Home GiornaleCinquant’anni di politica: le quattro parole chiave di Clemente Mastella

Cinquant’anni di politica: le quattro parole chiave di Clemente Mastella

Dc, centro, consenso e confronto: quattro parole che sintetizzano il discorso e il percorso politico di Mastella: una concezione della politica radicata nella tradizione popolare e democratica.

La Democrazia Cristiana come stella polare

Quando si parla di Clemente Mastella e della sua lunga storia politica – Clemente festeggia, appunto, i suoi 50 anni di impegno politico – vengono in mente alcuni tasselli precisi e definiti. E questo al di là e al di fuori di quello che si può pensare – e del tutto legittimamente – di Mastella e del suo impegno politico. E le parole che vengono immediatamente in mente sono almeno quattro: Democrazia Cristiana, Centro, consenso, confronto. Certo, se ne potrebbero citare tantissime ma è indubbio che attorno a queste parole si riassume una “vocazione” che è nata in anni lontani e che si è manifestata lungo tutto l’arco di questi ultimi cinque decenni.

La Democrazia Cristiana. C’è poco da fare. Quel partito ha plasmato politicamente e culturalmente intere generazioni e Clemente, checché se ne dica, continua ad essere un vero e sincero “democristiano”. E, non a caso, in ogni suo intervento, in ogni sua intervista e in qualsiasi dibattito pubblico la Dc, la sua modalità, il suo ruolo e soprattutto il suo “stile” concreto di essere nella società continuano ad essere la sua vera ed autentica stella polare. Anche se la Dc, come noto, è tramontata da oltre trent’anni.

Il centro come categoria dello spirito

In secondo luogo il Centro. E questo perché per Clemente il Centro non è solo una categoria o un progetto politico. Il Centro, per il sindaco di Benevento, è quasi una “categoria dello spirito”. Senza la cultura di centro, la politica di centro, un partito di centro e l’indole centrista Mastella sarebbe senza un riferimento politico tangibile. Certo, poi lo declina a seconda delle circostanze e delle opportunità. Ma è indubbio che quel progetto lo accompagna e lo caratterizza sin dall’ingresso nella Dc, seppur all’interno di una corrente come la Sinistra di Base.

Il valore del consenso e del radicamento

In terzo luogo il consenso. Anche su questo versante c’è un ritornello continuo e martellante. La politica, per Mastella come per moltissimi democristiani, non è mai solo una testimonianza. Che, come noto, rischia di tradursi solo in un esercizio sterile ed inconcludente. La politica, cioè, secondo la miglior eredità del cattolicesimo politico, è sì pensiero ed azione ma il consenso non può mai diventare una variabile indipendente ai fini della credibilità della politica stessa. Da qui l’importanza decisiva del radicamento territoriale, della militanza quotidiana e della concreta rappresentatività del “proprio” popolo.

Il confronto come metodo democratico

In ultimo, ma non per ordine di importanza, la cultura del confronto. Ecco, se c’è un elemento che caratterizza la miglior cultura democristiana risiede proprio nella capacità di praticare e di declinare quella cultura del confronto e del dialogo che era, e resta, l’elemento che qualifica la stessa qualità della democrazia. Nessun estremismo, nessun radicalismo, nessuna pregiudiziale ideologica e men che meno di natura personale e, soprattutto, nessuna tentazione di criminalizzare politicamente l’avversario. Semmai, e al contrario, attraverso la pratica del confronto e del dialogo si costruisce la buona politica e si contribuisce, al contempo, a dar vita ad una vera democrazia dell’alternanza nel rispetto degli avversari che non sono mai nemici giurati ed implacabili da combattere e da annientare.

Ecco perché proprio attorno a queste quattro parole si racchiude la lunga e ricca esperienza politica, culturale ed istituzionale di Clemente Mastella. Un’esperienza che, al di là dei vari giudizi, può ancora oggi rappresentare un valore aggiunto per chi crede nella politica come uno strumento concreto a difesa degli interessi, delle istanze e dei bisogni dei ceti popolari e dei meno abbienti.