoscimenti, ha scritto la storia della fusion e del jazz elettroacustico. Quindi, la serata-evento realizzata in collaborazione con “Le settimane musicali al Teatro Olimpico di Vicenza”: il concerto in trio del pluripremiato pianista armeno Tigran Hamasyan in grado di trovare il perfetto equilibrio fra jazz e musiche della tradizione d’origine.  Intrisa di spiritualismo cosmico sarà invece la proposta di un altro trio, quello del pianista sudafricano Nduduzu Makhathini, che lega magnificamente trascendenza e cura per le proprie radici e la storia del suo popolo. Il trombettista americano Ralph Alessi, entusiasticamente celebrato da testate come il New York Times o il Guardian, al festival per la sua unica data in Italia in formazione trio, cui si aggiungono due esponenti di spicco della scena avant-gard, il chitarrista francese Marc Ducret e il batterista americano Jim Black. Un’intera serata dedicata al piano solo con l’esibizione del talentuosissimo Shai Maestro, seguita da quella del virtuoso Sullivan Fortner fresco di Grammy. Ma anche un’intera giornata di performance in sedi museali in occasione della Notte dei Musei. E poi ancora: l’estrema versatilità del chitarrista americano Marc Ribot – che nell’arco della sua carriera ha suonato con artisti del calibro di Tom Waits, Elvis Costello, Robert Plant, Caetano Veloso, Marianne Faithfull e Norah Jones, per citarne soltanto alcuni – a Vicenza Jazz in una doppia versione, in solo e poi insieme alla chitarrista di origini boliviane ma pienamente inserita nella scena di Brooklyn, Ava Mendoza, protagonista al festival anche per la sua partecipazione al grande progetto speciale di questa edizione: il concerto In The Name of Rosa Parks. A celebrare l’icona dei diritti civili, Rosa Louise Parks, a 20 anni dalla sua scomparsa e a 70 anni dal gesto che la rese famosa in tutto il mondo – il rifiuto di cedere il posto sul bus a un maschio bianco in un’America ancora segnata dalla segregazione razziale, dando di fatto il via alle lotte per i diritti civili degli afro-americani – saranno il bassista, polistrumentista, compositore e poeta americano William Parker con la formazione Circular Pyramid, che oltre alla Mendoza prevede un suo compagno di viaggio di lunga data, Hamid Drake, considerato uno dei più grandi batteristi jazz degli ultimi decenni. In questo orizzonte ideale si inserisce inoltre il rinnovo della collaborazione del festival con il Cinema Odeon che negli stessi giorni programmerà il film Soundtrack to a Coup d’Etat, pellicola attualmente in lizza per gli Oscar 2025, la cui storia è ambientata nel Congo di Patrice Lumumba, assassinato con la complicità della Cia: tutta la colonna sonora (ma anche la storia stessa) è intrisa di jazz e jazzisti, in primis il batterista Max Roach e sua moglie, la cantante Abbey Lincoln. Un vero e proprio focus dunque che ci ricorda che il jazz, storicamente, è il linguaggio prediletto dei musicisti impegnati in prima linea sul fronte dei diritti civili. C’è poi la nutrita pattuglia di musicisti italiani di altissimo profilo e di generazioni diverse. A partire dalla Lydian New Call guidata dallo stesso Riccardo Brazzale, un’evoluzione della storica Lydian Sound Orchestra che quest’anno presenta una line up di ultima generazione: Gaia Mattiuzzi, Manuel Caliumi, Giovanni Fochesato, Giulia Barba, Michele Tedesco, Glauco Benedetti, Marcello Abate, Nazareno Caputo, Salvatore Maiore, Federica Michisanti e Bernardo Guerra. Sempre sul fronte della scena nazionale, spiccano: un grande maestro come il pianista Franco D’Andrea in trio con il contrabbassista Gabriele Evangelista e il batterista Roberto Gatto;  i due ex enfant prodige, oggi artisti maturi e dal forte credito internazionale, il pianista Alessandro Lanzoni in quartetto con il sassofonista Francesco Cafiso; e, inoltre, il duo composto dalla cantautrice e attrice Flo e dal pianista Enrico Zanisi con il loro viaggio di contaminazione pura fra il jazz e le musiche e le storie del mondo, non solo mediterraneo. A tutto questo, che costituisce la densa e articolata programmazione di New Conversations – Vicenza Jazz 2025, si aggiungono una serie di altri appuntamenti speciali come la finale dell’Olimpico Jazz Contest – quest’anno dedicato ai batteristi, in ricordo di uno dei più grandi percussionisti di sempre, Roy Haynes, scomparso da pochi mesi – e le ormai immancabili e imperdibili esibizioni al Cimitero Maggiore che da anni contraddistinguono il festival. (Segue)

Danza, Recollecting of a Falling: 30 anni di Spellbound a Roma

Roma, 23 feb. (askanews) – Trent’anni di creazioni e produzioni che hanno girato ogni continente, fra importanti teatri, istituzioni culturali e festival di assoluto prestigio. Trent’anni di visioni sempre contraddistinte da uno sguardo e una linea d’azione internazionali. Trent’anni di eccellenza nel panorama coreografico mondiale. Trent’anni di Spellbound.

Dal 25 febbraio al 2 marzo al Teatro Vascello con Recollection of a Falling, Spellbound Contemporary Ballet – realtà di punta della danza contemporanea italiana sostenuta dal Ministero fin dal 2000 e guidata dai due fondatori, la direttrice generale Valentina Marini e il coreografo residente e direttore artistico Mauro Astolfi – celebra finalmente “i suoi primi 30 anni” nella Roma che l’ha vista nascere e svilupparsi fino ad essere apprezzata in tutto il mondo per la qualità tecnica, l’originalità espressiva e un incessante impegno produttivo. E fino ad essere riconosciuta, nel 2022, come Centro di Produzione Nazionale della Danza con il nome di Orbita | Spellbound, l’unico presente nella Capitale e uno degli 8 attivi in tutta Italia, attraverso il quale realizza da 3 anni la sola stagione organica dedicata alla danza a Roma.

Produzioni originali, coproduzioni internazionali, progetti speciali affidati a grandi autori di fama ma anche ai suoi artisti associati, incursioni nel mondo televisivo e la presenza costante nei grandi templi della danza contemporanea, dalla Biennale Danza di Venezia a Dance New Air di Tokyo, da Madrid en Danza a Dance Inversion Festival del Bolshoji di Mosca, per citarne soltanto alcuni.

Per rendere omaggio a questa storia e ripercorrere idealmente i grandi successi ottenuti, si esprime così Astolfi: “Viviamo in un pianeta pieno di ricordi. Abbiamo impiegato circa trent’anni per imparare come assemblare i nostri e non diventarne schiavi. Il ricordo della prima caduta, quell’attimo prima e, soprattutto, quell’attimo dopo che ci ha fatto capire che è stato un bene spingerci verso esperienze più profonde. Questo è il nostro punto di partenza, nato dall’idea e dal tentativo di parlare dell’interconnessione di tutto quello che abbiamo attraversato. Trent’anni per capire che non saremo mai delle isole indipendenti ma parte di un tutto. Probabilmente avremo ricordi più ricchi di cui nutrirci, forse sempre più disordinati; ma pur sempre qualcosa che mettiamo dentro e poi tiriamo fuori da noi stessi. Recollection of a falling è il nostro sistema di dati accessibili e infinitamente espandibili. Come esseri umani abbiamo fornito prove sufficienti delle nostre capacità di distruggere tutto: il ricordo di una caduta, piccola o pericolosamente grande, può essere il modo per riconnetterci al mondo naturale, saltarci dentro e ricostruirlo ogni giorno.

Per 6 serate consecutive, il pubblico romano (e non solo) assisterà a un programma articolato in due creazioni coreografiche, che guardano al futuro e alla Storia, ai giovani e alla condizione femminile: Forma Mentis di Jacopo Godani e Daughters and Angels dello stesso Mauro Astolfi.

Forma Mentis, nuova creazione di un maestro della danza contemporanea osannato nei palchi di tutto il mondo – in passato solista del Ballet Frankfurt di William Forsythe e poi, dal 2015 al 2023, Direttore Artistico e coreografo della Dresden Frankfurt Dance Company – è un atto di fiducia nel futuro, un lavoro affidato a giovani straordinari danzatori che partecipano alla creazione di un manifesto artistico per le nuove generazioni. Attraverso il metodo della “danza intelligente”, Godani in Forma Mentis ricerca un equilibrio tra la presentazione di un formato d’arte contemporanea definito da un terreno etico e la creazione di un dispositivo che possa fungere da sostegno per giovani artisti, per trasformare la loro creatività in idee concrete e progettualità. Ogni passo, ogni movimento, è un’opportunità per esprimere idee e visioni, creando un dialogo dinamico con se stessi, il pubblico e le generazioni future. Non si tratta semplicemente di una performance ma di un impegno a creare un impatto duraturo, un invito a esplorare, a sognare e a creare.

Se Godani guarda dunque al futuro, nel programma di Recollection of a Falling il compito di rileggere il passato, in questo caso la Storia, è di Mauro Astolfi. Daughters and Angels è un lavoro ispirato dalla lettura di Knowledge and Powers di Isabel Pérez Molina, un testo di riferimento per tutto il settore degli Women’s Studies. Il testo incrocia un interesse di Astolfi, coltivato fin da adolescente, verso l’immaginario legato alle “streghe”, che va oltre la spettacolarità della cinematografia e alla patina della magia ma che affonda di più nei costrutti culturali, negli stereotipi di genere e di linguaggio, negli gli abusi di potere radicati ancora oggi. Secondo l’autrice del testo di riferimento, le donne in ambito medico furono le prime nella storia occidentale a conoscere e a praticare soluzioni terapeutiche di diverso tipo. Durante il Medioevo furono guaritrici, anatomiste e farmacologhe, intenditrici di piante medicinali e conoscitrici dei segreti della medicina empirica tramandata da generazione in generazione. Riconosciute dalla comunità come “donne sapienti”, ma “chafarderas” (pettegole), prima che “streghe” dalle istituzioni, destabilizzavano un certo sistema organizzato e soprasseduto dagli uomini, sfidando i limiti imposti dai modelli dominanti di genere, al punto da divenire un problema per l’élite maschile feudale e patriarcale. Durante il Rinascimento la tensione misogina si consolida, insieme alle dinamiche di esclusione per le donne in ogni campo. È in quel momento che la lotta per il controllo maschile della conoscenza e della scienza si inasprisce e comincia la caccia alle streghe.

In Daughters and Angels Mauro Astolfi rielabora così storia, sensazioni e percezioni personali, per mettere in evidenza l’automatismo folle che porta a trasformare in violenza, negazione e annichilimento tutto ciò che non si conosce. In scena, una grande seta nera rappresenta il confine immaginario di un luogo dove riunirsi di notte, per nascondersi e decidere come sopravvivere all’ignoranza legittimata. Il nero come blocco, negazione, opposizione, protesta al potere, al controllo, al mistero. Ma anche luogo di sicurezza, riservatezza e misteriosa inaccessibilità.

Sci, Paris terzo nel superG di Crans Montana

Roma, 23 feb. (askanews) – Dominik Paris torna sul podio con un bel terzo posto in 1’21″92 nel superG di Coppa del mondo di Crans Montana. Per l’azzurro si tratta del 48esimo podio in carriera. La vittoria é andata al padrone di casa, il campione svizzero Marco Odermatt, sceso in 1’21″53. Per lui é il successo n.45 in carriera e l’ottavo di questa stagione che gli sta assicurando a 28 anni la sua quarta coppa del mondo consecutiva. Alle sue spalle, il suo connazionale Alexis Monney in 1’21″81, per una doppietta svizzera. Non tripletta, grazie a Dominik Paris.

"Notte tranquilla" per il Papa al Gemelli. Nel testo dell’Angelus: pregate per me

Città del Vaticano, 23 feb. (askanews) – “Proseguo fiducioso il ricovero al Policlinico Gemelli, portando avanti le cure necessarie; e anche il riposo fa parte della terapia!”. Così Papa Francesco nel testo preparato per l’Angelus di questa VII Domenica del Tempo Ordinario. Francesco ha, quindi, voluto ringraziare “di cuore i medici e gli operatori sanitari di questo Ospedale – ha scritto – per l’attenzione che mi stanno dimostrando e per la dedizione con cui svolgono il loro servizio tra le persone malate”.

Proseguono le terapie mediche al Policlinico Gemelli di Roma dove Papa Francesco è ricoverato da dieci giorni. Fonti vaticane fanno sapere che la notte è trascorsa tranquilla e anche stamane il Pontefice viene aiutato con l’uso di ossigeno ad alti flussi dopo la crisi respiratoria di ieri. Proseguono anche gli accertamenti clinici e diagnostici i cui risultati si conosceranno nella tarda giornata di oggi.

“Si compie domani il terzo anniversario della guerra su larga scala contro l’Ucraina: una ricorrenza dolorosa e vergognosa per l’intera umanità!”. Così Papa Francesco nel testo preparato per l’Angelus che, come domenica scorsa, è stato consegnato per la lettura dopo il ricovero al Gemelli e diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede. “Mentre rinnovo la mia vicinanza al martoriato popolo ucraino, vi invito – aggiunge Francesco – a ricordare le vittime di tutti i conflitti armati e a pregare per il dono della pace in Palestina, in Israele e in tutto il Medio Oriente, in Myanmar, nel Kivu e in Sudan”. “In questi giorni mi sono giunti tanti messaggi di affetto e mi hanno particolarmente colpito le lettere e i disegni dei bambini. Grazie per questa vicinanza e per le preghiere di conforto che ho ricevuto da tutto il mondo! Affido tutti all’intercessione di Maria e vi chiedo di pregare per me”.

Papa: proseguo fiducioso il ricovero al Policlinico Gemelli

Città del Vaticano, 23 feb. (askanews) – “Proseguo fiducioso il ricovero al Policlinico Gemelli, portando avanti le cure necessarie; e anche il riposo fa parte della terapia!”. Così Papa Francesco nel testo preparato per l’Angelus di questa VII Domenica del Tempo Ordinario.

Francesco ha, quindi, voluto ringraziare “di cuore i medici e gli operatori sanitari di questo Ospedale – ha scritto – per l’attenzione che mi stanno dimostrando e per la dedizione con cui svolgono il loro servizio tra le persone malate”.

L’equilibrismo all’Onu sulla guerra in Ucraina danneggia l’immagine dell’Italia

Domani all’ONU, secondo quanto riportato stamane dal Corriere della Sera, si discuteranno due diverse risoluzioni sull’Ucraina. Da una parte quella americana – che non menziona l’aggressione e risulta congeniale alla Federazione Russa – e, dall’altra, quella di Kiev, fortemente sostenuta da Francia e Gran Bretagna. Quest’ultima ribadisce la condanna dell’aggressione russa e la difesa dell’integrità territoriale dell’Ucraina. In questo scenario, l’Italia potrebbe votare entrambe le risoluzioni, cercando così di sfuggire alla morsa dell’alternativa. Ma questa scelta scivola fatalmente verso una rappresentazione pilatesca della condotta italiana al Palazzo di Vetro. Apparirebbe un contorsionismo politico destinato a compromettere la credibilità del nostro Paese.

La responsabilità di Tajani e Meloni sta nel fare esattamente l’opposto, ovvero compiere una scelta chiara. Non puntare tutto sull’asse franco-britannico significa, in sostanza, indebolire la posizione strategica dell’Europa, facendo di Roma una “capitale basculante”, vale a dire oscillante tra Bruxelles e Washington. Purtroppo, senza una linea politica ben definita. Il voto doppio, infatti, potrebbe tradursi nel rinunciare a una posizione inequivoca sul concetto di aggressione e sul riconoscimento delle cause del conflitto, smontando il diritto dell’Ucraina all’autodeterminazione.

Insomma, pur inseguendo una mediazione finalizzata alla pace, lo slalom del governo può mettere in luce una crisi di identità nella politica estera italiana. Nel momento in cui la coesione europea è più che mai necessaria, un’Italia che all’Onu si acconcia a votare mozioni opposte può essere facilmente percepita come priva di un orientamento strategico.

Tra Europa e Stati Uniti serve anche mediare, ma non su punti o questioni così decisivi. Non stiamo parlando di dazi. Spetta allora al governo adottare un comportamento che rafforzi l’Europa nel suo sforzo di mantenere fede al rapporto con l’Ucraina, sostenendo in questa fase di estrema delicatezza le ragioni della sua lotta per l’indipendenza e la sicurezza. Solo così l’Italia potrà ritagliarsi un ruolo che nel panorama internazionale ne garantisca l’affidabilità e la coerenza.

Risultati e classifica serie A, Inter in testa

Roma, 23 feb. (askanews) – Questi i risultati e a classifica di serie A dopo Inter-Genoa 1-0

26^ GIORNATA Lecce-Udinese 0-1,Parma-Bologna 2-0, Venezia-Lazio 0-0, Torino-Milan 2-1, Inter-Genoa 1-0, domenica 23 febbraio ore 12.30 Como-Napoli, ore 15 Verona-Fiorentina, ore 18 Empoli-Atalanta, ore 20.45 Cagliari-Juventus, lunedì 24 febbraio ore 20.45 Roma-Monza

Classifica: Inter 57, Napoli 56, Atalanta 51, Lazio 47, Juventus 46, Fiorentina 42, Bologna*, Milan* 41, Roma 37, Udinese 36, Torino 31, Genoa 30, Cagliari, Como, Lecce 25, Verona, Parma 23, Empoli 21, Venezia 17, Monza 14. * una partita in meno (Bologna-Milan 26 o 27 febbraio)

27ª GIORNATA Venerdì 28 febbraio ore 20.45 Fiorentina-Lecce, sabato 1° marzo ore 15 Atalanta-Venezia ore 18 Napoli-Inter, ore 20.45 Udinese-Parma, domenica 2 marzo ore 12.30 Monza-Torino, ore 15 Bologna-Cagliari, Genoa-Empoli, ore 18 Roma-Como, ore 20.45 Milan-Lazio, lunedì 3 marzo ore 20.45 Juventus-Verona

L’Europa e il mondo alle prese con un’America in libera uscita

Trump, dove ci porta? Anzi, dove ci ha portato con le sue mosse e i suoi proclami da monarca assoluto? Sembra materializzarsi un’America disinvolta, quasi in libera uscita. Per questo bisogna riflettere sulle conseguenze che già si possono cogliere nello scenario internazionale.

La rottura della fiducia transatlantica

Con la presidenza Trump si è rotto un meccanismo fondamentale: la fiducia nell’affidabilità strategica degli Stati Uniti. Fino ad oggi, l’alternanza tra Democratici e Repubblicani alla Casa Bianca non metteva in discussione il substrato di continuità della politica estera americana, specialmente nelle relazioni transatlantiche. Oggi questo principio sembra andato in frantumi. Non è solo una questione di simpatia o antipatia verso Trump, ma di credibilità degli impegni che gli Stati Uniti hanno assunto o assumono nei confronti del mondo dell’Europa.

Il rischio di un’America imprevedibile

Certamente l’America non è un sistema dittatoriale e le elezioni di mid-term previste per il 4 novembre 2026 potrebbero già rimescolare le carte, con un cambio di equilibri in Congresso. La bolla del trumpismo potebbe sgonfiarsi prima di quanto si spera o si tema. Ma il vero problema è un altro, ben più complicato: e cioè, anche volendo ipotizzare la riconquista della Casa Bianca nel 2028 da parte dei Democratici, non si tornerà automaticamente al clima di un tempo. L’alea di incertezzaintrodotta da Trump nei rapporti tra le due sponde dell’Atlantico resterà un elemento strutturale con cui fare i conti.

L’Europa può fidarsi ancora?

Ora, se il binomio europeismo-atlantismo è stato a lungo un punto di riferimento per la politica italiana ed europea, oggi s’avvia a trasformarsi in un fardello per l’una o l’altra parte. La questione dei dazi De Gasperi, che immaginò l’integrazione europea in piena sintonia con la scelta atlantista, come valuterebbe questa situazione? Gli europei possono continuare a investire nell’alleanza con un partner che in nome dell’America first smantella la storia degli  ultimi 80 anni? 

Non è accettabile che Washington si costituisca come centrale di propaganda per interferire nelle elezioni di un Paese europeo, come nel caso dei reiterati endorsement di Musk a favore dell’estrema destra tedesca. 

È questa la ragione per la quale l’Europa è obbligata a ridefinire con un guizzo di orgoglio e determinazione la propria fisionomia di entità sovranazionale indipendente. Forse siamo davvero di fronte a un cambio di paradigma che si padroneggia solo con il ricorso a un di più di responsabilità ed equilibrio.

Dibattito | La risposta alla destra è nella Costituzione.

Viviamo una fase geopolitica drammatica, con il mondo alla mercé di un dittatore, Vladimir Putin, condannato per “crimini di guerra e deportazione”, e di un ex presidente pluriinquisito per diversi reati, Donald Trump, salvato dall’immunità presidenziale. Due pericolosi “Dottor Stranamore”, di fronte ai quali possiamo solo sperare che il buon senso non soccomba al prevalere degli istinti peggiori.

A questo duo si aggiunge la figura del leader cinese Xi Jinping, che tra i tre appare il più lucido, forte degli insegnamenti del confucianesimo, di Lao Tzu e di Mao. Nel frattempo, l’Europa, ultimo baluardo delle democrazie liberali, resta paralizzata nel suo immobilismo, in attesa del voto tedesco, cruciale per la sua stessa sopravvivenza politico-istituzionale.

Di fronte alle quotidiane e sciagurate esternazioni di Trump, appare incomprensibile l’assenza di reazione da parte dei democratici americani che, frastornati dalla sconfitta elettorale, sembrano incapaci di assumere un ruolo coerente con la loro storia e tradizione politica. L’unica, timida opposizione all’interno del Congresso Usa proviene dalle residue componenti storiche repubblicane, mentre nell’area trumpiana è in corso una gara a chi si spinge più a destra tra Elon Musk e Steve Bannon, entrambi orgogliosi di ostentare il saluto nazista.

Alla convention della destra mondiale, il rappresentante del Rassemblement National, Jordan Bardella, si è rifiutato di intervenire dopo quanto accaduto con Bannon. Invece nella serata di ieri non è mancata la voce della Meloni, ancora una volta preoccupata di…dare ragione a Trump.

D’altronde, la destra in Italia è impegnata in una competizione interna tra Fratelli d’Italia e Lega per dimostrare chi sia più radicale, mentre Forza Italia è ridotta al ruolo di comprimaria, senza infamia e senza lode. Anche a sinistra la situazione è segnata da profonde divisioni in politica estera tra PD e M5S, mentre nell’area cattolica continua una diaspora suicida sul tema delle alleanze, senza che si sia minimamente affrontata la costruzione di un programma politico ispirato ai valori fondanti della dottrina sociale cristiana.

Da un lato, Tempi Nuovi persegue un confronto con il Pd; dall’altro, Gianfranco Rotondi tenta di rilanciare una nuova Democrazia Cristiana, rimanendo però saldo nella sua scelta di campo a destra con Meloni. Giorgio Merlo, con Scelta Popolare, punta invece a un’aggregazione centrista con Forza Italia, espressione ufficiale del Ppe. Un tentativo lodevole, ma con poche possibilità di portare Antonio Tajani e il suo partito fuori dall’alleanza organica con la destra, scenario che appare oggettivamente improbabile, se non impossibile.

Rotondi e Merlo, pur con strategie differenti, potranno ottenere qualche vantaggio sul piano delle candidature, ma finiranno inevitabilmente con il ricoprire un ruolo subalterno rispetto ai rispettivi referenti politici.

In questo contesto, solo gli amici di Iniziativa Popolare continuano a sostenere una scelta chiaramente centrista: alternativa alla destra nazionalista e sovranista, ma anche distinta e distante da una sinistra priva di identità. Una posizione che presuppone il ritorno a una legge elettorale di tipo proporzionale.

Non a caso, nell’ipotesi in cui il governo Meloni decidesse di procedere con la riforma del premierato, Iniziativa Popolare si sta facendo promotrice di un sistema di cancellierato sul modello tedesco, capace di coniugare la stabilità di governo con il mantenimento della Repubblica parlamentare e di una legge elettorale proporzionale. Un modello che garantirebbe, inoltre, l’istituto della sfiducia costruttiva, strumento essenziale per la governabilità.

Mi auguro che prevalga il buon senso e che le diverse anime del cattolicesimo democratico, inclusi coloro che stanno maturando nuove esperienze in sintonia con la “Rete di Trieste”, possano convergere su un programma politico chiaro e comprensibile agli elettori: difendere e attuare integralmente la Costituzione repubblicana. Un testo che contiene gran parte dell’ispirazione personalistica della dottrina sociale cristiana, sapientemente infusa dai nostri padri costituenti della Democrazia Cristiana nel fondamento della nostra convivenza civile.

Touring club: destinazione culturale per l’ex chiesa al centro della Città dei Papi.

“Polo culturale polivalente”. Sarebbe la destinazione ideale per la chiesa ex Tribunale di Viterbo in piazza Fontana Grande secondo il Club di Territorio del Touring Club Italiano recentemente costituito sotto il coordinamento di Vincenzo Ceniti con i consiglieri Simonetta Badini, Elisabetta Deminicis, Maria Antonietta Germano, Umberto Laurenti e Rosetta Virtuoso. 

L’indicazione, maturata nella riunione di alcuni giorni fa  –  peraltro condivisa da varie associazioni, istituzioni della città e singoli cittadini – è stata ufficializzata in una nota inviata alla sindaca Chiara Frontini in cui si auspica una razionale ristrutturazione dell’immobile con arredi e servizi adeguati al fine indicato e ciò anche in relazione alla candidatura di Viterbo a Capitale europea della Cultura 2033. 

Il progetto di riqualificazione della chiesa – si legge nella relazione allegata alla nota – è una priorità assoluta, soprattutto in considerazione degli attuali lavori di restauro dell’ex convento annesso. Lo spazio della ex chiesa, nobilitato da vicende religiose (è stata frequentata dai Carmelitani) e civili (già Tribunale e Corte d’Assise di processi famosi) e dalla presenza della tomba, mai ritrovata, di uno dei cittadini più illustri di Viterbo, Giovan Francesco Romanelli, è quanto di meglio si possa avere in città,  peraltro priva di simile strutture per accogliere incontri letterari, musicali, teatrali e mostre d’arte, sia storiche che contemporanee. 

La centralità della ex chiesa acquista una funzionalità importante per la fruizione del centro storico della città. Alcune attività espositive pregresse hanno dimostrato come le iniziative culturali possano catalizzare l’interesse della cittadinanza.

“Si auspica pertanto – conclude la nota – che da parte dell’amministrazione comunale e della cittadinanza ci sia una particolare sensibilità alla valorizzazione dell’edificio con una destinazione consona alla sua storia. Da parte del Touring Club ci sarà la massima collaborazione per la funzionalità della sala secondo la destinazione auspicata”.  

 

Touring Club

Nella foto, l’interno della Chiesa dei SS. Teresa e Giuseppe di Viterbo (ex Tribunale)

Paul Claudel colpito dalla luce di Dio

Paul Claudel, ed è subito poesia. Già il nome e il cognome, pronunciati insieme, ne hanno tutto il suono, una rarefatta atmosfera che porta il lettore a confrontarsi con l’arte poetica. I versi dello scrittore e diplomatico francese morto a Parigi 70 anni fa, hanno proprio quel fascino – tipico della poesia – che non conosce tramonto. Una sua parola diviene così luce che trapassa il cuore e tutto l’essere. Ed è stata proprio la luce di Dio a colpire l’anima poetica di Claudel.

Lo narra lui stesso: «Ero in piedi tra la folla, vicino al secondo pilastro rispetto all’ingresso del coro, a destra, dalla parte della sacrestia. In quel momento capitò l’evento che domina tutta la mia vita. In un istante il mio cuore fu toccato e io credetti». E ancora più avanti descrive l’essenza del cristiano, di tutti i cristiani: «Come sono felici le persone che credono! Ma era vero? Era proprio vero! Dio esiste, è qui. È qualcuno, un essere personale come me. Mi ama, mi chiama. Le lacrime e i singulti erano spuntati, mentre l’emozione era accresciuta ancor più dalla tenera melodia dell’Adeste, fideles».

La conversione avvenne quando non aveva ancora trent’anni, nel 1886, durante la messa di Natale celebrata a Notre-Dame a Parigi, ascoltando il canto del Magnificat. Maria porta sempre a Gesù. Ma dietro a questo turbinio di sentimenti, dietro Claudel ci sarà una filosofia della poesia, una ratio dell’illogicità poetica: un’architettura che il poeta francese aveva ben consolidato grazie non solo alle sue letture giovanili (Mallarmé, Verlaine e Rimbaud, per fare qualche esempio) ma anche grazie alla stesura di un testo chiamato proprio Art poétique: l’8 giugno 1907 per il Mercure de France il volume viene dato alle stampe. Nel suo Paul Claudel (Morcelliana, 1947), il poliedrico presbitero e critico d’arte Ennio Francia, scrive: «L’Art poétique è un punto di partenza e al tempo stesso di arrivo. L’espressione va presa ugualmente nel significato oraziano di suggerimento, di dettato, quasi una logica letteraria che giustifichi l’avventura e le sue complicazioni e in quello aristotelico in cui la dottrina del poeta nelle sue linee fondamentali è già data e alle quali le ulteriori investigazioni diversamente ritornano e riconducono». 

Mirabile sintesi di ciò che rappresenta questo piccolo (non certo per i temi trattati) libretto di Claudel nella sua vita di poeta ma anche di filosofo. Forse, questo ragionare sull’arte poetica fu anche aiutato dal momento biografico in cui fu scritto: Art poétique fu redatto in Cina ai primi del Novecento. In queste pagine troviamo espressioni linguistiche assai ardimentose che toccano temi come quelli dell’antica estetica medievale e della metafisica del bello, fino ad arrivare a prendere in esame la Summa di Tommaso d’Aquino e il De ordo di Agostino. Ed è proprio con una citazione del santo d’Ippona che prende vita il libro. E una citazione presa dalla V epistola a Marcellino: Sicut creator, ita moderator. Donec universi seculi pulcritudo… velut magnum carmen ineffabilis modulatoris. Parole che spazzano via il tempo che nel concetto di bellezza si ritrova, spogliato di tutto, perché solamente Dio può essere il grande custode della bellezza e del tempo.

Le pagine dell’Art poétique non sono semplici: complesse nella loro stesura, si riempiono di rimandi acrobatici tra la Sacra Scrittura, Lucrezio, il prediletto Mallarmé e addirittura Poe. Il grande pregio del testo di Claudel è racchiuso nel suo essere quasi propedeutico alla comprensione della sua stessa poesia, una realtà fatta di forme (forme fermée), di parole essenziali che – riprendendo Agostino – non possono che nascere dalla propria esperienza di vita vissuta e che riescono a essere intellegibili solamente se ispirate da Dio. In una lettera a l’abbé Bremond sur l’insipration poétique (1927) scriverà: «Comprendiamo (nel senso poetico del termine) passando su ciò che passa. È in questo senso che la poesia libera delle cose la loro essenza pura, che è essere creature di Dio e testimonianza di Dio».

Meloni: c’è chi spera che Trump si allontani da Ue, non succederà

Roma, 22 feb. (askanews) – “I nostri avversari sperano che il presidente Trump si allontani da noi. Ma conoscendolo come un leader forte ed efficace, scommetto che coloro che sperano nelle divisioni verranno smentiti”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo in collegamento alla Cpac di Washington.

“So che alcuni di voi potrebbero vedere l’Europa come distante o addirittura perduta – ha aggiunto – dico che non lo è. Sì, sono stati commessi degli errori. Le priorità sono state mal riposte, soprattutto a causa delle classi dirigenti e dei media mainstream che hanno importato e replicato nel vecchio continente”.

Quanto all’Italia, Meloni ha sottolineato il “legame profondo e indissolubile con gli Stati Uniti. Legame forgiato dalla storia e da valori condivisi, incarnato anche dai tantissimi americani di origine italiana, che da generazioni contribuiscono alla prosperità dell’America. A loro dico grazie, per essere eccezionali ambasciatori della passione, della creatività e del genio italiani”.

Ucraina, Meloni: con Trump non vedremo disastro Afghanistan

Roma, 22 feb. (askanews) – “La felicità dipende dalla libertà e la libertà dipende dal coraggio. Lo abbiamo dimostrato quando abbiamo fermato le invasioni, conquistato le nostre indipendenze e rovesciato i dittatori. E lo abbiamo fatto insieme negli ultimi tre anni in Ucraina dove un popolo orgoglioso lotta per la propria libertà contro un’aggressione brutale. E dobbiamo continuare oggi a lavorare insieme per una pace giusta e duratura”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni intervenendo in collegamento al Cpac negli Usa.

“Una pace che può essere costruita solo con il contributo di tutti, ma soprattutto con forti leadership. E so che con Donald Trump alla guida degli Stati Uniti, non vedremo mai più il disastro che abbiamo visto in Afghanistan quattro anni fa”, ha aggiunto.

Accoltellamento mortale in Francia, Macron: atto terroristico islamico

Roma, 22 feb. (askanews) – E’di almeno un morto e cinque feriti il bilancio delle vittime di un attacco all’arma bianca avvenuto in un mercato della località francese di Mulhouse: il presunto autore è stato arrestato.

Come riferisce la Procura di Mulhouse, i cinque feriti appartengono alla guardia municipale e due di loro sarebbero in condizioni gravi; nessun dettaglio invece né sull’identità della vittima che su quella dell’assalitore, che risulterebbe già schedato dall’antiterrorismo francese.

Secondo fonti di polizia il presunto aggressore, un 37enne di origine algerina, era stato colpito da un decreto di espulsione e si trovava attualmente agli arresti domiciliari.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato di “indubbio atto terroristico islamico”; il ministro degli Interni, Bruno Retailleau, dovrebbe recarsi in serata sul luogo dell’attacco.

Il nuovo attacco della Russia a Mattarella

Roma, 22 feb. (askanews) – La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha attaccato di nuovo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per le sue “dichiarazioni blasfeme” sulla Russia e il Terzo Reich.

“Oggi abbiamo incontrato il giornalista dell’agenzia di stampa International Reporters e autore del canale telegram Donbass Italia, Vincenzo Lorusso. Un giornalista italiano ha depositato le prime 10.000 firme dei suoi connazionali per una petizione che condanna le dichiarazioni blasfeme del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in cui paragona la Russia al Terzo Reich. Più di ventimila persone hanno già firmato le scuse alla Federazione Russa e a tutto il popolo russo”, scrive Zakharova sul suo canale Telegram.

“A differenza di alcuni dei suoi dirigenti, l’Italia e la gente comune italiana ricordano molto bene l’impresa dell’Unione Sovietica e il colossale contributo dei suoi popoli alla Vittoria. Ricordano anche il loro potente movimento partigiano, al quale, tra l’altro, parteciparono attivamente migliaia di eroi sovietici che combatterono contro il fascismo fianco a fianco con i loro compagni italiani.

Al termine dell’incontro abbiamo eseguito insieme una parte della canzone popolare italiana, inno della Resistenza e degli antifascisti italiani, ‘Bella Ciao'”, conclude.

Meloni: c’è chi spera che Trump si allontani da noi, non succederà

Roma, 22 feb. (askanews) – “I nostri avversari sperano che il presidente Trump si allontani da noi. Ma conoscendolo come un leader forte ed efficace, scommetto che coloro che sperano nelle divisioni verranno smentiti”. Lo ha detto, tra le altre cose, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo in collegamento alla Cpac di Washington.

“So che alcuni di voi potrebbero vedere l’Europa come distante o addirittura perduta – ha aggiunto – dico che non lo è. Sì, sono stati commessi degli errori. Le priorità sono state mal riposte, soprattutto a causa delle classi dirigenti e dei media mainstream…”.

Risultati e classifica serie A, Torino a quota 31

Roma, 22 feb. (askanews) – Questi i risultati e a classifica di serie A dopo Torino-Milan 2-1

26^ GIORNATA Lecce-Udinese 0-1,Parma-Bologna 2-0, Venezia-Lazio 0-0, Torino-Milan 2-1, ore 20,45 Inter-Genoa, domenica 23 febbraio ore 12.30 Como-Napoli, ore 15 Verona-Fiorentina, ore 18 Empoli-Atalanta, ore 20.45 Cagliari-Juventus, lunedì 24 febbraio ore 20.45 Roma-Monza

Classifica: Napoli 56, Inter 54, Atalanta 51, Lazio 47, Juventus 46, Fiorentina 42, Bologna*, Milan* 41, Roma 37, Udinese 36, Torino 31, Genoa 30, Cagliari, Como, Lecce 25, Verona, Parma 23, Empoli 21, Venezia 17, Monza 14. * una partita in meno (Bologna-Milan 26 o 27 febbraio)

27ª GIORNATA Venerdì 28 febbraio ore 20.45 Fiorentina-Lecce, sabato 1° marzo ore 15 Atalanta-Venezia ore 18 Napoli-Inter, ore 20.45 Udinese-Parma, domenica 2 marzo ore 12.30 Monza-Torino, ore 15 Bologna-Cagliari, Genoa-Empoli, ore 18 Roma-Como, ore 20.45 Milan-Lazio, lunedì 3 marzo ore 20.45 Juventus-Verona

Tennis, a Dubai brilla la stella Andreeva, vince a 17 anni

Roma, 22 feb. (askanews) – A Dubai brilla la stella di Mirra Andreeva. La tennista russa, a 17 anni e 298 giorni diventa la più giovane campionessa in un Wta 1000 grazie alla vittoria in finale su Clara Tauson con lo score di 7-6, 6-1 in poco meno di due ore di gioco. Una partita combattuta nel primo set, poi dominata dalla tennista russa nel tiebreak (7-1) e nel secondo parziale. Grazie a questa vittoria Andreeva entra in top 10, diventando la più giovane tra le prime dieci al mondo da Nicole Vaidisova nel 2006

Papa Francesco si è aggravato, "condizioni critiche, prognosi riservata"

Città del Vaticano, 22 feb. (askanews) – Questa mattina “Papa Francesco ha presentato una crisi respiratoria asmatiforme di entità prolungata nel tempo, che ha richiesto anche l’applicazione di ossigeno ad alti flussi. Gli esami del sangue odierni hanno inoltre evidenziato una piastrinopenia, associata ad un’anemia, che ha richiesto la somministrazione di emotrasfusioni”. Lo riferisce il bollettino medico appena diffuso dalla Sala stampa della Santa Sede.

“Il Santo Padre – si aggiunge – continua ad essere vigile e ha trascorso la giornata in poltrona anche se più sofferente rispetto a ieri. Al momento la prognosi è riservata”.

“Le condizioni del Santo Padre – si conclude nel bollettino medico – continuano ad essere critiche, pertanto, come spiegato ieri, il Papa non è fuori pericolo”.

Meloni: propaganda sbagliava, con noi crescita e più libertà

Roma, 22 feb. (askanews) – “La macchina della propaganda mainstream prevedeva che un governo conservatore avrebbe isolato l’Italia, cancellandola dalla mappa del mondo, allontanando gli investitori e sopprimendo le libertà fondamentali. Si sbagliavano. La loro narrazione era falsa. La realtà è che l’Italia prospera”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo in collegamento alla Cpac di Washington.

“L’occupazione ha raggiunto livelli record, la nostra economia è in crescita, la nostra politica fiscale è tornata sulla buona strada e il flusso di migrazione illegale è diminuito del 60% nell’ultimo anno. E, cosa più importante, stiamo espandendo la libertà in ogni aspetto della vita degli italiani”, ha concluso.

Papa, in prognosi riservata. Fatta anche una trasfusione di sangue

Città del Vaticano, 22 feb. (askanews) – Papa Francesco è in prognosi riservata dopo l’aggravamento oggi delle sue condizioni cliniche. E’ quanto si evince dall’ultimo bollettino medico reso noto dalla Sala stampa della Santa sede. Papa Francesco ha anche avuto bisogno di una trasfusione di sangue dopo che gli esami odierni avevano evidenziato “una piastrinopenia, associata ad un’anemia”.

Questa mattina Francesco ha anche presentato, sottolineano i sanitari che lo hanno in cura, una crisi respiratoria asmatica “di entità prolungata nel tempo, che ha richiesto anche l’applicazione di ossigeno ad alti flussi”. Anche questa una novità non positiva che conferma il peggioramento del quadro clinico.

In questo quadro, dal punto di vista sanitario, si conferma che “le condizioni del Santo Padre continuano ad essere critiche” ed il Papa “non è fuori pericolo”.

Papa, crisi respiratoria e applicazione dell’ossigeno

Città del Vaticano, 22 feb. (askanews) – Questa mattina “Papa Francesco ha presentato una crisi respiratoria asmatiforme di entità prolungata nel tempo, che ha richiesto anche l’applicazione di ossigeno ad alti flussi. Gli esami del sangue odierni hanno inoltre evidenziato una piastrinopenia, associata ad un’anemia, che ha richiesto la somministrazione di emotrasfusioni”. Lo ruferisce il bollettino medico appena diffuso dalla Sala stampa della Santa Sede.

“Il Santo Padre – si aggiunge – continua ad essere vigile e ha trascorso la giornata in poltrona anche se più sofferente rispetto a ieri. Al momento la prognosi è riservata”.

“Le condizioni del Santo Padre – si conclude nel bollettino medico – continuano ad essere critiche, pertanto, come spiegato ieri, il Papa non è fuori pericolo”.

Germania, Tajani: Afd nemico dannoso per Germania, Italia e Ue

Roma, 22 feb. (askanews) – “Mi auguro in Germania vinca la Cdu, che Merz sia cancelliere, una guida seria. Guai ai fondamentalismi, guai a Afd che dice che bisogna uscire fuori dall’euro, che abbiamo un debito pubblico alto. Guardiamo chi è nemico, chi è dannoso: Afd è dannoso sia per l’Italia che per la Germania che per l’Europa”. Lo ha detto il segretario di Fi e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo all’evento “Le radici cristiane, il futuro dell’Europa. Forza Italia verso il congresso del Ppe”, in corso a Pietrelcina (Bn).

Al Campus Bio-Medico inaugurata la “Barca di carta” di Sigalot

Roma, 22 feb. (askanews) – “Vivere per il bello possibile”, nonostante tutto. Tracciare una rotta e navigare l’essenza della forza che non si piega alle opposizioni della vita. Anche dopo aver scoperto nel 2022 un sarcoma di Ewing alla gamba sinistra, Bernardo Marziani non ha rinunciato ai suoi vent’anni ed all’amore per le sue passioni, raccontando in prima persona cosa significasse combattere con un grande male senza rinunciare mai al bene che ci circonda. A circa nove mesi dalla scomparsa di Bernardo, oggi presso i giardini della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico stata inaugurata “L’Astrobarca di Berni”, una barca di carta realizzata in acciaio dal noto artista italiano Daniele Sigalot grazie alla donazione della WEM Gallery e dei genitori di Bernardo Marziani, la giornalista e scrittrice Elena Martelli e il critico d’arte e giornalista Gianluca Marziani.

Paolo Sormani, Amministratore Delegato e Direttore Generale della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, ha dichiarato: “Oggi ringraziamo la famiglia che ha voluto donarci l’Astrobarca di Berni, una bellissima opera dell’artista Daniele Sigalot. una barca che rappresenta la metafora del viaggio, il viaggio della vita che ci ricorda Bernardo; l’opera racconta di una vita che sicuramente non termina qui sulla terra, ma che continua in una visione trascendente che anima i valori della nostra Fondazione. Al contempo questa barca rappresenta la libert e rappresenta la speranza, un messaggio di che rivolgiamo a tutti. Con la presentazione del fondo di ricerca sul sarcoma speriamo di salvare nuove vite e vogliamo quindi diffondere un messaggio di speranza”.

Gianluca Marziani, padre di Bernardo Marziani, ha preso la parola durante l’evento: “L’idea di questa donazione la volont di restituire agli altri la co poetica che esista sempre uno spazio, uno spazio di fuga, di salvezza, uno spazio di redenzione, uno spazio di vita riconquistata e questo, ovviamente, in parte anche legato a questo progetto, al mio mestiere di curatore d’arte. Volevo portare un qualcosa di mio per ricordare mio figlio in mezzo a una comunit come quella di un ospedale, poi in questo luogo che ha rappresentato, in qualche modo, una seconda casa per mio figlio: al Policlinico Campus Bio-Medico, Bernardo ha trovato dei medici e degli infermieri che sono stati per lui famiglia e quindi volevo che questo oggetto vivesse qui, in questo prato che diventa una sorta di pista di partenza e atterraggio per voli da fermo”.

Il sarcoma di Ewing un tumore raro delle ossa e delle parti molli, ad alto grado di malignit, che in Europa fa registrare ogni anno 600 nuovi casi, di cui circa 60 in Italia. In occasione dell’inaugurazione dell’Astrobarca di Berni, la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico ha attivato, in accordo con i genitori di Bernardo, un fondo intitolato al ragazzo che mira a finanziare la ricerca sui sarcomi in grado di generare un impatto anche sull’assistenza dei pazienti a medio-lungo termine.

Bruno Vincenzi, Responsabile del Day Hospital Oncologico del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: ” un’iniziativa fortemente voluta dai genitori di Bernardo che stato un paziente entrato nel cuore di tutti noi, purtroppo affetto da una malattia rara nelle rarit, ovvero un sarcoma di Ewing per il quale, purtroppo, oggi ancora abbiamo un limitato numero di opzioni terapeutiche. Per loro desiderio stato istituito un fondo per la ricerca, per promuovere ricerca clinica e soprattutto preclinica, quindi ricerca traslazionale, per le patologie rare”.

Anche Claudia Pagavino, infermiera del Day Hospital oncologico del Policlinico Campus Bio-Medico, intervenuta ai microfoni: “Il Policlinico Campus Bio-Medico ha una peculiarit, ovvero la centralit del paziente: qui viene presa in carico la persona, non la malattia, con i suoi pregi, i suoi difetti, le sue circostanze di vita. Al Campus mettiamo al primo posto le caratteristiche della persona e ce ne prendiamo cura”.

La giornata ha rappresentato un’occasione per onorare la memoria di Bernardo Marziani attraverso un’opera d’arte che, contestualmente, evidenzia la centralit della ricerca.

Schlein al M5s: non possiamo considerare Trump un alleato

Roma, 22 feb. (askanews) – “Siamo testardamente unitari pur nelle nostre differenze e nel riconoscere che serve chiarezza: se andiamo al governo insieme non possiamo considerare Trump niente di vicino a un alleato”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, ospite sul Nove di Accordi e Disaccordi parlando delle differenza nel centrosinistra sull’Ucraina con M5s su posizioni diverse rispetto a Iv e Azione.

“Non c’è un progressista che sia a favore della guerra e non della pace”, ha puntualizzato Schlein. “Possiamo discutere – ha aggiunto – su come raggiungere quella pace: da quando sono qua noi abbiamo continuato a supportare il popolo ucraino criminalmente invaso e su questo ci sono state differenze nello schieramento progressista però sono anni che chiediamo all’Ue di avere un’iniziativa diplomatica e politica per costruire una pace giusta in Ucraina, questo è mancato e ne paghiamo le conseguenze tanto che Trump dice che Ue e Ucraina non si possono sedere a un tavolo”.

“Riusciamo a essere d’accordo che serve un salto nell’integrazione europea? Un europa che non si affidi più a nessuno per il suo destino e la sua sicurezza e che superi l’unanimità: nemmeno un condominio funziona così con l’unanimità. Bisogna superare l’unanimità. Se vogliamo puntare all’autonomia dell’Europa serve un Next generation eu al giorno. Riusciamo a essere coesi su questo?”, conclude.

Ucraina, Schlein: clamoroso silenzio Meloni, vassalla di Trump

Roma, 22 feb. (askanews) – “L’interesse di Putin con quello di Trump si salda nell’idea che i rapporti tra gli stati e i popoli si regolino sulla base della forza, degli eserciti, del ricatto se guardiamo a quello che sta succedendo proprio con l’attacco frontale di Trump verso l’Ucraina e l’Ue. Trovo clamoroso il silenzio di Giorgia Meloni davanti a tutto questo”. Lo dice la segretaria del Pd, Elly Schlein, ospite sul Nove della trasmissione “Accordi e Disaccordi”.

“Secondo alcuni – aggiunge – Meloni doveva essere il ponte tra Trump e l’Ue, invece è già diventata una vassalla, non è in grado di difendere gli interessi italiani ed europei di fronte all’attacco frontale di Trump che dice che l’Europa non si può sedere al tavolo per negoziare una pace giusta per l’Ucraina, di fronte a un Vance che dice che non c’è democrazia e libertà di stampa in Europa. L’Europa non prende lezioni di democrazia da un’amministrazione Usa che appena arrivata ha fatto decreti che calpestano i diritti fondamentali”.

Risultati e classifica serie A, Parma scatto salvezza

Roma, 22 feb. (askanews) – Questi i risultati e a classifica di serie A dopo Venezia-Lazio 0-0, Parma-Bologna 2-0

26^ GIORNATA Lecce-Udinese 0-1,Parma-Bologna 2-0, Venezia-Lazio 0-0, ore 18 Torino-Milan, ore 20,45 Inter-Genoa, domenica 23 febbraio ore 12.30 Como-Napoli, ore 15 Verona-Fiorentina, ore 18 Empoli-Atalanta, ore 20.45 Cagliari-Juventus, lunedì 24 febbraio ore 20.45 Roma-Monza

Classifica: Napoli 56, Inter 54, Atalanta 51, Lazio 47, Juventus 46, Fiorentina 42, Bologna*, Milan* 41, Roma 37, Udinese 36, Genoa 30, Torino 28, Cagliari, Como, Lecce 25, Verona, Parma 23, Empoli 21, Venezia 17, Monza 14. * una partita in meno (Bologna-Milan 26 o 27 febbraio)

27ª GIORNATA Venerdì 28 febbraio ore 20.45 Fiorentina-Lecce, sabato 1° marzo ore 15 Atalanta-Venezia ore 18 Napoli-Inter, ore 20.45 Udinese-Parma, domenica 2 marzo ore 12.30 Monza-Torino, ore 15 Bologna-Cagliari, Genoa-Empoli, ore 18 Roma-Como, ore 20.45 Milan-Lazio, lunedì 3 marzo ore 20.45 Juventus-Verona

Orsini (Confindustria): 23 mesi di di calo industriale, settori crollano

Roma, 22 feb. (askanews) – “Sono 23 mesi di mancata produzione industriale, abbiamo importanti settori che stanno crollando. Vedo tutti i dati. Non siamo soli perchè purtroppo sia la Francia sia la Germania non stanno andando benissimo. La Spagna fa meglio di noi perché sul turismo sta andando bene e su parte dell’edilizia mente la Polonia è attrattiva sui costi di produzione e sull’energia. Dobbiamo cambiare rotta in Italia e in Europa”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini nel suo intervento a Innovare per Tornare a crescere.

“Siamo stati sempre in Italia a fianco del governo e delle opposizioni per percorso ordinato nel sostenere l’industria italiana, tutto il nostro mondo. Nella costruzione della legge di Bilancio il paese non può rincorrere provvdimenti degli anni precedenti o adeguarli. Abbiamo lottato sull’Ires premiale e credo si debba fare un esercizio, e non lato governo ma bipartisan, perchè si parla di lavoro e imprese, serve sedersi intorno a un tavolo e fare una tabula rasa. Serve un piano triennale”, ha detto Orsini.

Sci, Brignone: "Sto vivendo un momento fantastico, un sogno"

Roma, 22 feb. (askanews) – Uno spettacolo dopo l’altro, uno spettacolo tira l’altro: tra Saalbach e Sestriere Federica Brignone ha centrato solo successi in gigante. Tre gare e tre vittorie. Le due sfide piemontesi l’hanno esaltata con due seconde manche irresistibili che le hanno permesso di scrivere altri record: 34 vittorie in Cdm di cui 16 in gigante, sette in questa stagione pazzesca.

“Ci tenevo tantissimo a queste due gare, è un sogno vincere due volte in Italia nel giro di pochi giorni. Nella seconda manche ho messo in pista il mio sciare, non ho inseguito nulla di speciale: in questo sport non c’è da inventarsi l’acqua calda e se si pretende troppo si va fuori giri. Non c’erano condizioni facili, la visibilità per le ultime non era ottimale. Sono andata all’attacco dopo una prima manche solida, eravamo tutte vicine e ho voluto tentare il massimo: ho cercato di prendere tutte le curve al meglio, di spingere dall’inizio alla fine. Mi sembrava di aver perso velocità in basso ed allora ho spinto a tutta. Oggi mi sentivo maggiori energie dopo la febbre dei giorni scorsi e sono contentissima”.

Due vittorie che la proiettano ancor più in vetta alla classifica generale: “E’ una stagione incredibile ma ci sono ancora tante tappe. L’anno scorso il mese di gennaio ha rovinato il mio cammino: ora voglio isolarmi e pensare solo alle mie gare, al mio sciare. Mi spiace aver perso punti in tre giganti, quest’anno, ma sono sempre andata all’attacco e sto mettendo in pista il mio miglior sci. Ed è una cosa molto positivaI bilanci però mi piace farli a fine stagione, per capire nel dettaglio cosa poteva andare meglio o no”.

L’Ucraina ha presentato agli Usa nuove proposte sulle terre rare

Roma, 22 feb. (askanews) – L’Ucraina ha presentato agli Stati Uniti delle nuove proposte in merito all’accordo per l’accesso alle terre rare: è quanto riporta la rete televisiva Fox News citando fonti vicine ai negoziati. Non vi sarebbero ancora delle tempistiche certe per il proseguimento delle trattative; il documento finale, se vi si arriverà, dovrebbe essere firmato dal Segretario di Stato americano Marco Rubio e dall’omologo ucraino Andrii Sybiha. In precedenza fonti della presidenza di Kiev avevano sottolineato come l’Ucraina non fosse ancora disposta a firmare un accordo: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non è disposto a dare il via libera a un’intesa che “non riflette alcuna partnership” e prevede solo “un impegno unilaterale da parte dell’Ucraina”.

Olly rinuncia all’Eurovision, a Basilea in gara Lucio Corsi

Milano, 22 feb. (askanews) – Sar Lucio Corsi, arrivato secondo nella 75sima edizione del Festival di Sanremo, a rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest 2025 di Basilea, come annunciato ufficialmente dalla Rai. Il vincitore del Festival Olly subito dopo la vittoria aveva detto di doversi prendere del tempo per riflettere sull’eventuale partecipazione all’Eurovision, che gli sarebbe spettata di diritto se non avesse rinunciato.

La Rai ha ringraziato il vincitore della 75sima edizione del Festival di Sanremo augurandogli “una lunga e brillante carriera da musicista”, e si complimentata “con Lucio Corsi che ha accettato di rappresentare il nostro Paese alla 69sima edizione di ESC”.

Il contest internazionale che vede in gara 37 nazioni, di cui 5 big five, tra cui proprio l’Italia, prevede 2 semifinali, in onda il 13 e il 15 maggio su Rai 2, e la cosiddetta Grand Final, in cui si esibir quindi Lucio Corsi con il brano “Volevo essere un duro”, in onda su Rai 1, Raiplay e Rai Radio2 il 17 maggio.

Quella di Basilea sar la 50esima edizione dell’Eurovision a cui prender parte l’Italia.

Sci, immensa Brignone: doppietta in gigante a Sestriere

Roma, 22 feb. (askanews) – Incredibile Federica Brignone. Ancora una volta la campionessa azzurra ha sbaragliato la concorrenza e con una seconda manche fenomenale ha conquistato anche il secondo gigante di Sestriere, vittoria numero 34 della carriera, podio numero 79. E una grande rimonta permette a Sofia Goggia di salire in quarta piazza. I successi stagionali della trentaquattrenne valdostana salgono così a quota sei, sette considerando anche il trionfo iridato di Saalbach, sedici quelli in carriera in gigante, per staccare in una classifica a tutto tondo il mito Alberto Tomba (15). La sedicesima perla della carriera in gigante prende forma nella seconda frazione dopo il quarto tempo della prima.

Lucio Corsi rappresenterà l’Italia all’Eurovision Song Contest 2025

Milano, 22 feb. (askanews) – Sarà Lucio Corsi, arrivato secondo nella 75sima edizione del Festival di Sanremo, a rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest 2025 di Basilea, come annunciato ufficialmente dalla Rai. Il vincitore del Festival Olly subito dopo la vittoria aveva detto di doversi prendere del tempo per riflettere sull’eventuale partecipazione all’Eurovision, che gli sarebbe spettata di diritto se non avesse rinunciato.

La Rai ha ringraziato il vincitore della 75sima edizione del Festival di Sanremo augurandogli “una lunga e brillante carriera da musicista”, e si è complimentata “con Lucio Corsi che ha accettato di rappresentare il nostro Paese alla 69sima edizione di ESC”.

Il contest internazionale che vede in gara 37 nazioni, di cui 5 big five, tra cui proprio l’Italia, prevede 2 semifinali, in onda il 13 e il 15 maggio su Rai 2, e la cosiddetta Grand Final, in cui si esibirà quindi Lucio Corsi con il brano “Volevo essere un duro”, in onda su Rai 1, Raiplay e Rai Radio2 il 17 maggio.

Quella di Basilea sarà la 50ª edizione dell’Eurovision a cui prenderà parte l’Italia: il motivo che Lucio Corsi porterà in concorso sarà però la canzone numero 52 di un’ipotetica playlist eurovisiva azzurra. Nel 1956, infatti, ogni paese portò in gara due canzoni, mentre alla lista dobbiamo aggiungere “Fai rumore” di Diodato, la canzone italiana pronta per l’Eurovision di Rotterdam 2020, poi cancellato.

Lucio Corsi si esibirà fuori concorso alla St.Jakobshalle di Basilea durante la prima semifinale, martedì 13 maggio, per poi competere il sabato 17 maggio con gli altri 25 finalisti. Altri italiani potrebbero arrivare dalla selezione internazionale del San Marino Song Contest che si terrà nella Repubblica l’8 di marzo, in diretta tv su Raiplay e in simulcast su Rai Radio2.

Gli Usa minacciano Zelensky di interrompere i servizi Starlink

Roma, 22 feb. (askanews) – Durante i negoziati con i vertici ucraini per un accordo sulle risorse minerarie, Gi Stati Uniti hanno prospettato la possibile interruzione dell’accesso dell’Ucraina al sistema satellitare Starlink, cruciale per le operazioni militari da parte ucraina .

Secondo Reuters, la questione è sorta dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy si è rifiutato di firmare l’accordo. La possibile interruzione dell’accesso dell’Ucraina a Starlink è stata sollevata anche durante un incontro tra Zelensky e l’inviato speciale della presidenza statunitense per Ucraina e Russia, Keith Kellogg.

Hamas ha consegnato altri tre ostaggi

Roma, 22 feb. (askanews) – Hamas ha consegnato altri tre ostaggi israeliani alla Croce Rossa dopo i due liberati stamattina nel sud della Striscia di Gaza. Oggi è atteso anche il rilascio di un sesto ostaggio, il 36enne Hesham al-Sayed, probabilmente senza ‘cerimonia’.

Quello di oggi è l’ultimo scambio nell’ambito del fragile cessate il fuoco concordato per una prima fase che volge al termine. I primi due ostaggi ad essere liberati oggi sono stati Tal Shoham, 40 anni, e Avera Mengistu, 39 anni, consegnati alla Croce Rossa a Rafah, dopo essere stati condotti su un palco da militanti armati di Hamas. Poi è stata la volta di tre ventenni israeliani – Omer Wenkert, Omer Shem Tov e Eliya Cohen – accompagnati da combattenti di Hamas mascherati e armati su un palco davanti a centinaia di palestinesi nella città centrale di Nuseirat. Shem Tov e Wenkert hanno sorriso e salutato la folla.

Papa Francesco "ha riposato bene". Parolin: inutili speculazioni

Città del Vaticano, 22 feb. (askanews) – “Papa Francesco ha riposato bene”. Questo lo scarno comunicato sulle condizioni di Papa Francesco della Sala stampa della Santa Sede emesso stamane.

Su Papa Francesco, le sue condizioni di salute e le ipotesi di dimissioni si stanno susseguendo “inutili speculazioni”. A sottolinearlo, in una intervista rilasciata al Corriere della Sera è il Segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin che aggiunge che “ora stiamo pensando alla salute del Santo Padre, alla sua ripresa, al suo ritorno in Vaticano: queste sono le uniche cose che contano”, ha detto.

“Grazie a Dio, – ha quindi aggiunto il porporato – le notizie che arrivano dal Gemelli sono incoraggianti, si sta riprendendo. Gli sono state mandate delle pratiche d’ufficio e ciò significa che procede bene”.

Papa Francesco non pronuncerà l’Angelus di domani che sarà solo diffuso e non letto dal Pontefice, così come accaduto la scorsa settimana. Lo ha reso noto la Sala stampa della Santa Sede.

Ucraina, Conte: io filo-Trump? Mai condivisi insulti a Zelensky

Roma, 22 feb. (askanews) – Definirlo putiniano o filotrumpiano “è una bestemmia”: questo l’esordio del leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, in un colloquio con il Corriere della sera.

“Mai condivisi gli insulti a Zelensky. La mia linea è la stessa di prima ed è ampiamente concordata nel Movimento. Dà fastidio – rivendica l’ex presidente del Consiglio — per la semplice ragione che ci avevamo visto giusto, che abbiamo il coraggio della verità e che non siamo al servizio della lobby delle armi”.

Conte torna a polemizzare con la linea seguita dall’Europa e dal governo Meloni sulla guerra, colpevoli di aver “lasciato cadere una prospettiva negoziale a due mesi dall’aggressione di Putin con prospettive ben più favorevoli per l’Ucraina rispetto a quelle che si prospettano adesso. Hanno fatto credere all’opinione pubblica che stavamo vincendo la guerra, che le sanzioni contro Putin stavano funzionando, che l’economia russa stava crollando, che i russi avevano finito le armi. Hanno detto che la controffensiva ucraina stava prevalendo, che Putin era malato e stava morendo. Hanno convinto che la Russia era isolata mentre ha rafforzato il legame con la Cina. Tutto pur di non impegnarsi nella sola possibile via d’uscita: il negoziato di pace”.

Conte filorusso o filotrumpiano? “Fake news, come al solito, su di me e sul M5S. Meloni e i suoi sodali bellicisti dovrebbero scusarsi di aver scommesso sulla vittoria militare di Kiev. Noi siamo stati i primi a denunciare l’assenza di una strategia politica da parte dell’Europa, i primi a denunciare che saremmo rimasti fuori dal negoziato”. Quanto al presidente Usa, “sono il leader in Italia che più chiaramente ha preso le distanze da posizioni inquietanti assunte da Trump. Le respingo con forza: dalla riviera a Gaza che presuppone la inaccettabile deportazione della popolazione palestinese, all’aumento delle spese militari all’introduzione dei dazi. Mi auguro invece che il negoziato sia portato avanti con fermezza per tutelare al massimo l’Ucraina”.

Rischio declino: l’ultima occasione per un’Europa protagonista.

Capitalismo e democrazia  non sono mai stati fino ad epoca recente in contraddizione o contrapposti. I quattro principi comuni erano infatti: libertà politica; libertà economica; democrazia politica; democrazia economica. Attenzione: vissuti in simultanea. Franklin Delano Roosevelt ne è stato il grande interprete. In Italia, De Gasperi e Paronetto (più Pacelli e Montini). Da qui sono nati la creazione si vorrebbe dire titanica del ceto medio nella ricostruzione italiana. I quattro principi sono stati alla base del capitalismo che Roosevelt denominò “capitalismo democratico”. Può oggi mostrarsi che in diversi paesi europei e negli Stati Uniti del febbraio 2025 sia pienamente così, con la funzionalità simultanea dei quattro principi? In realtà, no. Questi paesi che stanno su rotte divergenti, e non solo loro, si stanno fortemente allontanando dalla simultaneità dei quattro principi. Quello che vale a cavallo del momento elettorale è sempre più lontano da quello che si riscontra nel tempo di durata del governo eletto.

Si legga l’ultimo documento Draghi (Ritorno alla crescita interna). È un imperativo ‘tecnico’; ma è anche (e soprattutto) ‘morale’. Tant’è che i 18 anni del cancellierato Merkel (del tutto non morale) hanno fatto il contrario; e, per il maggior peso relativo della Germania, hanno fortemente condizionato l’Europa intera (e hanno “colonizzato” i paesi dell’Europa dell’Est, tutti contenti di entrare finalmente sotto l’ala del Reich, visto che non era più in discussione la loro libertà politica). 

La ricerca della ricchezza/prosperità interna è adesso un rimedio tardivo rispetto alla decisione di allora di diventare un campione mondiale dell’export (per di più nei prodotti maturi). Adesso è urgente e doveroso alzare in poco tempo i salari aumentando il potere d’acquisto della moneta. Facile, no? Adesso si deve smetterla di cercare di chiudere i propri equilibri con lo squilibrio imposto a paesi fessi e non adeguatamente governati come l’Italia. Smetterla di combinare quello che si è combinato a suo tempo in Grecia ritardando a bella posta gli aiuti  e con le banche tedesche troppo esposte nelle loro filiali elleniche. Adesso è l’ora della federazione immediata tra Germania, Francia e Italia per sovvertire il meccanismo e creare una crescita interna forte e duratura. Dopo aver inaugurato il meccanismo a tre con successo, si provvederà all’ingresso dei singoli paesi maggiormente in grado di contribuire alla crescita interna della federazione; sarà un ordine di ingresso naturale per chi è in grado di favorire l’aumento dell’occupazione, l’aumento dei redditi, l’aumento del potere d’acquisto. Una formula degasperiana-vanoniana che fu anche di Adenauer ed Erhard. Ricordiamoci sempre che l’Unione Europea è in forte avanzo con gli Stati Uniti nel manifatturiero (che è in larga parte surrogabile), ma è in quasi altrettanto grande disavanzo nei servizi (fondamentalmente l’ICT, i media, le comunicazioni, la tecnologia in tutti gli altri settori, che sono in gran parte non surrogabili da pari industrie europee; non si vuole qui parlare dell’industria militare e di intelligence; pensiamo alla rete di molte centinaia di satelliti orbitanti privati della Space-X di Elon Musk). Il ruolo di potenza controbilanciante degli Stati Uniti con superiorità nel manifatturiero e minorità nel terziario avanzato sarà della Cina e non dell’Europa; sarà la Cina a fare i patti e gli accordi fondamentali. Intravvediamo la nuova era della fine di una superiorità che viaggia su Mercedes, Audi e BMW.

L’unica è (forse) la scommessa proposta dai due documenti Draghi. Innovazione alla scala continentale finanziata dallo Stato federale, che deve reclutare i migliori cervelli su piazza, dando loro una ‘mission impossible’: eguagliare l’America nelle tecnologie avanzate.

Più, quindi, il ritorno a una vigorosa crescita interna. Basti pensare soltanto alla possibilità di programmare che ogni grande (e storico) ateneo europeo (si tratta di un numero superiore a quello degli Stati Uniti), collegato con tutti gli altri in una rete assai coesa, soddisfi a un valore minimo del volume di innovazione prodotta tratto dalle ricerche che ivi si svolgono. Un flusso incredibile, senza precedenti, di creatività e invenzioni, a comando. Basterebbe cioè deciderlo. Basterebbe che lo decidessero Francia, Italia e Germania e vi dessero pronta attuazione. Troppo bello per essere vero?

È necessario, assolutamente necessario, crederci; e quanto meno, nel subito, impegnarsi a ragionarci sopra, a fare scenari credibili.

Da cosa dovrebbe ripartire l’Europa unita se non dalla cultura e dalla scienza per attuare un nuovo assortimento  nel contesto internazionale dominato dai paesi “dei grandi spazi” (USA, Cina, India, Russia, Canada), come li chiamava Ugo La Malfa? Il quale aggiungeva che questi non saranno mai favorevoli ad una unificazione/fusione europea. 

Oggi lo tocchiamo con mano. Poi, certo, l’Europa unita ripartirà dal suo patrimonio inalienabile e caratteristico costituito dal cristianesimo, dal credere nell’esistenza dell’anima, dal culto del Vero, dalla coltivazione del pensiero come dono perenne, dalla profondità inattaccabile del suo senso morale, dalla proclamazione della fratellanza tra gli esseri umani come valore primario. Con la convinzione che la ragione del suo esistere risiede nel trasmettere questo patrimonio agli altri.

L’Occidente tra il fondo del mare e il buio del cielo

Quella attuale è una storia che va presa a favore di vento o con le pinze, ciascuno faccia come meglio crede. L’America ancora una volta anticipa i tempi e propone modelli con la arroganza o la determinazione di chi è abituato a dettare le regole del gioco. Quando poi si alza dal tavolo per andarsene, gli altri non sanno poi come tirare avanti. La tensione aumenta quando il sospetto è quello che si tratti di un angoscioso canto del cigno e che l’abbandono sia pressoché definitivo e non proprio per libera scelta.

La SS United States è un transatlantico che con i suoi 43 nodi di punta ha stracciato ogni record e con la sua struttura di alluminio ha illuminato la soddisfazione dell’esercito USA che ci ha messo sopra il 70% delle spese per mettere in piedi uno scafo che all’occorrenza, oltre a fare traffico civile, potesse essere utilizzato a scopi militari. L’intento è che potesse, in caso di necessità, trasportare velocemente una truppa di 14.000 uomini da un continente all’altro, solcando le onde dell’Atlantico e del Pacifico.  Ferma dal 1996, ora è in rotta per la Florida, per essere affondata nel mare di fronte la Contea di Okaloosa. L’idea è di creare con le sue lamiere una barriera corallina artificiale che possa essere una attrazione turistica. I cirripedi che nel tempo la rivestiranno faranno il resto.

È il colpo di coda di chi vede affondare il proprio prestigio nel mondo e urla di essere ancora saldo al timone di comando o è la conferma di una leadership ancora seducente e per molti insopportabile ma la cui assenza creerebbe un panico tutto da sperimentare. In tanti passeggiano per Via dei Malcontenti del mondo, la via percorsa un tempo dai condannati alla forca, e avvertono l’oppressione di una leadership che si fa a tratti soffocante ed anche di salvezza, non essendo del resto in grado di respirare senza ausilio della superpotenza USA.

Okallosa par che sia è un termine indiano che indica sia un “bel posto” che “acqua nera”. Di nuovo c’è una doppia valenza di piacevolezza o di tenebra. Si respira un’aria di mezzo gaudio e nuove vittorie e quella, al contrario, di fine impero, di un graffio da lasciare a memoria di un dominio che fu. Forse non casualmente i cirripedi sono dei molluschi o, si legge, più tecnicamente, sono una infraclasse di crostacei appartenenti alla sottoclasse dei Thecostraca. Insomma non roba da prima fila quanto piuttosto di rincalzo. Siamo in un’epoca di scarse preziosità. L’America dei record sembra declinare verso il basso, piegarsi verso un baratro, facendo dei suoi resti un tour per provetti subacquei per il commento divertito dei posteri, precipitando la sua reputazione nell’abisso dell’incomprensione e del ingiusto. 

“A poco a poco declina l’amore” scriveva Ovidio ne Le Metamorfosi, a poco a poco declina un modello di riferimento per lasciare spazio solo alla forza muscolare che con il prestigio non ha nulla a che fare. Intanto il resto dell’Occidente annaspa in attesa di un nocchiero che non c’è, lasciando i naviganti al capriccio del fato. Ha smarrito il bagliore della sua bianca galassia per camminare su sentieri sconosciuti e ricchi di insidie. 

Sembra peraltro che oggi il buco nero al centro della Via Lattea sia più che mai scatenato, ingurgitando tutto quanto gli capiti a tiro. Ha per nome Sagittarius A* e tende le sue frecce colpendo al cuore un miscuglio di Stati che, al pari della città di Babele, non sono in grado di mettere in piedi nulla in comune che li distingua. A meno che non si ravvedano per tempo, cadranno tutti in una gola oscura che ne farà polvere di scarto, nessun contributo alla via della luce di cui facevano parte.

Che sia sul fondo del mare o nell’antro buio del cielo, sul nostro pianeta le cose non girano affatto per un buon verso. Sullo sfondo c’è un Dio interdetto, indeciso se intervenire per misericordia su una terra senza amore o, pedagogicamente, lasciare che tutto vada alla malora perché solo in questo modo l’umanità si ravveda. È un Dio continuamente spiazzato. Ogni giorno le sue creature ne combinano una nuova ed imprevedibile. La via Lattea gronda sangue più della via Crucis e la speranza di resurrezione è tutta affidata all’abitudine al male ed alla noia che ne proveranno gli uomini. Solo per questo, non per altro, forse invertiranno la corsa. C’è un Dio che ha fretta ma non sa ancora per cosa.

Il taglio della ali, per uscire della trappola della finta governabilità.

Nelle scorse settimane il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stato attaccato duramente da esponenti della dittatura russa. Per questi vili attacchi, il nostro Presidente dovrebbe ricevere la piena solidarietà del popolo italiano e di tutto l’Occidente. In parte è stato così, tuttavia si sono verificate alcune sconvenienti prese di distanza da parte dei 5 Stelle e della Lega che qualificano questi movimenti come partiti più vicini ai rappresentanti della Russia piuttosto che agli italiani. 

Qui si pone un tema di patriottismo, la vicenda rende evidente come questi movimenti populisti lavorino più per gli interessi di altri Paesi piuttosto che per l’interesse nazionale. Il caso dovrebbe suscitare l’indignazione e il sussulto popolare e da parte di tutte le altre forze politiche. Una presa di distanza da Salvini e Conte sarebbe opportuna, tanto da suggerire alle principali leader delle forze politiche, Giorgia Meloni e Elly Schlein, la sottoscrizione di un nuovo Patto Costituzionale. Reciprocamente, il centrodestra dovrebbe rinunciare a qualsiasi alleanza con la Lega Salviniana, così come il centrosinistra dovrebbe rinunciare a qualsiasi alleanza con i 5 Stelle Contiani.

In Germania, per esempio, nessuno si sognerebbe di allearsi con l’AfD o con il movimento filo russo emerso alla sinistra della Linke. Infatti, è ben chiaro come l’interesse nazionale sia in contrasto con gli obiettivi perseguiti da queste forze politiche, perché l’Italia dovremmo essere da meno? Il riconoscimento reciproco a destra e sinistra di limiti invalicabili, attraverso un nuovo Patto Costituzionale, rappresenterebbe oggi un sussulto di serietà politica e la miglior risposta ai vergognosi attacchi contro il nostro Presidente della Repubblica.

La politica estera obbliga a ricostruire l’alleanza della forze di centro

Gabriele De Rosa, nel 1994, la chiamava “transizione infinita”. Guido Bodrato, alcuni anni fa, diceva che “la politica è una continua transazione”. Due concetti chiari ed inoppugnabili a conferma che le società democratiche sono in continua evoluzione e pensare che gli equilibri politici, sociali e culturali siano definiti e certificati una volta per sempre è una prerogativa che appartiene solo ai regimi dittatoriali, tirannici, illiberali e dispotici. E chi crede, appunto, nei principi e nei valori della democrazia, sa che la continua evoluzione della società comporta risposte sempre nuove e adeguate ai tempi. La sfida della politica è proprio quella di saper leggere concretamente ciò che si muove nella società cercando, appunto, di dare risposte realisticamente praticabili e percorribili. Perché la buona politica, di norma, non determina gli avvenimenti ma sa leggerli e, soprattutto, interpretarli. 

Ora, e per venire all’oggi, c’è una domanda che si può già intravedere all’orizzonte soprattutto in un contesto di profondo cambiamento del quadro geopolitico mondiale. Un cambiamento profondo e radicale che, inesorabilmente, sarà destinato a mettere in discussione anche i tradizionali equilibri politici nazionali. E parlo dell’attuale centro destra contrapposto ad un virtuale e sempre più evanescente centro sinistra. Ma, senza addentrarsi nelle contraddizioni e nei volgari e trasformistici distinguo all’interno dei rispettivi campi politici, è indubbio che si impone sempre di più la necessità della presenza di un luogo politico – prima ancora che di un partito – che sappia porsi come elemento rassicurante, di governo e autenticamente democratico e riformista nello scacchiere politico nazionale. Un luogo che banalmente potremmo definire di ‘centro’ ma che, in termini più sistemici, sarà destinato ad essere il vero garante politico per evitare sbandamenti, avventurismi ed incognite di ogni sorta. 

Del resto, com’è pensabile continuare a governare o, peggio ancora, aspirare a governare con partiti populisti, demagogici ed anti politici come la Lega di Salvini o i 5 Stelle di Conte? Si tratta di partiti e di capi partito che esulano da qualsiasi cultura politica e, come tutti i soggetti populisti, individuano nel trasformismo e nell’opportunismo l’unica stella polare a cui aggrapparsi. E lo stesso criterio si potrebbe allargare ai partiti radicali ed estremisti che, anche se accompagnati da una cultura politica di riferimento, non sono certamente i più titolati a garantire e a coltivare una vera e credibile cultura di governo.

Di conseguenza, e per uscire dalle contingenze politiche del momento, è comunque sufficientemente chiaro che un luogo centrista, riformista, democratico e di governo all’orizzonte si staglia. A maggior ragione in una fase storica che richiede coerenza anche e soprattutto sulla politica estera. Insomma, paradossalmente e seppur mutatis mutandis, ritorniamo ad una stagione dove si impone la necessità di un partito che offra serie garanzie a livello europeo ed internazionale. Un partito/luogo politico che superi i soggetti personali ed autoreferenziali – penso, nello specifico, alle esperienze personali di Renzi e di Calenda – e che riesca a ricomporre i partiti o gli spezzoni autenticamente centristi e riformisti che attualmente affollano la cittadella politica italiana. E propria la coerenza sulla politica estera sarà la rotta principale, se non addirittura decisiva, per il nuovo assetto politico. Come, del resto, era già avvenuto per quasi 50 anni con la Democrazia Cristiana.

Ecco perché, anche se oggi pare ancora una chimera, le dinamiche che caratterizzeranno d’ora in poi la politica italiana saranno molto più veloci del previsto. E le cosiddette coalizioni in campo ormai sempre più disomogenee, fragili ed incoerenti al proprio interno, non potranno che cedere il passo ad un nuovo assetto politico. Più coerente, più trasparente e, soprattutto, più credibile agli occhi della pubblica opinione nazionale e nei confronti degli alleati europei ed internazionali.