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Sull’isola di Pianosa ritorna il barbagianni

Isola di Pianosa (Livorno), 29 mag. (askanews) – Nella cornice della Settimana Europea dei Parchi, Fondazione UNA (Uomo, Natura, Ambiente) e Federparchi,hanno presentato i primi risultati sul reinserimento del barbagianni nell’isola di Pianosa, avviato nel 2023 con il contributo dell’Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano. La specie non era stata pi rilevata in quest’area in modo stabile dopo l’eradicazione del ratto nero, una delle sue principali fonti di alimentazione. Il barbagianni non costruisce un vero e proprio nido e quindi sfrutta gli spazi abbandonati dell’ex carcere

Il faunista Vincenzo Rizzo Pinna che si occupa del monitoraggio nel concreto: “Questo animale un rapace notturno che assolve a un ruolo ecologico importantissimo nella regolazione degli ecosistemi abitati da proprio dalle sue prede, dai micromammiferi. Capire di cosa si alimenti un Barbagianni che conduce la sua vita su un determinato territorio, ci permette di analizzare un vero e proprio censimento di tutte quelle che sono le sue le sue prede”

Sono stati reintrodotti quattro individui di popolazione italiana, provenienti da centri di recupero della fauna selvatica. Il barbagianni tornato a nidificare stabilmente sull’isola. Il progetto si inserisce nell’ambito delle iniziative promosse a livello nazionale da Fondazione UNA e Federparchi, tra cui il programma “Biodiversit in Volo”.

Renata Braino, Presidente Comitato Scientifco Fondazione UNA: “Lo abbiamo voluto fortemente sostenere insieme a Federparchi con cui collaboriamo da tempo per dimostrare che in fondo la natura ha anche bisogno dell’intervento umano, soprattutto dove nel passato come all’isola di Pianosa, ma l’anno scorso siamo stati all’isola Gallinara, ci sono stati interventi umani che hanno in qualche modo cambiato quelli che erano gli assetti naturali”

La collaborazione con Fondazione Una e Federparchi unisce due mondi con obiettivi simili e paralleli. Corrado Teofili, Responsabile CETS e Biodiversit di Federparchi: “Federparchi si occupa specificatamente di aree protette, Fondazione Una si occupa di conservazione della natura e dell’ambiente, tutte e due partecipano, ad esempio, insieme, essendo entrambi soci alla IUCN, l’Unione mondiale per per la conservazione della natura, di cui Federparchi responsabile per la gestione del segretariato del comitato italiano”.

Un tavolo di lavoro articolato proseguir fino alla fine del 2025, con ulteriori sessioni di monitoraggio, con l’obiettivo di consolidare la presenza stabile della specie sull’isola e promuovere una convivenza armoniosa tra uomo, natura e ambiente.

Menopausa, presentato paper su presa in carico personalizzata

Roma, 29 mag. (askanews) – stato presentato alla Camera dei Deputati, il documento programmatico dal titolo: “Salute e benessere in menopausa: l’importanza di un approccio multidisciplinare e di una presa in carico personalizzata”. Un documento che coinvolge tutti i professionisti di riferimento e che sottolinea l’importanza di un approccio multidisciplinare della menopausa e della sua presa in carico personalizzata attraverso un percorso uniforme sul territorio. L’evento di presentazione “Menopausa senza limiti: nuove consapevolezze e strategie” stato organizzato su iniziativa dell’Onorevole Martina Semenzato, in collaborazione con Fondazione Onda ETS. Un importante passo affinch questo documento venga inserito al centro delle future agende politiche socio-sanitarie.

Martina Semenzato, Presidente Intergruppo Parlamentare sulla Menopausa, ha dichiarato: “La tutela della donna deve necessariamente coinvolgere anche i nostri cicli di vita. La menopausa una quota importante della vita di tutte noi donne. Ho voluto fortemente questi provvedimenti. una mozione che parte dalla prevenzione, sensibilizzazione, interventi economici, ma parla anche di screening, perch noi donne ci avviciniamo troppo poco alla conoscenza della menopausa e su come affrontarla”.

Ad oggi manca un supporto adeguato delle figure professionali nei confronti delle donne e un approccio omogeneo a livello nazionale.

Nicoletta Orthmann, Direttrice Medico-Scientifica di Fondazione Onda ETS, intervenuta a margine dell’evento: “Le donne che vivono la menopausa hanno una percezione di uno scarso accompagnamento, di uno scarso supporto, emerge molto bene dai dati che abbiamo raccolto su questo tema lo scorso anno con una survey che ha coinvolto un campione di 600 donne”.

Un argomento, quello della menopausa, che coinvolge ampiamente le societ scientifiche come la stessa Societ italiana Menopausa.

“Il documento che stato presentato un estremamente interessante” – afferma Costantino Di Carlo, Presidente SIM – “La Societ Italiana di Menopausa fondamentalmente perch una societ scientifica che tende a promuovere la ricerca nel campo della menopausa. Vorrei rappresentare che la nostra societ ha compiuto una vasta indagine di tipo epidemiologico su un aspetto molto importante della menopausa che la sindrome genitourinaria”.

La stessa Societ Italiana di Ginecologia della Terza Et ha come obiettivo quello di emanare delle linee guida per gli addetti ai lavori.

Stefano Lello, Presidente SIGITE, ha dichiarato: “La societ italiana di ginecologia della terza et, nella sua veste di societ scientifica che si occupa particolarmente delle donne in menopausa, ha come mission emanare delle linee guida che possano essere di supporto a tutti i colleghi che si occupano di menopausa. Questo viene realizzato attraverso la produzione di documenti scientifici pubblicati e basati sulla medicina, ovvero sull’evidenza”.

Anche Fulvio Berardo, General Manager Astellas Italy, intervenuto ai nostri microfoni a margine dell’evento: “Noi di Astellas, come azienda farmaceutica, crediamo che aver messo a disposizione l’innovazione terapeutica per gestire le vampate in menopausa non sia un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Vogliamo svolgere un ruolo di primo piano al fianco delle donne per rompere lo stigma e abbattere il muro del silenzio che impedisce loro di conversare con i clinici di riferimento. Vogliamo raggiungere questo traguardo supportando iniziative come queste nelle quali tutti gli stakeholders che ruotano attorno alla donna possono mettere a fattor comune le proprie conoscenze per offrire alle donne strumenti per essere pi consapevoli e quindi pi proattive nella loro lotta contro i sintomi della menopausa”.

Si stima che in Italia siano 17 milioni le donne in menopausa e perimenopausa con un impatto sulla salute ampiamente sottovalutato. Motivo in pi per non lasciare sole le donne nell’affrontare i disagi fisici e psicologici legati alla menopausa, riducendo cos anche i rischi di patologie correlate.

L’evento di presentazione del documento alla Camera dei Deputati stato organizzato con il supporto non condizionato di Astellas.

Ipoparatiroidismo, a Roma il convegno di APPI e Ascendis Pharma

Roma, 29 mag. (askanews) – In vista della Giornata Internazionale dell’Ipoparatiroidismo, che si celebra il 1 giugno, si svolto a Roma, presso la Sala Perin del Vaga di Palazzo Baldassini, l’evento istituzionale promosso da APPI, Associazione Pazienti con Ipoparatiroidismo, con il contributo non condizionante di Ascendis Pharma.

Thomas Carlo Maria Topini, General Manager Ascendis Pharma Italia, ha dichiarato: “L’idea di supportare APPI nasce dalla mission di Ascendis, ovvero quella di sviluppare farmaci per malattie rare endocrinologiche, tra cui l’ipoparatiroidismo, una malattia rara, cronica e altamente invalidante. Le persone con ipoparatiroidismo hanno bisogno di una nuova soluzione terapeutica per vivere meglio, fondamentale”.

L’ipoparatiroidismo cronico una condizione endocrina che attualmente interessa circa 10.000 persone in Italia comportando spesso nei pazienti una serie di complicazioni gravi e potenzialmente letali a breve e lungo termine.

Maria Luisa Brandi, Medico Chirurgo Specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, ha illustrato le complicanze che possono derivare dall’ipoparatiroidismo: “In condizioni di ipocalcemia si manifesta una sintomatologia acuta molto importante che coinvolge soprattutto l’apparato muscolare, il primo perch se la calcemia non viene corretta andiamo in una condizione proprio che si chiama crisi tetanica, cio una crisi di contrattura di tutti i nostri muscoli che pu condurre alla morte. Poi si manifesta un’alterazione delle funzioni neuronali, quindi abbiamo tante persone in Italia a cui non possiamo pi negare una condizione migliore di vita migliore”.

“Ci sono diversi nuovi farmaci in parte in sperimentazione ma in parte anche gi approvati” – afferma Giovanna Mantovani, Professore Associato di Endocrinologia nel Dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunit – “Attualmente uno di questi, che quello in fase pi avanzata, in fase di discussione presso AIFA per capire se sar rimborsabile per i pazienti o quantomeno per i pazienti pi bisognosi”.

Il convegno promosso da Appi e Ascendis Pharma ha rappresentato un’occasione di dialogo tra istituzioni, clinici e pazienti per far luce sul futuro dell’ipoparatiroidismo con l’obiettivo di trovare delle risposte concrete alle attuale esigenze cliniche e terapeutiche legate alla gestione della patologia.

Von der Leyen: l’Europa indipendente è il prossimo grande progetto Ue

Bruxelles, 29 mag. (askanews) – “È tempo che l’Europa si rialzi, che si stringa attorno al prossimo grande progetto europeo. E credo che la nostra prossima grande era, il prossimo grande progetto unificante, riguardi la costruzione di un’Europa indipendente”, investendo massicciamente in sicurezza e difesa, sviluppando le opportunità del mercato unico, diventando un polo d’attrazione per l’innovazione e le imprese e un partner commerciale affidabile e attraente per tutte le economie del mondo, riunificando il Continente con i prossimi allargamenti dell’Ue, e rafforzando la democrazia e lo stato di diritto contro gli estremismi e le forze illiberali.

E’ quanto ha affermato, in sintesi, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante la cerimonia in cui le è stato assegnato, oggi ad Aquisgrana, in Germania, il prestigioso premio Charlemagne, in presenza, tra l’altro, del re di Spagna Felipe VI e del cancelliere tedesco Friedrich Merz.

“Non possiamo permetterci – ha sottolineato von der Leyen – di cadere ancora una volta nell’errore di credere che la tempesta passerà. Che le cose torneranno come prima”, se termina la guerra in Ucraina, se si raggiunge un accordo sui dazi con gli Usa, se le prossime elezioni avranno un esito diverso. “Non sarà così” perché “l’ordine internazionale su cui un tempo facevamo affidamento si è rapidamente trasformato in un disordine internazionale”.

“La nostra storia, brutale e meravigliosa in egual misura – ha ricordato -, ci unisce come europei e come generazioni. Condividiamo non solo sogni comuni, ma anche incubi comuni. E questo ci unisce. E per me personalmente, dimostra quanto profondamente il desiderio di rinnovamento e rinascita sia radicato in ciò che siamo. Come disse una volta Richard Coudenhove-Kalergi (il ‘padre fondatore’ che propose un’Unione paneuropea negli anni ’20, primo laureato del Premio Charlemagne 75 anni fa, ndr): ‘L’essenza dell’Europa è la volontà di cambiare e migliorare il mondo attraverso l’azione. È in uno stato di costante emancipazione, riforma, rivoluzione’. E guardando il mondo instabile che ci circonda, credo che l’Europa debba riscoprire questo spirito. Lo spirito di audacia, azione e rinnovamento”.

“Il prossimo grande progetto unificante – ha insistito la presidente della Commissione -, è la costruzione di un’Europa indipendente. So che per alcuni questo è un messaggio sgradevole da ascoltare. Ma in fondo, si tratta della nostra libertà. Come i popoli dell’Europa centrale e orientale sanno da tempo, la libertà personale è possibile solo in presenza di indipendenza collettiva. Dobbiamo affrontare la realtà del momento. Non possiamo restare spettatori mentre si scatena il disordine. Non possiamo lasciarci destabilizzare dai cambiamenti epocali che stiamo affrontando. O di cadere ancora una volta nell’errore di credere che la tempesta passerà. Che le cose torneranno come prima, se solo la guerra finisse, o venisse raggiunto un accordo sui dazi, o se le prossime elezioni avessero un esito diverso. No, non succederà”.

“Il mondo – ha continuato von der Leyen – è di nuovo segnato da ambizioni e guerre imperiali. Da potenze autoritarie pronte a sfruttare senza pietà le nostre divisioni o dipendenze. Da grandi potenze pronte a utilizzare ogni mezzo, lecito o illecito, per ottenere un vantaggio. Per troppo tempo, troppi di noi hanno pensato che questo tipo di eventi fosse relegato ai libri di storia. Che quel periodo davvero eccezionale, che ha visto la caduta della Cortina di ferro e del muro di Berlino, e la liberazione di intere nazioni e popoli, fosse la nuova norma. Ma se si guarda alla storia del nostro continente, diventa chiaro che si tratta più di una eccezione che conferma la regola”.

“Insomma – ha chiesto la presidente della Commissione – questa è una scelta fondamentale che ci troviamo di fronte. Aspettiamo che passi la tempesta o prendiamo solo misure d’urgenza? Accettiamo semplicemente quello che presumibilmente è il nostro destino, o prendiamo in mano la situazione e decidiamo il nostro futuro? Un futuro libero da coercizioni e aggressioni. Un futuro che garantisca alle prossime generazioni di vivere il sogno europeo per cui i nostri padri fondatori hanno lottato così duramente: un’Unione cosmopolita aperta al mondo. Un’Unione che stringe parteneriati e alleanze per rafforzare la nostra sicurezza e la nostra economia. Un’Unione che rispetta i fondamenti naturali della vita. Un’Unione che difende i suoi valori e interessi sulla scena globale. Un’Unione che garantisce stabilità in tutta Europa”.

“E quando dico Europa – ha precisato von der Leyen -, intendo ovviamente la nostra Unione. Ma intendo anche i nostri amici e partner in tutto il continente. Dai Balcani occidentali all’Ucraina e alla Moldova. Dalla Groenlandia al Regno Unito e oltre. Abbiamo il dovere di garantire stabilità al nostro continente e una prospettiva per il futuro insieme. E sono orgogliosa del fatto che l’Ue e il Regno Unito la scorsa settimana abbiano dimostrato molto chiaramente di essere alleati, fianco a fianco e di mantenere unita l’Europa”.

"I toscani hanno rotto", bufera su Salvini. Lui: era una battuta

Roma, 29 mag. (askanews) – Bufera sul leader della Lega, Matteo Salvini, che ieri, in un incontro con il governatore dell’Abruzzo, Marco Marsilio, ha detto: “I toscani hanno rotto le palle”. Solo una battuta, spiega lui in una nota. “Con il presidente Marsilio, ieri, ho scambiato qualche battuta amichevole sul vino, a margine del nostro incontro sulle infrastrutture abruzzesi. E – spiega – gli ho raccontato che mi piace scherzare sempre con la mia fidanzata sul fatto che ormai sono quasi toscano, perché mangio e bevo toscano tutti i giorni, fra un po’ mi verrà anche l’accento fiorentino. E’ incredibile che a sinistra cerchino l’ennesima polemica: su, fatevi una risata ogni tanto”.

Ma per il Pd quelle di Salvini restano frasi indegne. “Eccolo qua. Un vicepremier che insulta sguaiatamente una regione intera e i suoi quasi quattro milioni di abitanti. Poche persone – dice il senatore dem, Dario Parrini – disonorano le istituzioni e l’incarico che ricoprono come fa, quasi ogni giorno, il ministro Matteo Salvini. Come minimo lui stesso o qualche suo adepto locale dovrebbero rapidamente porgere delle scuse alla Toscana e a tutti i toscani”.

“Se Salvini è stanco dei primati toscani, vuol dire che siamo sulla strada giusta. Il problema è che chi non si inchina alla propaganda del ministro, diventa subito un nemico da screditare. Ma non è con le battute da bar che si costruisce il futuro di un Paese. È con il lavoro e le idee”, aggiunge il deputato del Pd, Marco Furfaro.

“Se non riesce a reggere il confronto con una regione piena di eccellenze, il ministro Salvini – aggiunge – si prenda una pausa. Noi continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: pensare, creare, innovare. E a testa alta. Salvini è un ministro della Repubblica, non il protagonista di uno show da bar. Non può permettersi di insultare un’intera regione solo perché non in linea con la sua visione del mondo. Questo disprezzo verso i territori, questa arroganza di chi considera i cittadini solo se votano come vuole lui è inaccettabile”.

“Ma Ceccardi e Vannacci, che dei toscani dovrebbero almeno ricordarsi qualcosa, cosa dicono? Stanno zitti di fronte a un ministro che insulta la loro terra? Si sentono più leghisti o più toscani, oggi? Ah, li aspettiamo al varco per quando presenteranno le liste alle regionali: vedremo con che faccia si proporranno di governare una regione che il loro capo disprezza”, osserva Furfaro.

Critiche anche dal leader di Italia viva, Matteo Renzi. “Dice Salvini – afferma – che i toscani hanno rotto. Può darsi, per carità. Sono i soliti pensieri raffinati e profondi di un uomo che cantava ‘Senti che puzza scappano anche i cani stanno arrivando i napoletani’ e poi è andato a chiedere i voti in Campania. Ma ammettiamo pure che i toscani abbiano rotto non si capisce cosa. Cosa ha rotto invece il ministro delle Infrastrutture? A parte il pantografo dico”.

Arte, a Roma dal 12 giugno la mostra "Ma per favore con leggerezza"

Roma, 1 giu. (askanews) – Dal 12 giugno al 30 novembre 2025, Spazio Giallo a Roma si trasforma per la mostra “Ma per favore con leggerezza”, a cura di Carolina Levi e Anne-Claire Meffre, accogliendo opere inedite di oltre venti artisti e designer internazionali, ognuno chiamato a immaginare una stanza della casa ideale.

Ispirata al celebre questionario di Proust e ai versi di Patrizia Cavalli, l’esposizione è un’indagine sul gesto creativo intimo, quotidiano, leggero. Camere, cucine, studi e salotti si popolano di fotografie, tessuti, vetri, mobili e oggetti che raccontano storie personali e collettive.

Tra gli artisti e designer in mostra: Lorenzo Castore, Ludovica Gioscia, Sofia Elias, Pia Glassworks, Simone Crestani, Tommaso Cascella, Delfina Scarpa & Paraná Studio, Astrid Luglio, Lucas Zito, Lessico Familiare, Filomena Smola, Stephan Hamel, Pietro Librizzi (ADA, Roma), Chiara Berta, Benedetto Pietromarchi, SoniaQQ, Alice Casana e altri. Tutto è in vendita, come in una vera casa. La mostra si apre il 12 giugno con una serata speciale con performance, letture e musica dal vivo.

Leo Gassmann e Gualtieri hanno inaugurato la "Pride Croisette" a Roma

Roma, 29 mag. (askanews) – Dal 28 maggio fino al 14 giugno 2025, le storiche Terme di Caracalla si trasformeranno in un vibrante villaggio arcobaleno con La Pride Croisette, il cuore pulsante del Roma Pride. Con affaccio sul Circo Massimo, questo spazio di oltre 8.000 mq ospiterà ogni giorno, dalle 18 alle 2, una ricca programmazione culturale, sociale e politica, completamente gratuita e aperta a tutti e tutte.

A tagliare il nastro e inaugurare ufficialmente la Pride Croisette accanto al portavoce del Roma Pride 2025 Mario Colamarino, anche quest’anno il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e il padrino della serata Leo Gassmann che ha dichiarato: “Sono onorato di aver inaugurare la Pride Croisette. In un periodo storico difficile come quello che stiamo vivendo, penso che sia importante celebrare l’amore in tutte le sue forme. Il cambiamento deve arrivare dalle nuove generazioni, per un mondo più libero e colorato”.

Gassmann con la sua chitarra ha poi eseguito alcuni dei suoi brani, tra cui il suo ultimo successo “Terzo Cuore”.

“La Pride Croisette apre ufficialmente i festeggiamenti del Roma Pride 2025, portando visibilità, orgoglio e cultura nel cuore della città. È un momento di festa, certo, ma anche di consapevolezza. Mentre qui possiamo ancora scendere in strada con i nostri colori, in altri luoghi d’Europa, come a Budapest, il Pride è stato vietato. A loro va il nostro pensiero e il nostro sostegno: perché nessuna persona dovrebbe essere privata del diritto di manifestare il proprio amore e la propria identità. La nostra lotta è anche per chi oggi non può lottare. E finché ci sarà anche solo un Pride negato, il nostro sarà ancora necessario”, ha commentato Colamarino.

Sotto la direzione artistica di Daniele Palano e l’organizzazione del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, La Pride Croisette proporrà spettacoli teatrali, concerti, proiezioni cinematografiche, conferenze e dibattiti su tematiche attuali, con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico sui diritti civili attraverso molteplici forme di arte e cultura.

Tra gli artisti e le personalità che animeranno il palcoscenico: BigMama, Ippolita Baldini, Giuseppe Nino Mandrake, Bianca Berlinguer, Francesca Pascale, Pino Strabioli, Karma B, Antonino, Daniel Greco, Le Sorelle Marinetti, Vladimir Luxuria e Alessio Marzilli. Inoltre, una serata speciale sarà dedicata al Vougengaged, celebrando la cultura ballroom e l’espressione queer.

Le principali organizzazioni romane di clubbing, tra cui Muccassassina, Poppe, Bear Market, Latte Fresco, Quasi, Alterego, Company Roma, Kalispera, Tu 6 Pazzah, Glamorize, Ram, Stay Calma, Cocktail e Sei mejo te, partecipano all’organizzazione delle serate.

All’interno del villaggio, oltre a tre bar, è presente un’area food dedicata. La Pride Croisette si conferma come un palcoscenico della diversità e dell’inclusione, unendo persone di tutte le età e interessi in un’esperienza condivisa di celebrazione, riflessione e orgoglio, sottolineano gli organizzatori.

Cinema, a Bologna dal 6 al 16 giugno torna il festival Biografilm

Roma, 29 mag. (askanews) – A Bologna dal 6 al 16 giugno torna Biografilm; il festival, arrivato alla sua 21esima edizione, con la direzione artistica di Chiara Liberti e Massimo Benvegnù, presenta una selezione di film documentari e fiction che mettono al centro le storie di vita (sarà anche visibile in tutta Italia sulla piattaforma streaming MYmovies ONE).

La contemporaneità è raccontata attraverso gli sguardi di artisti, narratori, cineasti che spingono a riflettere e a ripensare la complessità del presente. “Attraverso il lavoro degli autori che ospitiamo quest’anno vorremmo che il pubblico trovasse più domande che risposte, meno rassicurazioni e maggiore curiosità, voglia di capire l’altro da sé più che cementare la certezza di sé stessi” hanno dichiarato i direttori artistici Liberti e Benvegnù.

Dal racconto della repressione e resistenza degli attivisti per l’ambiente in America Latina (De La guerre froide à la guerre verte), a storie di accoglienza e umanità in un villaggio polacco al confine con la Bielorussia (The Guest), all’avventura ironica alla disperata ricerca di legami autentici di tre giovani scapoli in Cina (The Dating Game), all’indagine che svela i dilemmi morali e gli interessi economici nascosti dietro il suicidio assistito (Life After), al tentativo di proteggere gli adolescenti di fronte a potenti giganti della tecnologia come Meta e Tiktok (Emprise numérique – 5 femmes contre les Big 5). Come sempre, il Festival dedica una grande attenzione ai temi della cura dell’ambiente, alle lotte delle donne, ai cambiamenti della società contemporanea, ma anche alle più entusiasmanti storie musicali.

Anche in questa edizione, Biografilm ha creato una rete di collaborazioni e sinergie sul territorio, con associazioni e altri soggetti culturali che condividono con il Festival il forte impegno sociale. Il confronto su tematiche cruciali dell’attualità è facilitato e valorizzato con incontri e dialoghi tra pubblico e autori, ma anche con la creazione della Giuria Manifesto, composta dai rappresentanti delle associazioni Resistenza in Cirenaica, Next Generation Italy, Period Think Tank, Casa delle donne per non subire violenza, Gruppo Trans, Associazione Oltre…, Extinction Rebellion e PLAT.

Prosegue per il quarto anno la collaborazione tra Biografilm e FIADDA ER (Associazioni per i diritti delle persone sorde e famiglie) con la realizzazione di pellicole italiane accessibili, grazie al Progetto ACCESs, Accessibilità Comunicazione Cultura E Sottotitoli per le persone sorde, finanziato dalla Regione Emilia Romagna. Quest’anno, per 5 film sono stati realizzati i sottotitoli secondo le modalità più efficaci per le persone sorde.

Sono 73 i film in programma, inclusi due episodi di serie tv, alla presenza di registi, interpreti e produttori ad accompagnarli nelle sei sezioni della Selezione Ufficiale del Festival. Le anteprime sono 68, di cui 21 mondiali, 38 le opere prime e seconde, 14 delle quali concorrono ai premi Hera “Nuovi Talenti” nelle sezioni Concorso Internazionale e Biografilm Italia. Tre film italiani, opere prime e seconde, saranno inoltre selezionati per essere promossi dal network europeo di festival Doc Around Europe di cui Biografilm fa parte.

I luoghi del festival sono il Cinema Lumière in piazzetta P. P. Pasolini, il Biografilm Hera Theatre | Pop Up Cinema Arlecchino in via delle Lame, il Cinema Modernissimo in Piazza Re Enzo, il chiostro del complesso di Santa Cristina “Della Fondazza” in Piazza Giorgio Morandi, e l’Auditorium Enzo Biagi nella Biblioteca Salaborsa in Piazza del Nettuno.

Il festival si apre venerdì 6 giugno con l’anteprima internazionale (seconda proiezione dopo Cannes 2025) di Orwell: 2+2=5 del grande documentarista haitiano Raoul Peck, che sarà presente in sala; il film esplora la genesi di 1984 attraverso un montaggio innovativo, rivelando la forza visionaria di Orwell e la sua inquietante attualità. La serata di premiazione sarà invece domenica 15 giugno con The Encampments di Michael T. Workman e Kei Pritsker, testimonianza “in presa diretta” di uno dei più significativi movimenti studenteschi della storia recente, ovvero le proteste contro il coinvolgimento del governo nel genocidio a Gaza nel campus della Columbia University nella primavera 2024.

Tra i tanti ospiti di questa edizione, la banda Rulli Frulli, il produttore statunitense Tom Quinn, l’acclamato regista statunitense Joshua Oppenheimer, il musicista Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, la produttrice David di Donatello Francesca Andreoli, l’attore inglese George MacKay, la filmaker italo-paraguayana Anna Recalde Miranda, la giornalista e filmaker bosniaca Lidija Zelovic, lo scrittore Andrea Pomella, la sceneggiatrice francese Léa Pernollet, la studiosa delle interconnessioni tra media e gender studies Lucia Tralli, i registi e artisti Gianluca De Serio e Massimiliano De Serio, l’attivista femminista e scrittrice leader di Femen Inna Shevchenko, il regista iraniano Ali Ahmadzadeh, lo scrittore e critico cinematografico Matteo Bisato, la compagnia di canto popolare Sacco di Ceriana, la filmaker danese Sissel Morell Dargis, il giornalista e autore Alessandro Del Bon, il regista finlandese Teemu Nikki, lo scrittore e autore radiotelevisivo Diego Cugia, la produttrice, sceneggiatrice e regista austriaca Natalie Halla, i Modena City Ramblers, le attrici ucraine Natalia Mykhalchuk e Yulia Mykhalchuk, la filmaker polacca Joanna Janikowska, l’attrice e regista Yvonne Sciò, l’artista visiva e fotografa di origine iraniana Samina Seyed, il regista e sceneggiatore australiano Michael Shanks, il già citato documentarista haitiano Raoul Peck.

Il Concorso Internazionale dà spazio a dodici delle più recenti e notevoli produzioni di documentari da tutto il mondo, mentre Biografilm Italia presenta una selezione dei dieci più interessanti documentari di produzione e co-produzione italiana. Tornano anche i Celebration of Lives Awards, i premi che Biografilm assegna alle persone che con le loro vite e operato hanno impresso un segno importante nella storia contemporanea. Il premio verrà assegnato ai registi Maurizio Nichetti, figura trasversale del cinema italiano a cui è dedicato Nichetti quantestorie di Stefano Oddi, in anteprima mondiale, e Radu Jude, geniale autore rumeno che porta al Festival in anteprima italiana Kontinental ’25.

Diabete, come garantire i sistemi di monitoraggio della glicemia

Roma, 29 mag. (askanews) – Come garantire l’equit di accesso alle tecnologie innovative per il monitoraggio del diabete? Quali sono le azioni concrete da mettere in campo, a livello nazionale e regionale? Queste alcune delle domande a cui si provato a dare risposta in un incontro organizzato a Roma da Motore Sanit. In Italia almeno 700 mila persone sono in trattamento insulinico, ma l’utilizzo dei sensori (integrati o meno a microinfusore) inferiore al 50 per cento dei pazienti in quasi tutte le regioni. Lombardia, Sicilia e Sardegna sono tra quelle con maggior utilizzo della tecnologia. Al contrario di Campania, Calabria e Puglia.

Lelio Morviducci, consigliere nazionale Associazione medici diabetologi, spiega: “Credo che il nostro sistema sanitario nazionale sia stato organizzato per quello che erano patologie che si svolgevano in un periodo di tempo. Attualmente le cose sono cambiate, grazie al’innovazione, alle tecnologie, grazie ai farmaci nuovi. Quindi molte patologie oncologiche, il diabete, lo scompenso cardiaco, sono patologie cui noi facciamo fronte tutti i giorni con i pazienti. Dall’insorgenza della malattia sino a fine vita, quindi per decine di anni molte volte. Un coordinamento nazionale deve presiedere tutte le regioni e quindi evitare che ci siano delle frammentazioni”.

Eppure il diabete considerato una vera e propria epidemia: rappresenta la prima causa di cecit; la prima causa di amputazione degli arti inferiori; la seconda causa di insufficienza renale fino alla dialisi o al trapianto; poi ritenuto concausa di almeno il 50 per cento degli infarti e degli ictus.

Raffaella Buzzetti, presidente della Societ italiana di diabetologia, sottolinea: “Bisognerebbe avere un coordinamento nazionale o comunque delle direttive nazionali che possano permettere l’implementazione nell’utilizzo, ad esempio di strumentazioni e tecnologie come sensori e microinfusori piuttosto che di farmaci. Contemporaneamente, una volta approvati i farmaci dall’Aifa i vari dispositivi dagli enti regolatori. Un coordinamento nazionale fondamentale”.

In Italia, secondo l’Istituto superiore di sanit, sarebbero tra i 3 milioni e 400mila ed i 4 milioni le persone con diabete. Con una ulteriore quota di almeno 1 milione e 500mila che non sanno di averlo ed altri 4 milioni ad alto rischio di sviluppare la malattia.

Morviducci aggiunge: ‘La vita del paziente diabetico negli ultimi 20 anni cambiata in meglio, notevolmente. Questo da grossa speranza affinch si possa arrivare a curare, alcune volte in modo anche risolutivo, ma per rendere la vita molto pi semplice rispetto a quello che era solo 20 anni fa, in cui i pazienti avevano grosse difficolt nella vita di tutti i giorni’.

E’ fondamentale giocare d’anticipo per i pazienti affetti da diabete, prevenendo le complicanze grazie al monitoraggio in continuo della glicemia.

Buzzetti spiega: ‘Noi chiediamo soprattutto che le societ scientifiche, i rappresentanti delle societ scientifiche, che sono democraticamente eletti dalla comunit diabetologica e quindi veramente rappresentano, nel nostro caso, la comunit. Possano sedere ai tavoli in cui vengono prese alcune decisioni, per dare un loro contributo da tecnici, da specialisti. Faccio riferimento all’Aifa, faccio riferimento a quando si discute dei Livelli essenziali di assistenza. Perch avendo tutti i giorni la continuit della cura della persona con il diabete possiamo veramente essere consapevoli di tutte le novit, le innovazioni, nel momento in cui vengono pubblicate, potremmo dare un valido contributo’.

Garantire accesso ampio ed equo ai sistemi innovativi di monitoraggio della glicemia un investimento sostenibile in grado di offrire pi salute ai cittadini.

Ugo Cappellacci, presidente della Commissione affari sociali della Camera, chiarisce: “La sfida del sistema sanitario nazionale si pu giocare su pi fronti ed uno di questi un meccanismo che consente di avere un accesso equo e senza diseguaglianze sul territorio nazionale. L’esistenza di 21 sistemi diversi, quello delle regioni e quello delle province autonome, che gestiscono la sanit, spesso crea problemi, anche di equit di accesso. Sono un autonomista convinto, vengo da una regione e statuto speciale, per credo che sia necessario fare un passo in questa direzione e cercare di intervenire con sistemi che consentano di avere una equit di accesso attraverso un governo nazionale”.

Per il Fondo monetario c’è incertezza sulle prospettive dell’Italia (ma i conti 2024 meglio delle attese)

Roma, 29 mag. (askanews) – Le prospettive per l’economia dell’Italia restano “altamente incerte” nell’ambito delle persistenti tensioni globali sul commercio, mentre il permanere di bassa crescita della produttività e venti contrari dal lato demografico pesano sull’orizzonte di lungo termine. D’altra parte l’andamento migliore del previsto dei conti pubblici nel 2024 ha consentito di ripristinare un avanzo primario positivo, e per proseguire la solida performance “sarà essenziale mettere il debito pubblico in una traiettoria discendente”. Lo affermano gli ispettori del Fondo monetario internazionale, nella relazione stilata al termine della missione annuale in Italia (Article IV).

Per quanto riguarda il settore finanziario, secondo il Fmi le banche italiane restano “ben capitalizzate e liquide”. Le autorità devono continuare a controllare la qualità degli attivi e i collegamenti macro finanziari tra le banche e i titoli di Stato, perché sono elementi importanti per salvaguardare la stabilità finanziaria.

Secondo il Fmi, poi, le sfide di medio termine che stanno pesando sulla crescita sono diventate una questione “pressante” per l’Italia. Una rapida ed efficace attuazione del Pnrr sarà cruciale per sostenere crescita duratura e andrebbe accompagnata da un programma di riforme per la fase successiva, per amplificarne i guadagni.

Le consultazioni degli esperti del Fmi sono state portate avanti tra il 14 maggio e ieri, secondo quanto riporta un comunicato.

Nastri d’Argento, 10 candidature per Martone, Sorrentino e Comencini

Roma, 29 mag. (askanews) – Va a “Diamanti” di Ferzan Ozpetek il Nastro dell’Anno assegnato dal Direttivo dei Giornalisti Cinematografici che hanno annunciato le candidature ai Nastri d’Argento, da oggi al voto della stampa specializzata che sceglierà i vincitori di questa 79esima edizione. Il premio sarà consegnato la sera di lunedì 16 giugno a Roma, nella serata finale di quest’edizione e andrà al regista, qui anche autore del soggetto e della sceneggiatura, allo straordinario impegno del cast femminile, ai produttori italiani del film e, come ormai tradizione, sarà premiata anche la creatività dei talenti che in un interessante cast artistico e professionale hanno realizzato un film di grande successo anche a livello internazionale.

Spiccano le 10 nomination dei tre titoli più candidati per il Miglior film: “Fuori” di Mario Martone – recentemente presentato in concorso al Festival di Cannes – “Il tempo che ci vuole” di Francesca Comencini lanciato, fuori concorso, a Venezia e “Parthenope” di Paolo Sorrentino, in Italia e nel mondo dopo il debutto al Festival di Cannes 2024. Seguono “La città proibita” con 7 candidature, “Berlinguer – La grande ambizione”, “Follemente”, “Familia” con 5, 42 i film finalisti.

Ma in un anno particolarmente ricco di opere interessanti per il cinema italiano i Nastri d’Argento hanno ampliato le tradizionali “cinquine” con altri quattro titoli in gara per il Miglior film: “Berlinguer – La grande ambizione” di Andrea Segre, “Le assaggiatrici” di Silvio Soldini, “Napoli – New York” di Gabriele Salvatores, “Vermiglio” di Maura Delpero, tutti candidati per un premio che, come sempre, andrà anche alla produzione italiana del film che vincerà.

E sono eccezionalmente sette quest’anno anche i finalisti per la Migliore regia e il Miglior esordio: “Una decisione presa dal Direttivo Nazionale dei Giornalisti Cinematografici” ha spiegato Laura Delli Colli, presidente “per sottolineare la qualità e la varietà di una produzione che da tempo – come nell’annata che si è appena conclusa – non aveva attraversato festival e sale cinematografiche, ma anche il cinema più autoriale come l’intrattenimento o le commedie, riconquistando l’attenzione del pubblico, della stampa e in qualche caso anche del mercato internazionale”. I sette titoli che si contendono il Nastro per la regia sono: “Familia” di Francesco Costabile, “Fuori” di Mario Martone, “Il tempo che ci vuole” di Francesca Comencini, “L’orto americano” di Pupi Avati, “La città proibita” di Gabriele Mainetti, “Parthenope” di Paolo Sorrentino, “Vermiglio” di Maura Delpero.

Entrando nel dettaglio delle candidature, sono sette anche i Migliori esordi in voto: “L’infinito” di Umberto Contarello, “Nero” di Giovanni Esposito, “Il sogno dei pastori” di Tomaso Mannoni, “Ciao bambino” di Edgardo Pistone, “La vita da grandi” di Greta Scarano, “Per il mio bene” di Mimmo Verdesca, “La casa degli sguardi” di Luca Zingaretti.

Cinque invece, come da tradizione, le Commedie: “Cortina Express” di Eros Puglielli, “Diva Futura” di Giulia Steigerwalt, “Follemente” di Paolo Genovese, “La storia del Frank e della Nina” di Paola Randi, “U.S. Palmese” dei Manetti bros.

E poi le attrici e gli attori di questa edizione: le Protagoniste candidate sono Marianna Fontana, Valeria Golino, Romana Maggiora Vergano, Martina Scrinzi, Federica Luna Vincenti. Le Non protagoniste in candidatura sono invece Sonia Bergamasco, Matilda De Angelis e Elodie (per Fuori), Sabrina Ferilli, Federica Rosellini, Stefania Sandrelli. E ancora, in ordine alfabetico, nella cinquina degli Attori protagonisti ci sono Elio Germano, Fabrizio Gifuni, Claudio Santamaria, Filippo Scotti, Toni Servillo (per Iddu – L’ultimo padrino e L’abbaglio). E iper i Non protagonisti: Roberto De Francesco, Francesco Di Leva, Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Paolo Pierobon.

Per la commedia, le Attrici candidate sono Pilar Fogliati, Matilde Gioli, Lucia Mascino, Micaela Ramazzotti, Barbara Ronchi; gli Attori sono invece Pietro Castellitto, Edoardo Leo (per Follemente e 30 notti con il mio ex), Rocco Papaleo, Alessandro Siani e Leonardo Pieraccioni (per Io e te dobbiamo parlare), Yuri Tuci.

Calcio, quarant’anni fa la tragedia dell’Heysel

Roma, 29 mag. (askanews) – Sono passati esattamente quarant’anni dalla tragedia dello stadio Heysel di Bruxelles, quando il 29 maggio 1985, prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, persero la vita 39 persone, in gran parte tifosi italiani, e oltre 600 rimasero ferite. Una delle pagine più nere della storia del calcio europeo e mondiale, che oggi viene ricordata con dolore e riflessione.

Marco Tardelli, ex centrocampista della Juventus e campione del mondo con l’Italia nel 1982, ha voluto condividere la propria memoria di quel giorno, in ua intervista a La Stampa:”Non avrei voglia di parlarne, è stata una sconfitta collettiva”, ha dichiarato Tardelli.

L’ex calciatore ha sottolineato quanto ancora oggi quella tragedia pesi sulle coscienze di chi c’era: “La partita non fu vera, non andava giocata. Nessuno ci aveva informato. Avevamo percepito qualcosa ma ci dissero si gioca per ragioni di sicurezza. Ci avevano parlato di tafferugli ma non potevamo immaginare. Le esultanze? Eravamo inconsapevoli”.

Lo stadio Heysel, oggi ristrutturato e rinominato stadio Re Baldovino, è diventato simbolo di memoria e monito contro la violenza negli stadi. La UEFA, le federazioni calcistiche e le società continuano a promuovere messaggi di pace, tolleranza e rispetto anche alla luce di quanto accadde quella sera.

Per Tardelli, l’eredità di quella tragedia è ancora viva: “Ho detto di non sentire mia quella coppa e lo ripeto. Non mi ha dato gioia ma rabbia e sofferenza”

In occasione dell’anniversario, la Juventus ha organizzato una cerimonia commemorativa presso l’Allianz Stadium, alla presenza dei familiari delle vittime, dei dirigenti del club e delle istituzioni sportive. Anche il Liverpool ha espresso la propria vicinanza, rinnovando il messaggio di cordoglio e unità tra i due club.

L’eco dell’Heysel resta viva in ogni iniziativa contro l’odio negli stadi. Il ricordo di quelle 39 vittime è oggi più che mai un richiamo alla responsabilità collettiva del mondo sportivo e dei tifosi.

Fmi: Italia elimini flat tax autonomi e aggiorni valori catastali

Roma, 29 mag. (askanews) – Il Fondo monetario internazionale raccomanda all’Italia di eliminare “la flat tax di favore” sui redditi degli autonomi, una misura che migliorerebbe “l’equità e eviterebbe perdite di gettito fiscale”. Inoltre, nel rapporto stilato dagli ispettori del Fmi al termine della missione annuale nella Penisola, viene raccomandato di aggiornare i valori catastali, provvedimento che aumenterebbe il gettito e, anche in questo caso, assicurerebbe maggiore equità sul prelievo fiscale.

Secondo i tecnici dell’istituzione di Washington, “queste misure avrebbero un effetto avverso limitato sull’economia, mentre interverrebbero sulle distorsioni”.

Più in generale viene raccomandato di proseguire gli sforzi contro l’evasione fiscale e per razionalizzare le spese, per allargare la base imponibile e ridurre la complessità del sistema.

Perché la Corte del commercio Usa ha stoppato i dazi di Trump

Roma, 29 mag. (askanews) – Un tribunale statunitense ha bloccato ieri i cosiddetti dazi “reciproci” imposti dall’inizio di aprile su tutti i prodotti che entrano negli Stati Uniti. Sebbene i tre giudici della Corte del Commercio Internazionale degli Stati Uniti (ITC) non abbiano contestato nella loro decisione il diritto degli Stati Uniti di aumentare i dazi doganali sulle importazioni, hanno stabilito che tali dazi rientrano nelle prerogative del Congresso e che Donald Trump ha quindi ecceduto i suoi poteri. I giudici hanno ritenuto in particolare che il presidente non possa invocare l’Economic Emergency Act del 1977, utilizzato per giustificare l’uso di decreti presidenziali per imporre tali dazi, per “imporre un sovrapprezzo illimitato su prodotti provenienti da praticamente qualsiasi Paese”, secondo la sentenza, che l’Afp ha potuto visionare.

Per i giudici, gli ordini esecutivi emessi dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca “eccedono i poteri conferiti al presidente dall’Economic Emergency Response Act (IEEPA) per regolamentare le importazioni attraverso l’uso di dazi doganali”. Ciò riguarda sia i dazi imposti a Canada, Messico e Cina, accusati di non aver contrastato in modo sufficientemente efficace il traffico di fentanyl, sia il sovrapprezzo di almeno il 10% imposto su tutti i prodotti in entrata negli Stati Uniti il 2 aprile, e fino al 50% a seconda del Paese di origine.

L’IEEPA “consente al Presidente di adottare le sanzioni economiche necessarie in caso di emergenza per contrastare una minaccia ‘straordinaria e insolita’”, ha ribadito la Corte. Ma qualsiasi interpretazione che gli deleghi “autorità illimitata sui dazi è incostituzionale”, hanno insistito i giudici. In un parere scritto che accompagna la decisione, uno dei giudici, il cui nome non è stato reso noto, ha stabilito inoltre che ciò “costituirebbe una cessione del potere legislativo a un altro ramo del governo”, il che è contrario alla Costituzione degli Stati Uniti.

Il governo americano ha immediatamente presentato ricorso. In una dichiarazione, un portavoce della Casa Bianca ha denunciato la decisione precisando che è stata pronunciata da “giudici non eletti” che “non hanno l’autorità di decidere come gestire adeguatamente un’emergenza nazionale”. “Il presidente Trump ha giurato di mettere gli Stati Uniti al primo posto e l’amministrazione si impegna a utilizzare tutte le leve del potere esecutivo per rispondere a questa crisi e ripristinare la grandezza americana”, ha aggiunto il portavoce Kush Desai. Secondo quanto riportato dalla stampa statunitense, il governo prevede di presentare ricorso.

Fmi: incertezza su prospettive Italia ma conti 2024 meglio di attese

Roma, 29 mag. (askanews) – Le prospettive per l’economia dell’Italia restano “altamente incerte” nell’ambito delle persistenti tensioni globali sul commercio, mentre il permanere di bassa crescita della produttività e venti contrari dal lato demografico pesano sull’orizzonte di lungo termine. D’altra parte l’andamento migliore del previsto dei conti pubblici nel 2024 ha consentito di ripristinare un avanzo primario positivo, e per proseguire la solida performance “sarà essenziale mettere il debito pubblico in una traiettoria discendente”. Lo affermano gli ispettori del Fondo monetario internazionale, nella relazione stilata al termine della missione annuale in Italia (Article IV).

Per quanto riguarda il settore finanziario, secondo il Fmi le banche italiane restano “ben capitalizzate e liquide”. Le autorità devono continuare a controllare la qualità degli attivi e i collegamenti macro finanziari tra le banche e i titoli di Stato, perché sono elementi importanti per salvaguardare la stabilità finanziaria.

Secondo il Fmi, poi, le sfide di medio termine che stanno pesando sulla crescita sono diventate una questione “pressante” per l’Italia. Una rapida ed efficace attuazione del Pnrr sarà cruciale per sostenere crescita duratura e andrebbe accompagnata da un programma di riforme per la fase successiva, per amplificarne i guadagni.

Le consultazioni degli esperti del Fmi sono state portate avanti tra il 14 maggio e ieri, secondo quanto riporta un comunicato.

L’Eurispes: italiani preoccupati da guerre, crisi economica e climatica

Milano, 29 mag. (askanews) – Gli italiani temono una nuova crisi economica globale, i conflitti in atto, gli eventi climatici estremi. In questo contesto, gli italiani confermano la propria fiducia nella stabilità del Governo Meloni e approvano alcuni provvedimenti come l’imputabilità penale dei minori sotto i 14 anni per reati gravi, il nuovo Codice della strada, la separazione delle carriere per i magistrati, ma il quadro economico mondiale e i conflitti pericolosamente vicini all’Europa, creano timore nel futuro. E’ quanto emerge dal “Rapporto Italia 2025” dell’Eurispes.

Il 43,7% dei cittadini pensa che l’Italia sia uno Stato marginale, che non decide ma subisce la linea politica di Stati Uniti e Unione europea. Il 39,6% ritiene invece che il nostro sia uno Stato che in parte decide autonomamente e in parte segue le linee politiche di Usa e Ue. Il 43,2% si sente soprattutto un cittadino italiano. Poco meno di un italiano su cinque (22%) si sente europeo.

Gli italiani temono soprattutto una nuova crisi economica globale (67,6%). Sette su dieci (69,5%) temono gli eventi climatici estremi e il 57,8%, teme il verificarsi di terremoti. Lo scoppio della Terza Guerra Mondiale è paventato dal 46,1% dei cittadini e il 45%, teme una nuova pandemia.

Teme il fallimento economico-finanziario dello Stato italiano, come accaduto in passato alla Grecia, il 44,4% degli italiani, mentre un prelievo fiscale straordinario per salvare l’economia nazionale è temuto nel 45,2% dei casi.

Più contenuto è il timore di un attacco terroristico in Italia (39,7%) o l’estensione dei conflitti all’interno del territorio italiano (36,3%). Pochi (35,2%) hanno il timore dell’instaurarsi di una dittatura in Italia, contro il 64,8% di chi non sente questa preoccupazione. Solo una quota del 30,3% degli italiani paventa l’avvento di un nuovo governo tecnico, segno che la maggioranza degli italiani (69,7%) crede nella durata e solidità dell’attuale Governo di coalizione, guidato da Giorgia Meloni.

Pace in Medio Oriente: con Calenda e Renzi anche i cattolici democratici

Anche a Bruxelles si registra un cambiamento: la linea dell’Unione Europea, finora esitante e frammentata, si è fatta più netta nel condannare il massacro quotidiano nella Striscia di Gaza. Un cambio di passo che, per una volta, ha trovato l’Italia allineata nel senso giusto. Il governo Meloni, dopo settimane di silenzi e reticenze, ha corretto la rotta. Prima il ministro Crosetto, poi il titolare della Farnesina Tajani, hanno denunciato con parole chiare l’escalation militare di Netanyahu, per altro condotta senza scrupoli umanitari.

È giusto fare pressioni, senza ambiguità, per fermare un conflitto spaventoso e aprire una prospettiva di pace. La soluzione dei “due popoli s due Stati”, da troppo tempo relegata a formula di rito, deve tornare a essere l’obiettivo concreto della diplomazia europea e internazionale.

Anche il dibattito interno si sta riorientando. Le opposizioni, pur condividendo la condanna delle operazioni israeliane, si muovono con accenti differenti. Il blocco delle sinistre (Pd, M5S, Avs) privilegia toni radicali, spesso controproducenti, come confermato nell’ultimo dibattito parlamentare. Il centro riformista (Calenda e Renzi) adotta invece un linguaggio più misurato, cercando una sintesi tra umanità e realismo.

In questo contesto, si annunciano due manifestazioni pubbliche: una a Roma (delle sinistre) e una a Milano (dei centristi). Proprio quest’ultima può diventare l’occasione per rilanciare un’iniziativa autonoma, seria e responsabile, accompagnata anche dai cattolici democratici. “Tempi Nuovi”, da questo punto di vista, ha il compito di farsi carico di una presenza qualificata.

Non si tratta solo di aderire a una protesta, ma di proporre una visione fondata sulla cultura del dialogo, della giustizia e della pace. È una tradizione che viene da lontano, nutrita dalle posizioni di La Pira, Fanfani, Moro e Andreotti:  realismo politico, pazienza diplomatica, attenzione ai popoli. Oggi più che mai questo approccio risplende in tutto il suo valore. Milano può esserne un punto di rigenerazione.

Meloni a Samarcanda, l’incontro con il presidente uzbeko Mirziyoyev

Samarcanda, 29 mag. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni arrivata a Samarcanda dove ha incontrato il presidente della Repubblica dell’Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev.

Dopo l’accoglienza al centro congressi e gli onori militari, si tenuto un colloquio tra i due, che sar seguito dalla cerimonia per la firma degli accordi tra i due paesi e da una colazione di lavoro con Mirziyoyev.

Nel primo pomeriggio la premier parteciper alla cerimonia di piantumazione di un albero, seguita dalla visita culturale della Piazza del Registan. Poi Meloni partir per Astana in Kazakhstan dove parteciper, tra le altre cose, all’Astana International Forum.

Taormina Film Festival, a Catherine Deneuve il Premio alla Carriera

Roma, 29 mag. (askanews) – Al 71esimo Taormina Film Festival ci sarà anche Catherine Deneuve, protagonista di una serata di gala al Teatro Antico di Taormina. L’attrice riceverà il Premio alla Carriera per il suo contributo all’arte cinematografica e presenterà il suo ultimo film, “Spirit World – La Festa delle Lanterne”, diretto da Eric Khoo.

Con una carriera che attraversa oltre sei decenni, Catherine Deneuve ha incarnato il volto più sofisticato e magnetico del cinema europeo. Ha lavorato con i più grandi maestri della settima arte, da Luis Bunuel a François Truffaut, da Roman Polanski a Jacques Demy, firmando interpretazioni memorabili in film come “Bella di giorno”, “L’ultimo metrò”, “Indocina” (che le valse una nomination all’Oscar) e “La moglie del presidente”. Elegante, intensa e sempre sorprendente, Deneuve ha interpretato ruoli che hanno saputo esprimere tanto la fragilità quanto la forza delle sue protagoniste, rendendola un punto di riferimento assoluto per generazioni di attori e cineasti.

Il nuovo film, che sarà distribuito nelle sale italiane dal 26 giugno (da Europictures), è un racconto intenso, dolce e malinconico che ci porta lontano, fino a oltrepassare il confine tra la vita e la morte. Diretto dal cineasta singaporiano Eric Khoo (12 Stories, My Magic, Tatsumi), da una sceneggiatura di suo figlio Eduard, è un film che fa da ponte tra la cultura materialistica occidentale e la spiritualità di quella orientale, mettendo in connessione mondi terreni e ultraterreni attraverso la tradizione nipponica della festa di Obon, la Festa delle Lanterne, dove si celebra l’incontro e il saluto tra viventi e Aldilà.

“È un onore immenso accogliere Catherine Deneuve al Taormina Film Festival – ha dichiarato Tiziana Rocca, direttrice artistica del festival – la sua presenza è un regalo per il nostro pubblico e per il cinema tutto. Con la sua grazia e il suo talento, ha attraversato la storia della settima arte lasciando un’impronta indelebile. Celebrare la sua carriera e ospitare Spirit World nella cornice del Teatro Antico rappresenta un momento magico di questa edizione”.

Meloni a Samarcanda, questa mattina bilaterale con Mirziyoyev

Samarcanda, 29 mag. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni incontra questa mattina a Samarcanda il presidente della Repubblica dell’Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev. Al termine del bilaterale si terrà la cerimonia di scambio degli accordi, a cui seguirà una colazione di lavoro con Mirziyoyev.

Nel primo pomeriggio la premier parteciperà alla cerimonia di piantumazione di un albero, seguita dalla visita culturale della Piazza del Registan. Intorno alle 17 (le 14 in Italia) Meloni partirà per Astana in Kazakhstan.

Domani parteciperà all’Astana International Forum. Domani alle 11 (le 8 italiane) arriverà al Palazzo presidenziale Akorda per l’incontro bilaterale con il Presidente della Repubblica del Kazakhstan, Qasym-Jomart Kemeluly Toqaev, seguito dalla cerimonia di scambio degli accordi.

Alle 15 (le 12 in Italia), arriverà al Palazzo dell’Indipendenza per incontri bilaterali con i presidenti di Turkmenistan, Tagikistan e Kirghizistan. Infine parteciperà al vertice Italia – Asia Centrale.

Ue, senza visione non c’è futuro: la Germania rompe gli indugi.

Nel film Spy Game, Robert Redford interpreta un agente della CIA che sta preparando una nuova missione per salvare l’amico e collega Brad Pitt. In una scena, sotto gli occhi perplessi della segretaria, brucia i documenti delle passate missioni svolte con lo stesso Pitt. Incrociando lo sguardo della sua collaboratrice le chiede: “Quando è che Noè costruì l’arca? Prima del diluvio, Gladys, prima del diluvio”.

Sembra essere questo l’approccio del neocancelliere tedesco Merz che negli ultimi giorni ha scosso il dibattito pubblico europeo con queste dichiarazioni sulla fornitura di armi a Kyiv: “Sarà fatto tutto quello che è in nostro potere per continuare a sostenere l’Ucraina, non ci saranno più limitazioni di gittata per le armi che forniamo”. “Siamo minacciati, ci difendiamo e sotto la mia guida faremo tutto il possibile per difenderci”. Restano da vedere i risultati di questa svolta che potrebbe impegnare non solo la Germania, ma le Istituzioni europee e i governi a guida PPE. 

Per ora, sulla stessa linea ci sono Regno Unito e Francia. Mentre si moltiplicano gli allarmi su quanto accade al confine fra Russia e Finlandia, con un raduno di truppe russe sempre più consistente, e gli incidenti nel Baltico, ci sono due nuovi dati interessanti. Il primo, la crescente consapevolezza che, se all’inizio della guerra Ue e Stati Uniti non avessero tergiversato prima di ogni invio di armi, oggi la situazione sarebbe ben diversa. Tutti ricordano il dibattito su javelin, leopard, etc. Il secondo è uno studio interessante che dimostra come dal Cremlino sia partito l’ordine – formale o informale, poco importa – di creare migliaia di siti internet con pagine pro Putin e pro Russia, anti Ue e anti Nato. Lo scopo? Visto che i programmi di intelligenza artificiale si nutrono di informazioni pubbliche e in base a quelle rispondono alle richieste, l’idea è di dare in pasto ai vari software informazioni che possano manipolare la stessa IA. Una volta bastava la Pravda, oggi gli strumenti sono piu’ complessi, ma lo scopo rimane lo stesso. 

Merz ha virato anche su Gaza, criticando duramente il governo israeliano. Negli ultimi tre anni, i due conflitti hanno disegnato la politica estera europea, mai tanto cruciale come oggi. A questo, si aggiunge una difficile gestione della partnership con gli Stati Uniti, vista la tendenza di Trump a decidere un giorno una cosa e smentirla il giorno dopo, fenomeno che si verifica su tutto: Ucraina, Israele, ma anche dazi e politica interna.

Un’Unione che agisse con lungimiranza e intelligenza potrebbe innescare un processo virtuoso di attrazione di cervelli che vedranno decadere il visto universitario o da ricercatore in prestigiosi atenei, oltre a tutti coloro che stavano iniziando le procedure e che non potranno piu’ formarsi e lavorare negli States. Serve muoversi in fretta per mettere i talenti del futuro in condizioni ottimali da questo lato dell’Atlantico, in coordinazione, ovviamente, con i Governi nazionali. E ciò per non farci sfuggire questa ulteriore occasione e non aspettare di nuovo un diluvio prima di costruire l’arca come troppo spesso l’Ue ha fatto: specie in tempi di crisi geopolitica e intelligenza artificiale, per difendere e risollevare l’Europa servono eccellenze in ogni settore.

Israele, il popolo del dolore che non ha imparato dal dolore

C’è qualcosa che offende i timpani delle orecchie e della mente. Arrivano notizie che fanno male persino superando un racconto sempre simile a se stesso. Sono fatti che riescono a strattonare la sonnolenza della loro ripetizione che pure potrebbe indurre alla indifferenza.  

C’è poco da danzare e far suonare tamburi e timpani e tanto meno c’è da varcare un tempio con il suo splendido frontone per festeggiare chissà cosa. 

Ci sarebbe piuttosto da tagliuzzarci le orecchie e gli occhi, al pari di coriandoli, per non sapere quello che accade a Gaza. Forse, riducendoli in particelle, i fatti daranno meno dolore e saranno comunque più digeribili. 

Israele si traduce a piacimento “Colui che lotta con Dio” o “Dio combatte”. Oggi appare più accettabile la prima interpretazione invece della seconda. Siamo di fronte ad un disastro. Non è escluso che Dio stesso mediti di denunciare il patto che ha fatto con il suo popolo. E’ messo all’angolo, ha promesso di essere fedele ad Israele non prevedendo però un futuro tanto scomodo da sopportare.

Alle cronache risulta, dalla venuta di Cristo in poi, che Dio è sceso in campo per sostenere un esercito contro un altro solo per una causa giusta. Solo ad esempio, a sostegno dei Cristiani, a Lepanto per l’assedio di Vienna Dio ci ha messo lo zampino. Non sembra che stavolta si senta tirato in ballo.

Corre voce che Dio combatta eventualmente contro gli eserciti ma non contro gli inermi e non faccia strage di innocenti. “Colui che lotta con Dio” andrebbe inteso come chi lo supporta in un suo progetto di bene e non viceversa. E’ azzardato pensare a un Dio che lotta per l’avveramento di un mio proposito. 

Israele risulterebbe dai testi sacri essere il popolo eletto di Dio. Lo si legge ad esempio nel libro del Deuteronomio o anche nell’Esodo: “Se darete attentamente ascolto alla mia voce e osserverete il mio Patto, sarete fra tutti i popoli il mio tesoro/possesso particolare, poiché tutta la Terra è mia. Voi sarete per me un regno/popolo di sacerdoti e una nazione santa. Queste sono le parole che dirai ai figli d’Israele”. 

Così poi nella Genesi:” “Stabilirò la mia alleanza con te e con la tua discendenza dopo di te di generazione in generazione, come alleanza perenne, per essere il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te“.

Senza perdersi in infinite questioni teologiche, resta a monte la prudenza di Dio che pose un “Se” condizionale alla sua amicizia, se farete i bravi allora io…. 

Essere eletti non significa farsi belli davanti al mondo quanto portare sulle spalle l’enorme peso di una responsabilità. Si tratta di porsi come modello di riferimento per tutte le nazioni della terra, essere diversi come interpreti di equilibrio, di saggezza e di amore, ciò anche in presenza di un pericolo. 

Eleggere sta appunto per scegliere ciò che è bene, ripudiando ciò che macchia l’uomo di colpe e misfatti.  Israele ha sofferto nella storia come non mai altri, eppure Netanyahu e il suo governo, sorprendentemente, non hanno imparato che l’esercizio della violenza, esteso molto oltre una logica di difesa, conduce solo alla vittoria della morte che ha posto trionfante le sue salde radici a Gaza.

C’è un piano di occupazione di quella terra che ha per corrispondente un piano di deportazione della gente che la abita, come se non ci fosse. Ti trasferisco in altra parte ed erigo mura di separazione creando una sorta di enorme campo di concentramento di una umanità costretta alla ripetizione di un antico esodo ricco di sofferenze.

In questi giorni una bomba ha sterminato una famiglia uccidendo nove di dieci figli.  Israele ha dichiarato che procederà ad una indagine, subito aggiungendo che quelle sono zone di guerra e quindi è connaturato il rischio che si corre a dimorarvi.  Una Commissione indagherà scovando il pelo nell’uovo per assolversi ancora una volta.  

Ancora, un altro ordigno è esploso su una ex scuola mietendo altri morti tra cui sembra si fossero confusi anche i tagliagole di Hamas. 

Israele dice di avvertire sempre preventivamente dove poggerà la sua attenzione e accusa Hamas di farsi scudo di civili ed è quindi impossibile procedere in modo selettivo contro il nemico. Il criterio che si è adottato è di fare di tutta un’erba uno sfascio, colpisco i miei nemici malgrado i danni collaterali di vittime innocenti.

A causa di questa scelta, nell’opinione pubblica ormai Israele non è più il popolo eletto, la stella polare a cui ispirarsi per apprendere come l’esperienza del dolore ti renda migliori e più forti nei passi della vita. 

Al torto subito ha reagito alla stregua degli altri, del tutto uniformandosi ai suoi rivali.  Israele pare che abbia consumato il patrimonio di vicinanza, di solidarietà e di adesione che il mondo gli ha riconosciuto soprattutto dalla Shoah in poi.

Ad Israele toccherà una lunga e impegnativa opera di purificazione, di riattaccarsi addosso una purezza ed il senso di una missione tradita dai fatti. Suscita malumore anche nell’animo ambiguo dei suoi amici che sperano faccia essa il lavoro sporco per cui non vogliono direttamente sporcarsi le mani. 

Ha dilapidato un credito che sembrava fino a ieri inesauribile, gettando qua e là non pietre ma bombe, forse ripensando con rammarico alla rinuncia di colpi contro l’adultera peccatrice.

In guerra ci si arma di informazione e contro informazione, c’è sempre un’aura di incertezza cica la fondatezza degli episodi riportati sui giornali. Se pure il numero delle vittime civili fosse enfatizzato, quello vero sarebbe in ogni caso da annichilire. 

Resta la certezza di Hamas come un gruppo di banditi ad esclusivo utile loro, l’ipotesi di un popolo palestinese che forse vorrebbe liberarsene e la realtà di un OLP che non ha più alcun peso. 

Tutt’attorno una serie di paesi che spalleggiano il precipizio della situazione attuale che ha mandato all’aria gli accordi di Abramo. Non è mai dimenticare una certa idea di Islam che ha nei propositi quello di annientare Israele e null’altro. Prima di giudicare è sempre bene mettersi nei panni altrui.

Israele è una madre ferita a cui hanno ucciso, rapito e stuprato i propri figli ed ha reagito con la rabbia cieca che chiunque avvertirebbe nella stessa situazione. 

L’Occidente vuole bene a Israele che, oltre al dovere della propria sopravvivenza, ha però il gravoso compito, persino in guerra, di saper percorre la via della giustizia che è diversa dalla ferocia e dalla spietatezza. 

Affamare gli innocenti per evitare di saziare i traffici e le pance degli assassini non è una via vincente. Dimostri dunque il suo tratto distintivo e di meritare sempre il suo speciale titolo elettivo.

Se saprà farlo, non sappiamo del cielo, ma la comunità umana tornerà a sostenerla e a farla invincibile su tutti.  “Se”…

Talk serali, da piazza a curva: l’informazione si fa tifo

L’informazione politica passa anche, ma non solo come tutti sappiamo, attraverso i talk televisivi. Certo, come altri settori della vita politica, e soprattutto dell’informazione, cambiano con una rapidità impressionante. E come tutti gli altri settori – anzi, più degli altri – subisce il forte condizionamento della politica e anche dei suoi diktat. Al riguardo, però, non può passare sotto silenzio il profondo cambiamento dei format di approfondimento politico che stanno caratterizzando la fascia serale dell’emittente di Urbano Cairo, La 7. Perché sino ad oggi, bene o male, eravamo abituati a talk televisivi dove il pluralismo delle opinioni era il sale e il lievito delle trasmissioni stesse. E questo perché senza un confronto tra posizioni diverse il tutto si risolve in una sorta di “curva sud” dell’informazione politica. Cosa che, puntualmente – ecco la vera novità intervenuta – non trova più cittadinanza nella fascia serale dell’informazione politica de La 7. Cioè, nello specifico, nei programmi di Gruber, Floris, Formigli, Gramellini, Augias e Zoro. 

Si tratta di programmi dove – a iniziare dalle smaccate simpatie politiche del conduttore – l’appartenenza politica e lo stesso pronunciamento politico sono, appunto, da “curva sud” dell’informazione. E dove, non a caso, l’interlocutore contrario a quella narrazione – di norma 1 su 4 o su 5 o più partecipanti – è del tutto isolato e pertanto platealmente ridicolizzato dall’entourage del programma stesso. Una impostazione ed una narrazione politica che ormai sono del tutto scontate e che, di conseguenza, rappresentano ufficialmente la voce, il messaggio, il progetto e la propaganda di una parte politica. Nel caso specifico, della sinistra italiana nelle sue multiformi espressioni.

Un format, dicevamo, serale ma non giornaliero. E questo perché negli altri talk dell’emittente La 7 – al mattino come nel pomeriggio – il pluralismo delle opinioni politiche viene rigorosamente e quasi scientificamente rispettato ed applicato dai vari conduttori che, tra l’altro, non evidenziano

in modo plateale – come capita invece alla sera – le loro simpatie politiche e, di conseguenza, le loro altrettanto precise e definite antipatie politiche e personali.

Un format che non trova, come ovvio e quasi scontato, cittadinanza nel servizio pubblico radiotelevisivo – cioè la Rai – che deve rispettare sino all’ultimo secondo la legge che impone il rispetto del pluralismo politico, culturale, sociale e religioso. Ma, e questo è l’aspetto ancor più importante, il rispetto rigoroso del pluralismo – con la sola eccezione del programma di approfondimento di Mario Giordano – viene rigorosamente e quasi scientificamente osservato da tutti i programmi di approfondimento delle reti Mediaset. Del mattino, del pomeriggio e, soprattutto, della sera. Da Del Debbio a Porro, da Berlinguer al duo Barra/Poletti. Un caso a parte è il canale Nove, dove la propaganda politica è persin troppo palese per poter essere approfondita.

Ecco perché, per tornare all’inizio di questa riflessione, il format serale de La 7 è destinato a far discutere. Nel bene e nel male. Si tratta, cioè, di una novità quasi assoluta nel panorama dell’informazione politica del nostro paese. Ovvero, la sostanziale assenza del contraddittorio – se non inteso come puro ornamento – nel commentare i fatti politici della giornata. Un unicum, comunque sia, destinato a fare discutere. Non solo i politici ma anche, e soprattutto, gli operatori dell’informazione.

Nostalgia, fratture, sfide. Può rinascere un soggetto politico di cattolici?

Non hanno tutti i torti Fioroni e D’Ubaldo quando vedono “…scemare” il ruolo dei riformisti all’interno del Pd (ne hanno scritto qui). E ciò anche a causa delle scelte radicali della Schlein.

Ma occorre andare oltre. Anche se il tema è da tempo sotto osservazione, bisogna dirlo con chiarezza: da anni manca nel nostro Paese una voce forte, unitaria, laica e riformista come fu nel secolo scorso quella del cattolicesimo democratico e popolare, unito nella storica Democrazia Cristiana.

Sui media prevale oggi solo la voce delle polemiche quotidiane – spesso offensive – tra leader e partiti, che continuiamo caparbiamente a definire “di destra” o “di sinistra”, senza mai chiarire i contenuti reali.

La lezione sturziana e i fondamentali della Dc

È vero: la Dc si è sciolta. E si è divisa nelle due anime che Sturzo già nel 1919 aveva intuito – una progressista e democratica, l’altra conservatrice e clericale – fino a frantumarsi.

Ma i suoi fondamentali, la sua etica della politica con la pace al centro, l’attenzione al bene comune e alle diseguaglianze, restano di un’attualità sorprendente. Basti ricordare che, secondo l’ultimo Rapporto Istat, “quasi un quarto della popolazione italiana – il 23,1% – è a rischio povertà o esclusione sociale”.

Quella tradizione ha alimentato esperienze coraggiose come le “convergenze parallele” o i “compromessi storici”, che scandalizzarono allora una parte dell’opinione pubblica, non solo cattolica. Eppure, contribuirono a costruire un sano bipolarismo e a dare forma a una “democrazia dell’alternanza” che Moro e De Mita seguirono con lucidità e tenacia.

Il pluralismo tradito e la sfida del ricomporsi

Oggi si assiste invece a una proliferazione di partiti e partitini personali, che illudono ma svuotano il pluralismo autentico. Serve un bipolarismo vero, che favorisca sintesi e responsabilità.

Le sfide del nostro tempo – dalle crisi geopolitiche alla società multiculturale – richiedono un salto di qualità. Bisogna trovarsi tutti “sulla stessa barca”, come dice papa Francesco, evitando però il pensiero unico.

Il richiamo a una cultura cattolica capace di costruire ponti e non muri non è nuovo: risale agli anni di Moro e De Mita, e si manifestava con più vigore nel dialogo amministrativo locale. Basti guardare alla rete civica triestina.

Oggi, nel tempo delle “democrazie illiberali” e delle leadership solitarie – figlie di modelli presidenziali concentrati – si fa ancora più urgente tornare alla tradizione parlamentare. Va ricordato che l’elezione diretta del presidente fu proposta per la prima volta da Giorgio Almirante, poi ripresa da Giorgia Meloni con un “premierato” a modo suo.

Un appello da raccogliere: ritrovarsi

Hanno ragione Fioroni e D’Ubaldo nel rivolgersi a quel che resta del cattolicesimo politico riformista, invitando a ritrovarsi, parlarsi, confrontarsi sul “cambiamento d’epoca” – non sull’“epoca dei cambiamenti” – come ammonisce Francesco.

Un cattolicesimo democratico, popolare e progressista che, da bipolarista, non scandalizzerebbe nemmeno se decidesse di ricompattarsi in un solo partito. Anche fosse di centro.

Voglio solo ricordare perché.

Eravamo nel lontano aprile del 1979, appena un anno dopo il tragico assassinio di Aldo Moro, quando il gesuita Padre Bartolomeo Sorge, innamorato del prepolitico e prepartitico, dell’educazione e formazione alla politica, avvertendo le trasformazioni sociali e culturali dietro l’angolo, assieme alla crisi non solo della Chiesa ma anche del cattolicesimo politico, scrisse un libro profetico: La ricomposizione dell’area cattolica in Italia.

Questa riflessione e analisi furono fatte, benché la Dc – appena due mesi dopo – risultò ancora il partito più votato in Italia. Con una partecipazione al voto stratosferica del 91%, vinse le elezioni col 38% dei voti, seguita dal Pci col 30%.

La preoccupazione di Padre Sorge

In ogni caso, Padre Sorge non fu contento di quel risultato. E siccome, secondo lui, la Dc stava invecchiando col rischio di rimuovere i valori cristiani che aveva difeso, e mancava un ricambio generazionale, iniziò a progettare una Scuola di formazione all’impegno sociale e politico dei cristiani, che fondò a Palermo alcuni anni dopo assieme a padre Pedro Arrupe, all’epoca Superiore Generale dei Gesuiti – mal visto da tre papi – e oggi in cammino verso la beatificazione. Una scuola che si diffuse poi in moltissime realtà diocesane, e che esiste ancora oggi.

E la classe dirigente?

Oggi, la crisi della democrazia è soprattutto crisi di classe dirigente. Domanda: ci può essere allora d’aiuto questo suggerimento di “ricomposizione”?

Oppure, di fronte al dilagare dei social, soffermarsi sui giovani e sulla loro formazione prepolitica è solo una perdita di tempo utopica?

Conviene forse continuare a lasciare tutto nelle mani di ultrasessantenni, se non oltre, solo per custodire il ricordo di un’area culturale e politica così nobile quanto necessaria ai nostri giorni?

Musica, Davide Melis torna con il brano "Anni ’80″

Roma, 28 mag. (askanews) – Con “Anni ’80” e con un nuovo videoclip, torna in radio e TV il cantautore Davide Melis, dopo il successo del singolo “Secondo Me(lis)”, brano di lancio dell’omonimo album, che ha riscosso ampi consensi di pubblico ed addetti ai lavori. Questa volta Davide ci accompagna in un viaggio sonoro e visivo nel tempo, proponendo un brano-manifesto dell’immaginario evocativo che attraversa il suo ultimo lavoro discografico. Un pezzo che non è semplicemente un omaggio al decennio più colorato, eccessivo e iconico del secolo scorso, ma anche una sorta di dichiarazione d’identità: “Anni ’80” è il racconto di una giovinezza fragile e ribelle, incorniciata da poster di Madonna, juke-box, discomusic, luna park e da uno di quei luoghi di ritrovo che segnavano la quotidianità di ogni compagnia giovanile negli anni ’80 rappresentato, in questo caso, dal “Bar 2000”, realmente esistito e oggi divenuto simbolo evocativo di quel periodo.

Una memoria che prende vita attraverso parole semplici ma dense, capaci di trasformare l’autobiografia in condivisione generazionale. Nell’era dei social e del distanziamento, Melis canta una realtà fatta di piazze vere, partite di pallone la domenica, appuntamenti dati “a voce” all’ora X, amici che si guardavano negli occhi e non attraverso uno schermo. La nostalgia, però, non è mai sterile: è lettura del presente attraverso la lente della memoria. E proprio per questo, “Anni ’80” parla anche a chi quegli anni non li ha vissuti, ma ne sente l’eco.

Il brano, arrangiato da Edoardo Bruni, si muove tra synth vintage, groove elettronici e “cori da walkman impolverato”. Un sound capace di evocare le atmosfere di Gazebo, Cecchetto, Sandy Marton e delle sigle dei cartoni animati pomeridiani, senza mai cadere nella parodia. Un mood che il videoclip riprende e traduce in immagini: firmato dal regista Matteo Sambero, è un trip visivo tra polaroid animate, neon intermittenti, cabine telefoniche, joystick e citazioni pop. Un percorso multistrato che strizza l’occhio a “Drive In” e “Discoring”, ma anche alla malinconia estetica di chi sa che “quei tempi non torneranno, ma possiamo ancora ballarci sopra”. Un viaggio tra immagini iconiche degli anni ’80 e spezzoni più intimi, tratti dai VHS personali dell’artista: reliquie preziose per chi ha vissuto quegli anni e affascinanti curiosità per chi non li ha mai conosciuti davvero. Il tocco distintivo? Una vecchia foto di Davide adolescente prende vita grazie all’AI, fondendosi con le riprese originali proiettate su schermi d’epoca. Il risultato è un turbinio di emozioni, tra nostalgia e leggerezza, capace di strappare un sorriso a ogni generazione.

Come è sua prerogativa, e lo vediamo in tutto l’album “Secondo Me(lis)”, anche qui l’artista non si limita a cantare: racconta, critica, gioca, riflette. E lo fa con la leggerezza profonda che da sempre caratterizza il suo stile: così’ “Anni ’80” diventa una canzone per chi quegli anni li ha amati, per chi li ha solo immaginati, e per chi ha ancora bisogno di ricordare che la musica – prima di tutto – può farti sentire a casa.

Prossima settimana incontro Meloni-Macron, si cerca tregua dopo tensioni

Samarcanda, 28 mag. (askanews) – La notizia arriva quando Giorgia Meloni è da poco ad atterrata a Samarcanda per la sua prima visita ufficiale in Asia centrale: martedì 3 giugno la presidente del Consiglio riceverà a Roma il presidente francese Emmanuel Macron. Al centro del colloquio, spiegano fonti di Palazzo Chigi, “i principali temi dell’agenda bilaterale, europea e internazionale”.

E’ ben chiaro che non si tratta di un semplice appuntamento di agenda ma di un tentativo di tregua da parte di due leader che non si sono mai amati e che, nelle ultime settimane, non hanno fatto niente per nascondere la reciproca antipatia.

Prima c’è stata l’iniziativa dei “volenterosi”, mai apprezzata dalla premier, che l’ha sempre considerata una fuga in avanti di Macron, che peraltro sembrava averla sopravanzata nel rapporto “speciale” con Donald Trump. Quindi l’incontro fra il tycoon e Volodymyr Zelensky a margine dei funerali di papa Francesco, con la foto a quattro insieme al francese e al premier britannico Keir Starmer. Episodi che avevano alimentato l’irritazione di Meloni che aveva deciso di non recarsi a Kiev con gli altri leader il 10 maggio, limitandosi a un videocollegamento. Successivamente, al summit della Comunità politica europea di Tirana, la presidente del Consiglio era stata esclusa dal vertice con Zelensky, a cui avevano preso parte oltre a Macron e Starmer, il polacco Donald Tusk e il tedesco Friedrich Merz (con Trump al telefono). La premier, in una dichiarazione in cui era apparsa molto infastidita, aveva detto che l’Italia non partecipava a riunioni sull’invio di truppe e il francese l’aveva smentita e duramente ripresa a distanza: “Guardiamoci dal divulgare false informazioni, ce ne sono a sufficienza di quelle russe”. Quindi Meloni aveva organizzato l’incontro a Roma tra J.D Vance e Ursula von der Leyen e – incontrando Merz – aveva invitato il “collega” francese ad “abbandonare i personalismi”.

Un livello di tensione troppo alto tra due Paesi fondatori dell’Ue, in una fase di difficoltà per lo stallo nelle trattative per una soluzione della crisi in Ucraina e mentre non decollano i negoziati Usa-Ue sui dazi. Per questo Meloni e Macron pochi giorni fa si sono sentiti al telefono, concordando – secondo quanto si apprende – un chiarimento. Fissato adesso il 3 giugno. I rispettivi staff sono al lavoro da giorni per prepararlo nel modo migliore possibile. L’obiettivo ragionevole non è certo quello di far decollare il rapporto, ma almeno di trovare un “modus vivendi” civile per collaborare a livello comunitario e bilaterale.

Intanto Meloni a Samarcanda, appena arrivata, ha visitato la storica piazza del Registan, accompagnata dal presidente dell’Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev. I due leader hanno assistito insieme a uno spettacolo di luci che ha illuminato la piazza. Successivamente, hanno proseguito la visita esplorando il complesso dell’Eternal city. Giovedì è previsto il bilaterale tra i due, al termine del quale sarà adottata una dichiarazione congiunta per rafforzare il partenariato strategico e consolidare la cooperazione tra le due nazioni, con un focus su settori prioritari: energia, industria, ambiente e risorse idriche, sicurezza e difesa, governo dei flussi migratori, materie prime critiche, agricoltura sostenibile, supporto alle PMI, connettività e infrastrutture di trasporto, nonché istruzione superiore, cultura, ricerca e innovazione. Poi la premier partirà per Astana in Kazakhstan, seconda tappa della sua prima visita in Asia centrale.

Fed mantiene linea attendista data l’incertezza sui dazi (minute)

Roma, 28 mag. (askanews) – All’ultima riunione del direttorio della Federal Reserve (Fomc) i banchieri centrali usa hanno ribadito di ritenere di essere in una “posizione adeguata per aspettare di avere più chiarezza sulle prospettive di inflazione e attività economica”, mentre persiste l’incertezza su quelli che saranno gli effetti dei dazi commerciali.

E come era già emerso in precedenza “i partecipanti hanno rilevato che il direttorio potrebbe trovarsi di fronte a compromessi (tradeoff) difficili, se l’inflazione si dimostrasse più persistente mentre le prospettive per crescita e occupazione si indebolissero”,riportano i verbali della riunione (Minute) pubblicati oggi dall’istituzione monetaria.

Perché si tratta di due situazioni – più inflazione e meno occupazione – che teoricamente richiederebbero risposte monetarie opposte: la prima restrittiva, la seconda espansiva.

Ad ogni modo, generalmente la Fed ritiene che i dazi faranno salire inflazione e disoccupazione sul breve periodo. “I partecipanti hanno concordato che i rischi di maggiore inflazione maggiore disoccupazione sono aumentati”. E “quasi tutti i partecipanti hanno menzionato il rischio che l’inflazione possa dimostrarsi più persistente del previsto”.

Inoltre, tra i fattori su cui permane incertezza in merito agli effetti, i banchieri centrali citano anche le politiche sui migranti della nuova amministrazione. Dopo anni in cui negli Usa sono entrati milioni di migranti illegali, l’amministrazione Trump è infatti riuscita in poche settimane di fatto a bloccare gli ingressi illegali.

Per tutto questo, in attesa di maggiori dati, il Fomc ha deciso all’unanimità di confermare i livelli dei tassi di interesse sui fed fund a una forchetta del 4,25%-4,50%, un valore che viene giudicato come “moderatamente restrittivo”. (fonte immagine: Federal Reserve).

Lingiardi, Petrignani e Veronesi finalisti a Premio Isola d’Elba 2025

Roma, 28 mag. (askanews) – La Giuria Letteraria del Premio Letterario Internazionale Isola D’Elba-Raffaello Brignetti presieduta da Gino Ruozzi, d’intesa con il Comitato Promotore del Premio, presieduto da Roberto Marini, ha selezionato i vincitori finalisti dell’edizione 2025 che sono (in ordine alfabetico per autore): Vittorio Lingiardi, Corpo, umano (Einaudi); Sandra Petrignani, Autobiografia dei miei cani (Gramma Feltrinelli); Sandro Veronesi, Settembre nero (La Nave di Teseo).

I tre libri vincitori del Premio Elba 2025 sono opere che documentano la qualità della letteratura italiana odierna, lo spirito di ricerca che si fa racconto di esperienze esistenziali importanti, sul piano personale e su quello collettivo.

In “Corpo, umano” di Vittorio Lingiardi la scrittura a un tempo saggistica e narrativa tocca uno degli argomenti più forti e critici del nostro tempo, così assillato dal culto del corpo eppure spesso anche così disattento ad amarlo davvero; Lingiardi ne propone una conoscenza che è anche l’inizio di una vera cura.

In “Autobiografia dei miei cani” Sandra Petrignani tenta la via di un nuovo racconto personale e autobiografico, che passa attraverso la compagnia fondamentale degli animali, nella consapevolezza di un’alleanza umana e animale che è essenziale per il futuro del mondo; dopo avere raccontato in maniera esemplare splendide “vite di altre”, ora Petrignani ci consegna un prezioso e coinvolgente esercizio di racconto pubblico di sé.

In “Settembre nero” Sandro Veronesi racconta il momento magico e irripetibile dell’incanto adolescenziale, declinato all’interno di una narrazione famigliare che lo scrittore indaga in modo lenticolare e illuminante da decenni; in quello stesso anno 1972 siglato dal tragico attentato terroristico alle Olimpiadi di Monaco di Baviera, che ci pone allora e oggi sempre drammaticamente a confronto con le profonde ferite della storia.

La terna dei finalisti vincitori del Premio ora concorrerà alla votazione finale che stabilirà un “Super-vincitore”. Le tre opere finaliste saranno sottoposte al voto di una Giuria dei Lettori, selezionata dal Comitato Promotore, che si andrà a sommare alle preferenze espresse dalla Giuria Letteraria composta da: Gino Ruozzi (Presidente), Giulia Brandani, Mario Baudino, Marino Biondi, Gabriele Canè, Luciano Gelli, Giuseppe Lupo, Andrea Monda, Massimo Onofri, Silvia Ronchey, Carla Sacchi Ferrero.

La proclamazione dei finalisti vincitori e del “Super-vincitore” della 53a edizione del Premio avverrà durante la cerimonia di premiazione prevista a Portoferraio sabato 6 settembre 2025.

Il Premio, giunto alla 53a edizione, è organizzato dal Comitato Promotore, con il Patrocinio della Regione Toscana e il Patrocinio del Ministero della Cultura.

Fratoianni: “In piazza per Gaza contro il silenzio complice Governo”

Roma, 28 mag. (askanews) – “Basta complicit, tutti a Roma in piazza per Gaza il 7 giugno su una piattaforma chiara, quella iscritta nella nostra mozione parlamentare, quella che unitariamente abbiamo presentato al Parlamento e dunque di fronte a tutti gli italiani e tutte le italiane”. Lo ha detto Nicola Fratoianni, Avs, incontrando i giornalisti insieme ad Angelo Bonelli, Elly Schlein e Giuseppe Conte davanti a Montecitorio.

“Lavoriamo ed auspichiamo convergenza – ha aggiunto – larghe convergenze verso una manifestazione che ha l’obiettivo di dire basta: basta al massacro, all’orrore, all’ecatombe umanitaria, al naufragio del diritto internazionale, ai crimini di guerra di cui il governo di Benjamin Netanyahu si sta macchiando giorno dopo giorno nel silenzio complice di troppa parte della comunit internazionale. E nel silenzio complice e codardo del nostro governo, che anche quando l’Europa ha dato timidi segni di risveglio si girato dall’altra parte e ha scelto di sedersi dalla parte sbagliata della storia”.

Ha concluso Fratoianni: “Questa manifestazione come le altre che ci saranno, che sono in preparazione, il 15 di giugno a Marzabotto, il 21 ancora a Roma, rappresentano segnali importanti non solo di speranza ma di pressione affinch le istituzioni facciano il loro dovere e restituiscano dignit al nostro paese. Il nostro paese non merita di essere rappresentato da questo governo dopo quello che sta accadendo da oltre 600 giorni nell’inferno di Gaza”.

Nasce FS Logistix: online la nuova piattaforma digitale

Roma, 28 mag. (askanews) – Un nuovo corso per la logistica del Gruppo FS ha preso il via con la presentazione del brand FS Logistix e della piattaforma digitale integrata per il trasporto merci end to end fslogistix.com. Un progetto che segna l’inizio di un ambizioso percorso di trasformazione e rilancio del trasporto merci, con una visione chiara: costruire un sistema logistico europeo sempre pi integrato, sostenibile e orientato al cliente. L’evento si svolto a Roma, alla presenza di Sabrina De Filippis, Amministratore Delegato di FS Logistix, Antonio Brunacci, Direttore Strategie e TID di FS Logistix, e Leopoldo Destro, Delegato di Confindustria a Trasporti, Logistica e Industria del turismo e della cultura.

Abbiamo parlato con Sabrina De Filippis, Amministratore Delegato di FS Logistix: “L’obiettivo principale della piattaforma digitale quello di essere la vera interfaccia verso tutti i nostri clienti sapendo che da subito siamo capaci di coprire tutta la catena della logistica. La piattaforma digitale non altro che una prima interfaccia verso il mondo, verso il business ma di fatto uno dei fattori pi abilitanti del nostro piano industriale”.

poi intervenuto Antonio Brunacci, Direttore Strategie e TID di FS Logistix: “Il progetto FS Logistics, come diceva il nostro amministratore delegato, viene dopo un lungo percorso di evoluzione che in primis un’evoluzione di tipo strategico che si riferisce in particolare al piano che stato approvato al gruppo FS da FS Logistics a dicembre di quest’anno e in secondo luogo guarda al mondo degli abilitatori tecnologici e digitali tant’ che oggi stato un grande giorno anche perch abbiamo lanciato la nostra piattaforma integrata alla logistica e assieme a tutti i presenti abbiamo fatto una veloce navigazione alla piattaforma stessa”.

Con questo nuovo corso, il Gruppo FS consolida il suo ruolo di attore strategico per la crescita sostenibile del Paese, in una logica di innovazione e visione industriale di lungo periodo.

Mattarella a giovani toghe: no potere senza controllo, siate irreprensibili

Roma, 28 mag. (askanews) – “Nessun potere dello Stato – nessuno – è immune da vincoli e controlli. La stessa sovranità popolare viene esercitata ‘nelle forme e nei limiti stabiliti dalla Costituzione’, come questa dispone nel suo primo articolo”. Sergio Mattarella accoglie al Quirinale, anche in qualità di presidente del Csm, i magistrati appena nominati e questa è la prima “lezione” che impartisce loro. Una sorta di bussola che il capo dello Stato ripete sempre anche a se stesso come ricorda spesso nei suoi interventi.

Poi i suggerimenti più specifici legati all’esercizio della magistratura e dunque innanzitutto “essere e apparire – apparire ed essere – irreprensibili e imparziali, in ogni contesto anche nell’uso dei social media”, perchè è dal rigore che il giudice acquista e dà corpo all’indipendenza e all’autonomia che la Costituzione gli affida. Altro principio inderogabile per esercitare la funzione di magistrato è dunque “il senso di responsabilità” che deve essere esercitato sia nell’esercizio della funzione che nei comportamenti individuali.

Per Mattarella infatti “rigore morale e professionalità elevata sono la risposta più efficace ad attacchi strumentali intentati per cercare di indebolire il ruolo e la funzione della giurisdizione e di rendere inopportunamente alta la tensione tra le istituzioni”. Altra lezione da tenere a mente per chi si affaccia ora nelle corti è che la “legittimazione” arriva dalla fiducia dei cittadini nella giustizia ma avverte il Presidente “questa fiducia non va confusa con consenso popolare sulle sue decisioni”. E dunque nel giudizio “l’accertamento dei fatti e l’affermazione del diritto devono avvenire – ripeto – senza subire alcuna influenza o ricercare approvazioni esterne”.

La decisione del giudice dovrà dunque essere motivata e coerente ma sapendo che non è “espressione di un potere assoluto: è sottoposta a verifiche, a controlli, a riesami”, e quindi fondamentale diventa per il magistrato uno “stile morale e intellettuale” che si basa su “capacità di ascolto, apertura al confronto, rifiuto di ogni forma di presunzione cognitiva, prudenza del giudizio”.

Fotovoltaico, continuit estetica e funzionale

Roma, 28 mag. – All’interno del Seminario Tematico “Le soluzioni passive per l’efficienza e il comfort”, svoltosi il 22 maggio a Vicenza e promosso da GBC Italia, Martina Masetto, Area Manager di Alpewa, ha sottolineato:

“In tema di efficientamento energetico, l’attenzione ai pannelli fotovoltaici sempre pi diffusa, sia per gli obblighi normativi sia per l’uso quotidiano che ne facciamo tutti. Alpewa, il cui core business il rivestimento metallico di coperture e facciate, ha ideato Prefa Solar: un sistema che integra un modulo fotovoltaico direttamente nel rivestimento metallico. In questo modo si garantisce continuit estetica e funzionale, offrendo al progettista la possibilit di realizzare facciate che siano efficienti dal punto di vista energico ma anche accattivanti per l’aspetto estetico.”

De Maio: Urgente valorizzare libere professioni

Roma, 28 mag. (askanews) – “Noi – che siamo il punto di riferimento di oltre 175mila architetti e ingegneri liberi professionisti – crediamo ci sia una enorme sproporzione tra responsabilit ed onorari. La legge sull’equo compenso ha fatto fare enormi passi avanti ma andrebbe estesa a tutti gli ambiti di applicazione e a tutti i tipi di committenza, altrimenti avremmo un validissimo principio giuridico non esteso a tutti. L’altro tema su cui intervenire la responsabilit solidale: spesso, questi professionisti devono rispondere per responsabilit non proprie ma di altri soggetti che intervengono nel processo edilizio. La responsabilit, dunque, oggi troppo sbilanciata rispetto allo standard degli onorari europei. Abbiamo un ruolo sociale molto importante, di tipo sussidiario: necessario che veniamo valorizzati. La libera professione rimasta uno degli ultimi ascensori sociali presenti nel Paese: se non riusciamo a valorizzarla, rischiamo di perdere i nostri giovani che andranno all’estero portando via il know-how acquisito nelle nostre universit”.

Lo ha detto Andrea De Maio, Presidente di Fondazione Inarcassa, nel corso di Largo Chigi, format tv di The Watcher Post.

Greco (CNF): Pronto progetto riforma della professione forense

Roma, 28 mag. (askanews) – “Con il Consiglio Nazionale Forense abbiamo completato un progetto organico di riforma della professione forense. Tra le novit, l’introduzione della formazione permanente obbligatoria per tutti gli avvocati e non solo per quelli con meno di 25 anni di esercizio. Sul piano deontologico, proponiamo una semplificazione delle procedure, affinch i procedimenti disciplinari giungano a conclusione in tempi pi rapidi a beneficio anche dei cittadini. Per quanto riguarda la responsabilit civile, riteniamo necessario definire con chiarezza i principi applicabili: in ogni controversia esistono due parti e non pu essere automaticamente imputata una responsabilit all’avvocato solo per il mancato raggiungimento del risultato giuridico. Infine, esprimiamo perplessit sulla possibilit che il compenso dell’avvocato sia legato all’esito della causa. In passato c’erano le tariffe, poi abolite dal decreto Bersani. Ma il compenso professionale deve comunque essere agganciato ai parametri. Nella nostra proposta di riforma prevediamo anche che il compenso, al raggiungimento degli obiettivi perseguiti, non superi il 20% del compenso massimo previsto dai parametri forensi, ponendo, quindi, un limite al patto di quota lite”.

Lo ha detto Francesco Greco, Presidente del Consiglio Nazionale Forense, a Largo Chigi, il format in onda su Urania Tv.

"Tra le mie corde", esce il libro (più CD) sulla vita di Mauro Palmas

Roma, 28 mag. (askanews) – “Tra le mie corde” è il titolo del libro che narra la vita artistica di Mauro Palmas, icona della musica popolare, fine compositore e autore di colonne sonore per film e spettacoli teatrali. Il volume, edito da Isolapalma e disponibile dal 28 maggio 2025 in libreria e piattaforme digitali, è un racconto in forma di brevi quadri indipendenti di vicende inaspettate quanto reali, vissute a partire dagli anni ’70 dallo stesso Palmas. La narrazione è curata da Maria Gabriela Ledda, autrice e poetessa, che ha dato forma e sostanza ai racconti dell’amico Palmas, esaltandone l’intensità.

“Tra le mie corde” è anche il titolo di un disco, abbinato al libro, con undici brani originali composti dallo stesso Palmas, sempre per l’etichetta Isolapalma, e riletti in una veste intima e cameristica, con Alessandro Foresti al pianoforte e Marco Argiolas al clarinetto.

Il volume è stato presentato al Salone del Libro di Torino da Bruno Gambarotta che ne ha curato la prefazione. Lo scrittore piemontese definisce il libro “un romanzo d’avventure” capace di evidenziare lo spirito libero, la passione e l’approccio inusuale verso la musica di Mauro Palmas, “artista del Mediterraneo” sempre pronto alla sperimentazione. La discografica completa è stata curata da Salvatore Esposito, saggista, giornalista, critico musicale e fondatore della testata online Blogfoolk, mentre le illustrazioni sono a cura di Angelo Dessì.

Lunedì 9 giugno alle 18.30, presso la Fondazione Siotto a Cagliari è prevista la prima presentazione, alla presenza di Paolo Lusci di Isolapalma e del giornalista e scrittore Ottavio Olita; Mauro Palmas e Marco Argiolas al clarinetto suoneranno alcuni brani tratti dal nuovo album abbinato al libro.

Nato a Cagliari, Palmas ha iniziato a suonare fin da giovanissimo, spinto della passione per gli Shadows e i Beatles. Ha poi intrapreso un percorso di ricerca e di recupero storico e critico della musica popolare, di pari passo con l’impegno politico, che non ha mai abbandonato del tutto. Fondamentale è stato l’incontro con la cantante Elena Ledda, con la quale ha poi condiviso scelte e progetti. Palmas è autore di musiche per il cinema, il teatro e la danza e ha contribuito a innovare la musica folk, anche per l’uso delle launeddas. È tra i più raffinati interpreti della mandola, ed ha alternato l’attività concertistica a numerose collaborazioni, tra le quali Enrico Rava, Paolo Fresu, Lester Bowie, Noa ed altri.

Il disco “Tra le mie corde” è il risultato del lungo e mai banale percorso artistico di Mauro Palmas. “Ho sempre pensato che non ci sia niente di più triste che fare musica inseguendo le mode del momento e in funzione del mercato. Dunque, ben lontano dal procurarmi ferite da auto-tradimento, ho fatto ancora una volta quello che mi piace”, afferma l’artista sardo.

Sia il disco, che il libro, hanno uno stile narrativo diretto, evocativo ed essenziale, mai vuoto o superfluo. Maria Gabriela Ledda si conferma un’abilissima narratrice nel raccontare le vicissitudini di Palmas, dalle Feste dell’Unità, alle lunghe tournée in tutto il mondo, l’approdo alla Rai, fino alla fama. E con delicatezza sottolinea il continuo doversi confrontare del musicista sardo con la terraferma, senza mai recidere il cordone ombelicale che lo lega alla sua terra. I racconti di una vita avventurosa e “picaresca”, ricca di epos, disegnano uno spaccato culturale degli ultimi 50 anni che hanno visto Mauro Palmas attore protagonista della musica popolare italiana.

“Tra le mie corde” è un intreccio di note e parole, un viaggio tra le pieghe del tempo e dell’anima. In molti, tra i musicisti, ritroveranno le stesse scelte e le stesse difficoltà, trovandosi davanti a un bivio e dovendo scegliere una strada che non rinneghi il passato e le proprie convinzioni, pagandone il prezzo e mettendosi sempre in gioco.

Stellantis affida all’italiano Filosa il rilancio del gruppo

Milano, 28 mag. (askanews) – Si è conclusa con la nomina di un manager interno, l’italiano Antonio Filosa a capo delle Americhe, la lunga ricerca di un nuovo Ceo da parte di Stellantis dopo l’uscita di Carlos Tavares, lo scorso primo dicembre. Nato a Castellammare di Stabia (Napoli) il 26 giugno 1973, Filosa ha costruito tutta la sua carriera nel gruppo Fiat, dove è entrato nel 1999 come responsabile del reparto verniciatura in Spagna per poi occuparsi del Sud America, dove ha trascorso molto tempo, e di Jeep, contribuendo alla crescita e ai risultati prima di Fca e poi di Stellantis.

L’incarico di Filosa come Ceo Stellantis inizierà il 23 giugno con la nomina del nuovo team dirigenziale e sarà preceduto da un’assemblea per cooptarlo in Cda. John Elkann, che aveva indicato come scadenza per la nomina il primo semestre, continuerà a ricoprire il ruolo di Chief executive officer. Filosa è “perfettamente preparato per il ruolo di Ceo in questa nuova e cruciale fase di sviluppo di Stellantis”, ha detto il presidente John Elkann. “Ho questa azienda nel sangue e non potrei essere più orgoglioso dell’opportunità”, il commento di Filosa.

Definito dai media francesi l’anti-Tavares per modi e stile manageriale, Filosa è stato scelto fra diversi candidati esterni ed interni, fra cui il francese Maxime Picat, responsabile acquisti. Il voto del Cda è stato unanime ma secondo Le Monde la nomina “segna un importante cambiamento negli equilibri all’interno dell’azienda, con le influenze italiane e americane che diventano predominanti”. Ne è consapevole il ministro Urso, in una giornata di pochi commenti sulla nomina da parte del mondo politico istituzionale: “Un’ottima scelta che conferma la rinnovata centralità dell’Italia nella strategia del gruppo”, ha detto. Anche per i sindacati e per il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, la nomina di un manager italiano è positiva per il futuro delle attività nel nostro paese.

Le sfide che deve affrontare Filosa, però, sono globali. A partire dai rapporti con i partner compromessi dalla gestione Tavares. “Rafforzare i legami e la fiducia con i nostri partner  – i concessionari, i fornitori, i sindacati e le comunità in cui lavoriamo – è essenziale e sarà un obiettivo su cui mi concentrerò. Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane visiterò i nostri stabilimenti e gli uffici in tutto il mondo”, ha detto Filosa.

Altra priorità per il manager sono gli Stati Uniti dove le consegne continuano a diminuire (-20% nel I trimestre) insieme alla quota di mercato scesa al 7,1% e dove incombe la scure dei dazi. Secondo Moody’s se confermati, l’impatto potrebbe essere di 2,7 miliardi di dollari (2,4 mld di euro) sull’utile operativo, pari nel 2024 a 8,6 miliardi di euro (-64%), con ricadute sui margini, già tirati al 5%. Intanto Stellantis ha deciso di sospendere l’outlook per il resto dell’anno e le esportazioni dall’Europa verso gli Usa: si tratta di poche macchine, circa 20mila, soprattutto di brand prodotti in Italia come Maserati e Alfa Romeo. Anche in Europa le vendite sono stagnanti e la quota Stellantis è sui minimi, intorno al 17%. Filosa dovrà aumentare volumi e produttività, e sfidare la concorrenza cinese sperando che i nuovi prodotti ibridi e nello strategico segmento B, come Fiat 500 e Fiat Grande Panda, abbiano il successo atteso. In Italia, invece, c’è attesa per l’aggiornamento del Piano dello scorso dicembre che secondo Jean-Philippe Imparato sarà ripresentato a breve al governo. Secondo il responsabile Europa del gruppo ci saranno novità sul fronte dei motori e soprattutto di Maserati con un piano industriale e di prodotto, dopo il trasferimento della produzione di GranTurismo e GranCabrio da Mirafiori a Modena.

Negativa, tuttavia, la reazione della Borsa dove il titolo è arrivato a guadagnare circa l’1%, per poi chiudere in calo del 2,2% a 9,01 euro in un mercato piatto. Secondo gli analisti, Filosa ha un track record molto positivo e una lunga esperienza nel gruppo, ma il suo nome non sarebbe di “forte impatto” e sei mesi per una nomina interna sono considerati troppi.

Consiglio d’Europa, Mattarella conferma stima e fiducia in forze ordine

Roma, 28 mag. (askanews) – “Il Presidente della Repubblica ha invitato a colloquio per domattina il Capo della Polizia Direttore Generale della Pubblica sicurezza, Vittorio Pisani, per riconfermare la stima e la fiducia della Repubblica nelle Forze dell’ordine, la cui azione si ispira allo spirito democratico e ai valori della Costituzione”. E’ quanto si legge in un comunicato della Presidenza della Repubblica a seguito del rapporto del Consiglio d’Europa che solleva dubbi su un’ipotesi di razzismo nell’operato delle forze dell’ordine italiane.

Al via il 17 luglio Giffoni55, con anteprima Unicorni, Bebe Vio e Nek

Roma, 28 mag. (askanews) – Il 17 luglio prenderà il via la 55esima edizione del Giffoni Film Festival (in programma fino al 26 luglio): la giornata d’apertura segna l’inizio di un percorso fatto come sempre di ascolto, emozione e confronto a fianco dei giovani.

Ad alzare il sipario sulla sezione cinema sarà l’anteprima nazionale di “Unicorni”, il nuovo film di Michela Andreozzi, in uscita il 18 luglio con Vision Distribution, che racconta le difficoltà dell’essere genitori ai giorni nostri. Il film è interpretato da Edoardo Pesce, Valentina Lodovini e, per la prima volta sullo schermo, il piccolo Daniele Scardini che, insieme alla regista, incontreranno i giurati di Giffoni. A completare il cast Lino Musella, Thony, Donatella Finocchiaro e Paola Tiziana Cruciani. Come la figura mitologica che intitola il film, Unicorni racconta la storia di una famiglia che, come tante, si trova ad affrontare una declinazione della diversità all’interno del proprio nucleo, in mezzo a dubbi, paure e pregiudizi inconsci. Il film è prodotto da Arturo Paglia e Isabella Cocuzza per Paco Cinematografica. Una coproduzione Paco Cinematografica, Vision Distribution e Neo Art Producciones con il sostegno della Regione Lazio – Lazio Cinema International Avviso Pubblico (PR FESR LAZIO 2021-2027) progetto cofinanziato dall’Unione Europea.

Si continua in Sala Truffaut dove i juror accoglieranno Bebe Vio Grandis, campionessa paralimpica e simbolo di determinazione, energia e resilienza. L’atleta incontrerà i ragazzi in un dialogo diretto e personale, raccontando il proprio percorso e condividendo riflessioni su sport, inclusione e sfide quotidiane. Da gennaio 2025 è Consigliere Federale in rappresentanza Atleti della Federazione Italiana Scherma. Il suo sogno è unire lo sport olimpico e quello paralimpico in un unico comitato, con il fine di creare un movimento sportivo senza barriere. Questa è la battaglia principale che porta avanti con due importanti progetti, l’Associazione art4sport e la Bebe Vio Academy. Sarà lei a inaugurare ufficialmente la nuova Arena di Giffoni Sport.

La giornata proseguirà con Nek, tra i volti più amati della musica italiana. L’artista sarà ospite di Impact, la sezione trasversale di Giffoni che permetterà a oltre 200 ragazzi di incontrare personaggi del mondo della politica, delle istituzioni, della cultura, della musica, del sociale e della scienza. Sarà un’occasione per parlare di musica, identità, trasformazione e dialogo intergenerazionale, in un clima di ascolto e scambio autentico.

Uno dei momenti più profondi e carichi di significato dell’intera giornata sarà l’incontro con la famiglia di Giulio Regeni e l’avvocata Alessandra Ballerini. Non si tratterà soltanto di ascoltare il racconto di una lunga e dolorosa battaglia per la verità e la giustizia, ma di confrontarsi con una testimonianza che scava nel cuore stesso dell’impegno civile, della dignità umana, del senso di responsabilità verso l’altro. Attraverso il dialogo con i ragazzi della sezione Impact, emergerà non solo la vicenda di un giovane ricercatore brutalmente strappato alla vita, ma anche la forza ostinata di chi non si rassegna, di chi lotta ogni giorno contro l’indifferenza e l’oblio, trasformando il dolore in azione, la perdita in memoria attiva. Questo incontro sarà un momento di ascolto autentico, che invita a interrogarsi su cosa significhi oggi essere cittadini, esercitare uno sguardo critico, coltivare empatia, assumere posizioni scomode ma necessarie. Un’occasione per ricordare che dietro ogni storia negata, censurata o dimenticata, c’è una verità che chiede voce. E che il cambiamento non nasce dall’eroismo solitario, ma dalla capacità collettiva di non voltarsi mai dall’altra parte. Perché scegliere di ascoltare, di capire, di agire – anche nel proprio piccolo – è già un atto politico, un gesto di resistenza, un modo concreto di restituire senso alle parole giustizia, umanità, futuro.

Il 17 luglio sarà solo il primo giorno di attività, che aprirà un’edizione straordinaria: in programma 20 eventi tra anteprime ed eventi speciali, con la partecipazione di 5.000 giurati e oltre 100 ospiti italiani e internazionali coinvolti lungo l’intero arco del festival.

Clima, italiani favorevoli a nuovi impianti di energia rinnovabile

Roma, 28 mag. (askanews) – La maggioranza degli italiani favorevole allo sviluppo di nuovi impianti di energia rinnovabile nel proprio territorio ma se accompagnati da potenziali benefici economici, ottenuti grazie a progetti di sviluppo locali. E’ quanto emerge da uno studio presentato oggi alla Stampa estera da Project Tempo – organizzazione di ricerca attiva a livello europeo – che ha analizzato il rapporto tra politiche climatiche, fisco e consenso elettorale in Italia.

L’analisi evidenzia che incentivi come sconti diretti in bolletta o tasse alle imprese a beneficio del territorio locale possono aumentare il sostegno ai progetti per la transizione ecologica di quasi il 30%. Alla presentazione hanno preso parte, tra gli altri, Enrico Giovannini, ex ministro delle Infrastrutture e della Mobilit Sostenibili e attuale direttore scientifico di ASviS; Chiara Di Mambro, direttrice della Strategia Italia ed Europa del think tank Ecco; Pandora Lefroy, founder di Project Tempo; Lucy Harris, responsabile del programma Italia di Project Tempo.

La fotografia che ne esce ben definita: c’ la necessit di politiche e strategie di comunicazione differenziate, in grado di dialogare con i vari segmenti della societ italiana come spiega Lucy Harris, una delle autrici del rapporto: “Vediamo che c’ una differenza tra le politiche per il clima e quello che i cittadini vogliono realmente qui in Italia. Con il nostro studio abbiamo analizzato diverse politiche in tutta Italia, in diverse regioni e province. Abbiamo visto quali tecnologie e quali politiche sul clima sono apprezzate di pi dai cittadini. L’obiettivo quello di dare un’idea migliore di quale politica potrebbe funzionare in futuro in un dato territorio rispetto ad oggi”.

Secondo il rapporto, il successo della transizione energetica ed ecologica in Italia dipender non solo dalla qualit tecnica delle soluzioni proposte, ma anche dalla loro capacit di costruire un consenso ampio, stabile e trasversale. Ma per ottenere un consenso ampio occorre evitare le fake news, come sottolinea Enrico Giovannini:

“Per accelerare le politiche climatiche che poi sono anche politiche economiche e sociali, abbiamo bisogno in primo luogo di mettere da parte le fake news. “Faccio solo un esempio: si pensa che sostenibilit e competitivit siano antagoniste, in realt i dati dell’istat Di Unioncamere e anche il rapporto Asvis di maggio mostrano che le imprese italiane che investono in sostenibilit aumentano la produttivit, aumentano la competitivit. Ecco perch dobbiamo avere la coerenza delle politiche industriali ma anche sociali ed economiche, ma quello che purtroppo manca al nostro Paese”.

Lo studio sottolinea anche come il sostegno alla transizione ecologica non si costruisca con slogan o imposizioni, ma attraverso idee, relazioni di fiducia tra cittadini e istituzioni e ascolto, come evidenzia Chiara Di Mambro: “La costruzione del consenso verso le politiche del clima si costruisce come la costruzione del consenso verso qualsiasi altra politica. Innanzitutto dall’ascolto dei territori, delle esigenze dei cittadini e delle imprese ed questo passaggio che va recuperato. Allo stesso modo serve una migliore comunicazione dei propositi, degli scopi delle politiche e anche il riflesso economico di un beneficio immediato che si pu avere da queste politiche pu aiutare nel riaccompagnare i cittadini verso le politiche anche del clima”.

Uffizi, torna protagonista il Settecento

Roma, 28 mag. (askanews) – Il ‘Secolo dei Lumi’ (e delle riforme), narrato attraverso circa 150 opere allestite nelle sale al piano terreno della Galleria, con capolavori di Goya, Tiepolo, Canaletto, Vigée Le Brun, Liotard, Mengs: molti mai visti, altri invisibili da oltre un decennio a causa dei lavori di ampliamento del percorso espositivo.

E non solo: ci sono anche l’imponente dipinto del maestro francese Pierre Subleyras recentemente acquisito, ‘restaurato in diretta’ durante l’esposizione. Poi, il Gabinetto delle Antichità Erotiche ricostruito secondo la moda del tempo e spettacolari vedute dipinte e souvenir di luoghi iconici del Grand Tour

Il direttore Simone Verde: “Raccontiamo un secolo complesso attraverso la sua cultura estetica e allo stesso tempo la trasformazione degli Uffizi nel primo museo moderno d’Europa”

Capolavori di Goya, Tiepolo, Canaletto, Le Brun, Liotard, Mengs e tanti altri maestri; spettacolari vedute di luoghi iconici del Grand Tour in Italia; il monumentale Sposalizio Mistico di Santa Caterina del pittore francese Pierre Subleyras, restaurato in diretta in mostra sotto gli occhi del pubblico; le sensuali curiosità del Gabinetto delle Antichità Erotiche ricostruito secondo la moda del Secolo dei Lumi. Agli Uffizi torna in scena il Settecento: ce lo riporta una grande esposizione, “Firenze e l’Europa. Arti del Settecento agli Uffizi”, curata dal direttore Simone Verde e dalla responsabile della Pittura del Settecento Alessandra Griffo e allestita da oggi al 28 novembre nelle ariose sale affrescate al piano terreno del museo. Un’accurata selezione di circa 150 opere, tra dipinti e sculture, mobilia, porcellane, stampe ed un grande arazzo, molte esposte per la prima volta in Galleria, altre non più visibili da oltre dieci anni a causa dei lavori di ampliamento del museo.

Obiettivo della mostra, raccontare ad arte un’epoca di cambiamenti cruciali per il pensiero, l’estetica, il gusto occidentale, e anche per gli stessi Uffizi, che nel Settecento si trasformarono compiutamente da scrigno dinastico di collezioni reali in museo moderno, il primo al mondo. Fu proprio in questo tempo, infatti, che il patto stabilito dall’ultima discendente dei Medici, Anna Maria Luisa, certificando nel 1737 la fine della dinastia, ne vincolò lo sterminato giacimento di opere a Firenze ‘per ornamento dello Stato’; e fu Pietro Leopoldo, Granduca di Toscana, a consentire nel 1769 ai cittadini, nel giorno della festa del santo Patrono di Firenze, San Giovanni (24 giugno) di visitare liberamente il museo. Mutamenti strutturali, che si intrecciano alla grande ondata di cambiamento nella politica, nella cultura e nell’estetica in tutta Europa, che a Firenze, con gli Uffizi i Granduchi riescono a intercettare, trasformando la città e il museo in un microcosmo in cui si respira il clima nuovo del Continente.

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Simone Verde: ” ‘Firenze e l’Europa’ ha lo scopo di ripercorrere attraverso la sua cultura estetica un secolo estremamente sfaccettato, intrecciando la narrazione generale del contesto alla gestazione degli Uffizi quale primo museo moderno europeo. Un racconto complesso e ricco di sottotesti e sfumature che abbiamo costruito con pazienza e dedizione, mettendo a disposizione del pubblico opere della collezione non visti da molti anni o addirittura mai esposti”.

La curatrice della Pittura del Settecento delle Gallerie degli Uffizi Alessandra Griffo: “Le opere in mostra, oltre ad essere di grande qualità, hanno il pregio di offrire spunti per conoscere un secolo cruciale per la formazione della mentalità, della sensibilità e persino del gusto moderno. Oggi a Firenze arrivano ogni anno milioni di persone, attratte dal mito del primo Rinascimento; ecco, la riscoperta di questo periodo avvenne proprio nel corso del Settecento”.

Il percorso si apre con la produzione artistica al tempo degli ultimi Medici, nei primi decenni del Settecento. È un periodo in cui la religiosità svolge ancora un ruolo preponderante nella società, ancora di stampo feudale: lo si capisce dalle commissioni di questo tipo affidate a grandi maestri come Giovan Battista Foggini (Inginocchiatoio degli appartamenti reali), Sebastiano Ricci (Crocifissione), e altri ancora. Grandi risorse artistiche erano spese anche nella celebrazione della dinastia uscente, declinata nei ritratti di Cosimo III, del Gran Principe Ferdinando e di Gian Gastone; di quest’ultimo spicca l’interpretazione di Joan Richter, tipicamente ancien regime, ispirata ai pomposi ritratti di corte francesi, in una rappresentazione che restituisce il fasto di una corte al tramonto impegnata nel tentativo di ravvivare nella memoria dei sudditi il proprio glorioso passato.

Ecco quindi loro successori, i Lorena, immortalati in busti marmorei affinché le loro effigi popolassero i luoghi pubblici della città. È il momento in cui inizia ad affermarsi una sensibilità di stampo illuministico: spuntano infatti anche ritratti di natura meno ‘ufficiale’: testimoniano l’ampliamento della platea di modelli e committenti, avvenuto proprio in questo secolo, e interessato a una indagine artistica fondata sempre più sulla restituzione del reale e non più dell’ideale/formale. Tra i più celebri, quelli di Goya, Elisabeth Vigée Le Brun, Anton Rafael Mengs e Jean Marc Nattier.

Nell’essere momento cruciale per le Gallerie e per le sue trasformazioni, il Settecento vede emergere l’interesse per nuove scuole pittoriche, rappresentate in un’intera sezione della mostra, specchio dell’ordinamento voluto nel 1782 dall’abate Luigi Lanzi, antiquario di nomina granducale e autore della “Storia pittorica della Italia”. I dipinti esposti sono rappresentativi di ciò che producevano le scuole di tutta Italia: toscana, veneta, emiliana, con nomi di spicco quali Giovanni Domenico Ferretti, Giuseppe Maria Crespi, Canaletto, Francesco Guardi. Una sala è dedicata ai bozzetti: qui spicca il lavoro del 1701 di Anton Domenico Gabbiani dedicato alla cupola della chiesa fiorentina di San Frediano in Cestello, raffigurante la Gloria di Santa Maria Maddalena portata in cielo dagli angeli.

Tra gli aspetti della cultura del tempo che la mostra documenta vi è poi la riscoperta dei Primitivi, i pittori della cristianità medievale rivalutati negli ambienti anti-illuministi che preparano il Romanticismo, gli autori dei fondi oro che erano stati totalmente rimossi dal gusto moderno. Così come la crescente moda per l’esotico, espresso in dipinti come la Giovane donna vestita alla turca di Jean-Étienne Liotard o del Ritratto dell’imperatore della Cina Kangxi di Giovanni Gherardini, oltre a porcellane cinesi e altre curiosità da viaggiatori che negli anni sono arrivate in museo.

Grande novità è il cantiere di restauro ‘live’ del Matrimonio mistico di Santa Caterina de’ Ricci di Pierre Subleyras, recente acquisizione delle Gallerie degli Uffizi; il grande dipinto, considerato un capolavoro del Settecento, bisognoso di un accurato intervento di ripulitura affinché i suoi delicati cromatismi tornino a risplendere come un tempo, verrà infatti ‘curato’ in diretta sotto gli stessi occhi del pubblico dell’esposizione.

La mostra dà poi ampio spazio alle sculture di nudo e a tema erotico, categoria artistica che ha vissuto grandi momenti di fortuna durante il Settecento. La selezione esposta, in particolare, ricalca la composizione dell’immaginario gabinetto erotico che il marchese De Sade sul finire del XVIII secolo descrisse nel suo romanzo “Juliette”, sintesi efficace della seduzione carnale che i marmi classici esercitavano sull’immaginario dei suoi contemporanei, e che vengono adesso riuniti in una sala a esprimere, secondo la lettura data dal marchese, l’amore virile (il fallo leonino), l’amore contro natura (l’Ermafrodito) e l’amore incestuoso (il gruppo di Caligola e Drusilla).

Proseguendo nel percorso oltre la metà del secolo, ci si imbatte in una sala che esplora la nascente categoria estetica del Sublime: il bello è ‘superato” da un senso di stupore e sgomento, qui declinato in iconografie di picchi innevati, rovine e cascate. Tutto questo si evolverà di lì a pochi anni nella forma più compiuta del Romanticismo, prestandosi al racconto di una modernità incalzante e dagli esiti talvolta sconvolgenti, come nel caso della Rivoluzione Francese. Conclusione dell’itinerario è affidata una serie di opere legate al Grand Tour, tra le quali due vedute di Venezia del Canaletto, una spettacolare visione del Vesuvio in Eruzione di Thomas Patch e souvenir a tema.

Kings of Leon cancellano la loro tournée in Europa (anche in Italia)

Roma, 28 mag. (askanews) – I Kings of Leon hanno annunciato che il cantante solista e chitarrista Caleb Followill si è recentemente fratturato il tallone e ha dovuto sottoporsi a un intervento d’urgenza che gli impedisce di viaggiare e di esibirsi. Il processo di recupero, sotto stretto controllo di esperti ortopedici, dovrebbe durare circa 8 settimane.

La band, con grande rammarico, ha quindi cancellato tutti gli show da headliner previsti nei festival di Regno Unito ed Europa nei mesi di giugno e luglio di quest’anno, inclusa la partecipazione a La Prima Estate 2025 al Lido di Camaiore (Lucca) del 22 giugno.

Il festival sta già lavorando per individuare l’artista che salirà sul palco di Lido di Camaiore al posto dei Kings of Leon e si ripromette di tornare dal pubblico con tutti gli aggiornamenti in merito nel più breve tempo possibile.

Caleb ha pubblicato oggi sui social un messaggio sentito rivolto ai fan, in cui racconta l’accaduto e si scusa personalmente.

La Prima Estate augura a Caleb una pronta guarigione e spera di poter riavere presto i Kings of Leon tra gli ospiti di una delle prossime edizioni.

Ecco l’elenco completo dei festival ai quali i Kings of Leon hanno dovuto rinunciare: 13 giugno a O Son do Camiño, Santiago de Compostela, Spagna; 16 giugno a Hessentag, Bad Vilbel, Germania, 22 giugno, La Prima Estate 25, Lido di Camaiore, Italia; 24 giugno all’INmusic Festival, Zagabria, Croazia; 27 giugno per OpenAir St. Gallen, San Gallo, Svizzera; 29 giugno – Blackweir Fields, Cardiff, Regno Unito; 2 luglio, Lytham Festival, Lancashire, Regno Unito; 5 luglio, Rock Werchter, Werchter, Belgio; 10 luglio, Mad Cool Festival, Madrid, Spagna e 12 luglio NOS Alive, Lisbona, Portogallo.

Consiglio d’Europa, Tajani: respingiamo al mittente le accuse

Roma, 28 mag. (askanews) – “La sicurezza è un tema prioritario per Forza Italia e per il governo, ecco perché respingiamo il mittente le accuse che vengono dal consiglio d’Europa alla nostra polizia. Le nostre forze dell’ordine sono il fiore all’occhiello del nostro paese, siamo grati a loro e alla polizia locale, carabinieri, polizia Guardia di Finanza polizia penitenziaria e tutto ciò che fanno ogni giorno per garantire la nostra sicurezza”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del Forum Sicurezza Urbana alla Regione Lazio.

Afragola, Una Nessuna Centomila: "A scuola fare educazione affettiva"

Roma, 28 mag. (askanews) – Un altro femminicidio, questa volta di una quattordicenne, Martina Carbonaro. Così la vicepresidente della Fondazione Una Nessuna Centomila, Celeste Costantino: “Siamo di fronte all’ennesimo femminicidio di una giovanissima ragazza, uccisa perché ha posto fine ad una relazione che non voleva più: Martina Carbonaro. Martina è stata uccisa proprio qualche ora fa, il suo ex fidanzato ha confessato di averla uccisa, anche in maniera brutale, in quanto non si rassegnava alla fine della relazione. Impressiona come femminicidio, ma impressiona ancora di più per l’età della ragazza, 14 anni, perché ci pone davanti a delle questioni enormi legate alla prevenzione della violenza sulle donne: come riuscire a non arrivare a queste uccisioni e provare a prevenire con degli strumenti efficaci la violenza sulle donne. Non c’è un’unica soluzione davanti a problematiche così complesse, è impensabile credere che ci possa essere un’unica risposta per riuscire a fermare questo stillicidio. Quello che si può fare è cercare di mettere a sistema, così come è la violenza sulle donne – che si presenta come un fenomeno sistemico – tutta una serie di strumenti, di azioni che possono servire a prevenire e contrastare questi fenomeni. Con la Fondazione Una Nessuna Centomila abbiamo provato a sistematizzare una serie di strumenti, che vanno dal rafforzamento dei centri antiviolenza all’investimento sul cambiamento culturale, ma stiamo soprattutto provando a dare forza all’insegnamento dell’educazione sessuale-affettiva nelle scuole. Per noi questo è un punto fondamentale. Noi pensiamo che si debba aprire una riflessione importante in questo Paese proprio partendo dal domandarsi ‘che cos’è l’educazione affettiva’ da portare nelle classi. Se uno degli alibi della politica per non inserire l’educazione affettiva nelle scuole è stato interrogarsi su come e con chi dovesse essere inserita, la Fondazione Una Nessuna Centomila ha cercato in questo ultimo anno di dare una dimensione scientifica a questo sapere. L’abbiamo fatto attraverso un lavoro di ricerca con l’Università Bicocca per fornire una dimensione scientifica in qualche modo certificata da percorsi accademici obbligatori che si devono fare per formarsi ed entrare nelle scuole ad insegnare educazione all’affettività. Questo lavoro lo stiamo mettendo a disposizione della politica: quindi, non un richiamo stanco a fare educazione all’affettività in qualsiasi modo, non va bene ‘in qualsiasi modo’, non tutti sono abilitati a poterlo fare. Non dobbiamo nascondere la polvere sotto il tappeto, dobbiamo provare invece a rendere libera questa discussione, scevra da tabù, capace di fare i conti con quello che sta succedendo tra adolescenti e preadolescenti del nostro Paese. Se si arriva a forme di violenza così forti è perché tutto rimane nascosto, tutto è dentro un sottobosco che non ci consente di poter parlare con i nostri ragazzi e le nostre ragazze. Noi pensiamo che questo sia il primo passaggio da fare: uscire allo scoperto, smetterla di rendere questo dibattito come qualcosa solo per addetti ai lavori e che non consente invece una discussione libera, approfondita sul disagio che i ragazzi e le ragazze del nostro Paese vivono. I giovani sono attraversati dai fallimenti, dal desiderio del controllo, dalla gelosia e dal possesso che applicano su loro stessi e all’interno delle loro relazioni. Ecco, noi vorremmo partire da qui, consapevoli che non si esaurisce tutto all’interno di questo sapere ma che può essere la miccia per andare incontro a quelle che sono le grandi problematiche che attraversano oggi i nostri ragazzi e le nostre ragazze”.

Meloni: parole vergognose dalla commissione sul razzismo del Consiglio d’Europa

Roma, 28 mag. (askanews) – “Le parole pronunciate dalla Commissione contro il razzismo e l’intolleranza del Consiglio d’Europa, che accusano le Forze di Polizia italiane di razzismo, sono semplicemente vergognose”. Lo scrive su X la presidente dl Consiglio Giorgia Meloni.

“Tutti – prosegue la premier – conoscono i numerosi episodi in cui agenti delle Forze dell’Ordine vengono aggrediti, spesso da immigrati irregolari, mentre svolgono il proprio dovere con coraggio, dedizione e rispetto della legge. Purtroppo non è la prima volta che alcuni organismi del Consiglio d’Europa, finanziato anche con i soldi dei cittadini italiani, si abbandonano a giudizi infondati, frutto di un approccio ideologico e di pregiudizi evidenti”.

“L’Italia fu, nel 1949, tra i dieci Stati fondatori del Consiglio d’Europa, nato nel dopoguerra per difendere la democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto. Eppure oggi quello spirito originario sembra smarrito, sostituito da dichiarazioni sempre più faziose e lontane dalla realtà. Noi continueremo a difendere chi, ogni giorno, garantisce la sicurezza dei cittadini italiani. Con orgoglio”, conclude Meloni.

Consiglio d’Europa, Meloni: da Ecri parole vergognose

Roma, 28 mag. (askanews) – “Le parole pronunciate dalla Commissione contro il razzismo e l’intolleranza del Consiglio d’Europa, che accusano le Forze di Polizia italiane di razzismo, sono semplicemente vergognose”. Lo scrive su X la presidente dl Consiglio Giorgia Meloni.

“Tutti – prosegue la premier – conoscono i numerosi episodi in cui agenti delle Forze dell’Ordine vengono aggrediti, spesso da immigrati irregolari, mentre svolgono il proprio dovere con coraggio, dedizione e rispetto della legge. Purtroppo non è la prima volta che alcuni organismi del Consiglio d’Europa, finanziato anche con i soldi dei cittadini italiani, si abbandonano a giudizi infondati, frutto di un approccio ideologico e di pregiudizi evidenti”.

“L’Italia fu, nel 1949, tra i dieci Stati fondatori del Consiglio d’Europa, nato nel dopoguerra per difendere la democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto. Eppure oggi quello spirito originario sembra smarrito, sostituito da dichiarazioni sempre più faziose e lontane dalla realtà. Noi continueremo a difendere chi, ogni giorno, garantisce la sicurezza dei cittadini italiani. Con orgoglio”, conclude Meloni.

Fedez ospite al congresso di Forza Italia giovani sabato

Roma, 28 mag. (askanews) – Si terrà nella giornata di sabato il congresso giovanile di Forza Italia per l’elezione del nuovo segretario. Candidato a succedere a Stefano Benigni è Simone Leoni. L’evento, che si terrà al palazzo dei Congressi dell’Eur, è stato presentato nel corso di una conferenza stampa alla Camera. Tra gli ospiti ci saranno Massimiliano Rosolino e Paolo Del Debbio, ma soprattutto Fedez.

“E’ un ospite d’eccezione che – spiega Benigni – creerà sicuramente dibattito” anche perché “ha deciso per la prima volta di partecipare a un momento politico. Siamo onorati, pur avendo posizioni diverse. E’ una figura di riferimento per molti giovani e crediamo possa venire a confrontarsi con i nostri giovani su temi rilevanti, come quello del disagio giovanile e della salute mentale”.

Angela Baraldi, il "3021 Live" nel cortile del Castello di Ferrara

Roma, 28 mag. (askanews) – Il 15 giugno Angela Baraldi sarà in concerto nel Cortile del Castello di Ferrara nell’ambito di “3021 Live”, il tour per presentare dal vivo i brani contenuti nel suo nuovo album “3021” (Caravan / Sony Music Italia), disponibile in digitale, cd e vinile.

In occasione di questo live, inserito nel programma del festival Ferrara sotto le stelle, Angela Baraldi sarà accompagnata sul palco da Federico Fantuz (chitarra), Andrea Zucchi (Sax Baritono) e Tim Trevor Briscoe (Clarinetto e Sax Tenore).

Il tour “3021 LIVE”, iniziato a febbraio e organizzato da Locusta, farà tappa anche a Bibbona (Livorno) il 20 giugno e il 24 luglio a Genova (Villa Bombrini) per il Lilith Festival

I biglietti per il concerto di Ferrara sono disponibili in prevendita su www.ferrarasottolestelle.it.

Il Consiglio d’Europa ha raccomandato all’Italia uno studio sul razzismo nelle forze dell’ordine

Bruxelles, 28 mag. (askanews) – La “Commissione contro il razzismo e l’intolleranza” del Consiglio d’Europa (Ecri) (un organismo esterno, dunque, all’Unione europea), ha presentato oggi, con una conferenza stampa al Press Club di Bruxelles, il suo Rapporto annuale 2024, sottolineando tra l’altro la denuncia del fenomeno della profilazione razziale da parte delle forze dell’ordine in diversi paesi europei (compresa l’Italia) e la segregazione di bambini Rom nelle scuole.

Per l’Italia, in particolare, il presidente dell’organismo del Consiglio d’Europa, Bertil Cottier, rispondendo a un giornalista che chiedeva se siano stati riscontrati casi di discriminazione e profilazione razziale da parte delle forze dell’ordine nazionali, ha affermato: “Abbiamo dei rapporti nazionali. Per ogni Paese abbiamo raccomandazioni specifiche che potrebbero essere adattate al problema specifico del Paese che abbiamo visitato. Ora, naturalmente, per quanto riguarda l’Italia, avevamo una raccomandazione specifica sulla profilazione razziale e abbiamo raccomandato al governo italiano – ha riferito Cottier – di condurre uno studio indipendente sulla profilazione razziale per valutare la situazione, il livello di profilazione razziale in Italia”.

Serena Brancale e Alessandra Amoroso di nuovo insieme in "Serenata"

Roma, 28 mag. (askanews) – Dopo aver incantato il pubblico sul palco del Festival di Sanremo con la loro versione di “If I Ain’t Got You” di Alicia Keys nella serata delle cover, Serena Brancale torna a unire la sua voce a quella di Alessandra Amoroso nel nuovo singolo “Serenata” (Isola degli Artisti / Warner Music Italy), in uscita il 30 maggio.

Quella performance, accolta con entusiasmo da pubblico e critica, ha segnato la nascita di una collaborazione artistica tanto inaspettata quanto potente. “Serenata” ne è la naturale evoluzione: una canzone travolgente, che fonde ritmo, emozione e tradizione.

Un brano dal sapore popolare ma dall’anima sofisticata che riflette l’identità musicale delle artiste, tra groove, jazz, sonorità mediterranee e suggestioni greche che richiamano il ritmo ipnotico del sirtaki, trasformando “Serenata” in una vera e propria danza collettiva: una festa condivisa, travolgente e corale.

“Serenata” rappresenta un nuovo tassello nella crescita artistica di Serena Brancale, capace di trasformare ogni brano in un racconto che vibra di autenticità e originalità.

Il nuovo brano arriva dopo “Anema e Core”, brano che ha permesso a Serena di conquistare un pubblico sempre più ampio grazie al suo incredibile talento e la sua forza coinvolgente.

L’artista sta portando in tour la sua musica – con il suo Anema e Core tour sarà a Napoli il 24 maggio, a Roma il 7 giugno (Cavea dell’Auditorium Parco della Musica), a Padova Sherwood Festival il 17 giugno e ad Azzano Decimo (PN) per la Fiera della Musica il 21 giugno, solo per ricordare le prossime date – si è esibita a maggio su prestigiosi palchi internazionali in una serie di live nei celebri Blue Note Club di Tokyo, Shanghai e Seoul.

I concerti sono prodotti e distribuiti da Vivo Concerti in collaborazione con Isola degli artisti e Color Sound. Info biglietti su http://www.vivoconcerti.com/.

La Cei: 69 i casi di abusi denunciati in Italia nel 2023-2024

Città del Vaticano, 28 mag. (askanews) – Nel 2023-2024, i casi di presunti abusi in ambito ecclesiale sono stati in Italia 69, di cui 27 in parrocchia. Il dato è contenuto nella Terza Rilevazione promossa dal Servizio nazionale per la tutela dei minori e adulti vulnerabili della Conferenza Episcopale Italiana, presentato oggi a Roma, nel corso di una conferenza dal titolo: “Proteggere, prevenire, formare. La rete territoriale per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili”, durante il quale è stato presentato il rapporto che analizza le attività dei Servizi Regionali, diocesani/interdiocesani e dei Centri di ascolto per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili nel biennio 2023-2024.

Secondo i dati forniti, i presunti abusi nel corso del biennio 2023-2024 avrebbero visto 37 casi rispetto ai 32 riferiti al passato, con gli abusi spirituali e di coscienza passati da 4 a 17 casi. La maggior parte delle segnalazioni riguardano “comportamenti inappropriati e toccamenti”.

Questo mentre il profilo delle presunte vittime mostra una prevalenza di maschi e una distribuzione di età che varia nel tempo.

Per quanto riguarda, invece, i presunti autori di abuso (in tutto 67) si tratta principalmente di chierici.

“Il confronto tra le due ultime indagini evidenzia un aumento nell’età media del presunto autore di abusi, che passa da 43 anni nel 2022 a 50 anni nel 2023-2024”.