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FSRR: per i vent’anni di YCRP la mostra What about us a Guarene

Guarene, 28 set. (askanews) – In occasione del ventesimo anniversario dello YCRP nella sede di Guarene la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta con la curatela di Michele Bertolino la mostra What about us. Arte italiana dallo Young Curators Residency Programme, visitabile fino al 28 febbraio 2027. Dal 2007 lo YCRP ha ospitato quasi sessanta curatrici e curatori internazionali e presentato il lavoro di oltre duecento artiste e artisti italiani, contribuendo a creare una rete internazionale di relazioni e a raccontare, attraverso prospettive sempre nuove, l’evoluzione della scena artistica italiana contemporanea. What about us riattiva questo archivio attraverso nuove associazioni tra opere già presentate durante le residenze.

Michele Bertolino, curatore tutor uscente di Young Curators Residency Programme e curatore della mostra, ha introdotto askanews alla mostra: “What about us vuole ripercorrere vent’anni di progetto di residenza per curatori stranieri, che di fatto è un progetto che ha tracciato un archivio sull’arte italiana prodotto dal 2007 ad oggi. Ripercorrendo la storia della residenza attraverso le mostre conclusive prodotte appunto dai curatori internazionali, si riescono a ri-tracciare una serie di tendenze, di sguardi, di ricerche che in qualche modo identificano un perimetro identitario in cui muoversi. La mostra voleva un po’ cogliere l’occasione del ventennale per fermarsi un attimo e per riguardarsi indietro e fare il punto per poi appunto riprendere con il progetto della residenza l’anno prossimo. What about us mette insieme 23 artisti dei più di 200 che hanno presentato opere nei vent’anni passati, quindi una selezione assolutamente parziale, ma che ha voluto provare a riguardare questa storia attraverso una lente tematica, molto fragile, che è quella del tempo. La residenza è un oggetto che ha un tempo estremamente limitato, sono tre i mesi passati dai curatori internazionali in Italia nell’ambito del progetto. Il tempo è anche spesso al centro delle mostre che sono state prodotte come mostre conclusive delle edizioni passate della residenza. Proprio perché è limitato il tempo della residenza e perché molte opere si interfacciano con il tempo, che è il tempo storico, il tempo politico, il tempo sociale, il tempo anche cinematografico; questa idea è stata un po’ una sorta di chiave con cui sono entrato nelle varie mostre delle edizioni passate”.

Al centro della mostra il tempo è inteso non come semplice misura, ma come materia da interrogare, scomporre e reinterpretare: le opere esplorano diverse forme della memoria, della rimozione, dell’attesa e della trasformazione del tempo. Tra le opere, materiali d’archivio, fotografie, cataloghi e documenti ripercorrono i primi vent’anni del YCRP, rendendo visibile la costruzione di un archivio collettivo e in continua evoluzione di sguardi sull’arte italiana. Artisti e artiste presenti in mostra: Vanessa Alessi, Alterazioni Video, Yuri Ancarani, Rosa Barba, Elisabetta Benassi, Benni Bosetto, Chiara Camoni, Ludovica Carbotta, Manuele Cerutti, Giulia Crispiani, Tomaso De Luca, Binta Diaw, Sara Enrico, Alessandra Ferrini, Benedetta Fioravanti, Claire Fontaine, Valentina Furian, Lorenza Longhi, Diego Marcon, Eva Marisaldi, Liliana Moro, Marinella Senatore, Alessandra Spranzi.

Ex Ilva, il Pg di Milano chiede di rigettare il ricorso sulla sospensiva

Roma, 28 set. (askanews) – La Procura generale della Repubblica presso la Corte di appello di Milano, esaminato il ricorso ex art. 373 cpc proposto da Ilva in amministrazione straordinaria, chiede che la Corte dichiari, in via principale, inammissibile il ricorso per difetto dei presupposti di legge e per carenza di interesse e, comunque, nel merito lo rigetti. E’ questo il parere del procuratore generale Angelo Renna in vista dell’udienza della Corte d’Appello di Milano in programma mercoledì 30.

Nel parere depositato alla Corte d’Appello di Milano, il Pg Renna osserva che “in via preliminare occorre rilevare che il parere della Procura generale presso la Corte d’Appello, richiamato dalle ricorrenti, era regolarmente depositato nel fascicolo telematico fin dal 3 settembre 2026 e pienamente visibile alle parti processuali. La circostanza che non sia stato considerato dalle ricorrenti non integra alcun vulnus del contraddittorio né costituisce vizio del procedimento, essendo il parere conoscibile e accessibile nella sua interezza”.

Quanto alla dedotta applicabilità dell’art. 669-septies cpc “deve osservarsi che il provvedimento presidenziale del primo presidente della Corte di Cassazione non è sussumibile nella nozione di ‘mutamento delle circostanze’ rilevante ai sensi della norma richiamata – scrive il Pg Renna – il mutamento delle circostanze, nel sistema delle misure cautelari, riguarda esclusivamente fatti nuovi, sopravvenuti, oggettivi e incidenti sul periculum o sul fumus, tali da modificare la situazione sostanziale o processuale valutata dal giudice che ha emesso il provvedimento cautelare. Il provvedimento presidenziale del 16 settembre 2026 non incide sul quadro fattuale relativo al rischio sanitario accertato dalla Corte d’Appello, non modifica la situazione giuridica sostanziale delle parti, non introduce nuovi elementi di diritto rilevanti ai fini del bilanciamento operato nel decreto n. 425/2026 non è un fatto esterno imprevedibile, ma un atto organizzativo interno alla Corte di Cassazione, espressivo delle sue prerogative istituzionali”.

Inoltre, “la fissazione dell’udienza in data anteriore al termine previsto per lo spegnimento degli impianti esclude, anziché giustificare, la necessità di un nuovo intervento cautelare – aggiunge – la prossimità della decisione delle sezioni unite rende evidente l’assenza del pregiudizio prospettato dalle ricorrenti, poiché il giudice di legittimità sarà posto nelle condizioni di pronunciarsi tempestivamente prima che si producano gli effetti asseritamente irreversibili richiamati nell’istanza. La sopravvenienza dedotta a fondamento del ricorso determina pertanto un effetto opposto rispetto a quello auspicato: lungi dal determinare una nuova insorgenza dell’interesse alla sospensione del decreto impugnato, ne evidenzia l’assenza, facendo venir meno anche questo secondo presupposto della richiesta cautelare. Non sussiste alcun vuoto di tutela che richieda un intervento interinale della Corte d’Appello. Nel merito, occorre rilevare come dall’ampia motivazione del decreto n. 425/2026 emerga che la Corte d’Appello di Milano ha fondato la propria decisione su un nucleo di argomentazioni del tutto insensibili alla sopravvenienza richiamata dalle ricorrenti”.

Il decreto, conclude il Pg Renna, “chiarisce che la misura inibitoria è stata adottata per eliminare un rischio sanitario attuale, desunto da una pluralità di fonti: la sentenza della CGUE del 25 giugno 2024, la nuova Aia 2025, le valutazioni di danno sanitario, i rapporti delle autorità sanitarie, le consulenze tecniche e il principio di precauzione. La Corte meneghina ha ritenuto che l’attività dell’area a caldo esponga la popolazione a un rischio non procrastinabile, che deve essere eliminato senza ulteriori ritardi, indipendentemente dalla durata del giudizio di legittimità. Il decreto non fonda mai il proprio bilanciamento sulla prospettiva temporale del giudizio di Cassazione, né considera la durata del processo come elemento decisivo. Il parametro temporale non è parte del ragionamento della Corte, che ha invece valorizzato la prevalenza del diritto alla salute quale bene primario, non ulteriormente comprimibile neppure per un periodo breve. La Corte territoriale afferma espressamente che, dopo la modifica dell’art. 41 Cost., l’iniziativa economica privata non può svolgersi in modo da recare danno alla salute o all’ambiente, richiamando la giurisprudenza costituzionale e di legittimità che individua nella tutela della salute un limite intrinseco all’attività produttiva. Tale principio, asse portante del decreto impugnato, non risulta in alcun modo inciso dalla sopravvenienza invocata dalle ricorrenti. La fissazione dell’udienza dinanzi alle sezioni unite per il 20 ottobre 2026 non modifica il quadro fattuale accertato dalla Corte di merito: non elimina il rischio sanitario, non lo attenua, non ne differisce l’incidenza. La Corte d’Appello ha ritenuto che tale rischio sussista attualmente e richieda un intervento immediato, senza ulteriori dilazioni”.

Ddl antisemitismo, Segre: incredula su divisioni, paese sia unito

Roma, 28 set. (askanews) – “Resto incredula di fronte alle divisioni che si stanno manifestando sul DDL contro l’antisemitismo. Ci sono temi sui quali un paese civile dovrebbe ritrovarsi unito al di là delle logiche di schieramento”. Lo afferma in una nota la senatrice a vita Liliana Segre.

“Ricordo quando il compianto amico Furio Colombo propose la legge per l’istituzione del Giorno della Memoria. Egli disse subito che per l’Italia, che nel 1938 aveva approvato con voto unanime della Camera fascista le leggi razziali e che con la RSI aveva cooperato attivamente alla Shoah, era un punto d’onore giungere ad approvare all’unanimità il Giorno della Memoria – ricorda Segre -. E grazie alla sua caparbietà e all’intelligente lavoro di mediazione sul testo riuscì a ottenere alla fine, nel 2000, quel voto unanime del parlamento”.

Marco Pannella e Roberto Gualtieri, una targa oltre la cronaca

Ancora conservo il mio resoconto, pubblicato su Nuova Agenzia Radicale, diretta da Giuseppe Rippa, di un Convegno romano del 14 luglio 2005 su Giorgio Amendola (riporto di seguito i versi a lui dedicati, contenuti nella silloge Inesausto amore. La noia e altre poesie erotiche). Fra i relatori, oltre a Simona Colarizi, Roberto Gualtieri. L’attuale sindaco della Capitale, infatti, è uno storico di professione.

Ecco, proprio Gualtieri, in qualità di primo cittadino, ha accolto la petizione, a cui avevo prontamente aderito, per una targa commemorativa in onore di Marco Pannella a Piazza Navona. La cerimonia di scoprimento ha avuto luogo mercoledì 23 settembre a mezzogiorno nella celeberrima piazza, a Palazzo Braschi (angolo via della Cuccagna).

Non solo un riconoscimento pubblico e solenne. Si tratta soprattutto del segno di una migliore comprensione della vicenda italiana del dopoguerra. Gualtieri, innanzitutto da studioso di Storia contemporanea, finisce per esprimere una nuova consapevolezza, maturata negli ultimi anni, riguardo alle battaglie dei radicali e alla figura di Marco, il leader. Una consapevolezza confermata negli ultimi giorni dai sentimenti e dai commenti suscitati dalla morte dell’altra leader, Emma Bonino.

Non di rado, fin da bambini, sentiamo parlare del binomio libertà-responsabilità. Ecco, Emma e Marco quel binomio l’hanno vissuto e incarnato, e ci lasciano in eredità i frutti delle lotte da esso sgorgate.

La cultura, il sapere, i saperi si nutrono delle idee, della loro libera circolazione, della possibilità di tradurle in scelte e in comportamenti. Ed è in atto uno scontro possente tra due istanze: quella liberticida, della censura, della chiusura, delle proibizioni, del ritrarsi dell’Occidente all’ombra della paura e quella che, al contrario, raccoglie lo spirito di apertura di Alessandria d’Egitto o di Erasmo da Rotterdam, la nonviolenza del Mahatma Gandhi e di Martin Luther King, “la libertà di religione e la religione della libertà”, come direbbe Pannella, la speranza che supera la speranza stessa.

Insomma, quella targa di Piazza Navona non riguarda tanto una personalità pubblica che non c’è più quanto il nostro futuro.

 

“Una scelta di vita”

 

Tu
Giorgione
Amendola mio
hai compiuto
“Una scelta di vita”
che
in forme diverse
in un mondo
mutato
provo a compiere
anch’io. E
in quelle “Polemiche fuori tempo”
c’è la sinistra
per come tu la intendevi
e per come
l’intendo io.

Esempio di vita di passione
d’amore,
sbagliasti a volte
ancor più
erro io
forti tuttavia di un faro
che
pur a intermittenza
ci indica il verso
giusto.

Il Papa: la guerra in Europa, una nuova "inutile strage"

Roma, 28 set. (askanews) – “Quali sono gli insegnamenti di Robert Schuman per l’Europa e il mondo di oggi? Innanzitutto, un profondo desiderio di pace. Purtroppo oggi la guerra è riapparsa, anche in Europa: una nuova ‘inutile strage’, che ogni giorno causa innumerevoli vittime civili. E’ necessario impegnarsi in un dialogo paziente, mostrare coraggio nella negoziazione ed essere pronti a sacrificare alcune posizioni per il bene superiore della pace”. Così Papa Leone XIV nel suo discorso durante l’incontro “Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità”, presso l’Auditorium del Centro congressi Robert Schuman di Metz (Francia).

Regeni, i giudici in camera di consiglio: sentenza nel pomeriggio

Roma, 28 set. (askanews) – I giudici della corte d’assise della Capitale sono riuniti in camera di consiglio per la sentenza sul sequestro, la tortura e l’omicidio di Giulio Regeni. La decisione è attesa nel pomeriggio. Il presidente del collegio ha chiuso l’udienza dicendo: “Ci vediamo alle 18”.

La Procura di Roma, con l’aggiunto Sergio Colaiocco, ha sollecitato – si ricorda – in sede di requisitoria una condanna all’ergastolo e tre condanne a 17 anni e mezzo di reclusione. Sotto accusa ci sono rappresentanti dei servizi di sicurezza egiziani: il generale Tariq Sabir; i colonnelli Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed Ibrahim; l maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif.

Mattarella: da Castelporziano messaggio a rimuovere pregiudizi e ostacoli

Roma, 28 set. (askanews) – “Castelporziano conserva e custodisce insieme bellezze naturali e storia ma da anni ormai ha assunto un ruolo prezioso: quello di inviare ogni estate un messaggio a tutta la nostra comunità nazionale, per esortare a rimuovere ostacoli e barriere che impediscono il pieno svolgimento della vita a tanti nostri concittadini”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla cerimonia di chiusura delle iniziative di carattere sociale presso la Tenuta.

“Ostacoli visibili, e per i quali si può agire anche se c’è ancora molta strada da fare, e ostacoli invisibili nascosti nei pregiudizi, nell’egoismo nell’ignoranza”, ha aggiunto.

Trump a Zelensky: dovete rallentare con gli attacchi alle raffinerie

Roma, 28 set. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di aver chiesto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky di “rallentare” gli attacchi alle raffinerie petrolifere russe, e il presidente ucraino avrebbe risposto affermativamente.

“Il grosso problema è che le raffinerie in Russia stanno esplodendo. Non è tanto un problema del Medio Oriente quanto un problema della Russia, perché l’Ucraina e la Russia sono in guerra tra loro e l’Ucraina sta facendo saltare in aria le raffinerie di diesel in Russia, perché queste lavorano grandi quantità di petrolio. Quindi questa situazione è davvero particolare. E ho parlato con il presidente Zelensky, gli ho detto: ‘Dovete rallentare con le raffinerie'”, ha detto Trump ai giornalisti.

I rappresentanti dei media hanno chiesto cosa avesse detto il presidente ucraino. Secondo Trump, Zelensky avrebbe risposto: “Beh, probabilmente lo faremo”, riferisce l’agenzia ucraina Interfax.

Sole e caldo fino al weekend poi prime le piogge autunnali

Milano, 28 set. (askanews) – L’Italia si prepara a entrare nel mese di ottobre all’insegna del sole e della stabilità atmosferica. Una vasta area di alta pressione di matrice subtropicale dominerà la scena meteorologica per gran parte della settimana, garantendo condizioni prevalentemente soleggiate e temperature diurne ben superiori alle medie stagionali, con punte fino a 30 gradi su diverse regioni. Per le prime piogge autunnali bisognerà attendere il fine settimana del 3 e 4 ottobre, quando una perturbazione potrebbe raggiungere inizialmente il Nord-Ovest.

Secondo Federico Brescia, meteorologo de ilmeteo.it, la nuova settimana sarà caratterizzata da condizioni di tempo stabile su gran parte della Penisola. Il sole e il riscaldamento diurno favoriranno temperature massime particolarmente miti per il periodo, mentre durante la notte e nelle prime ore del mattino i valori scenderanno sensibilmente, fino a 12-13 gradi soprattutto nelle pianure e nelle vallate interne.

La marcata escursione termica sarà determinata anche dall’accorciamento delle giornate e dal maggiore raffreddamento notturno. Tra mercoledì e giovedì è atteso soltanto un temporaneo aumento della nuvolosità sul Nord-Ovest, in particolare sul Piemonte, senza precipitazioni significative. Sul resto del Paese continuerà a prevalere il sole. Il possibile cambiamento è atteso nel weekend del 3 e 4 ottobre, quando una prima perturbazione potrebbe interessare le regioni nord-occidentali, portando le prime piogge. Secondo le proiezioni del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecwmf), il passaggio potrebbe anticipare una fase più dinamica e instabile, con precipitazioni superiori alla media nel corso del mese. La tendenza resta tuttavia caratterizzata da un margine di incertezza, soprattutto oltre i 5-7 giorni.

Nel dettaglio, oggi al Nord, al Centro e al Sud, comprese le Isole Maggiori, prevarranno condizioni di cielo soleggiato. Martedì 29 settembre il tempo sarà ancora stabile, con sole al Nord, cielo sereno al Centro e condizioni soleggiate al Sud e sulle Isole. Mercoledì 30 settembre è attesa qualche nube sul Piemonte, mentre sul resto del Nord e su tutte le regioni centrali e meridionali continuerà a prevalere il bel tempo.

La tendenza indica quindi una settimana complessivamente stabile e soleggiata, con temperature diurne fino a 30 gradi e notti più fresche. Un primo peggioramento potrebbe intervenire nel fine settimana, con le piogge inizialmente concentrate sul Nord-Ovest e la possibilità di una fase più instabile nel corso di ottobre.

Carburanti, Tajani: il sistema Paese si dimostra responsabile

Roma, 28 set. (askanews) – “È un’iniziativa molto rilevante. Perché dimostra che quando il Sistema Paese e le sue imprese si assumono una responsabilità, si possono ottenere risultati tangibili e concreti senza ricorrere a misure dirigiste e punitive. Se gli italiani alla pompa di benzina pagano meno, è un risultato che dobbiamo valutare come un grande successo”. Così Antonio Tajani, vicepremier e leader di Forza Italia, in un’intervista a Il Messaggero, commenta il tetto al prezzo dei carburanti stabilito prima da Eni e poi da Ip.

“L’Eni ha dato un segnale importante, che va nella direzione auspicata da Forza Italia. Tanto è vero che il nostro partito è riuscito ad impedire la tassazione degli extra profitti. Alla quale siamo contrari per principio perché non esistono né nel diritto né nell’economia”, ha spiegato il ministro degli Esteri.

“Ieri pomeriggio anche Ip ha deciso che applicherà dei limiti al prezzo dei carburanti su tutto il territorio italiano. È una notizia mol- to positiva. A inizio settembre avevo chiesto a Rovshan Najaf, presidente di Socar, azienda energetica dell’Azerbaijan che controlla Italiana Petroli, di andare in questa direzione. Nessuna imposizione dall’alto, nessuna nuova tassa per le imprese, ma un contributo volontario per aiutare i cittadini italiani. Bene così. E bisogna andare avanti in questa direzione. Come governo, dobbiamo dialogare con tutte le aziende petrolifere. Invogliarle a trovare una posizione positiva. Anche perché ogni soluzione è migliore rispetto a una tassazione sugli extra-profitti”, ha aggiunto Tajani.

Kallas: la Russia pianifica ulteriori atti di sabotaggio in Europa

Roma, 28 set. (askanews) – “L’intelligence dimostra che la Russia sta pianificando ulteriori atti di sabotaggio in Europa”, ha dichiarato oggi Kaja Kallas, Alta rappresentante della politica estera dell’UE, prima della riunione odierna a Bruxelles.

“Dobbiamo restare vigili, poiché le informazioni di intelligence indicano che la Russia sta pianificando ulteriori atti di sabotaggio e veri e propri attacchi contro la nostra democrazia, con l’obiettivo di dividere la società e intimidirci affinché rinunciamo a sostenere l’Ucraina”, ha osservato la diplomatica europea.”È una strategia che loro stanno perseguendo e di cui dobbiamo tenere conto per poter fronteggiare tali minacce; dobbiamo essere in grado di reagire tempestivamente, grazie alle informazioni di intelligence, prima ancora che questi attacchi si concretizzino”, ha specificato Kallas.

Ranucci, il Tribunale di Roma: l’assegnazione al giudice nel rispetto delle regole

Roma, 28 set. (askanews) – “Come già in precedenti occasioni, esprimo il mio sostegno alla dottoressa Donatella Casari, magistrata che dimostra quotidianamente indipendenza, imparzialità ed equilibrio, oltre a una solida preparazione. Rilevo, inoltre, che l’assegnazione del fascicolo relativo alla controversia promossa da Sigfrido Ranucci è avvenuta nel rispetto delle analitiche disposizioni tabellari vigenti da anni, le quali, mediante meccanismi automatici, assicurano l’osservanza del principio costituzionale del giudice naturale precostituito per legge”. Così afferma il presidente del tribunale di Roma, Lorenzo Pontecorvo, rispetto a “recenti articoli di stampa, contenenti anche dichiarazioni di esponenti politici, adombrano, con maggiore o minore evidenza, una presunta carenza di trasparenza nell’assegnazione del ricorso proposto dinanzi al Tribunale di Roma dal giornalista e conduttore televisivo Sigfrido Ranucci”. Il presidente Pontecorvo aggiunge poi che “i medesimi organi di stampa formulano critiche nei confronti della dottoressa Donatella Casari, assegnataria del procedimento, alla quale attribuiscono non meglio precisati pregiudizi desunti da decisioni rese in precedenti procedimenti giurisdizionali, peraltro non comparabili con la controversia oggi sottoposta al suo esame, né per natura e oggetto né per le parti coinvolte”.

In Italia lo spreco alimentare vale 13,5 miliardi, di cui 7,3 in casa

Milano, 28 set. (askanews) – Vale oltre 13,5 miliardi di euro lo spreco alimentare in Italia, per un totale di 5.124.631 tonnellate di cibo, con oltre 7,3 miliardi di euro riconducibili allo spreco nelle famiglie. Sono i dati Waste Watcher 2026 rilanciati da Ecoitaliasolidale in vista della Giornata internazionale della consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari, che si celebra il 29 settembre. Secondo la rilevazione, gli italiani sprecano in media 554 grammi di cibo a settimana pro capite, pari a circa 79 grammi al giorno. “Sono numeri ancora troppo elevati – dichiara Piergiorgio Benvenuti, presidente nazionale di Ecoitaliasolidale – da anni proponiamo di introdurre stabilmente nelle scuole l’educazione ambientale, comprendendo anche una vera educazione alimentare. Bisogna partire dai giovani per costruire una cultura della prevenzione dello spreco e coinvolgere anche le famiglie”.

Il fenomeno assume dimensioni ancora maggiori a livello europeo: secondo la Commissione europea, nell’Ue vengono generati ogni anno oltre 58 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari, pari a 129 chilogrammi per abitante e con un valore economico stimato in 132 miliardi di euro. Lo spreco alimentare rappresenta inoltre circa il 16% delle emissioni complessive di gas serra del sistema alimentare dell’Ue.

A livello globale, il Food Waste Index 2024 dell’Unep ha stimato per il 2022 circa 1,05 miliardi di tonnellate di cibo sprecato, pari al 19% degli alimenti disponibili ai consumatori: il 60% nelle famiglie, il 28% nella ristorazione e il 12% nel commercio al dettaglio. “Lo spreco alimentare non è soltanto un problema economico e sociale – sottolinea Benvenuti – ma rappresenta anche una questione ambientale. Ogni alimento sprecato significa infatti sprecare le risorse necessarie per produrlo, trasformarlo, trasportarlo e conservarlo: acqua, suolo, energia e lavoro”. Il tema si intreccia con quello della sicurezza alimentare. Secondo il rapporto Sofi 2026 di Fao, Ifad, Unicef, Wfp e Oms, nel 2025 circa 645 milioni di persone nel mondo hanno sofferto la fame, mentre circa 2,1 miliardi hanno sperimentato una condizione di insicurezza alimentare moderata o grave. “Fame e spreco sono fenomeni diversi e non vanno confusi – sottolinea Benvenuti – ma è una contraddizione che deve interrogarci: mentre centinaia di milioni di persone hanno sofferto la fame, enormi quantità di cibo vengono perse o sprecate”.

Ecoitaliasolidale rilancia quindi la proposta di introdurre stabilmente nelle scuole l’educazione ambientale e alimentare, con percorsi dedicati alla prevenzione dello spreco, alla corretta conservazione degli alimenti, al consumo responsabile e al recupero delle eccedenze. L’associazione richiama inoltre la legge 166 del 2016, la cosiddetta legge Gadda, sul recupero e la donazione delle eccedenze alimentari. Sul fronte europeo, la normativa Ue modificata nel 2025 prevede entro il 2030 una riduzione del 10% dei rifiuti alimentari nella trasformazione e produzione e del 30% pro capite nella distribuzione, nella ristorazione e nelle famiglie.

Il tema dello spreco alimentare sarà inoltre affrontato il 9 ottobre a San Martino al Cimino, nel Viterbese, al Balletti Park Hotel, nell’ambito dell’incontro organizzato da Ecoitaliasolidale sulla crisi climatica e sulle conseguenze per il Mediterraneo. “Non basta più indignarsi davanti ai numeri – conclude Benvenuti -. Occorre prevenire, recuperare, donare e soprattutto educare. La lotta allo spreco alimentare non può essere soltanto una campagna del 29 settembre: deve diventare una politica permanente”.

Il Papa: è sempre possibile costruire la pace, il mondo ha bisogno di dialogo

Roma, 28 set. (askanews) – “La nostra responsabilità comune di donne e uomini religiosi, è quella di testimoniare che, al di là dei confini, è sempre possibile incontrarsi, stringere amicizia e costruire la pace. Dialogare non sminuisce la nostra identità, ma la esprime con semplicità e verità aprendosi alla diversità dell’altro”. Così Papa Leone XIV nel suo discorso all’incontro interreligioso al Centro congressi “Robert Schuman” di Metz.

Citando quindi Paul Ricoeur, Prevost ha ricordato che il dialogo “è la via attraverso la quale riconosciamo l’alterità come una promessa e non come una minaccia; è un’arte dell’incontro di cui il nostro mondo ha grande bisogno, agli antipodi dell’aggressività e della violenza”.

Suppletive Camera, a Reggio Calabria la sfida di Vannacci al centrodestra

Reggio Calabria, 28 set. (askanews) – Seggi aperti dalle 7 di questa mattina e fino alle 15, a Reggio Calabria e nei 71 comuni del collegio elettorale di Reggio, nelle elezioni suppletive per la Camera dei deputati. Gli elettori interessati sono poco meno di 350mila, l’affluenza nella giornata di domenica si è arrestata al 14,97 per cento, con differenze clamorose da comune a comune: agli estremi opposti della statistica si collocano il 6,98 per cento di Africo e il 40,19 di Laganadi. Il 15 per cento circa, con mezza giornata (feriale) ancora da utilizzare per chi volesse recarsi alle urne, mette già ampiamente al riparo le elezioni reggine dal rischio di battere il non invidiabile primato dell’astensionismo in occasioni analoghe, che rimane appannaggio del collegio di Napoli, che nelle suppletive del 2020 elesse senatore Sandro Ruotolo del Pd con il 9,52 per cento degli elettori alle urne.

In palio a Reggio Calabria c’è il seggio a Montecitorio che è appartenuto a Francesco Cannizzaro di Forza Italia, eletto sindaco a maggio col voto del 66 per cento dei suoi concittadini. La Calabria è un feudo tradizionale di FI, che vanta, oltre al sindaco di Reggio e a moltissimi amministratori locali, anche il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, vicesegretario nazionale degli azzurri. Il candidato del centrodestra, quindi, è il favorito d’obbligo della competizione odierna: si tratta di Fabio Roscioli, avvocato romano, tesoriere nazionale di Forza Italia, legato alla famiglia Berlusconi anche nella sua vita professionale.

A mettere un po’ di pepe nella contesa è arrivato però Roberto Vannacci: il fondatore di Futuro nazionale ha scelto come candidato Domenico Giannetta, storico esponente locale proprio di Forza Italia, della quale è stato capogruppo regionale fino all’agosto scorso. Di fatto il primo test sulla capacità dell’eurodeputato di mobilitare gli elettori di destra, dopo la sua breve stagione nella Lega, quando ha fatto incetta di preferenze personali per il suo approdo a Bruxelles. Anche i toni del suo comizio di chiusura per Giannetta hanno dimostrato l’intenzione di sfidare il centrodestra e di contrapporsi proprio a Forza Italia, accusata di aver candidato un corpo estraneo alla comunità locale, Roscioli appunto: “Vogliono convincervi che se siete stati cornuti in passato dovete continuare ad essere mazziati anche in futuro, scegliendo qualcuno che non vi rappresenta, dovete scegliere tra Reggio Calabria e Barabba. Giannetta è Reggio Calabria”. Il sindaco Cannizzaro, uno dei registi dell’operazione Roscioli, ha risposto a tono il giorno dopo sempre in piazza: “Cunnutu tu e chi ntu rici”, tradotto “Cornuto tu e chi non te lo dice”.

Al netto del risultato del quarto candidato, Francesco Toscano di Democrazia sovrana e popolare, una piccola forza anti-europeista che alle regionali non ha raggiunto l’1 per cento, il terzo incomodo della tornata elettorale odierna è Francesco Antonio Benedetto, detto Frank, in rappresentanza del campo largo già stabilmente allargato anche ai centristi, quindi “larghissimo”, dicono nel Pd locale. Un lontano passato di consigliere comunale della Margherita e quindi del Pd, un prestigioso curriculum come dirigente sanitario e soprattutto come cardiologo che ha toccato i destini di molte famiglie, il che gli garantisce una certa presa popolare. Ma per rovesciare i pronostici favorevoli al centrodestra avrebbe bisogno di un risultato clamoroso di Giannetta che mettesse in crisi il rivale Roscioli. Un risultato considerato improbabile anche dai vertici del centrosinistra locale. Se si dovesse verificare, sarebbe la dimostrazione dell’esistenza di una sorta di “golden share” sulla destra, nelle mani di Vannacci e di FnV. Le eventuali conseguenze anche sugli equilibri politici nazionali nel centrodestra sarebbero tutte da esplorare. Appuntamento alle 15 per l’inizio dello spoglio che darà la misura della riuscita dell’azzardo di Vannacci.

«La CDU non è una FDP-light». L’ala sociale scuote il partito di Merz

«La CDU non è né una FDP-light (FDP, partito liberale, ndr) né un partito esclusivamente conservatore». La frase di Dennis Radtke, presidente della Christlich-Demokratische Arbeitnehmerschaft (CDA), l’ala sociale della CDU, riassume il confronto che si è aperto nel partito dopo le pesanti sconfitte elettorali. Nell’intervista concessa all’Handelsblatt, Radtke sostiene che la CDU si sia «progressivamente ristretta» e debba tornare, pertanto, a dare spazio alle istanze sociali. 

Non basta cambiare comunicazione

La critica investe anche Friedrich Merz. Radtke non ne chiede la sostituzione, ma sostiene che debbano cambiare «il suo comportamento, il suo orientamento e la sua comunicazione». Il problema, a suo giudizio, è più profondo: la CDU non riesce più a tenere insieme tutti i mondi che storicamente ne hanno fatto un grande “partito popolare”. 

A dare sostanza politica alla denuncia è un documento di quattro pagine, «Riformare un partito popolare», approvato dal direttivo federale della CDA e acquisito da ZDFheute, il portale d’informazione online della seconda televisione pubblica della Germania. La premessa non lascia molto spazio alle attenuanti: «Non siamo più all’altezza della nostra pretesa di essere un partito popolare». E l’esclusione della CDU dal Landtag (il parlamento regionale) del Meclemburgo-Pomerania Anteriore «non è un incidente di percorso». 

Troppi mondi sono scomparsi

Il cuore del documento è la denuncia di un restringimento della base popolare della CDU: «Troppi gruppi sociali sono ormai scarsamente presenti nell’Unione; troppe persone non la percepiscono più come la propria casa politica». Da qui una formula destinata a pesare nel dibattito interno: «Un partito popolare che parla soltanto con se stesso cessa di essere un partito popolare». 

La CDA indica anche la strada. Nella scelta dei candidati e nella vita del partito devono tornare a essere visibili persone provenienti dall’industria, dall’artigianato, dall’assistenza, dall’istruzione e dalle piccole e medie imprese. Non basta parlare a questi mondi: occorre riportarli dentro i luoghi nei quali la CDU decide. 

Riconquistare il centro che lavora

L’obiettivo dichiarato è recuperare quella che il documento chiama «il centro che lavora»: lavoratori, famiglie, professioni, artigiani e Mittelstand. Anche sulla sanità la CDA difende il sistema pubblico-privato tedesco, ma pone un principio di uguaglianza: «Il tipo di assicurazione non può determinare la rapidità con cui una persona ottiene una visita medica». 

Non è, dunque, un manifesto contro Merz. È qualcosa di diverso: una denuncia delka progressiva riduzione sociologica e politica della CDU. Non a caso lo stesso cancelliere, pochi giorni fa, alla domanda se l’Unione fosse ancora una Volkspartei, aveva risposto: «Solo in parte». 

Il problema posto dalla CDA arriva così alla radice: prima ancora di chiedersi chi debba guidarla, la CDU deve decidere chi vuole tornare a rappresentare.

Quei bambini a lezione di mafia e in fuga dalla scuola

Mentre nell’estate ‘92 l’eco delle stragi di Cosa nostra a Palermo scuoteva ancora le coscienze, lo scrittore e docente siciliano Gesualdo Bufalino pronunciò questa frase: «La mafia sarà vinta da un esercito di maestre elementari».

 

Maestre e mafia

La lezione contenuta in questa frase è di una forza travolgente: per battere le mafie non bastano indagini e aule giudiziarie ma ci vuole una rivoluzione culturale che parta dalle scuole, caposaldo della formazione con la famiglia.

Trentaquattro anni dopo siamo – più o meno – allo stesso punto. Forse peggio, perché le mafie sparano poco o nulla ma seminano tanto, soprattutto al Sud, tra giovani e giovanissimi: da Napoli a Catania, passando per Foggia e Reggio Calabria. E mentre le mafie spargono veleno che diventa miele per la gioventù socialmente più debole ed esposta, la scuola riesce con enorme difficoltà a trattenere in aula i ragazzi e il tasso di dispersione resta – in primis al Sud – allarmante. Un combinato disposto mortale per la vita democratica del Paese.

Prendiamo l’ultimo esempio (ce n’è una serie).

La Direzione distrettuale antimafia di Catania il 24 settembre sferra l’ennesimo colpo a Cosa nostra ed in particolare a una famiglia e ad alcuni narcos legati (anche a livello familiare) al clan Santapaola. Tra le pieghe dell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato all’arresto di 25 persone, si legge un passaggio che la dice lunga sulla lungimiranza di Bufalino e su quanta strada bisogna ancora compiere.

Due uomini (indagati) cinque anni fa avvicinano un bimbo di 5-6 anni e lo convincono a maneggiare una pistola per qualche minuto. Il presunto boss gli impartisce una vera e propria lezione di mafia: «Se qualcuno maltratta la mamma gli devi sparare addosso. Ce la fai a sparargli addosso? Ti do la pistola, vero che te la do. Dai forza gliela puoi dare… hai visto! Se l’è presa! È pazzo».

 

Il bambino con la pistola

Un comportamento che suscita rabbia e indignazione della madre del bambino – che nel frattempo si era anche sentito dire che sarebbe diventato il braccio destro del pistolero – che apostrofa così il boss: «Ehi, pezzo di m…».

«Si è arrivati a mettere nelle mani di un bambino un’arma dicendogli che quello sarebbe stato il suo strumento di lavoro», ha commentato il capo della Procura di Catania Francesco Curcio.

Mentre questo accade – e, si ripete, nelle aree più a rischio del Sud le provocazioni e le fascinazioni esercitate dai criminali sui minori sono tutt’altro che casi isolati – accade anche che la dispersione scolastica alimenti un corto circuito dal quale lo Stato deve uscire se vuole vivere e non solo sopravvivere.

 

Disuguaglianze territoriali

Openpolis – la fondazione indipendente e senza scopo di lucro che promuove trasparenza, partecipazione democratica e accesso alle informazioni pubbliche – l’11 dicembre 2025 ha reso pubblico un rapporto su “Giovani e periferie” che l’11 febbraio di quest’anno ha presentato alla 7ª Commissione del Senato, nell’ambito dell’indagine conoscitiva su povertà educativa, abbandono e dispersione scolastica.

L’analisi condotta sui 14 comuni capoluogo di città metropolitana conferma quanto le disuguaglianze territoriali pesino sulla condizione educativa dei più giovani. Le situazioni di maggiore fragilità sociale si concentrano nelle aree del Mezzogiorno. A Catania (6,2%), Napoli (6%) e Palermo (5,8%) l’incidenza delle famiglie con figli in potenziale disagio economico risulta molto marcata. I valori sono oltre 4 volte superiori a quelli registrati in altre città del Centro-Nord, dove l’incidenza è più contenuta: Bologna si ferma all’1,2%, Venezia e Genova all’1,3%, Milano e Firenze all’1,4%.

 

Uscite precoci

Il legame tra condizioni economiche e opportunità educative emerge anche osservando il fenomeno delle uscite precoci dal sistema di istruzione e formazione. A Catania oltre un quarto dei giovani tra i 18 e i 24 anni (26,5%) ha lasciato gli studi prima di conseguire un diploma o una qualifica, mentre a Palermo e Napoli le quote si attestano rispettivamente al 19,8% e al 17,6%. Valori che si riducono sensibilmente a Bologna (12%), Roma (9,5%) e Reggio Calabria (8,4%), in base ai dati ricostruiti da Istat attraverso il censimento permanente.

La ripresa (monca) al Senato

Gli abbandoni precoci della scuola, con al massimo la licenza media, rappresentano oltretutto solo la parte esplicita di un fenomeno molto più complesso, la cosiddetta “dispersione implicita”.

Concetti ripresi e sviluppati anche da Filippo Serra, Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, anch’egli audito – il 18 febbraio – dalla 7ª Commissione del Senato. Quel che colpisce nelle 14 pagine ricche di analisi, proposte e riflessioni lucide e condivisibili è che non venga mai fatto almeno un cenno al rapporto potenziale tra povertà scolastica, dispersione e l’abisso di Cosa nostra pronto a inghiottire i più deboli o svantaggiati.

 

Chiacchiere e distintivo

Come ha scritto Lorenzo Dellai sul Domani d’Italia, la scuola deve diventare sempre di più «il principale terreno sul quale costruire democrazia, superamento delle disuguaglianze, coesione sociale e sviluppo. Soprattutto in tempi di inverno demografico e di radicali e inediti cambiamenti».

Tutto il resto – quando non fa danno come le recenti geniali idee del Governo – è solo un fiume di parole. Per molti, solo chiacchiere e distintivo.

La politica si mette in posa: Vannacci e l’elettore da sedurre

La competizione elettorale e l’arte dell’immagine

Nella campagna elettorale in quel di Reggio, più o meno opaca dell’acceso di una politica non sempre esaltante, è intervenuta brillante una luce vannacciana. Benevenuto Reggio di sole qualcuno potrebbe cantare ora che l’ardito Generale grazie a software e ad intelligenza artificiale sembra abbia mandato in giro l’immagine della sottosegretaria Siracusano, compagna di Occhiuto, Governatore della Calabria, alterandone una foto e riproponendolepiù spogliata sul dècolletè, dimostrando di avere un occhio lungo sulle morbosità di certe persone.

In origine lo “spolium” era la pelle strappata all’animale e poi in seguito indicava il bottino di guerra. A volte si è spogli di buone intenzioni e ci sarebbe da restarne spogli di parole, ancor più ora che alla politica sembra siano state portate vie anche le spoglie. Ricorda più bonariamente il film “Totòtruffa” dove l’attore, travestito da donna, nella la celebre battuta all’uomo desideroso che la guardava gli diceva: “ Lei con quegli occhi mi spoglia… spogliatoio!”.

Ciò malgrado, per altri tutto può essere utile per attirare l’attenzione degli elettori e spuntarla nelle elezioni suppletive proprio in quella Regione. La Siracusano ha elegantemente replicato come “vile” una iniziativa che segna lo scadimento dello stile politico di Italia Futura che appare già al tempo scaduto per recuperare un necessario decoro.

E il coraggio delle proprie azioni?

Evidentemente, se questo fosse, il Generale vuoleforse scardinare ogni forma di bon ton e andare avanti per la sua strada. Ci sarà da rassegnarsi ai modi correnti, che muovono in un sistema di rincorse dove l’elettore rincorre i Partiti e viceversa, rilanci continui cadendo nel precipizio della grevità. Ora “vile” era il carattere che Nando Orfei attribuiva alla pantera che le guardie forestali cercavano una volta che si credeva in giro per Roma e fuggita da chissà dove. Raccontava che era semmai possibile catturarla stupidamente non di giorno ma di notte, le ore della sua caccia, e che in caso di spiacevole incontro essendo un animale “vile” sarebbe bastato semmai un urlo per fara scappare.

Non si è trattata di una trovata di lieve efficacia, tutti ne parlano e questo è quanto si voleva. Non saranno le grida di protesta a far dileguare o recedere l’autore dal procedere con ulteriori invenzioni del genere “commedia all’italiana”.Siamo tornati ai tempi di quelli che della Lega ce l’hanno “duro” e che hanno generato nuove mostruosità scappate di mano. Così Grillo ha inventato Conte che ha fatto sapere che non accetterà compromessi sul programma di Nova, il ritrovo del ritrovo del Movimento 5 Stelle a Milano, teso alla costruzione partecipata del programma da proporre agli alleati di centrosinistra. In caso contrario tornerà a fare l’avvocato, un auspicio da non trascurare.

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto?

Vannacci non è vile perché, in ipotesi, sarebbe uscito allo scoperto con le sue invenzioni, se fossero di sua mano, e non ha smentito sufficientemente il fatto biasimato dalla Siracusano anche come “un modo sciagurato e schifoso di fare politica”. Il leader di Futuro Nazionale si è difeso dicendo di “cercare meglio e di rivolgere le accuse, eventualmente, a chi di dovere…continuate pure ad occuparvi di scollature…”. Non ha deprecato l’episodio, se fosse stato azione di chiunque altro, e non lo ha stigmatizzato. Le donne della sua squadra tutte in ossequioso silenzio.

In origine lo “schifo” indicava il timore e rispetto che suggeriva obbedire ad una distanza verso qualcosa o qualcuno. Non sembra questo il sentimento che la Siracusano provi in questa vicenda. La denunciata scollatura della Siracusano in questione racconta di una scollatura verso la decenza. Pur di vincere anche per una sola incollatura si farebbe ormai di tutto.

Il cinema, ultima salvezza

Nel film “A qualcuno piace caldo” la bellissima protagonista Zucchero Candido suona l’ukulele che è l’adattamento hawaiano del machete, un arnese non da poco. Nel film, gli altri personaggi, in ammirazione, commentano che abbia un corpo sinuoso, come fatto di “gelatina”. L’avvenente personaggio, reso celebre da Marylin Monroe, confessa poi la sua debolezza e di cadere in effabilmente tra le braccia di chiunque suoni il sax tenore, dopo solo otto battute musicali.

Nella attuale politica non è chiaro chi passi per ammaliare l’elettorato a brandire una piccola chitarra e chi il machete, chi creda che il popolo italiano si adatti gelatinosamente ad ogni scenario, chi abbia il potere dopo solo pochi squilli di tromba di farlo cadere ai suoi piedi e chi abbia il giusto tenore, o meglio il “sex tenore”, per raddrizzare la situazione. Allo stato delle cose il paese reale potrebbe dire che “se c’è in una ciliegia con un verme, tocca sempre a me” potendosi subito consolare con la frase di chiusura sempre dello stesso film. Del resto, “Beh, nessuno è perfetto”.

Strage di Marzabotto: il prete che scelse di restare a Monte Sole

Domenica 27 settembre, nella Basilica di San Petronio a Bologna, sono stati beatificati i tre sacerdoti noti come «i martiri di Monte Sole»: don Elia Comini, salesiano, padre Martino Capelli, dehoniano, e don Ubaldo Marchioni, sacerdote diocesano.

La cerimonia è stata presieduta, in rappresentanza del Papa, dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, e concelebrata dal cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, insieme a don Fabio Attard, Rettor Maggiore dei Salesiani, e a padre Carlos Luis Suárez Codorniú, superiore generale dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù.

 

I martiri di Monte Sole

Il martirio dei tre sacerdoti ebbe luogo tra il 25 settembre e il 5 ottobre 1944 sulle alture di Monte Sole, nell’Appennino bolognese, dove gran parte della popolazione fu vittima di uno degli eccidi più efferati della Seconda guerra mondiale: 770 vittime, ad opera della 16ª SS-Panzergrenadier-Division, con l’appoggio di squadre fasciste, nella strage passata alla storia come «Strage di Marzabotto».

Don Elia Comini nacque a Calvenzano di Vergato, in provincia di Bologna, il 7 maggio 1910. Il fondamento della sua scelta vocazionale risiedeva profondamente nel carisma di San Giovanni Bosco. Nel 1925 entrò nel noviziato salesiano di Castel de’ Britti, nei pressi di Bologna, facendo professione religiosa il 3 ottobre 1926. Successivamente, fino al 1928, frequentò il liceo salesiano «Valsalice» di Torino.

La sua scelta religiosa si caratterizzò così per l’attenzione ai giovani, soprattutto ai più bisognosi, alle loro esigenze e necessità materiali, educative e spirituali.

 

Nel cuore della guerra

Nel settembre 1944, trasferitosi a Salvaro per un breve periodo di assistenza alla madre vedova, don Comini si trovò insieme alla popolazione del territorio nel mezzo degli scontri tra le truppe alleate e la linea di difesa tedesca, nell’area compresa tra Monte Salvaro e Monte Sole.

Erano giorni durissimi, segnati dalla crudeltà della guerra e dalla ferocia delle rappresaglie delle SS contro persone indifese. Il sacerdote salesiano si prodigò senza sosta per accogliere i parenti delle vittime e nascondere i perseguitati; garantì a oltre settanta persone un rifugio in un locale attiguo alla sacrestia.

Insieme al dehoniano padre Martino Capelli accorse ovunque vi fosse bisogno di soccorrere, consolare, amministrare i sacramenti e seppellire i defunti.

 

Fino all’ultimo

Non si sottrasse neppure venerdì 29 settembre 1944 quando, informato della strage di civili compiuta dalle SS in località Creda, dove numerose persone giacevano ferite o moribonde, don Comini partì con padre Capelli per soccorrere le vittime.

Catturati dai nazisti, furono sottoposti a lavori forzati e infine uccisi il 1° ottobre insieme ad altri prigionieri.

Quella di don Comini è un’eredità spirituale e umana che consegna a tutti noi una pagina splendente e, allo stesso tempo, dolorosa: una pagina di coraggio, di condivisione e di opposizione non violenta agli orrori delle guerre e delle dittature.

 

Un laboratorio di pace

Come scrive il postulatore della causa di beatificazione, Pier Luigi Cameroni: «Facendosi scudo umano per i civili, proteggendo donne, anziani e bambini e tentando in ogni modo di arrestare l’ondata di odio, don Comini e i suoi confratelli furono veri testimoni di riconciliazione. Grazie al loro sacrificio e alla fede delle loro comunità, Monte Sole è passato dall’essere teatro di un efferato crimine di guerra a un laboratorio permanente di pace, disarmo interiore e resistenza spirituale contro ogni oppressione e totalitarismo».

Don Elia Comini fu dunque un testimone di pace, un «buon pastore» che, nell’ora più terribile, non abbandonò il suo gregge di fronte al pericolo e alla morte.

Follie di Francesco e Where Francis Walked

Le ricorrenze, come quella in corso degli 800 anni della morte di San Francesco, adempiono al loro compito se non servono solo a ricordare, ma riescono a provocare un coinvolgimento esistenziale, per cui diventano doni di grazia. Sotto questo profilo, senza far torto a opere importanti pubblicate per questa occasione centenaria, vorrei fare riferimento a due testi che, nella loro essenzialità, mi pare riescano ad aprirci non alla tradizionale leggenda, ma al duro messaggio di San Francesco: alla sua portata spirituale non meno che sociale. Ne sono autori il teologo e filosofo urbinate Italo Mancini e la cantautrice e poetessa statunitense Patti Smith.

 

La «follia sublime» di Francesco

Giusto quarant’anni fa Raffaele Crovi, editor di Camunia, pubblicava un prezioso volumetto dal titolo Tre follie. Ne era autore un prete noto come originale pensatore: Italo Mancini (1925-1993), il quale vi aveva raccolto le conversazioni radiofoniche che aveva tenuto nel 1985 nella rubrica “I giorni”: «un piccolo libro», lo definiva don Italo, ma importante, tanto che lo additava come il suo «fraterno testamento», in quanto rivelava che cosa aveva «pensato, creduto, sperato».

Un volume che, vent’anni fa, ho ripubblicato presso l’editrice Città Aperta, nella convinzione che esso offrisse spunti che, pur occasionati dalla contingenza, provocavano una riflessione tutt’altro che effimera, a partire dall’intervento che dà il titolo al libro: Tre follie (pp. 115-116).

Quali sono queste tre forme di follia? Mancini le denomina: crudele, insensata e sublime. “Follia crudele” è quella dei «sofferenti per le tante forme di malattia mentale, che dovrebbero fare di questi malati, innocenti e sofferenti, il prossimo nostro». “Follia insensata” è «la follia del quotidiano e delle sue immediatezze. Di chi si inginocchia di fronte all’inautentico, ai bisogni indotti e crudeli, la follia di quelli che bruciano incenso senza riserva critica davanti a tutti gli idoli. […] È la follia che non dobbiamo volere, come non si vuole la peste, la fame, la guerra».

“Follia sublime” è quella che «guida la vita con la sua logica straordinaria. Come quella di Gesù che accetta la croce per il male degli altri». Proprio questa è «la follia di Francesco, quando dichiara dolce stare con i lebbrosi. È la filosofia dei santi».

 

La santa follia di esistere per gli altri

Ed «è questa (ecco il punto su cui riflettere) la santa follia di chi vive per partecipare, di chi esiste-per-gli-altri (soprattutto se sofferenti, malriusciti o peccatori), di chi ha il coraggio di dire: chi non urla per la pace, per le minoranze ghettizzate, per la dignità della vita non può cantare l’alleluja».

Ecco, con semplicità e forza, colto il senso del Vangelo sine glossa di Francesco, il quale non divide l’amore di Dio da quello degli uomini. In questo “farsi prossimo” (espressione cara al cardinale Martini) sta anche il senso della democrazia da Bergson a Péguy, da Maritain a Mounier.

 

Patti Smith e il ritorno di Francesco

L’altro personaggio che segnalo è Patti Smith, di cui è stata pubblicata all’inizio di quest’anno una poesia intitolata Where Francis Walked e tradotta in italiano da p. Antonio Spadaro, Dove Francesco ha camminato, che l’ha anche commentata (su “Robinson”, il supplemento culturale di la Repubblica dell’8 febbraio 2026).

Proprio p. Spadaro (il gesuita che è stato molto vicino a papa Francesco) ci ricorda che San Francesco appartiene alla «genealogia spirituale adulta» della Smith: «non come santo da venerare, ma come modello di libertà poetica e di responsabilità radicale. […] Ciò che li unisce è una postura condivisa: vivere senza armature simboliche, abitare il mondo senza possederlo, cantarlo proprio perché ferito».

La poesia di Patti Smith costituisce un’invocazione per cercare la salvezza dallo smarrimento. Si apre con questi versi: «Smarrita in una selva / invocando una guida…» e prosegue: «Quando d’improvviso ho sentito / una presenza benevola […] Qui camminò Francesco / mite come il respiro degli agnelli». Ecco! «Ritorna / per consolare e calmare / il lupo disperato / che ribolle di solitudine / Un coro di campanelli / tintinnava che tutto va bene / dolce come una ninna nanna / Non ero più smarrita».

E la poesia si conclude con la natura che supplica «con tutta la sua anima / con desiderio virtuoso / Francesco, vieni, ritorna, / mentre i suoi passi si allontanavano».

 

Una traccia per la politica

Commenta p. Spadaro: «la presenza non resta. Non diventa idolo. Rimane però una traccia, che rimodella lo sguardo e il modo di stare al mondo», per cui si può ben affermare che questa poesia (da leggere nella sua interezza e mi scuso per i tagli che ho dovuto apportare) «è una meditazione sulla presenza: su come essa appaia, consoli e poi si ritiri».

Nulla concede alla ripetitività di una leggenda, ma si concentra sulla radicalità di una testimonianza che non passa e che, in particolare oggi, c’interpella.

E se la politica, iuxta propria principia certamente, provasse a ispirarsi al francescanesimo della fraternità e della pace?

Suppletive Reggio Calabria, alle 19 l’affluenza è al 10,26%

Roma, 27 set. (askanews) – E’ del 10,26%, alle ore 19, l’affluenza nel collegio di Reggio Calabria dove si vota per le elezioni suppletive per un seggio alla Camera dei deputati.

Alla stessa ora nel settembre 2022 aveva votato il 35,48 degli aventi diritto. Ci sarebbe dunque un netto calo (-25% circa) sebbene vada sottolineato che quattro anni fa si votò in un solo giorno, mentre in questo caso i seggi sono aperti anche nella giornata di domani, dalle 7 alle 15.

Sembra quindi confermarsi il trend già registrato alle 12, quando aveva votato il 3,43%.

Calcio, Mancini: "Italia, dobbiamo rimanere tranquilli"

Roma, 27 set. (askanews) – È iniziata con una sconfitta la seconda era di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale italiana. Dopo il ko per 2-0 contro il Belgio all’Olimpico, gli azzurri tornano subito in campo nella Nations League: lunedì alle 20.45 la sfida alla Turchia a Bursa. Alla vigilia del match, il ct ha parlato a Sky Sport, annunciando anche alcuni cambiamenti nella formazione.

“Dobbiamo rimanere tranquilli e non essere agitati come sta accadendo. Abbiamo giocato contro una squadra forte come il Belgio, che poteva metterci in difficoltà e lo ha fatto. La squadra nel secondo tempo ha reagito bene. Le partite sono fatte di episodi: poteva cambiare la partita, ma il Belgio ha meritato di vincerla. Adesso ce n’è un’altra, abbiamo la possibilità di fare meglio. Cambieremo qualcosa e valuteremo altri giocatori”, ha spiegato Mancini.

Il turnover sarà necessario anche per le condizioni dei giocatori, alle prese con un calendario fitto. “A livello di uomini cambiamo perché è impossibile giocare per un calciatore quattro partite così ravvicinate. E poi possiamo valutare altri giocatori in partite importanti”, ha sottolineato il tecnico.

Mancini ha poi difeso Romano dalle critiche dopo la prestazione contro il Belgio. “Non mi toccano. Romano ha fatto un’ottima partita, gli errori capitano a tutti e anche a giocatori più esperti. È normale. Siamo felici per quello che ha fatto contro il Belgio”.

Sul prossimo avversario, il ct non si aspetta una partita semplice: “La Turchia è forte, ha giocatori di talento nonostante siano usciti al girone al Mondiale. Sarà una partita difficile”.

Infine, un tuffo nel passato con il ricordo della coppia formata con Vincenzo Montella alla Sampdoria nella stagione 1996/97. “Eravamo insieme, si va un po’ indietro nel tempo. Sicuramente è importante essere ancora qua a questi livelli. Nonostante la sua stazza fisica era velocissimo e bravissimo tecnicamente. E sentiva il gol come pochi, ecco perché ha fatto una carriera straordinaria”.

Carburanti, Meloni: da IP importante segnale, impegno governo prosegue

Roma, 27 set. (askanews) – “Dopo Eni, anche IP ha scelto di limitare il prezzo dei carburanti su tutto il territorio nazionale. È un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane che conferma che è possibile contribuire concretamente a contenere il caro carburanti. Desidero ringraziare per questo il presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, per il segnale di attenzione che rafforza la nostra cooperazione, e il presidente di Socar, Rovshan Najaf”. Lo afferma in una nota la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“Il governo – aggiunge – continuerà a lavorare per sostenere le famiglie e proteggere il loro potere d’acquisto, soprattutto in questa fase internazionale così complessa”.

Scuola, Valditara: bambini strumentalizzati per striscioni stile woke

Roma, 27 set. (askanews) – “Le polemiche sollevate dalla sinistra in merito al decreto legge approvato dal governo dimostrano una grave immaturità politica di chi non vuole affrontare il dibattito in modo costruttivo e pacato, partendo dalla onesta considerazione dei dati della realtà. Anziché discutere sulla applicazione di queste misure di buon senso, persino oggettivamente ‘progressiste’, politici, sindacalisti, giornalisti e intellettuali di opposizione si sono scatenati in una ridda di insulti. Si è arrivati persino alla strumentalizzazione di bambini costretti a scrivere striscioni antigovernativi in stile woke”. Lo scrive su Facebook “. Lo scrive su Facebook il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara.

Carburanti, Tajani: tetto al prezzo anche da Ip, noi di Fi avevamo ragione

Roma, 27 set. (askanews) – “Dopo Eni anche Ip applicherà dei limiti al prezzo dei carburanti su tutto il territorio italiano. Proprio ad inizio settembre avevo chiesto a Rovshan Najaf, presidente di Socar, azienda energetica dell’Azerbaijan che controlla Italiana petroli (IP), di andare in questa direzione. Nessuna imposizione dall’alto, nessuna nuova tassa per le imprese, ma un contributo volontario per aiutare i cittadini italiani. Noi di Forza Italia avevamo ragione”. Lo scrive su Facebook il vicepremier, ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani.

+Superbike: Lecuona vince a Cremona, Bulega è campione del mondo

Roma, 27 set. (askanews) – Nicolò Bulega è campione del mondo Superbike 2026. Al pilota italiano della Aruba.it Racing-Ducati è bastato il secondo posto in Gara 2 a Cremona per conquistare matematicamente il titolo della classe regina delle derivate di serie, il primo della sua carriera e il primo di un italiano in sella a una Ducati.

La gara è stata vinta dal compagno di squadra Iker Lecuona, che completa così un weekend perfetto dopo i successi ottenuti nelle altre prove disputate a Cremona. Bulega ha invece amministrato la corsa, chiudendo alle sue spalle e assicurandosi i punti necessari per festeggiare il titolo con largo anticipo rispetto alla conclusione della stagione.

A 26 anni, il pilota emiliano entra così nell’albo d’oro della Superbike e diventa il secondo italiano campione del mondo della categoria negli ultimi 14 anni dopo Max Biaggi, iridato nel 2010 e nel 2012.

Sul podio di Cremona anche un altro italiano, Yari Montella, terzo al traguardo. Nella top ten hanno chiuso inoltre Stefano Surra, Lorenzo Baldassarri, Axel Bassani e Andrea Locatelli.

Per Bulega è il coronamento di una stagione da protagonista assoluto, culminata con la conquista matematica del titolo davanti al pubblico italiano. A Cremona la festa Ducati è doppia: Lecuona firma la vittoria, Bulega conquista il mondiale.

Trump ad Axios: in settimana nuovi colloqui con Teheran

Roma, 27 set. (askanews) – Il giorno dopo aver respinto una proposta iraniana, il Presidente americano Donald Trump ha detto ad Axios che i negoziatori americani dovrebbero avviare nuovi colloqui con Teheran questa settimana.

“Mi aspetto altri colloqui con l’Iran (questa settimana). Vogliono raggiungere un accordo, ma non è quello che voglio io. È un’intesa che forse avremmo accettato un anno fa. Hanno sopravvalutato la propria posizione”, ha detto Trump in un’intervista telefonica.

Due fonti regionali hanno confermato ad Axios che un altro round di colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran dovrebbe tenersi già a partire da domani.

Alla domanda se stia valutando la ripresa di attacchi contro l’Iran, Trump ha risposto: “Ci penso sempre”.

Vela, America’s cup, Luna Rossa da impazzire trionfa a Napoli

Roma, 27 set. (askanews) – Luna Rossa conquista a Napoli la Preliminary Regatta della 38ª America’s Cup e lo fa nel modo più spettacolare: vincendo anche il match race finale contro Emirates Team New Zealand, il Defender che potrebbe essere il grande rivale nella sfida del 2027.

Davanti a un Lungomare Caracciolo gremito, l’AC40 italiano completa una giornata perfetta. Prima il dominio nelle ultime due prove di flotta, poi la finale contro i neozelandesi, condotta dall’inizio alla fine senza lasciare spazio alla rimonta. Al traguardo Luna Rossa precede New Zealand di 17 secondi e fa esplodere la festa a bordo.

La giornata era iniziata con il successo nella settima prova di flotta, risultato che aveva praticamente assicurato agli italiani l’accesso al match race. Emirates Team New Zealand aveva chiuso seconda, mentre Alinghi, ottava, perdeva definitivamente terreno nella corsa alla finale. Luna Rossa non si è però accontentata e ha vinto anche l’ottava e ultima prova, davanti a La Roche-Posay, con i francesi secondi a 29 secondi. Per New Zealand un settimo posto dopo una vistosa spanciata.

Poi il confronto diretto, quello più atteso. Luna Rossa parte davanti e non concede nulla. Il vantaggio cresce progressivamente: 10 secondi al primo gate, poi 12, 14 fino ai 17 secondi sul traguardo. Una regata sempre nelle mani dell’equipaggio italiano, mentre i neozelandesi non riescono mai a mettere davvero in discussione il risultato.

A bordo esplode la festa. Peter Burling, Marco Gradoni, Maria Giubilei e Gianluigi Ugolini si abbracciano, arrivano lo spumante e lo stendardo dei vincitori. Festa anche per Max Sirena e per tutto il team Luna Rossa, che replica a Napoli il successo ottenuto nella Preliminary Regatta di Cagliari.

“Credete in voi e inseguite i vostri sogni perché si avverano”, ha detto Maria Giubilei al termine della regata, in uno dei momenti più emozionanti della giornata.

Napoli saluta così una quattro giorni di vela e spettacolo che ha riportato l’America’s Cup al centro del Golfo. Luna Rossa chiude con una vittoria pesante, battendo in finale proprio il Defender. Per il grande appuntamento del 2027, però, ci sarà ancora da aspettare: da maggio si tornerà a fare sul seri

Calcio, Parma-Carlos Cuesta, risoluzione consensuale.

Roma, 27 set. (askanews) – Carlos Cuesta non è più l’allenatore del Parma. Il club ha ufficializzato la decisione dopo un confronto interno con l’allenatore, comunicando che sono venute meno le condizioni per proseguire il progetto sportivo. Cuesta lascia dopo la salvezza conquistata nella scorsa stagione e un avvio di campionato più complicato, con quattro punti nelle prime cinque giornate. La seduta di lunedì sarà affidata allo staff tecnico del club con la società che è già al lavoro per individuare il sostituto. Nella lista dei nomi valutati ci sono Roberto D’Aversa, per cui si tratterebbe di un ritorno, e Alberto Gilardino.

Il comunicato del Parma: “Parma Calcio 1913 comunica che Carlos Cuesta non è più l’allenatore della prima squadra maschile. A seguito di un confronto interno tra società e allenatore, si è convenuto che non vi erano più i presupposti tra le parti per proseguire il rapporto professionale, in particolare in merito allo sviluppo del progetto sportivo. Sono venute a mancare, infatti, le condizioni necessarie affinché si potesse proseguire il lavoro intrapreso e si è giunti a questa decisione condivisa. La seduta di allenamento di domani pomeriggio, lunedì 28 settembre, sarà affidata allo staff tecnico del Club, in attesa di ulteriori sviluppi in merito alla nuova guida tecnica. A Carlos Cuesta ed al suo staff vanno i più sentiti ringraziamenti da parte del Presidente Kyle J. Krause, del CEO Federico Cherubini, della direzione sportiva e di tutta la società per questi mesi di lavoro, impegno e dedizione dimostrati ogni giorno e il più caloroso augurio per un futuro, sia professionale che umano, ricco di soddisfazioni e successi”.

Gaza, l’ex ministro Gallant: messaggio di Hamas allo Shin Bet prima del 7 ottobre

Roma, 27 set. (askanews) – L’ex ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, ha dichiarato oggi che Israele ricevette un messaggio da Hamas tramite un canale dello Shin Bet, in cui il leader di Hamas, Yahya Sinwar, avvertiva che avrebbe “fatto tremare le prigioni”.

Parlando alla radio dell’esercito, Gallant ha detto di aver appreso dalla stampa dell’esistenza di avvertimenti trasmessi al premier israeliano da Emirati Arabi Uniti ed Egitto prima dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.

“Non so se sia vero o meno, anche se il numero di fonti sta aumentando – ha detto – ammettendo che sia vero, quando il primo ministro riceve un avvertimento dal leader di un altro Paese, questo non costituisce un suo asset politico, ma un’informazione di sicurezza di pertinenza dell’apparato della difesa”.

Nel corso dell’intervista l’ex ministro ha poi affermato che il premier Benjamin Netanyahu ha tenuto all’oscuro alti funzionari della sicurezza, compreso il ministro della Difesa, su conversazioni delicate avute con funzionari dell’amministrazione americana durante il conflitto seguito all’attacco di Hamas: “Più volte sono venuto a conoscenza di conversazioni importanti avute da Netanyahu sulle questioni più sensibili, ostaggi e munizioni, soltanto quando gli americani contattavano il mio ufficio per verificare quanto aveva detto loro Netanyahu”.

Il Papa: impossibile considerare normale togliere la vita

Roma, 27 set. (askanews) – “È impossibile considerare normale togliere la vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale”. E’ il monito di Papa Leone, lanciato a Lourdes, nell’incontro con gli operatori e gli assistiti della struttura, all’Accueil Notre-Dame”.

“La persona umana è ‘degna’ per il semplice fatto di esistere e di avere come fine l’eternità – ha aggiunto il Pontefice -. La sua dignità non si misura e non si discute. So che per alcuni di voi, a causa di particolari patologie e di dolori talvolta terribili, l’orizzonte può apparire cupo, incerto, senza via d’uscita. Ma nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità”. “Al contrario – ha proseguito il Papa – è proprio in nome di questa dignità inalienabile della persona umana che la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta”.

Ai, Axios: verifiche OpenAI e Anthropic su migliaia di incidenti di sicurezza

Roma, 27 set. (askanews) – “OpenAI, Anthropic e alcuni ricercatori nel campo della sicurezza informatica stanno indagando su decine di migliaia di incidenti in cui i loro modelli di frontiera hanno compiuto azioni che valutatori esterni considererebbero problematiche”. Lo riporta l’agenzia statunitense Axios secondo quanto riferito da alcune fonti.

“Gli episodi – scrive Axios – includono l’elusione delle misure di sicurezza, la creazione di bacheche, la fuga dalle sandbox, il dirottamento di siti web, l’utilizzo di comandi automatici o tentativi di aggirare i sistemi di monitoraggio, secondo quanto riferito dalle fonti. Si sono verificati durante i test interni e nel mondo reale, e molti non sono ancora stati resi pubblici poiché i ricercatori di sicurezza continuano a indagare, secondo quanto riferito da alcune fonti”.

“Gli incidenti variano in gravità e sono paragonabili alle rivelazioni di OpenAI degli ultimi giorni. Comprendono sia tentativi riusciti di aggirare le misure di sicurezza, sia tentativi falliti, e la maggior parte, finora, non sembra aver causato danni reali. Secondo alcune fonti, il totale potrebbe superare di gran lunga le decine di migliaia”.

“Negli ultimi giorni, OpenAI e ricercatori esterni hanno rivelato una serie di episodi riguardanti il comportamento dei modelli nei sistemi dell’azienda, che alcuni esperti considerano preoccupanti. Tra questi figurano la diffusione online di 53 immagini di utenti di ChatGPT da parte di agenti di OpenAI, la violazione di un sito web del governo australiano e i tentativi di hackerare altri siti, tra cui quello del governo statunitense, secondo quanto riportato dall’azienda, da fonti e da reportage di Reuters e del New York Times”.

OpenAI ha annunciato la sospensione dell’addestramento dei suoi modelli più performanti e ha dichiarato che lo riprenderà “solo quando saremo certi di aver implementato ulteriori misure di sicurezza e miglioramenti nell’allineamento”, ha affermato un portavoce ad Axios.

“Le persone vogliono sapere che l’Ai viene sviluppata in modo sicuro, e questo inizia da ciò che aziende come la nostra fanno noi stesse”, ha dichiarato un portavoce di OpenAI ad Axios.

“Non è la prima volta che ci fermiamo per adottare tali misure, né prevediamo che sarà l’ultima, dato che le capacità dell’Ai continuano a progredire”.

“Anthropic – scrive Axios – ha incaricato un’organizzazione esterna specializzata in sicurezza di esaminare il comportamento dei suoi modelli. Nei documenti resi pubblici, l’azienda ha reso nota la frequenza degli episodi di disallineamento”.

Nasce la "Carta di Fiuggi" per la crescita delle pmi

Milano, 27 set. (askanews) – Più competitività, accesso al credito e apertura ai mercati esteri: sono i temi al centro della giornata conclusiva del Trentennale di Confimprese Italia, che si chiude oggi a Fiuggi con la sottoscrizione della “Carta di Fiuggi”. Il documento raccoglie le proposte emerse nei tre giorni di confronto tra imprese, istituzioni, mondo finanziario, diplomazia e delegazioni estere.

La giornata conclusiva è dedicata in particolare all’internazionalizzazione delle micro, piccole e medie imprese, con il confronto sulle opportunità di cooperazione economica e sull’accesso ai mercati internazionali. Al centro anche gli strumenti finanziari necessari a sostenere investimenti e crescita, soprattutto per le imprese di minori dimensioni.

“Le micro, piccole e medie imprese rappresentano una componente essenziale del tessuto economico europeo e svolgono un ruolo determinante per la crescita, l’occupazione e la coesione dei nostri territori – ha sottolineato il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto -. L’Europa deve accompagnare questo percorso favorendo investimenti, semplificazione e strumenti capaci di sostenere concretamente chi fa impresa”.

Per la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, “dobbiamo costruire un’Europa sempre più vicina alle imprese e ai territori, capace di ascoltare chi produce, investe e crea lavoro”, accompagnando le Pmi “nelle sfide della competitività e dell’internazionalizzazione”. Nel corso dei lavori sono intervenute anche rappresentanze diplomatiche e delegazioni estere di Tunisia, Ungheria, Panama, Albania, Cina e Corea. Il confronto ha affrontato il tema dell’internazionalizzazione non soltanto come possibilità di esportare prodotti, ma come costruzione di relazioni economiche, reti imprenditoriali, scambio di competenze e cooperazione tra territori e Paesi.

La “Carta di Fiuggi” rappresenta l’esito dei tre giorni di lavori e raccoglie le priorità individuate da Confimprese Italia sui temi della competitività, del lavoro, del welfare, dell’innovazione, dell’accesso al credito e dell’internazionalizzazione.

A chiudere il Trentennale è il presidente nazionale di Confimprese Italia Guido D’Amico. “Abbiamo voluto celebrare i trent’anni di Confimprese Italia non guardando soltanto alla strada percorsa, ma soprattutto a quella che abbiamo davanti. In questi tre giorni Fiuggi è diventata un luogo di confronto tra Governo, Europa, istituzioni, imprese, professionisti e rappresentanze internazionali. Da questo confronto nasce la Carta di Fiuggi: non un documento celebrativo, ma un impegno concreto che vogliamo mettere a disposizione delle istituzioni per costruire politiche capaci di accompagnare le micro, piccole e medie imprese nelle sfide del lavoro, dell’innovazione, della competitività e dell’internazionalizzazione. Dopo trent’anni, la nostra responsabilità è continuare a rappresentare l’Italia che produce e darle gli strumenti per essere protagonista anche nei prossimi trent’anni”.

In Toscana dal 3/10 mostra fotografica ‘Lo sguardo (che) conta’

Roma, 27 set. (askanews) – Il 3 ottobre al museo Territorio Ambiente Cultura di Castell’Azzara, in provincia di Grosseto, viene inaugurata la mostra fotografica ‘Lo sguardo (che) conta’, promossa dall’Archivio centrale dello Stato. L’esposizione, a cura di Maila Iacovelli e Chiara Ronchini con testi di Emilia Guidotti, riunisce il patrimonio fotografico sulle bonifiche nella Maremma toscana e sul contesto minerario con gli archivi presenti sul territorio, pubblici e privati. Tra questi, l’Archivio del parco nazionale Museo delle Miniere dell’Amiata, gli Archivi Minerari Amiatini Riuniti, la fototeca della Maremma, l’archivio del Comitato ex minatori Selvena, l’archivio della casa editrice Effigi, e archivi privati, tra cui quello del fotografo Antonio Ruffaldi Santori.

Un racconto corale che è memoria viva, dove le persone, i luoghi e le trasformazioni di ieri si legano al tempo presente.

La mostra verrà inaugurata con una giornata di confronto su ‘Fotografia e archivi fotografici tra comunità, storia, memoria e futuro’, con la partecipazione di diverse realtà e persone del territorio: il Comune e la proloco di Castell’Azzara, l’associazione Amici dell’Orso, la Società italiana per lo studio della fotografia, oltre all’Acs e alla soprintendenza archivistica e bibliografica della Toscana.

Il progetto include lo svolgimento di laboratori fotografici con ragazze e ragazzi della scuola secondaria e dell’Associazione Pollyanna che si concretizzeranno in una mostra conclusiva, visibile dal 7 novembre nelle strade di Castell’Azzara.

L’iniziativa è realizzata grazie al sostegno de Il Museo rigenera – Ed. Fotografia, promosso dalla Direzione generale Creatività contemporanea del ministero della Cultura.

Calcio, Scalvini rinnova con l’Atalanta fino al 2031

Roma, 27 set. (askanews) – Giorgio Scalvini festeggia il prolungamento del contratto con l’Atalanta con parole che raccontano il legame con il club e con Bergamo. “Atalanta è una vera e propria famiglia, mi sento a casa anche con le persone che lavorano dietro le quinte. Cercherò sempre di dare il massimo in campo”, ha detto il difensore classe 2003 attraverso il canale YouTube della società.

“Sono felicissimo, ringrazio la società, la famiglia Percassi e Pagliuca. Con Luca Percassi ho un rapporto più stretto, mi ha visto crescere fin da bambino. Il nuovo direttore sportivo Cristiano Giuntoli è stato importante per il rinnovo”, ha spiegato Scalvini, che ha poi rivolto un pensiero agli allenatori e ai compagni incontrati nel corso della sua crescita: “Ci tengo a ringraziare allenatori e compagni dal settore giovanile alla prima squadra, con loro sono cresciuto diventando la persona e il calciatore che sono”.

Tra i ricordi più importanti della sua esperienza nerazzurra c’è naturalmente il trionfo in Europa League: “E’ stato il gradino più alto per me e l’Atalanta, una notte indimenticabile”. A livello personale, invece, il momento simbolo resta l’esordio in Serie A, il 24 ottobre di cinque anni fa contro l’Udinese: “E’ stato qualcosa di fantastico, un sogno che si realizzava”.

Scalvini ha ricordato anche gli anni trascorsi nel settore giovanile: “Era bello quando ci allenavamo e al di là della siepe c’era la prima squadra, magari arrivava qualche pallone. Sarebbe bellissimo che anche gli altri ragazzi che giocano nel nostro settore giovanile potessero arrivare in prima squadra”.

Infine, un messaggio ai tifosi: “Sono fantastici, ci supportano e ci sono sempre. Posso assicurare che noi calciatori onoriamo il motto ‘la maglia sudata sempre'”.

Calcio, Mancini divide il gruppo: 10 Azzurri non partono

Roma, 27 set. (askanews) – La Nazionale è in partenza per Bursa, dove domani sera (ore 21.45 locali, le 20.45 italiane – diretta su Rai 1) all’Atatürk Spor Kompleksi affronterà la Turchia nel secondo match del girone di Nations League.

Con l’obiettivo di gestire al meglio la preparazione in vista delle partite in programma con la Francia a Parigi e di nuovo contro la nazionale turca a Bologna e non sottoporre tutta la rosa ad un faticoso trasferimento in Turchia, il Ct Roberto Mancini ha deciso di organizzare un programma di allenamento specifico presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano per Honest Ahanor, Nicolò Barella, Diego Coppola, Samuele Inacio, Eddy Kouadio, Daniel Maldini, Gianluca Mancini, Massimo Pessina, Samuele Ricci e Mohamed Alì Zoma, mettendo loro a disposizione una parte dello staff tecnico e performance (Massimo Maccarone, Cristiano Lupatelli, Giulio Nuciari e Luca Bossi), nonché di quello medico-fisioterapico.

I pasdaran affermano di aver catturato un sottomarino Usa nello Stretto di Hormuz

Roma, 27 set. (askanews) – I Guardiani della Rivoluzione Islamica dell’Iran hanno annunciato di aver catturato un veicolo sottomarino senza pilota americano “Remus 600”, usato per attività di spionaggio nello Stretto di Hormuz.

“I militari della Marina dei Guardiani della rivoluzione islamica, nel corso di un’operazione complessa e coordinata, con attività di intelligence e guerra elettronica, sono riusciti a intercettare un sottomarino senza pilota dell’esercito terroristico americano che operava nello Stretto di Hormuz a fini di spionaggio”, recita il comunicato riportato dall’agenzia di stampa Tasnim, in cui si precisa che si tratta di un “Remus 600” .

Il Papa: cessino le guerre, sia fatta pace tra i popoli in conflitto

Roma, 27 set. (askanews) – Nuovo, potente e forte appello di Papa Leone, per la pace nel mondo. Da Lourdes, il Pontefice rivolge “un appello che sento forte nell’animo trovandomi in questo luogo. Oggi invito tutti i fedeli e tutte le comunità cristiane a pregare il santo rosario durante il prossimo mese di ottobre con l’intenzione speciale affinché cessino le guerre, sia fatta pace tra i popoli in conflitto”.

“Accompagniamo la preghiera con atti concreti di penitenza e di misericordia e con l’impegno di favorire sempre il dialogo della riconciliazione”, ha concluso il Papa prima della recita dell’Angelus.

Blocca la statale per girare un video, trapper ‘Bratan’ rimpatriato in Moldavia

Milano, 27 set. (askanews) – Il trapper moldavo Nicolae Novacenko, conosciuto con lo pseudonimo di ‘Bratan’, è stato rimpatriato per “pericolosità sociale”. Lo annuncia sui social il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

“Rimpatriato il trapper ‘Bratan’: aveva bloccato la Milano-Meda per realizzare un video musicale non autorizzato, mettendo in grave pericolo la sicurezza degli automobilisti in transito – scrive il titolare del Viminale -. Le indagini, condotte anche attraverso l’analisi di diversi profili social, hanno permesso di identificarlo come il motociclista alla guida del gruppo che aveva paralizzato la circolazione. In considerazione della sua pericolosità sociale, gli è stato revocato il permesso di soggiorno ed è stato imbarcato sul primo volo diretto nel suo Paese di origine”.

Etna, l’aeroporto di Catania proroga la sospensione dei voli

Milano, 27 set. (askanews) – L’aeroporto di Catania resta chiuso fino alle 23.59 di oggi, domenica 27 settembre, a causa della presenza in atmosfera di cenere vulcanica emessa dall’Etna e della direzione dei venti prevalenti. Lo comunica Sac, la società di gestione dello scalo, spiegando che “è stato disposto il prolungamento della chiusura degli spazi aerei corrispondenti al settore C1”.

Pertanto “sono sospese tutte le attività di volo, sia in arrivo sia in partenza, fino alle 23.59” riferisce la società invitando i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea prima di recarsi in aeroporto. Seguiranno ulteriori aggiornamenti nelle prossime ore.

Ucraina, Zuppi vola a Mosca: "Missione umanitaria di 3 giorni"

Roma, 27 set. (askanews) – Il cardinale Matteo Zuppi, inviato speciale di Papa Leone XIV per l’Ucraina e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, sarà oggi a Mosca per una missione di tre giorni. Lo riferisce la Tass.

Da domani fino al 30 settembre, il porporato terrà una serie di incontri nella capitale russa per discutere delle modalità con cui risolvere le questioni umanitarie e trovare soluzioni alla crisi ucraina.

“Gli incontri con i funzionari russi sono in programma per lunedì, martedì e mercoledì. Tutto ciò rientra nella missione umanitaria che mi è stata affidata inizialmente da Papa Francesco e poi confermata da Papa Leone XIV – dichiara Zuppi all’agenzia Tass -. Mi è stato chiesto di sostenere gli sforzi delle parti per affrontare le questioni relative ai bambini, agli scambi di prigionieri e ai problemi dei civili derivanti dal conflitto”. “Il cardinale Matteo Zuppi è sempre il benvenuto a Mosca”, ha detto da parte sua l’ambasciatore russo presso la Santa Sede, Ivan Soltanovsky, in una intervista su Avvenire.

Secondo Zuppi, tra le altre cose, le parti verificheranno se tutti i civili sfollati con la forza dai militari ucraini dalla regione di Kursk siano tornati a casa. “Stiamo prendendo in considerazione tutte le richieste sia della parte ucraina che di quella russa nel quadro del dialogo già avviato. Desideriamo sviluppare ulteriormente questo dialogo poiché sappiamo quanta sofferenza causi la guerra. Stiamo cercando di contribuire a porvi fine”, ha concluso il cardinale alla Tass.

Rimonta l’anticiclone: temperature in aumento, picchi fino a 31 gradi

Milano, 27 set. (askanews) – Il quadro meteorologico sull’Italia si avvia verso una fase di generale stabilità. Già dalla giornata di domenica 27 settembre le condizioni atmosferiche mostreranno un netto miglioramento su tutto il territorio nazionale, con il sole che tornerà a prevalere in modo diffuso da Nord a Sud a causa di una netta rimonta dell’alta pressione. Salvo il transito di qualche velatura o di locali e innocue stratificazioni nuvolose, la giornata festiva trascorrerà con ampio soleggiamento ovunque.

Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, evidenzia come questo ripristino dell’alta pressione garantirà giornate ampiamente soleggiate anche per l’avvio della nuova settimana, quando si assisterà a un nuovo aumento delle temperature massime. Tra lunedì e martedì si potranno infatti raggiungere punte diffuse di 29-31°C, riproponendo un contesto termico d’impronta tipicamente estiva durante le ore centrali della giornata.

Se i valori diurni torneranno su livelli superiori alla media del periodo, le ore notturne e del primo mattino racconteranno uno scenario differente. L’avanzare della stagione e la progressiva riduzione delle ore di luce favoriranno un’accentuata dispersione del calore nei bassi strati dopo il tramonto. Questo meccanismo genererà un’ampia escursione termica giornaliera, particolarmente marcata nelle vallate e nelle pianure interne del Centro-Nord: a fronte di massime vicine ai 30°C, le temperature minime della notte e dell’alba potranno scendere fin verso i 12-13°C.

Per assistere a un possibile cambio di scenario e al ritorno di una fase più dinamica o umida bisognerà attendere almeno i primi giorni di ottobre, indicativamente attorno al 3-4 del mese, ma la tendenza andrà monitorata con i prossimi aggiornamenti.

Carburanti, Urso: pronti a sostenere le famiglie a basso reddito

Milano, 27 set. (askanews) – Contro il caro carburanti “sono state lanciate misure mirate come il credito d’imposta per gli autotrasportatori e altre sono in fase di definizione dal Mef per il sostegno ai lavoratori e alle famiglie a più basso reddito”. Lo afferma in un’intervista a Repubblica il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, difendendo le misure adottate dal governo e rilanciando la necessità di aumentare la produzione delle raffinerie italiane.

Quanto alla scelta di non intervenire da subito con misure mirate, il ministro osserva: “Sì, espressi subito queste considerazioni in Parlamento, pochi giorni dopo il deflagrare del conflitto, ma è prevalsa la speranza che giungesse presto una soluzione negoziale. Per questo si optò per una misura generalizzata”. Una scelta, aggiunge, “in sintonia con quanto fece il governo Draghi, che nel 2022 utilizzò oltre sette miliardi di euro per il taglio delle accise”.

Sul caro vita Urso sottolinea: “Quando siamo arrivati al governo, nell’ottobre del 2022, era al 12,6%, ben sopra la media europea”. Negli anni successivi, sostiene, “abbiamo garantito un’inflazione bassa: l’1% nel 2024, l’1,5% lo scorso anno, sempre ben al di sotto della media europea. E anche oggi, con il nuovo conflitto, l’inflazione resta ancora sul filo del 3%; quella del cosiddetto carrello della spesa allo 0,9%”.

Quanto alla decisione di Eni di mettere un tetto al prezzo dei carburanti, Urso afferma: “Apprezziamo la scelta responsabile dell’Eni e auspichiamo che altri seguano l’esempio. A dimostrazione dell’autorevolezza di questo governo e della credibilità che si è conquistata nel campo. Senza forzature”. Urso esclude la necessità di intervenire sugli extraprofitti per finanziare nuovi tagli alle accise, sostenendo che “le misure strutturali le abbiamo già messe in campo”. E cita “il forte incremento dell’energia rinnovabile, più 40% in tre anni”, la struttura commissariale “per aumentare l’estrazione di gas e petrolio dai nostri giacimenti”, gli accordi con Algeria e altri partner africani, il ddl sul nucleare e “la costituzione di Nuclitalia, per realizzare i reattori di nuova generazione”.

Sul fronte della raffinazione, alla domanda sulla possibilità di aumentare la produzione di carburanti, Urso risponde: “Penso di sì, tanto più che in questi anni abbiamo preservato le raffinerie italiane, mentre altri in Europa continuavano a chiuderle”. Il ministro cita in particolare “quanto abbiamo fatto per salvaguardare la prima raffineria italiana, l’Isab di Priolo, con il primo decreto della legislatura e accompagnandola ora nel ritorno in mani italiane”.

“Lo stesso abbiamo fatto, esercitando con sapienza la golden power, nel passaggio di proprietà di Saras e IP”, aggiunge Urso, ricordando inoltre che l’Italia “è avanti rispetto ad altri Paesi europei anche per quanto riguarda le bioraffinerie”. “A breve inaugureremo anche il cantiere di Eni Versalis a Priolo”, conclude.

Per Urso, la riduzione del numero delle raffinerie in Europa è stata “miope”: “Altri lo hanno fatto, noi abbiamo difeso quel che avevamo, anche perché abbiamo capito prima di altri che la sicurezza energetica ed economica diventa prevalente in un mondo in cui prevale il conflitto”.

E sulla richiesta del presidente francese Emmanuel Macron alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di intervenire sulla raffinazione, il ministro osserva: “L’obiettivo è giusto, ovviamente. Il prontuario tecnico non è del tutto adeguato. Comunque lo stiamo analizzando con gli altri ministeri competenti”.

Carburanti, nuovo rialzo: benzina a 2,159 euro e diesel a 2,377

Milano, 27 set. (askanews) – Nuovo rialzo dei prezzi dei carburanti in Italia. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy, oggi, domenica 27 settembre, il prezzo medio della benzina in modalità self service sulla rete stradale nazionale è salito a 2,159 euro al litro, contro i 2,158 euro di ieri. Il gasolio raggiunge invece quota 2,377 euro al litro, in aumento dai 2,357 euro di sabato.

Sulla rete autostradale il prezzo medio del self service è di 2,254 euro al litro per la benzina, rispetto ai 2,252 euro di ieri, e di 2,459 euro al litro per il gasolio, contro i 2,439 euro di sabato.

Uk, allarme esplosivi vicino a una base della Raf: arresti ed evacuazioni

Milano, 27 set. (askanews) – Allarme per la possibile presenza di esplosivi nei pressi della base della Raf di Fairford, nel Gloucestershire, nel sud-ovest dell’Inghilterra. La polizia ha dichiarato un “major incident”, arrestato diversi uomini con l’accusa di reati ai sensi dell’Explosives Act e disposto l’evacuazione di alcune abitazioni nell’area di Whelford, vicino alla base. Lo riferiscono le principali testate britanniche, tra cui BBC e The Independent, citando la polizia del Gloucestershire.

Gli artificieri dell’esercito britannico stanno esaminando alcuni veicoli, mentre nell’area è stato istituito un cordone di sicurezza.

“I residenti locali vengono evacuati verso un vicino centro ricreativo”, ha comunicato la polizia che ha precisato: “Riteniamo che l’incidente sia sotto controllo”.

Il Papa: guerre e morti innocenti vengono dal cuore dell’uomo

Roma, 27 set. (askanews) – “Come potrebbero i nostri cuori non sentirsi interpellati di fronte ai conflitti sempre più diffusi, che distruggono tante vite innocenti?”: è il richiamo di Papa Leone di fronte a oltre 150mila fedeli radunati nella spianata del Santuario di Lourdes per la solenne messa.

“Eppure il male che affligge la nostra epoca – osserva il Papa – proviene dal cuore dell’uomo, Dio non ne è responsabile: ‘Non è la mia condotta che non è retta – dice ai figli d’Israele -, ma la vostra’. Sono quindi i cuori degli uomini che bisogna cambiare, a cominciare dal nostro”, conclude il Papa.

Tajani inciampa nel gergo delle Brigate Rosse

«Colpirne uno per educarne cento». Sentire pronunciare queste parole da Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, lascia quantomeno sconcertati. Ancora di più considerando il luogo nel quale sono state pronunciate: il “Villaggio della legalità” di Roma.

La frase è arrivata in risposta a una cittadina che, interrompendo l’intervento di Tajani, chiedeva maggiore sicurezza nelle borgate romane. Una richiesta certamente legittima, che riguarda un problema reale e merita risposte concrete da parte delle istituzioni. Tajani, nel sollecitare maggiore rigore nei confronti di chi delinque e nel criticare alcune decisioni della magistratura sulla convalida degli arresti, ha però utilizzato un’espressione che porta con sé un significato storico difficile da ignorare.

 

Quelle parole e la nostra storia

«Colpirne uno per educarne cento» è infatti un motto storicamente associato, in epoca contemporanea, alla Cina di Mao e alla logica della punizione esemplare. Ma per noi italiani quelle parole evocano qualcosa di ancora più vicino e doloroso: furono riprese dalle Brigate Rosse e comparvero nel 1972 sul cartello appeso al collo di Idalgo Macchiarini, dirigente della Sit-Siemens sequestrato a Milano.

Tajani non è nuovo a dichiarazioni imbarazzanti, sia sul piano politico sia in rapporto al ruolo istituzionale che ricopre. Ma non ci saremmo mai aspettati che proprio lui, esponente di un partito che ha fatto del garantismo una propria bandiera, ricorresse a una frase associata a un regime dittatoriale e giustizialista come quello della Cina di Mao e, nella storia italiana, a chi si attribuiva il “diritto” di applicare la cosiddetta giustizia proletaria: i terroristi delle Brigate Rosse.

 

La sicurezza non è una pena esemplare

Le reazioni non si sono fatte attendere. Da una parte i penalisti, che hanno respinto la logica delle “pene esemplari”; dall’altra la magistratura associata, che ha contestato parole considerate incompatibili con i principi dello Stato di diritto.

Non va assolutamente sottovalutata la richiesta di sicurezza espressa dalla signora presente all’iniziativa, soprattutto quando riguarda alcune aree delle periferie delle grandi città. Uno Stato democratico non può ignorare questa domanda né lasciare i cittadini nella sensazione di essere abbandonati.

Ma proprio perché la sicurezza è una cosa seria, non ha bisogno di slogan. Tanto meno di espressioni che appartengono alle pagine più dolorose della memoria collettiva del nostro Paese.

«Colpirne uno per educarne cento» non è una frase che rappresenta la legalità e non rappresenta lo Stato democratico. Ed è proprio in un “Villaggio della legalità” che sarebbe stato particolarmente importante ricordarlo.

 

Quando anche i moderati inseguono il populismo

Queste dichiarazioni, provenendo da un rappresentante dell’area moderata del centrodestra, suggeriscono infine una duplice riflessione sulla politica attuale e sulle prospettive a breve e medio termine del quadro politico e istituzionale.

Da una parte emerge il bisogno strutturale di organizzare uno spazio riformista, capace di diventare punto di riferimento per vasti ambienti della società civile. Dall’altra occorre prendere atto della pressione populista che attraversa l’attuale maggioranza di governo, anche per effetto della competizione politica aperta dalla presenza di Roberto Vannacci.

È una dinamica che rischia di spingere anche le componenti tradizionalmente moderate verso parole d’ordine estranee alla cultura delle garanzie e agli equilibri fissati dalla nostra Costituzione.

Da queste considerazioni non si potrà prescindere se vogliamo restituire al Paese la capacità di essere protagonista nei contesti internazionali, recuperando quella storica tradizione italiana di equilibrio, solidarietà e rispetto delle istituzioni.

È anche da qui che passa la difesa dei nostri valori costituzionali.

Dopo la Dc, cercasi classe dirigente

C’è una palese e persino violenta contraddizione che emerge in modo sempre più macroscopico. E cioè: in tutti i circoli e i salotti radical chic di sinistra del nostro Paese, periodicamente, si continua imperterriti a ridicolizzare, a umiliare se non addirittura a infangare la storia e l’esperienza politica e di governo cinquantennale della Democrazia Cristiana.

 

La Dc sul banco degli imputati

I vari Mieli, Gruber, Cazzullo, Formigli, Augias e compagnia cantante non perdono occasione, quando commentano le vicende politiche del passato, di emettere sentenze inappellabili contro il ruolo e il progetto politico e di governo della Dc. E, nello specifico, contro la sua classe dirigente. Cioè contro i leader e, soprattutto, gli statisti che hanno caratterizzato la storia del più grande partito popolare, interclassista e di massa del nostro Paese dal secondo dopoguerra in poi.

Ora, al di là del pregiudizio ideologico e politico, atavico e incallito, della cosiddetta “intellighenzia” di sinistra – politica, intellettuale, accademica, giornalistica e televisiva – è indubbio che proprio la classe dirigente della Dc continui a essere un “modello” per chiunque possa e voglia declinare una cultura di governo nel nostro Paese. E questo per svariate ragioni.

 

Una scuola di governo

Dallo “stile” inconfondibile di quei leader alla capacità di tradurre concretamente le istanze e le domande di larghi settori della società italiana in provvedimenti di governo; dalla coerenza sui “fondamentali” – penso, per fare un solo esempio, alla politica estera e a quella in materia istituzionale – al saldo ancoraggio alla cultura politica che storicamente ha caratterizzato quella esperienza. E, non ultimo per importanza, alla preparazione e alla competenza, politica e tecnica, che hanno sempre contraddistinto il comportamento concreto della classe dirigente di quel partito.

Alla luce di queste persino semplici considerazioni, sarebbe difficile, molto difficile, tracciare confronti seri e attendibili con le classi dirigenti contemporanee. E questo per la semplice ragione che non c’è alcun ingrediente che possa accomunare quella antica e lontana esperienza politica con quella attuale.

 

Una distanza che resta

Cultura di governo, cultura politica di riferimento, conoscenza e lettura della società in cui si agisce, stile istituzionale e competenza politica non sono tasselli intercambiabili.

Certo, quella era una classe dirigente che non rispondeva affatto alle costanti che oggi sono molto gettonate. E cioè: dal populismo al massimalismo, dall’estremismo al radicalismo. Perché queste sono derive che, anche senza il permesso dei salotti radical chic, sono e restano alternative e incompatibili con qualsiasi seria e credibile cultura di governo.

Derive che, purtroppo, sono perfettamente sovrapponibili alle attuali classi dirigenti. Presenti in dosi massicce sia nella coalizione di centrodestra sia, soprattutto, nell’attuale alleanza di sinistra e progressista.

 

Il confronto con l’oggi

Ecco perché, quando si continua a parlare della Dc e della sua classe dirigente, ci vorrebbe meno approssimazione da parte dei nostri predicatori radical chic. È del tutto comprensibile l’odio e il disprezzo radicati verso la Dc e verso tutto ciò che quel partito ha rappresentato nella storia politica e democratica del nostro Paese. Ma sarebbe curioso sapere quali siano state le classi dirigenti di governo più preparate, più competenti, più serie, più affidabili, più rappresentative, più credibili e più apprezzate a livello europeo e internazionale nella storia democratica italiana dal secondo dopoguerra in poi.

 

Una domanda ancora senza risposta

Sarebbe importante, al riguardo, che i vari Augias, Mieli, Cazzullo, Floris, Gruber e Formigli ci istruissero meglio e con maggiore approfondimento.

Anche perché molti di noi non si sono ancora accorti di questa straordinaria novità e, soprattutto, di questa rara autorevolezza politica e di governo delle classi dirigenti venute dopo quella espressa dagli uomini e dalle donne della Democrazia Cristiana.

A destra incombe Manzoni: il buon senso cede al senso comune

Il clima pre-elettorale si sta scaldando di giorno in giorno, al punto da lasciar pensare che qualcuno (o qualcuna…) potrebbe anche avere in animo un ricorso anticipato alle elezioni politiche. Certo, si tratta di una decisione che, Costituzione alla mano, non può essere presa da una sola forza politica, magari per un calcolo di propria convenienza, prescindendo da una verifica sulla maggioranza parlamentare. Su questo il Quirinale ha sempre tenuto il punto, in ogni situazione e con tutti i governi.

Tradotto significa che l’ansia da logoramento non è e non può essere un motivo valido e sufficiente per andare a elezioni politiche anticipate rispetto alla scadenza naturale della legislatura, nel settembre del prossimo anno.

 

La gara a chi la spara più grossa

Ciò nondimeno, assistiamo a un triste spettacolo pirotecnico nel quale sembra esserci in palio un premio da assegnare a chi la spara più grossa. È da questo clima che nasce la sguaiata boutade sul tetto al numero massimo di studenti stranieri nelle aule scolastiche.

Un’uscita priva di senso se si considera che già dal 2010 una circolare ministeriale – la n. 2 dell’8 gennaio, emanata dalla ministra Gelmini – prevedeva il limite del 30 per cento di ragazzi stranieri in aula. Negli anni questa circolare ha avuto, di fatto, un valore meramente indicativo, sia per scongiurare la chiusura di alcune scuole per mancanza di alunni, sia per le difficoltà e i costi derivanti dalla necessità di reperire spazi e risorse sufficienti a garantire il rispetto di quella percentuale.

Ma in un comizio arringa-folla non c’è spazio per fare un ragionamento e, molto spesso, non c’è spazio neanche per dire la verità. In questo clima elettorale sempre più rovente bisogna sparare il colpo più forte per non farsi scavalcare dai competitori. E, in questo caso, parliamo ovviamente della competizione che si sta sviluppando sul fronte destro.

 

L’attacco a Mattarella

Nel furore di questa competizione non si risparmia neanche un attacco al Presidente della Repubblica, accusato di aver emanato nel 1990, nella sua funzione di ministro dell’Istruzione, una circolare per invitare a evitare un’eccessiva concentrazione di ragazzi stranieri nelle aule.

Si tratta di un attacco insensato, visto che quella circolare di trentasei anni fa – in una situazione imparagonabile a quella odierna in termini di immigrazione – aveva un obiettivo esattamente opposto a quello che si vorrebbe contestare a Mattarella: favorire l’integrazione, evitando che i pochi ragazzi stranieri presenti in quel periodo fossero raccolti tutti in una stessa classe, determinando di fatto una loro ghettizzazione.

 

Il buon senso che non deve nascondersi

Stiamo indubbiamente attraversando un periodo storico difficile, nel quale sembra essersi spenta anche la luce in fondo al tunnel. Sergio Mattarella, nella giornata inaugurale dell’anno scolastico ad Amatrice, ha rivolto un appello a non rassegnarsi, a non abbassare la guardia nella difesa dei diritti e della dignità di ogni persona umana.

Perché non si precipiti proprio nella situazione descritta dal Manzoni, quando «il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune».

Fede e management, agli Altipiani di Arcinazzo l’etica entra nell’economia

Economia, ma a misura d’uomo

C’è una domanda che il progresso tecnologico rende ogni giorno meno eludibile: può l’economia crescere senza interrogarsi sulla qualità umana dello sviluppo? Agli Altipiani di Arcinazzo, il prossimo 3 ottobre, si proverà ancora una volta a rispondere mettendo attorno allo stesso

tavolo esperienze manageriali, cultura religiosa e riflessione sociale.

Torna infatti, per l’ottava edizione, il Meeting di Arcinazzo, nato per iniziativa dell’ingegnere Nicola Barone e divenuto negli anni un appuntamento stabile di confronto tra fede, economia e responsabilità d’impresa. Non un convegno specialistico, ma un luogo nel quale il linguaggio del management incontra quello della Dottrina sociale della Chiesa.

 

Dalla Rerum Novarum all’intelligenza artificiale

Il filo conduttore dell’edizione 2026 sarà la centralità della persona, con particolare attenzione alle trasformazioni prodotte dall’intelligenza artificiale. Il percorso muove idealmente dalla Rerum Novarum di Leone XIII per arrivare alla Magnifica Humanitas di Leone XIV: dalla questione operaia della prima rivoluzione industriale alla nuova questione antropologica aperta dalla rivoluzione digitale.

Barone, manager con lo sguardo oltre l’impresa

È proprio qui che l’iniziativa riflette anche il percorso del suo promotore. Barone viene dal mondo delle telecomunicazioni e dell’innovazione: è presidente di TIM San Marino, incarico nel quale è stato confermato per il quarto mandato, e ha legato una parte significativa della propria esperienza professionale ai processi di digitalizzazione. Ma da tempo accompagna all’attività manageriale un’attenzione costante al dialogo tra tecnologia, etica e dimensione spirituale. Nel 2024, intervenendo a San Marino proprio sull’intelligenza artificiale, aveva posto al centro il rapporto tra automazione, lavoro e tempo restituito alle persone.

 

Il valore della continuità

Non è dunque casuale che Arcinazzo sia diventato, anno dopo anno, il luogo di questa ricerca. L’edizione precedente aveva già affrontato l’eredità della Rerum Novarum, Fratelli tutti, Dilexit nos e il rapporto fra intelligenza artificiale e intelligenza umana. Barone ha avuto soprattutto il merito della continuità: tenere insieme mondi che spesso procedono separati e riportare la discussione sull’innovazione alla sua domanda essenziale, quella sui fini.

Perché l’intelligenza artificiale può aumentare produttività e capacità decisionale. Ma resta all’uomo stabilire per chi, per che cosa e secondo quali principi debba essere impiegata. È su questo confine, assai più umano che tecnologico, che il Meeting di Arcinazzo prova ancora una volta a esercitare la propria voce.