Home Blog Pagina 102

Vannacci: FnV destra pura, senza inciuci. No stampella sinistra

Roma, 12 feb. (askanews) – Futuro Nazionale “si colloca in una destra pura, senza inciuci” e “non è la stampella della sinistra”. Lo ha detto Roberto Vannacci intervistato a Start su Sky Tg24 aggiungendo che “più che vannacciani mi piace la definizione futuristi”.

“Con Popolo della famiglia abbiamo condotto le elezioni in Toscana, rappresenta principi e valori che condividiamo, ma non ho mai parlato con Adinolfi, non ci sono interlocuzioni avanzate” ha aggiunto rispondendo a una domanda. Fabrizio Corona? “Mai avuto a che fare, non mi pare faccia politica, non c’è alcuna interlocuzione” ha concluso.

Addio alla signora Maria Franca Ferrero, aveva da poco compiuto 87 anni

Milano, 12 feb. (askanews) – Addio a Maria Franca Fissolo Ferrero. La moglie dell’inventore della Nutella, si è spenta questa mattina presto nella sua casa di Altavilla, sulla prima collina di Alba, all’età di 87 anni.

Lo scorso 19 dicembre, la signora Maria Franca Ferrero era stata nominata dall’assemblea straordinaria del gruppo di Alba presidente onorario a vita. In quella circostanza, si era sottolineata la volontà di esprimere “un doveroso riconoscimento e manifestare forte gratitudine per la signora Ferrero per oltre ventisette anni amministratore e presidente della società, oltreché per la preziosa opera di sostegno e consiglio a fianco del marito, Michele Ferrero, fondatore del gruppo, in un arco di tempo più che cinquantennale”. Un riconoscimento, oltre che un incarico, che si era sommato a quello di presidente della Fondazione Piera, Pietro & Giovanni Ferrero di Alba, che l’aveva vista impegnata fino all’ultimo.

Nata a Savigliano il 21 gennaio del 1939, la signora Maria Franca Ferrero, dopo il ginnasio e il liceo, aveva studiato per diventare interprete. Poi a 22 anni l’assunzione in Ferrero, l’inizio di un legame che è stato una storia d’amore e imprenditoriale vissuta con discrezione e passione. E’ stata lei stessa a raccontarlo in una delle pochissime interviste rilasciata al Corriere due anni fa: “Ero appena tornata dalla Germania quando mi assunsero alla Ferrero, avevo solo 22 anni e mai avrei pensato che in pochi mesi la mia vita sarebbe cambiata completamente – confessò in quella occasione – Uno dei primi giorni mi chiamano ai piani alti e mi dicono che la traduttrice, che veniva da Milano e faceva l’interprete da quindici anni, non stava bene e andava sostituita subito perché stava per cominciare una riunione. Tutto andò liscio e alla fine Michele Ferrero si girò verso di me e mi disse: ‘È andata bene, complimenti'”.

Da quel primo incontro al matrimonio non passò troppo tempo. Nel 1962, infatti, convolarono a nozze e l’anno dopo nacque il loro primogenito Pietro, scomparso poi per un malore nel 2011 in Sudafrica. Nel 1964, poi, nacque Giovanni, attuale presidente esecutivo del gruppo che ha dato vita a oltre 35 marchi noti in tutto il mondo a partire dalla Nutella, venduti in più di 170 Paesi.

La signora Ferrero, che aveva fatto della riservatezza la sua cifra distintiva, per più di cinquant’anni ha condiviso col marito Michele ogni idea e decisione accompagnando la crescita dell’azienda in ogni sua fase. Dalla scomparsa del marito, il 14 febbraio del 2015, aveva continuato, lontano dai riflettori, a impegnarsi soprattutto in attività filantropiche, in qualità di presidente della Fondazione Ferrero, al motto di “Lavorare, creare, donare”. “È la filosofia che mio marito Michele Ferrero ha seguito in tutta la sua vita – diceva – e che ha trasmesso a me, alla sua famiglia e a tutti i dipendenti dell’azienda”.

Olimpiadi, il MUDEC di Milano esplora il senso della neve

Milano, 12 feb. (askanews) – La mostra Il senso della neve, curata da Sara Rizzo e Alessandro Oldani, è aperta al pubblico con ingresso libero al MUDEC dal 12 febbraio fino al 28 giugno 202. È accompagnata da un programma di iniziative dentro e fuori il museo e fa parte delle Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026.

Dopo The Moment the Snow Melts l’installazione di Chiharu Shiota che ha inaugurato la stagione nell’agorà del museo, l’attenzione si concentra ora sulla neve come fenomeno naturale, simbolico, artistico e antropologico. l percorso presenta oltre 150 opere e oggetti fra etnografia, testimonianze scientifiche, dipinti, fotografie, video e installazioni contemporanee, articolati in un viaggio che va dalla geometria dei cristalli di neve all’immaginario artistico europeo e giapponese, fino agli impatti del cambiamento climatico e dell’overtourism montano. Molti dei manufatti provengono da musei membri della rete MIPAM, Musei Italiani con Patrimonio dal Mondo: obiettivo del network è mettere al centro dialogo, trasparenza e buone pratiche di gestione del patrimonio culturale globale.

La direttrice del MUDEC Marina Pugliese ha illustrato ad askanews l’importanza della collaborazione: “Questa è una mostra eccezionale perché è il risultato di una collaborazione con la Rete dei Musei Etnografici Italiani MIPAM che abbiamo fondato l’anno scorso e quindi ha dei prestiti significativi da musei di tutta Italia che ad esempio hanno permesso di ricostruire questo corredo Selk’namdi una popolazione che viene dall’Antartico attraverso appunto un insieme di oggetti, il mantello e le frecce che vengono da musei diversi, quindi una cosa mai vista, un’occasione assolutamente unica e articolata tra Artico, Antartico, Tibet e anche arte contemporanea, perché è interessante anche vedere come le culture contemporanee si sono rapportate con la neve perenne e i ghiacci”.

L’allestimento, a cura di Studio GRACE e con progetto grafico di studio FM, si articola in tre grandi aree tematiche, dove manufatti etnografici, pittura antica e opere d’arte contemporanea dialogano in accostamenti inediti. La sezione etnografica della mostra propone approfondimenti su popolazioni artiche – Inuit, Sami e Ciukci – e della Terra del Fuoco – Selk’nam e Yaghan – attraverso l’esposizione di manufatti che spaziano da oggetti d’uso ad altri con funzione cultuale, in gran parte prestiti provenienti da musei membri della rete MIPAM. Fra gli oggetti presenti in mostra, spiccano per rarità un tamburo sciamanico Sami e la prima ricostruzione completa di un corredo da cacciatore Selk’nam. In entrambi i casi il MUDEC ha ricevuto l’approvazione da parte dei rappresentanti delle comunità coinvolte, grazie al prezioso tramite di Pierpaolo Caputo, che ha contribuito a

selezionare gli oggetti di questi ambiti culturali. Nel corso del Novecento e nell’arte contemporanea, il tema della neve e del ghiaccio viene esplorato con prospettive inedite attraverso l’uso di nuovi media e tecniche, fra cui la fotografia, il video e l’installazione – come in “Dry Ice Environment”, storica performance di Judy Chicago (n. 1939).

Il curatore Alessandro Oldani ha presentato altre opere esposte. “La mostra intende essere un viaggio multidisciplinare attraverso diverse culture sul tema della neve per riflettere su come vivere in ambienti innevati abbia avuto una grande importanza per diverse culture, fino ad arrivare a cosa significa oggi vivere nella neve, al fatto che la neve spesso sta sparendo da molte delle nostre città, da molti degli ambienti in cui viviamo. Vedete alle mie spalle un’opera di un artista importante, Walter Niedermayr, che ha documentato proprio l’impatto dei cambiamenti climatici sulla neve, sui ghiacciai e sull’ambiente in generale che ci circonda. Il primo studioso che ha capito che i fiocchi di neve sono tutti uno diverso dall’altro si chiama Wilson Bentley, è stato anzi soprannominato Wilson Snowflakes, quindi Fiocco di neve Bentley, che a fine Ottocento ha realizzato delle fotomicrografie dei fiocchi di neve, ne abbiamo esposte alcune. Poi c’è stato uno studioso, uno scienziato giapponese, che si chiama Ukichiro Nakaya , che ha realizzato negli anni Cinquanta il famoso diagramma di Nakaya in cui ha proprio classificato tipologicamente tutte le varie forme che possono prendere i fiocchi di neve osservati chiaramente al microscopio. Barbara T. Smith, un artista statunitense ,nel 1975 ha messo assieme arte e scienza, ha collaborato con un informatico suo amico, per realizzare 3.000 fogli di carta perforata da stampante dell’epoca con queste diverse forme di fiocchi di neve e poi è salita sulla sommità di un albergo a Dallas, quindi una città desertica che la neve non la vede, e li ha buttati a terra facendo una sorta di nevicata artificiale”.

Pensioni, Censis: Italia prima in Ue su spesa ma terzultima su retribuzioni

Roma, 12 feb. (askanews) – “Un taglio di 17 punti percentuali sul reddito pensionistico rispetto all’ultima busta paga. È questa la prospettiva che attende chi oggi entra nel mercato del lavoro rispetto a chi va in pensione adesso. Una vera ipoteca sul futuro che si somma ai salari tra i più bassi d’Europa, a una crescente diffusione della povertà lavorativa e a una forte riduzione di lavoratori, ben 7,7 milioni in meno, entro il 2050. È il frutto di dinamiche incrociate degli ultimi 30 anni”. Così Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, secondo quanto riporta un comunicato sintetizza i dati che emergono dal Focus Censis Confcooperative “Pensioni, ipoteca sul futuro?”.

I numeri parlano chiaro: chi è andato in pensione a 67 anni, si legge, dopo 38 anni di carriera continuativa nel settore privato iniziata nel 1982, può contare su un tasso di sostituzione netto dell’81,5%. Suo figlio o sua figlia, che oggi ha 33 anni ed è entrato nel mercato del lavoro nel 2022, sempre con una carriera continuativa di 38 anni, quando andrà in pensione nel 2060, sempre a 67 anni, avrà un tasso di sostituzione del 64,8%. La differenza drammatica: 16,7% in meno di sicurezza economica. A parità di anni lavorati e di continuità contributiva, la generazione più giovane sperimenterà una prestazione pensionistica significativamente più contenuta, con una distanza tra ultima retribuzione e prima pensione che quasi raddoppia: dal 18,5% al 35,2% rispetto ai pensionati di oggi.

Italia terzultima (venticinquesima) in Europa per quota salari sul Pil L’Italia si colloca al venticinquesimo posto in Europa per incidenza dei salari sul PIL: appena il 28,9%, contro il 44,9% della Germania, il 38% della Francia e il 37,1% della Spagna. Un divario che dura da trent’anni e che si è cristallizzato in un equilibrio al ribasso persistente nel tempo.

Le prospettive demografiche aggravano il quadro. Tra il 2025 e il 2050, prosegue lo studio, la popolazione in età lavorativa (15-64 anni) si ridurrà di 7,7 milioni di unità, pari a una contrazione del 20,5%. Una dinamica che, in presenza di livelli di povertà già elevati e di una quota rilevante di occupati in condizioni di vulnerabilità economica, renderà ancora più persistenti le fragilità sociali del Paese.

La spesa pensionistica più alta d’Europa Paradossalmente, nonostante le prospettive sempre più ridotte per le nuove generazioni, l’Italia presenta il livello più elevato di spesa pensionistica in rapporto al PIL tra i Paesi europei: 15,5% nel 2023, contro una media UE del 12,3%. Un dato che riflette l’invecchiamento demografico del Paese – quasi la metà della popolazione ha più di 50 anni – e le politiche previdenziali degli ultimi decenni.

Il problema non riguarda solo il futuro. Oggi in Italia lavorare non garantisce più automaticamente di uscire dalla povertà. Nel 2024 il 10,3% degli occupati tra 18 e 64 anni risulta a rischio di povertà, per un totale stimato di circa 2,4 milioni di persone. Tra i giovani occupati di 20-29 anni, dice lo studio, l’incidenza sale al 12%, pari a 349mila individui. Le famiglie con persona di riferimento operaia registrano un’incidenza della povertà assoluta pari al 15,6%, mentre tra dirigenti, quadri e impiegati la quota scende al 2,9%. Un dato che conferma come la qualifica professionale rappresenti oggi un discrimine fondamentale nel determinare le condizioni di vita.

In Italia ci sono oltre 16,3 milioni di pensionati, con importi medi mensili lordi di 2.142 euro per gli uomini e 1.595 euro per le donne, per una media complessiva di 1.861 euro. La retribuzione lorda media annua nel settore privato si attesta a 24.486 euro, ma con profonde asimmetrie. Il gender pay gap raggiunge il 29,1%: gli uomini percepiscono in media 8mila euro in più all’anno rispetto alle donne (27.967 euro contro 19.833 euro). Il divario generazionale non è da meno, conclude l’analisi: a parità di qualifica, i lavoratori junior (20-34 anni) guadagnano il 39,8% in meno rispetto ai senior (over 50), quasi 11.880 euro in meno all’anno.

Meteo: tornano venti di burrasca su Sardegna, Sicilia e Calabria

Milano, 12 feb. (askanews) – Arriva la tempesta “Harry Bis” e, come come avvenuto il 20-21 gennaio scorso, si abbatte nuovamente su Sardegna, Sicilia e Calabria, con venti di burrasca, locali raffiche di tempesta e mareggiate violente.

Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma l’eccezionalità dell’evento: “Si tratta della seconda volta nel 2026 con condizioni meteomarine straordinarie. Tre settimane fa si parlò di un tempo di ritorno di 50 anni ma in realtà sono bastati 21 giorni per avere qualcosa di simile ad Harry, la tempesta del secolo. In mare aperto potremo registrare onde fino a 9 metri di altezza, specie sul Basso Tirreno”.

Attenzione ovviamente alle coste esposte anche se con una differente dinamica: le mareggiate non colpiranno più le coste ioniche, ma quelle occidentali. A causa delle violente correnti di Maestrale e Ponente, i marosi si abbatteranno sulle coste nord ed ovest della Sardegna, sulla Sicilia tirrenica e occidentale e sulla Calabria tirrenica.

Nelle prossime ore, oltre a vento e mareggiate, non mancheranno forti piogge su Lazio, Campania, Calabria e Sicilia. Al Nord troveremo un miglioramento, salvo in Valle d’Aosta dove continueranno le nevicate eccezionali di questi giorni, e qui il pericolo valanghe resterà forte.

Venerdì 13 avremo una tregua con un deciso miglioramento delle condizioni del cielo (meno piogge e nubi) ma il quadro meteomarino resterà estremo: sono previste ancora mareggiate sulle stesse zone e venti di burrasca da ovest.

Nel weekend i mari resteranno molto mossi o agitati, mentre l’arrivo del Ciclone di San Valentino (con una pressione bassissima fino a 985 hPa) porterà piogge diffuse e un netto calo termico. Tornerà la neve su Alpi, Prealpi e Appennino Settentrionale fino a 700-900 metri. La festa degli Innamorati sarà decisamente più fredda per tutti. La settimana, infine, si chiuderà con San Faustino che porterà un miglioramento al Nord e in Toscana, ma ancora molte nubi al Sud e sul versante adriatico con nevicate sugli Appennini a quote collinari.

Milano-Cortina, il medagliere

Roma, 12 feb. (askanews) – Questo il medagliere delle Olimpiadi di Milano-Cortina aggiornato al termine delle gare dell’11 febbraio:

1 Norvegia oro 7 argento 2 bronzo 4 totale 13 2 Stati Uniti oro 4 argento 5 bronzo 2 totale 11 3 Italia oro 4 argento 2 bronzo 7 totale 13 4 Svizzera oro 4 argento 1 bronzo 2 totale 7 5 Germania oro 3 argento 3 bronzo 2 totale 8 6 Svezia oro 3 argento 2 bronzo 1 totale 6 7 Austria oro 2 argento 5 bronzo 1 totale 8 8 Francia oro 2 argento 3 bronzo 1 totale 6 9 Giappone oro 2 argento 2 bronzo 4 totale 8 10 Paesi Bassi oro 1 argento 2 bronzo 0 totale 3

Maltempo in Sardegna e Calabria: 320 interventi dei vigili del fuoco

Milano, 12 feb. (askanews) – Nelle ultime 24 ore i vigili del fuoco hanno svolto più di 320 interventi per il maltempo che ha interessato Sardegna e Calabria.

In Sardegna violente raffiche di vento hanno colpito in particolare le province di Sassari e Nuoro, oltre 200 gli interventi effettuati per alberi pericolanti e dissesti statici. Le criticità maggiori in Gallura, dove il vento ha divelto tetti e abbattuto alberi. Ad Arzachena i soccorritori sono intervenuti sulla SP14 per prestare assistenza a una persona rimasta bloccata sotto un albero caduto in strada.

Contemporaneamente, una forte perturbazione ha investito il territorio della Calabria, con la provincia di Catanzaro tra le aree più colpite: i vigili del fuoco hanno portato a termine 120 interventi, concentrati principalmente sulla messa in sicurezza di elementi costruttivi e sulla rimozione di alberi caduti o pericolanti.

Lo spirito costituente di Alcide De Gasperi

 Un classico della democrazia europea

De Gasperi è un classico della democrazia europea. I classici non riposano solo negli scaffali, sono tra noi, determinano le nostre forme di vita. La cultura politica di De Gasperi racchiude l’ideale democratico settecentesco e il Risorgimento mazziniano, integrandoli con il pensiero del cattolicesimo sociale moderno. Da leader di un grande partito – la Democrazia cristiana – e per otto lunghi anni da Presidente del Consiglio, ha testimoniato un profondo spirito costituente. Ha favorito l’avvento della Repubblica, ha protetto i lavori dell’Assemblea costituente, ha ricostituito lo Stato. Sul piano internazionale è stato protagonista di processi federativi di straordinaria efficacia non solo per l’Italia.

 

Lo spirito costituente

Che cosa è lo spirito costituente? Non me ne vogliano i giuristi e i costituzionalisti, che in questa università abbondano per numero e per valore, se da storico delle idee oso proporne una definizione. Lo spirito costituente è la forma politica che adotta il futuro, non il passato, come proprio orizzonte, che opera nel rispetto della dignità umana e che sceglie la democrazia come regime politico.

Come insegna la dottrina, il potere costituente appartiene al popolo che in rare e talvolta drammatiche occasioni dà vita ad un nuovo ordine politico e giuridico. Esso si pone prima di ogni costituzione, come il lampo che precede il tuono. Potere costituente è tuttavia un concetto limite, più filosofico che giuridico. Lo spirito costituente invece è l’anima della politica che ricuce, che si fonda sul consenso morale dei cittadini, sul rispetto del diritto e sulla condivisione delle responsabilità. Lo spirito costituente supera la norma non quando la piega o la distrugge, ma esattamente quando ne riconosce la forza e guida il popolo a rispettarla. Tutto il Novecento può essere letto come il secolo in cui lo spirito costituente ha ripetutamente cercato di riparare il disordine imposto dai miti del potere.

Tra potere costituente e spirito costituente vi è una differenza sostanziale: quanto quel potere può essere violento tanto questo spirito rifugge la violenza e fa della pace la propria missione. Così almeno fu per De Gasperi, il quale cercava di far emergere lo spirito costituente che è insito in ogni persona orientata al bene, superando l’antica questione del conflitto tra «guelfi» e «ghibellini».

Risulta chiaro allora perché per De Gasperi – cito – «la Costituzione è la Rivoluzione»: rivoluzionaria nei confronti di chi la considera un manifesto e poco più; un muro invalicabile per chi invece sogna la rivoluzione. Così da rendere chiaro che nessuno avrebbe potuto usarla per scopi che non fossero democratici. Più in generale, la democrazia era la vera anti-rivoluzione. Nel dibattito sulla fiducia del suo primo governo repubblicano, dicembre 1945, aveva esplicitamente affermato che in lui dopo la fede religiosa veniva il sentimento per la democrazia. Riteneva che gli uomini dovessero essere persuasi e non costretti ad essere liberi. Per lui la democrazia era prima di tutto una pedagogia o, come disse, «una filosofia interiore». Aldo Moro nella commemorazione che tenne qui a Trento nel 1964 osservò che De Gasperi «era guidato da una incrollabile fiducia nel valore positivo di oneste collaborazioni politiche, anche partendo da posizioni molto lontane». Ricevendo il Premio Carlo Magno nel 1952 De Gasperi ricordò che «l’avvenire non si costruisce con il diritto della forza, ma con la pazienza del metodo democratico… nel rispetto delle libertà».

Continua a leggere

L’Europa e il grande risiko delle vocali

Verso una nuova Europa

Intanto che i giornalisti Gilletti e Ranucci si azzuffano tristemente tra di loro, alle cronache è la notizia, tra i titoli di testa, di quelle che devi leggere per forza. Sta cambiando l’Europa, almeno così si racconta, e si spostano gli equilibri al suo interno nella speranza riesca a restare in piedi piuttosto che rovinare a terra. Sembra torni di moda l’asse Roma-Berlino scrivendo l’asse con la “a” minuscola per non impressionare la memoria della storia. La Germania, solo per dirne una, è un po’ in affanno. È a secco di gas russo e sta perdendo quote importanti dal mercato cinese, non roba da poco.

La faccenda sta provocando un qualche risentimento di Parigi che teme aria di tradimento. Ha dato ipotesi ad un debito comune europeo per far fronte alle spese militari per rinforzare la casa europea ma Berlino fa orecchie da mercante. Risulta morto, oltretutto, il programma FCAS e la costruzione del super caccia a cui stavano mettendo mano i due paesi.

 

Un imprevisto sottobraccio

L’asse è una parola polisemica, vanta due significati. Ha il senso di un perno su cui ruota cosa vi si appoggia, una preziosa linea immaginaria che fa da spina dorsale ad una carne che altrimenti non si sosterebbe. Ma anche il significato di una tavola, magari bene imbandita, a cui potersi virtualmente sedere per mangiare qualcosa di gustoso insieme.

Carducci l’intendeva in modo più tetro quando poetava: “Ma più onoro l’abete: ei fra quattr’assi, Nitida bara, chiuda al fin li oscuri Del mio pensier tumulti e il van desio”.

In un Carosello degli anni ‘60, nell’invenzione dello sketch, a fronte di un problema da risolvere, scattava un ritornello che recitava: “Ecco qua ci penso io, qui ci vuole zia Nenè, è simpatica e cortese e sa far tutto da sé”.

Me-Me o ma-ma

La Francia forse teme che ad un rifiuto di una sua proposta possano seguirne altri. Un eventuale prossimo allarmante né-né, “Né questo, né quello”, duro da digerire. Forse è in apprensione per un cambio di vocali con una zampetta in più dove la “m” soverchia la “n”. Merz e Meloni, un Me-Me a cui potrebbe opporre l’obiezione di un “ma-ma”.

La partita è tutta da giocare.

Mediare? Non è cedere ma governare la complessità

 Quando “mediare” diventa un’accusa
Nel discorso pubblico la “mediazione” viene spesso letta come patteggiamento: chi media è rappresentato come chi annacqua i principi e sostituisce le idee con la convenienza. È l’effetto di un campo politico polarizzato anche sul piano affettivo, dove l’identità si produce per contrapposizione e la coerenza viene scambiata per irrigidimento. In questa cornice, l’accordo diventa sospetto perché incrina la narrazione “noi/loro” e costringe a riconoscere una quota di legittimità nelle ragioni dell’altro, rompendo la logica plebiscitaria del consenso.

La mediazione come competenza della complessità e del rischio

Se la politica governa sistemi interdipendenti, la mediazione non è un complemento: è un meccanismo istituzionale che rende il conflitto suscettibile di decisione. Mauro Ceruti ricorda che la complessità non si “riduce” senza produrre cecità: occorre tenere insieme livelli, attori, temporalità ed effetti non intenzionali. Mediare significa allora tradurre linguaggi, connettere interessi e valori, fissare soglie di accordo e rendere praticabile la deliberazione in condizioni di pluralismo.

In una modernità segnata dall’incertezza, la mediazione è anche una razionalità del rischio: Ulrich Beck, in La società del rischio, mostra come le decisioni generino conseguenze collaterali e controversie sulla responsabilità. Da ciò discendono, ascolto competente, corpi intermedi e valutazioni comparative: ridurre danni più che massimizzare consenso. Su temi come fine vita, migrazioni e sicurezza sociale, l’alternativa è tra polarizzazione morale e confronto regolato: costruire cornici comuni di tutela e responsabilità perché il dissenso resti argomentabile e democraticamente governabile.

Una lezione del cattolicesimo democratico

C’è una tradizione che ha educato a non idolatrare il “tutto o nulla”: il cattolicesimo democratico e, storicamente, la Democrazia Cristiana. Non per nostalgia, ma per metodo: la mediazione è ricerca del bene comune possibile, capace di ospitare le differenze e di dare forma istituzionale ai valori. È anche una cultura dei corpi intermedi: luoghi di composizione, di ascolto, di apprendimento del limite. La responsabilità, qui, non coincide con la purezza del gesto, ma con la tenuta del legame sociale.
Costruire una sintesi, dunque, non è rinunciare alle idee: è sottoporle alla prova del mondo senza trasformarle in idoli o in impalcature ideologiche che sostituiscono la realtà. È un lavoro lento, spesso impopolare, ma decisivo: una società complessa vive di pluralismo e una democrazia regge solo se sa ancora parlarsi — e se sa farlo dentro procedure, sedi e tempi che rendano il conflitto governabile, non distruttivo.

Un codice antico per guidare imprese, istituzioni e coscienze

Un tempo senza riferimenti profondi

Viviamo in un tempo che proclama valori ovunque e li pratica sempre meno.

Un tempo che parla di etica, sostenibilità, responsabilità sociale, ma che nei fatti fatica a riconoscere il limite, la fragilità, la dignità dell’altro. Un tempo che ha smarrito i riferimenti profondi e li ha sostituiti con slogan, KPI, narrazioni performative.

Eppure, proprio mentre il presente sembra incepparsi, riemerge una domanda antica e radicale: su quale codice stiamo costruendo le nostre decisioni?

Non solo quelle politiche o economiche, ma quelle quotidiane: come guidiamo un’impresa, come esercitiamo un ruolo di potere, come ci prendiamo cura delle persone, come attraversiamo il conflitto, la malattia, la guerra.

Può apparire paradossale, persino ingenuo, guardare a un codice millenario per rispondere alle sfide del terzo millennio. Eppure è proprio qui che si apre una possibilità inattesa.

Non si tratta di nostalgia né di idealizzazione del passato. Si tratta di recuperare una grammatica morale dell’agire, capace di orientare l’azione quando le regole formali non bastano più.

Un codice che non promette efficienza immediata, ma trasformazione profonda.

Unetica che costa: il coraggio di fare ciò che è giusto

La prima parola di questo codice è Giustizia. Non quella astratta dei manuali, ma quella concreta che costa. Fare ciò che è giusto anche quando conviene di meno, anche quando rallenta, anche quando espone.

Nel nostro tempo la giustizia è spesso ridotta a procedura, a compliance, a adempimento normativo. Ma la giustizia autentica è decisione incarnata. È scegliere di non approfittare della fragilità dell’altro, di non massimizzare il profitto a scapito della dignità, di non voltarsi dall’altra parte quando il sistema produce esclusione.

Lo vediamo con chiarezza nel sistema sanitario: tra la retorica dell’universalismo e la realtà delle liste d’attesa, delle disuguaglianze territoriali, della rinuncia alle cure.

Qui la giustizia non è una parola, ma una responsabilità politica, organizzativa, professionale. È decidere se la salute è davvero un bene comune o solo una voce di bilancio.

 

Il coraggio della vulnerabilità

La seconda parola è Coraggio. Non il coraggio eroico, muscolare, competitivo. Ma il coraggio più difficile: quello di agire nella vulnerabilità.

In un mondo che premia l’infallibilità apparente, ammettere il limite è considerato debolezza. Eppure nessuna leadership autentica nasce senza il coraggio di esporsi, di riconoscere l’errore, di attraversare l’incertezza.

Le organizzazioni che funzionano davvero non sono quelle che negano il conflitto, ma quelle che lo abitano con saggezza.

Le istituzioni che rigenerano fiducia non sono quelle che promettono soluzioni semplici a problemi complessi, ma quelle che sanno dire la verità, anche quando è scomoda.

In questo senso, il coraggio è una virtù profondamente politica e civile. È il contrario della propaganda, del cinismo, della delega permanente.

 

Compassione: potere che cura, non che domina

La terza parola è Compassione.

Forse la più fraintesa, spesso confusa con sentimentalismo. In realtà, la compassione è una forma alta di responsabilità: usare il proprio potere per aiutare, non per dominare.

Nel mondo del lavoro, della sanità, delle istituzioni, il potere è inevitabile. La questione non è eliminarlo, ma umanizzarlo. Un potere che non ascolta produce scarti. Un potere che non vede le persone produce disaffezione, fuga, rabbia.

La crisi dei corpi intermedi – sindacati, associazioni, comunità professionali – nasce anche da qui: dall’incapacità di riconoscere il valore relazionale del potere. Eppure, come ricordava Giuseppe De Rita, lo sviluppo autentico nasce dal basso, nella vitalità della società, non nei palazzi isolati dal vissuto reale. La compassione non indebolisce le istituzioni. Le rende credibili.

Rispetto: ogni persona come fine, non come mezzo

Il rispetto è forse la virtù più rivoluzionaria in un tempo che riduce tutto a strumento.

Persone come risorse umane. Pazienti come casi clinici. Cittadini come target elettorali. Lavoratori come costi.

Trattare ogni persona come fine, e non come mezzo, significa rimettere al centro la dignità.

Ed è esattamente ciò che richiama il Manifesto per l’Umanizzazione della Società: una proposta culturale e politica che invita a rivedere modelli organizzativi, sistemi decisionali, linguaggi e priorità.

Umanizzare non significa addolcire la realtà. Significa assumerla fino in fondo, riconoscendo che senza rispetto non c’è futuro sostenibile.

Onestà e coerenza: la distanza tra parole e azioni

Viviamo immersi in dichiarazioni di principio. Ma ciò che genera sfiducia non è l’assenza di valori proclamati, bensì la distanza crescente tra parola e azione.

L’Onestà, intesa come coerenza, è diventata una virtù rara.

Eppure è l’unica che costruisce nel tempo reputazione, fiducia, legittimità.

Quando la comunicazione sostituisce la sostanza, quando l’immagine prende il posto dell’impegno reale, il tessuto civile si logora.

Lo vediamo nella politica, nell’impresa, perfino nel sociale quando diventa vetrina.

Essere onesti oggi significa spesso andare controcorrente. Significa rinunciare al consenso immediato per costruire senso duraturo.

Onore e lealtà: fedeltà a qualcosa di più grande di sé

Le ultime due parole del codice parlano di Onore e Lealtà.

Parole quasi scomparse dal lessico pubblico, eppure decisive. Essere degni di stima quando nessuno guarda. Essere fedeli a una visione che supera l’interesse individuale.

In un’epoca segnata da guerre che tornano ad essere “affari”, da conflitti che generano profitti, da scandali che mostrano il volto oscuro del potere senza responsabilità, queste parole suonano come un atto di resistenza.

La guerra, oggi, non è solo distruzione di vite. È distruzione di legami, di fiducia, di futuro. E ogni volta che il male diventa conveniente, che la violenza viene normalizzata, che l’essere umano è ridotto a strumento, perdiamo tutti qualcosa.

Un codice inattuale o radicalmente necessario?

Si dirà: tutto questo è bello, ma non realistico. Eppure la vera domanda è un’altra: è realistico continuare così?

Con un ascensore sociale fermo, con una sanità sempre più sotto pressione, con comunità fragili e disintermediate, con giovani che non trovano senso né orizzonte? Forse il problema non è che questo codice sia inattuale. Forse è il presente ad essere diventato eticamente miope. Recuperare un codice di giustizia, coraggio, compassione, rispetto, onestà, onore e lealtà non significa tornare indietro. Significa andare più a fondo.

La domanda che resta

Se davvero vogliamo trasformare il modo in cui guidiamo imprese, istituzioni, comunità e noi stessi, siamo disposti ad accettare un’etica che non promette vantaggi immediati, ma chiede responsabilità, coerenza e visione?

Oppure continueremo a cercare soluzioni rapide a problemi profondi, stupendoci poi della fragilità del mondo che abbiamo costruito? La scelta, ancora una volta, non è astratta. È già dentro le nostre decisioni quotidiane.

Addio a James Van Der Beek, il volto di "Dawson’s Creek"

Roma, 11 feb. (askanews) – James David Van Der Beek è morto questa mattina. A darne notizia è stata la famiglia con un comunicato pubblicato sul profilo Instagram dell’attore: “Il nostro amato James David Van Der Beek se n’è andato serenamente questa mattina. Ha affrontato i suoi ultimi giorni con coraggio, fede e grazia. C’è molto da condividere riguardo ai suoi desideri, al suo amore per l’umanità e alla sacralità del tempo. Quei giorni arriveranno. Per ora chiediamo un po’ di serena privacy mentre piangiamo il nostro amato marito, padre, figlio, fratello e amico”.

Van Der Beek, nato l’8 marzo 1977 a Cheshire, nel Connecticut, era diventato celebre a livello internazionale grazie al ruolo di Dawson Leery nella serie cult “Dawson’s Creek”, andata in onda dal 1998 al 2003. Il suo personaggio, sensibile e idealista, aveva segnato un’intera generazione di adolescenti, trasformandolo in uno dei volti simbolo della tv di fine anni Novanta.

Nel novembre 2025 l’attore aveva rivelato di essere malato di cancro al colon-retto. “Ho affrontato privatamente questa diagnosi e mi sto curando, con il sostegno della mia incredibile famiglia”, aveva dichiarato alla rivista People. Nonostante la malattia, aveva continuato a lavorare, comparendo anche in un episodio di “Walker”, reboot di “Walker, Texas Ranger”.

Un anno dopo l’annuncio pubblico, aveva deciso di mettere all’asta alcuni cimeli della sua carriera per sostenere le costose terapie. Lo scorso settembre il cast di “Dawson’s Creek” aveva organizzato a New York un evento benefico a favore dell’associazione F Cancer. All’ultimo momento Van Der Beek aveva annunciato di non poter partecipare per motivi di salute; al suo posto, per la lettura dal vivo del copione dell’episodio pilota del 1998, era intervenuto Lin-Manuel Miranda.

Figlio di Jim, ex giocatore professionista di baseball, e di Melinda, ballerina di Broadway, Van Der Beek si era avvicinato presto alla recitazione. A tredici anni aveva interpretato Danny Zuko in una produzione locale di “Grease”. Dopo il teatro off Broadway e il debutto cinematografico con “Angus” nel 1995, la svolta era arrivata con “Dawson’s Creek”, ruolo per cui aveva lasciato l’università per dedicarsi completamente alla serie che lo avrebbe reso celebre in tutto il mondo.

Milano-Cortina, il medagliere finale della giornata

Roma, 11 feb. (askanews) – Questo il medagliere delle Olimpiadi di Milano-Cortina aggiornato al termine delle gare dell’11 febbraio:

1 Norvegia oro 7 argento 2 bronzo 4 totale 13 2 Stati Uniti oro 4 argento 5 bronzo 2 totale 11 3 Italia oro 4 argento 2 bronzo 7 totale 13 4 Svizzera oro 4 argento 1 bronzo 2 totale 7 5 Germania oro 3 argento 3 bronzo 2 totale 8 6 Svezia oro 3 argento 2 bronzo 1 totale 6 7 Austria oro 2 argento 5 bronzo 1 totale 8 8 Francia oro 2 argento 3 bronzo 1 totale 6 9 Giappone oro 2 argento 2 bronzo 4 totale 8 10 Paesi Bassi oro 1 argento 2 bronzo 0 totale 3

Rigopiano, appello bis: condannati 3 funzionari della Regione Abruzzo

Roma, 11 feb. (askanews) – Condannati tre dirigenti della Regione Abruzzo per il disastro dell’hotel Rigopiano a Farindola. La decisione è stata comunicata dai giudici della corte d’appello di Perugia nel procedimento bis sulla tragedia del gennaio 2017.

La sentenza d’appello di bis sulla tragedia di Rigopiano è arrivata dopo oltre nove ore di camera di consiglio. I giudici di Perugia hanno condannato a due anni 3 dipendenti della Regione Abruzzo, mentre ha assolto i loro colleghi Sabatino Belmaggio, Emidio Rocco Ernesto Primavera e Carlo Giovani. Stessa decisione per l’allora sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta perché “il fatto non costituisce reato”. Mentre è prescritta la posizione di un dirigente comunale di Farindola e dei due funzionari del settore viabilità della provincia di Pescara.

Vannacciani votano fiducia. Ma restano tensioni con la Lega. Silenzio Fdi

Roma, 11 feb. (askanews) – Alla fine, i tre ‘vannacciani’ hanno votato la fiducia al governo sul dl che invia aiuti (civili e militari) all’Ucraina ma restano le tensioni con la maggioranza dopo la rottura tra Roberto Vannacci e il leader della Lega Matteo Salvini, questo malgrado l’ex generale punti a collocare Futuro nazionale nella coalizione di centrodestra (“contrari al provvedimento ma sì alla fiducia. Futuro nazionale sa dove stare”). Le fibrillazioni sono testimoniate dalle parole del capogruppo leghista alla Camera Riccardo Molinari e del ministro degli esteri, l’azzurro Antonio Tajani. Per ora, il partito della premier Giorgia Meloni si limita ad osservare. Mentre in stand by resta la riforma della legge elettorale.

Il dl Ucraina è stato archiviato: approvata la fiducia con 207 sì (119 ‘no’ e quattro astenuti), bocciati gli ordini del giorno per lo stop dell’invio degli armamenti a Kiev e via libera al provvedimento con 229 sì (40 i ‘no’). Che passa in seconda lettura al Senato dove sarà esaminato dall’aula a partire dal 24 febbraio. A conferma, se ce ne fosse stato bisogno, che porre la fiducia su una quindicina di emendamenti depositati è stata una scelta politica per serrare i ranghi della maggioranza. A votare gli odg dei ‘vannacciani’ sono stati solo i firmatari: Rossano Sasso, Emanuele Pozzolo ed Edoardo Ziello. M5S e Avs, pur volendo lo stop delle armamenti, non li hanno sostenuti per evitare “strumentalizzazioni” da parte di chi si è “svegliato” tardi. “Sono carta straccia per noi” gli odg dei vannacciani, ha detto il capogruppo Cinque Stelle Riccardo Ricciardi. “Voi pensate che la politica sia un autobus, non lo accettiamo. I nostri odg sono molto chiari e la nostra posizione viene da lontano”, ha rivendicato il leader di Avs Angelo Bonelli.

Tornando al centrodestra, pesano le parole di Molinari: “più che futurismo di Marinetti, è il trasformismo di Giolitti”, ha attaccato il leghista, il quale ha definito “buffo” il tentativo di “salvare l’immagine, ma è chiaro che si sono contraddetti oggi, perché accusi” il governo “di sostenere Kiev e poi al primo voto voti la fiducia, su quel provvedimento, alla maggioranza…”. Quanto a Tajani, ha definito “ininfluente” l’uscita di tre deputati (come peraltro aveva sostenuto ieri in aula il ministro della Difesa Guido Crosetto ponendo la fiducia sul provvedimento) e soprattutto ha aggiunto di ritenere “difficile pensare di poter collaborare con il nuovo partito di Vannacci” ma, ha puntualizzato, “la Lega ha diritto ad avere l’ultima parola”.

Il partito della premier resta ufficialmente in silenzio pur non essendo indifferente alla neaonata formazione tanto che, nel sondaggio agli iscritti alla mailing list di Fdi, inviato ieri sera, nell’elenco dei partiti tra cui scegliere in caso di voto compare anche Futuro nazionale. Quanto ai sondaggi che cominciano a circolare, l’invito è quello alla prudenza e a vedere quanto Vannacci reggerà sulla lunga distanza visto che, è il ragionamento, alle elezioni politiche “mancano ancora un anno e due mesi”. Gli stessi meloniani, peraltro, ricordano un precedente che li riguarda. “Subito dopo la nascita – spiega un dirigente di via della Scrofa – anche Fdi era dato tra il 5 e l’8%, ma alla fine arrivammo sotto il 2%”.

Dalle parti del campo largo, il copione non è cambiato rispetto agli ultimi decreti Ucraina: Pd, Azione, Iv e +E a favore dell’invio delle armi, M5S e Avs contro. Tutti hanno votato ‘no’ alla fiducia al governo Meloni ovviamente. Le opposizioni mettono invece il dito nella piaga evidenziando le “divisioni” della maggioranza, accusando il centrodestra di fuggire il confronto e strozzare il dibattito su un tema “serio” usato come “verifica” di maggioranza. “In pratica, hanno lasciato una porta aperta all’ingresso dei putiniani, altro che dimostrazione di maggiore responsabilità come ha detto ieri Crosetto”, ironizza Riccardo Magi: “Un fatto inedito, visto che da oggi in maggioranza c’è chi si distingue e vota contro al sostegno all’Ucraina, che è un tema cruciale per la politica estera di un Paese”, evidenzia. Con il dem Claudio Mancini che chiede a Meloni di chiarire “se, dopo questa rottura in aula, Vannacci è in maggioranza”.

Italia e Germania provano a guidare scatto Ue, Macron insiste su buy european

Bruxelles, 11 feb. (askanews) – Completamento del mercato unico, semplificazione e riduzione deli oneri burocratici, una politica commerciale “ambiziosa e pragmatica”. Nessun accenno a piani di investimento europei da finanziare col debito comune, né a misure “protezionistiche” a sostegno dell’industria europea. Il “non paper” elaborato da Italia, Germania e Belgio alla vigilia del consiglio informale di Alden Biesen conferma la strategia che Giorgia Meloni sta portando avanti insieme al cancelliere Merz. Con un passaggio in più: un controllo dei singoli governi sulle proposte della Commissione, con “un meccanismo di freno di emergenza” che consenta di “bloccare gli oneri eccessivi che emergono durante il processo legislativo, ad esempio con l’attivazione su richiesta di uno Stato membro”.

Dunque, se da un lato la presidente del Consiglio spinge per accelerare sulle misure che possano ridare fiato all’industria europea, anche ipotizzando di procedere con la cooperazione rafforzata come del resto fa oggi anche Ursula von der Leyen, dall’altro lato si cautela verso quelli che ad esempio il capo delegazione di FdI al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, definisce “gli eccessi ideologici della sinistra che hanno indebolito l’Europa e le sue imprese”.

Il documento verrà discusso domani nel pre vertice convocato con i “paesi affini”, prima del consiglio informale: una quindicina i leader attesi, dovrebbe esserci anche Macron. Col quale le distanze sono marcate: “Se vogliamo investire a sufficienza in difesa e sicurezza spaziale, tecnologie pulite, intelligenza artificiale e informatica quantistica, e trasformare la nostra produttività e competitività, l’unica soluzione è emettere debito comune”, ha ribadito ancora oggi il presidente francese. Che insiste anche per una clausola “buy european” a tutela delle produzioni europee, malvista da Paesi esportatori come Italia e Germania, che non vogliono inasprire i rapporti commerciali con altri mercati.

Discorso diverso per gli eurobond: netta l’opposizione dei tedeschi, forti della loro capacità di bilancio, l’Italia potrebbe invece beneficiare di investimenti comuni considerando la scarsità di risorse disponibili nel bilancio statale. Ecco allora che le opposizioni affondano il colpo nella contraddizione dell’asse italo-tedesco: “Il governo italiano e tedesco stanno facendo asse, ma in una direzione che non serve: gli eurobond sono necessari per il rilancio europeo, ma su questo il governo Meloni ha un atteggiamento di resa”, attacca Elly Schlein, parlando ad una iniziativa dei socialisti europei.

Ma a sostegno dell’ipotesi debito comune, seppure a certe condizioni e sotto stretto controllo delle autorità europee, e limitato a determinati settori strategici, in giornata è arrivata anche una vera e propria sorpresa, con l’intervista a Politico del presidente della Bundsbank Joachim Nagel. “Rendere l’Europa attrattiva significa anche attrarre gli investitori dall’esterno”, e questo sarebbe sostenuto da “un mercato europeo più liquido per quanto riguarda agli asset sicuri europei”, afferma il presidente della banca centrale tedesca nell’intervista.

Nagel sottolinea “i vantaggi della creazione di un asset di riferimento sicuro comune europeo, altamente liquido e valido per l’intera area dell’euro”, e afferma: “È necessario agire”. D’altra parte, fonti diplomatiche francesi hanno ricordato, oggi a Bruxelles, quanto il mercato dei capitali abbia apprezzato le precedenti emissioni di debito comune da parte dell’Ue per finanziare il Fondo per la ripresa e la resilienza dopo il Covid (il “NextGenerationEU”), e il fatto che queste rappresentino già l’inizio di un “safe asset” europeo, che fino a pochi anni fa mancava del tutto per sostenere il ruolo internazionale dell’euro.

La posizione di Nagel a favore delle emissioni di debito comune spiazza fortemente il governo tedesco, che si era subito detto contrario a quest’ipotesi, sostenendo che il problema vero a cui bisogna dedicarsi è il rafforzamento della competitività europea, soprattutto attraverso la “semplificazione normativa”, ovvero la deregolamentazione fortemente chiesta dall’industria, in particolare con la marcia indietro sul Green Deal. Si capirà domani se l’Italia proverà a sfruttare l’assist della Bundesbank, cambiando l’atteggiamento prudente assunto in questo caso per non rischiare di indebolire con un punto di disaccordo il “nuovo asse italo-tedesco”.

Zelensky: possiamo terminare la guerra in estate (se c’è la volontà russa)

Roma, 11 feb. (askanews) – “Se c’è la volontà non solo da parte ucraina, ma anche da parte dell’aggressore, allora saremo in grado di porre fine alle ostilità entro l’estate”, ha dichiarato oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

“Perché? Perché la gradualità di questo processo dipende principalmente dalle garanzie di sicurezza per gli ucraini, sapendo che un’aggressione russa è impossibile in futuro, o se dovesse farlo, non saremo soli e ci sarà una forte protezione”, ha osservato il leader ucraino.

“Questa garanzia di sicurezza proviene principalmente dagli Stati Uniti, da un solido pacchetto militare, quindi la firma di questo accordo oggi dipende esclusivamente dagli Stati Uniti d’America”, ha precisato il presidente ucraino. “A mio parere, credo che Trump sarà in grado di costringere Putin a scendere a compromessi. E a mio parere, ritirarsi da questo processo non è nel nostro interesse, né in quello degli americani, né in quello dei russi, a dire il vero”, ha osservato Zelensky.

Migranti, il ddl prevede che chi partecipa a rivolte nei Cpr sarà espulso

Roma, 11 feb. (askanews) – Nel disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri in tema di immigrazione, all’articolo 3 si fa riferimento alle “disposizioni in materia di espulsione o allontanamento dello straniero ordinati dal giudice. Viene previsto, all’interno del codice penale, “di disposizioni volte ad ampliare i casi in cui il giudice, con sentenza di condanna per gravi reati, dispone l’espulsione dello straniero o l’allontanamento del cittadino appartenente ad uno Stato membro Ue (tra i reati per i quali da ora in poi, il giudice potrà espellere lo straniero”.

Si segnalano i reati di: violenza o minaccia a un pubblico ufficiale; resistenza a pubblico ufficiale; violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario o ai suoi singoli componenti; delitti contro l’ordine pubblico; delitti contro la famiglia; delitti contro la persona; delitti contro il patrimonio; partecipazione, durante il trattenimento in un centro di permanenza per il rimpatrio o presso i punti di crisi, ad una rivolta mediante atti di violenza o minaccia o di resistenza agli ordini impartiti per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza da parte di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio, commessi da tre o più persone riunite; delitti commessi con violenza alle persone o alle cose in occasione o a causa del trattenimento o della permanenza in uno dei centri per migranti)”.

Ue, ok definitivo Consiglio ai dazi sui piccoli pacchi (sotto 150 euro)

Roma, 11 feb. (askanews) – Via libera definitivo del Consiglio europeo alle nuove norme in materia di dazi doganali sui piccoli pacchi che entrano nell’UE – con “piccoli” inteso come di valore inferiore ai 150 euro – in gran parte attraverso il commercio elettronico. Attualmente sono esentati dai dazi, e questo ha finito per creare un meccanismo di concorrenza sleale per i venditori dell’Unione.

L’accordo odierno, riporta un comunicato, abolisce la franchigia doganale basata appunto su una soglia di valore inferiore a 150 euro. Le tariffe doganali inizieranno quindi ad applicarsi a tutte le merci che entrano nell’UE una volta che sarà operativo il centro doganale digitale dell’Unione, attualmente oggetto di discussione nell’ambito di una più ampia riforma fondamentale del quadro doganale. Secondo le previsioni, il centro sarà operativo nel 2028 (battezzato Euca, con Roma tra le candidate ad ospitarne la sede).

Fino ad allora, gli Stati membri dell’Ue hanno convenuto di introdurre un dazio doganale forfettario provvisorio di 3 euro sugli articoli contenuti in piccoli pacchi di valore inferiore a 150 euro inviati direttamente ai consumatori nell’Ue. A partire dal primo luglio 2026 il dazio sarà riscosso su ciascuna categoria di articolo contenuta in un pacco, identificata dalle rispettive sottovoci tariffarie.

Il nuovo sistema, prosegue un comunicato, inciderà positivamente sia sul bilancio dell’UE che sulle finanze pubbliche nazionali, in quanto i dazi doganali costituiscono una risorsa propria tradizionale dell’Unione e gli Stati membri ne trattengono parte degli importi a titolo di spese di riscossione. La misura si distingue dalla cosiddetta “tassa di gestione” proposta, attualmente in discussione nel contesto del pacchetto di riforma doganale.

Il dazio doganale forfettario provvisorio di 3 euro sarà riscosso su ciascuna categoria di articolo contenuta in un piccolo pacco in entrata nell’UE dal 1º luglio 2026 al 1º luglio 2028, e potrà essere eventualmente prorogato. Una volta che il nuovo centro doganale digitale dell’UE sarà operativo, il dazio provvisorio sarà sostituito dalle normali tariffe doganali.

Secondo la Commissione europea, il volume di piccoli pacchi in arrivo nell’UE è raddoppiato ogni anno dal 2022. Nel 2024 sono entrati nel mercato dell’UE 4,6 miliardi di pacchi di questo tipo, il 91% dei quali provenienti dalla Cina. Più in generale, l’UE sta attualmente lavorando a una riforma del suo sistema doganale in modo da poter affrontare le significative pressioni dovute all’aumento dei flussi commerciali, alla frammentazione dei sistemi nazionali, alla rapida crescita del commercio elettronico e all’evoluzione delle realtà geopolitiche. Sono in corso negoziati tra il Consiglio e il Parlamento europeo sulla riforma, che prevede, tra le altre cose, l’istituzione del centro doganale digitale , sotto la supervisione di una nuova autorità doganale dell’UE.

Olimpiadi Milano-Cortina, gli azzurri in gara domani

Roma, 11 feb. (askanews) – Questi gli azzurri in gara domani, giovedì 12 febbraio, a Milano-Cortina:

09:05 – 12:05 – Cortina Curling Olympic Stadium Curling – Fase a gironi D: Italia-Svizzera Stefania Constantini, Marta Lo Deserto, Rebecca Mariani, Elena Antonia Mathis, Giulia Zardini Lacedelli

09:30 – 10:30 – Cortina Sliding Centre Skeleton – Individuale U – Heat 1 Amedeo Bagnis, Mattia Gaspari

10:00 – 10:25 – Livigno Snow Park Snowboard – Snowboard Cross U – Qualificazioni Run 1 Filippo Ferrari, Lorenzo Sommariva, Omar Visintin

10:55 – 11:20 – Livigno Snow Park Snowboard – Snowboard Cross U – Qualificazioni Run 2 Filippo Ferrari, Lorenzo Sommariva, Omar Visintin

11:08 – 12:05 – Cortina Sliding Centre Skeleton – Individuale U – Heat 2 Amedeo Bagnis, Mattia Gaspari

11:30 – 13:40 – Tofane Alpine Skiing Centre Sci alpino – SuperG D Federica Brignone, Elena Curtoni, Sofia Goggia, Laura Pirovano

13:00 – 14:50 – Tesero Cross-Country Skiing Stadium Sci di fondo – 10 km TL D Anna Comarella, Martina Di Centa, Caterina Ganz, Maria Gismondi

13:45 – 14:15 – Livigno Snow Park Snowboard – Snowboard Cross U – Ottavi di finale

14:18 – 14:35 – Livigno Snow Park Snowboard – Snowboard Cross U – Quarti di finale

14:39 – 14:55 – Livigno Snow Park Snowboard – Snowboard Cross U – Semifinali

14:56 – 15:20 – Livigno Snow Park Snowboard – Snowboard Cross U – Finali

16:30 – 18:00 – Milano Ice Park Pattinaggio di velocità – 5000 m D Francesca Lollobrigida

18:30 – 19:45 – Cortina Sliding Centre Slittino – Team Relay

19:05 – 22:05 – Cortina Curling Olympic Stadium Curling – Fase a gironi D: Italia-Corea del Sud Stefania Constantini, Marta Lo Deserto, Rebecca Mariani, Elena Antonia Mathis, Giulia Zardini Lacedelli

20:15 – 20:25 – Milano Ice Skating Arena Short track – 500 m D – Quarti di finale Chiara Betti, Arianna Fontana

20:28 – 20:50 – Milano Ice Skating Arena Short track – 1000 m U – Quarti di finale Thomas Nadalini, Pietro Sighel, Luca Spechenhauser

21:00 – 21:05 – Milano Ice Skating Arena Short track – 500 m D – Semifinali

21:07 – 21:25 – Milano Ice Skating Arena Short track – 1000 m U – Semifinali

21:31 – 21:35 – Milano Ice Skating Arena Short track – 500 m D – Finale B

21:36 – 21:40 – Milano Ice Skating Arena Short track – 500 m D – Finale A

21:43 – 21:47 – Milano Ice Skating Arena Short track – 1000 m U – Finale B

21:48 – 22:00 – Milano Ice Skating Arena Short track – 1000 m U – Finale A

Sci, Vonn: terza operazione post caduta alle Olimpiadi

Roma, 11 feb. (askanews) – “Oggi ho subito il mio terzo intervento ed è stato un successo. Il successo oggi ha un significato completamente diverso rispetto a qualche giorno fa: sto facendo progressi e so che tutto andrà bene”. A scriverlo è Lindsay Vonn, che ha postato sui social una foto dal letto d’ospedale corredata da un messaggio di speranza e ringraziamenti, a pochi giorni dalla brutta caduta della discesa libera di Milano-Cortina. “Ringrazio tutto l’incredibile staff medico, gli amici, la mia famiglia, tutti quelli che sono stati al mio fianco e per il tantissimo amore e supporto da parte dalle persone di tutto il mondo – ha proseguito -. Inoltre, faccio le mie infinite congratulazioni ai miei compagni di squadra e a tutti gli atleti del Team USA che sono là fuori a ispirarmi e a darmi qualcosa per cui tifare”.

Milano-Cortina, il medagliere alle ore 19

Roma, 11 feb. (askanews) – Questo il medagliere delle Olimpiadi di Milano-Cortina aggiornato alle gare di martedì 10 febbraio:

1 Norvegia oro 7 argento 2 bronzo 4 totale 13 2 Svizzera oro 4 argento 1 bronzo 2 totale 7 3 Stati Uniti oro 3 argento 5 bronzo 2 totale 10 4 Germania oro 3 argento 2 bronzo 1 totale 6 5 Svezia oro 3 argento 2 bronzo 1 totale 6 6 Austria oro 2 argento 4 bronzo 0 totale 6 7 Francia oro 2 argento 3 bronzo 2 totale 6 8 Italia oro 2 argento 2 bronzo 7 totale 11 9 Giappone oro 2 argento 2 bronzo 4 totale 8

Calcio, l’Atalanta perde De Ketelaere

Roma, 11 feb. (askanews) – Charles De Ketelaere, infortunatosi nel riscaldamento della partita di campionato contro la Cremonese, desta preoccupazione in casa Atalanta. Il belga, infatti, ha rimediato una lesione del corno posteriore del menisco interno del ginocchio destro. L’ex Milan è volato a Bruxelles per sottoporsi a valutazioni specialistiche: al momento non sono ancora chiari i tempi di recupero, anche perché è da capire se il belga dovrà essere sottoposto (o meno) a intervento chirurgico. E con i Mondiali alle porte il rientro in campo con la Dea potrebbe essere così ancora più incerto.

Lilly a Milano Cortina 2026: sensibilizzazione sull’obesità

Milano, 11 feb. (askanews) – Nel giorno dell’apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, anche Lilly, Sponsor dell’evento, è stata protagonista, accendendo l’impegno per la salute nel cuore della città lombarda con l’inaugurazione di due installazioni immersive: The Impossible Gym – Winter Edition in Piazza dei Mercanti, e l’Igloo Lilly ai Fan Village in Piazza del Cannone. Due experience pensate per spostare l’attenzione dalla sola performance sportiva all’innovazione scientifica, dal corpo ideale al corpo reale, come sottolineato da Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs & Patient Access di Lilly Italy HUB.

“L’obesità è la patologia del nuovo millennio e purtroppo sarà la vera sfida di salute pubblica da vincere nei prossimi anni. Oggi c’è ancora molto stigma attorno a questa patologia, quindi il nostro lavoro non è solo quello di offrire un’opzione a medici e pazienti per la cura di questa malattia, ma è anche quella di lavorare proprio per migliorare la consapevolezza su questa patologia e superare lo stigma per far sì che tutto l’ecosistema possa approcciare i pazienti con le migliori opportunità di prevenzione, diagnosi e cura”.

I visitatori saranno chiamati a riflettere su come i successi più importanti, sia nello sport che nella scienza, nascano da un cammino fatto di sfide, successi e fallimenti, come sottolineato da Iris Zani, Presidente di Amici Obesi.

“Allora parto dalle campagne di sensibilizzazione dicendoti che più lanciamo il messaggio e più facciamo comprendere che si tratta di una malattia e che quindi va aiutata e ci sono percorsi di cura adatti. Campagne di sensibilizzazione come questa servono proprio per togliere quell’alone di stigma che ricopre questa patologia”.

Tra i capisaldi dell’impegno di Lilly nel migliorare la salute collettiva svetta l’impegno per l’obesità, oggi riconosciuta come malattia multifattoriale cronica progressiva e complessa, legata a fattori genetici, metabolici, comportamentali e ambientali, come spiegato da Roberto Vettor Membro eminente della Società Italiana dell’Obesità, Direttore Scientifico e Coordinatore Clinico del Centro per le Malattie Metaboliche e della Nutrizione di Humanitas.

“L’obesità è una malattia cronica, recidivante e progressiva, è una malattia vera e quindi bisogna portare fondamentalmente al largo pubblico, ma soprattutto ai pazienti e anche agli operatori sanitari, la consapevolezza che ci si trovi davanti ad una malattia, una malattia vera con tutta una sua fisiopatologia, una sua clinica e così via”.

The Impossible Gym – Winter Edition, aperta al pubblico fino al 22 febbraio, è stata realizzata traendo ispirazione dagli sport invernali e pensata per far emergere gli ostacoli e le sfide che ogni giorno le persone che convivono con l’obesità devono affrontare e superare. A unire simbolicamente Milano e Cortina, dunque, sarà il filo rosso di Lilly, medicine company, segno distintivo di una visione che mette al centro la cura, la ricerca e l’impegno costante verso il futuro. Da Piazza del Cannone e Piazza dei Mercanti a Milano fino a Piazza Angelo Dibona a Cortina, questo legame ideale attraversa i luoghi simbolo di Milano Cortina 2026, tracciando una storia fatta di connessioni, progresso e speranza.

La Francia chiede le dimissioni della relatrice Onu Francesca Albanese

Roma, 11 feb. (askanews) – La Francia, membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, chiederà le dimissioni della Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi, Francesca Albanese, a seguito delle “dichiarazioni oltraggiose e riprovevoli” da lei rilasciate sabato scorso durante un forum pubblico. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot, così come riportano i media francesi.

“La Francia condanna senza riserve le dichiarazioni oltraggiose e riprovevoli della signora Francesca Albanese, che prendono di mira non il governo israeliano, le cui politiche possono essere criticate, ma Israele come popolo e come nazione, il che è assolutamente inaccettabile”, ha dichiarato Barrot intervenendo all’Assemblea Nazionale.

Per questo la Francia, ha aggiunto Barrot, chiederà le dimissioni di Albanese nella prossima riunione del Consiglio dei diritti umani dell’Onu, in programma il prossimo 23 febbraio.

Italia capitale del Pest Management

Bologna, 11 feb. (askanews) – L’Italia si conferma il baricentro europeo della sicurezza e della sanità pubblica. Ha preso il via oggi a BolognaFiere la terza edizione di PestMed Expo, la manifestazione di riferimento per il pest management e la sanificazione, che quest’anno segna un decisivo salto di qualità ottenendo il riconoscimento ufficiale di Fiera Internazionale. Non solo un’esposizione, ma una piattaforma di sistema dove l’eccellenza del Made in Italy incontra le grandi sfide della salute globale. L’evento, ospitato nel Padiglione 33, vede la partecipazione di operatori professionali provenienti da oltre 49 Paesi, consolidando un network che unisce Europa, Medio Oriente e Nord Africa. Al centro del dibattito, la necessità di trasformare la prevenzione in uno standard industriale misurabile, capace di proteggere filiere strategiche come quella agroalimentare, orgoglio del nostro Paese e patrimonio UNESCO. Abbiamo parlato con Claudio Vercellone Ceo Pestmed Expo:

“Siamo all’inaugurazione di Pest Med, il primo salone internazionale della disinfestazione e sanificazione in Italia, terza edizione internazionale a tutti gli effetti, 320 buyer da tutto il mondo, 49 paesi da tutto il Mediterraneo, da tutta l’Europa e anche dal sud-est asiatico. Ci aspettiamo veramente un grande ritorno per i nostri espositori che ci seguono ormai da tre grandi edizioni”.

È poi intervenuto Paolo Valente Direttore Generale ANIR Confindustria: “Noi, che rappresentiamo le aziende della ristorazione collettiva nel sistema confindustriale, siamo molto interessati a tutti i processi di filiera. Parliamo di eccellenza, disinfestazione legata al mondo del food significa oggi garantire una grande eccellenza di filiera. Loro sono le persone che insieme a noi in modo molto invisibile preparano e creano tutto quello che oggi viene considerato ormai patrimonio dell’UNESCO. Parliamo del settore molto importante in questi tempi celebrato della cucina italiana, di cui in questi giorni abbiamo anche delle grandi testimonianze”.

Abbiamo parlato con Paolo de Castro presidente Nomisma: “Oggi, ancora più di ieri, sanificazione e disinfestazione sono parole chiave in un settore che comprende tutta la filiera, in particolare quell’agroalimentare, specie adesso con la cucina italiana patrimonio dell’umanità non si può più scherzare. Abbiamo bisogno di mettere in luce questo sistema per organizzarlo meglio da qui Nomisma si candida a realizzare questo libro bianco del facility management per incominciare a far capire i numeri di questa filiera straordinaria che ha una leadership italiana”.

Infine è intervenuto Marco Benedetti presidente Anid: “Oggi fortunatamente apriamo la fiera internazionale del PestMedEx, la terza edizione un grande contenitore dove si incontrano la parte istituzionale, politica, scientifica, gli stakeholder e grazie soprattutto a tutte le aziende che hanno partecipato alla realizzazione di questo evento”.

In un’epoca in cui la tecnologia corre veloce e i confini digitali si annullano, PestMed Expo ci ricorda una verità fondamentale: la nostra sicurezza non può essere virtuale. Il futuro della salute ambientale passa da qui, dove l’ingegno italiano e la cooperazione globale hanno costruito un muro invisibile, ma d’acciaio, a protezione della nostra vita quotidiana.

Milano-Cortina, sindaco Bormio: tutti entusiasti, è già vittoria

Bormio (So), 11 feb. (askanews) – “L’Olimpiade è partita nel migliore dei modi e devo dire che per noi è una grande opportunità, una grande vetrina internazionale. Il clima in paese è veramente positivo, sia i residenti sia i turisti sono veramente entusiasti, comunque per noi è già una grande vittoria. Qui adesso ci sono non dico solo stranieri, ma direi l’80% del pubblico che abbiamo qua viene da tutto il mondo. Nella nostra zona pedonale è in centro Bormio, via Roma, si sentono parlare tutte le lingue, la Svizzera ha scelto di avere un luogo di ritrovo, molte altre nazioni hanno creato delle occasioni di accoglienza per i loro cittadini. Noi abbiamo ricevuto richieste di interviste da testate giornalistiche che vogliono conoscere Bormio, dal Canada, al Giappone, all’Inghilterra, diciamo che è un momento in cui che Bormio non ha mai vissuto così intensamente”. Così il sindaco di Bormio, Silvia Cavazzi, parlando dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina, le cui gare di sci alpino maschile si svolgono nella località valtellinese.

“Bormio di fatto è una località che si distingue dal resto delle località esclusivamente sciistiche perché offre la parte termale. Siamo stati fortunati dalla natura, baciati dalla fortuna, perché abbiamo appunto queste fonti termali che sgorgano dal terreno a 39° e devo dire che è un quid in più che permette di offrire al turista non solo sci, ma anche relax, benessere e tutto quello che può fare anche chi non vuole sciare, quindi soddisfare un po’ tutte le esigenze di quelli che vogliono visitare Bormio. Lo sci alpinismo è la novità di questa Olimpiade, molti atleti nostri, giovani residenti a Bormio, praticano lo sci alpinismo, quindi per noi è l’opportunità di far conoscere questo sport, ma anche dare spazio ai giovani atleti di Bormio che si mettono in gioco” ha aggiunto.

Meloni ricorda Zichichi in Cdm e annuncia funerali solenni

Roma, 11 feb. (askanews) – Durante la riunione del Consiglio dei ministri, la premier Giorgia Meloni ha ricordato Antonino Zichici e ha annunciato il funerale sarà celebrato in forma solenne.

“Lo scorso lunedi, all’età di 96 anni,áè deceduto Antonino Zichichi, fisico di fama internazionale e protagonista della ricerca italiana nel campo delle particelle elementari. Zichichi – ha affermato – è stato un grande scienziato che ha onorato l’Italia con il suo lavoro, oltre che un eccellente divulgatore, che sapeva rendere accessibile ciò che all’apparenza sembrava incomprensibile. Zichichi ha legato il proprio nome non solo a importanti risultati sperimentali, ma anche a un costante impegno culturale e civile, orientato al dialogo tra scienza, etica e fede. Ha sempre sostenuto che ragione e fede non sono nemiche, ma alleate. ‘Due ali’, per usare le parole di San Giovanni Paolo II, ‘con le quali lo spirito umano si innalza verso la contemplazione della verità’. La sua scomparsa ci ha addolorato profondamente e rappresenta una grande perdita per la comunità culturale e scientifica italiana”.

“Desidero oggi – ha proseguito la presidente del Consiglio – rinnovare il cordoglio del governo alla famiglia e ai suoi cari e vi annuncio che i funerali, in programma a Roma per venerdì 13 febbraio alle ore 16 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in Piazza della Repubblica si svolgeranno in forma solenne. Infine, voglio rinnovare la volontà del governo di impegnarsi per custodire e valorizzare la preziosa eredità umana, culturale e scientifica di Zichichi, affinché possa continuare a generare frutti e ad ispirare nuove generazioni di scienziati”.

Alla Martesana: curling? Dovrebbero mettere le bocce alle Olimpiadi

Milano, 11 feb. (askanews) – “Nelle Olimpiadi c’è il gioco delle bocce?”

“No, ci sono i Mondiali. Ma Olimpiadi no. Dovrebbero metterle alle Olimpiadi”.

Si fa presto a dire curling, ma volete mettere le bocce? Con oltre 60 milioni di praticanti stimati (dati CMSB Confédération Mondiale des Sports de Boules), le bocce superano il curling in diffusione: Italia, Francia, Spagna e America Latina contano leghe nazionali affollate, mentre eventi come il Mondiale Bocce attirano decine di migliaia di spettatori dal vivo. Askanews è andata a cercare gli appassionati nella tana del leone, forse la bocciofila più famosa a Milano, Ambrogino d’oro 2021 e una lunga tradizione di ospiti famosi, come ci spiega il nostro cicerone, il signor Cazzaniga, milanese doc.

“Adesso il curling sta prendendo piede, è come quando Tomba vinceva nello sci: quando è di moda tira, ma il gioco delle bocce sono anni e anni e tanto tempo che c’è, che esiste, che raduna un sacco di giocatori veramente bravi. Forse per spingerlo per arrivare alle Olimpiadi dovrebbero pensarci le società più che, diciamo, che noi semplici giocatori, perché noi oramai diventiamo vecchi, di giovani ce ne sono tanti bravi e dovrebbero fare loro una specie di riunione e proporla per le Olimpiadi.

Le bocce affondano le radici nella storia antica, hanno un sapore molto Mediterraneo e un valore olimpico chiave: favoriscono l’inclusione.

In passato si giocava alla milanese. “Sì, alla milanese è un gioco magnifico, non bello, magnifico come gioco, perché si svolge su un campo trasversale con delle cunette”.

Anche il signor Farina ci spiega quanto era bello quando si giocava alla milanese. Gli chiediamo cosa rappresenta il circolo della Martesana per Milano? “Per Milano non lo so, per me è tantissimo”.

Le bocce uniscono strategia, precisione e potenza fisica: un tiro “volo” a 30 metri richiede maestria balistica, paragonabile al tiro con l’arco, con margini di errore millimetrici. Video virali su TikTok e YouTube (milioni di views) dimostrano il potenziale mediatico, mentre il curling, spesso criticato come “scopa e ghiaccio”.

E a questo proposito, la componente sociale delle bocce non è da snobbare. Il signor Gino si è inventato un modo tutto suo per cominciare le partite. Ma quando gli nomini il curling, replica: “Ogni tanto viene fuori uno sport nuovo e sembra che le bocce sono state lasciate a loro stesse. Però se ci fossero alle Olimpiadi anche le bocce, anche i ragazzi giovani darebbero il loro e sarebbero molto più bravi di noi sicuramente”.

E questo aiuterebbe anche un luogo come questo, storico? “Come questo, come tutte le bocciofile che ci sono in giro. E’ un po’ come i vecchi cinema. Una volta i cinema di periferia c’erano, esistevano e quando sono nate queste grandi multisala, basta, sono andate perse. E’ un peccato”.

Risparmio gestito: ondata di vendite in Borsa su timori impatto IA

Milano, 11 feb. (askanews) – Giornata di forti vendite a Piazza Affari sui titoli del risparmio gestito in scia ai timori per l’impatto “disruptive” dell’intelligenza artificiale sul settore. Banca Mediolanum ha lasciato sul terreno il 9,57%, Fineco il 9,05%, Banca Generali il 7,59%, Azimut il 4,49%. L’onda emotiva delle vendite si era già fatta sentire ieri a Wall Street – coi crolli dei titoli delle società di servizi finanziari e di consulenza come Charles Schwab, LPL Financial e Raymond James Financial – dopo che Altruist, startup americana dedicata alla gestione patrimoniale per consulenti indipendenti, ha annunciato il lancio di un nuovo strumento di pianificazione fiscale all’interno della sua piattaforma di IA Hazel, che aiuta a creare strategie fiscali personalizzate e promette di svolgere il lavoro “in pochi minuti”.

Da qui i timori che l’evoluzione delle applicazioni IA possano disintermediare o penalizzare il modello di business tradizionale delle società di gestione e di consulenza finanziaria. Ma per Barclays si tratta di un sell-off “eccessivo” quello visto oggi sui titoli dei gestori italiani, i cui modelli di business sono “solidi”.

“Sebbene il sell-off potrebbe continuare mentre il mercato cerca di comprendere l’impatto dell’IA sul settore – si legge in un report odierno -, tendiamo a considerare le reazioni dei prezzi delle azioni come esagerate e riteniamo che questa sia un’opportunità di acquisto. Inoltre in Italia il modello del consulente indipendente non è particolarmente radicato”.

Vendite “indiscriminate” anche per Antonio Roman, portfolio manager di Axiom Alternative Investments. “Si torna a parlare oggi di vecchi temi che riguardano lo sviluppo del brokerage online e dei robo-advisors a scapito della gestione patrimoniale basata sulle relazioni personali – commenta -. L’intelligenza artificiale potrebbe accelerare il trasferimento di quote di mercato verso player competitivi in termini di prezzo, in grado di offrire la migliore esperienza utente e di fornire ai propri consulenti gli strumenti più efficaci, ma il sell-off odierno sembra indiscriminato”.

Lo stesso amministratore delegato di Banca Generali, che oggi ha diffuso conti 2025 record, ha rassicurato il mercato nel corso della conference call. “Non vediamo nessun tipo di rischio strategico” per il business delle società di gestione “dalle notizie odierne”, ha detto Gian Maria Mossa agli analisti. “E’ una questione Usa-centrica che non ha a che fare con la realtà del wealth management italiano, men che meno con Banca Generali”. Nessun impatto quindi sull’Italia, “dove i temi fiscali sono gestiti dagli intermediari e non dal cliente”, ha spiegato.

“L’idea che un tool di IA” possa influenzare il business in Italia “non ha alcun senso. L’Italia è un mercato unico dove la gestione patrimoniale è ancora un affare di famiglia, i clienti cercano il contatto umano e non un’automazione, i valori di consulenza e privacy sono fondamentali. Il nostro business è basato sulla fiducia, sulle relazioni personali e sulle nostre capacità – ha sottolineato l’AD di Banca Generali -. L’IA è un grande acceleratore del business, aiuta i banker a lavorare più velocemente e meglio, ma non è una alternativa al business”.

Destra, il "cuore pulsante" di FnV nel triangolo Viareggio-Lucca-Pisa

Firenze, 11 feb. (askanews) – C’è stato un tempo in cui la politica passava per il triangolo di terre tra Rignano sull’Arno, Montelupo Fiorentino e Laterina. Paesi toscani che nei palazzi romani non avevano mai sentito nominare, ma che poi furono costretti a conoscere: al governo, nel 2015, c’erano Matteo Renzi (Rignano) premier, Maria Elena Boschi (Laterina) ministra per le Riforme, Luca Lotti (Montelupo Fiorentino) sottosegretario a Palazzo Chigi. Come è finita si sa, oggi il vento è cambiato e anche il triangolo si è spostato, geograficamente e politicamente. Sulla costa, a destra, sempre in Toscana. Con ancora tutto da dimostrare, ovviamente.

Il generale Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, è viareggino di adozione (e nella sua ‘vita precedente’ ha comandato la Folgore a Livorno), Massimiliano Simoni, primo consigliere regionale di FnV dopo l’addio alla Lega, vive a Marina di Pietrasanta, Edoardo Ziello tesoriere – uno dei due deputati, con Rossano Sasso, che hanno lasciato la Lega – è di Pisa, Annamaria Frigo, responsabile tesseramento, di Bagni di Lucca. Perfino l’atto di nascita del partito è stato depositato nello studio di un notaio di Querceta, un posto piccolo, nel comune di Seravezza, in Versilia, famoso per il Palio dei micci, che sarebbero gli asini. Tutte terre, queste, che furono tappa, nel 2023, del book tour del generale per il suo libro “Il mondo al contrario”. Con il senno di poi presentazioni ma anche reclutamento sul territorio.

Dalla Toscana, con furore, dunque. Anche se, sottolinea Simoni, “il cuore pulsante è il generale, lui sta a Viareggio, se stava a Bolzano si partiva da lì” e, assicura il coordinatore nazionale di FnV, sono partiti perchè “ci sono 52 sindaci di comuni tra i 10mila e i 25mila abitanti che hanno scelto di passare con noi e 300 consiglieri comunali, da tutti i partiti, anche dai Cinquestelle”. “Il cuore pulsante è sicuramente qui, abbiamo lavorato molto sulla Toscana” e “il nostro obiettivo è che vari consiglieri ci seguano in questo sogno, che cambino il logo del loro partito” dice Annamaria Frigo, consigliere comunale a Bagni di Lucca, nata come imprenditrice e poi passata alla politica attiva, con un percorso tutto a destra, prima con Fratelli d’Italia, poi con la Lega e, infine, con Futuro nazionale “seguendo sempre il generale” conosciuto, appunto, in occasione della presentazione del suo libro.

Ma proprio in Toscana, però, la campagna elettorale del generale per le Regionali non andò benissimo con la Lega al 4,48%… L’obiezione non spegne l’entusiasmo dei vannacciani perchè, spiega sempre Frigo, “tutto è dipeso dall’impostazione della campagna elettorale della Lega a livello nazionale e poi ci sarebbe dovuto essere il nome del generale nel simbolo e non c’era. Non è stata colpa sua”, insomma.

Intanto sul territorio toscano c’è fermento e i malumori diventano addii a colpi di pec. La stessa Frigo, che non ama essere definita “lady tessere”, ma che si occupò di tesseramento anche per Fratelli d’Italia, “tra oggi e domani” invierà la pec al segretario comunale di Bagni di Lucca per ufficializzare il passaggio a FnV. Movimenti ci sono “in tutta la provincia di Lucca, nel comune di Capannori”, e nella provincia di Firenze, dove sta prendendo forma in queste ore e, spiegano, proseguirà per tutta la settimana, una piccola valanga di consiglieri provinciali, comunali e di quartiere che lasciano la Lega per FnV.

Il bollettino degli addii al partito di Salvini registra oggi quello di Vito Poma, membro del direttivo provinciale e responsabile Turismo della Lega Toscana: “Fino a pochi mesi fa non avrei mai immaginato di compiere questo passo”, dice, ma la Lega “ha smarrito se stessa” tra “l’incredibile orientamento progressista sui temi etici” fino alla prospettiva “di un ritorno ad una Lega a trazione nordista piuttosto che quella federale e di respiro nazionale”. Sul territorio, accusa Poma, “nell’ultimo anno l’unica battaglia condotta è stata fare di tutto per contrastare la novità rappresentata da Vannacci”, per poi rinchiudersi in un “purismo leghista di facciata”. Via dalla Lega per unirsi a Vannacci anche il consigliere del quartiere 1 di Firenze Salvatore Sibilla e i consiglieri del quartiere 5 Franca Innocenti Barocchi e Gualberto Carrara. Lascia anche il segretario Lega giovani di Firenze Michele Petrucciani perchè “la gioventù odierna – sostiene – vuole una destra che difenda i valori”.

Il tesseramento, on line e cartaceo, si aprirà tra l’1 e il 2 marzo, con tre tipi di tessere – quella basic a 10 euro, poi il socio sostenitore a 20 euro e via crescendo – e il primo evento clou del partito è il 15 marzo, al teatro Verdi di Montecatini, con uno spettacolo intitolato “Il mondo al contrario atto II – Remigrazione” creato da Vannacci per il quale spiegano al partito “verranno persone da tutta Italia”. I biglietti sono già in vendita on line, con prezzi dai 21 ai 25 euro.

Ma cosa cerca chi cerca Vannacci? “Non c’è nessun estremismo, ma molto buon senso e concretezza”, risponde Frigo. E precisa: “Qui nessuno è anti progressista come è stato scritto”.

Destra, il "cuore pulsante" di FnV nel triangolo Viareggio-Lucca-Pisa

Firenze, 11 feb. (askanews) – C’è stato un tempo in cui la politica passava per il triangolo di terre tra Rignano sull’Arno, Montelupo Fiorentino e Laterina. Paesi toscani che nei palazzi romani non avevano mai sentito nominare, ma che poi furono costretti a conoscere: al governo, nel 2015, c’erano Matteo Renzi (Rignano) premier, Maria Elena Boschi (Laterina) ministra per le Riforme, Luca Lotti (Montelupo Fiorentino) sottosegretario a Palazzo Chigi. Come è finita si sa, oggi il vento è cambiato e anche il triangolo si è spostato, geograficamente e politicamente. Sulla costa, a destra, sempre in Toscana. Con ancora tutto da dimostrare, ovviamente.

Il generale Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, è viareggino di adozione (e nella sua ‘vita precedente’ ha comandato la Folgore a Livorno), Massimiliano Simoni, primo consigliere regionale di FnV dopo l’addio alla Lega, vive a Marina di Pietrasanta, Edoardo Ziello tesoriere – uno dei due deputati, con Rossano Sasso, che hanno lasciato la Lega – è di Pisa, Annamaria Frigo, responsabile tesseramento, di Bagni di Lucca. Perfino l’atto di nascita del partito è stato depositato nello studio di un notaio di Querceta, un posto piccolo, nel comune di Seravezza, in Versilia, famoso per il Palio dei micci, che sarebbero gli asini. Tutte terre, queste, che furono tappa, nel 2023, del book tour del generale per il suo libro “Il mondo al contrario”. Con il senno di poi presentazioni ma anche reclutamento sul territorio.

Dalla Toscana, con furore, dunque. Anche se, sottolinea Simoni, “il cuore pulsante è il generale, lui sta a Viareggio, se stava a Bolzano si partiva da lì” e, assicura il coordinatore nazionale di FnV, sono partiti perchè “ci sono 52 sindaci di comuni tra i 10mila e i 25mila abitanti che hanno scelto di passare con noi e 300 consiglieri comunali, da tutti i partiti, anche dai Cinquestelle”. “Il cuore pulsante è sicuramente qui, abbiamo lavorato molto sulla Toscana” e “il nostro obiettivo è che vari consiglieri ci seguano in questo sogno, che cambino il logo del loro partito” dice Annamaria Frigo, consigliere comunale a Bagni di Lucca, nata come imprenditrice e poi passata alla politica attiva, con un percorso tutto a destra, prima con Fratelli d’Italia, poi con la Lega e, infine, con Futuro nazionale “seguendo sempre il generale” conosciuto, appunto, in occasione della presentazione del suo libro.

Ma proprio in Toscana, però, la campagna elettorale del generale per le Regionali non andò benissimo con la Lega al 4,48%…L’obiezione non spegne l’entusiasmo dei vannacciani perchè, spiega sempre Frigo, “tutto è dipeso dall’impostazione della campagna elettorale della Lega a livello nazionale e poi ci sarebbe dovuto essere il nome del generale nel simbolo e non c’era. Non è stata colpa sua”, insomma.

Intanto sul territorio toscano c’è fermento e i malumori diventano addii a colpi di pec. La stessa Frigo, che non ama essere definita “lady tessere”, ma che si occupò di tesseramento anche per Fratelli d’Italia, “tra oggi e domani” invierà la pec al segretario comunale di Bagni di Lucca per ufficializzare il passaggio a FnV. Movimenti ci sono “in tutta la provincia di Lucca, nel comune di Capannori”, e nella provincia di Firenze, dove sta prendendo forma in queste ore e, spiegano, proseguirà per tutta la settimana, una piccola valanga di consiglieri provinciali, comunali e di quartiere che lasciano la Lega per FnV.

Il bollettino degli addii al partito di Salvini registra oggi quello di Vito Poma, membro del direttivo provinciale e responsabile Turismo della Lega Toscana: “Fino a pochi mesi fa non avrei mai immaginato di compiere questo passo”, dice, ma la Lega “ha smarrito se stessa” tra “l’incredibile orientamento progressista sui temi etici” fino alla prospettiva “di un ritorno ad una Lega a trazione nordista piuttosto che quella federale e di respiro nazionale”. Sul territorio, accusa Poma, “nell’ultimo anno l’unica battaglia condotta è stata fare di tutto per contrastare la novità rappresentata da Vannacci”, per poi rinchiudersi in un “purismo leghista di facciata”. Via dalla Lega per unirsi a Vannacci anche il consigliere del quartiere 1 di Firenze Salvatore Sibilla e i consiglieri del quartiere 5 Franca Innocenti Barocchi e Gualberto Carrara. Lascia anche il segretario Lega giovani di Firenze Michele Petrucciani perchè “la gioventù odierna – sostiene – vuole una destra che difenda i valori”.

Il tesseramento, on line e cartaceo, si aprirà tra l’1 e il 2 marzo, con tre tipi di tessere – quella basic a 10 euro, poi il socio sostenitore a 20 euro e via crescendo – e il primo evento clou del partito è il 15 marzo, al teatro Verdi di Montecatini, con uno spettacolo intitolato “Il mondo al contrario atto II – Remigrazione” creato da Vannacci per il quale spiegano al partito “verranno persone da tutta Italia”. I biglietti sono già in vendita on line, con prezzi dai 21 ai 25 euro.

Ma cosa cerca chi cerca Vannacci? “Non c’è nessun estremismo, ma molto buon senso e concretezza”, risponde Frigo. E precisa: “Qui nessuno è anti progressista come è stato scritto”.

Milano-Cortina, Mattarella telefona ad Arianna Fontana: gara formidabile

Roma, 11 feb. (askanews) – “Congratulazioni. Sei olimpiadi sei successi, ed è stata una gara formidabile”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Cortina per seguire alcune delle gare dei nostri atleti impegnati nelle Olimpiadi di Milano-Cortina ha telefonato ad Arianna Fontana la pattinatrice di short track e di velocità su ghiaccio vincitrice dell’oro.

“Complimenti anche agli altri siete una squadra formidabile”, ha aggiunto il capo dello Stato”. “Siamo riusciti a mentenere la calma, è stata la formula vincente”, ha risposto la sportiva. “Quella formula così coordinata è difficile da capire per chi vi guarda dalll’esterno ma la calma deve essere fondamentale”, ha aggiunto Mattarella.

“Sì la staffetta mista è molto veloce e non intuitiva per chi la guarda. Siamo riusiti a portare a casa un oro che vale moltissimo”, ha detto ancora Fontana. “E per le prossime gare non dico nulla…”, ha concluso il Presidente.

Milano-Cortina, Mattarella incontra Goggia: raccogliamo tante medaglie

Cortina, 11 feb. (askanews) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato a Cortina e ha ricevuto la visita della campionessa di sci alpino Sofia Goggia, accompagnata dal presidente del CONI Luciano Buonfiglio. “Complimenti, terza Olimpiade e terza medaglia – ha detto il Capo dello Stato alla sciatrice – era difficile. Domani assisterò alla gara, stiamo raccogliendo una grande quantità di medaglie”.

“Abbiamo una bella squadra – ha detto ancora Mattarella -. Occorrerebbe far capire ai tifosi e ai telespettatori che cosa c’è dietro la vostra preparazione”. Il presidente poi ha chiesto notizie di Lindsey Vonn e, rivolgendosi a Buonfiglio, ha detto “state dando un’immagine di vitalità e di organizzazione”.

La chiacchierata infine è scivolata sul calcio e il presidente ha scherzato con Sofia Goggia, tifosa dell’Atalanta, su Gasperini: “Lo sa perché è bravo? – ha chiesto il Capo dello Stato – Perché è stato due anni al Palermo”.

Sasso: prematuro parlare elezioni amministrative per Futuro Nazionale

Roma, 11 feb. (askanews) – “Le forze che si ritengono conservatrici nel nostro paese ascoltino quelle che sono le rivendicazioni di un partito che appena nato è già sondato con una discreta percentuale. Ma siamo destinati a crescere perché rappresentiamo la destra vera”. Lo ha detto il deputato vannacciano Rossano Sasso in un punto stampa a Montecitorio, con accanto i colleghi Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo.

“Avremo nelle prossime settimane una struttura e dei referenti territoriali, ma è prematuro parlare di elezioni amministrative”, ha aggiunto, sottolineando che “nel giro di qualche settimana Vannacci sarà a Roma a dare man forte alle proposte dei tre deputati di FnV”.

Ue, superamento dell’unanimità? Italo-tedeschi in senso contrario

Bruxelles, 11 feb. (askanews) – I governi di Germania e Italia vanno in senso diametralmente opposto alla discussione in corso sul possibile superamento del voto all’unanimità nell’Ue; unanimità che, laddove è ancora la regola, paralizza e indebolisce l’Unione. E che Mario Draghi, nel suo recente discorso di Lovanio, ha prospettato di superare con il suo ragionamento sul “federalismo pragmatico”, che consenta una “azione comune” decisiva in determinati settori, da parte dei paesi “volontari”, in opposizione alla “logica della confederazione” che oggi ancora prevale in Europa laddove sussiste il diritto di veto individuale da parte di ciascuno Stato membro (come in politica estera e di difesa, e nella fiscalità).

Non solo i governi di Roma e Berlino non si pronunciano sul superamento del meccanismo dell’unanimità, ma addirittura ipotizzano un ritorno del diritto di veto anche nei settori in cui è stato abolito da tempo.

E’ quanto emerge chiaramente dal breve documento informale dal titolo “Elementi per un’ambiziosa agenda europea per la competitività nel 2026”, che Germania e Italia (con l’appoggio del Belgio), hanno elaborato in vista del “ritiro” dei membri del Consiglio europeo, domani nel castello di Alden Biesen, nelle Fiandre. Nel paragrafo contro gli oneri burocratici, questo “non-paper” invoca come “indispensabile” una “ulteriore semplificazione normativa” della legislazione dell’Ue poiché, sottolinea, “gli eccessivi oneri amministrativi continuano a ostacolare l’espansione delle imprese, l’innovazione e la competitività”.

Il documento informale italo-tedesco-belga chiede che sia previsto “un freno di emergenza” che consenta di “bloccare gli oneri eccessivi che emergono durante il processo legislativo” (ovvero quando, ad esempio, il Parlamento europeo presenta degli emendamenti), e che questo meccanismo interdittivo possa essere attivato “su richiesta di uno Stato membro”.

In pratica, si prefigura la reintroduzione di una sorta di diritto di veto individuale, da parte anche di un solo Stato membro, nei campi in cui oggi la legislazione comunitaria è decisa a maggioranza qualificata in Consiglio. Altro che superamento del meccanismo paralizzante dell’unanimità, sarebbe una vera e propria “rinazionalizzazione” delle procedure di decisione comunitarie.

Il documento chiede anche di effettuare uno “screening” di tutta la legislazione comunitaria e delle politiche Ue esistenti (“l’acquis dell’Ue”), al fine di “individuare ulteriori atti giuridici da semplificare o ritirare”, e sollecita l’applicazione di un “un principio di discontinuità che garantisca che le Commissioni uscenti ritirino le proposte (legislative, ndr) in sospeso, al termine del loro mandato”. Richieste, queste, che vengono prospettate come impegni da parte della Commissione europea, senza tenere conto, a quanto sembra, delle sue prerogative. Perché in realtà, secondo i Trattati Ue, la Commissione ha il monopolio dell’iniziativa legislativa, e quindi anche il diritto di decidere in perfetta autonomia se proporre o no la modifica o il ritiro di una legislazione esistente, o di una proposta legislativa non ancora approvata in via definitiva.

Alle Olimpiadi è Curling mania: tutti in fila per “lanciare la stone”

Milano, 11 feb. (askanews) – Tutti in fila per lanciare la “stone”. Il curling è una delle discipline che ha conquistato il cuore dei tifosi in queste Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Qui alla Fan Zone al Castello Sforzesco tantissimi si mettono in coda per fare un tentativo, anche senza pista di ghiaccio.

“È simpatico, sul ghiaccio sarà tutta un’altra cosa, non le conosco le regole”, racconta una visitatrice subito dopo aver provato un lancio.

Anche i volontari confermano la grande partecipazione. “Ogni giorno ci sono file lunghissime, ma regolari quindi la gente riesce sempre a giocare”, spiega una volontaria. “Quest’anno ha avuto molto successo, c’è tanta gente interessata e tanta gente è anche molto brava”, ha aggiunto.

Stipendi crescono del +38,14% per gli studenti di Rome Business School

Roma, 3 feb. (askanews) – Gli stipendi per gli studenti di Rome Business School crescono in media del +38,14%. L’81,2% degli studenti ha visto un aumento salariale dopo il completamento del Master, con punte che arrivano fino al 58% per quelli del comparto Media, Finance o Project Management. E’ quanto emerge dal settimo Employment Report della Rome Business School, che ha studenti provenienti da oltre 141 Paesi e un totale di 3314 iscritti negli ultimi due intake.

Marco Regoli, Head of Career Services di Rome Business School, ha spiegato: “Gli spostamenti verticali e le crescite dal punto di vista proprio del percorso di carriera sono state molto significative, con più del 72% dei nostri studenti che lavora in multinazionali, con quasi il 70% di loro che hanno cambiato ruolo, settore o Paese di lavoro e con il 57% dei nostri studenti che hanno trovato un’occupazione all’estero”. L’impatto sulla carriera è confermato dalla leadership di Rome Business School anche in ranking quali il QS World University Ranking, dove il Global MBA è risultato 1° al mondo per career outcomes.

Ogni anno i Career Services affiancano gli studenti dall’orientamento iniziale fino all’ingresso nel mondo del lavoro. “Per dare qualche numero, più di 8000 offerte di lavoro proposte ai nostri studenti, quasi 200 aziende che sono transitate per Rome Business School, per presentarsi, per presentare delle opportunità di lavoro o per semplicemente fare networking” ha detto Regoli. I risultati si riflettono in un placement rate del 98% e in 1.515 placement realizzati nel 2025, con una crescita del +23% rispetto all’anno precedente.

Rome Business School, inoltre, è un incubatore di startup, che creano lavoro.”Un altro dato interessante che emerge dal nostro Employment Report è come I nostri studenti siano diventati a loro volta employers attraverso il nostro incubatore RBS4Entrepreneurship abbiamo attualmente 25 aziende che abbiamo aiutato a costituire e queste 25 aziende offrono 511 posti di lavoro, agendo in 21 mercati e 58 Paesi differenti” ha concluso Regoli.

Meloni: condoglianze per la terribile tragedia in Canada, solidarietà a Carney

Roma, 11 feb. (askanews) – “Esprimo le più sentite condoglianze per la strage avvenuta in British Columbia. Nel manifestare la mia vicinanza alla comunità di Tumbler Ridge e un pensiero commosso per le famiglie spezzate dal dolore, desidero rivolgere la piena e più sentita solidarietà del Governo italiano e mia personale al primo ministro Mark Carney e a tutto il popolo canadese di fronte a questa terribile tragedia”. Lo afferma in una nota la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Madrid invasa dai trattori, la protesta contro l’accordo Ue-Mercosur

Madrid, 11 feb. (askanews) – Centinaia di trattori hanno invaso Madrid suonando clacson per protestare contro l’accordo commerciale Unione Europea-Mercosur, aggiungendosi agli agricoltori di diversi paesi europei che temono di essere travolti da un’ondata di beni più economici e non controllati dalle regolamentazioni Ue, provenienti dal Brasile, Paraguay, Argentina e Uruguay.

Cinque convogli di trattori da tutta la Spagna sono confluiti verso il centro città e spostandosi da Plaza Colon al ministero dell’Agricoltura hanno bloccato il traffico, con pesanti ripercussioni. I manifestanti hanno esposto striscioni con la scritta “No alla nostra rovina” e “La campagna spagnola non è in vendita”.

“Le persone consumeranno prodotti di qualità inferiore, perderemo la sovranità alimentare e non ci sarà concorrenza”, ha affermato Miguel Angel Aguilera, presidente dell’organizzazione agricola Unaspi.

Secondo le autorità di Madrid alla manifestazione hanno preso parte 367 trattori e circa 2.500 manifestanti.

L’accordo, a lungo ritardato e firmato il mese scorso, creerebbe una delle più grandi aree di libero scambio del mondo, stimolando il commercio tra l’Ue e il blocco del Mercosur. Il patto necessita però ancora dell’approvazione dei legislatori del Parlamento europeo, che lo hanno deferito alla massima corte dell’Ue.

Centrodestra, Sasso: Futuro Nazionale interlocutore serio e attendibile

Roma, 11 feb. (askanews) – Votando a favore della questione di fiducia al decreto Ucraina “Futuro nazionale oggi ha dimostrato di essere un interlocutore serio e attendibile per il centrodestra”: lo ha detto il deputato vannacciano Rossano Sasso in un punto stampa a Montecitorio, con accanto i colleghi Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo.

“FnV – ha aggiunto – però è coerente: ribadiamo il nostro no a un decreto che invia per la 13esima volta armi e soldi per Zelensky. Gli ordini del giorno restano in piedi, chiederemo ai deputati di centrodestra di votarli. Anziché dare altri soldi a Zelensky, noi vogliamo che uomini e mezzi siano usati per la sicurezza degli italiani. Perché ogni giorno nelle nostre strade e nelle nostre città c’è una guerra che subiscono gli italiani, ci sono balordi che imperversano, stuprano, rapinano e ammazzano: adesso vorremmo un decreto Italia”.

“Quanto al voto di fiducia, noi abbiamo votato convintamente sì, perché non vogliamo dare alibi a nessuno”, ha concluso.

Olimpiadi, il tifo per il SuperG dalla fan zone al Castello di Milano

Milano, 11 feb. (askanews) – Si tifa non solo sulle piste in queste Olimpiadi invernali di Milano Cortina. Al Castello Sforzesco fin dal mattino tanti tifosi arrivano nella Fan zone ufficiale per seguire le gare in diretta sul maxi schermo. Soprattutto quelle con grandi speranze di medaglia per gli italiani, come il Super G. Tanta attesa, ma poi la delusione e comunque gli applausi per gli atleti azzurri.

In particolare per il favorito Giovanni Franzoni, sesto; undicesimo Christof Innerhofer e ventiquattresimo Mattia Casse, mentre Dominik Paris è uscito dopo avere perso lo sci.

“Ci contavamo tantissimo sarà per la prossima”, dice una tifosa. “Sembrava ci potesse essere qualcosa ma è andata così, è andata”, dice un’altra. Resta l’emozione dello sport in diretta.

Dl Ucraina, la maggioranza vota compatta la fiducia, confermato il sì dei vannacciani

Roma, 11 feb. (askanews) – La maggioranza vota compatta, compresa la Lega, sulla fiducia posta dal governo sul dl Ucraina. E i tre ‘vannacciani’, iscritti al gruppo misto per aderire a Futuro nazionale (Rossano Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo) hanno confermato con il loro sì quanto aveva annunciato Roberto Vannacci.

Fdi e Fi registrano il maggior numero di assenze nel centrodestra, entrambi ne contano 12. Dei 104 presenti (sui 116 del gruppo) sei erano in missione e altrettanti non hanno partecipato al voto (Giordano, Maiorano, Zurzolo, Filini, Giorgianni e Schifone). Per Forza Italia su 41 partecipanti al voto (53 gli iscritti al gruppo) tre erano in missione e nove non hanno partecipato al voto (Calderone, Fascina, Nevi, Pella, Sorte, Benigni, Dalla Chiesa, Orsini e Rubano oltre a Mulé che presiedeva l’aula).

Gli occhi erano puntati sulla Lega che ha registrato sei leghisti assenti: tre in missione compreso il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e tre non hanno partecipato al voto (Angelucci, Coin, Bossi). Ha votato sì alla fiducia anche il leghista Domenico Furgiuele, il deputato che aveva deciso di ‘ospitare’ la conferenza stampa alla Camera sulla remigrazione organizzata da alcune formazioni neo-fasciste come CasaPound considerato vicino all’ex generale.

Formula1, Test Bahrain: Verstappen il più veloce

Roma, 11 feb. (askanews) – Max Verstappen alla grande sul circuito del Bahrain per i test pre mondiale di Formula1. La Red Bull del pluri campione del mondo olandese ha stabilito il tempo più veloce della sessione con un 1:35.43. L’australiano Oscar Piastri, terzo nel campionato dello scorso anno, ha piazzato la sua McLaren al secondo posto, a 169 millesimi di secondo di distacco. Il britannico George Russell (Mercedes) ha fatto segnare il terzo tempo più veloce, a 675 millesimi di secondo dal leader. Il sette volte campione del mondo Lewis Hamilton è arrivato quarto, a un secondo di distacco, alla guida della sua Ferrari. Il pilota finlandese Valtteri Bottas, al volante della Cadillac, esordiente in Formula 1, ha ottenuto il nono tempo più veloce, a 3,717 secondi di distacco.

Milano-Cortina, Franzoni: "L’obiettivo è crescere e migliorare"

Roma, 11 feb. (askanews) – Delusione per gli azzurri dopo il SuperG olimpico di Milano-Cortina. “Peccato, ho lasciato qualche decimo di troppo nel tratto centrale – spiega Giovanni Franzoni, sesto a 0″63 una prova senza errori evidenti, con ottimi parziali ma in cui i dettagli non si sono rivelati perfettamente allineati. – dove dovevo forse stare più chiuso e meno sugli spigoli. Devo ancora crescere su questi dettagli: in tre intermedi su quattro ero in linea con Von Allmen. Essere a tre decimi dal podio ed averne persi sei in un unico settore fa un po’ male. In queste condizioni sapevo di non essere il favorito, la neve molle non è la mia preferita. L’obiettivo è ora quello di cercare di diventare completo come atleta e capace di adattarsi ad ogni condizione. Intanto però devo togliermi il cappello di fronte a Von Allmen: tre ori alla prima olimpiade è veramente incredibile, una settimana da leggenda e se lo merita. Lui è stato d’ispirazione per me in questi anni, sto cercando di imparare dalla sua sciata per prendere quella scorrevolezza che mi manca un po’. L’obiettivo è proprio quello, di migliorare in queste condizioni e poi davvero posso giocarmela sempre. La fiducia è tanta e voglio ancora raccogliere qualcosa nelle prossime gare”.

Christof Innerhofer ha vissuto la quinta Olimpiade: “Era un grande obiettivo essere qui alla mia quinta olimpiade. Non sono invece contento della mia prova, avrei potuto sciare meglio. La neve non era la mia preferita, preferisco quando è più dura. Forse avrei potuto rischiare di più ma non mi sono fidato a tutta: non mi accontento, perchè speravo di entrare nella top6”.

Dominik Paris si rammarica per l’incidente: “Non ho capito perchè si sia aperto l’attacco. Peccato, sono stato sfortunato non ho potuto dimostrare quello di cui ero capace. Sono comunque riuscito a chiudere il cerchio con il bronzo in discesa. Anche oggi avevo la possibilità di fare bene, era un tracciato giusto per me ma bisogna raggiungere il traguardo”.

Domani tocca al superG femminile, a Cortina d’Ampezzo, sabato si torna a sciare sulla Stelvio con il gigante maschile: prima manche alle 10, seconda alle 13:30.

Milano-Cortina, già undici podi come in tutta Torino 2006

Roma, 11 feb. (askanews) – Due ori, due argenti e sette bronzi. Il medagliere dell’Italia Team, dopo quattro giorni di gare a Milano Cortina 2026, assume una speciale valenza statistica: gli 11 podi parziali, infatti, hanno già eguagliato il numero complessivo di quelli ottenuti 20 anni fa a Torino 2006, fino a oggi l’edizione invernale più munifica tra quelle ospitate nel nostro Paese.

Un altro primato dopo quello fatto registrare domenica scorsa, grazie alle 6 medaglie in un giorno, record storico di tutti i tempi per l’Italia ai Giochi Olimpici Invernali. Al momento Milano Cortina è già la quinta edizione della storia dopo Lillehammer 1994, Pechino 2022, Salt Lake City 2002 e Albertville 1992. Ma mancano ancora 12 giorni di gara…

Bozza Ddl immigrazione, blocco navale e trasferimento in Paesi terzi

Roma, 11 feb. (askanews) – “Nei casi di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale, l’attraversamento del limite delle acque territoriali può essere temporaneamente interdetto con delibera del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’interno”. Così si legge nell’articolo 10 della bozza del ddl immigrazione, in fase di ultimazione definitiva in queste ore. Il documento, una volta chiarito, sarà all’esame nel pomeriggio del Consiglio dei ministri di oggi pomeriggio.

Al comma 1-ter si legge che “costituiscono minaccia grave: il rischio concreto di atti di terrorismo o di infiltrazione di terroristi sul territorio nazionale; la pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione sicura dei confini; le emergenze sanitarie di rilevanza internazionale; gli eventi internazionali di alto livello che richiedano l’adozione di misure straordinarie di sicurezza”. “Salvo che il fatto costituisca reato, Si applica al trasgressore la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 10mila a euro 50mila”. Questa sarà l’ammenda per la violazione del blocco navale, secondo quanto nella bozza.

“I migranti eventualmente a bordo di imbarcazioni sottoposte all’interdizione possono essere condotti anche in Paesi terzi diversi da quello di appartenenza o provenienza con i quali l’Italia ha stipulato appositi accordi o intese che ne prevedono l’assistenza, l’accoglienza o il trattenimento in strutture dedicate, ove operano organizzazioni internazionali specializzate nei settori della migrazione e dell’asilo, anche ai fini del rimpatrio nel Paese di appartenenza”. Così si legge in un comma nella bozza del ddl immigrazione che si sta ultimando in queste ore per poi esser posto all’esame del Consiglio dei ministri.

La pirateria vale quasi un terzo del mercato del libro

Roma, 11 feb. (askanews) – La pirateria nel mondo del libro continua ad attestarsi a livelli drammatici, sottraendo agli editori circa un terzo del mercato (il 30%, pari a 722 milioni di euro, in crescita rispetto ai 687 milioni di due anni fa). A questo numero va però aggiunto quello, difficilmente quantificabile, delle vendite perse a causa dell’utilizzo di riassunti e compendi generati dall’Intelligenza Artificiale, che sono molto diffusi. I riassunti generati dall’IA sono utilizzati dal 12% della popolazione sopra i 15 anni per i libri di lettura, dal 58% degli studenti universitari, dal 22% dei liberi professionisti, secondo la prima rilevazione compiuta in questo senso nella quarta analisi dell’istituto di ricerca Ipsos Doxa per l’Associazione Italiana Editori (AIE) sulla pirateria nel mondo del libro.

Secondo quanto riporta un comunicato, le rielaborazioni di libri ottenute tramite l’IA, oltre a essere molto diffuse, sono conservate nel 45% dei casi (60% tra gli studenti universitari) e spesso (con percentuali tra il 20% e il 36%) condivise con conoscenti e amici, o tramite sistemi di comunicazione elettronici.

La ricerca evidenzia inoltre come sia in crescita, dal 30% al 40%, la percentuale di chi ritiene probabile essere scoperto e sanzionato per reati riconducibili alla pirateria. Ma, per contro, solo il 34% della popolazione di più di 15 anni è consapevole che è illegale caricare sui sistemi di IA materiali coperti dal diritto d’autore senza averne l’autorizzazione.

La ricerca, si legge, è stata presentata dal presidente di Ipsos Doxa Nando Pagnoncelli durante un incontro organizzato da Gli Editori, l’accordo di consultazione tra AIE e la Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG). Moderati dal direttore di Ansa Luigi Contu, dopo i saluti istituzionali, l’intervento del Senatore e Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’informazione e all’editoria Alberto Barachini e quelli dei presidenti di AIE e di FIEG, Innocenzo Cipolletta e Andrea Riffeser Monti, ne hanno dibattuto Massimiliano Capitanio, commissario Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Crescenzo Sciaraffa, Generale di Brigata della Guardia di Finanza, Maria Letizia Bixio, docente all’Università Europea di Roma e Mauro Tosca, responsabile antipirateria AIE. A seguire, l’intervento della scrittrice Felicia Kingsley e le conclusioni di Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati.

Pirata libri a stampa, digitali e banche dati il 36% della popolazione sopra i 15 anni, il 76% degli studenti universitari, il 48% dei liberi professionisti (commercialisti, medici, avvocati, notai, architetti, geometri, ingegneri, consulenti del lavoro e altri). La conseguenza è una perdita di posti di lavoro per il settore editoriale pari a 4.500 unità, che diventano 11.500 conteggiando anche l’indotto. In termini economici, la perdita per il sistema Paese è di quasi 2 miliardi (1,95 miliardi di euro per la precisione) di fatturato e 313 milioni di mancate entrate per il fisco.

Secondo Innocenzo Cipolletta, presidente di AIE: “Accanto al contrasto alla pirateria tradizionale e all’educazione alla legalità, un percorso che vede impegnate le istituzioni, che ringraziamo, e che chiediamo di rafforzare e perfezionare ancora, è il momento di affrontare l’elefante nella stanza, ovvero l’impatto dell’Intelligenza Artificiale. La diffusione di riassunti e rielaborazioni ottenute tramite l’IA alternative al libro, ci dice questa ricerca, è già oggi molto diffusa e questo ci pone due ordini di problemi. Il primo afferisce alla qualità dello studio nelle università italiane e nei percorsi di formazione, che deve essere preservata. Dall’altra c’è il danno che già oggi la filiera del libro subisce in maniera importante, sebbene non sia ancora possibile arrivare a una quantificazione certa. Le IA devono essere sviluppate e utilizzate nel rispetto delle leggi a tutela del diritto d’autore, perché senza rispetto del diritto d’autore non c’è industria culturale e creativa e senza industria culturale e creativa non esisterebbero nemmeno i sistemi di IA, che sono nati e si sono sviluppati sui contenuti editoriali, spesso ottenuti e utilizzati in maniera illecita. Per questo è necessario, da una parte, che siano portate avanti campagne di informazione per far crescere la consapevolezza degli utenti italiani rispetto ai temi della pirateria in relazione all’Intelligenza Artificiale e che, dall’altra, le big tech siano chiamate a rispettare le norme europee contenute nell’AI Act, a partire dalla trasparenza sull’utilizzo delle fonti per l’addestramento degli algoritmi, trasparenza che oggi è un grande buco nero. Su questo il governo può fare ancora di più”.

Secondo Andrea Riffeser Monti, presidente di FIEG: “Senza una chiara percezione sociale della pirateria come reato, ogni intervento normativo rischia di essere inefficace. Per questo l’informazione deve essere utilizzata come strumento di prevenzione, attraverso campagne di comunicazione mirate che spieghino ai cittadini che l’uso illecito dei contenuti comporta sanzioni e che la certezza della pena è condizione essenziale per tutelare l’informazione professionale. Il danno prodotto dalla pirateria non è, infatti, solo economico. È un danno democratico. Un sistema informativo fragile espone i cittadini a contenuti non verificati, riduce la qualità del dibattito pubblico e indebolisce la fiducia nelle istituzioni. A questa complessità si aggiunge oggi il tema dell’Intelligenza Artificiale. Mai come ora la questione della fonte dell’informazione diventa centrale. L’IA si alimenta di grandi quantità di dati e contenuti: se tali contenuti non sono verificati, attendibili e riconducibili a fonti giornalistiche qualificate, il rischio è che la tecnologia amplifichi la pirateria, la disinformazione e la perdita di qualità informativa. La tutela dell’informazione professionale è, dunque, condizione essenziale per uno sviluppo responsabile dell’IA. Per questo, il contrasto alla pirateria deve essere parte integrante delle politiche pubbliche per la tutela della libertà di stampa, la valorizzazione dei contenuti editoriali, la regolazione delle piattaforme digitali e la promozione di una cittadinanza digitale consapevole”.

Editoria, pirateria vale quasi un terzo di intero mercato del libro

Roma, 11 feb. (askanews) – La pirateria nel mondo del libro continua ad attestarsi a livelli drammatici, sottraendo agli editori circa un terzo del mercato (il 30%, pari a 722 milioni di euro, in crescita rispetto ai 687 milioni di due anni fa). A questo numero va però aggiunto quello, difficilmente quantificabile, delle vendite perse a causa dell’utilizzo di riassunti e compendi generati dall’Intelligenza Artificiale, che sono molto diffusi. I riassunti generati dall’IA sono utilizzati dal 12% della popolazione sopra i 15 anni per i libri di lettura, dal 58% degli studenti universitari, dal 22% dei liberi professionisti, secondo la prima rilevazione compiuta in questo senso nella quarta analisi dell’istituto di ricerca Ipsos Doxa per l’Associazione Italiana Editori (AIE) sulla pirateria nel mondo del libro.

Secondo quanto riporta un comunicato, le rielaborazioni di libri ottenute tramite l’IA, oltre a essere molto diffuse, sono conservate nel 45% dei casi (60% tra gli studenti universitari) e spesso (con percentuali tra il 20% e il 36%) condivise con conoscenti e amici, o tramite sistemi di comunicazione elettronici.

La ricerca evidenzia inoltre come sia in crescita, dal 30% al 40%, la percentuale di chi ritiene probabile essere scoperto e sanzionato per reati riconducibili alla pirateria. Ma, per contro, solo il 34% della popolazione di più di 15 anni è consapevole che è illegale caricare sui sistemi di IA materiali coperti dal diritto d’autore senza averne l’autorizzazione.

La ricerca, si legge, è stata presentata dal presidente di Ipsos Doxa Nando Pagnoncelli durante un incontro organizzato da Gli Editori, l’accordo di consultazione tra AIE e la Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG). Moderati dal direttore di Ansa Luigi Contu, dopo i saluti istituzionali, l’intervento del Senatore e Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’informazione e all’editoria Alberto Barachini e quelli dei presidenti di AIE e di FIEG, Innocenzo Cipolletta e Andrea Riffeser Monti, ne hanno dibattuto Massimiliano Capitanio, commissario Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Crescenzo Sciaraffa, Generale di Brigata della Guardia di Finanza, Maria Letizia Bixio, docente all’Università Europea di Roma e Mauro Tosca, responsabile antipirateria AIE. A seguire, l’intervento della scrittrice Felicia Kingsley e le conclusioni di Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati.

Pirata libri a stampa, digitali e banche dati il 36% della popolazione sopra i 15 anni, il 76% degli studenti universitari, il 48% dei liberi professionisti (commercialisti, medici, avvocati, notai, architetti, geometri, ingegneri, consulenti del lavoro e altri). La conseguenza è una perdita di posti di lavoro per il settore editoriale pari a 4.500 unità, che diventano 11.500 conteggiando anche l’indotto. In termini economici, la perdita per il sistema Paese è di quasi 2 miliardi (1,95 miliardi di euro per la precisione) di fatturato e 313 milioni di mancate entrate per il fisco.

Secondo Innocenzo Cipolletta, presidente di AIE: “Accanto al contrasto alla pirateria tradizionale e all’educazione alla legalità, un percorso che vede impegnate le istituzioni, che ringraziamo, e che chiediamo di rafforzare e perfezionare ancora, è il momento di affrontare l’elefante nella stanza, ovvero l’impatto dell’Intelligenza Artificiale. La diffusione di riassunti e rielaborazioni ottenute tramite l’IA alternative al libro, ci dice questa ricerca, è già oggi molto diffusa e questo ci pone due ordini di problemi. Il primo afferisce alla qualità dello studio nelle università italiane e nei percorsi di formazione, che deve essere preservata. Dall’altra c’è il danno che già oggi la filiera del libro subisce in maniera importante, sebbene non sia ancora possibile arrivare a una quantificazione certa. Le IA devono essere sviluppate e utilizzate nel rispetto delle leggi a tutela del diritto d’autore, perché senza rispetto del diritto d’autore non c’è industria culturale e creativa e senza industria culturale e creativa non esisterebbero nemmeno i sistemi di IA, che sono nati e si sono sviluppati sui contenuti editoriali, spesso ottenuti e utilizzati in maniera illecita. Per questo è necessario, da una parte, che siano portate avanti campagne di informazione per far crescere la consapevolezza degli utenti italiani rispetto ai temi della pirateria in relazione all’Intelligenza Artificiale e che, dall’altra, le big tech siano chiamate a rispettare le norme europee contenute nell’AI Act, a partire dalla trasparenza sull’utilizzo delle fonti per l’addestramento degli algoritmi, trasparenza che oggi è un grande buco nero. Su questo il governo può fare ancora di più”.

Secondo Andrea Riffeser Monti, presidente di FIEG: “Senza una chiara percezione sociale della pirateria come reato, ogni intervento normativo rischia di essere inefficace. Per questo l’informazione deve essere utilizzata come strumento di prevenzione, attraverso campagne di comunicazione mirate che spieghino ai cittadini che l’uso illecito dei contenuti comporta sanzioni e che la certezza della pena è condizione essenziale per tutelare l’informazione professionale. Il danno prodotto dalla pirateria non è, infatti, solo economico. È un danno democratico. Un sistema informativo fragile espone i cittadini a contenuti non verificati, riduce la qualità del dibattito pubblico e indebolisce la fiducia nelle istituzioni. A questa complessità si aggiunge oggi il tema dell’Intelligenza Artificiale. Mai come ora la questione della fonte dell’informazione diventa centrale. L’IA si alimenta di grandi quantità di dati e contenuti: se tali contenuti non sono verificati, attendibili e riconducibili a fonti giornalistiche qualificate, il rischio è che la tecnologia amplifichi la pirateria, la disinformazione e la perdita di qualità informativa. La tutela dell’informazione professionale è, dunque, condizione essenziale per uno sviluppo responsabile dell’IA. Per questo, il contrasto alla pirateria deve essere parte integrante delle politiche pubbliche per la tutela della libertà di stampa, la valorizzazione dei contenuti editoriali, la regolazione delle piattaforme digitali e la promozione di una cittadinanza digitale consapevole”.

A Napoli Roadshow di CDP e Confindustria per sviluppo territorio

Napoli, 11 feb. (askanews) – Unire le forze per dare nuovo impulso allo sviluppo economico e sociale della Campania e rispondere con efficacia alle sfide che le aziende devono affrontare, accorciando le distanze tra le Istituzioni e i territori. Sono questi i principali obiettivi del Roadshow di CDP e Confindustria “Insieme per il futuro delle imprese” che oggi ha fatto tappa a Napoli, dopo Roma, Cagliari, Bologna, Firenze, Bari e Torino, per l’appuntamento che ha visto riunirsi numerosi rappresentanti del mondo dell’imprenditoria locale.

Le priorità sono: lo sviluppo delle infrastrutture per la transizione energetica e per l’economia circolare, il supporto agli investimenti delle imprese in innovazione e digitalizzazione, il rilancio del Mezzogiorno e il rafforzamento dell’autonomia strategica nazionale della filiera aerospaziale e della difesa.

A queste si aggiunge il sostegno alla promozione dell’imprenditoria giovanile nonché a tutte quelle attività volte alla riduzione dei divari territoriali per uno sviluppo economico più equilibrato. Tali obiettivi verranno perseguiti da CDP e Confindustria lavorando alla definizione di nuovi strumenti di finanza alternativa e di sostegno all’accesso al credito che prevedano anche l’impiego di risorse pubbliche e di terzi, oltre che di natura comunitaria.

La collaborazione promuoverà inoltre l’utilizzo di strumenti di equity (rafforzando l’espansione del Private Equity e del Venture Capital), lo sviluppo di iniziative per il credito agevolato e il potenziamento del sistema nazionale di garanzia, oltre che soluzioni residenziali a condizioni sostenibili per i dipendenti a basso reddito e con esigenze di mobilità lavorativa. CDP e Confindustria potranno poi condividere l’impegno per sostenere la crescita all’estero delle aziende campane attraverso gli strumenti dedicati all’export e all’internazionalizzazione dando slancio alle principali filiere strategiche locali e nazionali. Infine, verrà promossa la partecipazione del tessuto imprenditoriale ai progetti dedicati alla cooperazione internazionale con particolare attenzione ai mercati del Continente africano.