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Ciclismo, Ganna domina la crono al Giro

Roma, 19 mag. (askanews) – Spettacolo nella 10ª tappa del Giro d’Italia 2026, la cronometro individuale Viareggio-Massa di 42 chilometri, dominata da Filippo Ganna con il tempo di 45’53″.

Il corridore piemontese, soprannominato la “locomotiva di Verbania”, ha imposto un ritmo irraggiungibile per tutti gli avversari, firmando una prestazione monstre che gli consente di eguagliare Eddy Merckx a quota sette vittorie nelle cronometro al Giro d’Italia, secondo solo a Francesco Moser (12 successi). Una prova di forza che conferma la sua superiorità nella disciplina contro il tempo e che segna anche un nuovo riferimento prestazionale per le lunghe distanze.

Alle spalle di Ganna si piazza Thymen Arensman, autore di una prova brillante e secondo al traguardo con un ritardo di 1’54″, davanti a Rémi Cavagna e Sjoerd Bax. In quinta posizione Derek Gee, mentre Giulio Pellizzari chiude 18°.

Alle spalle della tappa, la classifica generale resta però aperta. Afonso Eulálio conserva la Maglia rosa nonostante una giornata difficile, perdendo circa due minuti da Jonas Vingegaard, apparso non al meglio ma comunque in grado di guadagnare terreno. Il portoghese chiude con 50’50″ e mantiene il simbolo del primato per soli 27 secondi sul danese.

Più staccati gli altri uomini di classifica: Felix Gall vive una giornata complicata, mentre Ben O’Connor e Jai Hindley limitano i danni. Buona la prova di Michael Storer, mentre Giulio Pellizzari, condizionato anche da recenti problemi fisici, difende la posizione chiudendo nelle retrovie della top 20.

In classifica generale Eulálio guida con 39:40:34, seguito da Vingegaard a 27 secondi, poi Arensman a 1’57″, Felix Gall a 2’24″ e O’Connor a 2’48″. Più staccati Hindley, Storer e Pellizzari, che resta in top 10 ma con margini ridotti.

La cronometro di Viareggio-Massa ha così ridisegnato gli equilibri del Giro, confermando Ganna come uomo simbolo delle prove contro il tempo e riaprendo la battaglia per la Maglia rosa in vista delle prossime tappe decisive.

Energia, Conte: Governo a pezzi, maggioranza lo sconfessa poi ritira testo

Roma, 19 mag. (askanews) – “Quel che sta succedendo oggi ha del clamoroso: il Governo è a pezzi, ha perso la bussola e anche la pur minima credibilità. Dopo la batosta del referendum e a pochi mesi dalle elezioni, la stessa maggioranza boccia le firme più pesanti messe dalla sua presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. E riconosce, nei fatti, i pesanti errori commessi. I capigruppo di maggioranza hanno infatti presentato in Senato una mozione per rivedere il folle impegno del 5 per cento del Pil sulle spese militari firmato da Meloni. Poi però sono stati richiamati all’ordine: la figuraccia era troppo grossa per Meloni e il Governo, sconfessati dai loro stessi parlamentari sul folle riarmo”. Lo ha scritto sui suoi canali social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, commentando la vicenda del testo di maggioranza sulle conseguenze economiche della crisi energetica poi votato nell’aula del Senato in versione rimaneggiata e senza le critiche agli “obiettivi irrealistici” sulle spese per la difesa.

“E quindi – ha sottolineato l’ex premier – hanno cambiato la mozione e si sono rimangiati tutto. Restano i cocci e una maggioranza a pezzi che sotto la facciata è spaccata e non condivide le scelte fatte da Meloni a livello internazionale che bloccano i soldi degli italiani su folli impegni di spesa in armi anziché sulle emergenze di famiglie e imprese. D’altronde la stessa Meloni ha sconfessato anche le sue firme sul disastroso patto di stabilità e sui vincoli europei”.

“Noi – ha proseguito Conte – andiamo dritti per la nostra strada con le idee chiare: questo riarmo noi lo abbiamo contestato con i cittadini nelle piazze e andando direttamente a Strasburgo e a L’Aja mentre Meloni e soci ci insultavano. E a una maggioranza a pezzi rispondiamo con una mozione unitaria delle opposizioni che abbiamo fortemente voluto e che chiede di rivedere gli impegni in armi per investire sull’emergenza economica e sociale di cittadini e imprese. Non bisogna avere grande esperienza per capire che questi fatti tolgono ogni credibilità e forza a una presidente del Consiglio che le ha sbagliate tutte e ora cerca rimedi goffi e di facciata a legislatura finita”.

“Hanno fatto danni enormi e non hanno mezza strategia: si facciano da parte”, ha concluso Conte.

Biennale: presentata "Do Architecture", di Wang Shu e Lu Wenyu

Venezia, 19 mag. (askanews) – Il presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco e i curatori della 20esima Mostra Internazionale di Architettura, Wang Shu e Lu Wenyu, hanno annunciato oggi il titolo e il tema della Biennale Architettura 2027, che si svolgerà dall’8 maggio al 21 novembre 2027 (pre-apertura 6 e 7 maggio) ai Giardini, all’Arsenale e in vari luoghi di Venezia: Il titolo della Biennale Architettura 2027 è “Do Architecture -La possibilità di coesistenza nella realtà reale”.

“Tutte queste domande – hanno spiegato Wang Shu e Lu Wenyu – convergono in una direzione precisa: la necessità di confrontarsi con la realtà reale e con le pratiche locali, di “fare architettura” in modo diretto, privilegiando una dimensione del “fare” fisica e tattile. È proprio attraverso questo atto concreto del “fare” che elementi apparentemente incompatibili possono trovare forme di coesistenza all’interno di uno stesso spazio. È questo, dunque, il tema che abbiamo proposto per la Biennale Architettura 2027: Do Architecture – La possibilità di coesistenza nella realtà reale. Di fronte al cambiamento climatico globale, come possono coesistere e operare in sinergia approcci strategici, progettuali e tecnologici, sia attivi che passivi? Territorio e architettura possono davvero convivere? Possono i materiali naturali e i saperi artigianali locali superare le barriere concettuali e tecniche, fino a diventare componenti essenziali della progettazione e della costruzione contemporanee? Memoria e innovazione possono coesistere dialetticamente? La progettazione e la costruzione moderne, orientate all’efficienza, possono convivere con un approccio artigianale più lento e profondo? E il conflitto tra modelli di sviluppo urbano e rurale può essere risolto? Crediamo che l’architettura non sia soltanto qualcosa di cui discutere, ma soprattutto qualcosa da fare in prima persona. La filosofia dell’architettura è, prima di tutto, una “filosofia del fare”: una pratica che affronta la realtà reale, in luoghi reali, attraverso costruzioni reali. Crediamo che lo sforzo di preservare l’architettura come parte del patrimonio culturale locale possa coesistere con l’architettura intesa come forza trainante della trasformazione sociale. Solo così l’architettura può mantenere il proprio significato nell’era della saturazione tecnologica, e l’umanità può conservare, attraverso di essa, un valore concreto. Solo attraverso una lotta continua è possibile mantenere viva la speranza”.

Da parte sua Buttafuoco ha dichiarato: “Wang Shu e Lu Wenyu riportano l’architettura alla sua dimensione più concreta, fisica e necessaria, quella del costruire in relazione diretta con la terra, con i materiali, con le comunità e con la realtà dei luoghi. Il loro pensiero riafferma il valore del “fare” come atto culturale, etico e costruttivo, rifuggendo la spettacolarizzazione e la standardizzazione globale. Attraverso il recupero di materiali, tecniche artigianali e processi di trasformazione lenta, Wang Shu e Lu Wenyu propongono un’idea di architettura che incorpora il passato come materia viva del presente. Ne è esempio sgargiante il Campus Universitario della China Academy of Art di Hangzhou, da loro progettato e vissuto quotidianamente insieme agli allievi dei corsi di Architettura. Ed è anche la ragione che mi ha persuaso ad affidar loro la direzione della Biennale Architettura 2027: il ritrovarmi – e il muovermi – dentro i loro edifici è stata la più formidabile delle controprove alla più convincente delle teorie. Il tema individuato per la Biennale Architettura 2027, Do Architecture -La possibilità di coesistenza nella realtà reale, assume così il significato di un invito a costruire possibilità di coesistenza tra natura e artificio, tra innovazione e memoria, tra progetto contemporaneo e culture locali. La loro nomina a Direttori artistici del settore Architettura riconosce in tale disciplina la capacità di radicarsi nella realtà dei territori, e di trasformarli tutelandone la complessità”.

La 20esima Mostra Internazionale di Architettura presenterà, come di consueto, le Partecipazioni Nazionali con proprie mostre nei Padiglioni ai Giardini e all’Arsenale, oltre che nel centro storico di Venezia. La Biennale Architettura 2027 sarà realizzata anche grazie al sostegno di Rolex, Partner esclusivo e Orologio Ufficiale della manifestazione.

Torna Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo con Fabio Caressa

Milano, 19 mag. (askanews) – Torna giovedì 21 maggio su Sky e in streaming su NOW il fenomeno televisivo della scorsa stagione Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo. Alla conduzione dello strategy game Sky Original prodotto da Blu Yazmine c’è, confermatissimo, il direttore dell’esperimento sociale Fabio Caressa.

12 persone comuni hanno scelto di aderire alla nuova edizione dell’esperimento sociale di Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo: hanno diversa età, provenienza ed estrazione sociale, riunite nel mezzo della giungla malese più remota e selvaggia, un luogo estremo che per condizioni climatiche, paesaggistiche e ambientali è lontanissimo dalle terre d’origine. Andranno a comporre una nuova “Compagnia delle Tentazioni” che anche quest’anno, in un contesto di rigida privazione e avendo a disposizione solo il minimo indispensabile per la sopravvivenza, dovrà affrontare un trekking nella giungla ancora più duro e faticoso durante il quale tutti i componenti saranno immersi in una natura bellissima ma ostile e proibitiva, piena di acqua e di fango, insetti e sanguisughe, ricchissima di salite impervie e di mangrovie fittissime. Il tutto con un clima particolarmente pesante, con temperature che arrivano facilmente ai 40 gradi e un’umidità che tocca picchi del 98%.

I partecipanti alla seconda edizione dell’esperimento sociale di Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo sono (nella foto, da sinistra verso destra): Marilina, 41 anni, Bologna, infermiera; Simona, 47 anni, Milano, impiegata; Chiara, 25 anni, Ancona, freelance; Sebastiano, 25 anni, Milano, libero professionista; Roberto, 63 anni, Viterbo, traslocatore; Daniele, 51 anni, Milano, esperto d’arte; Meryem, 25 anni, Napoli, content creator; Adele, 49 anni, L’Aquila, ingegnere; Marco, 42 anni, Milano, project planner; Riccardo, 22 anni, Sammichele di Bari (Bari), volontario servizio civile; Fabrizio, 34 anni, Milano, commesso; Luana, 41 anni, Brescia, imprenditrice.

I componenti della Compagnia, “nip” assoluti, partiranno con delle personalità ben definite e con obiettivi diversi tra loro ma molto chiari: nonostante questo, la loro evoluzione nel corso dell’esperienza potrebbe essere sorprendente. Durante le tappe del loro trekking, che avverranno su percorsi spesso più impegnativi e più lunghi di quelli dello scorso anno e riserveranno loro diversi colpi di scena imprevedibili alla vigilia, verranno tentati nei modi più disparati e anche in modalità inedite. Anche quest’anno, potrebbero essere tentazioni – singole, di gruppo o anche “segrete” – in grado di facilitare la loro sopravvivenza ma che intaccherebbero il montepremi finale che alla partenza è di 300mila euro. Se qualcuno dovesse cedere, le conseguenze della scelta ricadrebbero sull’intero gruppo, in quanto il premio in palio verrebbe decurtato del prezzo della tentazione. Ciò che rimarrà del jackpot sarà l’obiettivo finale: chi nell’ultimo episodio arriverà al traguardo avrà la possibilità di partecipare alla divisione della cifra disponibile.

Di gruppo sarà anche la scelta della Guida della Compagnia, che nel viaggio di quest’anno di Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo avrà un ruolo ancora più complesso e difficile nelle scelte da compiere; e come l’anno scorso tornerà anche lo sportello ATM all’interno della giungla che porrà i singoli componenti della Compagnia di fronte alla tentazione di prelevare dei soldi – spesso all’insaputa del resto del gruppo – per destinarli al proprio portafogli personale. A tentare i partecipanti all’esperimento sociale ci saranno anche due ospiti speciali, che sorprenderanno i componenti della Compagnia nel mezzo della giungla in maniera imprevedibile e sorprendente: sono Orietta Berti e Alessandro Borghese.

Saranno tutti questi meccanismi a generare un inevitabile conflitto tra le scelte e gli obiettivi individuali e quelli collettivi. In qualità di direttore dell’esperimento sociale, nonché di narratore del racconto tra le varie tratte, Fabio Caressa seguirà le azioni e le decisioni dei partecipanti e ne raccoglierà le emozioni, e anche quest’anno nelle sue parole – e nelle proposte che avanzerà ai componenti della Compagnia delle Tentazioni – non ci sarà nessun giudizio, ma solo l’invito a pensare alle scelte e alle conseguenze, osservando le quali anche il pubblico sarà portato a immedesimarsi nei 12 protagonisti, chiedendosi: cosa avremmo fatto al posto loro? In queste situazioni noi penseremmo a noi stessi o al bene del gruppo?

Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo sarà dal 21 maggio tutti i giovedì alle 21:15 su Sky Uno e in streaming su NOW, sempre disponibile on demand e visibile su Sky Go; e poi dal 26 maggio tutti i martedì in replica anche in chiaro in prima serata su TV8, al tasto 8 del telecomando.

Trump: potremmo dover infliggere un altro duro colpo all’Iran

Roma, 19 mag. (askanews) – Oggi il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che gli Usa potrebbero “dover infliggere” all’Iran “un altro duro colpo” per costringerlo ad accettare un accordo sul suo programma nucleare. Parlando alla stampa nel cantiere della sala da ballo della Casa Bianca, Trump ha ribadito di non essere sicuro della ripresa dei raid aerei contro l’Iran. “Lo saprete molto presto se sarà necessario”, ha sottolineato. Inoltre, Trump ha affermato di essere stato “a poche ore” dall’ordinare una nuova ondata di attacchi, prima di rinviarla su richiesta di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti come annunciato già ieri sera.

Trump ha inoltre insistito sul fatto che Teheran “implorasse di raggiungere un accordo”. Il presidente americano ha anche definito l’Iran “il prepotente del Medio Oriente”. Infine, ha ribadito che l’Iran non dovrà mai acquisire un’arma nucleare, poiché non ha “alcun dubbio” che la userebbe contro il resto della regione, in particolare contro Israele e Arabia Saudita.

Il presidente americano Donald Trump ha inoltre definito una “bella promessa” quella portata a casa dal leader cinese Xi Jinping durante il tempo “fantastico” trascorso insieme la settimana scorsa a Pechino, ossia che la Cina non fornira’ attrezzature militari all’Iran. “Mi ha promesso che non sta inviando nessuna arma all’Iran. È una bella promessa. Gli credo sulla parola. L’ho apprezzata”.

Tiziano Ferro svela la tracklist di "Sono un grande (Deluxe)"

Milano, 19 mag. (askanews) – A pochi giorni dall’uscita prevista per venerdì 22 maggio in digitale e per venerdì 29 maggio inversione CD in tutti i negozi oltre che in formato CD con poster e CD con poster autografato in esclusiva per Sugar Music, Tiziano Ferro svela la tracklist completa di “Sono un grande (Deluxe)”, la nuova versione del disco pubblicato lo scorso autunno da Sugar Music. Oltre a “Superstar” con Giorgia (brano che dopo aver raggiunto la vetta della classifica radio è stabile tra i singoli più programmati dalle radio italiane) e “XXDONO” con Lazza (in radio, video e in digitale) Ferro svela oggi tutta la tracklist completa che trova per la prima volta accanto a Tiziano Ferro artisti come Ditonellapiaga e Ariete e per la seconda volta Shiva.

Questa la tracklist completa:

1- “Superstar” feat Giorgia 2- “Felici a metà” feat Shiva 3- “XXDONO” feat Lazza 4- “XXVERSO” feat DITONELLAPIAGA 5- “Ti sognai” feat Ariete 6- “Unico” 7- “A Napoli” 8- “Sono Un Grande” 9- “Fingo&Spingo” 10- “Cuore Rotto” 11- “Milite Ignoto” 12- “Ti Sognai” 13- “Gioia” 14- “Quello Che Si Voleva” 15- “L’Amore è Re” 16- “1-2-3” 17- “Le Piace” 18- “Meritiamo Di Più” 19- “Tra le mani un cuore”

Manca sempre meno al ritorno sul palco di Tiziano Ferro che il prossimo 30 maggio darà il via al suo nuovo tour “Stadi 26” che lo vedrà esibirsi in 12 date negli stadi delle principali città italiane. Il tour, prodotto e organizzato da Live Nation, ha già venduto 400 mila biglietti (per info Libraesva ESG ha rilevato un possibile tentativo di phishing da “voodoocomm.voxmail.it” www.livenation.it).

Laura Ravetto lascia la Lega e va da Vannacci: siamo uno tsunami

Milano, 19 mag. (askanews) – Laura Ravetto lascia la Lega, e approda a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. Raggiunge gli ex colleghi di partito Sasso e Ziello, e insieme a Pozzolo porta a 4 la pattuglia dell’ex generale in Parlamento. “Sono certo che potrà offrire un contributo importante alla crescita e all’evoluzione di Futuro Nazionale”, la accoglie Vannacci. Lei ringrazia e promette “tutto l’impegno possibile”.

Entrata in Parlamento nel 2006 con Forza Italia, Ravetto ne esce nel 2020 per approdare alla Lega, con cui viene rieletta nel 2022 (è la sua quinta legislatura consecutiva). Una scelta maturata negli ultimi giorni, con l’incontro tra Ravetto e vannacci che avviene sabato scorso a Viareggio. L’addio si consuma al momento senza una spiegazione politica, le dichiarazioni – fanno sapere da Futuro Nazionale – avverranno giovedì a Salsomaggiore Terme, in occasione dell’evento ‘Guerra e Pace’, in programma alle ore 21. Nel frattempo, le versioni di futuristi e leghisti ovviamente divergono. Per i vannacciani, l’ingresso di Ravetto “è sicuramente un colpo mediatico”, che testimonia l’attrattività del movimento sui temi dell’immigrazione e della sicurezza, tanto che i segretario leghista – raccontano – “ha provato fino a stamattina a trattenerla”. Per gli uomini di Salvini, la realtà è diversa e la spiegazione molto più prosaica: “Da mesi si preoccupava solo della sua possibile ricandidatura, e si lamentava che Salvini non rispondesse ai suoi messaggi. Avrà deciso di avere più chance di rielezione con Futuro Nazionale…”. E un altro parlamentare leghista velenosamente aggiunge: “E’ stata liberale e poi secessionista, ora razzista e patriota…”.

Ma soprattutto, osserva un fedelissimo di Salvini, “se con Futurno Nazionale gli va male, gli va male davvero… Nei partiti grandi un paracadute ce l’hai, in caso di mancata rielezione. In un partito così piccolo dove vai? Il sondaggio migliore li dà al 4%, con la soglia di sbarramento al 3: è una scommessa. Se fa la fine di Paragone, poi che fa?”. Un messaggio diretto a tutti gli altri parlamentari leghisti che stanno valutando il salto: “Ne arriveranno altri”, dicono da FnV. “Tutti quelli che hanno paura di non essere rieletti…”, ribattono dalla Lega.

In ogni caso Vannacci esulta, anche perchè in concomitanza annuncia il raggiungimento dei 50mila iscritti: “Uno tsunami. Ora sempre più in alto”, scrive sui social. Dove rilancia la parola d’ordine “remigrazione”, cavalcando i fatti di Modena e provando a ‘superare a destra’ la Lega: “Non basta un pezzo di carta per diventare cittadini italiani, bisogna assimilarne anche la cultura, le tradizioni, le radici, i valori. La cittadinanza non è la cura, non è il vaccino contro l’odio e la follia omicida che gli stranieri islamici nutrono nei nostri confronti”. Per Vannacci “una soluzione c’è: remigrazione”.

Capitan Jovanotti "arruola" il nostromo Alfa per "Buon Vento"

Milano, 19 mag. (askanews) – Dopo il successo di Niuiorcherubini, l’instant album pubblicato a sorpresa prima di Natale e nato in una sola settimana a New York, capitan Jovanotti salpa con il nostromo Alfa verso l’inizio dell’estate.

Si intitola “Buon Vento” ed è realizzato insieme ad Alfa, una delle figure più amate e trasversali del nuovo pop italiano. Prodotto da Celo e Federico Nardelli, “Buon Vento” è una canzone luminosa, ritmica, piena di movimento e orizzonti, aperti parla di partenze, attraversamenti e cambi di direzione. Parla di liberta. “Buon Vento” è l’augurio a chi oggi parte e sa che il maltempo, prima o poi, passa sempre.

L’idea del pezzo nasce in modo spontaneo. Jovanotti invia ad Alfa un primo provino chiedendogli semplicemente se dentro quella musica e quelle parole gli venisse in mente qualcosa da aggiungere per trasformarla in un passo a due. Alfa raccoglie subito la suggestione e rimanda indietro immagini, frasi, spunti. Da questo scambio naturale prende forma “Buon Vento”.

Una volta abbozzato il disegno, Alfa ha raggiunto Lorenzo al Karakorum Studio di Cortona, dove il brano prende definitivamente vita e trova il suo equilibrio: la scrittura libera, solare e piena di movimento di Jovanotti si intreccia con quella emotiva e generazionale di Alfa in una collaborazione che suona immediatamente naturale.

Negli ultimi anni Alfa ha costruito un percorso artistico sempre più personale e riconoscibile, affermandosi come una delle voci più rappresentative della nuova scena cantautorale italiana. Attraverso le sue canzoni e i concerti, nei quali ha portato dal vivo tutto il suo immaginario, ha saputo instaurare un legame autentico e profondo con il pubblico. Nel corso del suo percorso ha inoltre collaborato con artisti che hanno segnato la musica italiana e internazionale, come Roberto Vecchioni e Manu Chao.

In tante interviste Alfa aveva raccontato quanto l’universo musicale di Jovanotti fosse stato importante nella sua formazione artistica e personale. Il suo primo concerto? “Buon sangue” di Jova ovviamente! Età: 5 anni!

«Per me “Buon Vento” è una di quelle cose che fai fatica a spiegare senza emozionarti” -racconta Alfa- “Jovanotti è il mio artista preferito da sempre: il primo concerto che ho visto nella mia vita era il suo al palazzetto di Genova. Quindi ritrovarmi oggi a cantare insieme a lui è una di quelle cose che da bambino non avrei nemmeno avuto il coraggio di immaginare. “Buon Vento”, per me, nasce da un immaginario profondamente genovese: il mare, il porto, le partenze, le canzoni che profumano di salsedine e richiamano quella Liguria poetica, ruvida e bellissima, dove ogni onda sembra avere una storia da raccontare. È un brano attraversato da quella malinconia luminosa che appartiene profondamente a questa terra. Il mare è la grande metafora della canzone. Non è solo un paesaggio, è la vita, è il viaggio, è quello che non puoi controllare fino in fondo ma che scegli comunque di attraversare. Nel brano ci sono due sguardi: Lorenzo è il capitano, uno che ha navigato tantissimo, che conosce bene le tempeste e le stelle; io sono più all’inizio della rotta, con gli occhi ancora pieni di domande. Però davanti al mare siamo uguali: con la stessa fame di vita, la stessa curiosità, la stessa voglia di partire. E forse è proprio lì che ci siamo incontrati. “Buon Vento” è un augurio antico, marinaresco, che si dice a chi parte. Ma per me è anche qualcosa di più: è un modo per dire vai, fidati, prendi il largo. Anche se non sai esattamente dove ti porterà il mare.»

E con “Buon Vento”, Lorenzo sceglie di condividere il suo mondo creativo con uno dei nomi più promettenti della nuova scena italiana, trasformando una stima dichiarata da tempo in un incontro artistico reale.

“Negli ultimi anni il modo di fare musica è cambiato radicalmente, una vera rivoluzione – dice Jovanotti- le collaborazioni sono oggi facilitate dalla velocità degli scambi di file e dal flusso inarrestabile delle uscite di canzoni nelle piattaforme di streaming. All’inizio ero disorientato da questo nuovo mondo poi l’ho abbracciato e mi piace starci dentro, condividere la scrittura delle canzoni con altri, e c’è sempre da imparare e da divertirsi a fare musica insieme. Alfa mi colpì ai suoi esordi quando ancora non aveva neanche un contratto discografico, lo avevo scoperto scrollando TikTok, questo ragazzino con la chitarra che sentivo chiaramente aver fame di musica, voglia di trasformare la sua passione in una carriera e di stare a proprio agio nel nuovo mondo dei social. Il “nuovo mondo”, in fondo è sempre da scoprire, non si finisce mai, quindi….BUON VENTO!”

Anche Jovanotti, negli ultimi anni, ha continuato a intrecciare il proprio percorso con artisti molto diversi tra loro, firmando e realizzando una serie di successi insieme a Gianni Morandi, collaborando con Gigi D’Alessio e Khaled, e recentemente anche con Frankie Ni-Nrg Mc. Senza contare le decine di collaborazioni e ospiti che Jova ha accolto sui palchi del Jova Beach Party nel 2019 e nel 2022, trasformando ogni concerto in uno spazio aperto di incontro musicale, contaminazione e dialogo tra generazioni e mondi diversi che da sempre nutrono il suo universo creativo.

Reduce dal grande successo di “A me mi piace” feat. Manu Chao e con una carriera in costante ascesa, Alfa aggiunge oggi, con “Buon Vento”, un nuovo e prezioso tassello al suo percorso musicale, affiancando il suo nome a quello di uno degli artisti che più hanno influenzato il suo immaginario, la sua idea di libertà musicale e quella continua tensione alla ricerca, alla contaminazione e all’innovazione che da sempre caratterizza il percorso artistico di Jovanotti.

“Buon Vento” esce il 22 maggio per Island Records. E c’è da scommettere che il brano entrerà presto anche nelle scalette dei prossimi Jova Summer Party, diventando uno dei momenti più cantati dell’estate.

La Repubblica Italiana compie 80 anni: celebrazioni al Quirinale

Roma, 15 maggio (askanews) – Si è tenuto presso l’Archivio Storico della Presidenza della Repubblica, il secondo incontro del Ciclo di seminari organizzati dall’Archivio Storico, in collaborazione con il Master Scienze elettorali e del Governo dell’Università Sapienza di Roma. Al centro del dibattito, gli 80 anni dalla nascita della Repubblica Italiana e dell’entrata in vigore della Costituzione. L’obiettivo dei quattro incontri, oltre a celebrare l’anniversario della Repubblica, è di ripercorrere le tappe più importanti della nostra Carta costituzionale e sollecitare i cittadini di oggi, ma soprattutto quelli di domani, a custodirne i valori e i principi.

“Siamo nel Quirinale, il Presidente Ciampi ricordava, appunto, quanto siamo italiani ed europei al tempo stesso – ha spiegato Francesco Clementi, Professore ordinario di Diritto pubblico comparato, Università Sapienza di Roma -. Questa sfida ci aiuta a maggior ragione con lezioni importanti a dimostrare come l’Italia può essere una grandissima protagonista a maggior ragione dopo 80 anni dall’inizio della Repubblica, ricordando il fatto che siamo uno dei paesi fondatori dell’Unione con Alcide De Gasperi”.

Nello specifico, la seconda lezione ha ospitato il Giudice della Corte Costituzionale, nonché Professore ordinario di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Palermo Giovanni Pitruzzella, che attraverso la sua Lectio Magistralis, ha approfondito tematiche quali Referendum istituzionale, il primo voto delle donne italiane e l’elezione dei Deputati della Assemblea Costituente.

“L’Europa è la casa di tutti noi e probabilmente, in un mondo che sta cambiando rapidamente, che è diventato instabile, dove l’ordine mondiale liberal democratico è in crisi, senza più Europa il nostro Stato, così come altri stati europei, non riuscirebbero a mantenere benessere e libertà politica” ha commentato il Professor Pitruzzella.

In prima fila Fondazione Lottomatica, da sempre a fianco delle istituzioni, a riprova del proprio impegno a sostegno di progetti culturali orientati alla crescita civica e alla diffusione dei valori della Repubblica Italiana.

“La Fondazione Lottomatica ha scelto di promuovere i quattro incontri in una logica di costruzione e di consapevolezza: questo è un paese in cui si può costruire il futuro avendo memoria del passato” ha dichiarato Riccardo Capecchi, Presidente Fondazione Lottomatica.

Celebrare per ricordare e trasmettere valori e principi della nostra Repubblica. Tanto è stato fatto negli ultimi 80 anni, ma per far sì che il processo non si interrompa, sarà necessario guardare al domani custodendo quella che è l’identità e la storia del nostro Paese.

Ecco cosa c’è da sapere sull’epidemia di Ebola da virus Bundibugyo

Roma, 19 mag. (askanews) – Il 5 maggio scorso, l’Oms è stata allertata per un’epidemia ad alta mortalità, con decessi anche tra gli operatori sanitari, causata da una malattia sconosciuta nella zona sanitaria di Mongbwalu, nella provincia di Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo (RDC). Il 14 maggio, in otto campioni, le analisi di laboratorio hanno confermato la presenza di una variante del virus Ebola: il virus Bundibugyo . Contemporaneamente, il ministero della Salute ugandese ha confermato un focolaio di malattia da virus Bundibugyo in seguito all’identificazione di un caso importato dalla Repubblica Democratica del Congo. Si tratta di un uomo congolese deceduto nella capitale Kampala.

Il 16 maggio 2026, il Direttore Generale dell’OMS, dopo aver consultato gli Stati Parte in cui è noto che l’evento è attualmente in corso, ha stabilito che la malattia di Ebola causata dal virus Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda costituisce un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (PHEIC), come definita dalle disposizioni del Regolamento Sanitario Internazionale (RSI). Al momento secondo l’Oms sono 30 i casi confermati, ma sono 500 quelli sospetti con 130 possibili morti.

In un comunicato l’ISS, Istituto superiore di sanità, ha spiegato che la dichiarazione di “Emergenza Internazionale di Salute Pubblica” (Pheic) viene usata dall’Oms per “un evento straordinario che costituisce un rischio di salute pubblica per altri Stati attraverso la diffusione internazionale di una malattia, e che potenzialmente richiede una risposta coordinata a livello internazionale”. Si tratta quindi di una procedura che permette di far scattare un’allerta internazionale, mobilitare risorse straordinarie e coordinare una risposta internazionale, non è necessariamente legata a un rischio di pandemia. La definizione, spiega il sito dell’Oms, implica una situazione che sia “seria, improvvisa, inusuale o inattesa”, che abbia “implicazioni per la salute pubblica al di là dei confini dello stato affetto” e che “richieda immediata azione internazionale”. In passato sono state dichiarate altre PHEIC ad esempio per epidemie causate da Mpox, virus influenzali, virus zika e virus ebola.

Secondo l’Ecdc, “in base alle informazioni disponibili e alle attuali incertezze, la probabilità di contagio per i residenti dell’UE/SEE o per i viaggiatori diretti nella provincia dell’Ituri è considerata bassa. Per la popolazione generale dell’UE/SEE, la probabilità di contagio è molto bassa a causa della limitata possibilità di importazione e successiva trasmissione in Europa”.

La malattia da virus Bundibugyo (BVD) è una forma grave e spesso fatale della malattia Ebola, causata dal virus Bundibugyo, una delle specie di Orthoebolavirus. Si tratta di una zoonosi, e si sospetta che i pipistrelli della frutta siano il serbatoio naturale del virus. L’infezione umana si verifica attraverso il contatto ravvicinato con il sangue o le secrezioni di animali selvatici infetti, tra cui pipistrelli o primati non umani. Si diffonde successivamente da persona a persona tramite contatto diretto con il sangue, le secrezioni, gli organi o altri fluidi corporei di individui infetti o con superfici contaminate. La trasmissione è particolarmente amplificata negli ambienti sanitari quando le misure di prevenzione e controllo delle infezioni (IPC) sono inadeguate e durante pratiche di sepoltura non sicure, che spesso vengono adottate nei paesi colpiti, che comportano il contatto diretto con il defunto. In passato sono state documentate due epidemie da BVD, in Uganda e nella Repubblica Democratica del Congo nel 2007 e nel 2012, con un tasso di mortalità tra il 30% al 50%. A differenza della malattia da virus Ebola, non esiste un vaccino autorizzato e non sono disponibili terapie specifiche contro il virus Bundibugyo. Tuttavia un intervento tempestivo di supporto è salvavita. Il periodo di incubazione della BVD varia da 2 a 21 giorni e gli individui di solito non sono contagiosi fino alla comparsa dei sintomi. I sintomi iniziali non sono specifici e includono febbre, affaticamento, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola, il che complica e può ritardare la diagnosi e la segnalazione della malattia. Questi sintomi progrediscono con disturbi gastrointestinali, disfunzioni d’organo e, in alcuni casi, manifestazioni emorragiche.

L’Oms raccomanda che nessun Paese dovrebbe chiudere i propri confini o imporre restrizioni ai viaggi e al commercio. Tali misure vengono solitamente attuate per paura e non hanno alcun fondamento scientifico. Spingono il movimento di persone e merci verso valichi di frontiera informali non controllati, aumentando così le probabilità di diffusione della malattia. Ancora più grave, queste restrizioni possono anche compromettere le economie locali e influire negativamente sulle operazioni di risposta dal punto di vista della sicurezza e della logistica. Le autorità nazionali dovrebbero collaborare con le compagnie aeree e gli altri settori dei trasporti e del turismo per garantire che non vengano superate le raccomandazioni dell’OMS sul traffico internazionale. Gli Stati dovrebbero fornire ai viaggiatori diretti nelle aree colpite e a rischio dalla malattia da virus Bundibugyo informazioni pertinenti sui rischi, sulle misure per minimizzarli e consigli su come gestire una potenziale esposizione.

Sempre secondo le raccomandazioni diffuse dall’Oms, il pubblico dovrebbe ricevere informazioni accurate e pertinenti sull’epidemia di malattia da virus Bundibugyo e sulle misure per ridurre il rischio di esposizione. Gli Stati dovrebbero essere pronti a facilitare l’evacuazione e il rimpatrio dei propri cittadini (ad esempio, operatori sanitari) che sono stati esposti al virus Bundibugyo. Non si ritiene necessario sottoporre passeggeri di ritorno da zone a rischio a controlli all’ingresso presso gli aeroporti o altri punti di ingresso, al di fuori della regione interessata.

Poste Italiane prima platform company del Paese

Roma, 19 mag. (askanews) – Dagli uffici postali all’App P, dagli Atm alle reti terze, la strategia omnicanale di Poste Italiane si conferma un modello vincente: nel 2025 sono stati 27,2 milioni, in crescita del 7,7%, i contatti giornalieri. Al centro del modello la nuova Super App P, che rappresenta la sintesi del percorso di trasformazione digitale dell’azienda e ha permesso a Poste Italiane di raggiungere nel 2025 la cifra di 19,4 milioni di clienti digitali. Il servizio del TG Poste.

Tennis, Alcaraz salta anche Wimbledon: "Non sono ancora pronto"

Roma, 19 mag. (askanews) – Nuovo stop per Carlos Alcaraz. Il tennista spagnolo ha annunciato sui social il forfait per la stagione sull’erba, rinunciando così sia al torneo del Queen’s sia a Wimbledon Championships.

Il giocatore di Murcia era fermo da settimane dopo l’infortunio al polso accusato durante la stagione sulla terra battuta, problema che lo aveva già costretto a ritirarsi dal torneo di Barcellona e a saltare successivamente Madrid e il Roland Garros.

“Il mio recupero sta procedendo bene e mi sento molto meglio, ma purtroppo non sono ancora pronto per giocare ed è per questo che devo ritirarmi dalla stagione sull’erba del Queen’s e di Wimbledon. Sono due tornei davvero speciali per me e mi mancheranno molto. Continuiamo a lavorare per tornare il prima possibile”, ha scritto Alcaraz nel messaggio pubblicato sui propri canali social.

L’assenza dello spagnolo priva Wimbledon di uno dei protagonisti più attesi del circuito internazionale e allunga ulteriormente i tempi del suo rientro in campo dopo un inizio di stagione segnato dai problemi fisici.

Energia, Bonelli (Avs): Italia Meloni è sovranità limitata, destra ha paura di Trump

Roma, 19 mag. (askanews) – “Controdine Meloni e il 5% Nato non si tocca più… Quello che è accaduto oggi al Senato è uno scandalo politico che racconta tutto di questa destra: hanno cancellato dalla mozione di maggioranza persino il timido impegno a rivedere l’obiettivo del 5% del PIL per le spese militari richiesto dalla NATO. Perché? Semplice: hanno paura di Trump”. Lo dichiara il leader Avs Angelo Bonelli,co-portavoce di Europa Verde.

“L’Italia – denuncia Bonelli- è diventata un paese a sovranità limitata. Mentre milioni di famiglie non arrivano a fine mese, mentre la sanità pubblica è al collasso e la scuola è senza risorse, questa destra era pronta a svendere il bilancio dello Stato per compiacere logiche militariste di Trump. Ogni volta che si tratta di scegliere tra i cittadini italiani e le pressioni di Trump, questa destra sceglie Trump. Sui dazi, sulle basi militari, sul riarmo, contro il diritto internazionale: sempre la stessa risposta, sempre la stessa resa.”

Energia, appello M5s a maggioranza Senato: votate con noi riduzione spese Difesa

Roma, 19 mag. (askanews) – “Faccio un appello alla maggioranza: avete ancora l’opportunità di sostenere ciò che avevate messo nero su bianco. Votate la nostra mozione. Sappiamo che condividete questa posizione, ma evidentemente non avete la libertà politica di agire di conseguenza. La verità è che questo governo è politicamente finito dal 23 marzo, dopo la sconfitta al referendum. Prima se ne va a casa, meglio sarà per tutti”. Lo ha affermato in aula al Senato il capogruppo M5S Luca Pirondinia.

“Quanto sta accadendo in Senato – ha sottolineato il capogruppo Cinque stelle- è clamoroso. Ieri il M5S ha presentato una mozione, sottoscritta da tutte le opposizioni, per chiedere la revisione del limite del 5% del PIL per le spese militari. Poco dopo, anche la maggioranza ha presentato una propria mozione che, di fatto, chiedeva la stessa cosa. Tradotto: dopo un anno ci stanno dicendo che quel limite del 5% era una stupidaggine. Poi però arriviamo in Aula e quell’impegno scompare. Arrivano perfino a litigare su ciò che avevano scritto loro stessi. Immaginiamo che Crosetto abbia trasecolato leggendo quel testo. Una maggioranza completamente succube delle decisioni del governo.

Tra Italia-India Partenariato Strategico Speciale, domani a Roma incontro Meloni-Modi

Roma, 19 mag. (askanews) – Incontri annuali a livello di capi di governo; l’impegno congiunto a raggiungere entro il 2029 un volume di interscambio commerciale pari a 20 miliardi di euro, anche attraverso la valorizzazione del potenziale dell’accordo di libero scambio tra Unione europea e India; il lancio dell’Anno della Cultura e del Turismo Italia-India 2027; il rafforzamento dell’iniziativa INNOVIT India, finalizzata a promuovere il dialogo tra i rispettivi ecosistemi dell’innovazione. Sono gli “obiettivi principali” della dichiarazione congiunta che firmeranno domani a Roma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il Primo Ministro dell’India, Narendra Modi, e che eleverà le relazioni tra i due paesi al rango di Partenariato Strategico Speciale.

La visita in Italia di Modi, in programma domani a Villa Pamphilj alle 11,30, riveste “particolare importanza nel quadro del consolidamento delle relazioni tra Italia e India e del rafforzamento del dialogo politico tra le due Nazioni”, sottolineano fonti italiane. Si tratta della prima visita bilaterale in Italia, dopo la partecipazione al G7 di Borgo Egnazia nel giugno 2024 e al G20 di Roma nell’ottobre 2021 e della prima missione ufficiale a Roma di un Primo Ministro indiano negli ultimi 26 anni.

L’incontro con Meloni – il settimo in tre anni, nel quadro di un intenso e continuo dialogo politico bilaterale – conferma “la solidità del partenariato tra i due Stati”. In tale contesto, sottolineano le stesse fonti, si inseriscono anche le recenti missioni istituzionali a Nuova Delhi del Ministro della Difesa, Guido Crosetto nell’aprile scorso, del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso nel febbraio 2025 e del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani nel dicembre 2024 e nell’aprile 2025.

Grazie all’avvio del Partenariato Strategico Italia-India nel 2023 e al successivo lancio del Piano d’Azione Strategico Congiunto 2025-2029, “il dialogo politico tra le due Nazioni ha raggiunto un livello di intensità senza precedenti, favorendo un significativo ampliamento della cooperazione bilaterale in numerosi ambiti strategici. La collaborazione si estende oggi dalla difesa alla ricerca scientifica, dal commercio agli investimenti, fino allo sviluppo di un’intelligenza artificiale umano-centrica, nonché al contrasto del terrorismo e del traffico di esseri umani”.

Nel corso del loro incontro, Meloni e Modi adotteranno una Dichiarazione Congiunta che “eleverà le relazioni tra Italia e India al rango di Partenariato Strategico Speciale. Il documento individua nuove e ambiziose direttrici di cooperazione bilaterale, rafforzando ulteriormente il quadro del partenariato tra i due Stati”.

Oltre ai principali dossier bilaterali, il Presidente Meloni e il Primo Ministro Modi affronteranno le più rilevanti questioni internazionali, con particolare riferimento alla situazione in Medio Oriente, al conflitto in Ucraina e alla sicurezza nell’Indo-Pacifico.

I due leader parteciperanno, inoltre, a un pranzo di lavoro con i vertici di importanti gruppi industriali italiani e indiani, nel corso del quale sarà promosso uno scambio di vedute sulle migliori modalità per rafforzare ulteriormente la cooperazione economica, commerciale e nel settore degli investimenti.

Infine, assisteranno alla firma di una serie di intese nei settori del trasporto marittimo, dell’agricoltura, dell’istruzione superiore, dei minerali critici, della cooperazione museale e del contrasto ai reati economico-finanziari.

Tv, "Cercasi tata disperatamente" in onda su Rai 1 il 24 maggio

Roma, 19 mag. (askanews) – In prima serata su Rai 1 due nuovi titoli per la collana “Purché Finisca Bene” (prodotti da Pepito Produzioni in collaborazione con Rai Fiction e con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo). Due commedie sentimentali, accomunate da temi universali quali l’amore, la famiglia, le seconde possibilità e la capacità di riscatto personale.

Il 24 maggio andrà in onda “Cercasi tata disperatamente”, per la regia di Laura Chiossone, soggetto e sceneggiatura di Pietro Seghetti e Greta Frontani. Il 31 maggio, “Meglio tardi che mai” per la regia di Giuseppe Curti, soggetto di Gianluca Iumiento e sceneggiatura di Gianluca Iumiento, Maria Sole Limodio, Antonia Augusta Ruggiero.

“Cercasi tata disperatamente”, con Elena Radonicich, Giorgio Pasotti, Giulietta Rebeggiani, Leo Besozzi, Alessio Praticò, Riccardo Maria Manera, Piera Russo, Domenico Pinelli, Pietro Delle Piane e la partecipazione di Neri Marcorè, racconta la storia di Marta Sironi, una trentacinquenne con un sogno ostinato: diventare una comica. Dopo aver fallito all’ennesimo concorso di stand-up, si ritrova senza lavoro e senza casa. Sarà la sua migliore amica Fabiana a ospitarla, ma a condizione che dia una svolta alla sua vita in soli tre giorni. Marta, però, non solo viene ripescata al concorso, ma trova anche un tetto, trasformandosi in “Frau Klara”, una tata tedesca severa e altamente qualificata. Lorenzo Nuti, un bel vedovo quarantacinquenne, ha infatti bisogno di un’educatrice inflessibile per domare i suoi due figli difficili, Chiara e Luigi. Quando i ragazzi scoprono la verità cominciano a ricattarla per ottenere maggiore libertà in casa. Tra colpi di scena e piccole bugie Marta viene smascherata da Federico, il proprietario del locale di stand-up dove si esibisce, e sarà costretta a scegliere se continuare a nascondersi oppure raccontare la verità.

Per Elena Radonicich “tata Klara ci dice che per essere sé stessi a volte, si fanno dei giri lunghi, si mettono maschere, ma nella relazione autentica si libera la nostra essenza più profonda che ci rende finalmente liberi. Si può sperimentare anche oltre i consueti limiti che l’età generalmente impone. E vivere con leggerezza e gioco”. Giorgio Pasotti spiega: “Il ruolo che interpreto in questa commedia brillante è quello di un padre alle prese con due figli ‘problematici’ o meglio che hanno accusato molto la mancanza della madre. Come un equilibrista, cerca di barcamenarsi tra lavoro e figli non riuscendoci perfettamente, anzi non riuscendoci affatto, nonostante l’impegno. Così fa ricorso ad una tata. Irrompe nella sua e loro vita questa tata sui generis che cambierà radicalmente e per sempre il corso della loro famiglia. Mi sono divertito molto ad interpretare un carattere comico, di una comicità molto British, leggera, che ti fa seguire il film sempre con un sorriso sulle labbra”.

L’altro tv movie della collana “Purché Finisca Bene”, per la regia di Giuseppe Curti, ha nel cast Lorenzo Richelmy, Mariana Lancellotti, Emanuela Grimalda e vede la partecipazione straordinaria Di Sergio Assisi.

Cercasi tata disperatamene è stato realizzato con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo. È un progetto realizzato in collaborazione con Trentino Film Commission.

Sinner verso Roland Garros, poi sull’erba direttamente a Wimbledon

Roma, 19 mag. (askanews) – Archiviati gli Internazionali BNL d’Italia, Jannik Sinner si prepara al prossimo grande appuntamento della stagione: il Roland Garros, secondo Slam dell’anno e uno degli obiettivi centrali del suo 2026 da numero 1 del mondo. Il percorso dell’azzurro è già tracciato e prevede una gestione molto precisa del calendario, senza passaggi intermedi sul circuito ATP tra Parigi e Londra.

Il torneo parigino rappresenta il punto di ripartenza immediato dopo la parentesi romana, con Sinner che punta a confermarsi ai massimi livelli anche sulla terra rossa, superficie che negli ultimi anni lo ha visto crescere in maniera costante in termini di risultati e continuità. L’obiettivo è arrivare fino in fondo, in un tabellone che si annuncia competitivo e che vedrà ancora una volta i principali rivali pronti a contendersi il titolo.

Dopo il Roland Garros, però, il calendario dell’altoatesino prevede una scelta chiara: nessun torneo di preparazione sull’erba. Sinner non sarà infatti al via dell’ATP 500 di Halle, appuntamento tradizionalmente utilizzato da molti top player per adattarsi alla superficie in vista di Wimbledon. Una decisione già anticipata dallo stesso giocatore nei giorni degli Internazionali di Roma, quando aveva sottolineato la volontà di affrontare una pausa più lunga dopo Parigi.

“Dopo Parigi ci sarà uno stop più lungo. Non farò tornei di preparazione sull’erba”, era stata la linea indicata dal numero 1 del mondo, che conferma così una programmazione mirata alla gestione delle energie nella fase centrale della stagione. L’assenza dall’entry list del torneo tedesco di Halle rende quindi altamente probabile un periodo di circa tre settimane senza gare ufficiali tra la fine dello Slam francese e l’inizio di Wimbledon.

La scelta comporta un approccio diverso rispetto ad altri protagonisti del circuito, ma è coerente con la strategia di concentrare le energie sui grandi eventi. L’obiettivo è arrivare a Londra nelle migliori condizioni possibili, con l’ambizione di difendere il titolo conquistato nel 2025 contro Carlos Alcaraz, in una finale che ha segnato uno dei momenti più significativi della stagione precedente.

Wimbledon rappresenta infatti uno dei traguardi più importanti del 2026 per Sinner, che si presenta al torneo da campione in carica e con la pressione tipica di chi deve confermarsi ai massimi livelli. L’assenza di tornei preparatori sull’erba sarà quindi compensata da allenamenti mirati e da un lavoro specifico sull’adattamento alla superficie, con l’obiettivo di ottimizzare tempi e condizioni fisiche.

La marina israeliana ha intercettato un’altra imbarcazione della Flotilla diretta a Gaza: a bordo 2 italiane

Roma, 19 mag. (askanews) – La marina israeliana ha intercettato una nuova imbarcazione della Flotilla. Due italiani sono parte dell’equipaggio, riferisce tramite X la Global Sumud Flotilla.

L’imbarcazione Akka (Andros) con a bordo Gessica Lastrucci e Ilaria Del Mastro è stata intercettata e le forze armate israeliane hanno “sequestrato i nostri volontari mentre portavano avanti una missione legittima per rompere l’assedio illegale di Gaza e aprire un corridoio umanitario”, si apprende dalla Global Sumud Flotilla.

Bankitalia, pagamenti non in banconote +45% in 3 anni, boom bonifici

Roma, 19 mag. (askanews) – Negli ultimi tre anni in Italia le operazioni di pagamento effettuate con strumenti alternativi al contante hanno mostrato una vera e propria impegnata, in particolare su bonifici e carte. La crescita è stata marcata soprattutto in termini numerici, in misura più contenuta è aumentato anche il valore complessivo dei pagamenti effettuati, a riflesso del fatto che sta salendo il loro utilizzo per operazioni frequenti e di minor valore. È uno degli aspetti che emerge dalle statistiche sui sistemi dei pagamento appena riorganizzate dalla Banca d’Italia.

Guardando agli aggregati nazionali, secondo l’istituzione di Via Nazionale da 2 miliardi 736 milioni di pagamenti non in banconote che si contavano nel quarto trimestre del 2022, si è saliti a quota 3 miliardi 983 milioni nello stesso periodo dello scorso anno. In pratica oltre 1,2 miliardi di pagamenti in più in tre anni sul trimestre in esame, un più 45,5%.

I pagamenti effettuati con carte di debito e prepagate (escluse le carte di credito) sono balzati da 1 miliardo 803 milioni a 2 miliardi 860 milioni (un +58%), secondo le tabelle di Bankitalia. I bonifici sono saliti da 411 milioni a 523 milioni, sempre tra quarto trimestre del 2022 e stesso periodo del 2025.

L’aumento in numero delle operazioni effettuate è quindi molto evidente. Meno marcato è stato l’incremento in termini di valore: nel quarto trimestre del 2022 le transazioni con strumenti alternativi al contante corrispondevano a un ammontare totale di 3.019 miliardi di euro. Nel quarto trimestre dello scorso anno si sono salite a 3.339 miliardi.

Un aumento più consistente ha riguardato i bonifici, su cui va ricordato sono entrate in vigore le nuove regole per quelli istantanei che hanno pareggiato i costi per i consumatori, rispetto ai bonifici tradizionali, e introdotto nuove funzioni che garantiscono maggiormente la correttezza del pagamento. Nel quarto trimestre del 2022 avevano avuto un controvalore di 2.551 miliardi di euro. Nello stesso periodo dello scorso anno si è saliti a 2.822 miliardi. Le operazioni effettuate con carte (salvo quelle di credito), in valore, sono salite da 78,44 miliardi a 107,56 miliardi.

Guardando più nello specifico ai bonifici, in termini di numeri è stata particolarmente rilevante la crescita di quelli effettuati utilizzando Internet come canale dispositivo: da 203 milioni di pagamenti effettuati nell’ultimo trimestre del 2022 si è saliti a 304 milioni nel 2025, quasi un più 50%. In termini di valore si è registrato un calo: era pari a 770.672 milioni di euro nell’ultimo trimestre del 2022, mentre è stato di 691.429 milioni a fine 2025, ma su questo aggregato incidono anche le tempistiche delle operazioni effettuate dalle imprese che possono dare effetti distorsivi sui bilanci trimestrali.

Questi dati giungono dopo che la Banca d’Italia ha varato una riorganizzazione delle statistiche sui sistemi di pagamento, ordinandole per report tematici. Il report “Modalità di pagamento disponibili per la clientela: dati nazionali”, spiega l’istituzione, fornisce un quadro di insieme del sistema dei pagamenti, con dati su strumenti, canali e tecnologie di pagamento, operazioni transfrontaliere, open banking e accesso al contante. Il report “Modalità di pagamento disponibili per la clientela: dati territoriali”, presenta invece informazioni a livello regionale su ATM e POS, sulle transazioni non in contante e sugli indicatori di accessibilità al contante.

Un ulteriore report è dedicato a “Incassi e pagamenti delle Amministrazioni pubbliche”, aggiunge Bankitalia, con dati tratti da Tesoreria Statale e dal sistema SIOPE+. Le sezioni relative ai sistemi di regolamento interbancari e alla gestione accentrata dei titoli confluiscono nel fascicolo Infrastrutture di mercato finanziario. (fonte immagine: Banca d’Italia)

IntesaSp: fatturato industria 2026 +0,2%, per ora niente recessione

Milano, 19 mag. (askanews) – Crescita congelata per l’industria manifatturiera made in Italy che chiuderà il 2026 con un fatturato stabile a prezzi costanti (+0,2% tendenziale) per un giro d’affari di 1.168 miliardi di euro (+3,8% a prezzi correnti). A mettere in fila i numeri è il rapporto sui Settori Industriali, a cura del Research Department di Intesa Sanpaolo e di Prometeia. Sull’andamento della manifattura pesa la crisi nel Golfo e se dovesse prolungarsi la chiusura dello stretto di Hormuz anche nella seconda metà del 2026 si registrerebbe un calo dei ricavi dell’1,5% nella media del biennio 2026-2027.

“La situazione nel Golfo Persico colpisce l’Italia in maniera anche più profonda rispetto ad altri Paesi, ma l’Italia ha grossi fattori di mitigazione: un elevato livello di stoccaggi e una minore intensità energetica rispetto a 30 anni fa”, ha spiegato il capo economista di Intesa Sanpaolo, Gregorio De Felice. Per queste ragioni, ha aggiunto, “subiremo contraccolpi, ma senza arrivare a una recessione: in caso di una conclusione rapida del conflitto – ha dettagliato – la nostra previsione di crescita per il Pil italiano è allo 0,4 per cento, un conflitto più prolungato che arrivi sino alla fine di agosto implicherebbe una crescita più bassa pari allo 0,2 per cento”.

Guardando al 2030, la manifattura si incammina su un sentiero di moderata crescita del fatturato intorno all’1% medio annuo. La propensione all’export resterà stabile sopra il 60% per i beni tecnologici e potrà crescere nei settori più esposti ai consumi interni e condizionati dai trend demografici, determinando un ampliamento del nostro avanzo commerciale intorno ai 125 miliardi di euro al 2030 (21 miliardi in più rispetto al 2019).

La Farmaceutica sarà il settore più dinamico al 2030, con una crescita attesa del fatturato a prezzi costanti del +2,5%, sostenuta dalle esportazioni ma anche dal rafforzamento dei consumi sul mercato interno. Gli acquisti di farmaci continueranno infatti a ricevere grande attenzione nel paniere di spesa dei consumatori, in un contesto di progressivo invecchiamento demografico e di attenzione al benessere personale. Crescita sopra la media manifatturiera anche il settore del Largo consumo (+1,4%) e i settori connessi alla doppia transizione, quali Elettronica (+1,9%), Meccanica (+1,5%) ed Elettrotecnica (+1,3%). Le attese sono inoltre di modesto rimbalzo per gli Autoveicoli e moto (in crescita al +1,5% medio annuo nel quadriennio di previsione).

L’Ia corre negli Usa, ma crescono anche i suoi oppositori

Roma, 19 mag. (askanews) – La corsa dell’intelligenza artificiale negli Stati uniti comincia a incontrare un ostacolo politico e sociale sempre più visibile: il rapido deterioramento della fiducia pubblica verso chi sviluppa, finanzia e costruisce l’infrastruttura materiale dell’Ia. Il segnale più recente è arrivato all’Università dell’Arizona, dove l’ex amministratore delegato di Google Eric Schmidt è stato contestato dagli studenti durante il discorso di laurea, quando ha parlato della trasformazione tecnologica prodotta dall’Ia come di un passaggio “più grande, più rapido e più importante” di quelli precedenti.

Il caso, riportato dal Wall Street Journal, è diventato il simbolo di una reazione che non riguarda più solo gli ambienti critici della Silicon Valley o i gruppi ambientalisti. L’insoddisfazione si sta allargando a lavoratori, famiglie, studenti, comunità locali e amministratori pubblici. I timori sono diversi ma convergenti: perdita di posti di lavoro, aumento dei costi energetici, consumo di acqua e suolo per i data center, impatto sull’istruzione, salute mentale dei minori, uso opaco dei contenuti generati artificialmente.

Secondo Pew Research Center, metà degli adulti americani si dice oggi più preoccupata che entusiasta per l’aumento dell’uso dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana, mentre solo il 10% si dichiara più entusiasta che preoccupato. Gallup ha rilevato inoltre una forte opposizione alla costruzione di data center vicino alle abitazioni: oltre sette americani su dieci si dicono contrari a ospitare nelle proprie comunità queste infrastrutture, considerate ormai meno accettabili perfino di impianti tradizionalmente controversi.La protesta ha assunto anche una dimensione elettorale. In Missouri, nella città di Festus, quattro consiglieri comunali sono stati sconfitti dopo aver approvato un progetto da 6 miliardi di dollari per un data center. In decine di comunità, dal Maine all’Arizona, residenti e amministratori stanno chiedendo moratorie o divieti. Secondo Data Center Watch, l’opposizione locale ha già bloccato o ritardato progetti per decine di miliardi di dollari.

La frattura attraversa anche gli schieramenti politici. Il senatore repubblicano del Missouri Josh Hawley ha proposto nuove regole per data center e società di intelligenza artificiale, affermando che molti cittadini si sentono “sotto assedio”. Sul fronte democratico, in Tennessee, il deputato statale Justin Pearson ha fatto dell’opposizione al progetto xAI di Elon Musk a Memphis uno dei temi centrali della sua campagna per il Congresso. La Naacp (National Association for the Advancement of Colored People) ha citato in giudizio xAI, accusando la società di aver utilizzato turbine a gas senza permessi adeguati e di aver aggravato l’inquinamento in comunità già vulnerabili.

In Texas, il commissario all’Agricoltura Sid Miller ha chiesto una pausa nello sviluppo dei grandi data center, sostenendo che la loro diffusione incontrollata su terreni agricoli e ranch rappresenta una minaccia per acqua, energia e produzione alimentare. Si tratta di un’opposizione significativa, perché arriva da uno Stato generalmente favorevole agli investimenti industriali e alla crescita energetica.

L’industria tecnologica prova a reagire sostenendo che l’intelligenza artificiale produrrà innovazione, efficienza, nuove entrate fiscali e benefici nella medicina, nella ricerca, nella produttività e nella vita quotidiana. Ma il messaggio fatica a passare. Chris Lehane, responsabile degli affari globali di OpenAI, ha riconosciuto che il settore deve essere “molto più calibrato” nello spiegare perché l’Ai possa essere positiva per il paese e per il mondo, attribuendo parte della paura ai cosiddetti “doomers” (catastrofisti), alla sfiducia accumulata verso i social media e alla copertura negativa dei media.

Il problema, però, è che la contestazione non nasce più solo da chi produce scenari apocalittici e distopici. In molte comunità americane l’intelligenza artificiale ha già assunto una forma concreta: edifici enormi, richieste di energia, bollette più alte, rumore, emissioni, traffico, terreni sottratti ad altri usi. Il conflitto non riguarda soltanto algoritmi e modelli linguistici, ma impatta su chi paga il prezzo fisico dell’infrastruttura necessaria a farli funzionare.

Per le grandi società tecnologiche la posta in gioco è enorme. OpenAI, Anthropic, Google, Microsoft, Meta, Amazon e gli altri protagonisti della corsa all’Ia hanno bisogno di potenza di calcolo sempre maggiore. Gli investitori hanno impegnato capitali giganteschi nella convinzione che l’espansione dei data center sia inevitabile. Ma la crescita del dissenso mostra che la retorica dell’inevitabilità tecnologica, da sola, non basta a garantire il consenso sociale.

Meloni: sfratti non saranno più un calvario, tempi certi e rapidi

Roma, 19 mag. (askanews) – “Se con il Decreto Sicurezza combattiamo le occupazioni abusive, con il disegno di legge sugli sfratti approvato di recente in Consiglio dei ministri fissiamo tempi certi e rapidi per il rilascio degli immobili occupati senza titolo, perché il contratto di affitto è scaduto o l’inquilino non paga il dovuto. Troppo spesso, oggi i proprietari affrontano un vero e proprio calvario per tornare in possesso del proprio immobile. E, questo, oltre ad essere ingiusto, crea un danno economico e sociale enorme. Ecco perché abbiamo deciso di tagliare i tempi per l’esecuzione degli sfratti e introdurre una procedura d’urgenza per ottenere in via giudiziale il titolo esecutivo e, quindi, il rilascio dell’immobile”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni in un messaggio all’assemblea annuale di Confedilizia.

“Norme di buon senso, attese da anni, che accompagnano un provvedimento altrettanto atteso da molto: il Piano Casa”, aggiunge.

Ravetto da Lega a Futuro Nazionale, Vannacci: darà contributo importante

Milano, 19 mag. (askanews) – Laura Ravetto, una lunga militanza politica alle spalle prima nel Pdl, poi in Forza Italia e infine nella Lega, lascia il partito di Matteo Salvini ed entra in Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.

Soddisfatto l’eurodeputato: “Accolgo con grande piacere Laura Ravetto all’interno di Futuro Nazionale. Si tratta di una personalità politica di consolidata esperienza, con cinque legislature in Parlamento e ruoli di rilievo ricoperti nel corso della sua attività istituzionale, fra cui quello di sottosegretario ai rapporti col Parlamento nel 2010 e responsabile del dipartimento immigrazione di Forza Italia nel 2019. Sono certo – dice Vannacci – che potrà offrire un contributo importante alla crescita e all’evoluzione di Futuro Nazionale”.

La formalizzazione dell’ingresso e le dichiarazioni ufficiali, si fa sapere, avverranno giovedì a Salsomaggiore Terme, in occasione dell’evento ‘Guerra e Pace’, in programma alle ore 21.

Maldive: recuperati i corpi di due sub italiani

Roma, 19 mag. (askanews) – I corpi di due sub italiani morti durante un’immersione alle Maldive sono stati riportati in superficie oggi al termine di una vasta operazione di recupero. Lo ha indicato all’agenzia di stampa France Presse un portavoce del governo di Malé.

I due facevano parte dei cinque italiani che giovedì non sono rientrati da un’uscita di immersione subacquea, ha precisato il portavoce Mohamed Hussain Shareef.

Restano ancora da recuperare gli ultimi due corpi, che si troverebbero nella stessa grotta, a una profondità di circa 60 metri, nell’atollo di Vaavu, a sud della capitale.

Il corpo di uno dei cinque sub era stato ritrovato già giovedì, mentre un soccorritore maldiviano è morto sabato durante le operazioni.

Casa, Meloni: né nemici di classe né cittadini serie B, difendiamo proprietari

Roma, 19 mag. (askanews) – “Per troppo tempo i proprietari di casa sono stati trattati come cittadini di serie B. Pensate al dibattito surreale che si innesca ogniqualvolta si affronta il tema degli sfratti o dello sgombero delle case occupate: i proprietari vengono etichettati come “nemici di classe”, gente insensibile ai “diritti” di morosi e abusivi. Una narrazione ideologica, che calpesta sia i diritti dei proprietari ma anche di chi una casa vorrebbe averla”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni in un messaggio all’assemblea annuale di Confedilizia che, osserva, “rappresenta, da sempre, una realtà radicata nella società e che dà voce alle famiglie italiane che hanno investito i propri risparmi in un bene fondamentale: la casa”.

“Se i proprietari sanno che i loro diritti non verranno difesi dallo Stato – aggiunge la presidente del Consiglio – allora le case disponibili saranno sempre meno e i prezzi sempre più alti. Ecco perché, fin dal nostro insediamento, stiamo lavorando per spezzare questo circolo vizioso e ribaltare il paradigma. Per difendere le persone oneste, non chi viola la legge e spera anche di rimanere impunito”.

L’Ia corre negli Usa, ma crescono anche i suoi oppositori

Roma, 19 mag. (askanews) – La corsa dell’intelligenza artificiale negli Stati uniti comincia a incontrare un ostacolo politico e sociale sempre più visibile: il rapido deterioramento della fiducia pubblica verso chi sviluppa, finanzia e costruisce l’infrastruttura materiale dell’Ia. Il segnale più recente è arrivato all’Università dell’Arizona, dove l’ex amministratore delegato di Google Eric Schmidt è stato contestato dagli studenti durante il discorso di laurea, quando ha parlato della trasformazione tecnologica prodotta dall’Ia come di un passaggio “più grande, più rapido e più importante” di quelli precedenti.

Il caso, riportato dal Wall Street Journal, è diventato il simbolo di una reazione che non riguarda più solo gli ambienti critici della Silicon Valley o i gruppi ambientalisti. L’insoddisfazione si sta allargando a lavoratori, famiglie, studenti, comunità locali e amministratori pubblici. I timori sono diversi ma convergenti: perdita di posti di lavoro, aumento dei costi energetici, consumo di acqua e suolo per i data center, impatto sull’istruzione, salute mentale dei minori, uso opaco dei contenuti generati artificialmente.

Secondo Pew Research Center, metà degli adulti americani si dice oggi più preoccupata che entusiasta per l’aumento dell’uso dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana, mentre solo il 10% si dichiara più entusiasta che preoccupato. Gallup ha rilevato inoltre una forte opposizione alla costruzione di data center vicino alle abitazioni: oltre sette americani su dieci si dicono contrari a ospitare nelle proprie comunità queste infrastrutture, considerate ormai meno accettabili perfino di impianti tradizionalmente controversi.

La protesta ha assunto anche una dimensione elettorale. In Missouri, nella città di Festus, quattro consiglieri comunali sono stati sconfitti dopo aver approvato un progetto da 6 miliardi di dollari per un data center. In decine di comunità, dal Maine all’Arizona, residenti e amministratori stanno chiedendo moratorie o divieti. Secondo Data Center Watch, l’opposizione locale ha già bloccato o ritardato progetti per decine di miliardi di dollari.

La frattura attraversa anche gli schieramenti politici. Il senatore repubblicano del Missouri Josh Hawley ha proposto nuove regole per data center e società di intelligenza artificiale, affermando che molti cittadini si sentono “sotto assedio”. Sul fronte democratico, in Tennessee, il deputato statale Justin Pearson ha fatto dell’opposizione al progetto xAI di Elon Musk a Memphis uno dei temi centrali della sua campagna per il Congresso. La Naacp (National Association for the Advancement of Colored People) ha citato in giudizio xAI, accusando la società di aver utilizzato turbine a gas senza permessi adeguati e di aver aggravato l’inquinamento in comunità già vulnerabili.

In Texas, il commissario all’Agricoltura Sid Miller ha chiesto una pausa nello sviluppo dei grandi data center, sostenendo che la loro diffusione incontrollata su terreni agricoli e ranch rappresenta una minaccia per acqua, energia e produzione alimentare. Si tratta di un’opposizione significativa, perché arriva da uno Stato generalmente favorevole agli investimenti industriali e alla crescita energetica.

L’industria tecnologica prova a reagire sostenendo che l’intelligenza artificiale produrrà innovazione, efficienza, nuove entrate fiscali e benefici nella medicina, nella ricerca, nella produttività e nella vita quotidiana. Ma il messaggio fatica a passare. Chris Lehane, responsabile degli affari globali di OpenAI, ha riconosciuto che il settore deve essere “molto più calibrato” nello spiegare perché l’Ai possa essere positiva per il paese e per il mondo, attribuendo parte della paura ai cosiddetti “doomers” (catastrofisti), alla sfiducia accumulata verso i social media e alla copertura negativa dei media.

Il problema, però, è che la contestazione non nasce più solo da chi produce scenari apocalittici e distopici. In molte comunità americane l’intelligenza artificiale ha già assunto una forma concreta: edifici enormi, richieste di energia, bollette più alte, rumore, emissioni, traffico, terreni sottratti ad altri usi. Il conflitto non riguarda soltanto algoritmi e modelli linguistici, ma impatta su chi paga il prezzo fisico dell’infrastruttura necessaria a farli funzionare.

Per le grandi società tecnologiche la posta in gioco è enorme. OpenAI, Anthropic, Google, Microsoft, Meta, Amazon e gli altri protagonisti della corsa all’Ia hanno bisogno di potenza di calcolo sempre maggiore. Gli investitori hanno impegnato capitali giganteschi nella convinzione che l’espansione dei data center sia inevitabile. Ma la crescita del dissenso mostra che la retorica dell’inevitabilità tecnologica, da sola, non basta a garantire il consenso sociale.

Dai temporali al caldo estivo: escalation termica con primi 30-32°C

Roma, 19 mag. (askanews) – Ci siamo. Dopo una prima metà del mese dai connotati spiccatamente autunnali, l’atmosfera è pronta a un drastico ribaltone. Vivremo le ultime 24 ore caratterizzate da qualche acquazzone e temporale residuo, per poi lasciare definitivamente spazio al dominio dell’Anticiclone Africano, che porterà con sé il primo, inequivocabile respiro dell’estate 2026. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma l’arrivo della bella stagione, ma la delicata fase di transizione richiederà ancora un pizzico di attenzione. L’afflusso di aria più calda e stabile, infatti, non riuscirà a inibire immediatamente lo sviluppo di locali focolai temporaleschi.

La giornata di martedì sarà ancora caratterizzata da qualche temporale, a tratti anche intenso, concentrato in particolar modo tra la Liguria di Levante e l’Alta Toscana, sul Nord-Est e a ridosso dei principali rilievi alpini e appenninici. Solo a partire da mercoledì, quando la bolla d’aria calda riuscirà a conquistare anche le quote più alte della troposfera, l’atmosfera si stabilizzerà in modo definitivo, regalandoci cieli azzurri e tersi ovunque.

Un’altra configurazione meteo da tenere d’occhio riguarderà un temporaneo “paradosso” al Meridione. Nella seconda metà della settimana assisteremo a un leggero calo del geopotenziale (ovvero della pressione atmosferica in quota) sulle regioni del Sud. Questo piccolo disturbo attiverà venti di Maestrale tesi, a tratti forti, a partire da giovedì sulla Puglia, in rapida estensione verso Basilicata e Calabria. In pratica, farà paradossalmente più caldo al Centro-Nord che al Sud, ma si tratterà di una parentesi ventosa destinata a esaurirsi gradualmente entro sabato.

Fatte queste doverose premesse, la vera notizia della settimana è l’escalation termica in arrivo da mercoledì in poi. Entro giovedì i termometri toccheranno agevolmente i 28°C, per poi spingersi fino a sfiorare i 30-31°C all’ombra entro domenica (32°C in Sardegna), uniformando le temperature da Nord a Sud. Assaporeremo così le prime condizioni calde e leggermente afose della stagione durante le ore diurne, mentre le temperature minime notturne si manterranno fortunatamente ancora su valori freschi e gradevoli, garantendo un riposo sereno.

Carceri, Antigone: sovraffollamento al 139%, sistema al collasso

Milano, 19 mag. (askanews) – E’ allarme sovraffollamento nelle carceri italiane. La fotografia scattata da Antigone nel XXII Rapporto sulle condizioni di detenzione in Italia dal titolo “Tutto chiuso” lascia poco spazio a dubbi: al 30 aprile 2026 nelle carceri italiane erano detenute 64.436 persone, a fronte di una capienza regolamentare di 51.265 posti che si riducono però a 46.318 realmente disponibili. Il tasso reale di sovraffollamento ha così raggiunto il 139,1%. Sono 73 gli istituti con un affollamento pari o superiore al 150%, mentre in 8 strutture si supera addirittura il 200%. Le carceri non sovraffollate risultano appena 22 in tutta Italia.

Secondo il Report, nonostante gli annunci del governo sul piano carceri, i posti effettivamente disponibili siano diminuiti di 537 unità dall’avvio del progetto. Parallelamente, tra il 2018 e il 2024 i tribunali di sorveglianza hanno accolto oltre 30 mila ricorsi per trattamenti inumani o degradanti subiti dai detenuti.

Per l’associazione, l’aumento della popolazione carceraria non dipende da una crescita della criminalità, che nei primi mesi del 2025 risulta anzi in calo dell’8%, ma dalle politiche punitive adottate negli ultimi anni, con oltre 55 nuovi reati introdotti dall’inizio della legislatura e decine di aggravanti e aumenti di pena.

La Russia avvia una esercitazione nucleare con la Bielorussia

Roma, 19 mag. (askanews) – Le forze armate russe condurranno esercitazioni sulla preparazione e l’uso delle forze nucleari dal 19 al 21 maggio, con il coinvolgimento delle forze missilistiche strategiche e dell’aviazione a lungo raggio, ha dichiarato oggi il ministero della Difesa russo.

“Nel periodo compreso tra il 19 e il 21 maggio 2026, le forze armate russe condurranno esercitazioni sulla preparazione e l’uso delle forze nucleari di fronte alla minaccia di aggressione”, ha dichiarato il ministero in un comunicato, aggiungendo che durante le esercitazioni si praticheranno addestramenti congiunti e l’uso di armi nucleari dislocate sul territorio della Bielorussia.

Secondo quanto riportato nel comunicato, all’esercitazione partecipano le forze missilistiche strategiche, le flotte del Nord e del Pacifico, il comando dell’aviazione a lungo raggio e parte delle forze dei distretti militari di Leningrado e Centrale. “Complessivamente, all’esercitazione parteciperanno oltre 7.800 unità di equipaggiamento militare, tra cui oltre 200 lanciamissili e più di 140 velivoli”, ha dichiarato il ministero, aggiungendo che ci saranno anche otto sottomarini strategici.

Più di 64.000 persone saranno coinvolte nell’addestramento e nell’uso delle forze nucleari in caso di aggressione, si legge nella dichiarazione.

Inoltre, durante le esercitazioni, verranno lanciati missili balistici e da crociera in siti di prova sul territorio russo, ha affermato il ministero.

Energia, Pichetto: rinnovabili al 41% della domanda, record fotovoltaico

Roma, 19 mag. (askanews) – “La presentazione del report annuale IREX è certamente un momento di riferimento per gli operatori del settore. Lo è ancor più oggi in un momento complesso come quello che stiamo vivendo. Le tensioni internazionali e i loro riflessi sui mercati energetici impongono due grandi filoni di risposta, quella immediata per contenere per contenere i costi per le famiglie e per le imprese, e e e una prospettiva che guardi ai nostri obiettivi invece di Pniec (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima ndr)”. Così il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervendo con un video messaggio alla presentazione del Rapporto IREX 2026 presso l’Auditorium Gse.

“In questi anni – ha proseguito – abbiamo lavorato con con coerenza con il nostro disegno energetico per creare le migliori condizioni per uno sviluppo delle dell’energia prodotta da rinnovabili. Nel 2025 le rinnovabili hanno coperto il 41% della della nostra domanda, con con un record annuale di produzione fotovoltaica. Abbiamo lavorato per un sistema più più semplice che che potesse creare quel le migliori condizioni nel settore. Tra i tanti gli gli strumenti attivati, penso all’Energy Release, alle comunità energetiche, alle diverse aste per per le FER, ai bandi per l’innovazione, e penso anche a norme come come quella dell’ultimo decreto cosiddetto bollette che interviene sul fenomeno della saturazione virtuale della rete. Altrettanto importante c’è da ricordare che il il lavoro sulle reti, sul loro sviluppo e resilienza, così come è necessario sviluppare gli accumuli che diano quindi solidità e piena tenuta al sistema delle rinnovabili, da fonte fotovoltaica ed eolica. Guardiamo con fiducia a questo percorso, ma resta, e e almeno io credo, molta strada da fare”.

I ministri di 10 paesi condannano gli attacchi israeliani alla Flotilla

Roma, 19 mag. (askanews) – I ministri degli Esteri di Giordania, Indonesia, Spagna, Pakistan, Brasile, Bangladesh, Turchia, Colombia, Libia e Maldive hanno diffuso un comunicato congiunto in cui condannano “nei termini più duri i nuovi attacchi israeliani contro la Global Sumud Flotilla, un’iniziativa civile umanitaria pacifica volta a richiamare l’attenzione internazionale sulla catastrofica sofferenza umanitaria del popolo palestinese”.

Nella nota si sottolinea che gli “attacchi contro le imbarcazioni e la detenzione arbitraria di attivisti, costituiscono flagranti violazioni del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario”.

I ministri hanno quindi chiesto “l’immediato rilascio di tutti gli attivisti detenuti, così come il pieno rispetto dei loro diritti e della loro dignità”. “I ministri sottolineano inoltre che i ripetuti attacchi contro iniziative umanitarie pacifiche rispecchiano il persistente disprezzo per il diritto internazionale e la libertà di navigazione”, invitando quindi “la comunità internazionale ad assumersi le proprie responsabilità legali e morali, a garantire la protezione dei civili e delle missioni umanitarie e ad adottare misure concrete per porre fine all’impunità e assicurare la responsabilità per queste violazioni”.

Carburanti, prezzi ancora in rialzo, Salvini: venerdì proroga taglio accise

Roma, 19 mag. (askanews) – “Dovremo prorogare sicuramente” il taglio delle accise, anche se “per le migliaia di autotrasportatori questo taglio è sostanzialmente irrilevante”. Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, a Rtl 102.5 aggiungendo che “venerdì abbiamo una riunione con tutte le sigle dell’autotrasporto per ravvivare un credito d’imposta e trovare alcune centinaia di milioni di euro per coprire dei bilanci che altrimenti sono in perdita”.

Salvini ha ricordato che “gli autotrasportatori hanno convocato uno sciopero nazionale per tutta la settimana prossima e hanno ragione. Non sono come quelli di ieri dell’Usb che hanno convocato lo sciopero nelle ferrovie e nella scuola, peraltro con adesione scarsissima, per solidarietà alla flottiglia palestinese. Per carità, ognuno sciopera per quello che vuole, però i camionisti hanno ragione. Dobbiamo poterli aiutare perché fermare per una settimana i camion vuol dire avere i negozi vuoti e l’Italia nel caos. E mi stupisce che a Bruxelles qualcuno non si renda conto della situazione. La cosa assurda è che dicono ‘è vero: la situazione è grave, ma siccome non è ancora gravissima aspettate a intervenire’. Follia, come il medico che si vede arrivare il malato in pronto soccorso e dice ‘è grave, ma siccome non è ancora gravissimo o moribondo non intubiamolo'”.

Nel frattempo continua a salire il prezzo della benzina, riprende a salire, dopo quaranta giorni di calo, il prezzo del gasolio. A spingere sono i mercati petroliferi internazionali, con le quotazioni dei prodotti raffinati che tra ieri e venerdì hanno messo a segno due forti rialzi. Il prezzo medio nazionale della benzina è al livello più alto dal 7 ottobre 2023. Con l’accisa “piena” che, a legislazione corrente, rientrerà in vigore sabato prossimo 23 maggio, la benzina sarebbe oggi a 2,012 euro/litro, il gasolio a 2,222 euro/litro.

Questa mattina, secondo la consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, la benzina self service sulla rete stradale è a 1,951 euro/litro (+8 millesimi rispetto a ieri), gasolio a 1,978 euro/litro (+1). Il Gpl è a 0,807 euro/litro (-1), il metano a 1,564 euro/kg (invariato). In autostrada, la benzina self è a 2,032 euro (+9), il diesel a 2,067 euro (+3), il Gpl a 0,915 euro (invariato) e il metano a 1,588 euro (invariato).

Stando ai dati di Staffetta Quotidiana, Eni e Ip hanno aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Per Tamoil si registra un rialzo di due centesimi sulla benzina e un ribasso di uno sul gasolio.

Nyt: Teheran ha adattato le tattiche in vista della ripresa del conflitto

Roma, 19 mag. (askanews) – L’Iran ha sfruttato il cessate il fuoco con gli Stati Uniti per dissotterrare decine di siti di lancio di missili balistici bombardati, spostare lanciatori mobili di missili e, nonostante le perdite subite, adattare le proprie tattiche in vista di un’eventuale ripresa degli attacchi israelo-americani. Lo ha detto un funzionario militare americano al New York Times.

La fonte ha spiegato che molti dei missili balistici usati da Teheran nel corso del conflitto venivano lanciati da profonde grotte sotterranee e da altre strutture scavate nelle montagne, difficili da distruggere. Per questo, ha aggiunto, gli Stati Uniti hanno bombardato gli ingressi dei siti, facendoli crollare e seppellendoli. Teheran avrebbe ora dissotterrato un numero importante di questi siti. E ha anche studiato le rotte di volo dei caccia e dei bombardieri americani, forse con l’assistenza russa. La fonte ha citato l’abbattimento di un F-15E il mese scorso e il fuoco antiaereo contro un F-35 come esempi del fatto che le tattiche di volo americane sono diventate troppo prevedibili, consentendo all’Iran di difendersi con maggiore efficacia.

Sebbene cinque settimane di intensi bombardamenti abbiano causato la morte di diversi leader e comandanti iraniani, ha rimarcato ancora la fonte, di fatto “la guerra ha lasciato un avversario più temprato e resiliente”, tanto che da essere convinto di poter resistere agli Stati Uniti, bloccando lo Stretto di Hormuz, attaccando le infrastrutture energetiche degli Stati vicini del Golfo o minacciando gli aerei statunitensi.

Pannella, Mattarella: leader controcorrente, ha lasciato il segno

Roma, 19 mag. (askanews) – “Marco Pannella è stato una personalità politica che ha impresso un segno nella storia della Repubblica. Nel ricordarlo a dieci anni dalla scomparsa, è riconoscibile il portato delle sue battaglie, condotte spesso da posizioni di minoranza ma capaci di attivare percorsi di innovazione e riforma”. Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del decimo anniversario della scomparsa del leader Radicale.

Pannella è stato leader controcorrente, non convenzionale e, tuttavia, non inatteso. Portatore di un’interpretazione radicale del pensiero liberale, veniva da una lunga esperienza di leadership degli studenti universitari italiani – ricorda Mattarella -. Portò la sua critica e le sue idee al centro del confronto pubblico anche con modalità inedite, ispirandosi alla lezione gandhiana: gli scioperi della fame e della sete, le pratiche di disobbedienza civile, le proteste non violente, aprendo così la strada a nuovi linguaggi e nuove forme di partecipazione”.

“Il leader radicale fu uomo del dialogo, come nel caso delle decisioni che portarono a interventi straordinari della Repubblica per combattere la fame nel mondo, oltre che protagonista in passaggi delicati della vita delle istituzioni. Europeista tenace e convinto, coerente sostenitore dello Stato di diritto, irriducibile avversario della pena di morte, difensore della dignità dei detenuti, lascia un’eredità che riserva valori anche a chi non ha condiviso tutte le sue battaglie” conclude Mattarella.

Concita Borrelli e lo stupro: non aprite quella porta

È tirata aria di bora a “Porta a porta” dove una sorta di maestra di pensiero ha portato in dote ad una puntata di qualche sera addietro quello che non si dice e non si fa. Ha denunciato, una ipocrisia utile a farci civili, seppure si tratta di una brama annidata nei bui antri dell’inconscio fino qualche volta ad affacciarsi in veste di sogno consapevole sempre frustrato da una perenne inazione. 

In onda, le origini del male 

Concita Borrelli, questa la protagonista, sembra abbia detto che “nella sfera sessuale di ognuno di noi c’è lo stupro. C’è che qualcuno ti prende o tu prendi qualcuno, nella testa, nei sogni, nell’immaginazione, ce l’abbiamo tutti e qui non si tratta di essere santi, bigotti o assassini”. Ha messo un po’ di concitazione nel galateo della comunicazione televisiva senza che sia però ben chiaro se si aspirerebbe semmai ad essere vittime felici o autori altrettanto entusiasti dello stupro in questione. Ha preso tutti in contropiede con la incauta franchezza di chi è certa ci siano suggestioni a cui nessuno può sfuggire, che riguardano insomma l’intera società, anche se risulta non pervenuta agli atti una statistica in materia. 

La violenza e il rischio di un guazzabuglio

Del resto lo stupro è una parola che non ha una origine definita, è segnata da una originaria confusione che ne contamina la decifrazione anche per chi se ne ipotizza artefice o destinatario, con sentimenti di gioia o dolore a seconda dei ruoli, o forse anche motivo di piacere pur stando nella parte  di abusato. 

Stupro par che prenda piede dalla più nobile idea di uno stupore in grado di intontire, di lasciare in qualche modo sbalorditi chi si imbatta in un gesto che piano piano si è poi tradotto in un senso di disonore fino ad arrivare ad una violenza sessuale. Forse, messe così le cose, si è voluta ingentilire la faccenda perché potremmo chiamare stupro ogni forma di violenza verso il prossimo compresa la coercizione pur solo della mente. Ascrivere lo stupro, relegandolo ad una sola pratica sessuale, corre forse il rischio di fargli un piacere ma le cose hanno preso ormai questa piega ed inutile tornarci sopra. 

Un commentatore incommentabile?

Ciò che semmai lascia perplessi è l’elezione al ruolo di opinionista della protagonista di quel commento sulla maggiore rete televisiva nazionale. Se ben si è compreso, la Borrelli risulterebbe essere un avvocato che si dedica, nella circostanza, anche a fare l’autrice della trasmissione di Bruno Vespa mettendo in campo una duttilità tutta da apprezzare, pungendo qua e là con i suoi incisivi ragionamenti da tramandare ai posteri. Occorre una capacità di commento su ogni fatto, dal processo Garlasco, passando per la moda delle “diete” fino ad arrivare forse alle guerre nel mondo, una parola costantemente in grado di lasciare segno adeguato nell’ascoltatore. 

Ravvedimento o marcia indietro

Ed anche questa volta ha fatto centro invitando i suoi critici a deporre le armi e veleni perché, ha detto, si scuserà. E’ appunto quello che non si dovrebbe fare. Quando si dichiara un proprio convincimento non è bene ritrattarlo, sarebbe come violare la propria intelligenza, rinnegando una lettura psicanalitica, non importa se corretta o infondata, che in ogni caso appartiene a chi l’ha espressa. 

La Borrelli può darsi sia stata improvvida ad avventurarsi nel misterioso campo della scienza della mente che dovrebbe essere riservata a chi professionalmente la studia per mestiere, dando in pasto al pubblico l’emotività di una sua intima interpretazione. Oppure è stata inopportuna o di coraggiosa audacia a scoperchiare il vaso di pandora delle fantasie sessuali dell’umanità o che abbia visto solo lei un film che riguarda invece esclusivamente gli appassionati del genere. 

Ogni forma di pensiero è opinabile, ma chi propone una riflessione ha il dovere di difenderla anche a costo della impopolarità, sfiorando magari uno sgarbo non quotidiano ma una tantum, assumendosene la paternità, la responsabilità e le eventuali conseguenze. Altrimenti lo stupro continua, intanto su se stessi e proprio questo non sarebbe scusabile.

Il “campo degasperiano” tra crisi della politica e ritorno della rappresentanza

La proposta di un centro autonomo degasperiano

Ho ascoltato sulla piattaforma “change.org” la petizione presentata da Lucio D’Ubaldo, che si ispira alla lezione politica di Alcide De Gasperi per superare la polarizzazione attuale. Un progetto quello dell’avvio di un centro autonomo degasperiano che condivido, inserendosi nei tentativi di ricomposizione di un’area politica distinta e distante dalla destra e dalla sinistra, che perseguo dalla fine politica della Democrazia Cristiana.

Molto interessante il riferimento a James Talarico il giovane democratico del Texas il quale, evidenzia D’Ubaldo, considera superato il dilemma destra-sinistra che viene sostituito dalla dicotomia tra “chi sta sopra e chi sta sotto” nella scala economico e sociale USA e, derivando, nel mondo e in Italia.

È dal famoso saggio di Norberto Bobbio “Destra e sinistra – Ragioni e significati di una distinzione politica” (2023 – ed. Saggine) che si è sviluppato anche in Italia un proficuo dibattito su questo tema, con interventi di Massimiliano Pupillo, Alessandro Lozzi, Di Costanzo Preve, Michele Gallo e altri.

La nuova tecno-oligarchia finanziaria

È importante che se ne stia interessando un politico di area democratica americana come James Talarico, cittadino di un Paese in cui, come scrive Tiziana Alterio nel suo recentissimo: Padroni nell’ombra – La nuova élite ebraica che governa il mondo – Chi sono e come operano (Edizioni I – Ottobre 2025) siamo in presenza di una nuova generazione, dopo quella dei Rothschild, Soros, Warburg, Oppenheimer, che “ha conquistato silenziosamente tutte le leve del potere negli Stati Uniti influenzando le scelte non solo del governo statunitense, ma anche degli altri grandi Paesi occidentali. Sono i protagonisti della nuova finanza globale e giovani leader di grandi multinazionali che formano un nuovo “Stato profondo”, irrorato da contratti governativi miliardari. Una nuova élite che tiene contatti stretti con Israele e che sta acquisendo un potere così grande da poter affermare che siamo già dentro una “tecno-oligarchia finanziaria””. Scrive l’Alterio (pag. 39): “Il “Triumvirato” della finanza globale (Black Rock – State Street e Vanguard) insieme gestiscono, nel 2025, oltre 25 trilioni di dollari: una quantità enorme di risorse finanziarie; praticamente hanno nelle loro mani un quarto della ricchezza mondiale che si aggira intorno a 100 trilioni di dollari”.

Sono gli eredi dei detentori di quegli hedge funds anglo caucasici/kazari, di cui ha scritto pagine importanti l’amico dr Alessandro Govoni: fondi speculativi che hanno sede operative nella city of London e fiscale a tassazione zero nello stato USA del Delaware.

Una nuova élite tecno finanziaria, in larga parte connessa al potere dominante politico trumpiano, di cui costituiscono la struttura portante.

La nuova frattura: chi sta sopra e chi sta sotto

È evidente che non siamo più in presenza della vecchia distinzione del secolo scorso fra i concetti tradizionali di destra e di sinistra, ma nella nuova realtà della dicotomia profonda tra chi sta sopra e chi sta sotto.

Una situazione che, come scrive l’Alterio, dagli USA si ripercuote in tutto il mondo, almeno in quello occidentale, con conseguenze incredibili sul piano del controllo delle Big pharm, dei principali gestori dei media fino al controllo dei cavi sottomarini che gestiscono le relazioni informatiche, bancarie e finanziarie di tutto il mondo.

Quei cavi, non a caso, ora sotto il mirino degli iraniani, dato che sono collocati tra i potentati medio orientali, Israele e l’Occidente, proprio sui fondali dello stretto di Hormuz che, a questo punto, diventa strategico per le risorse energetiche, dei prodotti essenziali dei concimi organici e per il sistema delle comunicazioni.

Anche la situazione italiana, già sottoposta a questi pesanti condizionamenti nei settori chiave descritti, è, a sua volta, vittima di condizioni di disuguaglianze socioeconomiche e finanziarie più volte anche da me denunciate, sul piano fiscale, della distribuzione della ricchezza, con un divario sempre più insostenibile tra la casta, i diversamente tutelati, i ceti medi produttivi e le classi popolari (vedi i miei articoli pubblicati su Il Domani d’Italia e Il Popolo).

Proporzionale, preferenze e futuro del “campo degasperiano”

Ecco perché il progetto della costituzione di un centro di ispirazione degasperiana, ampio ed autonomo, distinto e distante da una sinistra alla permanente ricerca di una sua identità ed unità e da una destra nazionalista e sovranista che, nelle sue scelte politico amministrative, anziché ridurre, mira a perpetuare le diseguaglianze e a conservare le rendite di posizione esistenti, appare come la risposta più opportuna per favorire la partecipazione al voto di quella prevalente area di elettrici ed elettori sin qui renitenti, anche se, come ho scritto ad abundatiam, sarà sulla nuova legge elettorale che si deciderà il procedere del progetto politico generale del Paese e di quello stesso del “campo degasperiano”.

Con una legge elettorale di tipo proporzionale con preferenze, il centro potrà rinascere, ma se prevalesse l’attuale “rosatellum” o, peggio la nuova “Legge super truffa meloniana”, tentativo sperimentale di una sorta di legge Acerbo 2.0 e premessa del premierato, la scelta di coalizione sarebbe inevitabile.

Ecco perché il compito di tutti i democratici che credono nei valori costituzionali è quello di batterci per una legge elettorale di tipo proporzionale con preferenze e di concordare un programma politico coerente con le indicazioni della Costituzione repubblicana a partire dal rispetto dell’art. 53.

Xi non parla mai a caso

Il significato politico del “G2”

Tutti i commenti relativi al vertice di Pechino fra Stati Uniti e Cina hanno sostanzialmente rilevato la volontà reciproca di non enfatizzare i punti di attrito, che ci sono e rimangono, ma piuttosto di concordare una sorta di “coabitazione competitiva” a livello globale che già è stata definita “G2”, a suggello di un ormai assodato assetto del potere planetario.

A latere di questo risultato di fondo vi sono poi stati gli accordi commerciali, al solito enfatizzati da Trump ben oltre la loro effettiva rilevanza. Ma l’essenza del bilaterale, quella alla quale ha guardato lucidamente Xi nel mentre Trump si sperticava in elogi nei suoi confronti e della Cina, “paese bellissimo”, è stata puramente geopolitica: e lo si rileva nelle due affermazioni-chiave che il Presidente cinese ha inserito nel suo discorso di apertura del vertice. Entrambe divenute subito una sorta di manifesto dell’incontro e naturalmente subito riprese dalla stampa internazionale.

Esse però non vanno tenute separate. Al contrario, sono parte di un unico ragionamento, di un unico pensiero. Xi ha ricordato la celebre “trappola di Tucidide”, la nota osservazione con la quale lo storico che raccontò la Guerra del Pelopponeso rilevò l’inevitabilità dello scontro nel caso una potenza in declino (a quel tempo, Sparta) non lasci spazio di crescita alla potenza in ascesa (a quel tempo, Atene). Una condizione che negli ultimi 500 anni ha condotto al conflitto in 12 casi su 16 situazioni simili analizzate, secondo lo studio svolto una decina d’anni fa dallo studioso Graham Allison.

La “trappola di Tucidide” come messaggio agli Usa

Citando Tucidide, Xi Jinping ha con sottigliezza tutta cinese voluto evidenziare al mondo e dire al suo interlocutore americano che oggi la potenza in ascesa è la Cina mentre quella in declino è l’America. Ponendosi così su un piano psicologico più vantaggioso e soprattutto giocando all’attacco.

Il secondo messaggio inviato, un vero e proprio avvertimento, un “warning” che Trump ha fatto finta di non aver colto (ma che invece ha compreso benissimo) è stato più diretto, ed è conseguenza logica del primo: Taiwan è una provincia della Cina, e alla madre patria dovrà, presto, ritornare: e questa “è la questione più importante nelle relazioni fra Cina e Stati Uniti”. Sul punto gli americani dovranno porre molta attenzione, altrimenti “i due Paesi avranno scontri e anche conflitti”.

Taiwan e il Mar Cinese: la “Dottrina Xi”

Ecco. Taiwan e il Mar Cinese Meridionale rivendicato con la Linea dei Nove Punti. Sono la dimostrazione di come Pechino intenda il neologismo “G2”, che peraltro lascia immaginare a Trump senza adottarlo direttamente: una sorta di “Dottrina Monroe” asiatica, che potremmo definire “Dottrina Xi”. Gli USA comandino pure nel continente americano, ma in quello asiatico il predominio imperiale sarà cinese.

Giapponesi e indiani hanno da tempo compreso le ambizioni del Dragone: la volontà di riarmo dei primi e le differenziate mosse geopolitiche dei secondi, in parte alleati con gli americani e in parte co-partecipi della formula BRICS+ proprio con la Cina sono la testimonianza dell’incertezza che nel campo alternativo a quello mandarino sta provocando la politica trumpiana: che appare condiscendente con i competitor più forti (la Cina e, su un piano diverso, sostanzialmente solo quello nucleare, la Russia) e invece ostile nei confronti degli alleati con i quali gli Stati Uniti hanno definito l’assetto geopolitico mondiale dal 1945 in avanti.

Trump fra forza esibita e debolezza strategica

La sfida di Xi Jinping è molto potente: e Trump, al di là di quello che dice, pare averla subìta. Al momento, avvertendo Taiwan che non può pensare all’indipendenza, il tycoon conferma l’idea che in molti ormai si sono fatta di lui: prepotente con i deboli e con gli alleati; debole con i forti, potenziali avversari del suo Paese.

La nuova Margherita e il rischio di una caricatura centrista

Una cultura di governo, non una nostalgia elettorale

Molti invocano, e giustamente, il ritorno di una sorta di Margherita. Altri, e più furbescamente — ovvero i soliti e notissimi “cattolici professionisti” alla Delrio — ne sottolineano l’utilità pur restando all’interno del Pd. Vabbè, ogni scelta va rispettata anche quando è dettata dalla furbizia e dal calcolo personale. Ma, e per tornare alla Margherita, credo sia importante al riguardo almeno richiamare tre riflessioni di fondo.

Innanzitutto una sorta di neo Margherita può decollare solo se sarà in grado di declinare sino in fondo una cultura di governo, un profilo riformista e una autentica ed intelligente vocazione centrista. Non può esistere, cioè, una potenziale Margherita nell’attuale contesto politico italiano se non è in grado di centrare appieno questo triplice obiettivo.

Il pluralismo come cifra identitaria

In secondo luogo, e in ossequio a quello che ha rappresentato la Margherita nel periodo in cui fu protagonista nella cittadella politica italiana — cioè nei primi anni duemila — non può essere il banale, grottesco e anche un po’ patetico prolungamento di un semplice partito personale.

La Margherita, al contrario, e seppur in una versione aggiornata, rivista e contemporanea, non può che essere culturalmente plurale. Come, del resto, lo era ai tempi di Rutelli, Marini, Parisi, Mastella e molti altri esponenti politici. Un pluralismo culturale che resta la cifra essenziale e decisiva di quella straordinaria esperienza politica.

L’alternativa al frontismo della sinistra

In ultimo, ma non per ordine di importanza, una sorta di neo Margherita in una coalizione alternativa al centro destra ha un senso, e un ruolo, solo se non è un satellite della sinistra nelle sue diverse e multiformi espressioni. Ovvero, dev’essere l’esatto contrario di quello che sostengono da tempo i vari Bettini. Che, del resto, restano fedeli e coerenti alla vecchia ed antica concezione egemonica comunista secondo la quale tutto ciò che non è riconducibile alla sinistra è, di fatto, un satellite. O meglio, una “tenda”, per usare il termine esatto coniato appunto da Bettini.

Insomma, una nuova ed inedita Margherita può giocare un ruolo specifico ed importante solo se è protagonista nella costruzione del progetto politico riformista e di governo alternativo al centro destra. Se così non è o se così non sarà, è del tutto sufficiente avere la presenza di un piccolo partito/lista/luogo sedicente centrista che vive o sopravvive in virtù di una gentile concessione di seggi parlamentari da parte dell’azionista di maggioranza della coalizione ma rinunciando però, e del tutto, a giocare un ruolo politico e progettuale.

E quindi, e di conseguenza, contribuendo di fatto — direttamente o indirettamente ha poco senso rilevarlo al riguardo — a rimettere in campo una proposta “frontista” molto simile a quella che nel 1994 fece Achille Occhetto con la sua “gioiosa macchina da guerra”.

La vera posta in gioco

Ecco perché quando si parla di una nuova, aggiornata e moderna Margherita occorre anche sapere qual è la vera posta in palio. Sotto il versante politico, come ovvio ed evidente. Ma anche su quello culturale ed organizzativo. Anche perché il passato non si replica mai ma quando ci si vuole rifarsi ad una nobile esperienza di qualche anno addietro, occorre anche rendersi conto che non tutto può essere sempre strumentalizzato o, peggio ancora, alterato. E la Margherita, per restare al tema, è un capitolo troppo serio della politica italiana per permettersi il lusso di essere sfregiato.

Parte da Royal Albert Hall di Londra il tour internazionale di Zucchero

Milano, 19 mag. (askanews) – Lunedì 18 e martedì 19 maggio al via dalla Royal Albert Hall di Londra “BAILA (sexy thing) 25th – Under the Moonlight”, il tour internazionale che celebra i 25 anni di una delle sue hit più amate di sempre.

Dopo aver calcato per la prima volta il palco del celebre tempio della musica londinese nel 1990, aprendo i concerti di Eric Clapton, Zucchero ha portato la sua musica in tutto il mondo e torna ancora una volta da headliner alla Royal Albert Hall per regalare uno show energico e appassionante di oltre 2 ore, guidando gli spettatori in un viaggio entusiasmante nella sua straordinaria carriera musicale con il suo inconfondibile stile e la sua carismatica presenza. Sul palco la fedele superband composta da grandissimi musicisti internazionali: Polo Jones (musical director, basso), Kat Dyson (chitarre, cori), Peter Vettese (hammond, piano e synth), Mario Schilirò (chitarre), Adriano Molinari (batteria), Nicola Peruch (tastiere), Yissy Garcia (batteria e percussioni), James Thompson (fiati, cori), Lazaro Amauri Oviedo Dilout (fiati), Carlos Minoso (fiati), Oma Jali (backing vocals) e Keba Williams (backing vocals). A luglio il tour arriva in Italia: Zucchero, infatti, accenderà gli stadi con 6 imperdibili appuntamenti live, in cui le sue canzoni diventano protagoniste di una grande festa: ritmo, energia e grandi emozioni sotto il cielo degli stadi, tra luci e migliaia di persone che cantano e ballano insieme. La sua voce unica e inconfondibile, il repertorio senza tempo – capace di far emozionare e ballare intere generazioni in tutto il mondo – e la carica esplosiva daranno vita a uno spettacolo coinvolgente e intenso, rigorosamente dal vivo. Queste le date del tour internazionale “BAILA 25th – Under the Moonlight”: 18 maggio – Royal Albert Hall – Londra (Regno Unito) 19 maggio – Royal Albert Hall – Londra (Regno Unito) 21 maggio – Arena – Ginevra (Svizzera) 23 maggio – LDLC Arena – Lione (Francia) 25 maggio – Zénith – Nantes (Francia) 27 maggio – Adidas Arena – Parigi (Francia) 29 maggio – Ziggo Dome – Amsterdam (Paesi Bassi) 30 maggio – Lotto Arena – Anversa (Belgio) 31 maggio – Zénith – Nancy (Francia) 3 giugno – Rockhal – Esch-sur-Alzette (Lussemburgo) 4 giugno – Barclaycard Arena – Amburgo (Germania) 5 giugno – Uber Arena – Berlino (Germania) 7 giugno – PSD Bank Dome – Düsseldorf (Germania) 9 giugno – QI Arena – Lipsia (Germania) 11 giugno – Stadthalle – Vienna (Austria) 12 giugno – Tipos Aréna – Bratislava (Slovacchia) 14 giugno – Stadthalle – Graz (Austria) 16 giugno – Olympiahalle – Innsbruck (Austria) 17 giugno – Hallenstadion – Zurigo (Svizzera) 18 giugno – Hallenstadion – Zurigo (Svizzera) 20 giugno – Festhalle – Francoforte (Germania) 21 giugno – Olympiahalle – Monaco di Baviera (Germania) 23 giugno – Palais Nikaïa – Nizza (Francia) 24 giugno – Arena Du Pays D’Aix – Aix-en-Provence (Francia) 26 giugno – Würth Open Air – Künzelsau (Germania) 4 luglio – Bluenergy Stadium – Stadio Friuli – Udine (Italia) 6 luglio – Stadio Dall’Ara – Bologna (Italia) 8 luglio – Stadio Adriatico – Pescara (Italia) 11 luglio – Arena Santa Giuliana – Perugia (Italia) 14 luglio – Stadio Franco Scoglio – Messina (Italia) 16 luglio – Mura Storiche – Lucca Summer Festival – Lucca (Italia) 18 luglio – Autostadt Sommerfestival – Wolfsburg (Germania) 21 luglio – Olympic Running Track – Tirana (Albania) 26 luglio – Festival Pirineos Sur – Sallent de Gállego (Spagna) 28 luglio – Starlite Festival – Marbella (Spagna) 31 luglio – Festival Mar D’Estiu – Santa Susanna (Spagna) 23 settembre – Principe Pio – Madrid (Spagna) 24 settembre – Teatro Baluarte – Pamplona (Spagna) 27 settembre – Palau De Les Arts – Valencia (Spagna) 29 settembre – Palau De La Musica – Barcellona (Spagna) 17 ottobre – DR Concerthall – Copenaghen (Danimarca) 18 ottobre – DR Concerthall – Copenaghen (Danimarca) 19 ottobre – Musikteatret Holstebro – Holstebro (Danimarca) 21 ottobre – Cirkus – Stoccolma (Svezia) 22 ottobre – Sentrum Scene – Oslo (Norvegia) 26 ottobre – House Of Culture – Helsinki (Finlandia) 27 ottobre – Tampere Hall – Tampere (Finlandia) 29 ottobre – Alexela Concerthouse – Tallinn (Estonia)

Playoff Nba, San Antonio vince Gara1 finale a ovest

Roma, 19 mag. (askanews) – Gara-1 tra Thunder e Spurs non delude affatto le attese nella prima finale della Western Conference. La vince San Antonio 122-115 dopo ben due supplementari e grazie ad un Victor Wembanyama stratosferico, che chiude con 41 punti, 24 rimbalzi e le giocate che sigillano la vittoria nel finale del secondo overtime, aiutato dal rookie Dylan Harper, che prende il posto dell’infortunato De’Aaron Fox in quintetto e segna 24 punti con anche 11 rimbalzi, 6 assist e 7 palle recuperate. A Oklahoma City non bastano invece i 31 punti in uscita dalla panchina di Alex Caruso e i 26 del rientrante Jalen Williams.

Finale Eastern Conference (3) New York Knicks vs (4) Cleveland Cavaliers

Gara 1: New York Knicks-Cleveland Cavaliers 20/5 ore 2.00 Gara 2: New York Knicks-Cleveland Cavaliers 22/5 ore 2.00 Gara 3: Cleveland Cavaliers-New York Knicks 24/5 ore 2.00 Gara 4: Cleveland Cavaliers-New York Knicks 26/5 ore 2.00 Gara 5: New York Knicks-Cleveland Cavaliers* 28/5 ore 2.00 Gara 6: Cleveland Cavaliers-New York Knicks* 30/5 ore 2.00 Gara 7: New York Knicks-Cleveland Cavaliers* 1/6 ore 2.00

Finale Western Conference (1) Oklahoma City Thunder vs. (2)San Antonio Spurs 0-1

Gara 1: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 115-122 Gara 2: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 21/05 ore 2.30 Gara 3: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 23/05 ore 2.30 Gara 4: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 25/05 ore 2.00 Gara 5: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs* 27/05 ore 2.30 Gara 6: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder* 29/05 ore 2.30 Gara 7: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs* 31/05 ore 2.00

*se necessario

Hantavirus, a Ushuaia missione per trovare l’origine dell’epidemia

Roma, 19 mag. (askanews) – Un team dell’Istituto Malbrán (un ente pubblico tecnico-scientifico dipendente dal ministero della Salute dell’Argentina) è atterrato a Ushuaia lunedì, un mese e mezzo dopo la partenza della nave da crociera MV Hondius. Il team sta cercando di individuare l’origine dell’epidemia di hantavirus che ha causato la morte di tre passeggeri, otto casi confermati, due casi sospetti e ha fatto scattare un allarme globale, poiché coinvolge la variante andina del virus, l’unica nota per essere trasmissibile da persona a persona. E’ quanto si legge sul media argentino “El Clarin”. Intanto è iniziata ieri a Rotterdam la disinfezione della nave, l’operazione di decontaminazione è previsto che duri almeno una settimana, secondo Reuters.

Calenda da Meloni, ‘campo largo’ osserva mosse ma linee diverse

Roma, 18 mag. (askanews) – Un “normale incontro”. Da Azione spiegano così il faccia a faccia tra Carlo Calenda e Giorgia Meloni a palazzo Chigi, un appuntamento su “energia e industria” nato in scia al ‘premier time’ della scorsa settimana: sbagliato cercare indizi in chiave di alleanze politiche. Ma, inevitabilmente, la visita del leader centrista a palazzo Chigi diventa oggetto di valutazioni dentro al centrosinistra, perché con due schieramenti più o meno appaiati nei sondaggi i voti di Azione potrebbero fare la differenza. Il fatto è che nel “campo largo” M5s e Avs non sembrano particolarmente disponibili a un eventuale “ritorno” di Calenda, a differenza del Partito democratico.

Di certo, Calenda per ora non cambia la sua linea ‘terzista’, autonomo da entrambi i poli, tanto da schierarsi anche contro la riforma elettorale a cui tiene tanto la presidente del Consiglio: “Non si farà – pronostica – perché c’è una parte del testo che già sappiamo che è incostituzionale e non c’è più tempo per formularne una nuova”. Una previsione che probabilmente è anche un auspicio, perché l’ex ministro non fa mistero di sperare in un pareggio che apra la strada ad un governo “riformista” ed europeista sostenuto da una maggioranza trasversale e omogenea sui grandi dossier.

Ettore Rosato spiega: “Siamo andati a portare le nostre proposte. Un avvicinamento alla destra? Non esiste. Non è che se uno parla con la Schlein si avvicina alla sinistra. Dovrebbe essere una cosa normale, in una situazione del mondo così complicata, che l’opposizione dialoghi con la maggioranza. Siamo opposizione e proviamo a ottenere dei risultati”.

Ma che la legge elettorale resti quella attuale al momento non è così scontato, Fdi anche oggi ha insistito su questo e un premio di maggioranza renderebbe assai improbabile lo scenario su cui punta Calenda, rendendo difficile mantenere una posizione non allineata.

Nel Pd, per esempio, diversi contano sul fatto che alla fine Azione torni con il resto del centrosinistra. Arturo Scotto fa notare un dettaglio: “E’ andato da Meloni, ma oggi Azione ha anche firmato insieme a tutte le opposizioni l’emendamento al decreto lavoro che ripropone il salario minimo”.

Enrico Borghi, Iv, non risparmia qualche frecciata, la rottura tra i centristi non è ancora stata metabolizzata: “A me Calenda sta molto simpatico, mi ricorda maresciallo Emmanuel Grouchy, ultimo ad arrivare a Waterloo e gli ordini impartiti da napoleone furono disattesi. Chi arriva tardi non capisce il senso finale della battaglia…”. Ma, assicura, “avendo noi subito la stagione dei veti non poniamo veti nei confronti di nessuno. E’ chiaro che serve una coerenza di fondo. La stagione dei blocchi e delle antipatie deve essere lasciata alle spalle”.

Molta meno disponibilità mostra Avs, come spiegano ambienti dell’alleanza rosso-verde: “Calenda sembra in grande confusione, un giorno fa una cosa, un giorno ne fa un’altra. Per quanto riguarda il ‘campo largo’ … Di cosa stiamo parlando? E’ uno che nei comuni si allea con la destra un giorno sì e l’altro pure, in nome del ‘pragmatismo’!”.

Linea simile a quella di Luca Pirondini capogruppo del M5S al Senato. “Con tutto il dovuto rispetto, quello che fa Calenda non occupa molto i miei pensieri. Ricordo il suo recente convegno con tutta la prima fila in platea occupata da Fratelli d’Italia, ha detto che il M5s va cancellato… Nessuno stupore per la sua visita a palazzo Chigi”.

Iran, Trump sospende l’attacco all’Iran previsto per domani

Roma, 18 mag. (askanews) – “L’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman Al Saud, e il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, mi hanno chiesto di sospendere l’attacco militare contro la Repubblica Islamica dell’Iran, previsto per domani, in quanto sono in corso negoziati seri e, a loro avviso, in quanto grandi leader e alleati, si raggiungerà un accordo che sarà pienamente accettabile per gli Stati Uniti d’America, così come per tutti i Paesi del Medio Oriente e non solo”. Così il presidente americano Donald Trump su Truth Social.

“Questo accordo includerà, cosa fondamentale, NESSUNA ARMA NUCLEARE ALL’IRAN! In virtù del rispetto che nutro per i suddetti leader, ho dato istruzioni al Segretario alla Guerra, Pete Hegseth, al Capo di Stato Maggiore Congiunto, Generale Daniel Caine, e alle Forze Armate degli Stati Uniti, che NON effettueremo l’attacco all’Iran previsto per domani, ma ho inoltre dato loro istruzioni di tenersi pronti a procedere con un attacco su vasta scala contro l’Iran, in qualsiasi momento, qualora non si raggiunga un accordo accettabile. Grazie per l’attenzione! Presidente DONALD J. TRUMP, ha concluso il capo della Casa Bianca sul suo social.

M.O., Flotilla, Tajani: risultano nove italiani fermati, rilasciateli

Modena, 18 mag. (askanews) – “Pare che siano nove gli italiani che sono stati fermati, noi chiediamo che vengano immediatamente rilasciati”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine di un incontro in Prefettura a Modena, sulla vicenda della Flotilla intercettata da Israele al largo di Cipro.

“Stiamo seguendo la vicenda da questa notte con la nostra ambasciata a Tel Aviv, con il nostro consolato, con l’ambasciata d’Italia a Cipro – ha aggiunto Tajani -. Abbiamo già mandato i nostri messaggi. Abbiamo chiesto che venissero comunque tutelati i nostri concittadini e liberati il prima possibile, così come è accaduto per l’episodio di qualche settimana fa”.

Elon Musk ha perso la causa su OpenAI contro Altman

New York, 18 mag. (askanews) – Vittoria per OpenAI e i suoi Ceo e presidente nella causa lanciata da Elon Musk nel 2024 e portata sui banchi di un tribunale a Oakland, California. Dopo tre settimane di dibattimento, nel giro di un paio di ore una giuria chiamata a fornire un’opinione al giudice competente ha deciso che l’uomo più ricco al mondo ha aspettato troppo tempo per lanciare la sua causa contro il gruppo dietro a ChatGPT. Subito dopo la giudice competente Yvonne Gonzalez Rogers ha annullato la causa. Lo riferisce CNBC.

Musk aveva lanciato la causa contro OpenAI e il suo top management con l’accusa di avere trasformato la startup in un’azienda a scopo di lucro “rubando” di fatto quella che era una non profit da lui cofondata nel 2015 e di cui aveva lasciato il cda tre anni dopo. Musk puntava a una nuova ristrutturazione del gruppo, all’uscita del CEO Sam Altman e del presidente Greg Brockman, oltre a danni fino a 130 miliardi di dollari che aveva promesso di donare.

Meloni vede alleati e prova a chiudere su Consob (e Antitrust). Venerdì Cdm

Roma, 18 mag. (askanews) – Il tentativo è quello di provare a chiudere finalmente la partita in tempo per venerdì prossimo quando, alle 19, si riunirà il Consiglio dei ministri. Giorgia Meloni punta infatti a sbloccare entro la settimana il nodo della presidenza della Consob (fatalmente legata anche a quella dell’Antitrust, che pure formalmente è in capo ai presidenti di Camera e Senato).

Sarà una giornata dall’agenda già fitta: la premier incontrerà alle 15.30 il primo ministro d’Irlanda, Micheál Martin, poi a varcare la soglia di palazzo Chigi saranno gli autotrasportatori con l’obiettivo, per la presidente del Consiglio, Giorgetti, Salvini e Foti, di scongiurare lo sciopero nazionale dei camion in programma dal 25 al 29 maggio. Lo stesso Cdm dovrà poi occuparsi anche delle accise, visto che l’ultimo taglio deciso dal governo scade proprio venerdì. Insomma, il tema del caro energia resta in cima all’agenda della presidente del Consiglio che ha scritto una lettera alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per chiedere di poter estendere anche alle misure per affrontare la crisi energetica la flessibilità che il Patto di Stabilità prevede per la spesa nella difesa. La risposta di Bruxelles al momento resta però fredda. “L’attenzione in questa fase è rivolta a sfruttare appieno i finanziamenti Ue già disponibili, che sono molto significativi”, fa sapere una portavoce, di fatto ribadendo quanto già la stessa von der Leyen aveva detto personalmente dopo il vertice informale del Consiglio europeo a Cipro.

D’altra parte, anche di come affrontare la crisi energetica si sarebbe discusso tra Giorgia Meloni e Carlo Calenda. Il colloquio, nel pomeriggio a palazzo Chigi, è stato preceduto da un tentativo del leader di Azione di depistare i giornalisti. Poi è stato lui stesso ad ammettere che l’incontro c’è stato ma che gli argomenti di discussione sono stati soltanto energia e industria. E, tuttavia, nell’abboccamento cominciato la scorsa settimana durante il premier time – quando Meloni aveva detto che le sue porte sono sempre “aperte” quando ci si vuole confrontare nel merito – in molti avevano letto un implicito riferimento anche a una collaborazione sulla legge elettorale.

Ma tra le pratiche che Giorgia Meloni vuole provare a sbrigare, anche per evitare quell’effetto di paralisi determinata da veti incrociati all’interno della coalizione, c’è anche quello della presidenza della Consob che attende ormai da settimane il successore di Paolo Savona e che si è nuovamente riaperta dopo la decisione del leghista Federico Freni, sottosegretario al Mef, di fare un passo indietro. Anche di questo si sarebbe parlato nella riunione che la premier avrebbe tenuto in mattinata proprio con i due vice premier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, e con il leader di Noi moderati, Maurizio Lupi. Tra i nomi in pole position c’è sempre quello di Federico Cornelli ma in corsa ci sarebbe anche l’economista Donato Masciandaro, consigliere del ministro Giorgetti (che nel pomeriggio sarebbe stato visto uscire da palazzo Chigi).

Nodo strettamente collegato a quello della Consob è quello della presidenza dell’Antitrust anche se il realtà la designazione spetta alla seconda e alla terza carica dello Stato. Ignazio La Russa sponsorizzerebbe il nome di Giuseppe Valentino, suo storico amico e, tra le altre cose, anche presidente della Fondazione An. Da fonti di maggioranza, anche di Fdi, viene invece negato quanto riportato oggi sul Fatto quotidiano, ossia che il fronte del partito azzurro che fa riferimento alla famiglia Berlusconi, avrebbe chiesto di smettere di fare le barricate a favore di Simona Agnes per la presidenza, di fatto congelata da un anno e mezzo. A smentire ufficialmente è poi la capogruppo al Senato, Stefania Craxi, che era appunto stata indicata come grande tessitrice di questa operazione pensata per strizzare l’occhio all’opposizione. Si tratta, ha detto, di ricostruzioni “assolutamente prive di qualsiasi fondamento” e ha anzi rinnovato “la stima alla presidente Agnes”.

A Palermo, il seminario di AIL per confronto medici – pazienti

Palermo, 18 mag. (askanews) – Si è svolta a Palermo sabato 16 maggio, presso Villa Malfitano, un importante seminario organizzato da AIL (Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma Multiplo) dedicato ai pazienti affetti da Mieloma Multiplo e non solo. Il Mieloma Multiplo è la seconda neoplasia ematologica più diffusa in Italia dopo il linfoma e colpisce prevalentemente persone sopra i 65-70 anni. L’incontro è stato pensato non solo ai pazienti, ma anche a familiari e caregiver, supporto fondamentale per il paziente, un confronto con medici esperti, dedicati nell’ambito del progetto AIL pazienti – medici. Gli incontri nati da AIL hanno tra i propri obiettivi quello di offrire un momento di ascolto e supporto, favorendo la condivisione di informazioni cliniche e risposte alle domande più diffuse che i pazienti e le famiglie si trovano ad affrontare nel percorso di cura, trovare risposte concrete per togliere ogni eventuale dubbi o incertezze. Un appuntamento pensato per rafforzare il dialogo tra chi vive direttamente la malattia e chi la segue in modo specializzato.

L’intervista a Giuseppe Toro – Presidente Nazionale AIL: “Creare una comunità che deve essere fatta da medici, da pazienti, da volontari, oggi tutto questo è assolutamente fondamentale. Le terapie verso i tumori del sangue oggi hanno raggiunto dei livelli molto importanti, oltre il 70% delle patologie ematologiche oggi vengono guarite, ovvero vengono cronicizzate. Questo fa sì che oggi abbiamo una platea di pazienti cronicizzati nel territorio che hanno bisogno di sostegno, che hanno bisogno di cura”.

L’evento rientra in una serie di iniziative che AIL distribuisce in tutto il territorio nazionale, con l’intento di portare vicinanza, competenze e rete di sostegno nelle diverse comunità italiane. Un appuntamento che conferma l’impegno dell’Associazione nel rendere la presa in carico sempre più completa e centrata sulle persone. Il paziente affetto da mieloma spesso non può alzarsi dal proprio letto, avere un assistenza domiciliare è di fondamentale importanza.

Le parole di Vincenzo Leone – Responsabile del Reparto di Ematologia dell’ASP di Trapani: “Sicuramente il passo più importante che c’è stato in ematologia è quello della scoperta dei farmaci target, tutto quello che la biologia molecolare è riuscita a scoprire e quindi che ha determinato la produzione di questi farmaci che hanno completamente cambiato la storia clinica di molti tumori del sangue. Oggi è la giornata del mieloma e proprio il mieloma è una di quelle patologie che ormai possiamo considerare cronicizzate per molti pazienti. Diciamo che la qualità di vita ma anche la prognosi co-advitam è molto lunga e quasi quasi sovrapponibile a quella della popolazione non ammalata”.

Mettere in piedi delle linee guida è quanto mai importante e necessario per far si che si possa mettere nelle migliori condizioni il paziente e la propria qualità della vita.

Modena, Schlein: da destra becere strumentalizzazioni, hanno fallito

Roma, 18 mag. (askanews) – Sui fatti di Modena “invece che strumentalizzare, bisogna che la destra capisca che sulla sicurezza ha fallito”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando al Tg3.

“Non si perda l’occasione per mettere al centro il tema della salute mentale, in un paese in cui mancano 12.000 professionisti, in un paese in cui non si è ancora riusciti a portare al 5% la parte di fondo sanitario destinata proprio alla salute mentale”.

Ha concluso la Schlein: “Dovremmo cogliere l’occasione per fare una riflessione su questo, invece che vedere le becere strumentalizzazioni della destra”.

Marino (Asl Roma4): con Anguillara rafforziamo sanità prossimità

Roma, 18 mag. – “L’apertura dell’Ospedale di Comunità di Anguillara Sabazia rappresenta un passaggio importante per la ASL Roma 4 e per tutto il territorio”, dichiara Rosaria Marino, Direttrice Generale della ASL Roma 4. “Questa struttura non sostituisce l’ospedale per acuti, ma completa la filiera delle cure, offrendo ai cittadini un luogo più vicino, più adeguato e più umano nei momenti in cui serve assistenza continuativa, ma non un ricovero ospedaliero complesso. È un presidio pensato per accompagnare i pazienti nel passaggio tra ospedale e ritorno a casa, sostenendo le dimissioni protette, il recupero funzionale e la presa in carico delle fragilità. Con Anguillara rafforziamo concretamente la sanità di prossimità e confermiamo l’impegno della ASL Roma 4 nel costruire servizi territoriali più integrati, moderni e accessibili”.

Il team legale della Flotilla: "12 gli italiani" sequestrati da Israele

Roma, 18 mag. (askanews) – Dodici cittadini italiani sarebbero stati prelevati in acque internazionali dalla Marina israeliana durante l’abbordaggio a oltre 250 miglia nautiche da Gaza della Global Sumud Flotilla (GSF), a cui partecipano 54 navi con a bordo 461 volontari provenienti da 45 paesi. Lo conferma una fonte del team legale della GSF ad askanews.

Secondo Al-Jaazera, le forze navali israeliane hanno intercettato circa 20 imbarcazioni nei pressi di Cipro, e secondo quanto riferito sarebbero stati arrestati “circa 100 attivisti”. I volontari sarebbero stati trasferiti su una sorta di “prigione galleggiante”, prima di essere condotti al porto israeliano di Ashdod per essere interrogati dai servizi segreti israeliani.