11.7 C
Roma
mercoledì, 11 Febbraio, 2026
Home Blog Pagina 6

Russia, attentato ad un alto ufficiale dei servizi militari, chi è Alekseyev

Roma, 6 feb. (askanews) – E’ un alto ufficiale dell’intelligence militare russa Vladimir Alekseyev, il generale tenente rimasto ferito stamattina da diversi colpi di arma da fuoco sparati da uno sconosciuto sul Volokolamskoe Shosse, grande arteria viaria nel Nord Ovesti di Mosca. Le autorità russe hanno aperto un’indagine per tentativo di assassinio. L’attentato allunga una serie di attacchi contro funzionari e rappresentanti delle strutture di sicurezza russe che hanno accompagnato la guerra in Ucraina.

Alekseyev, ferito presso la sua abitazione, è dal 2011 il primo vicecapo della Direzione principale dello Stato maggiore del Ministero della Difesa, unità prima conosciuta come GRU, centro nevralgico dei servizi militari. In pratica, ricopre uno dei ruoli più sensibili nell’apparato di sicurezza russo, alle dirette dipendenze del capo del GRU, Igor Kostjukov che nei giorni scorsi ha guidato la delegazione russa ai colloqui trilaterali con Ucraina e Stati Uniti ad Abu Dhabi. Stamane è stato trasportato in ospedale senza fornire dettagli sulle sue condizioni, ma secondo indiscrezioni riportate da diversi canali Telegram russi è grave.

Vladimir Alekseyev è nato nella regione di Vinnycja, in Ucraina. Secondo fonti mediatiche, sarebbe stato uno dei principali coordinatori delle formazioni “volontarie” russe impiegate nella guerra in Ucraina.

Nel giugno 2023 ha preso parte, insieme al vice ministro della Difesa Yunus-Bek Yevkurov, ai negoziati con il fondatore del gruppo Wagner, Evgeny Prigozhin, per farlo retrocedere dal tentativo di ammutinamento, episodio che ha segnato una delle più gravi crisi interne per la leadership militare russa dall’inizio della guerra. Prigozhin è poi morto in un misterioso incidente che ha visto precipitare il suo jet privato due mesi più tardi.Secondo la Direzione principale dell’intelligence del Ministero della Difesa ucraino (GUR), Alekseyev sarebbe inoltre responsabile di attività legate alla preparazione dei dati operativi per attacchi missilistici e aerei contro il territorio ucraino, nonché della legittimazione dell’occupazione russa attraverso l’organizzazione dei cosiddetti referendum nelle aree occupate.

Milano-Cortina, stasera la cerimonia di inaugurazione

Roma, 6 feb. (askanews) – Questo il programma di oggi, venerdì 6 settembre delle OLimpiadi invernali di Milano-Cortina 09:00 – Salto con gli sci – Prova femminile, trampolino piccolo 09:55 – Pattinaggio di figura – Gara a squadre, danza su ghiaccio (rhythm dance) 10:05 – Curling – Doppio misto, fase a gironi (Svezia-Gran Bretagna / Italia-Svizzera / Usa-Canada) 11:30 – Sci alpino – Prove cronometrate discesa libera uomini 11:30 – Sci alpino – Prove cronometrate discesa libera donne 11:35 – Pattinaggio di figura – Gara a squadre, corto coppie artistico 12:10 – Hockey su ghiaccio – Torneo femminile, Francia-Giappone 13:35 – Pattinaggio di figura – Gara a squadre, singolo femminile programma corto 14:35 – Curling – Doppio misto, fase a gironi (Rep. Ceca-Usa / Estonia-Italia / Corea del Sud-Gran Bretagna / Svezia-Norvegia) 14:40 – Hockey su ghiaccio – Torneo femminile, Rep. Ceca-Svizzera 20:00 – Cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali – Milano, Stadio San Siro Questi gli azzurri in gara oggi alle Olimpiadi di Milano-Cortina 09:55 – 11:35 – Pattinaggio di figura – Team Event, corto coppie danza – Milano Ice Skating Arena Marco Fabbri Charlène Guignard 10:05 – 12:05 – Curling – Fase a gironi Doppio misto: Italia-Svizzera – Cortina Curling Olympic Stadium Stefania Constantini Amos Mosaner 11:35 – 13:35 – Pattinaggio di figura – Team Event, corto coppie artistico – Milano Ice Skating Arena Sara Conti Niccolò Macii 13:35 – 14:55 – Pattinaggio di figura – Team Event, corto singolo femminile – Milano Ice Skating Arena Lara Naki Gutmann 14:35 – 16:35 – Curling – Fase a gironi Doppio misto: Italia-Estonia – Cortina Curling Olympic Stadium Stefania Constantini Amos Mosaner Questo il programma di domani, sabato 7 settembre delle OLimpiadi invernali di Milano-Cortina: 10:05 – Curling – Misto – Preliminari – Regno Unito vs Canada 10:05 – Curling – Misto – Preliminari – Svizzera vs Svezia 10:30 – Sci freestyle – Slopestyle (D) – Qualificazioni 11:30 – Sci alpino – Discesa (U) – GARE DA MEDAGLIE 12:10 – Hockey su ghiaccio – Donne – Gruppo B – Germania vs Giappone 13:00 – Sci di fondo – 20 km skiathlon (D) – GARE DA MEDAGLIE 14:00 – Sci freestyle – Slopestyle (U) – Qualificazioni 14:35 – Curling – Misto – Preliminari – Estonia vs Norvegia 14:35 – Curling – Misto – Preliminari – Svezia vs Italia 14:35 – Curling – Misto – Preliminari – Regno Unito vs Stati Uniti 14:35 – Curling – Misto – Preliminari – Repubblica Ceca vs Corea del Sud 14:40 – Hockey su ghiaccio – Donne – Gruppo B – Svezia vs Italia 16:00 – Pattinaggio di velocità – 3000 m (D) – GARE DA MEDAGLIE 16:40 – Hockey su ghiaccio – Donne – Gruppo A – Stati Uniti vs Finlandia 17:00 – Slittino – Singolo (U) – 1 manche 18:40 – Slittino – Singolo (U) – 2 manche 18:45 – Salto con gli sci – Trampolino piccolo (D) – GARE DA MEDAGLIE 19:05 – Curling – Misto – Preliminari – Canada vs Estonia 19:05 – Curling – Misto – Preliminari – Norvegia vs Italia 19:05 – Curling – Misto – Preliminari – Corea del Sud vs Stati Uniti 19:05 – Curling – Misto – Preliminari – Repubblica Ceca vs Svizzera 19:30 – Snowboard – Big Air (U) – FINALE 19:45 – Pattinaggio artistico – Gara a squadre (X) – Programma corto – Uomini 21:10 – Hockey su ghiaccio – Donne – Gruppo A – Svizzera vs Canada 22:05 – Pattinaggio artistico – Gara a squadre (X) – Programma Libero – Danza su ghiaccio

Arte Fiera, al Cinema Modernissimo il Flash Art Italia Award

Bologna, 6 feb. (askanews) – Venerdì 6 febbraio 2026 al Cinema Modernissimo durante Arte Fiera si terrà la consegna dei premi del Flash Art Italia Award, a sessant’anni dalla nascita della storica rivista. Nato nel 2025 come riconoscimento che guarda all’intero ecosistema dell’arte in Italia, il premio, alla seconda edizione, sarà articolato in 10 categorie: Miglior Artista, Miglior Curatore, Miglior Galleria, Miglior Territorio, Miglior Istituzione, Miglior Project Space, Premio Arte e Moda, Premio Arte e Impresa, Premio alla Carriera e Premio alla Scrittura. Ne ha parlato ad askanews il direttore ed editore di Flash Art Italia Cristiano Seganfreddo: “Un premio che nasce per raccontare l’Italia di oggi nella sua interezza e varietà. Il sistema dell’arte contemporanea è formato da tanti elementi strutturali. Cerchiamo di raccontare con questo premio la grande vivacità progettuale e culturale italiana attorno all’arte contemporanea: ricordando che l’arte è un elemento strutturale eversivo che genera la libertà di giudizio, uno dei pochi luoghi dove quella libertà è ancora concessa. E pensiamo che sia fondamentale ricordarlo, ricordare e nutrire i territori. Bologna dal 1200 è un luogo che ha fatto della formazione, dell’innovazione e della creatività un punto di riferimento. Flash Art Italia, primo giornale italiano che dal 1977 racconta l’arte contemporanea, assieme alla prima fiera italiana, Arte Fiera, cercano di raccontare questo nuovo paesaggio contemporaneo”.

Arte, nascerà a San Vincenzo un museo dedicato a Giampaolo Talani

Roma, 6 feb. (askanews) – Un museo dedicato a Giampaolo Talani nella sua San Vincenzo, nella Torre costiera che svetta dal centro cittadino e che è anche simbolo del paese del livornese. Il progetto è pronto e l’auspicio è quello di inaugurarlo nel 2028, a dieci anni dalla scomparsa dell’artista. L’annuncio è stato dato durante la presentazione del secondo volume del Catalogo Generale di Giampaolo Talani, ieri a Firenze nella Sala Ferri del Gabinetto Vieusseux. Erano presenti il figlio di Talani, Martino, il presidente del Gabinetto Vieusseux Riccardo Nencini, i curatori del volume Stefano Ciulli e Nicola Nozzoli, il sindaco di San Vincenzo Paolo Riccucci e il critico Giammarco Puntelli.

Talani è nato nel 1955 a San Vincenzo, in provincia di Livorno. Le sue opere sono esposte in tutto il mondo, da Berlino al Quirinale per il quale, a conclusione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, venne commissionato un busto di Garibaldi in bronzo. ‘Il Marinaio’ (2010), scultura di sette metri, domina il nuovo porto turistico di San Vincenzo, una replica di ben diciotto metri è stata commissionata per il porto di Miami; ‘L’Uomo che Salva il Mare’, omaggio a soccorritori e vittime del naufragio della Costa Concordia, è posizionato all’Isola del Giglio; il bronzo ‘Rosa dei Venti’ si trova alla stazione di Venezia Santa Lucia (2014); la statua ‘Abfahrt-Partenza’ realizzata per Washingtonplatz a Berlino (2015), davanti alla nuova stazione ferroviaria di Berlin Hauptbahnhof; la statua ‘Fiorenza’ si trova in piazza San Jacopino a Firenze (2016). Sempre a Firenze c’è l’affresco ‘Partenze’ alla Stazione di Firenze Santa Maria Novella.

“La parola museo non sarebbe piaciuta a mio padre – ha detto Martino Talani -, potremmo chiamarlo ‘Spazio Giampaolo Talani’. Sarà un luogo dove la sua arte sarà ancora più viva e che aiuterà a comporre un mosaico di cui anche i traguardi editoriali fanno parte e che ci trasmettono l’estremo interesse ma anche il tantissimo affetto che mio padre ha saputo generare e che si diffonde ancora oggi”.

La Torre di San Vincenzo, di epoca medievale, oggi è usata come Sala del Consiglio comunale e come sede di mostre temporanee. L’idea è quella di riservarne alcune sale per esporre in maniera permanente pitture e sculture dell’artista, un modo per rendere omaggio a uno dei figli più illustri della cittadina che da lì è diventato un pittore e scultore di fama internazionale. “Vasari sosteneva che non serve il desiderio di essere alla pari con gli altri per emergere – ha sottolineato Nencini – e Talani questo scatto in avanti l’ha fatto, da uomo di mare interessato più alla traversata che all’arrivo in porto. Una delle sue opere che preferisco è l’affresco ‘Partenze’ alla stazione di Santa Maria Novella, con gli uomini con le cravatte al vento, dove il desiderio di viaggiare e dell’avventura è più di quello di raggiungere la meta”.

Il catalogo, frutto di un meticoloso lavoro di ricerca e archiviazione, rappresenta un tassello fondamentale per la comprensione del percorso creativo di una delle figure più influenti del panorama artistico contemporaneo. Il volume non è solo uno strumento per collezionisti e accademici, ma un atto di omaggio a un uomo che ha segnato profondamente la storia dell’arte della nostra regione e non solo. La pubblicazione, edita da Pacini Editore, è stata curata dall’Archivio Talani con il supporto dell’Associazione Culturale senza fini di lucro Giampaolo Talani.

“Questo secondo volume chiude un cerchio iniziato dieci anni fa – ha dichiarato Giammarco Puntelli -. Presentarlo oggi, a otto anni dalla sua scomparsa, significa non solo catalogare delle opere, ma mantenere viva la voce di un artista che ha ancora molto da dire al presente”.

Arte Fiera, il progetto degli atelier di MUVE e Bevilacqua La Masa

Bologna, 6 feb. (askanews) – Ad Arte Fiera 2026 presente anche lo stand nato della collaborazione fra la Fondazione Bevilacqua La Masa e i Musei Civici di Venezia con le opere degli atelier degli artisti in residenza nelle due istituzioni. Il progetto lo ha raccontato ad askanews Camilla Pozzato, curatrice degli atelier d’artista: ” In questa mostra, Fondazione Bevilacqua La Masa, in collaborazione con i Musei Civici di Venezia, racconta il percorso appena iniziato di un gruppo di artisti selezionati, 28 per la precisione, 13 in residenza a Mestre e 15 in residenza a Venezia. Gli artisti sono appena arrivati negli atelier e dunque la presenza all’interno di uno stand di una fiera importante come quella di Bologna è davvero un punto importantissimo per l’inizio della loro carriera. La formula degli atelier della Bevilacqua La Masa, storicamente in collaborazione con i musei civici veneziani nello specifico negli spazi dell’Emeroteca dell’arte di Mestre, danno a gruppo di artisti davvero un’opportunità specialissima, quello di avere degli spazi in cui poter creare, sbagliare, riformulare, ridiscutere ed entrare in contatto con la pratica di altri colleghi e altre colleghe, affinché la definizione dell’artista che vogliono diventare domani sia più chiara. È un’occasione che capita davvero una volta nella vita: quella di avere la possibilità di progettare, di creare, appunto di riformulare senza l’obiettivo finale di un successo, ma solo nell’ottica di ragionare, pensare e capire dove si vuole andare”.

Arte Fiera, Chalisée Naamani al Padiglione de l’Esprit Nouveau

Bologna, 6 feb. (askanews) – In occasione dell’edizione 2026 si rinnova la collaborazione tra Arte Fiera e Fondazione Furla per il programma di azioni dal vivo. Bruna Roccasalva, Direttrice Artistica della Fondazione Furla ha descritto ad askanews l’intervento: “Per l’edizione 2026, Fondazione Furla e Arte Fiera presentano, nell’ambito del programma dedicato alla performance, un intervento dell’artista franco-iraniana Chalisée Naamani. L’intervento di Chalisée, intitolato Wardrobe, nasce da una riflessione sulla natura stessa del Padiglione de l’Esprit Nouveau, disegnato da Le Corbusier, che rappresenta da un lato gli ideali modernisti e dall’altro il concetto di casa come macchina per abitare. Chalisée ha immaginato di trasformare il padiglione stesso in una sorta di grande guardaroba, costruendo al suo interno un binario che attraversa tutti gli ambienti dell’edificio, tracciando una sorta di linea che dialoga con la geometria pura di questa architettura. Questo binario culmina poi all’interno di una stanza dove si raccolgono tutti gli abiti speciali disegnati dall’artista, che creano una sorta di spazio scenico all’interno del quale si svolge l’azione performativa, un’azione che vede l’artista coinvolta in prima persona e che consiste nell’atto di stirare: un rituale domestico che da un lato rimando all’idea di cura, di attenzione di dedizione, ma dall’altro è anche un’azione ripetitiva, allineante, quasi meccanica. Nel suo ripetersi meccanico, il gesto di stirare fa si che anche il corpo si inserisca dentro a questa macchina, diventando un ingranaggio che lavora in sinergia con tutti gli altri per farla funzionare.” Il guardaroba in sé non rimanda solo all’abito ma anche all’atto di custodire, preservare e conservare, e il termine stesso Wardrobe contiene questo duplice significato: partendo dalla sua etimologia dal francese garde-robe, “custodire” e “indumento” Naamani ha ideato un intervento che riflette sui concetti di abito/abitacolo/abitudine e su come il corpo, il suo rifugio e la ripetizione dei gesti contribuiscano a costruire il nostro modo di essere. Nel suo ripetersi meccanico, l’atto di stirare riflette la stessa idea di funzionalità incarnata dall’architettura modernista: se la casa è una macchina, il corpo ne diventa parte integrante, inserendosi in un sistema in cui ogni elemento opera in sinergia per garantirne il funzionamento.

Gli orari della performance sono venerdì 6 febbraio ore 12 e 18, sabato 7 febbraio ore 12, 16 e 18 e domenica 8 febbraio ore 12 e 15.

Bce, economisti settore privato stimano inflazione stabile al 2%

Roma, 6 feb. (askanews) – Previsioni di inflazione stabile mentre migliorano marginalmente quelle sulla crescita economica per quest’anno, secondo l’insieme di economisti e analisti del settore privato nell’area euro, secondo l’ultimo sondaggio condotto dalla Banca centrale europea. Per il carovita, gli esperti del settore privato prevedono 2% su quest’anno, sul prossimo e anche nel 2028, in linea con l’obiettivo della stessa Bce.

Per la crescita economica si attendono +1,2% quest’anno, +1,4% il prossimo e +1,3% nel 2028. Nel precedente sondaggio stimavano una crescita dell’1,1% quest’anno. Immutate anche le attese sulla disoccupazione: 6,3% quest’anno, 6,2% il prossimo è 6,1% nel 2028.

Le previsioni in questione non sono quelle della stessa Bce, ma appunto una media di quelle di analisti di banche e finanziarie private (Survey of professional forecasters). Questa ultima edizione del sondaggio è stata effettuata tra il 7 e il 12 gennaio, riporta l’istituzione di Francoforte, coinvolgendo 62 esperti.

Stellantis, annuncio shock: 22 mld oneri, zero dividendi 2026, giù in Borsa

Roma, 6 feb. (askanews) – Annuncio shock da parte di Stellantis: con un comunicato diramato prima dell’apertura dei mercati in Europa, il gruppo ha riportato oneri straordinari per 22,2 miliardi di euro, che “riflettono in larga parte il costo derivante da una sovrastima del ritmo della transizione energetica, che ci ha allontanato dalle esigenze, dalle possibilità e dai desideri reali di molti acquirenti di autovetture”, come spiega l’amministratore delegato, Stefano Filosa, citato in un comunicato.

In considerazione della perdita netta del 2025, non saranno distribuiti dividendi nel 2026, avverte la società. Inoltre, il Cda ha autorizzato l’emissione di obbligazioni ibride perpetue subordinate non convertibili fino a 5 miliardi. Misure volte a “preservare una robusta struttura patrimoniale e di liquidità”. Il manager terrà una conference call su questi sviluppi nel pomeriggio, alle 14.

L’impatto sul titolo in Borsa è stato brutale: in avvio di seduta Stellantis è caduta del 14,41% a 6,99 euro e successivamente arriva a cedere il 19,63% con un minimo di seduta a 6,466 euro.

L’impegno del gruppo, ora, è quello di “essere un punto di riferimento per la libertà di scelta”, afferma ancora la società. Che dice di voler includere “quei clienti che, per stile di vita e necessità di lavoro, possono trovare nella crescente gamma di veicoli ibridi e con motori termici avanzati dell’Azienda, la soluzione giusta per loro”.

Filosa spiega di aver “esaminato ogni angolo della nostra attività e stiamo attuando i cambiamenti necessari, mobilitando tutta la passione e l’ingegno che abbiamo in Stellantis. La risposta positiva dei clienti alle nostre iniziative di prodotto nel 2025 si è tradotta in un aumento degli ordini e in un ritorno alla crescita dei ricavi. Nel 2026, la nostra attenzione incrollabile sarà rivolta a colmare i gap di esecuzione del passato, così da dare ulteriore impulso ai primi segnali di rinnovata crescita. Non vediamo l’ora di condividere tutti i dettagli della nostra nuova strategia durante l’Investor Day del 21 maggio”.

Per il 2026 la società “prevede un aumento dei ricavi netti” e un andamento in crescita dei margini dal primo al secondo semestre. Ieri Filosa aveva firmato un appello assieme all’amministratore delegato del gruppo Volkswagen, Oliver Blume, pubblicato su alcuni quotidiani e rivolto alle autorità europee affinché intervengano a sostegno del settore europeo dell’auto. (fonte immagine: Stellantis)

Arte Fiera 2026, identità italiana e voglia di essere “per tutti”

Bologna, 6 feb. (askanews) – La vivacità è quella che si trova ogni anno, con in più una componente di sguardo verso il futuro, con la sua dose di imponderabilità. Per l’edizione 2026 Arte Fiera ha scelto un nuovo direttore artistico, Davide Ferri, e un titolo che, omaggiando Lucio Dalla, resta sospeso su molte possibilità: “Cosa sarà”. Ma a Bologna hanno le idee chiare sul tipo di fiera che si vuole presentare al pubblico.

“Ad Arte Fiera – ha detto ad askanews il direttore artistico – c’è sempre un entusiasmo, perché Arte Fiera ha ricatalizzato un mercato italiano, qua vengono le più prestigiose e autorevoli gallerie d’arte italiane e devo dire che Arte Fiera somiglia anche un pochino a una festa per le gallerie italiane e per noi è importante, perché questa dimensione italiana traccia proprio un’identità che ci differenzia delle altre fiere principali nazionali”.

Per la 49esima edizione Arte Fiera ha presentato diversi cambiamenti: un rinnovato team di curatori, un nuovo progetto per il padiglione del “moderno” e una diversa articolazione delle sezioni curate, oltre che un’attenzione a fotografia e multipli che rappresenta anche un modo di aprirsi a un pubblico più grande. “Io, insieme al direttore di artistico – ha aggiunto Enea Righi, direttore operativo della manifestazione – voglio che Arte Fiera venga sempre più caratterizzata come una fiera popolare e quindi che si distacchi da quelle che sono le grandi fiere internazionali, che invece puntano soltanto a un mercato di ricchi: noi vogliamo puntare a un mercato di tutti”.

Questo atteggiamento ci sembra essere un punto molto interessante, qualcosa che rende più viva la fiera, che presenta quest’anno 174 gallerie, a cui si aggiungono espositori dell’editoria e istituzionali che portano il numero totale dei partecipanti a 201. “Le fiere hanno questo ruolo di crocevia fondamentale per quanto riguarda le relazioni – ha detto ancora Ferri – le fiere suscitano sempre un entusiasmo, ci si incontra le fiere, restano ancora molto importanti per questo aspetto e migliorarla da quel punto di vista, migliorarla a Bologna che è una città che dei lati caldi, accoglienti e inimitabili significa anche creare le premesse per un buon funzionamento della parte commerciale che dove la fiera deve effettivamente riuscire”.

Importanti anche i progetti speciali, come l’installazione di Marcello Maloberti che, con tutta la sua carica di spesante, ma riconoscibile, provvisorietà accoglie i visitatori all’ingresso dei padiglioni, oppure la collaborazione con Fondazione Furla per le performance dal vivo. Tutti elementi che danno corpo a un’identità riconoscibile, che è parte del gioco esattamente come la componente fieristica vera e propria.

Arte Fiera, Bologna Fiere: restituiamo cultura al territorio

Bologna, 6 feb. (askanews) – “Questo rappresenta un po’ il cuore e l’anima della nostra azienda. Bologna Fiera è un’impresa a tutti gli effetti, si deve occupare ovviamente del business, dei risultati economici, ma come tutte le imprese ha un radicamento territoriale a cui deve dare il giusto riconoscimento. Arte Fiera probabilmente è un po’ questa la modalità con cui un’impresa come la nostra restituisce al territorio un contributo all’identità culturale di questo territorio”. Lo ha detto ad askanews Gianpiero Calzolari, presidente di Bologna Fiere, nella giornata di inaugurazione di Arte Fiera 2026.

“Quando qualche anno fa ci siamo resi conto che stavamo perdendo un po’ lo smalto, pur essendo la prima fiera del settore in Italia – ha aggiunto Calzolari – abbiamo deciso che era doveroso rilanciare o il progetto industriale di Bologna Fiere e anche il progetto culturale di Arte Fiera e siamo qua oggi, siamo qua con una fiera che ha ripreso a tutti gli effetti la centralità nel panorama nazionale non solo nazionale e che sta raccogliendo anno dopo anno il consenso che merita da parte degli operatori, da parte dei collezionisti e poi anche da parte dei cittadini comuni che hanno l’opportunità di cogliere una dimensione dell’arte contemporanea come difficilmente si può cogliere in altri eventi”.

Argomenti estremi e senso comune

È assai probabile che di qui a non molto del generale Roberto Vannacci e del suo “Futuro nazionale” si parlerà molto meno. Quei suoi argomenti, così estremi e così urticanti, sollecitano per un po’ il tifo (e lo sdegno) delle curve, ma poi lasciano il passo a considerazioni politiche più improntate al senso comune. Per fortuna, viene da dire.

 

Il sintomo di un malessere più profondo

Resta il fatto che, in questi giorni, invece, l’argomento è fin troppo caldo. Su questo, invece, varrebbe la pena di riflettere: è il segno che, sotto la coltre delle sue abitudini, tradizioni e pigrizie, la politica italiana cova un malessere di cui non si viene facilmente a capo e che, ogni tanto, alimenta il movimentismo e le parole d’ordine più estreme, a destra come a sinistra.

Il fiammifero e la prateria

Il caso Vannacci ci ricorda che, alle volte, basta un piccolo fiammifero a incendiare tutta una prateria. Il punto è che noi dovremmo badare di più alla prateria e cercare, se possibile, di presidiarla e metterla al riparo. Invece, ci lasciamo abbagliare da quel fiammifero, salvo scoprire poi che il suo effetto deflagrante non promette mai niente di buono e che, per fortuna, le sue conseguenze sono quasi sempre meno delle sue promesse e minacce.

Illusioni speculari

Così, per qualche giorno, sentiremo il malumore della destra, timorosa di vedersi sottratti un po’ dei suoi voti più estremi, e un paradossale buonumore della sinistra, convinta che il generale stia aprendo una breccia dalla parte opposta. Alla fine, però, si scoprirà che la prateria è rimasta quasi quella di prima e che il fiammifero s’è subito spento lasciando dietro di sé una scia di colore nero pece.

Fonte: La Voce del popolo – 5 febbraio 2026

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

Dall’intelligenza artificiale all’intelligenza autoritaria

Il bersaglio sbagliato

L’ossessione per Trump è un comodo alibi. Personalizzare il problema serve a non vederlo. Trump non è l’evento, ma l’effetto collaterale di un processo molto più profondo: la riconfigurazione silenziosa delle istituzioni, delle relazioni sociali e delle forme del potere.

Mentre questo processo avanza, i progressisti continuano a comportarsi come se bastasse la riprovazione morale. Redarguiscono, ammoniscono, si indignano. Risultato: appaiono fuori tempo, quasi comici. Il campo di gioco è cambiato, ma loro insistono con le regole di prima.

Oltre destra e sinistra

Ciò che prende forma non coincide con la destra storica. È altro. Una tecno-destra che non ha bisogno di ideologia, né di consenso organizzato. Non mobilita popoli, gestisce flussi. Non promette futuro, lo anticipa.

La disaffezione dal voto non nasce dalla convinzione che i politici siano “cattivi”, ma dal fatto che votare non sembra incidere più. Come molti riti svuotati, sopravvive per inerzia, non per necessità. Le decisioni vere maturano altrove.

Quando la tecnica diventa potere

Nel Novecento la grande frattura attraversava Stato e Mercato. Oggi la linea di faglia è tra Tecnica e Umano. L’intelligenza artificiale non è soltanto un moltiplicatore di potenza: è una forma inedita di autorità.

Nessuno — nemmeno i suoi ideatori — sa spiegare come prenda decisioni. Conta il risultato, non il processo. Non c’è trasparenza, né responsabilità democratica. I dati si concentrano, il potere si addensa. In poche mani.

Latto di fede tecnologico

Alla domanda se l’IA potrà un giorno spiegare se stessa, i tecnologi rispondono che non accadrà. Bisognerà fidarsi. Come con il Dio di Kierkegaard, l’accesso passa per un atto di fede.

La promessa è seducente: prevedere senza comprendere. Ma è qui che si consuma il paradosso decisivo. In nome del progresso si ritorna a un mondo pre-illuminista, opaco, governato da una divinità digitale che non chiede consenso né comprensione. Come ricordava Umberto Eco: è così e basta.

La posta in gioco democratica

Se la tecnica diventa destino e il potere rinuncia a spiegarsi, la democrazia non muore per colpo di Stato, ma per irrilevanza.

Per una cultura come quella che anima Il Domani dItalia, la questione non è demonizzare la tecnica, né indulgere alla nostalgia, ma ricollocare il primato dell’umano, della responsabilità, della decisione pubblica. Senza questa fatica — politica, culturale e morale — il post-umano non sarà una scelta, ma una consegna. E la democrazia, un ricordo amministrato.

Rosari asciutti, corpi bagnati: la nostra ipocrisia davanti al Mediterraneo

C’è un mare che non concede appelli. Non perché sia “cattivo”, ma perché è indifferente come la fisica e spietato come la geografia: se sali su una lamiera con il vento contro, il mare fa ciò che il mare fa. Il resto — la colpa, la responsabilità, il rimosso — lo mettiamo noi.

In questi giorni, tra tempeste anomale e cronache di dispersi che crescono fino a cifre che fanno tremare la mano, il Mediterraneo torna a essere l’aula di un processo che riguarda l’Europa intera e, senza alibi, riguarda anche me. Lampedusa riappare come un nome-simbolo: confini infranti, speranze naufragate, parole usate come salvagenti e poi gettate a riva quando non servono più. Scorrono titoli, poi silenzio. E mentre la notizia evapora, resta una domanda ferma: quanta morte serve ancora per smuovere un continente che ha imparato a commuoversi “a tempo determinato”?

 

Il punto non è il numero: è la nostra normalizzazione

Sì, i numeri contano: perché dietro ogni cifra c’è un volto che non vedremo più, una madre che non saprà, un padre che non potrà, un bambino che non avrà nemmeno il diritto elementare di diventare adulto. Ma c’è un fatto più inquietante del conteggio: la normalizzazione. L’idea che tutto questo sia, in fondo, “il pedaggio” di una frontiera.

E invece no: non esiste alcuna frontiera che possa chiedere in pegno i corpi. Non esiste alcuna politica degna di questo nome che possa pretendere l’acqua come deterrente. Il mare non è un dispositivo pubblico: è un abisso. Trasformarlo in strumento di materia di Stato, non di buon cuore significa dire, senza dirlo, che alcune vite possono essere amministrate come vite svalutate.

 

Le ragioni strutturali che fingiamo di non vedere

La migrazione non è una “devianza” episodica: è un fenomeno che nasce da forze di lungo periodo. Le parole non spostano il mare; lo fanno le scelte, e non possono essere compresse nell’ennesimo decreto annuale. Pesano guerre e regimi predatori, filiere economiche globali che generano asimmetrie, crisi climatica che rende le rotte una roulette russa; pesa anche il nostro modello produttivo, che invoca ordine e decoro mentre consuma lavoro invisibile e sottopagato, e pesa una demografia stanca che chiede braccia per reggere welfare e pensioni ma rifiuta i corpi che quelle braccia le portano.

Se le cause sono di questa natura, anche la risposta deve stare allo stesso livello: canali legali e quote credibili, protezione effettiva, cooperazione non predatoria, integrazione trattata come infrastruttura di governo — non come gesto caritatevole. Il resto è cosmesi.

Il muro di gomma” e la politica che sceglie di non guardare

In questi giorni l’orrore è stato raccontato anche così: persone partite con il mare in rivolta, tracce perse, allarmi lanciati da chi raccoglie testimonianze dall’altra sponda, governi che tacciono, navi civili ferme, sanzionate o immobilizzate. È il copione di un’Europa che esternalizza, delega, appalta il confine a Paesi terzi e poi si lava le mani — salvo indignarsi quando una tragedia diventa inevitabilmente visibile.

È un meccanismo perfetto per l’ipocrisia: si produce distanza morale. Si finge che “non dipenda da noi”. Si parla di “sovranità” come se la sovranità fosse un diritto di non vedere.

E intanto cresce una cultura istituzionale che ha un tratto comune, dagli Stati Uniti alle sponde europee: la tentazione securitaria come calcolo aritmetico. Catene, fermi, retoriche di ordine; e, in parallelo, la progressiva erosione dei diritti interni. La storia è sempre la stessa: si comincia dagli inermi e invisibili, e si finisce per restringere lo spazio democratico di tutti.

 

Noi cattolici democratici: il punto dolente è la coerenza

E adesso devo dire una cosa che fa male perché mi include. Noi cattolici democratici siamo capaci di liturgie impeccabili e indignazioni ben scritte, ma troppo spesso la coerenza si arena quando la realtà chiede indirizzi.
Siamo diventati esperti nel distinguere: “accoglienza sì, ma…”; “umanità, certo, però…”; “carità, purché non disturbi…”.

Così la compassione si riduce a una postilla stagionale, mentre nella quotidianità avanza la grammatica del sospetto e la durezza viene spacciata per realismo. Ma la misura della fede — e della democrazia — non è l’intensità delle parole: è la qualità delle decisioni quando il prezzo è alto. E oggi quel prezzo lo pagano sempre gli stessi: chi non ha alternative.

 

Il corto circuito: pace proclamata, disumanità praticata

Ogni volta che pronunciamo “pace in terra” e poi accettiamo che una bambina arrivi sola, spaesata, con un’infanzia frantumata in mare, produciamo un corto circuito. Ogni volta che difendiamo la “civiltà” e poi costruiamo politiche che trasformano l’acqua in deterrente, svuotiamo la parola civiltà.

È qui che la questione non è più “migratoria” in senso stretto: è antropologica e costituzionale. Perché una comunità politica si definisce dal modo in cui tratta chi non ha potere.

La nostra Costituzione non è un testo ornamentale: è un argine. Parla di diritti inviolabili, di doveri di solidarietà, di protezione per chi non può godere delle libertà nel proprio Paese. Non è “buonismo”: è architettura della dignità.

Unagenda di realtà

Se vogliamo smettere con questa pantomima, cominciamo a pretendere scelte verificabili, misurabili nel tempo e non consumabili in una conferenza stampa. La prima è la più ovvia e, proprio per questo, la più rimossa: aprire canali legali e costruire quote credibili, stabili, governate con criteri trasparenti. Non per “fare un favore” a qualcuno, ma per togliere ossigeno ai trafficanti, ridurre la tratta e sottrarre la mobilità umana al ricatto dell’illegalità.

La seconda riguarda la soglia minima dell’umano: la ricerca e il soccorso non come fastidio, né come concessione morale, ma come dovere pubblico. Il salvataggio non è un’opinione; è un criterio di civiltà. Trattarlo come intralcio significa accettare, senza dirlo, che l’acqua diventi strumento di deterrenza.

Poi c’è il nodo amministrativo, che fingiamo di non capire e che invece è decisivo: servono procedure d’asilo rapide e garantiste, con un investimento serio sulla capacità organizzativa dello Stato. La lentezza produce irregolarità; l’irregolarità alimenta paura; la paura diventa consenso. È un circuito che avvantaggia solo chi campa di emergenze permanenti.

Un cantiere stabile

E quando l’ingresso è regolare e la protezione è riconosciuta, la partita non finisce: comincia. L’integrazione va trattata come cantiere stabile di governo — scuola, casa, lavoro regolare, lingua, comunità — non come un gesto sentimentale o una postilla caritatevole. Perché l’integrazione è governance: o la costruisci, o la subisci.

Infine, se le cause sono strutturali, anche la risposta esterna deve smettere di essere predatoria: serve una cooperazione internazionale capace di affrontare conflitti, cambiamento climatico, sfruttamento e catene economiche diseguali senza la scorciatoia dell’esternalizzazione punitiva, che delega la violenza e acquista silenzi.

E sì: tutto questo non regge senza un cambio di linguaggio. Occorre un discorso pubblico che smetta di usare l’immigrazione come trofeo propagandistico. Il nemico esterno è comodo: distrae, polarizza, giustifica scorciatoie autoritarie. Ma il conto lo paghiamo noi, come società, quando i diritti diventano negoziabili e la persona viene trasformata in variabile dipendente del consenso.

 

Il Mediterraneo non mente. Noi, invece, sì

Il mare non mente: registra. Riflette. Restituisce.

Siamo noi a mentire quando, da cattolici democratici, riduciamo il Vangelo a una cornice emotiva e non a una presa di posizione.

Se vogliamo un titolo diverso per questa stagione, non possiamo continuare a lasciare che il Mediterraneo lo scriva con la carne.

Il vero scandalo non è che “arrivino”. È che muoiano così — e che noi ci abituiamo.

E la conversione, oggi, ha una forma concreta: smettere di essere spettatori morali. Entrare nella responsabilità. Pretendere politiche all’altezza della dignità. E, finalmente, avere il coraggio di dire che l’ipocrisia — anche la nostra — è parte del naufragio.

Un incidente nella destra “trad” americana

Un episodio che fa rumore

Negli Stati Uniti, uno scandalo personale che coinvolge Elijah Schaffer, figura della destra radicale online, ha prodotto un’eco mediatica superiore ai fatti. Una registrazione audio suggerisce una relazione con una collaboratrice, Sarah Stock, influencer associata all’area trad, cioè a uno stile di vita pubblicamente orientato a famiglia, matrimonio e ruoli di genere convenzionali. L’interesse del caso, tuttavia, non sta tanto nel comportamento individuale quanto nel modo in cui una comunità digitale reagisce quando la coerenza simbolica viene messa in discussione.

Nel lessico della destra americana online, trad è l’abbreviazione di traditionalist. Non coincide con il conservatorismo politico istituzionale, ma designa una identità culturale e comunicativa: critica del liberalismo dei costumi, centralità della famiglia nucleare, enfasi su differenze di genere e su un ordine morale percepito come minacciato. È una postura che vive soprattutto sulle piattaforme digitali, più come segno di appartenenza che come progetto politico articolato.

Visibilità e tensioni

La figura della e-girl trad — un’influencer che promuove contenuti coerenti con quell’immaginario — riflette una tensione tipica di queste subculture: l’uso intensivo dei social per affermare valori che si presentano come alternativi alla cultura dominante. Non è una contraddizione accidentale, ma una condizione strutturale dell’attivismo identitario online.

La vicenda si è intrecciata con una fase di esposizione emotiva di Schaffer: divorzio, difficoltà professionali, dichiarazioni disordinate in diretta su Rumble, accuse alle istituzioni federali come l’FBI. In un ambiente in cui la credibilità politica passa attraverso l’autonarrazione, la crisi privata tende a diventare immediatamente crisi simbolica.

Uno sguardo comparativo

Rispetto all’Europa — dove il richiamo ai “valori tradizionali” resta per lo più ancorato a partiti, Chiese o tradizioni culturali organizzate — la versione americana trad appare più fluida e personalizzata, dipendente da influencer e piattaforme. Qui l’episodio Schaffer suggerisce un limite tipico della politica digitale: quando l’identità morale è performativa, la fragilità del personaggio si riflette sull’intero discorso. Non una smentita dei valori, ma una vulnerabilità del mezzo che li veicola.

Fonte:  Will Sommer, The Bulwark

La fiamma olimpica in piazza Duomo a Milano, acceso il braciere

Milano, 5 feb. (askanews) – Il braciere olimpico dei Giochi invernali di Milano Cortina 2026 è stato acceso in piazza Duomo dopo un lungo percorso della fiamma attraverso la città, e dopo 60 giorni di tour in tutt’Italia. Ultimi tedofori sono state le tenniste Francesca Schiavone e Flavia Pennetta e Nicoletta Manni, prima ballerina della Scala di Milano. In piazza, anche sotto la pioggia, migliaia di persone ad aspettare uno dei momenti simbolo delle Olimpiadi italiane.

Nordio evoca Br: "Evitare ritorno". Opposizioni: ‘Irresponsabile’

Roma, 5 feb. (askanews) – “Prevenzione” e “repressione” per evitare il ritorno delle Brigare Rosse. A evocare, nella conferenza stampa al termine del Cdm, lo spettro delle BR è il ministro della Giustizia Carlo Nordio.

Il governo, dopo una lunga interlocuzione con il Quirinale, ha appena approvato il pacchetto sicurezza: un decreto e un ddl con norme che riguardano anche l’ordine pubblico nelle manifestazioni, dopo quanto accaduto a Torino. Nordio lo presenta in sala stampa a Palazzo Chigi insieme al collega dell’Interno Matteo Piantedosi.

“Cinquanta anni fa quando sono entrato in magistratura – dice il guardasigilli – una mia prima inchiesta fu sulla colonna veneta delle Br, nata per una insufficiente attenzione da parte dello Stato verso certe forme di aggressività odiosa in un primo momento trascurata anche da parte della cosiddetta società civile. Tutti noi ricordiamo le espressioni ‘compagni che sbagliano’, ‘sedicenti Br’ finché Rossana Rossanda ha detto c’è ‘l’album di famiglia’ in quelle Br. Con l’attività di prevenzione e di repressione cerchiamo di evitare che quei tristi momenti si ripetano”.

Parole che subito causano la reazione delle opposizioni. “È da irresponsabili evocare il ritorno delle Brigate Rosse. Il governo lavora per alzare la tensione sociale nel Paese”, attacca Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde. “Il terrorismo in Italia – aggiunge – è stato qualcosa di profondamente diverso e di estremamente grave, che nulla ha a che vedere con quanto è accaduto nelle manifestazioni. I disordini verificatisi sono da imputare ai violenti ma anche all’incapacità del ministro di saper gestire l’ordine pubblico, non certo a un inesistente ritorno del terrorismo. Sono seriamente preoccupato per il futuro dell’Italia, governata da una destra bugiarda e illiberale, che evoca pagine drammatiche della nostra storia per coprire le proprie responsabilità politiche”.

Anche per Francesco Boccia (Pd) è “grave e irresponsabile” “evocare le Brigate Rosse, come ha fatto il ministro Nordio”, “non è solo una forzatura storica: è un errore politico profondo. La stagione del terrorismo è stata sconfitta da una democrazia forte, unita e rispettosa dello Stato di diritto. Tirarla in ballo oggi serve solo a costruire titoli e a legittimare un clima di emergenza permanente”. E del resto, accusa, il pacchetto sicurezza approvato oggi è “un’operazione di propaganda politica, costruita sullo scontro e sull’uso sistematico della paura”.

Ok pacchetto Sicurezza primo segnale strategia 2026 Meloni: Stato non si volta

Roma, 5 feb. (askanews) – E’ il segnale che aveva promesso a inizio anno, quando aveva collocato il tema della sicurezza tra le priorità del 2026 e, di fatto, anche della lunga campagna elettorale che porterà alle elezioni Politiche. Il Consiglio dei ministri approva il pacchetto che, con un decreto e un ddl, introduce una serie di misure che vanno dalla stretta sul possesso dei coltelli, soprattuto tra i giovani, fino al giro di vite contro le violenze durante le manifestazioni e alle nuove tutele per le forze dell’ordine, a cominciare dalla non automatica iscrizione nel registro degli indigati in presenza di “cause di giustificazione”. Un altro disegno di legge più concentrato sui temi dell’immigrazione e delle espulsioni, come confermato dal Viminale, arriverà in Cdm la settimana prossima (la riunione dovrebbe essere mercoledì pomeriggio)e conterrà anche il blocco navale.

E Giorgia Meloni esprime la sua soddisfazione: continuamo, dice, “ad aggiungere tasselli a un disegno preciso: uno Stato che non gira la testa dall’altra parte, che difende chi ci difende e che restituisce sicurezza e libertà ai cittadini”. Sottolinea anche che non si tratta di misure “spot” ma dell’esito di una “strategia che questo Governo porta avanti fin dal suo insediamento”, nega che l’idea sia quella di creare uno “stato di polizia” come sostiene la sinistra.

Lanciare questo messaggio era per la presidente del Consiglio la priorità, anche se per arrivare alla stesura dei due provvedimenti c’è voluto del tempo e una costante interlocuzione in punta di Costituzione con il Quirinale che si è conclusa soltanto ieri dopo un faccia a faccia tra Sergio Mattarella e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.

La materia è ostica, la stessa discussione in Consiglio dei ministri sul decreto e il ddl si prolunga per circa un’ora. I ministri dell’Interno e della Giustizia, Matteo Piantedosi e Carlo Nordio, entrano nel merito. Ma sono in molti a intervenire, a chiedere spiegazioni o chiarimenti sull’applicabilità di questa o quell’altra misura, a chiedere perchè si è fatto in un modo e non nell’altro. Soprattutto sui due punti che più sono stati oggetto di interlocuzione con il Colle: il fermo di 12 ore per chi costuisce un “concreto” pericolo per lo svolgimento pacifico delle manifestazioni, e sulla decisione di istituire un registro separato per i casi in cui ci potrebbe essere, appunto, una “causa di giustificazione”. I ministri competenti spiegano e precisano ma a prendere la parola, a un certo punto, sarebbe stato anche lo stesso Mantovano proprio per rimarcare il fatto che i testi erano di fatto un punto di caduta, sottinteso: anche con il Quirinale.

A sua volta Meloni avrebbe invitato i suoi ministri a spiegare le misure usando “toni pacati” ma soprattutto, visto l’alto tasso di tecnicità della materia, avrebbe esortato tutti a illustrarli con parole semplici, per rendere chiaro ai cittadini il messaggio di “protezione” che il governo intende mandare.

Sicurezza, Meloni: serve un approccio più duro, mentalità sbagliata

Roma, 5 feb. (askanews) – “Chiaramente io non penso che esista una strategia per impedire che il governo possa essere efficace sulla sicurezza e poi prendersela con il governo, come sembra che delle volte la sinistra faccia. Credo che però ci sia un problema di mentalità sbagliata. Serve un approccio più duro e serve un approccio più duro da parte di tutti coloro che sono coinvolti per garantire la sicurezza dei cittadini a ogni livello”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, ospite di Dritto e rovescio, su Rete4.

Sicurezza, Meloni: doppiopesismo giudici rende misure meno efficaci

Milano, 5 feb. (askanews) – “Il doppiopesismo di certa parte della magistratura renda un po’ difficile, ecco, essere efficaci nella difesa della sicurezza dei cittadini”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite di Dritto e Rovescio su Retequattro, rispondendo ad una domanda sugli arresti domiciliari per uno dei fermati in seguito agli scontri di Torino.

“Qualche settimana fa – è l’esempio che porta Meloni – io ho già ricordato che un altro magistrato ha annullato il provvedimento di Daspo ai delinquenti che avevano devastato la stazione di Milano, perché sostenevano che fosse sproporzionato, perché se la gente ti devasta una stazione tu non gli puoi neanche dire ‘non ci puoi tornare’ perché è sproporzionato. Dopodiché dall’altra parte, qualche giorno fa, un agente spara a uno spacciatore che gli puntava addosso una pistola, poi si è scoperto che la pistola era a salve, chiaramente l’agente non lo può sapere. Quell’agente viene indagato per omicidio volontario. Mentre il signore che è agli arresti domiciliari, quello è indagato per violenza contro pubblico ufficiale. Ma perché, scusi – chiede Meloni – portarsi un martello da casa e prendere a martellate la gente non è tentato omicidio?

Milano-Cortina, Mattarella: dialogo e tolleranza programma per governi

Roma, 5 feb. (askanews) – “L’Assemblea Generale dell’ONU, approvando la Tregua Olimpica, ha esortato i Paesi membri a cooperare con il Comitato Olimpico Internazionale e con il Comitato Internazionale Paralimpico per promuovere la pace e la comprensione umana, il dialogo, la tolleranza, la riconciliazione. È questo il significato del motto olimpico: ‘Citius, altius, fortius, communiter’, più veloce, più in alto, più forte, insieme. Lo dimostreranno nei Giochi gli atleti, accomunati da talento, impegno, sacrifici per migliorarsi costantemente. Quelle parole non sono soltanto un programma sportivo: dovrebbero essere – sono – un programma cui dovrebbero ispirarsi tutti i governi del mondo nelle relazioni tra di loro. È quel che tutti i popoli desiderano e attendono. Ne è stata manifestazione l’entusiasmo che, in Italia, ha accolto la Fiamma Olimpica nel viaggio fin qui lungo strade, piazze, borghi”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in occasione della cena di benvenuto alla Fabbrica del Vapore di Milano offerta dalla Presidente del C.I.O. Kirsty Coventry.

Milano Cortina, Ghali pubblica un post polemico sulla cerimonia

Milano, 5 feb. (askanews) – Non poteva mancare la polemica della vigilia, Ghali, che è uno delle star invitate ad esibirsi durante la cerimonia di apertura dei giochi di Milano Cortina a San Siro ha postato un testo in versi che sembra una risposta alla dichiarazione del ministro per lo Sport e i Giovani Abodi che aveva detto che il cantante italo-tunisino conosciuto per le sue posizioni a favore dei migranti e di Gaza non avrebbe espresso il suo pensiero. Su Instagram ha scritto: “Lo so – annuncia il cantante, il cui compenso per partecipare alla cerimonia non è stato reso noto – so quando una voce viene accettata. So quando viene corretta. So quando diventa di troppo. So perché vogliono uno come me. So anche perché non mi vorrebbero. So perché mi hanno invitato”. Il post, che è tradotto anche in inglese e in arabo, prosegue entrando nel dettaglio della partecipazione del rapper e delle condizioni che gli sarebbero state imposte. “So anche perché non ho più potuto cantare l’Inno d’Italia. So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace. So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo”. Poi incalza: “So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore. So che è tutto un gran teatro”. Il rapper milanese durante la sua partecipazione al Festival di Sanremo nel 2024, aveva apertamente parlato di genocidio a Gaza e per questo era stato criticato ma anche applaudito.

Braga (Pd): “Sulla sicurezza governo continua con solita propaganda”

Roma, 5 feb. (askanews) – “Sulla sicurezza il governo continua con la solita propaganda. Non servono più pene e nuovi reati, ma più risorse per assumere agenti e migliorare la sicurezza dei cittadini”. Lo ha detto la capogruppo Pd alla Camera Chiara Braga, a margine del convegno del Pd sulla casa.

Sicurezza, Conte: governo usa Torino per soffocare il dissenso

Roma, 5 feb. (askanews) – “Il loro obiettivo era sfruttare i fatti di Torino per soffocare il dissenso: per fortuna hanno dovuto fare retromarcia su alcune norme assurde, come quella sulla cauzione per organizzare una manifestazione, che avrebbero voluto infilare nel decreto pensando che saremmo stati tutti zitti e buoni. O come sul fermo preventivo basato sul semplice sospetto, criticato persino da La Russa”. Così il leader M5s Giuseppe Conte a proposito del pacchetto sicurezza approvato in Cdm.

“Aspettiamo di leggere i testi – scrive sui social – ma apprendiamo da Giorgia Meloni che dopo anni a dire ‘no’ alle proposte del M5S per colpire ladri e borseggiatori con la procedibilità d’ufficio senza querela, ora al Governo si sono svegliati dal lungo sonno per inserire in un provvedimento quel che hanno sempre respinto in Parlamento. Buongiorno. Per il resto cercasi vere misure per la sicurezza nelle strade delle nostre città: con le loro norme i ladri continuano a scappare perché li avvertono dell’arresto e non si fa nulla di concreto e rilevante per investire e aumentare gli agenti, i presidi e i controlli nelle strade. Questa è la sicurezza che ci chiedono le persone dopo anni di Governo in cui sono aumentati furti, scippi e rapine”.

Alleanza Assicurazioni accelera la trasformazione industriale

Genova, 5 feb. (askanews) – Alleanza Assicurazioni, storica compagnia del gruppo Generali, accelera la trasformazione industriale e innova il modello di business con l’insurbanking. Alla Convention 2026 “Next To The Future”, che si è svolta ai Magazzini del Cotone di Genova, dove la compagnia è stata fondata nel 1898, davanti ad una platea di mille persone tra manager, consulenti e personale di sede e oltre 9 mila collegate da 28 sale cinematografiche italiane, Alleanza Assicurazioni ha presentato i risultati 2025 e le linee strategiche del nuovo anno all’insegna del progetto “Next”, la trasformazione industriale della compagnia con il consolidamento della partnership di insurbanking con Banca Generali.

Nel 2025 Alleanza ha consolidato la propria performance. I Premi Vita complessivi hanno raggiunto gli 11,2 miliardi, la Raccolta Netta ha superato il miliardo grazie al contributo positivo di tutti i canali distributivi, e la Nuova Produzione si è attestata a oltre 7 miliardi, trainata dalla rete diretta agenziale. Nell’assicurazione Danni, in particolare, la Raccolta Premi è cresciuta dell’11% superando i 240 milioni, con un forte sviluppo nel comparto Salute.

“Il 2025 – commenta Giancarlo Fancel, Country Manager & Ceo di Generali Italia – è stato un anno molto positivo per la creazione di valore, per la crescita che abbiamo avuto nei Danni e per la crescita che abbiamo avuto nel Vita. Rimaniamo solidamente come primo assicuratore nel Paese con quasi 11 milioni di clienti. Noi abbiamo ovviamente in Alleanza una delle compagnie del gruppo Generali Italia che in questo contesto ha un ruolo assolutamente di rilievo grazie appunto alla splendida rete dei nostri oltre 10 mila consulenti”.

Il 2026 per Alleanza segnerà un passaggio cruciale attraverso l’innovazione del modello di business per abilitare “Next”, il progetto che sta già consentendo alla compagnia di ampliare l’offerta per i clienti integrando servizi bancari e soluzioni assicurative in un’unica piattaforma di consulenza patrimoniale.

“Noi – spiega Davide Passero, Ceo di Alleanza Assicurazioni e Country Chief Marketing & Product Officer di Generali Italia – abbiamo lanciato già il 9 ottobre scorso questo progetto e oggi entriamo nella fase esecutiva. Quindi oggi a Genova parte l’Execution che significa capire che i confini tra il settore bancario e il settore assicurativo sono sempre più labili e quindi se le banche fanno assicurazioni, le grandi assicurazioni devono fare anche finanza. Vuol dire abilitare, fare investimenti sulle nostre persone e soprattutto avere la consapevolezza che fornire un’alternativa di conto corrente ai nostri clienti significa non tanto offrire un nuovo prodotto ma dargli uno strumento di utilizzo quotidiano. Quindi far diventare Alleanza una buona abitudine quotidiana per i nostri clienti e da questo quindi rafforzare la relazione con i nostri clienti”.

Pd, domani direzione tra malumori minoranza e campagna ascolto

Roma, 5 feb. (askanews) – I temi all’ordine del giorno sono la relazione della segretaria e i congressi di federazione, di fatto il lancio della “campagna di ascolto” del Pd che affiancherà la maratona per il ‘no’ al referendum in tutta Italia, ma la direzione del Pd di domani arriva anche in un momento di particolare insofferenza della minoranza del partito.

Elly Schlein indicherà il percorso che, di fatto, impegnerà il partito in una sorta di lunga campagna elettorale anticipata, un calendario fitto di iniziative e appuntamenti in tutto il paese che tirerà la lunga volata verso le prossime politiche. Ma, appunto, proprio in queste ore sono in corso contatti anche con i leader della minoranza per fare in modo che la riunione di domani non si trasformi in una polemica interna, un’occasione di sfogo per i malumori che si sono accumulati negli ultimi mesi.

Per la Schlein la traccia di lavoro è chiara: no al referendum, ma anche iniziative a tappeto per parlare dei temi di cui “la premier non vuole parlare”, come dice spesso la leader Pd: vale a dire sanità, lavoro, politiche industriali, sicurezza, scuola, ambiente. Facile prevedere un nuovo richiamo all’unità del partito, sia pure nel rispetto del pluralismo interno, come accaduto anche all’ultima assemblea nazionale di dicembre. Unità tanto più necessaria, secondo la leader Pd, di fronte alla ‘missione’ che aspetta il Pd e il centrosinistra: battere la destra di Giorgia Meloni.

Dal lato della minoranza, però, sono diversi i motivi di malcontento: gli strascichi di polemica per il ddl sull’antisemitismo presentato da Graziano Delrio, gli inviti alla “cacciata” dei riformisti che arrivano sempre più spesso anche da dirigenti locali e da esponenti dei Giovani democratici, la mancata discussione negli organismi di partito sui temi più caldi dell’agenda politica e via dicendo, fino alla recente scelta di paragonare a Casapound chi vota sì al referendum sulla giustizia

Un malumore che alcuni tra i più battaglieri della minoranza Pd potrebbero manifestare anche con un voto contrario sulla relazione della segretaria. Ipotesi, però, che per il momento non convince la gran parte dei riformisti, anche se pure un sì appare improbabile: “Andiamo, ascoltiamo cosa dice, poi valuteremo”, dice più di un esponente dell’area di minoranza. “Chiederemo di praticare il pluralismo e non limitarsi solo a proclamarlo. E magari di non schiacciarci sulle posizioni più radicali”. Il riferimento è anche ai fatti di Torino: all’assemblea dei senatori Pd sulla mozione unitaria delle opposizioni più d’uno, a cominciare da Filippo Sensi, si erano lamentati della scelta di presentare un documento unico insieme ad Avs, che alla manifestazione ha scelto di partecipare.

Senza contare che sullo sfondo resta il tema del congresso, che alcuni dei sostenitori più stretti della Schlein vorrebbero comunque tenere prima delle elezioni, addirittura prima dell’estate o in autunno. Ipotesi che però non piace a Stefano Bonaccini, neo-ingresso nella maggioranza interna, e nemmeno ad altri ‘grandi elettori’ della Schlein alle scorse primarie. Quasi tutti temi che emergeranno domani, durante il dibattito. Ma i colloqui di queste ore cercheranno di ricondurre tutto entro i limiti di un fisiologico dibattito interno. Perché l’obiettivo, insiste la segretaria, è battere la destra.

Askatasuna, Nordio: scarcerazione aggressore perché legge inadeguata

Roma, 5 feb. (askanews) – “Credo nell’indipendenza e nell’autonomia della magistratura, anche io sono stato pm, sono stato criticato da sinistra perché ho chiesto e disposto la liberazione di una persona che altri volevano in carcere. La magistratura applica la legge e se le leggi in questo caso consentono che una persona che ha preso a martellate un poliziotto il giorno dopo sia ai domiciliari vuol dire che le leggi sono inadeguate”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

“Se è stata applicata una legge che consente a un delinquente così di tornarsene a casa dopo aver martellato un poliziotto vuol dire che la legge è carente, per quello stiamo intervenendo”, ha insistito. “Sono convinto che la magistratura applichi bene la legge quindi penso sia necessario cambiare la legge”, ha aggiunto.

Terna, in servizio 40 nuovi operatori per i lavori sotto tensione

Roma, 5 feb. (askanews) – Non sono dei tecnici qualunque. Svolgono compiti complessi e delicati, su cavi elettrici anche a 40-60 metri di altezza e per i quali è richiesto un numero di competenze specifiche che li rende unici in Italia. Sono gli operatori che lavorano per Terna, la società che gestisce la rete in alta tensione, in condizioni molto particolari. Oggi la società ha celebrato l’ingresso in servizio di 40 nuovi tecnici in grado di operare su impianti in alta e altissima tensione in servizio, cioè su elettrodotti che continuano a trasmettere energia elettrica, mantenendo gli impianti in funzione. Una competenza strategica per una società come Terna.

Il gestore della rete di trasmissione nazionale è infatti il solo autorizzato a livello ministeriale a eseguire lavori sotto tensione.

L’entrata in servizio di questi veri e propri stuntmen è avvenuta in concomitanza con il Celebration day dei lavori sotto tensione che cade a 40 anni dal primo intervento, realizzato nel giugno del 1986.

Con l’ingresso in servizio dei nuovi 40 tecnici, il numero totale sale, per la prima volta, oltre i 200, realizzando un vero e proprio record per Terna in questo esclusivo settore di eccellenza che ha il suo centro di formazione a Viverone, in provincia di Biella. Il lavoro svolto dai tecnici richiede infatti un percorso di formazione ad hoc: questo consente loro di muoversi con agilità e in sicurezza anche a 60 metri da terra, l’equivalente di un grattacielo di 20 piani.

Nel centro di Viverone l’addestramento avviene su un’infrastruttura che simula gli interventi che i futuri operatori eseguiranno concretamente lavorando in squadra.

I 40 tecnici specializzati provengono dalla quasi totalità del territorio nazionale, incrementando il numero di operatori specializzati presenti in tutte le regioni italiane, e facendo diminuire anche l’età media degli stessi (in genere compresa tra i 25 e i 35 anni).

È una tecnica che Terna adotta da anni per garantire la sicurezza e la massima efficienza della rete elettrica. Grazie a metodologie avanzate, alla formazione professionale di eccellenza dedicata alle sue risorse e all’utilizzo di attrezzature e strumenti ad hoc, Terna realizza una media di 1.800 interventi l’anno, con picchi anche di 3.000, su oltre 75 mila km di rete, portando un beneficio economico annuale per il sistema Paese stimato tra i 60 e i 90 milioni di euro.

Bce tiene i tassi fermi al 2%, discusso il tema dei cambi euro-dollaro

Roma, 5 feb. (askanews) – Tassi di interesse fermi al 2% nell’area euro, come da attese. Secondo la Banca centrale europea “l’inflazione dovrebbe stabilizzarsi sull’obiettivo del 2% a medio termine”. Mentre “l’economia continua a mostrare buona capacità di tenuta in un difficile contesto mondiale”, recita il comunicato diffuso a seguito del Consiglio direttivo.

E nonostante le pressioni combinate che arrivano dai cambi valutari e dai dazi commerciali, l’istituzione non mostra correzioni di rotta per il futuro prossimo, posto che non si vincola ad alcun percorso predeterminato sui tassi. “Direi senz’altro che siamo in una buona posizione e che l’inflazione è in una buona posizione”, ha affermato la presidente, Christine Lagarde nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo. “La nostra posizione è buona – ha spiegato – se siamo convinti che raggiungeremo il nostro obiettivo di inflazione del 2% sul medio termine”.

Lagarde ha però riferito che la questione dei cambi euro-dollaro oggi è stata oggetto di discussioni. “Quello che abbiamo osservato, collettivamente, è che il dollaro si è deprezzato in maniera rilevante sull’euro, ma non negli ultimi giorni, ma dal marzo del 2025. Il risultato di questa osservazione, è che abbiamo concluso che l’impatto degli apprezzamenti dei cambi è incorporato nelle nostre previsioni di base, ma ovviamente monitoriamo sempre molto attentamente” gli sviluppi.

Lagarde ha ribadito la posizione ufficiale dell’istituzione sul tema: “non abbiamo un obiettivo (sui cambi), ma riconosciamo al tempo stesso che sono importanti per le prospettive di crescita e di inflazione. Per questa ragione li teniamo sempre attentamente sotto controllo”.

La Bce, invece, sta preparando una sorta di “lista della spesa”, da recapitare ai leader europei per la riunione straordinaria sulla competitività della prossima settimana. “Abbiamo deciso, in vista della riunione del 12 febbraio, di dare la nostra checklist ai leader”, ha raccontato Lagarde. Si tratta dell’elenco sulle raccomandazioni, fornite in realtà da tempo, su temi come l’unione di risparmi e investimenti, l’euro digitale, il rafforzamento del mercato unico europeo, l’autonomia strategica europea, la semplificazione delle normative e il rafforzamento del quadro istituzionale.

“Invierò la lista a ognuno dei leader dell’Unione europea, alla presidente della Commissione europea e al presidente del consiglio Ue – ha detto Lagarde -. Questa è la nostra lista delle cose da fare, che riteniamo possano migliorare la crescita, migliorare la produttività e dispiegare il potenziale inespresso dei talenti europei”. Infine, ha augurato il benvenuto a Kevin Warsh, futuro presidente della Federal Reserve che ha detto di conoscere da molto tempo.

Sempre oggi la Banca d’Inghilterra ha confermato con un voto a maggioranza i tassi di interesse sulla sterlina al 3 75%. Secondo quanto riporta il comunicato dell’istituzione, il direttorio si è nuovamente spaccato: 5 componenti hanno votato per lo status quo mentre altri 4 avrebbero voluto tagliare i tassi al 3,50%.

Ferrazzi (Asvis): Europa riparta da ripensamento culturale

Roma, 5 feb. (askanews) – “Un’ Europa che deve partire da un ripensamento culturale capace di immaginare quella che è stata la sua grande ricchezza è stata innanzitutto culturale sui diritti e sul concetto di persona” così il Responsabile relazioni istituzionali di ASVIS, Andrea Ferrazzi, in occasione dell’annual meeting di Connact “Il Sistema Italia e le priorità dell’Unione europea” che si è tenuto a Bruxelles. L’evento ha visto la presenza di quasi 50 rappresentanti di grandi aziende italiane e associazioni, centri di ricerca e realtà del terzo settore che hanno dialogato con le istituzioni italiane ed europee per consolidare la presenza italiana a Bruxelles e per stimolare una collaborazione attiva e proattiva, fondamentale per affrontare le sfide future e cogliere le opportunità emergenti. Connact Annual Meeting è un evento organizzato dalla Fondazione Articolo 49 con l’Ufficio di Collegamento del Parlamento europeo in Italia.

Piantedosi: Ddl migranti conterrà interdizione acque territoriali

Roma, 5 feb. (askanews) – “Confermo che la prossima settimana verrà approvato il ddl sul tema immigrazione. Darà supporto alle norme europee che entreranno in vigore a giugno e ci sarà anche quella che prevede l’interdizione delle acque territoriali, quello che nella semplificazione giornalistica viene definito blocco navale”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi nella conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri a proposito dell’approvazione del dl sicurezza.

M.O., Nunzio in Giordania: Paese sicuro, ripartano i pellegrinaggi

Amman, 5 feb. (askanews) – Giordania terra “risparmiata” dal conflitto in Medio Oriente. “Sono qui ad Amman da tre anni e ho vissuto quest’ultimo periodo difficile”, dopo gli attacchi del 7 ottobre e della guerra a Gaza, “senza mai aver avuto alcuna difficoltà”. A parlare è il Nunzio apostolico in Giordania, mons. Giovanni Pietro Dal Toso, che ha incontrato un gruppo di giornalisti in pellegrinaggio in Giordania a Fuhais, a pochi chilometri dalla capitale Amman, uno delle città con maggiore presenza di cristiani di tutto il paese.

“In tutto questo tempo” di guerra in Medio Oriente “non abbiamo mai avuto problemi. Non ho mai dovuto nascondermi in casa”, aggiunge il rappresentante del Papa nel Paese arabo, anche se ovviamente “c’è stato un chiaro calo del turismo. Lo dico anche agli italiani: quando si sente parlare sui giornali o nei tg di Cisgiordania resta nella testa la Giordania. Invece la Giordania è stata risparmiata, non abbiamo avuto nessun problema, e anche in questo periodo ho incoraggiato diversi gruppi che mi chiedevano”.

Da qui l’appello del Nunzio a una ripresa del turismo religioso. L’occasione dell’incontro, infatti, è il pellegrinaggio guidato da Madre Rebecca Nazzaro, direttrice dell’Ufficio per la pastorale del pellegrinaggio del Vicariato di Roma – Opera Romana Pellegrinaggi, organizzato in collaborazione con Royal Jordanian, con Jordan Tourism Board e con Ministry of Tourism.

“È evidente che il turismo ne ha risentito, ma vorrei dire più per una cattiva ‘pubblicità’ che per reali difficoltà. Negli ultimi mesi, grazie a Dio – aggiunge il Nunzio – anche il turismo e i pellegrinaggi sono ripresi e questo per noi è una fonte di speranza perché anche la Giordania possa diventare un territorio di pellegrinaggio così come lo merita, grazie ai tanti luoghi legati all’Antico e al Nuovo Testamento”.

Nessun timore, dunque, per i pellegrini. “Possono stare tranquilli”, dice mons. Dal Toso, che tiene a ribadire come “anche la Giordania è Terra Santa perché ci sono moltissimi eventi della Scrittura che sono avvenuti qui e dunque anche questo Paese merita in tutti i sensi il titolo di Terra Santa”.

Una comunità, quella cristiana in Giordania che, nonostante rappresenti una piccolissima minoranza (appena il 2% della popolazione) è viva e “molto apprezzata”. “La nostra è molto considerata anche dal governo – conclude il Nunzio – abbiamo tre ministri cristiani, oltre che dalla famiglia reale”.

Tridico: grande mercato capitali opportunità per Europa

Roma, 5 feb. (askanews) – “Creare un grande mercato dei capitali può essere un’opportunità per l’Europa perché ovviamente c’è molto risparmio che non viene utilizzato ma dobbiamo stare attenti a due cose innanzitutto: da una parte avere la consapevolezza che i nostri risparmi siano in qualche modo sicuri, quindi creare un safe asset, cioè creare un modello in Europa in cui ci sia una garanzia in ogni caso e dall’altra questo mercato unico non deve diventare un mercato per la finanziarizzazione soltanto ma per investimenti reali” così l’eurodeputato Pasquale Tridico, in occasione dell’annual meeting di Connact “Il Sistema Italia e le priorità dell’Unione europea” che si è tenuto a Bruxelles. L’evento ha visto la presenza di quasi 50 rappresentanti di grandi aziende italiane e associazioni, centri di ricerca e realtà del terzo settore che hanno dialogato con le istituzioni italiane ed europee per consolidare la presenza italiana a Bruxelles e per stimolare una collaborazione attiva e proattiva, fondamentale per affrontare le sfide future e cogliere le opportunità emergenti. Connact Annual Meeting è un evento organizzato dalla Fondazione Articolo 49 con l’Ufficio di Collegamento del Parlamento europeo in Italia.

Piantedosi: Confermo introduzione del fermo preventivo -2

Roma, 5 feb. (askanews) – Quella sul fermo preventivo, ha sottolineato Piantedosi, “non è una misura liberticida, è presente in molti ordinamenti, prevede il rapporto con l’autorità giudiziaria a cui viene comunicato che la persona è accompagnata in un ufficio di polizia e trattenuta fino a due ore. Se poi si ravvisasse che non ci sono le condizioni può disporre la liberazione”.

Piantedosi ha quindi sottolineato che “è sempre così nella nostra formulazione, conosciamo i limiti fissati dalla costituzione sulla limitazione della libertà personale. Questa norma attiene a un’ipotesi di prevenzione molto pregnante, a condizioni indiziarie molto importanti sulla possibilità che possano essere compiuti in occasione di manifestazioni determinate fattispecie di reati un po’ come abbiamo visto in questi ultimi giorni”.

Campanella (FEAD): economia circolare vantaggio competitivo

Roma, 5 feb. (askanews) – “L’economia circolare è decisamente un vantaggio competitivo soprattutto perché in questo momento storico e geopolitico aiuta a contribuire ad aumentare l’autonomia strategica del continente europeo” così Paolo Campanella, Secretary General di FEAD, l’Associazione europea per la gestione dei rifiuti, in occasione dell’annual meeting di Connact “Il Sistema Italia e le priorità dell’Unione europea” che si è tenuto a Bruxelles. L’evento ha visto la presenza di quasi 50 rappresentanti di grandi aziende italiane e associazioni, centri di ricerca e realtà del terzo settore che hanno dialogato con le istituzioni italiane ed europee per consolidare la presenza italiana a Bruxelles e per stimolare una collaborazione attiva e proattiva, fondamentale per affrontare le sfide future e cogliere le opportunità emergenti.

Connact Annual Meeting è un evento organizzato dalla Fondazione Articolo 49 con l’Ufficio di Collegamento del Parlamento europeo in Italia.

Cavalli (Centromarca): applicare innovazione a livello armonico

Roma, 5 feb. (askanews) – “L’innovazione è un tema centrale, ma per essere davvero efficiente deve essere applicata a livello armonico” così la responsabile del centro studi di Centromarca, Laura Cavalli, in occasione dell’annual meeting di Connact “Il Sistema Italia e le priorità dell’Unione europea” che si è tenuto a Bruxelles. L’evento ha visto la presenza di quasi 50 rappresentanti di grandi aziende italiane e associazioni, centri di ricerca e realtà del terzo settore che hanno dialogato con le istituzioni italiane ed europee per consolidare la presenza italiana a Bruxelles e per stimolare una collaborazione attiva e proattiva, fondamentale per affrontare le sfide future e cogliere le opportunità emergenti. Connact Annual Meeting è un evento organizzato dalla Fondazione Articolo 49 con l’Ufficio di Collegamento del Parlamento europeo in Italia.

Calcio, Totti-Roma, Ranieri per il ritorno: "I Friedkin ci pensano"

Roma, 5 feb. (askanews) – Claudio Ranieri fa il punto sul presente e soprattutto sul futuro della Roma, raccontando a Sky Sport il progetto avviato con Gian Piero Gasperini e sostenuto dalla proprietà Friedkin. Un percorso che guarda lontano, senza promesse immediate ma con obiettivi chiari.

“Noi non è che stiamo chiedendo di andare in Champions League, anche se è la voglia di tutti quanti”, spiega Ranieri. “Con la proprietà si è parlato di un programma di tre anni, dove l’allenatore ha chiesto 15-16 giocatori da far ruotare e altri giovani. Siamo la Roma, tutto subito non è possibile”. Il dirigente giallorosso sottolinea la soddisfazione per il lavoro svolto finora: “Stiamo facendo molto bene, siamo molto contenti di come la squadra e di come Gasperini sta lavorando”.

Ranieri chiarisce anche il processo che ha portato alla scelta dell’allenatore: non una decisione individuale, ma condivisa. “No, abbiamo scelto. C’è stata una lista di nomi e io, tra tutti, ho detto la mia. Poi loro hanno parlato con alcuni allenatori e hanno scelto Gian Piero”.

Il progetto è noto sin dall’inizio, tra ambizioni e realismo. “È quello che sappiamo dall’inizio. La voglia è quella di andare il più alto possibile, però stiamo costruendo”, ribadisce Ranieri, ammettendo di essere stato sorpreso dal numero di innesti arrivati nei primi due mercati. “Questo dimostra che Gian Piero è molto bravo: voleva Malen e Zaragoza, sono arrivati”. Sugli investimenti sui giovani, Ranieri è chiaro: “Non puoi competere con Chelsea, Liverpool, Paris Saint-Germain. Stiamo cercando di fare qualcosa, sperando di centrare questi ragazzi”.

I rapporti interni, anche quando vivaci, vengono letti in chiave positiva. Dalle tensioni tra Gasperini e il direttore sportivo Massara può nascere energia costruttiva: “Sono due caratteri differenti. A Gian Piero piace stare lì sempre a martellare… Massara è molto riflessivo, rappresenta la società. Io sto nel mezzo”.

Sul campo, Ranieri analizza i nuovi arrivati. Malen è “un giocatore di grandissima esperienza”, capace di creare occasioni anche in contesti difficili. Zaragoza, invece, dovrà adattarsi al sistema di Gasperini: “Ha quella capacità di saltare l’uomo, nell’uno contro uno è molto bravo, rompe la marcatura”.

Capitolo delicato quello legato a Pellegrini e Dybala. “Per la sopravvivenza del club bisogna abbassare il monte stipendi, sennò non ce la facciamo con le regole UEFA”, avverte Ranieri. “Se c’è un incontro bene, altrimenti ci si saluta”.

Sull’impegno della proprietà non ci sono dubbi. “Il nuovo stadio lo dice ampiamente”, afferma Ranieri, ricordando come la richiesta ai tecnici sia di costruire un percorso solido, più che inseguire una classifica immediata. “A fine anno si vede, non parlo di classifica ma di numero di giocatori che l’allenatore reputa blocco”.

Infine, uno sguardo al passato che potrebbe tornare attuale: il possibile reinserimento di Francesco Totti. “Ci stanno pensando, mi auguro che Francesco possa essere veramente utile alla Roma. Francesco è una parte della Roma”. Un legame mai spezzato, che potrebbe trovare una nuova forma nel progetto giallorosso.

Milano-Cortina, Hockey, esordio vincente per l’Italdonne

Roma, 5 feb. (askanews) – Esordio da sogno per l’Italia nel torneo olimpico femminile di hockey su ghiaccio. Alla Milano Santagiulia Ice Hockey Arena le Azzurre superano 4-1 la Francia nella gara inaugurale del Gruppo B, davanti a quasi 9.400 spettatori.

La Francia passa in vantaggio nel primo periodo con De Serres, ma la reazione dell’Italia è immediata. Il pareggio arriva con Kayla Tutino, poi le Azzurre prendono definitivamente il controllo dell’incontro grazie ai gol di Rebecca Roccella, Matilde Fantin e Kristin Della Rovere.

Netta la superiorità italiana anche nei numeri, con 46 tiri in porta contro i 15 delle francesi, a conferma di una prestazione solida e autoritaria.

Per l’Italia si tratta di una vittoria storica: il movimento femminile azzurro torna alle Olimpiadi dopo vent’anni e conquista il primo successo olimpico della sua storia nell’hockey su ghiaccio.

Le Azzurre torneranno in pista sabato contro la Svezia per la seconda sfida del girone, con l’obiettivo di continuare il cammino verso i quarti di finale.

Cosa c’è nella bozza del decreto sicurezza

Roma, 5 feb. (askanews) – Di seguito i punti principali della bozza decreto sicurezza.

Registro separato per reati con causa giustificazione “Quando appare evidente che il fatto è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione, il pubblico ministero procede all’annotazione preliminare, in separato modello, del nome della persona cui è attribuito il fatto medesimo”. È quanto si legge nella bozza del decreto sicurezza che oggi approda in Cdm, in particolare all’articolo 12 che tratta delle “disposizioni in materia di attività d’indagine dell’autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione”.

Accompagnamento e fermo di 12 ore Nel corso di specifiche operazioni di polizia svolte nell’ambito dei servizi di ordine e sicurezza pubblica disposti in occasione di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, gli ufficiali e gli agenti di polizia possono accompagnare nei propri uffici persone rispetto alle quali sussista un “fondato motivo di ritenere che pongano in essere condotte di concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione” e “trattenerle per il tempo strettamente necessario ai fini del compimento dei conseguenti accertamenti di polizia e comunque non oltre le dodici ore”. Lo prevede l’articolo 7 della bozza del decreto sicurezza all’esame del Cdm in corso a Palazzo Chigi.

Tra gli elementi che indicano il pericolo nel testo si fa riferimento al possesso di armi, mazze ferrate o bastoni ferrati, sfollagente o armi senza licenza. Contemplata anche “la rilevanza di precedenti penali o di segnalazioni di polizia per reati commessi con violenza alle persone o sulle cose in occasione di pubbliche manifestazioni nel corso degli ultimi cinque anni”.

Il decreto prevede che “dell’accompagnamento e dell’ora in cui è stato compiuto è data immediata notizia al pubblico ministero il quale, se riconosce che non ricorrono le condizioni di cui al comma precedente, ordina il rilascio della persona accompagnata. Al pubblico ministero è data altresì immediata notizia del rilascio della persona accompagnata e dell’ora in cui è avvenuto”.

Manifestazione vietata a chi ha precedenti “Il giudice può disporre il divieto di partecipare a pubbliche riunioni e di prendere parte a pubblici assembramenti della medesima natura o tipologia di quelli in occasione o a causa dei quali è stato commesso il reato, per un periodo da uno a tre anni ovvero, se la pena applicata è superiore a tre anni, per un periodo equivalente a quello della pena stessa, fino a un massimo di dieci anni”. E’ quanto si legge all’articolo 10 della bozza del decreto sicurezza.

Stretta sui coltelli Chiunque, senza giustificato motivo, porta fuori della propria abitazione strumenti dotati di lama affilata o appuntita oltre gli otto centimetri è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Lo prevede l’articolo 1 della bozza del decreto sicurezza all’esame del consiglio dei ministri in corso a Palazzo Chigi.

Il testo prevede che il prefetto possa applicare, “per un periodo fino ad un anno” anche delle sanzioni amministrative accessorie: “sospensione della patente di guida, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori o divieto di conseguirli; sospensione della licenza di porto d’armi o divieto di conseguirla”.

Una pena da uno a tre anni invece è prevista per chiunque porti fuori della propria abitazione strumenti con lama pieghevole di lunghezza pari o superiore a 5 cm, a un taglio e a punta acuta, muniti di meccanismo di blocco della lama o a scatto oppure apribili con una sola mano, nonché strumenti dotati di lama affilata o appuntita del tipo ‘a farfalla’.

Multe ai genitori di minori che portano coltelli Se uno dei reati riguardanti il divieto di porto di lame e coltelli è commesso da un minorenne è applicata la sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 1.000 euro nei confronti del soggetto che esercita la responsabilità genitoriale sul minore. Lo prevede l’articolo 1 della bozza del dl sicurezza all’esame del Cdm in corso a Palazzo Chigi.

L’autorità competente all’irrogazione della sanzione è il prefetto. Le entrate derivanti dall’applicazione delle sanzioni vengono riassegnate allo stato di previsione del Ministero dell’Interno per incrementare il Fondo risorse decentrate per la remunerazione delle maggiori attività rese dal personale contrattualizzato non dirigenziale dell’Amministrazione civile.

Autismo: ad Assago Special-Mente Diversi

Roma, 5 feb. – L’autismo rappresenta una condizione neuroevolutiva sempre più diffusa, che coinvolge non solo le persone direttamente interessate, ma anche le famiglie e l’intera comunità. Questo fenomeno sollecita le Istituzioni a garantire supporto concreto, inclusione reale e una comprensione più approfondita dei bisogni dei soggetti e dei nuclei familiari coinvolti. Con questo obiettivo, la Lista Civica Assago Nel Cuore e l’Associazione Culturale Idee in Movimento organizzano una serata di approfondimento sul tema dell’autismo, dal titolo “Special-Mente Diversi”, questa sera alle ore 21.00 presso la Sala Castello del Centro Civico di Assago, in Via Roma 1. L’incontro si propone come momento di ascolto, analisi e sensibilizzazione, rivolto a tutta la cittadinanza, inclusi coloro che non sono direttamente coinvolti ma che possono confrontarsi con questa realtà in ambito scolastico, lavorativo o sociale. La serata rientra in un percorso volto a promuovere una cultura inclusiva e a stimolare un dialogo costruttivo tra cittadini, associazioni e amministrazioni sui disturbi dello spettro autistico. Interverranno i rappresentanti dell’associazione “Un Ponte nella Vita”, condividendo progetti e esperienze personali di genitori; la dottoressa Anna Cilea, analista del comportamento; Roberta Tisci, giurista e caregiver; Cristina Garzella, docente e coordinatrice pedagogica; Marco La Rosa, allenatore e preparatore atletico paralimpico. La serata sarà moderata da Roberta Vieri, consigliere comunale. L’incontro mira a promuovere consapevolezza e comprensione: condividere esperienze e vissuti consente di ridurre isolamento, diffondere conoscenze corrette e costruire una comunità più informata, inclusiva e sensibile alle esigenze delle persone con autismo.

Su Dl Ucraina mossa "vannacciani", emendamento per stop proroga invio armi

Roma, 5 feb. (askanews) – Prima mossa in Parlamento dei “vannacciani” dopo la nascita di “Futuro nazionale”, il partito dell’ex generale: il leghista Edoardo Ziello, insieme al collega di partito Rossano Sasso e all’ex Fdi Emanuele Pozzolo hanno presentato un emendamento al dl Ucraina.

Il loro testo chiede di sopprimere l’articolo 1 del provvedimento che autorizza l’invio di “mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, con priorità per quelli logistici, sanitari, ad uso civile e di protezione dagli attacchi aerei, missilistici, con droni e cibernetici, in favore delle autorità governative dell’Ucraina” e per il “rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini”.

I tre hanno depositato anche un ordine del giorno, in cui ricordano che durante l’iter in commissione “è stata eliminata la parola ‘militari’ nel titolo e nella rubrica del decreto con il tentativo rocambolesco – sottolineano – di provare a far passare il messaggio che non ci saranno più invii di armamenti, ma l’espressione ‘militari’ non è stata espunta dal corpo del provvedimento, mantenendo attiva, di fatto e diritto, la fornitura degli stessi a favore dell’Ucraina”. L’Odg impegna dunque il governo: “a interrompere immediatamente tutte le forniture di mezzi e materiali militari destinate alle autorità governative dell’Ucraina; desecretare le liste del materiale militare precedentemente inviato; a destinare le risorse conseguenti dal relativo risparmio di spesa al rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine al fine di innalzare i livelli di sicurezza per i cittadini italiani”.

La scelta di togliere la parola ‘militari’ quanto meno al titolo e alla rubrica era stata l”escamotage’ per far rientrare la contrarietà della Lega di Matteo Salvini, che alla fine infatti sulla risoluzione aveva votato con tutto il centrodestra (con le defezioni di alcuni leghisti assenti e il voto contrario degli stessi Sasso e Ziello).

Dopo l’uscita di Vannacci dalla Lega, Sasso e Ziello non hanno al momento comunicato se sono intenzionati a passare a “Futuro Nazionale” dove invece è già approdato ufficialmente Pozzolo.

Lagarde: manderò ai leader Ue "la lista delle cose da fare" per la crescita

Roma, 5 feb. (askanews) – La Banca centrale europea sta preparando una sorta di “lista della spesa”, da recapitare ai leader europei, per la riunione straordinaria sulla competitività della prossima settimana. Lo ha riferito la presidente Christine Lagarde, nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo. “Abbiamo deciso in vista della riunione del 12 febbraio di dare la nostra lista ai leader”. Quella che elenca raccomandazioni, fornite da tempo su Unione di risparmi e investimenti, l’euro digitale, il rafforzamento del mercato unico europeo, l’autonomia strategica europea, la semplificazione delle normative il rafforzamento del quadro istituzionale.”Invierò (la lista) a ognuno dei leader dell’Unione europea, alla presidente della Commissione europea e al presidente del consiglio Ue. Questa è la nostra lista delle cose da fare che riteniamo sia molto probabile possano migliorare la crescita, migliorare la produttività e dispiegare il potenziale inespresso dei talenti europei”, ha detto.

Tensione alla Camera su morti Minneapolis, Lega contro opposizioni

Roma, 5 feb. (askanews) – Tensione e polemiche, nell’aula della Camera, in occasione della commemorazione per i morti di Minneapolis, Renee Good e Alex Pretti, uccisi dall’Ice. A scaldare gli animi è stato l’intervento della leghista Simonetta Matone: “Non si è mai vista una commemorazione ad horas che sa tanto di provocazione. Se questo ricordo dei morti di Minneapolis serve ad attirare la maggioranza in una trappola dialettica, il tentativo è fallito. Voi volete alzare una cortina fumogena sui fatti di Torino…”.

Parole che vengono accolte nell’aula della Camera dalle proteste delle opposizioni. “Basta, basta, basta”, gridano dai banchi del centrosinistra. “Fascisti”, replica la Matone con il vicepresidente di turno Sergio Costa che la richiama: “Per favore, deputata Matone, farà il suo intervento, ma non si può sentire l’accusa di fascisti. Il fascismo è fuori da quest’aula”. Il Cinque Stelle Francesco Silvestri ricorderà poco dopo che la commemorazione è stata decisa da tempo, ben prima dei fatti di Torino.

“Stiamo ancora aspettando parole inquivocabili di lontananza e condanna…” per Torino, prosegue la deputata leghista, provocando brusii e urla. “Basta, silenzio”, la reazione dei deputati delle opposizioni. Con Costa: “per favore, ricordiamoci che è una commemorazione colleghi”. Dopo il richiamo del presidente di turno per quel “fascisti”, Matone termina il suo intervento, tenendo però a puntualizzare che in Italia c’è “lo stato di diritto” con “forze di polizia che fanno il loro lavoro con nervi saldi” ma, non manca di aggiungere, “con nervi saldi messi costantemente alla prova da provocazioni di ogni genere”. Le uccisioni dei due statunitensi sono “inaccettabili”, con “metodi che non ci appartengono” nella gestione dell”ordine pubblico e del contrasto all’immigrazione clandestina”, però la commemorazione – secondo lei – è stata una strumentalizzazione, “tanto più oggi che discutiamo un nuovo pacchetto sicurezza rispetto a cui sarebbe auspicabile trovare unità”. L’invito a non strumentalizzare era arrivato anche da Fdi che sottolineava la “sacralità della vita” in un “momento di cordoglio” ma invitava a “ricordare con rispetto, senso delle istituzioni e – insisteva anche la deputata Maddalena Morgante – senza strumentalizzazioni”.

Dopo la deputata leghista rientravano scintille e tensioni. Toni pacati nei successivi interventi ma netti nella sostanza. “Vedo con piacere che l’inseguimento a Vannacci è partito e sono contento perché questo li porterà verso l’estinzione”, affermava Francesco Silvestri (M5s). “Noi siamo qui a parlare dei fatti di Minneapolis perché dobbiamo ricordare che quello che succede negli Stati Uniti, ovvero giustiziare persone per motivazioni politiche, qui in Italia non accadrà mai, mai”. Il monopolio della forza dello Stato è legittimo “solo finché serve a difendere dei diritti, non a schiacciarli” e “se qualcuno di voi, spero di no, vede gli Usa come modello da raggiungere, quel qualcuno è pericoloso e non è poi così diverso da chi il grilletto lo ha premuto”, concludeva.

“Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti per le strade di Minneapolis”, aveva sottolineato la dem Laura Boldrini citando le parole Bruce Springsteen, prendendo la parola prima della deputata leghista. “Noi oggi li ricordiamo nel parlamento italiano. Renee Good, 37 anni, attivista per i diritti umani impegnata a documentare filmando le azioni degli agenti dell’Ice. Alex Pretti, infermiere anche lui di soli 37 anni. Due esecuzioni a freddo, di due persone che stavano facendo nulla di male o pericoloso”, aveva detto Boldrini per tornare in seguito sull’argomento e commentare: “Tutto potevamo immaginare tranne che la commemorazione di Renee Good e Alex Pretti, brutalmente uccisi dalla violenza cieca dell’Ice, venisse utilizzata dalla maggioranza per una inspiegabile polemica”.

Anche la capogruppo di Avs Luana Zanella, dopo il dibattito in aula, tiene a puntualizzare con una nota: la commemorazione per le “vittime della brutalità dell’Ice” è stata “chiesta all’indomani dei fatti, non pensavamo allora che questo avrebbe suscitato scomposte e inopportune proteste, qualcuno ci ha dato dei ‘fascisti’. Capiamo che oggi in Aula è accaduto qualcosa di nuovo: il fantasma di Vannacci agita la Lega e si allunga fin sui morti”.

Progetti speciali e ospedali di comunità

Roma, 5 feb. (askanews) – Bambini e anziani, uniti in momenti speciali per scambiare esperienze e per far sentire i nonni ancora utili. Questo è il progetto speciale “Bee Happy” che va in scena ogni giovedì nelle Rsa Limbiate e Attanasio del Gruppo Gheron.

Un esempio di come stanno cambiando i servizi delle Rsa: in questo caso il benessere degli ospiti passa attraverso un ponte tra generazioni, i bambini del nido, integrato alla struttura, incontrano periodicamente gli anziani delle Rsa, condividendo momenti di gioco, canto e laboratorio.

Questo progetto è stato raccontato in un video della campagna che Aiop Lombardia ha lanciato sui propri canali social per raccontare le eccellenze della sanità regionale.

In questo caso si è affrontato il tema dei servizi nelle Rsa che stanno mutando con l’obiettivo di offrire alle persone fragili un luogo di cura, accoglienza e relazione. Nelle Rsa Limbiate e Atanasio l’assistenza sanitaria si unisce all’attenzione per il benessere, la dignità e la qualità della vita di ogni ospite. In questi spazi, seguendo le linee guida della riforma sanitaria, è stato recentemente inaugurato anche il primo ospedale di comunità di Limbiate con 40 posti letto.

In una parte della struttura trova poi spazio “Recovery for Life”, che si occupa del sostegno di ragazzi e ragazze con problematiche di carattere psichico.

Lagarde: invierò ai leader Ue "lista delle cose da fare" per la crescita

Roma, 5 feb. (askanews) – La Banca centrale europea sta preparando una sorta di “lista della spesa”, da recapitare ai leader europei, per la riunione straordinaria sulla competitività della prossima settimana. Lo ha riferito la presidente Christine Lagarde, nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo.

“Abbiamo deciso in vista della riunione del 12 febbraio di dare la nostra lista ai leader”. Quella che elenca raccomandazioni, fornite da tempo su Unione di risparmi e investimenti, l’euro digitale, il rafforzamento del mercato unico europeo, l’autonomia strategica europea, la semplificazione delle normative il rafforzamento del quadro istituzionale.

“Invierò (la lista) a ognuno dei leader dell’Unione europea, alla presidente della Commissione europea e al presidente del consiglio Ue. Questa è la nostra lista delle cose da fare che riteniamo sia molto probabile possano migliorare la crescita, migliorare la produttività e dispiegare il potenziale inespresso dei talenti europei”, ha detto.

Olimpiadi, Laura Pausini: sono una privilegiata italiana

Milano, 5 feb. (askanews) – “Sto aspettando con ansia buona di incontrare i miei colleghi straordinari che canteranno a San Siro, sono una privilegiata italiana che può partecipare alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici. Ringrazio chi mi ha invitato, farò una cosa che non ho mai fatto prima e spero di farla bene” così Laura Pausini racconta l’emozione di essere stata chiama per la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici di Milano-Cortina alla Stadio di San Siro.

In occasione della presentazione del suo nuovo album “Io Canto 2” ha raccontato la sua poca attitudine agli sport invernali ma contemporaneamente ha detto di essere affascinata dall’incontro con gli atleti e ha aggiunto che nello sport, un po’ come nella musica serve tanta disciplina. “Degli sport invernali mi piace la baita quando si arriva, ma noi cantanti siamo simili agli sportivi, chi è arrivato è chi si è applicato seriamente e con disciplima”

Uffici postali, superate le 150mila richieste passaporto

Roma, 5 feb. (askanews) – Dalle grandi città ai piccoli centri, continua a crescere il servizio passaporti negli uffici postali. Il maggiore successo si registra nei comuni sotto i 15mila abitanti, dove il Progetto Polis ha già raccolto oltre 111mila domande e il 79% dei cittadini ha scelto la consegna a domicilio del passaporto. Il servizio del TG Poste.

Lagarde: dollaro deprezzato in modo rilevante su euro dal marzo 2025

Roma, 5 feb. (askanews) – Oggi il Consiglio direttivo della Bce ha discusso della questione dei cambi euro-dollaro. E “quello che abbiamo osservato, collettivamente, è che il dollaro si è deprezzato in maniera rilevante sull’euro, ma non negli ultimi giorni ma dal marzo del 2025. E nelle ultime settimane, dall’estate, ha fluttuato in una banda. Il risultato di questa osservazione, è che abbiamo concluso che l’impatto degli apprezzamenti dei cambi è incorporato nelle nostre previsioni di mase, ma ovviamente monitoriamo sempre molto attentamente se l’impatto si trasferisce come previsto”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde rispondendo ad una domanda sui cambi nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo.

“È un tema che abbiamo esplorato, direi anche che la fascia attuale in cui si sviluppa l’euro-dollaro” è in linea con i movimenti dello storico degli anni scorsi.

Lagarde ha ribadito la posizione ufficiale dell’istituzione sul tema: “non abbiamo un obiettivo, un tasso di cambio in termini delle notre politiche, ma riconosciamo anche che i cambi sono importanti per le prospettive di crescita e di inflazione. Per questa ragione teniamo sempre attentamente sotto controllo gli sviluppi” dei cambi.

World Cancer Day: il ruolo chiave del caregiver in oncologia

Roma, 5 feb. (askanews) – In occasione della giornata mondiale per la lotta al cancro, World Cancer Day, il Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” ha riunito, per il quarto anno consecutivo, associazioni dei pazienti oncologici e onco-ematologici, rappresentanti politici e clinici per fare il punto sul ruolo del caregiver e sull’importante passo avanti compiuto con l’approvazione del DDL Locatelli “Disposizione in materia di riconoscimento e tutela del caregiver familiare”. Tema centrale dell’incontro la proiezione del toccante cortometraggio: “La luce nella crepa” proiettato in prima assoluta all’82° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ideato da Salute Donna ODV e incentrato sulla figura del caregiver cioè di chi ogni giorno, gratuitamente, si prende cura di un congiunto malato, offrendo sostegno pratico, emotivo e relazionale. Abbiamo parlato con Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna ODV e Coordinatrice del Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”:

“Per la prima volta c’è un riconoscimento istituzionale di questa figura, mentre prima si parlava del caregiver, si parlava di chi accompagna, però non c’era nulla di strutturato, oggi finalmente c’è questa figura che viene strutturata a livello istituzionale, quindi per noi è un primo passo importante, dico primo passo importante perché poi di passi dovremmo farne altri”.

Riconoscere i caregiver significa affermare un principio di dignità, giustizia e umanità che il nostro Paese non può rinviare. È poi intervenuta l’On. Vanessa Cattoi, Coordinatrice dell’Intergruppo Parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro” alla Camera:

“Riteniamo che la figura del caregiver, soprattutto nell’ambito oncologico, sia veramente una figura fondamentale alla quale noi dobbiamo assolutamente ridare dignità e alla quale noi dobbiamo dare anche le giuste tutele, perché come si vede anche nel cortometraggio sul caregiver che è stato realizzato proprio su volontà della nostra Presidente Ana Maria Mancuso, si vede effettivamente quanto ci sia la necessità non solo di tutelare i diritti dei pazienti, ma anche di tutelare i diritti di chi si prende cura e penso che siamo sulla strada giusta, perché grazie a questo DDL e grazie all’impegno del nostro intergruppo sicuramente riusciremo a dare maggiori diritti a questa importante figura per la nostra società”.

L’obiettivo è il riconoscimento di una legge nazionale a tutela dei caregiver che in Italia sono oltre 7 milioni. Infine ecco le parole di Giorgio Mulè Vicepresidente della Camera dei Deputati:

“Bisogna arrivarci, mi lasci dire, bisogna arrivarci già nel 2026. Se l’intergruppo di cui faccio parte ha un compito è quello di velocizzare e superare tutti gli ostacoli, anche procedurali che ci sono, quindi a questo disegno di legge che è di iniziativa governativa aveva dato una corsia preferenziale affinché già quest’anno ci sia un punto fermo rispetto ai caregiver, alla formazione dei caregiver e alla possibilità di assistere in maniera totalizzante chi soffre, perché appunto non soffre mai da solo, ma soffre insieme a una famiglia che deve essere di supporto ed è assolutamente necessario che lo sia anche da un punto di vista psicologico”.

Dietro i numeri ci sono storie personali e umane, storie d’amore, ma anche di solitudine, di sofferenza e l’approvazione del DDL dona voce a queste presenze, spesso invisibili, ma fondamentali nel percorso di cura di un malato. Perché aiutare chi aiuta è un dovere di tutti.

Bce conferma i tassi di interesse dell’eurozona al 2%

Roma, 5 feb. (askanews) – La Banca centrale europea ha confermato per l’ottavo mese consecutivo i tassi di interesse di ufficiali dell’area euro. Il principale riferimento, che resta il tasso sui depositi, permane così al 2%, livello che era stato raggiunto nel giugno dello scorso anno . La decisione, diffusa con un comunicato a seguito della riunione del Consiglio direttivo, è in linea con le attese.

Secondo l’istituzione monetaria “l’inflazione dovrebbe stabilizzarsi sull’obiettivo del 2% a medio termine”. Questo mentre “l’economia continua a mostrare buona capacità di tenuta in un difficile contesto mondiale”, si legge nel comunicato.

Ma intanto il recente calmieramento del caro vita nell’area valutaria – ieri Eurostat ha riportato un attenuazione all’1,7% – combinato con i rafforzamenti dell’euro rispetto al dollaro aprono interrogativi sulla possibilità che si riaccendano le discussioni per le decisioni sui mesi a venire.

Il tasso sulle operazioni di rifinaziamento principali resta al 2,15%, quello sulle operazioni marginali al 2,40%. Ora l’attenzione si sposta sulla conferenza stampa esplicativa che, a breve, verrà tenuta dalla presidente Christine Lagarde.

Semprte oggi la Banca d’Inghilterra ha confermato con un voto a maggioranza i tassi di interesse sulla sterlina al 3 75%. Secondo quanto riporta il comunicato dell’istituzione, il direttorio si è nuovamente spaccato: 5 componenti hanno votato per lo status quo mentre altri 4 avrebbero voluto tagliare i tassi al 3,50%.

Tensione sulle vittime di Minneapolis alla Camera, opposizioni contro la Lega

Roma, 5 feb. (askanews) – “Non si è mai vista una commemorazione ad horas che sa tanto di provocazione. Se questo ricordo dei morti di Minneapolis serve ad attirare la maggioranza in una trappola dialettica, il tentativo è fallito. Voi volete alzare una cortina fumogena sui fatti di Torino sui quali stiamo aspettando parole inequivocabili…”. Le parole della deputata leghista Simonetta Matone, durante la commemorazione chiesta da Avs per i due americani uccisi dagli agenti dell’Ice a Minneapolis, Renee Good e Alex Pretti, vengono accolte nell’aula della Camera dalle proteste delle opposizioni. “Basta, basta, basta”, gridano dai banchi del centrosinistra. Non contenta, la Matone risponde “fascisti”, con il vicepresidente di turno Costa che la richiama: “per favore, deputata Matone, farà il suo intervento, ma non si può sentire l’accusa di fascisti in quest’aula. Il fascismo è fuori da quest’aula”. Il Cinque Stelle Francesco Silvestri ricorda che la commemorazione è stata decisa da tempo, ben prima dei fatti di Torino. Richiesta giunta settimane fa e accordata in capigruppo.

Sui fatti di Torino, aveva detto Matone, “stiamo ancora aspettando parole inquivocabili di lontananza e condanna…”. Provocando la reazione: “basta, basta, basta, silenzio”, urlano i deputati delle opposizioni. Con Costa: “per favore, ricordiamoci che è una commemorazione colleghi”. In quel momento la deputata leghista pronuncia la parola “fascisti” e viene poi ripresa da Costa.