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Tony Boy, il 5 giugno fuori il nuovo singolo "Cuore rotto"

Roma, 4 giu. (askanews) – Dopo il successo del “Live tour 2026” e in attesa di vederlo sui palchi dei principali festival italiani con il Summer Tour, Tony Boy, all’anagrafe Antonio Hueber (classe 99) torna con “Cuore rotto”(Atlantic Records Italy / Warner Music Italy), il suo nuovo singolo in uscita venerdì 5 giugno.

Con “Cuore rotto”, Tony Boy mette a fuoco l’esatto momento in cui un rapporto perde ogni barriera e spezza tutti gli equilibri. Prodotta da Finesse, “Cuore rotto”, con la sua topline immediata, promette di restare in testa dal primo ascolto: un brano estivo che va oltre quello a cui siamo abituati e che mantiene l’identità del “GOAT”, soprannome del rapper e trapper originario di Padova dall’acronimo inglese “Greatest Of All Time”.

Tony Boy, uno degli artisti più apprezzati della scena urban italiana, ha appena terminato il Live Tour 2026, che ha portato l’artista per la prima volta sui palchi dei palasport, registrando sold out a Padova, Roma e per ben due volte all’Unipol Forum di Milano e ora si prepara al Summer Tour 2026, che lo vedrà portare la sua energia sui palchi dei principali festival italiani durante tutta l’estate e dove canterà dal vivo per la prima volta “Cuore rotto”.

Qui le date del “Summer tour 2026”, organizzate da Vivo Concerti: sabato 11 luglio Bassano del Grappa; venerdì 7 agosto Majano (Udine); giovedì 27 agosto Palermo, sabato 29 agosto Empoli (Firenze), martedì 8 settembre Roma e venerdì 11 settembre Bari.

Le prevendite del “Summer tour 2026” sono disponibili su TicketOne e nei circuiti di vendita autorizzati. Info su http://www.vivoconcerti.com/

Gli appuntamenti saranno l’occasione per ascoltare live il suo nuovo album “Trauma”, certificato disco d’oro.

De Lise (commercialisti): servono più garanzie per contribuenti

Roma, 4 giu. (askanews) – “Stiamo attraversando una fase di rallentamento economico che spinge l’Amministrazione finanziaria a intensificare le attività di controllo e recupero delle imposte. È giusto che lo Stato persegua la riscossione dei tributi dovuti, ma troppo spesso accade che accertamenti e avvisi derivino da errori, incongruenze o interpretazioni non corrette delle dichiarazioni dei contribuenti. Per questo è fondamentale fare chiarezza su limiti dell’azione del Fisco, diritti dei cittadini e strumenti di tutela disponibili, affinché ogni contribuente possa impostare una difesa consapevole ed efficace nei confronti delle contestazioni fiscali”. Lo ha affermato Matteo De Lise, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli, aprendo il convegno “Verifiche fiscali, privacy e Cedu: limiti ai poteri istruttori del Fisco e nuove strategie nel contenzioso tributario”, promosso dalla Commissione di studio Contenzioso Tributario dell’Odcec Napoli e che si è svolto a Palazzo Calabritto. Al centro del confronto, che ha riunito commercialisti, magistrati tributari, rappresentanti della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate, il tema delle garanzie costituzionali e convenzionali del contribuente nel corso delle verifiche fiscali, con particolare attenzione all’impatto delle recenti sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e alle ricadute operative sul sistema del contenzioso tributario italiano. Il tenente colonnello Giuseppe Sirica (Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli), ha portato il punto di vista investigativo delle Fiamme Gialle, concentrandosi sull’impatto delle sentenze Cedu sugli accessi nei locali promiscui e in sede d’impresa: “La sfida consiste nel trovare un equilibrio tra la tutela dei diritti del contribuente sottoposto a verifica o indagine e l’esercizio dei poteri attribuiti all’Amministrazione finanziaria. In questo contesto, la giurisprudenza europea sta assumendo un ruolo sempre più rilevante, contribuendo a ridefinire in modo concreto i limiti e le modalità dell’attività di controllo, nel rispetto dei principi di proporzionalità, trasparenza e garanzia dei diritti fondamentali”. Secondo Immacolata M. L. Vasaturo, vicepresidente dell’Odcec di Napoli, il tema della privacy del contribuente è di estrema attualità: “Alla vigilia del convegno, l’Agenzia delle Entrate ha smentito pubblicamente le indiscrezioni relative a presunti controlli sui social network effettuati attraverso l’intelligenza artificiale. Si tratta di un episodio che dimostra quanto l’argomento sia delicato. Esistono già numerose pronunce giurisprudenziali volte a tutelare la riservatezza dei contribuenti e a definire i limiti dell’attività di controllo. Per questo il dibattito non è affatto teorico, ma riguarda questioni concrete che incidono direttamente sui diritti e sulle garanzie dei cittadini. Per Renato Polise, consigliere dell’Ordine e moderatore dei lavori: “La ‘sentenza Italgomme’ ha posto l’attenzione sulle criticità ancora presenti nel nostro sistema tributario in materia di garanzie riconosciute al contribuente durante le verifiche fiscali. Si tratta di tutele che devono necessariamente trovare un equilibrio con le esigenze di accertamento dell’Amministrazione finanziaria. Il confronto odierno, arricchito dal contributo di relatori di altissimo profilo istituzionale e scientifico, ha consentito di approfondire temi che sono ormai centrali nell’attività quotidiana dei professionisti e sempre più rilevanti per la tutela dei diritti dei contribuenti”. Sul piano giuridico, Paola Coppola, professoressa ordinaria di Diritto Tributario all’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha messo a fuoco il nodo dell’inutilizzabilità processuale delle prove acquisite in violazione di legge: “Si è ormai consolidato un sistema integrato di norme e orientamenti giurisprudenziali, alimentato in particolare dalle pronunce della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che impone rigorose garanzie nella fase di acquisizione delle prove prima del loro utilizzo in giudizio. Anche la Corte di Cassazione è recentemente intervenuta sul tema, rimettendo la questione alle Sezioni Unite affinché venga chiarito quali diritti fondamentali possano essere lesi quando una prova viene acquisita in modo illegittimo. Comprendere e analizzare questa evoluzione giurisprudenziale è oggi indispensabile per garantire un corretto equilibrio tra le esigenze dell’accertamento e la tutela dei diritti dei contribuenti”. A tirare le fila dei lavori, Cristiana Ciabatti, presidente della Commissione di studio sul Contenzioso Tributario dell’Odcec di Napoli: “L’obiettivo del convegno è duplice: da un lato approfondire gli effetti delle pronunce della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sui limiti costituzionali e convenzionali dell’attività accertativa; dall’altro fornire ai professionisti strumenti operativi concreti per affrontare le verifiche fiscali e gestire in modo efficace il contenzioso tributario. In questo contesto, il ruolo del dottore commercialista assume un valore sempre più centrale: è il professionista chiamato a garantire l’equilibrio tra le prerogative dell’Amministrazione finanziaria e la tutela dei diritti del contribuente, accompagnandolo nelle fasi più delicate del rapporto con il Fisco. Una responsabilità importante che, come Ordine dei Commercialisti di Napoli, sentiamo il dovere di sostenere attraverso formazione, aggiornamento e approfondimento costante”. Nel corso della giornata, articolata in relazioni tematiche e una tavola rotonda di confronto, i lavori hanno affrontato le dimensioni giuridiche, operative e processuali della verifica fiscale nell’era post-CEDU, con un focus specifico sulle indagini bancarie, i conti di terzi, la sindacabilità degli accessi fiscali nel processo tributario e la prospettiva dell’Amministrazione finanziaria. Il convegno ha rappresentato un momento di sintesi e avanzamento del dibattito su un tema di cruciale rilevanza professionale, ponendo le basi per una più consapevole attività difensiva dei commercialisti napoletani a tutela dei diritti dei contribuenti.

Inail: in 4 mesi infortuni sul lavoro +6,4% ma decessi in calo del 4,5%

Roma, 4 giu. (askanews) – Le denunce di infortunio, comprese quelle relative a studenti, pervenute complessivamente all’Inail entro aprile 2026 sono state 204.573, in aumento del 6,4% rispetto alle 192.253 di gennaio-aprile 2025. Diminuiscono invece i casi mortali, passati da 291 a 278 (-4,5%). Risultano in aumento del 17,7% le patologie di origine professionale denunciate, che sono pari a 38.992.

Il confronto con aprile 2025 evidenzia per la modalità in occasione di lavoro un aumento degli infortuni (+5,2%) e un calo dei decessi (-7,7%). Per la componente in itinere si registra un incremento delle denunce di infortunio (+11,4%) e parità dei casi mortali (79 in entrambi i quadrimestri). Tenuto conto dei dati sul mercato del lavoro rilevati mensilmente dall’Istat nei vari anni, con ultimo aggiornamento aprile 2026, e rapportato il numero degli infortuni denunciati in occasione di lavoro (al netto degli studenti) a quello degli occupati (dati provvisori), si evidenzia un’incidenza infortunistica che passa dalle 630 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di aprile 2019 alle 564 del 2026, con un calo del 10,5%; rispetto ad aprile 2025 si ha un aumento del 4,1% (da 542 a 564).

Le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all’Inail entro aprile 2026 sono state 36.728, in aumento del 7,2% rispetto alle 34.268 del primo quadrimestre 2025. Delle circa 37mila denunce di infortunio, 355mila hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi formazione scuola-lavoro, in riduzione del 54% rispetto ad aprile 2025. L’incidenza degli infortuni occorsi a studenti rappresenta il 18% del totale delle denunce registrate ad aprile 2026. Il 42% interessa le studentesse (+6% tra il 2025 e il 2026), il 58% gli studenti (+8,1%). Tre infortuni su quattro riguardano studenti under 15 anni, un quarto quelli dai 15 anni in poi.

Tiziana Rocca: Taormina Film Festival per tutti, ricco parterre star

Roma, 4 giu. (askanews) – Russell Crowe, Helen Mirren, Jane Campion, Holly Hunter, Clive Owen, Scott Eastwood; e ancora Giancarlo Giannini, Franco Nero, Michele Placido, Can Yaman, Serena Brancale, Levante, Miriam Leone, Arisa e molti altri.

Tante le star attese al Taormina Film Festival, dal 10 al 14 giugno. Inaugura l’anteprima per l’Italia del primo episodio della nuova stagione della serie “House of the Dragon”. Quest’anno nove film nel Concorso internazionale lungometraggi, con l’italiano “Piccolo miracolo” di Guido Chiesa con Marco D’Amore e Greta Scarano; 11 film nel Concorso Cortometraggi – Sguardi di Sicilia, 10 titoli Fuori Concorso e 9 eventi speciali. La direttrice artistica Tiziana Rocca, presentando la 72esima edizione nella sede della Stampa estera a Roma ha spiegato: “Sarà un ricco parterre, come sempre, di ospiti italiani e di ospiti internazionali. Un festival per tutti, un festival dove i ragazzi saranno molto coinvolti, ho riportato il Campus Giovani, come era quando io ero direttrice tantissimi anni fa, quindi con tantissimi giovani che arriveranno, due giurie giovani create, una dall’Anec Sicilia e una Arca Enel, che giudicheranno anche il film preferito dal pubblico, il film italiano preferito dal pubblico; quindi voteranno tutti i film che vedranno al festival. È molto importante perché i giovani vivranno delle emozioni, cerchiamo di staccarli dai telefonini, di vivere una vera emozione reale, con tante conversazioni che sono tutte dedicate a loro, perché i talent veramente si danno con generosità e cercano di far capire ai giovani che se hanno una passione e se hanno un obiettivo lo possono perseguire e devono avere fiducia. Io ricordo l’anno scorso la conversazione con Martin Scorsese di un’ora e mezza, loro sono usciti veramente rigenerati, perché comunque meno social e più un festival invece dove al centro c’è l’essere umano e i ragazzi, soprattutto. I giovani sono generazioni di registi, di attori del futuro”, ha detto Rocca.

Ampio spazio anche in questa edizione alle donne a partire dalle giurate da Oscar Jane Campion e Holly Hunter: “Essendo direttore donna di festival, una delle rare direttrici di festival, sicuramente ho un occhio molto al mondo del cinema di donne registe, donne attrici bravissime e cerco di valorizzarle all’interno del festival. Abbiamo anche quest’anno il panel delle donne, che sarà l’11 giugno, con delle donne straordinarie. Oltre a tutta la giuria, anche tantissimi altri ospiti, ringrazio Francesca Archibugi, ringrazio Fernando Torres, ringrazio Clotilde Courau, ringrazio Romana Maggiore Vergano, Donatella Finocchiaro, che saranno presenti a questo panel delle donne, che sono ‘Donne oltre allo sguardo’, questo è il titolo, perché cerchiamo sempre di avere un punto della situazione, anche visto che è in questo momento difficile che stiamo vivendo, penso che le donne possano sempre dare uno sguardo, un punto di vista innovativo e anche di speranza e di pace”, ha concluso Tiziana Rocca.

Ita Airways, Eberhart: potremmo riprendere elementi del marchio Alitalia

Roma, 4 giu. (askanews) – “Ci sono degli elementi del brand Alitalia che ci interessano. Stiamo considerando di riprendere questi elementi e integrarli in un certo modo nel brand Ita, ma il brand Ita non sparisce: il marchio Ita è quello su cui abbiamo investito negli ultimi anni e rimarrà il marchio di questa compagnia”. Lo ha affermato l’amministratore delegato di Ita Airways, Joerg Eberhart a margine del convegno “Tra un’epoca e un’altra: verso quale trasporto aereo?”, promosso a Roma dall’Enac per la presentazione del Fact Book 2026.

“Ci sono dei simboli molto forti come il timone, un simbolo bellissimo, iconico. E sul timone si possono fare varie cose – ha aggiunto – possiamo riprendere il timone. E’ allo studio, non è finito ancora”.

M.O., Conte: attacchi e distruzioni, Italia continua a fare da osservatore?

Roma, 4 giu. (askanews) – “Raid dell’esercito israeliano a Gaza, altri bambini morti. In questi giorni attacchi e distruzione in Libano. Vi ricordate il giubilo del nostro Governo sulla pace a Gaza e la corsa a fare da osservatori del Board of peace che pianificava un’opera di speculazione per cui non sono stati ancora messi nemmeno i soldi? Chiedo al Governo: per quanto continueremo a ‘osservare'”? Lo ha scritto sui suoi canali social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.

“Il Governo Meloni – ha aggiunto l’ex premier – non si è ancora schierato in Europa per rompere gli accordi con il governo Netanyahu, da anni non si impongono sanzioni a Israele, mentre i Paesi europei continuano a essere i primi acquirenti di armi israeliane, coprendo oltre un terzo del loro export. Che altro devono fare, dopo aver causato oltre 70mila morti, di cui 20mila bambini e dopo aver sistematicamente violato il diritto internazionale provocando conflitti ed escalation che generano morte, distruzione ed enormi danni economici anche per il nostro Paese? Dove sono i patrioti?”, ha concluso Conte.

Calcio, De Laurentiis: "Non posso ancora annunciare allenatore"

Roma, 4 giu. (askanews) – Aurelio De Laurentiis interviene in occasione della presentazione dei ritiri estivi di Dimaro e Castel di Sangro e torna a parlare del futuro del Napoli, senza sbilanciarsi sul nome del nuovo allenatore.

“Ancora oggi il Napoli non ha un allenatore e anche se ce l’avesse non potrebbe annunciarlo: conoscete le regole federali, è inutile continuare a chiedere”, ha spiegato il presidente azzurro, rispondendo indirettamente alle indiscrezioni su Massimiliano Allegri. “Posso non essere d’accordo con le regole, ma le rispetto. Finché ci sarò io potete stare comunque sereni”.

De Laurentiis ha poi ripercorso la stagione appena conclusa, elogiando il lavoro di Antonio Conte: “Non bisogna dimenticare la sua grande capacità di far fronte a tutti gli incidenti che durante una stagione possono capitare. È stato sempre all’altezza della situazione, riuscendo a risolvere ogni problema. Merito ad Antonio Conte se siamo arrivati fino in fondo e se abbiamo vinto uno scudetto”.

Ampio spazio anche alla riflessione sul campionato: “Quest’anno è stato incredibile perché tutte le squadre si sono attrezzate. Abbiamo avuto un Bologna molto forte, una Lazio molto forte, una Roma che da quando è arrivato Ranieri ha fatto un campionato a sé. Il punteggio finale non vuol dire nulla”.

Guardando al futuro, il presidente ha annunciato la programmazione estiva e il via alla nuova stagione: “Faremo 24 giorni di ritiro più una settimana a Castel Volturno prima della prima partita che sarà fuori casa, per permettere di rizollare il campo dopo i concerti”.

Infine, il tema del centenario del club: “Sarà celebrato per tutto l’anno, dal 1° agosto 2026 al 31 luglio 2027 e io voglio festeggiare”. Sulle strutture, De Laurentiis ha indicato il centro sportivo come priorità risolta, mentre restano criticità legate allo stadio. Capitolo rosa: “Se alcuni giocatori dovranno andare via, andranno via. È pieno di calciatori in giro per il mondo”.

Tennis, Andreeva vola in finale al Roland Garros

Roma, 4 giu. (askanews) – La russa Mirra Andreeva centra la sua prima finale in carriera in uno Slam e si prende il Roland Garros 2026 con una prestazione solida e continua. La 19enne tennista, numero 8 del ranking e del seeding, supera in semifinale Marta Kostyuk con il punteggio di 6-1 6-3 in un’ora e 16 minuti di gioco, dominando l’incontro nella prima parte e resistendo al ritorno dell’avversaria nel secondo set.

Sulla terra rossa del Philippe-Chatrier di Parigi, Andreeva impone subito ritmo e profondità, approfittando di un avvio complicato di Kostyuk, condizionato da due doppi falli nel primo game. La russa conquista il break immediato e vola rapidamente sul 3-0, consolidando poi il vantaggio con grande solidità negli scambi da fondo. Kostyuk prova a reagire nel quinto game, annulla più palle break e riesce a muovere il punteggio, ma Andreeva mantiene il controllo e chiude il set 6-1 sfruttando gli errori dell’avversaria nei momenti chiave.

Nel secondo parziale Kostyuk alza il livello e prova a rientrare, ma Andreeva continua a essere aggressiva in risposta e precisa negli scambi. Il break iniziale indirizza nuovamente il set, con la russa che sale 2-0 e poi 3-0. La partita sembra in discesa, ma un passaggio a vuoto riapre il parziale: Andreeva concede il controbreak a zero e permette a Kostyuk di tornare fino al 4-3, approfittando di alcuni errori gratuiti e di una fase di maggiore tensione.

La reazione della 19enne russa, però, è immediata. Con un break pesante e una gestione lucida del game successivo, Andreeva ristabilisce le distanze e si porta sul 5-3. Nel momento decisivo non trema: alla prima occasione utile chiude il match con un diritto lungo della giocatrice ucraina e può festeggiare l’accesso alla sua prima finale Major.

“Sono ancora molto tesa e nervosa – ha detto Andreeva nell’intervista in campo con Marion Bartoli – lo ero anche prima del match: lei sta giocando una stagione incredibile sulla terra e sentivo molta la pressione. Sono estremamente felice. E molto soddisfatta per come ho giocato, per essermi presa la rivincita di Madrid e per essere nella mia prima finale Slam. Mai provate così tante emozioni tutte insieme! Oggi le condizioni erano molto difficili: non riuscivo a capire da che parte soffiasse il vento ma sono rimasta concentrata. Mi sono detta ‘stai tranquilla, non ti arrabbiare e, a prescindere dal risultato e dal punteggio continua a lottare'”. Conchita Martinez, il suo coach, qui ha giocato la finale nel 2000, battuta da Mary Pierce: “Non le farò domande: sta funzionando quello che stiamo facendo e siamo d’accordo che non cambieremo nulla. Guarderemo il match delle mie avversarie ma non vedo l’ora di tornare di nuovo in campo”.

In finale Andreeva attende la vincente della sfida tra Diana Shnaider e Maja Chwalinska, ultimo ostacolo prima della possibile conquista del titolo al Roland Garros. Nel suo percorso stagionale la giovane russa conferma un rendimento di altissimo livello sulla terra battuta, con numerose vittorie e una continuità che la porta per la prima volta a giocarsi un trofeo del Grande Slam.

Ita, Eberhart: speriamo accordo con sindacati in prossime settimane

Roma, 4 giu. (askanews) – A Ita Airways con i sindacati sul contratto “siamo in mezzo alle negoziazioni. Abbiamo scambiato delle posizioni, c’è un avvicinamento, speriamo che nelle prossime settimane si possa raggiungere l’accordo”. Lo ha affermato l’amministratore delegato di Ita Airways, Joerg Eberhart a margine del convegno “Tra un’epoca e un’altra: verso quale trasporto aereo?”, promosso a Roma dall’Enac per la presentazione del Fact Book 2026.

Il quadro “è un po imprevedibile. Noi come azienda direi che abbiamo fatto il nostro: abbiamo fatto delle proposte a 360 gradi, non solo sulle condizioni economiche ma anche sulla lista dei temi welfare che penso sia molto attrattiva. Adesso – ha concluso – aspettiamo un po dall’altra parte”.

MotoGP, Marquez omaggia Bezzecchi: "E’ l’uomo da battere"

Roma, 4 giu. (askanews) – La conferenza piloti del giovedì al Balaton Park, in vista del Gran Premio d’Ungheria di MotoGP, è stata caratterizzata dalle dichiarazioni di Marc Marquez, Marco Bezzecchi e Ai Ogura, tra analisi tecniche, condizioni fisiche e aspettative per il weekend.

Marquez ha indicato in Bezzecchi e in Aprilia i principali punti di riferimento della stagione. “Aprilia e soprattutto Bezzecchi fin dall’estate dell’anno scorso sono stati il mio primo rivale. Già da Misano era l’uomo da battere e noi siamo riusciti a battagliare con lui. La nostra moto sta funzionando bene ma non sto traendone il massimo per come sto ora. Prima devo raggiungere il mio massimo”, ha dichiarato il pilota Ducati, sottolineando anche la propria condizione fisica ancora non ottimale.

Lo spagnolo ha poi ridimensionato le aspettative sul weekend: “Vittoria o podio? Non è realistica come ipotesi. Per battagliare per quelle posizioni vuol dire che gli altri sbagliano. Bezzecchi, Martin e tanti altri sono più avanti di me al momento”, ha aggiunto, evidenziando un approccio prudente in vista della gara.

Ampio spazio anche alle parole di Bezzecchi, che ha analizzato il tracciato ungherese e il cambio di approccio richiesto rispetto al Mugello. “Sono piste diverse il Mugello e il Balaton, dobbiamo cambiare approccio alle curve e adattare il nostro stile. È una pista bella, stop and go e molto stretta. L’anno scorso mi è piaciuta, ho battagliato con Marquez e Acosta. Speriamo di fare un bel weekend anche qui”, ha spiegato il pilota Aprilia.

Bezzecchi ha poi insistito sull’importanza della preparazione del venerdì: “L’importante domani è partire bene con le prove e andare forte ogni giorno”, ha aggiunto, sottolineando la necessità di costruire il weekend passo dopo passo.

Poste Italiane, logistica da record nei primi tre mesi 2026

Roma, 4 giu. (askanews) – Nuovo primato della logistica di Poste Italiane, che nei primi tre mesi del 2026 ha consegnato la cifra record di 89 milioni di pacchi, in aumento del 14,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nell’ottica di offrire consegne sempre più sostenibili, prosegue anche lo sviluppo del progetto Green Delivery, che offre ai clienti numerosi punti di ritiro: oltre la rete dei 12700 uffici postali, Poste Italiane mette a disposizione circa 20 mila punti tra Rete Punto Poste e Locker. Il servizio del TG Poste.

Formula1, Leclerc: "Amo il team ma voglio vincere"

Roma, 4 giu. (askanews) – Charles Leclerc ribadisce il proprio legame con la Ferrari e chiarisce le motivazioni del rinnovo durante la conferenza piloti del giovedì del Gran Premio di Monaco. Il monegasco, intervenuto nel media day del circuito cittadino, conferma di aver valutato anche altre opzioni, ma sottolinea come la scelta di restare a Maranello sia stata quella più naturale per il suo percorso in Formula 1.

Nel corso dell’incontro con i media, Leclerc affronta in modo diretto il tema del rinnovo e delle ambizioni future del team. “Amo il team, ma voglio anche vincere. Ancora non ci siamo riusciti in una stagione intera, ma c’è fiducia”, afferma il pilota Ferrari, evidenziando la volontà di tornare stabilmente al vertice dopo stagioni in cui la Scuderia non è riuscita a lottare fino in fondo per il titolo mondiale.

Il monegasco riconosce anche la presenza di alternative sul mercato, pur evitando di entrare nei dettagli. “C’erano altre opzioni, ma non dirò di chi si tratta. Possono farlo loro. Per me restare in Ferrari è la cosa più naturale”, dichiara, ribadendo la centralità del progetto Ferrari nelle sue decisioni.

Leclerc si sofferma anche sulla dimensione personale del legame con il team e sul futuro della sua carriera. “Sono ancora giovane, ma posso dire che al momento sento che questa è la scelta giusta e per questo rinnovare mi è sembrata la cosa più naturale. Ma non penso troppo in là”, spiega, lasciando aperta ogni prospettiva ma confermando una forte convinzione nel presente.

Ampio spazio anche alla fiducia nel progetto tecnico e nella leadership della squadra. Il pilota sottolinea infatti il ruolo del team principal e la visione a lungo termine della Scuderia: “Io credo tantissimo in Vasseur, questa è la prima macchina che ha davvero progettato col team. Abbiamo una visione a lungo termine ma vogliamo tornare a vincere il prima possibile”, afferma Leclerc, indicando come la continuità progettuale sia un elemento chiave per il rilancio della Ferrari.

Il pilota monegasco collega inoltre il tema delle ambizioni sportive al lavoro complessivo del team, ribadendo la necessità di migliorare per tornare competitivi contro i principali rivali della Formula 1. La Ferrari, secondo Leclerc, ha mostrato segnali di crescita ma deve ancora colmare il gap per tornare stabilmente a competere per il Mondiale.

Bonelli: Meloni vuole il nucleare anche per scopi militari?

Roma, 4 giu. (askanews) – “Oggi si è scritta una pagina nera della storia della democrazia nel nostro paese”. Così Angelo Bonelli, insieme ai deputati di Avs davanti a Montecitorio per un flash mob contro il disegno di legge delega sul nucleare sostenibile appena approvato alla Camera.

“Il governo ha fatto carta straccia della volontà popolare di 55 milioni di italiani che con ben due referendum avevano detto no al nucleare. Vogliono il nucleare – spiega – un’energia estremanente costosa, per continuare a mettere le mani nelle tasche degli italiani. Bloccano le rinnovabili, è il segno del fallimento della strategia energetica di Giorgia Meloni e la cosa grave è che hanno detto no a un emendamento di Avs che chiedeva di fermare l’uso militare nel nucleare, hanno detto no, chiediamo a Meloni: che intenzioni hai, di fare un utilizzo anche militare del nucleare?”.

Appalti, Calderone: risparmio non ricada sul costo del lavoro

Roma, 4 giu. (askanews) – A margine dell’assemblea di Confcooperative Lavoro e Servizi a Roma, la ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone interviene sul tema degli appalti e del “salario giusto”. Il decreto Primo maggio, spiega, punta a valorizzare la buona contrattazione e il trattamento economico complessivo garantito dai contratti firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Per Calderone, negli appalti la ricerca del risparmio deve fermarsi prima di comprimere il costo del lavoro, che deve remunerare in modo adeguato le energie spese dalle persone.

“Noi riteniamo importante – afferma Calderone – quello che stiamo facendo sia in termini dei rinnovi contrattuali, ma anche di valorizzazione della buona contrattazione. Non a caso il decreto primo maggio si sofferma su questo parlando di trattamento economico complessivo, minimo garantito dai contratti delle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Vuol dire fare una scelta importante e non accontentarsi di una scelta, come dire, minimale, che è quella del salario minimo, ma invece andare a guardare a un complesso di servizi, ma anche di garanzie, di tutele che i buoni contratti e la buona contrattazione possono dare. Certamente su questo ci deve essere un’attenzione anche a riconoscere in sede di gestione anche dei tanti appalti che quel salario giusto è poi la condizione – conclude – per far progredire la nostra società e che quindi certamente gli appalti non possono essere invece gestiti solo in una logica di risparmio, che poi potrebbe portare se non opportunamente accompagnata e gestita a un risparmio su un costo del lavoro che invece deve poter remunerare attentamente quelle che sono le energie lavorative spese dalle persone”.

Lavoro, Calderone: l’inclusione passa dal salario giusto

Roma, 4 giu. (askanews) – Il lavoro come strumento di dignità, sicurezza e inclusione sociale. A margine dell’assemblea di Confcooperative Lavoro e Servizi a Roma, la ministra del Lavoro Marina Calderone lega il concetto di “salario giusto”, inserito nel decreto Primo maggio, alla qualità della contrattazione e alla responsabilità delle parti sociali. Per Calderone, nelle cooperative sociali il valore del lavoro riguarda anche la cura delle fragilità: operatori qualificati, servizi alle persone, percorsi di integrazione e possibilità concreta di costruire un progetto di vita.

“Parlare di valore sociale di mercato – afferma Calderone – vuol dire tener conto di quello che è l’elemento importante di tutte le riflessioni: il valore del lavoro, il valore del lavoro sicuro e del lavoro ben retribuito e giustamente considerato e valorizzato. Si sposa molto bene con quello che il governo sta facendo e che ha inserito anche nel decreto ‘Primo maggio’, il concetto di ‘salario giusto’ che vuole guardare proprio al lavoro di qualità, alla contrattazione di qualità, anche riconoscendo la responsabilità delle parti sociali nel sottoscrivere contratti che siano utili per garantire a lavoratori e lavoratrici non solo una buona esperienza di lavoro, ma di poter vivere dignitosamente del lavor”.

“E’ uno sforzo importante – prosegue la ministra – che si collega a quello che è proprio la dimensione sociale del mondo della cooperazione che guarda nel caso delle cooperative sociali soprattutto a servizi resi a chi è in condizione di bisogno, di fragilità, chi ha bisogno di avere operatori qualificati ma ancor di più operatori sensibili che comprendano qual è l’importanza della loro missione attraverso il lavoro, cioè fare integrazione sociale e soprattutto consentire alle persone anche di poter realizzare un progetto di vita che partendo anche da una condizione di fragilità però poi possa, se opportunamente supportato portare a un’inclusione lavorativa. Inclusione sociale per noi passa attraverso il lavoro, come dicevo prima, lavoro sicuro, lavoro onesto, lavoro ben pagato, lavoro di qualità, salario giusto”.

Stragi ’93, Meloni: spazzata ogni ombra, centrodestra non si fonda su illegalità

Roma, 4 giu. (askanews) – “Silvio Berlusconi è stato il fondatore del centrodestra e per quattro volte presidente del Consiglio. Per trent’anni, insieme a lui, un’intera comunità politica, composta da milioni di italiani che esprimevano liberamente il proprio voto, è stata ingiustamente posta davanti al sospetto infamante che il consenso raccolto nelle urne poggiasse su finanziamenti mafiosi o dinamiche illegali. I fatti e le decisioni giudiziarie spazzano via definitivamente ogni ombra: quel dubbio non aveva fondamento allora e non lo ha oggi. Il centrodestra italiano non si fonda sull’illegalità e non accetta che la propria storia venga letta attraverso teoremi costantemente smentiti nel tempo. Rivendico con fermezza e orgoglio il ruolo politico e istituzionale di questa comunità: il centrodestra è, ed è sempre stato, una forza della legalità e per la legalità in Italia”. Lo dichiara in una nota la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni dopo l’archiviazione della Procura di Firenze.

Stragi ’93, Meloni: confermata inesistenza rapporti tra Berlusconi e mafia

Roma, 4 giu. (askanews) – “L’archiviazione disposta dal Tribunale di Firenze nell’inchiesta sui presunti mandanti occulti delle stragi mafiose del 1993 rappresenta l’ennesima conferma di una verità storica e giudiziaria incontrovertibile: dopo decenni di indagini e processi, si chiude anche quest’ultimo capitolo con l’unica conclusione possibile, ovvero l’assoluta inesistenza di rapporti tra Silvio Berlusconi e la criminalità organizzata”. Lo dichiara in una nota la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Ecco la prima immagine di Matilda de Angelis dal set di "Balcanica"

Roma, 4 giu. (askanews) – È stata diffusa la prima immagine di Matilda De Angelis sul set di “Balcanica”, debutto alla regia di Nicola Sorcinelli. Nel cast anche Babak Karimi, Ivar Wafaei e Giovanni Toscano. Lo rende noto Fremantle.

Il film racconta la storia di una giovane dottoressa (Matilda De Angelis) e di un padre e figlio (Babak Karimie Ivar Wafaei), entrambi musicisti, in fuga dall’Afghanistan. Le loro vite si intrecceranno in un viaggio segnato da confini invisibili, scelte morali e desiderio di riscatto.

La sceneggiatura è firmata da Nicola Sorcinelli e Andrea Brusa. La fotografia è a cura di Damjan Radovanovic, la scenografia di Dragana Bacovic, i costumi sono firmati da Maria Letizia Della Felice e il montaggio è a cura di Ian Degrassi. Le musiche sono firmate da Michele Braga, Il suono è di Filip Popadic e il trucco è a cura di Višnja Karaulic.

“Balcanica” è prodotto da Ines Vasiljevic e Stefano Sardo per Nightswim, Sonia Rovai e Ludovica Damiani per Wildside, società del gruppo Fremantle, in co-produzione con Snežana van Houwelingen per This and That Productions, Katarina Prpic e Danijel Pek per Antitalent, in associazione con M74 e Nieminen Film; produttore associato Matilda De Angelis.

Il film è stato realizzato e distribuito con il contributo del Fondo per lo Sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, con il supporto di Lazio Innova – Lazio Cinema International e con il supporto di Film Center Serbia.

Seduzione e vibrazioni mediterranee in Tucamacarena di Baby K

Milano, 4 giu. (askanews) – Dopo alcuni avvistamenti tra i vicoli e le piazze di Napoli, che nelle ultime settimane avevano fatto intuire che qualcosa stesse bollendo in pentola, Baby K — l’artista dei record, unica artista femminile italiana ad aver raggiunto il Disco di Diamante, prima artista italiana a superare il miliardo di visualizzazioni su YouTube con un singolo e a rimanere per 11 settimane consecutive al n.1 della classifica ufficiale FIMI/GfK, oltre che tra le prime donne ad affermarsi nel mondo urban-pop italiano — annuncia oggi ufficialmente l’uscita di “Tucamacarena”, il nuovo singolo fuori venerdì 5 giugno per Columbia Records/Sony Music Italy.

Prodotto e arrangiato da Room9 e scritto da Baby K e Daniele Chiarolanza, “Tucamacarena” è un concentrato di ritmo, seduzione e vibrazioni mediterranee pronto a conquistare l’estate italiana. Il brano mescola sonorità urban-pop e suggestioni latinoamericane contemporanee, tra linee di pianoforte dal gusto latin, percussioni dinamiche e un ritornello ipnotico che cresce su un groove caldo e coinvolgente.

Al centro del brano c’è un’estate vissuta tra desiderio, gioco e libertà, lontana dagli stereotipi da cartolina e immersa invece nella vitalità autentica di Napoli, città simbolo di passione, caos, musica e incontri. “Tu dammi un bacio sotto il murales di Maradona” canta Baby K, eleggendo il capoluogo partenopeo a vera destinazione “hit” della stagione.

Anche il titolo gioca con l’immaginario pop: “Tucamacarena” unisce e reinterpreta due balli iconici, dando vita a un gioco di seduzione contemporaneo tra corpi che si cercano nei vicoli incandescenti dell’estate napoletana.

Racconta Baby K sul brano: “Tucamacarena” parla di due persone che sanno di essere una cattiva idea, ma continuano a scegliersi lo stesso. Mi piaceva l’idea di un amore quasi illegale, che nel brano si muove tra immagini di contrabbando, latitanti e piccoli reati del cuore: quelle situazioni in cui sai che probabilmente finirà male, ma ci vai lo stesso. Allo stesso tempo è una canzone piena di immagini nazionalpopolari che sento profondamente mie: Napoli, il murales di Maradona, le sirene nella notte, il Mediterraneo, le suggestioni latine. È una cartolina estiva romantica e ribelle, che parla della gente, del popolo e di quel luogo dove mi sento a casa.

Con “Tucamacarena”, Baby K mette la firma anche su questa estate: una firma sonora, visiva e identitaria che promette ancora una volta di lasciare il segno. Mentre il brano si prepara a conquistare la bella stagione, Baby K ha già svelato sui social le prime date dell’OH BABY! Summer Tour, una tournée in continuo aggiornamento che la porterà nei prossimi mesi sui palchi più caldi di tutta Italia.

Lucia Pappalardo (Osservatorio Vesuviano): monitorare il vulcano

Roma, 4 giu. (askanews) – “Se ci si organizza bene si può convivere anche in zone ad alto rischio vulcanico come quella napoletana”. Lucia Pappalardo, geologa, direttrice dell’Osservatorio vesuviano dell’INGV, è la protagonista del nuovo episodio podcast di “Italiane della scienza”. Abbiamo parlato dei rischi del Vesuvio, di come si monitora il vulcano, e di come si vive all’ombra del “formidabil monte sterminator” come lo chiamò Leopardi.

Ci sono settecentomila persone che abitano nella zona rossa intorno al Vesuvio che potrebbe essere investita da una eruzione; si monitorano i segnali del vulcano ora in quiescienza, si usa la tecnologia, si comunica senza allarmismi e soprattutto ci si prepara all’evento.

“A differenza del terremoto che avviene all’improvviso, nel caso delle eruzioni vulcaniche l’evacuazione è preventiva, entra in gioco l’esercito. Nei periodi come questi, nei periodi tranquilli è necessario che la popolazione sia ben informata, che sappia esattamente cosa deve fare” spiega Pappalardo, da settembre 2025 direttrice dell’Osservatorio Vesuviano a Napoli; laurea in Scienze geologiche, dottorato di ricerca in geofisica e vulcanologia con la specializzazione in eruzione esplosive su larga scala: “è una passione che ho avuto da sempre, forse perché sono nata a Torre del Greco, quindi proprio alle falde del Vesuvio”.

Pappalardo ci parla di evacuazione, monitoraggio dei segnali, importanza della comunicazione e di come il Vesuvio erutti catastroficamente ogni qualche centinaio di anni – fra cui la celeberrima eruzione del 79 aC che sepolse Pompei. Ma psicologicamente cosa vuol dire vivere all’ombra del Vesuvio, zona ormai di densità abitativa altissima? “Un po’ si è perso il ricordo del Vesuvio come sterminatore, viene più visto come un vulcano buono e questo non è un bene perché non si ha una percezione del rischio; la popolazione vive serenamente. Anche noi che lavoriamo in questo settore siamo affascinati dai vulcani, però poi chiaramente ne conosciamo tutti i pericoli- Questo aspetto della natura va compreso e rispettato; bisogna conviverci conoscendone la pericolosità”.

“Italiane delle Scienze” è una serie di podcast della rubrica Sguardi prodotta da askanews e ideata da Alessandra Quattrocchi, reperibile sul sito di askanews, sul canale Sguardi-Askanews su YouTube, e su tutte le piattaforme di streaming.

Cinecittà diploma 18 nuovi sceneggiatori con Molly Bloom

Roma, 4 giu. (askanews) – Un corso totalmente gratuito che aiuta a formare i professionisti del domani nel settore audiovisivo. A Cinecittà si è chiuso con la consegna dei diplomi la prima edizione del Master in Scrittura cinematografica, corso di formazione finanziato dal MiC con fondi PNRR e organizzato da Accademia Molly Bloom e da Cinecittà. Visto il successo riscontrato nell’annata appena conclusa, insieme alla consegna dei diplomi è stato anche annunciato il nuovo corso del Master, che farà affidamento a grandi professionisti del campo cinematografico per formare la classe del domani.

L’intervista a Lucia Borgonzoni, sottosegretario al Ministero della Cultura: “Per noi la formazione è fondamentale, è la base di tutto perché non potremmo vedere i film, le serie e tutti i grandi prodotti italiani se non esistesse. Il Ministero della Cultura attraverso il PNRR ha fatto un investimento enorme in tutto da quello che sono le maestranze in diversi ambiti, dalla scenografia alla scrittura che è fondamentale”.

90 ore di laboratori e lezioni, da febbraio a maggio 2026, con l’esposizione finale di un progetto dinanzi ad 11 case di produzione. Il corso ha l’obiettivo non solo di formare i futuri esperti del settore audiovisivo, ma anche di fornire loro una possibilità di mettersi in mostra con realtà cinematografiche.

Le parole del Presidente di Cinecittà, Antonio Saccone: “Cinecittà non si occupa solo di affittare i propri studi per le grandi produzioni nazionali o internazionali. Un altro pilastro su cui si fonda Cinecittà è certamente quello della formazione. In questo caso stiamo formando dei giovani sceneggiatori, degli autori. Ma con formazione si intende anche piu in generale le maestranze, un grazie speciale al MiC, con la sottosegretaria Borgonzoni che hanno voluto sostenere questo progetto. Oggi qui escono 18 nuovi sceneggiatori che avranno la possibilità di esprimere tutto il loro talento.”

La prima edizione ha visto, nelle 90 ore del corso, un mix di attività di laboratorio e teoriche, creando il giusto connubio tra pratica e fondamenti della scrittura. Il tutto è stato arricchito dalle masterclass di professionisti quali Francesco Martinotti, Giancarlo De Cataldo e Diego De Silva. Per la nuova edizione del master, gli iscritti sono 18, che si recheranno a Cinecittà da giugno e per tutto il mese di luglio, con la speranza di ottenere risultati tanto buoni quanto quelli della precedente edizione

Taormina Film Festival, Gore Verbinski presenterà il suo nuovo film

Roma, 4 giu. (askanews) – “Good Luck, Have Fun, Don’t Die” del regista Gore Verbinski, protagonista Sam Rockwell, sarà presentato in anteprima nazionale al Taormina Film Festival, per poi arrivare nelle sale dal 25 giugno, distribuito da Vertice 360.

L’avventura sci-fi, divertente e dal ritmo serrato, di Gore Verbinski (I pirati dei Caraibi, Rango – Premio Oscar come miglior film d’animazione -, La cura dal benessere), sarà proiettata per la prima volta in Italia a Taormina, e introdotta da Verbinski stesso, ospite del Festival. Il film è una commedia dal ritmo incandescente, con Sam Rockwell nei panni di un improbabile Messia dei nostri tempi, un outsider pazzoide dal cuore buono.

Una notte oscura. Un diner affollato. Un uomo armato di detonatore irrompe nel locale proclamando di venire dal futuro. È la 117esima volta che torna con lo stesso imperativo. Prima che il tempo scada, deve reclutare un gruppo di avventori del tutto improbabili e palesemente impreparati (Haley Lu Richardson, Michael Peña, Zazie Beetz, Asim Chaudhry e Juno Temple) per fermare l’imminente apocalisse dell’intelligenza artificiale e salvare l’umanità dai pericoli dei social media. Il problema? Tutto gioca contro di loro: dagli sconosciuti scettici agli adolescenti con il cervello ormai consumato dagli algoritmi, fino a mostruosità digitali fuori da ogni controllo. Eppure, se questo improbabile gruppo riuscirà nell’impresa, forse il mondo potrebbe ancora salvarsi… oppure no, chi lo sa.

Taormina Film Festival, premio a Crowe e antemprima del nuovo film

Roma, 4 giu. (askanews) – Dopo la straordinaria performance in “Norimberga”, il premio Oscar Russell Crowe torna all’action movie nel film “La vendetta perfetta – Bear Country”, che sarà presentato in anteprima mondiale al Festival di Taormina il 13 giugno al Teatro Antico, dove Crowe riceverà il Taormina Film Festival International Achievement Award.

Il film è un’esclusiva per l’Italia Minerva Pictures con Rai Cinema. Uscirà in sala il 26 agosto, con anteprime nelle migliori arene estive dal 10 al 18 agosto, distribuito da 01 Distribution.

A Taormina, “La vendetta perfetta – Bear Country” sarà accompagnato da Russell Crowe, Aaron Paul, Danny Zovatto, Nina Dobrev, dal regista Derrick Borte, e dai produttori Mark Fasano e Jeffrey Greenstein.

Questo crime thriller dal ritmo serrato, che alterna atmosfere tesissime, momenti divertenti e altri di forte suspense, vede nuovamente insieme Crowe e il regista Derrick Borte dopo Il giorno sbagliato, ed è basato sul romanzo “Strip” di Thomas Perry, adattato dallo stesso Borte assieme a Daniel Forte. Un film ad alta tensione, dove si incontrano personaggi stravaganti e fuori dal comune in un crescendo di inseguimenti, rapine e decisioni inaspettate, che ha in sé lo spirito di cult come “Una vita al massimo”, “Le Iene” e “Point Break”.

Nel cast, assieme a Crowe, ci sono Luke Evans, Teresa Palmer, Nina Dobrev e Aaron Paul (interprete amatissimo della serie cult Breaking Bad).

Taormina Film Festival, Fuori Concorso "Baracoa" con Giannini

Roma, 4 giu. (askanews) – Sarà presentato Fuori Concorso alla 72esima edizione del Taormina Film Festival, “Baracoa” film d’esordio di Luis Ernesto Donas (El despertar de un sueño Oslo, La trucha) con Giancarlo Giannini (Ti voglio bene Eugenio, Book Club -Tutto può succedere, Leonardo), Carlos Luis González (El mundo de Nelsito, Fábula, Silencio) e Yadier Fernández (Il mio anno a Oxford, Buscando a casa Casa Vieja). Il film, una co-produzione Pointmedia Italia (Italia) e De La Huerta Producciones (Cuba) con il sostegno del Programa Ibermedia e il Fondo de Fomento del Cine Cubano, è già stato presentato al Festival Internacional de Cine de La Habana dove ha vinto il premio collaterale della diversità “Súmate” ed è entrato nella shortlist per il Best First Feauture Film and Best Original Music Score al XIII Premios Platino del Cine Iberoamericano.

Sceneggiato dallo stesso regista con Filippo Ascione, “il film – ha sottolineato Luis Ernesto Doñas – è un viaggio nell’anima mutevole di Cuba, raccontato attraverso l’incontro di mondi opposti che resistono, si trasformano, si reinventano. Sul fondale di una società che cambia pelle — aprendosi lentamente all’iniziativa privata, al pensiero imprenditoriale, al pluralismo sociale e di genere — si intrecciano le vite di Felipe, Pepe e Jimmi: tre esistenze sospese, tre modi diversi di sopravvivere alla ricerca di sé. Felipe è un anziano che ha inseguito ideali umanistici trovati soltanto lontano dal proprio paese. Pepe, suo figlio, forse per naturale ribellione, è un uomo svuotato dalle passioni, alla ricerca di un senso e di una quiete possibile. Jimmi, infine, è una creatura fragile e multiforme, che ha fatto della maschera la propria armatura e del travestimento la sua più autentica verità. In questo racconto Cuba non è soltanto un’ambientazione: è una protagonista viva. Convivono i colori e i profumi dei nuovi alberghi della capitale, le periferie operose e brulicanti d’ingegno, le strade sterrate delle campagne orientali. L’ispirazione al neorealismo italiano è evidente nel modo di guardare la povertà con dignità e poesia, così come nell’omaggio a opere come Il sorpasso e Fragola e cioccolato, capaci di intrecciare leggerezza e profondità, eros e disincanto. Ma Baracoa è soprattutto una riflessione sulla rivoluzione dell’animo: quella di chi cambia pelle, di chi si libera da un’identità imposta, di chi sceglie di riscrivere la propria storia”.

Tennis, Sabalenka dopo il ko: "Finita in un buco nero mentale"

Roma, 4 giu. (askanews) – “In questo momento vorrei solo smettere di giocare a tennis”. È una Aryna Sabalenka profondamente scossa quella che si presenta in conferenza stampa dopo l’eliminazione nei quarti di finale del Roland Garros, arrivata al termine di una clamorosa rimonta subita contro Diana Shnaider.

La numero 1 del mondo aveva la partita in pugno: dopo aver vinto il primo set, nel secondo era avanti 5-3 e aveva servito per chiudere l’incontro. Da quel momento però il match è cambiato radicalmente, con Sabalenka che ha perso dieci game consecutivi, lasciando strada alla rimonta dell’avversaria e dicendo addio al sogno Parigi.

“Ho avuto opportunità importanti per chiudere la partita nel secondo set. Le ho sprecate e lei ha iniziato a giocare con grande determinazione. Mentalmente non sono più riuscita a riprendermi dopo quel parziale. Credo di essere caduta in un buco nero molto profondo e non sono riuscita a uscirne”, ha spiegato la bielorussa, aggiungendo: “Non ricordo nemmeno l’ultima volta che mi è capitato di perdere dieci game di fila”.

Nell’analisi del ko, Sabalenka ha individuato soprattutto un aspetto mentale. “Forse penso troppo a non sbagliare. Inizio a rimuginare, divento troppo emotiva e perdo il controllo. Commetto errori semplici e dall’altra parte l’avversaria prende fiducia”. E ancora: “Sono stufa di perdere partite perché mi lascio sopraffare dalle emozioni. Devo capire cosa succede nella mia testa in quei momenti”.

Nel finale della conferenza, però, emerge anche un accenno di reazione. “Ciò che non ci uccide ci rende più forti, no? Prima o poi troverò una soluzione e tornerò più forte”. Poi, con un sorriso amaro, aggiunge: “Avete presente quelle stanze dove si entra per distruggere tutto? Probabilmente passerò l’intera giornata di domani lì dentro a spaccare qualsiasi cosa. Magari funzionerà. Magari no”.

Calcio, Napoli e Conte, ufficiale risoluzione consensuale

Roma, 4 giu. (askanews) – Si chiude ufficialmente l’avventura di Antonio Conte sulla panchina del Napoli. Il club azzurro ha annunciato la risoluzione consensuale e anticipata del rapporto con l’allenatore e con il suo staff, mettendo fine a un percorso durato due stagioni.

Attraverso una nota ufficiale, la società partenopea ha comunicato “di aver risolto consensualmente ed in anticipo rispetto alla naturale scadenza i rapporti di lavoro con l’allenatore Antonio Conte e con i suoi collaboratori”.

Nel messaggio di saluto, il Napoli ha voluto esprimere riconoscenza per il lavoro svolto dal tecnico leccese durante la sua esperienza in azzurro. “Salutando l’allenatore in uscita – si legge nel comunicato – il Napoli rivolge all’allenatore e al suo staff i ringraziamenti per l’eccellente lavoro svolto, oltre ai migliori auguri per il futuro e per le prossime sfide professionali che decideranno di affrontare. Grazie, mister!”.

L’ufficialità dell’addio pone fine alle indiscrezioni che si erano susseguite nelle ultime settimane sul futuro di Conte. La separazione arriva di comune accordo tra le parti e apre ora una nuova fase per il club campano, impegnato nella scelta del successore in panchina e nella programmazione della prossima stagione.

Tennis, Errani-Vavassori: "Trionfo che nasce dall’amicizia"

Roma, 4 giu. (askanews) – Entusiasmo e commozione nelle parole di Sara Errani e Andrea Vavassori dopo il successo che vale la finale del torneo di doppio misto al Roland Garros. I due azzurri, protagonisti di un percorso brillante sulla terra rossa parigina, hanno condiviso sul campo tutta la loro emozione per un traguardo che conferma la forza del loro legame umano oltre che sportivo.

“Questo è un sogno ancora vivo”, ha dichiarato Errani al termine dell’incontro. “Andrea è il mio migliore amico, è pazzesco giocare con lui. È troppo bravo. Grazie ai nostri team, senza di voi tutto questo non sarebbe possibile. Siamo contenti di vivere questi momenti”.

Parole ricambiate da Vavassori, che ha sottolineato l’importanza del rapporto costruito negli anni con la compagna di squadra. “Grazie Sara, sei la mia migliore amica. Sei la prima persona con cui parlo quando perdo una partita. Sono contento di condividere questo viaggio con te, ogni giorno è un percorso straordinario”.

Ita Airways, Eberhart: potremmo riprendere elementi del marchio Alitalia

Roma, 4 giu. (askanews) – “Ci sono degli elementi del brand Alitalia che ci interessano. Stiamo considerando di riprendere questi elementi e integrarli in un certo modo nel brand Ita, ma il brand Ita non sparisce: il marchio Ita è quello su cui abbiamo investito negli ultimi anni e rimarrà il marchio di questa compagnia”. Lo ha affermato l’amministratore delegato di Ita Airways, Joerg Eberhart a margine del convegno “Tra un’epoca e un’altra: verso quale trasporto aereo?”, promosso a Roma dall’Enac per la presentazione del Fact Book 2026.

“Ci sono dei simboli molto forti come il timone, un simbolo bellissimo, iconico. E sul timone si possono fare varie cose – ha aggiunto – possiamo riprendere il timone. E’ allo studio, non è finito ancora”.

Tennis, Errani-Vavassori trionfano a Parigi nel doppio misto

Roma, 4 giu. (askanews) – Sara Errani e Andrea Vavassori sono ancora i campioni del doppio misto al Roland Garros. Gli azzurri confermano il titolo nella specialità grazie al successo in rimonta su Gabriela Dabrowski ed Evan King con il punteggio di 4-6, 6-3, 10-4 in un’ora e 20 minuti. Una partita in crescendo di Sara e Andrea che hanno giocato sempre meglio, fino a dominare il super tiebreak del terzo set. La conferma dell’intelligenza tattica e la qualità dei colpi dei due italiani, al loro quarto Slam nella specialità dopo US Open 2024 e 2025 e Roland Garros 2025.

FnV: quattro nuovi parlamentari entrano nel partito

Roma, 4 giu. (askanews) – Quattro nuovi parlamentari aderiscono a Futuro nazionale con Vannacci. Lo comunica in una nota il partito, annunciando che sabato prossimo alle ore 11.30 avrà luogo una conferenza Stampa a Viareggio (LU) presso il Grand Hotel Principe di Piemonte alla presenza del presidente nazionale Roberto Vannacci e del coordinatore nazionale, Massimiliano Simoni.

“Per l’occasione – si legge nella nota – saranno presentati alla Stampa i Parlamentari che hanno deciso di aderire al partito ed al progetto dell’On. Roberto Vannacci, per una Destra vera, orgogliosa, convinta, entusiasta, pura, contagiosa: L’unica che Noi conosciamo”.

Quinta edizione dell’Operazione Paladini del Territorio

Roma, 4 giu. (askanews) – In occasione della Giornata Internazionale dell’Ambiente che si celebra il 5 giugno, Fondazione UNA – Uomo, Natura e Ambiente ha reso noti i risultati della quinta edizione dell’Operazione Paladini del Territorio. Un progetto che, anno dopo anno, continua a registrare un’ampia partecipazione e a consolidare il proprio ruolo nella tutela dell’ambiente.

Sono infatti già stati coinvolti oltre 1.200 volontari in tutta Italia, coordinati da più di 90 sezioni locali delle principali associazioni venatorie nazionali. Grazie al loro impegno, ad oggi sono state rimosse dall’ambiente oltre 27 tonnellate di rifiuti, inclusa una significativa quantità di materiali pericolosi potenzialmente dannosi per la salute pubblica e per gli ecosistemi.

Le attività di pulizia hanno interessato decine di aree verdi distribuite in oltre 30 province italiane, dal Nord al Sud del Paese, contribuendo al recupero di parchi urbani, boschi, argini fluviali, zone rurali e spiagge. Un risultato che evidenzia la capillarità organizzativa e il ruolo attivo delle associazioni venatorie nella cura del territorio.

Rafforzata, inoltre, l’attenzione verso le nuove generazioni attraverso attività di educazione ambientale. Nella sola primavera del 2026, infatti, i volontari hanno dedicato oltre 300 ore di formazione nelle scuole primarie e secondarie, affrontando temi come la biodiversità, la gestione sostenibile delle risorse naturali e la prevenzione del degrado ambientale.

Attiva da oltre dieci anni nella promozione di iniziative concrete a favore dell’ambiente, Fondazione UNA conferma il proprio impegno anche attraverso collaborazioni con realtà internazionali come IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) e Mountain Partnership. Il progetto è stato realizzato con il supporto delle associazioni venatorie socie Federcaccia, Enalcaccia e Arcicaccia, oltre che delle istituzioni locali.

Taormina Film Festival, Tiziana Rocca: parata di star per il pubblico

Roma, 4 giu. (askanews) – Da Russell Crowe a Helen Mirren, da Jane Campion a Holly Hunter, da Aaron Eckhart a Emile Hirsch, e ancora Giancarlo Giannini, Fernanda Torres, Lina Sastri, Serena Brancale, Levante, Can Yaman, Franco Nero e molti altri. Tante le star attese al Taormina Film Festival, in programma nella rinomata località siciliana dal 10 al 14 giugno.

“Il mio obiettivo è riempiere il Teatro antico da 6.000 posti”, ha annunciato la direttrice artistica Tiziana Rocca presentando la 72esima edizione del festival alla Stampa estera a Roma.

“A Taormina il pubblico può incontrare le star – ha assicurato – io obbligo gli attori internazionali a condividere, a farsi le foto sul red carpet, a fermarsi con il pubblico, Taormina è un festival diverso, va verso la gente”.

Inaugurazione in grande stile con la presentazione in anteprima per l’Italia del primo episodio della nuova stagione della serie “House of the Dragon”, prequel di “Game of Thrones”, alla presenza di quattro protagonisti: Steve Toussaint (Lord Corlys Velaryon), Harry Collett (Jacaerys Velaryon), Bethany Antonia (Baela Targaryen) e Phoebe Campbell (Rhaena Targaryen). “E ci sarà una sorpresa”, ha anticipato Tiziana Rocca.

Tra le novità di questa edizione, il ritorno del concorso internazionale e una nuova sezione per i cortometraggi girati in Sicilia.

“L’obiettivo era rafforzare il concorso con una giuria d’eccezione con due premi Oscar come Jane Campion (anche presidente) e Holly Hunter” – ha detto Rocca, annunciando anche un omaggio a “Lezioni di piano” – e in cui figurano la costumista Miyako Bellizzi, la casting director Francine Maisler, Akinola Davies Jr., la Head of Global Marketing di Amazon MGM Studios Sue Kroll e Pietro Castellitto per l’Italia.

In concorso per l’Italia “Piccolo miracolo” di Guido Chiesa con Marco D’Amore e Greta Scarano.

Grande attesa anche per l’attrice premio Oscar Helen Mirren, che riceverà il Taormina Film Festival Achievement Award durante una serata speciale dedicata ad Anna Magnani, in cui sarà proiettata la versione restaurata di “Bellissima” di Luchino Visconti a 75 anni dall’uscita del film; e per il “Gladiatore” Russell Crowe, con il suo nuovo film, “Bear Country” di Derrick Borte, presentato come evento speciale, nel cast Luke Evans, Teresa Palmer, Nina Dobrev e Aaron Paul; Russell Crowe riceverà anche il premio alla carriera al Teatro Antico.

Nella sezione Fuori Concorso tra i tanti titoli verrà presentato “The Struggle for Mother Water” di Michael Zelniker, serie documentario sulla crisi idrica globale e la lotta delle donne. Inoltre, il film-documentario “Brunello, il visionario garbato” del regista premio Oscar e Golden Globe Giuseppe Tornatore sulla vita dell’imprenditore Brunello Cucinelli verrà insignito del Golden Globes Prize for Documentary in Partnership with Artemis Rising Foundation.

Ampio spazio dedicato alle donne come nella passata edizione: in programma il panel, “Donne oltre lo sguardo” con la madrina, Anna Valle, le giurate Jane Campion, Holly Hunter, Francine Maisler, Miyako Bellizzi, a cui si uniranno Clotilde Courau, Fernanda Torres, Francesca Archibugi, Romana Maggiora Vergano e Malika Ayane.

La direttrice artistica ha ricordato anche la grande attenzione rivolta ai giovani: anche in questa edizione ci sarà la giuria del Campus Giovani, che assegnerà il Cariddino d’Oro, formata grazie alla collaborazione con la sezione regionale Anec Sicilia.

Felice Panebianco, Sovrintendente della Fondazione Taormina Arte Sicilia, ha aggiunto: “Era difficile fare meglio dello scorso anno, il bilancio si fa alla fine, ma i presupposti per dire che ci siamo impegnati a fare un ottimo lavoro ci sono già tutti”.

Stragi ’93, M. Berlusconi: mio padre protagonista lotta a criminalità organizzata

Roma, 4 giu. (askanews) – “Tutto questo accanirsi su una tesi insensata, cioè che le stragi mafiose del 1993-94 avrebbero avvantaggiato la nascente Forza Italia, ha alimentato trent’anni di sospetti, insinuazioni e campagne di delegittimazione contro Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri. Ma alla fine ha prodotto solo una montagna di carta straccia, sia in tribunale, sia nelle redazioni di certi giornali”. Lo afferma in una nota Marina Berlusconi commentando l’archiviazione dell’inchiesta sulle stragi mafiose.

“La verità storica è totalmente diversa: mio padre è stato uno dei principali protagonisti della lotta alla criminalità organizzata in Italia”, sottolinea.

“È la sesta volta che l’assurda inchiesta di Firenze finisce nel nulla. È la sesta volta che viene archiviata, come sempre su richiesta stessa dei Pubblici ministeri”, aggiunge la figlia dell’ex premier.

“Sono stati i governi Berlusconi – osserva – a rendere stabile il carcere duro per i boss mafiosi, a introdurre il primo Codice antimafia e a istituire l’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni confiscati alle organizzazioni criminali. Questi sono i fatti, tanto concreti quanto inconfutabili. Tutto il resto è una vergognosa e illogica mistificazione che, oltre ad aver rappresentato un gravissimo spreco di tempo e risorse per il nostro Paese, ha avvelenato la vita di uno dei suoi protagonisti. Ora che mio padre non c’è più, chi potrà mai restituirgli il tempo trascorso sotto il peso di queste accuse, terribili e infondate? E qualcuno risponderà mai del falso spacciato per vero? La mia speranza, oggi, è che sia davvero l’ultima volta che mi trovo costretta a sollevare pubblicamente queste domande. Di certo, dentro di me, non smetterò mai di pormele. Perché il tempo passa, ma la cicatrice dell’ingiustizia resta per sempre”.

Stragi ’93, Marina Berlusconi: giustizia resta emergenza, non si accantoni tema

Roma, 4 giu. (askanews) – “L’incredibile storia dell’inchiesta di Firenze, mostra una volta di più in quali condizioni si trovi la giustizia italiana, e conferma anche che la sconfitta del referendum di marzo è stata un’immensa occasione perduta per il nostro Paese. Da cittadina che ha visto da vicino fin troppi disastri giudiziari, vorrei che la politica non accantonasse il tema: i nodi da sciogliere sono tanti, a partire dall’assenza di una vera responsabilità civile dei magistrati. Quella della giustizia resta un’emergenza. La bandiera del garantismo non può e non deve essere ammainata”. Lo dichiara in una nota Marina Berlusconi in merito all’archiviazione dell’inchiesta di Firenze.

Ddl nucleare, Pichetto: ok Camera passo importante per futuro energetico

Roma, 4 giu. (askanews) – “Con l’approvazione alla Camera della legge delega sul nucleare sostenibile compiamo un passo importante per il futuro energetico dell’Italia. Oggi abbiamo iniziato a porre le condizioni affinché il Paese sia pronto ad adottare il nucleare sostenibile quando le nuove tecnologie, alle quali puntiamo, saranno mature e disponibili all’inizio del prossimo decennio”. Ad affermarlo è il ministro dell’Ambiente e della sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.

“Il nucleare sostenibile significa più sicurezza energetica, più decarbonizzazione, più indipendenza.In un mondo in cui la domanda di energia è destinata a crescere rapidamente, anche per effetto dell’intelligenza artificiale, dei data center, dell’elettrificazione industriale e civile, chi sarà in grado di produrre energia sarà più libero, più forte e più sicuro. Vogliamo un’Italia meno dipendente dall’estero, con energia più accessibile per famiglie e imprese”, ha aggiunto il ministro.

Pichetto ha poi spiegato: “la bolletta arriva indistintamente nelle case e nelle imprese di tutti gli italiani. Per questo il nucleare non è una bandiera politica o ecologica: è uno strumento da valutare con serietà, fiducia nella ricerca e responsabilità verso le prossime generazioni. Questa è una scelta di concretezza, non di ideologia. Una scelta di Libertà. Più sicurezza energetica, più indipendenza, più Italia”.

Libano, Palazzo Chigi: ferma condanna per uccisione peacekeeper serbo Unifil

Roma, 4 giu. (askanews) – “Il governo italiano esprime la più ferma condanna per l’uccisione di un peacekeeper serbo di Unifil nel sud del Libano e per il ferimento di altri militari impegnati nella missione. L’Italia esprime il proprio cordoglio alla famiglia della vittima, alle Autorità e al popolo serbo, augurando una pronta guarigione ai feriti. Si richiama la responsabilità di tutte le parti in causa nel garantire la sicurezza del personale delle Nazioni Unite, il cui contingente non deve in alcun modo essere oggetto di attacchi o restrizioni della libertà di movimento”. Così in una nota di Palazzo Chigi.

“L’Italia accoglie con favore l’annuncio del rinnovato cessate il fuoco tra Israele e Libano, auspicando una conclusione duratura delle ostilità attraverso il rigoroso rispetto degli impegni assunti, incluso il termine di ogni attività militare da parte di Hezbollah. Il governo italiano conferma, infine, il proprio sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale del Libano, proseguendo nell’impegno per la pace e la stabilità della regione”, conclude.

Fitto: erogata all’Italia la IX rata del Pnrr, 12,8 miliardi

Roma, 4 giu. (askanews) – “Oggi la Commissione europea ha erogato all’Italia 12,8 miliardi di euro nell’ambito del PNRR e di NextGenerationEU. Risorse che finanziano riforme e investimenti in settori strategici per il futuro del Paese: pubblica amministrazione, giustizia, lavoro, istruzione, ricerca, sanità, energia, mobilità sostenibile e sostegno alla competitività. Con questa nona rata, l’Italia raggiunge l’85% delle risorse previste dal Piano. Un risultato importante che conferma il percorso di attuazione del PNRR e il suo contributo alla crescita e alla modernizzazione dell’Italia”. Lo afferma su X il vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto.

Iran, Wsj: Trump riprenderà la guerra solo se saranno uccisi soldati Usa

Roma, 4 giu. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confidato privatamente ai suoi collaboratori che prenderà in considerazione la possibilità di porre fine al cessate il fuoco con l’Iran solo se Teheran ucciderà soldati americani. Lo scrive il Wall Street Journal citando fonti statunitensi, le quali hanno insistito sul fatto che la tregua di alcune settimane nei bombardamenti aerei rimane intatta nonostante un flusso costante di violenti scontri.

La riluttanza del presidente a riaccendere la guerra suggerisce – scrive ancora il quotidiano – che Trump potrebbe essere disposto a sopportare piccoli focolai di violenza per settimane, o addirittura mesi, per evitare un conflitto più ampio in Medio Oriente.

Trasporto aereo, Rixi (Mit): sempre più centrale, cresce più di media Ue

Roma, 4 giu. (askanews) – “Il trasporto aereo è sempre più centrale e i dati oggi ci dicono che il traffico, specialmente quello passeggeri, cresce più del Pil e più della media europea. Bisogna investire dove si cresce, perché un settore che ha un futuro può vedere il nostro Paese protagonista. Il trasporto areo e il trasporto marittimo sono i settori che crescono di più nel nostro Paese e consentono di dare una spinta a tutto il sistema logistico”. Lo ha affermato il viceministro a Infrastrutture e trasporti, Edoardo Rixi, nel suo intervento al convegno “Tra un’epoca e un’altra: verso quale trasporto aereo?”, promosso a Roma dall’Enac per la presentazione del Fact Book 2026, il rapporto annuale del Centro ITSM – ICCSAI Transport and Sustainable Mobility.

“La nostra visione è che il nostro sistema paese è in competizione soprattutto con gli altri sistemi, europei ma soprattutto i sistemi catapultuali fuori dal continente europeo”.

I trasporti devono “consentire al nostro Paese di superare quella difficoltà geografica dovuta alle barriere fisiche al nord delle Alpi e al sud al mare.È evidente che questo è un grande tema – ha proseguito Rixi – che può consentire al secondo paese a livello europeo di poter continuare a crescere e poter avere un ruolo all’interno e l’Europa anche di grande logistica”.

“Questa è la sfida che abbiamo davanti, questi sono gli obiettivi. Ovviamente dal nostro punto di vista avere le maggiori informazioni possibili sull’andamento dei mercati, confrontarci con i protagonisti del settore, cercare di precedere le tendenze globali è quello che ispira una visione di un paese che non dovrebbe avere una cultura regressiva”.

Rixi ha elogiato il presidente dell’Enac, Pierluigi Di Palma. “Io vi ringrazio per quello che è stato fatto fino adesso, soprattutto per quello che si farà. Ci tenevo però a parlare anche del tema dei traffico merci, su cui voglio ritornare, perché è evidente che per avere un profondo equilibrio nel sistema e riuscire ad avere una capacità aeroportuale equilibrata sul tema delle merci abbiamo bisogno ancora di fare degli importanti passi in avanti. Quindi questo è un tema su cui penso che bisognerà lavorare nei prossimi anni”.

“Quindi io vi ringrazio per il lavoro che fate, ringrazio ovviamente le compagnie, gli operatori, anche chi ha redatto questo Factbook che credo particolarmente significativo. Credo che serva perché ogni tanto fare il punto di dove stiamo arrivati e riuscire a capire dove si potrà andare è un elemento fondamentale anche per rivedere quelle che sono le dinamiche o quelle che sono le prospettive del settore che a mio avviso vanno aggiornate. Perché con l’ideologia si fa poca strada, quindi dobbiamo attenerci ai fatti, cercare di prevedere il futuro e cercare di invitare il settore a emanciparsi, a fare investimenti e a cercare di avere una visione sempre più alta sulle sfide che ci aspetteranno”.

Israele tenta rilancio turismo in attesa di una nuova normalità

Gerusalemme, 4 giu. (askanews) – Dopo il crollo del turismo dovuto prima alla pandemia e poi alle guerre seguite al 7 ottobre 2023, c’è una parte di Israele che vuole gettare il cuore oltre l’ostacolo, lavorando a quando il Paese potrà di nuovo godere di una situazione di stabilità e tornare ad essere una meta attrattiva come in passato. Parliamo di un settore che nel 2019 aveva toccato livelli record, facendo registrare oltre 4 milioni e mezzo di visitatori internazionali, di cui 200.000 italiani, e un contributo pari al 2,6% del Pil nazionale. Poi i voli con Tel Aviv sono stati ridotti al minimo e il flusso di visitatori in arrivo dall’estero, nonostante il rapido recupero dopo il Covid, è praticamente collassato per la seconda volta.

“Siamo passati da 3.000 visitatori al giorno al nulla o quasi di oggi, forse 100 persone, e sono tutte israeliane” racconta una dipendente del sito archeologico di Cesarea, il secondo più importante del Paese dopo Masada, altrettanto deserto.

A soffrire è però anche il turismo religioso, verso i luoghi sacri delle tre religioni monoteiste, che attiravano pellegrini e viaggiatori da tutto il mondo.

“Noi – ricorda Giuseppe Gaffurini, frate minore dei Custodi di Terra Santa e presidente del Santo Sepolcro – ormai siamo diversi anni che passiamo da un’attesa a un’altra. Attese tutte frustrate come ha dimostrato il tempo. In questo momento, non ci sono pellegrini anche perché i pellegrinaggi devono essere organizzati per tempo, le compagnie aeree ancora non si sono aperte, e quindi se continuerà questa tregua, chiamiamola così, per diversi mesi allora è possibile sperare che in ottobre-novembre qualcosa cominci a muoversi, ma purtroppo penso che perderemo tutta l’estate”.

In attesa di una nuova normalità, che tarda ad arrivare, il Paese si è comunque preparato, realizzando ad esempio nuove indagini archeologiche a Gerusalemme, difficili in un contesto di maggiore affollamento, e organizzando iniziative che cercano con ostinazione di costruire un futuro di convivenza tra i popoli. È il caso di “The way to Jerusalem”, cammino intereligioso di 111 chilometri da Tel Aviv alla Porta di Jaffa, nelle Città Santa, che mira a riprodurre, con tanto di credenziali e alloggi per pellegrini, il clima di spiritualità e fratellanza dell’itinerario di Santiago o della Via Francigena.

“Abbiamo capito e scoperto – racconta la cofondatrice Yael Tarasiuk – che la via dei pellegrini passa sopra il tempo, sopra la situazione politica e sopra tutto. È come una gabbia che ti protegge dal rumore esterno perché quando cammini con qualcuno e parli con le persone vedi che la maggior parte della gente vuole soltanto vivere la propria vita in pace”

Un messaggio di speranza che fatica a farsi largo, anche se le autorità professano ottimismo, confidando nella resilienza già dimostrata in passato dal settore.

“Vediamo il movimento che sta tornando – osserva Kalanit Goren, Head of Hosting Department Israel Minister of Tourism – anche grazie a delle compagnie aeree che stanno tornando proprio adesso da giugno da tutta Europa e anche dagli Stati Uniti e qui speriamo che questo sia un segno di ripresa per il nostro bellissimo Paese. Il turismo è soprattutto ponte tra culture e amicizia”

Anche dall’Italia qualcosa si muove, con la ripresa da luglio dei voli tra Roma e Tel Aviv da parte di Ita Airways, e per un Paese come Israele che aveva fatto del turismo uno dei simboli della propria apertura internazionale, con le elezioni del prossimo autunno alle porte, la sfida non è soltanto economica, ma anche politica e d’immagine.

Unifil: un Casco Blu ucciso e due feriti nel sud del Libano

Roma, 4 giu. (askanews) – Un Casco Blu della missione Unifil in Libano è morto questa mattina presto a causa di ferite gravi riportate quando colpi di mortaio hanno colpito la sua posizione vicino a Marjayoun, nel Libano sudorientale. Lo riferisce la stessa missione Onu su X.

Due altri caschi blu, che hanno anch’essi riportato ferite, stanno ricevendo cure in un centro medico presso la base della Unifil, ha aggiunto la missione.

“Poco dopo l’incidente, avvenuto nella tarda serata di ieri, il soldato gravemente ferito è stato trasportato in aereo in un ospedale di Beirut, dove è deceduto a causa delle ferite riportate”, ha riferito la missione Unifil.

“Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici e ai colleghi del soldato che ha perso la vita al servizio della pace. Il nostro pensiero va anche alla pronta e completa guarigione dei soldati feriti”, ha aggiunto la missione.

Unifil ha avviato “un’indagine per accertare le circostanze esatte che hanno portato a questo tragico incidente” ed “ha rilevato un numero sempre maggiore di traiettorie e impatti di proiettili nel sud del Libano”. “La violenza deve cessare”, ha insistito la missione.

“Ribadiamo il nostro appello a tutti gli attori affinché rispettino i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e garantiscano in ogni momento la sicurezza del personale e delle proprietà delle Nazioni Unite, astenendosi da azioni che possano mettere in pericolo i caschi blu. Chiediamo inoltre alle autorità nazionali competenti di indagare sull’incidente, assicurare i responsabili alla giustizia e garantire la loro incriminazione”, ha sottolineato la missione Onu.

“Gli attacchi deliberati contro i caschi blu costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza e possono configurarsi come crimini di guerra”, ha concluso Unifil.

Khamenei: i nemici dell’Iran hanno subito una "profonda umiliazione"

Roma, 4 giu. (askanews) – L’Iran ha inferto un “colpo decisivo” ai suoi nemici israeliani e americani, che hanno subito una “sconfitta” e ora cercano di “seminare dubbi, disperazione, paura, sospetto e discordia”, ha dichiarato la Guida suprema Mojtaba Khamenei in un messaggio letto a suo nome in occasione dell’anniversario della morte dell’ayatollah Khomeini, fondatore della Repubblica islamica.

“Pertanto, per contrastare queste forze maligne, tutti devono neutralizzare il loro sinistro piano rimanendo saldi e lucidi, preservando l’unità, la coesione e la fiducia reciproca e rifiutando di allearsi con il nemico”, ha continuato. “A questo proposito, il ruolo delle autorità è fondamentale”, ha detto ancora. “Qualsiasi atto che possa seminare pessimismo e frustrazione tra la popolazione viene percepito come una forma di appeasement nei confronti del nemico di questo Paese e del suo popolo”, ha concluso Mojtaba Khamenei.

Delfin, pace sul riassetto tra Leonardo Maria Del Vecchio e Rocco Basilico

Milano, 4 giu. (askanews) – Passo decisivo per il via libera al riassetto della holding degli eredi Del Vecchio. Secondo quanto si apprende da fonti finanziarie, Leonardo Maria Del Vecchio si è impegnato a ritirare ogni causa avanzata in Tribunale e lo stesso ha fatto suo fratello Rocco Basilico. A questo punto, a quattro anni dalla scomparsa del fondatore della dinastia, verrà sbloccato l’empasse sull’eredità di Leonardo Del Vecchio e si potrà procedere al riassetto della holding, con Leonardo Maria pronto a salire al 37,5% di Delfin acquistando il 25% delle azioni dai fratelli Luca e Paola.

Nelle scorse settimane, Rocco Basilico si era rivolto al tribunale del Lussemburgo per contestare le delibere approvate il 27 aprile dai soci di Delfin, sull’acquisto delle quote da parte di Leonardo Maria e sull’aumento del limite imposto alla distribuzione dei dividendi (ora pari all’80% dell’utile netto). Rocco Basilico a fine aprile si era opposto ad entrambe le delibere, per poi decidere di impugnare le decisioni dell’assemblea davanti al giudice del Granducato. Un ricorso che all’epoca fu definito “infondato” dalla stessa Delfin che aveva ribadito la validità delle delibere assembleari.

Delfin è la holding lussemburghese che custodisce l’eredità di Leonardo Del Vecchio. La società detiene, tra le altre partecipazioni, il 32,4% di EssilorLuxottica, il 17,5% di Monte dei Paschi di Siena, il 10% di Generali e il 2,7% di Unicredit.

Venice Climate Week, il flash mob di Pistoletto che sposa la Laguna

Venezia, 4 giu. (askanews) – Un flash mob artistico per inaugurare in piazza San Marco la seconda edizione della Venice Climate Week. Michelangelo Pistoletto, storica figura dell’arte italiana, ha celebrato insieme a molte persone un nuovo e sostenibile “matrimonio d’amore con la Laguna di Venezia”. “Questo matrimonio – ha detto Pistoletto ad askanews – è il principio di una visione nuova che per me è poi quella che porta verso il Terzo Paradiso dove due elementi che sono nel simbolo del Paradiso che sono io, tu e al centro noi. Allora io posso essere la persona, tu sei la laguna, sei Venezia, insieme facciamo questo matrimonio e quindi sono come due anelli che si sposano e il terzo anello è quello del matrimonio e quindi c’è un matrimonio della natura con l’artificio e della persona con la società”.

La performance, che ha visto la composizione del celebre simbolo del Terzo Paradiso, è stata preceduta dalla letture di dichiarazioni di intenti ispirate ai principi dell’ecologia e del riconoscimento della Laguna come una persona. Idee e suggestioni che ci parlano della necessità di un nuovo approccio, anche filosofico, al tema dell’ambiente e della crisi climatica. E l’arte, anche in questo campo, gioca un ruolo di primo piano. “L’arte e la cultura – ha aggiunto Michelangelo Pistoletto – sono il seme del pensiero, sono il seme della dinamica attiva dell’essere umano. L’essere umano è creativo, crea, l’arte è creazione, quindi bisogna ripartire dall’arte, bisogna ricreare”.

E serve farlo per evitare che la crisi diventi irreversibile e che la rassegnazione generi una drammatica inevitabilità storica.

Playoff Nba, New York vince a San Antonio e va 1-0

Roma, 4 giu. (askanews) – Gara-1 delle Finals Nba è dei Knicks, che superano i San Antonio Spurs in Texas 105-95 e già orientano le finali. I New York Knicks faticano nel primo tempo, chiuso a -7, e nel 3° quarto sembrano sul punto di cedere quando San Antonio tocca il +14. New York, però, sulle spalle del suo leader Jalen Brunson (30 punti) e di Karl-Anthony Towns (18 punti e 12 rimbalzi), prima torna in partita e poi domina gli ultimi 2 minuti, chiudendo la sfida con un parziale di 11-0 che vale il colpo in trasferta e il punto dell’1-0 nella serie. Agli Spurs non bastano i 26 punti e 12 rimbalzi di un Victor Wembanyama in difficoltà al tiro (6/21) e 16 punti e 8 rimbalzi in uscita dalla panchina del rookie Dylan Harper.

Questo il programma delle Finals

San Antonio Spurs-New York Knicks 0-1

Gara 1: San Antonio Spurs-New York Knicks: 95-105 Gara 2: San Antonio Spurs-New York Knicks: 6 giugno ore 2.30 Gara 3: New York Knicks-San Antonio Spurs: 9 giugno ore 2.30 Gara 4: New York Knicks-San Antonio Spurs: 11 giugno ore 2.30 Gara 5: San Antonio Spurs-New York Knicks: 14 giugno ore 2.30* Gara 6: New York Knicks-San Antonio Spurs: 17 giugno ore 2.30* Gara 7: San Antonio Spurs-New York Knicks: 20 giugno ore 2.30*

* se necessario

Murri e il Risorgimento: genesi del partito della nazione?

Dobbiamo partire dal libro di Sergio Zoppi – Dalla Rerum novarum alla democrazia cristiana di Murri, il Mulino, 1991- per fare luce sul cambio di prospettiva che interessò il movimento cattolico all’indomani dell’enciclica di Leone XIII. George Bernanos, nel suo Diario di un parroco di campagna, la fece rievocare dal curato di Torcy con queste parole: “… voi la leggete tranquillamente con l’orlo delle ciglia, come una qualunque pastorale di quaresima. Alla sua epoca ci è parso di sentir tremare la terra sotto i piedi”.

Gli anni a cavallo del Novecento suonano il de profundis  del vecchio intransigentismo: vecchio, innanzi tutto, perché aggrappato a una retorica stanca che nascondeva una volontà di tregua nella lotta tra cattolici e liberali. Si andava esaurendo la polemica per il vulnus di Porta Pia. Non risuonava più negli incontri periodici dell’Opera dei Congressi l’eco dell’invettiva pronunciata da don David Albertario a Bergamo nel 1977: “Per lottare con energia dobbiamo odiare il nemico, odiarlo di un odio razionale, frutto della cognizione intima che di lui ci è d’uopo; odiare cordialmente, odiare con tutte le forze dello spirito, odiare sempre, odiare collo scritto, coi fatti, colle parole, odiare in modo che l’odio divenga natura nostra e tutti la veggano, la sentano, l’imitino o la temano; odiare come in cielo si odia il peccato, odiare tanto, che l’odio al liberalismo uguagli l’amore alla fede e a Dio”. Acqua passata. Il mondo clerico moderato, con alla testa il conte Paganuzzi, tanta verve corrosiva e sprezzante l’aveva archiviata senza clamore.

Cosa era successo, a parte la stanchezza degli uomini? Nei moti del ‘98, a Milano, cattolici e socialisti avevano condiviso la protesta popolare contro l’aumento del prezzo del pane. La repressione del generale Bava Beccaris provocò un numero imprecisato di morti e feriti. Lo stesso don Albertario fu arrestato insieme a Filippo Turati e Anna Kulishoff. Si chiudeva così, tra sgomento ed allarme della pubblica opinione, l’ingloriosa parentesi del governo Di Rudinì. Ebbene, se le classi dirigenti liberali toccavano con mano l’urgenza di una nuova fase politica, di cui saranno interpreti prima Zanardelli e poi Giolitti, anche i cattolici prendevano coscienza del logoramento del tradizionale paradigma antiliberale. Adesso il pericolo si materializzava nell’ascesa impetuosa del socialismo e la risposta, in nome di un’istanza d’ordine a fronte della conclamata fragilità dello Stato postrisorgimentale, gettava le basi per quella convergenza contro gli estremisti che avrebbe portato dopo un decennio o poco più al Patto Gentiloni (1913).

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Uno spazio aperto per ricostruire il Centro politico

Un tempo straordinario tra potenza e smarrimento

Viviamo un tempo straordinario. Di scoperte, di cambiamenti e pure di deragliamenti. Ma ogni generazione, compresa la nostra, è chiamata a dare forma e a plasmare il proprio tempo. Nella “Laudato Si’” papa Francesco ci mette in guardia: “Mai l’umanità ha avuto tanto potere!”. Ma niente ci dice che lo saprà utilizzare al Bene.

Papa Leone XIV nella recente Magnifica Humanitas si spinge anche oltre: “Costruire il futuro, escludendo Dio” è una tentazione antica e sempre nuova che va contrastata. Se queste considerazioni possono valere per tutti, valgono particolarmente per i cattolici che intendono impegnarsi in politica.

 

La politica come edificazione della Civitas Dei

Ma se l’imperativo di misurarsi sul terreno della politica deve avere come obiettivo primo quello di riportare Dio nella quotidianità e i contenuti di fede in disponibilità della Modernità e quindi, di rendere concreto e vivo l’impegno di ciascuno a edificare la “Civitas Dei”, non secondario è avere chiare le modalità, il come di questo ambizioso disegno vada costruito e perseguito.

La Dottrina Sociale della Chiesa (DSC) costituisce un patrimonio ed una fonte surgiva insostituibile e sempre attuale. Leone XIV ci è tornato su più e più volte: la DSC ci educa a riconoscere che, piu importante dei problemi e delle risposte da dare ad essi, è il modo con cui queste questioni vengono affrontate.

E ancora: “Chiedo a tutti…di unire le forze per edificare il Bene”. Oppure: “Raccomando la Cultura del Dialogo, perché il Bene Comune va individuato insieme, memori che Gerusalemme sarà ricostruita non grazie alla iniziativa di singole persone ma attraverso una responsabilità condivisa”. E infine: “Nessun uomo, da solo, è sufficiente a sostenere il peso della sfida”.

 

Fare squadra per tornare protagonisti

Noi di PIattaforma Popolare da tempo stiamo percorrendo questa strada cercando di dare forma e concretezza a questa metodologia, consapevoli che oltre a dare risposte e fornire soluzioni è prioritaria la capacità di fare squadra, di dialogare e di unirsi.

Il tornare uniti va considerata una precondizione ineliminabile se si vuole rendere il nostro ruolo concreto e percepito. Per questo Piattaforma Popolare non ha voluto oggi strutturarsi in Partito, nemmeno in Associazione: tutti passaggi che saranno declinati più avanti.

Piattaforma Popolare si qualifica per essere uno spazio aperto. Un punto di incontro, di aggregazione, di messa in comunione delle diverse esperienze. Un luogo di elaborazione autentica e di innovazione concreta.

 

Un’iniziativa autonoma oltre i poli

Nasce come iniziativa umanitaria, civica, popolare dai chiari orizzonti sovranazionali.

E pur collocandosi nel solco delle esperienze cristianamente ispirate mira anzitutto a superare la frammentazione (che ci ha portato alla irrilevanza) per favorire la messa a terra di una Rete Unitaria di quanti, sia soggetti che persone, vogliano ritornare protagonisti nel “centro politico”, tanto riferito al quadro nazionale che alla  dimensione europea.

Coerentemente la sua operatività si svilupperà fuori e distante dagli schieramenti bipolari oggi in campo, sia del centrodestra che del centrosinistra. Sicché la sua qualificazione sarà contrassegnata da “autonomia e indipendenza” proprio in omaggio alla tesi che pone il nostro patrimonio di valori quanto meno alla pari delle grandi culture politiche europee, segnatamente dei socialisti e dei liberali.

Il gesto che pensa: riscoprire la scrittura a mano

Dalla Silicon Valley al ritorno del corsivo

Tra le notizie che arrivano dagli Stati Uniti, una in particolare merita attenzione al di là del clamore mediatico quotidiano: il ritorno della scrittura corsiva a partire dalle Elementary School. Per gli addetti ai lavori e le famiglie degli alunni rappresenta pur sempre un’inversione di tendenza per certi aspetti sorprendente visto che dai sistemi scolastici a matrice linguistica anglosassone era partita la lunga stagione delle tecnologie applicate alla didattica.

A cominciare dal New Jersey e dalla Pennsylvania l’onda lunga del ripensamento si è estesa finora a 27 Stati della Confederazione e promette di non fermarsi qui, nella patria della Silicon Valley.

 

La lezione finlandese dopo il fallimento digitale

In Europa avevamo già rubricato la retromarcia della Finlandia che dopo aver abolito nel 2016 l’uso del corsivo (residuando il solo stampatello) e l’introduzione generalizzata di tablet, computer e smartphone nell’apprendimento della letto-scrittura è ritornata alle metodologie tradizionali, visti gli scadenti risultati ottenuti dalle tecnologie pervasive: al termine del primo ciclo di istruzione si era infatti appurato che gli alunni non erano in grado di mettere la propria firma sotto un elaborato né di scrivere con carta e matita la lista della spesa.

Troppo affidamento ad hardware e software produceva una sorta di dipendenza totale dalle dotazioni digitali in uso, banalmente messe in crisi dal consumo di una batteria o dalla mancanza di energia elettrica. Il coordinamento oculo-manuale andava inoltre scemando e riducendo le abilità pratiche al solo premere dei tasti: qualcosa di ripetitivo e atrofizzante, il keyboarding favoriva il coding, abituava all’applicazione di algoritmi, introduceva alle applicazioni dell’I.A. ma riduceva gli spazi vitali della creatività, spostando l’attenzione verso il mondo virtuale senza favorire la connessione con il mondo reale.

 

Neuroscienze, memoria e pensiero critico

Soprattutto le prove di verifica al termine della scuola primaria accertavano un azzeramento della manualità correlata all’uso del pensiero poiché lo scorrere della penna su un foglio era sostituito dalla digito pressione della tastiera. In un mondo globalizzato ciò che accade in un angolo del pianeta si riscontra altrove: le scuole americane sono arrivate successivamente a queste conclusioni in modo sovrapponibile alle deduzioni dei pionieri dell’elettronica e il ritorno alla scrittura manuale sta prendendo la sua rivincita.

Si può affermare che le metodologie tradizionali sono rimaste sottotraccia per alcuni anni nei sistemi scolastici che hanno vissuto la stagione dell’introduzione massiva e totalizzante delle tecnologie ma ora stanno lentamente riappropriandosi del diritto di cittadinanza nel ritorno alla manualità attraverso il ripristino della scrittura in corsivo.

Ci si è accorti che a lungo andare gli alunni dipendendo totalmente degli strumenti elettronici perdevano appunto quella creatività espressiva – lungamente preconizzata dalla cultura tramandata – che inizia con una calligrafia personale e porta tutto sommato a modelli comunicativi più semplici e più efficaci: soprattutto più personali e liberi.

Proprio negli USA i paladini delle neuroscienze con i loro studi hanno dimostrato come il corsivo stimoli la sinergia tra i due emisferi cerebrali, perfezioni la motricità fine (la capacità di coordinazione dei piccoli muscoli di dita, mani e polsi) e migliori la capacità di memorizzazione a lungo termine. In modo molto più incisivo rispetto all’uso di un device elettronico.

Ricordando la celebre tassonomia di Benjamin Bloom (conoscenza-comprensione-applicazione – analisi- sintesi e valutazione) senza contare la programmazione curricolare a partire delle teorie di Jerome Bruner o l’enfasi sul problem solving come traguardo formativo nella costruzione del pensiero critico, si sta materializzando una riscoperta delle metodologie e della didattica tradizionale più affine al perseguimento di risultati tangibili in tema di abilità pratiche, a partire dal saper leggere, scrivere e far di conto.

 

Disconnessione educativa e ritorno alla persona

Ciò che sembrava esaustivo e surrogatorio, addirittura sostitutivo come l’uso di strumenti digitali sta rivelando invece quanto sia importante e decisivo consolidare apprendimenti che favoriscano la connessione tra mente-pensiero e manualità- capacità esecutive nella stesura di un testo, addirittura insieme al corsivo si sta consolidando l’attitudine ad una bella e personale calligrafia, un segno distintivo di identità e personalità.

Senza contare che almeno a scuola si può offrire ai ragazzi-studenti l’opportunità di uno stacco rispetto allo smanettamento compulsivo delle tastiere che occupa gran parte delle loro giornate, a casa, nella messaggistica con gli amici e nel tempo libero: una vera e propria cura disintossicante, un metodo a valenza pedagogica ed educativa che introduce pause di disconnessione dagli schermi, impegnando i giovani utenti a regolare il proprio pensiero rispetto ai ritmi intensivi e frenetici della cultura digitale, favorendo la riflessione e la rilettura di ciò che si scrive.

Si tratta di argomentazioni che ritroviamo intatte nelle “Indicazioni nazionali” che il Ministero dell’istruzione e del merito ha redatto in previsione dell’inizio del nuovo anno scolastico.

Come sottolineato in più occasioni dallo stesso Ministro Sen. Valditara si tratta di contemperare ratio e traditio, innovazione e cultura consolidata con un approccio di metodo che prediliga l’et-et rispetto all’aut-aut, favorendo i processi di continuità rispetto alle drastiche soluzioni alternative, riscoprendo ad esempio il valore della lettura, l’importanza dei libri e la capacità espressiva nei componimenti scritti, che devono restare a fondamento del processo formativo pur essendo gradualmente affiancati dall’uso di tecnologie che favoriscano gli apprendimenti, senza cadere in una loro riduttiva facilitazione poiché la vera cultura implica motivazione, impegno e dedizione, immedesimazione nella costruzione di un sapere consapevole e lentamente interiorizzato.

 

Francesco Provinciali
(Fondazione Varenna per l’infanzia e l’adolescenza)

Il dubbio e la libertà di pensare oltre le vecchie appartenenze

 Le nuove ombre sulla democrazia

Le riflessioni di Walter Veltroni, al solito lungimiranti e sature di futuro senza nostalgie del passato, mi trascinano spesso nel vicolo — per me ancora più che cieco — delle sfide sociali e culturali, oltre che politiche e tecnologiche, che la democrazia dovrà affrontare nei prossimi anni.

Mi preoccupa, sopra ogni cosa, un futuro ancora inesplorato nelle sue possibili ricadute autoritarie e antidemocratiche, favorito da un inatteso quanto pericoloso bisogno di un leader solitario, forte e indisturbato, capace di concentrare poteri sempre maggiori.

E mi allarma, forse più di ogni altra cosa, l’uso sempre più esteso dell’intelligenza artificiale nelle decisioni e nella comunicazione sociale e politica, nelle mani di una ristrettissima élite ultraricca proprietaria di tecnologie e algoritmi manipolatori. Sono gli stessi gruppi che hanno già trasformato il capitalismo industriale democratico e liberale – con lo Stato come elemento di equilibrio – in un capitalismo finanziario ultraliberista, elitario e insofferente verso ogni mediazione pubblica capace di limitare il potere delle grandi lobby economiche, ormai pronte a invadere, o che forse hanno già invaso, la stessa democrazia politica.

 

Il percorso culturale di Veltroni

A Veltroni va riconosciuto il merito di essere riuscito, pur provenendo da una formazione e da una militanza giovanile rigidamente comunista, segnata dall’idea di un internazionalismo rivoluzionario e proletario, ad abbandonare progressivamente quelle categorie, diventando un convinto europeista senza, grazie a Dio, essere accusato di trasformismo.

Ha saputo leggere i cambiamenti culturali e sociali, prendendo le distanze dalle pseudo-razionali e materialistiche certezze del comunismo storico. Senza rimpianti.

Ed è riuscito a introdurre nelle sue analisi incertezze, perplessità e perfino dubbi sulla complessità sociale e culturale del nostro tempo. Quella complessità che, mi permetto di dire, è sempre stata presente nel pensiero di Aldo Moro, evocata dal leader democristiano nel tentativo di sollecitare riflessioni fuori dagli schemi semplificatori, alternativi e polarizzati che dominavano la politica dei suoi giorni, a partire dagli stessi ambienti della Democrazia Cristiana.

 

Dialogo, pluralismo e superamento degli schemi

Veltroni ha fatto capire che occorre evitare posizioni rigide e definitive suggerite dal proprio retroterra storico. A partire dal riconoscimento di chi appare diverso; passando attraverso il pluralismo culturale e politico, la valorizzazione dei principi cristiani di fraternità e uguaglianza; fino ad arrivare all’idea di sussidiarietà e al rispetto delle realtà sociali, locali e comunitarie.

Tutti temi mai realmente valorizzati da un marxismo statalista e centralizzato come quello incarnato oggi da Vladimir Putin. Anche se, va detto, il liberismo spettacolare di Donald Trump, con la sua quotidiana democrazia-mediatica, non appare meno insidioso.

In diverse occasioni Veltroni ha lasciato intendere che il nostro tempo richiede esitazione, prudenza e capacità di valutazione anche verso chi riteniamo distante dai nostri valori. Così, ad esempio, ha parlato di Giorgia Meloni definendola – pur con molte riserve sulle sue politiche sociali – “la migliore di tutto lo schieramento post-missino”.

Si è così aperto ai tempi nuovi e all’incontro che questi tempi sembrano sollecitare, leggendo nella prospettiva del dialogo, di evidente matrice morotea, i segnali di una trasformazione già in corso. Una trasformazione che richiede soprattutto il camminare insieme e lo stare insieme – non dico “Fratelli tutti”, per non offenderlo – mettendo in discussione antichi convincimenti e appartenenze storiche spesso riproposte con l’illusione di poterle conservare intatte.

 

Da Sturzo a Bobbio: le categorie che non bastano più

Dopo che Veltroni ha più volte lodato Papa Francesco per la sua attenzione ai poveri e alla pace, ho avuto spesso l’impressione che abbia fatto propria anche la lezione di Luigi Sturzo: quella dello sforzo di leggere criticamente e sociologicamente la società concreta che si ha davanti, evitando nostalgie, riduzionismi individualistici e fughe astratte.

Non intendo tessere l’elogio di Veltroni. So bene che esistono altri politici e intellettuali, provenienti anche dal cattolicesimo democratico e sociale, che da tempo ragionano in modo analogo sui cambiamenti sopraggiunti. Ho solo tentato di mostrare come, spesso, tra persone diverse per formazione e cultura politica possano nascere sorprendenti sintonie.

Soprattutto quando si prende atto del logoramento delle categorie tradizionali di destra, centro e sinistra. Categorie abusate quotidianamente e ormai profondamente incrinate dagli eventi degli ultimi trent’anni. Anche Norberto Bobbio, riflettendo su questi mutamenti, arrivò a sostenere che la vera distinzione andasse ricercata non più tra destra e sinistra, ma tra chi crede nell’uguaglianza e chi invece accetta la disuguaglianza.

 

La società liquida e il valore del dubbio

Viviamo dentro una società “liquida”, composta da individui isolati, disintermediati, interamente giocati sul rapporto tra individuo e social network. Una società che ha fatto evaporare le tradizionali definizioni di borghesia, classe operaia, ceto medio, impiegati, professionisti e perfino quella di classe dirigente.

Una liquidità senza spessore culturale, denunciata molti anni fa da Franco Ferrarotti, quando sosteneva con forza la necessità di investire sull’inculturazione. Ricordo che solo pochi anni fa l’Istat informava che il 38% delle famiglie italiane era composto da nuclei privi di libri in casa o con meno di venticinque volumi.

E questa liquidità si è trasferita anche nel mondo cattolico, attraversato da una secolarizzazione senza precedenti e da una religiosità sempre più riservata, intimistica e personalizzata, proprio come i partiti di oggi.

Concludo. Lo stimolo a questo mio appunto è venuto da un editoriale di Veltroni apparso pochi giorni fa sul Corriere della Sera, “La difesa del dubbio”, dedicato a una frase di Francesco De Gregori contro le certezze categoriche di alcuni artisti suoi colleghi.

Veltroni si soffermava sulle virtù che hanno alla loro base la “vasta” libertà del pensare senza vincoli. Virtù che dovrebbero caratterizzare l’uomo e la donna del nostro tempo. Virtù di grande realismo cognitivo che, dati i tempi che viviamo, dovrebbero accompagnarci costantemente, aiutandoci a liberarci dai pregiudizi ed evitando le cattedre morali e i diktat di chi presume di possedere la verità storica e sociale.

“Si può stare da una parte – scrive Veltroni – ma con la testa libera, senza doversi sentire richiamare a ortodossie che non esistono più, per fortuna”.

Kriptia New York Forum 2026, focus sulla sicurezza aziendale

New York, 3 giu. (askanews) – Il prossimo giugno presso la St. John’s University – Manhattan Campus, Astor Place, a New York City, si terrà il Kriptia New York Forum 2026, appuntamento internazionale dedicato al rapporto tra financial crime, corporate security, governance, investigazioni e gestione del rischio.

L’evento, dal titolo “From Financial Crime to Corporate Security: Managing Risk in a Volatile World”, nasce con l’obiettivo di favorire un confronto qualificato tra università, mondo finanziario, industria, professionisti della sicurezza, compliance, investigazioni e rappresentanti istituzionali.

In un contesto globale segnato da instabilità geopolitica, evoluzione delle minacce ibride, crescente pressione regolatoria e nuove vulnerabilità per imprese e istituzioni, il Forum, con la media partnership del Gruppo VNY (La Voce di New York, America Oggi News Agency, Radio ICN) e di askanews intende offrire uno spazio di dialogo tra Stati Uniti e Italia sulle strategie più efficaci per prevenire, comprendere e gestire i rischi emergenti.

Il programma prevede interventi e momenti di confronto con esperti provenienti dal mondo accademico, finanziario, giornalistico, corporate e della sicurezza, con il contributo di rappresentanti di realtà internazionali come NASDAQ, Citi, Intesa Sanpaolo, PARC Solutions LLC, St. John’s University, Università degli Studi di Palermo e Kriptia International.

Tra i temi al centro dell’incontro vi saranno il contrasto al crimine finanziario, l’evoluzione delle strategie di enforcement, le sanzioni internazionali, la financial intelligence, la compliance, la protezione degli asset strategici, le minacce interne, la governance del rischio e il ruolo sempre più centrale della corporate security nei processi decisionali delle organizzazioni.

Il Forum rappresenta anche un’occasione per rafforzare il dialogo transatlantico tra competenze accademiche, istituzioni, imprese e professionisti, promuovendo un approccio integrato alla sicurezza e alla resilienza organizzativa.

A moderare i lavori, tra gli altri, sarà Lori Ioannou, giornalista e contributor per The Wall Street Journal, già senior editor of special reports per CNBC. Tra gli speaker figurano inoltre David Shafer, Head of Global Security at NASDAQ, Pawneet Abramowski, CEO & Founder di PARC Solutions LLC, Howard Spieler, Global Lead Sanctions Risk presso Citi Bank, Marco Ranieri, Insider Threat Manager presso Intesa Sanpaolo Bank, e Manuel Di Casoli, President of Kriptia International.

In una fase storica in cui la sicurezza non può più essere letta solo come tema operativo, ma come leva strategica per la tutela degli interessi economici, reputazionali e istituzionali, il Kriptia New York Forum 2026 si propone come un momento di riflessione concreta su come imprese, università e istituzioni possano collaborare per anticipare le minacce e costruire modelli di protezione più efficaci, segnala La Voce di New York.

New York, capitale globale della finanza e crocevia internazionale di competenze, diventa così il luogo simbolico per avviare un confronto tra esperienza americana ed europea su alcuni dei temi più urgenti del nostro tempo: criminalità finanziaria, sicurezza aziendale, governance del rischio e protezione degli asset strategici.