10 C
Roma
mercoledì, 21 Gennaio, 2026
Home Blog Pagina 6

Italia-Giappone, sponda Meloni-Takaichi su barriere e libero commercio

Tokyo, 16 gen. (askanews) – C’è il linguaggio freddo e diplomatico degli statement, che in molte parole riassume i termini dell’intesa, a cominciare dalla difesa di un “ordine economico libero ed equo”. E poi c’è una immagine che più di tutte è capace di restituire il senso delle giornate giapponesi di Giorgia Meloni. Ed è il selfie che lei stessa pubblica sui social che la ritrare accanto alla prima ministra, Sanae Takaichi: entrambe sorridenti, trasformate grazie all’intelligenza artificiale, in due personaggi dei cartoni d’animazione in stile nipponico.

Nella seconda tappa della missione in Asia che dopo un primo passaggio in Oman da domani la porterà anche in Corea del Sud, la presidente del Consiglio in un incontro bilaterale al Kantei, la residenza ufficiale della prima ministra, da una parte sottoscrive la dichiarazione che eleva i rapporti tra i due Paesi a “partenariato strategico speciale”, dall’altra proietta la attuale “cooperazione” verso quella che, dice, può diventare “una bella amicizia”.

C’è molto colore in questo incontro tra le uniche due donne alla guida di un paese del G7, circostanza che viene rimarcata anche durante le dichiarazioni. A cominciare dal ‘Tanti auguri’ in italiano intonato dai padroni di casa durante il pranzo offerto alla delegazione italiana per celebrare il compleanno che la premier ha festeggiato proprio a Tokyo. “Il messaggio è che crediamo molto in questa alleanza”, dice Meloni che sceglie una parola giapponese simbolica per descrivere “l’onore” e la “responsabilità” che la accomuna a Takaichi: ‘ganbaru’, un verbo e una esortazione che, spiega la premier, vuol dire “ambire a superare sempre i limiti, non accontentarsi mai di dove si è arrivati”.

Negli ambiti dell’intesa suggellata con l’incontro, grande rilevanza hanno ovviamente gli accordi economici che spaziano da intelligenza artificiale e tech, ai semiconduttori, fino al settore spaziale ma anche della difesa, a cominciare dal Global Combat Air Programme, che – spiega Meloni – è “una strategia di cooperazione industriale” e “un’iniziativa che rafforza la sicurezza euro-atlantica e indo-pacifica e dimostra come la cooperazione tra nazioni alleate sia la risposta più efficace ai rischi e alle minacce che fronteggiamo”. D’altra parte, c’è un preciso obiettivo geopolitico che la presidente del Consiglio persegue dall’inizio del suo governo, ovvero provare a proiettare sempre più l’influenza italiana verso est, dai Paesi del Golfo a quelli asiatici.

Ed è nella dichiarazioni congiunta in sedici punti sottoscritta dalle due leader che, pur nel rigido linguaggio della diplomazia, si indicano una serie di posizionamenti politici rispetto ai tanti fronti aperti sullo scacchiere internazionale. Come al punto sei, dove Meloni e Takaichi esprimono “grave preoccupazione per forme di coercizione economica, per l’uso di politiche e pratiche non di mercato e per l’imposizione di restrizioni all’export che interrompono le catene globali di approvvigionamento di beni e componenti chiave e causano altre distorsioni di mercato”. Un passaggio incisivo che sembra suggellare una alleanza anti-dazi, quelli americani compresi, ma che – viene spiegato – sarebbe soprattutto rivolta alla minaccia avanzata dalla Cina nei confronti del Giappone dopo che la stessa prima ministra nipponica aveva reagito alle minacce di una azione militare nei confronti di Taiwan.

Le due leader si sono già date un appuntamento per i prossimi mesi: Meloni ha infatti invitato a Roma Takaichi (che a breve porterà il suo Paese a elezioni anticipate) mentre l’Italia ha annunciato la sua partecipazione all’Expo green che si terrà nel 2027 a Yokohama. “Conta sempre su di me, per qualsiasi cosa di cui tu abbia bisogno. So che non è facile ma ce la faremo insieme”, ha detto Meloni alla leader giapponese prima di congedarsi.

Italia-Giappone, sponda Meloni-Takaichi su barriere e libero commercio

Tokyo, 16 gen. (askanews) – C’è il linguaggio freddo e diplomatico degli statement, che in molte parole riassume i termini dell’intesa, a cominciare dalla difesa di un “ordine economico libero ed equo”. E poi c’è una immagine che più di tutte è capace di restituire il senso delle giornate giapponesi di Giorgia Meloni. Ed è il selfie che lei stessa pubblica sui social che la ritrare accanto alla prima ministra, Sanae Takaichi: entrambe sorridenti, trasformate grazie all’intelligenza artificiale, in due personaggi dei cartoni d’animazione in stile nipponico.

Nella seconda tappa della missione in Asia che dopo un primo passaggio in Oman da domani la porterà anche in Corea del Sud, la presidente del Consiglio in un incontro bilaterale al Kantei, la residenza ufficiale della prima ministra, da una parte sottoscrive la dichiarazione che eleva i rapporti tra i due Paesi a “partenariato strategico speciale”, dall’altra proietta la attuale “cooperazione” verso quella che, dice, può diventare “una bella amicizia”.

C’è molto colore in questo incontro tra le uniche due donne alla guida di un paese del G7, circostanza che viene rimarcata anche durante le dichiarazioni. A cominciare dal ‘Tanti auguri’ in italiano intonato dai padroni di casa durante il pranzo offerto alla delegazione italiana per celebrare il compleanno che la premier ha festeggiato proprio a Tokyo. “Il messaggio è che crediamo molto in questa alleanza”, dice Meloni che sceglie una parola giapponese simbolica per descrivere “l’onore” e la “responsabilità” che la accomuna a Takaichi: ‘ganbaru’, un verbo e una esortazione che, spiega la premier, vuol dire “ambire a superare sempre i limiti, non accontentarsi mai di dove si è arrivati”.

Negli ambiti dell’intesa suggellata con l’incontro, grande rilevanza hanno ovviamente gli accordi economici che spaziano da intelligenza artificiale e tech, ai semiconduttori, fino al settore spaziale ma anche della difesa, a cominciare dal Global Combat Air Programme, che – spiega Meloni – è “una strategia di cooperazione industriale” e “un’iniziativa che rafforza la sicurezza euro-atlantica e indo-pacifica e dimostra come la cooperazione tra nazioni alleate sia la risposta più efficace ai rischi e alle minacce che fronteggiamo”. D’altra parte, c’è un preciso obiettivo geopolitico che la presidente del Consiglio persegue dall’inizio del suo governo, ovvero provare a proiettare sempre più l’influenza italiana verso est, dai Paesi del Golfo a quelli asiatici.

Ed è nella dichiarazioni congiunta in sedici punti sottoscritta dalle due leader che, pur nel rigido linguaggio della diplomazia, si indicano una serie di posizionamenti politici rispetto ai tanti fronti aperti sullo scacchiere internazionale. Come al punto sei, dove Meloni e Takaichi esprimono “grave preoccupazione per forme di coercizione economica, per l’uso di politiche e pratiche non di mercato e per l’imposizione di restrizioni all’export che interrompono le catene globali di approvvigionamento di beni e componenti chiave e causano altre distorsioni di mercato”. Un passaggio incisivo che sembra suggellare una alleanza anti-dazi, quelli americani compresi, ma che – viene spiegato – sarebbe soprattutto rivolta alla minaccia avanzata dalla Cina nei confronti del Giappone dopo che la stessa prima ministra nipponica aveva reagito alle minacce di una azione militare nei confronti di Taiwan.

Le due leader si sono già date un appuntamento per i prossimi mesi: Meloni ha infatti invitato a Roma Takaichi (che a breve porterà il suo Paese a elezioni anticipate) mentre l’Italia ha annunciato la sua partecipazione all’Expo green che si terrà nel 2027 a Yokohama. “Conta sempre su di me, per qualsiasi cosa di cui tu abbia bisogno. So che non è facile ma ce la faremo insieme”, ha detto Meloni alla leader giapponese prima di congedarsi.

Groenlandia, Crosetto: no a frazionare in azioni il mondo occidentale

Roma, 16 gen. (askanews) – L’invio di piccoli contingenti europei in Groenlandia non rafforza la sicurezza né l’unità dell’Occidente. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenendo a Roma, a Villa Madama, alla conferenza di presentazione del Documento strategico italiano sull’Artico.

“Quindici soldati mandati in Groenlandia. Cos’è, una gita? Non riesco a capire”, ha detto Crosetto, criticando l’ipotesi di iniziative frammentate da parte dei singoli Paesi europei. “Voi immaginate: 15 italiani, 15 francesi e 15 tedeschi in Groenlandia. Sembra quasi l’inizio di una barzelletta”, ha aggiunto.

“Io penso che invece sia il nostro interesse quello di tenere insieme il mondo occidentale, il mondo libero, pensare sempre in ottica Nato, in ottica Onu, io sono per allargare, non per frazionare in azioni un mondo che è già troppo frazionato. E lo stesso noi siamo pronti a farlo nell’Artico come Difesa” ha detto Crosetto.

Tajani: l’Artico è una priorità per l’internazionalizzazione delle nostre imprese

Roma, 16 gen. (askanews) – “Credo che noi dobbiamo dar vita a un tavolo imprenditoriale per artico con tutti i nostri principali gruppi industriali, tanti piccole e medie imprese in settori chiare come difese, energia, ambiente, spazio. Vogliamo sostenere” i nostri imprenditori ed “essere al loro fianco per inserirli in un contesto di internazionalizzazione del nostro sistema imprenditoriale per essere all’avanguardia anche per l’export in questa parte del mondo. E noi metteremo la regione artica tra le priorità della gente e per l’internazionalizzazione del nostro tessuto produttivo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani presentando, a Villa Madama insieme ai ministri della Difesa Guido Crosetto e della Ricerca, Anna Maria Bernini, la nuova strategia italiana per l’Artico.

Musica, prosegue il tour in Italia di "Demon Hunters and Soda Pop"

Roma, 16 gen. (askanews) – Dopo il successo delle date in Sicilia con oltre 10mila biglietti venduti, prosegue il tour in tutta Italia di “Demon Hunters and Soda Pop”, show tribute del film d’animazione che ha ottenuto successo mondiale e vinto due Golden Globes.

Lo spettacolo, per la regia di Giuseppe Stancampiano, fonde musica dal vivo, narrazione e visual ad alto impatto, trascinando gli spettatori in un viaggio tra battaglie epiche contro forze oscure e l’energia esplosiva del K-pop. Protagonisti sul palco i cantanti dal vivo, guidati da un trio femminile, affiancati dalla straordinaria band dei Soda Pop, che ricrea l’universo sonoro tipico del K-pop. Il corpo di ballo composto da 10 performer trasforma ogni scena in un vortice di movimento.

Presente anche la mascotte Tiger che accompagna il pubblico con lungo tutto lo spettacolo. Luci laser, led wall, effetti luminosi speciali e visual immersivi trasformano il palco in un ambiente futuristico, per trasportare gli spettatori nell’universo K-pop.

Queste le date dello spettacolo prodotto da Teatro Apparte in collaborazione con Authentic Jam: 2 aprile al Teatro Cartiere Carrara di Firenze alle ore 17.00 e 20.30 – Sold out; 4 aprile al Teatro PalaPartenope di Napoli alle ore 18.00; 5 aprile all’Auditorium Parco della Musica di Roma (Sala Sinopoli) alle ore 18.00; 12 aprile alla CMP Arena di Bassano del Grappa alle ore 17.30 e 19.15; 19 aprile al Teatro Garden di Rende alle ore 16.30; 25 aprile al Teatro Massimo (Sala 1) di Pescara alle ore 16.30; 10 maggio al Palmariva Live Club di Fossalta di Portogruaro alle ore 15.00; 24 maggio al Teatro Regio di Parma alle ore 15.00 e alle ore 18.00; 13 giugno all’Area Verde di Capannori alle ore 21.00; 18 luglio in Piazza d’Armi a Bard alle ore 21.00; 19 luglio alla Villa Erba di Cernobbio alle ore 18.30 22 luglio al Castello Carrarese di ESTE alle ore 21.30 26 luglio al Velodromo Paolo Borsellino di Palermo alle ore 21.00; 27 luglio alla Villa Bellini di Catania alle ore 21.00 8 agosto all’Anfiteatro Ivan Graziani – Maria Pia di Alghero alle ore 20.30; 10 agosto al Parco Centrale di Follonica alle ore 21.00; 11 agosto al Castello Pasquini di Castiglioncello alle ore 21.00; 18 ottobre al Palasport – Stadthalle di Bolzano alle ore 15.00.

Groenlandia, Crosetto: non frammentare il mondo occidentale

Roma, 16 gen. (askanews) – L’invio di piccoli contingenti europei in Groenlandia non rafforza la sicurezza né l’unità dell’Occidente. È il giudizio espresso dal ministro della Difesa Guido Crosetto intervenendo alla conferenza di presentazione del Documento strategico italiano sull’Artico.

“Quindici soldati mandati in Groenlandia. Cos’è, una gita? Non riesco a capire”, ha detto Crosetto, criticando l’ipotesi di iniziative frammentate da parte dei singoli Paesi europei. “Voi immaginate: 15 italiani, 15 francesi e 15 tedeschi in Groenlandia. Sembra quasi l’inizio di una barzelletta”, ha aggiunto.

Secondo il ministro, la priorità deve essere quella di mantenere coeso il fronte occidentale e le sue strutture multilaterali. “Io penso che sia nostro interesse tenere insieme il mondo occidentale, il mondo libero”, ha affermato, indicando come riferimenti centrali la Nato e l’Onu.

“In un mondo che è già molto frazionato, io sono per aggregare, non per frazionare ulteriormente”, ha concluso Crosetto, ribadendo la necessità di risposte coordinate e multilaterali alle nuove sfide strategiche nell’Artico.

Bankitalia e banca centrale Irlanda: "Innovation Data Challenge"

Roma, 16 gen. (askanews) – La Banca d’Italia e la banca centrale dell’Irlanda (Central Bank of Ireland) hanno lanciato “l’Innovation Data Challenge 2026”, secondo quanto recita un comunicato è un’iniziativa congiunta progettata per promuovere ricerca all’avanguardia e innovazione nel settore dei pagamenti al dettaglio.

La Challenge riflette l’impegno condiviso delle due Istituzioni nel promuovere la ricerca applicata, la collaborazione internazionale e l’uso responsabile dei dati e della tecnologia per plasmare il futuro dei pagamenti. L’iniziativa riunisce alcune tra le principali università italiane e irlandesi, tra cui l’Università commerciale Luigi Bocconi, il Politecnico di Milano, l’Università degli Studi di Napoli Parthenope, University College Dublin, University College Cork, University of Galway e University of Limerick.

Gli studenti lavoreranno sia con dati finanziari sintetici sia con dati reali, si legge, accessibili tramite una piattaforma sicura, che consentirà loro di sviluppare ricerche innovative basate sui dataset, nel rispetto dei più elevati standard di protezione dei dati. Al termine della Challenge, i progetti di ricerca selezionati saranno presentati a un panel internazionale di esperti, offrendo ai partecipanti una preziosa opportunità per esplorare il ruolo trasformativo della tecnologia e dei dati nei pagamenti al dettaglio.

Attraverso l’Innovation Data Challenge 2026, Banca d’Italia e la Central Bank of Ireland riaffermano il loro impegno a sostegno dell’eccellenza accademica e della ricerca applicata, incoraggiando al contempo nuove prospettive per la definizione del futuro dei pagamenti.

L’inflazione sale all’1,5% nel 2025, corrono prezzi carrello spesa

Roma, 16 gen. (askanews) – L’inflazione rialza la testa nel 2025. A correre sono soprattutto i prezzi dei prodotti del cosiddetto carrello della spesa. Secondo i dati definitivi diffusi dall’Istat, in media nel 2025, i prezzi al consumo hanno registrato una crescita dell’1,5% dal +1% del 2024. Nel mese di dicembre 2025 l’inflazione ha mostrato un aumento dello 0,2% su novembre 2025 e dell’1,2% su dicembre 2024 (dal +1,1% del mese precedente).

Sul banco degli imputati, e anche sotto la lente dell’Antitrust, i prezzi del carrello della spesa: i Beni alimentari, per la cura della casa e della persona hanno evidenziato, a dicembre, un’accelerazione del loro ritmo di crescita (da +1,5% a +1,9%), così come quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +2% a +2,2%), tra il 2021 e il 2025 sono aumentati del 24%. Faro anche sugli energetici che, sempre in cinque anni, hanno registrato un aumento cumulato è del 34,1%.

Nel 2025, l’inflazione, misurata dall’Ipca, è stata pari a +1,7%, sia per le famiglie con più bassi livelli di spesa sia per quelle con spesa più elevata. Considerando l’anno appena concluso, la dinamica dei prezzi al consumo, dopo aver evidenziato una stabilità nei primi due trimestri (+1,7%), è risultata in lieve decelerazione sia nel terzo trimestre (+1,5%) sia nel quarto, quando il tasso di crescita tendenziale è sceso a +1,2%. Come conseguenza di questo andamento, l’eredità in termini di inflazione che il 2025 lascia al 2026 è nulla.

Nel 2025, le divisioni i cui prezzi registrano accelerazioni rispetto al 2024 sono Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (con inversione di tendenza da -5,6% a +1,1%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (da +2,4% a +2,9%) e Istruzione (da +2,2% a +2,6%), accompagnate dalla risalita dei prezzi della divisione Comunicazioni (da -5,6% a -4,9%).

In decelerazione invece i prezzi dei Trasporti (la cui variazione percentuale media annua si porta su valori negativi, passando da +0,7% a -0,2%), dei Servizi ricettivi e di ristorazione (da +3,9% a +3,4%), di Mobili, articoli e servizi per la casa (da +0,8% a +0,3%) e di Ricreazione, spettacoli e cultura (da +1,3% a +0,9%).

Le divisioni di spesa che contribuiscono maggiormente alla variazione media annua dell’indice generale sono quelle di Prodotti alimentari e bevande analcoliche (0,501 punti percentuali), dei Servizi ricettivi e di ristorazione (0,404) e degli Altri beni e servizi (0,282). Al contrario, i contributi negativi si osservano per le Comunicazioni (-0,096) e i Trasporti (-0,036).

I prezzi dei Beni energetici non regolamentati hanno registrato una variazione pari a -3,8% (in risalita dal – 11,3% del 2024). Più in dettaglio, si attenua nettamente la discesa dei prezzi dell’Energia elettrica mercato libero (-7,1%, dal -25,7% del 2024), del Gasolio per mezzi di trasporto (-3,5%, da -3,8%) e dei Combustibili solidi (-0,2% dal -5,1%). Sul fronte opposto, si accentua la discesa dei prezzi del Gasolio per riscaldamento (-5,0%, dal -3,9% del 2024) e della Benzina (-4,6%, da -2,2%); in accelerazione invece i prezzi degli Altri carburanti a +0,9% (-5,9% la media annua del 2024).

Nel 2025, il tasso tendenziale di crescita dei prezzi dei Beni alimentari sale al +2,8% (da +2,2% nel 2024). L’accelerazione risente delle dinamiche di prezzo delle due sotto-componenti: quelli degli Alimentari lavorati registrano una crescita media annua del +2,4% (dal +2,2% del 2024), mentre i prezzi degli Alimentari non lavorati evidenziano aumenti del +3,4%, a fronte del +2,3% registrato nel 2024.

I prezzi dei Tabacchi (da +3,4% a +3,5%) accelerano lievemente nel 2025, mentre quelli degli Altri beni rallentano (da +0,6% a +0,3%).

Per quanto riguarda i Servizi, la dinamica dei prezzi si attesta al +2,7%, in modesta attenuazione rispetto al 2024 (+2,8%). Il lieve rallentamento è imputabile a diverse componenti dell’aggregato, in particolare ai prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,8% a +3,1%), dei Servizi relativi alle comunicazioni (da +0,8% a +0,2%) e quelli dei Servizi relativi ai trasporti (da +3,1% a +2,5%). I prezzi dei Servizi relativi all’abitazione (da +2,6% a +2,8%) e quelli dei Servizi vari (da +1,8% a +1,9%), invece, accelerano.

I contributi più ampi al tasso di inflazione medio annuo risultano quindi ascrivibili ai prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (0,546 punti percentuali) e dei Beni alimentari (0,494); il contributo negativo più ampio si osserva negli Energetici non regolamentati (-0,377).

Artico, Meloni: regione strategica, mai considerata senza interesse

Roma, 16 gen. (askanews) – L’Artico “è una regione nevralgica nella competizione geopolitica globale”, l’approccio è “a 360 gradi” e l’Italia “non ha mai considerato l’Artico come un’area remota e senza alcun interesse”, al contrario “noi abbiamo sempre guardato a questo quadrante del mondo per quello che effettivamente è, una regione strategica”. E’ quanto scrive la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un messaggio in occasione della presentazione della strategia italiana sull’Artico.

Appello delle opposizioni a La Russa-Fontana: la Rai fa propaganda filogovernativa

Roma, 16 gen. (askanews) – Una lettera firmata dalle opposizioni al completo, Pd, M5s, Avs, IV, Azione, +Europa, ai presidenti del Senato Ignazio La Russa e della Camera Lorenzo Fontana, per chiedere un incontro urgente perchè “con la paralisi” della commissione di Vigilanza “la Rai fa propaganda filogovernativa” e “non è garantita la terzietà alla vigilia di referendum e elezioni”.

I capigruppo dei gruppi parlamentari di opposizione chiedono un incontro immediato con i Presidenti delle Camere, al fine di: “esaminare nel dettaglio le cause e gli effetti dello stallo istituzionale in atto nella governance della Rai; definire le modalità per superare l’impasse e ripristinare il pieno funzionamento degli organi di controllo e garanzia del Servizio Pubblico Radiotelevisivo; assicurare che la Rai possa operare nel pieno rispetto dei principi di pluralismo, indipendenza e trasparenza, così come previsto dalla legge e dalla Costituzione; garantire la correttezza dell’informazione alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali”. Nella lettera, firmata da tutti i capogruppo dell’opposizione, si vuole richiamare l’attenzione dei presidenti delle Camere “sulla grave situazione di stallo istituzionale in cui si trova il Servizio Pubblico Radiotelevisivo italiano, con particolare riferimento all’impasse nella definizione della governance della Rai e al paralizzato funzionamento della Commissione parlamentare di Vigilanza”.

“Negli ultimi giorni i gruppi parlamentari di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, Azione e +Europa hanno pubblicamente denunciato come la maggioranza abbia deliberatamente bloccato l’elezione del Presidente di garanzia della Rai e stia praticando un vero e proprio auto-ostruzionismo, disertando i lavori della Commissione di Vigilanza e impedendo l’esercizio delle sue funzioni istituzionali – spiega la lettera -. Tale situazione ha di fatto paralizzato la governance del servizio pubblico radiotelevisivo, con conseguenze gravi per il pluralismo, l’indipendenza e la correttezza dell’informazione”.

“Questo vero e proprio impasse istituzionale è inaccettabile e antidemocratico: rischiamo di chiudere un’intera legislatura senza che sia stata nominata una figura di garanzia nella Rai, un grave precedente di cui non vogliamo avere responsabilità e che denunciamo con forza. Tanto più che, come stiamo osservando quotidianamente, la Rai priva di adeguati organi di garanzia viene sempre più utilizzata come strumento di propaganda filogovernativa, invece di assolvere pienamente al ruolo di servizio pubblico previsto dalla Costituzione. La gravità dello stallo è inoltre accentuata dall’avvicinarsi di importanti appuntamenti elettorali, in cui la mancanza di una governance di garanzia potrebbe avere impatti significativi sulla qualità e sull’equilibrio dell’informazione offerta ai cittadini e, di conseguenza, sul corretto svolgimento della competizione democratica”, concludono.

Il Cremlino: la Groenlandia è territorio della Danimarca

Roma, 16 gen. (askanews) – La Russia parte dal presupposto che la Groenlandia sia un territorio della Danimarca, ha dichiarato oggi il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov.

La Russia, come il resto del mondo, sta monitorando la situazione intorno alla Groenlandia, che è “insolita” e “straordinaria”, ha affermato il portavoce.

“Affermiamo una situazione molto contraddittoria. Partiamo dal presupposto che la Groenlandia sia territorio del Regno di Danimarca. Abbiamo sentito dichiarazioni sia dalla Danimarca che dalla Groenlandia stessa, secondo cui la Groenlandia non verrà venduta a nessuno. E abbiamo anche sentito una dichiarazione da Washington, secondo cui Washington sta formulando un’offerta monetaria per acquisire la Groenlandia in una forma o nell’altra”, ha detto Peskov ai giornalisti.

Il Cremlino definisce la situazione intorno alla Groenlandia “insolita” e “straordinaria”.

Dalla mascotte dell’Expo al selfie ‘anime’, prove di "amicizia" Meloni-Kataichi

Tokyo, 16 gen. (askanews) – Giorgia Meloni lo ha definito l’inizio di una “bella amicizia”. Di certo, in questo secondo incontro con la prima ministra giapponese Sanae Takaichi, in occasione del bilaterale a Tokyo, sono stati molti gli scambi di cortesie reciproche. Al suo arrivo, la presidente del Consiglio è stata omaggiata con Tunku Tunku, la mascotte ufficiale di Expo Green 2027, un personaggio a forma di cuore che rappresenta la natura e la crescita e con alcuni disegni realizzati da bambini.

All’inizio del suo intervento, poi, la leader nipponica ha fatto gli auguri a Meloni che ieri ha compiuto 49 anni. “È per me un grande onore che Giorgia abbia festeggiato il suo compleanno ieri in Giappone. Insieme al popolo giapponese, desidero celebrare il compleanno di Giorgia. Tanti auguri”, ha detto.

La premier italiana ha poi ricambiato, con un post sui social, corredato da un loro selfie sorridenti in doppia versione: oltre all’originale anche una seconda nel caratteristico stile dei cartoni d’animazione giapponese, gli anime. “Due nazioni lontane, ma sempre più vicine. Amicizia e sintonia con Sanae Takaichi”, il testo.

La prima ministra giapponese non è stata l’unica a voler fare gli auguri a Meloni: fuori dal Kantei, dove si è tenuto l’incontro, due signore giapponesi hanno mostrato un cartello con scritto ‘happy birthday’ e hanno sventolato due bandierine dell’Italia.

Consob, Salvini: Freni presidente mi farebbe piacere, bravo sottosegretario

Milano, 16 gen. (askanews) – “Mi farebbe piacere perché è un bravissimo sottosegretario all’Economia, ma non so cosa farà e quando lo farà”. Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini parlando con i cronisti dell’ipotesi che il sottosegretario al Mef, Federico Freni, possa essere nominato presidente della Consob dopo la scadenza del mandato di Paolo Savona. “Mi farebbe molto piacere perché lo conosco, l’ho candidato ed è un parlamentare della Lega. Se non mi facesse piacere sarebbe strano”, ha aggiunto Salvini che ha spiegato, comunque, di non occuparsi di questo tema.

Inflazione, l’Istat: a dicembre sale all’1,2%, nel 2025 all’1,5%

Roma, 16 gen. (askanews) – Nel mese di dicembre 2025 l’inflazione mostra un aumento dello 0,2% su novembre 2025 e dell’1,2% su dicembre 2024 (dal +1,1% del mese precedente), confermando la stima preliminare. Lo ha reso noto l’Istat.

In media, nel 2025, i prezzi al consumo registrano una crescita dell’1,5% (+1% nel 2024). L’inflazione al netto degli energetici e degli alimentari freschi (l'”inflazione di fondo”) e quella al netto dei soli energetici mostrano un aumento medio annuo rispettivamente dell’1,9% (+2% nell’anno precedente) e del 2% (+2,1% nel 2024).

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona evidenziano a dicembre un’accelerazione del loro ritmo di crescita (da +1,5% a +1,9%), così come quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +2% a +2,2%).

Gaza, Trump fiducioso sulla possibilità di accordo sul disarmo di Hamas

Roma, 16 gen. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha detto di essere fiducioso che, con il sostegno di Egitto, Turchia e Qatar, sarà raggiunto un accordo complessivo per il completo disarmo di Hamas.

In un messaggio pubblicato su Truth Social, Trump ha scritto: “Con il sostegno di Egitto, Turchia e Qatar, otterremo un accordo di demilitarizzazione completo con Hamas, che includa la consegna di tutte le armi e lo smantellamento di ogni tunnel”.

Il presidente ha aggiunto che Hamas “deve onorare immediatamente i propri impegni, incluso il ritorno dell’ultimo corpo a Israele, e procedere senza ritardi alla completa demilitarizzazione”.

Trump ha quindi ribadito la propria linea di fermezza: “Come ho già detto, possono farlo nel modo facile o in quello difficile”.

L’Iran all’Onu: gli Usa tentano di destabilizzare Teheran

Milano, 15 gen. (askanews) – Gholamhossein Darzi, vice rappresentante permanente dell’Iran all’ONU, ha difeso la posizione di Teheran e ha criticato duramente gli Stati Uniti per il modo in cui – a suo avviso – stanno influenzando gli eventi interni iraniani puntando alla “destabilizzazione politica” di Teheran. Nel corso della riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu sull’Iran richiesta da Washington, Darzi ha sostenuto che gli Usa sono direttamente coinvolti nel fomentare disordini nel Paese sotto la pretesa di tutelare i diritti umani, ma in realtà cercano di favorire instabilità politica e giustificare possibili interventi militari con una narrativa “umanitaria”.

Il discorso del diplomatico iraniano è stato parte di un confronto più ampio in cui l’Iran ha respinto le accuse di violenza contro i manifestanti come “narrazioni fabbricate” da Stati Uniti e alleati, e ha invitato a leggere il contesto globale delle proteste senza interventi esterni.

Pitti Uomo, Markup punta su identità ed essenzialità

Firenze, 16 gen. (askanews) – A Pitti Uomo Markup presenta una visione chiara e coerente del menswear contemporaneo, fondata su essenzialità, identità e attenzione costante al mercato. A raccontarla è Simone Notturno, Direttore Generale di Markup.

“Noi puntiamo a creare un guardaroba essenziale per l’uomo, ma in realtà lavoriamo soprattutto sul concetto di identità. L’identità nasce da una scelta stilistica coerente nel tempo, che ha portato a ridefinire quelli che sono i capi essenziali del guardaroba, sempre secondo il DNA di Markup. La collezione si sviluppa in tutte le categorie merceologiche ed è in grado di offrire a ogni consumatore il prodotto più giusto per ogni momento della giornata”.

Un approccio che si traduce in una costante osservazione dell’evoluzione del mercato, senza mai rincorrere in modo esasperato le tendenze.

“Markup segue molto bene l’attitudine e l’evoluzione del mercato. C’è un’attenzione maniacale alle forme, alle vestibilità e al comfort dei capi, con una ricerca importante sulla parte modellistica oltre che stilistica. Allo stesso tempo non esageriamo, non estremizziamo mai le tendenze: i capi sono assolutamente di moda e aggiornati, ma mai estremi nei volumi o nell’interpretazione”.

Accanto al menswear, il brand continua a investire anche sul segmento femminile, che sta dando segnali di crescita significativi.

“Il nostro business si sviluppa sia nella parte uomo che nella parte donna e proprio in quest’ultima stiamo registrando risultati importanti. Markup si riconferma come un’azienda che cresce molto bene, sia sul mercato italiano che su quello internazionale, in entrambi i segmenti”.

Sul fronte internazionale, la presenza del marchio è ormai consolidata su scala europea, sostenuta da un’organizzazione sempre più strutturata.

“In questo momento stiamo coprendo in maniera pressoché completa tutto il mercato europeo, sia nel Sud che nel Nord Europa. Il prodotto viene recepito molto bene per la sua essenzialità, per la capacità di essere al passo con i tempi senza risultare lezioso. Per affrontare i mercati esteri ci siamo preparati adeguando gli assetti di collezione e affinando l’organizzazione, puntando sull’efficienza tecnologica, sulla digitalizzazione dei processi e sulla robotizzazione dei nostri impianti logistici”.

Guardando al futuro, Markup sta lavorando anche su nuove modalità distributive, con un’evoluzione del modello wholesale.

“Abbiamo in serbo un’importante novità: sviluppare un modo di fare full wholesale con un approccio retail. Questo significa investire sul concetto di shop in shop. Siamo già presenti in ambito nazionale con oltre 60 aree dedicate presso i principali department store ed è un progetto che stiamo implementando grazie a una divisione dedicata, creata appositamente per questo sviluppo”.

Appello opposizioni a La Russa-Fontana: Rai fa propaganda filogovernativa

Roma, 16 gen. (askanews) – Una lettera firmata dalle opposizioni al completo, Pd, M5s, Avs, IV, Azione, +Europa, ai presidenti del Senato Ignazio La Russa e della Camera Lorenzo Fontana, per chiedere un incontro urgente perchè “con la paralisi” della commissione di Vigilanza “la Rai fa propaganda filogovernativa” e “non è garantita la terzietà alla vigilia di referendum e elezioni”.

I capigruppo dei gruppi parlamentari di opposizione chiedono un incontro immediato con i Presidenti delle Camere, al fine di: “esaminare nel dettaglio le cause e gli effetti dello stallo istituzionale in atto nella governance della Rai; definire le modalità per superare l’impasse e ripristinare il pieno funzionamento degli organi di controllo e garanzia del Servizio Pubblico Radiotelevisivo; assicurare che la Rai possa operare nel pieno rispetto dei principi di pluralismo, indipendenza e trasparenza, così come previsto dalla legge e dalla Costituzione; garantire la correttezza dell’informazione alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali”.

Nella lettera, firmata da tutti i capogruppo dell’opposizione, si vuole richiamare l’attenzione dei presidenti delle Camere “sulla grave situazione di stallo istituzionale in cui si trova il Servizio Pubblico Radiotelevisivo italiano, con particolare riferimento all’impasse nella definizione della governance della Rai e al paralizzato funzionamento della Commissione parlamentare di Vigilanza”.

“Negli ultimi giorni i gruppi parlamentari di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, Azione e +Europa hanno pubblicamente denunciato come la maggioranza abbia deliberatamente bloccato l’elezione del Presidente di garanzia della Rai e stia praticando un vero e proprio auto-ostruzionismo, disertando i lavori della Commissione di Vigilanza e impedendo l’esercizio delle sue funzioni istituzionali – spiega la lettera -. Tale situazione ha di fatto paralizzato la governance del servizio pubblico radiotelevisivo, con conseguenze gravi per il pluralismo, l’indipendenza e la correttezza dell’informazione”.

“Questo vero e proprio impasse istituzionale è inaccettabile e antidemocratico: rischiamo di chiudere un’intera legislatura senza che sia stata nominata una figura di garanzia nella Rai, un grave precedente di cui non vogliamo avere responsabilità e che denunciamo con forza. Tanto più che, come stiamo osservando quotidianamente, la Rai priva di adeguati organi di garanzia viene sempre più utilizzata come strumento di propaganda filogovernativa, invece di assolvere pienamente al ruolo di servizio pubblico previsto dalla Costituzione. La gravità dello stallo è inoltre accentuata dall’avvicinarsi di importanti appuntamenti elettorali, in cui la mancanza di una governance di garanzia potrebbe avere impatti significativi sulla qualità e sull’equilibrio dell’informazione offerta ai cittadini e, di conseguenza, sul corretto svolgimento della competizione democratica”, concludono.

Renzi: Margherita 4.0 va fatta, non è operazione contro Pd

Roma, 16 gen. (askanews) – “Una Margherita 4.0 va fatta, poi che la si faccia con Delrio, con i sindaci, sono tutti rivoli che poi andranno nella Margherita 4.0… Certo qualcuno potrà venire via dal Pd, ma l’operazione non è contro il Pd, è a favore”. Lo ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi intervistato a Sky Tg24.

“Non lo so se ci saranno le primarie o no, non mi attacco a questo feticcio, se ci saranno vanno viste come una grande festa di popolo, se non ci saranno bene”, ha concluso.

Tennis, Sinner: "Un anno fa tanti pensieri, ora più maturo"

Roma, 16 gen. (askanews) – Uno Jannik Sinner sorridente, sereno e forse anche più maturo si presenta al tradizionale media day di Melbourne, ben coperto per il vento fresco che da un paio di giorni sferza la città australiana. Dodici mesi fa l’arrivo in Australia era stato accompagnato da un clima ben diverso: nella stagione poi chiusa con il secondo trionfo consecutivo down under, l’azzurro era immerso nelle discussioni con i suoi legali per l’accordo con la Wada che avrebbe portato alla sospensione di tre mesi per il caso Clostebol. Oggi sembra passato un secolo. Quei giorni sono alle spalle e Sinner, a 24 anni, appare con un bagaglio di esperienze e consapevolezza decisamente più ricco.

“L’anno scorso la situazione era molto più difficile, perché a quel punto dell’anno non sapevo ancora cosa sarebbe successo – ha raccontato -. Ho cercato di godermi ogni momento quando entravo in campo, non avevo mai la mente davvero sgombera dai pensieri. È stata dura. Ora che so com’è andata a finire forse è più facile raccontarlo, ma sono stati giorni difficili anche per la mia famiglia”.

Un percorso di crescita passato anche dalle difficoltà, come le vicende legate alla Wada e la delusione del Roland Garros, che hanno contribuito a spingerlo verso il riscatto culminato nello storico trionfo di Wimbledon, il primo per lui e per l’Italia sull’erba di Church Road. “Tutto accade per una ragione – ha proseguito -. Quello che ho superato mi ha reso più forte come persona, oltre che come giocatore. Mi sento più maturo, più preparato ad affrontare le situazioni difficili. Ora vivo lo sport in un modo molto diverso, più rilassato, ma dando il massimo. Si tratta sempre di trovare l’equilibrio e ora sono molto felice”.

Un equilibrio costruito anche grazie al lavoro con Darren Cahill, il coach australiano che resterà al suo fianco almeno fino al 2026. “È una persona importante per tutti noi, per tutta la squadra. Ha una grande esperienza. Mi conosce non solo come giocatore, ma anche come persona, in un modo diverso ed è molto importante perché riesce ad avere sempre tutto sotto controllo, ti fa sentire al sicuro. È come un padre per tutti noi (sorride)”.

In vista di un’eventuale finale con Carlos Alcaraz, Sinner non cambia approccio: “Non ci si prepara per un solo giocatore, ma sicuramente affrontarlo dà sempre nuovi spunti per aggiungere qualcosa. Nella off season ci siamo impegnati su diversi fronti, soprattutto il fisico e l’aggressività in campo. Ora vediamo come andrà”.

Italia Giappone, Meloni a Takaichi: crediamo molto in nostra alleanza

Tokyo, 16 gen. (askanews) – “Sono estremamente contenta di essere qui dopo il nostro breve incontro a Johannesburg e i nostri dialoghi telefonici. Questa è la terza volta che io vengo in Giappone in 3 anni che sono al governo e non è stato un caso, è stata una scelta”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in una dichiarazione in apertura del bilaterale con la prima ministra giapponese Sanae Takaichi al Kantei, la residenza ufficiale della leader nipponica.

“La prima volta che sono venuta qui – ha ricordato – abbiamo elevato i nostri rapporti a livello di partenariato strategico. La seconda volta che sono stata qui nell’ambito del G7 di Hiroshima abbiamo approfittato per discutere di un Piano di azione triennale 2024-2027 per darci degli obiettivi che fossero chiari, definiti e con delle scadenze temporali, che abbiamo rispettato. Torno qui la terza volta, sono il primo leader europeo che viene qui da quando lei si è insediata e approfittiamo per elevare ancora una volta le nostre relazioni bilaterali a livello di partenariato strategico speciale”.

“Il messaggio è che crediamo molto in questa alleanza, crediamo molto in questa cooperazione, crediamo molto in questa amicizia”, ha sottolineato la premier ricordando che il bilaterale si tiene in occasione del “160esimo anniversario delle nostre relazioni bilaterali che racconta anche quanto siano profonde, quanto siano state durature e continuative le nostre relazioni bilaterali”.

Italia-Giappone, Meloni: impegno comune per pace Ucraina e Medio Oriente

Tokyo, 16 gen. (askanews) – “Questa è anche un’occasione per fare il punto sulle tante crisi aperte a livello globale, sulle tante questioni globali in agenda per confermare il nostro impegno comune chiaramente per arrivare a una pace giusta e duratura in Ucraina, per consolidare il processo di pace in Medio Oriente, per garantire la sicurezza e la stabilità dell’Indo-Pacifico”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni dopo il bilaterale con la prima ministra giapponese Sanae Takaichi al Kantei, la residenza ufficiale della leader nipponica.

Giorgia Meloni e Sanae Takaichi, si legge nella dichiarazione congiunta diffusa al termine del vertice, “le prime donne a guidare i governi delle rispettive nazioni, hanno riaffermato il legame storico di amicizia e collaborazione esistente tra Giappone e Italia, uniti da principi condivisi, interessi comuni e da un fermo impegno a tutelare l’ordine internazionale basato sullo Stato di diritto e a promuovere pace, prosperità e stabilità a livello globale”.

Non forzare la mano sulla legge elettorale

Cercando di non dare troppo nell’occhio, il governo Meloni ha aperto il cantiere della nuova legge elettorale. L’intento appare tuttavia fin troppo chiaro: favorire la maggioranza uscente, alzando la quota proporzionale e facendo scattare più facilmente (al 40 per cento, si dice) il premio di maggioranza, lasciando così all’opposizione l’ardua scelta tra negoziare i dettagli o chiamarsi fuori, vanamente e sdegnosamente.

Non sarebbe la prima volta che le regole elettorali vengono cambiate a ridosso del voto. Paradossalmente, si può dire che lo stesso errore lo fece a suo tempo perfino Alcide De Gasperi (che era De Gasperi), con la “legge truffa” del 1953, che truffa non era. Da allora, è accaduto fin troppo spesso che maggioranze periclitanti abbiano cercato di rafforzare se stesse tarando le regole elettorali a proprio vantaggio.

In un crescendo di disinvoltura, questi tentativi hanno finito per produrre un effetto perverso: alimentare la diffidenza degli elettori, fino all’attuale e ormai strutturale astensionismo. Il più delle volte, chi ha cambiato la legge elettorale contando di trarne un vantaggio numerico si è trovato invece a fare i conti con esiti tutt’altro che trionfali.

Il cambiamento delle regole in corso d’opera trasmette infatti agli elettori un segnale di affanno e di debolezza, oltre che – inutile negarlo – di una certa tracotanza.

Dunque verrebbe da consigliare alla maggioranza meloniana di non insistere troppo sull’argomento. Che si tratti di virtù, di astuzia o persino di scaramanzia, i precedenti suggeriscono di non forzare la mano.

Né al destino, né – soprattutto – ai propri elettori.

 

Fonte: La Voce del Popolo – 15 gennaio 2026

Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brezi.

L’altro infinito: la Legge di Moore e la rivoluzione dei semiconduttori.

Preceduto da una minuziosa e argomentata presentazione di Alessandro Aresu (già consulente scientifico del Governo Draghi), l’agile volumetto di Liberilibri riporta una serie di saggi di Gordon E. Moore (Cramming More Components onto IntegratedCircuits (1965) – Progress In Digital Integrated Electronics (1975) – Lithography and the Future of Moore’s Law (1995) – Intel: Memories and the Microprocessor (1996) – Speech at the International Solid-State Circuits Conference (2003)), tradotti per la prima volta in italiano a cura del prefatore. 

Riletti tenendo presenti le date di redazione e rivisitati alla luce dell’illuminante introduzione di Aresu, questi scritti-conferenze, esprimono una lungimirante e profetica predizione di ricerca pura ed applicata in materia di elettronica e digitalizzazione nei processi di conoscenza, archiviazione e utilizzo dei dati.

Da un genio della chimica, dell’informatica e dell’imprenditoriacome Gordon Moore, fondatore di Intel e ideatore della cd. “Legge di Moore”, non ci si poteva attendere qualcosa di diverso, una spiegazione semplicistica, una riduzione ai minimi termini della straordinaria evoluzione scientifica che ha caratterizzato la storia dei transistor, dei diodi e dei semiconduttori.

Non si tratta di pedanti nozioni teoretiche ma di un percorso di innovazione che ha cambiato il concetto di elaborazione, conservazione, utilizzazione dei dati e dei processi, raccontato attraverso la descrizione di evidenze pratiche.

Usando le parole di Aresu “La “Legge di Moore” tecnicamente non è una Legge ma, come cerco di spiegare in un saggio di 70 pagine che accompagna questo volume di Liberilibri, la “Legge” diviene nel corso del tempo il metronomo dell’imprenditorialità e dell’innovazione dell’industria più importante del pianeta e al centro delle principali contese politiche. Perciò, la Legge che non è una Legge è anche la Legge che muove il mondo.”

Reduce dalla lettura e recensione del saggio di Carlo Rovelli “Sull’eguaglianza di tutte le cose” che prende per mano il lettore e lo porta al cospetto dell’universo, della fisica che studia i fenomeni quantistici, dell’idea di Einstein sui campigravitazionali, dei buchi neri e dei buchi bianchi; reduce dunque da una dimensione di conoscenza dilatata oltre le rigidità delle coordinate spazio-temporali, chi si accinge a commentare il libro che spiega la legge di Moore resta inevitabilmente colpito da eguale, speculare stupore: dall’immensità incommensurabile allo straordinariamente piccolo e miniaturizzato che contiene milioni di dati utili alla scienza ma anche al funzionamento di tutto ciò a cui affidiamo gran parte della nostra vita e che ci circonda in un abbraccio tecnologico, a partire dal primo transistor del 1947 – inventato presso il Bell Telephone Laboratory – passando poi a quello planare, che era stato introdotto nel 1959, fino ai semiconduttori e alla stessa I.A. come campo di potenzialità infinite di applicazione, tenendo conto che oggi un circuito completo contenente diversi milioni di transistor costa meno all’utente rispetto a un singolo transistor di trentacinque anni fa.

La corsa alla miniaturizzazione non è meno intrigante e affascinante dell’esplorazione dell’immensità dello spazio, lo ricordava e raccomandava nel 1995 lo stesso Gordon Moore:“Voglio incoraggiare ciascuno di voi a pensare sempre più in piccolo”. L’introduzione di Aresu e i saggi di Moore rafforzano una deriva storicamente consolidata che possiamo riscontrare pensando semplicemente alle dimensioni di oggetti in uso trenta, quarant’anni fa e più e comparandole con quelle degli stessi oggetti, più evoluti funzionalmente e più efficaci, della odierna quotidianità: ho sempre pensato alla miniaturizzazione come ad una sorta di esigenza necessitata, un processo irreversibile, per ragioni di praticità, economia, costi, durata. 

La Legge di Moore rappresenta un elemento ormai integrato e consustanziale dell’economia mondiale ed ha affiancato in modo decisivo lo sviluppo dell’industria dei semiconduttori che, oggi, è la base di ogni aspetto della vita digitale: “La digitalizzazione del mondo è la ‘semiconduttorizzazione’ del mondo” ricorda Aresu.

E come afferma lo stesso Moore: “L’industria dei semiconduttori è diventata la più grande industria manifatturiera degli Stati Uniti, misurata in termini di valore aggiunto” e “l’industria elettronica, considerata a livello mondiale, è la più grande industria manifatturiera che esista”. L’ordine di grandezza di questa primazia nell’industria manifatturiera vede gli Usa detentori del 50% del mercato, seguiti da Corea del Sud, Taiwan, Giappone, Europa, Repubblica Popolare Cinese.

Alla base di tutto il processo evolutivo verso strumenti sempre più miniaturizzati e specularmente in grado di svolgere funzioni se mai più complesse c’è il silicio: da qui si può dedurre quanto questo minerale conti negli eventi bellici in atto e nei prossimi, possibili conflitti e con esso la gestione delle cd. “terre rare”. 

Gli Usa detengono il primato dell’industria manifatturiera, come detto, mentre Cina e Taiwan competono quanto a sofisticata evoluzione tecnologica ma sono carenti di materia prima poiché silicio e terre rare sono altrove. In primis proprio in Ucraina, ghiotto boccone per spartizioni militari e geografiche.

Scriveva ancora Moore trent’anni fa: nel 1986 l’industria dei semiconduttori rappresentava circa lo 0,1% del PIL globale. Tra soli dieci anni, attorno al 2005, se rimarremo sulla stessa traiettoria di crescita, saremo all’1%; ed entro il 2025 circa il 10%.  (Ma a conti fatti nel 2025 siamo arrivati al 15% del PIL e verosimilmente entro la metà del secolo, questo asset tecnologico costituirà quasi l’intero PIL globale).

Rendendo le cose più piccole, tutto migliora riducendo persino i tempi tecnici di fabbricazione ed utilizzo. 

Non c’è più bisogno di rinunciare a qualcosa. La velocità dei nostri prodotti aumenta, il consumo energetico diminuisce, l’affidabilità del sistema, man mano che mettiamo una parte maggiore del sistema su un chip, migliora a passi da gigante, ma soprattutto il costo di fare qualcosa elettronicamente diminuisce come risultato della tecnologia. Si pensi alla riduzione degli agenti inquinanti in rapporto all’utilizzo di nuove fonti di energia: auto elettriche o ibride in primis. L’industria automobilista è il primo vettore nell’utilizzo dei semiconduttori (“l’industria delle industrie”). Si pensi alle tecnologie informatiche, ai processi produttivi, alla rete delle comunicazioni, alla gestione dei servizi.

Si è realizzata una diminuzione nell’ordine di dieci milioni di volte del costo di un transistor e si sono inserite gratis tutte le interconnessioni, usando la Dram come esempio. È difficile trovare un settore in cui il costo del prodotto di base sia diminuito di dieci milioni di volte, anche considerando periodi di tempo molto più lunghi.

Questi risultati si ottengono dunque con una significativa riduzione dei costi e con una implementazione dei benefici combinata ai processi di automatizzazione e di diversificazione delle risorse e delle competenze umane che richiedono profili professionali sempre più sofisticati. L’industria dei semiconduttori è al momento l’asset strategico indispensabile a governare ogni aspetto della vita digitale, ma è anche un elemento di cruciale competizione politica, un tassello imprescindibile nella configurazione in fieri di un nuovo ordine mondiale.

L’incerta politica USA in Asia

Con la riscoperta e il rilancio in una versione aggiornata della “Dottrina Monroe” appare alquanto chiara la determinazione degli Stati Uniti oggi guidati da Trump di riacquisire un pieno dominio dell’intero continente americano. I dossier ancora aperti sono diversi, dal Canada al Brasile, per non dire di Cuba, ma il quadro generale è stato disegnato e annunciato.

Quello che invece non è tuttora evidente, neanche un po’, è il disegno – se ve ne è uno – che la Casa Bianca sta immaginando per il continente asiatico. Quello che tutti gli indicatori da anni ormai predicono come il “centro del mondo” del XXI secolo.

Il tramonto del “pivot to Asia”

Durante la prima Amministrazione Trump l’obamiano “pivot to Asia” era rimasto un cardine della politica estera americana, sia pure gestito con qualche volo pindarico del tycoon newyorkese (si ricorderà, ad esempio, il surreale incontro col dittatore nordcoreano Kim Jong-un). Ora invece le cose appaiono meno chiare, al punto che – come recentemente si è scritto anche qui – la difesa di Taiwan dalle mire territoriali di Pechino non sembra affatto granitica e l’intesa strategica con l’India in ottica anti-cinese è stata picconata almeno un po’, e non si sa bene con quanta consapevolezza.

Il vertice previsto la prossima primavera fra Xi e Trump potrà forse offrire qualche indicazione in proposito.

La SCO come alternativa al multilateralismo occidentale

Per intanto – pur dovendo affrontare molti problemi incombenti, occultati dal ferreo controllo interno imposto dal regime – la dirigenza cinese ha rafforzato la propria influenza, politica e economica, sui paesi inquadrati nella Conferenza per la Cooperazione di Shangai (SCO). Costituita nel 2001, la SCO era in origine un’organizzazione informale di sicurezza comune fra Cina, Russia e paesi centroasiatici già appartenenti all’Unione Sovietica.

Ma con l’arrivo al potere nella Città Proibita di Xi Jinping essa si è allargata a India e Pakistan (paesi fra loro in periodico conflitto) e successivamente all’Iran, trasformandosi nel tempo in un centro di aggregazione – a guida cinese, evidentemente – oppositivo al multilateralismo a trazione occidentale.

Il “secolo asiatico” visto da Pechino

Questi dirompenti dodici mesi trumpiani hanno favorito ulteriormente detto sviluppo, celebrato con l’incontro di Tianjin di pochi mesi fa. Il cui esito è stato, dal punto di vista concreto, l’impegno cinese a sovvenzionare gli Stati membri della SCO con un prestito triennale importante a un consorzio bancario della medesima SCO.

Ma più ancora degli investimenti economici, ai quali si associa un ormai chiaro incentivo all’utilizzo dello yuan cinese in luogo del dollaro, è il messaggio neanche tanto subliminale che conta di più, nella mente di Xi: ovvero la concreta possibilità – dimostrata agli altri asiatici – di una completa autonomia, di un effettivo ridimensionamento non provvisorio dell’Occidente (per di più guidato da una leadership americana che non se ne fa più pieno carico), di un nuovo ordine planetario destinato a celebrare il “secolo asiatico”, gerarchizzato intorno al sole cinese.

“Grande è la confusione sotto il cielo”

Questo piano, se da un lato sfrutta gli errori di Trump, dall’altro ingenera però preoccupazioni e sospetti legittimi in quelli che sono paesi asiatici vicini economicamente e politicamente al gigante a stelle e strisce, oggi giustamente inquieti a fronte della non chiara posizione americana nella regione. E così non solo l’India – che però gioca una partita a parte, ambendo a una supremazia regionale nell’occidente continentale – e non solo la sempre più angosciata isola di Taiwan, ma pure Vietnam, Filippine, Corea del Sud e naturalmente Giappone si domandano che fare: stretti fra un ingombrante vicino che mostra aspirazioni imperiali e un grande alleato che pare non volersi più interessare a loro come ha fatto sino ad oggi.

“Grande è la confusione sotto il cielo”, avrebbe detto il Grande Timoniere. Ma “la situazione è eccellente”? In effetti sì, vista da Pechino. Ma solo da lì.

L’Italia aggiorna la sua strategia per l’Artico

Si tiene oggi a Roma, presso Villa Madama, la conferenza di presentazione del nuovo documento strategico italiano sull’Artico, intitolato “La Politica Artica Italiana. L’Italia e l’Artico: i valori della cooperazione in una regione in rapida trasformazione”.

Come precisato dalla Farnesina in una nota, alla conferenza interverranno il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, i cui dicasteri hanno contribuito alla redazione del testo.

Un’iniziativa di sistema

All’evento partecipano rappresentanti delle istituzioni, membri del Tavolo Artico ed esponenti del mondo imprenditoriale, a conferma dell’impostazione trasversale e coordinata che ha guidato l’elaborazione del documento e che intende coinvolgere l’intero Sistema Paese.

Visione strategica e direttrici di intervento

“Il documento, elaborato nel corso del 2025, valorizza il ruolo finora assunto dall’Italia in Artico e delinea una visione strategica, insieme con una serie di obiettivi di lungo periodo, per rafforzare l’impegno italiano nella regione – recita la nota della Farnesina – questo impegno si concentrerà lungo le tre direttrici della sicurezza, della ricerca scientifica e dello sviluppo economico, mettendo insieme le diverse forze del Sistema Paese, nella prospettiva di una più incisiva azione dell’Italia in Artico”.

Un’impostazione che riflette la crescente complessità della regione artica e il suo impatto sugli equilibri geopolitici, ambientali ed economici globali.

Gli obiettivi nel dettaglio

“Tra i principali obiettivi tracciati, vi sono quelli di consolidare il ruolo dell’Italia come Paese non artico interessato all’Artico; contribuire al mantenimento dell’Artico quale area di stabilità, prevenendo dinamiche di escalation e sostenendo i meccanismi multilaterali di dialogo e cooperazione; rafforzare la sicurezza collettiva euro-atlantica, in coerenza con gli impegni Nato e Ue e con una visione integrata dei diversi teatri strategici; rafforzare, anche a livello bilaterale, le relazioni con i Paesi artici europei (Danimarca/Far Oer/Groenlandia, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia), sostenendo il crescente ingaggio dell’Unione Europea sulle questioni artiche; rafforzare la ricerca scientifica italiana in Artico; cogliere le opportunità economiche che in ambito artico si stanno aprendo a favore delle imprese italiane”, ha aggiunto la Farnesina.

Il nuovo documento strategico, adottato a dieci anni di distanza dal primo, aggiorna e attualizza le politiche italiane nell’attuale fase di crescente rilevanza globale della regione

UniCredit smentisce interesse per quota Delfin di Mps: pura invenzione

Milano, 15 gen. (askanews) – Andamento contrastato a Piazza Affari per i titoli Unicredit (+1,3% a 72,36 euro) e Mps (-1,5% a 9,203 euro) dopo la smentita dell’istituto guidato da Andrea Orcel ai recenti rumors circa un interesse per la quota di Delfin nella banca senese. “Le recenti voci e il clamore riguardo alla partecipazione in Mps sono di natura speculativa e ingiustificate, così come lo sono le ipotesi relative al presunto interesse nell’acquisto di altre partecipazioni”, ha scritto UniCredit in un comunicato diffuso prima dell’apertura dei mercati. “E’ motivo di rammarico dover nuovamente intervenire per smentire voci che sono pura invenzione e non hanno altro effetto se non quello di alimentare confusione e distorsioni sul mercato”.

Da giorni si susseguivano rumors su un possibile disimpegno della holding della famiglia Del Vecchio, primo azionista di Mps, con UniCredit potenziale acquirente della quota del 17,5%. L’eventuale mossa avrebbe avuto ripercussioni anche su Generali, di cui il Monte è oggi primo socio dopo il successo della scalata a Mediobanca. Non solo: sempre stando ai rumors, UniCredit avrebbe persino preso in considerazione un investimento diretto nella stessa Delfin. Da ultimo, indiscrezioni di stampa di questa mattina paventavano un possibile incontro nel fine settima tra lo stesso Orcel e Francesco Milleri.

Ma a stretto giro è arrivata la smentita di UniCredit. Il ruolo del team interno dedicato all’M&A è di valutare tutte le opzioni, ha spiegato la banca, e ciò comporta “interlocuzioni, analisi e valutazioni preliminari sui potenziali target” che però “non implicano in alcun modo la concreta possibilità che un’operazione venga effettivamente realizzata”. La decisione di procedere o meno con qualsiasi operazione, ha ribadito UniCredit, è basata “esclusivamente sulla capacità del potenziale obiettivo non solo di integrarsi nella strategia del gruppo, ma anche di soddisfare i nostri più volte dichiarati parametri di rendimento finanziario”. Il concetto di disciplina finanziaria e di creazione di valore sono principi più volte espresso da Orcel in tema di aggregazioni e da cui l’AD non intende prescindere. In Borsa Mps viaggia a multipli elevati, rendendo più complesso centrare un ritorno sull’investimento di almeno il 15% indicato da Orcel.

Intanto, sul fronte Mps – in attesa dell’assemblea del 4 febbraio chiamata a deliberare sulle modifiche allo Statuto che, tra le altre cose, prevedono l’adozione della lista del cda – è possibile l’esclusione dell’AD Luigi Lovaglio dai lavori del board per la presentazione della lista, nell’ambito del rinnovo degli organi sociali previsto in primavera. Secondo ricostruzioni di stampa, sarebbe infatti questa la posizione cui è giunto il Comitato nomine della banca che nei giorni scorsi ha approvato una bozza di regolamento, finalizzato a disciplinare la formazione della lista. Sul banchiere pesa l’indagine della Procura di Milano sulla scalata a Mediobanca che vede Lovaglio indagato.

Uno Swatch per Jackson Pollock alla Collezione Peggy Guggenheim

 

 

Venezia, 15 gen. (askanews) – Quattro nuovi orologi dedicati a quattro grandi opere d’arte della Fondazione Guggenheim. Swatch ha presentato a Venezia, nel palazzo della Peggy Guggenheim Collection, i nuovi modelli ispirati da Degas, Klee, Monet e, soprattutto a Jackson Pollock, in particolare al suo quadro “Alchimia” del 1947, ospitato proprio nel museo veneziano.

“Alchimia – ha detto ad askanews Karole Vail, direttrice della Collezione Peggy Guggenheim – è proprio uno dei protagonisti della collezione Peggy Guggenheim. È uno dei primissimi dipinti, forse il primo in cui Pollock usa questa nuova tecnica del dripping, e dunque è un’opera veramente molto particolare per la Collezione, ma anche per la storia dell’arte moderna americana e internazionale”.

Se il Pollock è sicuramente una di quelle opere che segnano l’immaginario culturale, anche gli altri modelli guardano a opere d’arte eccezionali, consolidando una relazione ormai diventata strutturale tra la maison svizzera e i grandi musei.

“Per Swatch – ha aggiunto Carlo Giordanetti, CEO dello Swatch Art Peace Hotel di Shanghai – il momento della collaborazione con un’istituzione artistica come il Guggenheim, è sempre un momento di gioia, a maggior ragione potendo celebrarlo con quattro capolavori che uniscono idealmente New York e Venezia, quindi tre dalla collezione del Guggenheim di New York, uno dei quali in realtà è un omaggio a Venezia, perché il quadro di Monet che riproduce il Palazzo Ducale visto dall’isola di San Giorgio ed è un omaggio alla luce e alla magia della luce e dell’acqua a Venezia. E poi c’è il Pollock, che è un po’ la firma se vogliamo della Peggy Guggenheim Collection che ha una relazione così forte con la storia di Peggy Guggenheim stessa e che è tra le opere esposte qui a Venezia forse una che ha più segreti da svelare”.

Le ballerine di Degas e una composizione di Paul Klee completano il lotto dei nuovi orologi presentati a Venezia, in un contesto che guarda al dialogo tra diverse forme creative e all’ampliamento dello spazio di narrazione dell’arte. “Grazie anche a questo progetto – ha concluso la direttrice Vail – possiamo insieme a Swatch anche trovare magari un pubblico nuovo, un pubblico più giovane, un pubblico che magari si comprerà questo orologio e che sarà entusiasta dall’opera d’arte che porta letteralmente al polso. quindi così possiamo anche aprire delle porte nuove”.

Anche questa è una forma di “alchimia” interessante, che dall’energia del dipinto di Pollock e dal design degli orologi prende spunto per avvicinare ulteriormente le persone alla cultura.

 

M5s, Conte: Grillo? Senza lui e il suo Movimento non sarei qui

Roma, 15 gen. (askanews) – “Grillo? Dentro. Perchè mica si può cancellare il fatto che c’è stato, che è riuscito con grande capacità propositiva, rivoluzionaria, a portare tantissimi cittadini che non votavano a credere nel rinnovamento della politica… Se oggi io sono qui è grazie a questa iniziativa”. Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte partecipando, intervistato a Willmedia, al gioco a chi sta dentro e chi sta fuori.

“Siamo ancora radicali e siamo scomodi, ci attaccano tutti”, “insieme al valore dell’onestà” su cui il Movimento Cinquestelle è nato “si è aggiunto quello della competenza”.

Pitti Uomo, Filson tra heritage ed evoluzione graduale

Firenze, 15 gen. (askanews) – A Pitti Uomo, Filson racconta il proprio percorso tra fedeltà alle origini e adattamento al presente. A parlare è Rocco Scazzariello, Brand Director Filson Europa, che spiega come il marchio americano continui a evolversi partendo dal suo DNA storico.

“Il nostro DNA è la cosa più importante del marchio. Abbiamo 127 anni di storia e ci ispiriamo ogni anno al nostro archivio e ai nostri consumatori, a chi usa i nostri capi in Montana, Wyoming, Alaska. L’ispirazione è sempre quella. Abbiamo un’evoluzione molto graduale del marchio dal 1897 e poi ci sono momenti in cui la tendenza intercetta quello che facciamo. In questo momento la tendenza ci ha colpiti in pieno, perché i marchi heritage sono molto importanti. Noi lavoriamo con il nostro archivio, ma prendiamo anche tessuti che in passato erano da 24 once e li alleggeriamo a 16 o 18 once, aggiustiamo eventualmente il power fit e portiamo il capo in un circuito un po’ più cittadino”.

Un equilibrio che passa anche dal colore, elemento identitario per Filson e legato all’esperienza outdoor: “I colori di Filson sono molto precisi e molto chiari. Abbiamo il Dark Tan, l’Otter Green, il nero, il blu: sono i nostri colori principali. Gli accenti arrivano dal mondo outdoor, dalla caccia, dove per esempio l’arancione è molto importante per la visibilità. Gli accenti li utilizziamo per un end use, per un uso molto specifico, quindi derivano da lì. Un altro colore importante è il rosso, il rosso-nero del check, che viene dal nostro archivio, dalla Mackinaw Cruiser, brevettata nel 1914: una storia molto importante”, aggiunge.

Accanto al racconto di prodotto, spazio anche ai risultati di mercato. “Il 2025 è andato molto bene per Filson in Europa. Abbiamo avuto una crescita importante. I nostri mercati principali sono Inghilterra, Germania e Italia e la crescita maggiore l’abbiamo registrata proprio in Italia, dove siamo riusciti ad aggiungere alcuni clienti molto importanti. Anche il nostro webshop online è partito bene”, conclude Scazzariello.

Omicidio di Nada Cella, Anna Lucia Cecere condannata a 24 anni

Genova , 15 gen. (askanews) – La Corte d’assise di Genova ha condannato a 24 anni di reclusione l’ex insegnante Anna Lucia Cecere per l’omicidio di Nada Cella, la segretaria di 25 anni uccisa nel maggio del 1996 a Chiavari, in provincia di Genova, nello studio del commercialista Marco Soracco dove lavorava.

Lo stesso Soracco è stato condannato a due anni di reclusione per favoreggiamento. Al momento del pronunciamento della sentenza di primo grado, Anna Lucia Cecere non era presente in aula, mentre era presente il commercialista Soracco. Per la Cecere è stata riconosciuta l’aggravante dei futili motivi ma non quella della crudeltà.

Silvia Cella, cugina di Nada, subito dopo la lettura della sentenza che ha condannato Anna Lucia Cecere a 24 anni di reclusione per il delitto di 30 anni fa:

“Hanno lavorato sulle stesse cose gli investigatori e la Procura e hanno fatto un lavoro epocale, immenso, perché, sentire le persone dopo 30 anni, i ricordi svaniscono, si ricordano cose diverse, è difficilissimo”.

“Giustizia è fatta. Speravo ma non me l’aspettavo. Non ho ancora capito quello che è successo, Nada non torna più ma giustizia è fatta”.

Lega, lo ‘strappo’ di Vannacci sull’Ucraina…ma lo seguono in due

Milano, 15 gen. (askanews) – Il generale non si fa vedere, non partecipa al flash mob organizzato dai Team Vannacci davanti a Montecitorio, in concomitanza con il voto della Camera sulla risoluzione che impegna il governo a continuare a sostenere l’Ucraina: “Serve un ‘decreto Italia’, altro che aiuti all’Ucraina”, aveva spiegato pochi giorni prima sui social il vice segretario della Lega per invocare il no alla risoluzione e poi al decreto. Posizione antitetica a quella del segretario Matteo Salvini, che invece da giorni si spende per spiegare che “siamo contenti” perchè la risoluzione “è molto equilibrata, si concentra molto sul tema difesa e non sul tema attacco, guerra, armi: è quello che avevo chiesto”.

Ragionamento, quello del segretario, condiviso dalla grande maggioranza dei parlamentari leghisti al voto, con poche eccezioni: con le stesse parole di Vannacci, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello si sfilano dall’indicazione del gruppo e votano no alla Camera, mentre in Senato è Claudio Borghi che non partecipa al voto. Esito che i parlamentari più vicini a Salvini minimizzano: “Quello della guerra è un tema ‘identitario’ per Vannacci, Matteo non è per nulla turbato”. Certo, osserva un altro deputato ‘salviniano’, “se è solo guerra ok, se diventasse ogni giorno un tema diverso sarebbe diverso… Ma non credo che Vannacci voglia questo”. Resta il fatto che nel momento in cui la Lega accetta un compromesso con il resto della coalizione per tenere unita la maggioranza sulla politica estera, Roberto Vannacci strappa e pianta la sua bandiera sul no alle armi a Kiev: “Certo, ma così facendo mette in luce un altro aspetto, e cioè che il peso di Vannacci nei gruppi è di due parlamentari…”, ribatte lo stesso esponente leghista. Perchè il no di Borghi in Senato, da sempre critico sul tema Ucraina, non è certamente riconducibile all’iniziativa di Vannacci.

Insomma, se il voto di oggi doveva far nascere la corrente dei ‘vannacciani’ in Parlamento, il risultato non preoccupa la segreteria del partito: dei nomi ipotizzati nei giorni scorsi, Barabotti e Montemagni restano allineati al gruppo, mentre Furgiuele risulta assente. Alla fine solo Ziello e Sasso ‘strappano’. Appunto, “una correntina”, taglia corto un parlamentare leghista.

Ecco perchè non dovrebbero esserci conseguenze disciplinari interne: “Meglio tenere la vicenda più ‘bassa’ possibile, evitando di enfatizzarla”. Il Carroccio vuole invece continuare a tenere alta l’attenzone sul tema sicurezza, intestandosi il nuovo provvediemnto in cantiere e tenendo duro sulla necessità di non depotenziare l’operazione Strade Sicure: oggi si sarebbe dovuta votare in Commissione Difesa alla Camera la risoluzione del leghista Zoffili che chiede di aumentare il numero di militari a presidio del territorio, ma la sedeuta è stata sconvocata. “Motivi tecnici”, minimizzano i leghisti, che assicurano che il voto ci sarà, martedì o mercoledì: “La Lega non arretrerà di un millimetro sulla sua richiesta di aumentare il numero di militari impegnati in ‘Strade Sicure'”

Fip Silver Australian Padel Open,c’è Sara Errani: "Il padel mi piace"

Roma, 15 gen. (askanews) – La stagione del Padel e del tennis è iniziata dall’Australia. Anche Sara Errani, campionessa olimpica in carica nel doppio femminile e vincitrice della Billie Jean King Cup con la maglia della Nazionale italiana, è già volata ‘down under’: dopo la United Cup e prima dell’Australian Open di tennis, Errani – si legge in una nota – tornerà in campo anche nel Cupra Fip Tour.

Non sarà la prima volta con la pala per Errani, che ha già all’attivo partecipazioni a tappe australiane del circuito internazionale della Fip, ma che si è esibita anche al Foro Italico nell’ultimo Bnl Italy Major Premier Padel. A Melbourne, nel Fip Silver che si giocherà al Game4Padel Docklands, Errani sarà la testa di serie numero 4, in coppia con la brasiliana Manuela Schuck, e debutterà negli ottavi di finale. “Dopo la splendida esperienza di Roma non è cambiata di sicuro la mia voglia di giocare. Mi piace tantissimo scendere sui campi di padel perché ho davvero una grande passione e appena posso lo guardo anche in tv oltre a giocarci appena torno a casa – racconta Errani dall’Australia -. Mi piacerebbe tantissimo giocare altri tornei di padel quest’anno. Sono andata subito a controllare il calendario del 2026 e purtroppo ho visto che il Major di Roma quest’anno ci sarà nella seconda settimana del Roland Garros quindi purtroppo non ci sarò. Vedremo nel corso dell’anno se ci sarà la possibilità come qui a Melbourne, ne sarei davvero molto felice”.

Errani, da quest’anno, è entrata nel team di Jasmine Paolini, con cui gioca ancora il doppio. E chissà che un giorno la ‘pareja’ non possa ripetersi anche nel padel: “Sono riuscita a far giocare Jasmine un paio di volte ed è stato molto divertente. Si arrabbia molto in campo perché chiamo spesso “mia” sulle palle nel mezzo, se fosse per me giocherei solo io per la voglia che ho (ride, ndr). Però ci siamo divertite molto e sarebbe bello scendere in campo insieme anche sui campi di Padel”. Nel frattempo, la carriera di Sara prosegue in due direzioni: “Non pensavo di continuare ancora con il tennis. Diciamo che è andato troppo bene l’anno scorso per smettere. Per ora continuo, ma confermo che un giorno mi piacerebbe giocare in maniera seria a Padel anche se nella vita non si può mai sapere. Vedremo…”.

Nel frattempo, Sara si gode la crescita di questa disciplina: “Credo che il padel sia cresciuto davvero tantissimo negli ultimi anni e questo è molto positivo e un grande traguardo. A me fa impazzire guardarlo, spero davvero che un giorno entri nel programma delle Olimpiadi perché sarebbe veramente bellissimo. Dopo il Roland Garros, ho visto che quest’anno c’è un torneo a Valencia, dove vivo da più di 20 anni. Proverò a giocare lì se sarà possibile, mi piacerebbe molto”. Errani dice di dover migliorare “in attacco e nel gioco sulle pareti, ma è uno sport che mi diverte, quindi ce la metto sempre tutta e vedremo in futuro quali saranno i miei margini di miglioramento”. Vedere da vicino le big mondiali può di certo aiutarla: “Bea Gonzalez è la giocatrice che più mi ha colpito: mi ci sono allenata anche lo scorso anno a Roma durante il Major e mi ha impressionato, è davvero una giocatrice di livello incredibile. Sono contenta anche per Giulia Dal Pozzo: sta facendo molto bene e sono convinta che possa crescere ancora molto perché ha un grande talento”.

A Melbourne, il divertimento verrà prima di tutto: “Ci siamo incrociate in passato con Manuela Schuck, e ora le ho chiesto se le andava di giocare in coppia con me. Sono felicissima di poter giocare questo torneo e vediamo dove arriveremo”.

L’altro italiano Simone Cremona e l’olandese Sten Richters, vincitori del Fip Bronze di Melbourne della scorsa settimana, sono le teste di serie numero 1 del tabellone maschile, seguiti dagli spagnoli Santiago Figuerola e Roberto Belmont. Tra le donne, invece, guidano l’entry list le britanniche Aimee Gibson e Catherine Rose; le teste di serie numero 2 saranno invece la tedesca Victoria Kurz e la spagnola Eugenia Guimet.

Iran, prove di dialogo Pd-M5S-Avs. Tra mozioni e piazza di domani

Roma, 15 gen. (askanews) – Prove di dialogo Pd-M5s-Avs, tra mozioni e la piazza di domani sull’Iran. Anche se in Parlamento l’operazione è riuscita solo a metà tra astensioni, equilibrismi e defezioni. Come sulle comunicazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto sull’Ucraina.

Quanto all’Iran, dopo il voto bipartisan in Senato di ieri, che ha visto l’astensione del Movimento sulla risoluzione proposta dai dem a sostegno delle proteste contro il regime dell’ayatollah Khomeyni, i Cinque Stelle hanno deciso di presentare oggi in commissione Esteri alla Camera una loro mozione, a prima firma Giuseppe Conte, su cui è confluito il sì del gruppo del Pd e di Avs. Un modo, è stato spiegato, “per ricompattare le opposizioni” alla vigilia della manifestazione in Campidoglio che si svolgerà domani, organizzata da Amnesty international e ‘Donna vita e libertà’.

Alla prova del voto, il Pd ha detto sì alla mozione unitaria bipartisan e anche all’impegno voluto dal Movimento seppure su quest’ultimo c’è stata la defezione della ‘riformista’ Lia Quartapelle che peraltro, insieme a Lorenzo Guerini e Marianna Madia, si è espressa in dissenso dal gruppo pure sull’Ucraina.

Sì ai due testi sull’Iran anche da Avs che però con la capogruppo Luana Zanella ha tenuto a puntualizzare: “Abbiamo sottoscritto l’impegno della ‘mozione Conte’ perché coincide esattamente con quella che è la nostra posizione politica, che si propone di salvaguardare il diritto internazionale” ma “il fatto che il parlamento si esprima in maniera unitaria per noi è prioritario”.

Tra i partiti di opposizione, Azione e Più Europa hanno votato solo il testo bipartisan con Riccardo Magi che ha attaccato: “ancora una volta si predilige il piccolo posizionamento personale o di partito per motivi di consenso su questioni enormi che attengono alla democrazia e alla vita delle persone in parti del mondo che se la passano meno comodamente di noi”.

Il risultato a Montecitorio è stato il via libera solo al testo unitario, di nuovo con l’astensione M5S. Bocciata, come peraltro atteso visti i numeri, la mozione dei Cinque stelle. Alle accuse di strumentalizzazione della dem Quartapelle il presidente M5s ha risposto piccato: “Io mi fermo alle forze politiche, il Pd ha votato” a favore, e “anche Avs. Quartapelle deve chiarirsi con il Pd non con me”.

Nel testo M5S era stato aggiunto l’impegno “a scongiurare azioni militari unilaterali fuori dal quadro del diritto internazionale promuovendo tutte le necessarie iniziative diplomatiche e di carattere sanzionatorio da parte della comunità internazionale e degli organismi internazionali”. Lo stesso passaggio che in Senato si era arenato di fronte all’impossibilità di ottenere altrimenti l’unanimità.

Domani in piazza le opposizioni si presenteranno unite: Conte ha assicurato la sua presenza. Ci sarà il Pd con la segretaria dem Elly Schlein “per sostenere – ha scritto in un post sui social – l’autodeterminazione del popolo iraniano ed esprimere solidarietà ai manifestanti contro il regime di Teheran, che sta massacrando chi lotta per la propria libertà”. Ci saranno anche Avs, Iv e +Europa. Non Azione che però parteciperà all’iniziativa dei radicali prevista per sabato.

Italia modifica Golden Power, ora può rispondere ai rilievi Ue

Roma, 15 gen. (askanews) – L’Italia approva quasi sul filo di lana una serie di modifiche alla legge sul cosiddetto “golden power”, ritocchi che vengono incontro ai rilievi mossi dalla Commissione europea proprio su queste normative. Regole che erano state al centro anche di un acceso dibattito per l’utilizzo che ne era stato fatto sul caso della tramontata offerta pubblica di acquisto di Bpm da parte di UniCredit.

Le modifiche sono state inserite nel decreto Transizione 5.0, approvato oggi in via definitiva dalla Camera e in cui nei giorni scorsi era stato inserito un emendamento dello stesso governo (“Modifiche in materia di Golden Power”).

Il passaggio chiave riguarda il settore finanziario. In questo ambito “ivi compreso quello creditizio e assicurativo i poteri speciali – afferma il testo rivisto – non potranno essere esercitati anteriormente al completamento dei procedimenti pendenti” di fronte a autorità europee competenti a valutare “gli aspetti di carattere prudenziale e concorrenziale”.

Un riferimento, quindi, alla vigilanza bancaria comune effettuata dalla Banca centrale europea e al ruolo di Antitrust Ue, esercitato dalla Commissione europea.

Lo scorso 21 novembre la Commissione europea aveva avviato una procedura di infrazione a carico dell’Italia, inviandole una lettera di messa in mora proprio sulla questione del Golden Power. Bruxelles aveva espresso “preoccupazione” perché così come era inquadrata la normativa rischiava di consentire interventi “ingiustificati che compromettono i principi di libertà di stabilimento e di libera circolazione dei capitali”. Inoltre, secondo la Ue, la normativa italiana rischiava di “sovrapporsi alle competenze esclusive della Bce” sulla vigilanza bancaria.

L’Italia da quel momento ha avuto due mesi di tempo per rispondere ai rilievi sollevati dalla Commissione e porre rimedio agli stessi, oppure rischiare di vedersi recapitare un parere motivato e poi, ultimo stadio della procedura prima del deferimento alla Corte europea di Giustizia. Il termine per fornire una risposta è quindi imminente. E sulle base delle modifiche appena approvate, Roma potrà ora fornire la sua risposta a Bruxelles. (fonte immagine: Europea Union).

Iran, Mattarella: il regime occulta l’efferata crudeltà dello sterminio dei manifestanti

Roma, 15 gen. (askanews) – In Iran “insieme alla efferata crudeltà dello sterminio dei manifestanti, occultare quanto avviene – le manifestazioni di piazza, la repressione, le uccisioni – è stata la prima preoccupazione di un regime, che, fin dall’inizio, ha tentato di bloccare l’accesso alle fonti di informazione, la diffusione delle notizie”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso dell’incontro, al Quirinale, con i partecipanti al 30° anniversario del Seminario di Venezia per la stampa britannica.

“Si tratta soltanto dell’ultimo esempio dei tentativi di nascondere il dissenso, il malessere sociale, la verità, attraverso l’oscuramento dei fatti che i giornalisti sono invece chiamati a testimoniare in ogni circostanza, particolarmente in quelle più drammatiche, come i conflitti dai cui teatri si cerca di escluderli, censurandone il lavoro o addirittura proibendo loro l’accesso”, ha aggiunto il capo dello Stato. “Ogni repressione, ogni manipolazione dei principi di libertà passa, anzitutto, dalla repressione contro i giornalisti. Non è un caso che i regimi più efferati provvedano subito a comprimere gli spazi della libertà di informazione, non appena viene posto in discussione il loro operato”, ha sottolineato il presidente della Repubblica.

Gli Usa annunciano sanzioni contro "gli artefici della brutale repressione" in Iran e "le reti bancarie ombra"

Roma, 15 gen. (askanews) – L’amministrazione americana ha annunciato oggi sanzioni contro “gli artefici della brutale repressione” delle manifestazioni di piazza in Iran, tra cui Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, e sanzioni contro “le reti bancarie ombra che consentono all’elite iraniana di rubare e riciclare i profitti generati dalle risorse naturali del Paese”.

“Gli Stati Uniti sostengono con fermezza il popolo iraniano nella sua richiesta di libertà e giustizia – ha detto il segretario del Tesoro, Scott Bessent, in un comunicato – su indicazione del Presidente Trump, il dipartimento del Tesoro sanzionerà i principali leader iraniani coinvolti nella brutale repressione contro il popolo iraniano. Il Tesoro userà ogni strumento per colpire coloro che sono dietro la tirannica oppressione dei diritti umani da parte del regime”.

“Larijani è responsabile del coordinamento della risposta alle proteste per conto della Guida Suprema dell’Iran e ha pubblicamente chiesto alle forze di sicurezza iraniane di usare la forza per reprimere i manifestanti pacifici”, ha precisato il Tesoro Usa.

Nella nota si riferisce quindi di sanzioni contro 18 individui ed entità che svolgono “un ruolo cruciale nel riciclaggio dei proventi delle vendite di petrolio e prodotti petrolchimici iraniani ai mercati esteri, nell’ambito delle reti clandestine del ‘sistema bancario ombra’ delle istituzioni finanziarie iraniane sanzionate, Bank Melli e Shahr Bank”.

“Invece di usare questi proventi a beneficio del popolo iraniano, che si trova ad affrontare una crisi economica tra un’inflazione paralizzante e grandi deficit causati dalla cattiva gestione economica del regime, questi fondi vengono invece utilizzati per finanziare la repressione del popolo iraniano e per sostenere gruppi terroristici all’estero”, si afferma nella nota.

Strategia indo-pacifica Meloni fa tappa a Tokyo. Focus su difesa e commercio

Tokyo, 15 gen. (askanews) – Un incontro che, ancora prima di tenersi, già sulla carta è caratterizzato da una serie di particolarità. Dopo essere stata in Oman la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata oggi a Tokyo dove domani avrà un bilaterale con la prima ministra giapponese Sanae Takaichi. Si tratta della prima visita di un capo di governo europeo dall’insediamento della leader niapponica e, peraltro, si tiene nel 160esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi. Come è noto, poi, sono le uniche due donne che siedono nel formato dei sette Grandi e sono entrambe di area conservatrice. L’incontro, oltretutto, avviene in un contesto molto particolare per il Giappone vista l’annunciata intenzione di Takaichi di portare il Paese a elezioni anticipate per sfruttare l’onda del consenso popolare.

Al di là delle varie curiosità, tuttavia, si tratta di un incontro che rientra in una specifica strategia di attenzione all’Indo-Pacifico del governo italiano e che vede sul tavolo molti interessi comuni, a cominciare dai settori della difesa e del tech oltre ad accordi commerciali. A dimostrazione della volontà di saldare ulteriormente i rapporti, già elevati a livello di partenariato strategico nel 2023, c’è la scelta, non comune, delle due leader di firmare un editoriale congiunto pubblicato in Italia sul Corriere della Sera e in Giappone da Nikkei. Un lungo articolo dove Meloni e Takaichi mettono in fila gli obiettivi comuni, a cominciare da quello – scrivono – di “agire insieme sulla scena globale per difendere un ordine internazionale libero, giusto e aperto, in un contesto segnato da instabilità, competizione strategica e spinte revisioniste, che minano le regole condivise”.

Le due leader elencano anche i settori in cui si punta a “un salto di qualità” nei rapporti tra i due Paesi. Tra questi, le sinergie e il potenziamento degli “investimenti nella robotica, nelle tecnologie emergenti, nello spazio, nell’energia pulita, nella meccanica, nelle scienze della vita e nell’industria medicale”, ma anche in “sfide comuni” come quella “demografica”.

Pilastro “fondamentale” del partenariato, spiegano poi, è “la collaborazione nel settore della difesa e della sicurezza”, a cominciare dal programma Global Combat Air Programme (GCAP), che “ci vede lavorare strettamente insieme al Regno Unito” che è “molto di più di un progetto industriale avanzato”, perché “rappresenta un’iniziativa che rafforza la nostra autonomia strategica, contribuisce alla sicurezza euro-atlantica e indo-pacifica e dimostra che la cooperazione tra nazioni affini è la risposta più efficace ai rischi e alle minacce sistemiche”. Il programma dell’incontro prevede l’arrivo della premier alle 11.30 (3.30 in Italia) al Kantei, la residenza ufficiale della leader nipponica. Dopo il colloquio, intorno alle 12.20 (4.20 in Italia), sono previste dichiarazioni congiunte alla stampa. Al termine, ci sarà il pranzo di lavoro in onore di Giorgia Meloni.

Nella tappa giapponese della presidente del Consiglio, sabato 17, c’è poi l’incontro presso l’Ambasciata italiana con i vertici delle principali aziende giapponesi, tra cui figurano nomi di peso come Sony, Honda, Panasonic, Mitsubishi e Toyota. Gruppi economici e industriali che – come hanno sottolineato fonti di palazzo Chigi – complessivamente hanno un fatturato di oltre mille miliardi di euro e con i quali Meloni avrà uno scambio di vedute “per incoraggiare nuovi partenariati industriali e ulteriori investimenti in Italia”.

Subito dopo la premier volerà in Corea dove il 19 sarà ricevuta dal presidente della Repubblica, Lee Jae-myung. Anche in questo caso si tratta della prima visita di un leader europeo dall’insediamento del presidente Lee: inoltre era da 19 anni – e in particolare dai tempi di Romano Prodi – che un presidente del Consiglio italiano non si recava in visita a Seoul. Anche questa ulteriore tappa ha un doppio obiettivo: da una parte il fronte economico, con la firma di una serie di intese tra cui una per rafforzare la cooperazione in materia di semiconduttori, dall’altra appunto quella di rendere sempre più influente la presenza dell’Italia in un’area, come quella dell’Indo-Pacifico, che anche il presidente americano Donald Trump ha indicato come strategica nell’ottica di un contenimento della pressione cinese.

Non solo impegni istituzionali per la premier in questo viaggio in Asia. Oggi infatti Giorgia Meloni, che anche in questa visita è accompagnata dalla figlia Ginevra, si è concessa una giornata senza appuntamenti ufficiali in occasione del suo 49mo compleanno. Una ricorrenza trascorsa a chilometri di distanza dall’Italia, come ha sottolineato la stessa premier in un video sui social con cui ha voluto ringraziare per i tanti auguri ricevuti. “Nonostante io sia al lavoro così lontana da casa, il vostro affetto è arrivato e vi garantisco che fa la differenza, siete la mia forza”, ha detto.

Mattarella: regimi efferati reprimono libertà informazione

Roma, 15 gen. (askanews) – “Ogni repressione, ogni manipolazione dei principi di libertà passa, anzitutto, dalla repressione contro i giornalisti. Non è un caso che i regimi più efferati provvedano subito a comprimere gli spazi della libertà di informazione, non appena viene posto in discussione il loro operato”. Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso dell’incontro, al Quirinale, con i partecipanti al 30° anniversario del Seminario di Venezia per la stampa britannica.

Trump non rinuncia alla Groenlandia: ci serve per la nostra sicurezza

Roma, 15 gen. (askanews) – Donald Trump non rinuncia alla Groenlandia. Il sostanziale disaccordo emerso al vertice di ieri all’Eisenhower Building ha chiarito, una volta di più, le intenzioni di Washington: ‘l’ambizione americana di conquistare la Groenlandia è intatta’, ha ammesso amaramente la premier danese Mette Frederiksen, parlando di un progetto ‘grave’ che richiede sforzi congiunti per evitare che ‘questo scenario diventi realtà’. D’altra parte, lo stesso presidente degli Stati Uniti, discutendo con i giornalisti allo Studio Ovale, ha confermato le sue intenzioni: ‘Abbiamo bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale’, ha detto. Mentre il silenzio di JD Vance – ‘ci odia’, ha detto un diplomatico europeo a Politico – e del segretario di Stato Marco Rubio, al termine dell’incontro, alimenta le speculazioni su come gli Usa cercheranno di appropriarsi di questo territorio ricco di terre rare. L’Italia, al momento, sembra escludere un’iniziativa militare. Roma ribadisce il ruolo del dialogo e della Nato sulla Groenlandia. I ministri degli Esteri e della Difesa, Antonio Tajani e Guido Crosetto, concordano: nessuna azione militare statunitense è all’orizzonte e l’Artico deve unire l’Alleanza atlantica, non dividerla.

UN GRUPPO DI LAVORO PER L’ARTICO Uno dei (pochi) elementi positivi emersi dal confronto, su cui provare a ricostruire le relazioni tra Danimarca, Stati Uniti e Groenlandia, è stata la volontà condivisa di istituire un gruppo di lavoro dedicato al rafforzamento della sicurezza nell’Artico.

In una dichiarazione rilasciata oggi, Frederiksen ha ribadito che ‘non è stato un incontro facile’ e ha confermato la creazione di un gruppo di lavoro incaricato di discutere le modalità per migliorare la sicurezza nella regione artica.

Ciò, tuttavia, non cambia l’esistenza di un disaccordo di fondo. ‘L’ambizione americana di conquistare la Groenlandia resta intatta’, ha sottolineato la prima ministra, spiegando che ‘la situazione è ovviamente grave e per questo continuiamo a impegnarci affinché questo scenario non diventi realtà’.

Frederiksen ha inoltre affermato che all’interno della NATO vi è consenso sul fatto che ‘una presenza rafforzata nell’Artico sia fondamentale per la sicurezza europea e nordamericana’. In questo quadro, la Danimarca ha ‘investito in modo significativo in nuove capacità artiche’, mentre ‘diversi alleati’ stanno partecipando a esercitazioni congiunte 2in Groenlandia e nelle aree circostanti’.

‘La difesa e la protezione della Groenlandia sono una preoccupazione comune per l’intera alleanza NATO’, ha concluso la premier danese.

ARCTIC ENDURANCE Diversi Paesi della NATO invieranno truppe in Groenlandia per l’esercitazione militare congiunta Arctic Endurance, dopo i colloqui tesi con la Casa Bianca sulle ambizioni statunitensi riguardo all’Isola.

Un contingente francese di 15 militari è già arrivato a Nuuk, la capitale groenlandese, mentre altri Paesi europei hanno confermato la propria partecipazione. All’operazione prenderanno parte Germania, Francia, Svezia, Norvegia, Paesi Bassi e Regno Unito.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha confermato oggi, durante il suo discorso di auguri alle Forze armate a Istres, l’invio di truppe militari francesi in Danimarca: ‘La Francia ha deciso di unirsi all’esercitazione programmata e avviata dalla Danimarca in modo sovrano e indipendente, nell’ambito della missione Arctic Endurance’.

‘Una prima squadra di militari francesi è già sul posto e sarà rafforzata nei prossimi giorni con mezzi terrestri, aerei e marittimi’, ha proseguito Macron. Secondo il capo dello Stato francese, questo è il ‘ruolo che la Francia deve svolgere’: ‘Essere pronti di fronte alla valutazione della minaccia. Sapersi adattare. Ed essere al fianco di uno Stato sovrano per proteggere il suo territorio’.

‘La Francia e gli europei devono continuare, ovunque i loro interessi siano minacciati, a essere presenti senza escalation, ma inflessibili nel rispetto della sovranità territoriale. In Groenlandia, territorio autonomo del Regno di Danimarca, gli europei hanno una responsabilità particolare, perché questo territorio appartiene all’Unione europea ed è quello di uno dei nostri alleati della NATO’, ha aggiunto il presidente francese.

LA POSTURA ITALIANA SUL FRONTE ARTICO In merito all’evoluzione degli eventi sul fronte artico, Roma ha rappresentato la propria postura tramite gli interventi alla Camera dei deputati del ministro degli Esteri Antonio Tajani e del ministro della Difesa Guido Crosetto.

‘Non credo sia all’orizzonte’ un intervento militare degli Usa in Groenlandia, ha affermato Tajani, ribadendo che ritiene ‘debba sempre prevalere il dialogo: anche con il Canada sembrava ci fosse una frattura insanabile’.

‘Ora si è creato un gruppo di lavoro, anche se ci sono posizioni diverse si vedrà’, ha osservato Tajani, specificando che ‘siamo tutti nella Nato, la Groenlandia non è parte dell’Ue ma ha l’unità nella corona con il Re di Danimarca, hanno un governo autonomo. Credo si possa trovare una soluzione con dialogo e confronto’.

‘Domani – ha annunciato inoltre Tajani – presenteremo il progetto dell’Italia per l’Artico, è un tema fondamentale dal punto di vista politico, economico-industriale e della ricerca. Faremo la nostra parte’. Quanto all’invio di militari italiani in Groenlandia, Tajani ha risposto: ‘La strategia non prevede la presenza di militari’.

Intervenendo alla Camera, il ministro Crosetto ha espresso che la Nato deve essere il quadro di riferimento per qualsiasi iniziativa in Groenlandia, evitando azioni unilaterali che rischierebbero di dividere l’alleanza.

‘Se vogliamo fare qualcosa in Groenlandia, facciamolo fare dalla Nato, dove ci siamo tutti e ci sono anche gli Stati Uniti’, ha sottolineato il ministro, evidenziando che le decisioni devono essere assunte in modo condiviso all’interno dell’Alleanza e non sulla base di chi interviene per primo.

Ragionando su una possibile corsa alla militarizzazione dell’Isola artica, Crosetto ha sostenuto che il vero obiettivo dovrebbe essere ‘usare la Groenlandia per unire e non per spaccare’.

‘Se entriamo nelle derive che tendono a spaccare, ci troviamo con tutto spaccato’, ha concluso il titolare della Difesa.

MOSCA PREOCCUPATA PER MILITARIZZAZIONE ARTICO La Russia, dal canto suo, ha affermato di essere ‘seriamente preoccupata’ per lo schieramento delle truppe NATO in Groenlandia.

La diplomazia russa, in una nota dell’ambasciata russa a Bruxelles, ha espresso la sua ‘seria preoccupazione’ per l’annuncio dell’invio di ulteriori truppe NATO in Groenlandia, in seguito a un incontro alla Casa Bianca tra i leader danese, groenlandese e americano.

‘Invece di svolgere un lavoro costruttivo all’interno delle istituzioni esistenti, in particolare del Consiglio Artico, la NATO ha scelto la strada della militarizzazione accelerata del Nord e sta rafforzando la sua presenza militare lì con il pretesto immaginario di una crescente minaccia da parte di Mosca e Pechino’, ha denunciato la diplomazia moscovita.

71% DEGLI AMERICANI CONTRARI AD USO FORZA IN GROENLANDIA La netta maggioranza degli americani, il 71%, considera una cattiva idea l’eventualità di ricorrere alla forza militare per conquistare la Groenlandia.

Il nuovo sondaggio Reuters/Ipsos mostra che solo il 17% degli intervistati sostiene gli sforzi degli Stati Uniti per ottenere il controllo dell’isola, mentre appena il 4% si dichiara favorevole all’uso della forza.

L’Istituto di ricerca rileva che due americani su tre temono che gli sforzi degli Stati Uniti per acquisire la Groenlandia possano danneggiare l’alleanza NATO e le relazioni con gli alleati europei.

Il sondaggio evidenzia, inoltre, opinioni contrastanti sull’importanza strategica della Groenlandia per gli interessi statunitensi: il 33% la ritiene fondamentale, il 32% non la considera così rilevante e il 35% non sa esprimersi.

Pur mostrando una forte opposizione all’uso della forza militare per conquistarla, gli intervistati appaiono più favorevoli all’idea di costruire ulteriori basi militari sull’isola nell’ambito degli accordi esistenti (33% la considera una buona idea contro il 29% che la ritiene negativa).

Il sondaggio Reuters-Ipsos è stato condotto dal 12 al 13 gennaio 2026 su un campione di 1.217 americani.

Mattarella: giornalisti pagano con la vita impegno per libertà

Roma, 15 gen. (askanews) – L’impegno dei giornalisti per “verità e di libertà, viene spesso pagato a caro prezzo: nel 2025 – come segnala la Federazione internazionale dei Giornalisti – oltre 120 giornalisti e operatori dell’informazione hanno trovato la morte nei conflitti, molti di essi a Gaza”. Lo ha ricordato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso dell’incontro, al Quirinale, con i partecipanti al 30° anniversario del Seminario di Venezia per la stampa britannica.

Anna Maria Cecere condannata a 24 anni per l’omicidio di Nada Cella. La cugina: dopo 30 anni giustizia è fatta

Genova , 15 gen. (askanews) – La Corte d’assise di Genova ha condannato a 24 anni di reclusione l’ex insegnante Anna Lucia Cecere per l’omicidio di Nada Cella, la segretaria di 25 anni uccisa nel maggio del 1996 a Chiavari, in provincia di Genova, nello studio del commercialista Marco Soracco dove lavorava. Per la Cecere è stata riconosciuta l’aggravante dei futili motivi ma non quella della crudeltà. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la donna, avrebbe ucciso Nada Cella per gelosia, sia professionale, perché avrebbe voluto prendere il suo posto nello studio, sia sentimentale, perché sarebbe stata innamorata del commercialista. Lo stesso Soracco è stato condannato a due anni di reclusione per favoreggiamento. Al momento del pronunciamento della sentenza di primo grado, Anna Lucia Cecere non era presente in aula, mentre era presente il commercialista Soracco. “Non me l’aspettavo, pensavo che venisse riconosciuta la mia estraneità. Prendiamo atto di quello che ha deciso la Corte ma ci opporremo nel prossimo grado. È inaccettabile”:  le prime parole del commercialista Marco Soracco dopo la lettura della sentenza che lo condanna a 2 anni di reclusione. “La condanna alla Cecere? Penso alla mia posizione – ha aggiunto Soracco rispondendo alla domanda di un cronista – come ho sempre detto fin dall’inizio la conoscevo solo superficialmente. Se il giudizio è fondato è stata fatta giustizia, se non è fondato invece no”, ha concluso.

“Giustizia è fatta. Speravo ma non me l’aspettavo. Non ho ancora capito quello che è successo, Nada non torna più ma giustizia è fatta”. Lo ha detto Silvia Cella, cugina di Nada Cella, subito dopo la lettura della sentenza che condanna Anna Lucia Cecere a 24 anni di reclusone per il delitto di 30 anni fa.

“È una cosa emozionante – ha aggiunto Silvia Cella – stranissima. Sono passati 30 anni, qualche anno fa non lo avrei mai sperato. Pensavo che Nada fosse stata dimenticata”. “Trent’anni sono tanti – ha concluso la cugina di Nada Cella – perché quello che gli investigatori hanno ora lo avevano anche 30 anni fa. Per cui sarebbe stato molto più semplice. Hanno lavorato sulle stesse cose gli investigatori e la Procura e hanno fatto un lavoro epocale, immenso, perché, sentendo le persone dopo 30 anni, i ricordi svaniscono, si ricordano cose diverse, è difficilissimo”.

Anna Maria Cecere condannata a 24 anni per l’omicidio di Nada Cella. La cugina: dopo 30 anni giustizia è fatta

Genova , 15 gen. (askanews) – La Corte d’assise di Genova ha condannato a 24 anni di reclusione l’ex insegnante Anna Maria Cecere per l’omicidio di Nada Cella, la segretaria di 25 anni uccisa nel maggio del 1996 a Chiavari, in provincia di Genova, nello studio del commercialista Marco Soracco dove lavorava. Lo stesso Soracco è stato condannato a due anni di reclusione per favoreggiamento. Al momento del pronunciamento della sentenza di primo grado, Anna Matia Cecere non era presente in aula, mentre era presente il commercialista Soracco. Per la Cecere è stata riconosciuta l’aggravante dei futili motivi ma non quella della crudeltà.

“Giustizia è fatta. Speravo ma non me l’aspettavo. Non ho ancora capito quello che è successo, Nada non torna più ma giustizia è fatta”. Lo ha detto Silvia Cella, cugina di Nada Cella, subito dopo la lettura della sentenza che condanna Anna Maria Cecere a 24 anni di reclusone per il delitto di 30 anni fa.

“È una cosa emozionante – ha aggiunto Silvia Cella – stranissima. Sono passati 30 anni, qualche anno fa non lo avrei mai sperato. Pensavo che Nada fosse stata dimenticata”. “Trent’anni sono tanti – ha concluso la cugina di Nada Cella – perché quello che gli investigatori hanno ora lo avevano anche 30 anni fa. Per cui sarebbe stato molto più semplice. Hanno lavorato sulle stesse cose gli investigatori e la Procura e hanno fatto un lavoro epocale, immenso, perché, sentendo le persone dopo 30 anni, i ricordi svaniscono, si ricordano cose diverse, è difficilissimo”.

Iran, Mattarella: efferata crudeltà in sterminio manifestanti

Roma, 15 gen. (askanews) – In Iran “insieme alla efferata crudeltà dello sterminio dei manifestanti, occultare quanto avviene – le manifestazioni di piazza, la repressione, le uccisioni – è stata la prima preoccupazione di un regime, che, fin dall’inizio, ha tentato di bloccare l’accesso alle fonti di informazione, la diffusione delle notizie”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso dell’incontro, al Quirinale, con i partecipanti al 30° anniversario del Seminario di Venezia per la stampa britannica.

Crans Montana, Nordio: Svizzera collabora, difficoltà normativa

Roma, 15 gen. (askanews) – “Tra governo italiano e governo svizzero la collaborazione è buona, le difficoltà sono essenzialmente di ordine normativo perché la disciplina anche di eventi come questo, che per esempio in Italia potrebbe ricadere sotto il profilo del dolo eventuale, quindi di un reato molto diverso dal reato colposo, magari in Svizzera potrebbe avere un’altra disciplina”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a margine della conferenza stampa seguita all’incontro a Palazzo Chigi con i familiari delle vittime del rogo di Capodanno a Crans Montana (Svizzera).

“Noi siamo da un punto di vista tecnico molto specifici sulla differenziazione tra reato colposo, la colpa con previsione, e il dolo eventuale. Certo che se il reato fosse considerato a titolo di dolo eventuale come qualche legale delle parti adombra cambierebbe moltissimo sotto tutti i profili e quindi oggi abbiamo avuto questa proficua e emozionante riunione sotto questi profili tecnici di collaborazione”, ha aggiunto.

Milano-Cortina, aperte le candidature per SheLeads

Roma, 15 gen. (askanews) – Sono aperte le candidature per “SheLeads: Donne Protagoniste d’Impresa”. L’iniziativa, promossa dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa Sociale e sostenuta da Visa Foundation con un contributo di 250.000 dollari, mira a rafforzare la formazione, l’empowerment e l’inclusione digitale di imprenditrici e aspiranti imprenditrici nella Città Metropolitana di Milano, con particolare attenzione alle aree svantaggiate e meno servite.

Il progetto riflette il più ampio impegno di Visa – in qualità di Official Payment Technology Partner di Milano Cortina 2026 – a lasciare un’eredità positiva e duratura nel capoluogo lombardo, città ospitante dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

In linea con la missione del Fondo per la Repubblica Digitale e con gli obiettivi strategici dell’ Impresa sociale, l’iniziativa intende promuovere la formazione digitale e l’inclusione socio-economica, favorendo lo sviluppo di competenze digitali e imprenditoriali e la partecipazione attiva delle donne nel mercato del lavoro e nei processi di innovazione.

A seguito di una “call for proposals” lanciata a novembre dall’Impresa sociale, l’organizzazione non profit Fondazione Italiana Accenture ETS è stata selezionata come Partner operativo dell’iniziativa e collaborerà con l’Impresa sociale nell’attuazione di diverse attività chiave del progetto.

Martina Lascialfari, Direttrice Generale del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa Sociale ha commentato: “Con ‘SheLeads’, vogliamo offrire a imprenditrici e aspiranti imprenditrici strumenti concreti per rafforzare le competenze digitali e imprenditoriali, dando loro l’opportunità di innovare e guidare il cambiamento. Grazie al supporto di Visa Foundation e alla collaborazione con Fondazione Italiana Accenture ETS, l’iniziativa propone un programma che unisce formazione di qualità, occasioni di confronto ed eventi in presenza pensati per stimolare la partecipazione attiva e favorire nuove sinergie. È attraverso queste esperienze condivise che si crea valore, si costruisce fiducia e si rafforza la capacità delle donne di incidere nei contesti professionali e territoriali. In linea con la missione del Fondo per la Repubblica Digitale e grazie alla collaborazione tra pubblico e privato, vogliamo contribuire a costruire un ecosistema più inclusivo, dove l’imprenditoria femminile sia una leva concreta per lo sviluppo e il futuro.”

“Siamo entusiasti di assistere all’avvio della fase operativa di SheLeads con l’apertura delle candidature. Questa iniziativa rappresenta un impegno concreto da parte di Visa Foundation nel sostenere le imprenditrici tramite le competenze digitali e la conoscenza finanziaria necessarie per prosperare nell’economia odierna. Supportando cinquanta imprese a guida femminile nella Città Metropolitana di Milano, non investiamo solo in storie di successo individuali, ma rafforziamo anche il tessuto economico locale in vista di Milano Cortina 2026. Questo progetto incarna la mission di Visa di creare un’eredità olimpica duratura che vada ben oltre i Giochi stessi.”, ha detto Stefano M. Stoppani, Country Manager di Visa Italia.

Per Simona Torre, Direttrice Generale Fondazione Italiana Accenture ETS: “Fondazione Italiana Accenture ETS è impegnata da anni nel capacity building a supporto dell’imprenditoria sociale, attraverso azioni formative volte a rafforzare competenze digitali, manageriali e organizzative, orientate alla sostenibilità economica. SheLeads, progetto di cui siamo orgogliosi di essere partner operativi, ci permette di valorizzare la nostra esperienza accompagnando le donne che intendono avviare o sviluppare un’attività imprenditoriale, promuovendo le competenze digitali come leva strategica di empowerment, leadership e creazione di valore economico e sociale.”

L’INIZIATIVA

L’obiettivo di “SheLeads” è formare 50 imprenditrici o aspiranti imprenditrici entro settembre 2026, offrendo corsi online, eventi di networking e strumenti per l’equilibrio tra vita professionale e personale, al fine di facilitare l’accesso alle competenze digitali, imprenditoriali e di sviluppo aziendale. I moduli formativi copriranno vari argomenti, tra cui: Digital Readiness e Productivity Tools, Business Model e Value Proposition, Fondamenti di Marketing Digitale, Educazione Finanziaria per Imprenditrici ed E-Commerce. Il progetto prevede tre eventi nell’area milanese, pensati per offrire workshop sull’educazione finanziaria ed esperienze ispirazionali, interattive e pratiche, con l’obiettivo di stimolare il coinvolgimento attivo delle partecipanti e favorire nuove connessioni. Il programma include tavole rotonde con stakeholder istituzionali e rappresentanti del mondo accademico e imprenditoriale, oltre a opportunità di role modeling e networking.

CHI PUÒ PARTECIPARE

L’iniziativa è aperta a: – Imprenditrici titolari di ditte individuali o in possesso di partita IVA; – Fondatrici e/o socie amministratrici di imprese (di qualsiasi forma giuridica) con sede in Italia e fino a 10 dipendenti; – Aspiranti imprenditrici.

Le partecipanti devono essere residenti all’interno dell’Area Metropolitana di Milano.

COME CANDIDARSI Coloro che sono interessate possono candidarsi compilando il modulo online disponibile a questo link. Le candidature sono aperte fino alle ore 10 di venerdì 6 marzo.

Per maggiori informazioni consultare il sito www.fondorepubblicadigitale.it/she-leads/

Putin: pronta rispristinare relazioni con i Paesi europei, quelle con l’Italia potrebbero essere migliori

Roma, 15 gen. (askanews) – La Russia si aspetta che Kiev e le altre capitali che la sostengono comprendano la necessità di raggiungere una pace duratura. Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin. Putin ha ricevuto oggi al Cremlino le credenziali di 34 nuovi ambasciatori stranieri. La cerimonia si è svolta nella Sala di Alessandro del Gran Palazzo del Cremlino.

“Il nostro Paese punta a una pace duratura e sostenibile che garantisca in modo affidabile la sicurezza di tutti. Non tutti, compresi Kiev e le capitali che la sostengono, sono pronti a questo. Ma speriamo che la consapevolezza di questa necessità arrivi prima o poi. Nel frattempo, la Russia continuerà a perseguire con coerenza i propri obiettivi”, ha affermato Putin durante la cerimonia di presentazione delle credenziali. “La sicurezza deve essere davvero globale ed equa. Non può essere assicurata a spese degli altri. Questo principio è sancito nei documenti internazionali fondamentali e ignorarlo non ha mai portato né porterà nulla di buono”, ha affermato Putin davanti ai nuovi ambasciatori durante la cerimonia di presentazione delle credenziali al Cremlino.

Il capo dello Stato ha inoltre affermato che la Russia è pronta a mantenere relazioni aperte con tutti i Paesi disposti a tale cooperazione. “Siamo pronti a mantenere relazioni aperte e reciprocamente vantaggiose con tutti i partner interessati alla cooperazione”, ha ribadito il presidente russo. Lo stato attuale delle relazioni della Russia con alcuni Paesi europei, tra cui l’Italia, potrebbe essere migliore, ha sottolineato Putin, che ha aggiunto che Mosca è pronta a ripristinare il livello necessario di relazioni con i Paesi europei. “La cooperazione su questioni internazionali e regionali chiave (con alcuni Paesi europei) è stata congelata. Vorrei credere che con il tempo la situazione cambierà e che i nostri stati torneranno a una comunicazione costruttiva normale, basata sui principi di rispetto degli interessi nazionali e di considerazione delle legittime preoccupazioni per la sicurezza”, ha detto il presidente russo. “La Russia è stata e rimane impegnata in tali approcci ed è pronta a ripristinare il livello necessario di relazioni”, ha aggiunto Putin durante la cerimonia di presentazione delle credenziali.

Lo stato attuale delle relazioni della Russia con Italia, Francia, Austria e alcuni Paesi europei potrebbe essere migliore, ha aggiunto Putin.

Crans-Montana, famiglie delle vittime a Palazzo Chigi. Mantovano: Italia con unica voce in vicenda giudiziaria

Roma, 15 gen. (askanews) – “Questo primo incontro prova a far sì che l’Italia, in tutte le sue istituzioni, abbia un’unica voce nelle vicende giudiziarie in corso”. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano al termine dell’incontro con le famiglie delle vittime dell’incendio di Crans Montana a Palazzo Chigi. “L’attenzione del governo e della presidenza del Consiglio – ha aggiunto – non intende limitarsi soltanto ai primi momenti ma intende proseguire per affrontare tutte le questioni aperte”.

“La confederazione elvetica non fa parte dell’Ue quindi la cooperazione giudiziaria è meno agevole rispetto a quella interna al sistema europeo. Questo rende ancora più necessario un coordinamento con le famiglie e gli avvocati che le rappresentano”, ha sottolineato Mantovano. “Per i feriti – ha puntualizzato – vale lo stesso livello di attenzione”.

“Quello che riteniamo importante è che ci sia un coordinamento giudiziario – perché alcune famiglie hanno nominato già degli avvocati – di trovare una linea comune giudiziaria non solo per ottimizzare l’attività dei singoli avvocati, ma per dare una immagine coesa e coordinata di tutta l’azione non solo dello Stato italiano, ma anche delle singole famiglie”, ha detto l’Avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, in conferenza stampa al termine dell’incontro a Palazzo Chigi tra il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il Ministro della giustizia Carlo Nordio, l’Avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, i rappresentanti dei Ministeri degli esteri, dell’interno, degli affari europei e della Protezione Civile, con i familiari delle vittime della strage di Crans-Montana.

“Fin dall’inizio, oltre a partecipare emotivamente come istituto e personalmente a questa a questa grave vicenda – ha aggiunto – abbiamo preso immediatamente i contatti con la procura cantonale e con la procura della Repubblica di Roma, per immaginare un percorso anche giuridico di presenza dello Stato in un modo più forte anche dinanzi al processo che si svolge in Svizzera”.

“Naturalmente noi seguiamo anche il procedimento che si sta aprendo davanti alla procura di Roma, e vedremo se ci saranno le condizioni per intervenire anche lì, come governo e come Stato italiano”, aggiungendo che con la procuratrice generale Béatrice Pilloud che deve far luce sulla strage di Crans-Montana, “abbiamo stabilito un rapporto diretto, abbiamo avuto subito tutta la collaborazione possibile”. E “come ho spiegato alla procuratrice cantonale, l’idea è di essere presenti e seguire la questione fin dalla parte iniziale delle indagini, avere accesso agli atti. Non abbiamo al momento da fare delle rimostranze o indicazioni sulle modalità con cui si è proceduto. Noi vogliamo soprattutto dare un significato alla presenza dello Stato, non solo formale ma anche sostanziale di aiuto alle famiglie e di coordinamento”. “È un coordinamento – ha aggiunto – per cercare di ottimizzare e sostenere le famiglie, perché il momento è molto difficile anche emotivamente. E’ importante sapere di non essere soli; è questo il senso della nostra presenza. Il segnale deve arrivare chiaro e forte: vogliamo esserci, vogliamo essere presenti a sostegno delle famiglie, come d’altronde anche la Francia che ha aperto un’inchiesta a specchio. Altrettanto vogliamo fare noi”.

“Come sapete la giurisdizione italiana, in delitti commessi all’estero anche a danno di cittadini italiani, è sottoposta a dei vincoli rigorosi, uno dei quali è quello della presenza nel territorio dello Stato dell’eventuale responsabile o degli eventuali responsabili sia a titolo di colpa, di dolo o di dolo eventuale. In questo caso questa presenza non c’è e quindi vi è un difetto in questo momento di giurisdizione, ma questo non significa che la magistratura italiana e il governo italiano e il ministro della Giustizia non si stiano attivando”, ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, al termine di un incontro a Palazzo Chigi con i familiari delle vittime del rogo di Capodanno a Crans Montana (Svizzera).

“Abbiamo notizia, naturalmente nei limiti del rigoroso rispetto istruttorio e ovviamente della indipendenza della magistratura inquirente, che la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo contro gli ignoti per i reati di incendio e di omicidio colposo aggravato. Saranno richieste rogatorie all’autorità svizzera per conoscere il quando, il come, il perché, tutte le circostanze che possono essere utili per la ricostruzione dell’evento. Il codice penale dell’articolo 10 prevede anche la richiesta al ministro della giustizia italiano per procedere eventualmente contro queste persone, richiesta che noi siamo intenzionati a fare appena si creeranno i presupposti, per il resto la giurisdizione svizzera naturalmente è sovrana” ha aggiunto.

“Abbiamo assicurato ai parenti, ai loro rappresentanti legali, ai loro avvocati tutta la nostra vicinanza e tutta la nostra collaborazione per tutto quanto può servire” per “il coinvolgimento eventualmente di organi sovranazionali” ha concluso Nordio.

Roma, al Chiostro del Bramante ripartono le attività per famiglie

Roma, 15 gen. (askanews) – A partire dal 18 gennaio e fino al 15 febbraio a Roma DART Chiostro del Bramante avvia una nuova edizione delle attività dedicate a famiglie e bambini, inserite nel programma educativo che accompagna la programmazione espositiva del museo. Le attività, della durata di circa un’ora, si svolgono ogni domenica alle ore 10.30 e sono rivolte a famiglie con bambini dai 4 ai 10 anni e si svolgono in doppia lingua (italiano/inglese).

Il nuovo ciclo di appuntamenti, intitolato “Un fiore per guardare il mondo”, invita adulti e bambini a esplorare l’arte attraverso un approccio partecipativo che unisce osservazione, racconto e pratica creativa. L’attività prende avvio dalle opere esterne della mostra in corso e prosegue con un laboratorio in cui i partecipanti (adulti e bambini assieme) realizzano un fiore simbolico, inteso come strumento per osservare lo spazio museale da una prospettiva diversa. Al termine, le famiglie possono visitare autonomamente la mostra, integrando l’esperienza educativa con il percorso espositivo.

Le attività sono strettamente connesse alla mostra attualmente in corso, “Flowers. Dal Rinascimento all’intelligenza artificiale”, un progetto espositivo che attraversa cinque secoli di storia dell’arte e mette in dialogo opere storiche e contemporanee, installazioni immersive e sperimentazioni tecnologiche.

Mimit: Stellantis entra in AI4I e Fondazione Chips-IT

Milano, 15 gen. (askanews) – Stellantis entra in AI4I e Fondazione Chips-IT. L’adesione è stata ufficializzata a Palazzo Piacentini, alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. L’Istituto italiano di intelligenza artificiale (AI4I), è il primo istituto nazionale, nato su iniziativa del governo con sede a Torino, interamente dedicato all’applicazione dell’AI all’economia reale, mentre la Fondazione Chips-IT è il primo polo nazionale di ricerca industriale e innovazione su chip e semiconduttori, con sede a Pavia, che ha l’obiettivo di rafforzare l’autonomia strategica dell’Italia e dell’Europa nella progettazione dei circuiti integrati.

“L’ingresso di Stellantis in AI4I e nella Fondazione Chips-IT rafforza la competitività del sistema produttivo e promuove l’innovazione tecnologica del settore automotive. Si tratta di un segnale chiaro, perché il potenziamento delle capacità del Paese nei settori dell’intelligenza artificiale e dei semiconduttori è prioritario per la politica industriale. La collaborazione virtuosa tra pubblico e privato diventa così una leva strategica per accelerare ricerca e sviluppo e consolidare la sovranità tecnologica italiana ed europea”, ha dichiarato il ministro Urso.

L’intesa rientra nel Piano d’azione per l’Italia concordato il 17 dicembre 2024 tra il gruppo automobilistico e il Mimit, al termine del Tavolo dedicato, e rappresenta un nuovo passo nella collaborazione tra pubblico e privato sul fronte della ricerca e dello sviluppo tecnologico.

“La sinergia tra industria, università e centri di ricerca è fondamentale per costruire un ecosistema dell’innovazione nazionale solido e competitivo. È per questo motivo che con il Mimit abbiamo deciso di rendere l’adesione a queste realtà di ricerca altamente qualificate come parte integrante del nostro Piano di impegni per l’Italia”, ha affermato il responsabile Europa di Stellantis Emanuele Cappellano.

“AI4I – ha precisato il presidente Fabio Pammolli – si propone come hub nazionale e internazionale di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico, in grado di attrarre giovani talenti e leader scientifici, creare strumenti e servizi AI per le imprese, sostenere la nascita di nuove iniziative imprenditoriali e contribuire alla sovranità tecnologica italiana ed europea”. “Fondazione Chips-IT intende rafforzare la posizione dell’Italia e dell’Europa in un settore oggi fondamentale per la trasformazione digitale e la competitività industriale. Stiamo crescendo rapidamente: oggi abbiamo più di quaranta dipendenti e contiamo di arrivare a circa 100 entro la fine del 2026”, ha sottolineato il presidente Alberto Sangiovanni-Vincentelli.