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Bce, De Guindos: molto difficile dire cosa faremo sui tassi ad aprile

Roma, 27 mar. (askanews) – “Penso che oggi sarebbe molto difficile dire cosa faremo al Consiglio direttivo di aprile” sui tassi di interesse. Lo ha affermato il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos intervenendo allo European Summit dell’Institute of International Finance, sottolineano l’elevata incertezza che permane su quello che sarà l’esito delle tensioni sui dazi commerciali.

“Il peggiore esito possibile è una guerra commerciale e un circolo vizioso di dazi e rappresaglie e ulteriori dazi. Penso che questo sia qualcosa che dobbiamo ricordare. Non sappiamo quale sarà l’esito finale. La situazione non è chiara quindi vedremo ad aprile, abbiamo il nostro Consiglio monetario. Vedremo i dati e come i vari elementi stiano evolvendo. Spero che avremo più chiarezza sugli esiti finali sui dazi e a quel punto decideremo conseguentemente – ha detto – ma penso che oggi sia molto difficile dire cosa faremo ad aprile”. (fonte immagine: IIF).

Mostre, a Roma "Amano Corpus Animae" dedicata a Yoshitaka Amano

Roma, 27 mar. (askanews) – Dopo il successo a Milano, dal 28 marzo la mostra “Amano Corpus Animae”, dedicata al Maestro Yoshitaka Amano, arriva a Roma nello spazio espositivo del Museo di Roma a Palazzo Braschi (fino al 12 ottobre). Ideata e sviluppata da Lucca Comics and Games e curata da Fabio Viola, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura, e celebra i 50 anni di carriera del Maestro raccogliendo in un unico percorso espositivo più di 200 tra opere originali, cel d’animazione e oggetti di culto.

Un viaggio nella storia dell’animazione e dell’intrattenimento mondiale vissuto attraverso le numerose tappe che hanno contraddistinto la carriera dell’artista di Shizuoka. Un percorso reso unico anche grazie all’ambientazione in cui la mostra viene ospitata: il Museo di Roma a Palazzo Braschi, che sancisce definitivamente il rapporto tra l’artista giapponese e la città di Roma da lui sempre amata, sin dagli anni ’70. “Amano Corpus Animae” è la prima esposizione che l’artista realizza nell’Urbe, città che per la sua arte è stata frutto di ispirazione e dalla quale ha recepito molteplici suggestioni: soprattutto le mitologie greco romane.

Il Maestro si è affermato come un creatore di mitologie contemporanee, che sono entrate nelle case di tutti, abbattendo le barriere del tempo e rimanendo impresse nell’immaginario collettivo di diverse generazioni. I visitatori potranno ripercorrere la genesi dei suoi anime e i suoi videogiochi, con gli inconfondibili sketch e painting e con la commistione di disegni e colori tipica di alcune sue opere. Da Tatsunoko a Final Fantasy, dai primi passi mossi dall’artista negli anni ’70 negli studi di animazione fino alle opere più recenti, la mostra comprende gran parte delle creazioni che hanno contribuito ad affermare Amano come uno degli artisti più talentuosi nel panorama mondiale, un character designer di assoluta grandezza consacrato anche nell’olimpo degli artisti contemporanei.

A rendere ancora più unico l’appuntamento di Palazzo Braschi saranno le opere originali, mai esposte in Italia, che raccontano la collaborazione di Yoshitaka Amano con il celebre Michael Moorcock, uno dei più importanti esponenti della letteratura fantastica, autore dell’opera Elric di Melnibonè. I visitatori potranno godere dell’incontro dei due maestri e dei loro immaginari, quello narrativo e quello visivo, in sei tavole dalle quali si evince la genesi che ha guidato il Sensei nella creazione delle opere di Final Fantasy.

Caratterizzata da una poliedrica produzione, che va dal videogioco al manga, dall’anime al teatro, dalla moda alle fine art attraversando il mondo dell’editoria e del fumetto, l’arte del Maestro sarà restituita attraverso le cinque sezioni della mostra.

Le installazioni site-specific che compongono questo percorso rendono originale l’esposizione in un’ottica museale che, con luci, fondali e colori, esalta gli innumerevoli originali che la compongono in un percorso in grado di coinvolgere la memoria emotiva del visitatore. Così come la produzione artistica di Amano, l’esposizione vuole essere una sequenza di narrazioni in grado di ripercorrere le tante anime dell’autore.

La mostra si articola in cinque sezioni che permettono l’ingresso nel mondo del Maestro tramite opere iconiche ormai impresse nell’immaginario collettivo: dai primi disegni per l’animazione del periodo Tatsunoko alle variant cover di Batman o Superman; dal Pinocchio dei primi anni ’70 ai disegni originali di Final Fantasy che saranno esposti per la prima volta in Europa; fino alle opere inedite del 2024 come quella in tre atti, legata al Centenario Pucciniano, con cui Amano ha voluto omaggiare Lucca Comics and Games disegnandone i tre poster per l’ultima edizione della manifestazione. In mostra anche cinque opere tattili del maestro Amano pensate per il pubblico non vedente o ipovedente.

Infine, a disposizione dei visitatori appassionati o semplici curiosi dell’arte di Amano ci sarà un ampio calendario di aperture straordinarie della mostra. Da sabato 29 marzo, infatti, e fino alla chiusura, l’esposizione rimarrà aperta fino alle 22, con ultimo ingresso previsto alle ore 21, nelle seguenti giornate: sabato 29 marzo, venerdì 4 aprile, sabato 5 aprile, venerdì 11 aprile, sabato 12 aprile; venerdì 18 aprile, sabato 19 aprile, domenica 20 aprile, venerdì 25 aprile, sabato 26 aprile; venerdì 02 maggio, sabato 3 maggio, domenica 4 maggio. La mostra sarà aperta in via eccezionale anche lunedì 21 aprile 2025 in occasione di Pasquetta e del Natale di Roma, dalle ore 10 alle ore 22.

Il vertice del volenterosi ribadisce: pace giusta in Ucraina

Roma, 27 mar. (askanews) – E’ terminato a Parigi l’incontro sull’Ucraina dei cosidetti ‘volenterosi’. Erano rappresentati 29 paesi, oltre all’UE e alla NATO. Tutti sono determinati a continuare a sostenere l’Ucraina finché non otterrà la pace duratura e giusta che merita.

L’incontro di oggi segue gli incontri a Jeddah e gli accordi lì raggiunti. I partecipanti rimangono dubbiosi sul fatto che la Russia implementerà il cessate il fuoco parziale annunciato. Il presidente ucraino ha evidenziato le sue esigenze e aspettative più urgenti.

Il presidente del consiglio Ue Costa, dal canto suo, ha ricordato che il modo migliore per sostenere l’Ucraina è rimanere coerenti con il nostro obiettivo di un cessate il fuoco completo e una pace duratura e giusta. Ciò significa mantenere la pressione sulla Russia attraverso sanzioni. Sarebbe un errore strategico cedere alla tentazione di un allentamento anticipato delle sanzioni.

“La pace attraverso la forza” rimane la strategia dell’UE ha spiegato Costa, e tale strategia richiede di “intensificare il nostro supporto multilivello all’Ucraina: militare, finanziario, energetico, ricostruzione, adesione all’UE”.

Costa ha anche illustrato i principali “Elementi del contributo concreto dell’Unione europea”:

Supporto immediato all’esercito ucraino: – Fornitura di 2 milioni di proiettili di artiglieria di grosso calibro. – Componente militare del prestito G7/ERA (del valore di 18 miliardi di euro per l’UE), tenendo conto delle esigenze e delle capacità produttive ucraine. – Impegno degli Stati membri dall’inizio di quest’anno a fornire 17 miliardi di euro di supporto militare aggiuntivo all’Ucraina. – Rafforzamento del coordinamento tra gli Stati membri per garantire che ciò che forniamo corrisponda alle esigenze ucraine. Supporto a un esercito ucraino sostenibile e resiliente: – Garantire il supporto all’esercito ucraino a lungo termine come primo pilastro della garanzia di sicurezza dell’Ucraina. – Utilizzare le opportunità create dalle recenti decisioni del Consiglio europeo sulla difesa europea per supportare l’Ucraina. – Migliorare la cooperazione con l’industria della difesa ucraina attraverso il nuovo “Ukraine Support Instrument” e SAFE. – Lavori in corso sul rafforzamento della missione di addestramento militare dell’UE (EUMAM ha finora addestrato 75.000 soldati).

Da Parigi Costa illustra il contributo Ue a sostegno dell’Ucraina

Roma, 27 mar. (askanews) – E’ terminato a Parigi l’incontro sull’Ucraina dei cosidetti ‘volenteorosi’. Erano rappresentati 29 paesi, oltre all’UE e alla NATO. Tutti sono determinati a continuare a sostenere l’Ucraina finché non otterrà la pace duratura e giusta che merita.

L’incontro di oggi segue gli incontri a Jeddah e gli accordi lì raggiunti. I partecipanti rimangono dubbiosi sul fatto che la Russia implementerà il cessate il fuoco parziale annunciato.

Il presidente ucraino ha evidenziato le sue esigenze e aspettative più urgenti.

Il presidente del consiglio ue Costa, dal canto suo, ha ricordato che il modo migliore per sostenere l’Ucraina è rimanere coerenti con il nostro obiettivo di un cessate il fuoco completo e una pace duratura e giusta. Ciò significa mantenere la pressione sulla Russia attraverso sanzioni. Sarebbe un errore strategico cedere alla tentazione di un allentamento anticipato delle sanzioni.

“La pace attraverso la forza” rimane la strategia dell’UE ha spiegato Costa, e tale strategia richiede di “intensificare il nostro supporto multilivello all’Ucraina: militare, finanziario, energetico, ricostruzione, adesione all’UE”.

Costa ha anche illustrato i principali “Elementi del contributo concreto dell’Unione europea”:

Supporto immediato all’esercito ucraino: – Fornitura di 2 milioni di proiettili di artiglieria di grosso calibro. – Componente militare del prestito G7/ERA (del valore di 18 miliardi di euro per l’UE), tenendo conto delle esigenze e delle capacità produttive ucraine. – Impegno degli Stati membri dall’inizio di quest’anno a fornire 17 miliardi di euro di supporto militare aggiuntivo all’Ucraina. – Rafforzamento del coordinamento tra gli Stati membri per garantire che ciò che forniamo corrisponda alle esigenze ucraine.

Supporto a un esercito ucraino sostenibile e resiliente: – Garantire il supporto all’esercito ucraino a lungo termine come primo pilastro della garanzia di sicurezza dell’Ucraina. – Utilizzare le opportunità create dalle recenti decisioni del Consiglio europeo sulla difesa europea per supportare l’Ucraina. – Migliorare la cooperazione con l’industria della difesa ucraina attraverso il nuovo “Ukraine Support Instrument” e SAFE. – Lavori in corso sul rafforzamento della missione di addestramento militare dell’UE (EUMAM ha finora addestrato 75.000 soldati).

Per Carlo III e Camilla cerimonia in Parlamento il 9 aprile

Roma, 27 mar. (askanews) – Dopo la visita dei reali spagnoli, in aprile sarà la volta di Re Carlo III e della sua consorte, la Regina Camilla Shand. Il Parlamento si prepara ad accoglierli il 9 aprile con una cerimonia che si svolgerà a Montecitorio dinanzi alle Camere riunite. E’ quanto è emerso dalla conferenza dei capigruppo della Camera.

Sono previsti in apertura gli interventi del presidente della Camera Lorenzo Fontana e del presidente del Senato Ignazio La Russa. La cerimonia dovrebbe durare circa 25 minuti. Il question time, per l’occasione, slitterà alle 16,30.

All’IIC di Londra presentato "The Never Ending Empire" di Aldo Cazzullo

Roma, 27 mar. (askanews) – Da Giulio Cesare, “condottiero, politico, e – perché no – anche cronista”, alla testimonianza che l’Impero romano ha lasciato al mondo, con la inconfondibile impronta di una potenza a quel tempo globale e che tutti i potenti di ieri e di oggi tentano di imitare: è lo scenario che Aldo Cazzullo ha raccontato ad un pubblico entusiasta all’Istituto Italiano di Cultura di Londra. In conversazione con il direttore dell’Istituto di Belgrave Square Francesco Bongarrà, il vicedirettore del Corriere della Sera ha presentato la traduzione inglese (dal titolo “The Never Ending Empire”) del suo libro “Quando eravamo i padroni del mondo. Roma: l’impero in­finito”. Un incontro intenso, che ha registrato una significativa presenza di pubblico locale – in sala c’era anche Stanley Johnson, ex eurodeputato e padre dell’ex premier Boris – e nel quale Cazzullo ha sottolineato che “in fondo l’Impero romano non è mai caduto”.

“Tutti gli imperi della storia si sono presentati come eredi degli antichi romani: l’Impero romano d’Oriente; il Sacro Romano Impero di Carlo Magno; Mosca, la terza Roma. E poi l’Impero napoleonico e quello britannico. I regimi fascista e nazista. L’impero americano e quello virtuale di Mark Zuckerberg, grande ammiratore di Augusto: il primo uomo a guidare una comunità multietnica di persone che non si conoscevano tra loro ma condividevano lingua, immagini, divinità, cultura”, spiega.

Insomma, sostiene con una teoria di storie ed esempi, “Roma vive”, ricostruendo con curiosità e rigore il mito dell’Impero partendo dai personaggi e dalle storie e arrivando alle idee e ai segni. A cominciare da quello che è stato il simbolo di tutti gli imperi del mondo, da Roma all’America: l’aquila.

Hsbc, lettere di licenziamento invece dei bonus all’investment banking

Roma, 27 mar. (askanews) – Lettere di licenziamento al posto dei bonus. E’ la brutta sorpresa che il gigante bancario anglo asiatico Hsbc ha riservato al personale della divisione investment banking nel Regno Unito. Lo riporta il Financial Times, citando fonti anonime secondo cui proprio nel giorno in cui avrebbero dovuto ricevere l’annuncio sulle grafiche annuali, gli addetti in questione si sono visti invece recapitare comunicazioni sul fatto che le loro posizioni venivano eliminate.

Al vicepresidente del ramo e ai livelli analoghi, peraltro, è stato riferito che non avrebbero ricevuto alcun bonus per l’anno fiscale 2024. “Un segnale del brutale approccio alla riduzione dei costi sotto la guida del nuovo amministratore delegato Georges Elhedery”, commenta il quotidiano finanziario.

L’eposodio risale a febbraio mentre a gennaio Hsbc aveva avvertito che intendeva chiudere le attività di consulenza su fusioni e acquisizioni e sui mercati dei capitali al di fuori di Asia e Medio Oriente. (fonte immagine: Hsbc).

Governo, Conte: Meloni festeggia, aumento in vista per i ministri?

Roma, 27 mar. (askanews) – “Poco fa Meloni ha fatto un video per festeggiare la durata del suo Governo. Dopo quello fatto a dicembre, vuole proporre un altro aumento di stipendio ai ministri per questo capolavoro?” Lo ha scritto su Facebook il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.

“Non so in quale torre d’avorio viva la premier, ma penso – ha osservato l’ex premier – giri ormai poco per strada, tra i comuni cittadini. Scoprirebbe che non c’è nulla da festeggiare. Crolla il potere d’acquisto, non ci sono misure per gli stipendi bassi, c’è chi aspetta 22 mesi per un intervento chirurgico, mezzo milione di persone non riescono a comprare i farmaci, abbiamo il record di famiglie in povertà, bollette da capogiro e aiuti praticamente inesistenti, più burocrazia e nuovi obblighi e tasse per le imprese, la produzione industriale che crolla da 2 anni consecutivi e torna ai livelli Covid, riforme della giustizia che fanno scappare i criminali perché li avvertono prima dell’arresto, il fallimento da 1 miliardo in Albania, sottosegretari alla Giustizia condannati e ministri sotto accusa per truffa allo Stato durante la pandemia, l’Italia fuori dai tavoli che contano come quello dei negoziati sull’Ucraina mentre appoggia un folle Piano di Riarmo”.

“Il 5 aprile tutti in piazza. Fermiamoli”, ha concluso Conte.

L’Agenzia delle Entrate: oltre 1.200 miliardi sono difficilmente recuperabili

Roma, 27 mar. (askanews) – Il 40% del magazzino fiscale, pari al 31 gennaio 2025 a 1.279,8 miliardi di euro, “appaiono di difficile recuperabilità”. Lo ha detto il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, nel corso di un’audizione alla Commissione Finanze del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla gestione del magazzino fiscale.

“I crediti residui appaiono per circa il 40% del loro importo di difficile recuperabilità – ha spiegato Carbone – per le condizioni soggettive del contribuente (149 miliardi di euro sono dovuti da soggetti interessati da procedure concorsuali, 224,4 miliardi di euro da persone decedute e imprese cessate, 138,9 miliardi da soggetti che, in base ai dati presenti nell’Anagrafe Tributaria, risultano nullatenenti)”.

Banche, Buch (Bce): Risiko Italia? "Leggiamo giornali, interessante"

Roma, 27 mar. (askanews) – La vigilanza bancaria della Bce applica ai progetti di fusioni bancarie transfrontaliere in Europa gli stessi criteri che usa per valutare le aggregazioni su base nazionale e non pone alcun ostacolo in tal senso su queste operazioni. Lo ha ribadito la presidente del ramo di vigilanza bancaria della Bce, Claudia Buch durante una audizione al Parlamento europeo. E interpellata sul “risiko” bancario nella Penisola ha replicato: “leggiamo i giornali e la situazione italiana è interessante. Ma tutto quello che dico in questa sede non va attribuito a casi specifici: posso non posso parlare delle singole banche”.

In generale, quindi, secondo Buch l’autorità di vigilanza ha “ruoli molto chiari su quello che deve fare nell’approvare le operazioni. Le regole dicono chiaramente che dobbiamo valutare le fusioni da un punto di vista prudenziale. Non siamo l’autorità sulla concorrenza, ma guardiamo come una fusione possa influenzare i criteri” chiave delle banche “quali siano le strutture di governance delle entità combinate. Ci atteniamo a questo mandato – ha proseguito – non abbiamo un mandato politico e non possiamo prendere decisioni politiche”.

“E guardiamo anche alle fusioni transnazionali su cui applichiamo gli stessi tipi di criteri per le fusioni nazionali. Nulla di quello che facciamo si frapporrebbe alle fusioni transfrontaliere. Questo – ha concluso – è importante anche nel contesto in cui queste discussioni possono avvenire”. (fonte immagine: European Parliament).

Borse europee giù: Milano -0,3%, dazi Trump affondano l’automotive

Milano, 27 mar. (askanews) – Le borse europee recuperano terreno a metà mattina, ma i principali listini restano in rosso dopo l’ondata di dazi annunciati nella notte da Donald Trump. Milano lascia sul terreno lo 0,45%, peggio per Francoforte che flette dello 0,95% e Londra -0,7%. Parigi lascia lo 0,6% e Amsterdam -0,3%, mentre Madrid limita le perdite allo 0,3%.

L’Euro Stoxx 50 segna -0,3%. Tra i titoli più pesanti d’Europa ci sono quelli dell’automotive, appesantiti proprio dai dazi statunitensi al 25% che scatteranno la prossima settimana. L’indice che racchiude titoli europei del settore perde il 2,61%, con Michelin (+0,72%) e Renault (+1%) i soli che navigano in territorio positivo. Tra i costruttori, perde terreno Stellantis -3,67%, non va meglio a Mercedes -3,32%, Porsche -3,2% e Bmw -2,16%. Volkswagen lascia l’1,95% mentre Ferrari limita le perdite all’1,09%.

E’ in corso a Parigi il vertice dei "volenterosi" sull’Ucraina

Parigi, 27 mar. (askanews) – In corso al Palazzo dell’Eliseo a Parigi il vertice dei “volenterosi” convocato dal presidente francese Emmanuel Macron. Al summit partecipano i rappresentanti di una trentina di Paesi.

Tra gli altri sono presenti il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il primo ministro britannico Keir Starmer, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il segretario generale della Nato Mark Rutte, il primo ministro polacco Donald Tusk, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il premier greco Kyriakos Mitsotakis, la danese Mette Frederiksen.

Tajani: per Ucraina forza interposizione solo con Onu, tutti coinvolti

Roma, 27 mar. (askanews) – “Certamente una parte importante delle persone sedute al tavolo comincia a prendere in considerazione l’idea che sia fondamentale avere la presenza dell’Onu, anche perché sarebbe frutto di una decisione del Consiglio di sicurezza in cui ci sono la Russia e la Cina e quindi se si arrivasse ad una forza di interposizione di qualsiasi tipo è giusto che siano coinvolti tutti, fermo restando che noi dobbiamo lavorare per la nostra sicurezza”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani uscendo dall’audizione in Parlamento tenuta con il collega della Difesa Guido Crosetto, rispondendo ad una domanda sul vertice di Parigi.

“Se si deve trattare di una garanzia del cessate il fuoco è indispensabile la presenza dell’Onu altrimenti diventa un’altra cosa, noi lo abbiamo detto sin dall’inizio che non invieremo militari italiani in altre missioni”, ha concluso.

Algeria, lo scrittore Boualem Sansal condannato a 5 anni di carcere

Roma, 27 mar. (askanews) – Lo scrittore franco-algerino Boualem Sansal è stato condannato a 5 anni di carcere e al pagamento di una multa di un milione di dinari (circa 7.000 euro) dal tribunale penale di Dar El Beida ad Algeri. Il processo allo scrittore franco-algerino, detenuto in Algeria dal 16 novembre 2024, ha colto di sorpresa coloro che si aspettavano un’indagine più lunga.

Celebrata senza preavviso, la sentenza ha sorpreso sia per la riqualificazione dei fatti decisa dal giudice istruttore – che ha portato Boualem Sansal, 80 anni, a comparire non davanti a un tribunale penale, ma davanti a un tribunale penitenziario – sia per la brevità dell’udienza, durata circa venti minuti secondo il quotidiano in lingua araba Chorrouk.

Al termine dell’udienza, il pubblico ministero ha chiesto una condanna a dieci anni di carcere e una multa di un milione di dinari (circa 7.000 euro).

Il verdetto, più clemente di quanto annunciato, conferma dunque lo scenario ottimistico già anticipato la scorsa settimana da diverse fonti vicine al caso.

Secondo loro, l’accelerazione della procedura suggerisce che le autorità algerine stiano cercando di chiudere il caso Sansal il più rapidamente possibile.

“C’è stata una forma di pacificazione”, ha dichiarato Mohamed Baghdadi, presidente dell’ordine degli avvocati di Algeri, suggerendo che l’esito di questo caso sarà deciso in base alla personalità dell’imputato. “È pur sempre un signore anziano, stanco, malato e senza precedenti penali. Sono elementi che contano nel contesto della procedura.”

Secondo un’altra fonte, questa condanna permetterebbe allo Stato algerino di “salvare la faccia, lasciando però la porta aperta a un’eventuale grazia presidenziale”, che potrebbe, secondo alcune previsioni, avvenire alla fine del Ramadan o il 5 luglio, in occasione della tradizionale grazia della Giornata dell’Indipendenza e della Gioventù. Tuttavia, poiché questa misura può essere applicata solo alle condanne definitive, la decisione di Boualem Sansal di non presentare ricorso sarebbe un’indicazione in tal senso.

Ha indubbiamente pesato molto sul verdetto anche il recente allentamento delle tensioni tra Parigi e Algeri, ottenuto grazie a contatti al più alto livello tra le due capitali, in particolare per organizzare il più rapidamente possibile una visita ad Algeri del ministro degli Affari esteri Jean-Noël Barrot.

Durante il processo, Boualem Sansal ha “negato totalmente” tutte le accuse mossegli dal giudice: attentato all’unità nazionale, insulto a un organismo costituito (l’esercito), attentato all’economia nazionale e possesso di video e pubblicazioni che minacciano la sicurezza e la stabilità nazionale.

Mentre in Francia una parte della classe politica ha manifestato a Parigi questa settimana per chiedere la liberazione dello scrittore, i media algerini hanno continuato a insistere sul fatto che i commenti di Boualem Sansal erano seri. Per il sito sovranista Algérie Patriotique, egli resta un “falso martire” che “non viene perseguitato per aver denunciato l’ingiustizia”, ma “glorificato per aver ridimensionato la colonizzazione”. Il quotidiano L’Expression ha ricordato che l’imputato ha negato di “aver minato la sicurezza dello Stato o di aver danneggiato l’Algeria”, “contrariamente” a quanto suggerivano “le sue dichiarazioni viste da milioni di algerini “. Salvate

Terrorismo, Mattarella ricorda Tarantelli: martire della democrazia

Milano, 27 mar. (askanews) – “Tarantelli venne scelto come bersaglio proprio perché raccordo tra società e Istituzioni, convinto com’era che nel confronto potesse scaturire una spinta a uno sviluppo migliore, rafforzando e non indebolendo la coesione sociale. Ezio Tarantelli – che si dedicava all’Università e agli studenti – è divenuto così martire della democrazia: nella memoria della Repubblica la sua testimonianza resta indelebile”. Lo ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Nel loro aberrante fanatismo ideologico, i brigatisti concepirono l’agguato mortale ai danni di una persona indifesa, a causa delle sue idee e del contributo che stava fornendo alle scelte del Paese.

Dunque, “a quarant’anni dal vile assassinio, la Repubblica ricorda il Professor Ezio Tarantelli, intellettuale fine e appassionato, uomo aperto al confronto, convinto sostenitore di politiche economiche orientate alla giustizia sociale e allo sviluppo dell’occupazione. In questo giorno di ricorrenza, desidero esprimere i sensi della più intensa partecipazione e vicinanza ai familiari, a chi gli era amico, a quanti meritoriamente continuano a valorizzarne l’eredità di studio e di pensiero”.

Meloni: premierato fondamentale, avanti determinati

Parigi, 27 mar. (askanews) – “La riforma del premierato che procede in Parlamento è fondamentale per l’Italia: restituisce ai cittadini il pieno potere di scegliere da chi vogliono essere governati e garantisce che chi viene scelto abbia il tempo necessario per realizzare il mandato che ha ricevuto. Così sarà finalmente possibile dare continuità alle strategie di lungo periodo e costruire un’Italia più forte, autorevole e competitiva. Non è una riforma che facciamo per questo governo ma per i governi che verranno perché un’Italia più solida ha bisogno di istituzioni stabili e di governi che possano lavorare con il tempo e la forza necessaria a dare risposte concrete”. Lo dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un video postato sui social, in cui celebra l’ingresso del suo esecutivo nella lista dei cinque governi più ‘longevi’.

Il video è stato registrato a Palazzo Chigi, nella sala in cui sono esposte le foto dei presidenti del Consiglio. “Pochissimi – sottolinea – sono rimasti al governo per oltre due anni e nessuno è arrivato alla fine della legislatura con lo stesso governo. Significa che in Italia i governi si sono succeduti senza avere il tempo di portare avanti una qualsiasi strategia definita o concreta e l’Italia lo ha pagato perché la stabilità è fondamentale per dare alla nazione una visione, un’autorevolezza, una centralità internazionale, una politica che costruisca per il futuro invece che limitarsi ad accaparrare consenso facile nel presente”.

“Noi – conclude – andremo avanti con serietà e determinazione perché è quello che gli italiani ci chiedono e meritano. E grazie a tutti per la fiducia e il supporto”.

Tennis, Zverev battuto: Sinner sempre più n.1

Roma, 27 mar. (askanews) – Si ferma agli ottavi di finale il percorso di Sascha Zverev nel Masters 1000 di Miami. Il tedesco ha perso contro il francese Arthur Fils con il punteggio di 6-3, 3-6, 4-6. Ai quarti di finale, Fils affronterà il ceco Jakub Mensik. Per Zverev, con questa sconfitta, la possibilità di superare Sinner si fa sempre più dura. Dopo la sconfitta agli ottavi a Miami, si complicano le possibilità per Sascha Zverev di superare Jannik Sinner prima del suo rientro a Roma. Il tedesco potrebbe diventare n°1 alla vigilia degli Internazionali d’Italia qualora vincesse Monte-Carlo, Madrid e Monaco. L’azzurro è sempre più vicino, dunque, alla conferma del n°1 al mondo dopo la sospensione per il caso clostebol.

Tennis, non si gioca di notte: rinviata Djokovic-Korda

Roma, 27 mar. (askanews) – Il match di quarti di finale tra Novak Djokovic e Sebastian Korda è stato cancellato e posticipato a giovedì 27 marzo. Il motivo? E’ stata applicata la norma Atp che impedisce di cominciare una partita oltre le ore 23. Nole e l’americano avrebbero dovuto sfidarsi ‘non oltre’ le 20.30 locali, ma i quattro match precedenti sono andati per le lunghe. I due giocatori così hanno lasciato l’Hard Rock Stadium e vi torneranno giovedì, con il match previsto come terzo sul Centrale dalle ore 13 locali. Questa la nota dell’Atp sul proprio sito: Come ha comunicato ufficialmente l’Atp sul proprio sito “In conformità con le regole ATP che non consentono che una partita vada in campo dopo le 23:00, l’incontro tra Djokovic e Korda sarà ora il terzo incontro dalle 13:00 ora locale di Miami”. La regola era stata introdotta dopo il caso Sinner a Parigi Bercy 2023, con l’azzurro che aveva terminato il proprio match alle 2.25 di notte ed era stato costretto al ritiro il giorno dopo, non disputando così la partita con De Minaur di ottavi di finale.

Bce: poche fusioni transfrontaliere di banche Ue ma dinamiche attive

Roma, 27 mar. (askanews) – La vigilanza bancaria della Bce rileva “dinamiche attive di consolidamento” tra le banche in Europa, ma nel suo rapporto annuale avverte che nel 2024 “il numero di operazioni di consolidamento transfrontaliero è rimasto esiguo”.

Questo, appunto, “nonostante siano emerse dinamiche attive di consolidamento e trasformazione”. Un possibile riferimento indiretto anche alle mosse di UniCredit sulla tedesca Commerzbank, operazione che nello studio non viene comunque menzionata.

Sempre nel 2024 il numero di banche più piccole (Lsi o “enti meno significativi”) ha continuato a ridursi, dice ancora la Bce, principalmente a seguito di fusioni, sebbene siano state concesse alcune autorizzazioni all’esercizio dell’attività a nuove società fintech. Il 77 per cento del totale degli Lsi europei ha sede in Germania e Austria. La maggior parte delle variazioni strutturali in tale settore nel 2024 è connessa alle fusioni di 43 enti, prevalentemente con sede in Germania.

Bce, Buch: concentrati su solidità banche e stabilità finanziaria

Roma, 27 mar. (askanews) – Sicurezza e la solidità delle banche vigilate e stabilità del sistema finanziario. Sono i due elementi chiave di impegno istituzionale citati dalla presidente del ramo di vigilanza bancaria della Bce, Claudia Buch, nel suo editoriale al rapporto annuale. “Accanto agli sforzi di vigilanza, un solido quadro normativo, orientato alla resilienza, è fondamentale per preservare la stabilità”, aggiunge.

Secondo Buch servono progressi legislativi sulla gestione delle crisi e sulla tutela dei depositi, per consentire gestire in modo più efficace i fallimenti bancari e proteggere i correntisti.

In una sorta di lista di propositi l’eponente della Bce, che a breve si recherà ad una audizione, cita la necessità di “completare l’unione bancaria e fare ulteriori passi avanti verso un’unione dei mercati dei capitali: priorità fondamentali per rafforzare la resilienza e l’integrazione del sistema finanziario europeo”. (fonte immagine: European Central Bank).

Yanagi in Pirelli HangarBicocca, arte che somiglia a una speranza

Milano, 27 mar. (askanews) – Il caos e la quiete; la distruzione e la ricomposizione; l’inferno e il cielo. Attraversare la mostra “Icarus” dell’artista giapponese Yukinori Yanagi, ospitata nelle Navate di Pirelli HangarBicocca a Milano, un’esperienza che genera di continuo sensazioni opposte, apparentemente inconciliabili, eppure armonizzate dalla grande consapevolezza dei lavori. Ci sono esplosioni nucleari e grandi neon, c’ l’evocazione pop di Godzilla e ci sono spazi di pura poesia, ci sono le formiche, che si muovono attraverso le bandiere di sabbia in un’opera famosa presentata alla Biennale di Venezia. E ovviamente c’ il pensiero di Yanagi.

“L’essere umano – ci ha detto l’artista – ha un cervello pi sviluppato rispetto alle formiche e questo fa s che sia sempre in uno stato di cambiamento. Il problema che a volte questo costante stato di cambiamento crea delle contraddizioni, ma da queste contraddizioni nasce la speranza, che ci che ci porta ad andare avanti”.

La speranza, una parola decisiva se si vuole provare a “essere” realmente nella mostra, che uno spazio di continua incertezza, e quindi di possibilit, memore del passato spesso tragico, ma aperto a una riconsiderazione dell’idea di futuro. Il progetto curato da Vicente Todol insieme a Fiammetta Griccioli. ” un’artista che lavora con diversi media – ha spiegato ad askanews la co-curatrice – dalla scultura all’installazione al disegno e che sa combinare opere su una scala maggiore, architettonica possiamo dire, con gesti pi intimi come disegni che seguono le tracce delle formiche e ha questa capacit unica di relazionarsi allo spazio architettonico, a spazi postindustriali come quelli di HangarBicocca”.

Tra le tante opere che catturano attenzione ed emozioni spicca, a nostro avviso, quella che d il titolo all mostra. “Icarus – ha aggiunto Griccioli – fa riferimento al mito greco di Icaro, che per l’artista diventa una metafora sull’arroganza umana, sull’eccessiva confidenza nella tecnologia, nella modernizzazione, quindi quasi un monito”.

Dentro i container, simbolo tangibile di una globalizzazione selvaggia, il visitatore vive una vera e propria sospensione del tempo. Come Icaro ci si pu avvicinare al sole, ma i corridoi bui ed incerti, con i loro specchi e i versi di Mishima, sono anche una strada verso l’altro e, pur nella totale orizzontalit del lavoro, anche verso l’alto, verso il cielo. Quello stesso che Icaro attravers cercando la sua forma di felicit. un lavoro importante, che ricorda, come intensit, le cose migliori viste in Hangar negli anni, e possiamo citare Juan Munoz, Mike Kelley o Carsten Holler, per intenderci.

“Io desidero che l’arte – ha concluso Yukinori Yanagi – sia una forma di salvezza, perch alla fine ci permette di entrare in contatto con l’altro, con le altre persone. E l’immaginazione ci permette di creare delle storie che possono permetterci di raggiungere sia chi non c’ pi, sia chi verr in futuro”. E proprio il futuro diventa possibile qui dentro, anche sotto una bomba nucleare mai esplosa, che ci fa da monito, certo, ma nel contempo offre uno spazio di possibilit reale.

Indietro non si torna, gli europei devono guardare avanti

Febbraio 2014, Victoria Nuland, stratega della politica estera Usa già ai tempi di Bill Clinton, plenipotenziaria di Obama in Ucraina, al telefono: “Fuck the European Union”. Marzo 2025, James David Vance, vice di Trump: “Non mi piace l’idea di salvare di nuovo l’Europa”. Sono passati 11 anni, sono cambiate le amministrazioni, ma pare che gli amici di oltreoceano percepiscano l’Ue come una sorta di figlioccia sregolata e inaffidabile, inutile, pericolosa e dannosa. 

Prendiamone atto. Dopo decenni di cooperazione, i rapporti sono cambiati, il mondo multipolare pone sfide nuove e per l’Europa è arrivato il tempo di crescere. È come nella vita: serve mettere da parte ogni indugio e crescere, indietro non si torna. Servono una identità chiara e alcune consapevolezze: l’identità europea non è un’astrazione culturale. Quando i Popolari europei fanno riferimento alle radici cristiane dell’Europa, il focus non è sulla vita di Cristo oltre 2000 anni fa, ma sull’incommensurabile bagaglio di conoscenze e capacità, innovazioni e slanci valoriali, geopolitici e culturali promossi da chi si rifaceva all’identità cristiana. Insomma, le fondamenta dell’Europa come la conosciamo oggi. 

I monaci benedettini che, nel Medioevo, trasmettevano la conoscenza copiando e abbellendo i testi disponibili, e Aldo Moro e il programma Tv “Non è mai troppo tardi” nell’Italia degli anni ‘50, sono legati dal fil rouge della condivisone di valori e conoscenze e dalla loro trasmissione alle generazioni presenti e future.

Per questo, nel mondo della globalizzazione mal realizzata, dei social e della disinformazione, per ricostruire l’identità europea sono quanto mai necessarie occasioni di incontro, confronto e informazione. In questo senso, chiunque metta intorno a un tavolo una pluralità di attori fa un servizio non al proprio partito, alla propria corrente o associazione culturale, ma lavora – spesso gratuitamente – per la nostra Europa. Come più volte ricordato in questa sede e per una volta ancora, è utile prendere come riferimento la Polonia degli anni ’80, nella fattispecie gli attivisti del sindacato cattolico Solidarność. Erano iscritti del primo sindacato indipendente, rappresentante di generazioni di operai e lavoratori che, dagli anni ‘50, lavoravano, spesso a costo della libertà personale, per creare un’alternativa alla dittatura comunista. Insieme alla Conferenza episcopale polacca dell’epoca, costruivano giorno dopo giorno un’alternativa, nel nome dei valori cattolici, avendo bene in mente la necessità di creare un futuro diverso e migliore. 

Tra il 1981 e il 1989, in Polonia, migliaia di volontari (docenti universitari e non, scienziati, artisti, sacerdoti, etc…) hanno dato vita al pellegrinaggio verso il santuario della Madonna Nera di Częstochowa. Dopo un giorno di marcia i pellegrini usufruivano di lezioni di formazione politica, letture di testi sociologici e antropologici, gratuitamente fornite dagli attivisti di Solidarność. Le loro azioni hanno fatto crollare il Muro di Berlino e costruito un’alternativa democratica per tutta l’Europa centrorientale. 

Oggi, come allora, il lavoro, la fatica, le qualità di chi lavora nel nome di valori che hanno radici antiche ma sono quanto mai attuali, costituiscono la chiave per un avvenire migliore per l’Ue e, soprattutto, per gli europei del futuro. Solo i veri Popolari sanno come adempiere a questo ruolo e a questa generazione di Popolari europei sono richiesti, come sempre in tempi di crisi, generosità, visione e senso di responsabilità.

L’America è figlia dell’Europa, se lo rinnega spezza se stessa

L’America è figlia dell’Europa, e cosi quando gli stretti collaboratori di Trump colti con le parole nel sacco di una chat definiscono “parassiti” gli europei, rinnegano la loro genesi. E del resto lei Presidente Donald Trump a chi è figlio? Non è forse originario di una famiglia tedesca? Insomma è figlio di immigrati come altri Presidenti degli Usa. E tal Amerigo Vespucci, navigatore ed esploratore, stando agli annali storici non fu lo scopritore del Nuovo Mondo, che poi in suo onore fu chiamato America? 

Senza andare a consultare l’enciclopedia Treccani, basta Wikipedia per ricordarci che: “…Gli Stati Uniti d’America ebbero origine dalle tredici colonie britanniche situate lungo la costa atlantica. Le controversie tra la Gran Bretagna e le colonie sfociarono in un conflitto: il 4 luglio 1776 i delegati delle tredici colonie redassero e approvarono all’unanimità la dichiarazione di indipendenza, che diede ufficialmente vita a un nuovo Stato federale. La guerra d’indipendenza americana, conclusasi con il riconoscimento dell’indipendenza degli Stati Uniti dal Regno di Gran Bretagna, è stata la prima guerra per l’indipendenza da una potenza coloniale europea. Nel corso del XIX secolo gli Stati Uniti acquisirono nuovi territori da Francia, Spagna, Regno Unito, Messico e Impero russo”. 

La statua della Libertà, divenuta simbolo mondiale della libertà e accoglienza di miseri e oppressi, fu donata dalla Francia agli Stati Uniti in segno di amicizia per il centenario della dichiarazione di indipendenza statunitense dal Regno Unito. Da allora si trova su un’isola di fronte a New York: Liberty Island. Recentemente Raphaël Glucksmann (segretario del partito di centrosinistra francese Place publique) ha chiesto provocatoriamente di restituirla alla Francia sostenendo che le politiche del presidente Donald Trump vanno contro agli ideali di libertà rappresentati dal monumento. Il Canada, che Trump vorrebbe acquisire come 51° stato americano, ha una genesi analoga. 

Wikipedia: “Il suo territorio fu colonizzato da Francia e Gran Bretagna a inizio XVII secolo. I francesi persero in seguito i loro territori progressivamente a favore dell’Impero britannico: il 1º luglio 1867 nacque la federazione canadese con l’unione delle tre colonie del Nord America Britannico di Nuova Scozia, Nuovo Brunswick e Canada, che in seguito divennero quattro per la scissione della provincia del Canada in Ontario e Québec. Nel corso del tempo si aggiunsero più province, che avrebbero poi formato l’odierno Stato nordamericano. Costituitosi in Stato unitario il 1º luglio 1867 come Confederazione canadese per iniziativa della Corona britannica, divenne formalmente coeguale con il Regno Unito l’11 dicembre 1931. Il Canada è uno Stato membro del Commonwealth britannico, del quale è uno dei quindici reami: di conseguenza, benché indipendente ha come capo di Stato il sovrano del Regno Unito”, oggi Re Carlo III il quale, si dice, con il consueto humor avrebbe invitato l’America a entrare nel Commonwealth. 

È quindi ovvio che l’Unione Europea, nata dalle ceneri della seconda guerra mondiale da paesi liberati dal giogo nazifascista soprattutto grazie all’intervento degli Usa, non è nata per fregare la figlia America come ha improvvidamente sostenuto Trump. Il primo ministro polacco e presidente di turno Ue Donald Tusk ha risposto al presidente Usa Donald Trump: “L’Ue non è stata creata per fregare nessuno. Al contrario. È stata creata per mantenere la pace, per costruire rispetto tra le nostre nazioni, per creare un commercio libero ed equo e per rafforzare la nostra amicizia transatlantica. Semplicemente così”.

Insomma, paradossalmente, sarebbe forse più sostenibile che, invece di staccarsi, gli Usa aderiscano agli Stati Uniti d’Europa in fieri. Gli Usa sono un melting pot che è poi divenuto la sua forza. Tra Europa e America quindi vi sono antichi e profondi legami di sangue, storie, culture e relazioni umane difficili da scindere senza spezzare il cuore americano e la sua potenza.

Europa, ritorno al futuro o corsa verso il baratro?

Il processo di ridefinizione degli equilibri globali sembra esser giunto in uno stadio nel quale l’alone di ambiguità che solitamente circonda le posizioni politiche espresse da organizzazioni internazionali, stati, partiti e soggetti a vario titolo influenti, richiede di essere il più possibile ridotto o eliminato. La situazione di crisi, o di assenza, di fiducia impone a ciascuna parte di esprimere con chiarezza la propria strategia per ridurre il grado di reciproca diffidenza, che è l’ambiente ideale per la gestastazione di grandi guerre.

Ecco, allora, che vi sono delle domande che i soggetti politici, a ogni livello, e a ogni latitudine del globo, non possono lasciare senza risposta, se non vogliono esser complici di sviluppi avventurosi. Per l’Occidente tali domande sono essenzialmente quattro.

L’unilateralismo è davvero finito, quindi nulla osta più al multilateralismo? Cosa sono e cosa vogliono i Brics? Cosa vuole la Russia? Qual è la strategia dell’Unione Europea?

Al di là del cinema quotidiano inscenato dall’Amministrazione Trump, vi è in sostanza il ritorno postumo di Kissinger al potere. Negli Usa ha prevalso la fazione “realista” e indipendentista, ha perso la fazione, trasversale ai due partiti, “unipolarista” e “lealista”, lealista soprattutto alla secolare architettura finanziaria londinese. Cosicché l’Occidente appare diviso. Gli Stati Uniti accettano nei fatti il nuovo assetto globale multilaterale, che implica, tra le altre cose, la rinuncia a infliggere una sconfitta strategica alla Russia alla quale vengono anzi, aperte le porte per l’integrazione nell’Occidente, a cui peraltro la Russia appartiene per cultura, storia, geografia.

Nel contempo il Regno Unito si arrocca nella difesa strenua dell’unipolarismo e assume nei fatti, pur da Stato esterno, e per quanto  paradossale possa sembrare dopo la Brexit, la guida politica dell’Unione Europea, per tramite della Francia, potendo ancora contare, ottant’anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, sulla subordinazione (senza alternative, almeno per ora) della Germania. Qui sta la genesi della situazione surreale venutasi a creare dopo il ritorno di Trump, che vede gli Stati Uniti virare verso una soluzione diplomatica per l’Ucraina e l’Ue attestata sulla continuazione della guerra. E che permette, di nuovo (!), ai poteri finanziari d’Oltremanica di puntare sul riarmo tedesco, in una duplice funzione, antirussa e nel contempo di complessivo indebolimento attraverso la distruzione bellica, dell’Europa continentale nel suo complesso, Est e Ovest.

Questa divisione all’interno dell’Occidente appare ancora più seria alla luce di ciò che effettivamente sono e vogliono i Paesi organizzati nel Coordinamento Brics. Infatti, la più importante associazione di Stati dopo il G20, non ha mai manifestato intenti sovversivi, meno che mai bellicosi, rispetto all’ordine internazionale ma ha espresso e continua a esprimere, un approccio propositivo volto alla riforma, al miglioramento e all’aggiornamento del sistema delle istituzioni globali, a iniziare da quelle finanziarie.

E a ben vedere non fa eccezione neanche la Russia, rea di una grave e palese violazione del diritto internazionale con l’invasione dell’Ucraina. Mosca sta tentando di prendersi con la forza, sbagliando, ciò che in passato è stato oggetto di destabilizzazione e di illegale cambiamento di regime da parte dell’Occidente, che ha sbagliato a sua volta. Non se ne esce se non con il ritorno alla diplomazia, in un contesto caratterizzato dalla accettazione di tutte le parti del multilateralismo.

L’Unione Europea, divenuta dopo la rielezione di Trump, a trazione anglo-francese, si sta ponendo da sola fuori dai giochi, come è emerso anche la settimana scorsa dai lavori del Raisina Dialogue 2025, la Conferenza di Monaco, dell’Asia indopacifica. La narrazione della presidente della Commissione von der Leyen stride talora con lo spirito dei padri fondatori dell’Europa. Da un’Europa da costruire per rendere impossibile la guerra anche creando una difesa comune sovrastatale, a un’Europa che si prepara, mettendola quasi in agenda, alla guerra negli anni futuri. Da un’Europa che già agli inizi degli anni cinquanta tentava di darsi una difesa comune a un’Europa che, avventatamente, permette, e incoraggia il riarmo nazionale tedesco.

Questa situazione di grande ambiguità, qui sbrigativamente ricapitolata, si ripercuote nella politica italiana. Anche a questo livello occorre un’operazione di disambiguazione politica. Soprattutto al centro. Perché la visione espressa, per esempio, da Calenda o da Più Europa (a differenza della linea molto equilibrata tenuta dal ministro degli Esteri Tajani), difficilmente appare componibile con il progetto di una Ue che si attrezza a diventare protagonista in un contesto globale caratterizzato dal multipolarismo. Il popolarismo, l’eredità della politica estera democristiana, De Gasperi, Moro e Andreotti, sono altra cosa. Ce lo ricorda, ad esempio, Lucio D’Ubaldo quando, in una recente intervista, ha parlato della necessità di un “globalismo plurale”, un concetto che appare adeguato alla gestione pacifica e inclusiva delle dinamiche del mondo attuale, ma che richiede una conversione alla visione multilaterale, dell’intero Occidente prima che, come sempre accade nella storia nelle situazioni simili a quella attuale, la brutalità dei fatti possa prendere definitivamente il sopravvento sulla ragione e sulle buone intenzioni.

Trump, Vance e l’Europa scroccona

A causa di un grossolano errore, informazioni “classificate” del Governo USA su azioni di guerra in Yemen, scambiate sulla piattaforma Signal, sono finite anche al Direttore della rivista The Atlantic. Ne è venuto fuori che il Vice Presidente Vance ha detto come “odia salvare l’Europa”.

Nello scambio di battute con Hegseth, il segretario della Difesa ne è venuto fuori il ritratto di un Europa “patetica.” Trump, a commento dell’episodio, ha detto che gli Europei sono dei parassiti e che il Direttore del giornale è un farabutto. Siamo di fronte ad un frasario ruvido e di tutta franchezza verso il vecchio Continente. 

Nel film “Questa specie d’amore” una coppia in crisi cede al tradimento. Solo con l’intervento del padre di lui ritroveranno intesa e morale d’un tempo. Il sentimento che ha unito Usa ed Europa è svaporato fino ad arrivare, almeno da una parte, alla detestazione. Forse un giorno un padre della patria interverrà a riportare la ragionevolezza ed un antico afflato tra le due terre, ma per adesso le cose sono così.

Trump ha girato le spalle a quella che fu la genitrice dei pellegrini che sbarcarono secoli addietro oltre oceano per dare vita al paese più forte al mondo. Sull’accaduto ha sostanzialmente fatto spallucce. Non ha fatto ricorso a frasari diplomatici per addolcire le parole, anzi rimarcandole. Ha dato una spallata a quel poco che ancora restava in piedi di buona considerazione verso una madre annebbiata ed affannata ma non priva di sapienza storica.

Sembra che adesso Trump voglia disarcionarsi di dosso la storica alleata e far correre libero e leggero il mustang americano senza traini ad infiacchirlo. Non a caso “mustang” si riferisce ad una razza di cavallo che non ha padrone, dal carattere selvaggio e che non risponde a nessuno se non a se stesso. Mustang è per definizione “l’animale che si allontana” e quella degli Usa è per certo una presa di distanza dalla cara vecchia Europa.

Sin dalla sua origine l’Europa è sempre stata fucina di guerre interne e di conquista del mondo. Su questo ha dato lezione all’umanità fino al momento attuale. Oggi, invece, ha perso smalto. Non ha più voglia di menare le mani. È demograficamente malconcia ed i soldi che in tasca preferisce spenderli per una migliore qualità di una vita che investirla in armi. Su questo, a vederla in positivo, potrebbe rappresentare uno stadio evolutivo, che paga essere andata troppo avanti rispetto ad uno scenario che urla ancora il piacere e la necessità di conflitti e di sangue.

Putin e Trump hanno dato una spallata decisa agli equilibri in corso per rimescolare le carte e fare una nuova partita di gioco. Sull’Europa, che non c’è, aleggiano instancabili sparvieri in attesa di sfinirne quel poco che la tiene in piedi. In caccia si attacca sempre la preda più debole. Si è cominciato con l’Ucraina e quando si avrà nuova fame forse si continuerà, puntando sulla disunione del branco.

Eppure messe le cose in questo modo versiamo in errore. La realtà dice altro e che, malgrado le apparenze, stiamo cadendo in un gigantesco equivoco. Il fatto va letto invece con compiacimento. Ci sarebbe, infatti, tutto da rallegrarsi per la targa di pateticità assegnata positivamente all’Europa. 

Ci sarà stata senz’altro una forbita suggestione riferita all’ascolto della splendida “Patetica” di Beethoven per cui il termine va inteso non come commiserazione e disprezzo ma al contrario secondo lo spirito di Schiller. Così, “il patetico è la vera essenza del sublime e solo mediante la rappresentazione della natura sofferente si raggiunge il sublime”. A tradurla in volgare, solo attraverso il rantolo europeo si può gustare la sublimazione dei paesi che ne sono compromessi.

Sono sempre i nostri pregiudizi a vedere nero lì dove è il bianco. Anche il parassita è un titolo di merito da non trascurare. Infatti, da principio, ai tempi di Atene, i parassiti erano funzionari addetti al culto di divinità a cui spettava dividersi la vittima sacrificale. Gente, insomma, d’appetito e con un rango di tutto riguardo.

Solo successivamente, al tempo del teatro dei Romani, sembra siano stati trasformati in personaggi addetto a provocare la risata, ingordi furbacchioni che si muovono alle spalle di ignari padroni. A farla breve, sono degli scrocconi.

Stupidi noi a non capire che “patetici e parassiti” sono dei complimenti, appena camuffati per non arrossire per l’elogio attestato. Sembra che l’Europa debba allora ravvedersi, finire di bearsi nella sua bellezza di arte ed eleganza e tornare ad allenarsi per far scrocchiare le nocche delle proprie mani pronta a stendere l’eventuale avversario. È una triste prospettiva, il prezzo da scontare per essersi spinti troppo avanti in un modello di civiltà che non contempla sangue e pallottole. Più che un ritorno al futuro si tratterà di andare indietro nel futuro e possibilmente tentare di restarci. Sarebbe solo un sogno.

Macron: altri 2 miliardi per Kiev

Roma, 26 mar. (askanews) – Il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito oggi il sostegno dell’Europa all’Ucraina e ha riconosciuto l’impegno per il cessate il fuoco del presidente Usa Donald Trump, incontrando il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

“L’aggressività della Russia impatta molto direttamente sulla nostra sicurezza in Europa. Siamo in una fase decisiva per porre fine a questa guerra d’aggressione. Voglio riconoscere gli sforzi del presidente Trump” in favore di un cessate il fuoco, ha detto Macron.

Macron ha annunciato altri due miliardi di euro a favore di Kiev: “Abbiamo predisposto un aiuto supplementare con missili terra-aria Mistral, carri AMX-10 RC e munizioni”.

Il presidente francese ha inoltre sostenuto la creazione di forze europee capaci di dissuadere qualsiasi nuova aggressione russa. “L’obiettivo è mantenere l’Ucraina sul suo terreno. La Francia proseguirà il suo impegno, in concerto con i partner europei e gli alleati”, ha detto. “C’è – ha aggiunto – un solo aggressore, la Russia, e un solo resistente: voi”.

A Roma la quarta edizione dell’Healthcare Innovation Forum

Roma, 26 mar. (askanews) – L’analisi dei cambiamenti nel settore healthcare al centro della 4 Edizione dell’Healthcare Innovation Forum a Roma. Un’edizione che ha esplorato il settore sanitario attraverso una prospettiva politico-sociale, con un’attenzione particolare alle sinergie tra innovazione tecnologica e intelligenza artificiale. L’evento stato organizzato da CORE con il coordinamento scientifico di Giuseppe Navanteri, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Clinica e ICT presso l’IFO Istituto Nazionale Tumori Regina Elena-Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma.

“Cercher di concentrare tutta una serie di necessit in tre grandi insiemi fondamentali. Il primo sicuramente quello di programmare. Programmare, l’abbiamo detto gi durante i vari panel, necessario farlo partendo dalle SIS, analizzando quelli che sono i processi e cercando di reinventarli rispetto a quello che quindi l’esigenza, la nuova esigenza. Passiamo quindi al secondo pilastro principale che diventa lo strumento con cui si trasforma il processo. Quale quindi la distruzione creatrice? Questa distruzione creatrice che deve essere considerata come sinonimo dell’operation management. Il terzo pilastro quello del misurare, e qui entra in gioco ovviamente la parte del digital. Come si misura? Si misura attraverso una digitalizzazione di tutto il processo che permette quindi l’ingresso di dati. I dati riescono a trasformarsi a quel punto in informazioni”.

Diversi i panel della giornata, dall’evoluzione del Sistema Sanitario Nazionale come volano per lo sviluppo economico, alla sostenibilit nei sistemi sanitari ed i nuovi strumenti per l’evoluzione dei processi sanitari italiani. poi intervenuto Francesco Zaffini, Presidente Commissione Affari sociali, sanit, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, Senato della Repubblica:

“Il privato porta migliore organizzazione dell’erogazione delle prestazioni, porta qualit, porta capillarit sul territorio nazionale e porta anche quantit di prestazioni erogate. Il 40% circa dei due milioni di prestazioni che eroga il nostro servizio sanitario nazionale lo eroga il privato convenzionato”.

Infine intervenuto Guido Quintino Liris, Epidemiologo e Membro della Commissione Programmazione Economica e Bilancio, Senato della Repubblica Italiana:

“Alcuni delle delle conoscenze che abbiamo a disposizione, il flusso dei dati in particolar modo che i medici di medicina in generale e gli specialisti ambulatoriali gestiscono, portano addirittura una capacit mediante anche l’intelligenza artificiale; si tratta di un’altra sfida, ovvero costruire una medicina predittiva, personalizzata nei confronti di un paziente di cui sappiamo tutto in termini fisici, rivolti alla persona, ma anche del contesto familiare”.

Un evento che si confermato come un appuntamento imprescindibile per tutti gli attori del settore sanitario, offrendo una piattaforma di confronto e riflessione sulle sfide e le opportunit della sanit del futuro.

Tregua fragile Meloni-Salvini, la premier a Parigi con il "no" alle truppe senza Onu

Parigi, 26 mar. (askanews) – L’Italia lavora per arrivare a “garanzie di sicurezza solide ed efficaci”, ma nel contesto della Nato e senza “alcuna partecipazione” a una eventuale forza militare sul terreno, almeno senza il cappello dell’Onu. E’ questa la linea che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ribadirà domani al vertice dei “volenterosi” convocato a Parigi da Emmanuel Macron che oggi pomeriggio ha già accolto all’Eliseo, per una cena di lavoro, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Una linea scaturita dopo un vertice “ibrido” (il ministro degli Esteri Antonio Tajani era fuori Roma) che ha visto riuniti oltre alla premier il vicepremier Matteo Salvini e il ministro della Difesa Guido Crosetto.

Proprio la “diplomazia parallela” del leghista (tra la telefonata con J.D. Vance e dichiarazioni contro la difesa europea) nei giorni scorsi avevano infastidito tanto Palazzo Chigi quanto la Farnesina ed era ben difficile continuare a far finta di nulla. Per questo, secondo quanto riferito, nel corso della riunione di stamani Meloni avrebbe chiesto a Salvini di abbassare i toni e limitare le iniziative personali in politica estera – che, ha ribadito, è materia che compete a lei e al ministro degli Esteri – sia per non dare ai cittadini l’immagine di un esecutivo diviso, sia per non indebolire l’Italia ai tavoli internazionali, a partire da quello di domani. Alla fine, per restare a un gergo militare e diplomatico, quello che emerge dalla lettura tra le righe del comunicato finale e da indiscrezioni, è che al tavolo di Palazzo Chigi non è stata firmata una pace, al massimo un cessate il fuoco, più plausibilmente una tregua. Che potrebbe saltare già con la calendarizzazione, domani da parte della Conferenza dei Capigruppoo della Camera, delle mozioni sul ‘ReArm Europe’. Al momento ci sono quella di Azione (favorevole) e quelle contrarie di Avs e M5s, che mandano in frantumi l’opposizione e spiazzano il Pd. Ma he obbligano anche la maggioranza a prendere posizione. Che farà il centrodestra? Riuscirà a presentare un proprio documento unitarua con la Lega fortemente contraria al piano von der Leyen? O rinuncerà a presentare una propria posizione al voto del Parlamento? Dovendo comunque i gruppi prendere posizione su quelle altrui: Salvini voterà sì o no al no di Conte al piano von der Leyen? E Meloni Lupi e Tajani come voteranno sul sì’ di Calenda?

Intanto la premier, dopo una breve visita ad ‘Agricoltura E”, parte già stasera per Parigi. Al centro dell’incontro dell’Eliseo ci sarà la costituzione, sotto la guida di Francia e Regno Unito, di una missione militare della cosiddetta “Coalizione dei volenterosi” (un gruppo di trenta Paesi, non solo europei) da inviare in Ucraina per garantire il rispetto di un’eventuale tregua. Un’ipotesi sul tavolo prevedrebbe un impianto a quattro linee: la prima di caschi blu dell’Onu di Paesi non europei in un’area smilitarizzata al confine con la Russia; la seconda di soldati ucraini; la terza di forze militari europee e di altri “volenterosi”; la quarta, come backstop fuori dai confini ucraini, coperta dagli Usa. Un impianto tutto da costruire e complicato dal necessario passaggio al Palazzo di Vetro (dove Russia e Cina siedono nel Consiglio di sicurezza) e dalle intenzioni di Donald Trump, che al momento sul progetto Macron-Starmer non si è pronunciato né tantomeno ha dato il via libera.

In questo piano si inserisce la posizione italiana. Meloni – che procede in difficile equilibrio tra la fedeltà all’Ue e la vicinanza a Trump – ha vissuto con fastidio il protagonismo di Macron e Starmer. Ai precedenti vertici di Londra e Parigi è andata controvoglia e per far mettere a verbale la contrarietà italiana alla forza dei volenterosi, una soluzione che ritiene “complessa e non efficace”. Cosa che ribadirà anche domani.

Del resto anche al vertice di questa mattina è stato concordato che “non è prevista alcuna partecipazione nazionale ad una eventuale forza militare sul terreno”. Resta però aperta la porta – e difficilmente potrebbe essere altrimenti – in caso di una missione Onu per il monitoraggio del cessate il fuoco che “il Governo italiano sostiene da tempo”. Per il resto è stato “riaffermato l’impegno alla costruzione, insieme ai partner europei e occidentali e con gli Stati Uniti, di garanzie di sicurezza solide ed efficaci per l’Ucraina che trovino fondamento nel contesto euroatlantico”. Per la premier il modello è quello dell’estensione dell’articolo 5 del Trattato Nato, che permetta a Kiev una copertura pur senza l’adesione all’Alleanza. Una proposta che secondo Meloni – ma in tal senso non si hanno al momento conferme – “sta riscontrando sempre più interesse tra i partner internazionali”.

La filiale russa torna in possesso di Ariston: Putin revoca la nazionalizzazione

Milano, 26 mar. (askanews) – Torna nelle disponibilità di Ariston la filiale russa nazionalizzata da Putin poco meno di un anno fa, nell’aprile del 2024. Ariston group, infatti, in una nota, annuncia che il 26 marzo 2025, il decreto presidenziale n. 176 della Federazione Russa ha restituito ad Ariston Holding la proprietà e la piena gestione delle quote della propria controllata russa, Ariston Thermo Rus. La decisione segna la fine della gestione temporanea affidata a Gazprom Bytovie Sistemy (società del gruppo Gazprom), introdotta dal decreto presidenziale n. 294 del 26 aprile 2024.

“Accogliamo con grande favore la decisione delle autorità russe, che ci consente di tornare a gestire direttamente la nostra controllata – afferma nella nota Paolo Merloni, presidente esecutivo di Ariston group – un segnale di riconoscimento per i decenni di investimenti e gestione responsabile nel Paese, per il nostro impegno verso oltre 300 collaboratori russi e per la continuità del business locale. Riprenderemo le attività insieme alla nostra leadership locale, nel pieno rispetto delle normative e delle sanzioni vigenti, con l’obiettivo di proseguire il nostro percorso in Russia”.

Il nuovo decreto annulla infatti il punto “a” del paragrafo 1 del decreto precedente, permettendo ad Ariston group di riacquisire totalmente la proprietà e il controllo operativo della società russa. Ariston Thermo Rus, con sede a Mosca, è attiva nel Paese da quasi cinquant’anni, gestisce uno stabilimento produttivo alle porte di San Pietroburgo ed è guidata da un affermato team manageriale locale.

Alla luce di questo cambiamento, il Consiglio di Amministrazione di Ariston group riesaminerà la decisione presa il primo agosto 2024 di deconsolidare Ariston Thermo Rus e contabilizzare le relative perdite.

Ddl sicurezza, la partita sui contenuti si sposta al Senato

Roma, 26 mar. (askanews) – L’esame, nell’aula del Senato sul ddl sicurezza sarà il momento della verità sulle intenzioni di Palazzo Chigi. In particolare, sui rilievi sollevati dal Quirinale in merito ad alcune misure del provvedimento-bandiera, in salsa securitaria, del centrodestra. Oggi le commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato hanno dato il via libera a un testo, rimasto invariato nella sostanza, ma con alcune modifiche necessarie per allineare le annualità delle coperture di un testo che la maggioranza non è riuscita ad approvare entro il 2024. Cosa che impone comunque la terza lettura alla Camera, che la Lega aveva respinto sinora come fumo negli occhi.

La partita sui contenuti del provvedimento si sposta dunque nell’assemblea di Palazzo Madama, con le opposizioni sul piede di guerra che hanno già annunciato centinaia di emendamenti in aula. E rischia di fare da detonatore al ‘nodo’ politico rimasto irrisolto nel corso del lunghissimo iter parlamentare (il provvedimento è stato approvato dal Consiglio dei ministri a novembre del 2023 e dalla Camera in prima lettura il 18 settembre del 2024). ‘Nodo’ che si era reso evidente quando prima di Natale il ministro per i Rapporti con il Parlamento Nicola Ciriani aveva aperto a ritocchi incontrando però l’immediato alt leghista. Una differenza di posizioni che per il momento non sembrano essere stati risolti.

Oggi, mentre Ciriani ha ribadito che il governo si riserva “di fare qualche ultimo intervento in aula, piccoli interventi di natura chirurgica” tali da non mettere “in discussione l’impianto”, il sottosegretario all’Interno, il leghista Nicola Molteni, uscendo dalla riunione delle commissioni, ha risposto secco: occorre ora “accelerare e non frenare”, si tratta di un ddl che “non può essere ostaggio dell’ostruzionismo e dell’approccio ideologico delle opposizioni. La maggioranza è stra-compatta, il ddl nasce dalla volontà politica del presidente del Consiglio, dei quattro partiti di maggioranza, di dare una risposta importante al Paese sul tema della sicurezza e sulla tutela delle nostre forze di polizia”.

A chi gli ricorda che Palazzo Chigi aveva aperto su alcune norme come le madri detenute, Molteni difende lo stop all’automatismo del divieto del carcere per le madri incinte o con figli minori di un anno (“una norma sacrosanta che vogliamo tutelare”). Sull’articolo 31 che riguarda i servizi segreti e che le opposizioni hanno definito come “una schedatura in massa dei cittadini”, il sottosegretario ha preferito glissare. Nel caso di modifiche, ha replicato con un “si vedrà” sulla possibilità ventilata dalla Lega di presentare, allora, le sue contro-proposte. La sintesi del partito di Matteo Salvini la offre il capogruppo Massimiliano Romeo: fatte le modifiche sulle coperture, il testo deve passare “così com’è”, la “terza lettura” sia una “formalità, siamo per un’approvazione rapida”. Poi “vediamo il governo che intenzioni ha”.

Il ddl deve ancora essere calendarizzato e nei corridoi del Senato si parla di un probabile approdo davanti all’assemblea nella secondo settimana di aprile. Poco dopo il congresso della Lega del 5 e 6 aprile, cosa che dovrebbe consentire un clima più stemperato nella ‘gara’ con Fdi sui temi della sicurezza. Tra le misure sotto il faro del Colle: l’articolo 15 sulle detenute madri, l’articolo 19 su violenze o resistenza al pubblico ufficiale che prevede aggravanti senza attenuanti in caso di violenze o resistenza a pubblico ufficiale se il fatto è commesso al fine di impedire la realizzazione di un’opera pubblica o di un’infrastruttura strategica, la richiesta che sia il Parlamento e non un organo amministrativo a stilare la lista delle opere strategiche, il nuovo reato di resistenza passiva in carcere e nei Cpr, il divieto di Sim per cittadini extracomunitari senza il permesso di soggiorno.

Le opposizioni chiedono intanto che si riapra la discussione. “Siamo di fronte ad una destra illiberale e superficiale. Per fortuna c’è il Parlamento. A questo punto il testo sarà modificato e nella discussione in aula riproporremo i nostri emendamenti. La maggioranza si fermi, riapra la discussione, ascolti i tanti rilievi critici emersi in commissione, stralci l’art 31 che potenzia in maniera del tutto irragionevole e preoccupante i poteri dei servizi di sicurezza; insomma abbandoni la prospettiva panpenalistica e demagogica, e provi ad affrontare una questione importante come è quella della sicurezza, in modo serio”, ha sottolineato Andrea Giorgis, capogruppo del Pd in commissione Affari costituzionali.

“Quello del governo non è stato un errore di battitura ma di arroganza”, è il commento di Peppe de Cristofaro, presidente dei senatori di Avs. “Non hanno sbagliato a scrivere l’anno. Erano certi di chiudere entro il 2024, si sono trovati davanti il muro delle opposizioni e questo errore è la conseguenza di questa arroganza”, sottolinea.

Serramenti, Oknoplast per la decima volta vince Prodotto dell’anno

Milano, 26 mar. (askanews) – Oknoplast ha vinto per la decima volta consecutiva il Premio Eletto Prodotto dell’Anno. Per il 2025 a ricevere il riconoscimento il serramento in alluminio Titano Steel, scelto dai consumatori come il miglior prodotto nella categoria Finestre.

La scelta dei Prodotti dell’Anno avviene attraverso un’indagine condotta da Circana su un campione di 12.000 italiani, che valutano i candidati in base a criteri come innovazione, attrattiva e soddisfazione. Quelli con le migliori valutazioni in ciascuna categoria vengono eletti Prodotto dell’Anno, che quindi si configura come un riconoscimento indipendente.

A ritirare il premio, alla cerimonia all’Alcatraz di Milano, Matteo Guerra, responsabile comunicazione Oknoplast per il mercato italiano. “I consumatori hanno premiato Titano Steel – ha commentato – per la sua audacia, il suo design elegante dato dalle sfumature esterne del telaio e dell’anta che danno carattere alla finestra, dall’innovazione data dalla combinazione della tecnologia, date dalle prestazioni di alto livello e della sostenibilit e la durabilit nel tempo data dall’alluminio che il materiale in cui la finestra progettata e costruita”.

Tra le caratteristiche del serramento la resistenza e il comfort abitativo, oltre che la massimizzazione dell’ingresso di luce naturale. Il significativo isolamento termico contribuisce poi a ridurre i consumi energetici.

Eurocommissario Sefcovic prevede dazi Usa al 20% su tutti i Paesi Ue

Roma, 26 mar. (askanews) – Il commissario europeo al commercio internazionale, Maros Sefcovic si attende che i dazi degli Stati Uniti sulle importazioni dall’Unione Europea si attestino a un livello “nell’ordine del 20%” e che vengano applicati in maniera indifferenziata su tutti e 27 i Paesi membri. Lo riporta il Financial Times, citando quanto lo stesso Savic avrebbe detto a due fonti anonime al termine di alcune riunioni a Washington.

In questi incontri gli i negoziatori Usa non hanno fornito indicazioni su eventuali esenzioni rispetto ai dazi. Per parte sua Sefcovic ha avvertito che dazi di questa portata avrebbero effetti “devastanti” sull’economia Ue, hanno aggiunto le fonti citate dal quotidiano.

Bpm scivola sul Danish compromise: "Ma l’Opa Anima va avanti, già al 48%"

Milano, 26 mar. (askanews) – Francoforte irrompe nel risiko italiano: la Banca centrale europea dà parere negativo a Banco Bpm sull’utilizzo dei benefici patrimoniali previsti dal Danish compromise per l’offerta su Anima e la Sgr diventa improvvisamente più cara. I soci di piazza Meda dovranno rinunciare a 1 miliardo di distribuzione al 2027 e il Cet 1 della banca si fermerà al 13%, contro il 14,4% dello scenario più favorevole. La decisione definitiva sull’applicazione del Danish Compromise arriverà dall’Eba nei prossimi giorni, ma l’effetto in Borsa è immediato: Banco Bpm lascia sul parterre il 4,48% e scivola a 9,81 euro per azione, mentre Anima tiene botta e con il -0,43% si ferma a 6,94 euro per azione, ancorata ai sette euro offerti da Giuseppe Castagna.

Unicredit è spettatrice interessata, data l’Ops su piazza Meda: perde lo 0,47%, a 55,02 euro per azione. Tradotto: alla luce delle 0,175 azioni Unicredit proposte ai soci di Banco Bpm per ciascuna quota portata in adesione, lo sconto dell’Ops si riduce intorno al 2%.

Banco Bpm ha fatto sapere di voler proseguire con l’Opa su Anima, anche senza Danish compromise. Domani è in agenda un consiglio di amministrazione, con al centro le evoluzioni dell’offerta. Intanto, le adesioni aumentano, avvicinando la banca alla soglia del 50%: oggi sono state consegnate azioni per l’1,16% del capitale, il totale che può controllare piazza Meda è salito al 48,4%.

I dubbi riguardano più le mosse di Unicredit e Andrea Orcel, grande protagonista delle manovre finanziarie in Italia e in Europa. Senza il Danish compromise per Anima, Banco Bpm diventa meno conveniente ma allo stesso tempo meno cara. Unicredit, come ha ricordato più volte nelle settimane scorse, potrebbe sfilarsi, appellandosi anche a una delle clausole di salvaguardia messe nero su bianco già a novembre, o potrebbe andare avanti, senza rilanci. Gli analisti sono divisi. Per Mediobanca, “il prezzo è la variabile chiave nel processo decisionale di Unicredit. Nonostante le notizie di oggi – scrivono gli analisti – man mano che il prezzo si allinea ai termini dell’offerta, vediamo sempre meno possibilità che Unicredit si ritiri dall’offerta di Banco Bpm, data la forte compatibilità industriale e strategica dell’operazione”.

Pubblico e privato insieme per la sostenibilit nella Sanit e PA

Roma, 26 mar. (askanews) – Si svolto a Villa Blanc a Roma il Convegno “Sostenibilit in azione nella Sanit e nella Pubblica Amministrazione: collaborazione tra pubblico e privato per un futuro migliore”, organizzato da Siram Veolia, leader nell’ottimizzazione energetica e nella trasformazione ecologica, e Luiss Business School, da sempre impegnata nella promozione della sostenibilit attraverso formazione e ricerca.

Accelerare la transizione energetica e la decarbonizzazione nella Sanit e nella Pubblica Amministrazione una sfida cruciale per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilit europei e nazionali. Per affrontarla, il settore pubblico e quello privato devono unire forze e competenze, sfruttando tecnologie innovative, nuovi modelli operativi e strumenti come il Partenariato Pubblico Privato. Siram Veolia partner di riferimento in Italia di clienti pubblici e privati nel percorso di decarbonizzazione, attraverso interventi integrati di efficientemente energetico, produzione locale di energie rinnovabili, gestione della risorsa idrica e dei rifiuti speciali. Emanuela Trentin, CEO Siram Veglia, ha detto: “Noi siamo presenti in circa 13mila edifici e oltre 3mila edifici sanitari, presenti su tutto il territorio nazionale, quindi essere locali, vicino alla singola esigenza per noi un fattore estremamente importante ma anche vincente”.

Durante il dibattito emerso il ruolo strategico della collaborazione pubblico-privato attraverso progetti che integrino energie rinnovabili, efficienza energetica e soluzioni digitali avanzate, sfruttando le potenzialit dell’intelligenza artificiale per ottimizzare i servizi e ridurre le emissioni di CO . Cristiano Busco, Full Professor and Direttore Consulting & International Projects Luiss Business School, ha spiegato: “Per la Luiss Business School la sostenibilit centrale perch diventa un punto di riferimento essenziale di tutti i nostri percorsi formativi, i nostri percorsi esperienziali. Noi siamo una societ Benefit, quindi al centro del nostro statuto ci sono le tematiche di sostenibilit, con le quali ci relazioniamo con i nostri stakeholder, con i nostri portatori di interessi, con la nostra comunit di riferimento. Inoltre la sostenibilit centrale nelle nostre attivit di ricerca, che costantemente portiamo in aula nei percorsi formativi e in manifestazioni come quella odierna dove si parla di transizione, di sostenibile, e dove si parla di centralit delle tematiche di sostenibilit nella gestione d’impresa”.

Cibo, prevenzione e qualit della vita: congresso internazionale a Roma

Roma, 26 mar. (askanews) – Cibo, medicina e salute pubblica. Sono questi gli argomenti al centro del congresso internazionale ‘Lyfestyle, diet, wine & health’ in programma fino al 28 marzo a Roma. Un grande evento per riflettere su nutrizione, prevenzione delle malattie e qualit dell’esistenza.

Il professor Attilio Giacosa, presidente dell’Irvas – l’Istituto per la ricerca sul vino e la salute, ha spiegato: “Lo stile di vita vuol dire innanzitutto il comportamento alimentare, a tavola, inclusa anche l’assunzione di un buon bicchiere di vino. Lo stile di vita dei mediterranei, cio la dieta mediterranea, un qualche cosa di estremamente importante che gi da molto tempo risulta esser correlato con la salute, l’allungamento della vita, la riduzione delle malattie cardivascolari e tumori. Quello che in questi giorni si discute il significato nuovo, quali sono le nuove evidenze su questa correlazione. Qui discuteremo proprio del come la dieta mediterranea sia in grado di influenzare la salute, attraverso il concetto di epigenetica. Vale a dire come alcuni aspetti di questo comportamento, incluso l’utilizzo di un bicchiere di vino, siano in grado di accendere e spegnere quegli interruttori genetici che sono in grado di favorire la salute”.

L’obiettivo di tutte le ricerche far stare bene, non consumare. L’approccio alla nutrizione deve essere basato su quanto accertato dalla scienza e non suggerito dalle mode.

Sandro Sartor, di ‘Wine in Moderation’ ha detto: “Il vino stato parte ed parte della dieta mediterranea da sempre. Quindi sicuramente ha un ruolo, nella tavola, in combinazione con i cibi. Naturalmente in modo moderato e responsabile. Ed ha anche un ruolo nella nostra cultura da sempre. La convivialit che il vino sa creare, la connessione che sa creare tra le persone non da sottovalutare”.

La soluzione proposta quella della alimentazione equilibrata, dell’attivit fisica regolare, della qualit del sonno e in alcuni casi della moderata restrizione calorica.

Sartor ha quindi aggiunto: “Noi pensiamo che la cultura sia tutto. Cosa intendo? L’educazione ad un consumo responsabile sia la modalit attraverso la quale la cultura del vino pu stare e pu continuare ad essere parte della nostra vita negli anni a venire. Viviamo in un mondo dove ci viene detto tutti i giorni quello che dobbiamo fare e quello che non dobbiamo fare. Crediamo che non vada bene cos. Dobbiamo responsabilizzare le persone che dovranno imparare a comportarsi in un modo adeguato e responsabile. Compreso il bere vino in modo moderato e responsabile. Quindi la cultura e la formazione e non i divieti”.

Ponte Morandi, parente vittima: all’ex ad di Aspi sputerei in faccia

Genova, 26 mar. (askanews) – “Gli sputerei in faccia”. E’ lo sfogo di Paola Vicini, una dei parenti delle vittime del crollo del ponte Morandi, al termine delle dichiarazioni spontanee rilasciate dall’ex ad di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci nel processo sul disastro che cost la vita a 43 persone, tra cui suo figlio Mirko.

“Lui – ha aggiunto Vicini – andato a cena la sera stessa, io ero ad aspettare il cadavere di mio figlio. Altra gente era all’obitorio mentre lui era a cena. Meno male che sollevato, il peso ce l’abbiamo noi, noi siamo all’ergastolo, lui libero da sei anni insieme ai suoi soci. E questa sarebbe la giustizia italiana? Tutti si dovrebbero vergognare di questa storia”.

L’ex numero uno di Autostrade ha spiegato in aula di avere chiesto e ottenuto che le famiglie delle vittime venissero indennizzate. “A me non ha dato niente – ha commentato Paola Vicini – che lo dimostri a chi l’ha dato, ma dei suoi soldi non sappiamo cosa farcene, le vite dei nostri cari non hanno un valore. Scuse? Ha avuto il coraggio di presentarsi dopo un anno quando c’era la messa, abbiamo chiesto che si allontanasse, non abbiamo ricevuto niente e non ci interessano neanche le sue scuse”.

Rai1, da domenica 30 marzo la serie tv "Costanza"

Roma, 26 mar. (askanews) – Adattamento televisivo del romanzo “Questione di Costanza” firmato da Alessia Gazzola, la serie tv “Costanza” – coproduzione Rai Fiction – Banijay Studios Italy, per la regia di Fabrizio Costa, in onda su Rai 1 (e in box set su RaiPlay) da domenica 30 marzo per quattro prime serate – è una commedia romantica che racconta una contrastata storia d’amore contemporanea e un mistero del passato. Miriam Dalmazio interpreta la protagonista, Costanza, giovane madre single che vive a Messina con la figlia Flora, tra difficoltà quotidiane e precarietà lavorativa.

Laureata in Medicina e specializzata in Paleopatologia, la scienza che studia malattie antiche e indaga i segreti nascosti nei resti umani del passato, non ha trovato lavoro nel suo campo e si arrangia come rider per una catena di food delivery. Tutto cambia quando vince un assegno di ricerca di un anno presso il prestigioso Dipartimento di Paleopatologia di Verona: non solo avrà l’occasione di fare il lavoro per cui ha studiato, ma potrà finalmente ricongiungersi con la sorella minore Antonietta – detta Toni – che nella città veneta lavora come psicologa, e a cui è molto legata, dopo la perdita dei genitori. Verona, però, è anche la città in cui vive il padre di Flora, Marco, architetto di successo, che non ha mai saputo di avere una figlia.

La relazione tra Costanza e Marco è stata una breve passione, spezzata dalla scoperta che lui era ‘felicemente’ fidanzato e che lei era stata solo un’avventura. E mentre Costanza si aspettava che Flora prima o poi le ponesse la fatidica domanda “chi è mio padre?” e le chiedesse di conoscerlo, non avrebbe mai immaginato che le loro vite si sarebbero intrecciate ancora, dopo sette anni di silenzio e lontananza. Marco è ancora legato a Federica, la fidanzata storica, e sta per sposarla, però – dopo lo shock iniziale – si rivela un padre curioso, attento e premuroso, di cui Flora si innamora subito… e nemmeno Costanza riesce a rimanergli indifferente.

Anche se ha avuto la fortuna di trovare un collega che riesce a farla sorridere fin dal loro primo incontro: Ludovico, studioso di lingue antiche, è un uomo simpatico e affascinante, che le diventa alleato nel Dipartimento e per il quale Costanza prova una forte attrazione. Ludovico non perde occasione per ricordarle che non è solo una madre, ma anche una donna che ha tutto il diritto di divertirsi ed essere felice. Possibilmente con lui. Inevitabile che sia geloso delle attenzioni che Marco riserva alla figlia e, di riflesso, a Costanza. In Dipartimento, però, Ludovico ha campo libero: oltre a sorprenderla a ogni pausa pranzo, supporta Costanza nel lavoro e nell’affrontare lo spirito competitivo dei colleghi – in particolare la coppia formata da Diana, l’ambiziosa storica che contende a Costanza un posto fisso in Dipartimento, e da suo marito Anselmo, timido archeologo innamoratissimo della moglie – e il giudizio del professor Melchiorre, anatomopatologo a capo del Dipartimento, che mal sopporta l’irruenza e la fantasia di Costanza, ma che imparerà ad apprezzarne la passione e la dedizione al lavoro.

Mentre cerca un difficile equilibrio tra la vita privata e un lavoro impegnativo, Costanza affronta l’incarico da cui dipende il suo futuro professionale: ricostruire la storia di Selvaggia di Staufen, figlia illegittima di Federico II di Svevia, i cui resti sono stati ritrovati nei pressi del suggestivo Castello di Montorio. Man mano che le ricerche procedono, Costanza dà voce alle avventure di Selvaggia attraverso un podcast in cui narra un mistero che si tinge di sfumature da thriller storico.

Ranucci (Report): Fazzolari ha attivato i servizi segreti sulle mie attività

Bruxelles, 26 mar. (askanews) – Il conduttore della trasmissione Tv “Report” di Rai Tre, Sigfrido Ranucci, ha accusato oggi a Bruxelles Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega ai Servizi Segreti, di aver attivato i Servizi stessi nei suoi confronti per la sua attività di giornalista d’inchiesta.

Ranucci lo ha riferito durante una conferenza nel pomeriggio al Parlamento europeo, organizzata dal gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D) su “Informazione libera, democrazia forte”.

Rispondendo all’eurodeputato Marco Tarquinio, eletto nel Pd ed ex direttore del quotidiano “Avvenire”, che chiedeva se si fosse mai sentito controllato “attraverso mezzi non dichiarati”, come è successo al direttore di Fanpage , Francesco Cancellato, nella vicenda del software “Paragon”, Ranucci ha affermato: “Più che sospetti, sospetti ne abbiamo avuti sempre, ne ho avuto almeno in tre occasioni la certezza, perché la mia squadra ha sorpreso tre persone che mi seguivano, mi filmavano durante l’incontro con una fonte; e in un’altra occasione ho avuto certezza che Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha attivato i servizi segreti per chiedere informazioni sulle mie attività”.

“Credo che ci stiano seguendo in Italia e credo che si debba immediatamente, questo lo chiedo in diretta, accertare e fare immediatamente un’interrogazione parlamentare”, ha detto subito dopo un altro giornalista ed europarlamentare eletto nel Pd, Sandro Ruotolo, che moderava la conferenza.

Sono accuse “estremamente gravi” perché si è già saputo di Cancellato e di Paragon, “ma Sigfrido vi assicuro in questo momento va protetto”, perché nella televisione ormai è rimasto praticamente solo lui, Ranucci, a fare giornalismo d’inchiesta, ha concluso Ruotolo.

“Sigfrido Ranucci risponderà in tribunale delle deliranti accuse che mi ha rivolto, sostenendo che avrei ‘attivato i servizi segreti per chiedere informazioni sulla sua attività’. Non ho alcuna possibilità di attivare i nostri servizi di intelligence e, qualora la avessi, di certo non farei sprecare tempo, energie e risorse dello Stato per controllare una figura ininfluente come Ranucci”. Lo dichiara in una nota Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per l’Attuazione del programma di governo.

Salone del Mobile scalda i motori, Porro: si conferma grande magnete

Milano, 26 mar. (askanews) – 2.103 espositori, il 38% delle aziende dall’estero di cui oltre il 70 % europee. Sono questi i numeri snocciolati da Maria Porro, presidente del Salone del Mobile, in vista della prossima edizione che aprir i battenti nei padiglioni della fiera a Rho dall’8 al 13 aprile. “Noi puntiamo alla qualit e a differenziare i mercati – ha detto – Lavoriamo su nuove geografie in un momento in cui i mercati consolidati vanno in crisi”. “Il Salone del Mobile riconferma il suo ruolo di grande attrattore, di grande magnete”, ha concluso.

Mfe: cda in corso, attesa per offerta sulla tedesca Prosiebensat

Milano, 26 mar. (askanews) – Chiusura debole per i titoli Mfe e Prosiebensat mentre è in corso a Cologno Monzese il cda del Biscione per esaminare l’offerta per Prosiebensat. Il gruppo Mediaset si appresterebbe, infatti, a lanciare un’Opa per l’emittente tedesca, di cui detiene il 29,99% del capitale, nell’ambito del suo progetto di costruire un gruppo media paneuropeo. A Piazza Affari il titolo Mfe A ha ceduto l’1,6% a 3,454 euro, le Mfe B lo 0,25% a 4,828 euro, mentre alla Borsa di Francoforte Prosiebensat ha annullato i guadagni della prima parte della seduta, chiudendo in rialzo dello 0,8% a 6,5 euro.

Mfe da mesi si è già assicurata dalle banche finanziamenti per 3,4 miliardi proprio per sostenere la sua espansione all’estero.

La partita per Mediaset in Germania era iniziata nel 2019, quando a maggio aveva a acquistato il 9,6% del capitale di Prosiebensat, diventandone così primo azionista. “Una scelta di lungo periodo per creare valore in una logica sempre più internazionale”, aveva commentato l’AD Pier Silvio Berlusconi. Da allora il rafforzamento nel capitale fino a sfiorare la soglia Opa del 30%. “Il domani dei broadcaster passa da una crescita dimensionale indispensabile per poter resistere ai giganti globali”, ha sottolineato nuovamente poco settimane fa Pier Silvio Berlusconi, in occasione dei risultati 2024 del gruppo.

Ponte Morandi, ex ad Aspi: noi responsabili ma la colpa altra cosa

Milano, 26 mar. (askanews) – “Ho parlato tanto, penso di avere detto tutto. Il tribunale il luogo dove si parla di queste cose. Come ho detto anche oggi e avevo sottoscritto tempo fa, noi fin dall’inizio ci siamo sentiti responsabili perch avevamo la custodia di quel bene, ma la colpa un’altra cosa, la colpa quello che dovr decidere il tribunale. Io ho dato il mio contributo alla ricostruzione degli eventi”. Lo ha detto l’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci, parlando con i giornalisti dopo aver rilasciato per circa 5 ore dichiarazioni spontanee al processo per il crollo del ponte Morandi.

Il Roadshow del GSE arriva ad Arezzo

Roma, 26 mar. (askanews) – Si tenuta ad Arezzo la quindicesima tappa provinciale del Roadshow del GSE “Diamo energia al cambiamento”. L’iniziativa ha come obiettivo quello di promuovere la cultura della sostenibilit e illustrare i numerosi strumenti incentivanti gestiti dal GSE per favorire la transizione energetica del Paese. Il viaggio divulgativo avviene a bordo di un’auto a biometano, messa a disposizione dal comparto associativo di settore, confermando l’impegno del GSE verso una mobilit sostenibile.

La giornata iniziata alle 9.30 presso l’ITIS Galileo Galilei di Arezzo con l’evento “GSE incontra le Scuole”. Dopo i saluti istituzionali di Luca Decembri, Dirigente scolastico dell’Istituto Galileo Galilei, Lorenzo Pierazzi, Provveditore agli Studi di Arezzo e Alessandro Polcri, Presidente della Provincia di Arezzo, il Presidente del GSE Paolo Arrigoni ha introdotto gli studenti a un viaggio nella transizione energetica, con un focus particolare sulle Comunit Energetiche, al termine del quale stato dato spazio ai ragazzi per domande e considerazioni.

Nel pomeriggio, presso la Sala Borsa Merci di Arezzo, il GSE ha aperto lo Sportello Informativo dedicato alle Comunit Energetiche Rinnovabili, dove amministratori locali, imprenditori e professionisti hanno potuto ricevere consulenze personalizzate dagli Account Manager specializzati del GSE.

Alle 14.30 si tenuto l’incontro istituzionale “La transizione energetica: GSE incontra i Comuni, le PA e le Partecipate Pubbliche”, aperto dai saluti del Sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli e del Presidente della Provincia Alessandro Polcri. Durante la sessione, il Presidente Arrigoni ha illustrato il ruolo del GSE nei territori, seguito dagli interventi di esperti del GSE su servizi per la PA e le partecipate pubbliche, edilizia pubblica, mobilit sostenibile, autoconsumo e CER. A conclusione dell’evento, stato conferito il Premio “VIVI – Territorio Vivibile”, ai comuni virtuosi che si sono contraddistinti nell’implementazione di interventi di riqualificazione energetica del patrimonio pubblico. I comuni premiati con targa sono: il Comune di Loro Ciuffenna, il Comune di Poppi e il Comune di Bibbiena. I comuni testimonial sono invece: il Comune di Montevarchi e il Comune di Cavriglia.

“Con il nostro Roadshow intendiamo rafforzare la collaborazione con enti locali, aziende e cittadini, promuovendo le opportunit di crescita offerte dalla transizione energetica – ha affermato il presidente del GSE Paolo Arrigoni – In Toscana, a fine 2024, gli impianti fotovoltaici installati hanno raggiunto quota 100.649, il 16% in pi rispetto a fine 2023, per una potenza installata di circa 1.467 MW, in aumento del 20%. In particolare, nella provincia di Arezzo si registrato un totale di 13.952 impianti, in aumento del 16% rispetto fine 2023, per una potenza installata di circa 257 MW, in aumento del 13%. Sono invece 43 le pubbliche amministrazioni, di cui 35 comuni, su un totale di 36, che hanno ricevuto assistenza dal GSE nell’implementazione di progetti di efficientamento energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili. Questi dati dimostrano che il territorio toscano sta accogliendo favorevolmente i vantaggi derivanti dall’intraprendere un percorso virtuoso verso la sostenibilit ambientale”.

Feltrin: Salone del Mobile raggio di sole in momento buio per mercato

Milano, 26 mar. (askanews) – “Il Salone del Mobile l’unico raggio di sole che rallegra la scena, perch resta sempre l’appuntamento fondamentale, e, specialmente in questa situazione di incertezza, diventa un punto fermo positivo, sul quale si ha proprio una leva per poter affrontare questi momenti cos complessi e cercare di sfruttare e cogliere tutti quei segnali, anche se piccoli, positivi che ci possono essere”. A dirlo il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin, in occasione della conferenza stampa di presentazione della prossima edizione del Salone dedicato al mondo dell’arredo, in calendario alla fiera di Rho dall’8 al 13 aprile. Feltrin ha definito la fiera una “lente di ingrandimento su opportunit, anche piccole, che altrove non si potrebbero cogliere.

Malattie cardio-metaboliche, il ritorno economico di uno screening

Roma, 26 mar. (askanews) – Un italiano su due in et lavorativa tra i 40 e i 69 anni presenta un rischio cardio-metabolico medio-alto con un impatto economico associato stimato a 13,4 miliardi di euro l’anno. Investire in un programma di prevenzione primaria attraverso uno screening cardio-metabolico nella popolazione target pu migliorare gli outcome di salute, riducendo la probabilit di eventi cardiovascolari maggiori, abbassando il carico sanitario e offrendo un ritorno economico positivo. Sono le conclusioni del lavoro realizzato da TEHA Group, societ di The European House Ambrosetti, con il contributo non condizionante di Sanofi, confluite nel position paper “Rischio cardio-metabolico in Italia: il ritorno economico di un programma di screening della popolazione”, presentato a Roma.

Obiettivo del documento stato analizzare l’impatto economico della prevenzione in ambito cardio-metabolico, valutando sostenibilit ed efficacia di interventi di prevenzione primaria basati su screening mirati e trattamenti precoci.

Rossana Bubbico, Senior Consultant della Practice Healthcare di TEHA Group: “Le nostre analisi ci dicono che 1 italiano su 2 in questa fascia d’et rischia di incorrere in un evento cardiovascolare maggiore nei prossimi 10 anni, per cui urgente intervenire con attivit di prevenzione, tra cui anche l’implementazione di un programma di screening rivolto a questa popolazione. Investire in questo programma di screening, oltre che migliorare la salute pubblica, ha anche un ritorno economico positivo”.

In Italia le malattie cardiovascolari coinvolgono almeno 9 milioni di persone e, secondo gli ultimi dati del Progetto Cuore dell’Istituto Superiore di Sanit, il 98% della popolazione italiana di et compresa tra i 18 e i 69 anni presenta almeno un fattore di rischio cardiovascolare. noto come i fattori di rischio aumentino la mortalit: la prevenzione, agendo su fattori di rischio modificabili potrebbe ridurre del 34% la mortalit nella fascia 0-74 anni per i principali gruppi di malattie, evitando fino all’80% dei decessi.

Prof. Claudio Borghi , Medicina Interna Universit di Bologna e componente CdA Iss: “L’impatto sostanziale. Le malattie cardio-metaboliche contribuiscono ovviamente alla prognosi negativa, sono tra le prime cause di morte e fondamentalmente hanno una capacit di essere prevenute notevole, attraverso la modulazione dei diversi fattori di rischio. Abbiamo strategie farmacologiche, abbiamo strategie comportamentali, ma soprattutto dobbiamo avere una grande collaborazione con chi promuove strategie di prevenzione”.

Secondo un modello di stratificazione del rischio adottato da TEHA Group, programmi di screening cardio-metabolico ed un approccio preventivo sulla popolazione target potrebbero non solo ridurre l’incidenza di eventi cardiovascolari maggiori e migliorare gli outcome di salute, ma anche generare un ritorno economico positivo per il Servizio Sanitario Nazionale e il Sistema Paese.

Andrea Marcellusi, presidente International Society of PharmacoEconomics and Outcome Research Italy-Rome Chapter: “Il nostro modello ha simulato la possibilit di avere una diagnosi precoce nelle malatti cardio-metaboliche sulla popolazione generale e abbiamo visto come investendo delle risorse sanitarie importanti, economiche importanti, ma anche di gestione sanitaria importante, possiamo ottenere dei ritorni economici. Investendo 1 euro in questo screening potremmo ottenere 1,6 euro di ritorno economico: il che vuol dire che il vantaggio di investire in prevenzione ha un ritorno proprio economico, di saldo assoluto in termini di euro, positivo”.

L’Atlantic ha pubblicato i messaggi della chat dei vertici di Trump

New York, 26 mar. (askanews) – The Atlantic ha pubblicato i messaggi dalla chat Signal tra i principali funzionari per la sicurezza nazionale dell’amministrazione Trump, rivelando una grave violazione delle regole di sicurezza operativa. I messaggi, inviati prima dell’attacco alle postazioni Houthi in Yemen, contenevano dettagli su orari di decollo di F-18 e droni MQ-9, finestre operative e lancio di missili Tomahawk.

In uno dei messaggi, il segretario alla Difesa Pete Hegseth scriveva: “Condizioni meteo favorevoli. Confermato con Centcom, siamo pronti per il lancio”. Seguiva un piano dettagliato: “1215: partenza F-18 (primo attacco), 1345: apertura finestra per il bersaglio, 1415: droni sul target, 1536: lancio dei Tomahawk”.

Il consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz ha poi confermato in chat l’eliminazione del principale responsabile missilistico Houthi. Nella chat sono seguiti messaggi celebrativi: il vicepresidente Vance ha risposto con un “excellent”, il direttore della CIA John Ratcliffe ha aggiunto “A good start” e Waltz ha inviato un messaggio con emoji di un pugno, la bandiera americana e il fuoco. Hegseth ha chiuso scrivendo: “Ottimo lavoro. Altri attacchi in corso per ore stanotte, domani rapporto completo. Per ora puntuali, precisi e buoni risultati”.

Il Consiglio per la sicurezza nazionale ha verificato l’autenticità della conversazione. Secondo The Atlantic, il giornalista Jeffrey Goldberg era stato aggiunto per errore alla chat, ricevendo informazioni due ore prima dell’inizio dei raid.

Conte: mozione contro riarmo, Parlamento deve votare questo piano

Roma, 26 mar. (askanews) – “Vogliamo fortemente questa mozione perch il Parlamento deve votare su questo piano di riarmo. Non possono portarci a un’economia di guerra senza neppure il voto dei cittadini. Vogliamo un dibattito pubblico, vogliamo che tanti cittadini contrari abbiano voce. Per questo ci ritroveremo il 5 aprile qui a Roma a dire ‘No’ a questo piano di riarmo”. Lo ha detto il leader di M5s, Giuseppe Conte, davanti a Montecitorio assieme ai capogruppo di Camera e Senato, Riccardo Ricciardi e Stefano Patuanelli, annunciando una mozione contro il Piano di Riarmo europeo.

“In queste ore la Commissione europea ha addirittura varato un piano per allarmare i cittadini chiedendo di riempire le nostre case con le scorte alimentari. Ma i cittadini non riescono a riempire neppure il carrello della spesa quotidiana, ci chiedono di fare scorte di farmaci, mentre tanti cittadini rinunciano alle cure anche immediate, e non possono comprare i farmaci. Vogliamo un’Europa sociale, un’Europa contro il carovita, contro il caro bolletta per tutelare famiglie e imprese, no al piano di riarmo”, ha aggiunto Conte.

Terna aggiorna il Piano 2024-28, record investimenti a 17,7 mld

Roma, 26 mar. (askanews) – Terna ha aggiornato il Piano industriale 2024-28 con una accelerazione sul fronte degli investimenti e una revisione al rialzo dei principali target. Si tratta di fatto di una cifra record per gli investimenti che raggiungeranno i 17,7 miliardi, con un incremento di 1,2 miliardi rispetto al piano precedente e di cui 10,8 miliardi di euro per lo sviluppo della Rete elettrica di trasmissione nazionale. Obiettivo del gruppo quello di guidare la transizione energetica con una infrastruttura all’avanguardia in grado di garantire sicurezza e stabilit alla rete in un periodo di forte espansione delle energie rinnovabili che lo scorso anno hanno raggiunto i 7,6 Gw installati. Con l’aggiornamento del Piano industriale, Terna ha inoltre programmato di investire nella trasformazione digitale dell’azienda 2,4 miliardi di euro, con un incremento di oltre il 20% rispetto ai circa 2 miliardi di euro del precedente Piano.

Punti centrali per la societ che come sottolineato dall’Amministratore delegato Giuseppina Di Foggia, grazie anche ai sistemi di accumulo e alle interconnessioni con l’estero consentir all’Italia di ridurre progressivamente la sua dipendenza dalle fonti fossili tradizionali con effetti positivi sulle bollette degli italiani.

Giuseppina Di Foggia, Amministratore delegato Terna: “Mi preme innanzitutto sottolineare il record per quanto riguarda gli investimenti, ma anche la crescita a doppia cifra di tutti i principali indicatori economico finanziari oltre le guidance che avevamo aggiornato durante il corso dell’anno. Il principale obiettivo sar l’integrazione delle energie rinnovabili al fine di garantire facilitare la indipendenza energetica del nostro paese e la sicurezza elettrica”.

Il gruppo, in concomitanza con il Piano aggiornato, ha presentato anche i risultati del 2024 che si sono chiusi oltre le stime, con un utile netto in crescita del 19,9% a 1,062 miliardi, investimenti a 2,7 miliardi di euro, in crescita a doppia cifra sull’anno precedente (+17,6%), i pi alti nella storia di Terna e un dividendo in crescita a 39,62 centesimi di euro per azione, cifra che diventer la base per la cedola nell’arco di Piano 2024-28 pi un incremento fissato dal gruppo. Nel quinquennio Terna conta infatti di vedere aumentare tutti i maggiori dati economico finanziari arrivando a raggiungere un utile netto di gruppo che passer da 1,08 miliardi di euro nel 2025 a 1,19 miliardi di euro nel 2028.

Trump insiste: dobbiamo avere la Groenlandia

New York, 26 mar. (askanews) – “Abbiamo bisogno della Groenlandia per la sicurezza internazionale. Ne abbiamo bisogno. Dobbiamo averla”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un’intervista rilasciata al podcaster Vince Coglianese, a poche ore dalla partenza del vicepresidente JD Vance per una visita ufficiale proprio in Groenlandia. “Mi dispiace metterla in questo modo, ma dobbiamo averla”, ha detto definendo l’isola fondamentale sia “da un punto di vista difensivo che offensivo”, senza però specificare in che modo gli Stati Uniti intendano eventualmente acquisirne il controllo.

Siccit, Casini (Aubac): Portare avanti bilancio idrico

Roma, 26 mar. (askanews) – “Dall’analisi dei dati emergono con chiarezza una minore disponibilit di risorse idriche, un aumento della domanda d’acqua e un progressivo peggioramento delle condizioni climatiche caratterizzate da temperature sempre pi alte e da lunghi periodi di siccit alternati a forti precipitazioni. Il Paese rimasto indietro e negli ultimi trent’anni non ha investito adeguatamente sulle infrastrutture idriche. Ci che si pu fare a breve termine certamente agire sui comportamenti per ridurre gli sprechi, investire sulla manutenzione, realizzare piccoli invasi ed installare desalinizzatori mobili per far fronte ai picchi turistici estivi. Nel frattempo, occorre accelerare sulla riduzione delle perdite idriche e sulla realizzazione delle connessioni tra i diversi sistemi acquedottistici. A questo bisogna associare la ricerca di altre fonti approvvigionamento, ricorrendo, in particolare, al riuso delle acque reflue: oggi, solo nel distretto dell’appennino centrale, un miliardo di metri cubi d’acqua finisce in mare senza essere riutilizzato in alcun modo”. Lo ha detto Marco Casini, segretario generale AUBAC a Largo Chigi, il format in onda su Urania Tv. Casini ha poi parlato dell’importanza del bilancio idrico per conoscere il rapporto tra domanda e offerta d’acqua di un territorio e programmarne correttamente gli utilizzi presenti e futuri. Secondo Casini “il rapporto tra domanda e offerta d’acqua deve essere noto, regolato e programmato al fine di consentire un corretto bilanciamento dei diversi interessi, antropici e naturali, comprese le nuove richieste che oggi arrivano dai data center e dalla produzione di idrogeno verde. Per far questo occorre poter disporre per ciascun bacino idrografico di un vero e proprio bilancio idrico che prenda in considerazione gli stock superficiali e sotterranei disponibili, gli apporti meteorici, i fabbisogni, i prelievi, i consumi, nonch le risorse necessarie alla conservazione degli ecosistemi acquatici. Una corretta e pi efficiente gestione della risorsa idrica pertanto un problema essenzialmente di conoscenza che, rispetto al passato, deve essere sempre pi dinamica, dettagliata e puntuale. Questo oggi possibile grazie alla digitalizzazione e ai notevoli progressi nei campi del telerilevamento terrestre e satellitare, del GIS e dell’intelligenza artificiale”.

Ucraina, Tajani: no a invio militari se non con le Nazioni Unite

Trieste, 26 mar. (askanews) – “Non inviare militari in missione che non siano delle Nazioni unite, é l’unica condizione per noi per inviare militari”. Così, a riguardo di un’eventuale missione in Ucraina il ministro degli esteri, Antonio Tajani, a margine della visita all’Ince di Trieste. “Rimane l’opzione, sorta di art.5 bis della Nato per garantire la sicurezza europea e per proteggere l’Ucraina” ha specificato il ministro, confermando che sul tema, “il dibattito è in corso ma – ha tenuto a precisare, dopo aver partecipato al vertice di maggioranza in collegamento con Palazzo Chigi – siamo concordi: ne abbiamo parlato con la presidente del Consiglio, il vicepresidente Salvini, il ministro della Difesa Crosetto”. Tajani ha aggiunto che su questo c’è “condivisione sulla posizione che terrà la premier” domani a Parigi.