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Il Papa in Algeria, la stampa locale: "Successo per il viaggio di Leone"

Algeri, 15 apr. (askanews) – Grande risalto dai quotidiani algerini per la visita di Papa Leone ad Algeri e Annaba, primo pontefice a visitare la terra di Sant’Agostino. “La sosta del cuore” titola El Moudjahid, tra i più importanti giornali di Algeri. “Papa Leone XIV sulle tracce di Sant’Agostino ad Annaba”, si legge nel sommario, con una grande foto di Prevost che pianta un ulivo di pace nel sito archeologico dell’antica Ippona. “Il presidente della Repubblica e il Papa: messaggi di pace”, prosegue El Moudjahid in prima pagina.

“Sulle tracce di Sant’Agostino” è il titolo a tutta pagina di Le Soir d’Algerie, con la foto di Leone che celebra nella Basilica dedicata al santo di Ippona.

“Il successo del viaggio papale” titola in prima pagina El Khabar, quotidiano algerino. La foto scelta è quella di Leone che pianta un ulivo della pace.

Basket Nba, Play-in: Hornets avanti, Portland ai playoff

Roma, 15 apr. (askanews) – Succede di tutto nella prima notte del torneo play-in Nba, con due sfide spettacolari tra Eastern e Western Conference che regalano emozioni fino all’ultimo possesso. A Charlotte Hornets la gara contro i Miami Heat si decide dopo un tempo supplementare, mentre a Phoenix sono i Portland Trail Blazers a conquistare il pass per i playoff al termine di una rimonta nel finale.

Nel primo match, chiuso sul 127-126 dopo overtime, è LaMelo Ball il protagonista assoluto nel bene e nel male. La sfida resta in equilibrio per tutti i 53 minuti, senza che nessuna delle due squadre riesca a costruire un vantaggio in doppia cifra. Nel finale dei regolamentari è Coby White a trovare la tripla del pareggio a 10 secondi dalla sirena, mentre Tyler Herro fallisce il tiro della vittoria.

Nel supplementare Herro prova a prendersi la scena con sei punti consecutivi che valgono il sorpasso a 9 secondi dalla fine, ma sull’ultimo possesso Ball si riscatta segnando il canestro decisivo a 5 secondi dalla sirena. A chiudere definitivamente i conti è la stoppata di Miles Bridges su Davion Mitchell.

La gara è segnata anche dall’infortunio di Bam Adebayo, costretto a uscire nel secondo quarto dopo una caduta provocata da un contatto con Ball, episodio che scatena le proteste della panchina degli Heat guidata da Erik Spoelstra. Per Simone Fontecchio solo sei minuti in campo, con una stoppata e un rimbalzo nell’ultima partita stagionale.

Non meno intensa la sfida tra Phoenix Suns e Portland, vinta dai Blazers 114-110. Dopo essere stati avanti anche di 14 punti e aver subito la rimonta dei Suns fino al +11 nell’ultimo quarto, gli ospiti piazzano un parziale decisivo di 17-5 che ribalta la partita nel finale.

Grande protagonista Deni Avdija, autore di una prestazione dominante da 41 punti e 12 assist, supportato dai 21 punti di Jrue Holiday. Nel finale decisivi anche i canestri di Jerami Grant.

Ai Suns non bastano i 35 punti di Jalen Green e i 22 di Devin Booker, con Green che sbaglia la tripla del possibile controsorpasso a 9 secondi dalla fine.

Con questo risultato Portland conquista il settimo posto a Ovest e accede ai playoff, dove affronterà i San Antonio Spurs al primo turno. Charlotte invece elimina Miami e resta in corsa nel play-in, in attesa della perdente tra Philadelphia e Orlando.

Vance: il Papa dovrebbe "fare attenzione" quando parla di teologia

Roma, 15 apr. (askanews) – Il vice presidente americano, JD Vance, ha dichiarato che Papa Leone XIV dovrebbe “fare attenzione” quando parla di teologia, affermando che il pontefice sbaglia quando dice che i discepoli di Cristo “non sono mai dalla parte di coloro che un tempo brandivano la spada e oggi sganciano bombe”.

“Dio non era dalla parte degli americani che liberarono la Francia dai nazisti? Dio non era dalla parte degli americani che liberarono i campi di concentramento e quelle persone innocenti, quelle persone che erano sopravvissute all’Olocausto? Credo proprio di sì”, ha detto Vance durante un evento all’Università della Georgia.

Stando a quanto riportato dall’emittente Nbc, Vance, cattolico, ha detto di apprezzare quando il Pontefice interviene su temi come l’aborto, l’immigrazione o “questioni di guerra e di pace”, ammettendo di non essere sempre d’accordo con lui.

“Ora, possiamo ovviamente avere opinioni diverse sulla giustezza di questo o quel conflitto, ma credo che, così come è importante che il vice presidente degli Stati Uniti faccia attenzione quando parla di questioni di politica pubblica, allo stesso modo sia fondamentale che il Papa faccia attenzione quando parla di questioni teologiche”, ha detto il vice presidente.

“Ma credo che uno dei punti cruciali sia che, se si vuole esprimere un’opinione su questioni teologiche, bisogna essere attenti. Bisogna assicurarsi che sia ancorata alla verità, ed è una delle cose che cerco di fare, ed è certamente qualcosa che mi aspetto dal clero, sia cattolico che protestante”, ha concluso Vance.

Trump rilancia le critiche a Papa Leone

Roma, 15 apr. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump è tornato a criticare l’appello alla pace in Iran di Papa Leone XIV.

“Qualcuno dica a Papa Leone che l’Iran ha ucciso almeno 42.000 manifestanti innocenti e completamente disarmati negli ultimi due mesi” e che “per l’Iran possedere una bomba nucleare è assolutamente inaccettabile. Grazie per la vostra attenzione su questa questione”, ha scritto Trump in un post su Truth Social usando le stesse parole dell’intervista rilasciata al Corriere della Sera.Trump ha anche rilanciato in cui si critica il Papa, sostenendo che prima dell’elezione il Cardinale Prevost pubblicava sui social attacchi a Trump e Vance, posizioni pro-immigrazione e altri argomenti invisi al fronte Maga. “Non va bene”: è il commento del presidente americano.

Tennis, nove azzurri al Roland Garros 2026

Roma, 15 apr. (askanews) – Sono nove gli italiani presenti nelle entry list del Roland Garros 2026, secondo Slam stagionale in programma dal 24 maggio al 7 giugno sulla terra rossa parigina. Sette gli azzurri ammessi di diritto al main draw maschile e due le rappresentanti nel singolare femminile, a conferma della profondità del movimento italiano.

Guida il gruppo Jannik Sinner, numero 1 del ranking ATP, alla settima partecipazione a Parigi. L’altoatesino insegue il Career Grand Slam, già centrato da Carlos Alcaraz agli Australian Open 2026. Sinner torna nella capitale francese dopo il trionfo a Monte-Carlo e con un bilancio di 22 vittorie e 6 sconfitte nel torneo, dove ha raggiunto anche una semifinale nel 2024. Proprio contro Alcaraz ha disputato nel 2025 la finale più lunga della storia del torneo, persa al quinto set.

Tra i protagonisti attesi anche Lorenzo Musetti, numero 9 ATP, alla sesta presenza: nel 2025 ha centrato la semifinale, confermando la sua attitudine sulla terra battuta dopo il percorso nei principali tornei europei. Presente anche Flavio Cobolli (16), che continua la sua crescita dopo il terzo turno raggiunto lo scorso anno, e Luciano Darderi (21), reduce da esperienze alterne a Parigi.

Completano il gruppo Lorenzo Sonego, alla nona partecipazione complessiva con due ottavi già raggiunti, Mattia Bellucci, ancora a caccia del primo successo nel main draw, e Matteo Berrettini, che torna dopo l’assenza dal 2021, anno del suo miglior risultato con i quarti di finale.

Nel tabellone femminile riflettori su Jasmine Paolini, numero 8 WTA e finalista nel 2024, e su Elisabetta Cocciaretto, che vanta gli ottavi raggiunti nello stesso anno come miglior risultato in carriera negli Slam.

Il torneo si annuncia ancora una volta dominato dai grandi protagonisti del circuito: oltre a Sinner e Alcaraz, saranno in campo Novak Djokovic, a caccia del 25° titolo Slam, e Alexander Zverev, finalista nel 2024. In campo femminile, la campionessa in carica Coco Gauff guiderà un lotto che comprende anche Iga Swiatek, già quattro volte vincitrice a Parigi, e la numero 1 del mondo Aryna Sabalenka.

Grande equilibrio e attesa, dunque, per uno Slam che promette spettacolo e che vede l’Italia presentarsi con ambizioni concrete sia nel tabellone maschile sia in quello femminile.

Moby star del Jazz Open Modena il 14 luglio (unica data italiana)

Roma, 15 apr. (askanews) – Il musicista, compositore, cantautore, dj, producer e attivista americano Richard Melville Hall, in arte Moby, sarà tra gli ospiti di rilievo del Jazz Open Modena il 14 luglio nella meravigliosa Piazza Roma, davanti al maestoso Palazzo Ducale, con la sua astronave sonora fatta di dance, pop, punk, techno, chill-out, hip hop, gospel, big beat, per l’unica data italiana del suo tour live più ambizioso degli ultimi dieci anni: 28 appuntamenti in tutta Europa nell’estate 2026, attraverso un itinerario che toccherà l’intero continente, dalla Scandinavia al Mediterraneo fino all’Europa orientale, tra grandi festival, venue storiche e spettacolari location all’aperto.

I due live al Coachella – il primo andato in scena il 10 aprile e il secondo previsto il 17 aprile – segnano un momento chiave del suo grande ritorno alla dimensione live. Con una band al completo, l’artista statunitense ha dato vita ad una travolgente esibizione di dieci brani, impreziosita dall’intensità della voce di Jacob Lusk in When It’s Cold I’d Like To Die e Natural Blues, che ha introdotto una forte componente gospel, insieme a nuovi arrangiamenti capaci di amplificare la profondità emotiva dei brani.

Tra gli altri pezzi in scaletta, Moby ha riportato sul palco alcuni dei suoi classici più amati, come Porcelain, Go e Why Does My Heart Feel So Bad?, per poi chiudere con un finale esplosivo sulle note della sua iconica hit del 1992, Thousand.

Moby porterà sul palco anche il nuovo album Future Quiet, uscito il 20 febbraio 2026, un lavoro introspettivo che riflette sulla tensione tra la frenesia della vita moderna iperconnessa e il bisogno umano, sempre più urgente, di silenzio e contemplazione.

Figura centrale dell’elettronica globale, artista multiplatino e pluripremiato, Moby è autore di brani che hanno segnato intere generazioni e di oltre 20 milioni di album venduti in tutto il mondo, da quando ha pubblicato il suo primo singolo Go nel 1991, inserito da Rolling Stone tra i migliori brani di tutti i tempi. Telegraph (“uno spettacolo stupendo”), The Times (“da raver a narratore in tre decenni”) e The Guardian (“un’ondata di adrenalina”). Riflettendo il suo impegno costante verso la compassione e l’attivismo, il 100% dei profitti del tour 2024 è stato donato a organizzazioni europee per i diritti degli animali, rafforzando un’etica che mette lo scopo prima del profitto.

Per l’estate 2026 è prevista anche l’uscita del suo primo lungometraggio narrativo dal titolo Tecie, come il penultimo brano del suo album All Visible Objects.

Il live di Moby è solo uno degli straordinari appuntamenti di Jazz Open Modena che dal 13 al 18 luglio, trasformerà la città emiliana in un palco a cielo aperto con le esibizioni di Diana Krall e Gregory Porter (13 luglio) Parov Stelar, e Meute (14 luglio), Jamie Cullum, e Joss Stone (16 luglio), Luca Carboni (17 luglio), Jean-Michel Jarre (18 luglio). Alla sua prima edizione italiana, il festival – curato e ideato da Jurgen Schlensog – porta anche a Modena il tradizionale format di successo Jazz & Beyond, che mette in dialogo il jazz con altri linguaggi musicali, dal pop al soul, al rock fino all’elettronica.

Ciriani: Conte non ha la maturità sufficiente per ruoli che vorrebbe

Roma, 15 apr. (askanews) – “Ho attaccato molte volte la segretaria Schlein ma non faccio fatica ad apprezzare” le parole spese “per difendere non Giorgia Meloni e il governo ma l’Italia” dagli attacchi del presidente Usa Donald Trump. Lo ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani intervistato a Ping Pong su Rai Radio 1.

Ciriani ha invece criticato “altri ex presidenti del Consiglio che non hanno sentito la necessità di intervenire a difesa del paese e non della Meloni. Questo secondo me stride con i ruoli che anche in futuro, ad esempio l’ex presidente Conte, vorrebbe ricoprire: non ha dimostrato la maturità sufficiente”.

Gioco d’azzardo, Mettiamoci in gioco: nel 2025 giro da 164,6 mld, +4,55%

Milano, 15 apr. (askanews) – “La raccolta del gioco d’azzardo nel nostro Paese nel 2025 ha superato i 164,6 miliardi di euro: sono oltre sette miliardi di euro in più rispetto al 2024, più 4,55% in termini percentuali. Si tratta di un nuovo record per l’Italia, in una progressione che procede senza ostacoli da molti anni. Dietro queste cifre spaventose, ci sono i gravi costi sociali e sanitari che questo settore produce: difficoltà economiche, indebitamento, usura, separazioni e divorzi, infiltrazioni criminali, riciclaggio. Tutto questo mentre una percentuale altissima di persone e famiglie resta sotto la soglia della povertà o nella vasta era della vulnerabilità e i salari continuano a perdere potere d’acquisto”. Lo denuncia la campagna Mettiamoci in gioco che ha potuto visionare i dati relativi alla diffusione del gioco d’azzardo.

“La politica, dinanzi a un fenomeno di queste dimensioni, o è connivente o si volta dall’altra parte. Forse interessata alle entrate erariali che vengono dal comparto: 11,4 miliardi di euro nel 2025. Ma, anche limitandosi a questo, e dimenticando difficoltà e sofferenze dei cittadini, i conti non tornano. Lo Stato ha incassato lo scorso anno lo 0,74% in meno rispetto all’anno precedente: il volume d’affari aumenta in modo vertiginoso ma lo Stato incassa più o meno sempre la stessa cifra” proseguono i promotori della campagna Mettiamoci in gioco, aggiungendo che “a nulla è valso il richiamo della Corte dei Conti al Governo, nel 2024, circa le incongruenze esistenti tra i volumi del giocato, i soldi che restano nelle casse dell’erario e i costi sociali che giochi e scommesse producono. Lo stesso direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm) aveva dichiarato, nel marzo scorso, che la linea di Adm è sostanzialmente quella di ‘mantenere un equilibrio costante tra regolazione, innovazione e tutela dell’interesse erariale’. Il governo, infatti, si è guardato bene dall’intervenire in materia, anche solo per recuperare più risorse per il bilancio nazionale. Si lasciano prosperare fondi finanziari speculativi e gruppi criminali”.

“Chiediamo nuovamente a governo e Parlamento, di fronte a questo ennesimo boom dell’azzardo – concludono i promotori della campagna – di recuperare la loro funzione di difesa dell’interesse pubblico e di tutela della salute dei cittadini e di varare al più presto una legge di regolamentazione del settore, che riduca l’offerta di gioco, unica via per porre fine a una situazione gravissima e fuori controllo”.

Italia-Usa, Renzi: Meloni una banderuola, segue il vento

Milano, 15 apr. (askanews) – “Giorgia Meloni è una banderuola, va di qua o di là a seconda del vento. Stava con Putin e ora con Zelensky, prima con Biden, poi con Trump, ora contro Trump. Preferisco chi perde una battaglia per le sue idee piuttosto che una banderuola che va di qua o di là”. È il giudizio di Matteo Renzi, ospite di Omnibus su La7.

La conseguenza di questo giudizio, è che per Renzi la difesa del papa fatta dalla Meloni, “con 12 ore di ritardo”, è dettata dalla necessità di recuperare consensi: “Non c’entra il papa, lei è sotto botta per il referendum. Quando perdi il referendum ti cambia tutto. Ma se Meloni ha l’esigenza di apparire europeista diventa europeista, poi in Polonia è schierata con l’estrema destra polacca, e ha vinto la destra; in Spagna con Abascal e ha vinto la sinistra; lo stesso in Gran Bretagna, e in Ungheria era con Orban. Sta contendendo lo sfigometro a Salvini… È abile a comunicare, sì, ma è una banderuola. Si iscriverebbe alle primarie del Pd se le facesse comodo. Sul papa è arrivata con 12 ore di ritardo. E poi Trump le contesta mica il Papa, le contesta il coraggio. Quando è stato ucciso un cittadino americano a Minneapolis, Meloni non ha aperto bocca”.

GAM Milano, l’opera di LETIA risuona nella Sala del Parnaso

Milano, 15 apr. (Askanews) – La GAM Galleria Arte Moderna di Milano presenta fino al 5 luglio 2026 nella Sala del Parnaso l’opera site-specific Parnassus di LETIA – Letizia Cariello: il progetto presenta per la prima volta alla città di Milano in un contesto museale pubblico il lavoro dell’artista che qui vive e lavora dagli anni della sua formazione. Paola Zatti, Conservatore responsabile della Galleria Arte Moderna di Milano: “La mostra è dedicata all’artista Letizia Cariello che ha lavorato in museo e in particolare nella nostra Sala del Parnaso, un ambiente molto particolare interpretandone alcuni aspetti”. La ex-sala da pranzo della Villa Reale prende il nome dall’affresco di Andrea Appiani del 1881 realizzato sul soffitto: esempio del Neoclassicismo italiano e ultima testimonianza del pittore, l’affresco recupera il tema classico del dio della musica Apollo circondato dalle nove Muse, rappresentanti delle arti, sul Monte Parnaso. Le pareti della sala sono ricoperte di specchi che modificano l’impressione dello spazio insieme all’affaccio delle finestre sul giardino di Villa Reale.

L’installazione di LETIA – Letizia Cariello si configura come un’ampia struttura in alluminio dorato centrale nella stanza abitata dagli elementi più rappresentativi della poetica dell’artista, aperta su tutti i lati, completamente attraversabile dallo sguardo, ma non dal corpo, in dialogo costante con gli ambienti della Sala del Parnaso e con lo spazio esterno del giardino. L’installazione segue l’idea di attraversamento del confine propria dell’artista: il confine è una condizione che non pretende una situazione definitiva, può essere attraversato avanti e indietro. L’opera accoglie al suo interno quattro elementi principali: tre coppie di calendari e un globo sospeso. I calendari sono montati su telai circolari e accoppiati schiena contro schiena. Il globo, realizzato in carta da parati serigrafata con motivo calendario e arricchito da inserti di rose essiccate provenienti dal giardino della GAM, è costruito su una struttura di assi di legno di risonanza curvate. Sospeso nello spazio, il globo è completato da una grande nappa pendente, volutamente sproporzionata, che introduce un elemento di discontinuità.

LETIA – Letizia Cariello descrive il suo approccio alla sala e l’evoluzione dell’opera: “È nata per via intuitiva, dialogando con la potenza di questo spazio protetti da una completa inconsapevolezza della reale forza di questo luogo perché se uno si mette a pensare un secondo, crea una situazione di antagonismo o di risposta, mentre qui c’è la risonanza, che è un concetto musicale ed è una cosa su cui io lavoro da tanto tempo e in cui credo molto. Era molto importante lavorare sull’interno e l’esterno, sulla luce, sul tempo, però devo dire che ogni volta che torno io vedo cose nuove in quest’opera. Anche il rispecchiamento negli specchi è un attraversamento di dimensioni e tutto questo ci porta proprio a toccare con mano il fatto che noi siamo immersi in un campo energetico. Chiaramente tutti i pezzi sono estratti o figli, se vogliamo, della mia ricerca, i calendari che sono calendari del tempo a venire e non sono calendari continui perché riflettono sessioni di scrittura. O queste che sono le rose del roseto del giardino essiccate e riportate quindi materialmente l’esterno e l’interno dialogano fra di loro in una maniera che non è catalogabile in una definizione”.

Paola Zatti: “Io credo che sia un lavoro molto poetico, molto nostro: è il modo in cui GAM si affida allo sguardo degli artisti contemporanei; si aspetta da loro una reinterpretazione vera e reale delle nostre collezioni, ma in questo caso anche delle nostre sale, trattandosi di un edificio storico particolarmente significativo e prezioso. E Cariello conclude: “Mi auguro che le persone siano portate spontaneamente a girare intorno, a guardare attraverso e che tutto questo non sia un’istruzione che ricevono, ma una risposta di risonanza che anche loro danno alla presenza del lavoro: che parli da solo”.

La musica rappresenta un elemento fondamentale nella ricerca artistica di Cariello. Per questo motivo, il 21 maggio 2026, presso il Parnasetto della Sala del Parnaso, è previsto un concerto a cura di Le Dimore del Quartetto. Dalle ore 18 alle 19.30, i musicisti eseguiranno brani in dialogo con l’installazione, accompagnando i visitatori liberi di muoversi nella sala e di fruire simultaneamente opera e musica.

Madame torna con "Disincanto": Un disco pieno di domande aperte

Milano, 15 apr. (askanews) – Un album molto atteso, che si distingue per una scrittura molto personale e autentica. Madame torna con Disincanto il nuovo progetto discografico, il suo terzo album edito da Sugar Music.

Il concetto nasce dal dubbio e dall’accettazione della complessità delle cose, dal riconoscere che non tutto è bianco o nero e che spesso le domande contano più delle risposte. “Disincanto non è il sinonimo più stretto di disillusione. La disillusione spesso ti porta a stare fermo, a non fare dei passi avanti. Ti porta ad essere triste e chiuso in te stesso, mentre il disincanto è la rottura dell’incanto, quando si è spezzato l’incantesimo. Comunque la tua vita va avanti, semplicemente cambia la lente all’interno dei tuoi occhi, ma non non ti limita, non ti impedisce di fare determinate cose, mentre secondo me la disillusione sì” ha spiegato la cantautrice.

Non è sinonimo dunque di disillusione, ma una nuova forma di libertà. Madame ha il coraggio di prendere posizione e raccontare la propria verità, accettando anche che possa essere messa in discussione. Proprio nel confronto e nel dubbio si apre lo spazio per una libertà più consapevole: “E’ un disco pieno di domande aperte, un disco che dà delle risposte personali dentro le quali è comunque piantato il seme del dubbio. Questo disco cerca poi di farsi nuove domande e più che di darsi nuove risposte” racconta incontrando i giornalisti.

Le 14 tracce che compongono Disincanto racchiudono gli ultimi anni vissuti da Madame, restituendo un percorso personale e artistico in continua evoluzione. La giovane talentuosa cantutrice racconta che come si pone di fronte alla fragilità: “Ho trovato la soluzione nella mia piccola cerchia di persone che so che mi vogliono bene. Si tratta di persone con cui so cosa condivido a livello sentimentale e anche a livello condivisione degli utili. Anche questo è un bel disincanto; l’importante è esserne consapevole e non farsi trovare impreparati”.

Le 14 tracce che compongono Disincanto racchiudono gli ultimi anni vissuti da Madame, restituendo un percorso personale e artistico in continua evoluzione. Il brano di apertura, omonimo del disco, è il manifesto del progetto. Nasce durante una notte particolarmente intensa trascorsa in un riad nella Medina insieme a Bias, Monkey, Luca Narducci, Lester e Lorenzo Brosio: un momento in cui l’atmosfera creativa era quasi tangibile. Discussioni e confronti sul tema del disincanto, arricchiti da riflessioni di filosofi e artisti, hanno contribuito a definire il nucleo concettuale del lavoro. Segue COME STAI?, un brano che si muove tra osservazione lucida e racconto personale, offrendo uno sguardo diretto sul mondo dell’intrattenimento e sulle sue dinamiche. Madame ne evidenzia contraddizioni e meccanismi, mantenendo una distanza consapevole e un tono misurato. VOLEVO CAPIRE CON MARRACASH è il primo featuring del disco ed è costruito sotto forma di un dialogo: Madame pone domande a cui Marracash risponde nella strofa successiva, dando forma a una vera conversazione artistica che diventa una potente riflessione su vulnerabilità, resilienza e autenticità, capace di unire introspezione emotiva e racconto di forza personale, tra fragilità e determinazione. Con OK, secondo singolo estratto, Madame parla dell’accondiscendenza, dall’incapacità di saper dire di no piuttosto che dire una sfilza di continui e ossessivi “ok”. Attraverso immagini nitide e sonorità trap una dinamica relazionale in cui il dare diventa spontaneo mentre il ricevere passa in secondo piano, trasformandosi in un’abitudine difficile da interrompere. Accanto ai brani più riflessivi trovano spazio momenti più leggeri e spontanei, come INVIDIOSA, un pezzo musicalmente più leggero che osserva con ironia come, a volte, essere un ragazzo possa sembrare più semplice. Il disco è attraversato anche da riferimenti agli idoli dell’adolescenza dell’artista, tra cui Michael Jackson, LowLow e Justin Bieber. MAI PIÙ è uno sfogo diretto che mette a nudo le contraddizioni dell’industria musicale, tra opportunismo e costruzione artificiale del successo. Con ironia, Madame rivendica la propria autenticità e la scelta di restare fedele a sé stessa. NO PRESSURE racconta un legame intenso e irrisolto, sospeso tra desiderio e distanza, trasformando l’incertezza in un continuo movimento emotivo. Tra i brani più viscerali si inserisce BESTIA, in cui emerge un conflitto interiore profondo: immagini forti e un tono crudo restituiscono la perdita di controllo e il tentativo di ricomporsi. Su un registro opposto, PUTTANA SVIZZERA con NERISSIMA SERPE, PAPA V E 6OCCIA è una posse track che unisce personalità diverse. Il brano gioca con provocazione e leggerezza, lasciando emergere riflessioni più profonde e liberatorie. ROSSO COME IL FANGO è il terzo singolo che anticipa l’album e ripercorre un percorso di crescita che va dagli inizi al successo, mettendone in luce anche le contraddizioni e il senso di responsabilità che ne deriva. Con NON MI TRADIRE, una ballad intensa, emerge una richiesta di sincerità in cui l’amore convive con la paura dell’abbandono, dando forma a un legame fragile ma profondo. ALLUCINAZIONI approfondisce il tema della lotta interiore: le visioni diventano metafora di una percezione distorta della realtà, tra sofferenza e desiderio di cambiamento. LA PERSONA PEGGIORE DEL MONDO racconta una relazione logorante, fatta di complicità e manipolazione, arrivando a una presa di coscienza lucida e definitiva. A chiudere il disco è GRAZIE, un brano che si trasforma in diario terapeutico in forma di monologo, dove Madame si mette davanti alla psicologa e alterna leggerezza e profondità, raccontando la complessità di una mente in continua oscillazione tra controllo e caos. Con ironia e disincanto, il brano alterna leggerezza e profondità, raccontando la solitudine, le strategie di autodifesa e la ricerca di autenticità. È un viaggio nell’interiorità di una giovane donna che, pur confrontandosi con traumi e conflitti interiori, riconosce la propria vita come straordinaria e unica.

Trump, un uomo al comando e i suoi due pards

Trump l’ha fatta fuori dal vaso non per mancanza di accortezza ma volutamente. Ha consapevolmente imbrattato con parole scomposte lì dove dirigeva la sua riflessione. La sua è una logica che spiazza per primi i suoi alleati o quelli che istintivamente credevano fosse naturale riferirsi a lui nello scenario complesso del sistema di alleanze mondiali.

 

La risposta della politica italiana

Nei nostri confini l’attenzione è stata come al solito rivolta alla Meloni volendo censire la sua decisa presa di distanze dal pensiero di The Donald, spulciando tra le parole della prima dichiarazione della Giorgia nazionale che ha dato solidarietà al Santo Padre per la sua missione nei paesi d’Africa. Non è bastato e così per tacitare ogni polemica la Presidente del Consiglio è tornata sul punto dicendo parole inequivocabili di dissociazione dall’attacco di Trump a Papa Leone XIV.

Forse non era il caso di sollevare immediati polveroni su una vicenda che non potevano essere altrimenti dal Trump pensiero. Questo perenne gridare al lupo al lupo del campo largo non va bene, stare eternamente appostati come cecchini sperando di cogliere anche il benché minimoeventuale passo falso del Governo non giova alla salute della opposizione che dovrebbe essere.Qualche volta contare fino a tre non guasterebbeprima di prodursi in esercizi esegetici delle parole altrui. Ora Giorgia ha parlato, Trump ha risposto e finalmente vissero tutti felici e contenti.

 

La Sinistra con il Papa  

Di buono c’è che la Sinistra ha trovato per una volta forme di adesione ad una Chiesa additata,più sempre che spesso, come conservatrice e centro di potere di cui diffidare, una struttura interferente con la politica nazionale. Questa volta occorreva aspettare almeno un attimo di più prima di fare cagnara, chiamando subito in causa una sorta di “reticenza” del Capo del Governo.

 

La Craxi, qualcosa di più e di diverso

In ogni caso, nella ridda di reazioni dei rappresentanti delle diverse forze a difesa del Papa, ne emerge una che non va dissipata e smarrita tra le tante che sono state. Stefania Craxi, una che di politica e coraggio ne mastica non poco, commenta: ”Restiamo sgomenti di fronte agli attacchi rivolti al Pontefice al quale esprimiamo piena e convinta solidarietà…”.E’assai di più delle critiche espresse dai tanti che hanno qualificato “inaccettabili” le parole rivolte contro il Santo Padre.

Essere sgomenti è una misura maggiore e di diverso calibro, ben oltre il rituale di queste ore.E’ far uscire il pensiero fuori da un tollerabile recinto, al punto che si turbi la mente, fino adavvertire paura. Trump non si è affatto sgomentato nel dire la sua e la Craxi ha usato una espressione distinta dalle altre che intanto sgomitavano per essere in prima fila. Ha sgombrato il campo dalla retorica delle doglianze in corso.

La mancata accettazione si traduce in un rifiuto di una posizione con cui ci si confronta. Lo sgomento è invece lo sconcerto, la rappresentazione di una condizione emotiva che va ben oltre un disallineamento dall’altro, è desolazione del pensiero e del cuore. Lo sgomento è un fuori le sopportabili righe dell’anima, diverso da una inaccettabilità cheindica invece una replica buona a marcare un mero asciutto presidio di un proprio convincimento.

 

Aiutanti di campo fuori campo

Non vorremmo essere nei panni di Rubio e di Vance, cattolici dichiarati. Il secondo, convertito pare dal 2019 e influenzato dalla lettura di S. Agostino, un santo che, come è noto, ha qualcosa a che vedere con il Papa. Ci sarebbe da chiedersi come vivranno intimamente lo scontro messo in atto dal loro Presidente che ha fede ciecamentesoprattutto in se stesso. Avranno il coraggio di dissociarsi o faranno i finti tonti anche davanti al post di un Trump nelle vesti di Gesù Cristo?

Faranno la parte di due fedeli “pards”, partner ossequiosi e obbedienti al loro leader o chiederanno “pardon” alla loro comunità spirituale di riferimento oggi a dir poco desolata per l’esternazione di Trump? Sembra che Vance faccia orecchie da mercante e pensi che le riflessioni di Leone XIV strabordino, a suo giudizio, dai messaggi di fede a spiritualità a cui dovrebbe rigorosamente attenersi.

Essere cristiani richiede a volte, se non il martirio, la gioia della coerenza. Chissà se sapranno assaporarla.

Base Popolare, due anni dopo: una sfida controcorrente

di Gian Mario Spacca

Due anni fa nasceva Base Popolare. Ci siamo ritrovati insieme perché avvertivamo un profondo disagio, una grande insoddisfazione, per un bipolarismo ingessato, incapace di produrre riforme e crescita, ma solo polemiche e divisioni.

Purtroppo i dati statistici ci dicono che in Italia da oltre vent’anni la produttività è ferma, la crescita è scarsa, i salari reali diminuiscono.

I giovani più meritevoli se ne vanno, il lavoro si impoverisce.

Le disuguaglianze e le marginalità si accrescono, le insicurezze sui servizi essenziali si diffondono. Nel mondo la pace è costantemente minacciata dalla guerra e purtroppo anche l’Europa, “mancata”, non riesce ad essere un punto di equilibrio.

Il trionfo della verticalità politica, ispirato dalla forza e dall’aggressività, non aiuta a crescere, generando fanatismo, vuote illusioni che impoveriscono il nostro futuro.

Noi ci siamo ritrovati perché non vogliamo rassegnarci a questa decadenza.

Sappiamo di dover andare controcorrente e affrontare mille difficoltà, consapevoli di dover scontrarci non con un altro partito o con una coalizione politica, ma con la cultura della polarizzazione, della verticalità, del narcisismo individualista.

Allora il primo compito è sicuramente rileggere la bussola dei comportamenti, focalizzando i punti cardinali a partire dalla stella polare.

Il nostro nord non può essere l’individuo come centro materiale di interessi, ma deve tornare a essere la persona nell’integrità del suo valore.

Al potere delle lobby rispondere con la responsabilità del bene comune, all’autocrazia con la fermezza della democrazia, al sovranismo nazionale con l’Europa, alla richiesta di sudditanza con il coraggio della libertà, all’antagonismo con la solidarietà, alla forza e all’arroganza con i valori millenari dell’Occidente, alle degenerazioni della polarizzazione con la pazienza della mediazione e il senso dello Stato.

E se l’Italia è stanca di parole e promesse, noi dobbiamo aggiungere a questa carta dei valori la testimonianza e la responsabilità dei nostri comportamenti.

Fare nostra l’affermazione di Giovanni Falcone “la vera innovazione nella politica sta nell’abbreviare le distanze tra il dire e il fare”.

Possiamo farlo serenamente.

Perché non abbiamo ansie #da prestazione elettorale, non abbiamo leader da dover eleggere necessariamente con spregiudicato tatticismo politico. Anzi, nella nostra particolare visione i vecchi politici sono gli archi che, magari dopo aver fatto voto di castità elettorale, lanciano le giovani frecce per costruire un nuovo protagonismo.

Lo abbiamo ripetuto incessantemente: Base Popolare è una piramide rovesciata, dove la base è più importante del vertice.

Dove si pratica il confronto e il dialogo a partire dai territori in cui si vive, con pazienza ed umiltà, senza fretta, con il desiderio di radicarsi dappertutto e rasoterra, ma con lo sguardo rivolto in alto, all’Europa, all’affermazione della sua sovranità. E se proprio ci dobbiamo collocare allora metteteci pure in una posizione di centro, un centro però per niente comodo e facile, perché non sta lì.

Non siamo a ricercare compromessi estemporanei, a proprio vantaggio, ma ci si impegna in un processo faticoso, ricco di incognite, perché è decisamente controcorrente.

Tutto questo è Base Popolare, una piattaforma dialogante e inclusiva, dove si possono incontrare serenamente liberali, cattolici democratici, riformisti e popolari, riconoscendo il primato della realtà sulle idee, senza rigidità identitarie, senza stereotipi confessionali, senza infrastrutture ideologiche.

Ringrazio gli esponenti di quei partiti e movimenti che si ispirano a simili principi e che oggi sono qui con noi. La frammentazione che oggi viviamo così dolorosamente ha necessità di ricomporsi, di ritrovare un’armonia operosa. È una responsabilità che ci viene imposta dalla negatività del presente, anche al costo di superare noi stessi.

Procediamo tutti insieme per restituire all’Italia e all’Europa crescita, sicurezza e soprattutto vita e vitalità”

Il cervello di un moscerino potrebbe essere caricato su un chip

La sfida della miniaturizzazione

La corsa alla miniaturizzazione – di cui abbiamo appreso metodica e risultati nel libro di Gordon E. Moore La legge che muove il mondo – non è meno intrigante e affascinante dell’esplorazione dell’immensità dello spazio. Lo ricordava e raccomandava nel 1995 lo stesso ricercatore, genio della chimica e dell’informatica e fondatore di Intel: “Voglio incoraggiare ciascuno di voi a pensare sempre più in piccolo”.

Pare che questo invito sia stato preso alla lettera – e portato oltre – da Alex Wissner-Gross, fondatore di Eon Systems Pbc, che in un articolo e in un video ha affermato di essere riuscito ad emulare il cervello di un moscerino della frutta e a riprodurlo in un chip di silicio. La notizia, tuttavia, non è stata ancora pubblicata su una rivista scientifica e quindi non è validata: va dunque letta con cautela.

Dal connettoma alla replica digitale

Se fosse confermata, si tratterebbe della prima volta in cui un organo biologico capace di produrre comportamenti multipli verrebbe emulato e replicato in un corpo virtuale. Il risultato deriverebbe da uno studio pubblicato nel 2024 sulla rivista Nature dallo scienziato senior di Eon, Philip Shiu, che descrive un modello computazionale dell’intero cervello adulto della Drosophila melanogaster.

Questo minuscolo organismo contiene oltre 125 mila neuroni e circa 50 milioni di connessioni sinaptiche. Per confronto, il cervello umano conta circa 86 miliardi di neuroni e 100 mila miliardi di connessioni: il professor Giulio Maira lo ha definito “più grande del cielo”.

Non si tratterebbe di una semplice simulazione basata sull’intelligenza artificiale e sull’apprendimento algoritmico, ma di un vero e proprio processo di emulazione: la riproduzione di una copia dell’organo biologico, il cui comportamento nasce da una mappa neuronale fedele alla realtà. I neuroni digitali processerebbero azioni analoghe a quelle naturali.

“Nessuno aveva mai dimostrato prima un cervello emulato completo, derivato da un connettoma biologico, capace di guidare un corpo simulato fisicamente attraverso molteplici comportamenti naturalistici”, ha affermato Shiu. Wissner-Gross ha inoltre anticipato che gli studi si estenderanno all’emulazione del cervello di un topo, che conta circa 70 milioni di neuroni.

 

Dalla mosca alluomo: una frontiera lontana

Da qui a ipotizzare l’emulazione digitale di un cervello umano il passo resta molto lungo. Tuttavia, se confermata, la scoperta aprirebbe una strada nuova per la scienza.

Un futuro in cui il corpo umano potrebbe diventare il dispositivo attraverso cui condividere dati ed accedere a servizi è già iniziato, grazie a microchip sottocutanei capaci di svolgere funzioni operative, come una sorta di applicazione integrata. Questi impianti utilizzano tecnologie Nfc-Rfid (identificazione a radiofrequenza) passiva: non hanno batteria e non trasmettono segnali autonomamente, ma operano solo a contatto con lettori esterni. Sarebbero inoltre dotati di protocolli di sicurezza avanzati per prevenire intrusioni.

La Svezia ha già sperimentato con successo queste applicazioni, che potrebbero diffondersi anche altrove. Ma l’esperimento annunciato da Wissner-Gross va ben oltre: riguarda l’emulazione digitale di un organismo vivente complesso.

Il nodo etico della conoscenza

A questo punto ogni sviluppo dovrebbe essere seguito non solo sul piano delle potenzialità scientifiche, ma anche sotto il profilo etico. Non si tratta soltanto della replica digitale di un organo, ma delle facoltà che finora appartengono esclusivamente alla natura e alla genetica: il pensiero, i ricordi, i sentimenti.

È un tema troppo delicato per essere confinato entro i limiti di un laboratorio. Gli esiti della ricerca non possono tradursi in applicazioni prive di una consapevolezza preventiva circa utilità, sostenibilità antropologica e liceità morale. La scienza, in questo campo, non può procedere senza interrogarsi sul senso ultimo delle proprie conquiste.

Non chiamateli più “bravi ragazzi”

Una spirale che inquieta

L’ennesimo fatto di cronaca, che vede coinvolti ancora una volta dei giovani, annichilisce tutti. A Massa, un padre muore per aver rimproverato dei ragazzi che lanciavano bottiglie sotto gli occhi del figlio undicenne. Ogni giorno, ormai, avvengono fatti di violenza inaudita che interessano giovani sotto l’effetto di alcol o, peggio, di droghe.

Ormai si va in giro per le città ed esistono zone della movida dove si fa una sorta di shopping di alcol e droghe, di locale in locale. La cosa grave è che tutto questo è appannaggio di giovanissimi, ed è penalmente perseguibile. Mentre prima si usciva a mangiare una pizza e poi tutti in gruppo a conoscere altre persone, oggi la cosa più interessante da fare, dopo la pizza, sembra essere quella di bere superalcolici.

 

Famiglie assenti e regole smarrite

Ma qui, lo diciamo da tempo, una parte della responsabilità è dei genitori. Lasciano i propri figli troppo spesso alla deriva. I ragazzi sembrano non avere limiti né remore: cercano di sballarsi in ogni modo e, talvolta, sfociano nella violenza. Il senso profondo delle regole non gli appartiene più. L’unica regola che sembra prevalere è quella del branco.

Sorprende vedere che, quando accade un evento delittuoso, come quest’ultimo di Massa, si rimanga stupiti che possano avvenire certe cose. “Bravi ragazzi”, a volte irreprensibili, da cui nessuno si aspetterebbe una violenza così estrema.

La bolla virtuale e il vuoto reale

Tutti schermati dietro lo smartphone, genitori e figli, alla ricerca di una vita virtuale dove spesso risuona il nulla. L’evanescenza sembra accompagnare i loro cuori. Tutti a rincorrere un’isola che non c’è. Eppure, esiste la realtà, spesso oscurata da una nebulosa. Una coltre che scarica violenza e cattiveria. In taluni casi, la morte.

Ma, soprattutto, dopo tutto questo, si erge la realtà, dietro l’eco dei delitti. Che si mostra, come sempre, senza sconti. Nuda e cruda.

Unemergenza che interpella tutti

Ecco, quindi, che ci si trova ad interrogarci, nella nostra piccola agorà, su come si possa arrivare a cotanta aberrazione. Su come la società sia giunta a questa degenerazione della vita umana. Senza contare la disputa, puntuale come un orologio svizzero, che arriva dalla politica: ognuno a difendere il proprio orticello e immediatamente pronto ad accusare l’altro.

La verità è che abbiamo un problema emergenziale di tale portata che risulta più facile accusare il vicino e nascondere il capo sotto la sabbia.

Ricostruire il legame educativo

La famiglia va ripensata, nella sua interezza. Occorre riconnettersi nel sistema familiare, recuperare le regole, dove un no è un no. Dove si è presenti e non collusi con i ragazzi. Facciamo del male a loro, in primis, ma anche a tutti noi. Accompagniamo i nostri ragazzi nella crescita, per quanto difficile. Facciamo loro capire che qualche volta ricevere dei no è utile per avere il meglio più avanti.

“La vita è adesso”, cantava Claudio Baglioni. È vero. Ma quella canzone è anche, e soprattutto, un inno alla straordinarietà dell’ordinario, all’amore come luogo di speranza, anche quando sembra non esserci più. Il rinnovamento è sempre dietro l’angolo, senza bisogno di cercarlo negli eccessi. Tanto più nell’adolescenza.

Bce, Lagarde: l’unica certezza è che garantiremo la stabilità dei prezzi

Roma, 14 apr. (askanews) – Alla Bce in questa fase “il lavoro è particolarmente difficile” data l’incertezza e i continui cambiamenti del quadro, “la certezza che ho è che non lasceremo disancorare le aspettative di infezione” e che “garantiremo la stabilità dei prezzi”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde intervenendo al Bretton Woods Committee’s Summit.

“Storicamente in Europa gli shock inflazionistici sono stati transitori. Penso che quello che dobbiamo fare, nelle circostanze attuali, è valutare i dati determinare la natura attuale dello shock, i suoi possibili cambiamenti, la dimensione e la durata e poi dobbiamo essere aperti. Sarebbe un grave errore, oggi, dire che bisogna guardare oltre. Semplicemente non possiamo”, ha detto. Comunque, ove risultasse necessario agire sui tassi “ci muoveremo quando avremo i dati e non esiteremo”.

Lagarde ha mantenuto una linea guardinga sulle decisioni future. “Stiamo costantemente aggiornando” le previsioni, anche se “non le pubblichiamo ogni settimana, le aggiorniamo continuamente. Questo rende il nostro lavoro particolarmente difficile in questa fase. Si crea una sorta di schizofrenia, perché devi focalizzarti sul medio termine, perché la politica monetaria ha un obiettivo di medio termine, ma dobbiamo essere costantemente consapevole delle evoluzioni quotidiane della situazione complessiva e della situazione del mercato”.

III edizione del Premio Volontari@Work

Roma, 14 apr. (askanews) – Si è svolta presso la Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati, la cerimonia di premiazione della III edizione del Premio Volontari@Work, riconoscimento nazionale dedicato al volontariato di competenza e promosso dalla Fondazione Terzjus, con il patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e di Unioncamere, e con il contributo del Forum Nazionale del Terzo Settore e di Italia non Profit. Un premio con cui valorizzare il rapporto tra imprese ed Enti del Terzo Settore. Ha parlato così Luigi Bobba, Presidente Fondazione Terzjus: “Siamo passati dai 23 partecipanti del primo anno, ai 27 del secondo, ai 52 di questo terzo. Come dire, quel piccolo seme che avevamo individuato forse sta cominciando a crescere. Perché è importante? Perché segnala e racconta un’inedita alleanza tra il mondo delle imprese non profit e il mondo degli ETS, degli enti di Terzo Settore”.

I numeri della terza edizione confermano la crescita dell’iniziativa. 52 candidature ricevute da aziende ed enti del terzo settore, i cui progetti sono accomunati dalla capacità di generare impatto concreto nei territori e nelle comunità.

“Siamo di fronte anche ad un momento storico in cui, finalmente, c’è la consapevolezza del valore economico del volontariato. Un valore che va oltre la dimensione culturale. Occorre affrontare una nuova sfida: cominciare ad assegnare un valore a questa spontaneità, a queste azioni gratuite di milioni di italiani che si rivolgono al bene comune, attraverso uno scambio di competenze tra le imprese e il Terzo Settore, ma soprattutto uno scambio di competenze che genera un valore. La grande sfida è cominciare a misurare questo valore” ha dichiarato Gabriele Sepio, Segretario Generale di Fondazione Terzjus.

Un ruolo centrale attribuito al volontariato, e in particolare al volontariato di competenza, è presente anche nel Piano d’azione italiano per l’economia sociale, promosso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, in attuazione della raccomandazione europea. Ne ha parlato Lucia Albano, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze: “È un evento fondamentale per sottolineare il ruolo del volontariato, ma quando il volontariato si riempie delle competenze che nascono dal mondo dell’impresa, dal mercato, dalle professioni, ecco diventa un valore in più per costruire un futuro diverso”.

Nel corso della Cerimonia, premiati i progetti vincitori, selezionati da una Giuria d’eccezione composta da esponenti del mondo istituzionale, scientifico, del Terzo Settore e della comunicazione e presieduta dall’Onorevole Anna Ascani. Un incontro moderato da Sara Vinciguerra, Segretario del Premio e che ha visto la partecipazione anche del Ragioniere Generale dello Stato Daria Perrotta.

Menzioni speciali assegnate a personalità e organizzazioni che si sono distinte nella promozione del valore sociale delle competenze. La terza edizione di Volontari@Work, conferma quindi il volontariato di competenza come un modello sempre più rilevante: non solo solidarietà, ma un’alleanza tra imprese ed Enti del Terzo Settore per rafforzare le competenze, migliorare i servizi, attivare collaborazioni e generare valore condiviso per le comunità.

Fmi alza stime di inflazione ma consiglia a banche centrali di attendere

Roma, 14 apr. (askanews) – Il Fondo monetario internazionale ha tagliato le previsioni di crescita economica globale di quest’anno al più 3,1%, 0,2 punti percentuali in meno rispetto alle stime di gennaio. Per il 2027, nell’ultimo World Economic Outlook, l’istituzione conferma l’attesa di una espansione globale del 3,2%. A livello globale, l’inflazione è prevista in accelerazione al 4,4% quest’anno e poi in moderazione al 3,7% il prossimo.

Ma queste sono le attese dello scenario di base. Il Fmi ha poi elaborato uno scenario “avverso”, peggiore soprattutto dal punto di vista del conflitto in Iran con cui la crescita quest’anno rallenterebbe al 2,5% e l’inflazione raggiungerebbe il 5,4%. Infine, anche ipotizzato uno scenario “grave”, con cui la crescita globale si ridurrebbe al 2% quest’anno e l’inflazione supererebbe il 6%.

Queste previsioni sono “dominate dai rischi al ribasso”, avverte il Fmi. “Le tensioni geopolitiche potrebbero peggiorare anche più di quanto non lo siano già, portando la situazione nella peggiore crisi energetica dei tempi moderni; oppure potrebbero esplodere le tensioni politiche”, avverte l’istituzione di Washington.

Il Fmi ha limato di 0,1 punti la stima di crescita degli Stati Uniti di quest’anno al 2,3%, mentre ha alzato in misura analoga quella sul 2027 al 2,1%. Per l’area euro ha tagliato di 0,2 punti l’attesa di crescita su entrambi gli anni, rispettivamente al più 1,1% e al più 1,2%. Tagli analoghi per l’Italia, sui cui è atteso un più 0,5% del Pil sia su quest’anno che sul prossimo.

E guardando all’inflazione, per l’area euro ora il Fmi prevede una accelerazione al 2,6% quest’anno, dal 2,1% del 2025, per poi attenuarsi al 2,2% nel 2027. I dati sono contenuti nel Word Economic Outlook. L’obiettivo di politica monetaria della Bce sull’inflazione è di averla al 2% sul medio periodo.

“Per ora le banche centrali possono aspettare, ma devono guardare attentamente ai rischi”, ha affermato il capo economista del Fmi, Pierre-Olivier Gourinchas durante la conferenza stampa di presentazione dello studio.

Per parte sua, la presidente della Bce, Christine Lagarde è apparsa cauta sulle mosse future. “Dobbiamo essere completamente agili e pronti a muoverci nella direzione richiesta. E dobbiamo essere legati ai dati, come abbiamo detto più volte. Ma questo oggi non significa che andremo in una direzione o in un’altra – ha detto in una intervista a Bloomberg Tv -. E certamente non determina un percorso dei tassi che oggi possa confermare. Onestamente non lo so”.

Tornando alle previsioni economiche, per il Giappone il Fmi ha confermato l’attesa di un più 0,7% sul Pil 2026 e un più 0,6% sul 2027.

Passando ai nuovi giganti economici globali, il Fmi ha limato di 0,1 punti la crescita attesa sulla Cina quest’anno al più 4,4% e confermato al più 4% il Pil 2027. Per l’India ha alzato di 0,1 punti le attese sul 2027 e il 2026, in entrambi i casi al più 6,5%. Il Fmi poi alzato di 0,3 punti la previsione di crescita economica di quest’anno della Russia al più 1,1% e di 0,1 punti quella sul prossimo, sempre al più 1,1%.

Drastici tagli, poi, per tutti i paesi del Golfo. A cominciare dall’Iran, per cui ora l’istituzione prevede una recessione del 6,1% quest’anno, cui dovrebbe seguire un parziale recupero con un più 3,2% del Pil sul 2027. Sempre per l’Iran, il Fmi stima un’inflazione a quasi il 70% quest’anno (68,9%), peraltro dopo il 50,9% del 2025, e al 39,6% del 2027.

Anche più acuta la recessione prevista sul Qatar, meno 8,6% sul Pil 2026 a cui però è atteso un rimbalzo completo sul 2027, con un più 8,6% del Pil. Per l’Iraq il Fmi prevede un meno 6,8% del Pil quest’anno e un più 11,3% il prossimo. Per il Kuwait meno 0,6% quest’anno e più 2,8% il prossimo. Per il Bahrein meno 0,5% quest’anno e più 4,5% il prossimo.

Sempre collegato al conflitto in Iran, per Israele il Fmi prevede invece un rafforzamento della crescita quest’anno al più 3,5% (dal più 2,9% del 2025) e una ulteriore accelerazione al più 4,4% nel 2027.

Mattarella difende il Papa: splendido messaggio contro autoesaltazione

Roma, 14 apr. (askanews) – Sergio Mattarella difende Papa Leone XIV dal duplice attacco del presidente Usa. Pur senza mai nominare Donald Trump il capo dello Stato oggi, rivolgendosi agli studenti di giornalismo, ha consigliato loro di leggere il messaggio che il Pontefice ha inviato all’Accademia di Scienze Sociali della Santa Sede: “e’ un bel messaggio sul potere, mette in guardia dal pericolo dell’autoesaltazione”. Mattarella lo ha definito “uno splendido messaggio, che rende evidente il debito di riconoscenza che nei confronti del Papa deve nutrire e avvertire il mondo per i suoi richiami, in questo periodo così difficile”.

Gia ieri il capo dello Stato aveva elogiato l’azione del Papa in partenza per un viaggio in Africa sottolineando l’importanza del suo messaggio di pace in questa epoca così conflittuale. Pochi minuti dopo era arrivato l’attacco di Trump a Prevost definito “debole e pessimo nella politica estera”. Opinione peraltro ribadita 24 ore dopo a proposito della condanna verso la guerra in Iran. Una posizione talmente estrema da spingere tutta la politica italiana, premier Meloni compresa, a dissociarsi e definire “inaccettabili” quelle parole rivolte al capo dello chiesa cattolica.

Oggi parlando a braccio Mattarella sembra voler rinforzare il concetto e ampliarlo a un ragionamento più ampio, proprio sul potere e sui rischi che comporta: “Mi torna in mente quando anni fa uno studente delle scuole superiori mi ha chiesto come si fa a resistere alle tentazioni del potere. Gli ho risposto che il potere, o quello cosiddetto tale, per chi ricopre ruoli di vertice nello Stato, nei sistemi sociali, può in effetti inebriare e far perdere l’equilibrio. Ma vi sono due antidoti. Il primo istituzionale, l’equilibrio tra i poteri, la distribuzione delle funzioni di potere dello Stato tra i vari organi costituzionali. Il secondo è rimesso alla coscienza personale, individuale, ed è una alta capacità di autoironia”.

E l’auspicio di Mattarella è che “se i cosiddetti potenti della terra ne facessero un po’ di uso, anche in piccole dosi, il mondo ne avrebbe grande giovamento e loro stessi eviterebbero tante difficoltà e motivi di imbarazzo”.

L’incontro con gli studenti di giornalismo si è incentrato poi sulla difesa della libertà di stampa, del pluralismo e della professionalità dei giornalisti che in tempi di dominio tecnologico diventano “testimoni di verità”, gli unici in grado di distinguere “il vero dal verosimile o dal falso”, quindi unico “antidoto alla manipolazione”. Un richiamo che si è poi rivolto alle questioni nazionali, non il primo in verità, in particolare sulla Rai, ancora senza un presidente a causa dello stallo in commissione di Vigilanza e per la attuazione del Media Freedom Act varato dall’Ue già due anni fa. “La qualità dell’informazione interroga gli editori che sanno di impegnarsi in un settore vitale della democrazia, fanno impresa ma al centro non hanno un prodotto ma un bene pubblico – ha concluso – e le istituzioni chiamate ad assicurare quanto previsto dalla Costituzione e nelle convenzioni internazionali a cui aderiscono, un’insieme di norme nazionali e internazionali per rendere concreto il diritto dei cittadini a un’informazione plurale, corretta, autentica. Ogni vulnus a queste norme è un danno alla società”.

Papa ad Annaba (antica Ippona), messa nella Basilica di Sant’Agostino

Annaba (Algeria), 14 apr. (askanews) – Il Papa ha celebrato la messa nella Basilica di Sant’Agostino, nel promontorio di Annaba, l’antica Ippona, terra dell’influente teologo e vescovo romano di origine nordafricana. È stato questo uno dei momenti più intensi della sua seconda giornata in Algeria, dopo la visita in mattina agli scavi archeologici.

La Basilica di Sant’Agostino ad Annaba, nord-est dell’Algeria, conserva in una teca la reliquia dell’avambraccio destro dell’autore de “Le Confessioni”.

Alla celebrazione con Leone erano presenti il cardinale Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri e Cristobal Lopez Romero,

arcivescovo di Rabat.

“Quando ci chiediamo come sia possibile un futuro di giustizia e di pace, di concordia e di salvezza, ricordiamoci che stiamo facendo a Dio la stessa domanda di Nicodemo: ma davvero la nostra storia può cambiare? Siamo così carichi di problemi, insidie e tribolazioni! Davvero la nostra vita può ricominciare da capo? Sì!”, ha detto il Papa durante la messa.

Fi, Enrico Costa eletto capogruppo per acclamazione

Roma, 14 apr. (askanews) – Enrico Costa è stato eletto per acclamazione capogruppo di Fi alla Camera durante l’assemblea dei deputati in corso in Sala Colletti a Montecitorio. Secondo quanto si apprende Costa è stato indicato dall’uscente Paolo Barelli a norma di statuto.

Essendo candidato unico, Costa è stato eletto per acclamazione con un applauso. Un passato in Forza Italia, poi viceministro e ministro nei governi Renzi e Gentiloni, Costa in questa legislatura è stato eletto con Azione di Calenda, partito di cui è stato vicesegretario, per poi tornare in Fi due anni fa.

Si consuma strappo Meloni-Trump, tycoon all’attacco: mi sbagliavo su di lei

Verona, 14 apr. (askanews) – Le parole di Donald Trump deflagrano quando Giorgia Meloni ha appena lasciato il Vinitaly, da dove la premier ha annunciato lo stop al memorandum con Israele sulla Difesa. “Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo”, è il giudizio durissimo sulla premier italiana che il presidente Usa affida al Corriere della Sera. E’ la conseguenza della presa di distanza sul Papa, con Meloni che ieri nel tardo pomeriggio – dopo una giornata di attacchi da parte delle opposizioni – ha definito “inaccettabili” le parole di Trump: “È lei che è inaccettabile”, ribatte il tycoon, criticando Meloni per l’atteggiamento sull’Iran e per il mancato intervento nello Stretto di Hormuz.

Poche ore prima, la stessa premier aveva rivendicato la sua capacità di criticare Trump (“Ho detto parole chiare, non so quanti leader le abbiano espresse. Questo per quanti dicono che ci sarebbe una sudditanza…”), negando però che questo potesse avere conseguenze nei rapporti tra Italia e Usa: “Per quanto possa essere complesso, per quanto possa essere difficile, il nostro orizzonte rimane l’Occidente”, aveva ribadito ai giornalisti che la attendevano alla Fiera di Verona. “Questa non è la politica di Giorgia Meloni, è la politica dell’Italia da 80 anni, da molto tempo”, ribadita – sottolinea la premier – anche dal Capo dello Stato Sergio Mattarella. Ancora più chiaramente: “Non guardo ad un’altra parte del mondo”, magari a Oriente. In questa cornice però, rivendica Meloni, “quando uno non è d’accordo, e io non sono d’accordo spesso, lo deve dire”. E qui, la premier aveva dato l’annuncio: “Ad esempio, non me lo avete chiesto, ma in considerazione della situazione attuale che stiamo vivendo, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele”. Decisione con un significato politico che va ben oltre i suoi effetti pratici, e che arriva dopo le tensioni sul Santo Sepolcro, sugli attacchi di Israele ad Unifil, e sui bombardamenti di Beirut, con reciproche convocazioni degli ambasciatori tra Roma e Tel Aviv.

Due passaggi – la difesa di papa Leone dagli attacchi di Trump e lo stop al memorandum con Israele – che segnano dunque un atteggiamento nuovo da parte del governo italiano. Ma chissà se a palazzo Chigi si aspettassero una reazione simile da parte del presidente Usa. La premier non risponde, lo fanno i suoi capigruppo a Camera e Senato Galeazzo Bignami e Lucio Malan che diffondono una nota congiunta: “Italia e Stati Uniti sono Nazioni amiche ed alleate da lungo tempo, a prescindere da chi governa. Dispiace che ultimamente scelte dell’amministrazione americana non appaiano in linea con la visione degli Stati europei, Italia compresa. Ma il dovere degli amici è dire con trasparenza quando non si è d’accordo, non assecondare ciò che si reputa sbagliato. È quanto ha sempre fatto Giorgia Meloni in Europa come con gli Stati Uniti e con gli altri partner, con la chiarezza e la sincerità che hanno restituito alla nostra Nazione credibilità e prestigio a livello internazionale. Un comportamento coraggioso, sempre volto a difendere l’interesse nazionale”.

Sulla stessa linea il ministro della Difesa Guido Crosetto, che invece si esprime su X: “L’amicizia tra Nazioni alleate si fonda sul rispetto, non sulla rinuncia alla propria autonomia di giudizio. Essere alleati non significa accettare tutto in silenzio, ma avere il coraggio di dire con chiarezza ciò che si ritiene giusto. Il legame tra Italia e Stati Uniti non è in discussione, così come non è in discussione la solidità dell’alleanza. Fino a oggi il Presidente Trump ha considerato Giorgia Meloni una persona coraggiosa, determinata e attenta al bene dell’Italia. Ed è vero. Perché Giorgia Meloni è un leader che non ha mai temuto di dire ciò che pensa, soprattutto quando sono in gioco princìpi, rispetto e identità”. Così come il ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Essere alleati degli Stati Uniti e avere relazioni transatlantiche significa anche essere franchi, sinceri e rispettosi l’uno dell’altro. Noi abbiamo sempre detto quello che pensavamo. Giorgia Meloni aveva ragione: è una donna coraggiosa perché non ha mai nascosto ciò che pensava”.

Mps alla prova dell’assemblea: a Siena i soci decidono il nuovo cda

Siena, 14 apr. (askanews) – L’attesa sta per finire. Domani a Siena l’assemblea degli azionisti di Mps nominerà il nuovo cda e i vertici che guideranno la banca per il prossimo triennio, portando a termine l’operazione di aggregazione con Mediobanca. Il clima è tutt’altro che sereno. Le due liste di maggioranza – quella del cda col ticket Palermo-Maione e quella del socio Plt che ricandida l’ex amministratore delegato Lovaglio, licenziato dalla stessa banca per giusta causa – si contenderanno i voti del mercato, visto che oltre la metà del capitale del Monte è in mano a fondi e investitori istituzionali.

Con un’affluenza attesa intorno al 70% (ma i risultati veri si conosceranno solo domattina), la lista del cda parte da una base solida – in virtù anche della partecipazione del 13,5% del gruppo Caltagirone – ed è fiduciosa di superare la soglia del 30% del capitale totale, assicurandosi in tal caso la maggioranza del consiglio. Il confronto resta comunque aperto, alla luce anche dell’appoggio del fondo norvegese Norges Bank e del colosso Usa BlakcRock alla lista del socio Tortora (Plt), che possiede l’1,2% del capitale. Nessuna indicazione ufficiale giunge, per il momento, sia dal primo azionista Delfin – la holding della famiglia Del Vecchio che ha depositato l’intera quota del 17,5% e che potrebbe astenersi o, secondo alcune indiscrezioni di stampa, perfino appoggiare la lista di minoranza dei fondi – sia da Banco Bpm, che detiene il 3,7% di Mps. Resta sicuramente fuori dalla partita il ministero del Tesoro che non parteciperà all’assemblea, come aveva già fatto a febbraio per l’assise sulle modifiche allo Statuto e l’introduzione appunto della lista del cda.

Una volta votate le liste (punto 6 all’ordine del giorno), con 15 seggi contesi da tre schieramenti (per le due liste meno votate sono assicurati almeno tre posti, fino a un massimo di sette), non sono esclusi colpi di scena alla seconda votazione. Quella di domani sarà, infatti, la prima assemblea a vedere applicate le nuove disposizioni della Legge Capitali, con riflessi diretti sulle modalità di voto perchè, qualora la lista del cda risultasse vincente, tutti i soci, anche quelli che in precedenza si sono astenuti o hanno votato contro, saranno liberi di esprimere il loro gradimento in seconda battuta su ogni singolo candidato, con possibili sorprese finali sulla composizione del futuro board. Tanto più che perfino i proxy advisor Iss e Glass Lewis, nel raccomandare la lista del cda, hanno bocciato alcuni nomi illustri della lista del cda. Iss, per esempio, consigliava di votare contro la riconferma del presidente Maione. Entrambi d’accordo sul voto contro per Alessandro Caltagirone, Elena De Simone (manager espressione del gruppo Caltagirone) e il presidente del comitato nomine di Mps, Domenico Lombardi. Anche Norges Bank nella seconda votazione sui singoli consiglieri ha comunicato la sua bocciatura per Maione, Palermo, Passera, Caltagirone, De Simone e Lombardi.

Sul fronte proxy, infine, Plt ha chiesto ai Iss e Glass Lewis di valutare la possibilità di rivedere le proprie posizioni alla luce delle successive comunicazioni del cda Mps seguite a quella del deposito della lista il 4 marzo, ossia quelle relative all’ordine della lista rivisto e all’indicazione di Palermo come unico AD rispetto alla terna di nomi precedente. “Riteniamo – si legge nelle lettere, datate 12 aprile, inviate ai due proxy – che gli eventi verificatisi nelle scorse settimane non rappresentino semplici aggiornamenti marginali, bensì una sostanziale e imprevista alterazione del quadro fattuale e informativo su cui si basavano le raccomandazioni iniziali”.

La sfida post-ictus: prevenzione e convivenza con la patologia

Roma, 14 apr. (askanews) – Prima in Italia per casua di invalidità e seconda per fatalità. A differenza di altre patologie, l’ictus, nel nostro Paese, resta una sorta di tabù, con conseguenze non solo nell’immediatezza post-stroke, ma anche a distanza di mesi, con danni permanenti che condizionano la vita dei pazienti. Al Senato, presso la Sala Caduti di Nassirya si è tenuto un incontro con istituzioni, politiche e non, che provano ad accendere la luce su tematiche quali prevenzione, tempestività nelle cure ma anche assistenza successiva all’evento.

Abbiamo sentito la Senatrice Elena Murelli, promotrice dell’iniziativa: “In Italia purtroppo 120.000 casi ogni anno, il 75% delle persone ha casi di disabilità dopo un ictus e il 38% di spasticità dopo l’ictus. E’ importante quindi intervenire precocemente, ma soprattutto il policy paper che andiamo a presentare oggi fa emergere le criticità del sistema, ma propone naturalmente anche delle attività da fare. Quello in primo sicuramente è quello del PDTA”

La conferenza stampa, realizzata con il contributo non condizionante dell’azienda AbbVie, ha esposto un piano dettagliato con diverse fasi d’azione. All’interno del programma, priorità assoluta verrà data alla creazione di efficienti Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali Riabilitativi, ma anche alla costruzione di una rete assistenziale hub & spoke ed ad una più diffusa consapevolezza tra i professionisti del settore, per intervenire meglio e tempestivamente sulla malattia.

Le parole di Andrea Vianello, Presidente A.L.I.Ce. Italia Odv: “L’ictus è la seconda causa di morte e la prima di disabilità, quindi è un tema sociale e sanitario molto importante di cui forse si parla poco. Un tema così diffuso, stiamo parlando di 120.000 persone ogni anno che affrontano un ictus. Per fortuna adesso l’ictus è gestibile se i tempi sono giusti e nel posto giusto, ma i danni poi restano per molte persone e sono danni con cui bisogna fare i conti.”

Riconoscere fin da subito l’ictus per ridurre al minimo gli effetti dell’evento sul paziente, diminuire la pressione sulle strutture ospedaliere e sui caregiver: questo l’obiettivo dell’iniziativa, che abbraccia un più ampio percorso di consapevolezza e sensibilizzazione mirata a tutti colori i quali hanno lottato, e lottano tutt’ora, con patologie di questo genere.

ANAD:"La voce non si replica, 2026 anno chiave per attuazione AI Act"

Roma, 14 apr. (askanews) – La ricorrenza della Giornata Mondiale della Voce è l’occasione per ANAD – Associazione Nazionale Attori Doppiatori – per richiamare l’attenzione sul valore culturale, artistico e professionale della voce e riflettere sul futuro della professione del doppiatore, riconosciuta come patrimonio a livello internazionale.

“Ogni giorno prestiamo la nostra voce a storie che attraversano il mondo e arrivano al cuore delle persone. Ma non diamo solo una voce ai personaggi: diamo loro anima, rendendoli vicini al pubblico – commenta Daniele Giuliani, presidente di ANAD. È un legame profondo: è ciò che crea empatia, che costruisce un ponte invisibile tra chi racconta e chi ascolta. Per questo la Giornata Mondiale della Voce è un momento molto importante: ci ricorda che la voce è parte della nostra identità, dentro e fuori dal nostro lavoro. Oggi però questa identità è al centro di una trasformazione radicale. L’Intelligenza Artificiale ha aperto sicuramente possibilità e scenari nuovi, ma non può sostituire ciò che è umano. Per ANAD, celebrare la voce significa questo: difenderne il valore, oggi, mentre si decide il futuro della nostra professione”.

L’innovazione tecnologica ha fatto nascere interrogativi complessi e il dibattito sull’AI è sempre più centrale anche a livello globale. Per questo ANAD è in dialogo costante con Istituzioni e operatori del settore, con lo scopo di attivare una normativa che possa tutelare il lavoro dei doppiatori.

Grazie anche all’intervento dell’Associazione in relazione all’uso dell’AI – ricordano gli addetti ai lavori – l’Italia è tra i pochi Paesi in Europa ad aver raggiunto un risultato importante: dal 10 ottobre 2025 è entrata in vigore la legge n. 132/2025 (Legge Nazionale sull’Intelligenza Artificiale), che introduce nuove regole e disposizioni penali in materia di deepfake.

La normativa prevede misure specifiche per contrastare la creazione e la diffusione di contenuti falsi (immagini, video, audio) realizzati con l’Intelligenza Artificiale, capaci di imitare realisticamente volti, movimenti e voci, campionati e utilizzati a fini di lucro.

Dopo la lunga Campagna di sensibilizzazione (#ArtisticIntelligence) lanciata lo scorso anno dall’Associazione dei Doppiatori in difesa dell’Intelligenza Artistica, ora – auspicano i promotori – siamo davanti alla necessità che si attivi realmente tutto ciò che è stato deciso nei mesi scorsi.

Secondo Anad, il 2026 sarà un anno decisivo per l’attuazione dell’AI Act: dal 2 agosto entrerà in vigore il bollino AI, ritenuto “una tappa cruciale di tutto il percorso intrapreso finora”. L’associazione spiega che inizieranno ad essere applicati obblighi concreti per molte tecnologie, i sistemi di Intelligenza Artificiale dovranno essere trasparenti, e ci saranno requisiti di tracciabilità, sicurezza e responsabilità.

“Ci auguriamo che questo possa essere un segnale di svolta anche nella tutela nell’utilizzo delle voci, nella regolamentazione delle tecnologie di clonazione vocale, e nella salvaguardia della qualità artistica del doppiaggio – aggiunge Daniele Giuliani. È sbagliato pensare che il pubblico non si accorga della differenza tra un un’opera doppiata con l’AI e una doppiata da un attore in carne ed ossa e spesso sono gli stessi spettatori che riconoscono la qualità del lavoro artistico e decidono se dare fiducia o meno ad un nuovo film o serie tv”.

ANAD sottolinea di non opporsi al cambiamento, ma di chiedere alle Istituzioni di governarlo, affinché la voce continui a essere tutelata e valorizzata e l’innovazione possa essere accompagnata da regole chiare. La Giornata della Voce diventa così un momento di responsabilità: per ribadire che il futuro del doppiaggio passa anche dalla difesa della sua specificità e di ciò che rende unica questa professione.

A Roma l’Italian Gaming Expo & Conference 2026

Roma, 14 apr. (askanews) – Si è aperta a Roma l’edizione 2026 dell’Italian Gaming Expo & Conference, appuntamento di riferimento per il settore del gaming regolamentato e per l’ecosistema tecnologico, normativo e accademico che ne accompagna l’evoluzione. L’evento ha riunito istituzioni, regolatori, operatori, aziende tecnologiche e mondo della ricerca in un momento chiave per il comparto, impegnato tra riordino del gioco pubblico e ridefinizione degli equilibri tra innovazione, compliance e sostenibilità.

L’edizione 2026 rafforza in modo significativo il proprio posizionamento anche sul piano scientifico e formativo, grazie alla collaborazione con gli Osservatori del Politecnico di Milano e la presenza di ABI Servizi, in collaborazione con Salone dei Pagamenti, che contribuisce ai lavori con un focus sui sistemi di pagamento e sull’evoluzione delle infrastrutture finanziarie digitali, evidenziando la crescente convergenza tra industria del gaming, fintech e servizi bancari.

Alessio Crisantemi, fondatore di GN Media, promotore dell’IGE, ha detto: “E’ un settore in crescita, i numeri sono importanti ma l’aspetto che ci piace sottolineare di questa edizione è, oltre il numero di speaker, oltre 180 speaker provenienti da 15 Paesi diversi, 60 sessioni di contenuto, ma il dato veramente rilevante è che il 75% dei contenuti è orientato al gioco responsabile e alla sostenibilità”.

Sistemi di pagamento e tracciabilità, sicurezza, contrasto alle frodi e rafforzamento delle misure di tutela del consumatore sono stati al centro del dibattito. Temi che confermano la crescente interconnessione tra industria del gaming, economia digitale e processi di regolazione pubblica. Nicola Calandrini, Presidente Commissione Bilancio del Senato, ha spiegato: “Ha funzionato molto bene questa riforma fatta nel marzo 2024, che va a rafforzare quelli che sono i controlli dello stato, la tracciabilità delle movimentazioni finanziarie, e risolva anche il problema legato a parte della criminalità e riciclaggio. Quindi secondo noi questo è un sistema che può funzionare bene, che ha dei forti presidi legalitari, e non dobbiamo essere ossessionati dal gioco legale in Italia, che deve essere regolato in modo molto serio e secondo me questa riforma va nella giusta direzione”.

Da domani in aula scontro su dl Sicurezza. Cdx punta a modifiche senza fiducia

Roma, 14 apr. (askanews) – La partita del dl sicurezza si sposta, domani, nell’aula del Senato, dove il governo ha affermato di non voler porre la fiducia. Il centrodestra ha la necessità di intervenire con una “trentina” di modifiche, a partire dall’articolo 1 sui ‘coltelli’ che prevede il carcere da sei mesi a tre anni per chi porta fuori dalla propria “abitazione” strumenti da taglio eccedenti gli “otto centimetri” e “senza giustificato motivo” e sulla vendita di questi ai minori (così com’è scritta, la norma rischia di colpire anche chi va a pesca o a raccogliere funghi, per esempio). Le opposizioni hanno annunciato il muro contro muro anche in aula, contestano la scelta del governo di essere intervenuto ancora una volta sulla sicurezza e per decreto legge e metteranno sul tavolo la ‘mole’ di emendamenti già presentati in commissione Affari costituzionali (“il governo è arrogante, prosegue l’ostruzionismo a oltranza”).

Dopo giorni di esame al ralenti in commissione, oggi la seduta è stata sconvocata e il presidente della commissione nonché relatore del provvedimento Alberto Balboni (Fdi) ha ‘registrato’ l’impossibilità di concludere l’esame che è arrivato all’articolo 4 sui 33 complessivi. Il decreto deve essere convertito in legge entro il 25 aprile e il calendario ora si impone. Al posto della seduta c’è stata una riunione di maggioranza proprio per prepararsi alla ‘battaglia’, emendamento su emendamento, in aula.

“Siamo convinti della necessità e dell’urgenza dell’approvazione” del decreto e quindi “staremo qua tutto il tempo necessario per superare questo incredibile ostruzionismo del centrosinistra che parla di sicurezza ma poi in realtà fa esattamente l’opposto”, è stato il commento del ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, il quale ha aggiunto: “andremo avanti tutto il tempo che serve, mercoledì, giovedì, se serve anche venerdì. Di sicuro non arretriamo su questa battaglia”.

Ciriani ha ribadito l’intenzione di presentare una “trentina” di emendamenti “significativi, come maggioranza e come governo”, senza sbilanciarsi sui contenuti tranne che sui coltelli. Ma tra le proposte dovrebbe spuntare una proroga di sei mesi per il comandante della Guardia di finanza, Andrea De Gennaro. Ciriani ha attaccato: “E’ importante sottolineare che nonostante la nostra buona volontà e disponibilità al dialogo, il partito democratico e le opposizioni parlano di sicurezza soltanto nei talk show televisivi”.

Accusa rimbalzata al mittente dal M5S: “Questo decreto non nasce da un’analisi dei problemi, nasce da una attività legislativa improvvisata dopo alcune rassegne stampa e seguendo i talk show televisivi. Si insegue ciò che fa audience e si rende il Codice Penale un frullatore impazzito”. “Dopo un mese e mezzo di discussione in commissione, arriva in aula un decreto che dovrà essere modificato dalla stessa maggioranza perché non riescono a trovare un accordo tra di loro”, ha osservato il capogruppo dem Francesco Boccia: “hanno proposto di arrivare nell’esame a venerdì. Per noi possono arrivare a domenica o lunedì, non abbiamo limiti di tempo. Siamo qui. Questo è l’ennesimo atto di arroganza istituzionale”.

Peppe de Cristofaro di Avs ha definito l’ostruzionismo “una sorta di legittima difesa dinanzi ad un governo che procede a colpi di maggioranza con norme puramente propagandistiche per quello che riguarda la sicurezza e profondamente lesive dei diritti fondamentali quando si parla della libertà di manifestare”. E ha messo in guardia: “non pensi la maggioranza di poter utilizzare come minaccia, seppure in maniera ancora velata, i classici strumenti: i canguri piuttosto che la riduzione dei tempi parlamentari. Si discuta seriamente in aula, visto che in commissione non si è potuto fare. Quando si finirà si finirà, senza scadenze e accordi di nessun genere”.

The Zen Circus, si aggiugono nuove date a "Il Male Summer Tour 2026″

Roma, 14 apr. (askanews) – The Zen Circus aggiungono nuovi appuntamenti al calendario de “Il Male Summer Tour 2026”, con il quale attraverseranno l’estate accendendo i palchi dei principali festival italiani.

Tra le nuove date il 29 maggio a Livorno (Straborgo), il 17 luglio al MenGo Music Fest di Arezzo, il 21 21 luglio al Suoni di Marca Festival a Treviso, il 25 luglio a Sogliano (FC) per Notturni Nel Bosco, l’8 agosto Monte San Giacomo (SA) per il Tindamè Festival, il 21 agosto al Festival Radio Onda D’Urto di Brescia, il 3 settembre al Liberi Tutti 2026 di Sesto Fiorentino (FI).

“Il tour nei club de Il Male è stato probabilmente il più bello della nostra storia. E non era così scontato, visto che la nostra storia è decisamente lunga”, affermano The Zen Circus. “Questa estate mescoleremo ancora di più le carte, fra una selezione di canzoni dell’ultimo disco, brani storici immancabili e chicche per i dieci anni de La Terza Guerra Mondiale. Non vediamo l’ora”.

Nel frattempo, la band scalda i motori con un tour europeo, in partenza il 17 e 18 aprile dallo Studio Foce di Lugano, per celebrare i dieci anni dall’uscita di “La Terza Guerra Mondiale”, uno degli album cardine della loro discografia; la band farà poi tappa il 19 aprile a Monaco, il 20 aprile sarà a Berlino, il 22 a Parigi, il 24 a Bruxelles, il 25 a Londra e il 27 a Barcellona.

Pubblicato il 26 settembre 2025, Il Male (Carosello Records) è il loro ultimo album di inediti, undici tracce per uno dei loro lavori più crudi e diretti in cui il tema del dolore viene affrontato nelle sue molteplici forme. La band mette al centro il Male: lo interrogano, lo ascoltano, lo combattono. Perché ignorarlo non lo cancella, ma lo alimenta. Difendono l’imperfezione e l’incoerenza come parte dell’essere umani, riconoscendo nella fragilità e nella fallibilità un tratto comune.

Il Premio Leonardo 2026 assegnato all’Ad di Eni, Claudio Descalzi

Roma, 14 apr. (askanews) – Il Comitato Leonardo, che opera con il supporto del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e del ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha assegnato oggi i Premi Leonardo 2026, il riconoscimento che celebra il valore e la qualità dell’imprenditoria e del saper fare italiano. Il premio è stato conferito in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy.

Alla cerimonia, che si è svolta presso Palazzo Piacentini, hanno preso parte il Vice presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale On. Antonio Tajani, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, insieme al Presidente del Comitato Leonardo Sergio Dompé, al presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, e al presidente di Ice Agenzia, Matteo Zoppas. Alla consegna dei prestigiosi riconoscimenti hanno inoltre partecipato i Soci del Comitato Leonardo, che riunisce oggi oltre 110 aziende che operano nei settori tradizionali e in quelli innovativi del Made in Italy, il cui fatturato complessivo supera i 400 miliardi di euro, con una quota export media pari al 57%.

Il Premio Leonardo 2026, assegnato ogni anno dal Comitato Leonardo a una personalità che abbia contribuito in modo significativo ad affermare l’immagine e l’eccellenza dell’Italia nel mondo, è stato conferito a Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, per le sue capacità di guidare Eni attraverso le trasformazioni del settore energetico. Claudio Descalzi “ha condotto Eni attraverso l’evoluzione del mercato, promuovendo uno sviluppo sostenibile, innovazione tecnologica e rafforzando la presenza del Gruppo nel contesto energetico globale” sottolinea il Comitato.

“Il Made in Italy continua a esprimere una straordinaria capacità di attrazione, confermandosi un fattore determinante di successo e competitività a livello globale. La qualità, la creatività, l’innovazione e il saper fare delle nostre imprese costituiscono un patrimonio unico, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo. I dati istat del 2025 sul commercio estero mostrano che nel 2025 le esportazioni hanno raggiunto un valore di 643 miliardi di euro, con una crescita del 3,3% rispetto all’anno precedente. In un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni geopolitiche, instabilità delle catene del valore e nuove dinamiche competitive, il Made in Italy è chiamato a rafforzare ulteriormente la propria resilienza e capacità di adattamento. Affrontare queste sfide significa investire ancora di più in innovazione, solidità industriale e presenza sui mercati globali, preservando al contempo l’identità che rende le nostre imprese riconoscibili e affidabili nel mondo. Come Comitato Leonardo rinnoviamo con convinzione il nostro impegno a promuovere e valorizzare le eccellenze del Made in Italy, preservandone l’identità e i valori distintivi” ha dichiarato Sergio Dompé, presidente del Comitato Leonardo.

“Il Made in Italy rappresenta oggi molto più di un marchio: è un’identità riconosciuta a livello globale, fatta di qualità, innovazione e capacità di unire tradizione e visione industriale. Le imprese che premiamo testimoniano la forza e la resilienza di un sistema produttivo che continua a distinguersi anche in un contesto internazionale complesso, segnato da tensioni geopolitiche, instabilità energetica e profonde trasformazioni delle catene del valore. In questa fase di grande incertezza, le imprese italiane dimostrano una straordinaria tenuta, fondata sulla qualità dei loro prodotti e su una riconosciuta capacità relazionale, che consente di costruire e consolidare rapporti di fiducia sui mercati internazionali. Un elemento che dimostra come, per ridurre i rischi legati alle crisi globali e continuare a crescere nonostante l’incertezza, sia necessario investire ancora in innovazione, sostenibilità e capitale umano, portando avanti processi di diversificazione, aprendo nuovi mercati e rafforzando al tempo stesso la presenza internazionale delle nostre filiere” ha commentato Emanuele Orsini, presidente di Confindustria.

“In uno scenario geopolitico in cui prevale il conflitto, le guerre commerciali e l’instabilità, il nostro sistema produttivo appare più resiliente e capace di reagire: accresce il nostro export, affiancando così il Giappone come quarto esportatore mondiale, ma anche l’interesse degli investitori esteri, come evidenziano i principali indicatori sulla attrattività. Proprio per questo il Premio Leonardo, tra i riconoscimenti più prestigiosi del sistema industriale italiano, assume quest’anno un valore ancora maggiore. L’onorificenza conferita a Claudio Descalzi e a Eni è particolarmente significativa nel contesto attuale: si tratta della principale azienda energetica nazionale, impegnata a garantire l’approvvigionamento e l’autonomia energetica del Paese, con una visione che spazia dallo sviluppo dei biocombustibili all’estrazione del gas”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

“Con il Premio Leonardo International assegnato a Christophe Weber, Ceo di Takeda, celebriamo invece una realtà globale che da decenni investe in Italia, coniugando in modo esemplare innovazione e sostenibilità. Di grande rilievo, inoltre, il riconoscimento a Giovanni Malagò per lo straordinario successo della gestione delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, e a S.E. Reem bint Ebrahim Al Hashimy, Ministro di Stato per la Cooperazione Internazionale degli Emirati Arabi Uniti, donna fortemente impegnata nel rafforzamento della cooperazione internazionale, nella promozione di partenariati strategici e nell’accrescere gli investimenti emiratini in Italia. In questo momento di tensione, in cui gli Emirati sono le principali vittime delle ritorsioni iraniane, desidero esprimere la piena vicinanza dell’Italia. La nostra partnership strategica è più solida che mai. Cogliamo anzi questa occasione per sollecitare la Commissione europea a finalizzare l’accordo di libero scambio con gli Emirati, quale modello per l’intesa complessiva con il Consiglio di Cooperazione del Golfo. È il momento di farlo” ha aggiunto Urso.

Montecucco a Vinitaly: dati in crescita, 60% destinato all’export

Verona, 14 apr. (askanews) – “Il Consorzio Montecucco si presenta a Vinitaly con buoni dati: abbiamo chiuso il 2025 con un maggiore imbottigliamento rispetto all’anno precedente”. A parlarci Giovan Battista Basile, presidente Consorzio Tutela Vini Montecucco. “Partiamo con ottimismo, felici di essere qui in una fiera che ci offre opportunità nazionali e internazionali per presentare i nostri vini, in un momento difficile per il settore, anche per problemi di comunicazione che complicano il nostro lavoro. Vogliamo far capire che il vino fa parte della nostra cultura e che è importante mantenere un rapporto equilibrato con esso, valorizzandone il ruolo nella nostra vita e nella nostra storia. Nel nostro piccolo, come territorio toscano, trasmettiamo questo messaggio: bere il vino consapevolmente, godendoselo con piacere e serenità. Non solo in Italia, ma nel mondo, visto che il 60% della nostra produzione è destinata all’export, pur essendo una piccola denominazione”, chiosa.

Il Consorzio Tutela Vini Montecucco festeggia quest’anno i suoi 26 anni, più di un quarto di secolo che ha elevato una terra un tempo ignota tra il Monte Amiata e il fiume Ombrone a territorio vitivinicolo di prim’ordine. Nato ufficialmente nel 2000, dopo il riconoscimento della Doc Montecucco nel 1998 e della Docg nel 2011, oggi conta 68 aziende associate, 800 mila bottiglie prodotte ogni anno, di cui il 90% è biologico.

Vinitaly 2026, da Atina a Verona

Roma, 14 apr. – C’è anche Antica Tenuta Palombo tra le realtà che rappresentano il Lazio a Vinitaly 2026, in corso a Verona dal 12 al 15 aprile, all’interno del Padiglione regionale, portando a Verona una selezione di etichette che raccontano l’identità vitivinicola della Valle di Comino e il legame profondo con il territorio di Atina. Fondata nel 1980, l’azienda è oggi una delle realtà più rappresentative di quest’area del Lazio e continua a promuoverne qualità, tradizione e riconoscibilità attraverso una produzione capace, confermando una presenza ormai consolidata in uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati al vino.

Dalle bollicine ai bianchi, fino ai rossi che più rappresentano il legame con il Frusinate e con l’area di Atina, il percorso proposto dalla cantina restituisce l’immagine di una produzione costruita su radicamento territoriale, continuità e valorizzazione delle peculiarità locali. A rafforzarne il profilo contribuiscono anche i recenti riconoscimenti ottenuti da alcune etichette aziendali nella guida 5StarWines, tra cui il Primis Metodo Classico e il Maturano, segnale di un lavoro che intreccia qualità produttiva e promozione del territorio.

Al centro della proposta restano alcuni vini particolarmente identitari, a partire dall’Atina DOP Cabernet, indicato dalla stessa azienda come il suo vino più noto, accanto a etichette più limitate come il Capralitt, rosso IGP del Frusinate ottenuto da Cabernet e Merlot.

“A Vinitaly 2026 Antica Tenuta Palombo è presente, come ormai da diversi anni, all’interno del Padiglione Lazio. Siamo una realtà che da oltre quattro decenni lavora sul territorio e per il territorio, portando l’eccellenza della Valle di Comino e della produzione vitivinicola laziale anche fuori dai confini regionali e nazionali. I nostri vini raccontano un patrimonio ampio e variegato: dallo spumante metodo classico ai bianchi, sia da vitigni autoctoni sia da varietà arrivate qui oltre due secoli fa, fino ai grandi rossi di Atina.” dichiara Pierpaolo Pirone, enologo di Antica Tenuta Palombo. “Penso in particolare al Merlot, al Cabernet di Atina DOP e a etichette in tiratura molto limitata come il Capralitt, una piccola gemma che arricchisce ulteriormente il panorama della denominazione. Sono vini che portano con sé profumi, sensazioni e carattere di questo territorio, facendosi ambasciatori della nostra identità nel mondo”

Vinitaly, Pandolfo (Sant’Andrea): “Fieri per i 5 riconoscimenti”

Verona, 14 apr. (askanews) – “Sicuramente è un Vinitaly in un momento particolare per il vino, per la situazione internazionale e il calo dei consumi. È una fiera di passaggio, di riflessione e studio, per capire cosa migliorare e far sì che il vino – che ci accompagna da 6-7 mila anni – resti una bevanda tipica nostra e piacevole. Credo che il vino faccia parte della cultura italiana, dell’animo di ognuno di noi: tutti abbiamo un nonno o un parente che faceva il vino in casa. Questo patrimonio culturale, rafforzato dal riconoscimento UNESCO della cucina italiana, è eccezionale: il vino ci deve accompagnare. È compito delle cantine produrre, raccontare e far assaggiare i vini, legati al territorio. Il vino non è alcol, ma cultura, passione, territorio: serve ad apprezzare, rilassarsi e stare con gli amici. Siamo contentissimi di questa manifestazione e dei 5 riconoscimenti presi da noi per i vini del territorio: Vermentino, Moscato di Terracina, Circeo, tutti molto legati alla nostra terra. Il Vinitaly è il concorso internazionale più importante al mondo, con la fiera più prestigiosa: vincere una piccola bandierina da mettere su Circeo o Terracina, nelle nostre zone stupende, è una grande soddisfazione, per noi e per chi ci visita” afferma Andrea Pandolfo, titolare insieme con il padre di Cantina Sant’Andrea. “A volte a livello mediatico ci sono cose strane: la dieta mediterranea è la migliore per la longevità, e un bicchiere di vino a tavola ne fa parte. Bere giusto rilassa e fa stare bene. Forse il nostro errore è stato trasformare il vino in qualcosa di troppo tecnico, da assaggiare e degustare. Facciamolo tornare alle origini, ai banchetti romani: il vino deve recuperare la convivialità. In cantina lo dico sempre: il buon piatto e il bicchiere di vino non sono un fine, ma un mezzo per una bella serata, con la coppietta o gli amici, per ricordare ‘ho mangiato e bevuto bene, sono stato bene’. Quella è l’emozione che dobbiamo trasmettere con il vino”, aggiunge.

A confermare questo percorso per Cantina Sant’Andrea, anche i recenti riconoscimenti ottenuti nella guida 5StarWines – the Book 2027 – presentata nel corso di questa edizione di Vinitaly – dove diverse etichette della cantina hanno superato i 90 punti: l’Oppidum 2025 (90 punti), il Vermentino “253 Giorni” 2025 e il Circeo DOC Bianco Riflessi 2025, entrambi con 91 punti, e ancora il Capitolium 2023 e l’Hum Vigna Campo Soriano 2024, che raggiungono i 92 punti, a testimonianza di una qualità sempre più definita e riconoscibile.

Tennis, IBI 2026, Binaghi: "400mila presenze e titolo azzurro"

Roma, 14 apr. (askanews) – Obiettivi ambiziosi e una nuova fase che si apre nel segno della memoria. Internazionali BNL d’Italia 2026 si presentano con numeri già in crescita e traguardi chiari, indicati dal presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel Angelo Binaghi: “Superare le 400mila presenze paganti, oltrepassare il miliardo di euro di impatto economico sul territorio e tornare, dopo 50 anni, a vedere un italiano vincere il singolare maschile”.

L’intervento di Binaghi, alla presentazione ufficiale al Foro Italico, si apre con un ricordo commosso di Nicola Pietrangeli, “il più grande campione del primo secolo della Federazione”, e di Lea Pericoli. “Senza di loro siamo più deboli, ma partiamo da una base molto solida grazie a ciò che hanno costruito”, sottolinea, indicando simbolicamente l’inizio di una nuova era per il tennis italiano.

Sul piano dei numeri, la crescita è già evidente. A un mese dal torneo sono stati venduti oltre 220mila biglietti, con un incremento dell’8,6% rispetto allo scorso anno. “Partiamo da 393mila presenze complessive nel 2025 e confidiamo di superare quota 400mila”, spiega Binaghi, evidenziando come il limite attuale sia legato alla capienza del Centrale, in attesa degli interventi di ampliamento previsti nei prossimi anni.

Determinante, nel successo del movimento, anche il ruolo dei media. Il canale federale SuperTennis registra una crescita record degli ascolti: +69% medio annuo, con una media giornaliera di circa un milione di contatti e picchi superiori ai 9 milioni durante gli US Open. “È uno strumento non facilmente replicabile, che rappresenta un vantaggio competitivo decisivo”, osserva il presidente federale.

Il boom riguarda anche la pratica sportiva: secondo dati Nielsen, i praticanti di tennis e padel in Italia sono 6,2 milioni, ormai vicini ai 6,5 milioni del calcio. Nel 2025 si sono disputati oltre 1,3 milioni di incontri ufficiali, pari a circa 3600 partite al giorno. “Un risultato che non avrei mai immaginato”, ammette Binaghi, pur riconoscendo un ritardo strutturale rispetto ad altri Paesi, come la Francia.

Sul fronte economico, la FITP chiude il 2025 con un fatturato record di oltre 243 milioni di euro, il più alto nella storia dello sport italiano. Quanto all’impatto degli Internazionali, la stima per il 2026 punta a superare il miliardo di euro, senza ricorso a contributi pubblici diretti. “Nessuno ha una percentuale di autofinanziamento come la nostra”, rivendica Binaghi.

Calcio, Figc, Malagò: "Sfida mi affascina, compattezza A"

Roma, 14 apr. (askanews) – Giovanni Malagò apre alla possibilità di guidare la FIGC, ma chiarisce tempi e condizioni. “La sfida della Figc mi affascina”, spiega l’ex presidente del CONI in un’intervista al podcast ‘Sette Vite’. “Non mi sono candidato: alcuni rappresentanti della Lega Serie A mi hanno chiesto un’eventuale disponibilità. Senza un passaggio formale non è corretto dare una risposta”.

Determinante, per l’eventuale discesa in campo, il sostegno dei club della massima serie. “È oggettivamente impressionante vedere 19 società su 20 convergere su un soggetto terzo, peraltro esterno alla dinamica federale diretta. Parliamo di un mondo storicamente complesso e litigioso, dove spesso è difficile trovare anche una maggioranza semplice. Senza questo livello di compattezza probabilmente avrei già declinato”, sottolinea Malagò.

L’ex numero uno dello sport italiano ribadisce però la necessità di un percorso condiviso: “Una candidatura, se ci sarà, dovrà essere accompagnata da un programma condiviso. Qualsiasi dichiarazione ora rischierebbe di sembrare programmatica prima dei confronti formali con le componenti. È un mondo che conosco bene e in cui bisogna rispettare tempi e passaggi”.

Quanto alle ragioni del consenso raccolto, Malagò individua credibilità e affidabilità come fattori chiave: “Nei momenti complicati serve qualcuno capace di tenere la barra dritta. L’affidabilità dovrebbe essere una qualità normale per chi ha responsabilità, ma evidentemente non è sempre così scontata”.

Infine, un passaggio sulla Nazionale e sulla mancata qualificazione ai Mondiali: “È qualcosa di incredibile, sorprendente e doloroso. Sono stato a vedere Italia-Irlanda a Bergamo da semplice cittadino e appassionato, con grande partecipazione emotiva. Questo dice tutto”.

Tennis, Alcaraz, esordio vincente a Barcellona

Roma, 14 apr. (askanews) – Buona la prima per Carlos Alcaraz al torneo Atp 500 di Barcellona. Il numero 2 del mondo, che tornava in campo a sole 48 ore dalla finale persa a Monte-Carlo contro Sinner (in cui ha perso anche la vetta del ranking), ha superato non senza qualche difficoltà di troppo Otto Virtanen, n°130 Atp e proveniente dalle qualificazioni. Un Alcaraz ben lontano dalla perfezione, salito di livello nel 2° set, che si è imposto 6-4, 6-2 in un’ora e 25′ di gioco. Per Carlitos anche un piccolo campanello di allarme dal punto di vista fisico, quando nel finale di 1° set è stato costretto a chiamare medical-time-out per un problema al polso destro. Al 2° turno giovedì affronterà il ceco Tomas Machac.

Sax e bollicine al Vinitaly: l’omaggio alla pace di Stefano Bottega

Verona, 14 apr. (askanews) – I tempi sono complicati, ma la buona compagnia, la musica e le bollicine sono parte del nostro patrimonio culturale irrinunciabile, del nostro essere italiani e del nostro saper vivere. Stefano Bottega lo ha dimostrato con un concerto a sorpresa al Vinitaly: le canzoni di Vasco Rossi, il sax di Andrea Innesto, il calore del pubblico sempre più vicino. E tra il pubblico anche il ministro del Turismo italiano Gianmarco Mazzi che ha dimostrato di apprezzare il momento musicale organizzato alla fiera di Verona come anche la deputata Maddalena Morgante.

A esibirsi Stefano Bottega stesso, produttore di spumanti premium, noto per i suoi vini millesimati.

Prima del concerto ci racconta: “L’idea è nata soprattutto per rispondere a questo momento di grandi tensioni internazionali: si respirano atmosfere cupe e ogni giorno sui giornali, sui telegiornali si propongono notizie sempre peggiori” spiega. “Allora ho pensato che il mondo del vino aveva bisogno anche del sostegno del mondo della musica perché hanno in comune tante cose, i profumi sono un po’ come le note che volano nell’aria, gli assaggi sono un po’ come gli accordi di chitarra e quindi questa atmosfera mi sembrava l’ideale come messaggio da portare a tutto il pubblico che è così numeroso qui al Vinitaly” aggiunge.

La buona musica e il saper bere bene, senza esagerare ma per gustare un’esperienza sempre unica. “Sono due mondi che interagiscono molto bene tra di loro e poi queste continue notizie di guerre, di tensioni mi hanno fatto pensare agli anni settanta quando ero bambino, quando la musica era veramente protagonista di un messaggio di pace, ci ricordiamo John Lennon che parlava di pace, di amore, io a questo ho voluto aggiungere un po’ il prosecco e la grappa che sono i miei prodotti ai quali tengo moltissimo”, dichiara Stefano Bottega.

E oltre all’orgoglio di un produttore, c’è l’economia italiana: le bollicine hanno un peso, sulla tavola italiana e nell’arena internazionale, che va tutelato. “Una grande importanza: non dimentichiamoci che il prosecco è l’unico vino al mondo che sta crescendo sia nel mercato interno che nei mercati mondiali, con 720 milioni di bottiglie per un fatturato di 3,6 miliardi di euro; è un business molto importante che va salvaguardato, va tutelato, a questo proposito siamo contrari ovviamente ai dazi perché il libero scambio va sempre favorito” dice.

Ma anche il recente accordo che l’Unione Europea e l’Australia hanno siglato per ridurre i dazi doganali, facilitare l’accesso alle materie prime critiche e proteggere oltre 165 indicazioni geografiche europee, non è “piaciuto tantissimo” a Bottega “perché il prosecco deve rimanere solo italiano”.

“A questo proposito voglio dire che lo champagne è stato tutelato al 100%, quindi gli australiani non potranno fare lo champagne, mentre è stato concesso loro per dieci anni di esportare il prosecco e poi di mantenerlo nel loro mercato interno, pensiamo che sia una cosa molto pericolosa e il Consorzio e anche il Ministero ritengo si debbano adoperare per rivedere l’accordo e tutelare il prosecco: il prosecco si può fare solo in Italia, nelle province di tutto il Friuli e nel Veneto”, conclude.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio Gualtiero Benatelli

Immagini askanews

Maltempo, mercoledì allerta gialla in 8 regioni

Milano, 14 apr. (askanews) – Una circolazione depressionaria ben strutturata negli strati superiori atmosferici, attualmente situata sulla Tunisia, già dal pomeriggio di oggi, e nuovamente nel corso della giornata di domani, favorirà l’innesco di intensi fenomeni temporaleschi sulla Sicilia.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche.

L’avviso prevede, dal pomeriggio-sera di oggi, martedì 14 aprile, precipitazioni sparse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, sulla Sicilia, specie sul settore centro-occidentale dell’isola. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate ed attività elettrica.

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani, mercoledì 15 aprile, allerta gialla in Abruzzo, Molise e su alcuni settori di Emilia-Romagna, Marche, Lazio, Puglia, Calabria e Sicilia.

La Russa: bene Meloni a prendere distanze da attacco Trump a Papa

Roma, 14 apr. (askanews) – “La Meloni è stata da sempre molto chiara: noi siamo amici degli Stati Uniti, apprezziamo il presidente attuale quando dice cose su cui siamo d’accordo. Quando ci sono cose su cui non siamo d’accordo manteniamo l’amicizia come avviene tra amici”. Così il presidente del Senato Ignazio La Russa, uscendo dalla capigruppo di Palazzo Madama.

“Se qualcuno può pensare che la premier italiana possa considerare accettabili attacchi frontali al sommo pontefice non conosce l’Italia, non conosce il presidente del Consiglio, non conosce quello che significa il rapporto tra l’Italia e il Papa che in questo caso è pure americano”.

Trump ha detto di essere stato scioccato da Meloni, ‘pensavo avesse coraggio e mi sbagliavo’. “Non c’è bisogno di ricucire, il presidente ha fatto una sua valutazione, continueremo ad essere amici degli Usa” con “tutti gli argomenti come questo che ha detto la premier che mi trova pienamente d’accordo” perché “quando non ci troviamo, abbiamo il dovere, prima che il diritto, di dirlo, il dovere di prendere le distanze da un attacco frontale al Sommo pontefice. Se non l’avesse fatto sarebbe venuta meno ai doveri non solo di cattolica credente e osservante, perché Giorgia lo è profondamente, ma anche ai doveri del presidente del Consiglio italiano che non si è mai lontanamente immaginato ci potesse essere un confronto così duro qualunque cosa dica il papa, giusta o sbagliata”, ha sottolineato La Russa.

Italia-Usa, Schlein: solidarietà a Meloni, Trump non si permetta

Roma, 14 apr. (askanews) – “Voglio esprimere la nostra più ferma condanna, che sono certa sarà unanime in quest’aula, per l’attacco del presidente Donald Trump alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per avere doverosamente espresso solidarietà a Papa Leone”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando in aula alla Camera.

“E – ha aggiunto – voglio dire che l’Italia è un paese libero e sovrano e che la nostra costituzione è chiara: l’Italia ripudia la guerra. Nessun capo di Stato straniero può permettersi ad attaccare o minacciare o mancare di rispetto al nostro paese e al nostro governo. siamo avversari in quest’aula ma siamo tutte e tutti cittadini italiani e rappresentanti degli italiani e non accetteremo attacchi o minacce al governo e al nostro Paese Chiediamo su questo davvero una condanna unanime”.

Almasri, aula Camera solleva conflitto attribuzione a tutela Bartolozzi

Roma, 14 apr. (askanews) – L’aula della Camera ha approvato per 47 voti di differenza la proposta di elevazione di un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale nei confronti del Tribunale dei ministri e della Procura di Roma per la vicenda che riguarda Giusi Bartolozzi, l’ex capo gabinetto del ministero della Giustizia, indagata per false informazioni al pm nella vicenda Almasri.

Secondo la maggioranza, Tribunale e Procura avrebbero leso le prerogative della Camera escludendo l’ex collaboratrice del ministro Nordio dalla richiesta di autorizzazione a procedere che invece ha evitato il processo al guardasigilli, al ministro Piantedosi e al sottosegretario Mantovano.

“E’ evidente che esiste una connessione sostanziale tra i fatti ascritti a Nordio e la condotta di Bartolozzi. Il tribunale dei Ministri ha riconosciuto che l’allora capo di gabinetto aveva partecipato alle riunioni del 19 e del 21 gennaio 2025, aveva coordinato l’azione degli uffici, aveva agito come esecutrice delle direttive giuridiche di Nordio”, ha detto in aula Pietro Pittalis (Fi).

Secondo Devis Dori (Avs), presidente della Giunta per le Autorizzazioni della Camera, la Consulta boccerà il conflitto sollevato da Montecitorio ma “il voto di oggi è funzionale a far avvicinare la prescrizione dell’ipotesi di reato”.

Pd, Avs e M5s avevano chiesto il voto segreto ma il vicepresidente della Camera Sergio Costa ha spiegato che la richiesta non poteva essere accolta perché si trattava di un voto procedurale.

Fmi, Gourinchas: non sospendere il Patto di stabilità Ue

Roma, 14 apr. (askanews) – Il Fondo monetario internazionale sconsiglia di attivare la clausola generale di sospensione del Patto di stabilità e di crescita nella Unione europea e, ove vengano adottate misure contro il caro energia dai Paesi membri, raccomanda che siano “molto mirate e molto temporanee”.

Sul Patto di stabilità e di crescita dell’Ue “la nostra valutazione è che una serie di economie europee abbiano davvero bisogno di ripristinare i loro margini di bilancio, di abbassare i deficit strutturali”, ha affermato il capo economista del Fmi, Pierre-Olivier Gourinchas, rispondendo ad una domanda sull’argomento durante la conferenza stampa sul World Economic Outlook. “E che lo stanno facendo in base alle regole Ue”, con piani pluriennali, “quindi ci sono obiettivi sui prossimi anni sui loro percorsi ed è molto importante restare in carreggiata – ha proseguito – continuare con il ripristino dei margini di Bilancio, non deviare e non sospendere le regole”.

“Se misure vanno prese per supportare magari i più vulnerabili o i più esposti tra famiglie e imprese, allora queste misure possono essere attuate ma devono essere molto mirate e molto temporanee”, ha detto. Perché “quello che abbiamo visto in precedenza è che a volte misure di supporto finanziate in deficit spesso non sono state rimosse quando la crisi è venuta meno, perché politicamente è difficile rimuoverle”.

Trump: scioccato da Meloni, non vuole aiutarci in Iran

Roma, 14 apr. (askanews) – “Piace il fatto che la vostra presidente (del consiglio Giorgia Meloni) non stia facendo nulla per ottenere il petrolio? Piace alla gente? Non posso immaginarlo. Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo”: lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, intervistato in esclusiva dal Corriere della Sera.

Le ha parlato di questo? “No. Dice semplicemente che l’Italia non vuole essere coinvolta. Anche se l’Italia ottiene il suo petrolio da là, anche se l’America è molto importante per l’Italia. Non pensa che l’Italia dovrebbe essere coinvolta. Pensa che l’America dovrebbe fare il lavoro per lei”.

Sul Papa, Giorgia Meloni che detto che è inaccettabile quello che lei ha dichiarato. “È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l’Iran ha un’arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità”.

Ma avete parlato di queste cose? “No…” Non avete parlato neanche una volta in questo mese? “No, non da molto tempo”.

Perché? “Perché non vuole aiutarci con la Nato, non vuole aiutarci a sbarazzarci dell’arma nucleare. E’ molto diversa da quello che pensavo”.Nell’intervista, durata poco più di sei minuti, Trump ha criticato duramente Meloni, che un mese fa egli stesso aveva definito un’amica e una grande leader che “cerca sempre di aiutare” in un’altra intervista con il Corriere della Sera: “Non è più la stessa persona, e l’Italia non sarà lo stesso Paese: l’immigrazione sta uccidendo l’Italia e tutta l’Europa”.

Trump torna a ripetere che l’Europa sta “distruggendo se stessa dall’interno” con le sue politiche di immigrazione e con quelle legate all’energia: “Pagano i più alti costi del mondo per l’energia e non sono nemmeno pronti a battersi per lo stretto di Hormuz da dove la ricevono. Dipendono da Donald Trump perché lo tenga aperto”.

Quanto all’uso dei dragamine italiani per lo stretto di Hormuz, il presidente americano afferma: “Ho chiesto di inviare tutto quello che vogliono, ma non vogliono perché la Nato è una tigre di carta”.

Su Papa Leone e il suo appello per la pace, Trump afferma che il Papa non capisce che l’Iran costituisce una minaccia nucleare. “Non capisce, e non dovrebbe parlare di guerra, perché non ha idea di quello che sta succedendo. Non capisce che in Iran hanno ucciso 42mila manifestanti lo scorso mese”.

Infine, la sconfitta elettorale del premier ungherese Viktor Orban: “Era un mio amico, non era la mia elezione ma era un mio amico, un brav’uomo, ha fatto un buon lavoro sull’immigrazione. Non ha lasciato che la gente venisse a rovinare il suo paese, come ha fatto l’Italia”.

Papa in Algeria, pianta un ulivo a Ippona, terra di Sant’Agostino

Ippona (Algeria), 14 apr. (askanews) – Leone XIV in Algeria ha fatto tappa al sito archeologico di Ippona, oggi Annaba, terra di Sant’Agostino, dove si è raccolto in un momento di preghiera. Il Papa ha deposto una corona di fiori e ha piantato un ulivo, segno di pace. La visita è stata breve a causa della pioggia battente.

Meloni: sospeso rinnovo automatico accordo di difesa con Israele

Verona, 14 apr. (askanews) – “In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando con i giornalisti al Vinitaly.

“Non penso che le alleanze con le nazioni cambino in base a chi le guida o le governa, quando uno non è d’accordo lo deve dire – ha sottolineato – ma non penso che i nostri alleati strategici dovrebbero essere altri, non penso che dovremmo guardare a un’altra parte del mondo, per quanto possa essere complesso e difficile, il mio orizzonte, il nostro orizzonte, rimane l’occidente”.

Fmi prevede recessione Iran, Pil 2026 -6,1% e inflazione quasi al 70%

Roma, 14 apr. (askanews) – Drastici tagli alle previsioni di crescita economica di tutti i paesi del Golfo Persico da parte del Fondo monetario internazionale. A cominciare dall’Iran, per cui ora l’istituzione prevede una recessione del 6,1% quest’anno, cui dovrebbe seguire un parziale recupero con un più 3,2% del Pil sul 2027. I dati sono contenuti nell’ultimo World Economic Outlook.

Sempre per l’Iran, il Fmi stima un’inflazione a quasi il 70% quest’anno (68,9%), peraltro dopo il 50,9% del 2025, e al 39,6% del 2027.

Anche più acuta la recessione prevista sul Qatar, meno 8,6% sul Pil 2026 a cui però è atteso un rimbalzo completo sul 2027, con un più 8,6% del Pil. Per l’Iraq il Fmi prevede un meno 6,8% del Pil quest’anno e un più 11,3% il prossimo. Per il Kuwait meno 0,6% quest’anno e più 2,8% il prossimo. Per il Bahrein meno 0,5% quest’anno e più 4,5% il prossimo.

Sempre collegato al conflitto in Iran, per Israele il Fmi prevede invece un rafforzamento della crescita quest’anno al più 3,5% (dal più 2,9% del 2025) e una ulteriore accelerazione al più 4,4% nel 2027.

Fmi taglia stima Pil globale 2026 a +3,1%, ma con scenario grave solo +2%

Roma, 14 apr. (askanews) – Il Fondo monetario internazionale ha tagliato le previsioni di crescita economica globale di quest’anno al più 3,1%, 0,2 punti percentuali in meno rispetto alle stime di gennaio. Per il 2027, nell’ultimo World Economic Outlook, l’istituzione conferma l’attesa di una espansione globale del 3,2%.

A livello globale, l’inflazione è prevista in accelerazione al 4,4% quest’anno e poi in moderazione al 3,7% il prossimo. Ma queste sono le attese dello scenario di base.

Il Fmi ha poi elaborato uno scenario “avverso”, peggiore soprattutto dal punto di vista del conflitto in Iran con cui la crescita quest’anno rallenterebbe al 2,5% e l’inflazione raggiungerebbe il 5,4%. Infine, anche ipotizzato uno scenario “grave”, con cui la crescita globale si ridurrebbe al 2% quest’anno e l’inflazione supererebbe il 6%.

Queste previsioni sono “dominate dai rischi al ribasso”, avverte il Fmi. “Le tensioni geopolitiche potrebbero peggiorare anche più di quanto non lo siano già, portando la situazione nella peggiore crisi energetica dei tempi moderni; oppure potrebbero esplodere le tensioni politiche”, avverte l’istituzione di Washington.

Il Fmi ha limato di 0,1 punti la stima di crescita degli Stati Uniti di quest’anno al 2,3%, mentre ha alzato in misura analoga quella sul 2027 al 2,1%. Per l’area euro ha tagliato di 0,2 punti l’attesa di crescita su entrambi gli anni, rispettivamente al più 1,1% e al più 1,2%. Tagli analoghi per l’Italia, sui cui è atteso un più 0,5% del Pil sia su quest’anno che sul prossimo.

Per il Giappone ha confermato l’attesa di un più 0,7% sul Pil 2026 e un più 0,6% sul 2027.

Passando ai nuovi giganti economici globali, il Fmi ha limato di 0,1 punti la crescita attesa sulla Cina quest’anno al più 4,4% e confermato al più 4% il Pil 2027. Per l’India ha alzato di 0,1 punti le attese sul 2027 e il 2026, in entrambi i casi al più 6,5%. Il Fmi poi alzato di 0,3 punti la previsione di crescita economica di quest’anno della Russia al più 1,1% e di 0,1 punti quella sul prossimo, sempre al più 1,1%.

Papa in Algeria: vengo come pellegrino di pace, siamo tutti fratelli

Algeri, 13 apr. (askanews) – “Vengo in mezzo a voi come pellegrino di pace, desideroso di incontrare il nobile popolo algerino”. Così il Papa nel discorso rivolto alle autorità, la società civile e il corpo Diplomatico algerini, al Centro convegni Djamaa el Djazair, ad Algeri.

“Siamo fratelli e sorelle, perché abbiamo lo stesso Padre nei cieli: il profondo senso religioso del popolo algerino – ha aggiunto – è il segreto di una cultura dell’incontro e della riconciliazione, di cui anche questa mia visita vuole essere segno”.

Per Leone XIV è il terzo viaggio internazionale, che lo porterà per undici giorni in Africa: dopo la prima tappa in Algeria, il pontefice visiterà il Camerun, l’Angola e infine la Guinea Equatoriale. Leone è il primo Papa a visitare l’Algeria.

Meloni: non so quanti leader hanno parlato come me su Trump

Roma, 14 apr. (askanews) – “A me pareva che il post pubblicato alle 8.30 del mattino fosse un segnale chiaro, poi ovviamente servivano parole più chiare e abbiamo detto anche parole più chiare”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in un punto stampa al Vinitaly di Verona, rispondendo a chi le domandava perché non avesse criticato subito le parole di Donald Trump sul Papa.

“Non so quanti leader le abbiano espresse, questo per quanti dicono che ci sarebbe una sudditanza”, ha aggiunto concludendo la frase con tono sarcastico.

Spagna, la moglie di Sanchez rinviata a giudizio per corruzione

Roma, 14 apr. (askanews) – Begona Gomez, moglie del primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, è stata incriminata per appropriazione indebita, traffico di influenze, corruzione in ambito commerciale e malversazione di fondi al termine di un’indagine durata due anni e condotta da un giudice di Madrid.

Gomez, 55 anni, è accusata di aver sfruttato la sua influenza come moglie del primo ministro socialista per ottenere e gestire un incarico presso l’Università Complutense di Madrid, e di aver utilizzato risorse pubbliche e conoscenze personali per perseguire i propri interessi privati.

Il giudice Juan Carlos Peinado ha inoltre incriminato, in relazione al caso, l’assistente personale della Gomez, Cristina Álvarez, e l’imprenditore Juan Carlos Barrabes. Tutti gli imputati si sono dichiarati non colpevoli. L’indagine su Gomez è stata avviata in seguito a una denuncia di Manos Limpias (Mani Pulite), un sindacato autoproclamatosi tale con legami di estrema destra, noto per aver utilizzato la giustizia per perseguire coloro che considera una minaccia agli interessi democratici della Spagna.

Sßnchez ha ripetutamente respinto le accuse contro la moglie, definendole una calunnia infondata e politicamente motivata. Il primo ministro ha accusato i suoi oppositori politici e mediatici di perseguitare la sua famiglia e ha apertamente messo in dubbio l’imparzialità di alcuni membri della magistratura.

M.O., Conte: Meloni spieghi in Parlamento stop a Memorandum con Israele

Roma, 14 apr. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, deve chiarire in Parlamento la posizione del governo italiano verso Israele dopo le dichiarazioni della premier al Vinitaly in cui ha annunciato la sospensione del rinnovo automatico del memorandum con Israele.

“L’avevamo invocata a più riprese da qualche anno – ha ricordato Conte – ma attenzione: non dobbiamo giocare con le parole. Non abbiamo capito se Meloni denuncia l’accordo in sé o esclude il rinnovo automatico e quindi prevede di negoziarlo di volta in volta con scadenze temporali precise”. Quanto annunciato dalla premier, ha proseguito Conte, “è un dato politico importante ma arriva tardivamente dopo 70.000 morti palestinesi, 20.000 bambini uccisi. Dobbiamo capire in quale contesto si inserisce questa dichiarazione estemporanea”.

“Cosa significa? Preannuncia un ravvedimento rispetto al silenzio complice di un genocidio a Gaza, un silenzio complice che noi abbiamo denunciato, che tantissimi cittadini, tantissimi giovani hanno denunciato andando per strada anche insultati dagli esponenti di maggioranza: dobbiamo saperlo. Come l’altro giorno ha dichiarato anche l’Economist, che non credo sia una fonte faziosa, oggi l’Italia ha una posizione in politica estera completamente remissiva, non si comprende assolutamente quale sia la linea di politica estera”, ha argomentato Conte.

“Stiamo rinunciando a cooperare militarmente per la sicurezza per tutti i comparti collegati con Israele? Vogliamo finalmente riconoscere lo stato della Palestina? Vogliamo finalmente promuovere l’adozione di sanzioni e economiche finanziarie nei confronti di Israele? Vogliamo dire che quel che sta facendo da anni il governo Netanyahu è completamente illegale, in contrasto con l’ordine internazionale, dall’occupazione abusiva della Cisgiordania agli attacchi armati nei paesi vicini e anche in Iran? È urgente che il presidente del Consiglio venga qui in quest’aula e venga a chiarire qual è la posizione di questo governo”, ha concluso.